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	<title>Itamar ben Gvir Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Itamar ben Gvir Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>7 ottobre 2023: tre anni di stragi ma un altro Israele e un&#8217;altra Palestina sono possibili</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-2023-tre-anni-di-stragi-ma-un-altro-israele-e-unaltra-palestina-sono-possibili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 21:11:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="7 ottobre" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel ricordo perenne delle vittime innocenti israeliane e palestinesi di questi anni, un'altra Palestina e un altro Israele sono possibili. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-2023-tre-anni-di-stragi-ma-un-altro-israele-e-unaltra-palestina-sono-possibili.html">7 ottobre 2023: tre anni di stragi ma un altro Israele e un&#8217;altra Palestina sono possibili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="7 ottobre" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/7-ottobre-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli eventi del 7 ottobre 2023, a ricordarli con animo sgombro, possono dividere solo coloro nei quali già alberga lo spirito della divisione. Perché al netto delle propagande e delle speculazioni politiche, ciò che successe quel giorno è inequivocabile. Hamas, dal 2017 guidato nella Striscia di Gaza da <strong>Yahya Sinwar,</strong> organizzò e realizzò una strage di stampo genocida ai danni di 1.200 israeliani (274 militari e 859 civili) e il rapimento di altri 251, dei quali solo 168 infine tornati alle proprie case. Su un altro aspetto occorre essere molto chiari: Hamas non è un movimento di resistenza dei palestinesi bensì un dramma dei palestinesi. Per i palestinesi di Gaza il problema per eccellenza, il movimento politico che ha loro imposto un regime all&#8217;incrocio tra l&#8217;Isis e l&#8217;Urss e il movimento militare che non ha mai esitato a sacrificare le vite della propria gente pur di recare danno al nemico israeliano. </p>



<p>Hamas non è un&#8217;organizzazione di partigiani ma, <strong>come ben testimonia il suo Statuto</strong> (redatto nel 1988 e rivisto nel 2017, senza peraltro rinnegare la versione primaria) un&#8217;organizzazione islamista che persegue la distruzione di Israele per &#8220;restituire&#8221; la totalità della Palestina <strong>non ai palestinesi oppressi ma alla <em>umma</em>, la comunità universale dei credenti nell&#8217;Islam.</strong> Caratteristica, questa, che tra l&#8217;altro ha permesso ai sunniti di Hamas di ricevere concretissimi appoggi anche da Stati (l&#8217;Iran) e movimenti (gli Houthi, i Fratelli Musulmani) di convinzioni sciite. Solo chi non si è occupato seriamente di questi temi o non è mai stato a Gaza (chi scrive tre volte, compresa <strong>l&#8217;Operazione Margine Protettivo del 2014, con 2.200 palestinesi uccisi)</strong> o non ha mai parlato con i gazawi può dubitarne.</p>



<p>Tutto questo non andrà mai dimenticato e qualunque tentativo di ridimensionare la motivazione, l&#8217;intenzione e la portata di quell&#8217;attacco, organizzato e condotto a sangue freddo, andrà respinto senza esitazioni. Allo stesso modo, però, andrà respinto qualunque tentativo di farci credere che la storia di Israele, della Palestina e di Gaza sia cominciata proprio il 7 ottobre del 2023 e che l&#8217;Israele uscito da quel giorno infernale sia l&#8217;unico Israele possibile. La reazione del Governo israeliano all&#8217;attacco non è stata meno genocida dell&#8217;attacco che l&#8217;ha provocata, anzi: la maggiore disponibilità di mezzi economici e militari e la complicità degli Usa (che ancora adesso si affannano a fornire <strong>bombe per un potenziale distruttivo tre volte superiore a quello di Hiroshima</strong>)  e di molti Paesi europei hanno reso più facili i propositi di Benjamin Netanyahu e dei suoi, che hanno agito non tanto per neutralizzare Hamas o liberare gli ostaggi ma per annientare i gazawi tutti. La popolazione di Gaza è stata decimata, e non è un modo di dire: <strong>sui 2,2 milioni di abitanti di prima del 7 ottobre, le stime più affidabili </strong>come quella della rivista scientifica Lancet o dei 99 medici Usa parlano di almeno 200 mila morti. Almeno 21 mila bambini uccisi, decine di migliaia di donne e di anziani. Ogni struttura sanitaria o scolastica, ogni impianto idrico, tutte le attività economiche annientati. Gli operatori sanitari e i giornalisti falcidiati. Esattamente come ha detto l&#8217;Onu: un &#8220;intento genocidiario&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Oslo a Gaza</h2>



<p>Che questo non sia l&#8217;unico Israele possibile (e che, dunque, vada respinto qualunque ricatto all&#8217;insegna di &#8220;o così o niente Israele&#8221;) è dimostrato dalla parabola politica dello stesso Netanyahu, assurto per la prima volta al rango di primo ministro nel 1996 sul cadavere di <strong>Yitzhak Rabin</strong>, il primo ministro firmatario degli Accordi di Oslo e per questo nel 1995 assassinato da <strong>Yigal Amir</strong>, compare politico degli attuali ministri <strong>Bezalel Smotrich </strong>e <strong>Itamar Ben Gvir</strong>. E forse qualcosa di più, visto che Ben Gvir, poco prima dell&#8217;assassinio, mostrò in televisione lo stemma della Cadillac staccato dall&#8217;auto del primo ministro Rabin, dicendo: &#8220;Siamo arrivati alla sua macchina e arriveremo anche a lui&#8221;. Non è certo un caso se oggi questi personaggi rifiutano persino di commemorare la morte del loro tanto più illustre predecessore.</p>



<p>Netanyahu, dopo la firma degli Accordi di Oslo nel 1993, da capo della frazione parlamentare del Likud si era impegnato nel killeraggio politico di Rabin. E in trentatré anni di una carriera politica che l&#8217;ha fatto diventare il più giovane primo ministro di Israele e il più longevo nella carica, ha finalmente portato il Paese laddove voleva portarlo: fuori dalla soluzione &#8220;due popoli due Stati&#8221;, pronto a offrire ai palestinesi di Gaza la soluzione &#8220;estinzione o esilio&#8221;, impegnato a preparare <strong>l&#8217;esproprio della Cisgiordania</strong> attraverso le violenze dei coloni (gli abitanti degli insediamenti illegali), vera milizia armata in abiti civili protetta dall&#8217;esercito israeliano.</p>



<p>E&#8217; un mistero umano e politico come possano i dirigenti di Paesi che si dicono civili credere che questa condotta porti da qualche parte e appoggiare un figuro come Netanyahu, mentitore (dal 1996 sostiene che l&#8217;Iran è in procinto di avere la bomba atomica), guerrafondaio (basta dare un&#8217;occhiata al Medio Oriente), <strong>processato per corruzione</strong>, stragista e capo di un Governo che, quando non si tratta di sparare (cosa che peraltro fanno i militari), si è rivelato un prodigio di ambiguità e inefficienza: sono i giornali israeliani a sostenere che Netanyahu era stato avvisato dell&#8217;imminente attacco di Hamas ma non fece nulla; sono <strong>i politici israeliani a mettere sotto accusa il Governo</strong> che, secondo le norme di sicurezza, sapeva del fanatico co-pilota del volo FlyDubai e non prese alcun provvedimento; sono i familiari delle vittime del 7 ottobre ad accusarlo di non aver saputo (voluto?) pensare soprattutto alle vite dei loro figli.</p>



<p>A tre anni dal 7 ottobre, nel ricordo perenne delle vittime innocenti israeliane e palestinesi di quel giorno e di questi anni, non solo speriamo ma crediamo che un&#8217;altra Palestina e un altro Israele siano possibili. E che respingere qualunque giustificazione, spiegazione di comodo e speculazione politica (sì, pensiamo anche al <strong>DDL 1004 sull&#8217;antisemitismo in via di approvazione</strong>) sia il primo ma indispensabile passo peer tramutarli in realtà.</p>



<p><a href="https://www.google.com/goto?url=CAESZQHrOzAV4V3kP2DOMQXgg62OtqcBFPOX2WRratOcVE7rJwPhJthuCZBtavqKoavWZogqpmu4jY-8h6UMS0dE04ZgIZKhD7ebUjTp8nK1YQXYaJ8SLlPMrDdAHtVc6mQ5MvkyDjHG" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p><strong>Riferimenti</strong></p>



