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	<title>Ivo Saglietti Archives - InsideOver</title>
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	<title>Ivo Saglietti Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Ivo Saglietti, per sempre. A Torino una piéce per ricordare il grande fotografo</title>
		<link>https://it.insideover.com/fotografia/ivo-saglietti-per-sempre-a-torino-una-piece-per-ricordare-il-grande-fotografo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 16:31:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Ivo_saglietti_01-scaled-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Ivo_saglietti_01-scaled-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Ivo_saglietti_01-scaled-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Ivo_saglietti_01-scaled-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Ivo_saglietti_01-scaled-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Ivo_saglietti_01-scaled-1-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Ivo_saglietti_01-scaled-1-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ivo Saglietti è stato un grande maestro di fotografia che ha realizzato grandi reportage e contribuito a formare generazioni di giovani professionisti e anche, nel corso della sua carriera, un caro amico di InsideOver, testata per cui ha realizzato reportage e corsi di fotografia e ai cui professionisti ha trasmesso la competenza e la visione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/fotografia/ivo-saglietti-per-sempre-a-torino-una-piece-per-ricordare-il-grande-fotografo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/ivo-saglietti-per-sempre-a-torino-una-piece-per-ricordare-il-grande-fotografo.html">Ivo Saglietti, per sempre. A Torino una piéce per ricordare il grande fotografo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Ivo_saglietti_01-scaled-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Ivo_saglietti_01-scaled-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Ivo_saglietti_01-scaled-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Ivo_saglietti_01-scaled-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Ivo_saglietti_01-scaled-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Ivo_saglietti_01-scaled-1-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Ivo_saglietti_01-scaled-1-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Ivo Saglietti </strong>è stato un grande maestro di fotografia che ha realizzato grandi reportage e contribuito a formare generazioni di giovani professionisti e anche, nel corso della sua carriera, un caro amico di <em>InsideOver</em>, testata per cui ha <strong>realizzato reportage e corsi di fotografia e ai cui professionisti ha trasmesso la competenza e la visione che lo contraddistinguevano</strong>. Per questo è doppiamente importante, per <em>InsideOver,</em> segnalare l&#8217;interessante iniziativa “<strong>Una Piéce per Ivo Saglietti”</strong>, che si terrà venerdì 23 gennaio dalle ore 17.30 alle Gallerie d’Italia di Torino, in Piazza San Carlo. Lo è perché la memoria di un grande fotografo come era Ivo (c’era familiarità, lo vogliamo continuare a chiamare così anche ora) merita di essere trasmessa assieme a quella della sua capacità di raccontare storie umane grandi e piccole rendendole significative con la<strong> capacità espressiva dei suoi scatti</strong>, sia perché l’impronta di Ivo sulla nostra storia è stata profonda e resterà indelebile. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/%C2%A9Archivio-Saglietti-Kosovo-1024x665.jpg" alt="" class="wp-image-502557"/></figure>



<p><strong>L’evento è proposto da ArtPhotò nella prestigiosa sede di Gallerie D’Italia –Torino</strong>“. Una Piéce per Ivo Saglietti&#8221; si svolgerà grazie alla presenza di alcuni testimoni che hanno intrecciato con Ivo amicizia, condivisione, visione, apprendimento, progetti, speranze, dialoghi, discussioni vive, accese, appassionanti. Non a caso l’evento fa partedella serie “<em>Intrecciare Parole e Immagini”</em>. Tra i protagonisti dell’evento, anche il nostro editore <strong>Andrea Pontini </strong>e il celebre giornalista Domenico Quirico.</p>



<p>A Torino poco più  di due anni fa – dicembre 2023 – la mostra “Ivo Saglietti. Lo Sguardo Nomade” fu inaugurata al Museo Nazionale del Risorgimento pochi giorni dopo la sua scomparsa, <a href="https://it.insideover.com/reportage/fotografia/auguri-ivo/ivo-lo-sguardo-inquieto.html">avvenuta il 2 dicembre 2023. </a></p>



<p>Ora, con questa piéce<strong> Ivo Saglietti</strong> sarà ricordato come una persona e un professionista speciale. Perché speciale era il suo modo di guardare, di pensare, di leggere, di essere testimone, di ricercare la luce. L’autore sarà ricordato tramite una narrazione composta dalle sue immagini, dai suoi testi, da alcuni ricordi. Per ricordare chi ha rappresentato un pezzo importante della storia della fotografia in Italia. E, vogliamo ricordarlo con orgoglio e amicizia, anche della nostra. Sapendo che Ivo Saglietti sarà sempre con noi.</p>



<p>A Torino due anni fa – dicembre 2023 – la mostra “Ivo Saglietti. Lo Sguardo Nomade” fu inaugurata al Museo Nazionale del Risorgimento pochi giorni dopo la sua scomparsa.</p>



<p>Ora, con questa piéce Ivo Saglietti sarà ricordato come una persona e un professionista speciale. Perché speciale era il suo modo di guardare, di pensare, di leggere, di essere testimone, di ricercare la luce. Il maestro sarà ricordato tramite una narrazione composta dalle sue immagini, dai suoi testi, da alcuni ricordi. Per ricordare chi ha rappresentato un pezzo importante della storia della fotografia in Italia. E, vogliamo ricordarlo con orgoglio e amicizia, anche della nostra. Grazie, Ivo!</p>



<p><strong>Ingresso libero fino a esaurimento posti</strong></p>



<p><strong>Prenotazione consigliata scrivendo una mail a&nbsp;</strong><a href="mailto:torino@gallerieditalia.com"><strong>torino@gallerieditalia.com</strong></a><strong></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">I partecipanti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><em>Valeria Gradizzi</em></strong> è una fotografa, nel 2012 diventa allieva del fotoreporter Ivo Saglietti, da qui i suoi progetti si concentrano sulla narrazione di mondi spesso invisibili o ai margini. L’ultimo, ELLE, è una ricerca fotografica sul neo-sciamanesimo femminile in Italia, diventato poi un libro edito da emuse.</li>



<li><strong><em>Federico Montaldo</em></strong>: avvocato specializzato in diritto della fotografia, saggista, titolare dell’Archivio Saglietti, autore del libro “Ivo Saglietti. Lo Sguardo Inquieto” (Edito da Postcart), curatore della mostra “Ivo Saglietti – Un fotografo in cammino”</li>



<li><a><strong><em>Francesca Peliti</em></strong></a><em>: </em>Fino al 2015 amministratore unico di Peliti Associati, in seguito impegnata in studi di teologia e attività a sostegno dell’Ass. Amici di Deir Mar Musa, ispiratrice dei reportage sulla Comunità di p. Paolo Dall’Oglio SJ</li>



<li><strong><em>Paolo Pellegrin</em></strong><em>: </em>fotografo di <em>Magnum Photos</em> Pellegrin ha dichiarato che Saglietti è stato il suo mentore. Noto per i suoi reportage di fotogiornalismo in varie regioni del mondo e in Medio Oriente dove ha incontrato Ivo</li>



<li><strong><em>Andrea Pontini</em></strong>: titolare della testata online<em> InsideOver</em></li>



