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	<title>Jeffrey Sachs Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Jul 2026 09:32:53 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Jeffrey Sachs Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Gli Usa rubano miliardi al Venezuela e per gli aiuti dopo il terremoto mettono quattro soldi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 09:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il terremoto che ha colpito il Venzuela il 24 giugno è una delle peggiori catastrofi nella storia recente del Paese. Ma mentre Washington offre condoglianze e aiuti, continua a controllare le vendite di petrolio e a imporre sanzioni unilaterali — una punizione collettiva che ha causato uno strangolamento economico e che è vietata dal diritto internazionale  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-rubano-miliardi-al-venezuela-e-per-gli-aiuti-dopo-il-terremoto-mettono-quattro-soldi.html">Gli Usa rubano miliardi al Venezuela e per gli aiuti dopo il terremoto mettono quattro soldi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le immagini aeree di La Guaira, la cittadina venezuelana su cui il doppio sisma del 24 giugno si è abbattuto con tutta la sua furia devastante, sono l’emblema della <strong>peggior catastrofe nella storia recente del Paese sudamericano.</strong> Mentre si procede con il tragico conteggio delle vittime —&nbsp;nel momento in cui scriviamo sono più di 2mila —&nbsp; e il bilancio dei danni, è doveroso analizzare <strong>le rovinose conseguenze del terremoto alla luce dello strangolamento economico cui il Venezuela è sottoposto da anni </strong>a causa delle <strong>sanzioni unilaterali imposte dagli Stati Uniti</strong>, uno degli strumenti utilizzati da Washington per garantire il proprio ordine nella regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Washington offre aiuti umanitari al Venezuela mentre continua a controllare le vendite di petrolio del Paese</strong></h2>



<p>«Gli Stati Uniti esprimono le più sentite condoglianze al popolo del Venezuela a seguito dei devastanti terremoti di ieri e della tragica perdita di vite umane e delle distruzioni che hanno causato», è stato il messaggio del Dipartimento del Tesoro statunitense pubblicato su X poche ore dopo le due scosse distruttive. Nello stesso post, Washington annunciava che l’<em>Office of Foreign Assets Control </em>(OFAC) avrebbe emesso <strong>la nuova <em>Venezuela General License 60</em> per facilitare gli aiuti umanitari legati al sisma</strong>. Una dichiarazione che, <a href="https://x.com/williamserafino/status/2071354212966146198">come ha notato il politologo William Serafino</a>, di fatto sembra essere una tacita conferma di due fatti: «Rivela <strong>il legame diretto tra sanzioni e limitazioni strutturali delle capacità statali del Venezuela</strong>; e secondo, dimostra che l’indebolimento di tali capacità ha <strong>amplificato i danni dei terremoti</strong>». </p>



<p>Da gennaio il Paese sudamericano viene definito “amico” da Washington. Nei primi giorni dell’anno, l’amministrazione Trump ha lanciato un’operazione contro Caracas durante la quale decine di persone sono state uccise, mentre il Presidente <strong>Nicolás Maduro </strong>e sua moglie Cilia Flores sono stati rapiti e deportati negli Stati Uniti. </p>



<p>Da quella data, a dispetto delle roboanti dichiarazioni di Donald Trump —&nbsp;che negli scorsi giorni si è spinto a dire che in Venezuela «la gente è felice e balla per le strade» —, poco sembra essere cambiato nella vita della popolazione locale che peraltro, dal raid militare d’inizio anno,&nbsp;si vede <strong>sottrarre gran parte delle risorse derivanti dalle riserve petrolifere del Paese.</strong> Lo scorso febbraio, il Segretario all’energia Chris Wright —&nbsp;<a href="https://www.reuters.com/business/energy/us-led-oil-sales-venezuela-bring-5-billion-months-energy-chief-wright-tells-nbc-2026-02-12/">come riportato da Reuters</a> —&nbsp;aveva dichiarato che Washington avrebbe controllato le vendite di greggio venezuelano e il conseguente flusso di fondi «fino a quando non si formerà un governo rappresentativo», aggiungendo che tali transazioni avevano totalizzato <strong>oltre 1 miliardo di dollari dalla cattura di Maduro e nei mesi seguenti ne avrebbero fruttati altri 5.&nbsp;</strong></p>



<p><a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/terremotos-exponen-vulnerabilidad-venezuela-despues-10-anos-mas-mil-sanciones-eeuu/20260629100000072135.html">In un articolo pubblicato su Diario Red &#8211; América Latina</a>, il giornalista Bruno Sgarzini cita l’analisi condotta dall&#8217;ingegnere Einstein Millán Arcia — ex dirigente di PDVSA, la compagnia petrolifera statale del Venezuela —, secondo cui <strong>gli Stati Uniti controllano circa il 70% delle entrate petrolifere del Paese</strong>, trattenendo miliardi di dollari necessari per la ricostruzione</p>



<p>In seguito al sisma, dal canto suo, l’amministrazione Trump ha<strong> offerto al Venezuela 150 milioni di dollari </strong>—&nbsp;una cifra irrisoria se si pensa che è persino inferiore al valore stimato della residenza del tycoon a Mar-a-Lago.<strong> </strong>Washington ha anche inviato forze militari sul campo, coordinate dal Comando Meridionale e impegnate in un presunto intervento umanitario, considerato dai critici come un tentativo di <strong>sfruttare il caos per controllare permanentemente le risorse venezuelane</strong>, usando come porta d’entrata La Guaira, area strategica affacciata sul mare e principale scalo portuale del Paese collegato alla capitale Caracas.</p>



<p>Il controllo discrezionale sui ricavi petroliferi e le operazioni militari vanno ad aggiungersi all’<strong>uso decennale delle sanzioni —&nbsp;più di mille le misure coercitive unilaterali imposte da Washington — come strumento di pressione geopolitica</strong> che ha condotto il Venezuela in una condizione di vulnerabilità estrema.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Una «punizione collettiva» vietata dal diritto internazionale</strong></h1>



<p>Il <strong>Center for Economic and Policy Research di Washington</strong> —&nbsp;attraverso le parole del suo co-direttore, l’economista Mark Weisbrot, —&nbsp;ricorda come il Venezuela abbia subito «<strong>la peggiore depressione della storia</strong>, senza una guerra, a causa delle sanzioni economiche illegali imposte dagli Stati Uniti». I dati del Fondo monetario internazionale<strong> mostrano una perdita del 74% del PIL in otto anni.</strong>&nbsp;</p>



<p>A questi numeri si aggiungono quelli contenuti nell’analisi dell’attuario venezuelano Yosmer Arellán —&nbsp; <a href="https://thetricontinental.org/es/newsletterissue/boletin-eeuu-sanciones-venezuela-chile/">riprese dall’Istituto Tricontinentale di Ricerca Sociale</a> — secondo cui le misure coercitive unilaterali guidate dagli Stati Uniti avrebbero causato al Venezuela tra il 2017 e il 2024 <strong>perdite per circa 226 miliardi di dollari,</strong> pari a oltre il 200% del PIL del Paese nel periodo considerato.</p>



