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	<title>Jeanine Anez Archives - InsideOver</title>
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	<title>Jeanine Anez Archives - InsideOver</title>
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		<title>La &#8220;bomba a orologeria&#8221; alle porte degli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/colombia-libera-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 15:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti d'America]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con l’affermazione di Gustavo Petro, facente parte dell&#8217;alleanza delle forze progressiste colombiane Pacto Histórico, si sono conclusi nel paese il rinnovo delle camere del parlamento e le primarie delle coalizioni che parteciperanno al primo turno delle presidenziali, previsto per il 29 maggio. Petro ha dominato la scena, assicurando il numero maggiore di senatori (16) e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-libera-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Con l’affermazione di <strong>Gustavo Petro</strong>, facente parte dell&#8217;alleanza delle forze progressiste colombiane <strong><em>Pacto Histórico</em></strong>, si sono conclusi nel paese il rinnovo delle camere del parlamento e le primarie delle coalizioni che parteciperanno al primo turno delle presidenziali, previsto per il <strong>29 maggio</strong>. Petro ha dominato la scena, assicurando il numero maggiore di senatori (16) e deputati (25) di sinistra nella storia della Colombia. Il dato riflette l’affondamento delle aree di centro e centro-destra, allineate con la politica estera di <strong>Washington</strong> in America Latina, caratterizzata dall’antagonismo nei confronti di Bolivia, Cuba, Nicaragua e Venezuela, e attraversata da divergenze con Argentina, Brasile e Messico. Una possibile vittoria di Petro e del <em>Pacto Histórico</em> costituisce, di fatto, una <strong>bomba a orologeria</strong> per gli Stati Uniti, in relazione ai delicati equilibri politici, economici e commerciali della regione, e alla pressione esercitata su <strong>Nicolás Maduro</strong>, in diverse fasi e metodi, a partire da interventi sul confine territoriale fra Venezuela e Colombia, e al peso esercitato nell’<strong>Organizzazione degli Stati Americani</strong> (Oea).</p>
<p>Sul fronte opposto, in un contesto di marcata polarizzazione, si trova il candidato di destra, <strong>Federico Gutiérrez</strong>, <em>alias</em> <strong>Fico</strong>, già sindaco di Medellín. Quest&#8217;ultimo deve risolvere l’incognita dell’appoggio del <em>Centro Esperanza</em>, di gran lunga depotenziato alle urne, e del <em>Centro </em><i>Democratico</i>, partito dell’ex presidente Álvaro Uribe, passato a quinta formazione nel senato dopo il ritiro del suo uomo di punta dalla competizione. Fico rappresenta un’alternativa solida per i conservatori, ma si attende di sapere se riuscirà ad orchestrare una manovra, complessa nel linguaggio e nella pratica, per guadagnare i voti dell’<em>uribismo</em> e, al contempo, evitare di esservi associato. Uribe ha infatti determinato l’elezione di tutti i <em>premier </em>dalla sua uscita, tranne il secondo mandato di Juan Manuel Santos, considerando che, per la prima volta in vent’anni, sarebbe un deterrente. Tra l’altro, il trionfo della sinistra denota capacità di aggregazione, grazie alla simpatia espressa nei confronti di Petro dal <em>Partido Liberal</em> dell’ex presidente César Gaviria e alla presenza della popolare <em>leader</em> ambientalista afro-colombiana <strong>Francia Márquez</strong>, vincitrice del Goldman Environmental Prize, il Nobel per l&#8217;ambiente, e fra le 100 donne fonti di ispirazione nel mondo secondo la Bbc.</p>
<h2>Le difficoltà per Fico</h2>
<p>I temi classici della destra, che fanno perno su sicurezza, ordine, opportunità e amore per la patria, potrebbero non essere sufficienti per lo sceriffo di Medellín così come lo si conosce. Per prevalere, vanno conciliate le variegate anime del conservatorismo e riorientate a suo favore quelle di un centro alla deriva. L’operazione contiene alcuni livelli di contraddizione che potrebbero giocare contro la sua credibilità. Al contrario di quanto accadde nel 2018, l’eventualità di un governo di sinistra non è percepita come un pericolo da guerra fredda e gran parte dell’elettorato non vede nemici nel Venezuela, Russia o Cina, al pari dell’amministrazione Biden. Il lavoro di tessitura dei <a href="https://it.insideover.com/politica/lasse-tra-messico-e-argentina-modifica-gli-equilibri-in-america-latina.html">progressisti latinoamerican</a>i &#8211; <a href="https://it.insideover.com/politica/argentina-avanguardia-progressista.html">Alberto Fernández</a> per l’Argentina, e Andrés Manuel López Obrador per il Messico -, la recente installazione di Gabriel Boric in Cile e il previsto ritorno di Luiz Inácio Lula da Silva in Brasile, fanno da sfondo propizio. Petro darebbe una spinta al ridisegno che si viene auspicando all’interno dell’infrastruttura politico-istituzionale e della cooperazione regionale, Oea in testa, attraverso la quale gli Stati Uniti hanno promosso i propri interessi nazionali, per esempio pilotando la fuoriuscita di <a href="https://it.insideover.com/politica/dubbi-sulla-frode-elettorale-in-bolivia.html">Evo Morales</a> durante la crisi politica del 2019 e sostenendo l’esecutivo, da molti definito golpista, di Jeanine Añez.</p>
<h2>Chi è Gustavo Petro</h2>
<p>Petro, senatore ed ex-sindaco di <strong>Bogotá</strong>, è un politico di lunga data: critico dello <em>status quo</em> in un paese dove per tradizione comandano i conservatori. Ha forgiato la propria reputazione in coraggiose campagne contro la corruzione e la <i>parapolitica</i>, ovvero il fitto sistema di relazioni di scambio tra i paramilitari e la classe dirigente. Nel passato appartenne alla <strong>M-19</strong>, una guerriglia urbana dei circoli intellettuali progressisti, poi convertita in partito, senza essere stato parte dell’insurrezione armata. Ha vincolato il suo contributo all’azione sociale, accompagnando centinaia di famiglie emarginate che hanno creato insediamenti informali e proponendo l’esproprio dei latifondi incolti per distribuirli ai contadini poveri senza terra. La destra lo associa al <em>castrochavismo</em>; la sinistra vede in lui un’inversione di rotta a fronte dell’inerzia di <em>uribismo</em> e derivati, sostenuta da Washington. Le sue cifre sono da <em>record</em>: 5.7 milioni di voti per la coalizione, 4.5 milioni di preferenze individuali, il totale più alto in una primaria, corrispondente al 90 per cento del totale degli schieramenti. In aggiunta, ha migliorato la <em>performance</em> personale, aggiungendo 1.2 milioni di voti all’esito della corsa che perse contro il presidente uscente, <strong>Iván Duque</strong>, il quale non ha saputo dar voce e risposta alle esigenze degli esclusi dalla <a href="https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html">crescita economica</a>. Soprattutto, il ciclone Petro spazza i tentativi per la produzione di consenso, vincolate da mezzi di comunicazione di massa, oliate reti clientelari e feudi elettorali, che in questa tornata non hanno prodotto l’effetto previsto.</p>
<h2>Le prospettive future</h2>
<p>Con il doppio dei voti di Fico e sei volte più del centro, nessun candidato di sinistra si è mai trovato in una posizione di tale vantaggio nella Colombia moderna. Malgrado ciò, la migliore <em>chance</em> per Petro di arrivare al <em>Palacio de Nariño</em>, per il mandato 2022-26, è quella di scommettere sul primo turno. Il secondo, previsto per il 19 giugno, è un cammino pieno di insidie. La maggioranza assoluta, ottenuta solo da Uribe nel 2002 e nel 2006, richiede un patto allargato che metterà a dura prova il suo lavoro di statista. L’aritmetica per raggiungere questa meta è difficile, si tratta di sommare altri 5 milioni che l’avvicinamento al<em> Partido Liberal</em> e il <em>Partido Verde</em> non assicurano. Petro, come spesso avviene per le figure carismatiche, attrae con la stessa veemenza seguitori e detrattori. Il rischio è quello di arrivare a un secondo turno in cui la destra si compatti intorno a un plebiscito antipetrista. Queste transazioni potrebbero contemplare la cooptazione della vice presidenza guadagnata sul campo nei termini degli accordi della sinistra previsti da Márquez, terza dopo Petro e Fico, con un risultato miliare di 785 mila voti per una donna nera, militante comunitaria, anti-capitalista e femminista, simbolo della cultura popolare ed espressione delle minoranze, proveniente dal mondo rurale, teatro del narcotraffico, il <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-farc-e-la-pace-inconclusa.html">conflitto armato</a>, e lo sfruttamento fossile delle multinazionali, causa di disboscamento e inquinamento delle falde acquifere.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html" target="_blank" rel="noopener">Gli <strong>Stati Uniti</strong> sono il primo socio commerciale e finanziario della Colombia con importanti investimenti nell’industria estrattiva e il settore manifatturiero</a>; la Colombia è il terzo socio di questi in America Latina, con transazioni reciproche di beni che, nella fase pre-pandemia, avevano un valore di 29 mila milioni di dollari. Negli ultimi decenni, il paese ha vissuto in condizioni di tutela politica ed economica, con Washington in una posizione dominante negli affari interni. Documenti resi pubblici da <strong>WikiLeaks</strong>, mostrano che il <em>bunker</em> dell’ambasciata degli Stati Uniti a Bogotá ha funzionato come una sede alterna e parallela del governo, con potere decisionale su questioni centrali, incluse le candidature politiche, amministrative e militari. Tuttavia, la Colombia di oggi non è comparabile con il passato e l’ingerenza, la sottomissione consenziente delle <em>élite</em> e quella che è stata la progressiva naturalizzazione dell’intervenzionismo statunitense, potrebbero non essere compatibili con il nuovo ordine che si profila all’orizzonte. Il paese affronta due mesi di campagna fondamentali per il suo destino, che avrà un impatto anche sul futuro dell’America Latina, con la prospettiva di relazioni internazionali simmetriche e plurali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La dura critica di Evo Morales alla Bolivia ed agli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-dura-critica-di-evo-morales-alla-bolivia-ed-agli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2020 15:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni boliviane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-Bolivia-critiche-La-Presse-e1581177314686.