<li><a><strong><em>Domenico Quirico</em></strong></a><em>: </em>inviato di guerra<em>, </em>giornalista, saggista, insieme con Ivo l’incontro e il libro<em> “Rivoluzioni”</em></li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><a><strong><em>Roberto Colacioppo</em></strong></a><em>: </em>fotografo, attivista in fotografia sociale, Ivo gli ha dedicato l’introduzione e l’editing del libro “Dove fuggono gli occhi”</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><em>Tiziana Bonomo di ArtPhotò</em></strong><em>: </em>curatrice e organizzatrice di eventi di fotografia, tanti momenti di condivisione e tre esposizioni “<em>ILVA CORNIGLIANO</em><em> Fotografie di Ivo Saglietti e Federica De Angeli”, “Cuba, alla ricerca di Mr. Evans” </em>presso lo Spazio Eventa a Torino<em> e </em>“<em>Ivo Saglietti. Lo sguardo nomade</em>” al Museo Nazionale del Risorgimento.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/ivo-saglietti-per-sempre-a-torino-una-piece-per-ricordare-il-grande-fotografo.html">Ivo Saglietti, per sempre. A Torino una piéce per ricordare il grande fotografo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Visa pour l’image – Perpignan&#8221;, edizione 2024.  Un festival tutto da scoprire!</title>
		<link>https://it.insideover.com/fotografia/visa-pour-limage-perpignan-edizione-2024-un-festival-tutto-da-scoprire.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2024 08:26:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906102305449_68a54c03479eef635435157c54736278.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906102305449_68a54c03479eef635435157c54736278.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906102305449_68a54c03479eef635435157c54736278-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906102305449_68a54c03479eef635435157c54736278-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906102305449_68a54c03479eef635435157c54736278-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906102305449_68a54c03479eef635435157c54736278-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906102305449_68a54c03479eef635435157c54736278-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È questo l’anno in cui le tante domande che si presentano incessantemente sul fotogiornalismo possono iniziare ad avere fondate risposte? L’anno di ‘’Visa pour l’Image’’ si attorciglia a allarmi che vengono rilanciati ad ogni occasione: il divieto di informazione, la censura, il mancato visto alla stampa ai media, il linguaggio sempre uguale, l’esibizione della violenza, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/fotografia/visa-pour-limage-perpignan-edizione-2024-un-festival-tutto-da-scoprire.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/visa-pour-limage-perpignan-edizione-2024-un-festival-tutto-da-scoprire.html">&#8220;Visa pour l’image – Perpignan&#8221;, edizione 2024.  Un festival tutto da scoprire!</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906102305449_68a54c03479eef635435157c54736278.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906102305449_68a54c03479eef635435157c54736278.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906102305449_68a54c03479eef635435157c54736278-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906102305449_68a54c03479eef635435157c54736278-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906102305449_68a54c03479eef635435157c54736278-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906102305449_68a54c03479eef635435157c54736278-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240906102305449_68a54c03479eef635435157c54736278-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È questo l’anno in cui le tante domande che si presentano incessantemente sul fotogiornalismo possono iniziare ad avere fondate risposte? L’anno di ‘’V<strong>isa pour l’Image’</strong>’ si attorciglia a allarmi che vengono rilanciati ad ogni occasione: il divieto di informazione, la censura, il mancato visto alla stampa ai media, il linguaggio sempre uguale, l’esibizione della violenza, la minaccia dell’I.A., la scarsa credibilità di molti reporter, le<strong> fake news,</strong> il mancato controllo all’informazione. Olà, vi basta? Ma non è il momento di&nbsp; dare un calcio&nbsp; a meste ruminazioni, inutili apostrofi e concioni di&nbsp; azzimati e reverenziali&nbsp; esperti? Uffa! Scrivere e fotografare hanno l’evidenza e l‘invadenza rivoluzionaria del fare. E dunque&#8230;</p>



<p>Pierre Conte presidente dell’<strong>Associazione Visa pour l’Image – Perpignan </strong>dà vividi contorni a ciò che è in gioco con la precisione crudele ed efficace di una punta secca: “Il fotogiornalismo è il fratello santamente turbolento del giornalismo. Proprio come il giornalismo, contribuisce alla democrazia. Attraverso le sue testimonianze, contribuisce allo sviluppo di un senso critico tra tutti i cittadini che hanno bisogno di essere illuminati. Creata trentacinque anni fa per celebrare questa professione, Visa pour l&#8217;Image si batte oggi per difenderla. In un&#8217;epoca di fake news, di pericoli di un&#8217;intelligenza artificiale ancora largamente incontrollata e di impoverimento cronico dei media mondiali, il fotogiornalismo è in pericolo.”</p>



<p>Sarà in grado l’inossidabile <strong>Francois Leroy</strong> a trovare le risposte giocando da buon equilibrista con il suo mordente sentimentalismo e la sua razionale narrazione? Lui fissa l’attenzione al ruolo dei direttori della fotografia: “Il delirante aumento del numero di fotografi, o almeno di persone che si dichiarano tali, ha un nuovo corollario: la scomparsa dei direttori della fotografia. È con una tristezza intrisa di nostalgia che abbiamo appreso del pensionamento di Kathy Ryan dopo 39 anni al New York Times Magazine. Senza dubbio verrà sostituita, ma sono sempre di più i media che decidono di abolire questi incarichi o di affidarli a persone inesperte. .. la maggior parte dei direttori della fotografia è sconosciuta al grande pubblico, e talvolta anche agli stessi fotografi. È un peccato. Dietro la tragica ma potente fotografia di Mohammad Salem, che ha appena vinto il World Press Photo, c&#8217;è un team di talento guidato da Rickey Rogers (Reuters) che è riuscito a individuare questa immagine in cui tutti si fermano nel mezzo di un flusso incessante. In un momento in cui l&#8217;accesso alle zone di conflitto è sempre più limitato, il talento di un vero direttore della fotografia è ancora più necessario. Di fronte a una produzione standardizzata affogata in una moltitudine di immagini e a nuove piattaforme in cui un&#8217;immagine rincorre l&#8217;altra, come possiamo raccontare una storia in modo diverso e catturare l&#8217;attenzione di un pubblico sempre più esigente?“</p>



<p>Una notizia toccante è che quest’anno Visa Pour l’Image renderà omaggio al lavoro di <strong><a href="https://it.insideover.com/fotografia/un-premio-fotografico-in-ricordo-di-ivo-saglietti.html">Ivo Saglietti uno dei rappresentanti più poetici e struggenti del fotogiornalismo internazionale</a></strong> insieme a Elliott Erwitt, Jacques Pavlovsky, Kai Wiedenhöfer, Agnès Grégoire, Bernard Perrine, Christophe Deloire&#8230;</p>



<p>Questo avverrà martedi 3 settembre. Come dice il presidente: “Se avete la fortuna di assistere a una delle proiezioni giganti al Campo Santo, non perdetela: lo spettacolo è indimenticabile”. Aggiungo che le immagini di Ivo Saglietti lo renderanno ancora più indimenticabile e i suoi lavori in <strong>Palestina, ad Haiti, in Egitto, in Libano, a Cuba, a Idomeni </strong>e in tanti altri luoghi intrisi di sofferenza faranno ricordare che per essere una bravo fotoreporter devi provare quello che provano gli altri. Devi sentire il dolore, la disperazione, il silenzio, la cattiveria, la paura dell’umanità che tanto ha inseguito Ivo fino alla fine.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="658" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/unnamed-9-1024x658.jpg" alt="" class="wp-image-435215" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/unnamed-9-1024x658.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/unnamed-9-600x386.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/unnamed-9-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/unnamed-9-768x493.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/unnamed-9-1536x987.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/unnamed-9.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Ecco forse la risposta ai dubbi è già qui, le opere dei Grandi che rifiutano comodità consumistiche e pigrizie mentali&nbsp; impedendo che la immagine che racconta, fissa, accusa,&nbsp; smaschera il disumano e l’inumano si riduca a definizione unica, maniera, segno inerte.</p>



<p>Visa pour l’Image nasce nel 1989, 35 anni fa, grazie a Jean François Leroy – insieme a Roger Therond, direttore di redazione di Paris Match – che non si aspettava una tale longevità: “Iniziata come una festa è continuata di anno in anno fino ad oggi. Questo dimostra che il festival è la risposta ad una domanda! E siamo molto ambiziosi del primo anno con già 25 esposizioni in luoghi che non ci soddisfacevano completamente. Poi un giorno il direttore del Centro Tecnico Municipale mi propone un luogo che forse, diceva, mi avrebbe affascinato, il “Couvent de Minimes”: fu un vero colpo di fulmine!”.</p>



<p>Dopo 34 anni i primi collaboratori di allora<strong> Thomas, Laurent, Emanuel</strong> continuano in questa avventura. “Inoltre tra gli ospiti, sempre nella prima edizione, abbiamo avuto Natchway, Salgado: tre serate di proiezione e non sei come oggi poiché non potevamo permettercelo! Due giganti del fotogiornalismo Sigma e Sipa Press erano presenti. Due erano i paesi accreditati: Francia e Italia. L’Italia con Annie Boulat e  l’agenzia Cosmos che rappresentava l’agenzia di Grazia Neri in Francia. Il secondo anno c’erano tre mila professionisti e 53 paesi. La progressione è stata costante fatti eccezione i due anni del Covid. All’inizio trovare degli sponsor era più semplice, era un’epoca molto diversa da oggi. Canon ha iniziato nel 1990 e continua ancora oggi.”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/unnamed-7-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-435217" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/unnamed-7-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/unnamed-7-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/unnamed-7-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/unnamed-7-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/unnamed-7-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/unnamed-7.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Se il festival di Arles, come dice Leroy, era ‘’Magnum oriented’’, ecco che lui decide di giocare in contropiede con le agenzie di fotogiornalismo come: Sigma, Vu, Sipa, Gamma, Cosmos, AP, AFP &#8230;.</p>



<p>Il credo del Festival è quello di mettere in evidenza fotografi che non hanno una vetrina degna del loro talento e valorizzare le prima pagine dei quotidiani, le copertine dei giornali, gli speciali nei magazine di attualità insomma quelle che hanno raccontato e anche oggi con difficoltà raccontano il mondo.</p>