<p>«Questa devastante crisi non è stata un errore, ma un risultato prevedibile per qualsiasi <strong>Paese isolato dal sistema finanziario internazionale a causa delle sanzioni</strong> e privato anche della stragrande maggioranza dei suoi introiti in valuta estera derivanti dalle esportazioni», si legge sul sito del CEPR.&nbsp;</p>



<p><a href="https://cepr.net/publications/economic-sanctions-as-collective-punishment-the-case-of-venezuela/">Uno studio pubblicato nel 2019, a cura dello stesso Weisbrot e di Jeffrey Sachs</a>, denunciava come il regime di sanzioni finanziarie avviato nel 2017 — per quanto il punto di partenza di tali misure sia stato il 2014, durante la presidenza di Barack Obama, con l’approvazione del <em>Venezuela Defense of Human Rights and Civil Society Act </em>— abbia avuto <strong>un impatto più significativo sulla popolazione civile, anziché sul governo.</strong> I provvedimenti restrittivi imposti da Washington hanno ridotto l&#8217;apporto calorico della popolazione, <strong>aumentato le malattie e la mortalità sia tra gli adulti che tra i bambini </strong>— si stimano 40 mila decessi tra il 2017 e il 2018 —  e costretto milioni di persone a lasciare il Paese a causa del peggioramento della depressione economica e dell&#8217;iperinflazione. Hanno inoltre esacerbato la crisi economica del Paese e reso quasi impossibile la stabilizzazione dell&#8217;economia, contribuendo ulteriormente all&#8217;eccesso di mortalità. Tutti questi impatti hanno <strong>colpito in modo sproporzionato la parte di popolazione più povera e vulnerabile. </strong></p>



<p>Nella stessa analisi si legge che le sanzioni rientrano nella <strong>definizione di punizione collettiva della popolazione civile</strong>, come descritto nelle convenzioni internazionali di Ginevra e dell&#8217;Aia, di cui gli Stati Uniti sono firmatari. Sono inoltre illegali ai sensi del diritto internazionale e dei trattati firmati dagli Stati Uniti, e sembrerebbero violare anche la legge statunitense.</p>



<p>L&#8217;ufficio del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) in Venezuela <a href="https://www.undp.org/es/venezuela/comunicados-de-prensa/venezuela-registra-perdidas-economicas-de-usd-6700-millones-por-los-terremotos-segun-estimaciones-del-pnud">stima che i danni preliminari causati dai terremoti potrebbero raggiungere i 6,7 miliardi di dollari,</a> pari a circa il 6% del PIL. La natura mutata delle relazioni tra Stati Uniti e Venezuela in seguito al rapimento di Maduro ha portato al consolidamento del potere dei fratelli Delcy e Jorge Rodríguez e all’affermazione di quello che la politologa Luz Mely Reyes ha definito «autoritarismo adattivo», una condizione in cui<strong> il regime mantiene il controllo assoluto ma cerca l&#8217;efficienza economica e una normalizzazione dei rapporti con Washington. </strong>«Il Venezuela si sta affermando come <strong>la prima colonia aziendale del XXI secolo</strong>», <a href="https://elpais.com/america/2026-03-28/venezuela-colonialismo-del-siglo-xxi.html#selection-999.282-999.361">si legge in un pezzo dell’analista venezuelana per El Pais América Latina.</a>&nbsp;</p>



<p>Il terremoto che si è abbattuto sul Paese sarà probabilmente usato come un’arma politica usata per accelerare questi processi, a discapito del popolo venezuelano.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-rubano-miliardi-al-venezuela-e-per-gli-aiuti-dopo-il-terremoto-mettono-quattro-soldi.html">Gli Usa rubano miliardi al Venezuela e per gli aiuti dopo il terremoto mettono quattro soldi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La lettera di Sachs a Merz: &#8220;Lei può fermare la catastrofe. Il tempo della diplomazia è adesso&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-lettera-di-sachs-a-merz-lei-puo-fermare-la-catastrofe-il-tempo-della-diplomazia-e-adesso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 10:20:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1053" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sachs Merz Russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-768x421.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-1536x842.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-600x329.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'economista Jeffrey Sachs, in una lettera aperta a Merz, avverte che solo la Germania può evitare la catastrofe di una guerra Europa-Russia</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-lettera-di-sachs-a-merz-lei-puo-fermare-la-catastrofe-il-tempo-della-diplomazia-e-adesso.html">La lettera di Sachs a Merz: &#8220;Lei può fermare la catastrofe. Il tempo della diplomazia è adesso&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1053" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sachs Merz Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-768x421.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-1536x842.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528092217892_1934156929304b8c8c1248e3feaa90c8-e1779952982958-600x329.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Nessun altro leader europeo – né a Parigi, né a Varsavia, né a Roma – ha il peso della Germania o il potere che lei possiede per prevenire questa catastrofe». Così <strong>Jeffrey Sachs</strong>, celebre economista della Columbia University, si rivolge al cancelliere tedesco Friedrich Merz in una <a href="https://www.berliner-zeitung.de/article/eskalation-in-ukraine-europa-und-russland-schlittern-in-offenen-krieg-10038764" type="link" id="https://www.berliner-zeitung.de/article/eskalation-in-ukraine-europa-und-russland-schlittern-in-offenen-krieg-10038764">lettera aperta pubblicata sulla <em>Berliner Zeitung</em></a> che suona come un ultimatum alla vigilia di quella che molti analisti descrivono come <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-trappola-baltica-quando-la-russofobia-detta-la-linea-europea.html" type="link" id="https://it.insideover.com/difesa/la-trappola-baltica-quando-la-russofobia-detta-la-linea-europea.html">la fase più pericolosa del conflitto ucraino</a>. </p>



<p>A sei mesi dalla sua precedente missiva, Sachs non usa mezzi termini: <strong>Europa e Russia stanno «scivolando verso una guerra aperta»</strong>. E il bersaglio delle sue critiche è chiaro. Merz, che nel gennaio 2026 aveva chiesto con Meloni e Macron la «ripresa delle relazioni con la Russia», non avrebbe compiuto «un solo tentativo di dialogo sostanziale con Putin». Né il suo ministro degli Esteri avrebbe cercato un confronto reale con Lavrov. «Secondo i documenti pubblici – scrive Sachs – la risposta è no. Nemmeno una volta».</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;allarme: attacchi su Mosca e Kiev, il rischio di un incidente baltico</h2>



