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	<title>Ivan bakanov Archives - InsideOver</title>
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	<title>Ivan bakanov Archives - InsideOver</title>
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		<title>Ucraina: perché Zelensky ha scelto il vecchio generale Syrsky e silurato il giovane ministro Fedorov</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 04:59:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1155" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1024x616.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-768x462.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1536x924.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-600x361.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strategia dei droni va bene. Ma a che cosa servirebbe se i russi dovessero conquistare il Donbass, dove ancora avanzano? </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1155" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1024x616.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-768x462.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-1536x924.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/Fedorov-600x361.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Ucraina, e non certo per causa sua, ha poche certezze. Una è il metodo di <strong>Volodymyr Zelensky </strong>per gestire il potere e mantenersi al centro di tutti i giochi, costi quel che costi. Adesso tutti commentano l&#8217;ultimo giro di giostra al governo: via dopo solo un anno la prima ministra <strong>Julija Svyrydenko</strong>, ottima tecnocrate (come ministra dello Sviluppo economico e del commercio trattò la questione delle terre rare con il ministro Usa del Tesoro, <strong>Scott Bessent,</strong> che la colmò di complimenti) ma figura politicamente inesistente; al suo posto <strong>Serhiy Koretskyi</strong>, 48 anni, un manager con una lunga carriera nelle aziende statali dell&#8217;energia (l&#8217;ultima Naftogaz, prima Ukrnafta e Ukrtatnafta); e per chiudere con il botto via il ministro della Difesa <strong>Mychajlo Fedorov,</strong> l&#8217;enfant prodige della politica ucraina, a 35 anni già due volte ministro e vice-premier. Con risvolti collaterali non proprio leggeri: il ministro degli Interni <strong>Ihor Klymenko</strong> che rifiuta di passare alla Difesa (non sono mica scemo, deve aver pensato) e Fedorov che non si rassegna a uscire di scena in silenzio e lancia messaggi alle migliaia di ucraini che sono scesi in piazza per protestare contro la sua rimozione. </p>



<p>Come dicevamo, è il metodo Zelensky. Quelli che adesso fanno gli occhioni stupiti dimenticano che nel 2019, appena eletto presidente, Zelensky nominò un governo di giovani tecnocrati guidato da da Oleksij Hončaruk, 35 anni, il più giovane premier nella storia del Paese, per licenziali tutti pochi mesi dopo, mettendo al posto di Hončaruk <strong>Denis Šmyhal</strong>, anche lui un manager del settore energetico, rimasto poi in carica fino al 2025. Dimenticano che, prima dell&#8217;invasione russa, Zelensky cambiò quattro ministri della Difesa e cinque ministri della Sanità (c&#8217;era il Covid), che di ministri della Difesa ne ha cambiati quattro in questi ultimi quattro anni (c&#8217;è la guerra), che i siluramenti illustri non si contano: da quello di <strong>Dmytro Razumkov, </strong>capo della sua campagna elettorale del 2019, poi presidente del Parlamento e infine spregevole paria, ai capi dell&#8217;SBU (servizio di sicurezza) <strong>Ivan Bakanov</strong> (suo amico d&#8217;infanzia, nominato a sorpresa dopo l&#8217;elezione) e <strong>Vasil Maljuk</strong>, fino al generale Valerij Zalužnyj, comandante in capo delle forze armate ucraine, nel 2024 dimissionato e mandato a svernare come finto ambasciatore a Londra.</p>



<p>La lista potrebbe essere molto più lunga e passare per procuratori generali, giudici della Corte costituzionale e pezzi grossi assortiti. Ma ci siamo capiti. Mentre invece bisogna intendersi un po&#8217; meglio su quest&#8217;ultima serie di cambi al vertice, che peraltro arriva poco dopo il repulisti realizzato dalle agenzie anti-corruzione che hanno spazzato via, con l&#8217;Operazione Midas, il folto gruppo di corrotti che estorcevano denaro agli appaltatori dell&#8217;agenzia statale Energoatom e che comprendevano amici cari di Zelensky, due ministri in carica, un ex vice-premier, diversi alti burocrati e soprattutto quell&#8217;<strong>Andrij Jermak</strong> che era il braccio destro (capo dell&#8217;amministrazione presidenziale) di Zelensky e l&#8217;uomo dei contatti con Washington, tanto da essere da molti considerato il &#8220;presidente ombra&#8221; dell&#8217;Ucraina. </p>



