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	<title>Jake Sullivan Archives - InsideOver</title>
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	<title>Jake Sullivan Archives - InsideOver</title>
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		<title>Mosca: la strage e le ambiguità dell&#8217;Occidente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Malacaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2024 16:55:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="830" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323175726904_de59a487949ce78c90f5ce40458a34f5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323175726904_de59a487949ce78c90f5ce40458a34f5.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323175726904_de59a487949ce78c90f5ce40458a34f5-600x415.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323175726904_de59a487949ce78c90f5ce40458a34f5-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323175726904_de59a487949ce78c90f5ce40458a34f5-1024x708.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/OVERCOME_20240323175726904_de59a487949ce78c90f5ce40458a34f5-768x531.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Mentre sale la conta dei morti dell’attentato a Mosca e si attende un intervento di Putin, qualche riflessione. La strage avrebbe dovuto essere perpetrata prima delle elezioni presidenziali, tale la tempistica dettata dalla nota dell’ambasciata statunitense a Mosca che allarmava, il 7 marzo, di un attentato a Mosca “entro le prossime 48 ore“. Qualcosa è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/mosca-la-strage-e-le-ambiguita-delloccidente.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/mosca-la-strage-e-le-ambiguita-delloccidente.html">Mosca: la strage e le ambiguità dell&#8217;Occidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Mentre sale la conta dei morti dell’attentato a Mosca e si attende un intervento di Putin, qualche riflessione. La strage avrebbe dovuto essere perpetrata prima delle elezioni presidenziali, tale la tempistica dettata dalla nota dell’ambasciata statunitense a Mosca che allarmava, il 7 marzo, di un attentato a Mosca “entro le prossime 48 ore“.</p>



<p>Qualcosa è andato storto, probabilmente una intensificazione dei controlli; e la cellula terroristica si è messa in sonno in attesa di tempi più adatti. E ieri ha colpito.</p>



<p>Vergognoso (o forse no, dal momento che è una dinamica usuale di questi due anni) che le autorità ucraine in un primo momento abbiano accusato Mosca dell’accaduto. La ragione? Una scusa per intensificare le operazioni di guerra in Ucraina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’attentato contro Putin</h2>



<p>Nel riportare le accuse di Kiev contro Mosca, Strana – poco dopo l’attentato e prima dell’asserita rivendicazione dell’Isis – commentava: “La domanda principale è: Putin aveva effettivamente intenzione di annunciare la mobilitazione e un’eventuale escalation, un ‘ultimatum nucleare’ all’Ucraina o all’Occidente, ecc.?”.</p>



<p>“Se così fosse, potrebbe usare l’attacco terroristico per giustificare una simile mossa. Ma non ci sono prove che il Cremlino abbia effettivamente pianificato tutto questo”.</p>



<p>“C’erano solo voci sulla mobilitazione, non ancora confermate. Inoltre, anche se il Cremlino desidera realizzarla, ci sono dei limiti: i mobilitati devono essere armati, addestrati e così via. Non è un processo rapido”.</p>



<p>“E se il Cremlino non ha pianificato alcun passo radicale verso la guerra in Ucraina, ma intendeva continuare la sua strategia dei ‘mille piccoli tagli‘, allora l’attacco terroristico al Crocus andrà a suo svantaggio, non a suo vantaggio”.</p>



<p>“Se Putin non reagirà in modo particolarmente duro all’attacco terroristico, allora in Russia sorgeranno domande sulla sua leadership. Se sarà costretto a reagire con passi non pianificati, sarà un male per lui. La strategia fallirà”.</p>



<p>“Ma in ogni caso, ovviamente, un attacco terroristico con così tante vittime non rimarrà senza conseguenze e senza la reazione di Putin […] Esiste però un’altra opzione: la versione ufficiale del coinvolgimento data dall’Ucraina verrà respinta. E dell’attacco terroristico saranno accusati gli islamici”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La cattura degli attentatori</h2>



<p>Infatti, la versione di un attacco guidato da Mosca non avrebbe convinto nessuno perché dopo le presidenziali Putin è più forte che mai e non aveva alcun interesse a indebolire la propria posizione tramite un’eccidio in casa. Da cui la pista islamica, rivendicata da un messaggino su Telegram e accreditata subito dagli Stati Uniti.</p>



<p>Riportiamo da Ria novosti: alcuni degli attentatori “sono stati catturati vicino al confine con l’Ucraina, ha riferito il comitato investigativo”. E alcuni di essi, o tutti (ancora non si sa), sono stati catturati vivi. Inusuale per gli attentatori Isis, che non scappano e anzi normalmente si auto-immolano.</p>



<p>Su Piccole Note, un<a href="https://www.piccolenote.it/mondo/il-confronto-con-la-russia-impone-limiti"><strong> articolo</strong></a> dedicato alle operazioni ucraine in Russia, pubblicato poche ore prima dell&#8217;attenato, scrivevamo che gli attacchi ucraini tramite infiltrazioni in territorio russo, dopo una fiammata iniziale, “si sono esauriti per riprendere prima delle elezioni russe, nel tentativo di alimentare timori che si riverberassero nelle urne (bizzarro, ma è una metodologia propria del terrorismo)”.</p>



<p>Non stiamo accusando gli ucraini, non abbiamo elementi e riteniamo che da soli difficilmente avrebbero potuto portare azioni similari. Stiamo solo mettendo in fila cose.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le troppe ambiguità Usa nella lotta al Terrore</h2>



<p>Nello specifico, possiamo solo ribadire quanto scritto in tanti altri articoli del passato, cioè che l’ambiguità con la quale gli Stati Uniti hanno approcciato-combattuto il Terrore non aiuta a eliminare la piaga.</p>



<p>Infatti, l’<strong>Isis</strong> ha combattuto un antagonista esistenziale degli Stati Uniti, l’Iran. E nel gennaio del 2020 il New York Times annotava il giubilo col quale l’Isis aveva accolto la notizia dell’assassinio del generale Qassem Soleimani da parte di Washington, dal momento che il Capo dei Guardiani della rivoluzione era il loro peggiore e più efficace nemico.</p>



