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	<title>Iván Duque Archives - InsideOver</title>
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	<title>Iván Duque Archives - InsideOver</title>
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		<title>La &#8220;bomba a orologeria&#8221; alle porte degli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/colombia-libera-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 15:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti d'America]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con l’affermazione di Gustavo Petro, facente parte dell&#8217;alleanza delle forze progressiste colombiane Pacto Histórico, si sono conclusi nel paese il rinnovo delle camere del parlamento e le primarie delle coalizioni che parteciperanno al primo turno delle presidenziali, previsto per il 29 maggio. Petro ha dominato la scena, assicurando il numero maggiore di senatori (16) e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-libera-stati-uniti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_2022041117254193_2f34c7fac026fecdaf7b583cb153320c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Con l’affermazione di <strong>Gustavo Petro</strong>, facente parte dell&#8217;alleanza delle forze progressiste colombiane <strong><em>Pacto Histórico</em></strong>, si sono conclusi nel paese il rinnovo delle camere del parlamento e le primarie delle coalizioni che parteciperanno al primo turno delle presidenziali, previsto per il <strong>29 maggio</strong>. Petro ha dominato la scena, assicurando il numero maggiore di senatori (16) e deputati (25) di sinistra nella storia della Colombia. Il dato riflette l’affondamento delle aree di centro e centro-destra, allineate con la politica estera di <strong>Washington</strong> in America Latina, caratterizzata dall’antagonismo nei confronti di Bolivia, Cuba, Nicaragua e Venezuela, e attraversata da divergenze con Argentina, Brasile e Messico. Una possibile vittoria di Petro e del <em>Pacto Histórico</em> costituisce, di fatto, una <strong>bomba a orologeria</strong> per gli Stati Uniti, in relazione ai delicati equilibri politici, economici e commerciali della regione, e alla pressione esercitata su <strong>Nicolás Maduro</strong>, in diverse fasi e metodi, a partire da interventi sul confine territoriale fra Venezuela e Colombia, e al peso esercitato nell’<strong>Organizzazione degli Stati Americani</strong> (Oea).</p>
<p>Sul fronte opposto, in un contesto di marcata polarizzazione, si trova il candidato di destra, <strong>Federico Gutiérrez</strong>, <em>alias</em> <strong>Fico</strong>, già sindaco di Medellín. Quest&#8217;ultimo deve risolvere l’incognita dell’appoggio del <em>Centro Esperanza</em>, di gran lunga depotenziato alle urne, e del <em>Centro </em><i>Democratico</i>, partito dell’ex presidente Álvaro Uribe, passato a quinta formazione nel senato dopo il ritiro del suo uomo di punta dalla competizione. Fico rappresenta un’alternativa solida per i conservatori, ma si attende di sapere se riuscirà ad orchestrare una manovra, complessa nel linguaggio e nella pratica, per guadagnare i voti dell’<em>uribismo</em> e, al contempo, evitare di esservi associato. Uribe ha infatti determinato l’elezione di tutti i <em>premier </em>dalla sua uscita, tranne il secondo mandato di Juan Manuel Santos, considerando che, per la prima volta in vent’anni, sarebbe un deterrente. Tra l’altro, il trionfo della sinistra denota capacità di aggregazione, grazie alla simpatia espressa nei confronti di Petro dal <em>Partido Liberal</em> dell’ex presidente César Gaviria e alla presenza della popolare <em>leader</em> ambientalista afro-colombiana <strong>Francia Márquez</strong>, vincitrice del Goldman Environmental Prize, il Nobel per l&#8217;ambiente, e fra le 100 donne fonti di ispirazione nel mondo secondo la Bbc.</p>
<h2>Le difficoltà per Fico</h2>
<p>I temi classici della destra, che fanno perno su sicurezza, ordine, opportunità e amore per la patria, potrebbero non essere sufficienti per lo sceriffo di Medellín così come lo si conosce. Per prevalere, vanno conciliate le variegate anime del conservatorismo e riorientate a suo favore quelle di un centro alla deriva. L’operazione contiene alcuni livelli di contraddizione che potrebbero giocare contro la sua credibilità. Al contrario di quanto accadde nel 2018, l’eventualità di un governo di sinistra non è percepita come un pericolo da guerra fredda e gran parte dell’elettorato non vede nemici nel Venezuela, Russia o Cina, al pari dell’amministrazione Biden. Il lavoro di tessitura dei <a href="https://it.insideover.com/politica/lasse-tra-messico-e-argentina-modifica-gli-equilibri-in-america-latina.html">progressisti latinoamerican</a>i &#8211; <a href="https://it.insideover.com/politica/argentina-avanguardia-progressista.html">Alberto Fernández</a> per l’Argentina, e Andrés Manuel López Obrador per il Messico -, la recente installazione di Gabriel Boric in Cile e il previsto ritorno di Luiz Inácio Lula da Silva in Brasile, fanno da sfondo propizio. Petro darebbe una spinta al ridisegno che si viene auspicando all’interno dell’infrastruttura politico-istituzionale e della cooperazione regionale, Oea in testa, attraverso la quale gli Stati Uniti hanno promosso i propri interessi nazionali, per esempio pilotando la fuoriuscita di <a href="https://it.insideover.com/politica/dubbi-sulla-frode-elettorale-in-bolivia.html">Evo Morales</a> durante la crisi politica del 2019 e sostenendo l’esecutivo, da molti definito golpista, di Jeanine Añez.</p>
<h2>Chi è Gustavo Petro</h2>
<p>Petro, senatore ed ex-sindaco di <strong>Bogotá</strong>, è un politico di lunga data: critico dello <em>status quo</em> in un paese dove per tradizione comandano i conservatori. Ha forgiato la propria reputazione in coraggiose campagne contro la corruzione e la <i>parapolitica</i>, ovvero il fitto sistema di relazioni di scambio tra i paramilitari e la classe dirigente. Nel passato appartenne alla <strong>M-19</strong>, una guerriglia urbana dei circoli intellettuali progressisti, poi convertita in partito, senza essere stato parte dell’insurrezione armata. Ha vincolato il suo contributo all’azione sociale, accompagnando centinaia di famiglie emarginate che hanno creato insediamenti informali e proponendo l’esproprio dei latifondi incolti per distribuirli ai contadini poveri senza terra. La destra lo associa al <em>castrochavismo</em>; la sinistra vede in lui un’inversione di rotta a fronte dell’inerzia di <em>uribismo</em> e derivati, sostenuta da Washington. Le sue cifre sono da <em>record</em>: 5.7 milioni di voti per la coalizione, 4.5 milioni di preferenze individuali, il totale più alto in una primaria, corrispondente al 90 per cento del totale degli schieramenti. In aggiunta, ha migliorato la <em>performance</em> personale, aggiungendo 1.2 milioni di voti all’esito della corsa che perse contro il presidente uscente, <strong>Iván Duque</strong>, il quale non ha saputo dar voce e risposta alle esigenze degli esclusi dalla <a href="https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html">crescita economica</a>. Soprattutto, il ciclone Petro spazza i tentativi per la produzione di consenso, vincolate da mezzi di comunicazione di massa, oliate reti clientelari e feudi elettorali, che in questa tornata non hanno prodotto l’effetto previsto.</p>
<h2>Le prospettive future</h2>
<p>Con il doppio dei voti di Fico e sei volte più del centro, nessun candidato di sinistra si è mai trovato in una posizione di tale vantaggio nella Colombia moderna. Malgrado ciò, la migliore <em>chance</em> per Petro di arrivare al <em>Palacio de Nariño</em>, per il mandato 2022-26, è quella di scommettere sul primo turno. Il secondo, previsto per il 19 giugno, è un cammino pieno di insidie. La maggioranza assoluta, ottenuta solo da Uribe nel 2002 e nel 2006, richiede un patto allargato che metterà a dura prova il suo lavoro di statista. L’aritmetica per raggiungere questa meta è difficile, si tratta di sommare altri 5 milioni che l’avvicinamento al<em> Partido Liberal</em> e il <em>Partido Verde</em> non assicurano. Petro, come spesso avviene per le figure carismatiche, attrae con la stessa veemenza seguitori e detrattori. Il rischio è quello di arrivare a un secondo turno in cui la destra si compatti intorno a un plebiscito antipetrista. Queste transazioni potrebbero contemplare la cooptazione della vice presidenza guadagnata sul campo nei termini degli accordi della sinistra previsti da Márquez, terza dopo Petro e Fico, con un risultato miliare di 785 mila voti per una donna nera, militante comunitaria, anti-capitalista e femminista, simbolo della cultura popolare ed espressione delle minoranze, proveniente dal mondo rurale, teatro del narcotraffico, il <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-farc-e-la-pace-inconclusa.html">conflitto armato</a>, e lo sfruttamento fossile delle multinazionali, causa di disboscamento e inquinamento delle falde acquifere.