<p><strong>Questi ultimi cambi, si diceva, hanno una logica. </strong>Che non sta certo in una presunta paura di Zelensky di perdere il potere. Oggi Zelensky è intoccabile: per gli ucraini, che lo considerano l&#8217;unico possibile leader della resistenza (finita quella, probabilmente lo spareranno sulla Luna); e per i Paesi che appoggiano l&#8217;Ucraina in chiave anti-russa. L&#8217;Unione Europea, poi, gli mangia in mano: un prestito di 90 miliardi euro pronta cassa, progetti comuni per costruire missili, la riduzione del diritto alla protezione per i rifugiati ucraini, bene accolti da noi se dicono di scappare davanti ai russi ma respinti e consegnati ai distretti militari se dicono che nn vogliono andare in guerra. I dieci punti sulla lotta alla corruzione, concordati nel gennaio 2025 con Marta Los, commissario Ue all&#8217;Allargamento? Di fatto dimenticati.</p>



<p>Il punto non sta qui. Sta, invece, nella situazione militare, che da noi viene raccontata come se fosse una telenovela di quarant&#8217;anni fa, tipo <em>La schiava Isaura</em> con il buono-buono, il cattivo-cattivissimo e la fanciulla innocente in mezzo. <strong>Ora è di moda dire che il giovane Fedorov ha rovesciato le sorti della guerra con la strategia dei droni e dei missili. </strong>È evidente che la nuova postura ucraina ha colpito duro sulle infrastrutture della Russia, che oggi raffina il 20% della benzina e il 40% del diesel in meno di prima. Ma Fedorov ha studiato management, non è uno stratega militare. La sua vera dote strategica sono i contatti con le aziende tecnologiche americane, a cominciare da Star Link di <strong>Elon Musk </strong>per finire con Palantir di <strong>Peter Thiel,</strong> che nell&#8217;offensiva dei droni sono decisive perché forniscono l&#8217;intelligence, la localizzazione dei bersagli, le rotte per i voli, la disposizione delle difese antiaeree russe, insomma tutto ciò che porta un missile o un drone sul bersaglio. Il resto è quasi solo meccanica.</p>



<p>Se Zelensky, a un certo punto della rissa tra Fedorov e il generale <strong>Aleksandr Syrsky,</strong> comandante delle forze armate ucraine dal siluramento di Zalushny, ha scelto Syrsky, militare cresciuto alla vecchia scuola sovietica, la ragione sta nel Donbass. Perché lì, a dispetto di quel che si legge da noi, i russi continuano ad avanzare e Zelensky ha bisogno che Syrsky continui a resistere, anche a costo di sacrificare molti uomini (vedi provvedimento sui rifugiati della Ue): a che ti serve far salire il prezzo della benzina in Russia se poi perdi la regione di Donetsk? E questa non è l&#8217;unica ragione se, dovendo proprio scegliere, Zelensky ha scelto il vecchio generale e non il giovane tecnocrate. Anche perché proprio questo gli chiede l&#8217;Europa: rallentare il più possibile i russi mentre Germania, Francia, Polonia e compagnia provvedono a rifornire i loro arsenali.</p>



<p>Seconda ragione: Syrsky è il perfetto rappresentante del mondo che gravita intorno al ministero della Difesa e che è fatto non solo dell&#8217;eroismo al fronte ma <strong>anche di ruberie, complicità, privilegi, cricche e camarille. </strong>Perché, altrimenti, diversi ministri della Difesa (per non parlare di grappoli di vice-ministri) si sarebbero avvicendati, sempre inseguiti dallo sgradevole profumo dello scandalo? È un mondo opaco su cui si sono riversati quasi di colpo centinaia di miliardi di aiuti finanziari e militari, una manna dal cielo che ha ovviamente scatenato fin troppi appetiti. Gli stessi americani, nel tempo, hanno inviato diverse missioni di controllo, dovendo alla fine concludere che non poche armi né pochi soldi erano spariti verso tasche sconosciute. <strong>Ma è anche il mondo che deve garantire la resistenza dell&#8217;Ucraina e con cui Zelensky non può permettersi di entrare in urto.</strong></p>