<p>Il movimento progenitore dell’Isis, <strong>al Qaeda</strong> (da cui si distaccò al Baghdadi per fondare la nuova Agenzia del Terrore) fu usato di fatto come esercito di terra nell’intervento Nato contro Gheddafi (National Interest).</p>



<p>Nella guerra dello Yemen l’Associated Press denunciava rapporti indebiti tra l’alleanza anti-Houti, coordinata dagli, Usa, e al Qaeda. Per finire, anche se potremmo continuare, in Siria l’Isis e al Qaeda combattevano la loro guerra contro Assad in convergenza parallela con le operazioni militari di regime-change alimentate dall’Occidente.</p>



<p>Tanto che l’attuale Consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-caos-afgano-allucraina-chi-ce-dietro-la-politica-estera-di-biden.html">Jake Sullivan</a>, che due giorni fa si è recato a Kiev per una visita a sorpresa, scrisse in un cablogramma diretto a Hillary Clinton, allora suo capo alla Segreteria di Stato: “AQ è dalla nostra parte in Siria”, dove AQ è al Qaeda (uno dei tanti cablo resi pubblici da Assange, che per questo marcisce in prigione).</p>



<p>Tutte queste ambiguità, ripetiamo, non aiutano la lotta al Terrore globale, che ieri ha colpito Mosca e magari si appresta a colpire l’Europa. Né aiutano a distendere i rapporti tra le grandi potenze.</p>



<p>Si attende l’intervento di Putin, che deve rassicurare la nazione e annunciare una risposta, della quale probabilmente vedremo solo la punta dell’iceberg. A meno che non annunci un’accelerazione sul fronte ucraino, causa di instabilità permanente. Vedremo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’attentato e l’operazione Rafah</h2>



<p>Da ultimo, una notazione a margine. L’attentato avviene nello stesso giorno in cui si è votata la mozione Usa all’Onu su Gaza (messa a punto con Israele, come annotava Trita Parsi su Responsibile Statecraft).</p>



<p>Una risoluzione che era già fallita prima ancora di essere messa ai voti e che serviva solo ad addebitare a Cina e Russia, che hanno posto il veto, la responsabilità del fallimento dell’azione frenante verso Israele e a sedare le proteste all’interno degli Stati Uniti contro l’amministrazione Biden per il suo allineamento con Tel Aviv.</p>



<p>Insomma, di fatto una cortina fumogena per evitare gli inevitabili contraccolpi della incombente campagna israeliana contro la ridotta di Rafah. Se all’attentato di ieri ne seguiranno altri, com’è possibile, oppure la guerra ucraina andrà a incrudelirsi, la mattanza di Gaza svaporerà dall’orizzonte mediatico. Non aiuta a frenare l’orrore incipiente nella Striscia.</p>
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		<title>Il timoniere delle guerre di Biden: come leggere tutte le mosse di Jake Sullivan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-timoniere-delle-guerre-di-biden-come-leggere-tutte-le-mosse-di-jake-sullivan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Nov 2023 17:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231108163231752_50392025900670eab2c565faf56d79da-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa sempre più in prima linea nel sostegno militare all'Ucraina contro la Russia</p>
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<p>Quando verrà scritta la storia della <strong>guerra in Ucraina</strong> e del supporto garantito da Washington a Kiev non si potrà non menzionare il ruolo di primo piano giocato dal consigliere per la Sicurezza nazionale Usa <strong>Jake Sullivan</strong>, <a href="https://www.newyorker.com/magazine/2023/10/16/trial-by-combat">definito</a> “<em>il timoniere del conflitto e di tutto il resto</em>” da Ivo Daalder, ex ambasciatore americano alla Nato. Il quarantaseienne cresciuto in una famiglia di origini irlandesi nel Minnesota è infatti il sostenitore numero uno di Kiev nella squadra del presidente <strong>Joe Biden</strong>. Lo è anche ora che il fronte occidentale mostra segni di cedimento rispetto ai mancati progressi sul campo della <strong>controffensiva ucraina</strong>.&nbsp;</p>



<p>Il più giovane consigliere per la Sicurezza nazionale dai tempi della guerra del Vietnam ha cominciato la sua carriera politica sotto l’ala della senatrice democratica Amy Klobuchar la quale nel 2008 gli apre le porte di Washington presentandogli<strong> Hillary Clinton</strong>. Dopo la sconfitta alle primarie del partito dell’asinello, l’ex <em>first lady</em>, nominata da <strong>Barack Obama</strong> come segretario di Stato, chiama accanto a sé il giovane Sullivan il quale la accompagna in missioni in 120 Paesi. Dopo le dimissioni di Clinton, entra nel &#8220;cerchio magico&#8221; di Biden come consigliere per la Sicurezza nazionale dell’allora vicepresidente.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Per entrambi i suoi padrini politici Sullivan è un uomo dal talento e dall’intelletto unici. Non a caso il vecchio Joe gli affida&nbsp;nel 2021 la Sicurezza nazionale creando insieme al segretario di Stato&nbsp;<strong>Antony Blinken</strong> e al segretario alla Difesa Lloyd Austin uno dei team di politica estera più coesi degli ultimi anni che, almeno in pubblico e sino ad ora, gestisce i complicati dossier delle guerre in Ucraina e in <strong>Medio Oriente</strong> senza drammi e sovrapposizioni. &nbsp;</p>



<p>Il battesimo del fuoco per Sullivan arriva nell’estate del 2021 con il ritiro disastroso delle truppe americane dall’<strong>Afghanistan</strong>. Una debacle per l’amministrazione Biden di cui verrà accusato anche il consigliere per la Sicurezza nazionale. Secondo i suoi più stretti collaboratori le critiche hanno lasciato segni sul giovane funzionario famoso per essere un “<em>secchione</em>” stakanovista che non conosce orari. A tal proposito il <em>New Yorker </em>in un lungo articolo a lui dedicato ricorda la recente irruzione di un intruso avvenuta nel cuore della notte nell’abitazione di Sullivan e scoperta dallo stesso consigliere ancora impegnato a lavorare.&nbsp;</p>



