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	<title>Jonathan Pollard Archives - InsideOver</title>
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	<title>Jonathan Pollard Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;ultimo segreto di Pulcinella: i servizi di Israele spiano gli Stati Uniti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 04:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/pollard-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da almeno mezzo secolo la comunità d’intelligence statunitense, specialmente quella militare, ha diversi conti in sospeso con Israele. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/lultimo-segreto-di-pulcinella-i-servizi-di-israele-spiano-gli-stati-uniti.html">L&#8217;ultimo segreto di Pulcinella: i servizi di Israele spiano gli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>L’articolo pubblicato dal <a href="https://www.nytimes.com/2026/06/06/us/politics/pentagon-sees-growing-espionage-threat-from-israel.html?smid=nytcore-ios-share">New York Times</a> la settimana scorsa concernente il timore del Pentagono su una presunta attività spionistica di Israele ai danni degli Stati Uniti, in particolare nella conduzione della delicata politica mediorientale, sembra l’ennesimo segreto di Pulcinella. In primo luogo, appare curioso che le indiscrezioni fatte circolare siano apparentemente fuoriuscite dal Pentagono e non dagli organi istituzionalmente deputati ad affrontare tali delicate questioni, ovvero l&#8217;<em>Office of the Director of National Intelligence </em>(ODNI) il cui responsabile, <strong>Tulsi Gabbard,</strong> ha appena lasciato l’incarico; e, qualora l’attività spionistica fosse avvenuta all’interno del territorio statunitense, l’FBI.</p>



<p>Un fatto incontrovertibile è che da almeno mezzo secolo la comunità d’intelligence statunitense, specialmente quella militare, ha diversi conti in sospeso con Israele. L’8 giugno del 1967, mentre era in corso la Guerra dei Sei Giorni una nave militare statunitense, la Liberty, che si trovava in acque internazionali nel Mediterraneo orientale monitorando le comunicazioni militari egiziane e israeliane &#8211; in una giornata serena e con il vessillo a stelle e strisce innalzato &#8211; <strong>venne ripetutamente attaccata e distrutta dall’aviazione israeliana e 34 marinai statunitensi perirono nell’aggressione. </strong>USA e Israele chiusero rapidamente l’episodio definendolo un tragico errore, ma su quella vicenda sono sempre rimasti dei dubbi.</p>



<p>Dubbi che sono recentemente e fragorosamente riaffiorati dopo che lo scorso 8 giugno, esattamente 59 anni dopo l’attacco, il deputato repubblicano dissenziente USA, <strong>Tomas Massie,</strong> <a href="https://youtu.be/N7bRtT1xjJI?si=krTiqxJ8SQ_37ckJ">ha preso la parola</a> in Congresso per denunciare il velo di omertà che avrebbe caratterizzato questa vicenda per oltre mezzo secolo, ed evidenziando come numerosi fatti e testimonianze indicherebbero che quanto accaduto l’8 giugno 1967 non sarebbe stato un tragico errore come i Governi americano e israeliano avrebbero frettolosamente concluso, ma <strong>un attacco deliberato.</strong></p>



<p>L’episodio più grave, in termini di fuga di dati, accadde invece circa un ventennio più tardi, nel 1985, quando un cittadino ebreo statunitense, analista dei servivi di intelligence della US Navy, <strong>Jonathan Pollard</strong>, venne arrestato e condannato all’ergastolo per aver spiato per anni a favore di Israele, producendo enormi danni per l’apparato spionistico statunitense. Venne poi rilasciato, ma solo nel 2020, e dopo ripetute insistenze di tutti i Primi Ministri israeliani che si susseguirono nell’incarico nei decenni successivi. Pollard si trasferì poi in Israele, e al suo arrivo, denotando totale mancanza di sensibilità verso gli Stati Uniti, venne addirittura accolto trionfalmente all’aeroporto dall’allora Primo Ministro <strong>Benjamin Netanyahu.</strong></p>



<p>La posizione ufficiosa del Mossad è che dalla &#8211; a dir poco imbarazzante &#8211; vicenda Pollard, ammessa anche da Israele, lo Stato ebraico non avrebbe mai più compiuto attività spionistica a danni degli Stati Uniti; circostanza oggettivamente difficile da verificare trattandosi di questione sottoposte ad alta classifica di sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;autolesionismo di Trump</h2>



<p>Negli anni successivi, i sospetti che tale attività ai danni degli Stati Uniti sia comunque proseguita non sono mai stati fugati. In particolare, questa si sarebbe concentrata sullo spionaggio delle attività diplomatiche statunitensi volte a risolvere i due più delicati dossier che hanno visto Washington e Gerusalemme coinvolti simultaneamente, ovvero <strong>il processo di pace israelo-palestinese </strong>mediato direttamente dagli USA, e <strong>i negoziati con l’Iran </strong>per la limitazione del suo programma nucleare sospettato di una possibile deriva militare.</p>



<p>Nel secondo, per venire alla drammatica attualità del momento, l’attenzione avrebbe riguardato il cosiddetto formato del P5+1 (USA, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia, Germania e UE) che portò allo sfortunato accordo noto come JCPOA firmato nel luglio del 2015 e che aveva limitato significativamente il programma nucleare Teheran. Nel maggio 2018, incautamente e autolesionisticamente, Donald Trump ritirò gli Stati Uniti dall’accordo. Parte del dramma che stiamo sperimentando oggi nel conflitto con l’Iran è anche il risultato di quella sciagurata decisione.</p>



