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	<title>Kamala harris Archives - InsideOver</title>
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	<title>Kamala harris Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Perchè Zohran Mamdani non potrà mai aspirare alla Casa Bianca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-zohran-mamdani-non-potra-mai-aspirare-alla-casa-bianca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 07:27:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica americana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Zohran Mamdani: il sindaco che l’America applaude ma che la Costituzione del 177 ferma. Vi spieghiamo il perché.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-zohran-mamdani-non-potra-mai-aspirare-alla-casa-bianca.html">Perchè Zohran Mamdani non potrà mai aspirare alla Casa Bianca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251110140431211_ed8f94ea49caa5cc201919d4a3405a35-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel panorama politico americano, pochi nomi hanno suscitato negli ultimi anni la stessa attenzione di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/usa-il-voto-dei-musulmani-alle-midterm-un-possibile-effetto-mamdani.html">Zohran Mamdani</a></strong>. Giovane, carismatico, progressista, nato a Kampala in Uganda da genitori di origine indiana, cresciuto tra Africa e Stati Uniti, Mamdani è diventato sindaco di <strong>New York</strong>. La sua elezione ha segnato una svolta storica: <strong>per la prima volta la metropoli americana è guidata da un cittadino musulmano</strong>, naturalizzato statunitense solo sette anni prima, che ha saputo conquistare un consenso trasversale e inatteso.</p>



<p>È un risultato che avrebbe potuto rappresentare il trampolino di lancio verso la politica nazionale, se non fosse per una barriera invisibile ma invalicabile. La <strong>Costituzione degli Stati Uniti</strong>, redatta nel 1787, stabilisce che solo chi è cittadino “<em>per nascita</em>” può diventare presidente. <strong>Mamdani, naturalizzato nel 2018, è escluso a priori</strong>. È il paradosso più evidente della sua storia: un uomo che ha conquistato <a href="https://it.insideover.com/economia/new-york-chiama-milano-londra-madrid-cosa-insegna-la-vittoria-di-mamdani-sulle-metropoli-contemporanee.html#google_vignette">la città più potente del Paese</a>, ma che non potrà mai aspirare al potere supremo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>Non sarà eleggibile alla carica di Presidente chi non sia cittadino degli Stati Uniti per nascita o cittadino nel momento in cui questa Costituzione sarà adottata, né potrà essere eleggibile a tale carica chi non abbia raggiunto l&#8217;età di trentacinque anni e non sia residente negli Stati Uniti da quattordici anni. </em></p>
</blockquote>



<p>La regola è chiara e implacabile. Tutti i 46 presidenti americani, da Washington a Biden, sono stati cittadini sin dalla nascita. La <strong>clausola che esclude i naturalizzati </strong>nacque per timore delle ingerenze straniere, in un’epoca in cui le neonate repubbliche temevano l’influenza delle monarchie europee. <strong>In oltre due secoli, nessuna riforma è mai riuscita a modificarla.</strong> La Corte Suprema non ne ha mai dato un’interpretazione definitiva, ma la tradizione politica è rimasta invariata: chi non è nato cittadino americano, non può diventare presidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli altri casi prima di lui</h2>



<p><strong>Il caso di Mamdani non è isolato</strong>. Prima di lui, altri protagonisti della vita pubblica statunitense hanno dovuto misurarsi con lo stesso limite. <strong>Arnold Schwarzenegger</strong>, austriaco di nascita e naturalizzato americano nel 1983, governatore della California per due mandati e popolarissimo a livello nazionale, fu costretto a rinunciare a ogni ambizione presidenziale.<strong> Madeleine Albright</strong>, nata a Praga e divenuta cittadina americana negli anni Cinquanta, servì come segretario di Stato sotto Bill Clinton, ma sapeva bene che non avrebbe mai potuto correre per la presidenza. Lo stesso vale per <strong>Henry Kissinger</strong>, tedesco di nascita e tra i più influenti segretari di Stato del Novecento: stratega della politica estera americana, premio Nobel per la Pace, eppure formalmente escluso da ogni possibilità di accedere alla carica più alta.</p>



<p>In tempi più recenti, la questione è riemersa con il senatore canadese <strong>Ted Cruz </strong>e con il senatore<strong> John McCain</strong>, nati entrambi fuori dal territorio continentale americano ma da genitori cittadini. I loro casi, pur diversi, riaprirono il dibattito sul significato di “<em>natural born citizen</em>”. Entrambi furono considerati eleggibili, ma solo perché erano cittadini dalla nascita, non perché naturalizzati. Il principio, insomma, non cambiò.</p>



