<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Jacob Zuma Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/jacob-zuma/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/jacob-zuma</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 18 Jun 2024 12:04:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Jacob Zuma Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/jacob-zuma</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Sudafrica: governo nero-bianco d&#8217;emergenza per scampare al disastro economico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-sudafrica-ha-scelto-la-sua-strada.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 12:03:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[economia africana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=425532</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1296" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618004823665_4609eb7c2f49b3f121fb2f72299e2f65.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sudafrica" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618004823665_4609eb7c2f49b3f121fb2f72299e2f65.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618004823665_4609eb7c2f49b3f121fb2f72299e2f65-600x405.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618004823665_4609eb7c2f49b3f121fb2f72299e2f65-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618004823665_4609eb7c2f49b3f121fb2f72299e2f65-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618004823665_4609eb7c2f49b3f121fb2f72299e2f65-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618004823665_4609eb7c2f49b3f121fb2f72299e2f65-1536x1037.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ramaphosa è nuovamente presidente, ma il leader dell'Anc ha dovuto formare un Governo di emergenza con i rivali del Da.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-sudafrica-ha-scelto-la-sua-strada.html">Sudafrica: governo nero-bianco d&#8217;emergenza per scampare al disastro economico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1296" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618004823665_4609eb7c2f49b3f121fb2f72299e2f65.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sudafrica" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618004823665_4609eb7c2f49b3f121fb2f72299e2f65.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618004823665_4609eb7c2f49b3f121fb2f72299e2f65-600x405.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618004823665_4609eb7c2f49b3f121fb2f72299e2f65-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618004823665_4609eb7c2f49b3f121fb2f72299e2f65-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618004823665_4609eb7c2f49b3f121fb2f72299e2f65-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240618004823665_4609eb7c2f49b3f121fb2f72299e2f65-1536x1037.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come ampiamente preventivabile<a href="https://it.insideover.com/politica/in-sudafrica-zuma-continua-a-ballare-l-anc-fa-i-conti-con-la-sconfitta.html"> dopo il voto dello scorso 29 maggio</a>,<strong> Cyril Ramaphosa </strong>è stato riconfermato presidente del Sudafrica. Non solo, ma per la prima volta da trent&#8217;anni a questa parte il suo partito, l&#8217;<em>African National Congress </em>(<strong>Anc</strong>), ha dovuto stringere accordi di governo con altre formazioni per formare un nuovo esecutivo. </p>



<p>La riconferma del capo dello Stato uscente, che in Sudafrica corrisponde anche al capo dell&#8217;esecutivo, passa quindi attraverso una delle <strong>svolte</strong> più importanti registrate nel Paese. Si può ben dire che, nelle settimane intercorse tra il voto e la rielezione di Ramaphosa,<a href="https://it.insideover.com/politica/sudafrica-dimenticare-quello-di-mandela-per-farne-nascere-uno-moderno.html"> è nato un terzo Sudafrica</a>: finito quello dell&#8217;apartheid nel 1994, adesso ha terminato il suo ciclo anche quello nato dalla vittoria di <strong>Nelson Mandela</strong> trent&#8217;anni fa. Il nuovo Sudafrica eredita problemi dettati dai due precedenti sistemi ma, a ben vedere, ha comunque delle importanti potenzialità: i suoi protagonisti hanno infatti scelto una strada apparentemente più <strong>pragmatica</strong> e legata alla necessità di r<strong>isollevare un&#8217;economia allo sbando da tempo. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La storica alleanza tra Anc e Da</h2>



<p>Il destino del Paese, dopo i verdetti delle elezioni, era nelle mani di Ramaphosa. In Sudafrica il presidente viene eletto dal Parlamento ma su indicazione del partito di maggioranza. Che, dal 1994 in poi, è sempre stato l&#8217;Anc e con numeri quasi plebiscitari. <strong>Con il 40% dei consensi ottenuti a maggio</strong>, il partito che fu di Mandela ha dovuto cercare per la prima volta alleati.</p>



<p>Ramaphosa, a capo dell&#8217;Anc e del Sudafrica dal 2018, poteva scegliere due strade. La prima comportava una pace con il suo predecessore, <strong>Jacob Zuma</strong>, e contemporaneamente convolare a nozze con l&#8217;<strong>Eff</strong>, formazione dell&#8217;estrema sinistra ma con connotazioni nazionaliste pan africane. Zuma infatti, con il suo neonato Mk, ha ottenuto il 14% dei consensi. L&#8217;Eff, dal canto suo, è andato leggermente sotto le sue aspettative e ha avuto il 9%. Unendo i voti dell&#8217;Anc con i partiti sopra menzionati, Ramaphosa avrebbe potuto contare su una coalizione apparentemente più omogenea. </p>



<p>Tuttavia, il presidente sudafricano ha scelto un&#8217;altra strada, quella cioè dell&#8217;alleanza con la <em>Democratic Alliance</em> (<strong>Da</strong>). Quest&#8217;ultimo è il principale partito dell&#8217;opposizione, votato soprattutto dalle minoranze di origine europea. Con il suo 21% dei consensi, da sola la Da è in grado di garantire all&#8217;Anc una solida maggioranza. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La via pragmatica del nuovo Sudafrica</h2>