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html" target="_blank" rel="noopener">Gli <strong>Stati Uniti</strong> sono il primo socio commerciale e finanziario della Colombia con importanti investimenti nell’industria estrattiva e il settore manifatturiero</a>; la Colombia è il terzo socio di questi in America Latina, con transazioni reciproche di beni che, nella fase pre-pandemia, avevano un valore di 29 mila milioni di dollari. Negli ultimi decenni, il paese ha vissuto in condizioni di tutela politica ed economica, con Washington in una posizione dominante negli affari interni. Documenti resi pubblici da <strong>WikiLeaks</strong>, mostrano che il <em>bunker</em> dell’ambasciata degli Stati Uniti a Bogotá ha funzionato come una sede alterna e parallela del governo, con potere decisionale su questioni centrali, incluse le candidature politiche, amministrative e militari. Tuttavia, la Colombia di oggi non è comparabile con il passato e l’ingerenza, la sottomissione consenziente delle <em>élite</em> e quella che è stata la progressiva naturalizzazione dell’intervenzionismo statunitense, potrebbero non essere compatibili con il nuovo ordine che si profila all’orizzonte. Il paese affronta due mesi di campagna fondamentali per il suo destino, che avrà un impatto anche sul futuro dell’America Latina, con la prospettiva di relazioni internazionali simmetriche e plurali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Buoni e cattivi in America Latina: la strategia degli Usa per controllare il cortile di casa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2022 06:01:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Bitcoin]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-1024x679.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-768x510.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-1536x1019.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-2048x1359.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il rapporto del Fondo monetario internazionale (Fmi) è atteso come una pagella, che promuove o boccia i paesi di tutto il mondo, a partire dal loro operato in campo economico e finanziario, e che presenta raccomandazioni, in vista dei pericoli identificati per la stabilità e lo sviluppo. Nella sua governance, però, occupa una posizione prevalente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/buoni-e-cattivi-in-america-latina-la-strategia-gli-usa-per-controllare-il-cortile-di-casa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-300x199.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-1024x679.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-768x510.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-1536x1019.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220213173345154_b7c30c4ca05d0164b37068dcf67617aa-2048x1359.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il rapporto del <strong>Fondo monetario internazionale</strong> (Fmi) è atteso come una pagella, che promuove o boccia i paesi di tutto il mondo, a partire dal loro operato in campo economico e finanziario, e che presenta raccomandazioni, in vista dei pericoli identificati per la stabilità e lo sviluppo. Nella sua <em>governance</em>, però, occupa una posizione prevalente la visione politica di Washington, che funge da ago della bilancia nelle negoziazioni di prestiti e restituzioni e, talvolta, pare influenzare gli esiti delle valutazioni con scadenza annuale. Questa situazione è particolarmente delicata per l’<strong>America Latina</strong>, a causa di una serie di ragioni, dalla dipendenza critica dagli Stati Uniti per le esportazioni di materie prime, allo stretto vincolo con il dollaro, che la rendono ostaggio di pressioni e ingerenze.</p>
<p>Con relazione all’ultimo punto, infatti, l’adattamento ai cambi della strategia monetaria della <em>Federal Reserve</em>, che rappresentano sismi finanziari a livello locale, è un cappio al collo per i sistemi latinoamericani, a prescindere da dimensioni e solidità. Durante la pandemia, il costo del denaro, negli Stati Uniti, era stato congelato per stimolare l’economia; oggi, con l’obiettivo di arrestare l’inflazione del 7 per cento, la più alta dal 1982, è stato annunciato un aumento dei tassi di interesse. L’affanno per prevenire ingenti fuoriuscite di capitale in dollari, e conservare il potere acquisitivo dei contribuenti, ha costretto le banche centrali di Brasile, Messico, Cile e Colombia, ad aumentare, in breve tempo, i tassi rispettivamente al 9.25 per cento (il rialzo maggiore, escludendo l’Argentina), al 6.0, (50 punti base),  al 5.5 (150 punti base) e al 3.75 (75 punti base). Questa reazione a catena è stata necessaria non solo per evitare fluttuazioni brusche e negative nel tipo di cambio e il deprezzamento della moneta, ma anche per vigilare sulla percezione e qualificazione del rischio. Attuare con prontezza equivale a salvaguardare mercato dei buoni del tesoro che, altrimenti, perderebbe competitività.</p>
<h2>Agli Usa piace il &#8220;modello Colombia&#8221;</h2>
<p>Nel rapporto presentato a fine gennaio, il Fondo ha  posto in risalto la <strong>Colombia</strong> per la crescita registrata nel 2021, che si è aggirata intorno al 10 per cento, ed è stata definita costante e affidabile. Pur non fornendo dati concreti per il futuro prossimo, si afferma che questa resilienza è destinata a perdurare, in contrasto con la situazione complessiva regionale, per cui l’aspettativa nel 2022 è stata, invece, ridotta al 2.4 per cento. Il <em>premier</em>, Iván Duque, al Foro di Davos, ha reso pubblico che, secondo stime interne, il paese avrebbe superato, le grande economie concorrenti &#8211; Brasile, Cile e Messico &#8211; di un 9.7 per cento. Tuttavia, la Colombia mantiene un’alta <strong>disuguaglianza sociale</strong>, e violenza severa contro attivisti per i diritti umani e rappresentanti di comunità indigene.  Il processo di pace è rimasto incompiuto, con un tasso preoccupante di assassinati di ex combattenti passati alla vita civile, e sacche di conflitto per la presenza di gruppi armati sul territorio. L’aumento dell’indice dei prezzi al consumo e l’inflazione, esplosa al di sopra del 5.5 per cento, essendo la più elevata negli scorsi cinque anni, hanno diminuito la capacità di acquisto delle classi meno abbienti. La pandemia, inoltre, ha ingrossato il numero degli indigenti. Dati ufficiali dell’istituto nazionale di statistica, che risalgono ad aprile del 2021, indicano che, nel 2020, la povertà estrema ha superato il 15 per cento e la povertà è arrivata al 42.5 per cento, con un incremento di 5 e 6.8 punti, rispetto al 2019.</p>
<p>Il Fondo sembra premiare un alleato determinante per l’affermazione del modello che si vuole impiantare in America Latina, e per la contrapposizione all’avanzata di governi di <strong>ispirazione progressista</strong>, in alcuni casi con sfaccettature in chiave anti capitalista o anti americana. In un anno elettorale, in cui Duque soffre di un calo di popolarità, si tratta di un riconoscimento che torna a dare fiato all’esecutivo. In questo contesto, una grande importanza è ricoperta dal ruolo giocato dalla Colombia nel contrasto politico attivo al <strong>Venezuela</strong> di Nicolás Maduro.</p>
<h2>Il ribelle che irrita Fmi (e Stati Uniti)</h2>
<p>Lo stesso documento boccia <strong>El Salvador</strong> per aver approvato il <em>bitcoin</em> come valuta di corso legale e invia un messaggio contundente affinché tale decisione venga ritrattata. Stando al Fondo, comporterebbe un azzardo sul piano nazionale. Per Nayib Bukele, al contrario, è una delle chiavi per attrarre fondi stranieri. Il presidente salvadoregno si è impegnato a lanciare il paese come il laboratorio mondiale della criptomoneta e intende convertirlo nella “Singapore del Centroamerica”, in ottemperanza alle promesse elettorali per l’ampliamento e la diversificazione di una piccola economia, minata dalla criminalità organizzata.</p>
<p>L’avvento della moneta virtuale, senza dubbio, solleva questioni macroeconomiche, finanziarie e legali, che richiedono un analisi attento, e la determinazione di un quadro rigoroso di regolamentazione. Ad ogni modo, la sua adozione scaturisce preoccupazioni differenti per gli Stati Uniti. <em>In primis</em>, permette a stati con forte svalutazione la possibilità di proteggere i propri capitali. Un’importante cooperazione bilaterale, ad esempio, è stata avviata con la Turchia, spina nel fianco della Nato, dove con la lira in caduta, si è generata una febbre da investimenti. In secondo luogo, sostituisce il dollaro come misura di transazione e divisa rifugio, iniziando una tendenza negativa per Washington, che si somma a sforzi, simili e diversi, promossi da Venezuela e Cina, nella regione e nel mondo. Infine, si trova al centro di un progetto, svincolato dagli Stati Uniti, per la produzione di energia rinnovabile, a basso costo e zero emissioni, proveniente dai vulcani de El Salvador.</p>
<p>D’altra parte, l’intervenzionismo in materia energetica si avvale di qualsivoglia mezzo. Basti pensare all’opposizione statunitense alla riforma che, in Messico, pretende favorire le imprese statali, aggiudicando il 54 per cento del reparto alla commissione federale di elettricità. L’esclusione del settore privato penalizza la penetrazione di Washington, contraendo la quota occupata di 44 mila milioni di dollari. La disputa viene mascherata da argomentazioni ambientali, in quanto le società americane si concentrano in energia pulita, mentre il Messico ha una scarsa <em>performance</em> nell’attuazione degli Accordi di Parigi sull’inquinamento da carbonio. Questa è, in realtà, una battaglia intorno a litio e rame, minerali strategici per le tecnologie elettriche, sostitutivi dei combustibili fossili, che lo stato vuole porre sotto stretto controllo. Conserva vigenza il detto popolare in America Latina “troppo vicini agli Stati Uniti, troppo lontani da Dio”.</p>
