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	<title>John Richardson Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Jul 2021 16:41:56 +0000</lastBuildDate>
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	<title>John Richardson Archives - InsideOver</title>
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		<title>La vera sfida dietro la grande corsa allo spazio dei miliardari</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/la-vera-sfida-dietro-la-grande-corsa-allo-spazio-dei-miliardari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2021 16:41:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[SpaceX]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25636028-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mission blue origin" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25636028-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25636028-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25636028-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25636028-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25636028-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25636028-2048x1462.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ha iniziato Elon Musk con la sua Space-X, prima azienda privata a fornire dei servizi strategici alla Nasa statunitense; hanno proseguito, più di recente, Richard Branson e Jeff Bezos promuovendo l&#8217;era dei viaggi spaziali a fini turistici, ultima frontiera di consumo per la &#8220;super-classe&#8221; dei miliardari, che tuttavia stona con le difficoltà strutturali dell&#8217;economia e della società nell&#8217;era del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-vera-sfida-dietro-la-grande-corsa-allo-spazio-dei-miliardari.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25636028-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mission blue origin" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25636028-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25636028-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25636028-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25636028-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25636028-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25636028-2048x1462.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ha iniziato <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/economia/chi-e-elon-musk.html" target="_blank" rel="noopener">Elon Musk</a> </strong>con la sua Space-X, prima azienda privata a fornire dei servizi strategici alla Nasa statunitense; hanno proseguito, più di recente, <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/corsa-luna-occidente-oriente.html" target="_blank" rel="noopener">Richard Branson e Jeff Bezos</a> </strong>promuovendo l&#8217;era dei viaggi spaziali a fini turistici, ultima frontiera di consumo per la &#8220;super-classe&#8221; dei miliardari, che tuttavia stona con le difficoltà strutturali dell&#8217;economia e della società nell&#8217;era del Covid-19. L&#8217;interesse notevole che i miliardari Usa, specie quelli del <a href="https://it.insideover.com/economia/la-frontiera-infinita-delle-nuove-tecnologie.html" target="_blank" rel="noopener">big tech</a>, rivolgono per la nuova corsa allo spazio ha fatto discutere, ha diviso l&#8217;opinione pubblica, ma si inserisce in un contesto strategico ben definito: quello di una <a href="https://it.insideover.com/politica/la-geopolitica-della-sfida-per-lo-spazio.html" target="_blank" rel="noopener">partita internazionale per il controllo degli spazi orbitali </a>in cui Washington intende giocare da protagonista.</p>
<p>La nuova sfida per lo spazio, che vede <strong>Cina e Stati Uniti </strong>contendere per la nuova corsa alla Luna, per il rilancio della connettività, per la sperimentazione dei più sofisticati sistemi d&#8217;armamento orbitali ha una specificità particolare rispetto alla rivalità da Guerra Fredda che divise <strong>Stati Uniti </strong>e <strong>Unione Sovietica</strong>. Allora la battaglia scientifica, tecnologica, militare e di propaganda faceva da substrato a una sfida spaziale per il controllo della Terra: si trattava di avvantaggiarsi nell&#8217;osservazione del nemico, nell&#8217;accessibilità orbitale dei missili balistici, nella difesa di due modelli antitetici. Oggi parliamo di una partita per il controllo dello spazio <em><strong>tout court</strong></em>, in cui le orbite, i punti lagrangiani, gli asset tecnologici sono l&#8217;equivalente dei mari, degli stretti, delle navi nella partita per la dominazione oceanica. Logico dunque che questa nuova sfida imponga un surplus di costi e avvenga secondo paradigmi tecnologici in continua evoluzione che potenze come gli Usa intendono incentivare cooptando il settore privato a fianco delle strutture pubbliche.</p>
