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	<title>James Comey Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>James Comey Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Russiagate: indagati James Comey e John Brennan, ex direttori dell&#8217;FBI e della CIA</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/russiagate-indagati-james-comey-e-john-brennan-ex-direttori-dellfbi-e-della-cia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 15:03:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Indagini penali su Brennan e Comey: Fonti del Dipartimento di Giustizia riferiscono che John Brennan (ex direttore CIA) e James Comey (ex direttore FBI) sono sotto indagine penale per presunte irregolarità legate al Russiagate, incluse possibili false dichiarazioni al Congresso.<br />
Ruolo del dossier Steele: Il dossier Steele, finanziato dalla campagna di Hillary Clinton e dal Comitato Nazionale Democratico, conteneva informazioni non verificate incluse nel rapporto ICA del 2017, nonostante i dubbi interni. Brennan avrebbe spinto per la sua inclusione, contraddicendo successive dichiarazioni al Congresso.<br />
Politicizzazione dell’intelligence: Un rapporto declassificato della CIA evidenzia la politicizzazione del processo di redazione dell’ICA, influenzato da nomine politiche dell’era Obama, con il dossier Steele usato nonostante la sua scarsa affidabilità.<br />
Crossfire Hurricane e rapporto Durham: L’indagine FBI “Crossfire Hurricane” sulla campagna Trump, avviata nel 2016, si basava in parte sul dossier Steele. Il rapporto Durham critica l’FBI per non aver analizzato criticamente le informazioni, suggerendo un possibile tentativo di manipolazione politica.<br />
Richiesta di responsabilità: La Casa Bianca chiede che i funzionari dell’era Obama, inclusi Brennan e Comey, rispondano delle loro azioni. L’indagine potrebbe chiarire presunti abusi istituzionali e influenzare la fiducia nell’intelligence americana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/russiagate-indagati-james-comey-e-john-brennan-ex-direttori-dellfbi-e-della-cia.html">Russiagate: indagati James Comey e John Brennan, ex direttori dell&#8217;FBI e della CIA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709092851247_c9657683b1978a07c0d6835c94bd445d-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fonti del Dipartimento di Giustizia <a href="https://www.reuters.com/world/us/fbi-launches-probes-into-former-fbi-director-ex-cia-director-fox-news-reports-2025-07-08/">hanno rivelato</a> che l’ex direttore della CIA, <strong>John Brennan</strong>, e l’ex direttore dell’FBI, <strong>James Comey</strong>, sono attualmente sotto indagine penale per possibili irregolarità legate all’inchiesta sul Russiagate, compreso il presunto rilascio di dichiarazioni false al Congresso.</p>



<p>Secondo quanto riferito, il direttore della CIA <strong>John Ratcliffe</strong> ha trasmesso al direttore dell’FBI Kash Patel prove di presunti illeciti da parte di Brennan, aprendo di fatto un’inchiesta criminale. Sebbene i dettagli non siano stati resi noti, l’indagine sembra includere, almeno in parte, le dichiarazioni che Brennan avrebbe rilasciato al Congresso. Sul fronte di Comey, fonti del Dipartimento di Giustizia hanno confermato l’esistenza di un’indagine aperta, ma senza fornire dettagli sulle specifiche accuse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dossier Steele e la sua controversia</h2>



<p>Al centro delle accuse vi è la decisione di includere nel documento di valutazione dell’intelligence degli Stati Uniti (ICA) del 2017 il cosiddetto “dossier Steele”, <strong>un documento anti-Trump pieno di affermazioni non verificate e in gran parte smentite</strong>, commissionato dalla società Fusion GPS e finanziato dalla campagna presidenziale di Hillary Clinton e dal Comitato Nazionale Democratico.</p>



<p>Un <strong>rapporto recentemente declassificato</strong> ha riconosciuto per la prima volta da parte di funzionari di carriera della CIA la politicizzazione del processo con cui fu redatto l’ICA, soprattutto per l’influenza di nomine politiche dell’era Obama. I documenti rivelano che Brennan spinse personalmente per includere il dossier nel rapporto, nonostante i dubbi interni. Durante la sua testimonianza davanti alla Commissione Giudiziaria della Camera nel maggio 2023, Brennan dichiarò invece di non ritenere che il dossier dovesse essere inserito nel documento di intelligence. Una contraddizione che ora alimenta i sospetti sull’accuratezza delle sue dichiarazioni ufficiali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dettagli sull’origine e l’uso del dossier</h2>



<p>L’allegato declassificato riporta che:</p>



<p>&#8220;Una fonte dell’FBI (Steele), utilizzando fonti secondarie identificate e non, ha fornito informazioni politicamente sensibili dall’estate all’autunno del 2016 sugli sforzi di influenza russi volti alle elezioni presidenziali USA. Abbiamo solo una limitata corroborazione delle informazioni fornite e non le abbiamo usate per le conclusioni analitiche dell’ICA della CIA/FBI/NSA&#8221;.</p>



<p>Prosegue precisando che:</p>



<p>&#8220;La fonte raccolse queste informazioni per clienti privati e non fu compensata dall’FBI. Inoltre, il rapporto di Steele non fu sviluppato dalla rete di fonti secondarie dell’FBI&#8221;. </p>



<p>Il rapporto aggiunge:</p>



<p>&#8220;La fonte ha dichiarato di non poter garantire per l’accuratezza o l’origine delle ulteriori informazioni fornite, pertanto esse non sono state incluse nel prodotto finale&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rapporto del DOJ e il ruolo dell’FBI</h2>



<p>L’Ispettore Generale del Dipartimento di Giustizia, <strong>Michael Horowitz</strong>, ha anche esaminato l’inclusione del dossier Steele nell’ICA nel suo rapporto sulle presunte irregolarità legate all’uso del Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA). Nel rapporto, pubblicato nel 2019, Horowitz evidenziò “significative inesattezze e omissioni” nei mandati FISA ottenuti contro Carter Page, ex collaboratore della campagna Trump, che si basavano pesantemente sul dossier, nonostante la mancanza di prove concrete a sostegno delle accuse.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scenario politico e l’allarme Brennan</h2>



<p>Nel 2020, è emerso che Brennan aveva informato l’allora presidente Obama e i vertici dell’amministrazione sul fatto che la candidata democratica <strong>Hillary Clinton</strong> stava pianificando di “gettare fango” su Trump legandolo alla Russia. Il 28 luglio 2016, Brennan riferì a Obama di un piano di un consulente di Clinton per “vilipendere Donald Trump attraverso uno scandalo che accusava il servizio di sicurezza russo”. Alla riunione parteciparono, oltre a Obama e Brennan, anche James Comey, il vicepresidente Joe Biden, l’allora procuratore generale Loretta Lynch e l’ex direttore dell’intelligence nazionale James Clapper.</p>



<p>Dopo il briefing, la CIA inviò queste informazioni tramite un responsabile delle operazioni di controspionaggio a Comey e a Peter Strzok, con oggetto “Crossfire Hurricane”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’inizio di Crossfire Hurricane</h2>



<p>Il 31 luglio 2016 l’FBI aprì un’indagine di controspionaggio su possibili collusioni tra la campagna Trump e la Russia, nota internamente come Crossfire Hurricane. L’indagine fu affidata al <strong>Procuratore Speciale Robert Mueller</strong>, che dopo quasi due anni concluse senza trovare prove di cospirazione o coordinamento criminale.</p>



<p>Successivamente, <strong>John Durham fu nominato procuratore speciale</strong> per indagare sulle origini di “Crossfire Hurricane”. Il suo rapporto evidenziò che: &#8220;Se l’FBI avesse aperto l’indagine Crossfire Hurricane come una valutazione, e avesse raccolto e analizzato dati in combinazione con le informazioni sul piano di Clinton, è probabile che le informazioni ricevute sarebbero state esaminate, almeno, con uno sguardo più critico&#8221;. </p>



<p>Durham continuò affermando che: &#8220;L’FBI non agì su ciò che avrebbe dovuto essere – se combinato con altri fatti incontrovertibili – un chiaro segnale d’allarme che l’FBI potesse essere il bersaglio di un tentativo di manipolare o influenzare il processo di giustizia per scopi politici durante le elezioni presidenziali del 2016&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Richiesta di responsabilità alla Casa Bianca</h2>



<p>La Casa Bianca chiede che i funzionari dell’era Obama siano chiamati a rispondere delle proprie azioni. La portavoce della Casa Bianca, <strong>Karoline Leavitt</strong>, ha dichiarato: &#8220;Il presidente Trump aveva ragione — di nuovo. Chi ha partecipato a questo scandalo politico deve essere ritenuto responsabile per la frode commessa contro il presidente Trump e per le bugie raccontate al popolo americano&#8221;. </p>