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		<title>L&#8217;America Latina tra violenze e minoranze abbandonate</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lamerica-latina-tra-violenze-e-minoranze-abbandonate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2021 07:11:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/proteste-Agenzia_Fotogramma_IPA22042381-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/proteste-Agenzia_Fotogramma_IPA22042381-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/proteste-Agenzia_Fotogramma_IPA22042381-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/proteste-Agenzia_Fotogramma_IPA22042381-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/proteste-Agenzia_Fotogramma_IPA22042381-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/proteste-Agenzia_Fotogramma_IPA22042381-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/proteste-Agenzia_Fotogramma_IPA22042381-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le democrazie latinoamericane, come ricordato da Sergio Bassoli, Direttore Progetto Sviluppo della CGIL, sono segnate da diseguaglianze e profonda discriminazione ed il peculiare processo di trasformazione dei nuovi Stati, dove la vecchia classe dirigente coloniale ha avuto 500 anni di tempo per consolidare il proprio potere ed il controllo del territorio, ha creato una società profondamente diseguale. Le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/lamerica-latina-tra-violenze-e-minoranze-abbandonate.html">[...]</a></p>
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<h2>Colombia: la guerra ai &#8220;<em>conquistadores&#8221;</em></h2>
<p>La Colombia è preda di una <strong>grave crisi sociale</strong> che rischia di trascinarla nel baratro. Le dimostrazioni popolari, nate in opposizione ad un progetto governativo di aumento delle tasse, hanno visto la partecipazione di <strong>comunità indigene</strong> che si sono rese protagoniste di gesti eclatanti. Tra questi l&#8217;abbattimento delle statue pubbliche raffiguranti personaggi storici controversi come Cristoforo Colombo, la Regina Isabella I ed i <em>conquistadores</em>. Il governo centrale del presidente conservatore Ivan Duque si è dimostrato disponibile al dialogo ed ha accettato di rimuovere diverse statue. Resta però aperta la questione relativa alle <strong>condizioni di vita</strong> delle minoranze indigene.</p>
<p>Secondo<a href="https://www.iwgia.org/en/colombia.html"> i dati ufficiali</a> gli indigeni rappresentano il 3.4 per cento della popolazione, vivono perlopiù nelle aree rurali (78.6 per cento) e parlano 65 lingue Amerinde, 5 delle quali sono destinate all&#8217;estinzione nel breve periodo<strong>. Le riserve</strong> indigene occupano un terzo del territorio nazionale ma la maggior parte di queste deve affrontare<strong> gravi problemi ambientali</strong> provocati dalle attività estrattive che vi si svolgono. Il conflitto armato colombiano ha reso la vita impossibile a molti indigeni che si sono ritrovati ad essere vittime di <strong>massacri</strong>, oggetto di <strong>reclutamento forzato</strong> giovanile da parte delle FARC e che talvolta hanno dovuto rinunciare ai propri territori a causa della presenza delle mine. L&#8217;accordo che ha portato alla smobilitazione delle FARC non ha migliorato la situazione. Il governo non ha occupato i territori ribelli e gli indigeni si sono trovati al centro dello scontro tra paramilitari, forze di sicurezza e milizie interessate alle risorse naturali ed ai traffici di droga.</p>
<h2>Brasile: il dialogo impossibile</h2>
<p>In <strong>Brasile</strong> la popolazione indigena ammonta a 900mila persone ed è suddivisa in 305 tribù. Il governo ha riservato loro 690 territori, pari al 13 per cento della superficie terrestre del paese ed il 98.5 di questi si trova nell&#8217;area amazzonica. I capi indigeni e le organizzazioni che si occupano della tutela dei diritti umani hanno accusato il presidente<strong> Jair Bolsonaro</strong> di aver incoraggiato la distruzione dell&#8217;Amazzonia per trarne profitto e di non aver protetto i diritti della popolazione indigena ed hanno chiesto alla Corte Penale Internazionale di investigare sulle azioni del capo di Stato di destra radicale e di verificare se queste costituiscano dei crimini contro l&#8217;umanità.</p>
<p>La seconda ondata del <strong>Covid-19</strong> ha inoltre decimato la popolazione dei nativi brasiliani colpita da tassi di infezione e di mortalità ben più alti di quelli della popolazione generale rispettivamente del 68 e del 58 per cento. La lista delle <strong>politiche anti indigene</strong>, secondo quanto riportato dal sito <em>Survival international</em>, è ben documentata ed ammonta ad un genocidio. Ogni possibilità di dialogo tra le parti sembra impossibile e destinata al fallimento.</p>
<h2>Perù: l&#8217;abbandono delle tradizioni</h2>
<p>La discriminazione e la <strong>marginalizzazione</strong> sembrano essere prevalenti anche in Perù. Il 33.7 per cento delle donne ed il 10.7 per cento degli uomini residenti nelle aree indigene e rurali è analfabeta mentre la stessa condizione riguarda solamente il 7.4 ed il 2.4 per cento delle donne e degli uomini che vivono in città. La percentuale di popolazione che parla le <strong>lingue indigene</strong> è in via di diminuzione perché i genitori stanno scegliendo di non insegnarle più ai figli e questa scelta, cosciente, di abbandonare le proprie tradizioni deriva dal trattamento negativo ricevuto all&#8217;interno della società. I più marginalizzati, in Perù, vivono nell&#8217;area delle Ande dove la grande maggioranza delle <strong>comunità indigene</strong> Quechua and Aymara è ridotta in miseria e le donne, spesso impiegate nell&#8217;agricoltura di sussistenza, sono spesso destinate ad una condizione di estrema indigenza. Nelle aree rurali dominano l&#8217;insicurezza alimentare e la <strong>mancanza di opportunità</strong>, che ha spinto molte persone a cercare fortuna nelle città. La vittoria (<a href="https://it.insideover.com/politica/tensione-post-elettorale-che-puo-spaccare-il-peru.html" target="_blank" rel="noopener">ancora non ufficiale</a>) di <strong>Pedro Castillo</strong>, indigeno agricoltore proveniente dalle Ande, alle elezioni presidenziali peruviane potrebbe dar vita ad un cambio di paradigma. Castillo conosce molto bene la realtà da dove proviene e potrebbe essere motivato a migliorare la vita degli indigeni.</p>
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		<title>Colombia nel caos: scontri, feriti e morti dopo le rivolte contro la riforma fiscale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/colombia-nel-caos-scontri-feriti-e-morti-dopo-le-rivolte-contro-la-riforma-fiscale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Giacalone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2021 06:31:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Desaparecidos]]></category>
		<category><![CDATA[rivolte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1336" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-in-Colombia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-in-Colombia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-in-Colombia-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-in-Colombia-1024x712.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-in-Colombia-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-in-Colombia-1536x1069.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-in-Colombia-2048x1425.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Situazione sempre più drammatica in Colombia dove si è arrivati al nono giorno di proteste e scontri tra manifestanti e forze dell&#8217;ordine, mentre nel frattempo le immagini delle violenze, in molti casi gratuite, messe in atto da polizia e militari nei confronti dei cittadini scesi in strada, stanno facendo il giro del mondo e generando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-nel-caos-scontri-feriti-e-morti-dopo-le-rivolte-contro-la-riforma-fiscale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1336" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-in-Colombia-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-in-Colombia-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-in-Colombia-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-in-Colombia-1024x712.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-in-Colombia-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-in-Colombia-1536x1069.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Scontri-in-Colombia-2048x1425.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Situazione sempre più drammatica in <strong>Colombia</strong> dove si è arrivati al nono giorno di proteste e scontri tra manifestanti e forze dell&#8217;ordine, mentre nel frattempo le immagini delle <strong>violenze</strong>, in molti casi gratuite, messe in atto da polizia e militari nei confronti dei cittadini scesi in strada, stanno facendo il giro del mondo e generando indignazione. Molte le iniziative di solidarietà con i manifestanti e contro il governo di Bogotà organizzate dalla diaspora colombiana fuori di consolati e ambasciate.</p>
<p>Gli scontri sono iniziati lo scorso 28 aprile in seguito all&#8217;annuncio da parte del presidente <strong>Ivan Duque</strong> di una riforma del fisco, denominata &#8220;<strong>Legge di solidarietà sostenibile</strong>&#8220;, che avrebbe aumentato l&#8217;Iva e ampliato la base dei contribuenti, andando così a creare seri problemi alle classi medie e a quelle a basso reddito, come illustrato dal Prof. <a href="https://www.france24.com/es/programas/econom%C3%ADa/20210416-colombia-explicacion-reforma-tributaria-ivan-duque-impuesto-valor-agregado">Alejandro Useche</a> dell&#8217;Università del Rosario di Bogotà. Uno dei punti più contestati riguarda l&#8217;obbligo dal 2022 di dichiarazione d&#8217;imposta sul reddito per chi guadagna più di 2,4 milioni di pesos al mese.</p>
