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	<title>John Mearsheimer Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>John Mearsheimer Archives - InsideOver</title>
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		<title>Israel’s Lobby ovvero: la struttura di potere che lega Washington a Tel Aviv </title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/israels-lobby-ovvero-la-struttura-di-potere-che-lega-washington-a-tel-aviv.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Arigotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 05:26:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra giornalismo investigativo e ricerca scientifica, un nuovo prezioso saggio sulle strutture pro-Israele che influenzano la politica Usa.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israels-lobby-ovvero-la-struttura-di-potere-che-lega-washington-a-tel-aviv.html">Israel’s Lobby ovvero: la struttura di potere che lega Washington a Tel Aviv </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/trump-netanyahu-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il nuovo <a href="https://www.simonandschuster.com/books/Israels-Lobby/Eli-Clifton/9781668210840">saggio</a> di <strong>Eli Clifton </strong>e <strong>Ian Lustick</strong>, al momento disponibile solo in lingua inglese, è un’inchiesta serrata, documentata e politicamente coraggiosa circa <strong>il ruolo della cosiddetta Israel Lobby nella definizione della politica estera (e interna) degli Stati Uniti. </strong>Le conclusioni cui arrivano gli autori sono impietose: per il tramite di gruppi di pressione, centri di ricerca e importanti finanziatori la cosiddetta lobby avrebbe negli anni progressivamente ristretto l’ambito del dibattito politico (e pubblico) attorno a fondamentali scelte strategiche sulla politica estera (si parla, tra gli altri, di Iraq e Iran), indirizzandole in diversi casi verso obiettivi e f<strong>inalità estranee, se non addirittura contrarie, agli interessi degli Stati Uniti d’America.</strong></p>



<p>Tra i <a href="https://www.kirkusreviews.com/book-reviews/eli-clifton/israels-lobby/">passaggi</a> più significativi, in grado di gettare un’ombra sulla stessa tenuta dei valori democratici e della libertà d’espressione, citiamo quello secondo cui :”… siamo ora soggetti alla criminalizzazione delle critiche alle politiche di Israele, a restrizioni alla libertà di parola nei campus universitari e a una pericolosa difesa di Israele che equipara le critiche a un attacco a tutti gli ebrei&#8221;, particolarmente importante nel momento in cui molte <a href="https://www.mosaico-cem.it/attualita-e-news/mondo/il-60-degli-americani-ha-una-visione-sfavorevole-di-israele/">rilevazioni</a> attestano un calo verticale della reputazione dello stato ebraico nella società americana. Un’influenza, quella israeliana e della lobby, che sarebbe assai <a href="https://www.publishersweekly.com/9781668210840">risalente</a>, secondo quanto documentato da Clifton e Lustick.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Non è la prima opera critica, ma…</strong></h2>



<p>Non si tratta della prima volta che vengono sollevate critiche e denunce circa l’ambiguo rapporto tra Stati Uniti e Israele. Per tutti ricordiamo <a href="https://www.hks.harvard.edu/publications/israel-lobby-and-us-foreign-policy">The Israel Lobby and U.S. Foreign Policy</a>, di <strong>John Mearsheimer </strong>&amp; Stephen Walt, disponibile anche in italiano, rispetto al quale il nuovo volume di Clifton e Lustick non parla solo di ingerenza politica, ma più in termini generali di un disegno di impossessamento del discorso e narrazione pubblica, per il tramite di un complesso di strumenti finanziari, mediatici e disciplinari, unitamente a una strategia di <a href="https://www.kirkusreviews.com/book-reviews/eli-clifton/israels-lobby/">demonizzazione</a> del dissenso. In altre parole, se l’opera di Mearsheimer e Walt si focalizzava sulla politica internazionale, quella in esame, senza trascurare tali aspetti, si concentra sulle strutture di potere, forse trascurando – una delle critiche che le sono state rivolte – il peso di altre componenti (liberal, neoconservatori, gruppi evangelici, etc.) che il volume tocca solo marginalmente.</p>



<p>Come accennavamo parliamo di una <a href="https://www.analisidifesa.it/2026/08/israele-spia-gli-stati-uniti-non-e-certo-una-novita/">strategia</a> tutt’altro che nuova nel rapporto tra Washigton e Tel Aviv. I due autori hanno voluto porre l’accento sull’impatto di queste influenze su alcune delle più importanti decisioni di politica estera della massima potenza mondiale, che r<strong>ischiano di tradursi in costi strategici e morali crescenti,</strong> che sono andate di pari passo con la <a href="https://www.simonandschuster.com/books/Israels-Lobby/Eli-Clifton/9781668210840">radicalizzazione</a> della politica israeliana.  Un aspetto, questo ultimo, del quale si è occupato Lustick, che documenta l’evoluzione della Lobby nel quadro della politica USA–Israele in relazione al crescente oltranzismo della dirigenza politica dello stato ebraico.</p>



<p>Sono innumerevoli le <a href="https://factually.co/fact-checks/politics/is-israels-lobby-clifton-lustick-credible-9ba8ca">recensioni</a> già pubblicate, che parlano di un libro che combina giornalismo investigativo e scienza politica, ricorrendo a una scrittura chiara, incisiva, priva di argomentazioni retoriche. L’impianto è rigoroso, sostenuto da casi storici, documenti, testimonianze e analisi finanziarie. L’obiettivo non è certo quello di demonizzare una comunità, bensì di ricostruire un sistema di potere, evidenziandone le criticità; e tenendo bene a mente che la Israel lobby è assieme a quella cubana forse la più influente nelle decisioni afferenti alla politica internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi sono Clifton e Lustick</strong></h2>



<p>I due <a href="https://www.simonandschuster.com/books/Israels-Lobby/Eli-Clifton/9781668210840">autori</a> vantano curriculum di tutto rispetto.  <strong>Eli Clifton è un giornalista investigativo</strong>, cofondatore del <em>Quincy Institute for Responsible Statecraft,</em> ha scritto per The Guardian, The Nation, The Intercept, The South China Morning Post, LobeLog, Salon, HuffPost, The Daily Beast, Slate, Gawker,  Foreign Policy, occupandosi di politica estera e flussi finanziari in collegamento con la politica.  <strong>Ian S. Lustick è un docente universitario</strong>, ha insegnato presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell&#8217;Università della Pennsylvania, oltre ad aver collaborato nell’Amministrazione Carter come esperto per conto del Dipartimento di Stato per gli affari israelo-palestinesi e consulente per altri presidenti in materia di politica estera e sicurezza nazionale. È fondatore ed ex presidente dell&#8217;Association for Israel Studies e membro del Council on Foreign Relations.</p>



<p>Un’analisi destinata a divenire un punto di riferimento per studiosi, giornalisti e per tutte le persone interessate a comprendere meglio le dinamiche celate dalle più importanti e impattanti decisioni di politica internazionale. Ci sia consentita, a margine, solo una piccola riflessione finale. Alla luce di quanto denunziano i due autori, specialmente sulle logiche di criminalizzazione del dissenso, presenti all’interno del mondo politico e accademico, lasciano ancora più perplessi alcuni dei contenuti del cosiddetto DDL antisemitismo, circa il quale rinviamo all’ottima analisi di <a href="https://it.insideover.com/politica/passa-al-senato-il-decreto-sullantisemitismo-per-il-pd-una-spaccatura-per-tutti-piu-rischioso-criticare-israele.html">Alessio Mannino</a>.</p>