<p>Questa inchiesta <strong>rappresenta una svolta significativa nella lunga vicenda del Russiagate</strong>, aprendo scenari nuovi su possibili abusi istituzionali e manipolazioni politiche. L’esito dell’indagine penale su Brennan e Comey sarà fondamentale per chiarire responsabilità e ripristinare, se possibile, la fiducia nell’intelligence americana.</p>
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		<item>
		<title>La guerra tra Trump e l&#8217;intelligence</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-guerra-tra-trump-e-lintelligence.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2020 08:14:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Central Intellicence Agency (Cia)]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Bureau of Investigation (Fbi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="744" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Impeachment-contro-Trump-e1588580212693.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Impeachment contro Trump (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Impeachment-contro-Trump-e1588580212693.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Impeachment-contro-Trump-e1588580212693-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Impeachment-contro-Trump-e1588580212693-768x298.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Impeachment-contro-Trump-e1588580212693-1024x397.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Donald Trump ha visto aprirsi nelle ultime settimane l&#8217;ennesima faglia che lo divide dai suoi servizi di intelligence sul tema della presunta origine di laboratorio del coronavirus che sta duramente impattando gli Stati Uniti. L&#8217;intelligence a stelle e strisce non è stata certamente permissiva nei confronti della Cina, accusata tra le altre cose della sottovalutazione del numero di morti nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-tra-trump-e-lintelligence.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-tra-trump-e-lintelligence.html">La guerra tra Trump e l&#8217;intelligence</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="744" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Impeachment-contro-Trump-e1588580212693.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Impeachment contro Trump (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Impeachment-contro-Trump-e1588580212693.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Impeachment-contro-Trump-e1588580212693-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Impeachment-contro-Trump-e1588580212693-768x298.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Impeachment-contro-Trump-e1588580212693-1024x397.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> </strong>ha visto aprirsi nelle ultime settimane l&#8217;ennesima faglia che lo divide dai suoi <strong>servizi di intelligence </strong>sul tema della presunta origine di laboratorio del <strong>coronavirus </strong>che sta duramente <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-il-coronavirus-svela-la-dipendenza-dalle-importazioni.html">impattando gli Stati Uniti.</a> L&#8217;intelligence a stelle e strisce non è stata certamente permissiva nei confronti della Cina, accusata tra le<a href="https://it.insideover.com/politica/lintelligence-usa-pechino-ha-nascosto-i-numeri-del-coronavirus.html"> altre cose della sottovalutazione</a> del numero di morti nel focolaio di <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/wuhan-e-dintorni-intervista-al-prof-francesco-maglioccola/"><strong>Wuhan</strong></a>, ma sull&#8217;origine di laboratorio del coronavirus non ha per ora seguito il potere esecutivo statunitense.</p>
<h2>I dubbi degli 007 sul Covid-19</h2>
<p>Per ora gli agenti Usa &#8220;concordano con il largo consenso scientifico che il virus non è stato prodotto dall&#8217;uomo o geneticamente modificato&#8221;, ha fatto sapere la<strong> National intelligence (Dni)</strong>, che coordina tutte le agenzie del settore. Ma la Dni assicura che “continuerà ad esaminare rigorosamente le informazioni che emergeranno per determinare se la diffusione è cominciata tramite contatto con animali infetti o se è il risultato di un incidente di laboratorio”.</p>
<p>Affermazioni dal tenore completamente diverso da quello di Trump e del suo Segretario di Stato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mike-pompeo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mike Pompeo</strong></a> che, messi spalle al muro dalla corsa del contagio, dai sondaggi elettorali declinanti e dal rischio di una <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/il-rischio-choc-per-gli-usa-recessione-senza-precedenti.html">catastrofe economica</a> </strong>hanno giocato la carta delle accuse dirette a Pechino senza avere la certezza di esser seguiti dalla comunità dell&#8217;<strong>intelligence</strong>.</p>
<p>Gli apparati di potere dello <strong><a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/lo-stato-profondo-il-crollo-della-costituzione-e-lascesa-di-un-governo-ombra-mike-lofgren-2016/">Stato profondo statunitense</a> </strong>hanno ampiamente condizionato l&#8217;amministrazione Trump, e risultano al loro interno fortemente concordi con l&#8217;amministrazione nell&#8217;individuazione della Cina come rivale strategico numero uno per Washington: immaginare una &#8220;guerra&#8221; di un presunto Deep State anti-trumpiano alla Casa Bianca è semplice fantascienza. Al tempo stesso risulta vero affermare che The Donald ha avuto un rapporto complicato con gli apparati di intelligence e spionaggio rappresentanti la punta di lancia dell&#8217;influenza statunitense nel mondo.</p>
<h2>Un presidente molto umorale</h2>
<p>Risulta notorio che l&#8217;attitudine impolitica di Trump lo porti a ragionare, anche da inquilino della Casa Bianca, con logiche da amministratore delegato, puntando a vedere riflessa nella sua organizzazione il proprio modo di agire e pensare. <a href="https://time.com/5518947/donald-trump-intelligence-briefings-national-security/" target="_blank" rel="noopener"><em>Time </em>ha rivelato</a> che Trump semplicemente non presta fede ai rapporti e ai briefing dell&#8217;intelligence che contraddicono le sue <strong>affermazioni pubbliche</strong>, e che diversi membri del suo staff abbiano da tempo rinunciato a presentargli rapporti in contrasto con esse.</p>
<p>Dall&#8217;Iran, dossier che Trump ha preso in mano autonomamente arrivando a decisioni improvvide come l&#8217;uccisione di <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/soleimani-generale-iran.html">Qasem Soleimani,</a> </strong>al Venezuela, scenario in cui la Casa Bianca con l&#8217;appoggio del Nsc di John Bolton ha contribuito a organizzare <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-esercito-venezuelano-non-molla-maduro.html">un fallito golpe da operetta,</a> l&#8217;influenza destabilizzante di un potere esecutivo deciso a non prestare fede all&#8217;appoggio delle spie si è fatta sentire in tutta la sua forza.</p>
<p>Al contempo, la sfiducia è stata alimentata in Trump dall&#8217;atteggiamento di diversi uomini degli apparati che si sono dimostrati pregiudizievoli nei suoi confronti. L&#8217;ultimo esempio è stato reso pubblico a inizio aprile, quando il presidente degli Stati Uniti ha licenziato <strong>Michael Atkinson</strong>, funzionario di intelligence che aveva ricevuto e segnalato al Congresso la denuncia anonima che aveva portato al processo di impeachment contro Trump. Atkinson aveva avviato la fallita procedura di messa in stato d&#8217;accusa di Trump, <a href="https://it.insideover.com/politica/impeachment-cosi-donald-trump-ne-esce-ancora-piu-forte.html">che si era dimostrata apertamente lacunosa.</a></p>
<h2>Tutti gli uomini del presidente</h2>
<p>Tale sfiducia si è ripercossa sulla scelta degli uomini e delle donne nella comunità dell&#8217;intelligence, portando a un turbinoso avvicendamento di nomine, licenziamenti e dimissioni legato all&#8217;irrigidimento della Casa Bianca e delle centrali anti-trumpiane nell&#8217;intelligence.</p>
<p>Il caso più celebre è stato legato al licenziamento <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-chiese-la-lealta-comey.html" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;ex direttore dell&#8217;Fbi </a><strong>James Comey </strong>nel pieno dello scandalo <strong>Russiagate</strong>, da cui Trump è uscito paradossalmente rafforzato politicamente.</p>
<p>L&#8217;unico avvicendamento ordinato andato in scena nei tre anni di amministrazione Trump è stato alla guida della Cia, divenuta la più &#8220;trumpiana&#8221; delle organizzazioni di intelligence, in seguito all&#8217;ascesa di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-falchi-guerra-iran.html">Gina Haspel</a></strong>al posto di Mike Pompeo, promosso a Segretario di Stato, tra aprile e maggio 2018.</p>
<p>Per il resto, il valzer è stato continuo. Il posto di <strong>Director of National Intelligence </strong>ha visto tre avvicendamenti: <strong>Dan Coats, </strong>critico dell&#8217;operato di Trump su Corea del Nord, Iran e Russia, è uscito di <a href="https://www.nytimes.com/2019/07/28/us/politics/dan-coats-intelligence-chief-out.html">scena nell&#8217;agosto 2019</a>; il suo successore, <strong>Joseph Maguire, </strong>è durato fino a febbraio prima di scontrarsi con Trump e uscire di scena a favore del traghettatore <strong>Richard Grenell</strong>.</p>
<p><strong>Susan Gordon</strong>, vice di Coats, è stata a sua volta rimossa assieme al superiore; lo scandalo impeachment rischia di veder cadere altre teste dopo quella di Atkinson e di <strong>Jason Klitenic, </strong>alto funzionario del Dni dimessosi a marzo. Tra Trump e le spie c&#8217;è un clima problematico che, anche in caso di riconferma a novembre del Presidente, perdurerà: al contempo, anche un vincitore democratico come <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener">Joe Biden</a> </strong>non potrebbe non rilevare che qualcosa, tra Casa Bianca e apparati, si è guastato. In fin dei conti, il problema è la leadership statunitense nel mondo, considerata dall&#8217;intelligence uno stock da preservare con obiettivi fissi di lungo periodo e dal potere esecutivo un flusso da alimenatare, nel caso di Trump, con azioni imprevedibili e manovre a sorpresa. Anche a costo di attraversare il Rubicone, come nel caso <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener">coronavirus</a>: tirare troppo la corda nel considerare la propria convinzione come l&#8217;unica accettabile danneggia la posizione degli Usa nel mondo.</p>