<p>Leroy capì subito la necessità di rendere il festival internazionale. “era il secondo anno, parto per New York dove la mia amica direttrice di Sygma Photo NY mi fa incontrare tutte le agenzie. Non solo: grazie alla responsabile dell’archivio di Life riesco ad ottenere un incontro con Alfred Eisenstaedt – il Cartier Bresson americano – che aveva 85 anni al quale spiego il mio progetto. Per convincerlo a venire al festival e ad esporre, dopo 35 anni senza mostre, gli prometto la cattedrale di Perpignan. Ed è stato proprio lui che ha reso famoso il festival negli Stati Uniti sostenendo che per essere importanti bisognava essere presenti a Perpignan”.</p>



<p>Questi sono una parte dei deliziosi racconti di Leroy che potete trovare nel podcast sul sito del festival. Andate e scoprite.</p>



<p>Il programma completo su: <a href="https://www.visapourlimage.com">https://www.visapourlimage.com</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/visa-pour-limage-perpignan-edizione-2024-un-festival-tutto-da-scoprire.html">&#8220;Visa pour l’image – Perpignan&#8221;, edizione 2024.  Un festival tutto da scoprire!</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Un premio fotografico in ricordo di Ivo Saglietti</title>
		<link>https://it.insideover.com/fotografia/un-premio-fotografico-in-ricordo-di-ivo-saglietti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2024 07:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1704" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Ivo_saglietti_01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>“La fotografia è questione di grande passione per l’umanità e il suo destino”. La pensava così Ivo Saglietti, tre volte vincitore World Press e grande amico di InsideOver. Scomparso all&#8217;età di 75 anni il 2 dicembre del 2023, il suo ricordo continua a vivere non solo in quanti l&#8217;hanno conosciuto, ma anche in chi della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/fotografia/un-premio-fotografico-in-ricordo-di-ivo-saglietti.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1704" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Ivo_saglietti_01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>“La fotografia è questione di grande passione per l’umanità e il suo destino”. La pensava così <a href="https://it.insideover.com/reportage/fotografia/auguri-ivo.html">Ivo Saglietti</a>, tre volte vincitore World Press e grande amico di InsideOver. Scomparso all&#8217;età di 75 anni il 2 dicembre del 2023, il suo ricordo continua a vivere non solo in quanti l&#8217;hanno conosciuto, ma anche in chi della fotografia ha fatto il proprio mestiere, la propria espressione artistica, il proprio stile di vita. </p>



<p>E alla fotografia il suo nome resterà sempre legato anche grazie a iniziative come quella dell&#8217;associazione <strong>Social Photo Street 6212</strong> che, in occasione della <strong>dodicesima edizione del Festival Internazionale della fotografia “Immagina”</strong>, che si tiene nel Comune di Lanciano, in Abruzzo, ha deciso di istituire un premio in onore di Ivo: &#8220;<strong>La spilla d&#8217;oro SPS6212</strong>&#8221; che, in una cerimonia che si terrà sabato 18 maggio, alle 20.45 presso il Polo Museale Santo Spirito, sarà conferita al fotografo Fausto Giaccone.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-14-at-12.12.14-724x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-421712" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-14-at-12.12.14-724x1024.jpeg 724w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-14-at-12.12.14-600x849.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-14-at-12.12.14-212x300.jpeg 212w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-14-at-12.12.14-768x1087.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-14-at-12.12.14-1086x1536.jpeg 1086w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-14-at-12.12.14.jpeg 1357w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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<p>Un&#8217;occasione per ricordare il grande apporto di Ivo alla fotografia. I suoi scatti impegnati, permeati di una fragile complessità, avevano il compito &#8211; secondo la sua intenzione &#8211; di suscitare in chi li osservava una riflessione, un pensiero che richiedesse del tempo. Lui non era interessato ai &#8220;fronzoli&#8221;. Dall&#8217;Africa ai Balcani, dal Medio Oriente agli Stati Uniti, Ivo Saglietti ha sempre cercato con il suo obiettivo di sondare l&#8217;animo umano, di scavare in profondità, con un approccio rigorosamente umile.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/sreb00.jpg" alt="" class="wp-image-218372"/></figure>
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<p>Nato a Tolone, si era poi stabilito a Genova, la città scelta come “punto di ritorno” per la sua anima nomade che si era spinta lontano per raccontare le periferie del mondo, là dove deviavano i destini dannati, le emergenze e le tragedie dell’uomo. Ivo era un uomo di poche parole, molto discreto, impenetrabile, un uomo che amava osservare le cose lentamente, consumandole piano, con profondo rispetto. La sua vita si era sempre affacciata sul mare, che fosse quello di Tolone, di Genova, o della sua amata Marsiglia, ne seguiva i ritmi, le attese, le profondità di cui poi la sua fotografia si era fatta interprete eletta. Non amava la banalità, rifiutava ogni forma di pensiero ordinario, per questo schivava situazioni rumorose e preferiva circondarsi di buoni amici e di libri.</p>



<p>Come accennato, nella sua prima edizione La spilla d&#8217;oro SPS6212 sarà conferita a Fausto Giaccone, fotografo di origine toscana, ma cresciuto e formatosi a Palermo. Reportagista e documentarista attento alle tematiche sociali, Giaccone ha lavorato con diverse riviste nazionali e internazionali. Il suo è un percorso autoriale lungo, figlio di quella generazione di fotografi impegnati e incline a raccontare fenomeni sociali e umani con un linguaggio fotografico schietto e potente. Proprio come Ivo Saglietti, secondo cui un fotografo non doveva essere banalmente un fotografo, ma uno che ha qualcosa da raccontare, una fotografia &#8211; diceva &#8211; non deve descrivere un’emozione ma testimoniare una storia.</p>



<p>Legatissimo al mare, se n&#8217;è andato a Genova, pochi giorni prima che l&#8217;avventura di InsideOver &#8211; che lui aveva visto nascere &#8211; ricominciasse. Ora, con questa iniziativa nata da un&#8217;idea di Roberto Colacioppo, presidente di Social Photo Street 6212, amico e collega di Ivo, il suo nome continuerà a vibrare libero e con discrezione. Esattamente come lui, che con libertà e discrezione ha lasciato un segno dietro di sé, che per tante nuove generazioni di fotografi può rappresentare una via da cui cominciare il proprio cammino artistico.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="663" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Saglietti-min-1024x663.jpg" alt="" class="wp-image-421714" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Saglietti-min-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Saglietti-min-600x389.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Saglietti-min-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Saglietti-min-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Saglietti-min-1536x995.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/Saglietti-min.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p></p>
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		<title>Ritorno a Deir Musa</title>
		<link>https://it.insideover.com/fotografia/ritorno-a-deir-musa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tiziana Bonomo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2024 09:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1800" height="1201" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/Marmusa.AM060.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/Marmusa.AM060.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/Marmusa.AM060-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/Marmusa.AM060-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/Marmusa.AM060-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/Marmusa.AM060-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/Marmusa.AM060-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p>
<p>Tenere vivo il ricordo di Ivo Saglietti, ancora così scottante, è un desiderio, è quanto gli dobbiamo. Amici hanno scritto articoli e pensieri intensi, è nato l’Archivio Saglietti e tra le tante persone che hanno visto la mostra a Torino alcune hanno pensato di continuare a mostrare di cosa è stato capace Ivo con la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/fotografia/ritorno-a-deir-musa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1800" height="1201" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/Marmusa.AM060.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/Marmusa.AM060.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/Marmusa.AM060-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/Marmusa.AM060-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/Marmusa.AM060-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/Marmusa.AM060-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/Marmusa.AM060-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p>
<p><strong>Tenere vivo il ricordo di Ivo Saglietti, ancora così scottante, è un desiderio, è quanto gli dobbiamo.</strong></p>



<p>Amici hanno scritto articoli e pensieri intensi, è nato l’Archivio Saglietti e tra le tante persone che hanno visto la mostra a Torino alcune hanno pensato di continuare a mostrare di cosa è stato capace Ivo con la sua fotografia, con la sua cultura. Ecco che la commissaria straordinaria del Comune di Govone, Claudia Bergia, si innamora delle immagini di Saglietti e il presidente del Gruppo Fotografico Albese Roberto Magliano fa l’impossibile per portare ad Alba la mostra di Torino.</p>



<p>Per me una lode poter curare e organizzare entrambe le esposizioni.</p>



<p>Nel caso di Ivo però è qualcosa in più. È il tentativo di riuscire, con tutto l’impegno possibile, a diffondere il significato dei suoi progetti, della sua fotografia. L’intenzione è quella di incantare con le sue immagini e con le sue, e non solo, parole: preziose testimonianze di incontri, pensieri, ideali.</p>