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Morales Bolivia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-Bolivia-critiche-La-Presse-e1581177314686.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-Bolivia-critiche-La-Presse-e1581177314686-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-Bolivia-critiche-La-Presse-e1581177314686-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-Bolivia-critiche-La-Presse-e1581177314686-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-Bolivia-critiche-La-Presse-e1581177314686-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ex presidente della Bolivia Evo Morales torna a parlare dal suo esilio in Argentina, a pochi mesi dalla prossima tornata elettorale volta a dare un nuovo governo eletto al Paese, dopo la fase di transizione guidata da Jeanine Anez. Nella sua intervista alla testata giornalistica francese Le Monde, l&#8217;ex leader del Mas ha espresso la propria posizione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-dura-critica-di-evo-morales-alla-bolivia-ed-agli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-dura-critica-di-evo-morales-alla-bolivia-ed-agli-stati-uniti.html">La dura critica di Evo Morales alla Bolivia ed agli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-Bolivia-critiche-La-Presse-e1581177314686.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Morales Bolivia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-Bolivia-critiche-La-Presse-e1581177314686.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-Bolivia-critiche-La-Presse-e1581177314686-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-Bolivia-critiche-La-Presse-e1581177314686-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-Bolivia-critiche-La-Presse-e1581177314686-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Evo-Morales-Bolivia-critiche-La-Presse-e1581177314686-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;ex presidente della <strong>Bolivia</strong> <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html">Evo Morales</a> torna a parlare dal suo esilio in Argentina, a pochi mesi dalla prossima tornata elettorale volta a dare un nuovo governo eletto al Paese, dopo la fase di transizione guidata da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jeanine-anez-lautoproclamata-presidente-della-bolivia.html">Jeanine Anez</a>.</p>
<p>Nella sua intervista alla testata giornalistica francese <a href="https://www.lemonde.fr/international/article/2020/02/07/evo-morales-je-suis-toujours-ouvert-au-dialogue_6028754_3210.html"><em>Le Monde</em></a>, l&#8217;ex leader del Mas ha espresso la propria posizione riguardo all&#8217;attuale gestione del sistema politico boliviano ed ha espresso i suoi dubbi circa la legittimità della prossima tornata elettorale, nella quale concorrerà per un posto in qualità di senatore. Nonostante la sua attuale condizione di <strong>esilio</strong> volontario lo abbia tenuto lontano dalle strade e dalle piazze che hanno contribuito alla sua ascesa politica, la speranza di tornare ancora una volta ad occupare un posto di rilevanza nella politica dell Bolivia è ancora viva, nell&#8217;attesa che l&#8217;attuale situazione si stabilizzi.</p>
<h3>La critica agli Stati Uniti</h3>
<p>Dalla sua base in Argentina, Morales ha espresso la propria rabbia verso l&#8217;attuale governo di transizione della Anez, accusando l&#8217;attuale presidentessa di aver ordito un colpo di stato nei suoi confronti, con il sostegno degli <strong>Stati Uniti</strong>. Quest&#8217;ultimi avrebbero &#8211; secondo Morales &#8211; fatto nel suo Paese la stessa cosa che senza successo hanno provato a fare con il Venezuela di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nicolas-maduro-il-leale-delfino-di-chavez.html">Nicolas Maduro</a>, rovesciando il governo eletto per instaurare una dittatura cui obiettivi fossero maggiormente in linea con le volontà del Pentagono.</p>
<p>Secondo la sua visione, Washington sarebbe alla base delle destabilizzazione che stanno colpendo i Paesi dell&#8217;America latina non allineati con le sue posizioni, come appunto la Bolivia ed il Venezuela, arrivando a promuovere una serie di <strong>golpe</strong> come nello scorso secolo. Tuttavia, il popolo della Bolivia non si lascerà sottomettere alle ingerenze estere ed il suo partito non ha nulla da temere nella fiducia della popolazione, come evidenziato dalle ultime elezioni che, nonostante l&#8217;accusa di brogli, si sono rivelate un <strong>plebiscito</strong>. Ed una volta che un esponente del Mas verrà rieletto, potrà pensare a fare finalmente rientro nel Paese, abbandonando la vita da nomade negli ultimi mesi.</p>
<h3>In Bolivia non c&#8217;è libertà di espressione</h3>
<p>Le critiche al governo (dittatura, stando alle sue parole) sono state rivolte anche in seguito all&#8217;arresto del candidato Gustavo Torrico, attivista del Mas di lunga data e fedelissimo di Morales. In questo scenario, secondo le sue parole, le più basilari <strong>libertà di espressione</strong> non sono garantite e l&#8217;opposizione politica che ancora lo sostiene viene arrestata indiscriminatamente. Tutto questo, in ultima istanza, non giova alla già in crisi democrazia del Paese, che potrà stabilizzarsi soltanto a seguito di nuove elezioni.</p>
<p>Dopo non aver commentato la scelta di Anez di correre alle proprie presidenziali, Morales si è ancora soffermato sulla spaccatura nella gestione della crisi successiva alle dimissioni del suo partito, che in parte ha riconosciuto il nuovo governo di transizione. Secondo lui la scelta, benché effettuata a fin di bene, non farebbe altro che legittimare un <strong>governo non riconosciuto</strong>, non votato e soprattutto alla mercé degli interessi stranieri, mentre il Paese dovrebbe tornare a fare l&#8217;interesse del popolo e dei lavoratori.</p>
<h3>Mas è l&#8217;unico difensore degli indigeni</h3>
<p>In questo scenario, Mas si dovrebbe ergere come unico difensore dei diritti della popolazione indigena della Bolivia, per evitare che anche la Bolivia cada nelle logiche internazionali che porterebbero alla distruzione del suo apparato economico. Sotto il suo governo, stando a quanto riferito a <em>Le Monde, </em>il Paese avrebbe attraversato un periodo di crescita economica e di accresciuta prosperità. I nuovi indirizzi presi dal governo di transizione ed una sua eventuale elezione definitiva rischiano invece di invertire la tendenza, facendo cadere La Paz nel baratro dell&#8217;incertezza verso il proprio futuro.</p>
<p>Le prossime elezioni, data la delicatezza della questione, dovrebbero essere effettuate alla presenza di <strong>osservatori internazionali </strong>in grado di garantirne la legittimità: che allo stato attuale non può fornirne invece la certezza. In fondo, dalle urne uscirà infatti un vero e proprio verdetto di innocenza o di colpevolezza dell&#8217;ex leader, convinto comunque che il popolo sia ancora dalla sua parte; nonostante le grandi avversità che hanno colpito la sua persona ed il suo Paese negli ultimi quattro mesi..</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-dura-critica-di-evo-morales-alla-bolivia-ed-agli-stati-uniti.html">La dura critica di Evo Morales alla Bolivia ed agli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Bolivia rompe con Cuba ed è sempre più vicina agli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-bolivia-rompe-con-cuba-ed-e-sempre-piu-vicina-agli-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 12:37:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="989" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bolvia-Anez-La-Presse-e1580215067694.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolvia contro Cuba" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bolvia-Anez-La-Presse-e1580215067694.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bolvia-Anez-La-Presse-e1580215067694-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bolvia-Anez-La-Presse-e1580215067694-768x396.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bolvia-Anez-La-Presse-e1580215067694-1024x527.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La caduta preannunciata di Evo Morales ha portato alla fine di un&#8217;era in Bolivia, assestando un duro colpo a quello che l&#8217;ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, aveva ribattezzato il &#8220;triangolo del male&#8221; dell&#8217;America latina, ossia l&#8217;asse L&#8217;Avana-Managua-Caracas. Un asse al quale l&#8217;ex presidente boliviano era molto vicino ideologicamente, diplomaticamente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-bolivia-rompe-con-cuba-ed-e-sempre-piu-vicina-agli-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="989" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bolvia-Anez-La-Presse-e1580215067694.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolvia contro Cuba" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bolvia-Anez-La-Presse-e1580215067694.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bolvia-Anez-La-Presse-e1580215067694-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bolvia-Anez-La-Presse-e1580215067694-768x396.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Bolvia-Anez-La-Presse-e1580215067694-1024x527.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La<a href="https://it.insideover.com/politica/la-caduta-annunciata-di-morales.html"> caduta preannunciata</a> di Evo Morales ha portato alla fine di un&#8217;era in Bolivia, assestando un duro colpo a quello che l&#8217;ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, aveva ribattezzato il &#8220;<em>triangolo del male</em>&#8221; dell&#8217;America latina, ossia l&#8217;asse L&#8217;Avana-Managua-Caracas. Un asse al quale l&#8217;ex presidente boliviano era molto vicino ideologicamente, diplomaticamente ed economicamente.</p>
