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	<title>Keiko Fujimori Archives - InsideOver</title>
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	<title>Keiko Fujimori Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Un&#8217;altra Fujimori non fa bene al Perù&#8221;. Intervista con Jorge Nieto Montesinos</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/unaltra-fujimori-non-fa-bene-al-peru-intervista-con-jorge-nieto-montesinos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 08:04:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Perù" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il candidato del partito del Buon Governo commenta l'esito delle elezioni presidenziali: "Un'altra Fujimori non fa bene al Perù". </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/unaltra-fujimori-non-fa-bene-al-peru-intervista-con-jorge-nieto-montesinos.html">&#8220;Un&#8217;altra Fujimori non fa bene al Perù&#8221;. Intervista con Jorge Nieto Montesinos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Perù" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/peru-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le elezioni presidenziali in Perù sono sempre molto travagliate e lo dimostra il fatto che in dieci anni si sono alternati alla Casa di Pizarro, il palazzo presidenziale, ben otto presidenti che hanno nominato ventuno Primi ministri, uno più debole dell’altro. L’ultima tornata elettorale ha visto la vittoria di <strong>Keiko Fujimori Higuchi,</strong> la figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori condannato per corruzione e crimini contro l’umanità. L’erede della potente famiglia di origine giapponese è riuscita a trionfare al quarto tentativo, ma adesso deve trovare una solida maggioranza in Parlamento, perché <strong>il suo partito Forza Popolare da solo non ha i numeri per sostenere un governo.</strong> Le elezioni si sono svolte in un clima particolarmente teso con le generazioni più giovani scese in piazza per protestare per la grave crisi economica che attanaglia il Perù e per la corruzione dilagante. La Fujimori al ballottaggio ha sconfitto di poco il candidato di sinistra <strong>Roberto Sanchez</strong>, ma la frammentazione politica resta uno dei problemi maggiori a Lima che ha visto ben 36 candidati nel primo turno. Al quarto posto di questa sconfinata lista di contendenti si è classificato <strong>Jorge Nieto Montesinos </strong>che ha ottenuto quasi l’11% con la sua formazione politica centrista Partido del Buen Gobierno, al secondo turno Nieto non ha voluto appoggiare la Fujimori chiedendo ai suoi elettori di annullare la scheda. Jorge Nieto Montesinos è stato ministro della Cultura e della Difesa durante la presidenza di Pedro Pablo Kuczynski ed ha rappresentato il Perù all’Unesco. </p>



<p><strong>Senatore Nieto, al secondo turno delle presidenziali non vi siete schierati, anche se in molti si aspettavano un appoggio a Keiko Fujimori. </strong></p>



<p>&#8220;Eravamo e restiamo alternativi al programma di Forza Popolare, il partito della nuova presidente. Dopo l’elezione mi ha fatto piacere sentire Keiko Fujimori alla quale ho fatto le congratulazioni, ma non entrerò a far parte di nessun governo che abbia un programma diverso dal nostro. Metto però la mia esperienza a disposizione del Perù, soprattutto per gestire calamità naturali e situazioni particolarmente complesse come quelle che stiamo attraversando&#8221;.</p>



<p><strong>Senatore, la politica peruviana non ha più nessuna credibilità, i giovani della Generazione Z scendono in piazza per protestare e la maggioranza dei suoi colleghi vengono continuamente indagati dalla magistratura.</strong></p>