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		<title>Hillary Clinton, lo scandalo delle e-mail è tutt&#8217;altro che chiuso</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/hillary-clinton-lo-scandalo-delle-e-mail-e-tuttaltro-che-chiuso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2019 12:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="878" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Hillary-Clinton-La-Presse-e1566822022671.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Hillary-Clinton-La-Presse-e1566822022671.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Hillary-Clinton-La-Presse-e1566822022671-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Hillary-Clinton-La-Presse-e1566822022671-768x351.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Hillary-Clinton-La-Presse-e1566822022671-1024x468.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il caso delle e-mail di Hillary Clinton potrebbe essere tutt&#8217;altro che chiuso. Nel luglio 2016, l&#8217;Fbi, attraverso l&#8217;ex capo del bureau James Comey, comunicò che non ci sarebbe stata alcuna incriminazione per l&#8217;ex segretaria di Stato, in merito al contestato utilizzo di un server privato per la posta elettronica, nel periodo in cui la Clinton guidava &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/hillary-clinton-lo-scandalo-delle-e-mail-e-tuttaltro-che-chiuso.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="878" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Hillary-Clinton-La-Presse-e1566822022671.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Hillary-Clinton-La-Presse-e1566822022671.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Hillary-Clinton-La-Presse-e1566822022671-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Hillary-Clinton-La-Presse-e1566822022671-768x351.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Hillary-Clinton-La-Presse-e1566822022671-1024x468.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il caso delle e-mail di <strong>Hillary Clinton</strong> potrebbe essere tutt&#8217;altro che chiuso. Nel luglio 2016, l&#8217;Fbi, attraverso l&#8217;ex capo del bureau James Comey, <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/email-private-dallfbi-niente-incriminazione-hillary-clinton-1279570.html">comunicò</a> che non ci sarebbe stata alcuna incriminazione per l&#8217;ex segretaria di Stato, in merito al contestato utilizzo di un server privato per la posta elettronica, nel periodo in cui la Clinton guidava la diplomazia Usa. Comey definì Clinton e il suo staff &#8220;estremamente negligenti&#8221; per quanto hanno combinato con la storia delle mail, ma sottolineò che non c&#8217;era alcuna prova che abbiano inteso violare la legge.</p>
<p>Ora, però, sembra esserci l&#8217;ennesimo colpo di scena. Come riporta il giornalista investigativo <strong>John Solomon</strong> su <a href="https://thehill.com/opinion/criminal-justice/458478-the-road-not-taken-another-fbi-failure-involving-the-clintons"><em>The Hill</em></a>, grazie all&#8217;incessante lavoro del presidente della commissione finanze del Senato Chuck Grassley e del presidente della commissione per la sicurezza e gli affari governativi del Senato Ron Johnson, infatti, sembra che il caso delle e-mail sia tutt&#8217;altro che chiuso. Secondo un memorandum dei due senatori che indagano sul caso, nel 2016 l&#8217;Fbi &#8211; non esaminò prove &#8220;altamente classificate&#8221; che potrebbero dare risposte a molte domande sull&#8217;operato di Hillary Clinton.</p>
<h2>Nel 2016 l&#8217;Fbi ignorò prove fondamentali</h2>
<p>Da ciò che emerge, la sensazione è che il bureau non fece adeguatamente il proprio dovere fino in fondo. Forse per salvare <strong>Hillary Clinton</strong> dalla possibile incriminazione? Secondo il memorandum redatto dai due senatori, nel 2016 &#8220;l&#8217;Fbi decise di non accedere a determinate informazioni altamente classificate e potenzialmente rilevanti per l&#8217;indagine&#8221; si legge, nonostante il bureau fosse consapevole della loro importanza ai fini dell&#8217;indagine e una loro lettura fosse &#8220;necessaria&#8221;. A seguito di questa rivelazione, il 16 aprile 2019, i senatori Grassley, Johnson e Graham hanno inviato una lettera al procuratore generale <strong>William Barr</strong> ribadendo la necessità di una risposta scritta.</p>
<p>&#8220;Inizialmente &#8211; scrive Solomon &#8211; il capo avvocato dell&#8217;Fbi <strong>James Comey</strong> pensava che Hillary Clinton dovesse essere incriminata, e l&#8217;ufficio scrisse una bozza a sostegno di quella decisione, salvo poi rinunciare. E ora apprendiamo che l&#8217;Fbi ha scelto volontariamente di ignorare prove altamente classificate nel caso delle e-mail. È esattamente quel tipo di comportamento che porta molti americani a chiedersi se ci siano due sistemi giudiziari all&#8217;interno dell&#8217;Fbi: uno per i Clinton e uno per il resto del Paese&#8221;.</p>
<p>Nei giorni scorsi, inoltre, sempre sul caso emailgate, un giudice federale di Washington Dc <a href="https://www.washingtonexaminer.com/news/judge-orders-more-discovery-in-clinton-emails-foia-case">ha accolto</a> quasi tutte le richieste di ulteriori accertamenti da parte del gruppo conservatore <strong>Judicial Watch</strong>. Nei prossimi mesi, sette funzionari del Dipartimento di Stato dovranno pertanto deporre rispetto alla loro condotta nel periodo in cui Hillary Clinton era Segretario di Stato.</p>
<h2>Cos&#8217; l&#8217;Fbi salvò Hillary dall&#8217;incriminazione</h2>
<p>Secondo <a href="https://it.insideover.com/politica/fbi-nella-bufera-cosi-ha-salvato-hillary-clinton.html">quanto emerso</a> a dicembre 2017, la dichiarazione dell’ex direttore dell’Fbi <strong>James Comey</strong> inerente l’inchiesta sulle e-mail di Hillary Clinton fu modificata più volte in modo da &#8220;annacquare&#8221; le conclusioni del bureau e salvare Hillary dall’incriminazione. Come dimostra la documentazione resa pubblica dal senatore Ron Johnson – presidente del Senate Homeland Security Committee – l’agenzia governativa ha apportato delle modifiche alla bozza in maniera tale da non dare luogo a un’accusa formale nei confronti dell’ex Segretario di Stato.</p>
<p>Nella bozza iniziale, Comey affermava che era &#8220;ragionevolmente probabile&#8221; che &#8220;attori ostili&#8221; avessero accesso all’account personale di posta elettronica dell’ex segretario di stato Hillary Clinton: quel &#8220;probabile&#8221; è stato modificato successivamente in &#8220;possibile&#8221;, stravolgendo completamente il peso della dichiarazione. Un altra modifica mostra come le azioni di Clinton e dei suoi colleghi siano passate dall’essere &#8220;negligenti&#8221; a &#8220;estremamente distratte&#8221;. Questa è, come rileva <a href="https://www.foxnews.com/politics/comey-edits-revealed-remarks-on-clinton-probe-were-watered-down-documents-show"><em>Fox News</em></a>, una distinzione legale fondamentale e non una banale questione stilistica o di forma.</p>
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		<title>Russiagate, James Comey ha sabotato le trattative con Assange</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russiagate-james-comey-sabotato-le-trattative-assange.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2018 12:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
		<category><![CDATA[Wikileaks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="737" height="415" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1472722286-assange.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1472722286-assange.jpg 737w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1472722286-assange-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1472722286-assange-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 737px) 100vw, 737px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti erano sul punto di stipulare un accordo con il fondatore di WikiLeaks Julian Assange: patto che è stato fatto saltare dall’ex direttore dell’Fbi James Comey e dal senatore Mark Warner, che hanno ordinato la conclusione delle trattative dopo che Assange si era offerto di dimostrare che la Russia non era coinvolta nella fuga &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-james-comey-sabotato-le-trattative-assange.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="737" height="415" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1472722286-assange.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1472722286-assange.jpg 737w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1472722286-assange-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1472722286-assange-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 737px) 100vw, 737px" /></p><p>Gli Stati Uniti erano sul punto di stipulare un accordo con il fondatore di WikiLeaks Julian Assange: patto che è stato fatto saltare dall’ex direttore dell’Fbi James Comey e dal senatore Mark Warner, che hanno ordinato la conclusione delle trattative dopo che Assange si era offerto di dimostrare che la <strong>Russia non era coinvolta nella fuga delle e-mail</strong> riservate e provenienti dal server comitato nazionale democratico (Dnc) del 2016.</p>
<p>A dimostrarlo, documenti alla mano, è un’inchiesta del giornalista investigativo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://thehill.com/opinion/white-house/394036-How-Comey-intervened-to-kill-Wikileaks-immunity-deal">John Solomon pubblicata su <em>The Hill</em></a>. L’accordo, discusso tra Assange e gli Usa, avrebbe concesso al capo di Wikileaks “un’immunità limitata” per consentirgli di lasciare l’ambasciata ecuadoriana a Londra, dove è esiliato da sei anni. In cambio Assange avrebbe accettato di limitare la diffusione di informazioni riservate. Solomon ha pubblicato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://thehill.com/hilltv/rising/394049-coming-up-tuesdays-rising-how-the-doj-almost-offered-an-immunity-deal-to-julian">una copia della bozza di accordo di immunità</a> con Assange.</p>
<p>Ecco come James Comey ha sabotato la trattativa con Assange</p>