<p>L&#8217;accordo di governo tra i due partiti non ha una connotazione solo numerica. La Da è sì il principale partito di opposizione, ma è anche l&#8217;unico che negli anni è stato in grado di creare una reale alternativa di governo all&#8217;Anc. Lo dimostra il fatto che la formazione da anni guida importanti amministrazioni locali, tra cui su tutte quella di <strong>Città del Capo</strong>. </p>



<p>Ramaphosa ha quindi scelto una via pragmatica, unendo due partiti di governo e dando al Sudafrica una diversa prospettiva rispetto a quella di una coalizione con Mk ed Eff. Questi ultimi sono infatti considerate due formazioni di rango populista, trascinate unicamente dal carisma dei fondatori e dalle proposte giudicate estrema anche da intere dette dell&#8217;Anc. Come, tra tutte, la confisca delle terre ai farmer di origine europea o la loro nazionalizzazione. </p>



<p><strong>Il duo Anc-Da</strong>, completato anche da un terzo partito che confluirà nella maggioranza, ossia il gruppo <strong>Inkata</strong> radicato nella popolazione di origine zulù, ha varato un programma di nove punti che mira soprattutto alla ripresa dell&#8217;economia. Vera e propria emergenza in un Paese che, ancora oggi, è il più industrializzato del continente ma dove, al tempo stesso, sono frequenti i blackout di energia e dove disoccupazione e criminalità appaiono sempre più dilaganti. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-sudafrica-ha-scelto-la-sua-strada.html">Sudafrica: governo nero-bianco d&#8217;emergenza per scampare al disastro economico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Sudafrica Zuma continua a ballare, l&#8217;Anc fa i conti con la sconfitta</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-sudafrica-zuma-continua-a-ballare-l-anc-fa-i-conti-con-la-sconfitta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2024 12:28:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Brics]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=423901</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1362" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604142130519_9a566780f9eed5531cccf6bc65f5c9e8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604142130519_9a566780f9eed5531cccf6bc65f5c9e8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604142130519_9a566780f9eed5531cccf6bc65f5c9e8-600x426.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604142130519_9a566780f9eed5531cccf6bc65f5c9e8-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604142130519_9a566780f9eed5531cccf6bc65f5c9e8-1024x726.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604142130519_9a566780f9eed5531cccf6bc65f5c9e8-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604142130519_9a566780f9eed5531cccf6bc65f5c9e8-1536x1090.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Molti giornali sudafricani nelle scorse ore hanno ritratto in prima pagina l&#8217;ex presidente Zuma ballare sul palco, mentre nel suo quartier generale festeggiava i risultati del suo nuovo partito. E in effetti potrebbe essere questa l&#8217;immagina più significativa delle elezioni in Sudafrica. Nessuno infatti degli altri attori politici può dirsi pienamente soddisfatto: l&#8217;Anc, il partito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-sudafrica-zuma-continua-a-ballare-l-anc-fa-i-conti-con-la-sconfitta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-sudafrica-zuma-continua-a-ballare-l-anc-fa-i-conti-con-la-sconfitta.html">In Sudafrica Zuma continua a ballare, l&#8217;Anc fa i conti con la sconfitta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1362" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604142130519_9a566780f9eed5531cccf6bc65f5c9e8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604142130519_9a566780f9eed5531cccf6bc65f5c9e8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604142130519_9a566780f9eed5531cccf6bc65f5c9e8-600x426.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604142130519_9a566780f9eed5531cccf6bc65f5c9e8-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604142130519_9a566780f9eed5531cccf6bc65f5c9e8-1024x726.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604142130519_9a566780f9eed5531cccf6bc65f5c9e8-768x545.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240604142130519_9a566780f9eed5531cccf6bc65f5c9e8-1536x1090.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Molti giornali sudafricani nelle scorse ore hanno ritratto in prima pagina l&#8217;ex presidente <strong>Zuma</strong> ballare sul palco, mentre nel suo quartier generale festeggiava i risultati del suo nuovo partito. E in effetti potrebbe essere questa l&#8217;immagina più significativa delle elezioni in <a href="https://it.insideover.com/politica/sudafrica-dimenticare-quello-di-mandela-per-farne-nascere-uno-moderno.html">Sudafrica</a>. Nessuno infatti degli altri attori politici può dirsi pienamente soddisfatto: l&#8217;<strong>Anc</strong>, il partito che guida il Paese dal 1994 con la maggioranza assoluta, ha accusato un colpo più duro del previsto, mentre i rivali della Democratic Alliance (<strong>Da</strong>) non hanno sfondato.</p>



<p>Dal canto suo invece, Jacob Zuma con il suo <strong>Mk</strong>, partito fondato pochi mesi fa dopo l&#8217;espulsione dall&#8217;Anc, ha ottenuto il terzo posto e soprattutto un 14% di consensi che lo pongono adesso come ago della bilancia per la formazione del prossimo governo. Un successo inaspettato e che ha tolto lo scettro di<em> king maker </em>all&#8217;<strong>Eff</strong>, la formazione della sinistra nazionalista che si è visti quindi bloccata la sua ascesa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;inizio di un nuovo Sudafrica</h2>