<p>Se il fulmineo ingresso dei talebani a Kabul sembra cogliere di sorpresa l’assistente di Biden, lo stesso non accade con la minaccia russa. “Non mostrarti troppo interessato a lavorare con <strong>Vladimir Putin</strong>. Non dedicargli troppe attenzioni e non accettare il suo invito ad un incontro di alto livello”. Questo è il consiglio affidato ad Obama da Clinton nel 2013 prima di lasciare Foggy Bottom, una messa in guardia nei confronti dello zar frutto dei suggerimenti ancora più duri stilati da Sullivan per conto del suo capo.  </p>



<p>Sull’<strong>Ucraina</strong> il consigliere non ha dubbi e dichiara che “ci sono pochi conflitti, forse nessuno, nell’era post-Guerra fredda dove è così chiaro chi siano i cattivi e chi i buoni e noi dobbiamo fare di tutto per aiutarli”. E in effetti nessuno mette in discussione come l’aiuto americano a favore di Kiev rappresenti il più grande programma di assistenza Usa dal 1945. Ai giornalisti che gli chiedono se quella nell’Europa dell’est sia una <strong>guerra per procura</strong> Sullivan risponde che “gli ucraini non stanno combattendo la Russia al posto degli Stati Uniti. Stanno lottando per la loro terra e per la loro libertà. Per me l’analogia più rappresentativa della situazione è quella del supporto fornito da Washington a Londra” nella lotta contro i nazisti prima degli attacchi di Pearl Harbor. </p>



<p>Nell’ufficio del consigliere campeggia una grande mappa dell’Ucraina costantemente aggiornata con i progressi sul campo. A lui Biden ha affidato il compito di mantenere il fronte unito con gli altri partners della <strong>coalizione occidentale</strong>. La conoscenza del conflitto da parte di Sullivan è impressionante: è sempre in contatto con Andriy Yermak, il capo di gabinetto del presidente <strong>Volodymyr Zelensky</strong>,&nbsp;e la scorsa primavera durante la battaglia di Bakhmut era a conoscenza dello stato dei combattimenti isolato per isolato. &nbsp;</p>



<p>Nell’agenda di Sullivan non c’è però solo l’Ucraina. Il consigliere per la Sicurezza nazionale, nelle ultime settimane nell’occhio del ciclone per aver minimizzato i rischi alla stabilità del Medio Oriente prima del 7 ottobre, è impegnato a gestire le ricadute del conflitto tra <strong>Israele </strong>e Hamas che minaccia di estendersi all’Iran. Il fronte del Pacifico poi con la crescente aggressività cinese nei confronti di <strong>Taiwan </strong>non permette distrazioni. “<em>È il mio lavoro preoccuparmi e così lo faccio letteralmente per ogni cosa</em>” ha detto una volta il politico del <em>Midwest</em>. Di questi tempi i motivi per cui essere preoccupato non gli mancheranno di certo.</p>
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		<title>&#8220;Pronti a parlare di nucleare&#8221;. La mossa Usa che spiazza Russia e Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/pronti-a-parlare-di-nucleare-la-mossa-usa-che-spiazza-russia-e-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jun 2023 16:08:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[New START]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Jake Sullivan ha dichiarato che gli Usa sono pronti a dialogare con le controparti russa e cinese sul nucleare: e il New Start?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/pronti-a-parlare-di-nucleare-la-mossa-usa-che-spiazza-russia-e-cina.html">&#8220;Pronti a parlare di nucleare&#8221;. La mossa Usa che spiazza Russia e Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli<strong> Stati Uniti </strong>sarebbero disposti a discutere di <strong>nucleare</strong> con <strong>Russia</strong> e <strong>Cina </strong>&#8220;senza precondizioni&#8221;: è quanto ha affermato il Consigliere per la sicurezza nazionale Usa <strong>Jake Sullivan</strong>, mostrandosi comunque ancora dubbioso sulla volontà cinese di discutere il delicato dossier. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Jake Sullivan e l&#8217;annuncio della mano tesa</h2>



<p>La notizia della mano tesa di Washington di certo non sorprende e si inserisce all&#8217;interno di <a href="https://it.insideover.com/politica/finalmente-una-dottrina-biden.html">una strana politica estera </a>che lo stesso Sullivan ha contribuito a sviluppare negli ultimi mesi. La notizia però diventa clamorosa se accompagnata dalle rivelazioni del <em><a href="https://www.ft.com/content/5fdfed4f-7270-455f-ac33-fedbef887423">Financial Times</a></em> che riporta della missione del capo della Cia Bill Burns in Cina durante lo scorso mese, per incontrare gli alti vertici dell&#8217;<em>intelligence</em> cinese. </p>



<p>Secondo quanto sostenuto da Sullivan, Washington sarebbe pronta a rispettare il limite del numero di testate nucleari fissate dal <strong>New Start</strong>, &#8220;a patto che la Russia faccia lo stesso&#8221;. Questo dettaglio dell&#8217;annuncio arriva in un momento affatto casuale: negli scorsi giorni, l&#8217;incursione ucraina a Belgorod ha infatti portato il conflitto ad un altro livello. Gli attacchi sul suolo russo, unitamente alle rivendicazioni della guerriglia anti-Putin venuta allo scoperto e al <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sappiamo-dei-mezzi-usa-nellincursione-a-belgorod.html">presunto utilizzo di mezzi americani </a>trascina gli Stati Uniti nella possibilità di uno scontro diretto con Mosca. Una responsabilità che Washington rifugge con ogni mezzo cercando, come fa dall&#8217;inizio del conflitto, di essere patron di Kiev senza però diventarne cobelligerante. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;addio alla politica di reset</h2>