<p>Posso tuttavia offrire una testimonianza diretta in qualità di <strong>ex coordinatore italiano per il Processo di Pace in Medio Oriente tra il 2013 ed il 2015</strong> in merito al primo aspetto, non tanto rispetto all’attività spionistica asseritamente condotta di Israele, ma quanto allo stato d’animo che serpeggiava tra i diplomatici USA all’epoca.</p>



<p>Tra il 2013 ed il 2014 il Segretario di Stato USA, <strong>John Kerry,</strong> svolse l’ultimo – serio! – tentativo di mediazione statunitense per chiudere il contenzioso israelo-palestinese nel solco della prospettiva dei due Stati. All’epoca, lo sforzo americano era affiancato da consultazioni periodiche tra i diplomatici americani impegnati nel dialogo ed i colleghi di un quintetto di Paesi europei (Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Spagna) che avevano il compito di facilitare il negoziato ma, soprattutto, di mitigare il cronico atteggiamento filo-israeliano dei negoziatori USA, frutto delle pressioni politiche della lobby filo-israeliana che allora, come adesso, influenzava pesantemente la politica mediorientale degli Stati Uniti.</p>



<p>In una riunione ospitata dall’Italia a Roma, l’allora Inviato Speciale USA, <strong>Frank Lowenstein,</strong> mi chiese che tutti i telefoni dei membri delle delegazioni, inclusi quelli statunitensi ovviamente, fossero posizionati in una sala diversa da quella della riunione proprio in ragione che il suo, come tutti gli altri cellulari degli altri delegati, potessero essere oggetto dell’attenzione dello spionaggio elettronico israeliano.</p>



<p>È possibile quindi, se non addirittura plausibile, vista anche la posta in gioco, che l’attività spionistica israeliana ai danni degli Stati Uniti sia continuata magari in modo più accorto ma ad un’analisi più accurata potrebbe trattarsi di un inutile eccesso di zelo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per chi lavorano gli Usa</h2>



<p>La mediazione USA tra israeliani e palestinesi per giungere ad una pace è sempre stata ingenuamente ritenuta come coerente con quella di un mediatore che per definizione dovesse essere terzo tra le parti, ovvero la preparazione di una proposta negoziale che in quanto tale doveva configurarsi come imparziale recependo in modo equo le istanze di entrambi. Nella prassi, invece, <strong>gli USA hanno sempre sottoposto le loro proposte prima ad Israele </strong>recependone tutte le osservazioni che ne snaturavano pesantemente l’equità per poi presentare formalmente il testo “pesantemente emendato” alle due parti come una proposta equa e ragionevole per trovare una soluzione che “salvaguardava” gli interessi di entrambi.</p>



<p>I Palestinesi hanno sempre conosciuto questa prassi USA ma non avevano certamente il potere di denunciare questa prassi negoziale o di respingere l’imparziale mediazione americana, anche perché non avrebbero mai ottenuto una sponda europea. L’UE si limitava soltanto a flebili esortazioni a Washington a mantenere un maggior equilibrio, oggi ha abbandonato anche questa posizione.</p>



<p>Pertanto, quello che per anni il mainstream media occidentale ha bollato come recalcitrante posizione palestinese nei negoziati non era altro che un comprensibile tentativo di difendersi da una mediazione iniqua e parziale.</p>



<p>In conclusione, quindi, Israele non dovrebbe avere alcuna necessità di spiare gli Stati Uniti che – almeno per quanto riguarda il dossier Israele-Palestina &#8211; <strong>hanno sempre lavorato per lo Stato ebraico;</strong> del resto, anche quando è stato pizzicato con le mani nella marmellata – la vicenda Pollard &#8211; a pagare è stato solo quest’ultimo.</p>



<p>Negli anni e decenni successivi, infatti, il sostegno USA, militare e di intelligence, a Israele è cresciuto esponenzialmente. Un po&#8217; diversa, ma non troppo, è la situazione per quanto riguarda l’Iran, ma di questo, forse, ne parleremo un’altra volta.</p>
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		<title>&#8220;Dal Nilo all&#8217;Eufrate, sarebbe giusto se prendessero tutto&#8221;. La confessione di Huckabee che smaschera il sionismo cristiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dal-nilo-alleufrate-sarebbe-giusto-se-prendessero-tutto-la-confessione-di-huckabee-che-smaschera-il-sionismo-cristiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rob Piccoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 11:18:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/huckabee.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/huckabee.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/huckabee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/huckabee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/huckabee-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Intervistato da Tucker Carlson, l'ambasciatore Usa in Israele lascia cadere la maschera: "Sarebbe giusto se prendessero tutto".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-nilo-alleufrate-sarebbe-giusto-se-prendessero-tutto-la-confessione-di-huckabee-che-smaschera-il-sionismo-cristiano.html">&#8220;Dal Nilo all&#8217;Eufrate, sarebbe giusto se prendessero tutto&#8221;. La confessione di Huckabee che smaschera il sionismo cristiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><em>L&#8217;ambasciatore americano in Israele, <a href="https://tuckercarlson.com/tucker-show-mike-huckabee-022026">intervistato da Tucker Carlson</a>, ammette che in base alla Bibbia Israele avrebbe diritto a conquistare mezzo Medio Oriente. Poi prova a ritrattare, ma è troppo tardi. La frase rivela la vera natura di un&#8217;alleanza che sta portando il mondo verso una guerra catastrofica.</em></p>



<p>La frase arriva dopo quasi un&#8217;ora di braccio di ferro teologico. <strong>Tucker Carlson </strong>ha incalzato <strong>Mike Huckabee </strong>sui confini della &#8220;terra promessa&#8221; citando Genesi 15: &#8220;dal Nilo all&#8217;Eufrate&#8221;. Gli ha chiesto se, in base a quella promessa, Israele avrebbe diritto a prendersi Giordania, Siria, Libano, Iraq. Huckabee si è divincolato, ha parlato di sicurezza, di confini attuali, di diritto all&#8217;esistenza. Poi, messo alle corde, lascia cadere la maschera:</p>