<p>La storia di Mamdani s’inserisce in questa lunga sequenza di destini sospesi tra l’appartenenza legale e quella simbolica. La sua elezione a sindaco di New York ne fa un caso di scuola: <strong>la piena integrazione politica e civica non cancella la distinzione d’origine che la Costituzione continua a imporre.</strong> Mentre la sua amministrazione si prepara ad affrontare le sfide monumentali della città — dalla crisi abitativa al trasporto pubblico, dall’ambiente alla sicurezza sociale — il dibattito nazionale si interroga su quanto a lungo un Paese definito dalla propria diversità possa mantenere una regola che distingue i cittadini per nascita dai cittadini per scelta.</p>



<p><strong>Mamdani, dal canto suo, non ha mai avanzato rivendicazioni presidenziali</strong>. Ma la sua figura, la sua traiettoria e la sua vittoria sono diventate una metafora politica. È l’immagine di un’America che si trasforma più velocemente della sua legge fondamentale, <strong>un Paese in cui la democrazia è più aperta nella pratica di quanto non sia sulla carta</strong>. E proprio questo contrasto – tra ciò che il Paese è diventato e ciò che la sua Costituzione ancora detta – alimenta un dibattito di fondo sull’identità nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le discussioni sull&#8217;articolo due della Costituzione</h2>



<p>Gli Stati Uniti contano oggi decine di milioni di cittadini naturalizzati, uomini e donne che servono nelle forze armate, dirigono aziende, vengono eletti nei consigli comunali, nei parlamenti statali, e ora anche nei municipi più importanti. <strong>Ma la soglia della Casa Bianca resta invalicabile.</strong> Zohran Mamdani lo sa, e forse non lo considera un ostacolo alla sua missione. Governerà New York, come prima di lui fecero altri sindaci che cambiarono il volto della città, da Fiorello La Guardia a Michael Bloomberg, ma con la consapevolezza di incarnare qualcosa di più: la contraddizione viva di un Paese che proclama l’uguaglianza e al tempo stesso la limita per nascita.</p>



<p>Il suo percorso, d’altra parte, si iscrive in una tradizione che ha già visto leader nati altrove contribuire in modo determinante alla definizione della politica americana. Kissinger, Albright, e più recentemente <strong>Kamala Harris </strong>– figlia di immigrati ma nata negli Stati Uniti – hanno tutti interpretato, in modi diversi, la tensione tra radici e destino nazionale. Mamdani aggiunge a questa genealogia un capitolo nuovo, figlio del nostro tempo: quello di un politico globale in un’America che si scopre, ancora una volta, prigioniera della propria storia.</p>



<p>Il tema dell’eleggibilità dei cittadini naturalizzati è da decenni al centro di un <strong>dibattito giuridico acceso ma mai risolto</strong>. La cosiddetta <em>natural born citizen clause</em>, contenuta nell’<strong>articolo II della Costituzione</strong>, è stata oggetto di innumerevoli studi, proposte di riforma e controversie accademiche. La Corte Suprema, pur essendo stata più volte sollecitata, non ha mai espresso un’interpretazione definitiva, preferendo lasciare al Congresso e alla prassi politica il compito di determinarne i confini. La questione si è riaccesa in momenti di tensione elettorale: accadde nel 2008, quando alcuni gruppi “<em>birther</em>” misero in dubbio, senza fondamento, la nascita americana di <strong>Barack Obama</strong>.</p>



<p>Sul piano legislativo, diversi parlamentari hanno tentato di eliminare o riformulare la clausola. Nel 2003 fu presentato l’“<em><strong>Equal Opportunity to Govern Amendment</strong></em>”, un emendamento costituzionale che avrebbe consentito ai cittadini naturalizzati da almeno vent’anni di candidarsi alla presidenza. La proposta, sostenuta anche da esponenti repubblicani e indipendenti, non superò però la prima fase di discussione. Le resistenze furono forti da entrambi gli schieramenti, in nome della “continuità storica” e della presunta necessità di preservare il carattere originario dell’istituzione presidenziale. <strong>Da allora, ogni tentativo di revisione si è arenato prima di arrivare al voto</strong>.</p>