<p>I risultati definitivi hanno certificato, come previsto,<a href="https://it.insideover.com/politica/sudafrica-dimenticare-quello-di-mandela-per-farne-nascere-uno-moderno.html"> la fine del &#8220;secondo Sudafrica&#8221;</a>. Quello cioè nato dopo l&#8217;apartheid e all&#8217;insegna del dominio quasi incontrastato dell&#8217;Anc di <strong>Nelson Mandela</strong>, capace nelle varie tornate elettorali di sforare costantemente il 60% dei voti. Un partito che, nel corso delle ultime tre decadi, si è trasformato in un vero e proprio gruppo guida del Paese e capace di ramificarsi in ogni ambito politico ed economico. </p>



<p>E non certo con grandi risultati: il Sudafrica di oggi si presenta come il Paese con le maggiori disparità economiche al mondo, con metropoli tra le più insicure d&#8217;Africa e dove anche l&#8217;elettricità non è così scontata visti i frequenti blackout dopo i disastri economici della <strong>Eskom</strong>, la società che gestisce le centrali e le infrastrutture elettriche. </p>



<p>Certo, non è stata tutta colpa dell&#8217;Anc. Una volta al potere nel 1994, Mandela e i suoi successori hanno ereditato tutti i mali di un Paese rimasto segregato per decenni. Ma la <strong>corruzione</strong>, l&#8217;incapacità di molti amministratori e la disonestà di diversi suoi membri, quelli sì sono unicamente imputabili alla leadership del partito. Lo stesso Zuma, presidente in quota Anc dal 2009 al 2018, più volte è rimasto coinvolto in gravi inchieste per corruzione. </p>



<p>Da qui la prevedibile caduta del partito, il quale è ancora il più votato ma è ben lungi adesso dalla maggioranza assoluta. L&#8217;Anc, secondo i dati definitivi delle elezioni dello scorso 29 maggio, non è andato oltre il <strong>40%</strong>. Questo vuol dire che adesso, per la prima volta dal 1994, il Sudafrica sarà sorretto da un governo di coalizione. Forse preludio a un ulteriore periodo di instabilità ma, al tempo stesso, anche possibile passo definitivo verso una democrazia multipartitica e più compiuta. Capace possibilmente di arginare le falle del &#8220;partito unico&#8221; dell&#8217;Anc.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rebus alleanze </h2>



<p>Ma con chi stringere le intese? È questa la domanda principale che si stanno ponendo sia i vertici dell&#8217;Anc che gli analisti politici sudafricani. Il primo potenziale alleato potrebbe essere, paradossalmente, il primo potenziale oppositore. Il Da infatti, formazione di riferimento del centrodestra sudafricano e supportato in gran parte dalla popolazione di origine europea, dal 2000 in poi è stato l&#8217;unico partito ad arginare lo strapotere Anc.</p>



<p>Dal 2006 controlla Città del Capo, seconda metropoli sudafricana, nelle ultime amministrative ha vinto in diverse città e in diverse province, negli ultimi anni soprattutto si è impegnato nel trasformarsi in una credibile alternativa all&#8217;Anc. Il 29 maggio tuttavia non è riuscito ad andare oltre il <strong>21%</strong>. Un risultato che non è del tutto deludente, ma certo dai vertici della formazione ci si aspettava qualcosa di più. </p>



<p>Adesso potrebbe far gola a molti, sia nell&#8217;Anc che nella Da, poter unire le forze e formare un governo di grande coalizione. Il tutto per fermare il populismo dell&#8217;Eff, etichettato da entrambi come nemico per via delle sue posizioni estreme soprattutto in economia e per la volontà di togliere le terre ai &#8220;farmers&#8221; di origine europea senza indennizzo. </p>



<p>Inoltre, l&#8217;Eff non è andato oltre il<strong> 9%</strong> e dunque non può essere l&#8217;alleato capace di costituire una solida maggioranza con l&#8217;Anc. Forse sono proprio loro i veri sconfitti della tornata elettorale di maggio. Al rebus alleanze partecipano anche altre formazioni minori, in grado con i propri deputati eletti di dare i numeri necessari alla futura maggioranza parlamentare. In questo lotto occorre considerare <strong>Inkata</strong>, il partito molto radicato nelle regioni a maggioranza zulù, capace di portare in parlamento 17 deputati. </p>



<p>Ci sono poi altri partiti un po&#8217; più lontani dall&#8217;Anc, come il<strong> Partito Democratico </strong>oppure l&#8217;<strong>Alleanza Patriottica</strong> e il <strong>Fronte della Libertà</strong>: tutti hanno comunque in dote dai 6 ai 9 deputati, numeri preziosi per chiunque voglia governare. Di certo, come detto, con il voto del 29 maggio<strong> è nata una nuova democrazia multipartitica</strong>. Con tutti i pregi e le incognite che questo comporta per un Paese ancora fragile come il Sudafrica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Zuma continua a ballare </h2>