<p>Lo scenario descritto dall&#8217;economista è decisamente a tinte fosche. I <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c5ye480kxpmo#:~:text=At%20least%20three%20people%20were,regional%20governor%20Andrei%20Vorobiev%20said." type="link" id="https://www.bbc.com/news/articles/c5ye480kxpmo#:~:text=At%20least%20three%20people%20were,regional%20governor%20Andrei%20Vorobiev%20said.">recenti attacchi ucraini con droni a lungo raggio hanno colpito «nel cuore di Mosca, anche obiettivi civili»</a>. Le <a href="https://www.reuters.com/business/energy/energy-infrastructure-damaged-missile-attack-russias-belgorod-region-local-2026-05-25/" type="link" id="https://www.reuters.com/business/energy/energy-infrastructure-damaged-missile-attack-russias-belgorod-region-local-2026-05-25/">incursioni russe su Kiev si sono intensificate</a>. Ma il vero pericolo, sottolinea Sachs, è rappresentato dai droni ucraini che «<a href="https://it.insideover.com/difesa/limpianto-di-rezekne-i-droni-fuori-rotta-e-il-rischio-nel-baltico-quando-la-guerra-ucraina-sfiora-la-nato.html" type="link" id="https://it.insideover.com/difesa/limpianto-di-rezekne-i-droni-fuori-rotta-e-il-rischio-nel-baltico-quando-la-guerra-ucraina-sfiora-la-nato.html">hanno violato lo spazio aereo dei Paesi baltici</a>», rischiando di innescare l&#8217;articolo 5 della Nato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528094306469_46a3357cb7ee483010579fc658d6781e-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-518660" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528094306469_46a3357cb7ee483010579fc658d6781e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528094306469_46a3357cb7ee483010579fc658d6781e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528094306469_46a3357cb7ee483010579fc658d6781e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528094306469_46a3357cb7ee483010579fc658d6781e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528094306469_46a3357cb7ee483010579fc658d6781e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260528094306469_46a3357cb7ee483010579fc658d6781e.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il professore Jeffrey Sachs della Columbia University durante la presentazione del bilancio di sostenibilità&#8217; 2017 &#8216;L&#8217;ecosistema e la sua unitarietà&#8217;: una sfida per il futuro sostenibile&#8217; , Bologna, 4 giugno 2018. ANSA/GIORGIO BENVENUTI</figcaption></figure>



<p>E poi c&#8217;è l&#8217;attacco a una <strong>scuola maschile a Luhansk</strong>, definito «orribile», che avrebbe eroso «ogni residuo di moderazione». Il 25 maggio, ricorda Sachs, Lavrov ha comunicato ufficialmente agli Stati Uniti che le forze russe condurranno «attacchi sistematici e continui» contro le infrastrutture di Kiev, consigliando l&#8217;evacuazione del personale diplomatico. <strong>«La diplomazia – scrive – è più urgente che mai»</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accusa di Sachs contro Berlino</h2>



<p>Il cuore della lettera di <strong>Jeffrey Sachs</strong> è un atto d’accusa in sei punti contro la politica estera tedesca dopo la riunificazione, senza risparmiare nessuno. Sachs <a href="https://it.insideover.com/politica/le-paure-russe-erano-reali-come-londra-sapeva-e-ignoro-il-prezzo-dellallargamento-nato.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/le-paure-russe-erano-reali-come-londra-sapeva-e-ignoro-il-prezzo-dellallargamento-nato.html">denuncia il tradimento delle promesse del 1990 a Gorbaciov</a> (Nato «non un passo a Est»), violate già nel 1993; l’ammissione di <strong>Angela Merkel</strong> che l’invito di Ucraina e Georgia alla Nato nel 2008 fu «una dichiarazione di guerra alla Russia», nonostante il suo cedimento alle pressioni americane; il mancato sostegno tedesco all’accordo del 21 febbraio 2014 garantito da Steinmeier, spazzato via dal colpo di Stato contro Janukovyč; la confessione di Merkel che gli accordi di Minsk II furono solo uno «stratagemma» per riarmare l’Ucraina, minando la credibilità occidentale agli occhi di Mosca; <a href="https://it.insideover.com/politica/germania-e-nord-stream-lafd-chiede-una-commissione-dinchiesta-ora-tocca-al-bundestag-autorizzarla.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/germania-e-nord-stream-lafd-chiede-una-commissione-dinchiesta-ora-tocca-al-bundestag-autorizzarla.html">il silenzio di Berlino sul sabotaggio del Nord Stream</a>; e infine il fallimento dell’accordo di pace di Istanbul nel 2022, <a href="https://it.insideover.com/guerra/negoziati-russia-ucraina-del-2022-confermato-il-sabotaggio-nato.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/negoziati-russia-ucraina-del-2022-confermato-il-sabotaggio-nato.html">sabotato dall’intervento di Boris Johnson su impulso di Washington</a>, con il tragico costo di centinaia di migliaia di vite e dell’intero ordine europeo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">«Autodistruzione economica» e riarmo: l&#8217;avvertimento finale</h2>



<p>L&#8217;economista non risparmia critiche alla politica industriale tedesca. La <strong>fine del gas russo e la dipendenza dal Gnl americano sarebbero «un suicidio industriale».</strong> La chimica, l&#8217;acciaio, il vetro stanno perdendo competitività. E il piano di riarmo da centinaia di miliardi, secondo Sachs, è «un&#8217;allocazione errata di risorse» che toglie fondi all&#8217;intelligenza artificiale, ai semiconduttori e alla digitalizzazione. «Con queste armi – scrive – non si compra quella sicurezza che la diplomazia avrebbe potuto ottenere a una frazione del costo».</p>



<h2 class="wp-block-heading">La ricetta: neutralità ucraina e ritorno all&#8217;Osce</h2>



<p>Sachs conclude con una proposta precisa per un negoziato: <em>cessate il fuoco su una linea di armistizio, neutralità dell&#8217;Ucraina</em> (fuori dalla Nato), <strong>rinuncia all&#8217;uso della forza, ripresa delle relazioni economiche Europa-Russia</strong>, e un ruolo centrale per l&#8217;Osce come forum di sicurezza «indivisibile». «La storia – ammonisce – <strong>ricorderà ciò che lei farà e non farà nelle prossime settimane</strong>. Così come il popolo tedesco, i popoli di Russia, Ucraina e di tutta Europa. È tempo di diplomazia, signor Cancelliere. <strong>Lei ha la scelta</strong>».</p>



<p>La Cancelleria tedesca non ha ancora commentato la lettera. E chissà se mai Friedrich Merz si prenderà la briga di rispondere al professor <strong>Jeffrey Sachs</strong>, uno dei pochi intellettuali occidentali seriamente impegnati nella ricerca della pace, con buona pace dei cialtroni che popolano i salotti televisivi e che lo diffamano costantemente. A Berlino intanto cresce il dibattito su quanto l’attuale governo stia realmente facendo per promuovere la pace e la diplomazia, in un contesto europeo che si fa di mese in mese più pericoloso. Merz e molti altri leader del continente ricordano tragicamente i “sonnambuli” descritti da <strong>Christopher Clark</strong> nel suo fondamentale saggio sulle cause della Prima Guerra Mondiale: uomini convinti di controllare gli eventi, mentre marciano inconsapevoli &#8211; o meno &#8211; verso la catastrofe. </p>



