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	<title>Jens Stoltenberg Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 21 Sep 2024 04:34:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Jens Stoltenberg Archives - InsideOver</title>
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		<title>Un&#8217;Europa capace di difendersi? Negli USA qualcuno non la vuole</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/uneuropa-capace-di-difendersi-negli-usa-qualcuno-non-la-vuole.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2024 04:34:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa europea]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240415200320258_23b507f575300ab0837bf871403ff688.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240415200320258_23b507f575300ab0837bf871403ff688.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240415200320258_23b507f575300ab0837bf871403ff688-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240415200320258_23b507f575300ab0837bf871403ff688-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240415200320258_23b507f575300ab0837bf871403ff688-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240415200320258_23b507f575300ab0837bf871403ff688-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240415200320258_23b507f575300ab0837bf871403ff688-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli USA, ma non solo, la possibilità di vedere un'Europa autonoma dal punto di vita della Difesa desta perplessità e preoccupazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/uneuropa-capace-di-difendersi-negli-usa-qualcuno-non-la-vuole.html">Un&#8217;Europa capace di difendersi? Negli USA qualcuno non la vuole</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240415200320258_23b507f575300ab0837bf871403ff688.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240415200320258_23b507f575300ab0837bf871403ff688.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240415200320258_23b507f575300ab0837bf871403ff688-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240415200320258_23b507f575300ab0837bf871403ff688-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240415200320258_23b507f575300ab0837bf871403ff688-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240415200320258_23b507f575300ab0837bf871403ff688-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240415200320258_23b507f575300ab0837bf871403ff688-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> (e non solo, come vedremo), la prospettiva di un&#8217;<strong>Unione Europea</strong> dotata di uno strumento efficace e credibile di Difesa comune solleva perplessità in alcuni ambiti della politica e del mondo accademico. Qualche settimana fa, su <em><a href="https://foreignpolicy.com/2024/09/02/eu-europe-military-security-defense-army-russia-geopolitics/">Foreign Policy</a></em>, un articolo di <strong>Jakub Gryge</strong>l, professore universitario ed ex consigliere senior dell&#8217;ufficio di pianificazione politica del Dipartimento di Stato sotto l&#8217;amministrazione Trump, affermava senza mezzi termini che “una strategia comune tra i 27 membri (dell&#8217;UE n.d.r.) è una fantasia, e renderà l&#8217;Europa meno propensa ad affrontare la Russia”. </p>



<p>La riflessione, lapidaria, prende le mosse dalla considerazione che gli Stati Uniti hanno da anni richiesto più impegno agli alleati europei (della NATO) per aumentare il bilancio statale della Difesa<strong> (la famosa soglia del 2% del PIL)</strong>, ma solo pochi hanno dato ascolto alle “suppliche” statunitensi, mentre la maggior parte delle nazioni europee “continua a tergiversare”. Inoltre, secondo l&#8217;autore, c&#8217;è un divario “ampio e crescente” nella retorica degli europei sul contrasto alle ambizioni territoriali della Russia e la loro capacità di fare effettivamente qualcosa al riguardo.</p>



<p>Grygel ha il pregio di affermare che una soluzione a questa problematica potrebbe essere l&#8217;assunzione di un <strong>ruolo di sicurezza più importante</strong> da parte dell&#8217;UE, mettendo in comune le risorse, centralizzando gli appalti per la Difesa e definendo una strategia comune, ovvero qualcosa che dalle colonne di <em>InsideOver</em> stiamo dicendo da anni, almeno da quando è emersa la necessità di avere “<a href="https://it.insideover.com/politica/alleuropa-serve-autonomia-strategica-cosi-il-presidente-macron-al-consiglio-atlantico.html">autonomia strategica</a>”, che ha anticipato di poco proprio la frettolosa e molto poco coordinata ritirata statunitense dall&#8217;Afghanistan, la quale <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-primo-passo-verso-la-difesa-europea-ecco-lexpedition-force.html">ha innescato</a> il processo di istituzione di un sistema comune di Difesa dell&#8217;UE.</p>



<p>Se questo processo dovesse completarsi, l&#8217;Unione Europea avrebbe quindi il massimo indicatore di una politica sovrana moderna: la fornitura e la gestione della sicurezza nazionale. </p>



<p>L&#8217;autore, però, afferma con non poca sicumera che sia improbabile che il desiderio di più Europa negli affari militari aumenti la sicurezza europea. Al contrario, potrebbe<strong> essere dannoso</strong> per essa, per due motivi. In primo luogo, non esiste una valutazione condivisa della minaccia tra i 27 Stati membri dell&#8217;UE, quindi opinioni ampiamente divergenti sui fini e sui mezzi della politica di sicurezza produrrebbero inevitabilmente una serie di compromessi annacquati o una distribuzione inefficace delle risorse. In secondo luogo, anche se l&#8217;UE riuscisse a gestire una seria politica di Difesa, non vi è alcuna garanzia che sarebbe solida nella sua opposizione alla Russia e ad altre potenze revisioniste. Pertanto Grygel afferma che un&#8217;unione più stretta che incorpori la Difesa potrebbe quindi essere incompatibile con una migliore sicurezza nel continente.</p>



<p>Si legge inoltre che l&#8217;altro motivo per cui elevare l&#8217;Unione Europea ad attore di sicurezza (ovvero attore militare) sarebbe dannoso per la stabilità del continente è che alcuni dei singoli Stati membri dell&#8217;UE potrebbero spingere l&#8217;intero blocco a perseguire una <strong>grande strategia di pacificazione</strong>. Grygel forse dimentica che pacificazione non significa arrendevolezza e che l&#8217;UE, nonostante visioni diverse tra Stati diversi, ha comunque espresso un unico sostegno all&#8217;Ucraina esattamente come la NATO: le sanzioni alla Russia e i fondi elargiti per il sostegno economico a Kiev sono già stati dimenticati?</p>



<p>Tralasciando la considerazione che se non si potesse avere una visione diversa non ci sarebbe più la democrazia, e ammettendo che serva più coesione all&#8217;interno dell&#8217;UE per avere una Difesa comune, e quindi una politica estera comune, le parole dell&#8217;autore appaiono come un monito per noi europei: <strong>un monito per proseguire</strong> lungo la strada segnata con la nascita della <em>Expedition Force</em> nel 2021.</p>



<p>Sì, perché <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/impreparati-alla-guerra-tutti-i-limiti-della-difesa-ue.html">nonostante tutti i limiti</a></strong> dati da politiche diverse, da industrie concorrenti, da protezionismo a corrente alternata, da bilanci rivedibili (e aumentabili) e da lungaggini burocratiche, l&#8217;unica strada percorribile per noi europei per tornare a essere considerati attori globali è quella di esprimere capacità militari collettive credibili ed efficaci. L&#8217;autonomia strategica citata dal presidente francese<strong> Emmanuel Macron</strong>, all&#8217;indomani della crisi pandemica, si ottiene solamente in questo modo e tutti in Europa dovrebbero lavorare per ottenerla.</p>



<p>Ovviamente il sistema deve essere equo (ma non paritario) e considerare non solo gli equilibri (ed equilibrismi) della politica, ma anche il peso reale delle nazioni sotto il profilo militare. Dalle nostre colonne più di una volta abbiamo affermato che un ulteriore passo avanti per la gestione della (futura) Difesa comune potrebbe essere la nascita di un <strong>Consiglio di Sicurezza</strong> europeo, che dovrebbe affiancarsi a un sistema industriale riorganizzato in “<em>hub</em>” strategici a seconda delle “vocazioni” delle singole industrie della Difesa nazionali.</p>



<p>In buona sostanza, se negli Stati Uniti qualcuno si preoccupa per la possibilità di un&#8217;Europa sovrana militarmente, significa che <strong>la strada intrapresa è giusta</strong>, ed è credibile. </p>



<p>Una strada sicuramente in salita e costellata di <strong>avversari </strong>anche interni. Uno di essi è proprio l&#8217;ormai ex Segretario generale della NATO <strong>Jens Stoltenberg</strong>, che <a href="https://www.ft.com/content/2f12a312-6ac3-4f84-aae5-de6b247638fe">recentemente </a>si è scagliato contro gli sforzi di difesa dell&#8217;UE che, secondo lui, duplicano o competono con l&#8217;alleanza militare guidata dagli Stati Uniti. Stoltenberg ha affermato a chiare lettere che ciò che l&#8217;UE non dovrebbe fare è iniziare a costruire strutture di difesa alternative, ad esempio la forza di intervento rapido di 5mila uomini (la <em>Expedition Force</em>). “I Paesi (europei n.d.r.) possono avere solo un set di obiettivi di capacità, non possono averne due. Questa è responsabilità della NATO. Un set di standard, un set di obiettivi di capacità, una struttura di comando. E questa è la NATO”, ha detto perentoriamente l&#8217;ex Segretario generale.</p>



<p>Ci saremmo stupiti se Stoltenberg avesse avuto una posizione diversa, considerando la sua provenienza e la sua <a href="https://www.reuters.com/world/europe/eu-defence-force-should-not-stretch-natos-resources-stoltenberg-says-2021-09-03/">gestione </a>del segretariato dell&#8217;Alleanza. Ma nelle sue considerazioni resta un fondo di verità: la duplicazione dei comandi è dispendiosa e macchinosa, ma in questa fase embrionale della Difesa europea è <strong>un male necessario</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/uneuropa-capace-di-difendersi-negli-usa-qualcuno-non-la-vuole.html">Un&#8217;Europa capace di difendersi? Negli USA qualcuno non la vuole</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;industria della Difesa raddoppia gli incassi, l&#8217;insicurezza globale rende</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lindustria-della-difesa-raddoppia-gli-incassi-linsicurezza-globale-rende.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2024 09:03:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[riarmo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240826102707957_10c3a9be0af057eb624532b5e9559b04.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240826102707957_10c3a9be0af057eb624532b5e9559b04.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240826102707957_10c3a9be0af057eb624532b5e9559b04-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240826102707957_10c3a9be0af057eb624532b5e9559b04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240826102707957_10c3a9be0af057eb624532b5e9559b04-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240826102707957_10c3a9be0af057eb624532b5e9559b04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240826102707957_10c3a9be0af057eb624532b5e9559b04-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I flussi di cassa dell'industria della Difesa, nota una ricerca del Ft, sono in volo. Vediamo cosa implica ciò per la sicurezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lindustria-della-difesa-raddoppia-gli-incassi-linsicurezza-globale-rende.html">L&#8217;industria della Difesa raddoppia gli incassi, l&#8217;insicurezza globale rende</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240826102707957_10c3a9be0af057eb624532b5e9559b04.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240826102707957_10c3a9be0af057eb624532b5e9559b04.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240826102707957_10c3a9be0af057eb624532b5e9559b04-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240826102707957_10c3a9be0af057eb624532b5e9559b04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240826102707957_10c3a9be0af057eb624532b5e9559b04-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240826102707957_10c3a9be0af057eb624532b5e9559b04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_20240826102707957_10c3a9be0af057eb624532b5e9559b04-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>52 miliardi di dollari di flussi di cassa all&#8217;anno</strong>: questi gli incassi previsti per il 2026 dalle quindici principali <strong>compagnie della Difesa a livello globale,</strong> un valore doppio rispetto al risultato del 2021. Sono queste le rilevazioni di <em>Vertical Research Partners</em>, azienda di analisi dedicata agli studi del mondo corporate e induistriale, che hanno mostrato la salute finanziaria e produttiva del sistema globale della difesa. La ricerca di Vrp, commissionata dal Financial Times, mostra la salute finanziaria e industriale del sistema e, soprattutto, il fatto che le <strong>operazioni sottostanti al riarmo sono destinate a entrare a pieno regime.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un mondo sempre più dinamico</h2>