<p>Una riforma arrivata nel peggior momento possibile considerato che la Colombia, così come molti altri Paesi dell&#8217;America Latina, si trova impantanata in una disastrosa situazione economica e sociale a causa del Covid e in piena terza ondata. Moltissime attività commerciali ed industriali hanno chiuso i battenti, la disoccupazione è <a href="https://www.elempleo.com/co/noticias/noticias-laborales/desempleo-en-colombia-aumento-en-enero-de-2021-6259">in aumento</a> (16,8% nel mese di marzo 2021) ed è dunque impensabile in un momento del genere imporre un aumento della tassazione. Basti pensare che l&#8217;economia del paese è calata del 6,8% nel 2020.</p>
<p>In seguito alle proteste, il governo ha annunciato di aver ritirato la riforma, mentre lunedì 3 maggio il Ministro delle Finanze, <strong>Alberto Carrasquilla</strong>, si è dimesso. Le proteste sono però proseguite a causa dell&#8217;elevato numero di morti, feriti e scomparsi e sono in molti a invocare le dimissioni del Presidente Duque, che già da prima della riforma non è che riscontrasse molta popolarità.</p>
<div id="gallery_317253" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_317253 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12893316_large-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12893316_large-scaled.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12892928_large-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12892928_large-scaled.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12897074_large-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12897074_large-scaled.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12884238_large-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12884238_large-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12892956_large-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12892956_large-scaled.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12865642_large-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12865642_large-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12892948_large-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12892948_large-150x150.jpg","subHtml":""},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12897071_large-scaled.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/12897071_large-scaled.jpg","subHtml":""}];</script>
<h2>Gli scontri</h2>
<p>Il 28 aprile nella città di Cali gli studenti sono scesi in strada per manifestare contro la nuova riforma fiscale e in pochissimo tempo la protesta si è allargata al resto della popolazione e in <a href="https://www.noticiasuno.com/nacional/retiro-de-reforma-tributaria-por-duque-bajo-nivel-de-protestas-pero-no-las-desactivo/">tutte le grandi città</a> colombiane: Bogotà, Medellin, Cartagena, Barranquilla, Bucaramanga.</p>
<p>Durissima la risposta del governo che ha scatenato contro i manifestanti esercito e polizia in assetto anti-sommossa che hanno fatto <a href="https://www.noticiasuno.com/nacional/decenas-de-abusos-de-poder-policial-con-manifestantes-quedaron-grabados-en-video/">uso eccessivo</a> della forza sparando ad altezza d&#8217;uomo, inseguendo e massacrando i cittadini scesi in strada. Difficile fornire numeri precisi, ma si parla di almeno una ventina di dimostranti uccisi, circa 800 feriti, 87 &#8220;desaparecidos&#8221; e quasi 500 arresti, mentre sui social si moltiplicano le condivisioni di filmati amatoriali che <a href="https://www.facebook.com/fredy.campos.75839/videos/812353206328200">documentano</a> gli abusi della polizia, in particolare di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=qAsr023ydgk">quella in moto</a> che aggredisce i manifestanti, immagini che non hanno nulla da invidiare ai colectivos in moto del regime venezuelano di Maduro.</p>
<p>Secondo la Ong <em><a href="https://www.temblores.org/">Temblores</a></em>, che sta documentando la violenza della polizia in Colombia, sarebbero almeno otto i manifestanti che hanno perso un occhio dopo essere stati colpiti dall&#8217;anti-sommossa, due dei quali sono anche stati <a href="https://www.noticiasuno.com/nacional/entrevista-con-jovenes-que-perdieron-un-ojo-esta-semana-por-disparos-de-policias/">intervistati</a> dall&#8217;emittente indipendente colombiana <em>Noticias Uno</em>.</p>
<p>Dura la reazione della portavoce dell&#8217;Alto Commissariato per i Diritti Umani dell&#8217;Onu, Marta Hurtado, che ha parlato di uso estremo della forza da parte della polizia e di violenze e minacce subite anche dal personale che si occupa del monitoraggio dei diritti umani. La Hurtado ha poi dichiarato: &#8220;&#8230;Ricordiamo alle autorità colombiane la loro responsabilità nel proteggere i diritti umani, inclusi quello alla vita e alla sicurezza personale, nonchè di agevolare il diritto di aggregazione e manifestazione pacifica&#8221;. La portavoce Onu ha anche rammentato alle forze dell&#8217;ordine che il ricorso alle armi da fuoco può essere fatto solo in caso di imminente pericolo alla propria vita o al pericolo di subire gravi lesioni.</p>
<p>La città maggiormente colpita dalle violenze è Cali, dove nei giorni scorsi si sono anche registrate interruzioni della rete internet, fatto indicato dai manifestanti come tentativo da parte del governo di evitare che le immagini venissero diffuse su web e social. Intanto a Pereira è esploso il caso di <a href="https://www.eltiempo.com/colombia/otras-ciudades/lucas-villa-joven-baleado-en-pereira-en-delicado-estado-de-salud-586451">Lucas Villa Vazquez</a>, il 37enne studente ed istruttore di yoga ucciso mentre manifestava pacificamente in strada assieme ad altri dopo che la polizia ha aperto il fuoco contro la folla.</p>
<h2>La versione del governo</h2>
<p>Differente la versione dell&#8217;esecutivo colombiano che ha parlato di &#8220;terrorismo&#8221; e di &#8220;vandalismo&#8221; additando gruppi terroristici di estrema sinistra come Eln e Farc di essere i burattinai delle proteste. In ambienti filo-governativi sta inoltre circolando la voce che dietro alle rivolte vi possano essere anche i servizi segreti venezuelani.</p>
<p>Ha fatto molto discutere anche un <a href="https://twitter.com/QuinteroCalle/status/1388168455749316611?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1388168455749316611%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&amp;ref_url=https%3A%2F%2Felpais.com%2Finternacional%2F2021-04-30%2Falvaro-uribe-llama-al-ejercito-a-que-utilice-las-armas-en-las-protestas-en-colombia.html">tweet</a>, poi cancellato, dell&#8217;ex presidente colombiano Alvaro Uribe, considerato il grande &#8220;patron&#8221; di Duque, con il quale annunciava il proprio sostegno alla polizia e ai militari: &#8220;Sosteniamo il diritto di militari e polizia ad utilizzare le armi per difendere la propria integrità e per difendere persone e proprietà dall&#8217;azione criminale del terrorismo vandalico&#8221;.</p>
<p>Al post ha replicato Luis Ernesto Gomez, segretario di Governo presso il municipio di Bogotà: &#8220;In uno stato di diritto anche un vandalo e un criminale hanno diritti, incluso quello al giusto processo e all&#8217;uso proporzionale della forza. Si arrestano, non si uccidono&#8221;.</p>
<p>Attenzione però, perchè il fenomeno del vandalismo, al quale fa riferimento il governo colombiano, è effettivamente reale, in particolar modo a Cali, dove diversi edifici sono stati attaccati, pesantemente danneggiati ed anche dati alle fiamme. Feriti si contano anche tra le file delle forze dell&#8217;ordine ed anche un morto; alcuni di loro feriti a colpi di arma da fuoco. Ben 47 stazioni del trasporto pubblico sono state distrutte o date alle fiamme da manifestanti provenienti dalle zone popolari, i cosiddetti &#8220;barrios&#8221;. Numerosi anche i supermercati, i bar e i ristoranti presi d&#8217;assalto e saccheggiati. Nel centro della città molti commercianti hanno tentato di difendere le proprie attività con bastoni ed armi da fuoco. Il tutto riportato dalla già citata emittente <a href="https://www.noticiasuno.com/nacional/a-punto-de-desabastecimiento-y-aislada-se-encuentra-cali-por-vandalismo-desbordado/"><em>Noticias Uno</em></a>, certamente non filo-governativa dato che allo stato attuale risulta una delle poche ad aver ampiamente documentato le violenze perpetrate dalla polizia.</p>
<h2>Una situazione molto complessa</h2>
<p>In realtà la maldestra e spericolata riforma fiscale intentata dal governo è solo parte di un problema ben più vasto che coinvolge gran parte della società colombiana e che ha fatto da miccia per una latente situazione esplosiva. Il divario tra ricchi e poveri nel Paese è difatti sempre più ampio, con una classe media che tende ad assottigliarsi e con un indice di povertà che nel 2020 ha raggiunto il <a href="https://riotimesonline.com/brazil-news/mercosur/colombia/poverty-in-colombia-rose-to-42-5-in-2020-driven-by-pandemic/">42,5%</a>.</p>
<p>Nella città di Cali, dove sono esplose le proteste, si è passati da un indice di povertà del 21,9% nel 2019 al 36,3% nel 2020. Su una popolazione di 2.228 milioni di abitanti, ben 934 mila vivono in condizioni di povertà e con un indice di povertà estrema passata dal 5% del 2019 al 13% del 2020. La manovra fiscale intentata dal governo avrebbe certamente massacrato la classe media ed anche quella poco abbiente a discapito dei ricchissimi, ma ha anche fornito un ottimo assist agli ambienti di estrema sinistra e ai saccheggiatori per mettere a ferro e fuoco la città.</p>