<p>&#8220;La mia candidatura nasceva per riformare profondamente il Perù, rafforzando lo Stato e lottando contro l’insicurezza. Il partito del Buon Governo si propone come alternativa tecnocratica in un panorama politico caratterizzato da frammentazione e sfiducia nei confronti dei partiti tradizionali. L’obiettivo è ripristinare l&#8217;integrità istituzionale e rafforzare il ruolo dello stato. La sicurezza è al primo punto così come la lotta al narcotraffico e alla criminalità organizzata. La nuova presidenza deve riprendere il controllo del territorio con Zone Sicure Integrate che coordinino Polizia, Procura e Magistratura, oltre all&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale per la prevenzione della criminalità e a un regime più severo per i capi della criminalità organizzata&#8221;.</p>



<p><strong>Dieci anni di fallimenti hanno minato anche la credibilità internazionale del Perù ed ancora un Fujimori alla presidenza non sembra la soluzione.&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;I partiti sono diventati estensioni di attività o iniziative puramente personali. Questo spiega perché il simbolo di molti partiti includa l&#8217;iniziale del loro proprietario, ma noi siamo diversi ed abbiamo scelto un simbolo precolombiano per sottolineare le autentiche radici peruviane. Keiko Fujimori deve dimostrare di saper superare il “fujimorismo”, idolatrare il padre che è stato condannato per crimini gravissimi non fa progredire la nostra nazione.  Il Perù deve essere riconciliato e superare il settarismo. Albero Fujimori non c’è più e questo è un bene per noi  e la nuova presidente deve comprenderlo&#8221;. </p>



<p><strong>In campagna elettorale i toni sono stati esasperati e la nuova presidente ha accusato la sinistra di essere il male assoluto, non sembra la strada giusta per una riconciliazione nazionale.&nbsp;</strong></p>



<p>&#8220;La sinistra non è il male, ma lo è la povertà della nostra gente, così come la corruzione, l&#8217;incompetenza delle autorità e l&#8217;incapacità di trasformare le entrate fiscali in prosperità. Esiste una sinistra pericolosa come era quella di Hugo Chávez, Nicolás Maduro, Evo Morales e dei fratelli Castro, ma adesso dobbiamo dialogare con tutti o fra un anno torneremo alle elezioni gettando il paese  ancora una volta nel caos. Mentre litighiamo stiamo perdendo il futuro economico, istituzionale e democratico di un&#8217;intera generazione, la domanda per Keiko Fujimori è se ami davvero il Perù e come vuole dimostrarlo.&#8221;</p>
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		<title>La Primavera latina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-primavera-latina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Oct 2019 09:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cile Pinera" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701-768x393.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701-1024x524.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&#8220;Formicai di miseria si vedono nei campi sparsi attorno alle città dell&#8217;America Latina&#8221;: la celebre frase scritta nel 1979 da Ryszard Kapuscinski, il grande reporter polacco, in La prima guerra del football e altre guerre di poveri è quanto di più attuale ci possa essere parlando dell&#8217;attuale contesto latinoamericano. Il 2019 da brividi dell&#8217;America Latina Le aree a sud del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-primavera-latina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cile Pinera" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701-768x393.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/proteste-in-Cile-La-Presse-3-e1572169233701-1024x524.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>&#8220;Formicai di miseria si vedono nei campi sparsi attorno alle città dell&#8217;America Latina&#8221;: la celebre frase scritta nel 1979 da <strong>Ryszard Kapuscinski, </strong>il grande reporter polacco, in <em>La prima guerra del football e altre guerre di poveri </em>è quanto di più attuale ci possa essere parlando dell&#8217;attuale contesto latinoamericano.</p>
<h2>Il 2019 da brividi dell&#8217;America Latina</h2>