<p>All&#8217;indomani del cambio di regime, le nuove forze politiche, rapidamente raggruppatesi attorno alla figura di Jeanine Anez, hanno dato vita ad un corso politico completamente nuovo, abbandonando l&#8217;agenda antiamericana e multipolare del predecessore e <strong>stringendosi a Washington</strong>, la cui influenza nello storico cortile di casa è tornata ai livelli tradizionali.</p>
<h2>La rottura con Cuba</h2>
<p>Jeanine Anez, presidente ad interim, ha annunciato che si candiderà alle <a href="https://www.france24.com/en/20200127-bolivia-s-interim-president-asks-all-ministers-to-resign-after-announcing-election-run">prossime elezioni</a> di maggio, nonostante inizialmente avesse dichiarato di non essere interessata ad un &#8220;<em>lavoro a tempo pieno</em>&#8221; e che si sarebbe occupata soltanto della transizione democratica. Coerentemente con il suo disegno e, nonostante i bassi indici di gradimento popolare, ha chiesto ai suoi ministri, sempre più insofferenti per la sua guida dispotica, di rassegnare le dimissioni per renderle possibile la nomina di nuovi nomi.</p>
<p>L&#8217;intensificazione della morsa sul sistema politico, sul quale continua a pesare l&#8217;influenza del Movimento per il Socialismo (Mas) di Morales, potrebbe essere letta come un <strong>messaggio rassicurante</strong> all&#8217;amministrazione Trump e giunge dopo, non a caso, dopo una decisione di politica estera storica: <strong>la rottura con Cuba.</strong></p>
<p>Il 25 gennaio il governo <a href="https://www.reuters.com/article/us-bolivia-cuba/cuba-says-trump-administration-pressured-bolivia-to-worsen-ties-idUSKBN1ZP05V">ha sospeso</a> le relazioni diplomatiche bilaterali con l&#8217;isola caraibica, scegliendo di unirsi al fronte della linea dura di Washington, a base di sanzioni e isolamento. La Paz ha giustificato la scelta sulla base di un presunto clima di &#8220;<a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/01/bolivia-caretaker-president-anez-run-election-200125014137523.html">ostilità permanente</a>&#8221; da parte di L&#8217;Avana, attaccando anche il prezioso schema di collaborazione medica promosso da Cuba che aveva garantito al paese sudamericano il supporto specialistico di circa <strong>700 dottori</strong> cubani. Quei dottori, adesso, <strong>ritorneranno in patria</strong>, anche perché il governo cubano ha denunciato che fossero divenuti vittime di crescenti abusi e violenze sin dalla caduta di Morales, probabilmente proprio con l&#8217;obiettivo di causare una rottura diplomatica, <strong>su pressioni statunitensi,</strong> che è infine avvenuta.</p>
<h2>La questione tedesca</h2>
<p>Il governo ad interim boliviano sta seguendo pedissequamente l&#8217;agenda estera del ritrovato alleato statunitense, anche inimicandosi partner preziosi e di caratura globale <a href="https://it.insideover.com/politica/bolivia-il-nuovo-governo-allattacco-della-germania.html">come la Germania</a>. Una delle prime azioni dell&#8217;esecutivo, in novembre, era stata l&#8217;annullamento di un accordo di associazione temporaneo, <span style="font-size: 1rem;">dal valore di </span><strong style="font-size: 1rem;">un miliardo e 300 milioni</strong><span style="font-size: 1rem;"> di dollari,</span><span style="font-size: 1rem;"> </span><span style="font-size: 1rem;">siglato dalla compagnia statale </span><span style="font-size: 1rem;">Yacimientos de Litio Bolivianos (YLB) e la tedesca ACI Systems durante l&#8217;era Morales.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">L’accordo </span><span style="font-size: 1rem;">avrebbe permesso ad ACI Systems di sfruttare le riserve di litio contenute del deserto di Uyuni, in modo da soddisfare la crescente domanda dell’industria automobilistica tedesca per l’elemento, necessario per la produzione di veicoli elettrici. Più nello specifico, la compagnia teutonica si sarebbe occupata di produrre</span><strong style="font-size: 1rem;"> idrossido di litio</strong><span style="font-size: 1rem;">, che è essenziale per le batterie delle auto elettriche.</span></p>
<p>La Bolivia, dal canto suo, avrebbe ottenuto sia un cospicuo ritorno economico che uno in termini di know-how, perché l&#8217;ACI Systems avrebbe aiutato la YLB ad acquisire i mezzi necessari per diventare <strong>autosufficiente</strong> nell&#8217;estrazione, lavorazione e trasformazione del litio.</p>
<p>Berlino aveva chiesto chiarimenti al governo ad interim, senza ottenere risposta alcuna, e adesso sta aumentando le pressioni affinché l&#8217;accordo venga riesumato. Il nuovo direttore dell&#8217;YLB, Juan Carlos Zuleta, <a href="https://www.reuters.com/article/us-germany-bolivia-lithium/germany-to-urge-next-bolivian-leaders-to-revive-lithium-deal-idUSKBN1ZM1IP">ha spiegato</a> che l&#8217;annullamento <strong>resta e resterà in vigore</strong>, perciò la Germania sta puntando sulle prossime elezioni, nella speranza che il futuro governo, possibilmente non guidato dalla Anez, riprenda in mano il dossier litio, riportando in vita l&#8217;accordo.</p>
<p>I vertici dell&#8217;ACI Systems e la diplomazia tedesca hanno infatti dichiarato che, non appena si formerà il nuovo governo, tenteranno di riportare in vita l&#8217;accordo, aprendo nuovamente il tavolo negoziale. In ogni caso, la campagna lobbistica è già in corso e sta coinvolgendo il ministero dell&#8217;economia, l&#8217;ambasciata di La Paz e il direttorato dell&#8217;azienda.</p>
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		<title>Jeanine Anez correrà alle presidenziali della Bolivia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/jeanine-anez-correra-alle-presidenziali-della-bolivia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2020 14:38:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni boliviane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Jeanine-Anez-autoproclamata-presidente-della-Bolivia-La-Presse-e1579963114257.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolivia, Anez" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Jeanine-Anez-autoproclamata-presidente-della-Bolivia-La-Presse-e1579963114257.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Jeanine-Anez-autoproclamata-presidente-della-Bolivia-La-Presse-e1579963114257-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Jeanine-Anez-autoproclamata-presidente-della-Bolivia-La-Presse-e1579963114257-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Jeanine-Anez-autoproclamata-presidente-della-Bolivia-La-Presse-e1579963114257-1024x523.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nonostante l&#8217;attuale presidente ad interim della Bolivia, Jeanine Anez, avesse sostenuto sin dal suo insediamento di non voler assolutamente partecipare come candidata alle elezioni presidenziali del Paese, la sua posizione sembra essere cambiata. Nella giornata di venerdì ha infatti annunciato la propria intenzione a candidarsi come successore del destituito ex-presidente Evo Morales, cui partito sembra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/jeanine-anez-correra-alle-presidenziali-della-bolivia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="980" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Jeanine-Anez-autoproclamata-presidente-della-Bolivia-La-Presse-e1579963114257.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolivia, Anez" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Jeanine-Anez-autoproclamata-presidente-della-Bolivia-La-Presse-e1579963114257.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Jeanine-Anez-autoproclamata-presidente-della-Bolivia-La-Presse-e1579963114257-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Jeanine-Anez-autoproclamata-presidente-della-Bolivia-La-Presse-e1579963114257-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Jeanine-Anez-autoproclamata-presidente-della-Bolivia-La-Presse-e1579963114257-1024x523.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nonostante l&#8217;attuale presidente ad interim della Bolivia, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jeanine-anez-lautoproclamata-presidente-della-bolivia.html">Jeanine Anez</a>, avesse sostenuto sin dal suo insediamento di non voler assolutamente partecipare come candidata alle elezioni presidenziali del Paese, la sua posizione sembra essere cambiata. Nella giornata di venerdì ha infatti annunciato la propria intenzione a candidarsi come successore del destituito ex-presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html">Evo Morales</a>, cui partito sembra avere ancora ottime possibilità di lottare per un posto che conta nel panorama politico della Bolivia.</p>
<p>Anez, che ha <a href="https://www.reuters.com/article/us-bolivia-politics-anez/bolivias-interim-president-anez-shakes-up-election-race-with-plan-to-run-idUSKBN1ZO026">annunciato al propria candidatura</a> ai margini di una manifestazione a La Paz, ha quindi ufficializzato la propria volontà di correre per le elezioni organizzate per il prossimo 3 maggio, che si configureranno come ripetizione della tornata elettorale di ottobre. Che cosa è cambiato però nella donna che fino a pochi giorni fa era contraria alla candidatura, sostenendo che fosse meglio lavorare per unire un Paese diviso rispetto a pensare al proprio singolare futuro politico?</p>