<p>Le proteste contro la fallita riforma sono legittime e condivisibili in quanto è ingiustificabile che il governo possa mettere mano nelle tasche dei cittadini in maniera indisturbata, a proprio piacere, senza che i cittadini si facciano sentire. La versione propinata dal governo colombiano secondo cui la riforma sarebbe stata necessaria e indispensabile per la cittadinanza in quanto volta a migliorare la situazione economica del Paese, suona come uno sterile se non dannoso mantra che i colombiani conoscono molto bene.</p>
<p>La militarizzazione delle città e la violenta risposta degli apparati di sicurezza sono stati deleteri quanto il tempismo della riforma annunciata e subito ritirata. E&#8217; plausibile che il governo non si aspettasse una risposta così massiccia da parte della popolazione? Difficile crederlo, significherebbe che a Bogotà non hanno la ben che minima idea della situazione socio-economica in cui naviga Paese. Eppure non solo c&#8217;hanno provato, ma hanno anche risposto con estrema violenza nonostante il fatto che gran parte della popolazione sostenesse le proteste. Evidentemente non avevano previsto neanche l&#8217;eco internazionale che la rivolta ha avuto, con manifestazioni in molte parti del mondo dove è presente una cospicua comunità colombiana che non hanno certo fatto bene all&#8217;immagine di Duque e dell&#8217;esecutivo.</p>
<p>Il vandalismo e l&#8217;ondata di saccheggi certamente vi sono stati, così come è plausibilissimo che siano presenti ambienti legati a gruppi terroristici ed estremisti di sinistra che strumentalizzano la rivolta, così come è possibile che il Venezuela strizzi l&#8217;occhio a questi estremisti, visto che il governo Duque è acerrimo nemico di Maduro. Il compito delle autorità era però proprio quello di prevenire e contrastare questi fenomeni, tutelando al contempo la libertà di manifestare da parte della popolazione, cosa che non è però successa. La polizia ha colpito nel mucchio, non ha fatto distinzione tra manifestanti pacifici, estremisti e delinquenti, ma soprattutto l&#8217;intelligence non è riuscita a prevedere una reazione scontata da parte della cittadinanza. Forse ora l&#8217;unica mossa che rimane a Duque, a meno di un anno dalla fine del suo mandato e con una popolarità ai minimi storici, sarebbe quella delle dimissioni, ma sono in pochi a credere che lo farà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-nel-caos-scontri-feriti-e-morti-dopo-le-rivolte-contro-la-riforma-fiscale.html">Colombia nel caos: scontri, feriti e morti dopo le rivolte contro la riforma fiscale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le Farc e la pace inconclusa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-farc-e-la-pace-inconclusa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maddalena Pezzotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 15:29:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Farc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="818" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154-768x327.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154-1024x436.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Colombia, dalla firma degli accordi di pace nel 2016, sono stati assassinati 253 ex guerriglieri. Il consiglio nazionale di reintegrazione riporta che fra l’1 e il 24 gennaio è stato accertato un decesso per morte violenta ogni cinque giorni. Boris Guevara, membro dello staff della comunicazione durante i negoziati, e autore di Memorias Guerrilleras, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-farc-e-la-pace-inconclusa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="818" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154-768x327.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10235437-e1568129790154-1024x436.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In <strong>Colombia</strong>, dalla firma degli accordi di pace nel 2016, sono stati assassinati 253 ex guerriglieri. Il consiglio nazionale di reintegrazione riporta che fra l’1 e il 24 gennaio è stato accertato un decesso per morte violenta ogni cinque giorni. Boris Guevara, membro dello staff della comunicazione durante i negoziati, e autore di <em>Memorias Guerrilleras</em>, in un’intervista alla stampa locale, ricorda che molti, alla consegna delle armi, avevano dichiarato di temere per la propria sicurezza, e che alcuni di quelli ritratti nel documentario sono stati eliminati con brutalità.</p>
<p>Un certo numero era in attesa di ricevere misure di protezione per essere stato oggetto di intimidazioni e oltre mille petizioni di questo tipo sono in fase di revisione. Per i combattenti smobilitati, che si sono impegnati nell’attivismo per i diritti umani nelle comunità povere del paese, il rischio di ricevere una pallottola a un angolo di strada, essere sequestrati in un autobus o nella propria casa, e poi giustiziati, è grande. Secondo la giurisdizione speciale per la pace, dall’inizio dell’anno si sono verificati sei massacri in aree agricole, quattordici omicidi e tredici minacce di morte a leader sociali.</p>
<p>I 13mila uomini e donne delle <strong>Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc)</strong> hanno cercato di inserirsi nel tessuto civile, impegnandosi in diverse attività produttive, da microimprese a cooperative, inclusa la riconversione delle coltivazioni di cocaina in piantagioni di caffè, che li rende bersaglio delle rappresaglie del narcotraffico. Le Farc si sono trasformate in un partito politico, che ha adottato il nome di <em>Comunes</em>, e suoi membri sono stati eletti nelle Camere. La società colombiana, tuttavia, non è mai stata pronta alla riconciliazione.</p>
<p>E’ importante ricordare la bocciatura del piano di attuazione degli accordi da parte del 50,21% del totale di 13 milioni di partecipanti a un <strong>referendum </strong>nazionale. Lo scarto fra il “sì” e il “no” era stato di circa 54.000 preferenze, rivelando un paese diviso in due. Il “sì” aveva prevalso nelle zone rurali &#8211; Choco, Cauca, Putumayo e Vaupein -, e in 67 degli 81 municipi più colpiti, con una dichiarazione di voto che esplicitava il rifiuto dell’economia della guerra &#8211; in 16 anni la Colombia aveva ricevuto 10 miliardi di dollari da Washington per fermare gli insorti.</p>
<p>Le Farc hanno l’obbligo di liquidare il proprio patrimonio e compensare le vittime. Non sono stati previsti, tuttavia, fondi sufficienti per la formazione e l’inserimento lavorativo degli ex-combattenti, sebbene la pace sia stata la porta d’entrata per investimenti esteri e finanziamenti milionari dagli Stati Uniti e l’Unione Europea. Si sono sottoposte al giudizio degli organi preposti per stabilire le responsabilità del conflitto, pure se il governo non ha mai assicurato l’incolumità dei <strong>testimoni</strong>. Con la riduzione dell’amnistia, e senza una rete economica, c’è chi si sente garantito solo da un fucile.</p>
<p>Ripudiata la violenza, le Farc hanno incontrato un cammino disseminato di difficoltà. Questo è un momento cruciale per la tenuta degli accordi, a causa del travaso nell’<a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerriglia-non-ha-deposto-le-armi.html">Esercito di Liberazione Nazionale (Eln)</a>, ancora attivo. In un paese dove esiste una fra le più alte concentrazioni di proprietà terriere &#8211; il 4% controlla oltre la metà della proprietà -, la questione dell’accesso alla terra, elemento strutturale di <strong>disuguaglianza</strong>, è un potente motore per la lotta armata, nonostante 52 anni di contrasto e un bilancio di un quarto di milione di vite umane perdute e, secondo le stime, dai 5 agli 8 milioni di sfollati.</p>
<p>I deputati di <em>Comunes</em> hanno chiesto a <b>Ivan Duque</b> di rivedere la posizione su Cuba, reintrodotta dagli Stati Uniti nella lista dei patrocinatori del terrorismo, su richiesta del presidente. In rispetto dei protocolli internazionali, e in compimento del proprio ruolo di garante, questa si è negata a estradare i comandanti dell’Eln, designati a partecipare nei colloqui, previsti con questa formazione, per completare il processo di pacificazione della Colombia. Malgrado il governo si sia ritirato, in risposta a un attacco terroristico, i negoziatori devono essere sempre salvaguardati per la stessa credibilità del processo.</p>
<p>Le ex Farc, in sintonia con i massimi rappresentanti dell’esecutivo dell’allora premier <strong>Juan Manuel Santos</strong>, nella lunga trattativa che aveva portato agli accordi del 2016, hanno sottolineato il contributo storico di Cuba, ed esortato a continuare nella direzione del dialogo con l’Eln, aldilà di interessi particolari. Anche da questa partita si determina la realizzazione delle ambizioni geopolitiche della Colombia e, se possibile, le Farc appaiono, oggi, un attore più lungimirante del governo.</p>