<p>Tra i giuristi, la disputa resta aperta. Una parte sostiene che la distinzione tra cittadini per nascita e naturalizzati sia ormai incompatibile con i <strong>principi di eguaglianza sanciti dal XIV emendamento</strong> e con la natura inclusiva della cittadinanza contemporanea. Altri, invece, ritengono che la clausola sia una garanzia indispensabile contro potenziali <strong>interferenze straniere</strong> e che abolirla significherebbe snaturare un equilibrio fondativo del sistema politico americano. Il risultato è una paralisi interpretativa: la Costituzione, in questa materia, continua a parlare la lingua del Settecento, mentre la società americana vive nel XXI secolo.</p>
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		<title>J.K. Rowling e Trump: la creatrice di Harry Potter sferza gli intellettuali che hanno perso il senso della realtà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 08:57:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"Ignoranti delle conseguenze sul mondo reale": J.K. Rowling sferza gli intellettuali progressisti dopo il Trump 2.0.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/j-k-rowling-e-trump-la-creatrice-di-harry-potter-sferza-gli-intellettuali-che-hanno-perso-il-senso-della-realta.html">J.K. Rowling e Trump: la creatrice di Harry Potter sferza gli intellettuali che hanno perso il senso della realtà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109180809776_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1564871-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>mondo progressista</strong> internazionale si interroga, dal 6 novembre scorso, sulle motivazioni della sconfitta di <strong>Kamala Harris</strong> alle presidenziali Usa e, <strong>per chi non avesse letto le già <a href="https://it.insideover.com/politica/bernie-sanders-cara-kamala-ti-spiego-io-perche-hai-perso.html">eloquenti spiegazioni di Bernie Sanders</a></strong> sui limiti della campagna democratica, a spiazzare chiunque volesse abbandonarsi a spiegazioni semplicistiche ha pensato nientemeno che <strong>J. K. Rowling</strong>.</p>



<p>La scrittrice britannica, &#8220;madrina&#8221; di Harry Potter e pungente polemista, <strong>convinta progressista</strong> che in passato ha polemizzato con gli intellettuali della sua area su tematiche come l&#8217;enfatizzazione della tematica gender, in questi giorni sul suo profilo X  ha messo in luce tutte le problematiche con cui si confronta un&#8217;intellighenzia liberal, non solo statunitense, alla prova del Trump 2.0.</p>



<p>Rowling ha preso le mosse da un commento della nota scrittrice americana <strong>Joyce Carol Oates</strong>, che ha spiegato la vittoria di Donald Trump con la propaganda che ha portato alla crescita dell&#8217;odio delle minoranze. Per Oates, in particolare, &#8220;la questione &#8220;transgender&#8221; ha significato molto per alcuni elettori&#8221;, ha scritto sottolineando come <strong>il Partito Repubblicano abbia avuto tra i suoi cavalli di battaglia</strong> l&#8217;idea di limitare le politiche di transizione di genere. L&#8217;86enne autrice nota: &#8220;Non riesco a immaginare perché qualcuno si senta minacciato da un numero così esiguo di individui che altrimenti potrebbero essere considerati con simpatia; e posso solo concludere che molti elettori sono stati spinti a odiarli e temerli dai media di destra che li hanno caricaturati e demonizzati&#8221;.</p>



