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	<title>Juan Orlando Hernández Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Juan Orlando Hernández Archives - InsideOver</title>
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		<title>Trump, Milei, Hernandez e il piano per &#8220;estirpare la sinistra come un cancro»: l&#8217;Hondurasgate finisce in tribunale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-milei-hernandez-e-il-piano-per-estirpare-la-sinistra-come-un-cancro-lhondurasgate-finisce-in-tribunale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 12:24:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due avvocati colombiani hanno denunciato l'ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández per terrorismo e crimini di lesa umanità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-milei-hernandez-e-il-piano-per-estirpare-la-sinistra-come-un-cancro-lhondurasgate-finisce-in-tribunale.html">Trump, Milei, Hernandez e il piano per &#8220;estirpare la sinistra come un cancro»: l&#8217;Hondurasgate finisce in tribunale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260529115044726_4a932e9083f4605d7b78964f8325267c-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Insieme al collega avvocato e difensore dei diritti umani Mario Serrato, abbiamo presentato <strong>una denuncia penale in Colombia contro Juan Orlando Hernández</strong>, l&#8217;ex presidente honduregno condannato a 45 anni di carcere per traffico di droga e graziato da Donald Trump, nell&#8217;ambito dello <strong>scandalo Hondurasgate</strong> e in relazione ad attività illecite e criminali nel Paese». È con questo annuncio del giurista colombiano Luis Guillermo Pérez Casas, storico difensore dei diritti umani, che <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-piano-stati-uniti-israele-destabilizzare-america-latina.html">lo scandalo incentrato su una rete di corruzione e manipolazione mediatica —&nbsp;tesa a destabilizzare i governi progressisti dell’America Latina</a> —&nbsp;passa dal terreno mediatico a quello giudiziario.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli audio che scuotono l&#8217;America Latina</strong></h2>



<p>L’Hondurasgate nasce da 37 audio —&nbsp;<a href="https://hondurasgate.ch/">pubblicati dall’omonima piattaforma</a> e da Diario Red / Canal Red América Latina tra fine aprile e inizio maggio 2026 — <a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/hondurasgate-investigacion-trama-injerencia-america-latina-respaldada-dos-pericias-forenses/20260523231452070133.html">la cui autenticità è stata confermata da processi di verifica forense effettuati dagli enti indipendenti Earshot e Phonexia</a>, con un grado di attendibilità superiore al 95%.</p>



<p>I file dimostrano che Hernández ha trattato con alleati interni e internazionali – incluso il presidente argentino <strong>Javier Milei</strong> – <strong>una rete di finanziamenti e campagne per destabilizzare governi di sinistra in America Latina.</strong> Condannato nel 2024 da un tribunale federale di New York per narcotraffico, armi e corruzione, l’ex presidente honduregno è stato graziato nel 2025 dal presidente Trump. In cambio del provvedimento di clemenza —&nbsp;preludio di un suo possibile ritorno al potere&nbsp; —, <strong>Washington e Tel Aviv beneficerebbero di tutta una serie di facilitazioni in Honduras,</strong> tra cui la costruzione di una nuova base militare e di centri di confinamento per presunti terroristi, misure tese ad avvantaggiare le aziende americane e israeliane; e, infine, l’espansione delle cosiddette Zone economiche speciali. Dai file — che&nbsp;mostrano l&#8217;intenzione esplicita di «<strong>estirpare come un cancro la sinistra latinoamericana</strong>» —&nbsp; emerge anche la chiara intenzione di creare un’Unità Digitale per la diffusione di notizie false con <strong>il deliberato scopo di attaccare i governi progressisti in Messico e Colombia</strong> e allineare ulteriormente la regione ai desiderata di Washington. L’azione penale di Pérez Casas e Serrato presentata in Colombia prende le mosse proprio dalle rivelazioni dell’Hondurasgate.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il caso irrompe nella campagna colombiana</strong></h2>