<p>Questo per Fedorov. Ma una ragione analoga, ovvero la situazione militare, ha regolato anche l&#8217;elevazione del manager dell&#8217;energia Koretskyj al rango di primo ministro. Della difficoltà della Russia abbiamo detto. Ma qualche settimana fa Vladimir Putin ha detto che la risposta della Russia ai colpi ucraini &#8220;sarà speculare&#8221;. E infatti i russi hanno cominciato a colpire, oltre a tutto ciò che già colpivano prima, le infrastrutture portuali e le navi mercantili ucraine (e guarda un po&#8217;, il prezzo del grano è su livelli record perché <a href="https://www.corriere.it/off-the-record-giuseppe-sarcina/26_luglio_17/cereali-russia-ucraina-italia-8d682f25-01a0-4f2f-86f0-dd43a48f1xlk.shtml">le forniture russe e ucraine scarseggiano)</a> e soprattutto <strong>stanno radendo al suolo decine e decine di stazioni di servizio in tutta l&#8217;Ucraina,</strong> per rendere almeno in parte la pariglia rispetto alle incursioni contro le loro raffinerie. Se a questo aggiungiamo gli ormai tradizionali bombardamenti sulle centrali elettriche, capiamo subito che o la Russia va al tappeto entro l&#8217;estate (ipotesi suggestiva ma non molto credibile) o per l&#8217;Ucraina quello 2026-2027 sarà un altro inverno di buio e freddo. E Korestskyj, che come top manager di Naftogaz ha gestito l&#8217;inverno scorso), può essere l&#8217;uomo giusto al posto giusto.</p>



<p>Ma le riflessioni su Fedorov e Korestkyj, se corrette, ci fanno capire un&#8217;altra cosa. Zelensky è troppo informato e intelligente per credere alla propaganda dei suoi spin doctor. Sa che le cose non vanno così bene come riesce a far scrivere ai media occidentali. che è durissima. E si premunisce.</p>



<p>P.S.: ultimo scambio  tra Russia e Ucraina di corpi dei soldati caduti, il 16 luglio. All&#8217;Ucraina sono stati restituiti 501 corpi, alla Russia 31. </p>



<p></p>



<p>  </p>
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		<title>Zelensky, un uomo solo al comando. E a Kiev parte il toto-nomi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/zelensky-un-uomo-solo-al-comando-e-a-kiev-parte-il-toto-nomi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 21:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>Con le dimissioni di Jermak, Zelensky perde l'ultimo esponente (e il più importante) del suo cerchio magico. E adesso...  </p>
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<p>E adesso? Dopo le clamorose dimissioni del suo braccio destro&nbsp;<strong>Andriy Jermak</strong>&nbsp;(per qualcuno destro e sinistro, tanto da affibbiargli il titolo di presidente-ombra dell&#8217;Ucraina), che cosa farà&nbsp;<strong>Volodymyr Zelensky</strong>? Quando gli agenti del NABU (l&#8217;Ufficio nazionale anti-corruzione) e i magistrati della SAP (la Procura speciale anti-corruzione) hanno sparato l&#8217;ultima cannonata contro la verticale del potere zelenskiano, spingendo prima Jermak a dimettersi e poi, curiosamente, Zelensky a licenziarlo, <strong>il Presidente ha subito promesso un repulisti generale nei ranghi dell&#8217;amministrazione presidenziale</strong>, cioè tra coloro che lavorano da anni con lui ora per ora giorno per giorno. Una promessa arrivata dopo l&#8217;arresto, causa lo scandalo corruzione, di due ministri in carica (quello della Giustizia e quella dell&#8217;Energia), un ex (da pochi mesi) vice-premier, uno dei suoi più vecchi amici e soci in affari, diversi alti funzionari di aziende statali e infine Jermak, l&#8217;uomo che fino a poche ore fa stava un gradino appena sotto di lui.</p>



<p><strong>Promessa più che tardiva, quindi.</strong> Per non parlare del fatto che solo pochi giorni fa Zelensky aveva respinto le richieste dei parlamentari del suo stesso partito, Servo del popolo, che in una riunione a porte chiuse (e con obbligo di lasciare i cellulari all’ingresso) gli chiedevano appunto di liberarsi di Jermak. Zelensky avrebbe detto loro (sono le voci da Kiev) <strong>“chi non è con noi è con la Russia”</strong>. Un endorsement totale. E non solo: poche ore dopo Zelensky aveva incaricato Jermak di guidare la delegazione ucraina ai colloqui per mettere fine alla guerra con la delegazione Usa a Ginevra. Una settimana dopo, cioè oggi, perquisizione a casa Jermak con tutto ciò che ne è seguito.</p>