<p>E intanto, per l&#8217;appunto, c&#8217;è l&#8217;ex presidente che con il suo nuovo partito sarà comunque un prezioso ago della bilancia. Nessuno, forse nemmeno il diretto interessato, si aspettava di superare la soglia del 10%. Zuma però, si sa, è un instancabile trascinatore di folle, uno dei pochi in grado di parlare alla gente comune sempre più stanca e insicura. Pazienza per le accuse di corruzione, per le gravi responsabilità politiche ricadenti sulla sua testa e sul suo mandato presidenziale: molte persone, soprattutto tra l&#8217;etnia zulù (a cui appartiene) e xhosa gli danno incondizionata fiducia. </p>



<p>Zuma, 81 anni ma con una ritrovata energia da ragazzino, balla dal palco e festeggia il suo 14%. E adesso magari sogna di convincere gli ex compagni dell&#8217;Anc ad allearsi con lui per formare un governo &#8220;di stampo africano&#8221;, per coniare un termine di alcuni quotidiani locali. </p>



<p><strong>Ciryl Ramaphosa</strong>, successore di Zuma e attuale presidente, attende e valuta con attenzione. Sarà comunque ancora lui il capo dello Stato: in Sudafrica, il presidente è al vertice del Paese ed è capo dell&#8217;esecutivo, ma viene scelto dal parlamento tra le fila del partito di maggioranza. L&#8217;Anc ha perso la maggioranza assoluta, ma detiene quella relativa: dunque, sarà Ramaphosa, da rientrante presidente in pectore, a decidere se ballare o meno assieme all&#8217;amico e nemico Jacob Zuma. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-sudafrica-zuma-continua-a-ballare-l-anc-fa-i-conti-con-la-sconfitta.html">In Sudafrica Zuma continua a ballare, l&#8217;Anc fa i conti con la sconfitta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sudafrica: dimenticare quello di Mandela per farne nascere uno moderno</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sudafrica-dimenticare-quello-di-mandela-per-farne-nascere-uno-moderno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2024 15:04:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Brics]]></category>
		<category><![CDATA[Disuguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[economia africana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=421398</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10228213.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>30 anni fa il primo voto a suffragio universale. Ma il 29 maggio il partito di Mandela potrebbe perdere la maggioranza e...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sudafrica-dimenticare-quello-di-mandela-per-farne-nascere-uno-moderno.html">Sudafrica: dimenticare quello di Mandela per farne nascere uno moderno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10228213.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p><em>Nkosi sikelel&#8217; iAfrika</em>: Dio protegga l&#8217;Africa. È questa la prima frase dell<strong>&#8216;inno nazionale del Sudafrica</strong>, quello adottato ufficialmente nel 1997 e realizzato grazie alla &#8220;fusione&#8221; tra un vecchio canto religioso in lingua xhosa e il precedente inno in vigore nell&#8217;era dell&#8217;apartheid. E già proprio da qui è possibile inquadrare la <strong>complessità dell&#8217;attuale Sudafrica</strong>, l&#8217;unico Paese in cui l&#8217;inno è formato da strofe contenenti <strong>cinque lingue diverse</strong>: la parte iniziale è in <strong>xhosa</strong>, la seconda frase è in <strong>zulu</strong>, poi in mezzo ci sta una parte del brano in <strong>seshoto</strong> denominata &#8220;morena boloka&#8221; e infine la chiusura con il vecchio inno in afrikaans e inglese.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Katlego Maboe - Nkosi Sikelel iAfrica" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Kw3YZ2R4o_E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_Kw3YZ2R4o_E");</script>
</div></figure>



<p>Non è un caso se esattamente trent&#8217;anni fa, quando il Sudafrica è andato per la prima volta al voto con suffragio universale, è stato coniato il termine &#8220;<strong>Paese arcobaleno&#8221;</strong>, prendendo spunto da una frase pronunciata anni prima dall&#8217;arcivescovo <strong>Desmond Tutu</strong>. Oggi di quanto accaduto nel 1994, di quelle elezioni che hanno visto<strong> la nascita del nuovo Sudafrica guidato da Nelson Mandela</strong>, c&#8217;è ben poca voglia di parlare. Ma non soltanto per le noti tristi vicende che stanno scandagliando da anni la fragile società della prima economia africana (a pari merito, da qualche tempo, con la Nigeria). Il punto focale è che, rispetto a trent&#8217;anni fa,<strong> il Paese ha subito ulteriori e drastici cambiamenti</strong>. Molti in negativo, da un lato: disoccupazione, povertà diffusa, criminalità, perdita di autorità da parte delle forze dell&#8217;ordine, indietreggiamento sul fronte sanitario e infrastrutturale. Ma non tutto è da gettare via: &#8220;Vedo ad esempio &#8211; è la testimonianza, resa su InsideOver, di un impegnato italiano di un un&#8217;azienda che si occupa di energia nella Western Cape &#8211; che le attuali difficoltà stanno contribuendo anche a una<strong> maggiore solidarietà </strong>nella popolazione e c&#8217;è un certo <strong>dinamismo politico e intellettuale</strong>&#8220;.</p>