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		<title>L&#8217;asse tra Iran e Venezuela minaccia Washington</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lasse-tra-iran-e-venezuela-minaccia-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 06:51:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni Stati Uniti-Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="FILE - In this May 25, 2020 file photo, the Iranian oil tanker Fortune is anchored at the dock of the El Palito refinery near Puerto Cabello, Venezuela. U.S. officials said Thursday, Aug. 13, 2020, that the Trump administration has seized the cargo of four tankers it was targeting for transporting Iranian fuel to Venezuela as it steps up its campaign of maximum pressure against the two heavily sanctioned. (AP Photo/Ernesto Vargas, File)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I legami tra Caracas e Teheran continuano a suscitare preoccupazioni negli Stati Uniti. Nuovi indizi confermano le trattative in corso tra Iran e Venezuela per l&#8217;acquisto di missili da parte dell&#8217;esecutivo di Nicolas Maduro. Il governo iraniano ha negato ma quello venezuelano aveva espresso, già in passato, un interesse per la compravendita. Johan Obdola, analista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lasse-tra-iran-e-venezuela-minaccia-washington.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="FILE - In this May 25, 2020 file photo, the Iranian oil tanker Fortune is anchored at the dock of the El Palito refinery near Puerto Cabello, Venezuela. U.S. officials said Thursday, Aug. 13, 2020, that the Trump administration has seized the cargo of four tankers it was targeting for transporting Iranian fuel to Venezuela as it steps up its campaign of maximum pressure against the two heavily sanctioned. (AP Photo/Ernesto Vargas, File)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Petroliera-iraniana-in-Venezuela-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I legami tra Caracas e Teheran continuano a suscitare <strong>preoccupazioni negli Stati Uniti.</strong> Nuovi indizi confermano le trattative in corso tra Iran e Venezuela per l&#8217;acquisto di missili da parte dell&#8217;esecutivo di Nicolas Maduro. Il governo iraniano ha negato ma quello venezuelano aveva espresso, già in passato, un interesse per la compravendita. Johan Obdola, analista ed esperto di sicurezza internazionale (le cui parole sono riportate da Formiche.net), ha dichiarato al quotidiano colombiano <em>El Tiempo</em> che un contingente iraniano sarebbe già presente in Venezuela per ispezionare le zone militari dove si potrebbero costruire i missili. <a href="https://www.reuters.com/article/us-colombia-venezuela/venezuela-looking-to-buy-iranian-missiles-colombian-president-says-idUSKBN25G29E">Il presidente colombiano</a> Ivan Duque, che ritiene che Nicolas Maduro sia un dittatore, aveva accusato il Venezuela di voler acquistare i missili iraniani e di rifornire i gruppi armati colombiani di armi provenienti da Bielorussia e Russia. Lo scenario sembra destinato ad infiammare l&#8217;America Latina, già alle prese con le conseguenze della pandemia di Covid-19. La regione, una volta dominata da esecutivi progressisti, è sempre più orientata a destra.</p>
<h2>Interessi di vecchia data</h2>
<p><a href="https://www.csis.org/analysis/understanding-iran-venezuela-relationship">Iran e Venezuela</a> sono entrambi membri fondatori dell&#8217;Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio <strong>(OPEC)</strong> ed hanno rapporti diplomatici sin da prima della Rivoluzione Islamica iraniana del 1979. Inizialmente i rapporti tra le parti si sono limitati all&#8217;ambito petrolifero ma si sono poi intensificati quando Hugo Chávez è divenuto presidente. Tra il 2001 ed il 2013 i due Stati hanno siglato <strong>oltre 300 accordi di varia importanza</strong> ed hanno persino fondato una banca comune. Nel 2012 gli investimenti ed i i prestiti iraniani nei confronti del Venezuela avevano un valore stimato di 15 miliardi di dollari. La morte di Chávez ha portato ad un<strong> indebolimento dei legami</strong> ed il crollo dei prezzi del petrolio aveva spinto il presidente Rouhani a non dare più la priorità al Venezuela. <strong>L&#8217;isolamento diplomatico</strong> ha poi spinto le due nazioni a riavvicinarsi.</p>
<h2>Il ruolo degli Stati Uniti</h2>
<p>I rapporti, sempre più stretti, tra Iran e Venezuela rischiano di alterare lo scenario regionale e di complicare la vita di Washington. Il presidente Nicolas Maduro ha reso noto come intenda potenziare la<strong> cooperazione energetica</strong> con Teheran ed ha definito le relazioni tra le parti come <strong>&#8220;profonde, fraterne ed indistruttibili&#8221;</strong>. Mahmoud Vaezi, a capo dello staff presidenziale iraniano, ha invece reso noto come le due nazioni debbano unirsi per difendersi dagli Stati Uniti, il nemico comune per eccellenza.<a href="https://www.nytimes.com/2020/05/25/world/americas/Iranian-oil-tankers-venezuela.html"> Il frutto</a> di questa cooperazione si era già manifestato negli ultimi mesi, quando l&#8217;Iran aveva deciso di inviare alcune petroliere in Venezuela per rifornire il Paese latinoamericano in grave crisi produttiva. <a href="https://www.wsj.com/articles/u-s-seizes-iranian-fuel-cargoes-for-first-time-11597352574">Gli Stati Uniti</a> avevano reagito dapprima esprimendo la propria disapprovazione, dato che il trasporto avveniva in violazione delle sanzioni americane ed in seguito confiscando alcuni cargo.</p>
<h2>Ecco cosa potrebbe accadere</h2>
<p>Il Venezuela potrebbe sfruttare la presenza dei missili iraniani per tentare di intimidire la Casa Bianca. Bisogna anche dire, però, che Washington, qualora si senta realmente minacciata, potrebbe sfruttare l&#8217;episodio per sferrare un attacco pesante nei confronti di Caracas. Una provocazione eccessiva da parte del Venezuela può ritorcersi contro Nicolas Maduro, ben consapevole di dover camminare su una corda tesa e molto stretta con il rischio, sempre presente, di cadere. <strong>Le organizzazioni per la cooperazione regionale</strong> potrebbero cercare di svolgere una mediazione tra le parti ma non è detto che possa andare a buon fine. Nel 2020 si voterà sia negli Stati Uniti quanto in Venezuela ed i Capi di Stato ne sono consapevoli.</p>
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		<title>L&#8217;esercito americano entra in Colombia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lesercito-americano-entra-in-colombia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2020 07:54:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Elicottero-americano-forze-Usa-a-Porto-Rico-La-Presse-e1590738891870.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elicottero americano Usa La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Elicottero-americano-forze-Usa-a-Porto-Rico-La-Presse-e1590738891870.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Elicottero-americano-forze-Usa-a-Porto-Rico-La-Presse-e1590738891870-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Elicottero-americano-forze-Usa-a-Porto-Rico-La-Presse-e1590738891870-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Elicottero-americano-forze-Usa-a-Porto-Rico-La-Presse-e1590738891870-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti in Colombia ha annunciato l&#8217;arrivo di una task force militare americana in supporto alle unità colombiane nella lotta contro i cartelli della droga. La missione &#8211; cui numeri ancora non sono stati divulgati &#8211; è diretta al contenimento ed alla distruzione delle fiorenti coltivazioni di coca diffuse nello Stato sudamericano, il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lesercito-americano-entra-in-colombia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Elicottero-americano-forze-Usa-a-Porto-Rico-La-Presse-e1590738891870.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Elicottero americano Usa La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Elicottero-americano-forze-Usa-a-Porto-Rico-La-Presse-e1590738891870.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Elicottero-americano-forze-Usa-a-Porto-Rico-La-Presse-e1590738891870-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Elicottero-americano-forze-Usa-a-Porto-Rico-La-Presse-e1590738891870-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/Elicottero-americano-forze-Usa-a-Porto-Rico-La-Presse-e1590738891870-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti in Colombia ha annunciato l&#8217;arrivo di una <strong>task force</strong> militare americana in supporto alle unità colombiane nella lotta contro i cartelli della droga. La missione &#8211; cui numeri ancora non sono stati divulgati &#8211; è diretta al contenimento ed alla distruzione delle fiorenti coltivazioni di coca diffuse nello Stato sudamericano, il cui prodotto è in buona parte destinato al consumo della clientela statunitense e che negli ultimi anni si è rivelato un mercato in forte espansione.</p>
<p>Tuttavia, dietro la mossa americana sembrano celati<strong> interessi</strong> che vanno ben oltre il &#8220;semplice&#8221; contrasto alla produzione e al contrabbando di stupefacenti. E in questo scenario, gli Stati Uniti di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> sono decisi a non farsi trovare impreparati: sia contro i rivali asiatici della Russia e della Cina sia contro uno dei nemici giurati di Washington, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nicolas-maduro-il-leale-delfino-di-chavez.html">Nicolas Maduro</a>.</p>
<h2>La droga della Colombia: un mercato da capogiro</h2>
<p>Stando a quanto riportato dall&#8217;agenzia di stampa <em><a href="https://www.reuters.com/article/us-colombia-us-drugs/u-s-unit-to-arrive-in-colombia-to-help-fight-drug-trafficking-idUSKBN23408L">Reuters</a>, </em>il mercato della <strong>cocaina</strong> della sola Colombia ha contato, nel 2019, 951 tonnellate, contro le 879 dell&#8217;anno precedente, con un incremento di oltre l&#8217;8%. Nonostante la grande campagna lanciata dall&#8217;attuale presidente colombiano <strong>Ivan Duque</strong> la Colombia continua dunque ad essere un fiorente mercato per la malavita organizzata della regione. Tuttavia, come promesso dallo stesso presidente, i prossimi anni saranno segnati da un nuovo inasprimento della lotta alle coltivazioni, alla quale gli Stati Uniti hanno deciso di prendere parte per permettere alla regione di liberarsi &#8211; o almeno limitare &#8211; dalla piaga del narcotraffico.</p>