<p>Il Trattato New Start, firmato a Praga nel 2010, fissava il limite delle <strong>1550 testate operative</strong> ed era stato rinnovato nel 2016 e nel 2021. Tredici anni fa, l&#8217;accordo sembrava suggellare un nuovo corso nei rapporti tra Russia e Stati Uniti, condensatesi nell&#8217;intesa cordiale tra <strong>Barack Obama</strong> e Dmitri <strong>Medvedev</strong>, consacrata a suon di hamburger e patatine. All&#8217;epoca, l&#8217;ex presidente degli Stati Uniti e il suo omologo russo sembravano aver avviato concretamente <strong>una politica di reset</strong> che, tuttavia, è andata estinguendosi negli anni successivi. Non solo la Casa Bianca ha vissuto sorti alterne tra le bordate di Donald Trump e gli scivoloni di Joe Biden, ma lo stesso Medvedev ha completamente mutato la propria linea e il tenore della sua comunicazione. Al termine del suo lungo discorso alla nazione, nel febbraio scorso, il presidente <strong>Vladimir Putin</strong> aveva annunciato il ritiro dal Trattato, segnando la fine dello scambio di informazioni e delle ispezioni reciproche fra le due superpotenze: Putin aveva giustificato lo sfilamento con &#8220;l&#8217;aggressione dell&#8217;Occidente alla Russia&#8221;. Ma nelle stesse ore di quella decisione era poi stato lo stesso presidente russo a chiarire che si trattasse di una mera sospensione che non escludeva un ritorno, e che Mosca avrebbe comunque mantenuto fede ai limiti imposti dal New Start senza riprendere i test nucleari, a meno che gli Usa non avessero fatto diversamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sospensione russa, la decisione americana</h2>



<p>Sta di fatto che, come contromisura, dal 1 giugno 2023 <strong>gli Stati Uniti hanno annunciato di non fornire più informazioni </strong>al tal proposito alla Russia a causa delle violazioni di Mosca, incluse le posizioni dei missili e delle basi di lancio. Una scelta che Washington difende e che rispetterebbe il diritto internazionale, legata alle &#8220;violazioni in corso&#8221; da parte russa. Per tutta risposta, la Russia ha invitato l&#8217;amministrazione Usa ad abbandonare l&#8217;atteggiamento &#8220;ostile&#8221; sul trattato New Start annunciando che non cambierà la sua posizione dopo l&#8217;annuncio da parte del Dipartimento di Stato che smetterà di rispettare parte del trattato. A comunicarlo, l&#8217;ambasciata russa a Washington, sul suo canale Telegram. &#8220;Abbiamo preso atto delle contromisure annunciate dagli Stati Uniti nel contesto del nuovo trattato Start. Tuttavia, non influenzeranno in alcun modo la posizione russa. C&#8217;è solo un modo per rinnovare il trattato, ed è ben noto ai colleghi americani: Washington deve abbandonare il corso ostile e la volontà di infliggere una “sconfitta strategica alla Russia”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa prevedeva il New Start</h2>



<p>Il New Start sarebbe entrato in vigore entro sette anni dalle ratifiche da parte di entrambi i Paesi. Occupandosi di <strong>armi strategiche</strong>, aveva imposto il <strong>limite alle testate</strong> montate su missili balistici intercontinentali (Icbm), su quelle lanciate da sottomarini (Slbm) nonché posto limiti al numero di bombardieri disponibili con una testata ciascuno. Vi era stata poi un&#8217;ulteriore intesa sul numero di <strong>vettori</strong>: fissati a 700 (intesa come somma di Icbm, Slbm e bombardieri) e portati poi ad 800, contando anche le armi non puntate. Più complessa da affrontare era stata la questione degli <strong>scudi missilistici</strong>: Washington ha sempre sostenuto che il Trattato non estendesse le sue limitazioni anche ai sistemi di difesa anti-missile, interpretazione giuridica che Mosca si è sempre rifiutata di accogliere. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.insideover.com/raccontare-la-guerra-oggi?utm_source=strip&amp;utm_medium=ilgiornale&amp;utm_campaign=evento_140623"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="185" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori.png" alt="" class="wp-image-398133" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori.png 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-600x137.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-300x69.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/strip_io_evento_14_giugno_relatori-768x175.png 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p>Secondo il <a href="https://banmonitor.org/">Nuclear Weapons Ban Monitor</a>, dall&#8217;inizio del 2023, 9 potenze nucleari e non sono giunte  detenere 9576 testate nucleari: <strong>Russia e Cina sono in testa alla classifica</strong>. Lo scorso anno è stata la Russia ad aggiungere 136 testate pronte all&#8217;uso allo stock mondiale, raggiungendo una quota di 5889 testate operative. Una tendenza, quella della nuova corsa agli armamenti, che sta disegnando un crescendo dal 2017.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/pronti-a-parlare-di-nucleare-la-mossa-usa-che-spiazza-russia-e-cina.html">&#8220;Pronti a parlare di nucleare&#8221;. La mossa Usa che spiazza Russia e Cina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chi è Jake Sullivan, il &#8220;Kissinger&#8221; di Joe Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jake-sullivan-il-kissinger-di-joe-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Nov 2022 10:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si suol dire che dietro ogni trono si celi un potere, ossia che ogni re è influenzato da un consigliere, e la storia insegna che trattasi di un detto veritiero nella stragrande maggioranza dei casi. Il re è la figura, colui che espone il proprio volto, ma alla sua ombra operano forze che, spesso e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jake-sullivan-il-kissinger-di-joe-biden.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si suol dire che dietro ogni trono si celi un potere, ossia che ogni re è influenzato da un consigliere, e la storia insegna che trattasi di un detto veritiero nella stragrande maggioranza dei casi. Il re è la figura, colui che espone il proprio volto, ma alla sua ombra operano forze che, spesso e volentieri, il grande pubblico ignora.</p>



<p>Burattinai. Eminenze grigie. Grandi vecchi. Diversa la forma, uguale il contenuto: i poteri dietro al trono sono dei visionari-ma-pragmatici sceneggiatori. Il loro compito consiste nell&#8217;aiutare il re a raggiungere la meta da lui desiderata.</p>