<p>In tempi normali e in un Paese normale, <strong>un presidente che si fa arrivare la corruzione e il malaffare fino al bordo della scrivania sarebbe considerato complice o incapace. </strong>Ma questi non sono tempi normali e l’Ucraina, per sua sfortuna, non è un Paese normale. C’è una guerra sfiancante e brutale in corso da più di tre anni e mezzo e una trattativa per metterle fine che non è né meno sfiancante né meno brutale. <strong>Zelensky resterà al suo posto</strong>, perché gli ucraini non cambieranno comandante a guerra in corso, perché le forze armate e i servizi di sicurezza gli sono (per ora) fedeli e perché l’Europa lo appoggia in ogni modo, convinta che sia l’unico leader capace di tenere l’Ucraina sulla strada della resistenza, condizione indispensabile perché l’Europa abbia il tempo di riarmare e provare a far ripartire, con gli investimenti nella difesa, la propria arrancante economia.</p>



<p>Zelensky anche domani, quindi. Ma come? L’uscita di scena di Jermak lo priva non solo di un abile e sperimentato gestore dei maccanismi del potere, ma anche dell’ultimo esponente di quello che <strong>Andrea Muratore</strong>, in queste pagine, <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-la-caduta-di-yermak-il-cerchio-magico-di-zelensky-traballa.html">ha giustamente definito il “cerchio magico” di Zelensky</a>. Ovvero quel gruppo di amici e collaboratori che erano con lui già molto prima del grande salto nella politica. <strong>Quando divenne presidente, nel 2019, Zelensky portò con sé nelle istituzioni almeno 30 personaggi del mondo dello spettacolo</strong> che lo avevano accompagnato nella fortunatissima carriera di&nbsp;<em>entertainer</em>. Tra questi, appunto anche Jermak, un avvocato specializzato in diritto d’autore conosciuto (e arruolato) nel 2010 quando Zelensky era direttore editoriale del canale televisivo Inter. </p>



<p>Di quel gruppo, che condusse anche la fortunata campagna per le presidenziali del 2019, <strong>oggi non è rimasto nessuno</strong>. Le durezze del governo e della guerra, e la tendenza di Zelensky a scaricare sui collaboratori errori e scelte sfortunate, hanno fatto il vuoto. Come Cronos, Zelensky ha divorato tutti i suoi (dal punto di vista politico) figli, spesso trasferiti al governo più per confidenza che per competenza. A partire da quell’<strong>Ivan Bakanov</strong> ch’era stato suo compagno di scuola, si era laureato in Economia e che, dopo l’elezione a presidente, Zelensky aveva incredibilmente innalzato al ruolo di capo dei servizi segreti, per silurarlo nel 2022 alle prime difficoltà.</p>



<p>Ora a Kiev, ovviamente, è già partito il toto-nomi. Si dice che, a sostituire Jermak nel ruolo di prossimo capo dell’amministrazione presidenziale, sarà <strong>Julija Svyrydenko</strong>, che in quell’ufficio era già stata brevemente vice-capo prima di diventare primo ministro. La Svyrydenko è un’economista. Ben nota e gradita agli americani (ha trattato l’accordo sulle terre rare con il segretario al Tesoro <strong>Scott Bessent</strong>) ma con zero esperienza nella gestione degli apparati. E come primo ministro dovrebbe arrivare l’enfant prodige del governo ucraino, <strong>Mychajlo Fedorov</strong>, diventato ministro della Trasformazione digitale nel 2019, a nemmeno trent’anni, e da allora mai discusso e sempre più apprezzato. L’uomo, per fare un esempio, dei contatti con Elon Musk per StarLink. Un tipo in gamba, sicuramente. Ma solido abbastanza per governare un Paese nella situazione in cui si trova l’Ucraina?</p>