<p>In quest&#8217;ottica, è necessaria una breve premessa di carattere aziendale: concentrarsi sui flussi di cassa piuttosto che sui fatturati, pensabili come la somma degli ordini &#8220;cantierati&#8221; in un preciso arco temporale, mostra il dinamismo dell&#8217;industria. Un flusso di cassa operativo impone consegne di sistemi d&#8217;arma, dai lanciamissili ai caccia, dai carri armati ai droni, ai committenti pubblici, l&#8217;effettivo svolgersi del rapporto clienti-fornitori nell&#8217;industria della Difesa con pagamenti di commesse ai fornitori. Quindi, un <a href="https://www.true-news.it/venti-di-guerra/litalia-non-e-pronta-a-sostenere-una-guerra-le-carenze-che-le-forze-armate-devono-sanare">processo di riarmo</a> che si sposta dalla programmazione alla messa in atto dei programmi.</p>



<p>A trainare le commesse, chiaramente, le <strong>aziende occidentali che stanno sperimentando flussi di ordini</strong> crescenti per l&#8217;onda lunga <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-boom-globale-delle-spese-militari.html">dell&#8217;aumento delle spese militari oltre <strong>2.200 miliardi di dollari l&#8217;anno</strong> su scala mondiale</a>. A questo si aggiungono le <strong>indubbie prospettive aperte</strong> dalla procedura di fornitura d&#8217;armi all&#8217;Ucraina che, più che sdoganare ampi flussi di cassa e fatturati, ha mostrato i colli di bottiglia industriali che il sistema doveva superare. Fornendo <strong>utili lezioni</strong> sullo snellimento delle procedure per riattivare politiche di produzione che dovranno funzionare virtuosamente per consentire ai principali Paesi europei e occidentali di condurre i loro programmati riarmi.</p>



<p>Nascono, inoltre, nuove prospettive per gli attori, come si è scritto su <a href="https://www.true-news.it/venti-di-guerra/la-nato-compie-75-anni-nel-periodo-doro-dellindustria-della-difesa"><em>True-News</em>: </a>&#8220;di recente il segretario uscente della Nato, <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/lultima-tentazione-di-stoltenberg-piu-atomiche-in-europa-e-nella-ue-ce-chi-e-daccordo.html">Jens Stoltenberg</a></strong>, ha aggiunto l’idea di istituire un <a href="https://it.insideover.com/difesa/100-miliardi-di-dollari-per-lucraina-il-maxi-fondo-di-stoltenberg-alla-prova-della-nato-divisa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>fondo da 100 miliardi di dollari</strong> legato all’Alleanza </a>Atlantica per sostenere l’Ucraina. Tale fondo dovrebbe garantire approvvigionamenti militari a Kiev per cinque anni. Surriscaldando ulteriormente la domanda&#8221;. <strong>Un esempio di quanto succede a livello pubblico</strong> sulla cogenza delle politiche di riarmo, <a href="https://www.ft.com/content/5e368d70-b6e2-4433-a747-cdcfab061f27">a cui il <em>Financial Times</em> aggiunge il discorso</a> sui nuovi assetti dell&#8217;ecosistema della Difesa globale che vede una nuova <strong>dinamicità del settore</strong> in campo finanziario e borsistico e, al contempo, i capitali delle aziende di maggior successo operare per consolidare le filiere. <a href="https://www.affaritaliani.it/economia/leonardo-rheinmetall-saab-chi-vola-in-borsa-con-la-corsa-alle-armi-920983.html?refresh_ce">Gruppi come <strong>Saab, Leonardo, Rheinmetall, Indra, Thales</strong></a> hanno raccolto decine di miliardi di euro di valore borsistico spinti da ottimi risultati operativi e prospettive di crescita e al contempo nella Difesa gli <strong>extra-profitti</strong> stanno attivando un processo di consolidamento che ricorda quello del campo biomedicale e farmaceutico dell&#8217;era post-Covid o del <a href="https://it.insideover.com/economia/nel-grande-caos-economico-globale-le-banche-centrali-sono-in-trappola.html">settore finanziario nell&#8217;ultimo biennio.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli affari che scaldano il settore</h2>



<p>Gli affari sono sempre più numerosi nel settore Difesa. <strong>In Italia Leonardo</strong> sta ridefinendo il suo business: ha <strong>ceduto a <a href="https://it.insideover.com/reportage/difesa/leccellenza-italiana-sui-fondali-marini.html">Fincantieri il business subacqueo Underwater Armaments and Systems</a></strong> e sta cercando di entrare nel business dei carri armati in sinergia con le aziende tedesche. Dalle parti di Berlino, <a href="https://it.insideover.com/economia/il-calciosi-arma-perche-rheinmetall-sponsorizzera-il-borussia-dortmund.html">Rheinmetall </a>si consolida come una delle aziende più strategiche d&#8217;Europa, come già dimostrato nel <strong>2023 con l&#8217;avvio delle joint venture in <a href="https://it.insideover.com/difesa/lucraina-da-piu-lavoro-delliraq-lindustria-europea-della-difesa-assume-in-massa.html">Ucraina per riparazione di veicoli e assemblaggio di sistemi.</a></strong> Il gruppo tedesco, nota il Ft, &#8220;all&#8217;inizio di questo mese ha annunciato un accordo da 950 milioni di dollari per il produttore di componenti per veicoli militari con sede nel Michigan Loc Performance&#8221;. E non è l&#8217;unico deal ad essersi avviato: &#8220;Czechoslovak Group sta presentando un&#8217;offerta per il business delle munizioni dell&#8217;americana <strong>Vista Outdoor</strong>. La scorsa estate BAE Systems ha pagato 5,6 miliardi di dollari per Ball Aerospace, un fornitore di sistemi spaziali mission-critical. Ha finanziato l&#8217;affare tramite denaro contante esistente e nuovo debito estero&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo della conflittualità tra Stati</h2>



<p>Tutta questa vivacità è <strong>destinata ad aumentare</strong> nei prossimi anni. <strong>Crescono le commesse, crescono gli investimenti, crescono gli affari</strong>: e nel frattempo, mentre il <strong>mondo si prepara all&#8217;economia di guerra</strong>, il processo di <a href="https://it.insideover.com/economia/la-lunga-corsa-delleuropa-alleconomia-di-guerra.html">keynesismo militare consente agli Stati di utilizzare la spesa in Difesa</a> come leva per pompare liquidità pubblica nella crescita economica e occupazionale. </p>



<p>Al contempo, però, va tenuto d&#8217;occhio un dettaglio fondamentale: <strong>quale sia il punto di flesso oltre cui l&#8217;investimento in Difesa</strong>, da spesa per la sicurezza, la deterrenza e la stabilità capace di creare valore prima ancora che essere un costo, <strong>diventi la base di una corsa alle armi</strong> potenzialmente capace di auto-alimentarsi è difficile dirlo. Perché, in fin dei conti, la crescita della Difesa riflette innanzitutto la crisi del sistema globale a cui si rimedia con la più vecchia delle prescrizioni strategiche: <em>si vis pacem, para bellum</em>. </p>



<p>Ma oltre a riarmarsi, sono le nostre classi dirigenti pronte a gestire il clima di conflittualità tra potenze? Gli ultimi anni sembrano dare <strong>una risposta poco confortante a questa domanda</strong>. Arsenali di qualsiasi taglia in mano a leader accorti non spaventano. Al contrario, depositi d&#8217;armi sempre più pieni affidati a leader senza visione strategica possono risultare potenzialmente pericolosi. E di questo non bisogna affatto scordarsi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lindustria-della-difesa-raddoppia-gli-incassi-linsicurezza-globale-rende.html">L&#8217;industria della Difesa raddoppia gli incassi, l&#8217;insicurezza globale rende</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ultima tentazione di Stoltenberg: più atomiche in Europa. E nella Ue c&#8217;è chi è d&#8217;accordo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lultima-tentazione-di-stoltenberg-piu-atomiche-in-europa-e-nella-ue-ce-chi-e-daccordo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2024 14:20:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="566" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/TapScanner-16-06-2021-09.55.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/TapScanner-16-06-2021-09.55.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/TapScanner-16-06-2021-09.55-600x425.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/TapScanner-16-06-2021-09.55-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/TapScanner-16-06-2021-09.55-768x543.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>La corsa dei Paesi europei alla crescita della deterrenza militare contro i Paesi rivali del blocco occidentale passerà anche per il rafforzamento del deterrente atomico? Le parole del segretario uscente della Nato, Jens Stoltenberg, di recente sono state chiare: l&#8217;Alleanza Atlantica dovrebbe modernizzare e rendere più sicuri i propri arsenali, ha dichiarato al quotidiano britannico &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/lultima-tentazione-di-stoltenberg-piu-atomiche-in-europa-e-nella-ue-ce-chi-e-daccordo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lultima-tentazione-di-stoltenberg-piu-atomiche-in-europa-e-nella-ue-ce-chi-e-daccordo.html">L&#8217;ultima tentazione di Stoltenberg: più atomiche in Europa. E nella Ue c&#8217;è chi è d&#8217;accordo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="566" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/TapScanner-16-06-2021-09.55.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/TapScanner-16-06-2021-09.55.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/TapScanner-16-06-2021-09.55-600x425.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/TapScanner-16-06-2021-09.55-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/TapScanner-16-06-2021-09.55-768x543.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>La corsa dei Paesi europei alla <strong>crescita della deterrenza militare</strong> contro i Paesi rivali del blocco occidentale passerà anche per il rafforzamento del <strong>deterrente atomico?</strong> Le parole del segretario uscente della Nato, <strong>Jens Stoltenberg</strong>, di recente sono state chiare: l&#8217;Alleanza Atlantica dovrebbe modernizzare e rendere più sicuri i propri arsenali, ha dichiarato al quotidiano britannico <em>Telegraph</em> il politico norvegese, da dieci anni segretario della Nato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Più deterrenza atomica per l&#8217;Europa</h2>



<p>Stoltenberg ha chiesto che &#8220;i missili siano tolti dai depositi&#8221; invitando, quindi, i Paesi possessori di <strong>armi nucleari nella Nato, Usa, Regno Unito e Francia,</strong> ad alzare i livelli di preparazione degli arsenali e, potenzialmente, a espanderli. Un passaggio che può coinvolgere anche gli Stati europei che condividono accordi di condivisione delle atomiche, come l&#8217;Italia, il Belgio, i Paesi Bassi e la Germania, che <strong>in condivisione con gli Usa possono operare con le atomiche a stelle e strisce presenti sul loro territorio</strong>.</p>