<p>Innanzitutto, da quando l&#8217;ex presidente Morales ha lasciato il Paese le cose sono molto cambiate: ad iniziare dai rapporti internazionali della stessa Bolivia. Dopo la crisi con il <strong>Messico</strong> a causa della messa in stato di sorveglianza dell&#8217;ambasciata nel Paese si sono susseguiti scontri diplomatici anche con Spagna ed Argentina, oltre alla rottura dei rapporti con l&#8217;isola di Cuba; mentre al tempo stesso si sono registrate nuove aperture verso <strong>Washington</strong>. In questo scenario, quelle che erano le certezze straniere del Paese sono cambiate da un giorno all&#8217;altro, modificandosi a immagine e somiglianza dell&#8217;attuale presidentessa. Anche l&#8217;elemento di aver costruito una politica estera differente ha giocato un ruolo nella decisione della Anez, convincendola di come il lavoro che era stato iniziato dovesse prima di ogni altra cosa essere portato avanti. Inoltre, il rischio che il Paese si affidi nuovamente a Morales &#8211; tramite la figura di un suo alleato, l&#8217;ex ministro dell&#8217;economia <strong>Luis Arce Catacora</strong> -rischierebbe di mettere in pericolo le opposizioni locali, che considerano l&#8217;ex presidente alla pari di uno spietato dittatore.</p>
<p>La sensazione che il tentativo dell&#8217;attuale presidente ad interim sia quello appunto di limitare le possibilità di vittoria del partito di Morales sono assai elevate: soprattutto dopo che gli scontri di strada nel Paese e relativi morti causati hanno provocato non pochi <strong>malumori nella popolazione</strong>. La paura che quindi all&#8217;interregno della Anez i boliviani preferiscano ancora la figura di Morales ha messo sull&#8217;attenti le opposizioni politiche, che hanno preferito ad una figura tutto sommato conosciuta ed apprezzata nel Paese.</p>
<p>Inoltre, un fattore da non sottovalutare è l&#8217;accettazione internazionale di un esecutivo futuro guidato dall&#8217;attuale presidentessa, che godrebbe tra gli altri del&#8217;appoggio di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> e della maggioranza delle Nazioni unite. La possibilità quindi che la sua candidatura sia dovuta all&#8217;essere venuta a conoscenza di possibili ingerenze estere che potessero venire in suo soccorso non sono da sottovalutare, considerando anche come in America latina ciò non sarebbe una novità dell&#8217;ultimo minuto.</p>
<p>Il 3 maggio, il popolo boliviano sarà nuovamente chiamato alle urne a scegliere il nome del prossimo presidente del Paese. La paura però, anche questa volta, è dato dall&#8217;assenza della garanzia sulla legittimità del vincitore della tornata elettorale, col rischio a distanza di pochi giorni di trovarsi nuovamente nel mezzo di una rivolta: con l&#8217;<strong>opposizione</strong> a ergersi come difensore dell&#8217;integrità nazionale.</p>
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		<title>Messico e Bolivia a rischio crisi diplomatica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/messico-e-bolivia-a-rischio-crisi-diplomatica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2019 15:53:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Evo-Morales-in-Argentina-La-Presse-e1577461991852.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Morales Bolivia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Evo-Morales-in-Argentina-La-Presse-e1577461991852.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Evo-Morales-in-Argentina-La-Presse-e1577461991852-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Evo-Morales-in-Argentina-La-Presse-e1577461991852-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Evo-Morales-in-Argentina-La-Presse-e1577461991852-1024x532.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo la crisi diplomatica causata dall&#8217;asilo momentaneo concesso all&#8217;ex presidente della Bolivia Evo Morales le scorse settimane, la tensione tra Messico e Bolivia è aumentata ulteriormente nelle ultime ore. Le forze armate Boliviane stanno presidiando l&#8217;ambasciata messicana nella capitale sudamericana in modo importante, anche con l&#8217;ausilio di droni. Un duro atto di sfida da parte &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/messico-e-bolivia-a-rischio-crisi-diplomatica.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Evo-Morales-in-Argentina-La-Presse-e1577461991852.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Morales Bolivia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Evo-Morales-in-Argentina-La-Presse-e1577461991852.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Evo-Morales-in-Argentina-La-Presse-e1577461991852-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Evo-Morales-in-Argentina-La-Presse-e1577461991852-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Evo-Morales-in-Argentina-La-Presse-e1577461991852-1024x532.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo la crisi diplomatica causata dall&#8217;asilo momentaneo concesso all&#8217;ex presidente della Bolivia <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html">Evo Morales</a> le scorse settimane, la tensione tra Messico e Bolivia è aumentata ulteriormente nelle ultime ore. Le forze armate Boliviane stanno presidiando l&#8217;<strong>ambasciata messicana</strong> nella capitale sudamericana in modo importante, anche con l&#8217;ausilio di droni. Un duro atto di sfida da parte di La Paz, che ha provocato le proteste da parte del Messico che ha ritenuto eccessiva la misura presa nei suoi confronti. Per il momento non sembra che la questione si possa mobilitare, con i Paesi fermi sulle proprie posizioni e gli ambasciatori messicani spiazzati dalla decisione della Bolivia, <a href="https://www.reuters.com/article/us-mexico-bolivia/mexico-calls-diplomatic-meeting-to-protest-bolivian-harassment-idUSKBN1YU028">nonostante la richiesta di contatti da parte del ministero degli esteri messicano</a>.</p>
<h3>Le pressioni americane</h3>
<p>Dopo le dimissioni da parte di Morales lo scorso novembre a cui è seguita la promessa di non abbandonare l&#8217;idea di tornare un giorno alla guida del Paese, l&#8217;ex premier boliviano è fuggito in Messico, trovando l&#8217;ospitalità del governo di <strong>Andres Manuel Lopez Obrador</strong>. Nonostante durante i primi giorni di permanenza sia stato concesso l&#8217;asilo politico, la <a href="https://it.insideover.com/economia/canada-messico-e-stati-uniti-siglano-un-nuovo-accordo-commerciale.html">riapertura dei trattati commerciali con gli Stati Uniti</a> hanno messo il presidente messicano in una difficile posizione: garantire la propria lealtà a Morales o ascoltare le richieste di <strong>Donald Trump</strong> di estradizione dell&#8217;alleato. Benché una decisione non fosse ancora stata presa, tanto è bastato per convincere Morales a fuggire.</p>
<p>Non è chiaro se il presidente messicano Lopez Obrador avesse avuto intenzione di ascoltare la controparte americana oppure se avesse continuato a garantire l&#8217;asilo all&#8217;alleato di sinistra sudamericano. L&#8217;apertura dei nuovi accordi commerciali con Usa e Canada sono però molto importanti nel Paese, che nel 2019 ha affrontato una durissima <strong>recessione</strong> ed una perdita di posti occupazionali a causa dei dazi imposti da Trump. Rischiare di compromettere il risultato commerciale di Città del Messico per un dubbio impegno sociale avrebbe facilmente sollevato la popolazione locale, mettendo a rischio la vita del suo esecutivo. In questa situazione, Morales ha preferito sparire nuovamente, <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/evo-morales-ricomincia-da-cuba.html">alla volta di un Paese dove Washington non potesse interferire con l&#8217;operato politico: <strong>Cuba</strong></a>.</p>
<h3>L&#8217;asilo a Morales è stato interpretato come una sfida</h3>
<p>La mancata presa di posizione ha però messo sull&#8217;attenti la Bolivia di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jeanine-anez-lautoproclamata-presidente-della-bolivia.html">Jeanine Añez</a>, convinta che le ambasciate messicane possano ancora essere utilizzate per garantire gli spostamenti dell&#8217;ex presidente, attualmente sotto inchiesta nello Stato messicano. La decisione di circondare l&#8217;ambasciata messicana è stata necessaria, secondo la posizione boliviana, per <strong>garantire la sicurezza</strong> del Paese. <a href="https://it.insideover.com/politica/si-aggrava-la-posizione-dellex-presidente-evo-morales.html">Data la folta parte di popolazione che ancora lo supporta</a>, un ritorno di Morales sul territorio nazionale potrebbe acuire le rivolte di protesta già in atto, portando il Paese in una deriva di governabilità. <span style="font-size: 1rem;">Allo stato attuale, tutt&#8217;altro che necessaria a garantire la salvaguardia dell&#8217;apparato democratico, con Anez come semplice traghettatrice alle nuove consultazioni popolari.</span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Inoltre, secondo indiscrezioni l&#8217;ambasciata del Messico ospiterebbe altri 9 cittadini boliviani vicini all&#8217;ex presidente e che avrebbero trovato rifugio all&#8217;interno dell&#8217;istituzione messicana nel Paese. Quest&#8217;altro fattore, assieme alle tensioni create dall&#8217;aver dato asilo a Morales, ha convinto il governo di Anez a intensificare i controlli nei pressi della struttura, per evitare una nuova escalation di tensioni nella Bolivia.</span></p>
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		<title>Si aggrava la posizione dell&#8217;ex presidente Evo Morales</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/si-aggrava-la-posizione-dellex-presidente-evo-morales.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2019 08:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni boliviane]]></category>