<p><strong>Le aree a sud del Rio Grande </strong>sono sempre più calde, infiammate da proteste, rivolte, tensioni sociali. Le dilaganti disuguaglianze, la povertàe le endemiche faglie nella società contribuiscono a creare un cocktail esplosivo che si è manifestato recentemente <a href="https://it.insideover.com/politica/lamerica-latina-in-rivolta-contro-lausterita.html" target="_blank" rel="noopener">nell&#8217;ondata di proteste in </a><strong>Ecuador e Cile, </strong>ma anche in analoghe manifestazioni nella povera e depressa <strong>Haiti </strong>nei primi mesi del 2019.</p>
<p>Ma non solo: a infiammare periodicamente l&#8217;America Latina è il controverso rapporto tra i suoi popoli e la sua classe politica. Capace di produrre grandi conduttori di popolo, eccellenti tribuni, appassionati trascinatori di masse, un&#8217;idea di indipendenza nazionale e regionale che ha prodotto contesti di aggregazione come l&#8217;<strong>Alba </strong>nel &#8220;cortile di casa&#8221; degli Stati Uniti. Meno capace di costituirsi in <strong>classe dirigente continua, </strong>capace di produrre una dialettica del potere e del mondo istituzionale trasparente e efficace e di sottrarsi al potere di condizionamento, in positivo e in negativo, dei centri d&#8217;influenza tradizionali: in diversi Paesi, i finanzieri legati all&#8217;Occidente, il grande capitale fondiario e caste armate tanto disabituate a fare la guerra quanto inclini a infilarsi nei dibattiti politici interni.</p>
<p>La <strong>Bolivia </strong>ha recentemente offerto un esempio in tal senso, col controverso <a href="https://it.insideover.com/politica/morales-si-proclama-vincitore-ma-la-bolivia-rischia-il-caos.html">esito delle elezioni presidenziali</a> &#8220;addomesticato&#8221;, a quanto pare, a proprio favore dal <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html" target="_blank" rel="noopener">leader uscente Evo Morales</a>. E come non parlare della <strong>lotta di potere in Venezuela </strong>tra due contendenti, uno dei quali (Nicolas Maduro) è un autocrate a capo di una cricca autoreferenziale e il cui avversario (Juan Guaidò) un usurpatore senza titoli se non il benestare di Washington? O del caso del <strong>Brasile, </strong>ove Jair Bolsonaro è giunto al potere sull&#8217;onda dell&#8217;inchiesta giudiziaria &#8220;Lava Jato&#8221; e in cui imperversano casi di proteste massicce in città come Rio de Janeiro, in cui le autorità sono accusate di un uso arbitrario della forza? O del <strong>Perù </strong>in cui la lotta di potere ha portato allo stallo istituzionale?</p>
<p>L&#8217;America Latina, continente troppo spesso lontano dall&#8217;attenzione mediatica quanto importante come laboratorio di certe evoluzioni sociali e politiche difficilmente osservabili in altri contesti, è viva e sempre più calda, ma intrinsecamente sempre più debole: quando, per citare <strong>Eduardo Galeano, </strong>le sue vene sono aperte si notano contraddizioni e criticità di una regione del mondo che risulta sempre più aperta alle ingerenze politiche esterne nei confronti di Paesi sempre più deboli.</p>
<h2>Ecuador e Cile, la piazza batte l&#8217;austerità</h2>
<p>Tra le ingerenze maggiori, sicuramente si delineano quelle dei <strong>grandi istituti finanziari sovranazionali, </strong>guidati dal Fondo Monetario Internazionale. L&#8217;Fmi ha richiesto all&#8217;Ecuador un pacchetto di riforme strutturali, taglio alla spesa pubblica e riduzione del welfare come controparte a dei prestiti, e il Paese si è rivoltato contro il Presidente <strong>Lenin Moreno. </strong>Il pacchetto di riforme 883, contenente le linee guida dell&#8217;austerità, è stato ritirato dopo durissime proteste di piazza guidate dal predecessore di Moreno, <strong>Rafael Correa</strong>.</p>