<p>Un atto analogo contro l&#8217;ex presidente honduregno è stato depositato dagli avvocati lo scorso 25 maggio anche presso<strong> la Procura generale di Tegucigalpa in Honduras</strong>&nbsp; —&nbsp;con la richiesta di indagare Hernández per <strong>associazione terroristica, cospirazione e preparazione di crimini di lesa umanità </strong>e di avviare la procedura di <strong>estradizione dagli Stati Uniti.</strong> I difensori colombiani erano accompagnati da <strong>Berta Oliva</strong>, coordinatrice generale del <strong>Comitato dei familiari dei detenuti e degli scomparsi in Honduras</strong> (Cofadeh), un&#8217;organizzazione per i diritti umani che oggi ha assunto la rappresentanza legale dei querelanti presso la Procura della Repubblica honduregna, a riprova che attorno all’azione legale si è costituita una squadra internazionale per supportare il processo.</p>



<p>L’istanza precede di pochi giorni <strong>l’appuntamento elettorale del 31 maggio </strong>in cui il popolo colombiano è chiamato a eleggere il nuovo presidente del Paese, dopo <strong>la fine del mandato di Gustavo Petro. </strong>Nel documento presentato dai due avvocati colombiani si legge che le registrazioni audio dimostrano l’intenzione di <strong>minare il processo democratico nel Paese sudamericano</strong>, attraverso strategie di ingerenza politica e campagne di disinformazione indirizzate contro il governo Petro e il candidato progressista Iván Cepeda Castro. E, a proposito della tornata elettorale, le accuse riportate nel documento sembrano, peraltro, essere dimostrate da <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-voto-hondurasgate-proyecto-jupiter-elezioni-31-maggio.html">una serie di inchieste giornalistiche che hanno rivelato l&#8217;esistenza del Proyecto Júpiter,</a> una strategia per influenzare l’opinione pubblica colombiana, generando paura, indignazione, incertezza nella popolazione in vista del voto.&nbsp;</p>



<p>La denuncia insiste sul fatto che, per quanto Hernández sia stato graziato da Trump —&nbsp;con un ruolo fondamentale giocato da Israele, come emerso dagli stessi audio — resta una persona con condanna definitiva, elemento che costituisce un precedente rilevante per valutare <strong>il “pattern” delinquenziale che si manifesta nelle vicende al centro dell’azione legale.&nbsp;</strong></p>



<p>Il documento suggerisce che esista «un&#8217;impresa criminale transnazionale volta a sovvertire l&#8217;ordine costituzionale degli Stati sovrani e a generare condizioni di terrore politico» e sottolinea il linguaggio disumanizzante delle conversazioni, intriso di violenza, con riferimenti a «carcere», «sangue», «morte». Un elemento che, inserito nel quadro di concrete attività di finanziamento —&nbsp;i 350mila dollari messi a disposizione da Milei — e di una vera e propria struttura operativa, viene interpretato non come mera retorica politica, ma come la chiara manifestazione della volontà di «distruggere, in tutto o in parte, una collettività per motivi politici», e come «indizio di intenzione genocidaria o di crimini di lesa umanità», secondo quanto previsto dallo Statuto di Roma e dalla giurisprudenza internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da Bogotà all&#8217;Aja: la denuncia arriva alla Corte penale internazionale</strong></h2>