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<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-lettera-di-sachs-a-merz-lei-puo-fermare-la-catastrofe-il-tempo-della-diplomazia-e-adesso.html">La lettera di Sachs a Merz: &#8220;Lei può fermare la catastrofe. Il tempo della diplomazia è adesso&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Pinocchio Calenda non conta niente ma quelli che lo applaudono sì e vogliono la censura</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/pinocchio-calenda-non-conta-niente-ma-quelli-che-lo-applaudono-si-e-vogliono-la-censura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 16:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carlo Calenda" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p> Le bugie di Calenda nel dibattito con Jeffrey Sachs vengono applaudite da un fronte compatto che ha un solo scopo: censurare il dibattito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/pinocchio-calenda-non-conta-niente-ma-quelli-che-lo-applaudono-si-e-vogliono-la-censura.html">Pinocchio Calenda non conta niente ma quelli che lo applaudono sì e vogliono la censura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Carlo Calenda" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Abbiamo già spiegato, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html">con una certa dovizia di particolari</a>, perché nel confronto Tv tra <strong>Carlo Calenda</strong> e <strong>Jeffrey Sachs</strong>, il vero &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; sia stato Calenda, che invece ha rivolto tali epiteti a Sachs. Non vale la pena, quindi, di tornare sulle balle che il leader di Azione ha provato a raccontare. Ma ancor più interessante del dibattito (ingiusto chiamarlo così: Sachs avanzava delle opinioni, più o meno condivisibili, Calenda insultava, il conduttore lasciava fare) è il post-dibattito, ancor più indicativo dello sprofondo culturale e politico in cui ci troviamo.</p>



<p>Partiamo da Calenda. Sui suoi social si vanta molto del risultato acquisito e dice di aver avuto il plauso di nomi di prestigio internazionale. Quelli che cita sono: la premio Pulitzer <strong>Anne Applebaum</strong>, la premio Nobel per la pace nel 2022 <strong>Oleksandra Matviichuk</strong>, del viceministro degli Affari esteri ucraino, <strong>Sergyi Kyslytsya</strong>, di <strong>Gideon Rachman</strong>, capo dei commentatori esteri del Financial Times, dell&#8217;ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, <strong>Martin Selmayr</strong>, della giornalista ucraina <strong>Nona Mikhelidze</strong>. A parte Rachman, sono tutti ucraini. Pare piuttosto ovvio che se vai raccontando che gli Usa non misero mano allo svolgimento dell&#8217;Euromaidan del 2014 (falso) e che tutti gli ucraini erano compattamente pro-rivoluzione (falso), raccogli gli applausi degli ucraini che sostengono questa tesi, che in Ucraina tra l&#8217;altro è tesi di Stato. Io sono tifoso del Torino e so benissimo che se vado in curva Maratona e grido &#8220;Juve merda&#8221;, qualcuno che mi applaude lo trovo. </p>



<p>In più, Calenda ci mette una dose di furbizia da mercato del pesce. In due casi si fa scudo di importanti titoli professionali ma tace il resto. La Applebaum ha certo vinto il Pulitzer ma <strong>è la moglie del ministro degli Esteri della Polonia Radoslaw Sikorski</strong>, quello che scrisse su X &#8220;Grazie Usa!&#8221; quando fu fatto saltare in aria il gasdotto Nord Stream. E la Nobel Matviichuk, stimabilissima, è pur sempre ucraina. E si torna alla curva Maratona.</p>



<p>Infantilismo calendiano a parte, quello da tener d&#8217;occhio è il coro dei pro-Calenda, pronti a lanciarsi sui social in appassionati attestati di stima e di sostegno. Un coro così compatto da far pensare che tutto l&#8217;insieme, dalla performance Tv del nostro al seguito, fosse in qualche modo organizzato. Se uno va a rivedere il video del dibattito (<strong>qui sotto</strong>)  non può non notare che Calenda parte con gli insulti quasi a freddo, non certo in una fase concitata di scambi dialettici. E il coro di queste ore è troppo compatto per non sembrare combinato.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Durissimo scontro tra Jeffrey Sachs e Carlo Calenda: &quot;Mi sta chiamando bugiardo?&quot;, Sì, penso che lei stia mentendo, fa propaganda putiniana&quot;.<a href="https://twitter.com/hashtag/piazzapulita?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#piazzapulita</a> <a href="https://t.co/nQUFG4MTxP">https://t.co/nQUFG4MTxP</a></p>&mdash; La7 (@La7tv) <a href="https://twitter.com/La7tv/status/1981475131110146129?ref_src=twsrc%5Etfw">October 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ma combinato a no che sia, il coro ha una caratteristica precisa. Non prova nemmeno a dire che Calenda ha ragione e perché, cosa che sarebbe impossibile visto che ci sono abbondanti prove che gli Usa misero mano nello svolgimento dell&#8217;Euromaidan e che non tutti gli ucraini erano d&#8217;accordo con la protesta, anzi, che il Paese era spaccato. Chiede, <em>sic et simpliciter</em>, che a quelli come Sachs sia negato il dibattito. Che non siano mai chiamati in Tv o dai giornale. Che sia tolto loro il diritto di parola. In poche parole, che siano fatti sparire. E si capisce bene perché. </p>



<p>Perché le balle di Calenda sono il pensiero unico, poco pensiero e molto unico: nel senso che <strong>non deve esistere alcun&#8217;altra versione di quella che viene agitata e che serve, tra l&#8217;altro, a tenere in piedi l&#8217;attuale strategia europea</strong>, in cui il riarmo è chiamato a porre rimedio a una crisi industriale ed economica profondissima (<a href="https://it.insideover.com/economia/germania-10-mila-disoccupati-in-piu-al-mese-crollo-della-produzione-export-in-crisi-altro-che-effetto-merz.html">Andrea Muratore racconta proprio oggi</a> lo sprofondo della Germania, con produzione industriale al ribasso, export in crisi e 10 mila disoccupati al mese in più) nata dalle scelte fatte all&#8217;inizio dell&#8217;invasione (criminale) russa dell&#8217;Ucraina, quando invece di spegnere il fuoco e regolare poi i conti si pensò di regolare facilmente i conti con Mosca e semmai spegnere il fuoco dopo. Quando (settembre 2022) la Von der Leyen, applaudita freneticamente dai Calenda di mezza Europa, spiegava che i russi erano allo sbando, che la loro industria militare era a pezzi e che per far volare i missili usavano i microchip delle lavatrici. <a href="https://youtu.be/ELYlJQRPuU8?si=w2nuUAszr4P2PIeI">Ci sono i video su Youtube a ricordarci quei meravigliosi momenti.</a> Chi non rispetta la linea, poco o tanto che sia, deve essere annullato. Per questo chiunque sgarri, da Sachs in sù o in giù, è uniformemente putiniano. O pensi quel che si vuole obbligatorio pensare o sei complice del nemico. Le posizioni terze, quelle cui quasi sempre arrivano le persone intelligenti in questioni così compelsse, non esistono. Non devono esistere. </p>