<p>Per lo Statuto di Hamas: https://www.cesnur.org/2004/statuto_hamas.htm</p>



<p>Per il concetto di umma: https://www.studocu.com/it/document/universita-degli-studi-di-trento/pensiero-islamico/il-concetto-di-umma-e-nazione-nel-mondo-islamico-contemporaneo-analisi-e/127841703?sid=99167ae2-7c0b-476f-bdd8-2faaded40f971791310860</p>



<p>Per l&#8217;Operazione Margine Protettivo: https://www.amnesty.it/operazione-margine-protettivo-urgente-indagare-sugli-attacchi-deliberati-agli-operatori-sanitari-di-gaza/</p>



<p>Per le forniture Usa a Israele: https://it.insideover.com/guerra/tre-volte-hiroshima-trump-prepara-40-000-bombe-per-netanyahu-maxi-vendita-da-28-miliardi-di-dollari.html</p>



<p>Sulla situazione in Cisgiordania: https://it.insideover.com/reportage/guerra/reportage-cisgiordania-insideover.html</p>



<p></p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="iJVncgieh7"><a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-lo-studio-di-lancet-75mila-morti-violente-nei-primi-16-mesi-il-35-in-piu-delle-cifre-ufficiali.html">Gaza, lo studio di Lancet: 75mila morti violente nei primi 16 mesi, il 35% in più delle cifre ufficiali</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Gaza, lo studio di Lancet: 75mila morti violente nei primi 16 mesi, il 35% in più delle cifre ufficiali&#8221; &#8212; InsideOver" src="https://it.insideover.com/politica/gaza-lo-studio-di-lancet-75mila-morti-violente-nei-primi-16-mesi-il-35-in-piu-delle-cifre-ufficiali.html/embed#?secret=UNZDMlMtVZ#?secret=iJVncgieh7" data-secret="iJVncgieh7" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<p>Per i 99 medici Usa: https://it.insideover.com/guerra/i-morti-di-gaza-99-medici-usa-raccontano-la-verita-da-oggi-diventa-la-nostra-verita-ecco-perche.html</p>



<p>Per le accuse a Netanyahu: https://comunicazioneitaliana.it/news/49e70ea0460857c370ec4ea998e63d5f</p>



<p>Per le polemiche sul volo FlyDubai: https://www.aljazeera.com/news/2026/10/1/flydubai-attack-gives-netanyahu-new-security-message-ahead-of-israel-vote</p>



<p>Sul DDL sull&#8217;antisemitismo: https://it.insideover.com/politica/si-avvicina-allaula-il-ddl-in-cui-lantisemitismo-centra-poco-e-israele-centra-tanto.html</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/7-ottobre-2023-tre-anni-di-stragi-ma-un-altro-israele-e-unaltra-palestina-sono-possibili.html">7 ottobre 2023: tre anni di stragi ma un altro Israele e un&#8217;altra Palestina sono possibili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Revocategli la cittadinanza&#8221;: Israele vuole zittire i registi di Naza, il documentario premiato a Venezia</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/revocategli-la-cittadinanza-israele-vuole-zittire-i-registi-di-naza-il-documentario-premiato-a-venezia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 21:20:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="986" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914231148650_dce1f3b33684d88c9fb969b0f4db1497-e1789420339213.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Naza" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914231148650_dce1f3b33684d88c9fb969b0f4db1497-e1789420339213.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914231148650_dce1f3b33684d88c9fb969b0f4db1497-e1789420339213-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914231148650_dce1f3b33684d88c9fb969b0f4db1497-e1789420339213-1024x526.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914231148650_dce1f3b33684d88c9fb969b0f4db1497-e1789420339213-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914231148650_dce1f3b33684d88c9fb969b0f4db1497-e1789420339213-1536x789.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914231148650_dce1f3b33684d88c9fb969b0f4db1497-e1789420339213-600x308.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il documentario "Naza", premiato a Venezia, denuncia le uccisioni di civili a Gaza e provoca la dura reazione del governo israeliano</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/revocategli-la-cittadinanza-israele-vuole-zittire-i-registi-di-naza-il-documentario-premiato-a-venezia.html">&#8220;Revocategli la cittadinanza&#8221;: Israele vuole zittire i registi di Naza, il documentario premiato a Venezia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="986" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914231148650_dce1f3b33684d88c9fb969b0f4db1497-e1789420339213.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Naza" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914231148650_dce1f3b33684d88c9fb969b0f4db1497-e1789420339213.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914231148650_dce1f3b33684d88c9fb969b0f4db1497-e1789420339213-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914231148650_dce1f3b33684d88c9fb969b0f4db1497-e1789420339213-1024x526.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914231148650_dce1f3b33684d88c9fb969b0f4db1497-e1789420339213-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914231148650_dce1f3b33684d88c9fb969b0f4db1497-e1789420339213-1536x789.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260914231148650_dce1f3b33684d88c9fb969b0f4db1497-e1789420339213-600x308.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Hamas? L&#8217;Iran? No: da qualche ora i nemici pubblici numero uno di <strong>Tel Aviv</strong> sono due registi israeliani dall&#8217;aspetto <em>hipster</em>, <strong>Yuval Abraham</strong> e <strong>Rachel Szor</strong>. Gli autori del documentario <em>Naza</em>, presentato alla 83esima Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia, dove ha ricevuto una meritata <em>standing ovation</em> record e il Premio Speciale della Giuria, hanno fatto letteralmente infuriare l&#8217;intero apparato di sicurezza e l&#8217;establishment politico israeliano. Il motivo? Il docufilm mostra al mondo i meccanismi alla base dell&#8217;uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza da parte di Netanyahu e del suo governo. E lo fa proprio in questa fase storica, nella quale lo Stato ebraico ha investito milioni di dollari in propaganda, per cercare di ripulire un&#8217;immagine macchiata dal genocidio dei <em>gazawi</em>. <a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/LOttavo-Fronte-%E2%80%94-InsideOver-giugno-2026.pdf">L&#8217;ottavo fronte di cui vi abbiamo parlato anche su <em>InsideOver</em></a>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;esercito minaccia azioni legali</h2>