<p>E visto che oggigiorno il rafforzamento della deterrenza punta verso Mosca, <strong>è chiaro che il nuovo oggetto del contendere sarà proprio il Vecchio Continente</strong>. &#8220;Sia gli Stati Uniti sia <a href="https://www.telegraph.co.uk/news/2024/04/03/britain-always-a-prime-mover-in-nato-other-powers-pay-way/">il Regno Unito</a> hanno affidato i loro deterrenti nucleari alla Nato, mentre altri <a href="https://www.telegraph.co.uk/world-news/2024/04/10/us-needs-europe-face-down-russia-china-nato/">alleati europei</a> condividono il peso della responsabilità immagazzinando armi sul loro territorio e investendo nei sistemi per lanciarle&#8221;, ha <a href="https://www.telegraph.co.uk/world-news/2024/06/16/nato-jens-stoltenberg-nuclear-weapons-deployt-russia-china/">sottolineato il <em>Telegraph. </em></a></p>



<p>Inoltre, &#8220;il numero di armi nucleari operative è top secret, ma le stime suggeriscono che il Regno Unito ne abbia circa 40 su 225 schierate contemporaneamente. Gli Stati Uniti ne hanno circa 1.700 su 3.700. <a href="https://www.telegraph.co.uk/world-news/2022/10/13/ukraine-russia-war-emmanuel-macron-putin-nuclear-weapons-strike/">La Francia</a>, la terza potenza nucleare della Nato&#8221;, ha ricordato la prestigiosa testata britannica, &#8220;non mette il suo arsenale atomico a disposizione dell&#8217;alleanza a causa della decisione di lunga data di mantenere<strong> l&#8217;indipendenza rispetto alla propria deterrenza&#8221;</strong>. In ogni caso, <strong>più prontezza degli arsenali vorrebbe dire più atomiche schierate</strong>. E per l&#8217;Europa un ritorno alla logica della Guerra Fredda, quando i missili a media e lunga gittata di Usa e Urss si schieravano sul fronte delimitato da Nato e Patto di Varsavia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La condivisione nucleare prende piede</h2>



<p>A <strong>completare un quadro incerto</strong>, si sottolinea la <strong>continua dipartita degli accordi bilaterali con cui Washington e Mosca</strong> avevano incardinato in flussi politici precisi la competizione atomica. Dal trattato Start all&#8217;Inf, che normavano i numeri di testate e armi a media e lunga gittata a disposizione, tutti i cardini diplomatici sono caduti. L&#8217;atomica è <strong>fattore di equilibrio solo se il suo governo si inserisce in uno schema politico chiaro</strong>. Se no è, per citare<a href="https://it.insideover.com/storia/il-ritorno-della-frontiera-dellapocalisse-il-mondo-e-lincubo-atomico.html"> Giorgio La Pira, &#8220;<strong>frontiera dell&#8217;Apocalisse</strong>&#8220;.</a> La Nato alza la preparazione atomica, <a href="https://www.defensenews.com/opinion/commentary/2022/01/13/modernizing-us-nuclear-deterrence-presents-a-rare-bipartisan-opportunity/">gli Usa pensano addirittura di riarmare i vecchi B-52,</a> la Russia modernizza gli arsenali, la Cina secondo Stoltenberg si avvia verso un <strong>bacino di mille testate</strong>.</p>



<p>In mezzo, c&#8217;è l&#8217;Europa.<a href="https://it.insideover.com/guerra/siamo-sullorlo-dellabisso-dalla-serbia-vucic-lancia-lallarme-sulla-guerra-occidente-russia.html"> Terreno di competizione</a> e punta di lancia della proliferazione nucleare dei nostri tempi. <strong>Con Paesi come la Polonia</strong> che, entusiasticamente, in nome della rivalità con la Russia mirano a espandere gli <strong>accordi di condivisione nucleare con gli Usa</strong>, avvicinando ai <a href="https://www.defensenews.com/opinion/commentary/2022/01/13/modernizing-us-nuclear-deterrence-presents-a-rare-bipartisan-opportunity/">confini di Mosca la proiezione atomica del campo atlantico, </a>e altri come la <strong>Germania ove si riapre addirittura la discussione</strong> sulla possibilità di <strong>avere un deterrente autonomo capace di partecipare a un nucleare militare di rango europeo</strong>. Un piano che ha unito il ministro delle Finanze e leader liberale <strong>Christian Lindner</strong>, l&#8217;ex ministro degli Esteri Joschka Fischer, dei <a href="https://it.insideover.com/schede/ambiente/chi-sono-i-verdi-tedeschi-germania.html">Verdi</a>, e diversi esponenti di Spd e Cdu.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;idea dalla Germania: un Eurodeterrente</h2>



<p>La Germania come perno di un “<a href="https://www.faz.net/aktuell/politik/inland/christian-lindner-europa-muss-an-nuklearer-abschreckung-festhalten-19516582.html">Eurodeterrente</a>”, come ha detto Lindner. Ma come <a href="https://warontherocks.com/2024/05/german-atomwaffen-and-the-superweapon-trap/https://warontherocks.com/2024/05/german-atomwaffen-and-the-superweapon-trap/">ha scritto <em>War on the Rocks</em></a>, &#8220;presentando le armi nucleari come una rapida soluzione alla sicurezza, le élite della politica estera tedesca cadono in quella che chiamiamo la <strong>trappola delle superarmi:</strong> l’idea seducente che una singola tecnologia bellica possa risolvere il dilemma della sicurezza di un Paese&#8221;. </p>



<p>In particolare, &#8220;la Germania non dispone della struttura delle forze, della tecnologia, delle competenze e delle infrastrutture necessarie per sviluppare e mantenere un proprio deterrente nucleare credibile. Berlino dovrebbe rinnovare la propria industria nucleare o acquisire altrove il materiale, il know-how e la tecnologia necessari. <strong>Berlino potrebbe voler testare le sue bombe nucleari per ragioni operative</strong> e di credibilità, sollevando la questione di dove le testerà e su <a href="https://www.nti.org/atomic-pulse/mushroom-clouds-that-never-vanished-the-fight-to-secure-compensation-for-nuclear-test-victims/">chi avranno un impatto</a>&#8220;. Un dato che parla di come la <strong>proliferazione nucleare senza regia politica per fermare la competizione tra potenze</strong> possa aumentare, e non diminuire, i rischi per chi la maneggia. Un monito, <em>mutatis mutandis</em>, a uno Stoltenberg sempre <a href="https://it.insideover.com/guerra/via-libera-agli-attacchi-ucraini-sul-suolo-russo-la-richiesta-di-stoltenberg-alla-nato.html">più &#8220;falco&#8221; nella fase finale del suo mandato. </a>Che invita a non prendere alla leggera certi scenari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lultima-tentazione-di-stoltenberg-piu-atomiche-in-europa-e-nella-ue-ce-chi-e-daccordo.html">L&#8217;ultima tentazione di Stoltenberg: più atomiche in Europa. E nella Ue c&#8217;è chi è d&#8217;accordo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Via libera agli attacchi ucraini sul suolo russo: la richiesta di Stoltenberg alla Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/via-libera-agli-attacchi-ucraini-sul-suolo-russo-la-richiesta-di-stoltenberg-alla-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2024 13:52:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1271" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240525154929714_01d54521d79cc163c1182df0e0a24fd7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240525154929714_01d54521d79cc163c1182df0e0a24fd7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240525154929714_01d54521d79cc163c1182df0e0a24fd7-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240525154929714_01d54521d79cc163c1182df0e0a24fd7-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240525154929714_01d54521d79cc163c1182df0e0a24fd7-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240525154929714_01d54521d79cc163c1182df0e0a24fd7-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240525154929714_01d54521d79cc163c1182df0e0a24fd7-1536x1017.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un&#8217;altra delle famigerate linee rosse della Russia nel conflitto in Ucraina è prossima a cadere? Jens Stoltenberg, segretario generale uscente della Nato, parlando con The Economist ha proposto di consentire a Kiev di colpire obiettivi militari di Mosca oltre i propri confini. E di rompere, dunque, la cautela auto-imposta dagli alleati che sostengono l&#8217;Ucraina, rifornita &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/via-libera-agli-attacchi-ucraini-sul-suolo-russo-la-richiesta-di-stoltenberg-alla-nato.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1271" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240525154929714_01d54521d79cc163c1182df0e0a24fd7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240525154929714_01d54521d79cc163c1182df0e0a24fd7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240525154929714_01d54521d79cc163c1182df0e0a24fd7-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240525154929714_01d54521d79cc163c1182df0e0a24fd7-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240525154929714_01d54521d79cc163c1182df0e0a24fd7-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240525154929714_01d54521d79cc163c1182df0e0a24fd7-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240525154929714_01d54521d79cc163c1182df0e0a24fd7-1536x1017.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un&#8217;altra delle famigerate linee rosse della Russia nel conflitto in Ucraina è prossima a cadere?<strong> Jens Stoltenberg, <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-bilancio-di-jens-stoltenberg-alla-guida-della-nato.html">segretario generale uscente della Nato,</a></strong> parlando<a href="https://www.economist.com/europe/2024/05/24/natos-boss-wants-to-free-ukraine-to-strike-hard-inside-russia"> con <em>The Economist</em> ha proposto</a> di consentire a Kiev di colpire obiettivi militari di Mosca oltre i propri confini. E di rompere, dunque, la cautela auto-imposta dagli alleati che sostengono l&#8217;Ucraina, rifornita di armamenti che può unicamente utilizzare sul proprio territorio. Caso pressoché unico nella storia del sostegno militare a un Paese invaso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un tema scivoloso</h2>



<p>Per Stoltenberg la questione è chiara: &#8220;Negare all&#8217;Ucraina la possibilità di usare queste armi contro obiettivi militari legittimi sul territorio russo <strong>rende molto difficile per loro difendersi</strong>&#8220;. Fino ad ora la <strong>cautela politica</strong> dei maggiori attori della Nato, tra cui <strong>Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania e Italia</strong>, è stata vicina al parossismo. Con picchi come le continue <strong>arrampicate sugli specchi di Antonio Tajani, ministro degli Esteri di Roma</strong>, per il quale <a href="https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/breaking-news/1505597/ucraina-tajani-italiani-mai-in-guerra-armi-inviate-non-verranno-usate-in-russia.html">&#8220;uso difensivo&#8221; e limite alla frontiera dell&#8217;impiego delle armi dei Paesi Nato si equivalgono.</a> A rompere questo tabù solo poche dichiarazioni, tra cui quelle del ministro degli Esteri britannico <strong>David Cameron, che a inizio mese a titolo personale</strong> si <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c163kp93l6po">è detto favorevole all&#8217;idea di consentire all&#8217;Ucraina di colpire bersagli militari legittimi in territorio russo.</a></p>