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		<item>
		<title>Iran. Gli Usa annunciano l&#8217;escalation, ma possono perdere di nuovo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-gli-usa-annunciano-lescalation-ma-possono-perdere-di-nuovo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 15:35:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260715172114510_19ce97887d28f0448e2b6503b8be67b3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Gli Usa annunciano l&#039;escalation, ma possono perdere di nuovo" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260715172114510_19ce97887d28f0448e2b6503b8be67b3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260715172114510_19ce97887d28f0448e2b6503b8be67b3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260715172114510_19ce97887d28f0448e2b6503b8be67b3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260715172114510_19ce97887d28f0448e2b6503b8be67b3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260715172114510_19ce97887d28f0448e2b6503b8be67b3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260715172114510_19ce97887d28f0448e2b6503b8be67b3-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questa nuova fiammata non finirà diversamente. Infatti, come spiegava il professore [Mearsheimer], "ormai dovrebbe essere fin troppo chiaro a coloro che sostengono la ripresa della guerra che l'Iran è in grado di resistere a una pressione enorme [...] Se necessario, si accontenteranno di mangiare l'erba, ma non si arrenderanno".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-gli-usa-annunciano-lescalation-ma-possono-perdere-di-nuovo.html">Iran. Gli Usa annunciano l&#8217;escalation, ma possono perdere di nuovo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260715172114510_19ce97887d28f0448e2b6503b8be67b3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Gli Usa annunciano l&#039;escalation, ma possono perdere di nuovo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260715172114510_19ce97887d28f0448e2b6503b8be67b3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260715172114510_19ce97887d28f0448e2b6503b8be67b3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260715172114510_19ce97887d28f0448e2b6503b8be67b3-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260715172114510_19ce97887d28f0448e2b6503b8be67b3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260715172114510_19ce97887d28f0448e2b6503b8be67b3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260715172114510_19ce97887d28f0448e2b6503b8be67b3-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ieri Trump ha convocato una riunione alla Situation Room della Casa Bianca per pianificare nuovi attacchi massivi all&#8217;Iran, in linea con le minacciose dichiarazioni che l&#8217;hanno preceduta concluse con l&#8217;intimazione a Teheran di accogliere un accordo, ovviamente secondo le pretese americane. Cosa che non avverrà.</p>



<p>Sulla ripresa di un conflitto su ampia scala il lucido <a href="https://www.irna.ir/news/86209369/%D9%85%D8%B1%D8%B4%D8%A7%DB%8C%D9%85%D8%B1-%D8%AC%D9%86%DA%AF-%D8%A8%D8%A7-%D8%A7%DB%8C%D8%B1%D8%A7%D9%86-%D9%88%D8%A7%D8%B1%D8%AF-%D9%85%D8%B1%D8%AD%D9%84%D9%87-%D8%A7%D9%82%D8%AF%D8%A7%D9%85-%D8%AF%D8%B1-%D8%A8%D8%B1%D8%A7%D8%A8%D8%B1-%D8%A7%D9%82%D8%AF%D8%A7%D9%85-%D8%B4%D8%AF%D9%87-%D8%A7%D8%B3%D8%AA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avvertimento pregresso</a> di John Mearsheimer, docente di politica internazionale presso l&#8217;Università di Chicago: &#8220;Se si crede davvero che il presidente Donald Trump sia irrazionale, si potrebbe immaginare che commetta di nuovo lo stesso errore e lanci un altro massiccio attacco aereo contro l&#8217;Iran com&#8217;è avvenuto durante la guerra dei 40 giorni. Ma, in definitiva, non credo che prenderà una decisione del genere. Penso che lui e i suoi consiglieri sappiano benissimo che non esiste una strategia per vincere questa guerra&#8221;.</p>



<p>A quanto pare sta prevalendo l&#8217;irrazionalità, da cui la scelta di una guerra di frustrazione che reitera quanto avvenuto in precedenza quando, come spiega Mearsheimer, né la fase della campagna aerea (28 febbraio- 8 aprile), né quella del blocco navale (13 aprile &#8211; 17 giugno), hanno piegato Teheran. Fallimenti che, insieme alla costatazione che &#8220;le scorte di munizioni si stavano esaurendo&#8221;, hanno portato al Memorandum del 17 giugno, che &#8220;era, di fatto, una resa&#8221;.</p>



<p>Questa nuova fiammata non finirà diversamente. Infatti, come spiegava il professore, &#8220;ormai dovrebbe essere fin troppo chiaro a coloro che sostengono la ripresa della guerra che l&#8217;Iran è in grado di resistere a una pressione enorme [&#8230;] Se necessario, si accontenteranno di mangiare l&#8217;erba, ma non si arrenderanno&#8221;.</p>



<p>Tante le variabili della nuova fase del conflitto minacciata da Trump, sempre che alle minacce seguano i fatti (con lui non si sa mai): se sarà in qualche modo controllato, scelta che eviterebbe una reazione alzo zero dell&#8217;Iran che incendierebbe la regione; se, comunque, anche controllato, la reazione iraniana provocherà vittime americane in un numero che farebbe scattare l&#8217;escalation e forse una guerra di terra (sangue chiama sangue); se si deciderà di colpire le risorse energetiche, in qual caso l&#8217;Iran farebbe lo stesso su quelle della regione, da cui il collasso globale; se Israele ne rimarrà fuori; se si arriverà alla soglia atomica&#8230; per stare alle varianti più rilevanti.</p>



<p>In attesa degli eventi, val pena annotare che tale irrazionalità ha una sua razionalità intrinseca che appartiene alla logica delle guerre infinite dei neocon Usa e dei loro sodali israeliani. Anche se l&#8217;America non otterrà quel che pretende, l&#8217;antagonista regionale di Israele ne uscirà devastato e non sarà in grado di frenare la pulsione di Tel Aviv a ergersi a dominus del Medio oriente. Ma resta una scommessa che potrebbe ritorcersi contro gli scommettitori, con l&#8217;Iran che potrebbe uscirne come vincitore e Israele più che ridimensionato.</p>



<p>Fosche nubi all&#8217;orizzonte, dunque, che contrastano con le notizie che giungono da Israele e Stati Uniti. Infatti, nella recente telefonata intercorsa con Netanyahu, <a href="https://www.axios.com/2026/07/14/trump-netanyahu-syria-lebanon-redeploy" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Trump lo ha sollecitato a ritirarsi da Siria e Libano</a>, sviluppo che favorirebbe una de-escaltion, ottenendo una risposta negativa.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.axios.com/2026/07/14/trump-netanyahu-syria-lebanon-redeploy"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-A-13-1024x370.jpg" alt="Scoop: Trump tells Netanyahu to move forces out of Syria and Lebanon" class="wp-image-82839"/></a></figure>



<p>Un contrasto, quello con Netanyahu, che fa il paio con la notizia dell&#8217;incombente visita del premier israeliano negli Stati Uniti per partecipare ai funerali del <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/hormuz-in-fiamme-il-mondo-alla-canna-del-gas" target="_blank" rel="noreferrer noopener">senatore Lindsey Graham</a>, durante la quale dovrebbe incontrare Trump (degli schiavi non si butta via niente, neanche la morte).</p>



<p>Condizionale d&#8217;obbligo, dal momento che non c&#8217;è <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/israeli-official-netanyahu-to-travel-to-us-on-saturday-but-unclear-if-he-will-meet-trump/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">conferma ufficiale dell&#8217;incontro</a>, anche se poi si dovrebbe tenere perché un rifiuto del presidente sarebbe inconcepibile. Ma già l&#8217;incertezza è una notizia (peraltro, la voce di un simile incontro si era diffusa anche <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/7/4/trump-hints-israels-benjamin-netanyahu-may-visit-us-as-early-as-next-week" target="_blank" rel="noreferrer noopener">agli inizi di luglio</a> e l&#8217;incontro non c&#8217;è stato).</p>



<p>Nel dare notizia del contenuto della telefonata Netanyahu-Trump, Axios racconta di un premier israeliano sotto pressione. Tale pressione, in realtà, non viene esercitata solo dalla Casa Bianca, ma anche da influenti ambienti ebraici internazionali che stanno lavorando per spodestarlo perché consapevoli che la pulsione guerrafondaia del premier e il fanatismo messianico che la sostiene rischiano di perdere Israele.</p>



<p>La scorsa settimana sia il <a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2026/07/08/emanuel-says-israeli-prime-minister-has-led-hiss-country-dead-end/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Washington Post</a> che il <a href="https://www.nytimes.com/2026/07/07/us/politics/rahm-emanuel-speech-israel.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New York Times</a>, media portanti dell&#8217;Impero, hanno dato una copertura abnorme all&#8217;intervento di Rahm Emanuel a Tel Aviv durissimo nei confronti di Netanyahu.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.nytimes.com/2026/07/07/us/politics/rahm-emanuel-speech-israel.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-NYT-10-1024x257.jpg" alt="In Israel, Rahm Emanuel Calls for End of Unconditional U.S. Support" class="wp-image-82835"/></a></figure>