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		<title>La scoperta dell&#8217;acqua calda: in Ucraina c&#8217;è la corruzione</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 10:54:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>La sempre perfetta sincronia tra le prese di posizione dei vertici Ue sull&#8217;Ucraina e le campagne di stampa andrebbe studiata, e forse un giorno qualcuno lo farà. E se non riguardasse un dramma come la distruzione di un Paese in seguito all&#8217;invasione russa del 2022 ci sarebbe da farsi grasse risate. L&#8217;ultimo esempio è quello &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html">La scoperta dell&#8217;acqua calda: in Ucraina c&#8217;è la corruzione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>La sempre perfetta sincronia tra le prese di posizione dei vertici Ue sull&#8217;Ucraina e le campagne di stampa andrebbe studiata, e forse un giorno qualcuno lo farà. E se non riguardasse un dramma come la distruzione di un Paese in seguito all&#8217;invasione russa del 2022 ci sarebbe da farsi grasse risate. <strong>L&#8217;ultimo esempio è quello della corruzione</strong>, improvvisamente scoperta da Bruxelles (che infatti <a href="https://it.insideover.com/politica/corruzione-lunione-europea-sospende-15-miliardi-di-aiuti-allucraina.html">ha sospeso una tranche di aiuti</a> dopo la legge che mette la mordicchia alle agenzia anticorruzione approvata dal Parlamento di Kiev) e subito denunciata anche dalla stampa europea, che fino a pochi giorni fa ben si guardava dal parlarne. Anche se il presidente Zelensky, all&#8217;epoca del Covid, cambiò cinque ministri della Sanità dei quali due finirono in Tribunale per ladrerie varie. Anche se più di recente, nel settembre del 2023, il ministro della difesa <strong>Oleksij Reznikov</strong> è stato silurato dopo molteplici denunce di appalti a prezzi gonfiati per le forniture all&#8217;esercito. Anche se <strong>Robert Storch</strong>, l&#8217;ispettore del Pentagono, ha più volte <a href="https://www.defensenews.com/pentagon/2024/01/11/pentagon-fell-short-in-tracking-1-billion-in-ukraine-aid-ig-finds/">segnalato nei suoi rapporti </a>che si era persa traccia di aiuti Usa per un valore di almeno un miliardo di dollari. E sono solo alcuni degli esempi possibili.</p>



<p>Com&#8217;è ovvio, i lunghi anni della guerra nel Donbass e poi la guerra di resistenza all&#8217;invasione russa non hanno agevolato il compito di chi è chiamato a controllare. <strong>Dall&#8217;estero, per aiutare Kiev, è arrivato un fiume di denaro</strong> e di rifornimenti che hanno allettato molti malintenzionati della pubblica amministrazione. E lo stato di emergenza ha spinto a prendere provvedimenti che non sarebbero stati adottati in tempo di pace: per esempio, i candidati a posizioni negli uffici pubblici dovrebbero passare un test di conoscenza della legislazione generale e di quella anticorruzione in particolare, obbligo che però è stato sospeso all&#8217;inizio della guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra oligarchi e presidenti</h2>



<p>Ma il tema fondamentale, ovviamente, è un altro. Sta nel fatto che in Ucraina (e <a href="https://it.insideover.com/politica/dio-poco-patria-cosi-cosi-famiglia-solo-la-mia-la-russia-tra-valori-tradizionali-e-corruzione-quotidiana.html">abbiamo scritto altrettanto della Russia di recente</a>, perché in questo i due Paesi si somigliano) la corruzione è un tratto storico ed endemico. Soprattutto a partire dall&#8217;indipendenza del 1991, che ha trasformato il Paese, le sue aziende e le sue ricchezze in una specie di self service per il malaffare. È d&#8217;uso, ormai, accusare la malavita e gli affaristi russi della degenerazione, ma gli ucraini hanno fatto la loro parte nel saccheggio. Anche lasciando da parte oligarchi ucrainissimi come i notissimi <strong>Rinat Akhmetov</strong> o <strong>Ihor Kolomois&#8217;kij</strong>  (imprenditori privati che però hanno avuto anche incarichi pubblici, sedendo per esempio in Parlamento), vale la pena di citare almeno tre casi illustri.</p>