<p>Anche il presidente colombiano Petro ha annunciato pochi giorni fa, tramite il suo account X, che presenterà una denuncia formale contro Hernández, mentre —&nbsp;secondo quanto riferito da Pérez Casas e Serrato e <a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/defensores-derechos-humanos-denuncian-penalmente-juan-orlando-hernandez-hondurasgate/20260526045408070295.html">riportato da Diario Red Latinoamérica</a> — <strong>copie della denuncia sono state inviate anche all&#8217;Ufficio del Procuratore della Corte penale internazionale</strong>, in conformità al principio di complementarità.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">Juan Orlando Hernádez, expresidente de Honduras y narcotraficante probado debe ser procesado ena Colombia por su amenaza contra nuestra democracia.<br><br>Presentaré denuncia contra este forajido extranjero <a href="https://t.co/gEVO5CNRaX">pic.twitter.com/gEVO5CNRaX</a></p>&mdash; Gustavo Petro (@petrogustavo) <a href="https://x.com/petrogustavo/status/2056981876632396011?ref_src=twsrc%5Etfw">May 20, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>«È importante sottolineare che era necessario intraprendere questo tipo di azioni. È necessario che chi detiene il potere sappia che non può fare o dire ciò che vuole, soprattutto quando ciò incide sulla vita, sul modo di pensare o sulla stabilità di intere regioni», ha dichiarato Serrato dopo aver depositato la denuncia, precisando che il team legale fornirà <strong>ulteriori perizie per accertare l&#8217;autenticità delle voci presenti nelle registrazioni audio.</strong></p>



<p>I denuncianti hanno raccontato che, al loro arrivo in Honduras, hanno ricevuto un trattamento ostile dalle autorità di immigrazione e che sono stati costretti a firmare una dichiarazione in cui si affermava che, qualora la denuncia fosse stata ritenuta infondata, avrebbero rischiato fino a un anno di carcere.</p>



<p>Non si è fatto attendere il commento dell’accusato. «È inconcepibile vedere presunti difensori dei diritti umani viaggiare dalla Colombia per presentare una denuncia fabbricata contro di me», ha scritto Hernández sul suo account X, aggiungendo: «Coloro che hanno orchestrato questa farsa saranno quelli che finiranno per rendere conto penalmente».</p>



<p>Intanto cresce l’attesa per conoscere l’esito delle presidenziali colombiane. Riuscirà Cepeda a spuntarla al primo turno come ha promesso, sfidando i piani di destabilizzazione denunciati?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-milei-hernandez-e-il-piano-per-estirpare-la-sinistra-come-un-cancro-lhondurasgate-finisce-in-tribunale.html">Trump, Milei, Hernandez e il piano per &#8220;estirpare la sinistra come un cancro»: l&#8217;Hondurasgate finisce in tribunale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Hondurasgate, dietro la città privata Próspera spuntano i soliti noti, Peter Thiel e Sam Altman</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-dietro-la-citta-privata-prospera-spuntano-i-soliti-noti-peter-thiel-e-sam-altman.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 13:58:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1066" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-1024x569.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-768x426.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-1536x853.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-600x333.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra audio dell’Hondurasgate, lobbying statunitense e capitali della Silicon Valley, il caso Próspera svela il progetto delle ZEDE e il conflitto con le comunità locali honduregne.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-dietro-la-citta-privata-prospera-spuntano-i-soliti-noti-peter-thiel-e-sam-altman.html">Hondurasgate, dietro la città privata Próspera spuntano i soliti noti, Peter Thiel e Sam Altman</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1066" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-1024x569.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-768x426.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-1536x853.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514160251371_526465c0233d0a287b0059010b7d5988-e1778767411152-600x333.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Possa l&#8217;esperimento Próspera prevalere, possa il bene comune essere salvato e possa <strong>la sinistra globale essere condannata dalla mano benevola del Presidente Trump!</strong>». <a href="https://www.stonecoldtruth.com/p/how-president-trump-can-crush-socialism">A scrivere queste parole è lo stratega politico Roger Stone</a>, figura molto vicina al tycoon. <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-piano-stati-uniti-israele-destabilizzare-america-latina.html">Come riportato in un precedente articolo qui su InsideOver,</a> è stato proprio Stone a svolgere l’intensa attività di lobbying che ha portato alla liberazione dell’ex presidente honduregno <strong>Juan Orlando Hernández,</strong> condannato negli Stati Uniti per narcotraffico e poi graziato, con l’obiettivo di farne una figura che potesse <strong>tutelare gli interessi statunitensi nell’area</strong>, secondo quanto emerso dagli audio dell’<a href="https://hondurasgate.ch/">Hondurasgate</a>. </p>