<p>Ex consigliere di Obama, già sindaco di Chicago e ambasciatore in Giappone, Emanuel non ha mai avuto tanta visibilità, segno di un sostegno non goduto in precedenza.</p>



<p>A quanto sembra gli ambiti che lo sostengono pare che per le prossime elezioni israeliane stiano puntando su Gadi Eisenkot, che sta guadagnando terreno <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/elections/2026-07-11/ty-article-magazine/.highlight/eisenkot-is-quietly-gaining-ground-in-likud-territory-enough-to-beat-netanyahu/0000019f-4fb6-d9b4-abdf-cfff1db80000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nei sondaggi</a>. Figura forte, l&#8217;ex Capo di Stato Maggiore è inattaccabile anche perché ha un figlio caduto in guerra (così chiamano da queste parti il genocidio dei palestinesi).</p>



<p>Eisenkot non è un figlio di Maria, sua la sanguinaria <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/wp-gaza-e-la-catastrofica-dottrina-dahiya" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dottrina Dahiya</a> secondo la quale il nemico va piegato devastando le infrastrutture e i civili che lo sostengono, ma è anche un realista, che in questo tempo di follia può aiutare (d&#8217;altronde, le alternative con possibilità di successo sono peggiori). In particolare, va ricordato che <a href="https://www.voanews.com/a/mossad-chief-certain-iran-seeks-nuclear-bombs/4332677.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sostenne</a> la necessità di un accordo sul nucleare iraniano e <a href="https://english.aawsat.com/home/article/3445231/israeli-general-us-withdrawal-iran-nuclear-deal-was-strategic-mistake" target="_blank" rel="noreferrer noopener">criticò</a> duramente la decisione di Trump di dichiararlo decaduto.</p>



<p>In un <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/elections/2026-07-14/ty-article/.premium/insane-gadi-eisenkot-blasts-israeli-plan-to-work-with-ahmadinejad/0000019f-60ac-d72f-afff-79aecc040000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recente intervento</a> ha definito &#8220;folle&#8221; il piano di Netanyahu di usare il regime-change iraniano per<a href="https://www.piccolenote.it/mondo/netanyahu-e-il-losco-ahmadinejad-haarez-trova-conferme-allo-scoop-del-nyt" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> intronizzare a Teheran l&#8217;ex presidente Mahmud Ahmadinejad</a>, aggiungendo quanto fossero fuori dalla realtà quanti &#8220;credevano possibile rovesciare il regime iraniano con poche migliaia di combattenti curdi&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/israel-news/elections/2026-07-14/ty-article/.premium/insane-gadi-eisenkot-blasts-israeli-plan-to-work-with-ahmadinejad/0000019f-60ac-d72f-afff-79aecc040000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-HAA-1024x264.jpg" alt="'Insane': Netanyahu Rival Gadi Eisenkot Blasts Israeli Plan to Work With Ahmadinejad" class="wp-image-82837"/></a></figure>



<p>Semplicemente un regime-change in Iran non è possibile, tanto che i vertici militari, ha aggiunto Eisenkot, si erano detti contrari al piano. E, alla domanda se avesse accolto il sostegno dei partiti arabi, non l&#8217;ha escluso, a differenza di quasi tutti gli altri partiti israeliani (coraggioso, vista la temperie).</p>



<p>Se abbiamo dato spazio all&#8217;attivismo di Emanuel ed Eisenkot non è perché ne siamo fan, quanto per dar conto di mutamenti significativi nel magmatico mondo ebraico internazionale e in Israele. Può aiutare, e anche molto, a temperare l&#8217;attuale tempesta.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-gli-usa-annunciano-lescalation-ma-possono-perdere-di-nuovo.html">Iran. Gli Usa annunciano l&#8217;escalation, ma possono perdere di nuovo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>&#8220;Mi riferiscono in dettaglio ogni giorno&#8221;: Netanyahu svela il rapporto con l&#8217;amministrazione Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mi-riferiscono-in-dettaglio-ogni-giorno-netanyahu-svela-il-rapporto-con-lamministrazione-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 09:43:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1904" height="938" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414102823116_f44d85b1bdb9cbed7bf2c3aa99087b4f-e1776163328992.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vance Netanyahu Trump Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414102823116_f44d85b1bdb9cbed7bf2c3aa99087b4f-e1776163328992.jpg 1904w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414102823116_f44d85b1bdb9cbed7bf2c3aa99087b4f-e1776163328992-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414102823116_f44d85b1bdb9cbed7bf2c3aa99087b4f-e1776163328992-1024x504.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414102823116_f44d85b1bdb9cbed7bf2c3aa99087b4f-e1776163328992-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414102823116_f44d85b1bdb9cbed7bf2c3aa99087b4f-e1776163328992-1536x757.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414102823116_f44d85b1bdb9cbed7bf2c3aa99087b4f-e1776163328992-600x296.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1904px) 100vw, 1904px" /></p>
<p>Netanyahu rivela che il vicepresidente Vance lo aggiorna quotidianamente: scoppia il caso dell'influenza israeliana negli Usa</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mi-riferiscono-in-dettaglio-ogni-giorno-netanyahu-svela-il-rapporto-con-lamministrazione-trump.html">&#8220;Mi riferiscono in dettaglio ogni giorno&#8221;: Netanyahu svela il rapporto con l&#8217;amministrazione Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1904" height="938" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414102823116_f44d85b1bdb9cbed7bf2c3aa99087b4f-e1776163328992.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vance Netanyahu Trump Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414102823116_f44d85b1bdb9cbed7bf2c3aa99087b4f-e1776163328992.jpg 1904w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414102823116_f44d85b1bdb9cbed7bf2c3aa99087b4f-e1776163328992-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414102823116_f44d85b1bdb9cbed7bf2c3aa99087b4f-e1776163328992-1024x504.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414102823116_f44d85b1bdb9cbed7bf2c3aa99087b4f-e1776163328992-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414102823116_f44d85b1bdb9cbed7bf2c3aa99087b4f-e1776163328992-1536x757.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260414102823116_f44d85b1bdb9cbed7bf2c3aa99087b4f-e1776163328992-600x296.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1904px) 100vw, 1904px" /></p>
<p>Durante una riunione di gabinetto, il premier israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong> ha descritto con parole molto dirette il livello di coordinamento e interconnessione tra il governo di Gerusalemme e l’amministrazione Trump. A rivelarlo è stato il corrispondente di <em>Axios</em>, Barak Ravid: «Ho parlato ieri con il vicepresidente <strong>JD Vance</strong>» ha dichiarato Netanyahu. «Mi ha chiamato dal suo aereo mentre tornava da Islamabad. <strong>Mi ha riferito in dettaglio, come fa questa amministrazione ogni giorno</strong>, sugli sviluppi dei negoziati». Netanyahu ha proseguito spiegando che sono stati gli Usa ad annunciare la fine dei negoziati, i quali «non hanno potuto tollerare la violazione flagrante dell’accordo da parte dell’Iran». </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Netanyahu at a cabinet meeting: &quot;I spoke yesterday with Vice President J.D. Vance. He called me from his plane on his way back from Islamabad. He reported to me in detail, as this administration does every day, about the development of the negotiations. In this case, the…</p>&mdash; Barak Ravid (@BarakRavid) <a href="https://twitter.com/BarakRavid/status/2043646722732101769?ref_src=twsrc%5Etfw">April 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Secondo la ricostruzione di Bibi, l’intesa prevedeva il cessate il fuoco e l’immediata apertura dei passaggi nello Stretto di Hormuz, ma Teheran non avrebbe rispettato gli impegni. Il premier israeliano ha inoltre sottolineato che il focus principale di Donald Trump e degli Stati Uniti resta la rimozione di tutto il materiale arricchito dall’Iran e la garanzia che non ci sia più arricchimento di uranio «nei prossimi anni, e che potrebbe essere per decenni: nessun arricchimento in Iran». Ha concluso dicendo che questo obiettivo «è importante anche per noi». Le dichiarazioni hanno fatto rapidamente il giro del mondo, alimentando il dibattito in corso, negli Stati Uniti, <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-e-la-guerra-nel-cuore-dellimpero.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/israele-e-la-guerra-nel-cuore-dellimpero.html">circa l&#8217;influenza sempre più ingombrante di Tel Aviv nella politica americana</a> raccontata in tempi non sospetti dai professori <strong>John J. Mearsheimer</strong> (Università di Chicago) e <strong>Stephen M.Walt</strong> (Harvard) nel saggio<em> <a href="https://www.google.com/search?q=The+Israel+Lobby+and+U.S.+Foreign+Policy&amp;oq=Israel+Lobby+and&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUqCQgBEAAYExiABDIGCAAQRRg5MgkIARAAGBMYgAQyCQgCEAAYExiABDIKCAMQABgTGBYYHjIKCAQQABgTGBYYHjIKCAUQABgTGBYYHjIKCAYQABgTGBYYHjIGCAcQRRg90gEINDAwM2owajeoAgCwAgA&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8&amp;mstk=AUtExfCiyvtdwSkDvHZO1lp538Aq-KXyasZ3mKXkpBhAvOh8PZLNuYCKy8yLLJnSMEFcje8aKI3QO3XvHbr8PlnzWv9UE2vv_3PwXm3gqqzcYRwg8TM8HabfnFolnJuIdeQ78twPm3XYPh736NOnIQf6-DJwSEtJjKRaCEt7zIcwKZ35YrvjbMfvlTwS0lOEc5Xl24GNOiPneMwh-b3h31tE5xu-_97kk_0U_xNEej_jxpznAl6jhjJlvLhPWzyalL7-0xYbWTofCTtzfGjJO5drfrnU&amp;csui=3&amp;ved=2ahUKEwjGjs728-yTAxVy0AIHHQLMNI8QgK4QegQIARAB">The Israel Lobby and U.S. Foreign Policy</a></em></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">I don&#39;t know why everyone is making such a big deal out of this. It&#39;s totally normal, everywhere on earth, to report in to your boss regularly &#8212; even every day if he wants. <a href="https://t.co/VJCzGpVoxq">pic.twitter.com/VJCzGpVoxq</a></p>&mdash; Glenn Greenwald (@ggreenwald) <a href="https://twitter.com/ggreenwald/status/2043697800173560220?ref_src=twsrc%5Etfw">April 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il giornalista <strong>Glenn Greenwald</strong> ha commentato con sarcasmo: «Non capisco perché tutti stiano facendo tanto scalpore per questa cosa. È totalmente normale, ovunque sulla terra, <strong>riferire regolarmente al proprio capo – anche ogni giorno, se lui lo vuole</strong>». Una frase ironica che, però, ha messo in evidenza come molti osservatori vedano in questi briefing quotidiani non una semplice dialettica in un&#8217;alleanza «speciale», come tra Tel Aviv e Washington, ma un rapporto di dipendenza gerarchica laddove però la superpotenza americana agisce nel ruolo di attore subordinato agli interessi israeliani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;L&#8217;Amministrazione Trump, uno strumento pro-Israele&#8221;</h2>