<p>Difficile dire con esattezza cosa abbia portato Comey a intervenire per sabotare i colloqui con Assange: ciò che è certo, tuttavia, è che l’ex capo dell’Fbi è intervento dopo che il capo di Wikileaks si era offerto di &#8220;fornire prove su chi non fosse coinvolto” <strong>nella fuga delle informazioni del Dnc</strong>, sostiene Solomon citando l&#8217;intermediario di WikiLeaks con il governo. Assange, dunque, stava offrendo a Washington le prove che la Russia non era la fonte di WikiLeaks nelle e-mail Dnc. “Come mi hanno riferito diverse fonti &#8211; sostiene il giornalista &#8211; un intervento inaspettato di Comey ha inacidito le trattative. Alla fine Assange ha così scatenato una serie di &#8220;fughe di notizie” definite dai funzionari di Washington “capaci di danneggiare le capacità informatiche degli Usa per un lungo periodo a venire”.</p>
<p>Il tutto risale all’inizio del gennaio 2017, quando il team legale di Assange si avvicinò all’influente avvocato americano <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://thehill.com/opinion/white-house/387625-mueller-may-have-a-conflict-and-it-leads-directly-to-a-russian-oligarch">Adam Waldman</a>, noto per il suoi legami con i federali. Speravano che Waldman, ex funzionario del Dipartimento di Giustizia di Clinton, potesse fare qualcosa per il loro assistito. Waldman aveva aiutato l&#8217;oligarca russo Oleg Deripaska, che collaborò con l’Fbi. Waldman si mise al lavoro e contattò un funzionario della Giustizia, ed ebbe alcuni colloqui con Assange a Londra. Le parti, come racconta Solomon, erano dunque vicinissime all’accordo, che fu fatto saltare su ordine del senatore Warner e dell’<strong>ex capo dell’Fbi Comey</strong>, coinvolti nella trattative con Assange. Cosa temevano esattamente Warner e Comey? Che l’impianto accusatorio del Russiagate venisse definitivamente smontato?</p>
<p>La verità sulle e-mail Dnc</p>
<p><a href="https://consortiumnews.com/2017/07/24/intel-vets-challenge-russia-hack-evidence/">Un’indagine accurata del Veteran Intelligence Professionals for Sanity</a>, che include tra i propri membri due ex direttori della National Security Agency, ha ripetutamente richiamato l&#8217;attenzione sul fatto che le e-mail Dnc <strong>non sono state &#8220;hackerate&#8221; dalla Russia</strong> o da chiunque altro.</p>
<p>Nel rapporto, il Vips scrive: “Analisi scientifiche del presunto hackeraggio russo nei computer del Comitato Nazionale Democratico rivelano che il 5 luglio 2016 i dati vennero divulgati (e non hackerati) da una persona con accesso fisico ai computer del Comitato e in seguito inquinati in modo da incriminare la Russia”.</p>
<p>Dopo aver esaminato dati relativi all’intrusione di “Guccifer 2.0” nel server del Comitato Nazionale Democratico, osservano, “diversi cyber investigatori indipendenti sono arrivati alla conclusione che si tratta di un “lavoro svolto dall’interno”: un membro interno ha<strong> copiato il materiale su un dispositivo esterno di memorizzazione</strong> e inserito segnali sospetti affinché la Russia venisse implicata nella questione”. L’iniziativa di Comey getta ulteriore ombre sulla narrazione ufficiale del Russiagate e sulla prova madre che proverebbe l’intrusione della Russia nei server democratici. E se, come affermato dagli ex veterani dell’intelligence, non ci fosse stato in realtà alcun hackeraggio?</p>
<p></p>
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		<title>Messaggi dell&#8217;Fbi contro Trump:  &#8220;Siamo pronti a fermarlo&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quei-messaggi-dellfbi-contro-trump-lo-fermeremo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2018 15:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-americane]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Bureau of Investigation (Fbi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/thumbRNS-REVIEW-TRUMP030816.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/thumbRNS-REVIEW-TRUMP030816.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/thumbRNS-REVIEW-TRUMP030816-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/thumbRNS-REVIEW-TRUMP030816-768x518.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Nel bureau c&#8217;era chi si dichiarava pronto &#8220;a fermare&#8221; Donald Trump. L’attesissimo rapporto dell’ispettore generale Micheal Horowitz del Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti, inerente la condotta dell’Fbi relativa all’inchiesta &#8220;emailgate&#8221; di Hillary Clinton, include un inedito scambio di messaggi datato 8 agosto 2016 tra l’allora agente dell’Fbi Peter Strzok e la sua amante e collega &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quei-messaggi-dellfbi-contro-trump-lo-fermeremo.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="540" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/thumbRNS-REVIEW-TRUMP030816.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/thumbRNS-REVIEW-TRUMP030816.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/thumbRNS-REVIEW-TRUMP030816-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/11/thumbRNS-REVIEW-TRUMP030816-768x518.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p>Nel bureau c&#8217;era chi si dichiarava pronto &#8220;a fermare&#8221; Donald Trump. L’attesissimo rapporto dell’ispettore generale Micheal Horowitz del Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti, inerente la condotta dell’Fbi relativa all’inchiesta &#8220;emailgate&#8221; di <strong>Hillary Clinton</strong>, include un inedito scambio di messaggi datato 8 agosto 2016 tra l’allora agente dell’Fbi Peter Strzok e la sua amante e collega Lisa Page. &#8220;Non diventerà mai presidente, vero?&#8221; chiese Page a Strzok, che rispose testualmente: &#8220;No. Non lo sarà. Lo fermeremo&#8221;. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-06-14/comey-broke-from-fbi-procedures-in-clinton-probe-watchdog-finds">A darne notizia è <em>Bloomberg</em></a>.</p>
<p>Lo scambio di messaggi  <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://thehill.com/policy/national-security/392284-fbi-agent-in-texts-well-stop-trump-from-becoming-president">sarebbe avvenuto dunque durante la campagna elettorale del 2016</a>, quando Strzok e Page erano al lavoro sull’inchiesta delle e-mail. Strzok in seguito fu identificato come colui che manomise i risultati finale dell’indagine: la condotta della Clinton nella gestione delle e-mail cambiò da &#8220;grossolanamente negligente&#8221; a &#8220;estremamente distratta&#8221; per l&#8217;uso di un server privato per la posta elettronica riguardante il &#8220;lavoro&#8221; da Segretario di Stato. </p>
<p>Il rapporto di Horowitz</p>
<p>&#8220;Il presidente è stato informato sulla relazione dell&#8217;ispettore generale in data odierna e ha ribadito i sospetti del presidente sulla condotta di Comey e il <strong>pregiudizio politico di alcuni membri dell&#8217;Fbi</strong>&#8220;, ha sottolineato la portavoce della Casa Bianca Sarah Huckabee Sanders.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://assets.bwbx.io/documents/users/iqjWHBFdfxIU/rKSD5MfKYePM/v0">Secondo il rapporto di Horowitz</a>, rispetto ai messaggi tra i due ex agenti federali, &#8220;non ci sono prove documentate o testimonianze che contengano considerazioni improprie, <strong>incluso il pregiudizio politico</strong>, e che abbiano direttamente influenzato le azioni investigative specifiche che abbiamo esaminato&#8221;. Tuttavia, sottolinea l’ispettore generale, &#8220;la condotta di questi funzionari  <strong>ha gettato ombre sull&#8217;intera indagine dell’Fbi</strong>&#8220;. Il direttore dell&#8217;Fbi Christopher Wray, rispondendo a una domande dei giornalisti in conferenza stampa, ha dichiarato: &#8220;Nulla in questo rapporto mette in discussione l&#8217;integrità della nostra forza lavoro nel suo insieme, o l&#8217;Fbi come istituzione&#8221;. Ha aggiunto anche che il rapporto contiene &#8220;lezioni che fanno riflettere&#8221; e che &#8220;bisognerà imparare da quelle lezioni&#8221;.</p>
<p>Comey nei guai</p>
<p>Horowitz, <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-06-14/comey-broke-from-fbi-procedures-in-clinton-probe-watchdog-finds">il cui ufficio ha affermato di aver esaminato oltre 1,2 milioni di documenti</a> e intervistato più di 100 testimoni, non ha contestato la decisione fondamentale di Comey di non mettere sotto accusa Hillary Clinton per l&#8217;errata gestione delle e-mail riservate. L’ispettore generale ha però definito l’ex capo del bureau &#8220;straordinariamente <strong>insubordinato</strong>&#8221; poiché ha &#8220;nascosto le sue intenzioni ai suoi superiori, al procuratore generale e al vice procuratore generale&#8221;. Horowitz ha sottolineato che le decisioni di Comey &#8220;non erano il risultato di pregiudizi politici&#8221; ma &#8220;allontanandosi così chiaramente e drammaticamente dall’Fbi e dalle norme del dipartimento, tali decisioni hanno avuto un impatto negativo sulla percezione dell&#8217;Fbi&#8221;.</p>
<p>Comey si difende. Ha osservato che il rapporto &#8220;non ha trovato prove che pregiudizi o motivazione improprie abbiano influenzato le indagini. So è stato fatto con competenza, onestà e indipendenza&#8221;. Dalle colonne del <em>New York Times</em>, l&#8217;ex capo dell&#8217;Fbi ha inoltre sottolineato che il rapporto &#8220;dimostra anche che non c&#8217;era alcun motivo per sostenere un procedimento giudiziario contro la signora Clinton, come avevamo deciso&#8221;.</p>
<p>Messaggi denigratori contro gli elettori di Trump</p>
<p><a href="http://www.breitbart.com/big-government/2018/06/14/fbi-employee-trump-supporters-poor-uneducated-lazy-pos/">Il rapporto, come spiega <em>Breitbart</em>,</a> rivela inoltre che un membro del bureau ha espresso commenti deplorevoli contro gli elettori di Donald Trump. Parole scambiate tra due colleghi il 9 novembre 2016, un giorno dopo l&#8217;election day del novembre 2016: &#8220;I sostenitori di Trump sono tutti poveri mediocri,<strong> ignoranti e pigri</strong> che pensano che gli si daranno magicamente dei posti di lavoro per non fare nulla. Probabilmente non hanno assistito ai dibattiti, non sono pienamente istruiti sulle sue politiche e sono stupidamente coinvolti nel suo immeritato entusiasmo&#8221; osserva un ufficiale dell&#8217;Fbi.</p>