<p>Quindi il problema non è Sachs, non sono le sue opinioni più o meno condivisibili. Il vero tema è: <strong>non deve parlare nessuno che non sostenga quella versione</strong>, che alla prova dei fatti si è rivelata penosamente fallimentare. Non è un caso, quindi, che molti Paesi dell&#8217;Unione Europea, e da parte della Ue stessa, in maniera più o meno aperta si attuino o si mettano allo studio provvedimenti giustificati con le migliori intenzioni (combattere la pedofilia, limitare le fake news&#8230;) ma che ottimamente si prestano a limitare drasticamente la libertà d&#8217;espressione. Oggi <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/germania-allarme-autoritarismo-il-costituzionalista-murswiek-denuncia-la-censura-di-stato.html">Roberto Vivaldelli ci parla di quanto sta avvenendo in Germania</a>, con quelli che a illustri giuristi tedeschi paiono progetti di censura di Stato. <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chat-control-con-la-scusa-della-pedofilia-lue-si-prepara-a-spiare-la-corrispondenza-di-tutti.html">Ma c&#8217;è il famoso Chat control </a><font color="#2271b1"><span style="caret-color: rgb(34, 113, 177);"><u>comunitario</u></span></font>, le <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/quando-i-brogli-li-fa-leuropa-laccusa-di-durov-alla-francia-sulla-censura-in-moldavia.html">azioni censorie nei dibattiti elettorali altrui,</a> i <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/lue-e-i-soldi-ai-media-il-caso-degli-investigatori-di-occrp-svelato-dal-berliner-zeitung.html">soldi distribuiti ai media compiacenti</a> o da compiacere, le <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/le-accuse-contro-la-russia-si-sgretolano-anche-politico-smonta-il-caso-del-gps-di-von-der-leyen.html">balle di Stato</a> e quant&#8217;altro. La lista è lunga ma punta in un&#8217;unica direzione. La stessa dei sostenitori di Carlo Calenda.</p>



<p><strong><em>Pur nel suo provincialismo, il dibattito politico italiano rimanda, a volte senza volerlo, a grandi questioni internazionali che stanno definendo il nostro mondo di domani. Occorre grande attenzione, e un po&#8217; di forza per non farsi travolgere dalla marea di luoghi comuni e false verità. Noi ci proviamo, ogni giorno. </em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Diventa uno di noi, abbonati a InsideOver!</a></strong></p>



<p><a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/quando-i-brogli-li-fa-leuropa-laccusa-di-durov-alla-francia-sulla-censura-in-moldavia.html"> </a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/pinocchio-calenda-non-conta-niente-ma-quelli-che-lo-applaudono-si-e-vogliono-la-censura.html">Pinocchio Calenda non conta niente ma quelli che lo applaudono sì e vogliono la censura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 13:16:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Calenda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si è molto discusso del dibattito (chiamiamolo così) tra Carlo Calenda e Jeffrey Sachs. Vediamo qualche fatto concreto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html">Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Calenda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbondantemente commentato, circola molto sui social lo spezzone di trasmissione in cui <strong>Carlo Calenda</strong> si confronta con l&#8217;economista e professore della Columbia University Jeffrey Sachs al quale, a un certo punto della discussione, dà del &#8220;bugiardo&#8221; e del &#8220;propagandista putiniano&#8221;. Circola, il video, anche perché Calenda lo promuove, essendone a quanto pare orgoglioso. Non ci sarebbe alcuna ragione per occuparsi di una cianfrusaglia politica come Calenda, e ancor meno dei suoi show televisivi, se non fosse che tutto in quello pseudodibattito (dove peraltro si è permesso a uno degli interlocutori di insultare l&#8217;altro, non bello) è <strong>perfettamente esemplare della distorsione ideologica che subiamo da anni</strong> e che ha portato l&#8217;Europa nel vicolo cieco in cui ora si trova.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Durissimo scontro tra Jeffrey Sachs e Carlo Calenda: &quot;Mi sta chiamando bugiardo?&quot;, Sì, penso che lei stia mentendo, fa propaganda putiniana&quot;.<a href="https://twitter.com/hashtag/piazzapulita?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#piazzapulita</a> <a href="https://t.co/nQUFG4MTxP">https://t.co/nQUFG4MTxP</a></p>&mdash; La7 (@La7tv) <a href="https://twitter.com/La7tv/status/1981475131110146129?ref_src=twsrc%5Etfw">October 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Intanto, vale la pena di sottolineare lo squilibrio di competenze. Sachs, 70 anni, ha un importante passato come consulente di Governi e capi di Stato: lo è stato per il Governo polacco nel 1989, per&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mikhail_Gorbaciov">Mikhail Gorbaciov</a>&nbsp;nel 1990-1991, per il team economico del presidente russo&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Eltsin">Boris Eltsin</a>&nbsp;nel 1991-1993 e per quello del presidente ucraino&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leonid_Kuchma">Leonid Kuchma</a>&nbsp;nel 1993-1994. Poi dal 2001 al 2018 è stato consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, prima con <strong>Kofi Annan</strong> e poi con <strong>Antonio Guterres</strong>. Altrimenti detto, e con rispetto parlando, Sachs si occupava ad altissimo livello di Russia e Paesi circostanti quando Calenda, nato nel 1973, faceva con risultati altalenanti il liceo e aveva appena messo incinta la segretaria del patrigno. </p>



<p>Ma non importa. Calenda, in seguito, è stato vice-ministro dello Sviluppo economico (2013-2016) e poi ministro dello stesso dicastero (2016-2018) con due premier ora superatlantisti come <strong>Paolo Gentiloni </strong>e <strong>Matteo Renzi</strong>. Qualche competenza dovrebbe averla anche lui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le umiliazioni cinesi della Ue</h2>



<p>E questo ci riporta al dibattito di cui sopra. Sachs esprime le sue opinioni, che possono essere condivise o meno. I lettori di InsideOver <a href="https://it.insideover.com/politica/intervista-a-jeffrey-sachs-sanzioni-contro-mosca-inutili-e-dannose-per-la-pace-gaza-laccordo-non-reggera.html">ne hanno appena avuto un saggio</a> e, da persone adulte, possono serenamente giudicare. A chi scrive, per esempio, del suo intervento televisivo è parsa molto convincente la parte in cui <strong>ha criticato l&#8217;assenza di una diplomazia europea</strong>, che si è schiacciata su quella americana e ha rinunciato a ogni forma di comunicazione con quelli che considera rivali sistemici, la Russia e la Cina. Ma se non parli con gli avversari, con quelli che ti preoccupano, con chi parli? <strong>A che serve una diplomazia?</strong> E i risultati si vedono. In luglio la delegazione europea formata da Ursula von der Leyen, la responsabile della politica Estera Kaja Kallas e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, arrivata a Pechino per trattare sulle politiche commerciali, è stata a dir poco umiliata. E in questi giorni, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-snobba-il-ministro-degli-esteri-tedesco-annullata-la-visita-di-wadephul.html">come ha raccontato Roberto Vivaldelli in queste pagine</a>, il ministro degli Esteri tedesco, <strong>Johann Wadephul</strong>, ha dovuto annullare una visita in Cina, programmata da tempo, perché nessuno dei dirigenti cinesi era disponibile a riceverlo. Quanto alla Russia non serve parlarne.</p>



<p>Ma nella visione di Calenda va bene così, è giusto così. <strong>Anche se poi dice che la trattativa Ue sui dazi con Trump è stata un disastro.</strong> Sarebbe interessante capire come sarebbe potuta andare diversamente, se ci siamo amputati di ogni spazio di manovra politica e se abbiamo affidato tre dei dicasteri più importanti della Commissione europea a esponenti dei piccoli Paesi baltici, che sono più filoamericni di molti americani: la Kallas, già citata, già premier dell&#8217;Estonia, alla Politica estera; <strong>Andrius Kubilius</strong>, già premier della Lituania, al commissariato per la Difesa e lo spazio; e <strong>Valdis Dombrovskis</strong>, ex premier della Lettonia, alla politica economica e finanziaria.    </p>