<p><strong>&#8220;Sarebbe giusto se prendessero tutto&#8221;</strong></p>



<p>La frase è talmente esplosiva che Huckabee tenta subito di smussarla: &#8220;Non è di questo che stiamo parlando oggi&#8221;, &#8220;Non lo stanno chiedendo in questo momento&#8221;, &#8220;Se venissero attaccati e vincessero, sarebbe un altro discorso&#8221;. Ma la confessione è stata fatta. E nulla potrà cancellarla. Quella frase è la chiave che apre tutte le porte. Rivela cosa pensa davvero chi guida il sionismo cristiano. Rivela la natura teologicamente espansionista del progetto. E rivela, soprattutto, il baratro verso cui questa dottrina sta spingendo il mondo.</p>



<p><strong>Una teologia senza confini</strong></p>



<p>Per Huckabee, pastore battista e ora ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, la Bibbia non è un libro di fede, ma un atto notarile. Dio ha promesso quella terra agli ebrei. Tutta. Dal Nilo all&#8217;Eufrate. Che oggi su quella terra vivano egiziani, giordani, siriani, libanesi, iracheni è un dettaglio. Che esistano Stati sovrani, riconosciuti dalle Nazioni Unite, è irrilevante. La parola di Dio, per lui, annulla qualsiasi confine tracciato dagli uomini.</p>



<p>&#8220;Perché fermarsi ai confini del 1967?&#8221;, incalza Carlson. E Huckabee non sa rispondere. Perché in effetti non c&#8217;è risposta. Se il diritto è divino, è assoluto. Non si ferma al 1967, non si ferma al 1948. Si ferma solo dove Dio ha detto che si ferma: all&#8217;Eufrate.</p>



<p>Ecco allora che il &#8220;diritto di Israele a esistere in sicurezza&#8221; – la formula con cui Huckabee aveva definito il sionismo all&#8217;inizio – si rivela per quello che è: <strong>un cavallo di Troia. </strong>Dentro ci sta un&#8217;espansione potenzialmente illimitata. Dentro ci stanno le guerre di conquista. Dentro ci sta la cancellazione di interi popoli, purché non siano i discendenti di Abramo – anche se poi, come Carlson fa notare, nessuno sa davvero chi siano questi discendenti.</p>



<p><strong>Chi sono gli eredi di Abramo? Huckabee non lo sa</strong></p>



<p>E qui viene il bello. Perché se la terra è stata promessa ai discendenti di Abramo, bisognerebbe capire chi sono. E Huckabee, su questo, si impantana. Da una parte dice che sono gli ebrei, identificati da lingua, cultura, tradizioni. Ma Carlson porta l&#8217;esempio di Netanyahu: i suoi antenati vengono dall&#8217;Europa orientale, non parlavano ebraico, non erano religiosi, anzi spesso atei. <strong>Non ci sono prove che abbiano mai messo piede in questa terra prima del Novecento. </strong>Su quale base lui ha più diritto di un contadino cristiano la cui famiglia vive lì da duemila anni?</p>



<p>Huckabee balbetta. Prova a dire che è una questione di &#8220;sangue&#8221;, ma poi deve ammettere che un ebreo convertito al cristianesimo perde il diritto di tornare in Israele. Allora non è solo sangue. Prova a dire che è anche religione, ma allora i fondatori atei di Israele che diritto avevano? <strong>La definizione di &#8220;ebreo&#8221; si rivela un imbuto logico in cui tutto passa e niente si spiega.</strong></p>



<p>E su questa base torbida, su questa identità fluttuante che può essere invocata o negata a seconda delle convenienze, si costruisce l&#8217;apartheid quotidiano in Cisgiordania. <strong>Si giustificano i check-point per i cristiani che vogliono andare al Santo Sepolcro.</strong> Si legittima l&#8217;esproprio di terre a famiglie che ci vivono da prima che Maometto nascesse.</p>



<p><strong>L&#8217;ambasciatore che fa il tifo contro l&#8217;America</strong></p>



<p>Ma la parte più inquietante dell&#8217;intervista non è nemmeno la teologia. È il ruolo di Huckabee. Un ambasciatore americano, pagato dai contribuenti statunitensi, che usa il suo tempo per incontrare <strong>Jonathan Pollard </strong>– il più famoso traditore americano, colui che rubò segreti militari per Israele e che <strong>oggi incoraggia gli ebrei americani a spiare per il Mossad.</strong> Un ambasciatore che, quando Carlson gli chiede conto delle vittime civili a Gaza, risponde lodando l&#8217;esercito israeliano come più etico di quello americano in Iraq e Afghanistan. Traduzione: un rappresentante degli Stati Uniti denigra il proprio Paese per esaltare una potenza straniera. E nessuno, a Washington, sembra trovarlo strano.</p>



<p>Quando Carlson gli fa notare che un cittadino americano accusato di pedofilia (Tomer Alexandrovich) è fuggito in Israele e non viene estradato, Huckabey risponde che &#8220;non è competenza dell&#8217;ambasciata&#8221;. Ma quando si tratta di incontrare Pollard, o di spingere per la guerra contro l&#8217;Iran, allora l&#8217;ambasciata è competente eccome.</p>



<p><strong>Il pericolo per la pace mondiale</strong></p>



<p>E veniamo al punto più drammatico. Carlson ricorda che Netanyahu è stato alla Casa Bianca sette volte in un anno. Sette. Più di qualsiasi rappresentante del popolo americano. E la sua richiesta è sempre la stessa: guerra all&#8217;Iran.</p>