<p>In quest&#8217;ottica la questione del confine come limite invalicabile della proiezione accompagna i discorsi militari e strategici da due anni. Ne si sente parlare dai limiti imposti dagli Usa a Kiev sull&#8217;uso dei <strong>preziosi Himars nella prima fase di controffensiva</strong> dopo l&#8217;estate 2022; lo abbiamo sentito ribadire quando, di recente, la Germania ha <strong>chiuso all&#8217;invio di missili Taurus</strong> per lo stesso motivo. Il nodo della <strong>presenza di <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-forze-speciali-occidentali-sono-gia-operative-in-ucraina-ecco-tutti-gli-scenari.html">forze speciali occidentali in Ucraina</a></strong> è legato alla possibilità che assetti militari dei Paesi Nato facciano da supervisori e guardiani al rispetto di questi accordi e, di recente, sulla questione del confine in Italia la Lega, con molte imprecisioni, <a href="https://www.bing.com/ck/a?!&amp;&amp;p=0da8f298a2035773JmltdHM9MTcxNjU5NTIwMCZpZ3VpZD0wZmRmNjY2Ny0wMTFiLTZhOWYtMWM4NC03NGJkMDA2MzZiMmImaW5zaWQ9NTE5NA&amp;ptn=3&amp;ver=2&amp;hsh=3&amp;fclid=0fdf6667-011b-6a9f-1c84-74bd00636b2b&amp;psq=samp-t+true-news&amp;u=a1aHR0cHM6Ly93d3cudHJ1ZS1uZXdzLml0L3ZlbnRpLWRpLWd1ZXJyYS9zYW1wLXQtbG8tc2Npdm9sb25lLWRlbGxhLWxlZ2Etc3VsbGUtYXJtaS1hbGx1Y3JhaW5h&amp;ntb=1">ha aperto un fronte nel <strong>governo Meloni sul tema dell&#8217;invio a Kiev di nuove unità</strong></a><strong> della batteria antiaerea <a href="https://www.bing.com/ck/a?!&amp;&amp;p=418e9721feca1c92JmltdHM9MTcxNjU5NTIwMCZpZ3VpZD0wZmRmNjY2Ny0wMTFiLTZhOWYtMWM4NC03NGJkMDA2MzZiMmImaW5zaWQ9NTI0NQ&amp;ptn=3&amp;ver=2&amp;hsh=3&amp;fclid=0fdf6667-011b-6a9f-1c84-74bd00636b2b&amp;psq=samp-t+true-news&amp;u=a1aHR0cHM6Ly9pdC5pbnNpZGVvdmVyLmNvbS9kaWZlc2EvaS1zYW1wLXQtZS1sby1zY3Vkby1hbnRpbWlzc2lsZS1jb3NhLXN1Y2NlZGUtYWxsYXJzZW5hbGUtaXRhbGlhbm8uaHRtbA&amp;ntb=1">Samp-T.</a></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">I rilanci di Stoltenberg: i target in Russia dopo l&#8217;antiaerea</h2>



<p>Stoltenberg torna a promuovere una richiesta<a href="https://www.ft.com/content/175bd28f-1eb8-4f57-9cf4-110cca055747"> già fatta a inizio anno</a> e che probabilmente dominerà le discussioni del summit Nato di Washington a luglio, in cui saluterà dopo dieci anni di guida dell&#8217;Alleanza Atlantica e potrebbe già capire chi sarà il suo successore, chiamato a coordinare la Nato in nuovi tempi incerti in cui la <strong>guerra in Ucraina non sembra conoscere fine</strong>. E in cui, di logoramento in logoramento, la Russia conquista piccole ma significative avanzate, specie nella regione di Chasiv Yar, e all&#8217;Ucraina mancano i mezzi, l&#8217;organizzazione e l&#8217;impeto tanto per costruire solide e durature linee di difesa quanto per pensare a un rovesciamento di fronte.</p>



<p>A metà aprile, Stoltenberg aveva poi chiesto ai Paesi Nato di accelerare la consegna di <strong><a href="https://www.politico.eu/article/nato-secretary-general-jens-stoltenberg-asks-allies-give-air-defense-systems-ukraine-russia-attacks/">dispositivi antiaerei all&#8217;Ucraina</a></strong>. Una mossa che in combinato disposto con il sostegno alla proiezione rafforzata in territorio russo è ritenuta vitale per puntellare su una situazione di stallo e pareggio la guerra. Il logoramento ucraino è palese, <a href="https://www.defensenews.com/opinion/2024/05/24/ukraines-air-defense-woes-cant-be-fixed-by-american-aid/">ha ricordato <em>Defense News</em>: </a>&#8220;Le difese aeree ucraine stanno già affrontando una situazione insostenibile, a cui le batterie aggiuntive Patriot&#8221; promesse dagli Usa nel quadro del nuovo pacchetto da 61 miliardi di dollari &#8220;semplicemente non possono porre rimedio. L&#8217;Ucraina possiede attualmente solo tre batterie Patriot, una delle quali <a href="https://www.forbes.com/sites/davidaxe/2024/03/09/a-russian-drone-spotted-a-ukrainian-patriot-air-defense-crew-convoying-near-the-front-line-soon-a-russian-hypersonic-missile-streaked-down/?sh=6966be073514" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha recentemente perso due lanciatori</a> a causa di un attacco aereo russo durante un convoglio&#8221;.</p>



<p>Secondo i calcoli dello stesso presidente Volodymyr Zelensky, &#8220;il mosaico di sistemi di difesa aerea sovietici, europei e americani dell&#8217;Ucraina è solo <a href="https://kyivindependent.com/zelensky-ukraine-has-25-of-needed-air-defenses/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">circa il 25%</a> di ciò di cui l&#8217;Ucraina avrebbe bisogno per difendersi adeguatamente. Zelensky è giunto a chiedere una copertura completa comporterebbe ben <a href="https://www.defensenews.com/global/europe/2024/04/16/ukraines-air-defense-pleas-spotlight-patriot-bottleneck/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">25 sistemi Patriot</a>, quasi otto volte l&#8217;attuale arsenale dell&#8217;Ucraina e più del doppio di quello che <strong>Raytheon può produrre in un anno intero</strong>&#8220;. Stoltenberg è conscio che anche la strategia del &#8220;sostegno difensivo&#8221; ha dei limiti e ha dunque aperto all<strong>&#8216;innalzamento della posta.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Una scelta percorribile?</h2>



<p>Beninteso, si tratta di una richiesta che ha un <strong>suo elemento di razionalità strategica:</strong> se l&#8217;obiettivo primario della Nato ormai appare non tanto sostenere l&#8217;Ucraina fino a un&#8217;improbabile vittoria definitiva sul campo quanto piuttosto prevenire un successo strategico russo, colpire le retrovie e i target di Mosca appare una via obbligata. E al contempo, <strong>la mossa comporterebbe la prospettiva di offrire <a href="https://it.insideover.com/economia/macron-sdogana-leconomia-di-guerra-a-cosa-punta-la-francia.html">una palese deterrenza</a></strong> mostrando alla Russia l&#8217;effetto delle armi dei Paesi occidentali, e in particolare europei, <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-ucraina-frenata-corsa-al-riarmo-cambia-approccio-verso-kiev.html">in una fase di graduale riarmo</a>.</p>



<p>Ciò detto, si pone una questione di effettiva opportunità politica: gli indicatori concreti parlano di una volontà opposta nei governi occidentali rispetto a quanto proposto da Stoltenberg, ovvero un graduale appiattimento delle forniture all&#8217;Ucraina. Lanciare attacchi in profondità alzerebbe la posta non tanto nei confronti delle linee rosse fissate da Mosca, che si sono rivelate in due anni <strong>nel migliore dei casi artifici retorici e nel peggiore <em>ballon d&#8217;essai</em>, quanto piuttosto</strong> da parte dell&#8217;<strong>Ucraina in una fase in cui lo stesso futuro dell&#8217;appoggio a Kiev</strong> è tutto da definire. Stoltenberg, evidentemente, questo lo sa. E va capito quanto le sue richieste siano realistiche nel quadro di un rilancio dell&#8217;agenda Nato o siano l&#8217;inizio di una strategia per lasciare al centro dei riflettori la scena mettendo sul tavolo la carta più di valore nelle discussioni del prossimo summit di Washington. A prescindere dalle aspettative sul risultato della partita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/via-libera-agli-attacchi-ucraini-sul-suolo-russo-la-richiesta-di-stoltenberg-alla-nato.html">Via libera agli attacchi ucraini sul suolo russo: la richiesta di Stoltenberg alla Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>100 miliardi di dollari per l&#8217;Ucraina? Il maxi-fondo di Stoltenberg alla prova della Nato divisa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/100-miliardi-di-dollari-per-lucraina-il-maxi-fondo-di-stoltenberg-alla-prova-della-nato-divisa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 21:13:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="757" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405081102358_9ede7e5d775ec99f7d9655a89afdac27.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405081102358_9ede7e5d775ec99f7d9655a89afdac27.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405081102358_9ede7e5d775ec99f7d9655a89afdac27-600x379.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405081102358_9ede7e5d775ec99f7d9655a89afdac27-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405081102358_9ede7e5d775ec99f7d9655a89afdac27-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405081102358_9ede7e5d775ec99f7d9655a89afdac27-768x484.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Jens Stoltenberg è andato in all-in: alla vigilia del vertice dei Ministri degli Esteri della Nato il segretario uscente dell&#8217;Alleanza Atlantica ed ex primo ministro norvegese ha messo a terra l&#8217;idea di un fondo quinquennale da 100 miliardi di dollari complessivi per sostenere la resistenza dell&#8217;Ucraina in guerra contro la Russia. La Nato di Stoltenberg, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/100-miliardi-di-dollari-per-lucraina-il-maxi-fondo-di-stoltenberg-alla-prova-della-nato-divisa.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="757" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405081102358_9ede7e5d775ec99f7d9655a89afdac27.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405081102358_9ede7e5d775ec99f7d9655a89afdac27.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405081102358_9ede7e5d775ec99f7d9655a89afdac27-600x379.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405081102358_9ede7e5d775ec99f7d9655a89afdac27-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405081102358_9ede7e5d775ec99f7d9655a89afdac27-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240405081102358_9ede7e5d775ec99f7d9655a89afdac27-768x484.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Jens Stoltenberg è andato in all-in: alla vigilia del <strong>vertice dei Ministri degli Esteri della Nato</strong> il segretario uscente dell&#8217;Alleanza Atlantica ed ex primo ministro norvegese ha messo a terra l&#8217;idea di un <strong>fondo quinquennale da 100 miliardi di dollari complessivi</strong> per sostenere la <strong>resistenza dell&#8217;Ucraina</strong> in guerra contro la Russia.</p>



<p>La Nato di Stoltenberg, che è in cerca di un sostituto ai suoi vertici, intende mobilitare una quota di risorse conferita dagli Stati membri dell&#8217;Alleanza in misura proporzionale al proprio prodotto interno lordo. La misura è stata denominata come orientata alla creazione di un fondo &#8220;anti-Trump&#8221; a livello giornalistico in quanto si ritiene che Stoltenberg l&#8217;abbia proposto in risposta al <strong>continuo palleggio al Congresso Usa del piano da 60 miliardi di dollari</strong> di aiuto militare a Kiev. Inoltre, la proposta del segretario Nato include pure il passaggio sotto il comando dell&#8217;Alleanza delle <strong>tavole rotonde &#8220;formato Ramstein&#8221;</strong> con cui si riunisce la <strong>coalizione internazionale</strong> dei partner dell&#8217;Ucraina, finora ospitate soprattutto nell&#8217;omonima base americana in Germania occidentale.</p>