		<category><![CDATA[scontri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Evo Morales (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il livello dello scontro politico in Bolivia continua ad alzarsi ed i procuratori della capitale La Paz hanno emesso un mandato di arresto nei confronti dell&#8217;ex presidente Evo Morales, accusato di sedizione e terrorismo. Il ministro degli Interni Arturo Murillo aveva recentemente sporto denuncia nei confronti dell&#8217;uomo politico, che era stato accusato di essere dietro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/si-aggrava-la-posizione-dellex-presidente-evo-morales.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Evo Morales (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Evo-Morales-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il livello dello <a href="https://www.theguardian.com/world/2019/dec/18/warrant-for-arrest-of-evo-morales-issued-in-bolivia">scontro politico</a> in Bolivia continua ad alzarsi ed i procuratori della capitale La Paz hanno emesso un mandato di arresto nei confronti dell&#8217;ex presidente Evo Morales, accusato di s<strong>edizione e terrorismo</strong>. Il ministro degli Interni Arturo Murillo aveva recentemente sporto denuncia nei confronti dell&#8217;uomo politico, che era stato accusato di essere dietro ai tumulti che hanno portato alla morte di 35 persone e che sono avvenuti prima e dopo che rassegnasse le proprie dimissioni. Secondo fonti governative Morales avrebbe ordinato ai suoi sostenitore di paralizzare le città del Paese nel tentativo di far dimettere il Capo di Stato ad interim Jeanine Añez, che gli era succeduta il 10 novembre.  L&#8217;ex presidente, che al momento si trova in Argentina, ha sempre negato le accuse nei suoi confronti ed ha sostenuto di essere stato vittima di un colpo di Stato.</p>
<h2>Una lunga controversia</h2>
<p>I problemi per Evo Morales erano iniziati all&#8217;indomani della sua vittoria al primo turno delle <strong>elezioni presidenziali</strong> del 20 ottobre, quando era stato accusato di aver utilizzato metodi fraudolenti per evitare il ballottaggio con il rivale di centrodestra Carlos Mesa. Le proteste popolari, che erano riuscite a conquistare il supporto dell&#8217;esercito, l&#8217;avevano poi spinto alle dimissioni ed un&#8217;inchiesta dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani aveva effettivamente ritenuto fondate le accuse di manipolazione elettorale. L&#8217;ex Capo di Stato, di tendenze politiche socialiste, aveva guidato la Bolivia per 14 anni prima di essere costretto alle<a href="https://www.telegraph.co.uk/news/2019/12/19/bolivia-orders-arrest-ex-president-evo-morales/"> dimissioni</a> nel mese di novembre e di rifugiarsi dapprima in Messico, dove è al potere il presidente progressista Andrés Manuel López Obrador e poi in Argentina, dove il peronista Alberto Fernandez si è recentemente imposto alla guida della Casa Rosada.</p>
<p>I cittadini boliviani, in ogni caso, dovranno presto tornare alle <a href="https://www.reuters.com/article/us-bolivia-politics-tribunal/bolivian-lawmakers-appoint-tribunal-to-set-new-election-date-idUSKBN1YN1P8">urne</a> per eleggere un <strong>nuovo presidente</strong>, vice-presidente ed alcuni legislatori nazionali  per chiudere il ciclo elettorale interrottosi prematuramente in seguito ai recenti e traumatici eventi. Il Parlamento ha eletto, nella giornata del 19 dicembre, i 6 membri del Tribunale Elettorale che, entro il 2 gennaio, dovranno determinare una data per lo svolgimento di nuove consultazioni. I legislatori boliviani avevano recentemente annullato il risultato delle elezioni del 20 ottobre ed avevano determinato che gli ex-presidenti con almeno due mandati alle spalle non avrebbero potuto prendere parte ai nuovi comizi elettorali. Una decisione, quest&#8217;ultima, che impedisce ad Evo Morales di ricandidarsi alla guida del Paese.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Morales ha comunque sostenuto che intende continuare ad essere attivo all&#8217;interno del suo Movimento al Socialismo (MAS), che dovrà necessariamente individuare un candidato per la presidenza della nazione. La Presidente ad interim <strong>Jeanine Añez</strong> ha recentemente espresso preoccupazione per il fatto che Morales possa usare l&#8217;Argentina come base da cui influenzare gli sviluppi politici boliviani ed ha ricordato che qualora voglia tornare nel Paese dovrà fare i conti con la legge. Il rischio è che qualora, effettivamente, l&#8217;ex Capo di Stato decida di tornare nella madrepatria la tensione possa esacerbarsi ulteriormente ed andare a generare violenti scontri tra i supporters del politico socialista e quelli dell&#8217;attuale governo, forze dell&#8217;ordine comprese. Le dinamiche, dunque, sono particolarmente precarie e soggette ad improvvisi mutamenti che, di certo, verranno influenzati dall&#8217;atteggiamento che Buenos Aires deciderà di adottare in merito all&#8217;intera vicenda.</p>
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		<title>Spiragli di pace per la Bolivia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/si-apre-uno-spiraglio-per-la-bolivia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 08:22:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni boliviane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="723" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolvia elezioni" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587-768x370.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587-1024x494.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo che i morti durante gli scontri seguiti all&#8217;ultima tornata elettorale hanno raggiunto quota 32, la Bolivia sembra intravedere uno spiraglio per uscire dalla crisi: domenica 24 novembre la presidente provvisoria Jeanine Áñez ha promulgato la legge che annulla ufficialmente le elezioni del 20 ottobre e ne indice di nuove nei prossimi cinque mesi. “Questa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/si-apre-uno-spiraglio-per-la-bolivia.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="723" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolvia elezioni" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587-768x370.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/PROTESTE-IN-BOLIVIA-NUOVA-COSTITUZIONE-gETTY-e1574775135587-1024x494.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo che i morti durante gli scontri seguiti all&#8217;ultima tornata elettorale hanno raggiunto quota 32, la <strong>Bolivia</strong> sembra intravedere uno spiraglio per uscire dalla crisi: domenica 24 novembre la presidente provvisoria <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jeanine-anez-lautoproclamata-presidente-della-bolivia.html">Jeanine Áñez</a> ha promulgato la legge che annulla ufficialmente le elezioni del 20 ottobre e ne indice di nuove nei prossimi cinque mesi.</span></p>
<p>“Questa era il principale obiettivo del mio governo, nuove elezioni nel minor tempo possibile,” ha dichiarato Áñez, accusando il suo predecessore <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html">Evo Morales</a> di “aver cercato di manipolare la volontà di noi tutti montando una frode scandalosa,” secondo quanto riporta l’agenzia </span><a href="https://www.noticiasfides.com/nacional/politica/gobierno-de-anez-promulga-ley-de-para-la-realizacion-de-elecciones-generales-402673"><i>Noticias Fides</span></i></a>.</span></p>
<p>Alle elezioni potranno partecipare tutti i partiti politici, incluso il Movimento al Socialismo (Mas) di Morales, ma all’ex presidente sarà proibito presentarsi.</span></p>
<p>“Le cittadine e i cittadini che sono stati rieletti in modo continuativo a un incarico elettivo durante due dei periodi costituzionali anteriori non potranno presentarsi come candidati allo stesso incarico&#8221;, si legge nel testo.</span></p>
<p>Si tratta di un punto fondamentale per le proteste che hanno attraversato le città boliviane dopo le </span><a href="https://it.insideover.com/politica/la-democrazia-boliviana-rischia-grosso.html">elezioni del 20 ottobre</span></a>. Il limite dei due mandati fu infatti sospeso da una sentenza del Tribunale Costituzionale proprio per permettere a Morales di partecipare alla tornata elettorale di quest’anno.</span></p>
<p>In un’intervista al quotidiano britannico </span><a href="https://www.theguardian.com/world/2019/nov/25/evo-morales-refused-to-stand-in-elections-due-to-ethnic-conflict-fears"><i>The Guardian</span></i></a>, il leader indigeno ha dichiarato di essere disposto a rinunciare a una nuova candidatura per pacificare il paese, anche se avrebbe il diritto a correre per la presidenza. </span>“Dicono no ad Evo. E allora io dico va bene, non c’è problema” ha dichiarato, mantenendosi però fermo nella decisione di ritornare in Bolivia.</span></p>
<h2>Accordo tra tutti i partiti politici</span></h2>
<p>L’approvazione della nuova legge elettorale è arrivata all&#8217;unanimità con un accordo tra tutti i partiti politici dopo una vera e propria maratona parlamentare dei due rami del Parlamento nella giornata di sabato 23.</span></p>
<p>Non viene ancora indicata una data precisa per le nuove consultazioni, ma si stabilisce che dovranno tenersi entro cinque mesi.</span></p>
<p>Per Eva Copa, presidente del Senato ed esponente del Mas, che detiene la maggioranza in entrambe le Camere, “siamo arrivati a un consenso molto chiaro, approvando la legge all’unanimità, e questo dimostra che, se si vuole lavorare insieme per davvero, si può.”</span></p>
<p>Il prossimo passo sarà la stesura del regolamento per eleggere un nuovo Tribunale Elettorale Supremo, che, sempre secondo </span><a href="https://www.noticiasfides.com/nacional/politica/alp-sesionara-el-martes-para-aprobar-el-reglamento-de-eleccion-de-vocales-al-tse-402679"><i>>Noticias Fides</span></i></a>, verrà discussa a partire da martedì 26 novembre. I precedenti membri, infatti, erano stati </span><a href="https://it.insideover.com/politica/morales-lascia-il-governo-e-annuncia-elezioni-in-bolivia.html">destituiti dallo stesso Morales</span></a> all’annuncio di nuove elezioni e si trovano al momento in stato di arresto, accusati di aver manipolato i risultati elettorali.</span></p>