<p>Il Sudafrica a breve andrà di nuovo al voto e, oltre ai <strong>bilanci</strong> di trent&#8217;anni difficili, è anche tempo di guardare al <strong>futuro</strong>. L&#8217;<em>African National Congress</em> (<strong>Anc</strong>), il partito guida della popolazione di colore e un tempo presieduto da Mandela, ora è in crisi di consenso e potrebbe scendere sotto il 50%. Per governare quindi, dovrà formare una <strong>coalizione</strong> e cedere parte di un potere tenuto in modo stretto negli ultimi decenni: forse un passo, alimentato dalle difficoltà, che potrebbe guidare il Sudafrica verso una <strong>democrazia più matura </strong>e non regolata in base a semplici dinamiche etniche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fine del &#8220;partito degli africani&#8221;</h2>



<p>Il Paese andrà alle urne il 29 maggio e, comunque andrà, uscirà completamente diverso. Ne è convinta la folta comunità italiana, residente soprattutto nella <strong>Western Cape</strong>, la provincia il cui capoluogo è<strong> Città del Capo</strong>. La metropoli cioè &#8220;più europea&#8221; nell&#8217;aspetto, nell&#8217;urbanistica dei quartieri centrali e nella suddivisione della popolazione: qui sono infatti concentrati i principali investimenti provenienti dal Vecchio Continente e qui vive una parte significativa di <strong>afrikaner</strong>. Coloro cioè che parlano l&#8217;<strong>afrikaans</strong>, la lingua collegabile all&#8217;olandese e quindi ai primi coloni giunti qui dai Paesi Bassi. Non è certo un caso se Città del Capo da quasi un decennio è amministrata dall&#8217;Alleanza Democratica (<em>Da</em>), il principale partito di opposizione al governo trentennale dell&#8217;Anc.</p>



<p>&#8220;Qui è possibile toccare con mano il fallimento dell&#8217;Anc &#8211; ha dichiarato uno dei rappresentanti degli italiani nella Western Cape &#8211; non solo perché qui il partito è stato scavalcato dal Da, ma anche perché su molti aspetti la <strong>qualità della vita è andata progressivamente peggiorando</strong>&#8220;. In alcuni quartieri, quelli della sempre più ridotta classe media, manca a volte anche l&#8217;elettricità. In altre zone invece, le <strong>township</strong> abitate da una massa sempre più povera della popolazione hanno guadagnato terreno in modo disordinato e al loro interno <strong>i gruppi della droga hanno inesorabilmente preso il sopravvento</strong>: &#8220;Provare a uscire di casa in certi orari è difficile &#8211; ha aggiunto il lavoratore italiano &#8211; in Italia c&#8217;è stato un coprifuoco tre anni fa per via del Covid, qui a Città del Capo invece non serve nemmeno mettere leggi che proibiscano di uscire e non serve aspettare una pandemia: la gente semplicemente evita di stare fuori casa la sera, diversamente si rischia molto in termini di sicurezza&#8221;.</p>



<p>Per questo in tanti da anni, anche tra la popolazione di colore, non si affida più all&#8217;Anc: &#8220;Quando sono arrivato qui &#8211; ha spiegato ancora il nostro connazionale &#8211; era il 2005 e il partito di Mandela rappresentava tutti i cittadini delle varie comunità bantu, mentre il Da era solitamente votato soltanto dalla popolazione di origine europea. Oggi non è più così, <strong>il voto è trasversale</strong>: tra molti elettori di origine bantu non prevale più l&#8217;idea secondo cui se sei di colore allora devi votare per gli eredi di Mandela. Tutti hanno problemi e tutti hanno iniziato a votare per quel partito che più poteva garantire la risoluzione dei problemi, a prescindere se si trattava dell&#8217;Anc o meno&#8221;.</p>



<p>In questo senso, si inizia a vedere<strong> la fine del modello di Anc quale partito africano</strong>. La formazione guida delle<strong> lotte contro l&#8217;apartheid</strong> è oggi solo una delle possibili scelte di un popolo sempre più disilluso, oltre che sempre più povero: &#8220;Chissà se da questi problemi &#8211; ha concluso il lavoratore italiano ascoltato da InsideOver &#8211; possa sorgere un Paese paradossalmente meno diviso, dove magari si vota per opinione e non per una questione di appartenenza etnica&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso una &#8220;reale&#8221; democrazia multipartitica </h2>



<p>Il presidente uscente è <strong>Cyril Ramaphosa</strong>, veterano delle lotte di Mandela e a capo del Paese dal 2018. Il sistema politico sudafricano ha una particolarità: il presidente è sì capo di Stato e capo dell&#8217;esecutivo, ma non viene eletto direttamente bensì scelto dal partito che ottiene la maggioranza in parlamento. L&#8217;Anc, al potere dal 1994, ha espresso da allora quattro presidenti: <strong>Mandela, Mbeki, Zuma</strong> e quindi l&#8217;attuale <strong>Ramaphosa</strong>. Ma per la prima volta in trent&#8217;anni, il partito potrebbe scendere sotto la soglia del 50%. E pensare che fino a dieci fa, alla vigilia delle elezioni del 2014, l&#8217;unico vero dilemma riguardava l&#8217;ampiezza della vittoria della formazione che fu di Mandela e se, in particolare, l&#8217;Anc avesse raggiunto o meno una maggioranza dei due terzi del parlamento.</p>



