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	<title>Karoline Leavitt Archives - InsideOver</title>
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	<title>Karoline Leavitt Archives - InsideOver</title>
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		<title>Che cos&#8217;è il Jones Act e perché Trump vuole sospenderlo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/che-cose-il-jones-act-e-perche-trump-vuole-sospenderlo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 06:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="995" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316121149973_fdeda01626366f9ccdac05c7849256f6-e1773659554316.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316121149973_fdeda01626366f9ccdac05c7849256f6-e1773659554316.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316121149973_fdeda01626366f9ccdac05c7849256f6-e1773659554316.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316121149973_fdeda01626366f9ccdac05c7849256f6-e1773659554316.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316121149973_fdeda01626366f9ccdac05c7849256f6-e1773659554316.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316121149973_fdeda01626366f9ccdac05c7849256f6-e1773659554316.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316121149973_fdeda01626366f9ccdac05c7849256f6-e1773659554316.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Jones Act torna ciclicamente al centro del dibattito politico americano ogni volta che i prezzi dell’energia salgono.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="995" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316121149973_fdeda01626366f9ccdac05c7849256f6-e1773659554316.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316121149973_fdeda01626366f9ccdac05c7849256f6-e1773659554316.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316121149973_fdeda01626366f9ccdac05c7849256f6-e1773659554316.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316121149973_fdeda01626366f9ccdac05c7849256f6-e1773659554316.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316121149973_fdeda01626366f9ccdac05c7849256f6-e1773659554316.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316121149973_fdeda01626366f9ccdac05c7849256f6-e1773659554316.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260316121149973_fdeda01626366f9ccdac05c7849256f6-e1773659554316.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong><a href="https://www.govinfo.gov/content/pkg/STATUTE-41/pdf/STATUTE-41-Pg988.pdf">Merchant Marine Act of 1920</a></strong>, più noto come <strong>Jones Act</strong>, torna ciclicamente al centro del dibattito politico americano ogni volta che i prezzi dell’energia salgono e il sistema logistico interno mostra i suoi limiti. La norma, approvata nel <strong>1920</strong> per garantire agli Stati Uniti una flotta mercantile nazionale pronta all’uso in caso di guerra o emergenza, impone che <em><strong>le merci trasportate tra due porti statunitensi viaggino su navi costruite negli Stati Uniti, di proprietà americana, battenti bandiera americana e con equipaggio prevalentemente statunitense</strong></em>. </p>



<p>Per oltre un secolo questa legge ha funzionato come uno strumento di politica industriale e di sicurezza nazionale, ma ha anche reso il <strong>trasporto marittimo interno molto più costoso</strong> rispetto agli standard internazionali, creando tensioni ogni volta che l’economia entra in una fase di forte pressione sui prezzi.</p>



<p>&#8220;Nell&#8217;interesse della difesa nazionale, la Casa Bianca sta valutando la possibilità di sospendere temporaneamente l&#8217;applicazione del Jones Act per garantire il libero flusso di prodotti energetici vitali e beni agricoli essenziali verso i porti statunitensi. Tale provvedimento non è ancora definitivo&#8221;, ha dichiarato la portavoce <strong>Karoline Leavitt</strong>. Trump starebbe pianificando di concedere <strong>deroghe di 30 giorni </strong>al Jones Act, che consentirebbero alle petroliere straniere di rifornire le raffinerie della costa orientale con carburante proveniente dalla costa del Golfo e da altre zone.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre i 100 dollari a barile</h2>



<p>Il superamento della soglia dei 100 dollari al barile riporta in primo piano i limiti operativi imposti dal Jones Act. <strong>Il numero di petroliere conformi ai requisiti della normativa è ridotto</strong>, e i costi di costruzione e gestione negli Stati Uniti sono molto più elevati rispetto a quelli sostenuti dalle compagnie straniere. Questo significa che, in alcune circostanze, diventa più economico importare petrolio dall’estero piuttosto che trasportarlo da uno Stato americano all’altro, soprattutto tra le aree di produzione del <strong>Golfo del Messico</strong> e le <strong>raffinerie della costa orientale</strong>. Di fronte a queste rigidità, le amministrazioni federali hanno talvolta preso in considerazione deroghe temporanee per consentire l’utilizzo di navi non statunitensi nei trasporti interni, nel tentativo di aumentare l’offerta disponibile e attenuare l’impatto dei rincari sui consumatori.</p>