<p><strong>I sondaggi dicono che oltre il 70% degli americani non vuole un&#8217;altra guerra in Medio Oriente. </strong>Ma i sondaggi non contano. Conta ciò che vuole Bibi. E Bibi vuole che gli Stati Uniti facciano il lavoro sporco: bombardare l&#8217;Iran, distruggere i suoi alleati, tenere in piedi un equilibrio di terrore.</p>



<p>Huckabee nega che Netanyahu voglia la guerra. &#8220;Non vuole la guerra&#8221;, dice. Ma intanto l&#8217;apparato militare americano si schiera nel Golfo, le portaerei incrociano, le teste intelligenti parlano di &#8220;opzione militare inevitabile&#8221;. E se la guerra arriverà, sarà pagata con il sangue dei soldati americani e con i dollari dei contribuenti statunitensi. Per difendere il &#8220;diritto divino&#8221; di Israele a possedere terre che forse, un domani, &#8220;sarebbe giusto prenderle tutte&#8221;.</p>



<p><strong>Il sionismo cristiano come minaccia globale</strong></p>



<p>La confessione di Huckabee – &#8220;sarebbe giusto se prendessero tutto&#8221; – non è un lapsus. <strong>È la dottrina. È ciò che credono milioni di evangelici americani. </strong>È ciò che insegnano nelle chiese. È ciò che predicano nei convegni finanziati da chissà quali fondi. E questa dottrina, oggi, siede negli uffici del potere. Determina la politica estera della nazione più armata del pianeta. Spinge il mondo verso un conflitto che potrebbe coinvolgere mezzo Medio Oriente, chiudere lo Stretto di Hormuz, far saltare i prezzi del petrolio e trascinare tutti in una depressione peggiore di quella del 1929.</p>



<p>Tutto questo sulla base di una promessa fatta quattromila anni fa a un pastore nomade, di cui nessuno può dimostrare la discendenza, e i cui confini – dal Nilo all&#8217;Eufrate – <strong>travolgerebbero almeno sei Stati sovrani e decine di milioni di persone.</strong></p>



<p>Alla fine dell&#8217;intervista, Huckabey dice a Carlson di non odiare nessuno. Forse è vero. Ma non serve odiare, quando si sostiene una teologia che legittima l&#8217;espansione illimitata, la discriminazione sistematica e la guerra preventiva. Basta credere. Basta non farsi domande. Basta ripetere che &#8220;sarebbe giusto&#8221; mentre il mondo intero trattiene il fiato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-nilo-alleufrate-sarebbe-giusto-se-prendessero-tutto-la-confessione-di-huckabee-che-smaschera-il-sionismo-cristiano.html">&#8220;Dal Nilo all&#8217;Eufrate, sarebbe giusto se prendessero tutto&#8221;. La confessione di Huckabee che smaschera il sionismo cristiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Giallo a Gerusalemme: l&#8217;ambasciatore Usa ha incontrato la spia americana che ha passato segreti a Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/giallo-a-gerusalemme-lambasciatore-usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 11:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Giallo a Gerusalemme: l'ambasciatore Usa ha incontrato la spia americana che ha passato segreti a Israele.</p>
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<p>Una spy-story nel bel mezzo dell&#8217;<strong>ambasciata Usa a Gerusalemme:</strong> il <em>New York Times</em> ha recentemente raccontato che <a href="https://www.aljazeera.com/news/2024/11/13/who-is-mike-huckabee-the-evangelical-pro-settlement-envoy-to-israel">l&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti in Israele <strong>Mike Huckabee</strong></a>, aperto sostenitore delle rivendicazioni espansioniste di Tel Aviv, ha incontrato nella sede della legazione Usa a Gerusalemme il controverso <strong>Jonathan Pollard, ex ufficiale della Marina condannato negli Anni Ottanta all&#8217;ergastolo negli Usa</strong> per spionaggio contro Washington proprio a favore dello Stato Ebraico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un incontro enigmatico</h2>



<p>L&#8217;incontro ha rotto una consuetudine che vede i funzionari americani non dialogare con ex esponenti delle forze armate o dell&#8217;intelligence con condanne alle spalle. &#8220;Pollard ha dichiarato di aver ringraziato Huckabee per <a href="https://www.jpost.com/breaking-news/jon-voight-pollards-sentence-anti-semitic" target="_blank" rel="noreferrer noopener">i suoi sforzi a sostegno</a> della sua liberazione&#8221;,<a href="http://L'incontro è stato svelato da funzionari americani che hanno parlato a condizione di anonimato. Il New York Times ha contattato Pollard, che ha confermato"> nota il <em>New York Times,</em></a> sottolineando i rapporti consolidati tra i due e che &#8220;Huckabee, ex candidato repubblicano alla presidenza, aveva chiesto la liberazione  <a href="https://www.politico.com/blogs/ben-smith/2011/02/huckabee-for-pollard-033004" target="_blank" rel="noreferrer noopener">di Pollard più di dieci anni fa&#8221;.</a> </p>



<p><strong>La vicenda richiamata dall&#8217;incontro tra i due</strong> rimanda al torbido periodo della fine della <strong>Guerra Fredda</strong>, quando lo spionaggio americano era attivo su ogni fronte e nella &#8220;nebbia di guerra&#8221; del caso Iran-Contras, del sostegno Usa ai mujaheddin afghani e della fine del confronto bipolare si inserì anche Pollard, classe 1951, texano nato da famiglia ebraica, fu nel 1979 assunto dal <strong>Navy Field Operational Intelligence Office (Nfoio)</strong>, un ramo del Naval Intelligence Command, l&#8217;agenzia di informazioni della Us Navy e iniziò un confronto costante con alti ufficiali, arrivando a seguire diverse operazioni con il Sudafrica del regime dell&#8217;Apartheid. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Pollard, spia d&#8217;Israele negli Usa</h2>