<p>Cinque anni fa, il partito è sceso sotto il 60%, adesso lo spettro di dover governare in coalizione con altri è sempre più vicino. Anche perché l&#8217;opposizione a questo giro si è organizzata per bene: la Da ha messo su una <strong>coalizione</strong> con altri piccoli partiti ed è accreditata del 33% dei consensi. Forse, ipotizzano molti media sudafricani, è possibile la creazione di una grande coalizione proprio tra i due storici principali rivali. Il tutto per fronteggiare nemici comuni come, tra tutti l&#8217;<strong>Eff di Julius Malema</strong>: quest&#8217;ultimo, accreditato dell&#8217;11%, porta avanti una narrazione definita populista che preoccupa tanto l&#8217;Anc, timorosa di perdere consenso tra gli strati più poveri della popolazione, quanto la Da per via degli annunci relativi alla possibilità di <strong>espropriare le terre</strong> agli agricoltori di origine europea.</p>



<p>C&#8217;è poi un altro importante nemico comune, rappresentato da <strong>Jacob Zuma</strong>. L&#8217;ex presidente, costretto alle dimissioni nel 2018 per gravi accuse di corruzione, ha ancora molto seguito soprattutto nella provincia di<strong> Kwa-Zulu</strong>, di cui è originario. Nei mesi scorsi ha fondato un suo partito denominato<em> uMukhonto we Sizwe </em>(&#8220;La lancia della nazione&#8221; in lingua zulu e noto con l&#8217;acronimo <strong>Mk</strong>), nelle ultime ore accusato di aver raccolto firme false per presentarsi. Zuma, oggi 81enne, potrebbe intercettare altri voti all&#8217;Anc. Ma, così come sottolineato dagli stessi analisti sudafricani, è anche consapevole di dover raccogliere consenso tra gli afrikaneer per entrare in parlamento e dunque anche il suo partito potrebbe racimolare consenso in modo trasversale. Anche la sua retorica, di recente, è sembrata più conciliante e di sicuro più lontana dai propositi di requisire le terre agli agricoltori di origine boera.</p>



<p>In generale, considerando anche la presenza di altri partiti a carattere locale, come la formazione nota con il nome di <strong>Inkata</strong> (radicata tra gli elettori di origine zulu), pur tra molti limiti il Sudafrica sembra avviarsi verso una più <strong>sistemica e strutturata democrazia multipartitica</strong>. Dove non ci sarà soltanto un partito in grado di controllare ogni aspetto della vita politica ma, al contrario, una competizione su base non sempre settaria. Del resto, trent&#8217;anni di governo in solitaria hanno trasformato l&#8217;Anc in una torre colma di interessi corruttivi e di personaggi accusati di lucrare sulla vita politica: un potere condiviso e la consapevolezza di dover adesso guadagnarsi una maggioranza, forse potrebbero contribuire a rinfrescare e rigenerare le stanze dei bottoni sia a <strong>Pretoria</strong>, dove ha sede il governo, così come a<strong> Città del Capo</strong>, dove invece si trova il parlamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno Stato da ridisegnare </h2>



<p>C&#8217;è stato quindi un Sudafrica dell&#8217;apartheid, poi c&#8217;è stato il Sudafrica dell&#8217;Anc. Il 29 maggio potrebbe sorgere un &#8220;<strong>terzo Sudafrica</strong>&#8220;, quello più multipartitico ma con sulle spalle i fardelli ereditati dai periodi passati. La <strong>disuguaglianza</strong>, figlia della segregazione dell&#8217;apartheid e mai realmente combattuta dal partito di Mandela, è la principale piaga. E oggi non interessa solo i cittadini di origine bantu, ma anche molti sudafricani di origine boera. Il divario economico tra le varie classi sociali e i vari strati della popolazione, stanno lacerando sempre di più il Paese. Se n&#8217;è avuta una drammatica dimostrazione nello scorso mese di agosto, quando un incendio ha divorato un vecchio edifici del centro di <strong>Johannesburg</strong>, la capitale economica sudafricana: all&#8217;interno di quello stabile, situato in una via un tempo cuore industriale della metropoli, c&#8217;erano decine di persone senza casa che avevano trovato un precario rifugio. A cause delle fiamme, almeno in 70 hanno perso la vita. Una <strong>strage della miseria e della povertà </strong>che, ancora una volta in modo drammatico, ha portato alla ribalta i gravi problemi di oggi.</p>



<p>Mancano infatti le <strong>case</strong>, manca un <strong>tetto sicuro</strong> per migliaia di persone, manca il lavoro e manca una vera <strong>prospettiva</strong>. Per questo in tanti si rifugiano nella droga, mercato che invece non sta conoscendo crisi. Anzi, in tutte le metropoli decine di bande più o meno organizzate si contendono ogni giorno intere piazze di spaccio e questo spiega<strong> l&#8217;impennata del tasso di omicidi </strong>registrati negli ultimi anni. Le ultime statistiche del ministero dell&#8217;Interno, parlano di almeno 86 persone uccise al giorno per le vie delle città sudafricane. Rispetto agli anni precedenti, la crescita è nell&#8217;ordine del 40%.</p>