<p>Com&#8217;è possibile? Grazie all&#8217;azione di un&#8217;efficace e pervasiva azione di <em>lobbying</em> a più livelli. Ancora più dura, in tal senso, è l’analisi del giornalista<strong> Max Blumenthal</strong>, fondatore di <em>The Grayzone</em> che, intervistato recentemente dal professor <strong>Glenn Diesen</strong>, parla senza metti termini di un «golpe israeliano degli Stati Uniti». Secondo Blumenthal, l’amministrazione Trump è stata progressivamente trasformata in uno strumento per portare avanti gli interessi strategici di Israele. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Max Blumenthal: ‘Israel First’ in Iran War Sparks MAGA Civil War" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/TVmTEA9ViNU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_TVmTEA9ViNU");</script>
</div></figure>



<p>«La famiglia Kushner era amica stretta di Netanyahu quando era leader dell’opposizione nel Likud. Netanyahu veniva a casa loro, e il giovane Jared doveva alzarsi dal letto e dormire sul divano per lasciare la stanza degli ospiti a Netanyahu. [&#8230;] ma lui [Jared Kushner] era il mediatore che ha aiutato ad allineare Donald Trump con questa classe di miliardari sionisti», ha osservato il giornalista.</p>



<p>In questo contesto caotico rispunta anche l&#8217;ex Segretario di Stato e candidata alle elezioni presidenziali del 2016, <strong>Hillary Clinton</strong>. Ma cosa c&#8217;entra l&#8217;ex acerrima nemica di Trump? Clinton ha suggerito di essere in contatto con elementi nell’amministrazione Trump, sostenendo di aver lavorato dietro le quinte da diversi mesi per spingere un’alleanza tra Israele e il governo libanese attuale. Come spiega Blumenthal, la figura che collega Donald Trump e Hillary Clinton, due avversari che si sono fronteggiati duramente durante e dopo le elezioni del 2016, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/balcanizzare-liran-il-giornale-di-miriam-adelson-svela-il-piano-di-trump-e-netanyahu-in-iran.html" type="link" id="https://it.insideover.com/media-e-potere/balcanizzare-liran-il-giornale-di-miriam-adelson-svela-il-piano-di-trump-e-netanyahu-in-iran.html">è la donatrice pro-Israele Miriam Adelson</a>, che ospitato Clinton alla sua conferenza di <em><strong>Israel Hayom</strong></em> a New York l’anno scorso. E chi l’avrebbe mai detto? A conti fatti, tra Trump e Clinton – nonostante gli anni di veleni reciproci – i punti in comune &#8211; oltre all&#8217;amicizia con Epstein &#8211; sono oggi ben più di quanto si potesse immaginare.</p>



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		<item>
		<title>La realtà contro l’illusione: perché il pensiero di John Mearsheimer torna centrale </title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-realta-contro-lillusione-perche-il-pensiero-di-john-mearsheimer-torna-centrale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 05:52:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=506600</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/john-mearsheimer.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="John Mearsheimer" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/john-mearsheimer.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/john-mearsheimer-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/john-mearsheimer-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/john-mearsheimer-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>In un mondo anarchico gli interessi di sopravvivenza e potenza restano l’asse centrale della politica internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-realta-contro-lillusione-perche-il-pensiero-di-john-mearsheimer-torna-centrale.html">La realtà contro l’illusione: perché il pensiero di John Mearsheimer torna centrale </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/john-mearsheimer.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="John Mearsheimer" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/john-mearsheimer.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/john-mearsheimer-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/john-mearsheimer-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/john-mearsheimer-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Negli ultimi anni, il sistema internazionale sembra aver perso ogni illusione di stabilità. <strong><a href="https://it.insideover.com/dossier/ucraina-e-russia-2022-2026-la-guerra-continua">La guerra in Ucraina, </a></strong>la rivalità tra Stati Uniti e Cina, le tensioni con l’Iran e il moltiplicarsi di crisi regionali riportano al centro una domanda che per decenni sembrava superata: e se il mondo non fosse governato da regole e cooperazione, ma dalla competizione tra grandi potenze? È in questo contesto che il pensiero di <strong>John Mearsheimer</strong>, pioniere del realismo offensivo, torna con forza nel dibattito internazionale. </p>



<p>Per anni, dopo la fine della Guerra fredda, il paradigma dominante è stato quello liberale: istituzioni multilaterali, interdipendenza economica e diffusione della democrazia avrebbero dovuto ridurre la probabilità di conflitti tra Stati. La convinzione era che la cooperazione potesse progressivamente sostituire la logica della potenza. Tuttavia, gli eventi di oggi ne mettono in crisi i presupposti: <strong>guerre, competizioni strategiche, rivalità regionali e l’evidente fallimento della NATO</strong> dimostrano quanto le organizzazioni internazionali pesano poco di fronte ai giochi di potere, come sottolinea lo stesso Mearsheimer. </p>