<p>Eminenze grigie, gli statisti più lungimiranti, o più ambiziosi, non possono fare a meno di loro. <strong>Luigi XIII </strong>ebbe il <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-era-il-cardinale-richelieu.html">cardinale Richelieu</a>. <strong>Luigi XIV</strong> ebbe il <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/storia/mazzarino-il-cardinale-che-fece-l-europa.html">cardinale Mazzarino</a>. <strong>Vittoria d&#8217;Inghilterra</strong> ebbe il <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/storia-2/lord-palmerston-lo-scacchista-del-grande-gioco.html">signore di Palmerston</a>. <strong>Richard Nixon</strong> ha avuto <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/storia/henry-kissinger-lo-stratega-che-ha-cambiato-il-mondo.html">Henry Kissinger</a>. <strong>Giovanni Paolo II</strong> ha avuto <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/storia/chi-era-agostino-casaroli-lo-stratega-di-papa-wojtyla.html">Agostino Casaroli</a>.</p>



<p>Eminenze grigie, esisteranno sempre. La loro presenza non è oggi meno capillare che in passato. Come dimostrato dal caso di<a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-joe-biden.html"> Joe Biden</a>, 46esimo presidente degli Stati Uniti, il cui Richelieu risponde al nome di <strong>Jake Sullivan</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jake-sullivan-il-kissinger-di-joe-biden.html">Chi è Jake Sullivan, il &#8220;Kissinger&#8221; di Joe Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Parliamo con i russi &#8220;. Continuano i contatti tra Mosca e Washington</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sullivan-parliamo-con-i-russi-per-scongiurare-disastro-nucleare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 15:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=374460</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221108163918964_f41b70c8f37c3d304fc7c96740ec6a76-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quella linea rossa tra Washington e Mosca attiva già dai tempi della guerra fredda è stata mai interrotta durante il conflitto in Ucraina? Forse è questa la vera domanda di questi mesi. La risposta si è sempre mantenuta nel campo dell&#8217;ipotesi. E, in particolare, si è spesso pensato a un dialogo mai del tutto interrotto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/sullivan-parliamo-con-i-russi-per-scongiurare-disastro-nucleare.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/sullivan-parliamo-con-i-russi-per-scongiurare-disastro-nucleare.html">&#8220;Parliamo con i russi &#8220;. Continuano i contatti tra Mosca e Washington</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Quella <strong>linea rossa</strong> tra Washington e Mosca attiva già dai tempi della<a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/che-cos-e-la-guerra-fredda.html"> guerra fredda</a> è stata mai interrotta durante il <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/guerra/come-si-sta-sviluppando-la-guerra-in-ucraina.html">conflitto in Ucraina</a>? Forse è questa la vera domanda di questi mesi. La risposta si è sempre mantenuta nel campo dell&#8217;ipotesi. E, in particolare, si è spesso pensato a un dialogo mai del tutto interrotto tra<strong> Stati Uniti </strong>e <strong>Russia</strong>, nemmeno sotto i colpi delle sanzioni e nemmeno quando gli scambi di accuse tra le parti a un certo punto si sono fatti molto pesanti.</p>



<p>Adesso invece c&#8217;è l&#8217;assoluta certezza: le linee telefoniche tra Casa Bianca e Cremlino non sono rimaste in disuso. A dirlo nelle scorse ore è stato il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, <strong>Jake Sullivan</strong>. &#8220;Parliamo con Mosca &#8211; ha detto in un incontro all&#8217;<em>Economic Club </em>di New York &#8211; Lo facciamo per evitare una catastrofe nucleare&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le parole di Sullivan </h2>



<p>Per la verità l&#8217;intervento nella Grande Mela non è stato il primo di Sullivan sulla questione. Poco prima era uscita un&#8217;intervista esclusiva sul <em>Wall Street Journal </em>in cui il consigliere per la sicurezza aveva riferito, senza troppi giri di parole, di aver parlato in questi mesi con i consiglieri del Cremlino. Funzionari vicini a <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">Vladimir Putin </a>quindi, contattati a più riprese e con i quali si è affrontato il tema più spinoso. Quello cioè relativo alla<strong> sicurezza nucleare</strong>. </p>



<p>Sullivan ha quindi ribadito il concetto durante l&#8217;evento all&#8217;Economic Club: &#8220;Noi parliamo &#8211; ha sottolineato &#8211; come del resto abbiamo sempre fatto quando è stato necessario chiarire potenziali malintesi e cercare di ridurre i rischi e ridurre la possibilità di catastrofi come il potenziale uso di armi nucleari&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Segnali di dialogo? </h2>



<p>Il consigliere per la sicurezza ha parlato di colloqui volti unicamente a scongiurare il disastro nucleare. Del resto, se i Paesi che da soli hanno almeno l&#8217;80% degli ordigni atomici complessivi dovessero chiudere ogni linea di collegamento, allora il rischio di un incidente catastrofico per l&#8217;umanità sarebbe quasi a un passo. Si tratta di colloqui che non necessariamente però comprendono un vero e proprio <strong>dialogo</strong>. Un confronto cioè destinato a trovare accordi specifici e generali tra le due parti. </p>



<p>I contatti per il momento riguarderebbero solo la prevenzione del rischio di incidenti. Un elemento che già, di questi tempi, non è poco. Ma forse qualcosa si sta muovendo anche sul fronte dell&#8217;attivazione di un dialogo più profondo. Aver apertamente e pubblicamente svelato l&#8217;esistenza di costanti colloqui tra i vertici della sicurezza è già un segnale. Sullivan non ha reso noto il colloquio a distanza con i russi proprio in questo momento solo per mero caso. Da Washington si è voluto ribadire che il <strong>canale</strong> c&#8217;è e che i telefoni per chiamare in direzione dalla Casa Bianca vengono attivati anche al Cremlino. </p>