<p>Una circostanza quest&#8217;ultima che si ricollega a un altro punto chiave, quello della <strong>sicurezza</strong>. Ne ha parlato, come sottolineato in precedenza, il lavoratore italiano ascoltato ai nostri microfoni. Per dare meglio l&#8217;idea, arrivano in soccorso altri dati diffusi dai media sudafricani: si stima in particolare che, in tutto il Paese, mezzo milione di persone lavorino nel settore della <strong>sicurezza privata</strong>. Vuol dire quindi che i cittadini oramai affidano le loro vite più alle guardie giurate e alle società esterne piuttosto che alla polizia, i cui uomini e mezzi faticano anche ad entrare nelle township di Città del Capo, Johannesburg e delle altre metropoli. Non è raro, camminando per le grandi città, vedere appartamenti e ville circondati da muri invasivi in cui fanno capolino torri di guardia, camere di videosorveglianza e filo spinato. Una sensazione di <strong>perenne stato d&#8217;assedio </strong>e di <strong>precarietà</strong> destinata a incidere nell&#8217;animo e nei meandri della società.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ancoraggio ai Brics</h2>



<p><strong>Parlare di Sudafrica, vuol dire parlare di Africa</strong>. Pur immerso nel profondo delle sue tante contraddizioni, il Paese ad oggi rappresenta l&#8217;economia più industrializzata del continente. Nonché l&#8217;unica potenza in grado di far parlare di Africa a livello internazionale. Pretoria fa parte dei <strong>Brics</strong>, l&#8217;organizzazione delle potenze emergenti che racchiude anche Russia, Cina, India e Brasile. Di recente, il governo di Ramaphosa ha destato clamore per l&#8217;azione giudiziaria contro Israele intentata al tribunale internazionale a proposito degli eventi di Gaza. In poche parole, nel bene e nel male, ogni voce che esce dal Sudafrica è una voce destinata a incidere sul futuro dell&#8217;Africa. Osservare le dinamiche del Paese oggi vuol dire, in prospettiva futura, osservare buona parte delle dinamiche <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-da-lula-alla-ricerca-di-un-nuovo-ponte-per-lafrica.html">dell&#8217;Africa</a> che verrà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/sudafrica-dimenticare-quello-di-mandela-per-farne-nascere-uno-moderno.html">Sudafrica: dimenticare quello di Mandela per farne nascere uno moderno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Sudafrica è alle prese con scandali e corruzione</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-sudafrica-e-alle-prese-con-scandali-e-corruzione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2019 10:37:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=234309</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="450" height="300" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/Jacob_Zuma_288.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/Jacob_Zuma_288.jpg 450w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/Jacob_Zuma_288-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>L&#8217;ex presidente sudafricano Jacob Zuma è stato rinviato a giudizio per corruzione nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta riguardante l&#8217;acquisto da parte di Pretoria, negli anni &#8217;90, di due miliardi di armamenti europei per il proprio esercito nazionale. Le accuse contro l&#8217;ex capo di Stato erano state mosse già dieci anni fa, ma la National Prosecuting Authority (Npa) &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-sudafrica-e-alle-prese-con-scandali-e-corruzione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-sudafrica-e-alle-prese-con-scandali-e-corruzione.html">Il Sudafrica è alle prese con scandali e corruzione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="450" height="300" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/Jacob_Zuma_288.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/Jacob_Zuma_288.jpg 450w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/Jacob_Zuma_288-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p><p>L&#8217;ex presidente sudafricano <strong>Jacob Zuma</strong> è stato <a href="https://www.reuters.com/article/us-safrica-politics/south-africas-zuma-to-face-corruption-trial-idUSKBN1WQ0VX">rinviato a giudizio</a> per corruzione nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta riguardante l&#8217;acquisto da parte di Pretoria, negli anni &#8217;90, di due miliardi di armamenti europei per il proprio esercito nazionale. Le accuse contro l&#8217;ex capo di Stato erano state mosse già dieci anni fa, ma la National Prosecuting Authority (Npa) aveva deciso di non procedere a causa dell&#8217;elezione alla presidenza della Repubblica dello stesso Zuma. Nel 2016, dopo una lunga battaglia legale, il procedimento era stato riavviato. Nel mese di<a href="https://www.theguardian.com/world/2019/jul/15/jacob-zuma-south-africa-corruption-inquiry"> luglio</a> l&#8217;ex presidente era comparso di fronte ad una commissione di inchiesta giudiziaria per rispondere ad altre accuse secondo le quali sarebbero stato a capo, durante i suoi mandati, di un immenso sistema di corruzione che avrebbe danneggiato lo Stato. Zuma aveva sostenuto, di fronte ai giudici, di essere vittima di un complotto ordito da due agenzie straniere di intelligence per prendere il controllo del Sudafrica.</p>
<h2>Un partito in crisi</h2>
