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	<title>Jonathan Panikoff Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;Arabia Saudita a Trump: normalizzazione con Israele solo in cambio dello Stato palestinese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 10:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="374" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/bin-salman-e1763126967515.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mohammed bin Salman" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/bin-salman-e1763126967515.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/bin-salman-e1763126967515.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/bin-salman-e1763126967515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/bin-salman-e1763126967515.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Mohammed bin Salman cerca di conservare un equilibrio tra la pressione interna per uno Stato palestinese e il dialogo con gli Usa.    </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/larabia-saudita-a-trump-normalizzazione-con-israele-solo-in-cambio-dello-stato-palestinese.html">L&#8217;Arabia Saudita a Trump: normalizzazione con Israele solo in cambio dello Stato palestinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Alla vigilia dell’incontro del 18 novembre tra <a href="https://it.insideover.com/politica/il-grande-bluff-di-bin-salman.html">Mohammed bin Salman e Donald Trum</a>p, l’Arabia Saudita ha ribadito a Washington che <strong>la normalizzazione con Israele non avverrà senza un impegno concreto verso la creazione di uno Stato palestinese.</strong> È la stessa posizione che Riad sostiene da anni, ma il contesto è mutato: dopo la guerra di Gaza, il principe ereditario saudita deve tenere insieme il suo ruolo di alleato strategico degli Stati Uniti e la sua immagine di custode dei luoghi santi dell’Islam, in un mondo arabo ancora profondamente ostile a Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una diplomazia prudente e strategica</h2>



<p>MBS, consapevole della delicatezza del dossier, cerca di evitare errori diplomatici che possano alienargli il consenso interno e quello regionale. La sua priorità, prima di ogni annuncio ufficiale, è allineare le posizioni con Washington e <strong>ottenere da Trump garanzie più esplicite a favore della causa palestinese.</strong> Come osserva <strong>Jonathan Panikoff</strong>, ex vice responsabile dell’intelligence statunitense per il Medio Oriente, il principe intende “usare la sua influenza per spingere la Casa Bianca a riconoscere apertamente la necessità di uno Stato palestinese sovrano”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La resistenza israeliana e l’impasse politica</h2>



<p>Israele, tuttavia, resta fermamente contrario a ogni prospettiva di Stato palestinese. Il premier <strong>Benjamin Netanyahu</strong> non intende né concedere un ruolo all’Autorità Palestinese a Gaza, né impegnarsi in un processo negoziale che limiti la libertà d’azione israeliana. Ciò rende quasi impossibile soddisfare le condizioni di Riad. Per i sauditi, senza un ritiro chiaro da Gaza, lo spiegamento di una forza di protezione internazionale e il ritorno dell’Autorità Palestinese, la normalizzazione rimarrebbe una resa politica, non un accordo di pace.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il patto di difesa con Washington</h2>



<p>Sul tavolo del 18 novembre, oltre al dossier israelo-palestinese, vi sarà un accordo di difesa destinato a ridefinire la relazione strategica tra Stati Uniti e Arabia Saudita. Il patto, modellato sull’intesa con il Qatar, rafforzerà la cooperazione militare e tecnologica e garantirà a Riad un ombrello di sicurezza americano. Tuttavia, <strong>non sarà il trattato vincolante che il Regno desiderava</strong>: più che una garanzia definitiva, rappresenta un compromesso politico utile a MBS per consolidare il legame con Washington e contenere l’influenza iraniana nel Golfo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica del possibile</h2>



<p>In un Medio Oriente dove ogni alleanza è negoziata sul filo dell’ambiguità, <strong>l’Arabia Saudita gioca su più tavoli</strong>: rassicura gli Stati Uniti, misura le proprie distanze da Israele e cerca di preservare il consenso del mondo islamico. Trump punta a presentare un successo diplomatico, ma Riad non intende concederglielo senza contropartite reali. La normalizzazione resta un obiettivo strategico, ma differita nel tempo: una carta da giocare quando le condizioni — politiche, regionali e simboliche — saranno finalmente favorevoli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/larabia-saudita-a-trump-normalizzazione-con-israele-solo-in-cambio-dello-stato-palestinese.html">L&#8217;Arabia Saudita a Trump: normalizzazione con Israele solo in cambio dello Stato palestinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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