<p>Un segnale che si va ad aggiungere a un altro lanciato nelle scorse settimane dal presidente Usa <a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>. Quest&#8217;ultimo non ha escluso un incontro faccia a faccia con il suo omologo Vladimir Putin in occasione del <strong>G20</strong> di Bali, in programma nei prossimi giorni. Tra i due non ci sono contatti ufficiali, nemmeno telefonici, da prima dello scoppio del conflitto. Il capo della Casa Bianca ha specificato che un incontro con Putin sarebbe dedicato unicamente al caso della cestista Usa<strong> Brittney Griner</strong>, imprigionata a Mosca con l&#8217;accusa di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti. Ma inevitabilmente il significato di un bilaterale andrebbe oltre questa singola vicenda. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli altri segnali di confronto tra Mosca e Washington</h2>



<p>Negli ultimi mesi per la verità sono stati diversi gli elementi che hanno portato a pensare a un filo rosso sempre più diretto tra Russia e Usa. Il 5 ottobre sul New York Times è emersa la<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/washington-accusa-lucraina-lomicidio-daria-dugina-2072843.html"> ricostruzione dei servizi segreti statunitensi </a>circa l&#8217;attentato che in estate ha ucciso Daria Dugina, figlia del politologo russo Alexander Dugin. Washington, in particolare, ha accusato Kiev di aver avuto un ruolo diretto nella pianificazione dell&#8217;attacco. E inoltre i servizi hanno specificato di aver ritenuto questo omicidio come nocivo e poco utile ai fini della guerra. Una presa di distanze dall&#8217;operato ucraino quindi, la prima da febbraio a oggi. </p>



<p>Circostanza che non ha fatto venir meno il sostegno degli Usa all&#8217;Ucraina ma che, al tempo stesso, ha fatto emergere alcuni scenari interessanti. Anche su questo punto, aver reso nota la vicenda non è stato un caso. </p>