<p>La proposta di Stoltenberg presuppone <strong><a href="https://www.ft.com/content/254c3b86-2cb9-4c71-824b-dacacbbc9871">che, come ricorda il <em>Financial Times</em>, &#8220;la quota statunitense</a></strong> dei 100 miliardi di dollari sarebbe significativamente inferiore al pacchetto di aiuti bilaterali bloccato, hanno detto i diplomatici. Sono in corso dibattiti sulla struttura del finanziamento, con alcuni che spingono per la stessa ripartizione utilizzata per finanziare il bilancio condiviso della Nato, in base al quale gli Stati Uniti dovrebbero fornire poco più di 16 miliardi di dollari&#8221;. <strong>Stoltenberg agisce a sostegno dell&#8217;Ucraina per puntellare la fine della sua lunga segreteria</strong> mentre la Nato è alla ricerca di un successore entro l&#8217;autunno dopo mesi di lungaggini sul sostegno a Kiev. Possibile pensare, al tempo stesso, alla volontà di fornire una sponda a Joe Biden e alle sue politiche per amplificare al Congresso gli sforzi per sostenere Kiev. Ma al contempo la manovra del segretario della Nato dovrà scontrarsi con diverse problematiche.</p>



<p>Prima fra tutte, la necessità di far approvare da tutti e trentadue i membri dell&#8217;Alleanza Atlantica <strong>le disposizioni pro-Ucraina</strong>. E in campo Nato ci sono almeno tre Stati che potrebbero rompere la norma dell&#8217;unanimità: <strong>la Turchia, restia ad appoggiare in profondità Kiev</strong>, si aggiunge al duo centroeuroepo <strong>formato da Ungheria e Slovacchia</strong>.</p>



<p>In secondo luogo, emerge la prospettiva che finanziare questo maxi-fondo possa <strong>negli anni a venire condizionare la corsa dei Paesi Nato verso il superamento del 2%</strong> del Pil in termini di spese militari. Accorciando giocoforza la coperta e ponendo gli Stati, soprattutto la ventina di Paesi europei che non ha ancora raggiunto il target, di fronte alla necessità di dover scegliere tra le proprie forze armate e quelle ucraine.</p>



<p>Infine, <strong>il fondo di lungo periodo </strong>sembra presupporre un&#8217;abdicazione a qualsiasi <strong>soluzione politica per la guerra</strong> e non è dato sapersi cosa potrebbe succedere se il conflitto finisse prima. Che assistenza dovrebbe la Nato fare, in questo caso, a un Paese non membro? E in generale, con che condizioni Kiev sarà sostenuta? Prosaicamente, la realtà sembra voler presupporre una corsa di Stoltenberg a mettere sul terreno un tema caldo per <strong>preparare la successione come leale e fiero sostenitore dell&#8217;Ucraina</strong> blindando la posizione della Nato. Da far coincidere, però, con quella dei Paesi membri. Che con l&#8217;ingresso di Svezia e Finlandia sono ora trentadue. Sarà difficile trovare una sintesi, specie per la percepita escludibilità tra le spese per l&#8217;Ucraina e quelle per la propria difesa in molti Paesi. E in cinque anni molte priorità possono cambiare. Non solo un&#8217;amministrazione Usa sostituibile con un&#8217;altra vista, a Bruxelles, come uno spauracchio.</p>
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		<title>Il vantaggio di Putin e l&#8217;ora più difficile per l&#8217;Ucraina: cosa può succedere</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-vantaggio-di-putin-e-lora-piu-difficile-per-lucraina-cosa-puo-succedere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Dec 2023 11:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo zar sembra aver ribaltato l'immagine di debolezza attribuita all'economia e all'esercito russi. Si tratta di una situazione irreversibile?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20231207192737636_6177117fae511c316e475c9925ae2d91-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A Kiev è l’inverno più difficile dall’inizio della guerra contro la <strong>Russia</strong>. La controffensiva e il tentativo di sfondare le linee nemiche sono fallite, lo slancio offensivo dimostrato a fine anno scorso è un lontano ricordo, il <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/allarme-usa-sugli-aiuti-allucraina-abbiamo-finito-i-soldi-2251106.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">supporto finanziario</a> fornito dal principale alleato, gli Stati Uniti, vacilla e si sollevano sempre più di frequente le critiche di un’involuzione autoritaria del governo ucraino guidato da <strong>Volodymyr Zelensky</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vantaggio russo </h2>



<p>A Mosca, dopo l’estate difficile segnata dalla rivolta del capo della <strong>Wagner</strong>, il Cremlino registra invece con soddisfazione l’evolversi degli eventi. &#8220;Dobbiamo essere preparati anche alle cattive notizie: le guerre si sviluppano per fasi, ma dobbiamo stare al fianco dell&#8217;<strong>Ucraina</strong> nella buona e nella cattiva sorte&#8221;, ha dichiarato negli scorsi giorni il segretario generale della Nato <strong>Jens&nbsp;Stoltenberg</strong>. Sergey Markov, ex consigliere speciale di Putin, sostiene che “avete avuto una finestra lunga un anno per batterci sul campo. Non l’avete sfruttata perché in fondo non ci avete mai creduto. Ora si è chiusa”.&nbsp;Persino l’<em><a href="https://www.economist.com/leaders/2023/11/30/putin-seems-to-be-winning-the-war-in-ukraine-for-now" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Economist</a></em> si interroga in un servizio di copertina se il presidente <strong>Vladimir Putin</strong> stia vincendo.</p>



<p>Che lo zar si senta in una posizione di forza l’ha dimostrato in occasione della recente riunione del G20 a cui ha partecipato in videocollegamento affermando che la guerra in Ucraina è “una tragedia” e bisogna pensare a come “mettervi fine”. I commentatori leggono questo intervento in chiave propagandistica ma appare evidente come Mosca sia riuscita a reggere il peso delle sanzioni internazionali trasformando una serie di debolezze in punti di forza. “Per la prima volta dal 24 febbraio 2022 sembra che Putin possa vincere” scrive l’<em>Economist </em>secondo cui “il presidente russo&nbsp;ha “rafforzato la presa sul suo Paese, ha ottenuto forniture militari dall’estero e sta raccogliendo il supporto del <strong>Sud Globale</strong> contro l’America”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La resilienza di Mosca&nbsp;</h2>



<p>Per comprendere come lo zar sia riuscito a sopravvivere alla guerra d’aggressione da lui scatenata gli analisti invitano a ridimensionare il peso che la coalizione occidentale ha assegnato proprio allo strumento delle <strong>sanzioni </strong>e alle conseguenze dell’inflazione. In un intervento su <em>Le Monde</em> lo storico Sergey Chernyshev afferma che “almeno due terzi del popolo russo non ha avuto danni da questa guerra perché le cose andate perdute non le aveva mai avute neanche prima”. Quanto all’aumento dei prezzi avrebbe impattato sulla classe media delle grandi città, un blocco sociale considerato saldamente favorevole al presidente. Per i due terzi degli intervistati dai sondaggisti di <em>Russian Field</em>, il Paese va nella direzione giusta e per oltre la metà delle persone consultate il conflitto in Ucraina “sta andando bene”.&nbsp;</p>



<p>Se le sanzioni non si sono rivelate decisive è stato anche grazie alle entrate derivanti dalle esportazioni, 590 miliardi di dollari solo nel primo anno di guerra (160 in più rispetto alla media annuale registrata nel decennio precedente), in gran parte trainate dalla vendita di petrolio e gas. Inoltre, gli industriali russi, ben avvezzi alle crisi, si sono dimostrati ancora una volta in grado di adattarsi ai rapidi cambiamenti. L’<strong>industria bellica</strong>&nbsp;e gli stipendi garantiti ai soldati&nbsp;hanno poi contribuito a risollevare le regioni industriali depresse, il vero bacino elettorale di Putin. A Izhevsk, una città degli Urali che produce armamenti, gli stipendi medi sono aumentati del 25% dall&#8217;inizio delle ostilità.&nbsp;</p>



<p>Il <strong>relativo</strong> <strong>vantaggio </strong>di cui al momento sembra godere Putin però va controbilanciato con alcune considerazioni. La trasformazione dell’apparato economico russo in un’<strong>economia di guerra</strong> potrebbe non essere sostenibile su un periodo di tempo prolungato e il bilancio dei soldati caduti al fronte &#8211; secondo alcune stime Mosca perde circa 900 uomini al giorno nella <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/incubo-animale-guerra-ad-avdiivka-vista-dai-prigionieri-2250141.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">battaglia ad Avdiivka</a> &#8211; potrebbe generare forme di malcontento dagli esiti imprevedibili. “Non abbiamo dato alla luce i nostri figli per vederli morire” esclama in un video apparso sui social una madre appartenente ad un gruppo di protesta composto da mamme e mogli dei militari.&nbsp;Insomma, nei prossimi mesi, come nel caso di <strong>Prigozhin</strong>, il Cremlino potrebbe dover concentrare la sua attenzione ancora una volta più sui pericoli provenienti dal fronte interno che da quanto avviene nelle trincee.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-vantaggio-di-putin-e-lora-piu-difficile-per-lucraina-cosa-puo-succedere.html">Il vantaggio di Putin e l&#8217;ora più difficile per l&#8217;Ucraina: cosa può succedere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Svezia nella Nato? Solo con la Turchia in Ue&#8221;: il ricatto di Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/svezia-nella-nato-solo-con-la-turchia-in-ue-il-ricatto-di-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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<p>Recep Tayyip Erdogan alza l'asticella delle richieste alla Svezia perché possa essere accettata nella Nato e chiede di riaprire il discorso sulla Turchia nell'Ue</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/svezia-nella-nato-solo-con-la-turchia-in-ue-il-ricatto-di-erdogan.html">&#8220;Svezia nella Nato? Solo con la Turchia in Ue&#8221;: il ricatto di Erdogan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Recep Tayyip Erdogan </strong>alza l&#8217;asticella delle richieste alla Svezia perché possa essere accettata nella Nato. Il presidente turco, alla vigilia del <strong>summit di Vilnius</strong> ritenuto tra i più strategici degli ultimi anni, durante una conferenza stampa pre-partenza per la Lituania ha chiesto un preciso scambio aI partner euroatlantici: &#8220;Aprite le porte dell&#8217;Ue alla Turchia e apriremo le porte della Nato alla Svezia&#8221;, ha dichiarato il Reis rispondendo alle domande sul tema dell&#8217;agenzia turca <em>Anadolu</em><strong>.</strong></p>



<p>Si tratta di una svolta importante e dall&#8217;elevato peso specifico perché pone in essere un elemento negoziale fino ad ora inatteso. Qualora fosse anche solo una provocazione, l&#8217;idea di Erdogan lancerebbe uno scenario inaudito: barattare il<strong> </strong>via libera a un<strong> partner <em>in pectore</em></strong> di un&#8217;alleanza militare con l&#8217;ingresso dell&#8217;attore decisivo per il suo ingresso in un&#8217;altra organizzazione internazionale di matrice politico-economica e giuridica rappresenta una soglia negoziale estremamente complessa da mettere in campo. Questo per un&#8217;ampia serie di motivi.</p>



<p>In primo luogo, un dato autoevidente: <strong>Unione europea e Nato</strong> non sono sovrapponibili. Così come ci sono Paesi europei della Nato che non sono membri dell&#8217;Unione europea (Norvegia e Regno Unito <em>in primis</em>), così ci sono Stati della comunità dei Ventisette esterni al perimetro atlantico: <strong>Austria </strong>e <strong>Irlanda</strong> sono i più rilevanti, ma ci sono anche Malta e, soprattutto, <strong>Cipro</strong>. Stato sulla cui superficie Ankara ha da mezzo secolo installato la secessionista <strong>Repubblica turca di Cipro Nord</strong> e con cui ha una disputa territoriale evidente.</p>