<p>Per poi proseguire ancora più duramente: &#8220;Chissà se la retorica sulla deportazione di persone, muri e cazzate è vera. Sinceramente sento che ci saranno anche molti più problemi con le armi, i pazzi hanno vinto. Questa è la festa del tè con gli steroidi. E il Gop andrà perduto. Dobbiamo combattere di nuovo&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quei-messaggi-dellfbi-contro-trump-lo-fermeremo.html">Messaggi dell&#8217;Fbi contro Trump:  &#8220;Siamo pronti a fermarlo&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così l&#8217;Fbi ha salvato Hillary</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/fbi-nella-bufera-cosi-ha-salvato-hillary-clinton.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2017 07:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Bureau of Investigation (Fbi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171214102018_25260434-e1513496237863.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171214102018_25260434-e1513496237863.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171214102018_25260434-e1513496237863-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171214102018_25260434-e1513496237863-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171214102018_25260434-e1513496237863-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;inchiesta del Russiagate potrebbe rivelarsi un clamoroso boomerang per democratici e Fbi. Secondo quanto riporta Fox News, infatti, la dichiarazione dell&#8217;ex direttore dell&#8217;Fbi James Comey inerente l&#8217;inchiesta sulle e-mail di Hillary Clinton è stata modificata più volte in modo da &#8220;annacquare&#8221; le conclusioni del Bureau e salvare Hillary dall&#8217;incriminazione. Come dimostra la documentazione resa pubblica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/fbi-nella-bufera-cosi-ha-salvato-hillary-clinton.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171214102018_25260434-e1513496237863.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171214102018_25260434-e1513496237863.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171214102018_25260434-e1513496237863-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171214102018_25260434-e1513496237863-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/LAPRESSE_20171214102018_25260434-e1513496237863-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;inchiesta del <strong>Russiagate</strong> potrebbe rivelarsi un clamoroso boomerang per democratici e Fbi. Secondo quanto riporta <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.foxnews.com/politics/2017/12/14/comey-edits-revealed-remarks-on-clinton-probe-were-watered-down-documents-show.html">Fox News</a></em>, infatti, la dichiarazione dell&#8217;ex direttore dell&#8217;Fbi James Comey inerente l&#8217;inchiesta sulle e-mail di <strong>Hillary Clinton</strong> è stata modificata più volte in modo da &#8220;annacquare&#8221; le conclusioni del Bureau e salvare Hillary dall&#8217;incriminazione. Come dimostra la documentazione resa pubblica dal senatore Ron Johnson &#8211; presidente del Senate Homeland Security Committee &#8211; l&#8217;agenzia governativa ha apportato delle modifiche alla bozza in maniera tale da non dare luogo a un&#8217;accusa formale nei confronti dell&#8217;ex Segretario di Stato &#8211; che le avrebbe sicuramente impedito di candidarsi.</p>
<p>Nella bozza iniziale, <strong>Comey</strong> affermava che era &#8220;ragionevolmente probabile&#8221; che &#8220;attori ostili&#8221; avessero accesso all&#8217;account personale di posta elettronica dell&#8217;ex segretario di stato Hillary Clinton: quel “probabile” è stato modificato successivamente in “possibile”, stravolgendo completamente il peso della dichiarazione. Un altra modifica mostra come le azioni di Clinton e dei suoi colleghi siano passate dall&#8217;essere &#8220;negligenti&#8221; a &#8220;estremamente distratte&#8221;. Questa è, come rileva<em> Fox News</em>, una distinzione legale fondamentale e non una banale questione stilistica o di forma.</p>
<p>Ecco come l&#8217;Fbi ha scagionato Hillary</p>
<p>Nella lettera inviata al Congresso dei giorni del novembre 2016, il Bureau comunicava la decisione di non perseguire Hillary Clinton dopo aver esaminato le 650mila e-mail trovate sul computer portatile dell&#8217;ex membro del Congresso Anthony Weiner, ex marito di Huma Abedin, braccio destro della candidata democratica, confermando la decisione presa il 5 luglio 2016. All’epoca Comey affermò che la gestione della posta di <strong>Clinton</strong> era stata &#8220;estremamente incauta&#8221; ma non erano state trovate prove per accusarla di alcun reato. Ora però è l&#8217;Fbi a essere presa di mira, colpevole di aver volutamente modificato la deposizione finale di Comey per scagionare Hillary: &#8220;In sintesi – ha spiegato il senatore <strong>Johnson</strong> &#8211; le modifiche apportate alla dichiarazione pubblica del Direttore Comey, effettuate mesi prima della conclusione delle indagini dell&#8217;Fbi sulla condotta del Segretario Clinton, hanno avuto un impatto significativo&#8221;.</p>
<p></p>
<p>Secondo Johnson, Comey avrebbe inviato per posta elettronica una bozza della dichiarazione ai massimi funzionari dell&#8217;Fbi nel maggio 2016 &#8211; due mesi prima che il <strong>Bureau</strong> completasse due dozzine di interviste, compresa quella alla stessa Clinton. E chi ha apportato quelle modifiche che hanno cambiato il corso della storia? Si tratterebbe di Peter Strzok, assistente del vicedirettore, colui che cambiò la frase da “pesantemente negligente” a “estremamente distratto”. </p>
<p>L&#8217;astio dei funzionari del Bureau contro Donald Trump</p>
<p>Ci sono poi quegli strani Sms tra <strong>Strzok</strong> l&#8217;avvocato<strong> Lisa Page</strong> resi noti dal Dipartimento di Giustizia che suggeriscono l&#8217;animosità e il profondo astio dei vertici dell&#8217;Fbi contro Trump. In una conversazione datata 15 agosto 2016 e resa pubblica dal <a href="https://www.wsj.com/articles/the-fbis-trump-insurance-1513210929"><em>Wall Street Journal</em></a>, Strzok scrive alla sua complice e amante: “Voglio credere che sia vero quello che avete preso in considerazione come certo nell&#8217;ufficio di Andy, cioè che non ci sia nessuna possibilità che Trump venga eletto, ma temo che non possiamo correre il rischio. È come quando ti fai un&#8217;assicurazione sulla vita anche se è quasi impossibile che tu possa morire prima dei 40 anni”. Di quale “assicurazione” si tratta?</p>
<p>L &#8216;Andy citato da Strzok è nientemeno che <strong>Andrew McCabe</strong>,  vice direttore dell&#8217;Fbi. Lo scandalo, secondo il<em> Wall Street Journal</em>, va a minare profondamente la credibilità del procuratore speciale Mueller: “L&#8217;uomo che dovrebbe essere più turbato da tutto ciò è il signor Mueller, che vuole che le sue prove e conclusioni siano credibili. I fatti dicono invece che alcuni funzionari dell&#8217;Fbi &#8211; che hanno lavorato per lui &#8211; potrebbero aver interferito in un&#8217;elezione presidenziale americana. Il Congresso deve insistere per scoprire la verità”. Le vere ingerenze, a quanto pare, sembrano proprio essere quelle del Bureau. </p>
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		<title>Chi è Joe Lieberman?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-e-joe-lieberman.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 May 2017 16:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Bureau of Investigation (Fbi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="984" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170518222829_23148700.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170518222829_23148700.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170518222829_23148700-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170518222829_23148700-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170518222829_23148700-1024x672.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Anche durante il viaggio in Medio Oriente di Donald Trump continua il ridimensionamento dell’amministrazione del presidente statunitense. La lista dei “silurati” quindi continua ad allungarsi. Prima era toccato all’ex direttore della campagna elettorale Corey Lewandoski, dopo all’ex consigliere per la sicurezza nazionale Micheal Flynn. Anche Steve Bannon, inizialmente considerato braccio destro di Trump, è stato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-joe-lieberman.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="984" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170518222829_23148700.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170518222829_23148700.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170518222829_23148700-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170518222829_23148700-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/OLYCOM_20170518222829_23148700-1024x672.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Anche durante il viaggio in Medio Oriente di Donald Trump continua il ridimensionamento dell’amministrazione del presidente statunitense. La lista dei “silurati” quindi continua ad allungarsi. Prima era toccato all’ex direttore della campagna elettorale Corey Lewandoski, dopo all’ex consigliere per la sicurezza nazionale Micheal Flynn. Anche Steve Bannon, inizialmente considerato braccio destro di Trump, è stato progressivamente messo ai margini dell’amministrazione, cacciato dal Consiglio di sicurezza dopo le pressioni – secondo lo stesso Bannon – <a href="https://www.google.it/search?q=chi+%C3%A8+jared+kushner&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;client=firefox-b-ab&amp;gfe_rd=cr&amp;ei=K7IgWePuFq2n8weigqOABw" target="_blank">di Jared Kushner su suo suocero</a> . La scorsa settimana, infine, è toccato all’ex direttore del FBI James Comey, travolto dal Russiagate, farsi da parte.