<p>In definitiva, si può dire che tra russi e statunitensi ci sono contatti molto avviati sulla <strong>sicurezza</strong>. Quanto questo influirà anche su un eventuale dialogo a 360 gradi sull&#8217;Ucraina e sugli equilibri post bellici è difficile dirlo. Qualcosa però, lungo l&#8217;asse Casa Bianca-Cremlino sembra muoversi. </p>
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		<title>La parabola politica di Jake Sullivan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-parabola-politica-di-jake-sullivan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2022 06:10:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[politica estera Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220315185132235_6b115097d40519c5f3cb58892ec6398f-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220315185132235_6b115097d40519c5f3cb58892ec6398f-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220315185132235_6b115097d40519c5f3cb58892ec6398f-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220315185132235_6b115097d40519c5f3cb58892ec6398f-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220315185132235_6b115097d40519c5f3cb58892ec6398f-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220315185132235_6b115097d40519c5f3cb58892ec6398f-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220315185132235_6b115097d40519c5f3cb58892ec6398f-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il lavorìo della diplomazia prosegue, sia in forma esplicita che sommersa, tra gli Stati Uniti e l’Europa splende sempre più la figura di Jake Sullivan, Consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Joe Biden. Il giovane advisor occupa un posto di prim’ordine nella macchina presidenziale, ruolo che fu occupato da personaggi del calibro di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-parabola-politica-di-jake-sullivan.html">[...]</a></p>
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<h2>Chi è</h2>
<p>Classe 1976, Sullivan è un prodotto di Yale con una breve parentesi post-laurea come avvocato e cancelliere. Ma è nel 2008 che avviene il suo debutto nella politica nazionale con il suo arruolamento nella campagna elettorale di <strong>Hillary Clinton</strong>, che lo vuole con sé per via dell’ottimo lavoro svolto presso l&#8217;ufficio della senatrice Amy Klobuchar come consulente politico senior. Pertanto, il giovane Sullivan diventa il giovane vicedirettore politico nella corsa alle primarie tra la ex <em>first lady</em> e l’<em>outsider</em> <strong>Barack Obama</strong>. Ed è proprio sul carrozzone di quest’ultimo che viene arruolato quando Clinton perde la corsa alle primarie: assieme alla grande squadra per le presidenziali 2008, Sullivan è uno degli uomini che tiene le fila, a soli 32 anni, di una campagna elettorale che resterà nella storia. Con Obama alla Casa Bianca, segue il destino di Hillary Clinton a Dipartimento di Stato. Riconquistata la Casa Bianca, l’allora Vicepresidente Biden lo nomina come <a href="https://obamawhitehouse.archives.gov/the-press-office/2013/02/26/vice-president-biden-announces-jake-sullivan-new-national-security-advis">Consigliere per la sicurezza nazionale</a> <em>personale</em> succedendo a <b>Anthony Blinken</b>.</p>
<p>Quell’anno incoronava così quest’astro nascente delle relazioni estere americane: &#8220;Sullivan era il punto di contatto affidabile tra la Casa Bianca e il settimo piano [l’ufficio del Segretario di Stato presso il Truman Building a Washington N.d.R.] anche quando gli altri membri dello staff della Casa Bianca e dello Stato erano alla gola l&#8217;uno dell&#8217;altro&#8221;. Gli elogi in quei mesi si sprecavano, e in molti, nell’<em>entourage</em> democratico, erano pronti a scommettere di essere al cospetto di un futuro Presidente.</p>
<h2>Il Jcpoa: la consacrazione</h2>
<p>I risultati raggiunti nel <em>sancta sanctorum</em> della politica americana, fanno di Sullivan l’uomo del negoziato segreto con l’Iran che sfociò nel compianto <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/tutto-quello-che-ce-da-sapere-sul-51-il-trattato-sul-nucleare-iraniano.html"><strong><em>Joint Comprehensive Plan of Action</em></strong></a>. L&#8217;accordo sul programma nucleare iraniano venne reso possibile da mesi di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=TGYzBuXWsSQ">negoziati segreti</a> tra funzionari statunitensi e iraniani, svoltisi contemporaneamente agli incontri ufficiali con le altre cinque potenze mondiali. Dal marzo 2013, Sullivan fu protagonista di almeno cinque incontri segreti, guidando un piccolo gruppo di funzionari statunitensi assieme al vicesegretario di Stato William Burns. Fu durante questo primo incontro ad alto livello in un luogo sicuro nella capitale dell&#8217;Oman, Mascate, che l&#8217;amministrazione Obama iniziò a gettare le basi per l&#8217;accordo nucleare. Inizialmente, l&#8217;obiettivo da parte di Sullivan era sondare se gli Stati Uniti e l&#8217;Iran potessero organizzare con successo un processo per il proseguimento dei colloqui bilaterali. Lo stesso canale dell&#8217;Oman era stato alimentato dal Segretario di Stato americano John Kerry, che, in qualità di presidente della Commissione per le relazioni estere del Senato degli Stati Uniti prima di assumere la carica di Segretario di Stato, fece un viaggio senza preavviso nello stato del Golfo per incontrare i funzionari dell&#8217;Oman.</p>
<p>Il 27 settembre 2013 il presidente Barack Obama avrebbe effettuato una telefonata storica al presidente iraniano, una conversazione che avrebbe dato il via alla fase pubblica dei colloqui sul nucleare tra due avversari di lunga data. Sullivan era l’uomo che “passò il numero di telefono” al presidente, dopo mesi di diplomazia segreta. Un goal anche per il suo ex mentore politico, Clinton, che per prima lo aveva assegnato a quel dossier.</p>
<h2>Il disastro afgano</h2>
<p>Dopo il successo iraniano Sullivan lascia i ruoli ufficiali per il suo primo amore, Yale. Nonostante ciò, continua a prendere parte ai colloqui sul nucleare, in via informale. Nell&#8217;aprile 2015, Clinton ingaggia nuovamente Sullivan come consulente politico senior: vuole il suo &#8220;analista dalla mente fredda” di sempre. Ma è Trump ad andare alla Casa Bianca. Dopo quattro anni, all’indomani della sua rocambolesca e tormentata elezione, Joe Biden riporta Sullivan nella Camelot presidenziale con il ruolo attuale. Ma nel giro di pochi mesi, come se la pandemia e l’eco di Capitol Hill non bastassero, arriva il pasticciato ritiro dall’Afganistan. Con una differenza: se Blinken era stato una presenza costante al fianco di Biden dal 2002, prima del 2020 Sullivan aveva lavorato per Biden per soli 18 mesi, sei anni prima.</p>
<p>La telefonata del 30 agosto al Segretario della Difesa Austin al fianco del presidente, al termine di due decenni di guerra, diventa l’unzione a <strong><em>closer man</em> di Biden</strong>. L’investitura, tuttavia, si trasforma in un’arma a doppio taglio: è toccato a Sullivan, infatti, spiegare in interviste e conferenze stampa perché si stava fuggendo dall’Afghanistan e in quel modo. Quanto basta per finire sotto il fuoco incrociato dei detrattori e dell’opinione pubblica internazionale: sono in molti a chiedere la sua testa, anche fra i <em>Dem</em>. Il suo senior lo difende, confermandolo nel suo ruolo, dichiarando a destra e a manca che nessuno a Washington poteva prevedere che l’esercito afgano si sarebbe sciolto come neve al sole, lodando Sullivan per il coordinamento dell&#8217;evacuazione di 124.000 civili, il più grande ponte aereo civile nella storia degli Stati Uniti. Nonostante ciò, il giovane profeta del “credo che un mondo guidato dall&#8217;America sia un mondo in cui tutti finiscono per stare meglio” finisce nella polvere.</p>
<h2>Sullivan <em>goes to Rome</em></h2>