<p><strong>È così che si apre il giorno 14 aprile la mostra fotografica al castello Reale di Govone: </strong><strong><em>Ritorno a Deir Mar Musa. L’utopia di Padre Dall’Oglio,</em></strong><strong> dedicata ad un progetto e ad un libro di EMUSE. </strong>Questa mostra si inaugura con qualche giorno di anticipo rispetto alla retrospettiva di Alba <em>Ivo Saglietti Lo Sguardo Nomade</em>.</p>



<p><strong>Perché “Ritorno a Deir Mar Musa”?&nbsp;</strong></p>



<p>Dobbiamo andare indietro nel tempo perché nel 2000 Ivo Saglietti, innamorato del deserto e incuriosito dalla Siria, accoglie senza esitazioni la proposta dell’editore Mario Peliti di fare un reportage sul gesuita Padre Paolo Dall’Oglio.</p>



<p><strong>È stato un intreccio di sensazioni che hanno segnato lo svolgimento della storia dentro all’antico monastero Deir Mar Musa el-Habasci (San Mosè l’Abissino) e alla nascita dell’amicizia con Paolo Dall’Oglio.</strong> L’avventura di Ivo inizia, nel primo viaggio, con la fatica di accedere al monastero abbarbicato sulle montagne della Siria …. Deir Mar Musa! Fatica che viene immediatamente ricompensata, oltre che da un benefico the, dalla scoperta della comunità fondata da Padre Paolo Dall’Oglio: luogo di ospitalità e di scambio interreligioso cattolico e musulmano.&nbsp;</p>



<p>Un sogno, un’utopia sicuramente! Non può essere vero!</p>



<p>È così che Ivo si ritrova tra genti di fede diversa. In uno dei tanti viaggi viene coinvolto in una danza sufi del quale porterà con sé un ricordo duraturo. Immagino il senso che ha avuto per un fotoreporter come Ivo Saglietti intenzionato sempre ad immergersi nella realtà che doveva e voleva raccontare.</p>



<p>Un’illuminazione: non vedere per una volta i morti, la disperazione, la povertà ma ritrovare un progetto umano al limite del possibile. L’associazione&nbsp;<strong>Amici di Deir Mar Musa</strong>&nbsp;si costituisce a Roma nel 2008 per desiderio di padre Paolo Dall’Oglio con lo scopo di sostenere le attività dei religiosi della&nbsp;<strong>comunità monastica al-Khalil di Deir Mar Musa</strong>&nbsp;ed è moralmente impegnata a favorire l’armonia islamo-cristiana a partire dall’area mediterranea ed in pieno accordo con l’insegnamento della Chiesa cattolica. Utopia? Penso che Ivo abbia colto da subito le difficoltà di realizzare in Siria e nel mondo un sogno di vicinanza, di condivisione, di speranza. <strong>Nella lettera che Paolo scrive a Ivo mette bene a fuoco il senso del suo progetto, un significato potente, rivoluzionario, pericoloso: “Crediamo, qui a Deir Mar Musa, alla funzione dell’Islam nel mondo di oggi. Pensiamo pure che nessuna funzione, anche quella polemica, sia pienamente svolgibile in mancanza di interazione, e magari di comunione, con altre funzioni. </strong>Riteniamo d’avere un ruolo in quanto discepoli arabi, o arabizzati, di Gesù. Ci sembra poi, di ritorno, che ciò finisca con lo svolgere una funzione anche verso le Chiese e verso il ‘mondo cristiano’, tanto sul piano locale che su quello cattolico.”</p>



<p><strong>È vivendo in questa comunità che Ivo si dedica a riprendere, con la sua macchina fotografica, qualcosa di immateriale e cioè il desiderio di favorire il dialogo, il confronto interreligioso. Scatta e rilascia nelle sue fotografie l’armonia che esiste nei rapporti tra persone di fedi religiose diverse</strong>. Ivo, già nel suo primo viaggio, documenta anche parte dei lavori di ristrutturazione e di ampliamento dell’antico monastero che aveva sedotto il padre gesuita Paolo Dall’Oglio. È la ricerca di spiritualità che fa da calamita nelle relazioni che si creano tra le persone e i luoghi. Ivo Saglietti rafforza l’amicizia con Paolo, si pone domande, segue l’ambizioso compito del padre gesuita, partecipa ai riti di preghiera, canti e discussioni degli abitanti del monastero, si lascia trasportare dalla luce del sole e da quella delle candele, si annoia e si risveglia in quel vicino oriente che da sempre lo affascina. <strong>La lentezza come filosofia di un certo modo di fotografare aiuta Ivo a interiorizzare il significato di quello che vive per poi rigettarlo con le sue immagini in bianco e nero dai forti contrasti. Riesce a cogliere attimi all’interno di un luogo di pietra, con lampi di luce ma riesce a fermare l’infinito di un paesaggio incendiato dal sole.</strong> Le parole che scrive Paolo sempre nella stessa lettera a Ivo sono così intense e mettono in evidenza il legame di amicizia che si era cementato tra loro: <strong>“Le tue foto, Ivo, mi piacciono, ci piacciono, le troviamo vere e ci ritroviamo ed anzi ci riscopriamo attraverso di esse. Il bianco e nero è poi micidiale nell’andare oltre l’illusione ed il velo dell’apparire; è già processo astrattivo e concettualizzazione. Ma di te si apprezza soprattutto la grande tenerezza, sofferta certo e solidale con la sofferenza e la lotta che hai fotografato per anni ed ovunque, non per guardonismo ma per solidarietà, appunto, di lotta.</strong> Delle tue foto vorrei sottolineare due aspetti che mi son cari. Innanzitutto le mani. Non so come fai, ma è come se le mani venissero incontro, accoglienti, operose o semplicemente posate, ma mai ovvie o appendicolari. Le mani delle tue foto dicono il tuo impegno per l’uomo della storia, ad ogni costo! Poi il lavoro e gli operai. Ti ringrazio di averci rimandato l’immagine dell’importanza decisiva dell’essere, monaci e collaboratori, una sola comunità di vita. Mi dai anche l’occasione di dire che Deir Mar Musa non è solo un luogo di culto e un luogo di lavoro, ma piuttosto un luogo dove l’operare vorrebbe dar corpo a preghiera ed amicizia e dove la meditazione s’affretta a materializzarsi.”</p>



<p><strong>Nasce il primo libro “Sotto la tenda di Abramo” (ed. Peliti).</strong></p>



<p><strong>Arriviamo al presente e al “Ritorno”.</strong></p>



<p>A dieci anni di distanza, nell’anniversario della scomparsa di Padre Paolo Dall’Oglio avvenuta nel 2013, Ivo Saglietti torna simbolicamente a Mar Musa, come per riallacciare un dialogo bruscamente interrotto e rileggere quell’esperienza, insieme umana e fotografica, interrogandosi sul suo significato. <strong>Con l’editore Emuse pubblica, nel 2023, il libro </strong><strong><em>Ritorno a Deir Mar Musa. L’utopia di Padre Dall’Oglio </em></strong><strong>da cui trae ispirazione la mostra che mette in evidenza la conversazione tra Ivo Saglietti e </strong><strong><em>abuna </em></strong><strong>Paolo nata dal comune sentimento di appartenenza al viaggio, dall’attrazione per il Medio Oriente, dal disarmante mistero della tenerezza di un dialogo davanti a una tazza di the.</strong> <strong>La fotografia sappiamo bene che è memoria e la mostra conferma l’intenzione di ricordare e di far sapere chi erano Padre Dall’Oglio e Ivo Saglietti.</strong></p>



<p>Ivo lo aveva intuito: “Padre Dall’Oglio era sicuro che le cose in Siria si sarebbero svolte molto, molto più facilmente che per altre primavere arabe. Io andai in Siria l’ultima volta nel 2010 e già sentivo che c’era qualcosa nell’aria che era cambiato, qualcosa di pericoloso… e glielo dissi: ‘Paolo, guarda che qui la rivoluzione che voleva la democrazia e la libertà si trasformerà in qualcos’altro, di terribile’. E lui mi rispose: ‘No, qui non succederà’. E invece è successo. <strong>In una foto che gli scattai molti anni prima, nel 2002, c’è una simbolica premonizione: lui che parte per portare dei viveri a un amico, che si era chiuso in una grotta. Si immerge in questa luce, era una predestinazione. Spesso le fotografie ci raccontano il futuro”.</strong></p>