<p>Autocritica? Macché. La reazione delle autorità israeliane va nella direzione opposta. E non somiglia per nulla a quella di una «democrazia». Il capo di stato maggiore dell&#8217;esercito israeliano, il tenente generale <strong>Eyal Zamir</strong>, ha incaricato il consulente legale delle forze armate di esaminare la possibilità di intraprendere azioni legali contro il film e contro chi vi ha preso parte, affermando che l&#8217;opera diffami l&#8217;esercito. Zamir ha inoltre disposto separatamente un&#8217;indagine interna sulla presunta fuga di materiale classificato utilizzato nella produzione del documentario, <a href="https://www.timesofisrael.com/idf-chief-floats-legal-action-against-naza-film-orders-probe-of-leaked-material/" type="link" id="https://www.timesofisrael.com/idf-chief-floats-legal-action-against-naza-film-orders-probe-of-leaked-material/">secondo quanto riporta il <em>Times of Israel</em></a>. Nei giorni scorsi, l&#8217;Idf aveva già diffuso una nota in cui «respingeva categoricamente» le accuse contenute nel documentario, criticando in particolare il ricorso a testimonianze anonime. L&#8217;esercito ha inoltre precisato che le decisioni relative alla selezione e all&#8217;approvazione degli obiettivi da colpire sono state prese «esclusivamente da personale umano&#8230; e non dall&#8217;intelligenza artificiale», nonostante <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-lalgoritmo-che-uccide.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/gaza-lalgoritmo-che-uccide.html">alcune inchieste giornalistiche dicano l&#8217;esatto contrario</a>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">IDF Chief of Staff Lt. Gen. Eyal Zamir says he has instructed the military&#39;s top legal official to examine legal action against the film &quot;NAZA&quot; and those involved in it, and separately ordered an examination of the leaking of classified materials used in its production.<br><br>Zamir…</p>&mdash; Emanuel (Mannie) Fabian (@manniefabian) <a href="https://x.com/manniefabian/status/2099491844904116538?ref_src=twsrc%5Etfw">September 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Ma il fatto forse più grave &#8211; e vergognoso &#8211; per quella che viene definita «l&#8217;unica democrazia del Medio Oriente» &#8211; sta nella proposta incedente del ministro della Cultura, <strong>Miki Zohar</strong>, il quale ha presentato una richiesta formale all&#8217;Autorità per la Popolazione e l&#8217;Immigrazione al fine di valutare la «revoca della cittadinanza ai registi, dando seguito a una minaccia lanciata il giorno prima». Critichi il governo e l&#8217;esercito? Ti revoco la cittadinanza. Bella democrazia. Alle minacce totalitarie di Zohar si aggiungono le frasi del ministro della Sicurezza Nazionale, <strong>Itamar Ben Gvir</strong>, il quale ha definito il film «antisemita» e i suoi autori un «danno diretto» al popolo israeliano, invitandoli su X ad «andarsene» e ironizzando sul fatto che sarebbero accolti a braccia aperte da Hamas. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="iw" dir="rtl">״מהרסייך ומחריבייך ממך ייצאו״ &#8211; רחל שור ויובל אברהם יוצרי הסרט האנטישמי ״נזק אגבי״, הם הנזק הישיר של עם ישראל.<br><br>למוציאי דיבתם של לוחמינו הגיבורים, שמחרפים את נפשם, כדי שנוכל לחיות בשקט ובבטחה אני אומר: אתם בושה וחרפה לעם ישראל כולו. תסתלקו.<br><br>אני בטוח שחבריכם, אויבינו בחמאס בעזה… <a href="https://t.co/uTjF0Ms8Ci">pic.twitter.com/uTjF0Ms8Ci</a></p>&mdash; איתמר בן גביר (@itamarbengvir) <a href="https://x.com/itamarbengvir/status/2099201895340622202?ref_src=twsrc%5Etfw">September 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Ma sarebbe sciocco a questo punto pensare che le reazioni di sdegno arrivino solo dal governo Netanyahu e dall&#8217;esercito. Il presidente del partito Yashar, <strong>Gadi Eisenkot</strong>, ex capo di stato maggiore dell&#8217;Idf e favorito alle prossime elezioni, ha scritto su X: «La scelta di alcuni creatori israeliani di salire su un palco internazionale, presentare un quadro distorto e unilaterale, e gettare discredito morale sui soldati che difendono la nostra casa è cecità morale, distacco dalla realtà e un danno allo Stato di Israele in un momento di difficoltà». <strong>Benny Gantz</strong>, anch&#8217;egli ex capo di stato maggiore dell&#8217;Idf, ha dichiarato: «Coloro che sono dietro il film non hanno mai messo piede sul campo di battaglia — e non vorrei mai che dovessero farlo».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="iw" dir="rtl">לוחמי ומפקדי צה״ל מנהלים כבר כמעט שלוש שנים מלחמה צודקת וקשה מאין כמותה, מול אויב אכזר שטבח, אנס וחטף ילדים, נשים וגברים בבוקר השבעה באוקטובר. <br><br>הבחירה של יוצרים ישראלים לעמוד על במה בינלאומית, להציג תמונה מעוותת וחד-צדדית ולהטיל דופי מוסרי בלוחמים ששומרים על הבית- היא עיוורון…</p>&mdash; Gadi Eisenkot &#8211; גדי איזנקוט (@gadi_eisenkot) <a href="https://x.com/gadi_eisenkot/status/2099377171517083964?ref_src=twsrc%5Etfw">September 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Di cosa parla Naza (e perché fa paura al governo di Tel Aviv)</h2>



<p>«Abbiamo realizzato questo film spinti dal dovere di usare la nostra posizione di israeliani per analizzare i sistemi dietro all’uccisione di massa di civili palestinesi di cui il nostro Paese è responsabile» <a href="https://www.labiennale.org/it/cinema/2026/venezia-83-concorso/naza" type="link" id="https://www.labiennale.org/it/cinema/2026/venezia-83-concorso/naza">hanno affermato i due registi</a>, già premi Oscar per <em>No Other Land</em>. «Durante le riprese negli ultimi tre anni, ci siamo trovati a porci le stesse domande della generazione dei nostri nonni e di tutto il Novecento: come può un gruppo di persone permettere la totale disumanizzazione di un altro? Come funziona dall&#8217;interno un sistema del genere?». Il docu-film si basa sulle <strong>testimonianze anonime di 24 tra ufficiali e soldati dell&#8217;intelligence israeliana</strong>, raccolte in tre anni di riprese segrete sui tetti di Tel Aviv: la pellicola ricostruisce minuziosamente come vengano impiegati sistemi di calcolo —-inclusi strumenti di intelligenza artificiale &#8211; per stimare in anticipo i cosiddetti «danni collaterali» prima di autorizzare un raid. Naza è proprio questo: acronimo militare che sta per <em>Nezek Agavi</em>, traducibile come «danno collaterale». </p>



<p>Uno degli elementi più interessanti riguarda la reazione della stampa. Che in Israele è &#8211; perlopiù &#8211; di sostegno alle tesi dell&#8217;Idf. Con qualche importante eccezione. Come quella del solito <em>Haaretz</em>, con un editoriale di <strong>David Issacharoff</strong>: «Come la stragrande maggioranza degli israeliani &#8211; scrive &#8211; non ho ancora visto il film, perché non è disponibile in Israele. Per quanto le sue prove possano essere straordinarie, la reazione israeliana è del tutto ordinaria. Ogni volta che un film denuncia le azioni di Israele contro i palestinesi – dalle realtà quotidiane dell&#8217;occupazione in Cisgiordania fino alla guerra genocida a Gaza – il mainstream israeliano esplode di indignazione, presentandosi come vittima di &#8216;sangue calunniato&#8217;». </p>



<p>La copertura mediatica mainstream di <em>Naza</em> in Israele, nota ancora Issacharoff, «si è concentrata sulla smentita delle accuse del film da parte dell&#8217;Idf, con opinionisti che ripetono i soliti avvertimenti sui danni all&#8217;immagine di Israele all&#8217;estero. Le accuse in sé non ricevono alcuna attenzione».</p>



<p>Non che in Italia le cose vadano poi così diversamente. La <strong>minaccia di revocare la cittadinanza ai due registi è, a ben vedere, un fatto di una gravità inaudita</strong> &#8211; un atto che dovrebbe far tremare i polsi a chiunque abbia un minimo a cuore la libertà di espressione e di parola, insomma la <em>democrazia</em> &#8211; eppure i nostri giornaloni sembrano non farci caso più di tanto, preferendo dare risalto all&#8217;accusa, ben più comoda, di aver impiegato materiale <em>top secret</em> (capirai: sono <em>whistleblower</em>, che dovrebbero dire? Peraltro riportando fatti già documentati da <a href="https://www.972mag.com/lavender-ai-israeli-army-gaza/" type="link" id="https://www.972mag.com/lavender-ai-israeli-army-gaza/">svariate inchieste giornalistiche</a>). Si preferisce insomma discutere della fonte scomoda piuttosto che del contenuto scomodo: un classico. Si chiama giornalismo, insegnava <strong>Julian Assange</strong> &#8211; non la sua imitazione addomesticata che va per la maggiore quando si parla di Israele. </p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>Michael Horovitz, “‘Blood Libel’: Israeli Politicians Assail Israeli Film on AI-Powered Killing in Gaza,” The Times of Israel, 14 settembre 2026,</em></strong> <a href="https://www.timesofisrael.com/blood-libel-israeli-politicians-assail-israeli-film-on-ai-powered-killing-in-gaza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.timesofisrael.com/blood-libel-israeli-politicians-assail-israeli-film-on-ai-powered-killing-in-gaza/</a>.</p>



<p><strong><em>“NAZA,” La Biennale di Venezia, consultato il 14 settembre 2026,</em></strong> <a href="https://www.labiennale.org/it/cinema/2026/venezia-83-concorso/naza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.labiennale.org/it/cinema/2026/venezia-83-concorso/naza</a>.</p>



<p><strong><em>“Israelis Unite Against a New Enemy: ‘NAZA,’ a Film No One Has Seen,” Haaretz, September 14, 2026, accessed September 14, 2026</em></strong>, <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/haaretz-today/2026-09-14/ty-article/.highlight/israelis-unite-against-a-new-enemy-naza-a-film-no-one-has-seen/000001a0-a0f5-d219-a3ed-bdff05350000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.haaretz.com/israel-news/haaretz-today/2026-09-14/ty-article/.highlight/israelis-unite-against-a-new-enemy-naza-a-film-no-one-has-seen/000001a0-a0f5-d219-a3ed-bdff05350000</a>.</p>