<p>Ma dalla polvere all’altare -nuovamente-, il passo è breve. Del resto, come racconta Mark Leibovich dalle pagine del <a href="https://www.nytimes.com/2021/11/30/us/politics/jake-sullivan-biden.html"><em>New York Times</em></a>, l&#8217;America ha una passione innata per le &#8220;stelle cadute&#8221;, come questo <em>good guy</em> in grisaglia che suscita tra i suoi compatrioti un mix di empatia e s<em>chadenfreude. </em>Sullivan, ormai quarantacinquenne, è l’uomo che dovrà compiere il miracolo con la Cina. Realista fin dall’inizio delle tensioni tra Ucraina e Russia, è stato profondamente convinto delle concrete possibilità che il conflitto avvenisse. Ora è a quest’uomo che tocca un ingrato doppio compito: il primo, non abbandonare l’aria da falco con Pechino. A Sullivan, convinto che la Cina fosse al corrente dei piani di Putin, è toccato ribadire ai cinesi che ci saranno gravi conseguenze per un eventuale supporto militare alla Russia o per l’aver offerto un&#8217;ancora di salvezza a Mosca dalle sanzioni economiche. Allo stesso tempo, però, è l’uomo che a Roma, il 14 marzo scorso, ha incontrato il suo omologo <strong>Yang Jiechi</strong> in un <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-doppio-binario-che-puo-sbloccare-i-negoziati-sullucraina.html">meeting durato ben sette ore</a>. Così, sotto il sole della <em>Caput Mundi</em>, Sullivan viene riabilitato come giovane Kissinger che potrà sbloccare le acredini tra Stati Uniti e Cina, fiaccate dai toni di Anchorage. Di quell’incontro, ad oggi, si sa poco: se questo sia un buon segno o meno, solo le prossime settimane, o mesi, potranno dircelo. E mentre Pechino tace, su Sullivan pende un nuovo verdetto della storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tre indizi per la pace: il piano per fermare l&#8217;escalation</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tre-indizi-per-la-pace-il-piano-per-fermare-lescalation.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 16:03:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[assedio Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Piano di pace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1437" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-R36Tq0jfiWK8Eb4H2_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-R36Tq0jfiWK8Eb4H2_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-R36Tq0jfiWK8Eb4H2_ANSA-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-R36Tq0jfiWK8Eb4H2_ANSA-1024x766.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-R36Tq0jfiWK8Eb4H2_ANSA-768x575.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-R36Tq0jfiWK8Eb4H2_ANSA-1536x1150.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-R36Tq0jfiWK8Eb4H2_ANSA-2048x1533.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La capitale Kiev continua ad essere assediata, nel sud dell&#8217;Ucraina l&#8217;avanzata russa si fa sempre più intensa mentre i combattimenti si stanno spostando ormai da giorni verso i confini della Nato, nell&#8217;ovest del Paese. Eppure, all&#8217;orizzonte, si inizia a intravedere qualche barlume di speranza. In particolare, ci sono tre indizi che rendono la pace un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/tre-indizi-per-la-pace-il-piano-per-fermare-lescalation.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tre-indizi-per-la-pace-il-piano-per-fermare-lescalation.html">Tre indizi per la pace: il piano per fermare l&#8217;escalation</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1437" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-R36Tq0jfiWK8Eb4H2_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-R36Tq0jfiWK8Eb4H2_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-R36Tq0jfiWK8Eb4H2_ANSA-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-R36Tq0jfiWK8Eb4H2_ANSA-1024x766.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-R36Tq0jfiWK8Eb4H2_ANSA-768x575.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-R36Tq0jfiWK8Eb4H2_ANSA-1536x1150.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/AX-R36Tq0jfiWK8Eb4H2_ANSA-2048x1533.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La capitale Kiev continua ad essere assediata, nel sud dell&#8217;Ucraina l&#8217;avanzata russa si fa sempre più intensa mentre i combattimenti si stanno spostando ormai da giorni verso i confini della Nato, nell&#8217;ovest del Paese. Eppure, all&#8217;orizzonte, si inizia a intravedere qualche barlume di speranza. In particolare, ci sono <strong>tre indizi</strong> che rendono la <strong>pace</strong> un traguardo più concreto di quanto non lo fosse soltanto un paio di giorni fa.</p>
<p>Partiamo con il primo: le delegazioni di Mosca e Kiev starebbero lavorando ad una bozza di <strong>piano di pace</strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/raid-sui-civili-a-kiev-e-bombe-su-odessa-la-diretta-sulla-guerra-in-ucraina.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect&amp;_ga=2.224731231.494011118.1646944120-1372113361.1635961127"> in 15 punti</a>. Poche ore dopo che il <a href="https://www.ft.com/content/7b341e46-d375-4817-be67-802b7fa77ef1"><em>Financial Times</em></a> rivelava questa indiscrezione, ecco il ritorno al dialogo tra Stati Uniti e Russia, con il contatto telefonico avvenuto tra il consigliere della Casa Bianca per la sicurezza nazionale, <strong>Jake Sullivan</strong>, e il segretario del Consiglio di Sicurezza russo, <strong>Nikolay Patrushev</strong>.</p>
<p>Arriviamo così al terzo e ultimo indizio, che chiama in causa la sfera religiosa. Il <strong>Patriarca Kirill</strong>, capo della Chiesa ortodossa russa, e <strong>Papa Francesco</strong> hanno parlato del conflitto in Ucraina sottolineando l&#8217;importanza del processo negoziale in corso.</p>
<h2>Accordi, concessioni e ostacoli</h2>
<p>Premessa doverosa: nonostante i tre indizi che andremo ad analizzare nel dettaglio, non è detto che dall&#8217;oggi al domani cessino tutte le ostilità tra le parti. Anche perché restano sul campo diversi angoli da smussare, soprattutto nei <strong>15 punti</strong> contenuti nel piano di pace.</p>
<p>A proposito di questo documento, la bozza prevede che l&#8217;<strong>Ucraina</strong> rinunci alle sue ambizioni di aderire alla Nato o di ospitare basi militari straniere o armamenti. Kiev otterrebbe in cambio la protezione di tre Paesi alleati: Stati Uniti, Regno Unito e Turchia.</p>
<p>Attenzione però, perché tra i principali ostacoli a un accordo, troviamo tanto la natura delle garanzie occidentali per la sicurezza ucraina così quanto lo status dei territori rivendicati da Russia e dai miliziani filo russi nel 2014. E, secondo quanto affermato dal consigliere del presidente ucraino, Mykhailo Podolyak, qualsiasi intesa deve prevedere il ritiro delle truppe russe dai territori conquistati dopo l&#8217;invasione. Certo è che, ha evidenziato il <em>FT</em>, &#8220;Ucraina e <strong>Russia</strong> hanno fatto progressi significativi&#8221;.</p>
<h2>La via del dialogo</h2>
<p>Nelle ultime ore si è, poi, improvvisamente aperta una doppia via del dialogo. Nella telefonata tra Sullivan e Patrushev &#8211; in quello che, ricordiamolo, è stato il primo contatto ad alto livello tra le due potenze dall&#8217;inizio della guerra in Ucraina – il primo &#8220;ha ribadito la ferma e chiara opposizione degli Stati Uniti all&#8217;ingiustificata e non provocata invasione russa dell&#8217;Ucraina&#8221;. Lo stesso Sullivan, si legge in una nota, ha esposto con chiarezza &#8220;l&#8217;impegno degli Stati Uniti a continuare a imporre costi alla Russia, a sostenere la difesa della sovranità e dell&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Ucraina&#8221; e a &#8220;rafforzare il fianco Est della Nato, in coordinamento pieno e continuo con i nostri alleati e partner&#8221;. Le parti sono distanti ma, per lo meno, sono ripresi i contatti.</p>
<p>C&#8217;è stato, infine, un importante contatto anche tra il Patriarca Kirill e il Papa. &#8220;Le parti hanno sottolineato l&#8217;eccezionale importanza del <strong>processo negoziale</strong> in corso, esprimendo la loro speranza per il raggiungimento al più presto di una pace giusta&#8221;, ha fatto sapere il Patriarcato di Mosca. Il Patriarca Kirill, ha fatto sapere il Patriarcato di Mosca, &#8220;ha salutato cordialmente il Primate della Chiesa Cattolica Romana, esprimendo soddisfazione per la possibilità di organizzare un colloquio&#8221;. Inoltre, &#8220;ha avuto luogo una discussione dettagliata della situazione sul suolo ucraino. Particolare attenzione &#8211; spiega il Patriarcato in una nota &#8211; è stata rivolta agli <strong>aspetti umanitari</strong> dell&#8217;attuale crisi e alle azioni della Chiesa ortodossa russa e della Chiesa cattolica romana per superarne le conseguenze&#8221;.</p>
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