<p>Nello stesso pezzo scritto per il suo blog, Stone descrive il Paese centroamericano come una «nazione impoverita» in cui sono in atto sviluppi geopolitici «che avranno importanti implicazioni per la politica statunitense e per il futuro della libertà in tutto il mondo». L’inizio di questo nuovo corso per l’Honduras, secondo lo stratega, va ricondotto alla <strong>creazione di Próspera, città-stato privata</strong> descritta come un «esperimento di libertà, finanziata con capitale di rischio da luminari della Silicon Valley come <strong>Peter Thiel, Marc Andreessen e Sam Altman</strong>». Ed proprio l’enclave per ricchi a essere uno degli elementi al centro dell’Hondurasgate. L’espansione delle ZEDE (Zone per l’Occupazione e lo Sviluppo Economico) come Próspera, infatti, sarebbe uno dei punti negoziati tra Trump e Hernández in cambio della grazia concessa a quest’ultimo, ma è anche al centro di attività di lobbying avviate da diverso tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le attività di lobbying di Continental Strategy</strong></h2>



<p>Mentre la piattaforma che ospita i file audio relativi all’Hondurasgate denuncia <strong>ondate di attacchi cibernetici</strong>, giuristi e analisti continuano a <strong>interrogarsi sull’autenticità e sulla portata probatoria degli audio.</strong> È in questo spazio di incertezza – tra audio tecnicamente “puliti” e verità da dimostrare – che emergono altri elementi sulla trama di interessi e poteri che, al di là di ogni ipotesi speculativa sullo scandalo, ha plasmato l’Honduras contemporaneo. Tra gli attori cruciali per la progressiva affermazione di un’economia libertaria nel Paese centroamericano c’è <strong>Continental Strategy, una società di lobbying fondata dall&#8217;ex ambasciatore presso l&#8217;Organizzazione degli Stati Americani Carlos Trujillo</strong>, personaggio vicino al Segretario di Stato americano Marco Rubio. L’organizzazione con sedi a Washington e Buenos Aires, <a href="https://www.diario-red.com/articulo/internacional/continental-strategy-firma-cercana-marco-rubio-responsable-lobby-empresarial-detras-hondurasgate/20260507193400069025.html">secondo l’indagine di Canal Red</a> —&nbsp;il media che ha reso pubblici gli audio dell’Hondurasgate —&nbsp;sarebbe stata incaricata di <strong>spingere, nei corridoi del potere statunitense, l’agenda delle ZEDE e del progetto Próspera.</strong></p>



<p>Dalla sua nascita, la società di relazioni governative statunitense è passata da un solo cliente nel 2021 a 127 nel 2025; anche il suo fatturato è aumentato&nbsp; da 105.000 dollari a <strong>27 milioni di dollari in quattro anni.</strong> E tra le sue fonti di profitto c’è senza dubbio l&#8217;Honduras, dove <strong>le sue attività si sono concentrate sul contrasto alle riforme del governo di Xiomara Castro</strong>, rappresentando gli interessi della città privata di Próspera, del Consiglio honduregno delle imprese private (COHEP) —&nbsp; che si è affidato a Continental Strategy per «<a href="https://lda.senate.gov/filings/public/filing/61b428c5-0f61-49b8-8419-a3e172d917b7/print/">promuovere il commercio e gli investimenti tra gli Stati Uniti e l&#8217;Honduras</a>» — e del gruppo bancario FICOHSA, oggetto di indagini per riciclaggio di denaro da parte di organismi internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mezzo milione di dollari per salvare le ZEDE</strong></h2>