<p>Nel corso di un’intervista rilasciata alla </span><i>Cnn </span></i>venerdì notte, Luis Fernando Camacho, il rappresentante di destra dei comitati civici di Santa Cruz, non ha scartato la possibilità di presentarsi come candidato insieme a Marco Antonio Pumari, alla testa dei comitati della città di Potosì.</span></p>
<p>Una scelta non condivisa da una parte degli attivista che hanno animato le proteste. &#8220;Quando siamo scesi in piazza era perché non passasse la frode, e non per supportare nessun altro leader politico,” racconta a </span><i>Inside Over</span></i> una giovane professionista che ha partecipato fin dall’inizio alle proteste, “vorrei che alle prossime elezioni non si presentino candidati come Mesa o Camacho, perché la loro presenza genererebbe tensioni in chi si è mobilitato per la difesa di Morales. Siamo un popolo diverso e plurale.”</span></p>
<h2>Morales accusato di sedizione e terrorismo</span></h2>
<p>Secondo </span><a href="https://elpais.com/internacional/2019/11/24/actualidad/1574607157_131026.html"><i>El Páis</span></i></a>, il dibattito parlamentare ha anche però portato a una divisione nel gruppo parlamentare del Mas. Nonostante tutti i senatori abbiano votato a favore della legge elettorale, un gruppo del partito ha cercato di portare avanti anche un progetto di legge “contro la persecuzione che si esercita nei confronti di Morales e dei sindacalisti”. La maggioranza del Senato ha però votato per la sospensione di tale  provvedimento.</span></p>
<p>L’obiettivo del gruppo di fedelissimi era proteggere l’ex presidente e l’ex ministro degli interni, Juan Ramón Quintana, al momento entrambi rifugiati in Messico, dall&#8217;accusa di sedizione e terrorismo, formulata venerdì 22 nei suoi confronti. Il quotidiano </span><a href="http://www.la-razon.com/nacional/Denuncia-Gobierno-Anez-Evo-Quintana-terrorismo-sedicion-Bolivia_0_3262473747.html"><i>La Razón </span></i></a> riporta che l’attuale ministro del Governo, Arturo Murillo, ha infatti presentato al Fiscale Generale la registrazione di una conversazione telefonica tra Morales e il ricercato per narcotraffico Faustino Yucra Yarwi, in cui si sarebbero coordinati i blocchi per lasciare senza somministrazione di alimenti le città del paese.</span></p>
<p>Morales ha sminuito le accuse come un vero e proprio “montaggio” a opera dei suoi oppositori.</span></p>
<p>Áñez ha però già anticipato che, anche in caso di approvazione di un simile disegno di legge, lei si rifiuterebbe di firmarlo. “La nuova Bolivia che vogliamo sarà un paese di giustizia, non di impunità,” ha dichiarato.</span></p>
<h2>La fine dei blocchi</span></h2>
<p>I primi spiragli di un ritorno alla normalità si erano aperti già sabato 23, quando un incontro tra il governo e le potenti federazioni di vicini di El Alto aveva portato a una tregua di 48 ore dei blocchi stradali che da vari giorni tenevano in scacco la città di La La Paz. </span></p>
<p>Secondo la catena radiofonica </span><a href="https://erbol.com.bo/nacional/gobierno-y-el-alto-pactan-tregua-de-48-horas-mientras-se-cumple-petitorio?fbclid=IwAR1bFjGPkEDHzpu2xQ1yG38q6kRY6glntPGWObn0CGMGwM6X-96hSRpqUYE"><i>Erbol</span></i></a>, le autorità hanno accettato una modifica del </span><a href="https://it.insideover.com/politica/la-bolivia-e-sullorlo-del-caos.html">Decreto 4078</span></a>, che sollevava le forze armate impegnate in operazioni di ordine pubblico da ogni responsabilità penale, la sostituzione dei militari a guardia delle istituzioni pubbliche con la polizia, la garanzia che tutti i progetti iniziati sotto il precedente governo sarebbero stato portati a termine e che non verranno realizzate privatizzazioni.</span></p>
<p>L’accordo è stato confermato da una successiva riunione con il sindacato della Centrale Operaia Boliviana, che per anni ha rappresentato la spina dorsale dell’egemonia politica di Morales. L&#8217;esecutivo si è inoltre impegnato a creare una commissione congiunta per valutare la liberazione dei detenuti delle ultime settimane.</span></p>
<p>Al momento, dunque, gli unici blocchi ancora in corso sono quelli che portati avanti dalle organizzazioni dei contadini <em>cocaleros</em> nelle regione del Chapare.</span></p>
<p>Dopo un mese di proteste e duri scontri tra diverse fazioni, sembra quindi che in Bolivia si sia aperto uno spiraglio di pace.</span></p>
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		<title>La Bolivia è sull&#8217;orlo del caos</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-bolivia-e-sullorlo-del-caos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 09:24:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1257" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-boliviano-a-Cochabamba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;esercito boliviano marcia a Cochabamba (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-boliviano-a-Cochabamba.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-boliviano-a-Cochabamba-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-boliviano-a-Cochabamba-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-boliviano-a-Cochabamba-1024x671.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non sembra esserci pace per la Bolivia, nemmeno dopo la rinuncia e l’abbandono del Paese di Evo Morales: il numero delle morti durante le proteste è infatti salito a 23 e, nonostante il tentativo di mediazione promosso da attori internazionali, il governo ha approvato un decreto che garantisce impunità all&#8217;esercito e lascia intravedere tempi bui. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-bolivia-e-sullorlo-del-caos.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1257" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-boliviano-a-Cochabamba.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;esercito boliviano marcia a Cochabamba (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-boliviano-a-Cochabamba.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-boliviano-a-Cochabamba-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-boliviano-a-Cochabamba-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Esercito-boliviano-a-Cochabamba-1024x671.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Non sembra esserci pace per la Bolivia, nemmeno dopo la rinuncia e l’abbandono del Paese di <strong>Evo Morales</strong>:<a href="https://www.lostiempos.com/actualidad/cochabamba/20191118/cidh-hay-23-muertos-715-heridos-crisis-bolivia" target="_blank" rel="noopener"> il numero delle morti durante le proteste è infatti salito a 23</a> e, nonostante il tentativo di mediazione promosso da attori internazionali, il governo ha approvato un decreto che garantisce impunità all&#8217;esercito e lascia intravedere tempi bui.</p>
<p><a href="https://woborders.blog/2019/11/17/nightmare-scenario/" target="_blank" rel="noopener">Secondo l’antropologo e blogger Carwil Bjork-James</a>, novembre è stato il mese con il maggior numero di morti a causa di un conflitto politico dall’ottobre 2003, quando il Paese era attraversato dalla cosiddetta <strong>Guerra del Gas</strong>.</p>
<p>La mattanza più grave è avvenuta venerdì 15 novembre a Sacaba, quando i duri scontri tra i <em>cocaleros</em> delle Sei Federazioni del Trópico di Cochabamba e un contingente della polizia militare hanno lasciato sull’asfalto nove morti e provocato 115 feriti e circa 200 arresti.</p>
<p>I decessi, ha denunciato <strong>Michelle Bachelet</strong>, Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani, “sarebbero presumibilmente la conseguenza dell’uso di munizioni letali da parte delle forze di sicurezza,” e sono tutti coltivatori della pianta della coca. Da parte sua, il comandante della polizia locale, Edwin Zurita, ha sostenuto che vari dei manifestanti portassero bastoni, dinamite e bazooka artigianali.</p>
<p><a href="https://www.lostiempos.com/actualidad/cochabamba/20191116/sacaba-6-muertos-115-heridos-200-arrestados-violenta-jornada" target="_blank" rel="noopener">Secondo il quotidiano locale <i>Los Tiempos</i></a>, gli scontri sono cominciati dopo che la marcia dei <em>cocaleros</em> ha cercato di superare il cordone di polizia che bloccava il passaggio al ponte Huayllani, con l’obiettivo di evitare che i manifestanti raggiungessero il centro di Cochabamba. Meta ultima della protesta doveva essere la città di La Paz, dove ha sede il governo.</p>
<p>“In questi quattro giorni ci siamo trovati in mezzo agli scontri, e la gente della campagna è stata massacrata, ci hanno sparato&#8221;, <a href="https://elpais.com/internacional/2019/11/17/america/1573961049_703590.html" target="_blank" rel="noopener">ha dichiarato Teresa González, contadina, a </a><i>El País</i>.</p>
<p>La manifestazione rifiutava il governo di transizione di <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-riconosce-la-nuova-amministrazione-boliviana.html">Jeanine Áñez</a>, la presidente <em>ad interim</em> che ha sostituito Morales anche senza avere il quorum legale del parlamento,accusandola di aver realizzato un colpo di Stato.</p>
<p>“I movimenti dei contadini <em>cocaleros</em> sono al momento i più fedeli a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html" target="_blank" rel="noopener">Morales</a> in tutto il Paese&#8221;, spiega a <i>Inside Over</i>un&#8217;attivista sociale di Cochabamba, &#8220;senza di lui, temono di finire di nuovo repressi dalla Dea come succedeva vent&#8217;anni fa&#8221;.</p>
<p>All’interno dei popoli originari ci sono però anche voci dissidenti. <a href="https://www.lostiempos.com/actualidad/pais/20191117/lider-indigena-apunta-choque-copa-del-mas-ser-complices-del-uso-armas" target="_blank" rel="noopener">In una intervista a </a><i>Los Tiempos</i>, la leader indigena Gabina Condori Nina ha accusato il partito di Morales, Il Movimento al Socialismo, di stare deliberatamente provocando i disordini e utilizzando i contadini come carne da cannone.</p>