<p>Il mondo è anarchico: non esiste un’autorità superiore agli Stati capace di garantire sicurezza. In questo contesto, le grandi potenze non possono permettersi di fidarsi delle intenzioni altrui.<strong> La logica è semplice ma spietata:</strong> ogni Stato deve proteggere la propria sopravvivenza, e farlo significa aumentare il proprio potere, anche a costo di generare sospetti e timori negli altri. Concetti come anarchia internazionale, dilemma della sicurezza e sopravvivenza sono interconnessi e spiegano gran parte delle dinamiche geopolitiche che oggi vediamo in azione.&nbsp;</p>



<p>L’Ucraina rappresenta una delle dimostrazioni più evidenti della “tragedia delle grandi potenze” descritta da Mearsheimer. Piccolo Stato situato tra due grandi potenze, l<strong>’Ucraina ha tentato più volte di trovare un equilibrio tra Europa e Russia</strong>, mantenendo buone relazioni con entrambi. Tuttavia, l’espansione della NATO e la pressione occidentale per sostituire il presidente ucraino Viktor Yanukovych nel febbraio 2014 con un leader filo-occidentale, Petro Poroshenko, scatenarono la reazione russa. Nell’articolo del settembre 2014 su <em>Foreign Affairs</em>, intitolato <em>Why the Ukraine Crisis Is the West’s Fault</em>, <strong>Mearsheimer ricostruisce gli eventi e conclude che il conflitto è stato generato dall’aggressività dell’Occidente</strong>. Le promesse informali fatte a Mosca a fine Guerra fredda, seppur mai formalizzate, contavano quanto quelle scritte: l<strong>a Russia si è sentita tradita e ha reagito. </strong>L’Ucraina diventa così l’esempio perfetto di come gli Stati più piccoli possano essere sacrificabili nella logica delle grandi potenze: la loro sicurezza è subordinata alla competizione tra attori più forti, e la loro autonomia è spesso un lusso che il sistema internazionale non permette. </p>



<p>Dall’Ucraina, il pensiero di Mearsheimer ci porta alla Cina, un caso emblematico di potenza emergente. Non importa se il regime sia autocratico o democratico: <strong>la crescita economica si traduce inevitabilmente in maggiore capacità militare e in un aumento del potere relativo</strong>, rendendo la Cina una potenza revisionista destinata a spingere il sistema internazionale a riorganizzarsi secondo la sua influenza crescente. Ambisce a diventare egemone nella propria regione e a ridurre l’influenza statunitense e dei suoi alleati nel Pacifico, Taiwan in primis. In uno scenario di crescita continua<strong>, la probabilità di un conflitto con gli Stati Uniti aumenta </strong>perché in un sistema anarchico, ogni aumento di potenza viene percepito come minaccia. Non a caso, nel 2014 Mearsheimer aggiunse un intero capitolo dedicato proprio a questo tema in La tragedia delle grandi potenze, osservando che “la sopravvivenza esige un comportamento aggressivo Le grandi potenze si comportano così non perché vogliono farlo o perché hanno una pulsione interiore di dominio, ma perché <strong>sono costrette a cercare più potere se vogliono massimizzare le probabilità di sopravvivenza”.</strong> </p>



<p>La logica realista si manifesta anche in altri contesti. La Siria mostra come le politiche di <em>regime change</em> siano strumenti di potere, finalizzati a sostituire governi che non si allineano agli interessi degli Stati Uniti. L’Iran, secondo Mearsheimer e sulla scia della tesi di <strong>Kenneth Waltz</strong> pubblicata nel 2012 su Foreign Affairs, dimostra l’importanza della deterrenza: un Iran dotato di armi nucleari rafforzerebbe la stabilità regionale, rendendo Israele e Usa incapaci di rovesciare il regime di Teheran, così come Saddam Hussein e Gheddafi non sarebbero stati attaccati nel 2003 e nel 2011 se avessero posseduto armi nucleari. </p>



<p>Le grandi potenze reagiscono duramente quando percepiscono che un rivale accumula potere in aree vitali per i propri interessi. <strong>Le tensioni tra Stati Uniti e Iran riflettono una rivalità strutturale</strong> basata su deterrenza, equilibrio di potenza e percezioni di minaccia reciproca, mentre l’ascesa della Cina ripropone il classico interrogativo realista: può una potenza emergente crescere senza spaventare quelle già consolidate? Per Mearsheimer, la risposta è negativa: ogni aumento di potenza viene inevitabilmente interpretato come una minaccia e porta alla competizione. </p>



<p><strong>Il ritorno di Mearsheimer non è una tendenza accademica passeggera</strong>, ma il segnale che <strong>stiamo iniziando a vedere il sistema internazionale per quello che è</strong>. In un mondo segnato da rivalità strategiche e conflitti aperti, la politica non è guidata da ideali, ma dalla distribuzione del potere, dalla percezione di minaccia e dalla ricerca della sopravvivenza. Nel suo libro <strong><em>The Great Delusion, </em></strong>Mearsheimer sottolinea come le élite occidentali siano rimaste sorprese dagli eventi in Ucraina perché “la maggior parte di loro ha una comprensione difettosa della politica internazionale. Credono che il realismo e la geopolitica abbiano poca rilevanza nel XXI secolo e che ‘un’ Europa unita e libera’ possa essere costruita interamente sulla base dei principi liberali”. </p>



<p>Il linguaggio del potere, delle sfere di influenza e del bilanciamento tra Stati appare oggi più vicino alla realtà di quanto non lo siano le narrazioni basate esclusivamente su norme e cooperazione. <strong>Dall’Ucraina alla Cina, fino all’Iran, la legge del potere guida le scelte di Washington, Mosca e Pechino,</strong> ricordando che in un mondo anarchico gli interessi di sopravvivenza e potenza restano l’asse centrale della politica internazionale, rendendo il pensiero di Mearsheimer più rilevante che mai.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-realta-contro-lillusione-perche-il-pensiero-di-john-mearsheimer-torna-centrale.html">La realtà contro l’illusione: perché il pensiero di John Mearsheimer torna centrale </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così Epstein orchestrò la campagna contro Mearsheimer e Walt e il loro saggio sulla lobby pro Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/cosi-epstein-orchestro-la-campagna-contro-mearsheimer-e-walt-e-il-loro-saggio-sulla-lobby-pro-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 10:53:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1440" height="1037" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Epstein Mearsheimer" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Epstein orchestrò una campagna diffamatoria contro Mearsheimer e Walt, i professori critici della lobby pro-Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/cosi-epstein-orchestro-la-campagna-contro-mearsheimer-e-walt-e-il-loro-saggio-sulla-lobby-pro-israele.html">Così Epstein orchestrò la campagna contro Mearsheimer e Walt e il loro saggio sulla lobby pro Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1440" height="1037" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Epstein Mearsheimer" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/OVERCOME_20250809150326807_bb8716af988022d896566bcccd6e9b99-e1764153494790.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Nuove rivelazioni sugli intrighi di <strong>Jeffrey Epstein</strong>. Un’inchiesta pubblicata da <em><a href="https://www.dropsitenews.com/p/jeffrey-epstein-aided-alan-dershowitz-mearsheimer-walt-israel-lobby">Drop Site News</a></em> ha portato alla luce documenti inediti che dimostrano come Epstein, il&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/fbi-le-vittime-di-epstein-furono-migliaia-e-lavvocato-dershowitz-conferma-la-lista-ce.html">finanziere</a>&nbsp;accusato di crimini sessuali&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/schede/societa/la-strana-morte-di-jeffrey-epstein-spiegata.html">morto in carcere per un apparente suicidio</a>&nbsp;presso il&nbsp;<em>Metropolitan Correctional Center</em>&nbsp;di New York il 10 agosto 2019, abbia partecipato attivamente alla campagna di delegittimazione del celebre<em> paper</em> “The Israel Lobby and U.S. Foreign Policy”, scritto nel 2006 dai professori &#8220;realisti&#8221; <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lanalisi-di-john-mearsheimer-trump-e-lucraina-non-e-una-svolta-e-un-addio.html">John J. Mearsheimer</a> </strong>(Università di Chicago) e <strong>Stephen M. Walt</strong> (Docente della Harvard Kennedy School). </p>