<p>L’amministrazione di Xiomara Castro —&nbsp;prima presidente donna dell’Honduras, in carica dal 2021 al 2025 — aveva iniziato a smantellare le cosiddette ZEDE —&nbsp;veri e propri dispositivi di espropriazione territoriale e sovranità limitata a beneficio di capitali stranieri —&nbsp;la cui espansione, negli audio dell’Hondurasgate, è collegata ai piani discussi fra Juan Orlando Hernández e l’attuale presidente honduregno Nasry Asfura. <a href="https://lda.senate.gov/filings/public/filing/search/?registrant=&amp;registrant_country=&amp;registrant_ppb_country=&amp;client=Prospera+&amp;client_state=&amp;client_country=&amp;client_ppb_country=&amp;lobbyist=&amp;lobbyist_covered_position=&amp;lobbyist_conviction_disclosure=&amp;lobbyist_conviction_date_range_from=&amp;lobbyist_conviction_date_range_to=&amp;report_period=&amp;report_year=&amp;report_dt_posted_from=&amp;report_dt_posted_to=&amp;report_amount_reported_min=&amp;report_amount_reported_max=&amp;report_filing_uuid=&amp;report_house_doc_id=&amp;report_issue_area_description=&amp;foreign_entity=&amp;foreign_entity_country=&amp;foreign_entity_ppb_country=&amp;foreign_entity_ownership_percentage_min=&amp;foreign_entity_ownership_percentage_max=&amp;search=search">Le attività di lobbying a favore di Próspera</a> hanno comportato<strong> una spesa di oltre 500.000 dollari a varie società</strong>, oltre a Continental, ed erano rivolte soprattutto alle istituzioni politiche statunitensi (Congresso, amministrazione, ambasciata) per <strong>difendere il regime delle zone speciali e fare pressione sul governo honduregno</strong>, cercando in definitiva di condizionare le scelte di quest’ultimo attraverso i potenti canali del vicino nordamericano. Continental Strategy ha ricevuto pagamenti —&nbsp;<a href="https://lda.senate.gov/filings/public/filing/search/?registrant=&amp;registrant_country=&amp;registrant_ppb_country=&amp;client=Prospera+&amp;client_state=&amp;client_country=&amp;client_ppb_country=&amp;lobbyist=&amp;lobbyist_covered_position=&amp;lobbyist_conviction_disclosure=&amp;lobbyist_conviction_date_range_from=&amp;lobbyist_conviction_date_range_to=&amp;report_period=&amp;report_year=&amp;report_dt_posted_from=&amp;report_dt_posted_to=&amp;report_amount_reported_min=&amp;report_amount_reported_max=&amp;report_filing_uuid=&amp;report_house_doc_id=&amp;report_issue_area_description=&amp;foreign_entity=&amp;foreign_entity_country=&amp;foreign_entity_ppb_country=&amp;foreign_entity_ownership_percentage_min=&amp;foreign_entity_ownership_percentage_max=&amp;search=search">circa 100.000 dollari tra il 2024 e il 2025</a> —&nbsp; <a href="https://lda.senate.gov/filings/public/filing/a4cbacbd-1fa6-450a-884a-8d408a13412a/print/">per presentare, attraverso il suo rappresentante Manuel Espina, una «narrazione alternativa»</a> al Senato e alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, volta a contrastare i tentativi del governo Castro di sciogliere le ZEDE e <a href="https://lda.senate.gov/filings/public/filing/36b548bd-5ef9-47de-bc44-317c162cf825/print/">promuovere in particolare Próspera</a> come «un&#8217;iniziativa chiave che promuove la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nella regione».&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il prezzo umano della città privata</strong></h2>



<p>Non sembrano essere dello stesso avviso tuttavia le comunità locali, che <strong>oggi rischiano di essere espropriata delle proprie terre</strong> per fare spazio a quella che è stata definita «una fantasia neocoloniale da miliardario» — con riferimento a Peter Thiel — dalla ricercatrice e scrittrice honduregna Edith Romero <a href="https://truthout.org/articles/peter-thiel-is-unleashing-a-neocolonial-billionaire-fantasy-in-honduras/?utm_source=Truthout&amp;utm_campaign=eeeafe1833-EMAIL_CAMPAIGN_2026_02_16_07_21&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_bbb541a1db-eeeafe1833-653959908">sulle pagine del magazine statunitense TruthOut.</a> La “charter city” — così vengono chiamate le entità a statuto speciale, con un pacchetto di regole, istituzioni e governance separate rispetto al resto dello Stato —  è stata istituita formalmente nel 2017 quando Honduras Próspera Inc., società con sede negli Stati Uniti, ha firmato un accordo con il governo honduregno, assumendo il controllo di parte del territorio dell&#8217;isola di Roatán, «una splendida isola tropicale caraibica circondata dalla seconda barriera corallina più grande del mondo e patria di una ricca cultura afrodiscendente, quella del popolo Garifuna, che da secoli combatte le minacce alla propria sovranità», scrive ancora Romero. </p>