<p><strong>Nella stessa luce continua il dialogo mai interrotto di Paolo Dall’Oglio e di Ivo Saglietti.</strong></p>



<p>Si ringrazia sentitamente il Comune di Govone che ha promosso la mostra fotografica allestita nella Sala Mostre del Castello Reale, in collaborazione con l’Associazione Govone Residenza Sabauda, Govone Arte e il Centro di promozione Culturale Govone e il Castello.</p>



<p><em>Dove e quando vedere la mostra</em><em> </em><em></em><strong><em>&nbsp;</em></strong></p>



<p><em>Castello Reale di Govone, Piazza Roma 1 Govone (CN). Durata: 14aprile &#8211; 26maggio 2024, venerdì e sabato ore 10-12,30/15-18 e domenica ore 10-12,30/14-18. Per informazioni&nbsp;+39 0173 58103</em></p>



<p><em>Info@castellorealedigovone.it&nbsp;&#8211; </em><a href="mailto:anagrafe@comune.govone.cn.it"><em>anagrafe@comune.govone.cn.it</em></a><em> &#8211; www.castellorealedi govone.it</em><strong><em>Inaugurazione </em></strong><em>sabato 13 aprile ore 17 con la partecipazione di Federico Montaldo dell’Archivio Saglietti, Domenico Quirico giornalista e scrittore, Diletta Berardinelli dell’Associazione Amici di Deir Mar Musa e della curatrice.</em></p>
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		<title>&#8220;La fotografia è questione di grande passione per l’umanità e il suo destino&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/intervista-a-ivo-saglietti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2022 08:19:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[fotoreporter]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=342625</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="971" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/R7A0105-scaled-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/R7A0105-scaled-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/R7A0105-scaled-1-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/R7A0105-scaled-1-1024x518.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/R7A0105-scaled-1-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/R7A0105-scaled-1-1536x777.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/R7A0105-scaled-1-2048x1036.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 2 aprile partirà il workshop di fotografia con Ivo Saglietti, tre volte vincitore del prestigioso premio World Press Photo. Il corso, una immersione di tre giorni con il maestro della fotografia, prevede che gli iscritti facciano leggere al docente il proprio portfolio; quello che sarà giudicato più interessante verrà pubblicato. Durante il workshop Saglietti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/intervista-a-ivo-saglietti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="971" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/R7A0105-scaled-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/R7A0105-scaled-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/R7A0105-scaled-1-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/R7A0105-scaled-1-1024x518.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/R7A0105-scaled-1-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/R7A0105-scaled-1-1536x777.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/R7A0105-scaled-1-2048x1036.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 2 aprile partirà il workshop di fotografia con Ivo Saglietti, tre volte vincitore del prestigioso premio World Press Photo. Il corso, una immersione di tre giorni con il maestro della fotografia, prevede che gli iscritti facciano leggere al docente il proprio portfolio; quello che sarà giudicato più interessante verrà pubblicato. Durante il workshop Saglietti sceglierà anche uno dei partecipanti per realizzare con lui un reportage che verrà finanziato da InsideOver. Il corso prevederà anche l&#8217;esposizione di alcuni suoi progetti passati e la sua visione fotografica, in particolare l&#8217;etica fotografica imprescindibile da ogni progetto. Nato a Tolone nel 1948, Saglietti è uno dei più celebri fotografi italiani. Negli anni &#8217;70 inizia a dedicarsi completamente alla fotografia raggiungendo nel 1978 l&#8217;agenzia Sipa Press a Parigi. Da quel momento iniziano i sui viaggi come foto reporter in Africa, nei Balcani, in Medio oriente e in America Latina. I suoi lavori vengono pubblicati in tutti i magazines internazionali come il New York Times, Der Spiegel, il Time fino ad arrivare a vincere il celebre premio del World Press Photo con un servizio in Perù. Nella sua carriera ha avuto la fortuna di incontrare e confrontarsi con fotografi di fama mondiale, soprattutto fotografi della cosiddetta &#8220;fotografia umanista&#8221; francese.</p>
<p><b>Come ti sei avvicinato alla fotografia, quali sono stati i tuoi primi passi?<span class="Apple-converted-space"> </span></b></p>
<p>Lavoravo come “cineoperatore” &#8211; a quel tempo si chiamavano così i cameraman &#8211; nel mondo del cinema e con me avevo sempre la macchina fotografica. La fotografia iniziò a piacermi più dell’ambiente cinematografico. La spinta finale che mi fece continuare con la fotografia fu l’incontro con il libro di un fotografo americano, William Eugene Smith che mi entrò nel cuore e nel cervello convincendomi che era quello il mestiere che volevo fare. Allora ho cominciato a fotografare durante gli anni degli scioperi, del terrorismo, nelle piazze della contestazione. Dopodiché maturando una visione sempre più fotografica decisi di andare a Parigi, essendo la capitale della fotografia, e la ho iniziato a lavorare per Sipa press. Da lì tutto è cominciato.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Costruire un reportage o comunque trovare una storia è la grande sfida di chi si approccia alla fotografia per la prima volta. Nella Newsroom Academy tu sceglierai una persona che potrà realizzare con te un progetto fotografico. Quali saranno i requisiti per essere selezionato?</b></p>
<p>Gli elementi di valutazione da parte mia sono sempre gli stessi: cultura, qualità e complessità. Intanto una grande cultura da parte del fotografo, non solo cultura fotografica ma vera cultura come film e libri. Dopodiché cerco una buona qualità nelle foto e la complessità. Secondo me le fotografie devono essere complesse ovvero fotografie che lo spettatore non capisce subito e che quindi deve approfondire.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Parleremo molto di etica, di come utilizzare la fotografia come mezzo per raccontare l’aspetto umano nel totale rispetto del soggetto. C’è nel corso della tua carriera un episodio in particolare che ti riporta a questo concetto?<span class="Apple-converted-space"> </span></b></p>
<p>Sì, ce ne sono alcuni, però ce n’è uno in particolare che ricordo spesso.<span class="Apple-converted-space"> </span>Ero in Kosovo durante la guerra e vidi uscire dall’ospedale, colmo di feriti, un uomo che trasportava una piccola bara. D’istinto alzai la macchina fotografica e feci uno scatto, poi l’uomo salì su un pulmino ed io lo seguii e feci un’altra foto mentre questo uomo stava inchiodando la bara. L’uomo scoppiò a piangere ed io provai un sentimento di vergogna profondo che non mi ha mai più abbandonato. Quello fu uno di quei momenti in cui la foto non andava fatta, infatti non la feci mai vedere a nessuno. Bastava la prima. Era equilibrata, c’era la giusta distanza c’erano tutti gli elementi. Avevo già una foto che rappresentava il dramma umano di chi perde qualcuno per causa di un qualcun’altro, per causa della guerra. Non c’era bisogno che andassi oltre con una seconda foto.</p>
<p><b>Il punto di forza di questo workshop sarà il poter stare a stretto contatto con te, imparare dai tuoi lavori e avere la possibilità di far leggere il proprio portfolio che potrà essere pubblicato se selezionato. È una scelta interessante quella della redazione, dal momento in cui ormai è diventato estremamente difficile poter pubblicare un proprio progetto fotografico. Quanto è importante secondo te confrontarsi con un professionista per una persona che si approccia ora alla fotografia documentarista? </b></p>
<p>Poter essere affiancati da un professionista del mestiere è il fulcro, è la cosa più importante. Quando andai a Parigi ebbi la possibilità per esempio di accedere all’archivio di una grande agenzia dei tempi, ed era coma aprire uno scrigno. C’erano tutte le fotografie di fotografi professionisti in formato 18&#215;24, le didascalie scritte dietro e questa per me fu una grande scuola. Dopodiché ebbi la fortuna di confrontarmi con Robert Doisneau al cui giudizio sottoposi le mie foto. Per me avere la possibilità di far vedere le mie foto a un grande fotografo francese, ricevendo consigli e critiche, è stato di estrema importanza. Sono quindi convinto che questo sia un punto di forza del workshop: poter confrontarsi sulle foto, giudicarle, analizzarle. Un altro punto di forza e di originalità di questo corso sarà proprio la possibile pubblicazione di un progetto fotografico dal momento in cui non è più facile riuscire a pubblicare un proprio progetto. Una volta fare fotografia aveva un senso. C’erano giornali che le pubblicavano che avevano una diffusione grande, avevano giornalisti e direttori che avevano un senso profondo di quello che è il giornalismo e di quello che deve mostrare un giornale, mentre oggi questo è scomparso, a parte pochi giornali. La redazione di InsideOver ha quindi creato una cosa inusuale, ovvero non solo poter fornire dei corsi con dei professionisti del mestiere, ma soprattutto dare la possibilità di pubblicare un progetto.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Perché hai scelto di collaborare con InsideOver a questo progetto e cosa ha di diverso questo workshop rispetto ai tanti che vengono proposti?</b></p>
<p>InsideOver è un laboratorio di idee e talenti: un esempio molto raro nel panorama editoriale italiano, e infatti funziona. Non sono molti i giornali online che stanno funzionando e che riescono a poter fare questi tipi di corsi che ti permettono di entrare in contatto con una redazione, confrontarti con essa e poter lavorare subito con dei professionisti del mestiere. Poter pubblicare il proprio portfolio e poter realizzare un reportage insieme ad un &#8220;vecchio&#8221; fotografo è senza dubbio il valore aggiunto di questo corso.</p>
<p><b>A chi è rivolto questo workshop, chi è il candidato ideale?</b></p>