<p>Stesso discorso per il <strong>Cile, </strong>il cui presidente <strong>Sebastian Pinera </strong>ha accolto le richieste della piazza dopo giorni di rivolta contro la il carovita e l&#8217;austerità fiscale del governo. La decisione di aumentare il prezzo dei biglietti della metro di Santiago ha funto da materiale fissile per una rivolta generale, culminata nella <strong>dichiarazione dello stato di emergenza </strong>e in una repressione che ha prodotto oltre 20 morti. <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/26/cile-pinera-non-lascia-ma-annuncia-la-fine-dello-stato-di-emergenza-e-un-rimpasto-di-governo-revocato-il-coprifuoco-a-santiago/5534654/">Una manifestazione da oltre un milione di persone ha invaso le piazze di Santiago</a> il 25 ottobre scorso, spingendo Pinera a annunciare la fine dell&#8217;austerità. Il presidente ha dichiarato di voler ascoltare le voci dei protestanti presentando &#8220;una profonda agenda sociale che raccoglie molte delle lamentele più sentite dai nostri compatrioti, in modo da avanzare con urgenza e volontà verso un miglioramento delle <strong>pensioni</strong>, delle <strong>entrate dei lavoratori</strong>, verso la stabilizzazione del prezzo di servizi di base come l’elettricità, e presto vogliamo anche fare progressi sui <strong>prezzi dell’acqua</strong> e del Tag (<em>il sistema di pedaggio autostradale, ndr</em>)&#8221;.</p>
<h2>Venezuela, Bolivia, Perù: poteri in bilico</h2>
<p>Il braccio di ferro elettorale tra Morales e lo sfidante liberaldemocratico<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-carlos-mesa.html"> </a><strong>Carlos Mesa </strong>in Bolivia è solo l&#8217;ultimo di una serie di conflitti di potere apertisi in America Latina. Prima di Sucre, anche Caracas e Lima erano state scosse, rispettivamente, dal clamoroso conflitto di potere tra Juan Guaidò e Nicolas Maduro e dalla spaccatura tra presidenza e parlamento.</p>
<p>Molto nota è la situazione venezuelana, meno ma altrettanto delicata e bloccata quella peruviana: <strong>Martin Vizcarra, </strong>presidente di destra in carica da un anno e mezzo, deve fronteggiare la rivolta parlamentare dell&#8217;opposizione guidata dal clan dei <strong>Fujimori, </strong>guidato dalla figlia dell&#8217;ex dittatore, <strong>Keiko, </strong>che accusa il capo di Stato di voler personalizzare le alte cariche della giustizia deputate a giudicare la stessa Fujimori, coinvolta penalmente in uno scandalo di tangenti. &#8220;Nonostante crescita e stabilità economica, nel Paese le differenze di reddito tra le diverse regioni e fasce di cittadini sono clamorose, alimentando il malcontento. Vittime storiche di situazioni da medioevo sono le popolazioni originarie, sfruttate ed emarginate&#8221;, sottolinea l&#8217;Agi. Il Perù ha nel proliferare delle miniere d&#8217;oro illegali una minaccia esistenziale e simbolica alla stabilità dell&#8217;esistenza dei suoi cittadini più deboli.</p>
<h2>Gli altri focolai</h2>
<p>I restanti tremori che scuotono l&#8217;area latinoamericana afferiscono agli stessi sintomi. In Brasile Rio de Janeiro protesta contro la brutalità della polizia e dei paramilitari sdoganata dal governatore <strong>Wilson Witzel, </strong>causa di oltre 1.250 morti sospette da gennaio a agosto,  la maggior parte delle quali uomini, giovani, poveri e neri.</p>
<p><strong>Haiti,</strong> Paese alla canna del gas, è in subbuglio contro l&#8217;endemica corruzione dei suoi governanti, mentre un fronte da tenere perennemente sott&#8217;occhio è quello del <strong>Nicaragua, </strong>in cui le proteste contro il presidente socialista <strong>Daniel Ortega </strong>si accendono e rientrano in maniera improvvisa e imprevedibile. La marcia di avvicinamento all&#8217;elezione-chiave del 2020 sarà caratterizzata dal solito canovaccio: accuse incrociate tra governo e opposizione, con il primo che denuncia strumentalizzazioni straniere e la seconda che attacca la repressione del dissenso e la <a href="https://latinamericareports.com/repression-returns-to-nicaragua/3313/">corruzione del potere</a>. Mentre tutto questo accade, il grande enigma resta quello della <strong>Colombia</strong>: si può parlare davvero di pace tre anni dopo l&#8217;accordo