<p>Ogni ipotesi di sospensione, però, incontra immediatamente l’opposizione dei <strong>sindacati marittimi</strong>, che vedono nel Jones Act una delle principali garanzie di sopravvivenza per il settore. Senza l’obbligo di utilizzare navi e equipaggi americani, il trasporto costiero rischierebbe di essere rapidamente dominato da <strong>operatori stranieri</strong> con costi del lavoro più bassi, mettendo sotto pressione salari, occupazione e contratti collettivi. Le organizzazioni dei lavoratori sostengono da anni che la legge non protegge soltanto posti di lavoro, ma <strong>mantiene in vita un intero ecosistema industriale </strong>che comprende cantieri navali, fornitori militari e infrastrutture portuali strategiche. In questo quadro, l’eventuale apertura alle petroliere straniere viene percepita come un precedente pericoloso, capace di indebolire progressivamente un settore già ridimensionato rispetto al passato.</p>



<p>La forza contrattuale dei sindacati marittimi si è vista chiaramente anche nell’autunno del 2024, quando uno sciopero dei portuali ha mostrato quanto il sistema logistico statunitense resti vulnerabile alle tensioni nel settore. A un mese dalle elezioni presidenziali, i lavoratori iscritti alla <strong>International Longshoremen&#8217;s Association</strong> avevano incrociato le braccia dopo il fallimento delle trattative con le compagnie di navigazione, bloccando i principali scali della costa orientale e del Golfo del Messico. La protesta, rientrata dopo pochi giorni con la ripresa dei negoziati sul rinnovo contrattuale, aveva riacceso i timori per la tenuta della catena di approvvigionamento americana, già messa alla prova negli anni precedenti da pandemia, inflazione e tensioni energetiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump e le possibili deroghe</h2>



<p>Il nodo politico diventa ancora più delicato quando la proposta di sospensione arriva da un’amministrazione repubblicana, tradizionalmente favorevole alla <strong>deregolamentazione </strong>ma al tempo stesso attenta al consenso nei territori industriali e tra i lavoratori specializzati. Anche con <strong>Donald Trump</strong> ogni valutazione su possibili deroghe al Jones Act si è scontrata con la resistenza del Congresso e con le pressioni provenienti dagli stati costieri, dove si concentrano i cantieri e le principali basi della marina commerciale. <strong>Texas</strong>, <strong>Louisiana</strong>, <strong>Virginia</strong> e <strong>Mississippi </strong>hanno storicamente difeso la legge come uno strumento essenziale per l’economia locale e per la sicurezza nazionale, rendendo politicamente rischioso qualsiasi intervento che possa essere interpretato come un indebolimento permanente della normativa.</p>



<p>Per questo motivo, nella storia recente, le sospensioni del Jones Act sono state concesse solo in <strong>circostanze eccezionali</strong>, come dopo grandi uragani o in presenza di emergenze energetiche improvvise, e sempre per periodi limitati. Anche in quei casi, le decisioni sono state accompagnate da forti polemiche e da pressioni per ridurre al minimo la durata delle deroghe. <strong>L’attuale fase di prezzi elevati del petrolio ripropone lo stesso dilemma</strong>: da un lato la necessità di aumentare la flessibilità del sistema energetico interno, dall’altro il timore di aprire una crepa in una delle leggi più simboliche della politica industriale americana. In questo equilibrio instabile, ogni scelta rischia di trasformarsi in uno scontro frontale tra esigenze economiche immediate e interessi strutturali radicati da oltre un secolo.</p>



<p>Non è chiaro, al momento, quanto le esenzioni potrebbero influenzare i prezzi della benzina, che sono <strong>aumentati di circa 60 centesimi al gallone </strong>da quando sono iniziati gli attacchi all&#8217;Iran. <strong>Colin Grabow</strong>, direttore associato dell&#8217;<em>Herbert A. Stiefel Center for Trade Policy Studies </em>del Cato Institute, sostiene che le aspettative saranno, probabilmente, modeste. Grabow cita l&#8217;opportunità, con una deroga, di spostare più facilmente i prodotti petroliferi dalla costa del Golfo ai porti della costa orientale, dove i costi del carburante sono più elevati, ma avverte che &#8220;sono molti i fattori che influenzano il mercato&#8221;, quindi i prezzi al dettaglio potranno comunque aumentare perché altre forze annullerebbero gli effetti delle esenzioni.</p>