<p>La logica adattata dagli apparati federali è paragonabile a quella messa in campo per incentivare il mantenimento del big tech nel quadro delle strutture geo-strategiche e geo-economiche a stelle e strisce, e si fonda su un triplice presupposto. In primo luogo, ai colossi del privato viene concesso di agire in sostegno, in complemento o sotto la supervisione di un apparato federale, mai pienamente in sostituzione ad esso se non laddove lo scopo prefisso dall&#8217;applicazione di una tecnologia è eminentemente commerciale; in secondo luogo, gli <strong>investimenti miliardari </strong>mobilitano un&#8217;accelerazione nelle innovazioni, nella ricerca scientifica, nel deposito di interessi speciali e particolari; infine, la corsa al <em>divide et impera </em>porta le aziende e i loro amministratori delegati a competere apertamente per assicurarsi commesse, appalti, interessi.</p>
<p>Tutto ciò è incentivato dal fatto che anche nella nuova corsa allo spazio la posta in gioco fondamentale prevede, sostanzialmente, dati, informazioni, prodotti immateriali che i nuovi satelliti e le nuove basi orbitanti, in una fase che vedrà presto la discesa in campo delle potenzialità offerte dal <strong>calcolo quantistico</strong>, potranno scambiare tra di loro e con la Terra consentendo una maggiore possibilità di schermatura dalle infiltrazioni ostili e, dunque, un vantaggio competitivo in termini economici, militari, strategici. Pane per i denti del big tech e dei suoi imprenditori, dato che, come ricordano <a href="http://www.idiavoli.com/focus/big-tech-conquista-dello-spazio/" target="_blank" rel="noopener"><em>I Diavoli</em></a> “Il core business del capitalismo delle piattaforme è infatti l’estrattivismo digitale, la raccolta dei <strong>Big Data</strong> – tutti i nostri movimenti in rete, cosa ci piace, cosa guardiamo, leggiamo, ascoltiamo, con chi interagiamo e dove ci soffermiamo più a lungo – con la duplice funzione disciplinare e biopolitica, di controllo e previsione dei desideri”. La proiezione verticale aiuterà a rafforzare questo controllo, in attesa di un nuovo estrattivismo fisico che i Paperoni d&#8217;America già prospettano: ad esempio <strong>Planetary Resources Inc</strong>., fondata dall’inventore di Google Larry Page, si dà l&#8217;obiettivo di arrivare sul lungo periodo a mappare gli asteroidi e i pianeti del Sistema Solare per riuscire a individuare i corpi celesti più promettenti sotto il profilo minerario ed estrarvi materiali rari sulla Terra.</p>
<p>Appalti miliardari, investimenti e partite a tutto campo saranno, in quest&#8217;ottica, sempre più frequenti e coinvolgeranno profondamente le multinazionali tecnologiche. Ad esempio, nella scorsa primavera, la Nasa ha assegnato a<a href="https://it.insideover.com/economia/limpero-di-elon-musk.html" target="_blank" rel="noopener"> SpaceX</a> un contratto da 2,9 miliardi di dollari per costruire un veicolo spaziale che ha lo scopo di portare gli astronauti sulla superficie lunare già nel 2024, in ottemperanza ai target temporali di <strong>Artemis</strong>, ma ha subito il ricorso contrario di Dynetics e della società di Bezos, Blue Origin. In particolare, <a href="https://www.startmag.it/innovazione/bezos-seduce-la-nasa-per-strappare-il-contratto-del-lander-lunare-a-spacex/" target="_blank" rel="noopener">scrive <em><strong>StartMag</strong></em></a><em><strong>,</strong></em><em><strong> </strong></em>&#8220;Bezos si è offerto di coprire fino a 2 miliardi di dollari di costi della Nasa per assicurarsi di partecipare al programma Human Landing System (Hls) sulla Luna con il suo lander Blue Moon&#8221;. L&#8217;offensiva a tutto campo del magnate va di pari passo con il tentativo della sua Amazon di ribaltare a proprio favore l&#8217;esito del maxi-contratto per<a href="https://it.insideover.com/societa/cuties-e-il-dibattito-sullo-sdoganamento-della-pedofilia.html" target="_blank" rel="noopener"> il cloud del Pentagono</a> dopo che l&#8217;appalto Jedi, affidato a Microsoft dall&#8217;amministrazione Trump, è stato messo nel congelatore. I destini incrociati tra partita tecnologica e guerre stellari sono molti e tutt&#8217;altro che sotto traccia. Quando a fare da figure di riferimento sono, spesso, le stesse personalità ciò è tutt&#8217;altro che improbabile. E la strategia di Washington per accelerare il suo sbarco nella nuova partita spaziale, in tutto questo, trae giovamento dalle rivalità tra i principali protagonisti dell&#8217;economia americana.</p>