governo-Farc? <a href="https://it.insideover.com/politica/le-tresche-di-maduro-e-guaido-in-colombia.html">Il perpetrarsi della guerriglia di sinistra nel Paese</a> e la durezza di Bogotá contro i dissidenti e i protestanti <em>campesinos </em>rischiano di accendere un nuovo focolaio. Forse il più grave, in un&#8217;America Latina incandescente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-primavera-latina.html">La Primavera latina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La crisi costituzionale in Perù è sempre più grave</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-crisi-costituzionale-in-peru-e-sempre-piu-grave.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 15:42:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sendero Luminoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Proteste-in-Per%C3%B9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Perù, proteste a Lima (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Proteste-in-Per%C3%B9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Proteste-in-Per%C3%B9-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Proteste-in-Per%C3%B9-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Proteste-in-Per%C3%B9-1024x687.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Perù è attraversato da gravi tensioni politiche che rischiano di minare la stabilità del Paese. Il presidente Martin Vizcarra ha sciolto il Parlamento e convocato elezioni legislative anticipate ma i deputati si sono opposti e ne hanno dichiarato la decadenza dall&#8217;incarico. I membri dell&#8217;organo legislativo hanno proclamato la vicepresidente Mercedes Araoz come nuovo capo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-costituzionale-in-peru-e-sempre-piu-grave.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-costituzionale-in-peru-e-sempre-piu-grave.html">La crisi costituzionale in Perù è sempre più grave</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Proteste-in-Per%C3%B9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Perù, proteste a Lima (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Proteste-in-Per%C3%B9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Proteste-in-Per%C3%B9-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Proteste-in-Per%C3%B9-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Proteste-in-Per%C3%B9-1024x687.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il Perù è attraversato da <strong>gravi tensioni</strong> politiche che rischiano di <a href="https://www.theguardian.com/world/2019/oct/01/perus-president-dissolves-congress-to-push-through-anti-corruption-reforms">minare</a> la stabilità del Paese. Il presidente <strong>Martin Vizcarra</strong> ha sciolto il Parlamento e convocato elezioni legislative anticipate ma i deputati si sono opposti e ne hanno dichiarato la decadenza dall&#8217;incarico. I membri dell&#8217;organo legislativo hanno proclamato la vicepresidente Mercedes Araoz come nuovo capo di Stato, l&#8217;esecutivo ritiene che questa nomina sia da considerarsi nulla, dato che il Parlamento era già stato sciolto. I problemi nel Paese sono però molto radicati e risalgono alle consultazioni del 2016. In quest&#8217;occasione i peruviani elessero Presidente, dopo una battaglia all&#8217;ultimo voto con la candidata di destra Keiko Fujimori, Pedro Pablo Kuczynski, di tendenze politiche centriste. Le simultanee elezioni legislative produssero un risultato molto diverso e sancirono la vittoria del partito di destra Forza Popolare, guidato proprio dalla Fujimori, che ottenne la maggioranza assoluta dei seggi.</p>
<h2>Paralisi politica</h2>