<p>Ma dove Calenda rivela tutta la propria pochezza è quando ricicla l&#8217;armamentario tipico della politica europea di quest&#8217;ultimo decennio, lo stupidario ideologico che ci ha portati nell&#8217;attuale situazione. Primo capitolo: la famosa dipendenza energetica dalla Russia. Calenda ricorda di essere andato, da ministro, a trattare coi russi sul gas, anche se c&#8217;era già stata l&#8217;occupazione della Crimea e anche se, allora, spendeva parole al miele per la Russia (<strong>si veda qua sotto</strong>). </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Era solo il 2016 quando il putiniano Calenda voleva trasferire, addirittura, il Colosseo in Russia. <a href="https://t.co/Q4G0SX2tZ1">pic.twitter.com/Q4G0SX2tZ1</a></p>&mdash; Danilo Della Valle (@Dani_DellaValle) <a href="https://twitter.com/Dani_DellaValle/status/1909520219619344541?ref_src=twsrc%5Etfw">April 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><strong>Calenda dice di essersene pentito</strong> ma non dice perché lui e il Governo di cui faceva parte si comportavano in quel modo. La risposta la diamo noi per lui: <strong>perché ci conveniva.</strong> Perché la famosa &#8220;dipendenza&#8221; l&#8217;Europa l&#8217;ha cancellata con un tratto di penna (quindi non era questa gran schiavitù) ma con quel tratto ha rinunciato anche ad avere energia sicura (abbiamo importato petrolio e gas russo dai primissimi anni Sessanta) a prezzi accettabili, mandando a catafascio il proprio modello economico. E cacciandosi nella situazione per cui <strong>Mario Draghi</strong>, che da premier trattava gli italiani come dei <em>minus habens</em> rimproverando loro di preferire i condizionatori alla libertà, oggi piange i costi eccessivi dell&#8217;energia che penalizzano la competitività europea. E propone di lasciar perdere la Ue ma di affidarsi di volta in volta, problema per problema, a &#8220;coalizioni di volenterosi&#8221;. Un bel risultato, no?</p>



<p>Ma Calenda rivela tutta la pochezza intellettuale di questo modo di affrontare i problemi quando Sachs dice che nel 2014, lui presente a Kiev, i maneggi degli Usa contribuirono a far andare le cose come andarono. <strong>È lì che Calenda gli dà del bugiardo e del propagandista putiniano.</strong> Ma non solo: dice che nel 2014 gli ucraini (attenzione: gli ucraini) si ribellarono per non finire sotto l&#8217;influenza russa. </p>



<p>Non c&#8217;è una sola parola di Calenda, in questi passaggi, che contenga una minima percentuale di verità. Sui maneggi degli americani non ci sono più dubbi. Vale come primo esempio la famosa affermazione con cui la vicesegretaria di Stato <strong>Victoria Nuland</strong> rivendicava i 5,1 miliardi di dollari spesi per &#8220;promuovere la partecipazione civica e il buon governo&#8221;; o la telefonata in cui la Nuland e l&#8217;ambasciatore Usa a Kiev, Geoffrey Pyatt, prima della fuga del presidente <strong>Viktor Yanukovich</strong> e del ribaltone, discettavano su chi sarebbe stato il prossimo primo ministro dell&#8217;Ucraina, che poi, guarda caso, fu proprio il loro preferito, Arsenij Jaceniuk. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come andò nel 2014</h2>



<p>E poi la questione &#8220;degli ucraini&#8221; che non volevano sottostare all&#8217;influenza russa. Calenda fa finta di non sapere (e se non lo sa, peggio ancora) che non era affatto così. C&#8217;è un&#8217;infinità di ricerche sul campo, incontestabili, che raccontano una realtà ben diversa. Nel 2013, con l&#8217;Euromaidan in pieno corso, <strong>USAID (l&#8217;agenzia Usa per lo sviluppo, quella detestata da Trump) pubblicò uno studio</strong> da cui risultava che il 37% degli ucraini desiderava l&#8217;adesione alla Ue mentre il 33% preferiva l&#8217;adesione all&#8217;Unione doganale proposta dalla Russia. Stesso studio: il 35 chiedeva di intensificare le relazioni con la Ue, il 34% quelle con la Russia.</p>



<p><strong>Ricerca dell&#8217;istituto americano Gallup (pubblicata nel marzo 2014)</strong>: il 17% degli ucraini considerava la Nato &#8220;una protezione&#8221; mentre il 29% la considerava una minaccia (e il 44% non sapeva giudicare). Adesione alla Ue: 52% di sì nell&#8217;Ucraina occidentale, 55% in quella centrale, 19% in quella orientale. Fedeltà alla Russia: 25% di consensi nell&#8217;Ucraina occidentale, 42% in quella centrale, 60% in quella orientale. </p>



<p><strong>Ricerca del Razumkov Center di Kiev (maggio 2013):</strong> il 41,7% si pronuncia per l&#8217;integrazione nella Ue, il 31% per l&#8217;adesione all&#8217;Unione doganale proposta dalla Russia, il 13,5% per il non allineamento rispetto a entrambe.</p>



<p><strong>Ricerca del Kiev International Institute of Sociology (febbraio 2014)</strong>: il 23% supportava il presidente in carica Janukovich, il 40% la protesta e un 32% si diceva neutrale.</p>



<p>Ricerche Usa e Ucraine, come si vede, nessun filoputiniano di mezzo. <strong>Quindi dire, come fa Calenda, che &#8220;gli ucraini&#8221; erano tutti schierati contro la Russia è una bugia (se Calenda è preparato) o una mistificazione</strong>, in ogni caso un&#8217;affermazione, questa sì, di propaganda non suffragata dai fatti. Furono proprio i maneggi degli Usa, della Ue e degli oligarchi ucraini a far pendere la bilancia da un lato piuttosto che dall&#8217;altro. E per finire con il famoso dibattito Tv: da un lato c&#8217;era uno studioso come Sachs, con decenni di esperienza sui temi trattati, che esprimeva opinioni personali, giuste o sbagliate che possiamo ritenerle; dall&#8217;altra un politicante come Calenda che, per sua stessa ammissione, di opinioni su quel tema ne ha già cambiate diverse, ora sostiene tesi ideologiche e non rispondenti ai fatti e dà del bugiardo e del propagandista agli altri. Fate voi.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html">Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gaza: l&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu può inviare una forza difensiva</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-lassemblea-generale-dellonu-puo-inviare-una-forza-difensiva.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Sep 2025 14:59:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TRUPPE-ONU.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza: l&#039;Assemblea generale dell&#039;Onu può inviare una forza difensiva" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TRUPPE-ONU.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TRUPPE-ONU-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TRUPPE-ONU-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TRUPPE-ONU-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TRUPPE-ONU-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TRUPPE-ONU-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Jeffrey Sachs elenca alcuni provvedimenti con cui il mondo, che nella sua stragrande maggioranza depreca quanto sta avvenendo a Gaza e in Cisgiordania, può tentare di porre un argine alla "macchina omicida israelo-americana".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-lassemblea-generale-dellonu-puo-inviare-una-forza-difensiva.html">Gaza: l&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu può inviare una forza difensiva</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TRUPPE-ONU.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza: l&#039;Assemblea generale dell&#039;Onu può inviare una forza difensiva" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TRUPPE-ONU.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TRUPPE-ONU-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TRUPPE-ONU-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TRUPPE-ONU-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TRUPPE-ONU-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/TRUPPE-ONU-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Israele, con la complicità degli Stati Uniti, sta commettendo un genocidio a Gaza attraverso la fame di massa della popolazione, così come omicidi di massa diretti e la distruzione fisica delle infrastrutture di Gaza. Israele fa il lavoro sporco. Il governo degli Stati Uniti lo finanzia e fornisce copertura diplomatica attraverso il suo potere di veto presso le Nazioni Unite&#8221;.</p>