<p><strong><em>Yuval Abraham, “‘Lavender’: The AI Machine Directing Israel’s Bombing Spree in Gaza,” +972 Magazine, April 3, 2024, </em></strong><a href="https://www.972mag.com/lavender-ai-israeli-army-gaza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.972mag.com/lavender-ai-israeli-army-gaza/</a>.</p>



<p><strong><em>Roberto Vivaldelli, «L’ottavo fronte: la propaganda di Israele negli USA. Intervista a Nick Cleveland-Stout del Quincy Institute», InsideOver,</em></strong> <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/lottavo-fronte-la-propaganda-di-israele-negli-usa-intervista-a-cleveland-stout-del-quincy-institute.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.insideover.com/media-e-potere/lottavo-fronte-la-propaganda-di-israele-negli-usa-intervista-a-cleveland-stout-del-quincy-institute.html</a>.</p>



<p><strong><br></strong></p>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/revocategli-la-cittadinanza-israele-vuole-zittire-i-registi-di-naza-il-documentario-premiato-a-venezia.html">&#8220;Revocategli la cittadinanza&#8221;: Israele vuole zittire i registi di Naza, il documentario premiato a Venezia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele, Netanyahu userà una guerra per rimanere al potere? L&#8217;allarme di Foreign Policy</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/israele-netanyahu-usera-una-guerra-per-rimanere-al-potere-lallarme-di-foreign-policy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:42:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=528976</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele chatbot" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Netanyahu, in difficoltà nei sondaggi in vista delle elezioni del 27 ottobre, potrebbe essere tentato — secondo un'analisi di Foreign Policy — di sfruttare o addirittura innescare crisi di sicurezza</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-netanyahu-usera-una-guerra-per-rimanere-al-potere-lallarme-di-foreign-policy.html">Israele, Netanyahu userà una guerra per rimanere al potere? L&#8217;allarme di Foreign Policy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele chatbot" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260820114917903_1a05cffffe1edffaf719d0fe71981fb2-e1787219394267-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A circa di due mesi dalle elezioni in Israele del 27 ottobre, la posizione del premier Benjamin Netanyahu <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/netanyahu-races-unify-israels-right-wing-bid-avert-election-defeat-2026-09-08/" type="link" id="https://www.reuters.com/world/middle-east/netanyahu-races-unify-israels-right-wing-bid-avert-election-defeat-2026-09-08/">appare in bilico, come non accadeva da anni</a>. I sondaggi raccontano di un Likud che potrebbe <strong>perdere circa un terzo dei seggi</strong> (scendendo a 20-23) e che, pur restando il primo partito, avrebbe bisogno degli alleati di estrema destra per governare. <em>Sionismo Religioso</em> di Smotrich è in calo e, con il sostegno di Netanyahu, si è fuso con <em>Zehut </em>di Feiglin; l&#8217;altro elemento radicale-religioso della coalizione, Ben-Gvir, invece rifiuta di unire <em>Potere Ebraico</em> a <em>Sionismo Religioso</em>, complicando notevolmente i piani del premier in carica. In tutto ciò Bibi deve fare i conti con l&#8217;ascesa di <strong>Gadi Eisenkot</strong>, ex capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, che nei sondaggi eguaglia e a volte supera persino il Likud.</p>



<p>È in questo contesto difficile che, <a href="https://foreignpolicy.com/2026/09/03/israel-war-netanyahu-turkey-gaza-west-bank-election/" type="link" id="https://foreignpolicy.com/2026/09/03/israel-war-netanyahu-turkey-gaza-west-bank-election/">secondo un&#8217;analisi pubblicata da <em>Foreign Policy</em></a> a firma di <strong>David E. Rosenberg</strong> &#8211; editorialista economico dell&#8217;edizione inglese di <em>Haaretz</em> &#8211; si fa strada un&#8217;ipotesi piuttosto cupa e inquietante: Netanyahu potrebbe essere tentato di innescare una nuova crisi di sicurezza per rimanere in sella. Improbabile? Certo che no. </p>



<h2 class="wp-block-heading"> Il timore di una campagna &#8220;armata&#8221;</h2>



<p>Secondo la ricostruzione di Rosenberg, <strong>alcuni osservatori israeliani non escludono che il premier possa ricorrere a tattiche di disturbo del voto</strong>: dall&#8217;incoraggiare (se non orchestrare) episodi di violenza, all&#8217;uso della polizia contro l&#8217;opposizione, fino a delegittimare la Commissione elettorale centrale o, in caso estremo, sollevare accuse di &#8220;elezioni rubate&#8221; sul modello trumpiano una volta chiusi i seggi. Nessuno di questi scenari si è ancora concretizzato ma la campagna elettorale è partita in queste ore, con il deposito delle le liste definitive.</p>



<p>C&#8217;è però un&#8217;opzione che, secondo l&#8217;analisi, Netanyahu avrebbe già iniziato a mettere in moto: <strong>provocare una o più crisi di sicurezza per rilanciare la propria immagine di &#8220;Mr. Sicurezza&#8221;</strong>, ormai appannata, e far vacillare gli elettori moderati che negli ultimi anni hanno abbandonato il <em>Likud</em>, spaventandoli all&#8217;idea di affidare il Paese al suo principale sfidante, <strong>Gadi Eisenkot.</strong> Non servirebbe necessariamente una guerra su vasta scala: basterebbe innescare uno scontro militare e lasciarlo degenerare fino al punto in cui apparire costretto, agli occhi dell&#8217;opinione pubblica, a intervenire. <a href="https://it.insideover.com/guerra/haaretz-7-ottobre-netanyahu-sapeva-tutto-e-non-ha-fatto-nulla.html" type="link" id="https://it.insideover.com/guerra/haaretz-7-ottobre-netanyahu-sapeva-tutto-e-non-ha-fatto-nulla.html">Certo le ultime rivelazioni di <em>Haaretz</em> sul 7 ottobre rischiano di complicare</a> notevolmente i piani di Netanyahu, vista l&#8217;eco che sta avendo la notizia su tutti i media internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il raid in Siria e il fronte turco</h2>



<p>Un possibile antipasto di questa strategia sarebbe già avvenuto il 18 agosto, quando <strong>caccia israeliani hanno colpito la base aerea di Abu al-Duhur, in Siria</strong>. Netanyahu e il ministro della Difesa <strong>Israel Katz </strong>hanno giustificato l&#8217;attacco come un avvertimento ad Ankara, dopo la visita di una delegazione militare turca sulla base, riportata come funzionale al dispiegamento di droni e sistemi di difesa aerea. Se le preoccupazioni israeliane sulle ambizioni turche in Siria e nella regione possono risultare legittime e financo comprensibili, diversi osservatori &#8211; incluso <strong>Tom Barrack</strong>, inviato statunitense per Turchia e Siria &#8211; avrebbero espresso dubbi sulla reale motivazione di sicurezza dietro il raid.</p>



<p>Sul fronte iraniano, quello che più angoscia l&#8217;opinione pubblica israeliana, il margine di manovra di Netanyahu resterebbe invece limitato dalla Casa Bianca, che avrebbe fatto capire di <strong>non voler riaccendere il conflitto almeno fino alle elezioni di metà mandato americane di novembre</strong>. Anche a Gaza e in Libano, dove Washington ha imposto i cessate il fuoco, lo spazio di manovra del premier sarebbe piuttosto ristretto. Decisamente rischiosa, invece, un&#8217;escalation con la Turchia, vista la volontà statunitense di sostenere la stabilizzazione della Siria di <strong>Ahmed al-Sharaa </strong>— un processo in cui Ankara gioca un ruolo che Washington considera utile. Senza contare il fatto, non marginale, che la Turchia rappresenta il secondo esercito della Nato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cisgiordania, il vero terreno a rischio</h2>