<p>L&#8217;intervento americano, infatti, non è finalizzato al semplice sostegno momentaneo. Anzi, la permanenza delle truppe americane nella regione a supporto dell&#8217;esercito colombiano è indirizzato a gettare le basi per una <strong>collaborazione</strong> durevole nel tempo, col fine anche di avvicinare maggiormente Bogotà e Washington. E se la battaglia contro la droga potrebbe essere stata il definitivo collante, ciò potrebbe non essere altro che un banco di prova per il raggiungimento di <strong>obiettivi comuni</strong> nella regione: molti dei quali volgono lo sguardo verso Caracas.</p>
<h2>La Colombiabase americana in Sudamerica?</h2>
<p>Benché sia ancora presto per parlare di una serie di progetti che Washington e Bogotà potrebbero portare avanti come coalizione, è impossibile non notare una serie di interessi comuni ai due Paesi che trarrebbero beneficio da una durevole collaborazione. Non soltanto la <strong>lotta ai cartelli</strong> che limiterebbe l&#8217;ingresso illegale di coca negli Stati Uniti ed al tempo stesso rafforzerebbe la posizione di Duque, ma anche da una maggiore pressione militare sul <strong>Venezuela</strong> la stessa Colombia &#8211; oltre agli Usa &#8211; trarrebbe dei benefici, grazie alla maggiore stabilità della regione. Inoltre, gli stessi Stati Uniti a quel punto avrebbero ottenuto una base operativa a pochi passi dal Venezuela ed in una favorevolissima area strategica dal quale controllare l&#8217;evolversi la situazione e &#8211; in caso di necessità &#8211; gestire operazioni militari in tutto il Sudamerica. E in questo scenario, dunque, un programma di collaborazione pluriennale non può che soddisfare gli interessi di entrambe le parti in causa, oltre ad accrescere le <strong>tensioni</strong> di tutta la regione.</p>
<h2>Trump sta già pensando al dopo Guaidò?</h2>
<p>Dopo la scomparsa nel nulla di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/juan-guaido-lingegnere-deposto-maduro.html">Juan Guaidò</a> a seguito del tentativo di <strong>golpe</strong> venuto alla luce nelle scorse settimane, Washington ha perso un importante alleato nella regione in grado di contrastare l&#8217;avversario politico e presidente del Venezuela Maduro. Senza però il proprio uomo di fiducia a comando dell&#8217;opposizione, appare chiaro come gli Stati Uniti siano intenzionati però a non perdere le redini della situazione, trovandosi però costretti a vagliare dei piani alternativi. E non potendo seguire la strada politica a causa della probabile implicazione del Paese nel fallito progetto golpista, ecco che Washington potrebbe utilizzare un&#8217;altra <strong>arma</strong> nel proprio arsenale lungamente utilizzata anche contro l&#8217;Iran in Medio Oriente: la pressione tramite il dispiegamento militare nei Paesi confinanti.</p>
<p>Con questa chiave di lettura, l&#8217;intervento americano nella lotta al contrabbando di cocaina appare decisamente più <strong>convincente</strong>. Non si spiegherebbe, altrimenti, come mai l&#8217;interesse degli States si sarebbe rivolto a questa piaga in un così breve lasso temporale, considerando come sino a questo momento mai la questione abbia interessato in modo così pregnante ol Pentagono. E se la presenza americana in Colombia dovesse rivelarsi col tempo più alta delle attese, ecco che una nuova ondata di tensioni potrebbe nuovamente abbattersi sul continente sudamericano.</p>
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		<title>Segnali di distensione in Colombia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/segnali-di-distensione-in-colombia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 08:11:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Farc]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Colombia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Colombia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;esecutivo colombiano del presidente conservatore Ivan Duque ha deciso di reagire alle contestazioni del Comitato per lo Sciopero Nazionale, che vede al suo interno la partecipazione di più di una dozzina di gruppi studenteschi, di lavoratori e di attivisti ed ha aperto a possibili colloqui diretti con questa organizzazione. Il Comitato aveva dimostrato, il 21 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/segnali-di-distensione-in-colombia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Proteste in Colombia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Proteste-in-Colombia-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;esecutivo colombiano del presidente conservatore <strong>Ivan Duque</strong> ha deciso di reagire alle contestazioni del Comitato per lo Sciopero Nazionale, che vede al suo interno la partecipazione di più di una dozzina di gruppi studenteschi, di lavoratori e di attivisti ed ha <a href="https://www.google.com/amp/s/www.voanews.com/americas/colombian-president-extends-olive-branch-protesters%3famp">aperto</a> a possibili <strong>colloqui</strong> diretti con questa organizzazione. Il Comitato aveva dimostrato, il 21 novembre, portando nelle strade della Colombia oltre 250mila persone ed era poi tornato nelle piazze la settimana successiva movimentano, però, un numero molto inferiore di cittadini: il gruppo chiede, tra le altre cose, che il governo si astenga dal promuovere ed implementare riforme che vadano a toccare il sistema pensionistico, le leggi sul lavoro e le tasse e che, inoltre, il piano di pace con i ribelli marxisti delle Farc venga effettivamente implementato.</p>
<h2>Un tentativo di dialogo</h2>
<p>L&#8217;offerta dell&#8217;amministrazione colombiana non è, però, senza condizioni ed è legata al fatto che il Comitato cancelli lo <strong>sciopero generale</strong> previsto per mercoledì. Quest&#8217;ultimo ha reso noto, pur apprezzando l&#8217;apertura del governo, che è ormai troppo tardi per evitare la manifestazione, destinata a mantenere la pressione sull&#8217;esecutivo. Il timore di Bogotà è che le dimostrazioni possano impattare negativamente sulle <a href="https://www.google.com/amp/s/colombiareports.com/amp/duques-resistance-breaks-president-agrees-to-negotiate-end-of-colombias-anti-government-protests">attività</a> economiche del Paese ma un dialogo tra le parti non sarà comunque facilmente attuabile. In un primo momento, infatti, il presidente Duque aveva avviato un processo di consultazioni interne denominate &#8220;Conversazione Nazionale&#8221; da cui erano stati però esclusi gli esponenti del Comitato.</p>
<p>La Colombia vive una situazione politica difficile e <strong>l&#8217;instabilità</strong> rischia di prendere il sopravvento. Una parte dei ribelli marxisti delle <strong>Farc</strong> non ha mai accettato l&#8217;accordo di pace raggiunto con Bogotà nel 2016 ed ha continuato a combattere e più recentemente altri membri del gruppo, insoddisfatti dell&#8217;implementazione dell&#8217;accordo, sono tornati ad opporsi violentemente alle autorità. Nel Paese è inoltre attivo anche l&#8217;Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), di tendenze marxiste, che non ha ancora raggiunto un&#8217;intesa che porti alla cessazione delle ostilità verso la controparte e diversi gruppi criminali legati al narcotraffico, attività particolarmente redditizia ma anche portatrice di ulteriori violenze.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/la-colombia-rischia-linstabilita.html">Almeno</a> 150 ex-combattenti delle Farc e circa 627 leader sociali ed attivisti, responsabili di implementare l&#8217;intesa su scala locale, hanno perso la vita nel Paese e ciò costituisce un ulteriore segnale che le cose, evidentemente, non stanno funzionando a dovere.  Le <strong>proteste popolari</strong>, che ricordano quanto recentemente avvenuto un Cile, rischiamo così di destabilizzare ulteriormente una situazione già difficile. Duque dovrà essere pronto a raggiungere una serie di compromessi con i contestatori, che paiono particolarmente agguerriti ma il cui ammansimento è necessario per evitare il ripetersi di uno scenario cileno che nuocerebbe gravemente alla nazione. La stabilita della Colombia potrebbe avere riflessi anche sul vicino Venezuela, che annaspa da anni in una gravissima crisi economica, politica e sociale e da cui moltissimi profughi si recano proprio nella confinante Colombia. Servirà probabilmente del tempo, in ogni caso, per capire sino a che punto potrà spingersi il dialogo tra le parti e per vedere se queste trattative potranno avere riflessi efficaci anche sul più generale ed auspicato processo di pacificazione del Paese.</p>
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		<title>La Colombia rischia l&#8217;instabilità</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-colombia-rischia-linstabilita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Nov 2019 15:57:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Farc]]></category>
		<category><![CDATA[proteste in Colombia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le proteste e le violenze che hanno recentemente colpito diversi Stati latinoamericani, come Cile e Bolivia, si sono estese anche alla Colombia. Qui, nella giornata di giovedì, oltre duecentomila persone sono scese nelle strade, prendendo parte allo sciopero generale, per protestare contro la possibile implementazione di misure di austerità, per manifestare contro la corruzione e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-colombia-rischia-linstabilita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le<a href="https://www.bbc.com/news/world-latin-america-50515216"> proteste</a> e le violenze che hanno recentemente colpito diversi Stati latinoamericani, come Cile e Bolivia, si sono estese anche alla Colombia. Qui, nella giornata di giovedì, oltre duecentomila persone sono scese nelle strade, prendendo parte allo <strong>sciopero generale</strong>, per protestare contro la possibile implementazione di misure di austerità, per manifestare contro la corruzione e per criticare il governo per non aver onorato l&#8217;accordo di pace del 2016 con il gruppo ribelle marxista delle Farc. Le dimostrazioni, perlopiù pacifiche, sono degenerate in scontri in alcune città come a Bogotà e Calì mentre <strong>tre persone hanno perso la vita</strong> nella provincia della Valle del Cauca. Centinaia, invece, i feriti tra dimostranti e poliziotti. Bogotà ha smentito di voler effettuare riforme del sistema pensionistico o lavorativo e anche qualora fosse ha confermato che essere verrebbero concordate con i gruppi di riferimento.</p>