<p>L’identità di zona semi-autonoma di Próspera è unica: il governo honduregno esercita <strong>un controllo limitato su di essa </strong>e l<strong>a legge del paese non vi si applica</strong>. Tra i suoi elementi fondanti ci sono <strong>le basse aliquote fiscali e la deregolamentazione delle imprese</strong> (l&#8217;imposta sul reddito lordo di queste ultime è dell&#8217;1%, anziché il 25% applicato in Honduras). Quando nel 2022 il governo di Xiomara Castro ha abrogato la legge che autorizzava le ZEDE, Próspera ha reagito <strong>citando l’Honduras davanti al tribunale arbitrale della Banca Mondiale.</strong> La causa  è tuttora pendente ed è destinata a convertire un conflitto politico interno in <strong>una partita legale asimmetrica tra uno Stato povero e una élite di ricchi e rapaci investitori.</strong> Intanto, proprio accanto a Próspera, gli abitanti del villaggio di pescatori di Crawfish Rock denunciano promesse di lavoro mai mantenute, la privatizzazione di servizi essenziali come l’acqua e il rischio di espropri unilaterali. Per molti honduregni, in definitiva, l&#8217;enclave per ricchi non è il futuro. È una nuova forma di colonialismo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-dietro-la-citta-privata-prospera-spuntano-i-soliti-noti-peter-thiel-e-sam-altman.html">Hondurasgate, dietro la città privata Próspera spuntano i soliti noti, Peter Thiel e Sam Altman</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Messico, Honduras, El Salvador: quando lo Stato minaccia i giornalisti che dovrebbe proteggere</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/messico-honduras-el-salvador-quando-lo-stato-minaccia-i-giornalisti-che-dovrebbe-proteggere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 18:44:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>In Messico, Honduras ed El Salvador, il giornalismo investigativo spesso è un atto di resistenza che sfida la morte. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/messico-honduras-el-salvador-quando-lo-stato-minaccia-i-giornalisti-che-dovrebbe-proteggere.html">Messico, Honduras, El Salvador: quando lo Stato minaccia i giornalisti che dovrebbe proteggere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/messico-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>In <strong>M<a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-del-golfo-tra-il-messico-e-google.html">essico</a></strong>, <strong>Honduras ed El Salvador</strong>, il giornalismo investigativo è un atto di resistenza che sfida la morte. Qui, la penna si scontra con pistole, spyware e apparati statali corrotti, in un contesto dove la verità è un lusso pericoloso. Un’inchiesta del <em>Global Investigative Journalism Network</em> (GIJN), pubblicata l’8 maggio 2025, squarcia il velo su una realtà brutale: i meccanismi di protezione per i giornalisti, creati per salvaguardare chi denuncia abusi, sono spesso gusci vuoti, traditi dalla stessa mano che dovrebbe sostenerli. In Messico, il Paese più pericoloso per la stampa se escludiamo le zone di guerra, in Honduras, dove l’impunità è un dogma, e in El Salvador, sotto il tallone di un autoritarismo mascherato da sicurezza, <strong>i reporter affrontano un destino comune: essere cacciati, spiati, uccisi.&nbsp;</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Messico: cronache da un inferno quotidiano</strong></h2>