<p>Dopo questi fatti, la Conferenza episcopale boliviana (Ceb), l&#8217;Unione europea (Ue) e gli inviati delle Nazioni Unite <a href="https://www.lostiempos.com/actualidad/pais/20191118/iglesia-ue-enviado-onu-convocan-dialogo-hoy-pacificar-pais">hanno convocato</a> governo, partiti politici e organizzazioni sociali a un tavolo per il dialogo in modo da trovare le condizioni per indire nuove elezioni. Eppure, le recenti misure intraprese dall’esecutivo del Paese fanno temere giorni bui.</p>
<h2>Impunità per i militari</h2>
<p>Lo stesso giorno del massacro di Sacaba, la presidente Áñez ha firmato un decreto che sembra sollevare i militari dispiegati durante le mobilitazioni dalla responsabilità penale delle loro azioni.</p>
<p>“Il personale delle Forze Armate che partecipa in operazioni per ristabilire l’ordine interno e la stabilità pubblica&#8221;, si legge all’articolo 3 del decreto 4078, “sarà esente dalla responsabilità penale quando, nell’adempiere alle sue funzioni costituzionali, attui per legittima difesa o stato di necessità, in osservanza dei principi di legalità, assoluta necessità e proporzionalità.”</p>
<p><a href="https://elpais.com/internacional/2019/11/17/america/1574014107_965320.html"><i>El País</i></a> riporta come la decisione sia già stata condannata da varie organizzazioni per i diritti umani, dalla Commissione Interamericana per i Diritti Umani a <strong>Human Rights Watch</strong>. Per loro, il provvedimento infrange qualsiasi standard internazionale e si converte di fatto in una “licenza di uccidere”.</p>
<p>Per ora, il nuovo governo ha difeso la propria scelta, sostenendo che si tratti di una misura “per permettere all’esercito di partecipare alla difesa della società,” secondo quanto dichiarato da Jerjes Justiniano, ministro della Presidenza ad interim e avvocato di Luis Fernardo Camacho, il leader della destra di Santa Cruz che ha portato avanti le proteste più dure prima delle dimissioni di Morales.</p>
<p><a href="http://www.la-razon.com/nacional/Gobierno-Anez-FFAA-presupuesto-adicional-Bolivia_0_3260074002.html" target="_blank" rel="noopener">Secondo <i>La Razón</i></a>, il governo ha inoltre appena destinato l’erogazione di 34,7 milioni di bolivianos (circa 4,4 milioni di euro) all’esercito per “la conservazione dell’ordine pubblico”.</p>
<h2>Blocchi stradali e crisi di alimenti</h2>
<p>Nonostante sia stato lo stesso Morales, che al momento si trova rifugiato in Messico, a richiedere l’appoggio degli organismi internazionali per promuovere il dialogo, i suoi sostenitori nel paese non sembrano intenzionati a indietreggiare di un millimetro.</p>
<p>Attorno alla città di La Paz, infatti, i blocchi portati avanti dai alcune organizzazioni popolari, come la Federazione delle giunte dei vicini di El Alto, in sostegno al leader indigeno, hanno causato una vera e propria crisi di alimenti e combustibile, <a href="https://lta.reuters.com/articulo/bolivia-desabastecimiento-idLTAKBN1XR0KX-OUSLT" target="_blank" rel="noopener">secondo quanto riporta <i>Reuters</i></a>.</p>
<p>La combattività delle organizzazioni di El Alto è leggendaria in Bolivia fin dal 2003, quando contribuirono significativamente alla caduta del presidente <strong>Gonzalo Sánchez de Lozada</strong>. Ad oggi, però, si presentano divise tra chi sta spalleggiando apertamente Morales e chi, invece, rivendica l’autodifesa di fronte agli atteggiamenti razzisti, come l’incendio della bandiera <i>wiphala</i>, che si sono visti in alcune proteste contro l’ex presidente.</p>
<p>La Paz e El Alto sono città gemelle, situate una accanto all’altra, la cui composizione sociale è però radicalmente diversa. El Alto è la città indigena aymara per antonomasia, tanto che, secondo il ricercatore <a href="https://elpais.com/internacional/2019/11/17/america/1573946084_680683.html">Rafael Loayza</a>, nei suoi quartieri più “profondi” il 90% degli abitanti si identifica con questa etnia.</p>
<p>All’opposto, i <em>paceños</em> vengono in maggioranza alla classe media e, nelle zone più ricche del sud, il 90% non crede di appartenere a nessuna etnia in particolare.</p>
<p>Per contrastare le violenze e i saccheggi che sono scoppiati a partire dal 10 novembre, i quartieri delle due città si sono così trincerati, bloccando le strade con da assi di legno, lamine metalliche, pietre, sacchi di sabbia e filo spinato. <a href="https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-50448622"><i>Bbc Mundo</i></a> ha raccontato come gli abitanti delle zone residenziali temono incendi a saccheggi da parte dei sostenitori di Morales, mentre chi vive a El Alto lamenta di essere stato abbandonato dalla polizia e non poter più circolare liberamente rischiare aggressioni.</p>
<p>La crisi politica sta così rischiando di polarizzare il paese attorno a una divisione che è anche etnica. Nonostante la parola &#8220;pace&#8221; sia sulla bocca di tutti, finora sono state ben poche le azioni concrete intraprese per smorzare il conflitto sociale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-bolivia-e-sullorlo-del-caos.html">La Bolivia è sull&#8217;orlo del caos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Uranio e litio, perché Mosca digerisce il golpe in Bolivia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/uranio-e-litio-perche-mosca-digerisce-il-golpe-in-bolivia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2019 14:35:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Litio]]></category>
		<category><![CDATA[Rosatom]]></category>
		<category><![CDATA[uranio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="873" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Bolivia-proteste-a-La-Paz-Getty-e1573914941260.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolivia, proteste" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Bolivia-proteste-a-La-Paz-Getty-e1573914941260.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Bolivia-proteste-a-La-Paz-Getty-e1573914941260-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Bolivia-proteste-a-La-Paz-Getty-e1573914941260-768x447.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Bolivia-proteste-a-La-Paz-Getty-e1573914941260-1024x596.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Una soluzione &#8220;alla cinese&#8221;: l&#8217;approccio della Russia alla tesissima situazione boliviana, culminata nel recente golpe contro il legittimo presidente Evo Morales che ha portato il leader indio all&#8217;esilio in Messico, ricorda molto la realpolitik scelta da Pechino in diversi casi in cui Paesi partner o amici conoscono improvvisi sovvertimenti degli equilibri interni. Ovvero nessuna interferenza nello status quo venutosi a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/uranio-e-litio-perche-mosca-digerisce-il-golpe-in-bolivia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="873" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Bolivia-proteste-a-La-Paz-Getty-e1573914941260.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bolivia, proteste" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Bolivia-proteste-a-La-Paz-Getty-e1573914941260.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Bolivia-proteste-a-La-Paz-Getty-e1573914941260-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Bolivia-proteste-a-La-Paz-Getty-e1573914941260-768x447.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Bolivia-proteste-a-La-Paz-Getty-e1573914941260-1024x596.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Una soluzione &#8220;alla cinese&#8221;: <a href="https://it.insideover.com/politica/bolivia-alle-origini-della-crisi.html">l&#8217;approccio della Russia</a> alla tesissima situazione boliviana, culminata nel recente golpe contro il legittimo presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html">Evo Morales</a> che ha portato il leader indio <a href="https://it.insideover.com/politica/morales-vola-in-messico-e-la-bolivia-brucia.html" target="_blank" rel="noopener">all&#8217;esilio in Messico</a>, ricorda molto la <em>realpolitik </em>scelta da Pechino in diversi casi in cui Paesi partner o amici conoscono improvvisi sovvertimenti degli equilibri interni. Ovvero nessuna interferenza nello status quo venutosi a creare a patto che le nuove autorità <strong>riconoscano accordi e obbligazioni stipulate </strong>con la Cina.</p>
<p>La Bolivia non è il Venezuela, molto più strategico e simbolico per Mosca, e la <strong>Russia </strong>ha, con le dovute cautele, accettato la transizione e l&#8217;elezione forzata di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jeanine-anez-lautoproclamata-presidente-della-bolivia.html">Jeanine Anez</a> a presidente della Repubblica <em>ad interim</em>. La Anez è, per certi versi, una figura ancora più grottesca e insignificante del venezuelano <a href="https://it.insideover.com/politica/le-tresche-di-maduro-e-guaido-in-colombia.html">Juan Guaidò</a>: esponente del Movimento Socialdemocratico, che controlla solo 4 seggi nel Parlamento boliviano, l&#8217;ex vicepresidente del Senato si è politicamente contraddistinta per una continua strumentalizzazione della Bibbia, per gli attacchi contro l&#8217;etnia Aymara di cui fa parte Morales (definita &#8220;satanista&#8221;) e per un radicale rifiuto delle politiche del presidente destituito in cui mal si confondono opposizioni ideologiche e venature razziste. <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-riconosce-la-nuova-amministrazione-boliviana.html">Ma Mosca ha accettato la sua elezione ad opera del Senato</a>, sottolineando però che è avvenuta senza il quorum legale in Parlamento e auspicando nuove elezioni.</p>