<p>In secondo luogo, nessun elemento riguardante una ripresa del discorso sull&#8217;adesione della Turchia all&#8217;Ue era mai stato portato da Ankara al tavolo negoziale quando, nel 2022, aveva alzato l&#8217;asticella per chiedere precise contropartite all&#8217;accesso della <strong>Finlandia </strong>e della<strong> Svezia </strong>alla Nato. Né ragionevolmente avrebbe potuto essere considerato un valido elemento negoziale. <a href="https://it.insideover.com/politica/tutte-le-richieste-di-erdogan-alla-nato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Al vertice di Madrid del 2022</a> Erdogan aveva chiesto a Stoccolma e Helsinki la fine dell&#8217;ospitalità e della protezione dei guerriglieri curdi del Pkk e la rottura con la branca siriana del Partito curdo dei lavoratori, le Ypg. Oltre a questo, aveva incassato la fine dell&#8217;embargo sulle armi nei confronti della Repubblica euroasiatica da parte dei due Paesi scandinavi. Ma processi come i roghi del Corano in Svezia e l&#8217;ascesa a Stoccolma del centrodestra guidato da Ulf Kristersson avente come appoggio esterno quello dei Democratici Svedesi conservatori e nazionalisti, tanto atlantisti quanto anti-turchi, ha ritardato l&#8217;applicazione delle richieste turche. Oggi ulteriormente indurite.</p>



<p>Il terzo punto sta nel fatto che la proposta scavalca le <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-bilancio-di-jens-stoltenberg-alla-guida-della-nato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prospettive negoziali del <strong>segretario Nato Jens Stoltenberg</strong>.</a> Negli anni silenzioso tessitore delle manovre Nato e autore di diverse ricuciture apprezzate più volte da Erdogan, a partire dal sostegno incassato dopo il <strong>fallito golpe</strong> del 2016 e i controversi interventi in Siria della Turchia del 2018 e del 2019, Stoltenberg non avrebbe margine di manovra dopo una presa di posizione del genere. Ma proprio stasera Erdogan lo incontrerà per capire se l&#8217;impasse è sbloccabile. Previsto anche un incontro con Kristersson, mentre in giornata è giunta una chiamata da <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/ecco-chi-e-antony-blinken.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tony Blinken</a></strong>, segretario di Stato Usa, al ministro degli Esteri turco Hakan Fidan per provare a sbloccare l&#8217;impasse.</p>



<p>A cosa punta Erdogan? In poche parole, a essere sempre più centrale. Il Reis dà un colpo al cerchio e uno alla botte. Riceve il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Ankara dichiarandosi pronto a accogliere l&#8217;Ucraina nella Nato. Ma al tempo stesso annuncia di aver invitato a Ankara ad agosto Vladimir Putin per <a href="https://it.insideover.com/economia/stop-allaccordo-sul-grano-cosa-blocca-le-navi-nel-mar-nero.html">parlare dei rapporti russo-turchi </a>e degli <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-missione-africana-accordo-grano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>accordi del grano</strong>.</a> Fa della sicurezza il suo pivot diplomatico puntando sul neo-ministro degli Esteri <strong>Hakan Fidan,</strong> in perenne confronto con Washington, Mosca e Kiev <a href="https://it.insideover.com/politica/diplomazia-e-intelligence-un-connubio-sempre-piu-forte.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">forte dell&#8217;esperienza alla guida dell&#8217;intelligence.</a> </p>



<p>Tutti i tavoli negoziali devono passare dalla Turchia. E ciò rende Erdogan più saldo che mai dopo la recente rielezione. Ormai l&#8217;obiettivo è chiaro: rendere Ankara indispensabile in ogni tavolo e profittare su ogni fronte. Che si tratti di evitare il tracollo dell&#8217;economia turca rendendo onerosa politicamente la fuga dei capitali occidentali, che si tratti di garanzie securitarie agli interessi energetici e geopolitici di Ankara, che si parli di integrazione infrastrutturale e bilanciamenti regionali tra Mediterraneo orientale e Medio Oriente, Erdogan è pronto, quando in futuro l&#8217;azione turca si farà propositiva, a cercare una dopo l&#8217;altra le varie contropartite politiche. E a giocare, mossa dopo mossa, la sua partita di continui rilanci. A volte addirittura improbabili. Ma il vantaggio in questa partita a scacchi è tutta per il Sultano: sa benissimo cosa vogliono gli occidentali, cioé in questo caso Stoccolma nella Nato. Ma continua a ampliare la cortina fumogena mostrandosi equivoco su ciò che vuole davvero. E questo lo rende sempre più impossibile da ignorare.</p>
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		<title>Il bilancio di Jens Stoltenberg alla guida della Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-bilancio-di-jens-stoltenberg-alla-guida-della-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 04:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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<p>Il bilancio di Jens Stoltenberg alla guida della Nato: mediazioni, fragilità e sfide del segretario più longevo dell'Alleanza</p>
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<p>Da giovane manifestante che partecipava alle iniziative contro la <strong>guerra in Vietnam</strong> sotto l&#8217;ambasciata americana a Oslo a segretario più longevo della storia dell&#8217;Alleanza Atlantica e suo pontiere nell&#8217;ora più calda per la sua tenuta nel post-Guerra Fredda. Quella di <strong>Jens Stoltenberg</strong>, segretario della Nato dal 2014, è una parabola destinata a non esaurirsi in tempi brevi nel quartier generale atlantico di Bruxelles.</p>



<p>Confermato a luglio per la quarta volta dopo che il suo mandato è stato esteso di un anno, prolungando fino al 2024, dunque un decennio tondo, la sua tenuta delle redini dell&#8217;Alleanza, l&#8217;ex premier norvegese ha gestito la Nato in un contesto che ha visto lo sdoganamento della guerra all&#8217;Isis, l&#8217;ascesa alla presidenza Usa di Donald Trump, l&#8217;intensificarsi del contrasto tra gli Usa da un lato e Russia e Cina dall&#8217;altro e, da ultimo, il <strong>conflitto in Ucraina</strong>. Causa del prolungamento del mandato dell&#8217;uomo che a inizio 2022 era già pronto a passare alla pensione dorata della carica di governatore della Banca di Norvegia. E che invece è rimasto al centro dell&#8217;azione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un segretario &#8220;politico&#8221; capace di mediare</h2>



<p>Stoltenberg, nel suo mandato, ha svolto un ruolo molto più politico di suoi predecessori come <strong>Andreas Fogh Rasmussen</strong> e <strong>Jaap de Hoop Scheffer</strong>, titolari della carica nel decennio precedente la sua ascesa, caratterizzato dall&#8217;estensione ai massimi termini del &#8220;momento unipolare&#8221; prima e dell&#8217;affaticamento Usa per le guerre mediorientali poi.</p>



<p>Il politico norvegese classe 1959 ha mediato innanzitutto cercando margini di cooperazioni con la Russia, non vista come un competitor diretto almeno fino al 2017-2018. Questa era la linea del kingmaker della sua elezione nel 2014, la cancelliera tedesca <strong>Angela Merkel</strong>. Ha poi mediato attivamente tra le posizioni degli Usa, del Regno Unito e dei Paesi dell&#8217;Est Europa più ferocemente anti-russi e quelli dell&#8217;Europa occidentale sulla corsa al tetto di spesa al 2% del Pil deliberato al vertice gallese del 2014 in cui fu decisa la sua elezione.</p>



<p><a href="https://doi.org/10.1093/ia/iiab167" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>International Affairs</em></strong> nel 2021 ha poi studiato</a> attentamente il ruolo di Stoltenberg nel presentare a Donald Trump, dopo la sua ascesa alla Casa Bianca nel 2017, le motivazioni per cui Washington non poteva rinunciare a un ruolo attivo nella Nato: &#8220;Stoltenberg&#8221;, si è scritto nello studio, &#8220;ha abbracciato le critiche di Trump sull&#8217;insufficiente spesa per la difesa degli alleati e ha anche espresso gratitudine a Trump per il suo forte impegno per l&#8217;Europa&#8221; in una visita alla Casa Bianca nel maggio 2018. Inoltre, Stoltenberg ha incorporato nella procedura di<strong> consolidamento della Nato</strong> una prima, graduale critica alla Cina che ha reso soddisfatto Trump nel 2019, pur evitando di spingere la Nato a inserire, in un primo momento, la Repubblica Popolare tra i suoi nemici esistenziali.</p>



<p>Al contempo, nel 2018 una mediazione è arrivata anche nei confronti di <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> la cui operazione militare nel cantone di <a href="https://www.nato.int/cps/ic/natohq/opinions_151089.htm?selectedLocale=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Arfin in Siria, affidata all&#8217;esercito turco</a>, è stata tutto sommato coccolata, in un gesto visto da Ankara come riparatorio dell&#8217;assenza di vicinanza per il fallito golpe del 2016. Tema, questo, ribadito nell&#8217;ottobre 2019 durante l&#8217;invasione turca di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Jens_Stoltenberg#cite_note-94" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alcune aree curde nel nord della Siria.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuove e vecchie sfide</h2>



<p>La Nato targata Stoltenberg ha messo in campo una serie di iniziative volte ad ampliare il suo raggio d&#8217;azione. Spesso sottovalutati, gli interventi del segretario hanno marcato di fatto l&#8217;ufficializzazione di linee operative a tutto campo che diventavano riferimenti condivisi per l&#8217;Alleanza.</p>



<p>Questo è successo, ad esempio, nella <strong>Conferenza sulla Sicurezza di Monaco</strong> del 2020, durante la quale Stoltenberg ha promosso una crescente attenzione della Nato alle tecnologie non strettamente militari, come il 5G, sottolineando che la tutela delle reti e della sicurezza delle comunicazioni debba contribuire a &#8220;mantenere le nostre società aperte, libere e resilienti&#8221; di fronte alla sfida delle autocrazie. Senza nominare la Cina, <a href="https://it.insideover.com/difesa/stoltenberg-conferma-lucraina-sara-nella-nato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stoltenberg</a> ammonì: &#8220;Non dovremmo essere tentati di barattare benefici economici a breve termine con sfide a lungo termine per la<strong> nostra sicurezza</strong>&#8220;. Un tema ribadito un anno dopo al <strong>Forum di Davos</strong>, ove l&#8217;ex premier norvegese ha messo in campo <a href="https://it.insideover.com/economia/sicurezza-e-ricchezza-stoltenberg-a-davos-riscopre-adam-smith.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il tema del <strong>predominio della sicurezza</strong> sulla prosperità,</a> che ha dato un gancio alla prospettiva di ampliamento della Nato a struttura mondiale unendo la sicurezza della sfera atlantica a quella dell&#8217;Indo-Pacifico tramite il comune timore per l&#8217;assertività cinese, partita in campo economico.</p>



<p>Inoltre, più volte Stoltenberg è intervenuto sul fronte della cybersicurezza, che<a href="https://www.affarinternazionali.it/archivio-affarinternazionali/2021/03/nato-e-difesa-cibernetica-una-risposta-militare-ad-attacchi-cyber/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> nell&#8217;ultimo quinquennio l&#8217;Alleanza Atlantica ha proattivamente integrato come </a>dominio di pertinenza comune dei Paesi membri della Nato. E che con la guerra russo-ucraina è diventato un fronte comune di vigilanza, coperto dalle prospettive di risposta comune dell&#8217;Articolo 5 del Trattato istitutivo dell&#8217;Alleanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Afghanistan e Ucraina: i limiti della Nato</h2>