<p>Spiegazioni semplicistiche per la Rowling, che nel 2008 ha <strong>donato un milione di sterline al Partito Laburista britannico</strong> per sostenere il primo ministro Gordon Brown e ha dichiarato di apprezzare figure come <strong>Barack Obama e Hillary Clinton</strong>. La scrittrice ha risposto alla Oates facendo notare che &#8220;un sacco di intellettuali di sinistra benestanti&#8221; cadono di fronte alla necessità di spiegare il mondo in forma complessa. Nota Rowling: questi pensatori &#8220;isolati e spesso ignoranti delle conseguenze nel mondo reale della posizione che hanno assunto, concludono che le masse sono state manipolate da influenze di cui sono troppo intelligenti e nel giusto per cadere preda&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This is where a ton of well-off leftist intellectuals are stuck. Insulated from and often ignorant of the real world consequences of the position they&#39;ve taken, they  conclude the masses have been manipulated by influences to which they are too clever and righteous to fall prey. <a href="https://t.co/8ljBXrRPCn">https://t.co/8ljBXrRPCn</a></p>&mdash; J.K. Rowling (@jk_rowling) <a href="https://twitter.com/jk_rowling/status/1854451845789261849?ref_src=twsrc%5Etfw">November 7, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Non è l&#8217;unica critica mossa a questo mondo culturale da Rowling davanti ai suoi oltre 14 milioni di follower. <strong>Ha risposto a Katharine Viner</strong>, direttrice del <em>Guardian</em> britannico, che ha vergato un editoriale impegnando la sua testata a &#8220;ergersi&#8221; contro un altro quadriennio trumpiano, definito &#8220;una minaccia per la libertà di stampa&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Ooh, let me guess. Emotive longform pieces from Owen Jones complaining that American taxi drivers aren&#39;t reading enough Judith Butler? <a href="https://t.co/F8zzzNlLGQ">pic.twitter.com/F8zzzNlLGQ</a></p>&mdash; J.K. Rowling (@jk_rowling) <a href="https://twitter.com/jk_rowling/status/1854315757913657592?ref_src=twsrc%5Etfw">November 7, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>A suo modo, con fare polemico verso una parte del mondo culturale che spesso ha messo Rowling sotto attacco per posizioni anticonformiste, la scrittrice britannica ribadisce, sul piano <strong>culturale e identitario</strong>, quanto politici come Sanders dicono sul fronte operativo e decisionale. Ovvero lamentare che le formazioni progressiste siano state chiamate lontano dalla loro vocazione tradizionale di rappresentanza del mondo del lavoro, della produzione, della concretezza, per <strong>il peso determinante delle sirene di un&#8217;ideologia più astratta</strong>. Tagliente un altro tweet di Rowling: &#8220;Una parte rumorosa ed elitaria della sinistra demonizza tutti coloro che hanno domande sulla transizione dei figli, bullizza le donne perché si battono per i loro diritti e si abbassa a persone le cui preoccupazioni immediate non includono pronomi. Potreste pensare che sia così che si conquistano cuori e menti. Io non la penso così&#8221;.</p>



<p>Certo, la scrittrice <strong>semplifica eccessivamente, ad esempio, il peso eccessivo dato alla questione gender</strong> e dimentica, nel suo ragionamento, il corollario dei discorsi sociali. Ma nella sua impalcatura essenziale il discorso tiene: Harris, è questo che vuol dire Rowling, perde assieme ai suoi sostenitori culturali perché è venuta meno al dovere della concretezza. I temi reali, quelli che cambiano la realtà fattuale delle persone sul lungo periodo, erano nell&#8217;agenda di Joe Biden, non nella sua. I voti sono di conseguenza virati a destra.</p>



<p>L&#8217;ha ben spiegato, sempre su X, <a href="https://x.com/paolomossetti/status/1854158416299672011">il nostro collega <strong>Paolo Mossetti</strong></a>, sottolineando che in casa democratica il &#8220;basarsi sui laureati liberali del terziario&#8221; ha di fatto protato a &#8220;sopravvalutare la razza come elemento centrale per le persone di colore, il genere per le donne, la sessualità per i gay. Per parafrasare Simone Weil, il sacrosanto desiderio di autonomia ha trascurato esigenze dell’anima umana come ordine, ubbidienza, responsabilità, gerarchia e radicamento&#8221;. Si è prodotta &#8220;una rivolta del mondo concreto contro l’antropologia semplificata del globalismo e dei suoi osservatori del mondo pensato&#8221;. <strong>Due figure assai diverse come Sanders e Rowling</strong> hanno confermato questa lucida lettura, che interroga in prospettiva tutti i progressisti del pianeta. Che non possono limitarsi a dare la colpa agli elettori quando il mondo va in maniera diversa alle loro aspettative.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/j-k-rowling-e-trump-la-creatrice-di-harry-potter-sferza-gli-intellettuali-che-hanno-perso-il-senso-della-realta.html">J.K. Rowling e Trump: la creatrice di Harry Potter sferza gli intellettuali che hanno perso il senso della realtà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il mondo al contrario dei media: 5 feriti sono un pogrom, 120 mila morti sono legittima difesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/il-mondo-al-contrario-dei-media-5-feriti-sono-un-pogrom-120-mila-morti-sono-legittima-difesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2024 17:22:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1381" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109172419162_0d1f09482dcf45380c925a280bc25961.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Amsterdam" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109172419162_0d1f09482dcf45380c925a280bc25961.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109172419162_0d1f09482dcf45380c925a280bc25961-600x432.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109172419162_0d1f09482dcf45380c925a280bc25961-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109172419162_0d1f09482dcf45380c925a280bc25961-1024x737.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109172419162_0d1f09482dcf45380c925a280bc25961-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109172419162_0d1f09482dcf45380c925a280bc25961-1536x1105.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per due giorni la gran parte dei media ha dipinto le violenze anti-israeliane di Amsterdam come un complotto antisemita. Però... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1381" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109172419162_0d1f09482dcf45380c925a280bc25961.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Amsterdam" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109172419162_0d1f09482dcf45380c925a280bc25961.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109172419162_0d1f09482dcf45380c925a280bc25961-600x432.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109172419162_0d1f09482dcf45380c925a280bc25961-300x216.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109172419162_0d1f09482dcf45380c925a280bc25961-1024x737.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109172419162_0d1f09482dcf45380c925a280bc25961-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109172419162_0d1f09482dcf45380c925a280bc25961-1536x1105.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Niente, non è nemmeno colpa loro. <strong>Dei fatti di Amsterdam</strong>, in occasione della partita di Europa League tra Ajax e Maccabi, abbiamo già dato conto su InsideOver, in questo articolo di Valerio Moggia (<a href="https://it.insideover.com/societa/amsterdam-chi-sono-davvero-i-tifosi-del-maccabi.html">Chi sono davvero i tifosi del Maccabi</a>) e in quest&#8217;altro del sottoscritto (<a href="https://it.insideover.com/politica/amsterdam-il-pogrom-antisemita-i-provocatori-del-maccabi.html">Se Gaza irrompe nel mondo del calcio</a>), quindi non serve ricapitolarli. Abbiamo parlato di &#8220;pogrom&#8221; perché era chiaro che si trattava di violenze organizzate che avevano un preciso sfondo politico e razziale. Quindi non abbiamo debiti con nessuno.</p>