<p>Nel marzo 2006 il <em>paper</em> fu pubblicato con il logo e il marchio della <strong>Kennedy School of Government dell’Università di Harvard</strong> presso cui insegna il professor Walt. Era quindi un prodotto ufficiale di una delle facoltà più prestigiose del mondo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il saggio che ha fatto infuriare la lobby</h2>



<p>La tesi del noto <em>paper</em>, (<a href="https://www.mondadoristore.it/la-lobby-israeliana-e-la-politica-estera-degli-usa-libro-stephen-walt/p/9788895146003">pubblicato anche in Italia da Mondadori</a>), è nota: sostiene che una coalizione di organizzazioni filo-israeliane – <a href="https://it.insideover.com/politica/aipac-la-lobby-usa-pro-israele-che-non-perde-mai.html">tra cui l’AIPAC, la più importante e influente</a> – abbia &#8220;distorto&#8221; la politica estera americana in Medio Oriente a danno dell’interesse nazionale statunitense.  Gli autori sostengono che, sebbene spesso giustificato come riflesso di interessi strategici condivisi o imperativi morali cogenti, l&#8217;impegno degli Stati Uniti verso Israele è dovuto principalmente alle attività della “Israel Lobby”. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">In 2006, Harvard&#39;s Stephen Walt and Chicago&#39;s John Mearsheimer wrote &quot;The Israel Lobby, the first-ever deep reporting on the power pro-Israel groups in Washington.<br><br>It was filled with scholarly citations. Both were top-level academics nobody ever hinted were anti-Semitic. Yet: <a href="https://t.co/NU4WeEqeI2">pic.twitter.com/NU4WeEqeI2</a></p>&mdash; Glenn Greenwald (@ggreenwald) <a href="https://twitter.com/ggreenwald/status/1985385360386351551?ref_src=twsrc%5Etfw">November 3, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Naturalmente, con la loro tesi coraggiosa e fuori dal coro, i due illustri e stimati studiosi provocarono un vero e proprio polverone e fecero infuriare le organizzazioni appartenenti alla lobby stessa. Come ricorda <em>Drop Site News</em>, già prima della pubblicazione, <em>The Atlantic</em> – che aveva commissionato l’articolo anni prima &#8211; si tirò indietro offrendo agli autori un “kill fee” di 10.000 dollari per seppellire il testo. Mearsheimer lo ha svelato a Tucker Carlson: &#8220;Sono stati i 10.000 dollari più veloci che abbiamo mai guadagnato&#8221;. La controffensiva fu immediata e violentissima: articoli accusarono gli autori di antisemitismo, l’Anti-Defamation League parlò di &#8220;pamphlet antiebraico&#8221;: <strong>questo portò la Kennedy School a rimuovere il proprio logo dal <em>paper</em></strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La campagna di Epstein contro Mearsheimer e Walt</h2>



<p>Oggi, grazie alle email ottenute dall’organizzazione whistleblower <em>Distributed Denial of Secrets</em> e analizzate da <em>Drop Site News</em>, sappiamo che <strong>Jeffrey Epstein fu uno dei &#8220;motori&#8221; di quella campagna di diffamazione </strong>contro il saggio di Mearsheimer e Walt. Nei primi giorni di aprile 2006 Epstein ricevette diverse bozze di un violento articolo di attacco firmato dal professore di Harvard <strong>Alan Dershowitz</strong> intitolato “<em>Debunking the Newest – and Oldest – Jewish Conspiracy</em>”.</p>



<p>Dershowitz, che all’epoca era anche l’avvocato difensore di Epstein nei suoi procedimenti penali, accusava Mearsheimer e Walt di riciclare &#8220;spazzatura screditata&#8221; presa da siti neonazisti e islamisti, paragonando il loro lavoro a una versione moderna dei Protocolli dei Savi di Sion. Epstein rispose immediatamente: &#8220;Fantastico… congratulazioni&#8221; (sic).</p>



<p>Il 1° aprile 2006 l’ufficio di Dershowitz scrisse a Epstein: &#8220;Jeffrey, dovevi distribuire tu questo per Alan?? Se devo inoltrarlo a qualcuno del tuo ufficio, fammi sapere&#8221;. Epstein rispose: &#8220;Sì, ho già iniziato&#8221;. Cinque giorni dopo, il 5 aprile, Dershowitz pubblicò l’articolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I legami con Harvard</h2>



<p>Epstein non aveva incarichi ufficiali ad Harvard, ma ne era un finanziatore e coltivava rapporti strettissimi con numerosi accademici di punta, tra cui Dershowitz e l’allora presidente <strong>Larry Summers</strong>. Senza contare che <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chi-e-les-wexner-il-milionario-pro-israele-che-rese-ricco-jeffrey-epstein.html">Epstein era trustee e presidente dell’ufficio finanziario familiare del miliardario Leslie Wexner</a>, la cui fondazione donò quasi 20 milioni di dollari alla Kennedy School tra il 2000 e il 2006. </p>



<p>In un <a href="https://www.harvard.edu/president/news-and-statements-by-president-bacow/2020/report-regarding-jeffrey-epstein-s-connections-to-harvard/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunicato diffuso nel maggio 2020</a>, l’Università di Harvard ha ammesso di aver ricevuto un totale di <strong>9,1 milioni di dollari</strong> da Epstein tra il 1998 e il 2008 – partecipando con ben 6,5 milioni di dollari nel 2003 a creare il programma di Harvard in “Evolutionary Dynamics” – al fine di sostenere una serie di attività di ricerca, ma che “nessuna donazione è stata ricevuta dal finanziere dopo la sua prima condanna nel 2008”. Il magnate, tuttavia, continuava a essere molto popolare tra alcuni docenti, tra i quali anche Summers e, nel 2013, diversi membri della facoltà chiesero all’ateneo di riconsiderare una nuova donazione filantropica da parte del finanziere-pedofilo. Tale richiesta fu sottoposta all’allora Preside della Facoltà di Arti e Scienze, <strong>Michael D. Smith</strong>, che però decise di non accettare la proposta.</p>



<p>Ad Harvard, il finanziere poteva vantare un nutrito gruppo di amici e sostenitori, tra i quali il già menzionato <strong>Alan Dershowitz</strong>, il presidente del dipartimento di Psicologia <strong>Stephen Kosslyn</strong>; <strong>Henry Rosovsky</strong>, professore di Economia di lunga data e già preside della Facoltà di Arti e Scienze, oltre a David Gergen e Martin A. Nowak, la cui attività di ricerca fu finanziata proprio da Epstein.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una campagna di successo</h2>



<p>La campagna di diffamazione &#8211; anche grazie ai media &#8211; ebbe successo: nel 2007 il <strong>Chicago Council on Global</strong> Affairs annullò una conferenza dei due professori dopo pressioni filo-israeliane; altre istituzioni imposero la presenza di un contraddittore pro-Israele; la loro voce venne emarginata per anni nei media mainstream e nei think tank.  </p>



<p>La <strong>campagna di Epstein e Dershowitz contro Mearsheimer e Walt è la prova che la lobby esiste</strong>: una rete di organizzazioni pro-Israele che si unisce per screditare ed emarginare due professori &#8220;colpevoli&#8221; di aver scritto un saggio critico sul peso eccessivo dell&#8217;influenza israeliana sulla politica estera statunitense. </p>