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		<title>La Marina Usa verso il futuro: tra modernizzazione e nuove sfide</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-marina-usa-verso-il-futuro-tra-modernizzazione-e-nuove-sfide.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2019 14:16:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber security]]></category>
		<category><![CDATA[Marina militare americana (Us Navy)]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="758" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Us.-Navy-La-Presse-e1567781232599.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marina americana" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Us.-Navy-La-Presse-e1567781232599.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Us.-Navy-La-Presse-e1567781232599-300x119.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Us.-Navy-La-Presse-e1567781232599-768x303.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Us.-Navy-La-Presse-e1567781232599-1024x404.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel corso della cerimonia di insediamento di giovedì scorso del nuovo Chief of Naval Operations (ovvero il capo di Stato Maggiore della Marina degli Stati Uniti) all&#8217;ammiraglio Mike Gilday è stato affidato il compito di continuare nell&#8217;opera di modernizzazione della flotta e delle strategie operative, seguendo la strada già percorsa dall&#8217;uscente ammiraglio John Richardson. Il compito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-marina-usa-verso-il-futuro-tra-modernizzazione-e-nuove-sfide.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-marina-usa-verso-il-futuro-tra-modernizzazione-e-nuove-sfide.html">La Marina Usa verso il futuro: tra modernizzazione e nuove sfide</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="758" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Us.-Navy-La-Presse-e1567781232599.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marina americana" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Us.-Navy-La-Presse-e1567781232599.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Us.-Navy-La-Presse-e1567781232599-300x119.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Us.-Navy-La-Presse-e1567781232599-768x303.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Us.-Navy-La-Presse-e1567781232599-1024x404.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel corso della <a href="https://www.navy.mil/submit/display.asp?story_id=110649">cerimonia di insediamento</a> di giovedì scorso del nuovo <strong>Chief of Naval Operations</strong> (ovvero il capo di Stato Maggiore della Marina degli Stati Uniti) all&#8217;<strong>ammiraglio Mike Gilday</strong> è stato affidato il compito di continuare nell&#8217;opera di modernizzazione della flotta e delle strategie operative, seguendo la strada già percorsa dall&#8217;uscente ammiraglio <strong>John Richard</strong><strong style="font-size: 1rem;">s</strong><strong style="font-size: 1rem;">on</strong><span style="font-size: 1rem;">. Il compito per </span><strong style="font-size: 1rem;">Gilday</strong><span style="font-size: 1rem;"> non sarà semplice, soprattutto per via dell’incremento dei programmi di ammodernamento dei sistemi di bordo e degli armamenti portato avanti dalla maggior parte dei Paesi al mondo, soprattutto dalla Cina. Più che la Russia, infatti, la vera controparte ipotetica sarà proprio la </span><strong style="font-size: 1rem;">marina dell’Esercito Popolare di Liberazione</strong><span style="font-size: 1rem;"> che sta vivendo una fase di ampliamento e di modernizzazione sotto la spinta del governo di Pechino, intenzionato a creare una flotta capace di sostenere l’espansionismo politico ed economico, specialmente, nell&#8217;area del Pacifico. L’Estremo e il Medio Oriente, ivi compreso il Golfo Persico, saranno per il nuovo Chief of Naval Operations (Cno) le principali zone di attenzione nei prossimi anni, dove rimarrà forte e consistente la presenza della flotta della Marina </span><a style="background-color: #ffffff; font-size: 1rem;" href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-quale-sara-il-futuro-del-corpo-dei-marines.html">sostenuta dai mezzi e dalle truppe del Corpo dei Marines</a><span style="font-size: 1rem;">, assicurando così la deterrenza nei confronti di ogni possibile aggressione convenzionale o non.</span></p>