<p>Il primo è quello di <strong>Pavlo Lazarenko</strong>, che fu premier dal 28 maggio del 1996 al 2 luglio del 1997. In quel breve periodo in carica, Lazarenko riuscì a rubare 200 milioni di dollari di fondi pubblici, per poi scappare negli Stati Uniti dove fu processato e condannato per estorsione e riciclaggio di denaro. Secondo caso, <strong>Viktor Yanukovich</strong>, primo ministro dal 2002 al 2004 e poi presidente dal 2010 al 2014. Fuggito in Russia con l&#8217;Euromaidan, Yanukovich (si veda l&#8217;inchiesta condotta dal <a href="https://www.occrp.org/en/project/yanukovychleaks-national-project/newsroom-mezhyhirya-the-story-of-yanukovychleaks-documentary">pool di giornalisti del Yanukovich Leaks</a>) avrebbe aperto nelle finanze pubbliche, con la complicità dei figli, un buco da centinaia di milioni di dollari, in gran parte conservati in conti di comodo in Svizzera. Terzo caso, di cui non si parla mai e invece si dovrebbe: <strong>Volodymyr Zelensky</strong>. Nel 2021, <a href="https://www.occrp.org/en/project/the-pandora-papers/pandora-papers-reveal-offshore-holdings-of-ukrainian-president-and-his-inner-circle">i Pandora Papers rivelarono</a> che il presidente eletto nel 2019 da diversi anni godeva di una vasta rete di 14 società <em>off shore</em> in cui metteva al riparo dalle tasse i lauti guadagni ottenuti con il successo come attore e regista. Non solo: al momento della &#8220;discesa in campo&#8221;, Ivan Bakanov (allora suo avvocato, dopo l&#8217;elezione capo dei servizi segreti) aveva fatto in modo che i proventi non arrivassero più a Zelensky ma ai genitori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le classifiche di Transparency International</h2>



<p>Il processo di santificazione dell&#8217;Ucraina e degli ucraini, costruito in questi anni in Occidente per comprensibili ed evidenti ragioni politiche di contrapposizione alla Russia (corrotta per definizione), ha poco o nulla a che fare con la realtà che, come non ci stancheremo di ripetere, costituisce sotto questo profilo quasi un tutt&#8217;uno con quella russa. E <strong>dovremmo ben saperlo proprio a partire dalla storia personale</strong> e politica dello stesso Zelensky, diventato presidente anche grazie alla serie televisiva &#8220;Servo del popolo&#8221;, scritta e realizzata proprio per denunciare la corruzione della classe politica del Paese. Che poi Zelensky l&#8217;avesse scritta e realizzata mentre faceva l&#8217;evasore fiscale è un altro ma indicativo discorso. Così come la reazione del suo sodale <strong>Andrij Yermak</strong> (attuale capo dell&#8217;amministrazione presidenziale), che allo scoppiare dello scandalo disse: &#8220;Era il sistema a obbligarci a fare così&#8221;. Appunto.</p>



<p> Ora la stampa (e le autorità Ue) fanno tanto rumore perché il Parlamento di Kiev, di fatto un timbrificio dei progetti di Zelensky, ha approvato una legge che mette le agenzie anticorruzione NABU e SAP sotto il controllo della procura generale, quando il Procuratore generale è di nomina presidenziale. <strong>Di fatto, la legge mette le agenzie anticorruzione sotto il controllo del Presidente, ovvero di Zelensky</strong>. E si stupiscono, ne parlano come di un fenomeno inusitato, restano a bocca aperta come se i marziani fossero atterrati nel centro di Roma. A quanto pare non hanno notato che Transparency International, <a href="https://cpi.ti-ukraine.org/en/">nella classifica 2024 dell&#8217;onestà</a>, ha messo l&#8217;Ucraina al 105° posto su 180 Paesi esaminati, con un racing di 35 punti su un massimo di 100, in calo di un punto rispetto al 2023. Molto davanti la Russia (22 punti) ma molto dietro, per restare in quell&#8217;area del mondo, l&#8217;Ungheria (82° posto), la Moldavia (76°), la Romania (65°), la Slovacchia (59°) e la Polonia (53° posto), peraltro tutti tranne la Moldavia in calo di punteggio.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html">La scoperta dell&#8217;acqua calda: in Ucraina c&#8217;è la corruzione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ucraina, la Nato e la lunga ombra della guerra per procura</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lucraina-la-nato-e-la-lunga-ombra-della-guerra-per-procura.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 09:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Per comprendere il senso della guerra NATO-Russia combattuta per procura occorre spostare lo sguardo ben oltre il 24 febbraio 2022.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-la-nato-e-la-lunga-ombra-della-guerra-per-procura.html">L&#8217;Ucraina, la Nato e la lunga ombra della guerra per procura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/ucraina-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Nel cuore dell’Europa, alle porte della Russia, si consuma da anni un conflitto che è stato presentato come una reazione difensiva a un’aggressione improvvisa, ma che, a ben vedere, affonda le sue radici in un processo lungo, metodico e consapevole di accerchiamento strategico. Per comprendere il senso profondo della guerra russo-ucraina – o, per meglio dire, <strong>della guerra NATO-Russia combattuta per procura</strong> – occorre spostare lo sguardo ben oltre il 24 febbraio 2022, data dell’inizio della “operazione militare speciale” di Mosca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una lunga preparazione occidentale, mai confessata</h2>