<p></p>
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		<title>La portaerei Uss Abraham Lincoln punta l&#8217;Iran: un&#8217;altra volta</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-uss-abraham-lincoln-punta-liran-unaltra-volta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 05:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei]]></category>
		<category><![CDATA[rivolte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1-768x548.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p> Accompagnata da quattro cacciatorpediniere, la Lincoln sta arrivando nel Golfo Persico. E intanto l'aviazione... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1-768x548.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Alla fine una <strong>portaerei</strong> degli Stati Uniti stazionerà nel <strong>Golfo Persico</strong>. La Uss Abraham Lincoln, richiamata all&#8217;ordine dal suo pattugliamento nel Mar Cinese Meridionale, area di responsabilità della 7ª Flotta, ha attraversato ieri mattina lo stretto di Malacca e sta puntando verso le coste dell&#8217;Iran, dove il presidente Donald Trump aveva già scelto di <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-schierano-la-portaerei-lincoln-contro-liran.html">schierarla nel 2019</a>, durante la crisi delle petroliere e del libero transito del greggio attraverso lo stretto strategico di Hormuz.</p>



<p>Secondo quanto reso noto, la portaerei e il suo <em>Carrier Strike Group</em>, forte di <strong>quattro cacciatorpediniere lanciamissili guidati </strong>classe Arleigh Burke &#8211; la Uss Spruance, Uss Michael Murphy, Uss Frank E. Petersen Jr. &#8211; e con buone probabilità anche di di un sottomarino d&#8217;attacco che potrebbe attenderla nel <strong>Mar Arabico</strong>, dovrebbero raggiungere la loro posizione nell&#8217;area di responsabilità del Comando Centrale degli Stati Uniti il <strong>25 gennaio</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🧵 2/3<br>Air component surge:<br>•  12x F-15E Strike Eagles (48th FW, RAF Lakenheath) now at Muwaffaq Salti AB, Jordan (+4 KC-135 tankers). Deep-strike capable, ~500 mi from key Iranian targets.<br>•  Additional C-17 Globemaster III heavy-lift flights → Jordan + Diego Garcia for… <a href="https://t.co/pWSvP4SaPu">pic.twitter.com/pWSvP4SaPu</a></p>&mdash; AL Khammas (@ALkhammas2) <a href="https://twitter.com/ALkhammas2/status/2013261634815283673?ref_src=twsrc%5Etfw">January 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nel frattempo, una transumanza di velivoli dell&#8217;US Air Force sta facendo rotta verso le basi aeree del Medio Oriente. Una squadriglia di <strong>cacciabombardieri</strong> biposto <strong>F-15E Strike Eagle</strong> decollati dalla base di Lakenheath, in Inghilterra, è atterrata direttamente alla base aerea Muwaffaq Salti in <strong>Giordania</strong>, accompagnati da <strong>velivoli da trasporto tattico e strategico</strong> C-17A Globemaster che hanno seguito e sostenuto lo schieramento degli F-15 in Medio Oriente.</p>



<p>Almeno due <strong>aerocisterne KC-135 Stratotanker</strong> hanno iniziato ad attraversare l&#8217;Atlantico, per fare scalo in Europa e proseguire anche loro verso le medesime destinazioni. Oltre alla grande base di Al Udeid in <strong>Qatar</strong>, già evacuata e in preallarme dalla scorsa settimana, gli americani<a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/iran-warns-retaliation-if-trump-strikes-us-withdraws-some-personnel-bases-2026-01-14/"> dovrebbero poter contare</a> su basi aeree e piste in <strong>Kuwait</strong>, <strong>Arabia Saudita</strong> ed <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> e <strong>Oman</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutte le opzioni sul tavolo</h2>