<h2>Le nuove minacce</h2>
<p>Gli sforzi dell&#8217;ammiraglio Gilday non dovranno essere orientati solamente ad aspetti teorici, ma dovranno essere volti anche a far sì che possano essere stanziati fondi per la difesa fisica delle navi e degli uomini della Marina. I missili balistici antinave in sviluppo nella maggior parte dei Paesi al mondo saranno una concreta minaccia per le portaerei e per le navi di grandi dimensioni, che potrebbero essere colpite da attacchi lanciati da distanze massime di circa 4.000 km. Gli attuali sistemi di difesa attiva e passiva in dotazione alle portaerei e a tutte le navi dei vari gruppi da battaglia potrebbero essere insufficienti, motivo per cui tra i vari punti chiave delle politiche del nuovo Cno ci dovrà essere l’implementazione e la messa definitiva in operazioni dei <strong>RIM-161 SM-3 Block IIA</strong>, utilizzati dal <strong>sistema Aegis Ashore</strong> e necessari per <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-sfide-del-nuovo-direttore-dellagenzia-di-difesa-missilistica-usa.html">intercettare e distruggere missili balistici</a>. Non ci sarà però solamente la difesa strategica, perché per garantire in futuro l’effettiva sicurezza delle navi è cruciale migliorare ulteriormente i sistemi per la difesa di punto, ovvero il cannone a canne rotanti <strong>Phalanx CIWS</strong> e il laser <strong>AN/SEQ-3</strong>. Mentre il Phalanx è operativo dal 1978, l’arma laser è ancora nella fase di test e dal 2020 dovrebbe diventare operativa sul cacciatorpediniere USS <em>Arleigh Burke</em>. Passi avanti importanti ai quali si aggiungerà anche la<strong> <em>cyber security</em></strong>; possibile sfruttando anche l’esperienza maturata dall&#8217;ammiraglio Gilday nel corso del suo comando della <strong>Decima Flotta</strong> degli Stati Uniti, parte integrante del <strong>Comando Cyber </strong>unificato. Gilday è il primo Cno ad avere un passato al vertice del comando cibernetico della Marina, a cui aggiunge anche l’esperienza maturata nella <strong>guerra di superficie</strong>, a differenza del suo predecessore Richardson che proveniva invece dai sottomarini. Gli aspetti relativi alla <em>cyber security</em> sono centrali nella politica e nella programmazione futura del Pentagono e la scelta di Gilday non sembra essere casuale, specialmente perché l’obiettivo per i prossimi anni è quello di far sì che tutte le forze armate siano perfettamente integrate in una rete sicura e che abbiano la capacità di esercitare una deterrenza anche in questo ambito. L’aspettativa è di affiancare alla presenza nelle acque di tutto il mondo dei sottomarini lanciamissili balistici equipaggiati con gli Slbm (Submarine-launched ballistic missile) Trident II, anche la possibilità di dissuadere potenziali aggressori tramite l’impiego operativo di strumenti informatici per colpire i sistemi di comunicazione e di controllo e le infrastrutture fisiche e non.</p>
<h2>Il programma di modernizzazione della flotta</h2>
<p>Questo, ovviamente, non significa la fine del principio cardine della strategia marittima degli Stati Uniti, ovvero la presenza in ogni parte del globo di forze che possano intervenire in maniera rapida in ogni tipologia di conflitto. Anche l’ammiraglio Gilday proseguirà il suo lavoro per assicurare che venga seguito il dettame &#8220;Costruisci una forza più letale&#8221; espressa dal <a href="https://dod.defense.gov/Portals/1/Documents/pubs/2018-National-Defense-Strategy-Summary.pdf">documento della strategia di difesa nazionale</a> (Nds, <strong>National Defense Strategy</strong>). Nella pubblicazione del 2018 dal Pentagono viene sottolineata la necessità di aumentare le già elevatissime capacità militari degli Stati Uniti per prevenire ogni minaccia e aggressione in tutto il mondo. La Marina, in quest’ottica, si inserisce con un programma di modernizzazione e ampliamento della flotta che prevede la costruzione di 55 nuove navi da guerra, sottomarini e navi logistiche, a cui saranno aggiunte 10 imbarcazioni autonome a controllo remoto (Usv, <strong>Unmanned surface vessel</strong>) che fungeranno da “prima linea” nel futuro.</p>