<p>Il fronte più esplosivo individuato dall&#8217;analisi di <em>Foreign Policy</em> resta però la <strong>Cisgiordania</strong>, dove la violenza dei coloni estremisti — cresciuta e diventata più sfacciata nelle ultime settimane, e rivolta ormai anche contro i militari israeliani che tentano di intervenire — avrebbe spinto il capo di stato maggiore <strong>Eyal Zamir </strong>ad ammettere che la situazione è «fuori controllo», rafforzando la presenza di truppe nell&#8217;area. Netanyahu e il governo, secondo la ricostruzione, <strong>avrebbero scelto di non intervenire, mentre la destra religiosa vedrebbe in questo clima un&#8217;ultima occasione per consolidare colonie ed espansione territoriale</strong>.</p>



<p>L&#8217;amministrazione Trump, si legge nell&#8217;analisi, si sarebbe finora mostrata meno critica verso le <strong>provocazioni in Cisgiordania</strong> rispetto ad altri fronti: l&#8217;ambasciatore USA in Israele <strong>Mike Huckabee</strong> ha infatti condannato la violenza, ma lo stesso Trump non si ancora espresso pubblicamente. Uno scenario che, secondo l&#8217;articolo, renderebbe questo il terreno meno rischioso per Netanyahu in termini di rapporti con Washington. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Elezioni a rischio rinvio?</h2>



<p>L&#8217;analisi non esclude nemmeno l&#8217;ipotesi più estrema: se la situazione dovesse precipitare, <strong>Netanyahu potrebbe tentare di usare l&#8217;emergenza per rinviare il voto</strong>, sfruttando una clausola della legge elettorale israeliana che consente alla Knesset di agire in tal senso — anche se solo con una maggioranza qualificata difficile da raggiungere. Uno scenario giudicato improbabile, ma che i critici più duri del premier non escluderebbero del tutto. Dopotutto, con Bibi, tutto è possibile. </p>



<p><strong><em>Fonti:</em></strong></p>



<p><strong><em>David E. Rosenberg, “Would Another War Help Israel’s Netanyahu Win Reelection?,” Foreign Policy, 3 settembre 2026, </em></strong><a href="https://foreignpolicy.com/2026/09/03/israel-war-netanyahu-turkey-gaza-west-bank-election/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://foreignpolicy.com/2026/09/03/israel-war-netanyahu-turkey-gaza-west-bank-election/</a>.</p>



<p><strong><em>Maayan Lubell, “Netanyahu Races to Unify Israel’s Right Wing in Bid to Avert Election Defeat,” Reuters, 8 settembre 2026, </em></strong><a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/netanyahu-races-unify-israels-right-wing-bid-avert-election-defeat-2026-09-08/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.reuters.com/world/middle-east/netanyahu-races-unify-israels-right-wing-bid-avert-election-defeat-2026-09-08/</a>.</p>



<p><strong><em>Haaretz: 7 ottobre, Netanyahu sapeva tutto e non ha fatto nulla,” InsideOver, 8 settembre 2026, </em></strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/haaretz-7-ottobre-netanyahu-sapeva-tutto-e-non-ha-fatto-nulla.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://it.insideover.com/guerra/haaretz-7-ottobre-netanyahu-sapeva-tutto-e-non-ha-fatto-nulla.html</a>.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-netanyahu-usera-una-guerra-per-rimanere-al-potere-lallarme-di-foreign-policy.html">Israele, Netanyahu userà una guerra per rimanere al potere? L&#8217;allarme di Foreign Policy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gaza, le parole di Ben-Gvir e la volontà genocidaria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gaza-le-parole-di-ben-gvir-e-la-volonta-genocidaria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 05:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le dichiarazioni di Ben-Gvir su Gaza non sono provocazioni isolate ma un tassello coerente di un più ampio disegno politico.</p>
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<p>Le dichiarazioni di <strong>Itamar Ben-Gvir </strong>non possono essere archiviate come l’ennesima provocazione di un estremista utile a conquistare qualche voto. Quando un ministro della Sicurezza nazionale propone di uccidere ogni notte decine di persone, nega loro la qualità stessa di esseri umani, invoca l’espulsione della popolazione e immagina colonie israeliane in tutta Gaza, non sta esprimendo soltanto odio. <strong>Sta descrivendo un progetto politico.</strong></p>



<p>Occorre essere precisi. Nel passaggio originale Ben-Gvir ha parlato di trenta, quaranta o cinquanta “terroristi” da eliminare ogni notte, <a href="https://www.israelhayom.co.il/news/world-news/article/21220546?amp=1" type="link" id="https://www.israelhayom.co.il/news/world-news/article/21220546?amp=1">come ha sottolineato anche un &#8220;quotidiano israeliano&#8221;</a>, accusando alcuni mezzi d’informazione stranieri di avere omesso quella parola. Ma subito dopo il ministro ha chiarito che le uccisioni non dovrebbero riguardare soltanto chi costituisce una minaccia immediata. Ha aggiunto che a Gaza vi sarebbero individui indegni di vivere e che non sarebbero neppure persone. La precisazione israeliana, quindi, non attenua la gravità delle parole. Al contrario, mostra <strong>l’arbitrarietà con cui la categoria di “terrorista” può essere estesa a chiunque venga considerato privo del diritto alla vita.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall’eliminazione di Hamas alla trasformazione demografica</h2>



<p>Ben-Gvir non si è limitato a invocare uccisioni. Ha immaginato tutta Gaza sotto controllo israeliano, coperta di insediamenti ebraici e svuotata, per quanto possibile, della sua popolazione palestinese. È questa combinazione a rendere le sue parole particolarmente rivelatrici. L’obiettivo dichiarato non è più soltanto la distruzione delle strutture militari di Hamas. Diventa <strong>la trasformazione demografica e territoriale della Striscia: eliminare una parte della popolazione,</strong> spingerne un’altra all’emigrazione, impedire il ritorno e sostituire progressivamente i palestinesi con coloni israeliani.</p>



<p>Definire “volontaria” un’emigrazione provocata da bombardamenti, fame, distruzione delle abitazioni e impossibilità di ricevere cure significa svuotare le parole del loro significato. Una popolazione costretta a scegliere tra la partenza e condizioni di vita insostenibili non sta esercitando una libera scelta.</p>



<p>Dal punto di vista militare, l’idea di stabilire una quota notturna di uccisioni è incompatibile con il principio secondo cui ogni bersaglio deve essere individuato sulla base di una minaccia concreta. La quantità sostituisce la valutazione individuale; <strong>l’eliminazione diventa amministrazione ordinaria;</strong> la guerra si trasforma in un sistema permanente di selezione di chi può continuare a vivere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’intenzione genocidaria</h2>



<p>Il genocidio non è definito soltanto dal numero delle vittime. La Convenzione del 1948 richiede l’intenzione specifica di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. Per questo le parole dei responsabili politici hanno un’importanza fondamentale: <strong>possono rivelare l’intenzione che collega uccisioni, privazioni, trasferimenti e distruzione delle condizioni necessarie alla sopravvivenza.</strong></p>



<p>Una singola dichiarazione non basta, da sola, a stabilire definitivamente la responsabilità giuridica di uno Stato. Ben-Gvir, inoltre, non comanda direttamente l’esercito. Ma non è un commentatore marginale: è ministro, controlla la polizia e il sistema carcerario e partecipa al gabinetto di sicurezza che concorre a determinare la politica di guerra. Le sue parole devono dunque essere valutate insieme agli atti compiuti, alle dichiarazioni di altri ministri e alla mancata rimozione di chi invoca espulsioni e uccisioni collettive. Nel settembre 2025, la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta istituita dal Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani <a href="https://www.un.org/unispal/document/israel-has-committed-genocide-in-the-gaza-strip-un-commission-finds-16sep25/">ha concluso che Israele ha commesso quattro delle cinque condotte indicate dalla Convenzione</a> e ha considerato <strong>le dichiarazioni dei dirigenti israeliani una prova dell’intenzione genocidaria.</strong></p>



<p>La Corte internazionale di giustizia non ha ancora pronunciato <a href="https://www.icj-cij.org/case/192">una sentenza definitiva nella causa promossa dal Sudafrica.</a> La Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per crimini di guerra e contro l’umanità, non per genocidio. Israele respinge tutte queste accuse, sostiene di combattere Hamas e denuncia una lettura politica e ostile delle proprie operazioni. Questa distinzione giudiziaria va rispettata. Ma l’assenza di una sentenza definitiva non obbliga a ignorare ciò che viene detto e fatto sotto gli occhi del mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il costo strategico ed economico della colonizzazione</h2>