<p>A partire dal 2015, dopo il <strong>colpo di Stato di Maidan </strong>e l’annessione della Crimea, la NATO ha avviato un’operazione sistematica di trasformazione e integrazione dell’esercito ucraino secondo i propri standard operativi. Come ha sottolineato il politologo americano <strong>John Mearsheimer</strong>, gli sforzi dell’Alleanza per armare e addestrare le forze armate ucraine non solo spiegano la resilienza militare di Kiev ma smascherano l’illusione di una neutralità occidentale.</p>



<p>Un articolo del Wall Street Journal del 2022 ha rivelato che oltre <strong>10.000 militari ucraini venivano addestrati ogni anno, da almeno otto anni, secondo procedure NATO. </strong>Questi programmi coprivano tutto: dall’addestramento tattico alla ristrutturazione del ministero della Difesa, dalla supervisione parlamentare al comando operativo. Il risultato? Un esercito agile, interoperabile con gli standard occidentali, capace di stupire il mondo per l’efficacia delle sue prime reazioni contro una forza militare nominalmente superiore come quella russa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’intelligence occidentale in prima linea</h2>



<p>Accanto all’addestramento, si è sviluppata una cooperazione clandestina – ma ormai documentata – <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-spie-anglosassoni-al-servizio-di-kiev.html">tra i servizi di intelligence anglosassoni (CIA, MI6) </a>e quelli ucraini (SBU e GUR). Nel febbraio 2022, mentre le truppe russe varcavano i confini ucraini, gli ufficiali della CIA già presenti a Kiev fornivano quotidianamente informazioni operative su bersagli, rotte e sistemi d’arma utilizzati da Mosca. Come ha dichiarato l’allora capo dell’SBU, Ivan Bahanov, “senza la CIA non avremmo potuto resistere”.</p>



<p>Il New York Times e la NBC hanno confermato che questa cooperazione prevedeva <strong>la trasmissione in tempo reale di dati sensibili sulla posizione dei generali russi</strong>, consentendo agli ucraini di eliminarli. Per la prima volta nella storia recente, un’agenzia di intelligence occidentale pianificava e supervisionava operazioni letali in tempo reale per conto di un esercito non NATO.</p>



<p>Secondo il direttore dell’intelligence militare statunitense, la cooperazione USA-Ucraina era “rivoluzionaria”: mai prima, in oltre 35 anni, si era vista una tale mole di informazioni trasmesse con tale precisione e tempestività. Il capo della NSA ha aggiunto che questi flussi informativi hanno consentito a Kiev di elevare il livello operativo delle proprie forze a un punto tale da poter affrontare uno scontro diretto con una potenza nucleare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una guerra per procura, non una guerra di difesa</h2>



<p>Tutto questo avveniva mentre i leader occidentali negavano qualsiasi coinvolgimento diretto. Eppure, secondo la giurisprudenza del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, la pianificazione, supervisione e condivisione di intelligence equivalgono a partecipazione attiva nel conflitto. A maggior ragione se si considera che, come documentato dall’IRSEM nel maggio 2022, il concetto di “controllo generale” implica che non sia necessario impartire ordini diretti: <strong>basta sostenere operazioni offensive per essere cobelligeranti.</strong></p>