<a href="http://time.com/4784829/who-is-joe-lieberman-fbi-director/" target="_blank">Recentemente Trump</a> ha confermato che il candidato più quotato a prendere in mano le redini del Federal Bureau of Investigation sia il 75enne Joe Lieberman. In caso venisse confermata, la nomina di Lieberman segnerebbe una novità sostanziale rispetto a tutti coloro che lo hanno preceduto in questo ruolo. Basta paragonare il suo Curriculum con quello dei precedenti direttori del FBI per capirlo. I sei uomini, succeduti da quando fu istituito il Bureau nel 1908, che hanno ricoperto questo ruolo avevano avuto, tutti, una carriera come giudici federali, procuratori federali o, direttamente, erano stati per anni agenti dell’ente investigativo degli Stati Uniti. A partire da <strong>J. Edgar Hoover</strong>, direttore del FBI per ben 37 anni, fino al fresco di licenziamento James Comey, che la sua carriera l’ha costruita da procuratore in uno degli studi più prestigiosi di Manhattan. Lieberman può essere considerato un outsider – in particolar modo per due motivi &#8211; sempre che nei prossimi giorni la sua nomina venga effettivamente ufficializzata.Il primo motivo, come accennato, risiede nella carriera che ha avuto Lieberman rispetto a tutti coloro che lo hanno preceduto alla direzione del Federal Bureau of Investigation. Laureato nella facoltà di Legge di Yale, prima di diventare senatore ha lavorato dal 1983 al 1989 come procuratore generale del Connecticut. E’ stato senatore per lo stato del Connecticut dal 1988, anno in cui sconfisse il repubblicano Lowell Weicker, carica che ha ricoperto fino al 2013. Altro elemento non trascurabile è proprio l’orientamento politico di Lieberman: <strong>da sempre un Democratico</strong>, corse durante la campagna di Al Gore (2000) in qualità di aspirante vice-presidente. L’anno scorso, durante lo scontro Clinton-Trump, <strong>il suo endorsement fu per la candidata democratica Hillary</strong>, in cui Lieberman diceva di riporre “grande fiducia”. Nel 2006 è cominciato il suo cambio di rotta che lo ha portato a lasciare i Dem per correre come indipendente per tentare di rimanere saldo alla sua posizione in Senato. Solo due anni dopo, nel 2008, ha partecipato alla Convention repubblicana occasione in cui, dopo il suo discorso, ricevette una vera e propria standing ovation.Attualmente, invece, Joe Lieberman è <strong>consulente dello studio legale</strong> Kassowitz, Benson, Torres &amp; Friedman, studio che spesso in passato ha assistito Trump durante le sue tante vicende giudiziarie. Altro elemento che potrebbe frenare la sua nomina risiede proprio nei rapporti che lo studio legale &#8211; dove attualmente lavora &#8211; intrattiene con il presidente statunitense, il che potrebbe facilmente far scattare accuse di <strong>conflitto di interessi</strong>. L’eventuale nomina di Joe Lieberman sarebbe una novità per la storia del FBI anche per un altro motivo, oltre quelli già menzionati, ovvero che l’ex senatore del Connecticut <strong>sarebbe il primo uomo con una carriera politica alle spalle a ricoprire questo ruolo</strong>. Per un ente che da sempre vanta la sua natura apolitica, sarebbe un cambiamento radicale avere a capo un ex membro del Senato che ha addirittura corso come vice-presidente durante la campagna di Al Gore.Donald Trump, dopo aver firmato ieri in Arabia Saudita un accordo per la vendita di armi pari a 110miliardi di dollari, andrà in Israele, dove passerà a Tel Aviv, Gerusalemme e Betlemme. Dopo volerà alla volta di Roma e visiterà il Vaticano per incontrare papa Francesco e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il 25 maggio, a Bruxelles, incontrerà, tra gli altri, il nuovo presidente francese Emmanuel Macron. Al suo ritorno dovrà decidere a chi affidare l’importante ruolo di direttore dell’ente investigativo della polizia americana. <a href="http://hosted.ap.org/dynamic/stories/U/US_TRUMP_FBI_DIRECTOR?SITE=AP&amp;SECTION=HOME&amp;TEMPLATE=DEFAULT" target="_blank">Secondo alcune fonti</a> i due si sono già incontrati alla Casa Bianca questo mercoledì. Il senatore e capo della <strong>Commissione del Senato per i servizi armati,</strong> John McCain, <a href="https://townhall.com/tipsheet/mattvespa/2017/05/18/mccain-to-democrats-criticizing-lieberman-over-fbi-position-he-has-more-experien-n2328902" target="_blank">ha indicato</a> Joe Lieberman come la “migliore scelta possibile”.</p>
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		<title>Pence pronto a sostituire Trump?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/pence-pronto-sostituire-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2017 11:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Bureau of Investigation (Fbi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1087" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170505131428_22998248.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170505131428_22998248.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170505131428_22998248-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170505131428_22998248-768x557.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170505131428_22998248-1024x742.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Difficile prevedere cosa accadrà al presidente Donald Trump e se il «Russiagate» lo porterà verso l&#8217;impeachment. Sta di fatto che la messa in stato d&#8221;accusa è un&#8217;ipotesi che prende sempre più piede con il passare delle ore. Sulla testa di The Donald pesa, in particolare, l&#8217;accusa trapelata dal New York Times: secondo una fonte citata &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/pence-pronto-sostituire-trump.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1087" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170505131428_22998248.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170505131428_22998248.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170505131428_22998248-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170505131428_22998248-768x557.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170505131428_22998248-1024x742.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Difficile prevedere cosa accadrà al presidente <strong>Donald Trump</strong> e se il «Russiagate» lo porterà verso l&#8217;impeachment. Sta di fatto che la messa in stato d&#8221;accusa è un&#8217;ipotesi che prende sempre più piede con il passare delle ore. Sulla testa di The Donald pesa, in particolare, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/2017/05/16/us/politics/james-comey-trump-flynn-russia-investigation.html">l&#8217;accusa trapelata dal <em>New York Times</em></a>: secondo una fonte citata dal quotidiano, infatti, il presidente chiese all&#8217;allora il direttore dell&#8217;Fbi James Comey di porre fine all&#8217;indagine sui legami tra l&#8217;ex consigliere di sicurezza nazionale della Casa Bianca Michael Flynn e la <strong>Russia</strong>. La Casa Bianca smentisce, ma il clima è rovente.Nel frattempo, negli ambienti di Washington c&#8217;è già chi pensa al suo naturale successore: l&#8217;attuale vice presidente <strong>Mike Pence</strong>. Molto apprezzato dall&#8217;ala conservatrice del partito repubblicano ma anche dai <em>liberal</em> che mai hanno digerito Trump &#8211; e Steve Bannon &#8211; Pence è la figura che piace all&#8217;establishment e allo Stato profondo &#8211; la controparte posata e «presentabile», antitetica a quella spigolosa e sorniona di Trump.Trump a rischio«Se ciò che il <em>New York Times</em> riporta è vero, allora <strong>Pence</strong> sarà il prossimo presidente» &#8211; ha dichiarato a <em>Politico</em> un parlamentare repubblicano che vuole mantenere l&#8217;anonimato. «E&#8217; proprio come Nixon. Non è tanto la vicenda in sé, quanto il suo insabbiamento». «I repubblicani &#8211;<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.politico.com/story/2017/05/17/mike-pence-president-trump-238525"> osservano Matthew Nussbaum e Theodoric Meyes su <em>Politico</em></a> &#8211; sono stanchi di difendere Trump e sono allarmati dalla sua condotta. Inoltre, alcuni conservatori credono che Pence rappresenti un&#8217;ottima alternativa in questo momento, a maggior ragione dopo che il Dipartimento di Giustizia ha deciso di indagare impiegando un procuratore speciale sulle vicende dell&#8217;Fbi e dei rapporti con la Russia.Che molti conservatori apprezzino Pence, tuttavia, non è una novità. Da <strong>Capitol Hill</strong> a K Street, è noto che molti repubblicani preferirebbero Pence a Trump nello studio Ovale. E&#8217; forse il segreto peggio custodito di Washington. I lobbisti d&#8217;area repubblicana vedono in Pence una fonte di stabilità in una Casa Bianca altrimenti tumultuosa».Mike Pence fonda il suo comitatoNelle scorse ore, il vice presidente Pence, con una tempistica alquanto sospetta, ha fondato un nuovo comitato elettorale di raccolta fondi, un <strong>Political action committee (PAC)</strong> denominato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.newser.com/story/242969/an-unusual-move-for-a-vp-pence-sets-up-a-pac.html">Great America Committee</a>. Operazione insolita per un vice presidente in carica, che solitamente si affida al Comitato nazionale repubblicano. Un portavoce del partito ha confermato a <em>Politico</em> l&#8217;esistenza del nuovo comitato, che sarà guidato da Marty Obst e Nick Ayers, due ex collaboratori nella campagna elettorale Pence e stretti confidenti del vice presidente.“Non è stato Trump a licenziare Comey”Ma al netto di cosa accadrà nel prossimo futuro, quali sono le reali responsabilità politiche di <strong>Trump</strong>? Ha davvero commesso un errore clamoroso? Interessante l&#8217;analisi del professor <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.globalresearch.ca/who-was-behind-the-firing-of-fbi-director-james-comey-what-political-interests-are-being-served-who-is-andrew-mccabe/5589386">Michel Chossudovsky pubblicata su <em>Global Research</em></a>: «La volontà di licenziare Comey non è arrivata dalla Casa Bianca. Si tratta di un&#8217;iniziativa del procuratore generale americano Jeff Sessions e del vice procuratore generale Rod Rosenstein, i quali hanno preparato un memorandum di tre pagine dove hanno criticato <strong>James Comey</strong> per la sua gestione dell&#8217;indagine sulle e-mail di Hillary Clinton. L&#8217;ufficio del procuratore generale ha agito in maniera evidente contro la Casa Bianca. La campagna propagandistica ha contribuito abbastanza deliberatamente a scatenare divisioni personali tra Trump e Comey» &#8211; sostiene il professore emerito di economia all&#8217;Università di Ottawa.L&#8217;obiettivo? Colpire TrumpSecondo <strong>Chossudovsky</strong>, si è trattata di una mossa per danneggiare direttamente Trump: «Il licenziamento di Comey aveva lo scopo di indebolire il presidente e dare respiro alla campagna diffamatoria contro di lui. Il tentativo di equiparare <strong>Richard Nixon</strong> a Donald Trump è strumentale perché non è stato Trump a volere il licenziamento di James Comey. Inoltre, la presunta collusione tra Mosca e Trump è totalmente falsa. Questo caso non può essere ragionevolmente confrontato con l&#8217;indagine Watergate, che Nixon tentò di insabbiare». Come andrà a finire, è ora difficile a dirsi. Ma Trump rischia clamorosamente di finire nell&#8217;angolo e gli Stati Uniti potrebbero presto avere un nuovo presidente. E <strong>Mike Pence</strong> sembra essere pronto a sostituirlo.</p>
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		<title>Trump chiese la lealtà di Comey</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-chiese-la-lealta-comey.html</link>
		