<p>&#8220;Palantir, tramite Lavender, fornisce l&#8217;intelligenza artificiale per un efficiente omicidio di massa. Microsoft, tramite i servizi cloud Azure, e Google e Amazon, tramite l&#8217;iniziativa Nimbus, forniscono l&#8217;infrastruttura tecnologica di base per l&#8217;esercito israeliano. Questo segnala come i crimini di guerra del XXI secolo siano forgiati tramite un partenariato pubblico-privato tra Israele e Stati Uniti&#8221;. Inizia così un articolo di Jeffrey Sachs pubblicato su <a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2025/9/4/how-to-stop-israel-from-starving-gaza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">al Jazeera</a> nel quale il celebre economista elenca alcuni provvedimenti con cui il mondo, che nella sua stragrande maggioranza depreca quanto sta avvenendo a Gaza e in Cisgiordania, può tentare di porre un argine alla &#8220;macchina omicida israelo-americana&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2025/9/4/how-to-stop-israel-from-starving-gaza"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-AJ-1024x356.jpg" alt="" class="wp-image-78138"/></a></figure>



<p>Rimandando all&#8217;articolo per i dettagli sui sei provvedimenti più o meno realistici che, secondo Sachs, i Paesi del pianeta dovrebbero prendere per far pressione su Israele, riferiamo i due più interessanti. Questo il primo: &#8220;L&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA), con un voto dei due terzi dei presenti e votanti, dovrebbe sospendere Israele dall&#8217;Assemblea Generale finché non toglierà il suo sanguinoso assedio a Gaza, sulla base del precedente della sospensione del Sudafrica durante il regime di apartheid. Gli Stati Uniti non hanno diritto di veto all&#8217;Assemblea Generale&#8221;.</p>



<p>Più incisivo l&#8217;ultimo punto: &#8220;L&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovrebbe inviare una Forza di Protezione delle Nazioni Unite a Gaza e nella Cisgiordania occupata. In genere, sarebbe il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a istituire una forza di protezione, ma in questo caso gli Stati Uniti bloccherebbero il Consiglio con il loro veto. C&#8217;è un&#8217;altra soluzione&#8221;.</p>



<p>&#8220;In base al meccanismo &#8216;Uniting for Peace&#8217;, quando il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si trova in una situazione di stallo, l&#8217;autorità di agire passa all&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Dopo una sessione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e il quasi inevitabile veto degli Stati Uniti, la questione verrebbe portata all&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nello specifico nella decima sessione speciale di emergenza sul conflitto israelo-palestinese&#8221;.</p>



<p>&#8220;In tale sede, l&#8217;Assemblea Generale può, con una maggioranza di due terzi non soggetta al veto degli Stati Uniti, autorizzare una forza di protezione in risposta a una richiesta urgente dello Stato di Palestina. Esiste un precedente: nel 1956, l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite autorizzò la Forza di Emergenza delle Nazioni Unite (UNEF) a entrare in Egitto per proteggerlo dall&#8217;invasione in corso da parte di Israele, Francia e Regno Unito&#8221;.</p>



<p>&#8220;Su invito della Palestina, la forza di protezione entrerebbe a Gaza per garantire aiuti umanitari d&#8217;emergenza alla popolazione affamata. Se Israele dovesse attaccare, la forza di protezione delle Nazioni Unite sarebbe autorizzata a difendere se stessa e i palestinesi di Gaza. Resta da vedere se Israele e gli Stati Uniti oseranno combattere una forza sotto mandato dell&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite per proteggere i palestinesi affamati&#8221;.</p>



<p>Un meccanismo complesso, ma non impossibile. E resta la domanda finale di Sachs, alla quale è davvero difficile rispondere. Israele attaccherebbe, non si può più escludere nulla data la follia dilagante, ma non senza la protezione Usa, che però dovrebbe fare i conti con l&#8217;opinione pubblica interna (la maggioranza degli americani si oppone al genocidio).</p>



<p>La domanda conseguente è se Cina e Russia, le uniche potenze che potrebbero fungere da deterrente in tale scenario ad alto rischio globale, ingaggerebbero le proprie forze.</p>



<p>Al di là delle tante domande che tale scenario evoca, la sollecitazione-provocazione di Sachs giunge benvenuta e non casuale, dal momento che si avvicina la sessione dell&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu, che inizierà il 9 settembre.</p>



<p>Questa dovrebbe tenersi a New York, dove il condizionale discende da una controversia recente, nata a seguito dell&#8217;esclusione del tutto illegittima della delegazione palestinese dall&#8217;assise, decisa dall&#8217;amministrazione Trump che ha negato i necessari visti alla delegazione.</p>



<p>Per ovviare a tale brutale follia, alcuni voci si sono levate affinché l&#8217;Assemblea generale, o almeno parte di essa, si tenga nella sede delle Nazioni Unite di Ginevra, spostamento che consentirebbe la partecipazione della delegazione palestinese.</p>



<p>Tale spostamento ha un precedente, e sempre a proposito di Palestina: quando, nel 1988, gli Usa negarono il visto a Yasser Arafat, l&#8217;Assemblea generale Onu si tenne a Ginevra così da consentire all&#8217;allora capo dell&#8217;Olp di parteciparvi.</p>



<p>Alcuni siti hanno riferito che tale sollecitazione sarebbe <a href="https://www.instagram.com/reel/DOOQ6AqjdnM/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stata recepita</a>, ma non risulta da fonti autorevoli o ufficiali, o almeno non ne abbiamo rinvenuto. Così ad oggi, in attesa di conferme o smentite, lo riferiamo come speranza.</p>