<p>Il fatto che cacciabombardieri come gli F-15 Strike Eagle, veterani delle campagne in Medio Oriente e decisamente versatili per il munizionamento che possono impiegare, e che delle aerocisterne indispensabili per ogni missione aerea stiano &#8220;migrando&#8221; verso la regione per fornire al CENTCOM, il comando militare unificato del Dipartimento della Difesa statunitense responsabile delle operazioni di Medio Oriente, Asia Centrale, Sud Asia e dell&#8217;Africa nordorientale, lascia <strong>ipotizzare</strong> che facciano parte dell&#8217;assetto necessario a colpire nuovamente l&#8217;Iran dopo il raid dello scorso giugno, nel caso di un&#8217;<strong>escalation</strong>. Tutte queste manovre potrebbero essere solamente <strong>un&#8217;azione di pressione su Teheran</strong>, ma l&#8217;accumulo di forze e lo schieramento di determinati asset hanno già mostrato nei Caraibi cosa possono significare.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Advantage through preparation 💪<br>An F-35C Lightning II, attached to Marine Fighter Attack Squadron (VMFA) 314, launches from the flight deck of the Nimitz-class aircraft carrier USS Abraham Lincoln (CVN 72), currently underway in the U.S. 7th Fleet area of operations. <a href="https://t.co/wtgAPCEoX5">pic.twitter.com/wtgAPCEoX5</a></p>&mdash; F-35 Lightning II Joint Program Office (@theF35JPO) <a href="https://twitter.com/theF35JPO/status/2009369522105667671?ref_src=twsrc%5Etfw">January 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Funzionari statunitensi continuano a rispondere ai loro interlocutori che &#8220;<em>tutte le opzioni sono ora sul tavolo</em>&#8220;, anche se alcuni analisti e fonti di alto livello <strong>non considerano &#8220;decisiva&#8221;</strong> per un <strong>crollo del regime iraniano </strong>l&#8217;azione militare che gli Stati Uniti potrebbero lanciare a supporto dell&#8217;ondata di proteste che sta travolgendo la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran, e che il regime di Teheran sta reprimendo sanguinosamente. Secondo l&#8217;Ong Human Rights Activists, sarebbero almeno 3.766 i morti durante la rivolta, mentre altre fonti triplicano questi numeri. Il bilancio delle vittime, in ogni caso, supera quello di qualsiasi altra tornata di proteste o disordini in Iran negli ultimi decenni, riportano i tristi numeri di vittime che si registrarono durante la rivoluzione del 1979.</p>



<p>Ad ogni modo, gli Stati Uniti, già impegnati in <strong>Venezuela</strong>, nel braccio di ferro diplomatico con la Nato per la questione <strong>Groenlandia</strong>, e nel lungo supporto logistico all&#8217;<strong>Ucraina</strong>, sembrano decisi a schierare una forza significativa in Medio Oriente affinché un&#8217;ampia gamma di opzioni, qualora il Tycoon decidesse di colpire l&#8217;Iran, sia a disposizione. &#8220;<em>La verità è che nessuno sa cosa farà il Presidente Trump rispetto all&#8217;Iran oltre al Presidente stesso</em>&#8220;, ha detto ad<strong> Axios</strong> il portavoce della Casa Bianca <strong>Karoline Leavitt</strong>. </p>



<p>Mercoledì scorso, 14 gennaio, un&#8217;<strong>operazione militare americana</strong> era stata <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/lattacco-degli-usa-alliran-imminente-ecco-quali-potrebbero-2595429.html">riportata come imminente </a>da diverse accreditate, ma secondo alcune indiscrezione non confermate, Trump sarebbe stato &#8220;<em>convinto a cancellare un attacco all&#8217;Iran</em>&#8221; in parte a causa della &#8220;<em>limitata capacità operativa degli Stati Uniti nella regione</em>&#8220;, e in parte perché <strong>Stati arabi</strong> avrebbero informato gli Stati Uniti che &#8220;<em><strong>non avrebbero permesso</strong> agli aerei americani di decollare dal loro territorio per colpire l&#8217;Iran</em>&#8220;.</p>



<p>Con lo schieramento della portaerei&nbsp;Uss Abraham Lincoln, che&nbsp;trasporta con sé&nbsp;la sua <strong>forza aerea imbarcata</strong> di&nbsp;circa&nbsp;90 velivoli, tra caccia multiruolo F-35C e F/A-18 Hornet e Super Hornet, insieme agli aerei per la guerra elettronica E/A-18 Growler e&nbsp;ai velivoli AWACS&nbsp;imbarcati E-2 Hawkeye, e alla potenza di fuoco garantita dalle unità di superficie che la scortano, regolarmente armate con missili da crociera Tomahawk, le l<strong>imitazioni della capacità operativa</strong> nella&nbsp;regione <strong>decadranno</strong> e rimarrà solo la prospettiva di raid dimostrativi, ma non&nbsp;essenzialmente&nbsp;strategici, a fronte di una<strong>&nbsp;possibile</strong> rappresaglia missilistica del regime di Teheran, che non vorrà certo perdere la faccia. Ancora una volta.</p>