<p>La vicenda giudiziaria è destinata a ripercuotersi, almeno in parte, sulle dinamiche del partito dominante del Sudafrica: <strong>L&#8217;African national congress (Anc)</strong>, che ha tra i suoi fondatori Nelson Mandela, segue un&#8217;ideologia politica progressista e fu perseguitato dall&#8217;esecutivo nel corso del lungo periodo dell&#8217;Apartheid. Il movimento è al potere dal 1994, l&#8217;anno delle prime elezioni libere dopo la caduta dell&#8217;Apartheid e si è riconfermato ,con percentuali oscillanti tra il 57 ed il 66 per cento dei voti, in tutte le consultazioni successive. Lo schieramento ha però perso, negli anni, una discreta percentuale di consensi a causa dei numerosi casi di corruzione, della cattiva gestione degli affari di governo e dell&#8217;incompetenza di alcuni dei suoi politici. Nel 2014 l&#8217;ala giovanile del partito, desiderosa di cambiamenti e di un approccio più moderno, ha compiuto una scissione a sinistra ed ha fondato gli <a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2019/may/08/anc-corruption-south-africa-failure-polls">Economic freeedom fiders</a> (Eff), presieduti dal combattivo Julius Malema. La scissione ha indebolito le posizioni dell&#8217;Anc, che è però riuscito a resistere a questo shock. Nel 2018, dopo una serie di accuse di corruzione, Jacob Zuma era stato <a href="https://www.bbc.com/news/world-africa-43066443">costretto</a>, dal suo stesso partito, alle dimissioni dall&#8217;incarico presidenziale per evitare il rischio che gli scandali potessero ulteriormente danneggiare la reputazione del movimento. Gli era succeduto<a href="https://www.ilpost.it/2017/12/18/cyril-ramaphosa-nuovo-presidente-congresso-nazionale-africano/"> Cyril Ramaphosa</a>, suo vicepresidente, che ha fatto della lotta alla corruzione nell&#8217;ANC uno dei temi dominanti della sua presidenza e che ha portato lo schieramento, alle c<a href="https://it.insideover.com/politica/il-sudafrica-alle-prova-delle-elezioni-generali.html">onsultazioni del 2019</a>, ad ottenere un dignitoso, viste le circostanze, cinquantasette per cento dei suffragi. Lo stesso <strong>Ramapahosa</strong>, malgrado la decisa lotta al malaffare, è stato accusato dall&#8217;autorità nazionale anticorruzione di aver mentito al Parlamento sul ricevimento di fondi elettorali e la vicenda potrebbe essere destinata ad avere ripercussioni giudiziarie. I sostenitori di Ramaphosa affermano che le accuse contro di lui sarebbero legate ad una lotta per il potere all&#8217;interno dell&#8217;African National Congress, con la fazione di Jacob Zuma che starebbe cercando di ottenere nuovo spazio politico.</p>
<h2>Le prospettive e la situazione economica</h2>
<p>I molti problemi politici e sociali del Sudafrica sono legati alle sue peculiari vicende storiche. L&#8217;African National Congress, che lottò per decenni e anche con metodi violenti contro il sistema dell&#8217;Apartheid, ha goduto e continua in parte a godere del sostegno diffuso della maggioranza nera della popolazione anche perché, per molto tempo, non si sono radicate alternative credibili. Le cose potrebbero però cambiare anche grazie all&#8217;<strong>Alleanza Democratica (Da)</strong>, il principale partito di opposizione nato come veicolo politico della minoranza bianca e di altre etnie ed ora sempre più multirazziale. Lo schieramento governa, dal 2009, la provincia di Western Cape, dove è situata Città del Capo, con ottimi risultati, ha un&#8217;ideologia politica centrista ed è favore del buon governo. La democrazia sudafricana appare però bloccata e le traumatiche vicende degli ultimi decenni sembrano impedire un possibile ricambio partitico ai vertici del potere. L&#8217;elettorato, malgrado gli scandali e la cattiva gestione della cosa pubblica, non sembra ancora pronto, in maggioranza, ad abbandonare l&#8217;ANC e la condizione di partito dominante ha nuociuto e nuoce in primis proprio all&#8217;African National Congress, troppo sicuro delle sue posizioni per mettersi in discussione.</p>
<p>Le p<strong>rospettive economiche</strong> del Sudafrica non appaiono buone. Il Prodotto Interno Lordo dovrebbe crescere, secondo le stime, dello 0.8 per cento nel 2019, dell&#8217;1 per cento nel 2020 e dell&#8217;1.3 per cento nel 2021, percentuali insufficienti a risolvere i tanti problemi che affliggono il Paese. Il 25 per cento della popolazione vive in una condizione di povertà estrema ed i numeri crescono fino al 40 per cento se si parla di soglia di povertà. La <strong>criminalità</strong>, inoltre, affligge la nazione in maniera molto grave: il tasso di omicidi è tra più alti al mondo, con più di 20,000 assassinii registrati nel 2018 ed anche il numero di violenze sessuali, con almeno 40mila stupri avvenuti nel 2018 (ma il numero reale è molto più alto) è una grave piaga nel Paese. Qualora la nuova amministrazione Ramaphosa non riesca ad affrontare queste problematiche appare probabile, nel prossimo futuro, che sempre più elettori possano abbandonare l&#8217;African National Congress ed appoggiare altri schieramenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-sudafrica-e-alle-prese-con-scandali-e-corruzione.html">Il Sudafrica è alle prese con scandali e corruzione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 58/329 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-27 06:59:02 by W3 Total Cache
-->