<p>Chiunque abbia una buona cultura e una grande passione per l’umanità e il suo destino.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Foto di copertina realizzata da <strong>Roberto Colacioppo</strong></em></p>
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		<title>Fotografia, pensiero e progetto. Intervista a Ivo Saglietti</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/fotografia-pensiero-e-progetto-intervista-a-ivo-saglietti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Piergallini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2021 17:47:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ivo_saglietti_01-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ivo Saglietti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ivo_saglietti_01-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ivo_saglietti_01-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ivo_saglietti_01-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ivo_saglietti_01-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ivo_saglietti_01-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ivo_saglietti_01-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nato a Toulon, Francia, nel 1975 inizia ad occuparsi di fotografia, lavorando nelle strade e nelle piazze della contestazione e nel 1977 si trasferisce a Parigi. Da qui iniziano i suoi viaggi come reporter-photographer, dapprima con agenzie francesi, in seguito per conto di agenzie americane e per magazines internazionali (Newsweek, Der Siegel, Time, The New &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/fotografia-pensiero-e-progetto-intervista-a-ivo-saglietti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ivo_saglietti_01-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ivo Saglietti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ivo_saglietti_01-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ivo_saglietti_01-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ivo_saglietti_01-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ivo_saglietti_01-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ivo_saglietti_01-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Ivo_saglietti_01-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nato a Toulon, Francia, nel 1975 inizia ad occuparsi di fotografia, lavorando nelle strade e nelle piazze della contestazione e nel 1977 si trasferisce a Parigi. Da qui iniziano i suoi viaggi come reporter-photographer, dapprima con agenzie francesi, in seguito per conto di agenzie americane e per magazines internazionali (Newsweek, Der Siegel, Time, The New York Times), per i quali “copre” in assignement situazioni di crisi e di conflitto in  America Latina, Africa, Balcani, Medio Oriente. Nel 1992 conquista il premio World Press Photo con un servizio su un’epidemia di colera in Perù e nel 1999 la menzione d’onore allo stesso concorso per un reportage sul Kosovo. Successivamente si rivolge sempre di più verso progetti personali di documentazione che gli permettono di affrontare una storia in modo più articolato e meno condizionato dalle esigenze e richieste dei settimanali. Nel 2011 si aggiudica per la terza volta il premio Wolrd Press Photo con una foto scattata alla commemorazione annuale della strage di Srebrenica.</p>
<p>All&#8217;interno del più ampio progetto della Newsroom Academy, il workshop con Ivo Saglietti si pone l&#8217;obiettivo di far dialogare i partecipanti con il tre volte vincitore del World Press Photo al fine di individuare talenti e idee valide. Il corso è organizzato in tre giornate durante le quali verrano esplorati vari temi: la poetica di Saglietti, la struttura di una missione fotografica e gli elementi che fanno di una serie di foto un racconto. Inoltre, ci sarà una lezione dedicata alla revisione dei portfolio dei partecipanti e il lavoro migliore verrà pubblicato su <em>InsideOver</em> e su <em>ilGiornale.it</em>.</p>
<blockquote><p><strong><a href="https://it.insideover.com/courses/tre-giorni-con-ivo-saglietti" target="_blank" rel="noopener">QUI TUTTE LE INFO SUL CORSO CON IVO SAGLIETTI, TRE VOLTE WORLD PRESS PHOTO</a></strong></p></blockquote>
<p><strong>Qual è stato il primo progetto realizzato per <em>InsideOver</em>?</strong></p>
<p>Il primo lavoro con <em>InsideOver</em> è stato un reportage. Lo abbiamo fatto in Belgio. Io ed un giornalista siamo andati in un piccolo villaggio vicino ad Anversa, sullo Schelda, un fiume che è anche un grande porto, vicino ad una centrale nucleare. In quei giorni stavano facendo spostare le persone del villaggio. Una delle ragioni di questo spostamento era che stavano costruendo un porto per containers, l’altra ragione invece, secondo noi, era che la centrale nucleare iniziava ad essere pericolosa. Da lì siamo poi scesi sempre in territorio belga sulle tracce della Prima guerra mondiale.</p>
<p><strong>Come sono organizzati gli incontri e quali temi verranno affrontati?</strong></p>
<p>Vedrò i portfolio dei ragazzi, mostrerò alcuni miei progetti e cercherò di individuare il talento (se ci sarà) e le buone fotografie. È un’occasione per conoscere questi ragazzi, per fare un’analisi profonda dei loro portfolio cercando di capire le persone, le loro idee e il loro talento. Sarà anche un’occasione per mostrare i miei lavori e spiegarli. Inoltre, nel corso dell’ultima lezione selezionerò il portfolio migliore e questo verrà pubblicato sia su<em> InsideOver</em> sia su <em>ilGiornale.it.</em></p>
<p><strong>Nel corso della tua carriera hai avuto modo di organizzare diversi workshop. Cosa speri di comunicare a chi parteciperà al tuo corso? </strong></p>
<p>Spero di riuscire a parlare di visione fotografica, etica e passione. La visione fotografica dipende sempre dal tipo di cultura fotografica che uno ha e non solo. Una visione fotografica si acquisisce anche leggendo libri o guardando film, e questo è fondamentale. L’etica invece riguarda soprattutto il modo di comportarsi di fronte alle persone. Bisogna sempre cercare di raccontare, nel bene e nel male, la dignità e l’umanità delle persone. Questo è fondamentale nel mio lavoro. E per riuscire a farlo bene la passione è essenziale.</p>
<p><strong>Un’occasione imperdibile quella di presentare il proprio lavoro e avere l’opportunità, se selezionato, di vederlo pubblicato. Qual è secondo te il segreto per realizzare un buon portfolio? </strong></p>
<p>Dietro ad una fotografia, deve esserci un pensiero. Un grande direttore di giornale italiano diceva che una foto può valere anche mille parole, però queste parole bisogna anche saperle pensare, altrimenti non si possono fare fotografie. Senza pensiero si stanno facendo altre cose, una raccolta di immagini forse, ma la fotografia ha bisogno di un pensiero forte. Il pensiero determina poi il progetto. Io non credo molto nelle foto singole. Vedo vari libri che sono un assemblaggio di singole foto di diverse situazioni, ma quello che a me interessa è poter raccontare col tempo e nel tempo la vita, il bene, il male, i drammi o la gioia che si determinano in un particolare momento, qualunque esso sia. Ho un caro amico che fa delle fotografie di matrimoni. Le sue fotografie mi portano dentro questi matrimoni, vanno al di là della festa. Il progetto è qualcosa che va fatto con lentezza, nel tempo. Si torna e ritorna negli stessi luoghi approfondendo, conoscendo le persone, creando una famiglia. Questo io intendo per progetto. In questo senso, un buon progetto ha anche bisogno di costanza e di fatica.</p>
<p><strong>La tua carriera da fotografo inizia, come spesso scrivi, nelle strade e nelle piazze. Come questo inizio ha influenzato la tua poetica, il tuo sguardo nelle storie che racconti?</strong></p>
<p>Non basta solo stare in strada, bisogna saper guardare e vedere, avere molta concentrazione, camminare lentamente, tutto questo non è che l’inizio per poi trovare un progetto che ti appassioni e per portarlo avanti testardamente nel tempo. Io non mi considero uno Street Photographer e, fra l’altro, è un genere di fotografia che non mi interessa.</p>
<p><strong>Nel 2011, il tuo scatto fatto alla commemorazione del massacro di Srebrenica che si tiene ogni anno a Potočari, in Bosnia, ha vinto il World Press Photo. Ti va di raccontarci la storia di questa foto?</strong></p>
<p>Quando si fa il lavoro del fotografo, ci si alza molto presto. Anche soltanto per una passeggiata, anche se non succede niente. Quella mattina mi alzai molto presto, camminai verso Potoćari, il villaggio in cui vengono sistemate le bare per la commemorazione. Arrivai lì, entrai nel capannone e vidi soltanto queste due figure. Non c’era nessun altro davanti a me, forse qualcuno era in fondo, ma non ne sono sicuro. Rimasi per un momento ad osservare queste due donne, che sembravano quasi due suore. Erano molto belle, con le bare illuminate dietro di loro. Alzai la macchina, feci un primo scatto e poi ne feci un secondo. Due scatti in tutto e poi me ne andai. Mi sembrava giusto farle rimanere sole. Purtroppo il nostro lavoro è anche questo, capita di essere un po’ invasivi. Però non quel giorno, non si accorsero neanche di me e questa cosa mi tranquillizzò un po’.</p>
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		<title>Lettura portfolio con Ivo Saglietti</title>
		<link>https://it.insideover.com/nota-delleditore/lettura-portfolio-con-ivo-saglietti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2017 10:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nota dell'editore]]></category>
		<category><![CDATA[fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=219278</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="639" height="426" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/3745323017_303a734a6c_z.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/3745323017_303a734a6c_z.jpg 639w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/3745323017_303a734a6c_z-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 639px) 100vw, 639px" /></p>