<p>Resta però un fatto. Come sempre, <strong>la narrazione corrotta dei fatti rischia di diventare persino più importante dei fatti stessi.</strong> Per condannare lo spregevole assalto ai tifosi del Maccabi (che a loro volta non si sono risparmiati, in quel di Amsterdam, con le provocazioni) sono stati scomodati i reduci dei campi di concentramento, sono stati chiamati a raccolta tutti gli intellettuali di pronta beva, trombe, trombette, pifferi e primi violini hanno provveduto al rumore di fondo. Netanyahu, che è una vecchia e cinica volpe, ha approfittato della situazione per una splendida operazione di propaganda: due aerei speciali sono decollati da Israele con squadre mediche a bordo, come nel pieno di un&#8217;emergenza bellica. Alla fine il bilancio di questa tragedia è stato: 5 feriti. Cinque. Feriti.</p>



<p>Eppure per circa 36 ore la cosiddetta &#8220;stampa di qualità&#8221; ci ha parlato dei fattacci di Amsterdam come di una seconda &#8220;notte dei cristalli&#8221;, come il segno evidente di una persecuzione antiebraica in pieno svolgimento. Il tutto <strong>sugli stessi media che delle stragi di Gaza parlano controvoglia, proprio perché non se ne può fare a meno</strong>. Con il risultato di produrre (e non veniteci a dire che è un caso) questa tesi: cinque fan del Maccabi feriti in una caccia al tifoso israeliano in quel di Amsterdam sono un pogrom, una notte dei cristalli, una congiura antisemita. Mentre <a href="https://it.insideover.com/video-gallery/video-i-morti-di-gaza-99-medici-usa-raccontano-la-verita-da-oggi-diventa-la-nostra-verita-ecco-perche.html#google_vignette">120 mila morti palestinesi a Gaza</a> sono vittime collaterali di una legittima azione di autodifesa. E si badi bene: guai a parlare di genocidio o tentativo di genocidio per Gaza, come fanno molti. Mentre di &#8220;notte dei cristalli&#8221; per 5 feriti (cinque. feriti) si può serenamente parlare.</p>



<p>Come si diceva, il problema ormai non sta più in questo o quell&#8217;episodio, per quanto spiacevole o drammatico possa essere. Il problema, invece, sta ormai in questa nuvola mediatica che, in simbiosi con i poteri oggi prevalenti, cerca di &#8220;vendere&#8221; ai cittadini una pittura della situazione che è ormai quasi del tutto di fantasia. Che con la realtà dei fatti, con la proporzione delle questioni aperte, con la praticabilità delle soluzioni proposte ha un rapporto labilissimo, in molti casi inesistente. <strong>È un racconto di comodo, di interesse, che sempre più spesso va a spaccarsi le corna contro l&#8217;implacabile muro delle cose.</strong></p>