<p>Anche prescindendo dal giudizio morale e giuridico, <strong>il progetto di Ben-Gvir è strategicamente rovinoso per Israele. </strong>Colonizzare Gaza richiederebbe un’occupazione militare permanente, la protezione continua degli insediamenti, nuove strade riservate, fortificazioni e decine di migliaia di soldati. <strong>Ogni colonia diventerebbe un avamposto da difendere </strong>e ogni espulsione alimenterebbe nuove generazioni di combattenti.</p>



<p><strong>Il costo economico sarebbe enorme:</strong> spese militari crescenti, prolungata mobilitazione dei riservisti, riduzione degli investimenti, isolamento commerciale e dipendenza ancora maggiore dagli aiuti e dalle forniture statunitensi. La ricostruzione della Striscia, dopo essere stata devastata, verrebbe probabilmente scaricata sui Paesi arabi e sugli organismi internazionali, mentre Israele conserverebbe il controllo del territorio e della sicurezza.</p>



<p>A livello geopolitico, simili dichiarazioni rendono s<strong>empre più difficile per i governi occidentali sostenere che l’operazione israeliana sia esclusivamente difensiva. </strong>Indeboliscono i rapporti con il mondo arabo, compromettono ogni progetto di normalizzazione regionale e mostrano la contraddizione di un Occidente che invoca il diritto internazionale contro i propri avversari, ma lo rende negoziabile quando riguarda un alleato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non più parole isolate</h2>



<p>Ben-Gvir rappresenta certamente la componente più radicale del governo israeliano. Ma un’estrema destra che rimane indispensabile alla coalizione, influenza le decisioni, dirige apparati dello Stato e non viene sconfessata non può essere trattata come un corpo estraneo. Le sue dichiarazioni costituiscono l’ennesima manifestazione di una volontà genocidaria presente all’interno del potere israeliano: disumanizzare i palestinesi, eliminarne una parte, espellerne il maggior numero possibile e impossessarsi definitivamente della loro terra. </p>



<p>Non sono sufficienti, da sole, per sostituire una sentenza. <strong>Sono però un tassello coerente con una condotta più ampia. </strong>E quando le parole del ministro coincidono con la distruzione materiale di Gaza, la fame, lo sfollamento e il progetto di colonizzazione, sostenere che si tratti soltanto di retorica diventa sempre meno credibile.</p>
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		<title>Cisgiordania, tutti i poteri alla polizia: un altro passo verso l&#8217;annessione, esulta Ben-Gvir</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cisgiordania-tutti-i-poteri-alla-polizia-un-altro-passo-verso-lannessione-esulta-ben-gvir.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 10:36:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cisgiordania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Katz ordina all'esercito di preparare il passaggio di competenze dopo le critiche per la gestione dell'assedio dei coloni a Qusra.</p>
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<p><strong>Israel Katz</strong>, ministro della Difesa di Israele, ha ordinato alle Forze di Difesa di redigere un piano per trasferire alla polizia israeliana le competenze di <em>enforcement</em> civile in <strong>Cisgiordania</strong>. Lo rende noto lo stesso ministero della Difesa, <a href="https://www.haaretz.com/west-bank/2026-08-14/ty-article/.premium/katz-orders-plan-to-hand-west-bank-civilian-enforcement-from-idf-to-police/0000019f-ff3e-d28e-a3df-ff7e94580000" type="link" id="https://www.haaretz.com/west-bank/2026-08-14/ty-article/.premium/katz-orders-plan-to-hand-west-bank-civilian-enforcement-from-idf-to-police/0000019f-ff3e-d28e-a3df-ff7e94580000">come riportato da <em>Haaretz</em></a>. Mossa del governo di Tel Aviv all&#8217;indomani delle critiche rivolte all&#8217;esercito per la gestione dell&#8217;assedio deicoloni israeliani contro una casa abitata da palestinesi, <strong>nel villaggio di Qusra</strong>. Naturalmente, il comunicato del ministero è volutamente ambiguo e non distingue tra le aree sotto controllo israeliano e quelle sotto amministrazione palestinese: significa che estendere l&#8217;autorità della polizia anche alle zone amministrate dai palestinesi è destinato a sollevere «rilevanti nodi giuridici» nota sempre <em>Haaretz</em>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Coloni, la mossa di Katz</h2>



<p>Allo stato attuale, i poteri di <em>enforcement</em> civile in Cisgiordania sono esercitati dall&#8217;Amministrazione Civile, ovvero sia l&#8217;unità militare, che è a sua volta subordinata al Coordinatore delle attività governative nei Territori (Cogat). Nel 2023, il ministero della Difesa creò l&#8217;Amministrazione degli Insediamenti, la quale risponde direttamente al ministro delle Finanze <strong>Bezalel Smotrich</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">VIDEO | Protected by Israeli occupation forces, Israeli settler children targeted a Palestinian Red Crescent ambulance with stones and harassed first responders as they attempted to evacuate a patient in the Tel al-Rumeida neighborhood of central Hebron, located in the southern… <a href="https://t.co/zi2sSkAsCe">pic.twitter.com/zi2sSkAsCe</a></p>&mdash; The Cradle (@TheCradleMedia) <a href="https://x.com/TheCradleMedia/status/2089645364542341392?ref_src=twsrc%5Etfw">August 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Secondo quanto affermato dal ministero della Difesa, la polizia sarà chiamata a istituire una forza dedicata alla gestione delle questioni civili in Cisgiordania. «Il ruolo dell&#8217;esercito è combattere il terrorismo palestinese, non rincorrere i ragazzi delle colline», ha affermato Katz, riferendosi con l&#8217;espressione «ragazzi delle colline» ai giovani coloni israeliani responsabili di violenze nei confronti dei palestinesi e della  creazione di avamposti illegali, pienamente tollerati dall&#8217;esercito israeliano e dalle autorità, come si è appurato anche di recente con la vicenda di <strong>Qusra</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Piano di annessione illegale della Cisgiordania&#8221; </h2>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/16/spearhead-of-annexation-israel-hands-west-bank-rule-to-civilian-police" type="link" id="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/16/spearhead-of-annexation-israel-hands-west-bank-rule-to-civilian-police">Come riportato da <em>Al-Jazeera</em></a>, secondo diversi politici e analisti palestinesi, si tratta di un vero e proprio piano israeliano di <strong>annessione illegale della Cisgiordania occupata</strong>, realizzato attraverso una serie di decisioni e azioni giustificate da diversi pretesti. Mustafa Barghouti, segretario generale dell&#8217;Iniziativa Nazionale Palestinese, ha affermato ad <em>Al Jazeera</em> che i coloni sono la «punta di diamante del processo di annessione» della Cisgiordania. «Ripetono ciò che fecero le bande terroristiche sioniste nel 1948, come l&#8217;Haganah e la banda Stern» ha poi aggiunto. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="iw" dir="rtl">אני נענה לקריאתו של שר הביטחון ישראל כץ להעברת סמכויות האכיפה ביו״ש מצה״ל למשטרת ישראל.<br><br>מדובר בצעד משמעותי בדרך לריבונות ישראלית ביו״ש!<br><br>על מנת לקדם את מימוש ההצעה, אני דורש להעביר את האחריות על מג״ב איו״ש מצה״ל למשטרת ישראל, בהתאם להסכם הקואליציוני שעד כה הופר.<br><br>בנוסף, יש…</p>&mdash; איתמר בן גביר (@itamarbengvir) <a href="https://x.com/itamarbengvir/status/2089326759124533577?ref_src=twsrc%5Etfw">August 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Secondo, affidare la sicurezza al Ministro della Sicurezza Nazionale <strong>Itamar Ben-Gvir</strong> e gli insediamenti israeliani illegali al Ministro delle Finanze Smotrich equivale a «consegnare la Cisgiordania ai coloni». <strong>Mohanad Mustafa</strong>, accademico e ricercatore esperto di affari israeliani, ha dichiarato ad <em>Al Jazeera</em> che questa mossa «esonera i militari dai loro obblighi ai sensi del diritto internazionale» poiché trasferendo il potere a una forza di polizia civile, «il governo ha di fatto annesso la Cisgiordania». </p>