<p>Il <strong>Messico</strong> è un cimitero per i giornalisti. Con oltre <strong>150 reporter</strong> assassinati dal 2000, secondo l’organizzazione Article 19, il paese si conferma il più letale al mondo per la stampa fuori dai teatri di guerra. La metà degli attacchi proviene da agenti statali: funzionari corrotti, militari, polizia locale. Il <strong>Meccanismo di Protezione per Giornalisti e Difensori dei Diritti Umani</strong>, istituito nel 2012, prometteva scudi contro la violenza, come pulsanti di emergenza, sorveglianza, rifugi sicuri, ma si è rivelato un’illusione. <strong>Emilio Gutiérrez Soto</strong>, costretto a rifugiarsi negli Stati Uniti dopo aver denunciato abusi militari a Chihuahua, è un simbolo di questo fallimento. Nonostante la “protezione” ufficiale, le minacce non si sono fermate, e la sua vita pende su un filo. </p>



<p>A complicare il quadro c’è l’arma invisibile dello spionaggio. Il software <strong>Pegasus</strong>, acquistato dal Governo messicano e usato da esercito e intelligence, ha preso di mira giornalisti come <strong>Marcela Turati</strong>, fondatrice di Quinto Elemento Lab. Le sue inchieste sulla strage di Ayotzinapa, dove 43 studenti scomparvero nel 2014, hanno toccato nervi scoperti del potere. “<em>Siamo sorvegliati come criminali</em>”, ha dichiarato Turati durante un panel del GIJN, descrivendo un clima di paranoia che strangola il giornalismo investigativo. L’uso di Pegasus non è un’eccezione, ma una prassi: almeno 25 reporter sono stati spiati tra il 2016 e il 2021, secondo un’indagine di Citizen Lab. </p>



<p>I <strong>cartelli della droga</strong>, con i loro tentacoli nelle istituzioni, completano il quadro. L’omicidio di <strong>Javier Valdez</strong>, fondatore di Ríodoce, nel 2017, è un caso raro di giustizia in cui i sicari sono stati condannati ma i mandanti restano nell’ombra. Come sottolinea il GIJN, l’impunità al 98% garantisce che il sangue continui a scorrere, mentre il governo di <strong>Andrés Manuel López Obrador</strong>, pur promettendo riforme, non ha smantellato il sistema di collusione tra stato e narcos.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Honduras: narcopolitica e impunità</strong></h2>



<p>In Honduras, con <strong>oltre 80 reporter uccisi dal 2001 e un’impunità al 97%</strong>, secondo il <em>Comisionado Nacional de los Derechos Humanos</em> (CONADEH), l&#8217;istituzione statale dell&#8217;Honduras che promuove, protegge e garantisce il rispetto dei diritti umani, il Paese è un campo minato per chi cerca la verità. <strong>Wendy Funes</strong>, direttrice della piattaforma Reporteros de Investigación (RI), incarna questa lotta. Le sue inchieste sulla narcopolitica, che collegano élite politiche alla criminalità organizzata, l’hanno resa un bersaglio. Nel 2022, dopo aver pubblicato un reportage sull’ex presidente <strong>Juan Orlando Hernández</strong>, oggi in carcere negli Stati Uniti per narcotraffico, Funes ha ricevuto minacce di morte e attacchi informatici. Le è stata assegnata una guardia del corpo, ma, come lei stessa ammette, “<em>la protezione è un cerotto su una ferita aperta</em>”. </p>



<p>Gli attacchi contro Funes non sono isolati. Nel 2011, durante una protesta contro la violenza sulla stampa, <strong>lei e altri cento giornalisti, tra cui molte donne, furono aggrediti con gas lacrimogeni</strong> e manganelli dalla polizia nazionale. Quando ha denunciato un cyberattacco al procuratore speciale per i crimini contro i media, il caso è stato archiviato per “mancanza di prove”. “<em>L’impunità è normalizzata</em>”, ha detto Funes al GIJN, descrivendo un sistema che protegge i carnefici e abbandona le vittime. Numerosi rapporti giornalistici locali denunciano le carenze del Meccanismo di Protezione honduregno, operativo dal 2015 ma privo di fondi e volontà politica. </p>