<p>Il 17 novembre presso la redazione del Giornale.it sedici aspiranti fotografi hanno incontrato Ivo Saglietti, tre volte vincitore del World Press Photo. Il fotografo ha dato loro consigli, idee, suggerimenti per fare al meglio il loro lavoro. Tra sorrisi, chiacchiere, caffè e sigarette, questa è l’aria che si è respirata quel giorno. Dei vari portfolio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nota-delleditore/lettura-portfolio-con-ivo-saglietti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nota-delleditore/lettura-portfolio-con-ivo-saglietti.html">Lettura portfolio con Ivo Saglietti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="639" height="426" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/3745323017_303a734a6c_z.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/3745323017_303a734a6c_z.jpg 639w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/3745323017_303a734a6c_z-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 639px) 100vw, 639px" /></p><p>Il 17 novembre presso la redazione del Giornale.it sedici aspiranti fotografi hanno incontrato Ivo Saglietti, tre volte vincitore del World Press Photo. Il fotografo ha dato loro consigli, idee, suggerimenti per fare al meglio il loro lavoro. Tra sorrisi, chiacchiere, caffè e sigarette, questa è l’aria che si è respirata quel giorno.</p>
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<p>Dei vari portfolio presentati, tutti molto interessanti, Saglietti ne ha scelti tre che ha giudicato particolarmente notevoli. Pubblichiamo qui di seguito i lavori di Camilla Ferrari, Giacomo Carlini e Felice Andreis con un breve commento del fotografo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Camilla Ferrari</h2>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/camilla-1.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-219285" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/camilla-1.jpg" alt="" width="129" height="129" /></a></p>
<p>Di Camilla abbiamo apprezzato una fotografia visionaria, lontana dagli schemi del fotogiornalismo corrente. Molte fotografie appaiono come citazioni  di immagini conosciute, quello che più ci ha convinti è l’uso della luce e del colore come elemento formale che non diventa mai estetica. Immagini complesse da osservare lentamente e con coinvolgimento.</p>
<p><div id="gallery_194575" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_194575 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-1%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-1%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-5%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-5%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-4%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-4%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-3%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-3%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-2%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-2%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-7%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-7%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-8%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-8%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-9%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-9%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-6%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-6%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-10%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-10%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-13%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-13%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-12%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-12%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-11%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-11%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-15%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Aquarium-15%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script></p>
<p>Nata nel 1992, Camilla Ferrari ha scattato la sua prima foto quando aveva 14 anni.<br />
Dopo essersi laureata in Arti e Comunicazione all’Università degli Studi di Milano e all’Istituto Italiano di Fotografia, si è completamente dedicata alla sua passione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Giacomo Carlini <a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/giacomo.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-219291" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/giacomo.jpg" alt="" width="128" height="130" /></a></h2>
<p>Giacomo: interessante l’impegno non solo fotografico ma anche umano. La sua è una fotografia dedicata e realizzata con grande concentrazione e in un ottimo stile giornalstico. Fotografia senza fronzoli, diretta ed efficace.</p>
<p><div id="gallery_194591" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_194591 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/2%20%282%29.JPG","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/2%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/CARLINI-2.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/CARLINI-2-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/CARLINI-6.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/CARLINI-6-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/5%20%283%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/5%20%283%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/4%20%281%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/4%20%281%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/CARLINI.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/CARLINI-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/CARLINI-10.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/CARLINI-10-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/CARLINI-1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/CARLINI-1-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/CARLINI-3.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/CARLINI-3-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script></p>
<p>27 anni, fotografo professionista. Cresciuto in casa di giornalisti – suo padre ha lavorato anni per La Stampa di Torino – ha sviluppato la passione del racconto del mondo e della società fin da piccolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Felice Andreis <a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/andreis.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-219290" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/andreis.jpg" alt="" width="130" height="130" /></a></h2>
<p>Chissà quante grandi ed evocative immagini di fotografi sconosciuti in Italia e nel mondo. Ma quelle di Felice Andreis sono state ritrovate e sviluppate dai suoi nipoti mostrandoci non solamente delle buone fotografie ma anche un mondo passato tenero e complesso. Grazie al Sig. Roberto Petz per averci fatto conoscere le foto di suo nonno.</p>
<p><div id="gallery_194602" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_194602 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/vicolo-paese-e-somaro.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/vicolo-paese-e-somaro-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/matrNitaStross_40_063.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/matrNitaStross_40_063-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/bret_LaCroisie_1938_066.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/bret_LaCroisie_1938_066-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/bretagna_1938_065.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/bretagna_1938_065-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/01_Andr042.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/01_Andr042-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/3%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/3%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ok1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ok1-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/6%20%281%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/6%20%281%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/4%20%282%29.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/4%20%282%29-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script></p>
<p>ll barone Felice Andreis nasce a Torino ma la sua casa, salvo per un trentennio trascorso in Sud Africa, è sempre stata la Maremma toscana, sino alla sua scomparsa nel 2015 a 107 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/ivo_saglietti.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-219292" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/ivo_saglietti.jpg" alt="" width="133" height="133" /></a>Ivo Saglietti</strong></p>
<p>Nato a Toulon, Francia, Inizia la propria attività a Torino come cineoperatore, producendo alcuni reportages di tipo politico e sociale. Nel 1975 inizia ad occuparsi di fotografia, lavorando nelle strade e nelle piazze della contestazione e nel 1977 si trasferisce a Parigi. Da qui iniziano i suoi viaggi come reporter-photographe, dapprima con agenzie francesi, in seguito per conto di agenzie americane e per magazines internazionali ( Newsweek, Der Siegel, Time, The New York Times ), per i quali “copre” in assignement situazioni di crisi e di conflitto in America Latina, Africa, Balcani, Medio Oriente. <a href="https://it.insideover.com/autore/ivo-saglietti">Leggi tutta la biografia</a></p>
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		<title>Lettura portfolio con Ivo Saglietti</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lettura-portfolio-ivo-saglietti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Nov 2017 10:49:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[lettura portfolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1704" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Ivo_saglietti_01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>“Una buona fotografia la può fare chiunque”. E se lo dice Ivo Saglietti, tre volte vincitore del World Press Photo e fotografo di conflitti in America Latina, Africa, Medio Oriente e Balcani, possiamo credergli. Ed è proprio per questo che il grande fotografo mette a disposizione il proprio tempo e soprattutto il suo sguardo per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/lettura-portfolio-ivo-saglietti.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1704" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/Ivo_saglietti_01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>“Una buona fotografia la può fare chiunque”. E se lo dice Ivo Saglietti, tre volte vincitore del World Press Photo e fotografo di conflitti in America Latina, Africa, Medio Oriente e Balcani, possiamo credergli.</p>