<p></p>



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		<item>
		<title>Il memorandum su USAID:  &#8220;46 miliardi spesi senza controlli e iniziative oscure&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/il-memorandum-su-usaid-46-miliardi-spesi-senza-controlli-e-iniziative-oscure.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 08:10:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Usaid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025020815525884_e92ca3860b3dc2db444af7a1ef2db416.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025020815525884_e92ca3860b3dc2db444af7a1ef2db416.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025020815525884_e92ca3860b3dc2db444af7a1ef2db416-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025020815525884_e92ca3860b3dc2db444af7a1ef2db416-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025020815525884_e92ca3860b3dc2db444af7a1ef2db416-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025020815525884_e92ca3860b3dc2db444af7a1ef2db416-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025020815525884_e92ca3860b3dc2db444af7a1ef2db416-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gestione poco trasparente – Un rapporto dell’Ispettore Generale denuncia sprechi e mancanza di accountability nella gestione del budget USAID, che supera i 46 miliardi di dollari.</p>
<p>Rischi di finanziamento illecito – Fondi USAID sarebbero stati distribuiti senza adeguati controlli, finendo potenzialmente in mano a organizzazioni terroristiche e soggetti coinvolti in frodi.</p>
<p>Mancanza di monitoraggio – Circa 8 miliardi di dollari vengono gestiti da agenzie ONU e ONG, che spesso non segnalano irregolarità o frodi, ostacolando la trasparenza.</p>
<p>Programmi controversi – USAID è stata criticata per finanziare iniziative politicamente sensibili, come la promozione di contraccettivi in Afghanistan e campagne LGBT in Europa.</p>
<p>Influenza sui media – L’agenzia ha finanziato testate giornalistiche ucraine impegnate non solo contro la propaganda russa, ma anche nel silenziare voci critiche della politica occidentale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-memorandum-su-usaid-46-miliardi-spesi-senza-controlli-e-iniziative-oscure.html">Il memorandum su USAID:  &#8220;46 miliardi spesi senza controlli e iniziative oscure&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025020815525884_e92ca3860b3dc2db444af7a1ef2db416.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025020815525884_e92ca3860b3dc2db444af7a1ef2db416.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025020815525884_e92ca3860b3dc2db444af7a1ef2db416-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025020815525884_e92ca3860b3dc2db444af7a1ef2db416-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025020815525884_e92ca3860b3dc2db444af7a1ef2db416-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025020815525884_e92ca3860b3dc2db444af7a1ef2db416-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_2025020815525884_e92ca3860b3dc2db444af7a1ef2db416-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima che l&#8217;amministrazione Trump e il DOGE di <strong>Elon Musk</strong> annunciassero l&#8217;intenzione di azzerare la <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/che-cose-usaid-lagenzia-per-gli-aiuti-e-molto-altro-a-cui-trump-fa-la-guerra.html">controversa</a> Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), ponendola sotto il controllo diretto del Dipartimento di Stato, un memorandum interno dell’Ufficio dell’Ispettore Generale (OIG) confermava che l&#8217;agenzia gestiva il suo budget &#8211; oltre 46 miliardi di dollari &#8211; in maniera poco trasparenti e con un sacco di sprechi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il documento che inchioda l&#8217;USAID</h2>



<p>Il documento, <a href="https://oig.usaid.gov/node/7399">pubblicato a fine gennaio</a> e reso pubblico dalla testata conservatrice <em>Just the News</em>, denuncia la <strong>mancanza di trasparenza e accountability</strong> nell’erogazione di miliardi di dollari a Paesi e organizzazioni straniere, spesso <strong>senza un’adeguata verifica</strong> sui destinatari finali. Secondo il rapporto, l’agenzia avrebbe creato &#8220;vulnerabilità significative&#8221; distribuendo fondi pubblici senza garantire che questi non finissero nelle mani di <strong>organizzazioni terroristiche o soggetti coinvolti in frodi</strong>. L’ispettore generale <strong>Paul Martin</strong> ha evidenziato tre principali aree di criticità: la resistenza delle agenzie delle Nazioni Unite e delle ONG straniere a condividere informazioni su potenziali illeciti, le limitazioni nei controlli antiterrorismo e la mancanza di dati sui sub-appaltatori finanziati da USAID. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa dice il memorandum</h2>



<p>Il memorandum sottolinea che circa un <strong>quarto dei fondi USAID</strong>, pari a <strong>8 miliardi di dollari</strong>, viene gestito da organizzazioni internazionali come le agenzie dell’ONU. Tuttavia, queste spesso non rispettano gli obblighi contrattuali di segnalare frodi o irregolarità. Ad esempio, nonostante il Programma Alimentare Mondiale abbia identificato <strong>519 casi di potenziale illecito</strong>, solo 29 sono stati segnalati all’OIG.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="942" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-08-alle-15.53.39-1024x942.jpg" alt="" class="wp-image-455703" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-08-alle-15.53.39-1024x942.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-08-alle-15.53.39-600x552.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-08-alle-15.53.39-300x276.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-08-alle-15.53.39-768x707.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-08-alle-15.53.39.jpg 1204w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Inoltre, l’ispettore generale ha evidenziato il rischio che fondi statunitensi possano finire, direttamente o indirettamente, nelle mani di <strong>organizzazioni terroristiche</strong>. Un caso emblematico riguarda la Siria, dove aiuti alimentari USAID sono stati deviati a favore di <strong>Hay’at Tahrir al-Sham</strong>, l&#8217;ex diramazione siriana di al-Qaeda <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/al-jolani-gli-anni-sporchi-di-sangue-tra-al-qaeda-in-iraq-e-al-nusra-in-siria.html">oggi al potere dopo l&#8217;ascesa di Al Julani</a>.  Il rapporto ha anche messo in luce la <strong>mancanza di un database centralizzato sui sub-appaltatori</strong>, rendendo difficile tracciare i fondi e verificare l’affidabilità dei destinatari finali. &#8220;La mancanza di un sistema di monitoraggio completo ritarda le indagini e limita la nostra capacità di collaborare con le autorità straniere&#8221;, ha avvertito l’ispettore generale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Contraccettivi in Afghanistan</h2>



<p>Negli ultimi anni, USAID <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/i-tentacoli-dellusaid-nel-mondo-pioggia-di-dollari-a-media-e-giornali.html">è stata coinvolta in programmi controversi</a>, dalla distribuzione di <strong>contraccettivi in Afghanistan</strong> a iniziative LGBT in Europa, alimentando ulteriori critiche sulla necessità di rivedere le priorità dell’agenzia. Non solo. <a href="https://www.leefang.com/p/usaid-funded-censorship-smears-of">Un’inchiesta del giornalista Lee Fang</a> ha rivelato il controverso ruolo dell&#8217;USAID nel <strong>finanziare testate giornalistiche</strong> e iniziative editoriali in tutto il mondo, sollevando dubbi sull’indipendenza e l’imparzialità di queste realtà. L&#8217;USAID ha finanziato diverse testate ucraine impegnate non solo a contrastare la propaganda russa ma anche a silenziare le voci critiche della politica occidentale, incluse figure di spicco come <strong>Jeffrey Sachs</strong> e <strong>John Mearsheimer</strong>. Questi media, sostenuti da USAID, hanno etichettato critici e giornalisti come &#8220;propagandisti russi&#8221; con il chiaro intento di screditarli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-memorandum-su-usaid-46-miliardi-spesi-senza-controlli-e-iniziative-oscure.html">Il memorandum su USAID:  &#8220;46 miliardi spesi senza controlli e iniziative oscure&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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