<p>La criminalizzazione dei giornalisti è un’arma potente: organizzazioni come ASOPODEHU, che sostiene i difensori dei diritti umani, subiscono ispezioni fiscali pretestuose per intimorirle. Intanto, inchieste come “Sicarios” di RI, che hanno svelato un mercato di killer al soldo di politici e narcos, hanno dimostrato il coraggio di una stampa che rifiuta di piegarsi, nonostante il prezzo pagato con il sangue di colleghi come Aníbal Barrow, ucciso nel 2013.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>El Salvador: il miraggio della sicurezza sotto Bukele</strong></h2>



<p>In <strong>El Salvador</strong>, il sogno di sicurezza propugnato dal presidente <strong>Nayib Bukele</strong> si è trasformato in un incubo per la libertà di stampa. La Ley de Acceso a la Información Pública (LAIP), un tempo faro di trasparenza poiché garantiva ai cittadini il diritto di accedere alle informazioni detenute da enti pubblici, è stata svuotata da un governo che classifica sistematicamente i dati sensibili. “<em>La trasparenza è morta</em>”, afferma <strong>Eduardo Escobar </strong>della ONG Acción Ciudadana, sottolineando come l’accesso alle informazioni sia ormai un privilegio concesso a pochi fedelissimi del regime. Giornalisti come Loida Martínez Avelar del giornale online Revista Factum si affidano a fughe di notizie e database improvvisati per scavare nella corruzione, ma il rischio è altissimo. Lo spionaggio di Stato è una realtà concreta. </p>



<p>El Faro, il più autorevole giornale investigativo del Paese, ha subito un attacco senza precedenti: 22 dei suoi 36 membri sono stati spiati con Pegasus, come rivelato da <strong>Amnesty International</strong> e dal direttore <strong>José Luis Sanz.</strong> “<em>Siamo trattati come nemici dello Stato</em>”, ha dichiarato Sanz, denunciando un clima di repressione che si è intensificato con il regime di eccezione del 2022, introdotto per combattere le gang ma usato per silenziare i critici. La Mesa por el Derecho a Defender Derechos segnala casi come quello di <strong>Bryan Avelar,</strong> costretto all’esilio dopo false accuse di complicità con le pandillas, le bande criminali giovanili. Eppure, il giornalismo salvadoregno non si arrende. L’inchiesta “<strong>Moskitia: La selva hondureña que se ahoga en cocaína”</strong>, condotta da Avelar e Juan José Martínez D’Aubuisson, ha vinto il premio Ortega y Gasset nel 2024, dimostrando che la verità può emergere anche sotto il peso della repressione.</p>



<p>Messico, Honduras ed El Salvador condividono un destino comune: <strong>la stampa è stretta tra la violenza del crimine organizzato e la complicità dello Stato</strong>. I meccanismi di protezione, mal finanziati e politicizzati, sono specchietti per le allodole. L’uso di spyware rivela un’ossessione per il controllo, mentre l’impunità è il collante di un sistema che soffoca il dissenso. Numerose organizzazioni e giornali latinoamericani denunciano una strategia regionale di criminalizzazione, diffamazione e sorveglianza che mira a spezzare la resistenza dei reporter. Eppure, il giornalismo non muore. “<em>Il giornalismo è l’ultima linea di difesa della verità</em>”, dice Wendy Funes. In un’epoca di menzogne istituzionalizzate, queste voci continuano a gridare, pagando un prezzo che nessuna protezione può ripagare.</p>



<p><strong><em>Il mondo latinoamericano è spesso dominato da fenomeni di violenza che coinvolgono direttamente la stampa che cerca due far luce sulle complicità tra Stato e malavita. La relazione tra media e potere è uno dei temi a cui siamo più legati. Se è così anche per te,  segui InsideOver, sostieni il nostro lavoro, <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></em></strong></p>
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