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		<title>Chi è Les Wexner, il milionario pro-Israele che rese ricco Jeffrey Epstein</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/chi-e-les-wexner-il-milionario-pro-israele-che-rese-ricco-jeffrey-epstein.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 09:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025110310174387_713cabe2ae603c3efd246673394d2c97.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025110310174387_713cabe2ae603c3efd246673394d2c97.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025110310174387_713cabe2ae603c3efd246673394d2c97-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025110310174387_713cabe2ae603c3efd246673394d2c97-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025110310174387_713cabe2ae603c3efd246673394d2c97-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025110310174387_713cabe2ae603c3efd246673394d2c97-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025110310174387_713cabe2ae603c3efd246673394d2c97-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si è spesso fatto riferimento, in merito a Jeffrey Epstein, il controverso finanziere accusato di crimini sessuali morto in carcere per un apparente suicidio presso il Metropolitan Correctional Center di New York il 10 agosto 2019, ai suoi legami con Israele e con il Mossad. Uno dei primi a parlarne è stato  Ari Ben-Menashe, ex agente dell’intelligence israeliana, che nel 2020, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chi-e-les-wexner-il-milionario-pro-israele-che-rese-ricco-jeffrey-epstein.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chi-e-les-wexner-il-milionario-pro-israele-che-rese-ricco-jeffrey-epstein.html">Chi è Les Wexner, il milionario pro-Israele che rese ricco Jeffrey Epstein</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025110310174387_713cabe2ae603c3efd246673394d2c97.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025110310174387_713cabe2ae603c3efd246673394d2c97.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025110310174387_713cabe2ae603c3efd246673394d2c97-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025110310174387_713cabe2ae603c3efd246673394d2c97-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025110310174387_713cabe2ae603c3efd246673394d2c97-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025110310174387_713cabe2ae603c3efd246673394d2c97-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_2025110310174387_713cabe2ae603c3efd246673394d2c97-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si è spesso fatto riferimento, in merito a <strong>Jeffrey Epstein</strong>, il controverso <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/fbi-le-vittime-di-epstein-furono-migliaia-e-lavvocato-dershowitz-conferma-la-lista-ce.html">finanziere</a> accusato di crimini sessuali <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/la-strana-morte-di-jeffrey-epstein-spiegata.html">morto in carcere per un apparente suicidio</a> presso il <em>Metropolitan Correctional Center</em> di New York il 10 agosto 2019, ai suoi legami con Israele e con il Mossad. Uno dei primi a parlarne è stato  <strong>Ari Ben-Menashe</strong>, ex agente dell’intelligence israeliana, che nel 2020, in un’intervista a <em>RT International</em>, <a href="https://www.aa.com.tr/en/americas/epstein-case-sheds-light-on-dark-secrets-of-influential-figures/3103146">ha dichiarato che sia Epstein sia Robert Maxwell, padre di Ghislaine Maxwell</a>, erano agenti del Mossad. Successivamente, di questo presunto legame <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/jeffrey-epstein-il-mossad-e-le-accuse-di-tucker-carlson-cosa-ce-di-vero.html">ne hanno parlato giornalisti noti</a> come l&#8217;ex anchorman di Fox News, <strong>Tucker Carlson</strong>, e Glenn Greenwald.</p>



<p>&#8220;A Washington tutti pensano che Epstein gestisse un’operazione di ricatto per conto di un governo straniero&#8221;, ha dichiarato Carlson a un convegno di <em>Turning Point USA</em> a luglio 2025. Anche il professor <strong>John Mearsheimer</strong>, politologo di fama mondiale, vede lo stesso schema. Intervistato a luglio dal giudice Andrew Napolitano, ha parlato di &#8220;una montagna di prove indiziarie che fanno pensare che Epstein fosse legato a doppio filo al Mossad, e probabilmente anche alla CIA&#8221;.</p>



<p>Speculazioni, dicevano gli scettici. Tuttavia, la <a href="https://it.insideover.com/politica/jeffrey-epstein-e-il-mossad-linedito-ruolo-del-finanziere-in-siria-e-russia-per-conto-di-israele.html">recente pubblicazione delle email private</a> dell’ex Primo Ministro israeliano&nbsp;<strong>Ehud Barak</strong>&nbsp;conferma il ruolo inedito di Jeffrey Epstein come &#8220;diplomatico&#8221; ombra e lobbista per conto di <strong>Israele</strong>. Secondo quanto pubblicato da&nbsp;<em><a href="https://www.dropsitenews.com/p/jeffrey-epstein-ehud-barak-putin-israel-russia-syria-war-depose-assad?hide_intro_popup=true">Drop Site News</a>,</em>&nbsp;infatti, il finanziere, all’epoca del suo coinvolgimento già condannato per reati sessuali, agì come un&nbsp;<strong>vero e proprio operativo non ufficiale</strong> per conto di Tel Aviv. &nbsp;Epstein, infatti, non era semplicemente un intermediario per Barak,&nbsp;<strong>ma un amico intimo e un consigliere fidato, con cui collaborava a livelli elevati per promuovere gli interessi di sicurezza israeliani</strong>. Ma c&#8217;è un&#8217;altra figura, eccellente ed estremamente (ricca) e potente, che collega Epstein a Israele e alla lobby israeliana negli Stati Uniti: <strong>Les Wexner.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Leslie Wexner&#39;s perverted birthday card to international sex-trafficking pedophile Jeffrey Epstein, as originally reported by the Wall Street Journal, revealed. <a href="https://t.co/0TO52ckgWv">pic.twitter.com/0TO52ckgWv</a></p>&mdash; The Rooster (@rooster_ohio) <a href="https://twitter.com/rooster_ohio/status/1965374610679234848?ref_src=twsrc%5Etfw">September 9, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Chi è il milionario dietro la ricchezza di Esptein</h2>



<p>Come osserva <a href="https://www.theamericanconservative.com/the-pro-israel-billionaire-behind-jeffrey-epstein/">la rivista Usa <em>the American Conservative</em></a>, Wexner è il fondatore di The Limited, impero da <strong>Victoria’s Secret</strong> a <strong>Bath &amp; Body Works</strong>. Negli anni Novanta diede a Epstein procura generale illimitata sui suoi miliardi. La mega-villa di Manhattan dove Epstein commise i crimini era di proprietà di Wexner fino al 1998; poi passò a una società del finanziere per zero dollari. Wexner è anche co-fondatore del Mega Group, club di venti super-ricchi filoisraeliani (tra cui <strong>Charles Bronfman</strong> e, secondo alcune fonti, Steven Spielberg) che finanzia Birthright Israel e influenza il dibattito USA su Tel Aviv. Quando Stephen M. Walt e John J. Mearsheimer pubblicarono <em>The Israel Lobby</em> nel 2007, saggio nel quale i due docenti di relazioni internazionali svelavano le trame segrete della lobby pro-Israele negli Usa,<strong> Wexner orchestrò la campagna per silurare Walt dall&#8217;Università di Harvard, dove tutt&#8217;ora insegna</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Epstein e lo scandalo Iran-Contra</h2>



<p>Ventisei anni fa, mentre il mondo era distratto, il giornalista dell’Ohio Bob Fitrakis collegava già i puntini: la <strong>Southern Air Transport</strong>, la stessa compagnia che negli anni ’80 aveva volato per la CIA nell’Iran-Contra – lo scandalo in cui l’amministrazione Reagan vendette segretamente missili all’Iran (sotto embargo) per liberare ostaggi in Libano, poi deviò i profitti neri per armare i ribelli Contras in Nicaragua nonostante il divieto del Congresso – si era trasferita a Columbus con milioni di incentivi statali. Il suo cliente principale? The Limited di Leslie Wexner. Jeffrey Epstein, dal 1991 procuratore personale del miliardario e gestore dei suoi fondi più opachi, era dentro fino al collo. Ancora oggi ignoriamo se quei voli portassero armi, denaro sporco o altro, ma una cosa è certa: Wexner sa. </p>



<p>Come nota <em>the American Conservative</em>, L’inchiesta congressuale lanciata da <strong>Marjorie Taylor Greene</strong>, <strong>Thomas Massie</strong> e <strong>Ro Khanna</strong> per declassificare i file Epstein deve convocarlo subito, prima che l’ultimo anello della catena scompaia per sempre.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chi-e-les-wexner-il-milionario-pro-israele-che-rese-ricco-jeffrey-epstein.html">Chi è Les Wexner, il milionario pro-Israele che rese ricco Jeffrey Epstein</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ucraina, la Nato e la lunga ombra della guerra per procura</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lucraina-la-nato-e-la-lunga-ombra-della-guerra-per-procura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 09:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Per comprendere il senso della guerra NATO-Russia combattuta per procura occorre spostare lo sguardo ben oltre il 24 febbraio 2022.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Nel cuore dell’Europa, alle porte della Russia, si consuma da anni un conflitto che è stato presentato come una reazione difensiva a un’aggressione improvvisa, ma che, a ben vedere, affonda le sue radici in un processo lungo, metodico e consapevole di accerchiamento strategico. Per comprendere il senso profondo della guerra russo-ucraina – o, per meglio dire, <strong>della guerra NATO-Russia combattuta per procura</strong> – occorre spostare lo sguardo ben oltre il 24 febbraio 2022, data dell’inizio della “operazione militare speciale” di Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una lunga preparazione occidentale, mai confessata</h2>