<p>Una programmazione ambiziosa ma considerata necessaria a Washington per mantenere il dominio e la superiorità marittima per tutto il 21° secolo, aumentando ancora di più il dislivello nei confronti delle principali competitor. Nei prossimi anni nei diversi cantieri navali statunitensi inizierà la costruzione di 3 sottomarini SSN-774 della classe <em>Virginia</em>, 3 cacciatorpediniere classe <em>Arleigh Burke</em>, 1 fregata, 2 navi da rifornimento, 2 da rimorchio, 4 da sbarco, 2 senza pilota e, soprattutto, 1 portaerei (CVN-81). Quest’ultima dovrebbe entrare in servizio tra il 2025 e il 2030 diventando la quarta portaerei della <strong>classe <em>Gerald R. Ford</em></strong> a essere costruita, continuando così il lunghissimo programma di modernizzazione delle <strong>superportaerei</strong> rappresentate, al momento, da quelle datate della classe <em>Nimitz</em>. Ma prima della CVN-81 che ancora è senza nome, la CVN-80 USS <em>Enterprise</em> dovrebbe essere completata a breve termine ed entrerà in servizio nei prossimi 5 anni. Le superportaerei, e i rispettivi gruppi di attacco, rimarranno il centro della politica navale statunitense e il loro impiego non sarà certamente ridimensionato nel futuro. Anzi grazie alle nuove tecnologie di bordo e agli investimenti continui nei sistemi di difesa antimissile, le portaerei della classe <em>Ford</em> saranno impiegate in misura maggiore in Europa, Pacifico e Medio Oriente.</p>
<h2>Non solo le portaerei&#8230;</h2>
<p>Al servizio del nuovo Chief of Naval Operations non ci saranno solamente le nuove superportaerei, perché tra i programmi &#8220;ereditati&#8221; dall&#8217;ammiraglio Gilday c’è quello dei <strong>sottomarini lanciamissili balistici</strong> della classe <em>Columbia</em>, che a partire dal 2028, inizieranno a rimpiazzare i datati clas<span style="font-size: 1rem;">se</span><span style="font-size: 1rem;"> </span><em style="font-size: 1rem;">Ohio</em><span style="font-size: 1rem;">. Oltre alle tecnologie e ai sistemi di nuova generazione, la principale caratteristica dei nuovi sottomarini sarà il nuovo compartime</span><span style="font-size: 1rem;">nto missilistico per il lancio dei Trident II sviluppato insieme alla marina del Regno Unito per il programma della classe </span><em style="font-size: 1rem;">Dreadnought</em><span style="font-size: 1rem;">. Al fianco dello sviluppo dei nuovi sottomarini lanciamissili continuerà la produzione e l’aggiornamento dei cacciatorpedinieri classe </span><em style="font-size: 1rem;">Arleigh Burke</em><span style="font-size: 1rem;">, affiancati da quelli della classe </span><em style="font-size: 1rem;">Zumwalt </em><span style="font-size: 1rem;">che segneranno il passo avanti nel futuro delle capacità lanciamissili della Marina statunitense. Nel programma di modernizzazione che sarà proseguito sotto la guida dell’ammiraglio Gilday vi sarà <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/us-navys-future-plans-revealed-lots-frigates-plus-new-destroyers-51497">un numero elevato</a>, come riportato da </span><em style="font-size: 1rem;">National Interest</em><span style="font-size: 1rem;">, di nuove fregate lanciamissili</span><span style="font-size: 1rem;">, ma soprattutto importanti saranno le navi a controllo remoto che potranno essere impiegate per supportare le operazioni della flotta in ogni parte del mondo.</span></p>
<h2>Una scelta cyber oriented?</h2>
<p>La principale sfida per l’ammiraglio <strong>Gilday</strong>, però, rimarrà quella posta dall&#8217;aumentate minacce internazionali poste dalle politiche cinesi verso il mar Cinese meridionale e orientale, dalla Russia, dall&#8217;Iran e dalla Corea del Nord, oltre a quella del terrorismo. Per fronteggiarle al meglio, nel <a href="https://www.youtube.com/watch?v=MreIhThVioU">primo discorso</a> come Chief of Naval Operations, Gilday ha rimarcato l’importanza che avrà continuare il processo di modernizzazione della flotta, delle tecnologie di bordo e delle strategie operative. Di certo scegliere Gilday, rispetto ad altri potenziali candidati, sottolinea nuovamente la volontà del Pentagono di aumentare gli investimenti e le capacità di <em>cyber security</em>, oltre che di orientare la bussola maggiormente verso la modernizzazione della flotta di superficie per contrastare le potenziali minacce su scala globale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-marina-usa-verso-il-futuro-tra-modernizzazione-e-nuove-sfide.html">La Marina Usa verso il futuro: tra modernizzazione e nuove sfide</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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