<p>Il limite maggiore della gestione Stoltenberg si è visto, in quest&#8217;ottica, nei momenti critici del 2021-2022. In cui la fine del caos afghano e la precipitosa fuga da Kabul delle truppe occidentali da un lato e l&#8217;esplosione della guerra d&#8217;Ucraina dall&#8217;altro hanno mostrato la carenza di profondità strategica della Nato in quanto struttura. Dipendente, nelle ore più buie, dalle informazioni e dalle strategie delle sue potenze guida. A partire da Washington.</p>



<p>A Kabul la Nato in quanto tale non ha toccato palla. E mentre i Talebani, tra la primavera e l&#8217;estate 2021, portavano avanti quella che ritenevano la loro personale <strong>guerra di liberazione</strong> da vent&#8217;anni di occupazione occidentale, a Bruxelles nessuno contraddiceva le informazioni americane che parlavano di mesi prolungati necessari agli studenti coranici per conquistare il Paese. Il crollo dell&#8217;Afghanistan ad agosto 2021 è giunto come uno choc per Stoltenberg e ai suoi fedelissimi. Il segretario, a giugno 2021, dichiarava: &#8220;siamo stati in grado di costruire, addestrare le forze di sicurezza afghane in modo che ora siano responsabili della sicurezza nel proprio paese&#8221;. Parole presto smentite dai fatti.</p>



<p>Gli Usa diedero i tempi e i ritmi al ritiro da Kabul, così come diedero assieme al Regno Unito le carte nel contesto della risposta all&#8217;ammassamento di truppe russe al confine dell&#8217;Ucraina. Prima e dopo l&#8217;invasione del 24 febbraio, la Nato è parsa <strong>trascinata dagli eventi</strong> e costretta a giocare di rimessa. Stoltenberg ha potuto, limitatamente, mediare tra le intemperanze dei falchi come Polonia e baltici e la maggior cautela degli europei occidentali, non facendo mancare il suo incondizionato sostegno a Kiev ma al contempo cassando idee rischiose come la no-fly zone in Ucraina. Alla Nato Stoltenberg si è trovato a ratificare decisioni prese altrove, come l&#8217;escalation di forniture militari a Kiev o la scelta di accelerare sul decoupling da Mosca a mezzo sanzioni.</p>



<p>Il grande mediatore del passato è tornato in scena tra fine 2022 e inizio 2023, quando la sua capacità di bilanciamento è stata decisiva per consentire alla Turchia di separare il giudizio sulle procedure d&#8217;ingresso nell&#8217;Alleanza di <strong>Finlandia e Svezia</strong>. Helsinki è così entrata nella Nato, mentre a Vilnius, nel suo penultimo summit da segretario, Stoltenberg tenterà l&#8217;ultima mediazione. Il potere della burocrazia Nato è limitato nelle grandi prove della storia, dove l&#8217;Alleanza Atlantica è oggetto e non soggetto. Ma si espleta al meglio nelle fasi di impasse, dove Stoltenberg, l&#8217;ex pacifista dalla forza gentile, riesce a essere l&#8217;uomo del compromesso. E trattandosi di compromessi in alleanze militari, essi valgono doppio. Il profilo di forza tranquilla e di basso profilo dell&#8217;ex premier norvegese, probabilmente, farà scuola anche dopo che i Paesi membri si saranno accordati su chi far sedere a Bruxelles al posto del più longevo titolare della carica di segretario a partire dal 2024.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-bilancio-di-jens-stoltenberg-alla-guida-della-nato.html">Il bilancio di Jens Stoltenberg alla guida della Nato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Nato vuole un falco anti-russo: tutte le ipotesi per il dopo Stoltenberg</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-sara-il-prossimo-segretario-generale-della-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Signing ceremony of the Joint Declaration on NATO-EU Cooperation in Brussels" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati membri potrebbero convergere verso una donna alla guida della Nato, ma non è da escludere l'ennesima riconferma di Stoltenberg</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-sara-il-prossimo-segretario-generale-della-nato.html">La Nato vuole un falco anti-russo: tutte le ipotesi per il dopo Stoltenberg</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Signing ceremony of the Joint Declaration on NATO-EU Cooperation in Brussels" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Nato</strong> è pronta a riunirsi a Vilnius per il <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-summit-di-vilnius-e-la-sfida-sistemica-della-nato-che-si-scopre-mondiale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">summit</a> dell&#8217;11 e 12 luglio nella capitale lituana. Lì gli Stati membri proveranno a dirimere due questioni fondamentali. La prima è il destino dell&#8217;<strong>Ucraina</strong>, a tutti gli effetti alleata dell&#8217;Organizzazione, ma senza uno status giuridico che metta nero su bianco tale relazione. Il segretario generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jens-stoltenberg-il-segretario-della-nato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jens Stoltenberg</a> ha anticipato alcune settimane fa che, in attesa del lontano ingresso di Kiev nel Patto atlantico, i 31 (ai quali a breve si aggiungerà la Svezia) avrebbero trovato un&#8217;intesa sulla costituzione del <a href="https://it.insideover.com/politica/consiglio-nato-ucraina-cosi-stoltenberg-prova-a-prendere-tempo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Consiglio Nato-Ucraina</a>, un organismo ad hoc che concederà al governo ucraino un&#8217;equiparazione agli Stati firmatari del trattato di Washington. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eredità di Stoltenberg</h2>



<p>L&#8217;altro nodo da sciogliere è indifferibile e riguarda la designazione del prossimo <strong>segretario generale</strong>, la figura – civile – a capo della Nato. Il segretario generale svolge tre compiti all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza: presiede tutti i comitati più importanti e ne guida il processo decisionale garantendone l&#8217;applicazione; è il principale portavoce dell&#8217;Organizzazione; e infine si trova al vertice dello Staff internazionale, un organo il cui ruolo è quello di supportare direttamente e indirettamente il Segretario generale. Il mandato del segretario generale della Nato ha durata quadriennale e può essere esteso. </p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p>Stoltenberg, nominato nel 2014 e protagonista silenzioso delle crisi internazionali degli ultimi nove anni (compreso l&#8217;aspro scontro con Donald Trump), è già stato <strong>confermato</strong> nel 2019 e nel 2022. Il suo incarico scadrà a settembre del 2023, per cui tutti i membri sono chiamati quest&#8217;estate a scegliere chi dopo di lui potrà prendere il timone della più grande alleanza militare del mondo. Il processo di selezione si sta rivelando tuttavia segnato da <strong>ostacoli</strong>, per certi versi insormontabili. </p>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="768" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/stoltenberg.png" alt="" class="wp-image-401314" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/stoltenberg.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/stoltenberg-300x300.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/stoltenberg-100x100.png 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/stoltenberg-600x600.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/stoltenberg-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Jens Stoltenberg, ex premier della Norvegia e segretario generale della Nato dal 2014</figcaption></figure>
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<p>La <a href="https://it.insideover.com/topic/guerra-in-ucraina" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guerra in Ucraina</a> ha destabilizzato gli equilibri europei e globali, sconquassando oltre mezzo secolo di certezze. In un periodo così ricco di insidie e dove l&#8217;escalation – anche nucleare – è tornata nel dibattito tra le grandi potenze l&#8217;obiettivo della Nato è quello di mostrarsi forte, unita e resistente a qualsiasi forma di pressione proveniente dai suoi avversari. Ecco perché un anno fa è stato <strong>prorogato</strong> il mandato di Stoltenberg. Lo statista scandinavo però non è più disposto a mettersi a disposizione per una quarta volta. Già adesso, con otto anni di esperienza, è il secondo segretario generale più longevo di tutti i tempi dopo il diplomatico olandese Joseph Luns. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una donna alla guida dell&#8217;Alleanza</h2>



<p>A Bruxelles (sede della Nato, ndr) gli orientamenti prevalenti sarebbero quindi due, più un terzo che comunque è sostenuto da una sparuta minoranza. Un cospicuo numero di Paesi sta promuovendo da diversi mesi l&#8217;idea di candidare per la prima volta una donna alla guida dell&#8217;Alleanza. I nomi rimbalzati alla stampa sono quelli di <strong>Mette Frederiksen</strong>, primo ministro della Danimarca, e <strong>Kaja Kallas</strong>, capo del governo estone rieletta a marzo di quest&#8217;anno. Nient&#8217;altro che una suggestione la possibilità di pescare dalla <em>new entry</em> Finlandia, dove l&#8217;ex primo ministro Sanna Marin è appena diventata disoccupata.</p>



<p>Sulla politica danese ci sarebbe l&#8217;assenso statunitense, che forse è anche l&#8217;unico che conta. Gli americani, che la Nato l&#8217;hanno concepita e fondata nel 1949, per consuetudine preferiscono concedere il comando politico dell&#8217;Organizzazione alle nazioni europee, mantenendo però una posizione al vertice di quello militare. Nondimeno, Washington detiene <em>de facto</em> il potere di ratifica delle nomine e, fatto salvo il protagonismo francese, nessuno ha il coraggio di schierarsi contro gli ordini impartiti al di là dell&#8217;Oceano atlantico. Il placet dell&#8217;amministrazione Biden all&#8217;ipotesi Frederiksen sarebbe arrivato durante una misteriosa <strong>visita ufficiale</strong> della premier danese alla Casa Bianca all&#8217;inizio di giugno. </p>



<p>La diretta interessata ha dichiarato che non sarà lei la figura sulla quale gli Stati membri raggiungeranno un accordo, anche perché al momento attuale mancherebbe l&#8217;unanimità. Il Regno Unito di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-rishi-sunak.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rishi Sunak</a> sarebbe contrario a questa soluzione, caldeggiando invece l&#8217;opzione Kallas. Anche la 46enne baltica ha tenuto degli incontri ad alti livelli con la diplomazia britannica: il 30 maggio scorso ha ricevuto a Tallinn il ministro degli Esteri inglese James Cleverly, con cui ha avuto un colloquio sulla centralità del cosiddetto <strong>fianco orientale</strong> della Nato di fronte all&#8217;aggressione russa in Ucraina. Ed è proprio l&#8217;atteggiamento duro e intransigente nei confronti di Mosca uno dei fattori determinanti nella scelta del prossimo segretario generale della Nato. </p>



<p>Kallas ha fatto cadere un esecutivo accusando i suoi ex partner di governo di essere filorussi. Una scommessa che ha pagato con un successo straordinario alle urne. Londra, dunque, predilige un falco anti-russo e pur di non dilapidare questo disegno ha dovuto rinunciare ai suoi candidati di spicco: Theresa May, Boris Johnson e il ministro della Difesa Ben Wallace. </p>



<p>L&#8217;outsider da non sottovalutare potrebbe essere <strong>Suzana Caputova</strong>, presidente in carica della Slovacchia. Il suo, insieme a quello più debole del rumeno Klaus Iohannis, è un nome che circola da gennaio e potrebbe rispondere all&#8217;esigenza di chi vorrebbe accrescere il peso e la rappresentanza dell&#8217;<strong>Europa dell&#8217;Est</strong>. </p>