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		<pubDate>Fri, 12 May 2017 14:32:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1090" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170510190911_23051328.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170510190911_23051328.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170510190911_23051328-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170510190911_23051328-768x558.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170510190911_23051328-1024x744.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Non si placano le polemiche negli Stati Uniti sul licenziamento improvviso del numero uno dell’Fbi, James Comey, da parte del presidente americano Donald Trump. E sulla vicenda continuano ad emergere nuovi retroscena.Quella cena in cui Trump chiese la &#8220;lealtà&#8221; di ComeySarebbe stato, infatti, un faccia a faccia avvenuto lo scorso gennaio tra il presidente americano e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-chiese-la-lealta-comey.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1090" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170510190911_23051328.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170510190911_23051328.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170510190911_23051328-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170510190911_23051328-768x558.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170510190911_23051328-1024x744.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Non si placano le polemiche negli Stati Uniti sul licenziamento improvviso del numero uno dell’Fbi, <strong>James Comey</strong>, da parte del presidente americano Donald Trump. E sulla vicenda continuano ad emergere nuovi retroscena.Quella cena in cui Trump chiese la &#8220;lealtà&#8221; di ComeySarebbe stato, infatti, un faccia a faccia avvenuto lo scorso gennaio tra il presidente americano e il capo della polizia federale, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/2017/05/11/us/politics/trump-comey-firing.html?hp&amp;action=click&amp;pgtype=Homepage&amp;clickSource=story-heading&amp;module=first-column-region&amp;region=top-news&amp;WT.nav=top-news">secondo il <em>New York Times</em></a>, a convincere il presidente degli Stati Uniti a licenziare il numero uno dell’<strong>Fbi</strong>. Il 20 gennaio scorso, ad una settimana dal suo insediamento alla Casa Bianca, Donald Trump convocò James Comey per una<strong> cena</strong> a due. Il presidente americano e l’allora capo del Bureau iniziarono a parlare dell’elezione di Trump e delle manifestazioni in corso negli Stati Uniti. Poi, il presidente, secondo quanto rivelato al quotidiano da due colleghi di Comey, messi al corrente del contenuto della conversazione dallo stesso ex capo del Bureau, avrebbe deviato la conversazione, domandando a Comey se poteva promettere di essergli “leale”. Comey disse di no. Poteva garantire al presidente che “sarebbe stato sempre onesto con lui”, ma non poteva garantirgli la sua “lealtà” dal punto di vista politico. Trump, secondo la ricostruzione del<em>New York Times</em>, non sarebbe stato soddisfatto della risposta. Tant’è che alla fine della cena avrebbe detto di nuovo a Comey di aver bisogno della sua “lealtà”. Comey, evidentemente, non era disposto a concederla e avrebbe ripetuto al presidente che poteva assicurargli soltanto la sua “onestà”. &#8220;Sarebbe stata un’onestà leale?&#8221; avrebbe chiesto, infine, Trump. E Comey avrebbe risposto di sì. La Casa Bianca, però, ha fatto sapere che quello dei colleghi di Comey non sarebbe un resoconto accurato. La cena, insomma, ci sarebbe stata, come ha confermato lo stesso Trump in <a href="http://www.nbcnews.com/news/us-news/trump-reveals-he-asked-comey-whether-he-was-under-investigation-n757821">un’intervista rilasciata ieri alla <em>Nbc</em></a>, ma, secondo la versione del presidente a chiedere l’incontro sarebbe stato Comey, perché voleva essere confermato alla guida dell’Fbi. E nessuna garanzia di fedeltà sarebbe stata richiesta da Trump a Comey. &#8220;James Comey deve sperare che non ci siano registrazioni delle nostre conversazioni prima di cominciare a parlare con la stampa&#8221;, ha scritto lo stesso Donald Trump su Twitter, commentando le indiscrezioni pubblicate dal <em>New York Times</em>.Trump cambia versione sui motivi del licenziamentoIntanto, il presidente degli Stati Uniti, che ha annullato la visita annunciata negli scorsi giorni al quartier generale dell’Fbi, dopo che alcuni ufficiali dell&#8217;agenzia hanno fatto sapere alla Casa Bianca che il presidente non sarebbe stato accolto con calore, si è assunto in prima persona la responsabilità del licenziamento di Comey. Durante l’intervista con la <em>Nbc</em>, Trump ha chiarito, infatti, come avesse maturato da tempo la <strong>decisione</strong> di licenziare James Comey, a prescindere dalle raccomandazioni espresse dal procuratore generale, <strong>Jeff Sessions</strong>, e dal suo vice, <strong>Rod Rosenstei</strong>n. L&#8217;ex direttore dell&#8217;Fbi “è un fanatico assetato di visibilità, lo avrei licenziato indipendentemente dalle raccomandazioni&#8221;, ha detto Trump alla <em>Nbc.</em>Il presidente degli Stati Uniti ha così rivendicato il suo ruolo centrale nella scelta di rimuovere il direttore dell&#8217;Fbi, contraddicendo la versione ufficiale della Casa Bianca, che attribuiva la decisione al procuratore generale Jeff Sessions e al suo vice Rosenstein. Circostanza, questa, che aveva contribuito ad alimentare le polemiche sul licenziamento dell’ex direttore dell’Fbi, interpretato come uno strumento per bloccare l&#8217;attività investigativa portata avanti dall&#8217;ex capo del Bureau sul Russiagate, visto il potenziale coinvolgimento nell&#8217;inchiesta dello stesso procuratore generale, Jeff Sessions, accusato di avere avuto contatti con l’<strong>ambasciatore russo</strong> a Washington, <strong>Sergej Kislyak</strong>, durante la campagna elettorale del 2016.L’inchiesta sul RussiagateNonostante Trump abbia chiarito di aver preso la sua decisione indipendentemente dal parere espresso da Rosenstein, il vice procuratore generale dovrà comunque comparire di fronte al Senato per spiegare le dinamiche del licenziamento dell’ex capo dell’Fbi. Il leader della maggioranza repubblicana, Mitch McConnel, e quello dei democratici, Chuck Schummer, hanno invitato, infatti, il viceministro della Giustizia a riferire in aula.<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.politico.com/story/2017/05/11/rosenstein-seeks-meeting-with-senate-intelligence-leaders-238268"> Secondo <em>Politico</em></a>, inoltre, sarebbe stato lo stesso Rosenstein a chiedere di essere ascoltato dalla commissione Intelligence del Senato che indaga sulle presunte ingerenze di Mosca nelle presidenziali e sui contatti tra alcuni consiglieri di Trump e funzionari del governo russo. A Rosenstein, infine, si sono rivolti anche i ministri della Giustizia di venti Stati americani, che hanno chiesto al vice procuratore generale di nominare un <strong>procuratore speciale</strong>, indipendente dall’amministrazione Trump e dal governo, per indagare sul <strong>Russiagate</strong>. Nonostante le indagini sulle possibili interferenze del Cremlino nelle elezioni americane vadano avanti da circa un anno, senza aver prodotto, al momento, alcuna prova, sono in molti, infatti, sia nelle file dei repubblicani, sia in quelle dei democratici, a chiedere che l’inchiesta vada avanti nonostante il licenziamento dell&#8217;ex capo dell&#8217;Fbi. La Casa Bianca, però, ha fatto sapere di non giudicare necessaria la nomina di un procuratore speciale sulla vicenda. Trump, intervistato dalla <em>Nbc</em>, ha ribadito, inoltre, di essere stato rassicurato più volte dallo stesso Comey sul fatto di non essere coinvolto nell&#8217;inchiesta Russiagate.</p>
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		<title>Il Watergate di Trump?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/25529-2.html</link>
		