<p>La conseguenza è questa: ogni volta che ci si trova ad affrontare una questione controversa e importante, ogni volta che servirebbe un&#8217;analisi seria e profonda per aiutarci a capire, molti dei media più diffusi sono largamente inutili, quando non dannosi. Prendiamo la guerra in Russia seguita all&#8217;invasione russa. Ci sono due livelli. Le pure e semplici balle: i russi combattono con le pale perché non hanno più armi; i russi usano i microchip delle lavatrici per i missili perché la loro industria bellica è a pezzi (indimenticabile copyright di Ursula von Der Leyen); i russi scavano trincee nel terreno contaminato di Cernobyl; i russi prendono pastiglie che consentono loro di combattere anche quando sono feriti&#8230; Ma questa è la fuffa, la schiuma. La sostanza sta nel fatto che tutte le previsioni importanti si sono rivelate sballate: l&#8217;effetto delle sanzioni, il sostegno dei russi a Putin, la capacità dei russi di riarmare, persino la possibilità di isolare la Russia nel contesto internazionale.</p>



<p>Abbiamo fatto questo esempio perché è il più tragico, in primo luogo per gli ucraini, e clamoroso. <strong>Ma vogliamo parlare delle elezioni presidenziali Usa?</strong> Prima un tifo sfegatato per Kamala Harris, senza mai spiegare che cosa diavolo volesse fare degli Stati Uniti la candidata improvvisata dopo la rinuncia di Joe Biden. Poi, di fronte alla vittoria a valanga di Donald Trump che nessuno aveva nemmeno lontanamente ipotizzato, <strong>un solo grottesco lamento sulla fine della democrazia, degli Usa, della civiltà.</strong> La crisi di governo in Germania, con le prossime elezioni anticipate? Il ruggito del vecchio leone Scholz, <strong>come se non fosse il certificato di morte della &#8220;maggioranza semaforo&#8221;</strong> (liberali, socialdemocratici e verdi) che ha governato finora il Paese e che, incidentalmente, è la stessa maggioranza che governa la Ue. Per non dire del fatto che se va in crisi la Germania andiamo in crisi un po&#8217; tutti, a partire dall&#8217;Italia <a href="https://it.insideover.com/economia/export-germania-tassi-le-tre-sfide-per-leconomia-italiana-nel-2025.html">come ci ha spiegato bene qui Andrea Muratore</a> in un recente articolo.</p>



<p>L&#8217;avanzata della destra di Marine Le Pen in Francia? Ricordo perfettamente che, all&#8217;epoca delle prime proteste dei gilet gialli, eravamo pochissimi a dire: guardate che dietro tutto questo, vi piaccia o no, c&#8217;è un problema vero, concreto. <strong>Riassumibile in una sola domanda: chi paga il costo della transizione energetica? </strong>Però non si poteva, anzi non si doveva dire, guai a criticare le politiche di Emmanuel Macron. E che pacchia quando le manifestazioni dei gilet gialli diventarono occasione di scontro e di speculazione dei soliti black Block e compagnia bella. E adesso? Che cosa ci diciamo adesso della transizione energetica e della posizione di Macron all&#8217;interno del suo stesso Paese? Tutto bene? Oppure vale la solita spiegazione, cioè che milioni di francesi (e tedeschi e italiani) si sono rincoglioniti?</p>



<p>Qualcuno, anzi, molti, credono che si possa vivere benissimo anche senza Tv e giornali. Non è vero. Primo perché nessuna società, come già Omero dimostrava, riesce a stare senza qualcuno che racconti il mondo. Secondo, perché l&#8217;informazione, ormai, non sta più nei media comunemente detti. L&#8217;informazione, cioè il racconto del mondo, è nell&#8217;aria, arriva dai telefoni, dagli schermi nelle metropolitane, dai social, dai passaparola sui tram, dalle classifiche dei libri di Amazon, dalle chat. <strong>E noi tutti cittadini abbiamo il diritto/dovere ad avere un racconto del mondo</strong> non vero o falso, non onesto o disonesto (categorie aleatorie se applicate all&#8217;informazione) ma ancorato alla realtà dei fatti e non alle fantasie più o meno interessate. Nessuno di noi vuole tornare ai tempi della peggior Unione Sovietica, quando il motto era: se teoria e realtà non combaciano, la colpa è della realtà.      </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-mondo-al-contrario-dei-media-5-feriti-sono-un-pogrom-120-mila-morti-sono-legittima-difesa.html">Il mondo al contrario dei media: 5 feriti sono un pogrom, 120 mila morti sono legittima difesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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