<p>Il motivo? Interessi economici legati al grande tesoro della Bolivia che la Russia non vuole perdere: le materie prime. In testa l&#8217;<strong>uranio, </strong>che Rosatom intende cercare con sempre maggior forza nel Paese latinoamericano. Premunendosi contro l&#8217;eventualità che un rientro di Morales si trasformi in un&#8217;ipotesi remota, Mosca mira a preservare i contratti già stipulati. <strong>Aleksey Likhachev</strong>, massimo dirigente di Rosatom, ha incontrato l&#8217;ultima volta Morales nel luglio scorso, quando il presidente che ha portato la Bolivia fuori dal sottosviluppo ha ricevuto una laurea <em>honoris causa </em>all&#8217;Università dell&#8217;Amicizia di Mosca e ha concordato con lui e <strong>Vladimir Putin </strong>un progetto da 300 milioni di dollari per la costruzione di una centrale nucleare a <strong>El Alto</strong>, sulle Ande. Likhachev ha commentato i sommovimenti politici boliviani ricordando che nulla cambia nei piani di Rosatom: Mosca è nel Paese per massimizzare i suoi interessi, che si estendono anche all&#8217;ambito militare ed energetico, con la presenza attiva di <strong>Gazprom</strong>.</p>
<p>Morales non è riuscito a frenare, come fatto da <strong>Nicolas Maduro, </strong>l&#8217;usurpazione con l&#8217;arroccamento sulle forze armate e sulla propria base di consenso. Mosca, di fronte a un sovvertimento rapido, non ha voluto lasciare libera la strategica casella boliviana all&#8217;iniziativa degli <strong>Stati Uniti </strong>e ha provato a premunirsi. Anche perché la Bolivia è fondamentale per un&#8217;altra, importante materia prima che fa gola a Rosatom: il <strong>litio</strong>. Fondamentale per ampliare la produzione di batterie e accumulatori energetici sempre più avanzati, il litio è per l&#8217;80% concentrato in Argentina, Cile e Bolivia. Morales ha gelosamente custodito il principio &#8220;100% Estatal&#8221; per inserire Sucre nel mercato mondiale di una risorsa sempre più ambita (+10% tra 2015 e 2017, 40mila tonnellate usate in quest&#8217;ultimo anno) in posizione di forza, ma ha progressivamente dovuto aprirsi a collaborazioni tattiche.</p>
<p>La prima necessità è stata legata al reperimento di capitale tecnologico mancante in un Paese rimasto a lungo tra i più poveri delle Americhe. <a href="https://www.agi.it/economia/litio_geopolitica-5506301/news/2019-05-22/">Come scrive l&#8217;<em>Agi</em></a>, in Bolivia la fonte principale di litio &#8220;è il Salar de Uyuni, un’enorme distesa salina di oltre 10 mila chilometri quadrati a 3.600 metri di altitudine&#8221; in cui l&#8217;estrazione è altamente complicata. Per questo &#8220;nel 2018 è stato firmato un accordo con una società tedesca, la <a href="http://www.aci-systems.de/en/press-3.pdf">Aci Systems Alemania GmbH</a>, per lavorare nell&#8217;Uyuni. Lo scorso febbraio, poi, è stato annunciato <a href="https://www.reuters.com/article/us-bolivia-lithium-china/bolivia-picks-chinese-partner-for-2-3-billion-lithium-projects-idUSKCN1PV2F7">un altro accordo</a>, questa volta con una società cinese, da 2,3 miliardi di dollari&#8221;. I russi vorrebbero essere i prossimi a partecipare a un banchetto tanto importante. E sono persino disposti a sacrificare un alleato fedele come Morales, per premunirsi. La durezza delle logiche strategiche e geoeconomiche in un&#8217;era di elevata conflittualità, competizione e scontro tra potenze porta anche a compiere scelte ideologicamente ben poco comprensibili.</p>
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		<title>La Russia riconosce la nuova amministrazione boliviana</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-russia-riconosce-la-nuova-amministrazione-boliviana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2019 17:28:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni boliviane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Jeanine-Anez-in-Bolivia-Getty-e1573752523629.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Jeanine Anez" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Jeanine-Anez-in-Bolivia-Getty-e1573752523629.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Jeanine-Anez-in-Bolivia-Getty-e1573752523629-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Jeanine-Anez-in-Bolivia-Getty-e1573752523629-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Jeanine-Anez-in-Bolivia-Getty-e1573752523629-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La crisi boliviana subisce l&#8217;ennesima ed improvvisa svolta. Il Cremlino ha infatti riconosciuto Jeanine Anez come presidente ad interim, una decisione che sorprende anche perché la Federazione Russa aveva simpatie politiche per l&#8217;ex presidente Evo Morales, costretto alla fuga dopo i disordini che hanno destabilizzato il Paese. La situazione è comunque in costante evoluzione ma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-riconosce-la-nuova-amministrazione-boliviana.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Jeanine-Anez-in-Bolivia-Getty-e1573752523629.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Jeanine Anez" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Jeanine-Anez-in-Bolivia-Getty-e1573752523629.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Jeanine-Anez-in-Bolivia-Getty-e1573752523629-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Jeanine-Anez-in-Bolivia-Getty-e1573752523629-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Jeanine-Anez-in-Bolivia-Getty-e1573752523629-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La crisi boliviana subisce l&#8217;ennesima ed improvvisa svolta. Il <a href="https://www.google.com/amp/s/www.teletrader.com/amp/news/details/50301470">Cremlino</a> ha infatti <strong>riconosciuto</strong> <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jeanine-anez-lautoproclamata-presidente-della-bolivia.html">Jeanine Anez</a> come presidente ad interim, una decisione che sorprende anche perché la Federazione Russa aveva simpatie politiche per l&#8217;ex presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-evo-morales.html">Evo Morales</a>, costretto alla fuga dopo i disordini che hanno destabilizzato il Paese. La situazione è comunque in costante evoluzione ma la mossa di Mosca mira, probabilmente, ad aprire ad una possibile collaborazione con il nuovo esecutivo transitorio di Sucre. Posta di fronte al fatto compiuto della deposizione di Morales, infatti, la Federazione Russa ha preferito giocare d&#8217;astuzia per evitare di compromettere le relazioni future con il governo del Paese che, probabilmente, sarà guidato dall&#8217;opposizione anche dopo le consultazioni che verranno.</p>
<h2>Lo scenario locale</h2>
<p>La decisione di Mosca stupisce ancor di più se si tiene conto del comportamento tenuto in merito da un&#8217;altra importante nazione: <strong>l&#8217;Argentina</strong>. L&#8217;amministrazione di centrodestra uscente di <a href="https://it.insideover.com/schede/without-category/chi-e-mauricio-macri.html">Mauricio Macri</a>, infatti, ha deciso di non riconoscere la Anez perché la sua <a href="https://www.google.com/amp/s/www.batimes.com.ar/news/amp/argentina/argentine-government-doesnt-recognise-anez-as-bolivian-president.phtml">investitura</a> non è stata votata dal Senato dove il Movimento al Socialismo (MAS), lo schieramento politico di Morales, ha boicottato i lavori dell&#8217;organo legislativo. Il Mas ha una maggioranza corrispondente ai due terzi dei seggi dell&#8217;Assemblea ed il suo assenso risulta fondamentale affinché il processo di insediamento presidenziale risulti legittimo. La Anez si è invece autoproclamata, dopo la rinuncia di Morales, del vicepresidente Linera e dei presidenti di Camera e Senato, Capo di Stato.</p>
<p>Gli <strong>Stati Uniti,</strong> invece, si sono <a href="https://www.google.com/amp/s/mobile.reuters.com/article/amp/idUSKBN1XO088">congratulati</a> con il presidente ad interim per bocca del Segretario di Stato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mike-pompeo.html">Mike Pompeo</a>. Quest&#8217;ultimo ha lodato la Anez per aver deciso di guidare il Paese in un momento così difficile e durante la transizione democratica del Paese. Sono noti, infatti, i cattivi rapporti intercorsi tra la Casa Bianca ed il governo progressista di Morales, da sempre vicino al Venezuela, al Nicaragua ed agli altri Stati progressisti della regione.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Dal Messico riecheggia, invece, <a href="https://www.iol.co.za/news/world/morales-asks-un-europe-and-vatican-to-facilitate-peaceful-end-to-bolivia-crisis-37182803">l&#8217;appello</a> lanciato da <strong>Evo Morales,</strong> che si trova nel Paese dopo essere fuggito dalla Bolivia. L&#8217;ex presidente si è rivolto alle Nazioni unite, alla Chiesa cattolica ed alle nazioni europee amiche affinché facilitino un dialogo che possa favorire la riconciliazione nello Stato andino, dove le contrapposizioni tra gli oppositori ed i sostenitori dell&#8217;ex <em>cocalero</em> sono molto forti e rischiano di causare fratture interne sempre più profonde. La crisi boliviana ha avuto inizio dopo il contestato primo turno delle elezioni presidenziali, vinto da Morales ma inficiato, secondo l&#8217;opposizione da brogli. L&#8217;Organizzazione degli Stati Americani, dopo aver condotto un&#8217;inchiesta sullo svolgimento del voto, aveva invitato ad annullare i risultati a causa di una manomissione degli stessi.</p>
<p>Non bisogna dunque sottovalutare <strong>il ruolo politico</strong> che potrà ancora giocare, nel prossimo futuro, Evo Morales. L&#8217;ex presidente gode di un radicato seguito popolare e non ha alcuna intenzione di gettare la spugna e rinunciare senza lottare. Certo la mossa di Mosca potrebbe far pensare che i vertici della Federazione russa ritengano improbabile questo sviluppi, al punto tale da sbilanciarsi nel riconoscere, seppur esprimendo  scetticismo per la procedura, la Anez. I prossimi giorni e settimane si riveleranno decisivi per capire meglio come potrà evolvere il complesso scenario boliviano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-russia-riconosce-la-nuova-amministrazione-boliviana.html">La Russia riconosce la nuova amministrazione boliviana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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