<p>Dal 1984, entrò in contatto con Aviem Sella, veterano dei caccia di Tel Aviv e futuro comandante dell&#8217;<strong>Aeronautica Israeliana</strong> a cui iniziò a passare documenti in cambio di pagamenti ma, soprattutto, in nome di una fedeltà alla sua identità che lo portò a ritenere inaccettabile il fatto che spesso Washington nascondesse informazioni a Tel Aviv. L&#8217;intelligence israeliana, per bocca dell&#8217;ex vice capo del Mossad Ram Ben Barak, ha negato che l&#8217;operazione fosse autorizzata da Israele ma al contempo tuttora è molto difficile definire il perimetro e l&#8217;entità delle informazioni sensibili fornite da Pollard allo Stato Ebraico. </p>



<p>Arrestato e processato, nel 1987 fu condannato all&#8217;ergastolo e da allora iniziò una vasta campagna israeliana per far uscire dal carcere la spia che aveva portato Tel Aviv a guardare nel profondo nei segreti della superpotenza patrona dello Stato Ebraico. La richiesta di<strong> grazia per Pollard unì</strong> i premier di Israele, da <a href="https://it.insideover.com/storia/rabin-trentanni-dopo-chi-ieri-lha-ucciso-oggi-governa-israele.html">Yitzhak Rabin </a>a Benjamin Netanyahu, che nel 1998 si scontrò durante il suo primo governo con l&#8217;opposizione di ben sette ex capi del Pentagono &#8211;<strong> tra cui perfino neoconservatori filoisraeliani di ferro come Donald Rumsfeld e <a href="https://it.insideover.com/politica/dick-cheney-larchitetto-del-caos-neoconservatore.html">Dick Cheney</a></strong>&#8211; che presero pubblicamente posizione contro il rilascio. Nel luglio 2015 Pollard è stato poi scarcerato anche col contributo di Huckabee su decisione dell&#8217;amministrazione di Barack Obama.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pollard sempre più vicino ai nazionalisti di Israele</h2>



<p>Trasferitosi in Israele nel 2020, Pollard fu accompagnato nello Stato Ebraico sul jet privato di <strong>Sheldon Adelson, miliardario ebreo vicino a Donald Trump</strong>, la cui vedova Miriam è una delle grandi donatrici del tycoon. Ha ottenuto dal governo una pensione paragonabile a quello degli ex agenti dell&#8217;intelligence e ha preso posizioni sempre più palesemente vicine all&#8217;estrema destra israeliana. </p>



<p>Nel 2021 ha paragonato <strong>Joe Biden a un capo degli Amalek,</strong> il mitico popolo nemico di Israele nella Bibbia; ha dichiarato che le famiglie degli ostaggi rapiti il 7 ottobre 2023 da Hamas danneggiavano la strategia bellica di Israele e ha sostenuto la <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2024-02-25/ty-article/send-gazans-to-ireland-ex-spy-pollard-looks-to-ben-gvir-to-find-his-political-future/0000018d-dfe1-df79-a5cd-ffffa32f0000">deportazione dei gazawi, proponendo l&#8217;Irlanda </a>come destinazione. Inoltre, ha stretto una forte amicizia con Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza Nazionale che gli ha proposto anche una candidatura nelle liste di Potere Ebraico.</p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/11/21/white-house-unaware-that-us-ambassador-to-israel-met-with-convicted-spy">In una recente intervista a I24, nota <em>Al Jazeera</em>, </a>&#8220;Pollard ha attaccato duramente i membri dell&#8217;amministrazione Trump, criticando gli inviati speciali Jared Kushner e Steve Witkoff, che hanno assunto ruoli di primo piano nei colloqui di pace per porre fine alla guerra di Israele contro Gaza&#8221;.</p>



<p> Il suo incontro con <strong>Huckabee ha saldato dunque due difensori delle scelte di Israele</strong>, sostenitori dell&#8217;espansione messianica dell&#8217;influenza di Tel Aviv e della guerra di Gaza, in una fase in cui Washington lavorava per contenere la foga bellica del governo Netanyahu. Rivelare oggi l&#8217;incontro significa rendere palese l&#8217;esistenza di una fetta di apparato americano che mette gli interessi di Israele al primo posto.</p>



<p> <strong>C&#8217;è il sospetto che Huckabee possa essere un membro di questa corrente</strong>, ben radicata nel campo evangelico conservatore più radicale. Il fatto che l&#8217;incontro non apparisse nell&#8217;agenda ufficiale dell&#8217;ambasciatore ed ex governatore dell&#8217;Arkansas e che la Cia e la Casa Bianca non ne fossero al corrente la dice lunga. Il ritorno di Pollard in auge mostra quanto una componente di destra americana ed una del nazionalismo israeliano continuino a parlare la stessa lingua. E questa lingua oggi proferisce anatemi contro ogni prospettiva di una pace a Gaza.</p>