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		<item>
		<title>Russiagate: indagati James Comey e John Brennan, ex direttori dell&#8217;FBI e della CIA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 15:03:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Indagini penali su Brennan e Comey: Fonti del Dipartimento di Giustizia riferiscono che John Brennan (ex direttore CIA) e James Comey (ex direttore FBI) sono sotto indagine penale per presunte irregolarità legate al Russiagate, incluse possibili false dichiarazioni al Congresso.<br />
Ruolo del dossier Steele: Il dossier Steele, finanziato dalla campagna di Hillary Clinton e dal Comitato Nazionale Democratico, conteneva informazioni non verificate incluse nel rapporto ICA del 2017, nonostante i dubbi interni. Brennan avrebbe spinto per la sua inclusione, contraddicendo successive dichiarazioni al Congresso.<br />
Politicizzazione dell’intelligence: Un rapporto declassificato della CIA evidenzia la politicizzazione del processo di redazione dell’ICA, influenzato da nomine politiche dell’era Obama, con il dossier Steele usato nonostante la sua scarsa affidabilità.<br />
Crossfire Hurricane e rapporto Durham: L’indagine FBI “Crossfire Hurricane” sulla campagna Trump, avviata nel 2016, si basava in parte sul dossier Steele. Il rapporto Durham critica l’FBI per non aver analizzato criticamente le informazioni, suggerendo un possibile tentativo di manipolazione politica.<br />
Richiesta di responsabilità: La Casa Bianca chiede che i funzionari dell’era Obama, inclusi Brennan e Comey, rispondano delle loro azioni. L’indagine potrebbe chiarire presunti abusi istituzionali e influenzare la fiducia nell’intelligence americana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/russiagate-indagati-james-comey-e-john-brennan-ex-direttori-dellfbi-e-della-cia.html">Russiagate: indagati James Comey e John Brennan, ex direttori dell&#8217;FBI e della CIA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Fonti del Dipartimento di Giustizia <a href="https://www.reuters.com/world/us/fbi-launches-probes-into-former-fbi-director-ex-cia-director-fox-news-reports-2025-07-08/">hanno rivelato</a> che l’ex direttore della CIA, <strong>John Brennan</strong>, e l’ex direttore dell’FBI, <strong>James Comey</strong>, sono attualmente sotto indagine penale per possibili irregolarità legate all’inchiesta sul Russiagate, compreso il presunto rilascio di dichiarazioni false al Congresso.</p>



<p>Secondo quanto riferito, il direttore della CIA <strong>John Ratcliffe</strong> ha trasmesso al direttore dell’FBI Kash Patel prove di presunti illeciti da parte di Brennan, aprendo di fatto un’inchiesta criminale. Sebbene i dettagli non siano stati resi noti, l’indagine sembra includere, almeno in parte, le dichiarazioni che Brennan avrebbe rilasciato al Congresso. Sul fronte di Comey, fonti del Dipartimento di Giustizia hanno confermato l’esistenza di un’indagine aperta, ma senza fornire dettagli sulle specifiche accuse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dossier Steele e la sua controversia</h2>



<p>Al centro delle accuse vi è la decisione di includere nel documento di valutazione dell’intelligence degli Stati Uniti (ICA) del 2017 il cosiddetto “dossier Steele”, <strong>un documento anti-Trump pieno di affermazioni non verificate e in gran parte smentite</strong>, commissionato dalla società Fusion GPS e finanziato dalla campagna presidenziale di Hillary Clinton e dal Comitato Nazionale Democratico.</p>



<p>Un <strong>rapporto recentemente declassificato</strong> ha riconosciuto per la prima volta da parte di funzionari di carriera della CIA la politicizzazione del processo con cui fu redatto l’ICA, soprattutto per l’influenza di nomine politiche dell’era Obama. I documenti rivelano che Brennan spinse personalmente per includere il dossier nel rapporto, nonostante i dubbi interni. Durante la sua testimonianza davanti alla Commissione Giudiziaria della Camera nel maggio 2023, Brennan dichiarò invece di non ritenere che il dossier dovesse essere inserito nel documento di intelligence. Una contraddizione che ora alimenta i sospetti sull’accuratezza delle sue dichiarazioni ufficiali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dettagli sull’origine e l’uso del dossier</h2>



<p>L’allegato declassificato riporta che:</p>



<p>&#8220;Una fonte dell’FBI (Steele), utilizzando fonti secondarie identificate e non, ha fornito informazioni politicamente sensibili dall’estate all’autunno del 2016 sugli sforzi di influenza russi volti alle elezioni presidenziali USA. Abbiamo solo una limitata corroborazione delle informazioni fornite e non le abbiamo usate per le conclusioni analitiche dell’ICA della CIA/FBI/NSA&#8221;.</p>