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		<pubDate>Wed, 10 May 2017 14:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Bureau of Investigation (Fbi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="950" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170428101225_22931570.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170428101225_22931570.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170428101225_22931570-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170428101225_22931570-768x486.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170428101225_22931570-1024x649.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Non ci sarebbe la cattiva gestione dell’indagine sui server di posta elettronica privati utilizzati dalla Clinton quando era segretario di Stato, secondo il New York Times, alla base del licenziamento del direttore dell’Fbi, James Comey. Ma, piuttosto, il tentativo di insabbiare le indagini del capo della polizia federale sul cosiddetto Russiagate, lo scandalo sui contatti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/25529-2.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="950" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170428101225_22931570.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170428101225_22931570.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170428101225_22931570-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170428101225_22931570-768x486.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/LAPRESSE_20170428101225_22931570-1024x649.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Non ci sarebbe la cattiva gestione dell’indagine sui server di posta elettronica privati utilizzati dalla Clinton quando era segretario di Stato, secondo il <em>New York Times</em>, alla base del <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/lex-capo-fbi-comey-ho-saputo-licenziamento-tv-1395214.html">licenziamento del direttore dell’Fbi,<strong> James Comey</strong></a>. Ma, piuttosto, il tentativo di insabbiare le indagini del capo della polizia federale sul cosiddetto <strong>Russiagate</strong>, lo scandalo sui contatti tra i membri dell’amministrazione Trump e il Cremlino, per il quale, secondo l’<em>editorial board</em> del quotidiano statunitense, il presidente americano potrebbe rischiare addirittura l’impeachment.“Licenziando il direttore dell’Fbi, James Comey, il presidente Trump ha gettato seri dubbi sulla fattibilità di ulteriori indagini su quello che potrebbe essere uno degli scandali politici più importanti nella storia del Paese”, si legge, infatti, nell’editoriale<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/2017/05/09/opinion/donald-trumps-firing-of-james-comey.html?action=click&amp;pgtype=Homepage&amp;clickSource=story-heading&amp;module=opinion-c-col-top-region&amp;region=opinion-c-col-top-region&amp;WT.nav=opinion-c-col-top-region&amp;_r=1"> pubblicato ieri sul quotidiano statunitense</a>, con riferimento alle indagini condotte dal direttore dell’Fbi sulle presunte interferenze della Russia nelle scorse presidenziali americane e sui possibili contatti fra i membri dello staff della campagna elettorale di Trump con i funzionari russi. Secondo il <em>New York Times</em>, quindi, alla base del licenziamento di Comey, non ci sarebbero gli errori commessi nelle indagini sulle mail della Clinton. Sebbene al direttore della polizia federale siano state rivolte critiche bipartisan sulla gestione del caso, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/17884-2/">riaperto a dieci giorni dal voto per le presidenziali e poi subito archiviato</a>, l’indagine sui server di posta elettronica della Clinton avrebbe, di fatto, favorito l&#8217;ascesa di Trump. La stessa Clinton, infatti, nei giorni scorsi, ha<a href="http://www.occhidellaguerra.it/hillary-clinton-accusa-lfbi-putin/"> accusato James Comey</a>di essere stato una delle cause principali della sua sconfitta elettorale. Secondo il <em>New York Times</em>, quindi, Trump non avrebbe avuto nessun interesse a licenziare Comey per il suo comportamento sull’indagine relativa alle email della Clinton.Il ruolo di Jeff Session nel licenziamento di ComeyIl vero motivo del licenziamento, secondo il quotidiano statunitense, sarebbe, invece, il fatto che Comey stesse lavorando ad un’inchiesta in grado di poter &#8220;destituire un presidente&#8221;. Ad essere davvero interessato alla rimozione di Comey, al contrario, sarebbe il ministro della Giustizia, <strong>Jeff Sessions</strong>, finito anche lui nel mirino dell’Fbi, per i suoi presunti incontri con l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Sergej Kislyak, durante la campagna elettorale per le scorse presidenziali. È proprio Sessions, infatti, secondo quanto si legge nella lettera inviata da Trump a Comey, pubblicata sul <em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.corriere.it/esteri/17_maggio_10/trump-licenzia-direttore-dell-fbi-lettera-23fbc15e-3548-11e7-ae5c-ac92466523f8.shtml">Corriere della Sera</a></em>, a raccomandare il licenziamento in tronco, con effetto immediato, del direttore dell’Fbi. Secondo il <em>New York Times</em>, quindi, la mossa di Trump sarebbe chiaramente orientata a mettere a tacere l’inchiesta sul cosiddetto Russiagate.  Uno scandalo che finora ha toccato diversi membri dell’amministrazione Trump. A finire nel mirino dell’Fbi per l’inchiesta sulle presunte interferenze del Cremlino nelle presidenziali sono stati, finora, l’ex capo della campagna elettorale di Trump, <strong>Paul Manafort &#8211;</strong> in contatto, secondo l’Fbi, con uomini d’affari russi vicini al presidente, Vladimir Putin &#8211; i consiglieri di Trump, <strong>Roger Stone</strong>e <strong>Carter Page, </strong> e l’ex consigliere per la sicurezza nazionale, <strong>Michael Flynn</strong>, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/lamministrazione-trump-perde-pezzo-flynn-costretto-1363900.html">costretto a lasciare il suo incarico per aver mentito sui rapporti intrattenuti con alcuni <strong>funzionari russi</strong></a>, tra cui l’ambasciatore Kislyak, dopo l’elezione di Trump. Le indagini dei federali non avevano risparmiato nemmeno il ministro della Giustizia, Jeff Sessions, accusato <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/trump-anche-jeff-sessions-nella-bufera-contatti-i-russi-1370580.html">di avere incontrato l’ambasciatore russo a Washington</a> in due occasioni, a luglio e a settembre, nel pieno dello scandalo dell’hackeraggio dei server del Partito Democratico, per il quale Obama e la Clinton accusavano direttamente Mosca.Lo spettro del WatergateNegli ultimi mesi, inoltre, Comey sembrava determinato ad andare avanti e, a fine marzo, in un’audizione al Congresso, aveva confermato l’esistenza di un’<strong>indagine dell’Fbi</strong> sui tentativi del Cremlino di interferire nelle presidenziali del 2016 e sui legami tra Mosca e gli uomini di Trump. Ora, accusa il quotidiano della Grande Mela, con il licenziamento di Comey, le indagini saranno con tutta probabilità bloccate. Ma diversi storici e analisti non la pensano così. Sono in molti, infatti, compreso il <em>New York Times</em>, a fare il parallelo tra la rimozione del capo dell’Fbi e il Saturday Night Massacre del 1973, quando l’allora presidente <strong>Richard Nixon</strong> ordinò il licenziamento di Archibald Cox, il procuratore speciale che indagava sullo<strong> scandalo Watergate</strong>. Al posto di Cox fu nominato però, su raccomandazione della Casa Bianca, il texano Leon Jaworski, il quale portò avanti le indagini che condussero alle dimissioni di Nixon, il 9 agosto del 1974. Anche anche per Trump, insomma, il licenziamento di Comey potrebbe avere un effetto boomerang. Secondo lo storico, Timothy Naftali, specializzato in storia dei presidenti americani,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.politico.com/story/2017/05/09/trump-comey-nixon-firing-watergate-238189"> intervistato da <em>Politico</em></a>, infatti, l’inchiesta sul Russiagate probabilmente non sparirà. Al contrario, sottolinea lo storico, ora per Trump, &#8220;sarà più difficile liberarsi di queste accuse, perché rimarrà sempre il dubbio&#8221; che il presidente abbia qualcosa da nascondere.Intanto, dalla Casa Bianca fanno sapere che la ricerca di un successore “qualificato e con esperienza” è già iniziata e che il licenziamento di Comey rappresenta “un nuovo inizio per il gioiello delle forze dell&#8217;ordine&#8221; degli Stati Uniti. Ma le polemiche sulla decisione sembrano destinate ad aumentare e il rischio, come per Nixon, sebbene Trump abbia ribadito di non essere sotto indagine, potrebbe essere quello di una richiesta di<strong> impeachment</strong> proprio per il Russiagate.</p>
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