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		<title>La strana alleanza di Usa e Israele tra spie e sabotaggi</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/usa-israele-jonathan-pollard.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 19:24:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/usa-israele-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/usa-israele-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/usa-israele-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/usa-israele-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/usa-israele-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/usa-israele-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/usa-israele-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Se non ci fosse stato Israele, gli Stati Uniti avrebbero dovuto inventarlo per proteggere i loro interessi in Medio Oriente&#8221;; parola di un giovane Joe Biden durante un&#8217;arringa infuocata pronunciata in Campidoglio nel lontano 1986 in difesa della politica estera americana, storicamente e pragmaticamente filoisraeliana sin dal secondo dopoguerra. Il giovane Biden aveva ragione: gli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/usa-israele-jonathan-pollard.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/usa-israele-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/usa-israele-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/usa-israele-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/usa-israele-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/usa-israele-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/usa-israele-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/usa-israele-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Se non ci fosse stato Israele, gli Stati Uniti avrebbero dovuto inventarlo per proteggere i loro interessi in Medio Oriente&#8221;;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=FYLNCcLfIkM&amp;ab_channel=CandidateResearch"> parola di un giovane Joe Biden</a> durante un&#8217;arringa infuocata pronunciata in Campidoglio nel lontano 1986 in difesa della politica estera americana, storicamente e pragmaticamente filoisraeliana sin dal secondo dopoguerra.</p>
<p>Il giovane Biden aveva ragione: gli <strong>Stati Uniti</strong> possono (sperare di) controllare il Medio Oriente fintanto che godono del supporto di fidi e validi alleati quali sono stati <strong>Israele</strong> e <strong>Arabia Saudita</strong> dalla guerra fredda ad oggi. Perché se cadesse una di queste colonne portanti, il sistema collasserebbe su se stesso, soverchiato e condotto all&#8217;implosione da un&#8217;anarchia che, lungi dall&#8217;essere produttiva, risulterebbe semplicemente ed inutilmente pervasiva e virulenta. E Israele e Arabia Saudita, al tempo stesso, abbisognano di un&#8217;alleanza adamantina con gli Stati Uniti per ragioni di sicurezza nazionale, in quanto entrambi accerchiati da potenziali minacce esistenziali.</p>
<p>Storia e politica hanno trasformato Stati Uniti ed Israele in un tutt&#8217;uno perfettamente amalgamato e inscindibile, ma dietro alla vetrina luccicante si cela una realtà costellata di inganni, diffidenze, spionaggio, tradimenti e persino di stragi, che, se debitamente analizzata, può risultare utile a comprendere la complessità di uno dei rapporti più incompresi della contemporaneità.</p>
<h2>Il terremoto Pollard</h2>
<p>Un 4 giugno come oggi, ma del 1986, l&#8217;analista di intelligence <strong>Jonathan Jay Pollard</strong> sconvolgeva l&#8217;America ammettendo di aver trafugato documenti secretati per conto di Israele. Condannato all&#8217;ergastolo in base all&#8217;<em>Espionage Act</em>, Pollard sarebbe diventato il primo (e unico) cittadino statunitense ad essere giudicato colpevole per la conduzione di attività spionistiche per conto di una nazione alleata.</p>
<p>Nato in una famiglia statunitense di religione ebraica, Pollard cercò di giustificare il proprio operato ai giudici spiegando di aver agito su impulso di un sentimento inestinguibile di &#8220;<a href="https://www.timesofisrael.com/in-blunt-interview-pollard-claims-jews-will-always-have-dual-loyalty/">doppia lealtà</a>&#8221; (<em>dual loyalty</em>) – provato nei confronti di Stati Uniti (famiglia adottiva) ed Israele (patria ancestrale) – e perché convinto che il governo americano stesse minando la sicurezza nazionale dell&#8217;alleato mediorientale nascondendogli determinate informazioni geopolitiche e militari.</p>
<p><figure id="attachment_320380" aria-describedby="caption-attachment-320380" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-320380 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Jonathan-Jay-Pollard-1024x683.jpeg" alt="Jonathan Jay Pollard" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Jonathan-Jay-Pollard-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Jonathan-Jay-Pollard-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Jonathan-Jay-Pollard-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Jonathan-Jay-Pollard-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Jonathan-Jay-Pollard-2048x1365.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/Jonathan-Jay-Pollard-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-320380" class="wp-caption-text">Jonathan Pollard a New York nel 2015</figcaption></figure></p>
<p>Pagato fior di quattrini da <strong>Aviem Sella</strong>, un veterano dell&#8217;Aviazione israeliana di stanza negli Stati Uniti, Pollard <a href="https://ilmanifesto.it/jonathan-pollard-accolto-come-un-eroe-in-israele-tradi-gli-stati-uniti/">ricevette ogni mese uno stipendio parallelo di 2.500 dollari dell&#8217;epoca</a> (l&#8217;equivalente di 6mila dollari del 2020) in cambio di documentazione segreta relativa ad una vasta gamma di argomenti, come Medio Oriente, <strong>Cina</strong> e sorveglianza elettronica, che non è mai stata svelata al pubblico nella sua interezza.</p>
<p>Arrestato il 21 novembre 1985, al termine di tre anni di possibile attività spionistica – di cui uno documentato fotograficamente e videograficamente – e dopo aver cercato rifugio nell&#8217;ambasciata israeliana a Washington, Pollard avrebbe continuato ad invocare il supporto del governo israeliano nei mesi e negli anni seguenti, peggiorando ulteriormente la propria posizione e arrecando grande danno ai rapporti bilaterali tra i due Paesi.</p>