<p>Kuczynski si era poi dimesso nel marzo del 2018 per evitare un voto di<strong> impeachment</strong> che ne avrebbe, molto probabilmente, segnato la rimozione dall&#8217;incarico. L&#8217;ex presidente era stato accusato d<a href="https://www.dw.com/en/peruvian-president-kuczynski-resigns-before-impeachment-vote/a-43076222">i corruzione </a>nel caso <a href="https://it.insideover.com/politica/corruzione-scandali-e-voto-anticipato-la-crisi-senza-fine-del-peru.html">Odebrecht</a> ed a succedergli era stato il suo vice, Martin Vizcarra. Le vicende di Kuczynski hanno provocato un profondo shock nel Paese e non hanno contribuito a risolvere la contrapposizione tra un capo di Stato ed un Parlamento divisi da orientamenti politici diversi. <a href="https://www.bbc.com/news/world-latin-america-49888117">Il Presidente</a> Vizcarra ha accusato il Congresso di ostacolare il suo piano di lotta alla corruzione e la scelta dell&#8217;organo legislativo di voler nominare nuovi giudici al Tribunale Costituzionale è stata vista con altrettanto sospetto. C&#8217;è il rischio che la contrapposizione tra i deputati ed il Presidente possa divenire sempre più infuocata e provocare scontri tra i sostenitori delle opposte fazioni, anche se la popolazione, dopo numerosi scandali, ha ormai poca fiducia nelle istituzioni politiche ed in particolar modo nell&#8217;organo legislativo. Le forze armate e la polizia hanno ribadito il proprio appoggio a Vizcarra, rafforzandone la posizione e prevenendo il rischio di colpi di stato o sovvertimenti che, in passato, hanno infiammato più volte le dinamiche politiche dell&#8217;America Latina. La stabilità del Perù riveste un&#8217;importanza rilevante per le dinamiche e gli equilibri della regione. Tra l&#8217;inizio degli anni degli anni Ottanta e gli anni Novanta il Paese è stato un vero e proprio campo di battaglia tra il governo di Lima ed i miliziani maoisti di Sendero Luminoso, particolarmente attivi nelle aree rurali. I livelli di scontro raggiunsero picchi molto alti e provocarono, secondo diverse stime, tra i trentacinquemila ed i settantamila morti in tutto il Paese. La cattura di Abimael Guzman, il leader del gruppo terroristico, avvenuta nel 1992 ha portato ad una graduale diminuzione dell&#8217;intensità della guerriglia. Fazioni legate a Sendero Luminoso continuano, però, ad essere attive ancora oggi ed hanno intrecciato legami con i gruppi dediti al narcotraffico.</p>
<h2>Un Paese strategico</h2>
<p>Uno degli artefici della sconfitta del gruppo maoista fu l&#8217;allora presidente Alberto Fujimori, padre di Keiko, al potere tra il 1990 ed il 2000. Fujimori, criticato per condotta autoritaria di governo, è stato in seguito accusato e condannato per i gravi abusi dei diritti umani compiuti nel corso della sua presidenza. Graziato da Kuczynski nel 2017, e&#8217; stato arrestato poi nuovamente. <a href="https://www.worldbank.org/en/country/peru/overview">L&#8217;economia peruviana</a> ha tratto vantaggio della pacificazione del Paese e dalla sua parziale democraticizzazione ,a partire dai primi anni 2000, <strong>crescendo</strong>, tra il 2002 ed il 2013, ad un media del 6.1 per cento l&#8217;anno. L&#8217;aumento dei livelli di occupazione e lo sviluppo impetuoso contribuirono anche a ridurre il tasso di povertà, passato dal 52 per cento del 2005 al 26 per cento del 2013. Dal 2014 al 2017  la crescita è rallentata, a causa della riduzione dei prezzi del rame, tra le principali esportazioni del Paese, sul mercato mondiale ed attestandosi comunque ad un livello del 3 per cento annuo. L&#8217;accentuata instabilità politica e lo scontro tra poteri costituzionali  potrebbero però causare, oltre a problemi di convivenza civile, seri danni all&#8217;economia nazionale ed influenzare negativamente le prospettive della regione. Il caos potrebbe inoltre facilitare un rinnovato radicamento territoriale di ciò che resta di <strong>Sendero Luminoso</strong>, sempre pronto a sfruttare la debolezza dell&#8217;esecutivo per elaborare nuovi e destabilizzanti piani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-costituzionale-in-peru-e-sempre-piu-grave.html">La crisi costituzionale in Perù è sempre più grave</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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