<p>A partire dal 2015, dopo il <strong>colpo di Stato di Maidan </strong>e l’annessione della Crimea, la NATO ha avviato un’operazione sistematica di trasformazione e integrazione dell’esercito ucraino secondo i propri standard operativi. Come ha sottolineato il politologo americano <strong>John Mearsheimer</strong>, gli sforzi dell’Alleanza per armare e addestrare le forze armate ucraine non solo spiegano la resilienza militare di Kiev ma smascherano l’illusione di una neutralità occidentale.</p>



<p>Un articolo del Wall Street Journal del 2022 ha rivelato che oltre <strong>10.000 militari ucraini venivano addestrati ogni anno, da almeno otto anni, secondo procedure NATO. </strong>Questi programmi coprivano tutto: dall’addestramento tattico alla ristrutturazione del ministero della Difesa, dalla supervisione parlamentare al comando operativo. Il risultato? Un esercito agile, interoperabile con gli standard occidentali, capace di stupire il mondo per l’efficacia delle sue prime reazioni contro una forza militare nominalmente superiore come quella russa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’intelligence occidentale in prima linea</h2>



<p>Accanto all’addestramento, si è sviluppata una cooperazione clandestina – ma ormai documentata – <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-spie-anglosassoni-al-servizio-di-kiev.html">tra i servizi di intelligence anglosassoni (CIA, MI6) </a>e quelli ucraini (SBU e GUR). Nel febbraio 2022, mentre le truppe russe varcavano i confini ucraini, gli ufficiali della CIA già presenti a Kiev fornivano quotidianamente informazioni operative su bersagli, rotte e sistemi d’arma utilizzati da Mosca. Come ha dichiarato l’allora capo dell’SBU, Ivan Bahanov, “senza la CIA non avremmo potuto resistere”.</p>



<p>Il New York Times e la NBC hanno confermato che questa cooperazione prevedeva <strong>la trasmissione in tempo reale di dati sensibili sulla posizione dei generali russi</strong>, consentendo agli ucraini di eliminarli. Per la prima volta nella storia recente, un’agenzia di intelligence occidentale pianificava e supervisionava operazioni letali in tempo reale per conto di un esercito non NATO.</p>



<p>Secondo il direttore dell’intelligence militare statunitense, la cooperazione USA-Ucraina era “rivoluzionaria”: mai prima, in oltre 35 anni, si era vista una tale mole di informazioni trasmesse con tale precisione e tempestività. Il capo della NSA ha aggiunto che questi flussi informativi hanno consentito a Kiev di elevare il livello operativo delle proprie forze a un punto tale da poter affrontare uno scontro diretto con una potenza nucleare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una guerra per procura, non una guerra di difesa</h2>



<p>Tutto questo avveniva mentre i leader occidentali negavano qualsiasi coinvolgimento diretto. Eppure, secondo la giurisprudenza del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, la pianificazione, supervisione e condivisione di intelligence equivalgono a partecipazione attiva nel conflitto. A maggior ragione se si considera che, come documentato dall’IRSEM nel maggio 2022, il concetto di “controllo generale” implica che non sia necessario impartire ordini diretti: <strong>basta sostenere operazioni offensive per essere cobelligeranti.</strong></p>



<p>La vera svolta si verifica nella primavera 2022. In aprile, a Istanbul, si aprono negoziati tra Mosca e Kiev. I contorni dell’accordo sembrano delinearsi: neutralità ucraina, garanzie di sicurezza, fine delle ostilità. Ma in pochi giorni tutto si blocca. Il motivo? La visita a sorpresa del premier britannico <strong>Boris Johnson</strong> a Kiev, il 9 aprile, che – secondo fonti ucraine – avrebbe comunicato al presidente Zelensky che “non doveva firmare nulla con la Russia”. La NATO, ha detto Johnson, avrebbe garantito tutto il supporto necessario per ottenere una vittoria militare.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/le-vie-per-la-pace-in-ucraina-e-la-sicurezza-europea-parla-lex-ambasciatore-in-russia-giorgio-starace.html">Lo conferma anche l’ex premier israeliano Naftali Bennett</a>, mediatore nei colloqui: furono le potenze anglosassoni, in particolare USA e Regno Unito, a sabotare la trattativa. Lo stesso Washington Post ha descritto l’operazione per conquistare l’aeroporto di Hostomel come il preludio a un blitz su Kiev. Il fallimento di quell’assalto fu il punto di svolta: da quel momento, l’Occidente decise che la guerra non sarebbe più finita con un compromesso, ma con l’indebolimento strategico della Russia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il disastro calcolato della diplomazia sabotata</h2>



<p>In maggio 2022, il Guardian riportava le parole del segretario alla Difesa USA <strong>Lloyd Austin</strong>: “il nostro obiettivo è indebolire la Russia al punto che non possa più minacciare alcun vicino”. Parole inequivocabili, che spiegano la logica anglosassone della guerra per procura: sostenere militarmente Kiev non per difendere il diritto internazionale, ma per dissanguare Mosca sul campo.</p>



<p>Parigi e Berlino, inizialmente caute, finirono per seguire. La Francia fornì 12 cannoni CAESAR dopo due mesi di esitazione. La Germania concesse carri armati Leopard e poi Taurus, sfiorando più volte la soglia della cobelligeranza. Eppure, a ogni passo, le cancellerie occidentali si affannavano a smentire: “non siamo in guerra con la Russia”, ripetevano. Ma era sempre meno credibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una guerra che rafforza l’avversario</h2>



<p>Contrariamente agli auspici di Washington e Londra, l’offensiva bellica non ha indebolito la Russia, ma l’ha spinta a mobilitare risorse senza precedenti. <strong>Nel solo 2023, Mosca ha aumentato il numero di soldati in prima linea del 15%, passando da 360.000 a quasi mezzo milione</strong>. La produzione industriale militare è esplosa, triplicando quella occidentale in quanto a munizioni. Secondo CNN, la Russia produce tre volte più proiettili d’artiglieria degli USA e dei loro alleati messi insieme.</p>



<p>In Crimea, nel Mar Nero, nel Donbass, si combatte con sistemi sempre più avanzati, con una Russia che si adatta, evolve, e rafforza la propria resilienza tecnologica e strategica. Il fallimento delle sanzioni – ormai evidente – si somma a quello dell’illusione che Mosca sarebbe collassata sotto il peso delle perdite e dell’isolamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La cobelligeranza nascosta e il rischio dell’escalation globale</h2>



<p>Oggi il conflitto ha raggiunto un punto di non ritorno. Gli attacchi in Crimea, l’uso di armi NATO per colpire il territorio russo, e la recente decisione di Biden di autorizzare tali colpi, aprono un nuovo capitolo: la guerra per procura sta diventando guerra aperta, ma senza dichiarazione. Una <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-missili-di-merz-e-leuropa-sonnambula-che-marcia-verso-il-baratro.html">“cobelligeranza clandestina”</a>, come la definisce <strong>Thomas Friedman</strong>, che avvicina il mondo a una collisione diretta tra potenze nucleari.</p>



<p>E mentre l’intelligence occidentale pianifica, guida e supervisiona le operazioni ucraine, mentre i governi europei aumentano la fornitura di armi letali, la popolazione – europea e americana – resta all’oscuro del vero livello d’impegno militare nel conflitto. Una verità che, se venisse ammessa, metterebbe in crisi non solo l’intero impianto narrativo della guerra, ma la stessa legittimità politica di chi la guida.</p>



<p>Il conflitto tra NATO e Russia non è dunque il frutto di una “invasione non provocata”, ma il risultato di un’escalation strategica pianificata da anni, la cui fase finale – l’invasione russa – è stata innescata da provocazioni continue, sottili, ma devastanti. Una guerra che si poteva evitare, ma che si è voluta. E che oggi, due anni dopo, rischia di sfuggire al controllo di tutti, generando una spirale distruttiva senza precedenti in Europa.</p>
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