<p>Prosegue precisando che:</p>



<p>&#8220;La fonte raccolse queste informazioni per clienti privati e non fu compensata dall’FBI. Inoltre, il rapporto di Steele non fu sviluppato dalla rete di fonti secondarie dell’FBI&#8221;. </p>



<p>Il rapporto aggiunge:</p>



<p>&#8220;La fonte ha dichiarato di non poter garantire per l’accuratezza o l’origine delle ulteriori informazioni fornite, pertanto esse non sono state incluse nel prodotto finale&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rapporto del DOJ e il ruolo dell’FBI</h2>



<p>L’Ispettore Generale del Dipartimento di Giustizia, <strong>Michael Horowitz</strong>, ha anche esaminato l’inclusione del dossier Steele nell’ICA nel suo rapporto sulle presunte irregolarità legate all’uso del Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA). Nel rapporto, pubblicato nel 2019, Horowitz evidenziò “significative inesattezze e omissioni” nei mandati FISA ottenuti contro Carter Page, ex collaboratore della campagna Trump, che si basavano pesantemente sul dossier, nonostante la mancanza di prove concrete a sostegno delle accuse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scenario politico e l’allarme Brennan</h2>



<p>Nel 2020, è emerso che Brennan aveva informato l’allora presidente Obama e i vertici dell’amministrazione sul fatto che la candidata democratica <strong>Hillary Clinton</strong> stava pianificando di “gettare fango” su Trump legandolo alla Russia. Il 28 luglio 2016, Brennan riferì a Obama di un piano di un consulente di Clinton per “vilipendere Donald Trump attraverso uno scandalo che accusava il servizio di sicurezza russo”. Alla riunione parteciparono, oltre a Obama e Brennan, anche James Comey, il vicepresidente Joe Biden, l’allora procuratore generale Loretta Lynch e l’ex direttore dell’intelligence nazionale James Clapper.</p>



<p>Dopo il briefing, la CIA inviò queste informazioni tramite un responsabile delle operazioni di controspionaggio a Comey e a Peter Strzok, con oggetto “Crossfire Hurricane”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’inizio di Crossfire Hurricane</h2>



<p>Il 31 luglio 2016 l’FBI aprì un’indagine di controspionaggio su possibili collusioni tra la campagna Trump e la Russia, nota internamente come Crossfire Hurricane. L’indagine fu affidata al <strong>Procuratore Speciale Robert Mueller</strong>, che dopo quasi due anni concluse senza trovare prove di cospirazione o coordinamento criminale.</p>



<p>Successivamente, <strong>John Durham fu nominato procuratore speciale</strong> per indagare sulle origini di “Crossfire Hurricane”. Il suo rapporto evidenziò che: &#8220;Se l’FBI avesse aperto l’indagine Crossfire Hurricane come una valutazione, e avesse raccolto e analizzato dati in combinazione con le informazioni sul piano di Clinton, è probabile che le informazioni ricevute sarebbero state esaminate, almeno, con uno sguardo più critico&#8221;. </p>



<p>Durham continuò affermando che: &#8220;L’FBI non agì su ciò che avrebbe dovuto essere – se combinato con altri fatti incontrovertibili – un chiaro segnale d’allarme che l’FBI potesse essere il bersaglio di un tentativo di manipolare o influenzare il processo di giustizia per scopi politici durante le elezioni presidenziali del 2016&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Richiesta di responsabilità alla Casa Bianca</h2>



<p>La Casa Bianca chiede che i funzionari dell’era Obama siano chiamati a rispondere delle proprie azioni. La portavoce della Casa Bianca, <strong>Karoline Leavitt</strong>, ha dichiarato: &#8220;Il presidente Trump aveva ragione — di nuovo. Chi ha partecipato a questo scandalo politico deve essere ritenuto responsabile per la frode commessa contro il presidente Trump e per le bugie raccontate al popolo americano&#8221;. </p>



<p>Questa inchiesta <strong>rappresenta una svolta significativa nella lunga vicenda del Russiagate</strong>, aprendo scenari nuovi su possibili abusi istituzionali e manipolazioni politiche. L’esito dell’indagine penale su Brennan e Comey sarà fondamentale per chiarire responsabilità e ripristinare, se possibile, la fiducia nell’intelligence americana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/russiagate-indagati-james-comey-e-john-brennan-ex-direttori-dellfbi-e-della-cia.html">Russiagate: indagati James Comey e John Brennan, ex direttori dell&#8217;FBI e della CIA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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