<p>Dopotutto, non sono solo gli esperti interpellati da <em>Al Jazeera</em> a vederla in questo modo. Il ministro della Sicurezza nazionale <strong>Itamar Ben-Gvir</strong> ha infatti ammesso che il previsto trasferimento da parte delle Idf dell’applicazione delle norme civili in Cisgiordania alla Polizia un «passo significativo verso la sovranità israeliana». Ben-Gvir ha inoltre dichiarato di aver chiesto che tutta la responsabilità dell’area venga trasferita dalle Idf alla Polizia israeliana, compreso il passaggio della responsabilità della Divisione Giudea e Samaria della Polizia di frontiera dalle forze armate alla polizia, «in conformità con l’accordo di coalizione che finora è stato violato».</p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>“Katz: IDF will present plan to transfer West Bank civilian enforcement to police within two weeks,” The Jerusalem Post, 17 agosto 2026</em></strong>, <a href="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-905767" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-905767</a>.</p>



<p><strong><em>Jerusalem Post Staff, “Itamar Ben-Gvir: West Bank Authority Transfer Is a ‘Step toward Israeli Annexation’,” The Jerusalem Post, 17 agosto 2026</em></strong>, <a href="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-905767" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-905767</a>.</p>



<p><strong><em>“Katz Orders Plan to Hand West Bank Civilian Enforcement From IDF to Police,” Haaretz, August 14, 2026, </em></strong><a href="https://www.haaretz.com/west-bank/2026-08-14/ty-article/.premium/katz-orders-plan-to-hand-west-bank-civilian-enforcement-from-idf-to-police/0000019f-ff3e-d28e-a3df-ff7e94580000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.haaretz.com/west-bank/2026-08-14/ty-article/.premium/katz-orders-plan-to-hand-west-bank-civilian-enforcement-from-idf-to-police/0000019f-ff3e-d28e-a3df-ff7e94580000</a>.</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li></li>
</ol>



<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cisgiordania-tutti-i-poteri-alla-polizia-un-altro-passo-verso-lannessione-esulta-ben-gvir.html">Cisgiordania, tutti i poteri alla polizia: un altro passo verso l&#8217;annessione, esulta Ben-Gvir</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gerusalemme: il piano segreto per Al-Aqsa che può incendiare il Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gerusalemme-il-piano-segreto-per-al-aqsa-che-puo-incendiare-il-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gerusalemme" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una proposta di ambienti statunitensi e israeliani si sta facendo strada per sottrarre alla Giordania la custodia storica della spianata. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gerusalemme-il-piano-segreto-per-al-aqsa-che-puo-incendiare-il-medio-oriente.html">Gerusalemme: il piano segreto per Al-Aqsa che può incendiare il Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gerusalemme" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi, calata l&#8217;attenzione mediatica su Gaza, si sta incendiando <strong>Gerusalemme</strong>, e nello specifico il sito più politicamente sensibile del Medio Oriente: la <strong>Spianata delle Moschee</strong>, il luogo che i musulmani chiamano <strong>Al-Haram al-Sharif</strong> e gli ebrei <strong>Monte del Tempio</strong>. Succede quando una proposta sostenuta da ambienti statunitensi e israeliani si sta facendo strada per sottrarre alla <strong>Giordania</strong> la custodia storica della spianata, e trasformarla in un complesso multireligioso che viene incontro alle sole <a href="https://it.insideover.com/video/israele-e-ben-gvir-colpire-il-singolo-per-proteggere-il-sistema" type="link" id="https://it.insideover.com/video/israele-e-ben-gvir-colpire-il-singolo-per-proteggere-il-sistema">esigenze israeliane</a>. La notizia, nata come indiscrezione raccolta dal sito filopalestinese <em>Middle East Eye</em> (non sempre affidabile, va detto) e poi confermata da analisti che seguono il conflitto, è una bomba a orologeria nella diplomazia mondiale e potrebbe innescare una nuova e gravissima ondata di violenze <a href="https://it.insideover.com/tag/israele" type="link" id="https://it.insideover.com/tag/israele">in tutta la regione</a>.</p>



<p>Bisogna però fare prima un passo indietro fino al <strong>1924</strong>, ben prima della nascita dello <strong>Stato di Israele</strong>, la dinastia degli <strong>Hashemiti</strong>, ossia la famiglia reale che governa la <strong>Giordania</strong>, esercita la custodia formale dei luoghi santi islamici e cristiani di Gerusalemme. Questo ruolo fu affidato loro quando la <strong>Palestina</strong> era sotto il <strong>mandato britannico</strong>, dopo che gli Hashemiti avevano perso il controllo delle città sante della <strong>Mecca</strong> e di <strong>Medina</strong> a favore della famiglia <strong>Al Saud</strong>, gli attuali governanti dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>.</p>



<p>Le cose sono cambiate in parte dopo la <strong>Guerra dei Sei Giorni</strong> del 1967, quando Israele ha occupato <strong>Gerusalemme Est</strong>, l&#8217;area in cui si trova la Spianata. Da allora, le autorità israeliane gestiscono la sicurezza esterna del sito, ma la gestione quotidiana e religiosa dell&#8217;area è rimasta formalmente in mano al <strong>Waqf</strong>, un organo religioso finanziato e controllato dal governo giordano. È un accordo che fa parte del cosiddetto <em>status quo</em> di Gerusalemme, un delicato equilibrio diplomatico riconosciuto anche nel <strong>trattato di pace tra Israele e Giordania del 1994</strong>. Per la monarchia di <strong>Amman</strong>, questa custodia non è solo una questione di prestigio e identità, ma una colonna portante della propria legittimità politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un centro multifede per far pregare i gruppi ebrei</h2>



<p>Di cosa parla il nuovo piano? Secondo quanto riportato da <strong>Daniel Seidemann</strong>, avvocato israelo-americano considerato tra i massimi esperti della storia e delle regole non scritte di Gerusalemme, la proposta prevederebbe la <strong>fine improvvisa</strong> dell&#8217;autorità del Waqf giordano: al suo posto, verrebbe creato un nuovo organismo istituito dal governo israeliano con un blando coinvolgimento di un consorzio internazionale e interreligioso, comprendente rappresentanti ebrei e di vari Paesi arabi o musulmani, con una possibile supervisione a rotazione.</p>



<p>L&#8217;obiettivo formale sarebbe dichiarare la Spianata un <strong>centro multi-fede</strong>, garantendo parità di accesso ai fedeli delle diverse confessioni e consentendo ufficialmente la preghiera ebraica in grandi gruppi all&#8217;interno del perimetro, cosa impensabile secondo le regole attuali. Oggi gli ebrei possono entrare solo come visitatori, ma senza pregare. Il sogno realizzato di ultranazionalisti come Ariel Sharon e gli stessi ministri considerati più &#8220;estremisti&#8221; del governo Netanyahu, come quello della Sicurezza nazionale <strong>Itamar Ben-Gvir</strong>, senza che la storia abbia preso sufficiente spazio nel dibattito internazionale. Eppure l&#8217;eliminazione della custodia giordana verrebbe percepita come un affronto inaccettabile da gran parte del mondo arabo e islamico.</p>



<p>Il <strong>deus ex machina</strong> dell&#8217;operazione sarebbe <strong>Jared Kushner</strong>, genero di <strong>Donald Trump</strong> e grande affarista nella West Bank: l&#8217;amministrazione statunitense ne avrebbe già discusso con diversi Paesi del Golfo e del Nord Africa, tra cui <strong>Bahrein</strong>, <strong>Egitto</strong>, <strong>Marocco</strong> ed <strong>Emirati Arabi Uniti, al momento alle prese con l&#8217;umiliazione subita dagli Stati Uniti con l&#8217;Iran</strong>. La Casa Bianca ha definito il rapporto &#8220;totalmente falso&#8221; e il <strong>Segretario di Stato Marco Rubio</strong> ha dichiarato di non averne mai sentito parlare. Basterà a placare le acque? Negli stessi giorni, il primo ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong> ha respinto la richiesta della Procura Generale di limitare i poteri di <strong>Ben-Gvir</strong> sulle questioni di polizia più sensibili, comprese quelle che riguardano la Spianata delle Moschee, che Ben-Gvir vede come il più grande regalo che possa fare ai suoi sostenitori di estrema destra. Non a caso, le sue visite al sito, portatrici di gravi tensioni, sono servite come un omaggio a quella parte dell&#8217;elettorato.</p>