<p>Caputova sta affrontando una lunga e delicata crisi politica in patria dopo l&#8217;implosione del governo di Eduard Heger, uno dei maggiori fornitori militari dell&#8217;Ucraina. Il capo dello Stato slovacco sembra fisicamente provata e preoccupata per le minacce provenienti dagli ambienti filorussi fomentati dall&#8217;opposizione capeggiata da Robert Fico. Da parte sua potrebbe dunque mancare la disponibilità a proseguire l&#8217;impegno politico oltre i confini slovacchi. </p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-401312" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Kaja Kallas, primo ministro estone, durante un bilaterale con Boris Johnson a Londra il 6 giugno 2022. Foto: Ansa/Epa/Jason Alden.</figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Gli interessi dell&#8217;Europa mediterranea</h2>



<p>Nelle ultime ore le diplomazie occidentali stanno sondando altre proposte. È emerso il profilo di <strong>Pedro Sánchez</strong>, premier spagnolo dimissionario in piena campagna elettorale. In Spagna si voterà il 23 luglio e i sondaggi non sorridono a Sánchez, che potrebbe lasciare e ritrovarsi catapultato nella Nato. Rispettando peraltro il principio dell&#8217;alternanza tra leader dell&#8217;Europa settentrionale e quella meridionale, una regola non scritta che si è smesso di seguire dal 2009 in poi. </p>



<p>E l&#8217;Italia, in tutto ciò? Il granitico atlantismo di Giorgia Meloni indica che Roma si aggregherà a quanto verrà deliberato dagli Stati Uniti. La rappresentanza italiana permanente a Bruxelles, interpellata da <em>InsideOver</em> sul tema dell&#8217;elezione del nuovo segretario generale, non ha voluto commentare i vari scenari all&#8217;orizzonte. </p>



<p>Non trovano riscontro le voci diffuse in passato sugli ex presidenti del Consiglio Matteo Renzi e Mario Draghi. Quest&#8217;ultimo in particolare avrebbe esplicitamente rifiutato l&#8217;invito rilanciato subito dopo l&#8217;addio a Palazzo Chigi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso uno Stoltenberg quater</h2>



<p>Neppure il piano d&#8217;emergenza approntato dal gruppo dei &#8220;prudenti&#8221; i quali, per non forzare la mano e scongiurare una battaglia politica che veicoli il messaggio di un&#8217;Alleanza divisa, avrebbero avanzato a Stoltenberg l&#8217;ennesima offerta per <strong>traghettare l&#8217;Organizzazione</strong> fino al 2024. &#8220;Ho ribadito più volte che non cerco una proroga e che non ci sono altri piani se non quello di terminare il mio lavoro, e il mio incarico termina, questo autunno&#8221;, è la dichiarazione reiterata dal segretario generale uscente a margine di una recente riunione ministeriale. Ma fonti qualificate, sollecitate anche da InsideOver, confermano che, in assenza di una svolta degna di nota, la direzione verso la quale ci si avvicina al vertice di Vilnius è uno Stoltenberg quater. </p>



<p>&#8220;Se ne sta discutendo, anche ad alti livelli, e ci sarebbe un consenso generale in Europa come in America&#8221;, ci spiega una fonte informata dell&#8217;andamento del dibattito in corso a Bruxelles, nonostante uno dei timori di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a> sia quello di accumulare troppe scadenze nel 2024, quando verranno rinnovati parlamento e Commissione europea. Il momento delle decisioni storiche è alle porte e la Nato è attanagliata dai dubbi. Ma una via d&#8217;uscita c&#8217;è sempre.</p>
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		<title>La Nato ha promesso che sosterrà l&#8217;Ucraina ancora a lungo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-sostegno-a-kiev-durera-a-lungo-le-parole-di-stoltenberg-a-oslo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=398185</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel corso della riunione dei ministri degli Esteri della Nato, il segretario Stoltenberg ha confermato il sostegno all'Ucraina </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-sostegno-a-kiev-durera-a-lungo-le-parole-di-stoltenberg-a-oslo.html">La Nato ha promesso che sosterrà l&#8217;Ucraina ancora a lungo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/Nato-Stoltenberg-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>allargamento della Nato </strong>è una delle questioni principale di cui si è parlato nelle scorse ore a <strong>Oslo</strong>, &#8220;casa&#8221; del norvegese segretario dell&#8217;Alleanza Atlantica, <strong>Jens Stoltenberg</strong>, e sede oggi del vertice dei ministri degli Esteri dei Paesi membri. Tra chi ha dovuto percorrere meno chilometri per arrivare nella capitale norvegese, c&#8217;è stato indubbiamente <strong>Tobias Billstrom</strong>, il ministro degli Esteri svedese. Proprio l&#8217;eventuale ingresso della <strong>Svezia</strong> è stato uno dei temi più dibattuti e su cui è intervenuto Stoltenberg nella conferenza stampa finale. Perno dell&#8217;incontro di Oslo però è stato rappresentato ancora una volta dalla <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-ucraina-inizio-situazione.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guerra in Ucraina</a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole del segretario della Nato sul conflitto in corso a Kiev</h2>



<p>In quanto segretario, Stoltenberg ha fatto la <strong>sintesi</strong> delle posizioni emerse tra i vari ministri degli Esteri dell&#8217;Alleanza. La prima vera questione ha a che fare con il possibile <strong>ingresso</strong> dell&#8217;Ucraina nella Nato. Un tema su cui nelle scorse settimane si è parecchio dibattuto. I &#8220;rumors&#8221; da Oslo parlano di divergenze sulle tempistiche, ma non sul merito: c&#8217;è consenso quindi sull&#8217;ingresso di Kiev, ma ad esempio la <strong>Germania</strong> avrebbe proposto di rinviare la discussione a un secondo momento. </p>



<p>Stoltenberg dal canto suo ha confermato la politica delle &#8220;<strong>porte aperte</strong>&#8221; in tal senso, ma ha fissato un&#8217;altra priorità: quella cioè del <strong>sostegno</strong> all&#8217;Ucraina nella guerra contro la Russia. &#8220;C&#8217;è la consapevolezza tra gli alleati &#8211; ha dichiarato Stoltenberg &#8211; che si debba fermare il circolo vizioso degli attacchi russi all&#8217;Ucraina ed evitare che Mosca si riposi, ricostituisca le forze e poi colpisca ancora tra qualche anno, per questo quando la guerra finirà si dovrà avere un quadro di garanzie di sicurezza per evitare che la storia si ripeta: ma servono ancora consultazioni per arrivare a queste decisioni, i dettagli devono ancora essere concordati&#8221;. </p>



<p>In poche parole, l&#8217;Ucraina se vorrà potrà avviare il percorso formale di adesione alla Nato. Ma solo dopo la guerra. E con modalità al momento non discusse e non fissate in cima alla lista delle priorità. L&#8217;unico vero obiettivo dell&#8217;Alleanza Atlantica, secondo Stoltenberg, al momento deve riguardare il sostegno a Kiev. &#8220;A Mosca &#8211; ha infatti aggiunto &#8211; sono certo che credono che le democrazie sono pigre e che non sosterranno l&#8217;Ucraina a lungo nel tempo e che ci possono logorare ma invece non è così, il piano di <strong>sostegno militare pluriennale </strong>serve anche per lanciare un messaggio alla Russia&#8221;. Ai giornalisti che hanno chiesto considerazioni sugli attacchi con dei droni contro Mosca, Stoltenberg ha risposto che &#8220;è diritto dell&#8217;Ucraina difendersi&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Mosca non ha il diritto di veto sull&#8217;allargamento&#8221;</h2>



<p>A prescindere da quale sarà il percorso ucraino dentro la Nato, il segretario ha voluto porre l&#8217;attenzione su quello che considera un preciso punto fermo: &#8220;Tutti gli alleati concordano che Mosca non ha diritto di veto contro l&#8217;allargamento della Nato&#8221;, ha dichiarato. Vale a dire che su Kiev deciderà unicamente l&#8217;Alleanza Atlantica, in base ai propri tempi e in base a quelle che saranno le evoluzioni sul campo di battaglia. Non ci sarà quindi, è questo il senso del ragionamento di Stoltenberg, alcun freno all&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina dettato dalle minacce del <strong>Cremlino</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori.png" alt="" class="wp-image-398133" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-600x137.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-300x69.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-768x175.png 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso Svezia</h2>



<p>Correlato alla crisi ucraina è anche il dossier Svezia. Stoccolma, come ben noto, dopo l&#8217;inizio della guerra a Kiev ha espresso la propria volontà di entrare nella Nato. La <strong>Finlandia</strong> è riuscita nell&#8217;intento poche settimane fa, sulla Svezia c&#8217;è al momento il veto soprattutto della <strong>Turchia</strong>. Ankara non si fida delle politiche svedesi sui curdi e sull&#8217;accoglienza riservata negli anni alle comunità curde al cui interno, secondo il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">presidente turco Erdogan</a>, si nasconderebbero anche membri del <strong>Pkk curdo.</strong> </p>



<p>Secondo Stoltenberg però, l&#8217;ingresso della Svezia è solo questione di tempo. Il segretario Nato ha annunciato infatti che a breve si recherà ad Ankara. Qui <a href="https://it.insideover.com/politica/putin-e-zelensky-da-erdogan-cosa-nasconde-questo-incontro.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incontrerà Erdogan</a>, fresco di rielezione, e proverà a convincerlo. C&#8217;è una data che incombe, è quella dell&#8217;11 luglio: quel giorno si terrà il vertice dell&#8217;Alleanza a Vilnius e Stoltenberg spera di poter ratificare già in quella sede l&#8217;adesione di Stoccolma. &#8220;È ora &#8211; ha dichiarato il segretario della Nato &#8211; che la Turchia e l&#8217;Ungheria inizino il processo di ratifica&#8221;. Anche Budapest infatti non ha nascosto perplessità sull&#8217;ingresso della Svezia. </p>



<p>&#8220;Ricordiamo che tutti gli alleati hanno invitato a Madrid la Svezia e la Finlandia all&#8217;adesione &#8211; ha proseguito Stoltenberg &#8211; Il mio messaggio è che è nell&#8217;interesse di tutta la Nato l&#8217;adesione della Svezia, inoltre da oggi è in vigore la legge anti-terrorismo e questa è la dimostrazione che la Svezia prende sul serio la questione&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tensioni in Kosovo</h2>



<p>Anche se l&#8217;Ucraina ha quasi monopolizzato l&#8217;attenzione mediatica a Oslo, l&#8217;incontro odierno è stato il primo dopo<a href="https://www.ilgiornale.it/video/interni/tajani-nessuno-dei-feriti-italiani-kosovo-grave-pericolo-2159595.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> i fatti dei giorni scorsi accaduti in Kosovo</a>, lì dove 41 soldati della Nato sono rimasti feriti a seguito di scontri con i serbi. Stoltenberg ha annunciato l&#8217;invio di altri <strong>700 soldati</strong>. &#8220;Ma ovviamente &#8211; ha chiarito ai giornalisti presenti in Norvegia &#8211; questo non significa che stiamo rinunciando a una soluzione politica. Il nostro messaggio sia a Belgrado che a Pristina è che devono impegnarsi in buona fede nel dialogo facilitato dell&#8217;Ue che è l&#8217;unica via per la pace&#8221;. </p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-sostegno-a-kiev-durera-a-lungo-le-parole-di-stoltenberg-a-oslo.html">La Nato ha promesso che sosterrà l&#8217;Ucraina ancora a lungo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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