<p>La vera svolta si verifica nella primavera 2022. In aprile, a Istanbul, si aprono negoziati tra Mosca e Kiev. I contorni dell’accordo sembrano delinearsi: neutralità ucraina, garanzie di sicurezza, fine delle ostilità. Ma in pochi giorni tutto si blocca. Il motivo? La visita a sorpresa del premier britannico <strong>Boris Johnson</strong> a Kiev, il 9 aprile, che – secondo fonti ucraine – avrebbe comunicato al presidente Zelensky che “non doveva firmare nulla con la Russia”. La NATO, ha detto Johnson, avrebbe garantito tutto il supporto necessario per ottenere una vittoria militare.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/le-vie-per-la-pace-in-ucraina-e-la-sicurezza-europea-parla-lex-ambasciatore-in-russia-giorgio-starace.html">Lo conferma anche l’ex premier israeliano Naftali Bennett</a>, mediatore nei colloqui: furono le potenze anglosassoni, in particolare USA e Regno Unito, a sabotare la trattativa. Lo stesso Washington Post ha descritto l’operazione per conquistare l’aeroporto di Hostomel come il preludio a un blitz su Kiev. Il fallimento di quell’assalto fu il punto di svolta: da quel momento, l’Occidente decise che la guerra non sarebbe più finita con un compromesso, ma con l’indebolimento strategico della Russia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il disastro calcolato della diplomazia sabotata</h2>



<p>In maggio 2022, il Guardian riportava le parole del segretario alla Difesa USA <strong>Lloyd Austin</strong>: “il nostro obiettivo è indebolire la Russia al punto che non possa più minacciare alcun vicino”. Parole inequivocabili, che spiegano la logica anglosassone della guerra per procura: sostenere militarmente Kiev non per difendere il diritto internazionale, ma per dissanguare Mosca sul campo.</p>



<p>Parigi e Berlino, inizialmente caute, finirono per seguire. La Francia fornì 12 cannoni CAESAR dopo due mesi di esitazione. La Germania concesse carri armati Leopard e poi Taurus, sfiorando più volte la soglia della cobelligeranza. Eppure, a ogni passo, le cancellerie occidentali si affannavano a smentire: “non siamo in guerra con la Russia”, ripetevano. Ma era sempre meno credibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una guerra che rafforza l’avversario</h2>



<p>Contrariamente agli auspici di Washington e Londra, l’offensiva bellica non ha indebolito la Russia, ma l’ha spinta a mobilitare risorse senza precedenti. <strong>Nel solo 2023, Mosca ha aumentato il numero di soldati in prima linea del 15%, passando da 360.000 a quasi mezzo milione</strong>. La produzione industriale militare è esplosa, triplicando quella occidentale in quanto a munizioni. Secondo CNN, la Russia produce tre volte più proiettili d’artiglieria degli USA e dei loro alleati messi insieme.</p>



<p>In Crimea, nel Mar Nero, nel Donbass, si combatte con sistemi sempre più avanzati, con una Russia che si adatta, evolve, e rafforza la propria resilienza tecnologica e strategica. Il fallimento delle sanzioni – ormai evidente – si somma a quello dell’illusione che Mosca sarebbe collassata sotto il peso delle perdite e dell’isolamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La cobelligeranza nascosta e il rischio dell’escalation globale</h2>



<p>Oggi il conflitto ha raggiunto un punto di non ritorno. Gli attacchi in Crimea, l’uso di armi NATO per colpire il territorio russo, e la recente decisione di Biden di autorizzare tali colpi, aprono un nuovo capitolo: la guerra per procura sta diventando guerra aperta, ma senza dichiarazione. Una <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-missili-di-merz-e-leuropa-sonnambula-che-marcia-verso-il-baratro.html">“cobelligeranza clandestina”</a>, come la definisce <strong>Thomas Friedman</strong>, che avvicina il mondo a una collisione diretta tra potenze nucleari.</p>



<p>E mentre l’intelligence occidentale pianifica, guida e supervisiona le operazioni ucraine, mentre i governi europei aumentano la fornitura di armi letali, la popolazione – europea e americana – resta all’oscuro del vero livello d’impegno militare nel conflitto. Una verità che, se venisse ammessa, metterebbe in crisi non solo l’intero impianto narrativo della guerra, ma la stessa legittimità politica di chi la guida.</p>



<p>Il conflitto tra NATO e Russia non è dunque il frutto di una “invasione non provocata”, ma il risultato di un’escalation strategica pianificata da anni, la cui fase finale – l’invasione russa – è stata innescata da provocazioni continue, sottili, ma devastanti. Una guerra che si poteva evitare, ma che si è voluta. E che oggi, due anni dopo, rischia di sfuggire al controllo di tutti, generando una spirale distruttiva senza precedenti in Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-la-nato-e-la-lunga-ombra-della-guerra-per-procura.html">L&#8217;Ucraina, la Nato e la lunga ombra della guerra per procura</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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