<h2>Pollard e gli altri incidenti</h2>
<p>Il caso Pollard ha contribuito a palesare quello che sembra essere l&#8217;effettivo rapporto di forza tra gli Stati Uniti ed Israele, con i primi che, eventualmente, hanno liberato la spia – perdonata da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-barack-obama.html">Barack Obama</a> nel 2015 e trasferitasi nel 2020 in Terra Santa, dove è stata accolta trionfalmente – e il secondo che, all&#8217;epoca del processo, acconsentì di collaborare alle indagini soltanto una volta ottenuta l&#8217;immunità totale per i propri agenti coinvolti nell&#8217;operazione.</p>
<p>Ma oltre al caso Pollard c&#8217;è di più – molto di più –; un universo parallelo e caliginoso, nonché incredibilmente vasto, costellato di strani incidenti, scandali spionistici, muri di diffidenza e persino di stragi. In quest&#8217;universo alternativo, dove sembra che Stati Uniti ed Israele siano più rivali che alleati, alcuni eventi risaltano per gravità fattuale e fragore mediatico:</p>
<ul>
<li><a href="https://foreignpolicy.com/2016/04/26/how-the-israelis-hoodwinked-jfk-on-going-nuclear-dimona-atoms-for-peace/">I depistaggi voluti da David Ben Gurion per impedire all&#8217;amministrazione Kennedy di fermare il programma nucleare israeliano.</a></li>
<li>L&#8217;arresto di <strong>Yosef Amit</strong>, un agente dello <strong>Shin Bet</strong> sul libropaga americano condannato per spionaggio nel 1987.</li>
<li>Il bombardamento della USS Liberty da parte dell&#8217;aviazione israeliana all&#8217;acme della guerra dei sei giorni – un incidente, ufficialmente, che avrebbe provocato la morte di 34 marinai ed il ferimento di 171.</li>
<li><a href="https://www.jpost.com/israel-news/politics-and-diplomacy/report-israel-spied-on-us-nuclear-talks-with-iran-394883">L&#8217;operazione di spionaggio ai danni dell&#8217;amministrazione Obama</a> orchestrata da<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html"> Benjamin Netanyahu</a> durante i negoziati che avrebbero condotto all&#8217;accordo sul nucleare iraniano.</li>
</ul>
<p>Il caso Pollard e gli accadimenti di cui sopra sono la prova che quello fra Stati Uniti ed Israele è un rapporto meno cristallino e solido di quanto si tenda a credere comunemente, perché avvezzi a leggere ed interpretare le relazioni internazionali sotto l&#8217;influsso spaesante di analisi parziali che non riescono a penetrare sotto la superficie. Le alleanze perfette non esistono, perché ogni Stato ha le proprie ragioni – a volte coincidenti, altre volte collidenti –, e l&#8217;universo alternativo in cui Stati Uniti ed Israele si spiano, si fronteggiano e diffidano l&#8217;uno dell&#8217;altro come se fossero dei rivali, ne è prova provante e dimostrazione lapalissiana.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La storia di Aviem Sella, l&#8217;agente israeliano graziato da Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-storia-di-aviem-sella-lagente-israeliano-graziato-da-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 07:41:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1132" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Donald-Trump-2-scaled-e1611214899482.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Donald-Trump-2-scaled-e1611214899482.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Donald-Trump-2-scaled-e1611214899482-300x133.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Donald-Trump-2-scaled-e1611214899482-1024x453.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Donald-Trump-2-scaled-e1611214899482-768x340.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Donald-Trump-2-scaled-e1611214899482-1536x679.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Donald-Trump-2-scaled-e1611214899482-2048x906.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump mercoledì ha concesso la grazia ad Aviem Sella, un colonnello dell&#8217;aeronautica israeliana, che era stato incriminato da un tribunale federale americano nel marzo 1987 con tre capi d&#8217;accusa per spionaggio avendo reclutato Jonathan Pollard, un analista civile della Difesa, che ha passato segreti militari statunitensi al governo israeliano. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-storia-di-aviem-sella-lagente-israeliano-graziato-da-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-storia-di-aviem-sella-lagente-israeliano-graziato-da-trump.html">La storia di Aviem Sella, l&#8217;agente israeliano graziato da Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1132" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Donald-Trump-2-scaled-e1611214899482.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Donald-Trump-2-scaled-e1611214899482.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Donald-Trump-2-scaled-e1611214899482-300x133.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Donald-Trump-2-scaled-e1611214899482-1024x453.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Donald-Trump-2-scaled-e1611214899482-768x340.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Donald-Trump-2-scaled-e1611214899482-1536x679.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Donald-Trump-2-scaled-e1611214899482-2048x906.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p>Il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> mercoledì ha <a href="https://www.timesofisrael.com/at-israels-request-trump-pardons-israeli-handler-of-spy-jonathan-pollard/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">concesso la grazia</a> ad <strong>Aviem Sella</strong>, un colonnello dell&#8217;aeronautica israeliana, che era stato incriminato da un tribunale federale americano nel marzo 1987 con tre capi d&#8217;accusa per spionaggio avendo reclutato <strong>Jonathan Pollard</strong>, un analista civile della Difesa, che ha passato segreti militari statunitensi al governo israeliano.</p>