<p>Ed è proprio per questo che il grande fotografo mette a disposizione il proprio tempo e soprattutto il suo sguardo per incontrare altri fotografi, professionisti e non: venerdì 17 novembre Saglietti leggerà il portfolio di 15 fotografi, esaminandone il lavoro e fornendo indicazioni e consigli.</p>
<p>I due portofoli che Ivo Saglietti riterrà più interessanti, verranno pubblicati su Gli Occhi della Guerra e il Giornale.it con un Suo commento.</p>
<p>I posti disponibili sono 15 e la quota di partecipazione è di 40 euro.</p>
<p>Per partecipare inviare una mail a <strong>info@gliocchidellaguerra.it</strong> o chiamare i numeri <strong>028566445/ 028566307</strong></p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lettura-portfolio-ivo-saglietti.html">Lettura portfolio con Ivo Saglietti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ecco perché non è il solito workshop</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/non-solito-workshop-fotografia-ultimi-posti-disponibili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2017 09:57:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[lettura portfolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/female-photographer-taking-photo-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/female-photographer-taking-photo-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/female-photographer-taking-photo-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/female-photographer-taking-photo-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/female-photographer-taking-photo-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo il Reporter Day 2017, un&#8217;altra occasione per tutti i fotoreporter o aspiranti tali. Venerdì 17 novembre, il grande fotografo Ivo Saglietti metterà a disposizione il proprio sguardo per leggere i lavori di 15 candidati. Ognuno dei partecipanti si potrà confrontare vis a vis con il tre volte vincitore del World Press Photo. Oltre ad essere un&#8217;occasione di crescita, può offrire &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/non-solito-workshop-fotografia-ultimi-posti-disponibili.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/non-solito-workshop-fotografia-ultimi-posti-disponibili.html">Ecco perché non è il solito workshop</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/female-photographer-taking-photo-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/female-photographer-taking-photo-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/female-photographer-taking-photo-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/female-photographer-taking-photo-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/female-photographer-taking-photo-1-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo il Reporter Day 2017, un&#8217;altra occasione per tutti i fotoreporter o aspiranti tali.</p>
<p><strong>Venerdì 17 novembre</strong>, il grande fotografo Ivo Saglietti metterà a disposizione il proprio sguardo per leggere i lavori di 15 candidati.</p>
<p>Ognuno dei partecipanti si potrà confrontare <em>vis a vis</em> con il tre volte vincitore del World Press Photo. Oltre ad essere un&#8217;occasione di crescita, può offrire a chi vi partecipa anche visibilità:  i due lavori che più sapranno colpire lo sguardo di Saglietti, saranno infatti pubblicati su IlGiornale.it e su Gli Occhi della Guerra con un commento del fotografo.</p>
<p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/JfdfDlv9vAc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></p>
<p>Come funziona</p>
<p>Per partecipare alla lettura portfolio basta mandare una mail a info@gliocchidellaguerra.it o chiamare i numeri 02856645/028566308. Vi manderemo in risposta i dettagli per confermare la vostra partecipazione.</p>
<p>Il giorno dell&#8217;incontro i candidati presenteranno al fotografo il proprio portfolio. Questo può riguardare qualsiasi tema (possono essere scatti di guerra, temi sociali, ritratti o altro) ed essere composto da circa una ventina di fotografie su supporto cartaceo o digitale, a seconda della preferenza da parte del partecipante.</p>
<p>Non è il solito fotografo</p>
<p>Ivo Saglietti ha l&#8217;esperienza di 40 anni di lavoro nella fotografia e una sensibilità verso l&#8217;Umanità in senso lato.</p>
<p>Il tempo è qualcosa a cui il maestro Saglietti dà grande valore. Il tempo di riflettere, di assaporare un viaggio, di incontrare le persone. Il tempo di costruire una fotografia e di svilupparla, dalla pellicola alla carta. È lo stesso tempo che ora ha scelto di dedicare a tutti i fotografi che hanno voglia di ascoltare, di farsi guidare, di condividere l&#8217;amore per un mestiere che è anche e soprattutto un modo di vivere.</p>
<p></p>
<p>Incontrare Ivo Saglietti vuol sempre dire andare in fondo alle cose, analizzarle e discuterle da ogni prospettiva. È un incontro che non lascia mai indifferenti.</p>
<p>Decisamente non è il solito workshop. Decisamente non è il solito fotografo. Decisamente è un&#8217;opportunità da non perdere.</p>
<p><strong>Quando?</strong> Il <strong>17 novembre dalle 9 alle 17</strong> .<br />
<strong>Dove?</strong> Presso la sede de <strong>Il Giornale</strong> in <strong>via Gaetano Negri 4</strong>, Milano (Fermata metro Cordusio).<br />
<strong>Perché?</strong> È un’occasione di crescita per chi ama la fotografia e vuole imparare da un maestro.<br />
<strong>Quota di iscrizione: 40 euro<br />
Come iscriversi</strong>: inviare una mail a <a href="mailto:info@gliocchidellaguerra.it"><strong>info@gliocchidellaguerra.it</strong></a> oppure chiamare il numero <strong>028566445</strong>.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-35150 aligncenter" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2017/10/flyier_saglietti_v2.jpg" alt="flyier_saglietti_v2" /></p>
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		<title>Lo sguardo di Ivo Saglietti per chi ama la fotografia</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lettura-portfolio-fotografia-ivo-saglietti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2017 08:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="894" height="650" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/160428_MG_8448_saglietti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/160428_MG_8448_saglietti.jpg 894w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/160428_MG_8448_saglietti-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/160428_MG_8448_saglietti-768x558.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 894px) 100vw, 894px" /></p>
<p>&#8220;La fotografia è un oggetto che non parla, ci vuole cultura per poterla leggere e comprendere&#8221;. Questa cultura decisamente non manca a Ivo Saglietti, che adesso mette a disposizione la sua esperienza ad altri fotografi, professioni e non, che vogliono mettersi in gioco. Come? Con una lettura portfolio che si terrà venerdì 17 novembre presso la sede de Il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/lettura-portfolio-fotografia-ivo-saglietti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lettura-portfolio-fotografia-ivo-saglietti.html">Lo sguardo di Ivo Saglietti per chi ama la fotografia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="894" height="650" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/160428_MG_8448_saglietti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/160428_MG_8448_saglietti.jpg 894w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/160428_MG_8448_saglietti-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/160428_MG_8448_saglietti-768x558.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 894px) 100vw, 894px" /></p><p>&#8220;La fotografia è un oggetto che non parla, ci vuole cultura per poterla leggere e comprendere&#8221;. Questa cultura decisamente non manca a <strong>Ivo Saglietti</strong>, che adesso mette a disposizione la sua esperienza ad altri fotografi, professioni e non, che vogliono mettersi in gioco. Come? Con una lettura portfolio che si terrà venerdì 17 novembre presso la sede de <em>Il Giornale</em>.</p>
<p><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/JfdfDlv9vAc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></p>
<p>Di letture portfolio, per chi ama la fotografia, ce ne sono tante. Ma non tutti i giorni ti capita la possibilità di far vedere le tue foto a  un tre volte  vincitore World Press Photo, che ha documentato crisi e conflitti in ogni angolo del globo. Ma non solo: i due lavori che verranno giudicati più interessanti saranno pubblicati su <em>ilGiornale.it</em> e <em>Gli Occhi della Guerra</em>.</p>
<h2>Chi è Ivo Saglietti</h2>
<p>Fotografo italiano nato in Francia, Ivo Saglietti si è innamorato della fotografia grazie a un libro di Eugene Smith trovato su una bancarella e a questo amore è rimasto devoto tutta la vita, girando il mondo con l&#8217;aspirazione di documentare e capire il destino dell&#8217;uomo.</p>
<p>La fotografia di Ivo Saglietti è una fotografia paziente, intima, ragionata, lontana dalla velocità e dalla frenesia che caratterizza ormai il nostro mondo. Ama definirsi un &#8220;profeta della lentezza&#8221;, non solo nel suo mestiere ma anche nella vita. Ivo Saglietti è il tipo di persona che al Freccia Rossa preferisce la corriera, che scatta le proprie foto su pellicola assaporando l&#8217;attesa di svilupparle per vedere il risultato.</p>
<p>È con questo spirito che ha documentato crisi e conflitti in America Latina, Africa, Medio Oriente e Balcani, senza mai perdere la sua empatia e la sua sensibilità verso l&#8217;Uomo.</p>
<p><strong>Quando?</strong> Il <strong>17 novembre dalle 9 alle 17</strong> .<br />
<strong>Dove?</strong> Presso la sede de <strong>Il Giornale</strong> in <strong>via Gaetano Negri 4</strong>, Milano (Fermata metro Cordusio).<br />
<strong>Perché?</strong> È un&#8217;occasione di crescita per chi ama la fotografia e vuole imparare da un maestro.<br />
<strong>Quota di iscrizione: </strong>40 euro<strong><br />
</strong><strong>Come iscriversi</strong>: inviare una mail a <a href="mailto:info@gliocchidellaguerra.it"><strong>info@gliocchidellaguerra.it</strong></a> oppure chiamare il numero <strong>028566445</strong>.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lettura-portfolio-fotografia-ivo-saglietti.html">Lo sguardo di Ivo Saglietti per chi ama la fotografia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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