<h2>La situazione</h2>
<p>Le <a href="https://www.reuters.com/article/us-colombia-strike/three-colombia-police-killed-in-bombing-after-thousands-gather-for-renewed-protests-idUSKBN1XW1MN">autorità</a>, nel tentativo di arginare le dimostrazioni che sono proseguite anche nella giornata di venerdì, hanno proclamato il <strong>coprifuoco</strong>, a partire dalle nove di sera, nella capitale Bogotà mentre la stessa misura è stata implementata anche nella città di Calì. La situazione attuale presenta molteplici rischi: da un lato ci sono gli abusi da parte delle forze di polizia, con undici episodi già sotto inchiesta, che rischiano di fomentare ancora di più la rabbia popolare mentre dall&#8217;altro si sono registrati episodi di saccheggio di supermercati e persino il furto di un autobus pubblico da parte dei manifestanti più facinorosi. Il caos, inoltre, potrebbe facilitare le azioni dei gruppi legati al narcotraffico:<strong> tre poliziotti sono rimasti uccisi</strong> e dieci feriti nello scoppio di una bomba a Santander de Quilichao, nella provincia sud-occidentale di Cauca, dove sono attivi diversi gruppi criminali. La Colombia è una nazione particolarmente <a href="https://www.theguardian.com/world/2019/aug/29/ex-farc-rebels-announce-offensive-despite-peace-deal-colombia-video">fragile</a>: per oltre cinquant&#8217;anni, sino al 2016, è stata oggetto del violento confronto tra il governo centrale ed il gruppo ribelle marxista delle <strong>Farc</strong>, un&#8217;insurrezione che ha provocato centinaia di migliaia di morti. Il fragile accordo di pace che ha posto fine al conflitto sembra, però, a rischio: alcune fazioni delle Farc hanno proseguito la lotta armata, almeno 150 ex-combattenti sono stati uccisi e 627 leader sociali ed attivisti, responsabili dell&#8217;implementazione su scala locale dell&#8217;accordo, hanno perso la vita. L&#8217;esecutivo conservatore di Ivan Duque è stato accusato di non aver fatto abbastanza per proteggere queste persone.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>In Colombia più che altrove, dunque, l&#8217;instabilità potrebbe causare danni molto seri. Il Paese continua ad essere preda di <strong>gruppi legati al narcotraffico</strong> ed oltre alle Farc dissidenti sono presenti anche i paramilitari di destra e le milizie dell&#8217;Esercito di Liberazione Nazionale (Eln), di sinistra radicale, con cui non è stato ancora siglato un accordo di pace definitivo. La nazione non è stata del tutto pacificata ed anche i risultati raggiunti potrebbero subire degli scossoni che rischiano di far crollare la fragile impalcatura su cui si reggono. Gli <strong>Stati Uniti</strong>, probabilmente, osservano con preoccupazione quanto sta accadendo a Bogotà: la Colombia è un fedele alleato di Washington, con cui l&#8217;attuale esecutivo conservatore condivide anche la stessa ideologia politica e confina con l&#8217;odiato Venezuela, dove la crisi umanitaria non si ferma. Bogotà potrebbe probabilmente giocare, qualora non venga eccessivamente destabilizzata, un ruolo nella futura risoluzione delle vicende che hanno colpito Caracas e pertanto i suoi equilibri interni sono piuttosto importanti.</p>
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		<title>Nuove violenze tornano ad insanguinare la Colombia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/nuove-violenze-tornano-ad-insanguinare-colombia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2019 07:59:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cinque persone hanno perso la vita, nella provincia colombiana di Cauca, in seguito ad un attacco sferrato nei confronti di alcuni leader indigeni. Tra le vittime c’è Cristina Bautista, a capo della riserva di Tacueyò, altre sei persone, invece, sono rimaste ferite. L’esecutivo colombiano ha accusato del massacro le fazioni dissidenti delle Forze Armate Rivoluzionarie &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/nuove-violenze-tornano-ad-insanguinare-colombia.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Farc-Colombia-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Cinque persone hanno perso la vita, nella provincia colombiana di Cauca, in seguito ad un attacco sferrato nei confronti di alcuni leader indigeni. Tra le vittime c’è <strong>Cristina Bautista</strong>, a capo della riserva di Tacueyò, altre sei persone, invece, sono rimaste ferite. L’esecutivo colombiano ha accusato del <a href="https://www.theguardian.com/world/2019/oct/30/colombia-launches-military-offensive-after-killing-of-five-indigenous-leaders">massacro</a> le fazioni dissidenti delle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane (Farc) e la strage sarebbe stata compiuta, secondo quanto è emerso da una prima indagine, come vendetta per l’arresto di tre guerriglieri da parte di guardie di sicurezza indigene. La violenza, che ha insanguinato la Colombia per decenni e che avrebbe dovuto terminare in seguito all&#8217;accordo di pace raggiunto con i ribelli marxisti delle Farc nel 2016, sembra non voler abbandonare il Paese.</p>
<h2>Una crisi pericolosa</h2>
<p>Il presidente colombiano <strong>Ivan Duque</strong> ha deciso di inviare 2.500 soldati, in seguito al massacro, per cercare di ristabilire le condizioni di sicurezza nella zona.  La <a href="https://www.washingtonpost.com/world/the_americas/military-5-indigenous-killed-6-hurt-in-colombia-massacre/2019/10/29/516d5810-fac5-11e9-9e02-1d45cb3dfa8f_story.html">situazione</a>, però, è più complessa di quanto possa sembrare: la smobilitazione di una parte delle Farc, infatti, ha portato a duri scontri tra le fazioni dissidenti, gruppi paramilitari di destra e gang criminali che cercano di assumere il controllo del territorio e del redditizio traffico di cocaina che attraversa la zona. A rimetterci sono state le <strong>comunità indigene</strong>: dozzine di leader locali ed attivisti sociali sono stati uccisi, infatti, dal 2016 ad oggi. I <a href="https://news.yahoo.com/colombias-main-indigenous-group-calls-demo-over-murders-212719149.html?guccounter=1&amp;guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuZ29vZ2xlLml0Lw&amp;guce_referrer_sig=AQAAAGwqa8gNjSeGYfVFbBcSmhROdiEGoOgKlIRNFdONe9JWgSmsfbsYN85S5KlSQNx5qkuJfXMLd17ZugthIimqZhBJXpNKbmJbU_8zAqy9epreGzoGhRYCMlSCt-utVfeTIERQN1QDbNnTVkk6TPHmAeNQ1terbCpqdQ6JcTtBLdDm">vertici</a> della National Indigenous Organization of Colombia (Onic) hanno riferito che 123 indigeni hanno perso la vita dall&#8217;inizio del mandato del presidente Duque nell&#8217;agosto del 2018 e che queste popolazioni sono perseguitate, massacrate ed uccise. L’organizzazione ha indetto uno sciopero, nella giornata del 21 novembre, per manifestare contro le politiche dell’esecutivo, giudicate insufficienti ad arginare l’ondata di violenze che li ha travolti.</p>
<h2>Le ex Farc</h2>
<p>Le Forze Armate Rivouzionarie Colombiane, ormai costituitesi come <strong>partito politico</strong> dalla firma degli accordi di pace, hanno condannato la decisione di alcuni dei suoi membri di tornare alla lotta armata ed hanno recentemente <a href="https://colombiareports.com/colombias-farc-expels-dissident-faction-from-party/">espulso</a> Ivan Marquez e Jesus Santrich, due ex leader ribelli, per aver deciso di imbracciare nuovamente le armi. Secondo quanto riferito dal movimento oltre il 95 per cento degli ex combattenti continuerebbe ad aderire al processo di pace.</p>
<p>Durante le trattative con Bogotà, infatti, sessanta fronti della guerriglia avevano dissentito circa la prospettiva di una pacificazione ed erano stati espulsi dal gruppo. “Ivan Mordisco” e “Gentil Duarte” sono emersi come figure di spicco di una parte dei <a href="https://colombiareports.com/the-three-farc-the-party-the-dissidents-and-the-rearmed-guerrillas/">ribelli</a> ancora attivi. Le <strong>fazioni dissidenti</strong> sono riuscite a conservare il controllo su una parte dei territori originalmente occupati dal gruppo e costituiscono una minaccia per la sicurezza nella Colombia orientale e sud-orientale. Queste fazioni sembrano aver abbandonato le ambizioni politiche ed operano piuttosto come un’organizzazione criminale. Dopo l’inizio del processo di pace, invece, altri ribelli si sono dissociati dall&#8217;intesa con il governo ed hanno iniziato a riunirsi in maniera indipendente o a confluire nelle strutture già attive. L’iniziativa di Marquez e Santrich, che aspirano a riorganizzare le Farc su scala nazionale e con obiettivi politici, è destinata a scontrarsi con un contesto già molto frazionato. La pacificazione della Colombia, in definitiva, rischia di naufragare qualora le autorità centrali non assumano con più decisione il controllo della situazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/nuove-violenze-tornano-ad-insanguinare-colombia.html">Nuove violenze tornano ad insanguinare la Colombia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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