<p>L&#8217;ultimo atto della presidenza Trump, la grazia per 73 persone tra cui Steve Bannon, riporta così alla memoria una storia che affonda le sue radici nella Guerra Fredda. Sella è un ex colonnello dell&#8217;aviazione israeliana nato ad Haifa nel 1946. Ha studiato alla Hebrew Reali School e ha iniziato il servizio militare nel 1963, entrando a far parte dell&#8217;aeronautica israeliana come pilota di caccia. Nel 1967 ha combattuto nella Guerra dei Sei Giorni ed è stato uno dei primi piloti israeliani a pilotare il caccia F-4 Phantom. Allo scoppio della guerra dello Yom Kippur, Sella era negli Stati Uniti a studiare per un corso professionale, ma tornò in Israele a combattere come vice comandante del 69esimo stormo. Tra il 1976 e il 1979 divenne comandante e tra il 1980 e il 1983 è stato il direttore delle operazioni della Iaf, la Israeli Air Force. Sella è anche noto per aver guidato l&#8217;<strong>operazione Opera</strong>, l&#8217;attacco aereo contro il reattore nucleare iracheno di Osirak nel 1981.</p>
<p>Successivamente è stato inviato a studiare negli Stati Uniti dove ha conseguito un master in sistemi informativi presso la facoltà di applicazioni e sistemi informatici della New York University. Sella proprio in quel periodo, mentre stava affrontando gli studi per conseguire un dottorato di ricerca, è entrato in contatto con Jonathan Pollard, un analista della Difesa Usa, e lo ha reclutato per passare informazioni segrete a Israele.</p>
<p>La storia di <strong>Pollard</strong> merita una narrazione a parte: laureato in relazioni internazionali alla Stanford University nel 1976, l&#8217;anno successivo fu rifiutato dalla <strong>Central Intelligence Agency (Cia)</strong> dopo che un&#8217;indagine scoprì il suo uso di droghe e la sua propensione a inventarsi storie (alcune delle quali davano l&#8217;impressione che fosse un agente dell&#8217;intelligence israeliana). Nel 1979, comunque, ottenne un lavoro presso il Navy Field Operational Intelligence Office nel Maryland, anche perché la Cia non rese disponibile il suo rapporto sulla vita di Pollard. Dopo essere stato sorpreso a mentire sul lavoro nel 1981, il suo nulla osta di sicurezza venne inizialmente ridotto per poi essere ripristinato dopo aver presentato reclamo. Nel 1984 venne assegnato all&#8217;<strong>Anti-Terrorist Alert Center</strong> della <strong>U.S. Navy</strong>. Avendo quindi accesso a documenti governativi riservati, contattò i funzionari dell&#8217;ambasciata israeliana al Bureau of Scientific Relations e iniziò a passare ad Israele centinaia di documenti con informazioni provenienti dai Dipartimenti di Stato, Difesa, e della giustizia, dalla Cia e dalla National Security Agency (Nsa). Risale quindi a questo periodo, al maggio del 1984, il suo reclutamento da parte di Aviem Sella. Il 25 ottobre 1985 venne posto sotto sorveglianza ed il 21 novembre dello stesso scattarono gli arresti davanti all&#8217;ambasciata israeliana a Washington, dove lui e sua moglie si erano recati in cerca di asilo. Nel 1987 venne condannato a trenta anni di reclusione.</p>
<p>Ai responsabili israeliani della defezione di Pollard è stata concessa l&#8217;immunità negli Stati Uniti in cambio della cooperazione dopo l&#8217;arresto, tuttavia il ruolo di Sella era sconosciuto all&#8217;epoca e gli israeliani non svelarono il suo coinvolgimento. Per questo motivo, a Sella non è stata concessa l&#8217;immunità da Washington quando il suo ruolo è stato scoperto. Israele ha quindi rifiutato di estradare Sella per essere interrogato, pertanto, al processo, avvenuto a marzo del 1987, Sella è stato incriminato in contumacia dalla corte federale rischiando la pena massima dell&#8217;ergastolo e una multa di 500mila dollari.</p>
<p>Dopo che Sella fu promosso a <strong>generale di brigata</strong> e gli fu dato il comando della base aerea di <strong>Tel Nof</strong>, il Congresso degli Stati Uniti reagì minacciando di tagliare gli aiuti a Israele. I funzionari statunitensi in Israele furono istruiti a non avere contatti con Sella o con la base aerea fintanto che lui la comandava. Tel Aviv ha sempre rifiutato di sollevarlo dal suo incarico, nonostante le pressioni, creando tensione con Washington. Sella successivamente decise in autonomia di dimettersi per disinnescare gli attriti diplomatici tra i due Paesi ed è stato infine nominato istruttore presso il National Security College di Israele.</p>
<p>La Casa Bianca ha affermato che la richiesta di clemenza di Sella è stata sostenuta dal primo ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, dall&#8217;ambasciatore di Tel Aviv negli Stati Uniti Ron Dermer, dall&#8217;ambasciatore statunitense in Israele David Friedman.</p>
<p>“Lo Stato di Israele ha rilasciato delle scuse complete e inequivocabili, e ha chiesto la grazia per chiudere questo sfortunato capitolo nelle relazioni Usa-Israele”, ha riferito la Casa Bianca. “Siamo felici della grazia di Sella, ma speriamo che finalmente dirà la verità e consentirà alla giustizia di vedere la luce”, ha detto invece al <a href="https://www.jpost.com/american-politics/trump-pardons-aviem-sella-jonathan-pollards-handler-656048?fbclid=IwAR0zMSqQqsd91mAvDi4bHVHRUD5f117k9FOyVmtaMCKxHjcL8h0kmPcgkfk" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Jerusalem Post</em></a> l&#8217;avvocato di Pollard, Nitsana Darshan-Leitner, che ha sempre sostenuto l&#8217;innocenza del suo assistito che sarebbe stato vittima di false accuse.</p>
<p>Pollard è stato<a href="https://www.timesofisrael.com/jonathan-pollard-jewish-american-spy-for-israel-going-free-after-30-years/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> liberato nel 2015</a> avendo ottenuto la libertà vigilata, per poi <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2020/12/30/lex-spia-pollard-arrivata-in-israeleaccolta-da-netanyahu_6b5a5ba6-1968-4e49-915a-4ab99631c245.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">emigrare in Israele</a> a fine dicembre del 2020, accolto all&#8217;aeroporto Ben Gurion dal premier Netanyahu, che gli ha dato la carta di identità dello stato ebraico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-storia-di-aviem-sella-lagente-israeliano-graziato-da-trump.html">La storia di Aviem Sella, l&#8217;agente israeliano graziato da Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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