<p>Non parliamo di fantascienza, ma di una politica che <a href="https://it.insideover.com/luoghi/gerusalemme-est" type="link" id="https://it.insideover.com/luoghi/gerusalemme-est">si sta già concretizzando</a> a <strong>Gerusalemme Est</strong>. Lo stesso <strong>Daniel Seidemann</strong>, di solito cauto con le parole, ha recentemente dichiarato che la progressiva demolizione ed espulsione di residenti palestinesi in alcuni quartieri storici e nelle aree beduine limitrofe starebbe superando la definizione di <strong>occupazione</strong>, configurandosi ormai come una vera e propria forma di <strong>ingegneria demografica</strong> ed <strong>espulsione forzata</strong>.</p>



<p>A peggiorare le cose, c&#8217;è un dibattito europeo sempre indietro sui tempi riguardo ai possibili freni da apporre all&#8217;espansionismo israeliano. Dopo che l&#8217;Uniona Europea si è incartata sulle sanzioni a Ben-Gvir rinunciando a qualsiasi misura correttiva, Israele ha dichiarato persona non grata la voce diplomatica dell&#8217;Ue, <strong>Kaja Kallas</strong>, per aver detto in un incontro a porto chiuse che quello che avviene in Cisgiordania è &#8220;apartheid&#8221;: per tutta risposta la sua collega e commissaria Ue per il Mediterraneo si è presentata a Tel Aviv per scambiare sorrisi con il ministro degli Esteri di Tel Aviv, senza alcun rimprovero. In Italia continua a imperversare in tv <strong>Emanuele Fiano</strong>, Pd, la cui funzione è quella di ostacolare, dall&#8217;opposizione di sinistra, qualsiasi riforma radicale della nostra diplomazia nei confronti di Israele. Perché, spiega, se un cambiamento ci dovrà essere, arriverà dagli israeliani. Con questi argomenti spiega alla storica Paola Caridi: «Ditemi se hanno avuto effetto le sanzioni contro l&#8217;Iran. O le sanzioni contro la Russia». Insomma, campa cavallo.</p>



<p></p>
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		<title>Iran. Salta il negoziato di Ginevra, anzi no</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-salta-il-negoziato-di-ginevra-anzi-no.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 17:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Salta il negoziato di Ginevra, anzi no" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Itamar Ben-Gvir: "Il Libano deve bruciare. Per ogni lacrima di una mamma israeliana, mille madri libanesi devono piangere". Un aggiornamento al massimo rialzo dell'equazione nazista dieci per uno.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Salta il negoziato di Ginevra, anzi no" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Notte di massacri in Libano, dove l&#8217;intesa Iran-Usa è stata accolta con rabbia da Tel Aviv, che ha continuato a martellare il Paese dei cedri. Stanotte, dopo che Hezbollah aveva messo a segno un&#8217;operazione che aveva provocato la morte di quattro soldati israeliani e il ferimento di altri cinque, l&#8217;DF ha bombardato alzo zero i villaggi libanesi uccidendo almeno 47 civili nel sonno.</p>



<p>Ciò avveniva dopo le minacce di ritorsione, tra cui spiccava, al solito, quella di <a href="https://www.euronews.com/2026/06/19/all-of-lebanon-must-burn-israeli-minister-says-after-idf-reports-four-soldiers-killed" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Itamar Ben-Gvir</a>: &#8220;Il Libano deve bruciare. Per ogni lacrima di una mamma israeliana, mille madri libanesi devono piangere&#8221;. Un aggiornamento al massimo rialzo dell&#8217;equazione nazista dieci per uno.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.euronews.com/2026/06/19/all-of-lebanon-must-burn-israeli-minister-says-after-idf-reports-four-soldiers-killed"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/aA1-EN-1024x595.jpg" alt="All of Lebanon must burn,' Israeli minister says after IDF reports four soldiers killed" class="wp-image-82526"/></a></figure>



<p>Ma circoscrivere tale follia sanguinaria all&#8217;isolato criminale è limitativo. Significativo in tal senso un titolo del media libanese <a href="https://www.lorientlejour.com/article/1538572/le-messianisme-larbre-qui-cache-la-foret-de-la-radicalisation-israelienne.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L&#8217;Orient le Jour</a>: &#8220;Il messianismo, l&#8217;albero nasconde la foresta della radicalizzazione israeliana&#8221;.</p>



<p>Lo ha <a href="https://www.irna.ir/news/86187221/%D8%B9%D8%B1%D8%A7%D9%82%DA%86%DB%8C-%D9%81%D8%B1%D9%82%D9%87-%D9%86%D8%B3%D9%84-%DA%A9%D8%B4-%D8%AA%D9%84-%D8%A2%D9%88%DB%8C%D9%88-%D8%AA%D9%87%D8%AF%DB%8C%D8%AF%DB%8C-%D8%A8%D8%B1%D8%A7%DB%8C-%D8%AA%D9%85%D8%A7%D9%85-%D8%A8%D8%B4%D8%B1%DB%8C%D8%AA-%D8%A7%D8%B3%D8%AA#gallery-2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">detto in altro modo</a> il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi: &#8220;Non sono solo vanterie o commenti di un folle anonimo e genocida; si tratta piuttosto di dichiarazioni pubbliche del Ministro della Sicurezza Interna di Israele. Il culto genocida della morte, con sede a Tel Aviv, rappresenta una minaccia per tutta l&#8217;umanità. Questo movimento minaccia tutti i popoli e il suo unico obiettivo è una guerra permanente e senza fine&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.irna.ir/news/86187221/%D8%B9%D8%B1%D8%A7%D9%82%DA%86%DB%8C-%D9%81%D8%B1%D9%82%D9%87-%D9%86%D8%B3%D9%84-%DA%A9%D8%B4-%D8%AA%D9%84-%D8%A2%D9%88%DB%8C%D9%88-%D8%AA%D9%87%D8%AF%DB%8C%D8%AF%DB%8C-%D8%A8%D8%B1%D8%A7%DB%8C-%D8%AA%D9%85%D8%A7%D9%85-%D8%A8%D8%B4%D8%B1%DB%8C%D8%AA-%D8%A7%D8%B3%D8%AA#gallery-2"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-X-6-1024x364.jpg" alt="" class="wp-image-82528"/></a></figure>



<p>Insomma, le roboanti dichiarazioni di Trump sulla sua capacità di imporsi sull&#8217;alleato e le rassicurazioni di Vance sull&#8217;adesione all&#8217;intesa raggiunta con l&#8217;Iran da parte di Israele sembravano del tutto velleitarie. Tanto che, dopo tanto sangue, l&#8217;Iran dichiarava inutile l&#8217;incontro di Ginevra, il primo dopo la firma del Memorandum di Islamabad, che rimanda a negoziati successivi la finalizzazione delle tematiche in sospeso.</p>



<p>Tutto sembrava saltare quando, a sorpresa, arrivava l&#8217;annuncio di un cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele, che però ha visto l&#8217;IDF continuare negli attacchi, almeno mentre scriviamo. In realtà, al momento, appare solo un colpo di coda proprio della metodologia dell&#8217;esercito israeliano, che prevede un ultimo attacco massivo in concomitanza con una tregua (è così da anni).</p>



<p>Il cessate il fuoco in Libano è precondizione necessaria al dialogo, hanno ribadito le autorità iraniane, aggiungendo che la continuazione degli attacchi avrebbe innescato una reazione immediata da parte di Teheran. Da cui le pressioni americane per frenare l&#8217;alleato. A quanto pare hanno avuto successo, con Israele che accettava un cessate il fuoco, ma non siamo certo giunti al capitolo finale di questa tragedia.</p>



<p>Netanyahu, che oggi è addirittura (addirittura!) uno tra i più moderati politici israeliani &#8211; moderazione criticata dalle opposizioni, in teoria meno guerrafondaie &#8211; ha affermato che &#8220;l&#8217;esercito israeliano rimarrà in Libano finché sarà necessario&#8221;.</p>



<p>A colpire non è solo la disfida lanciata al LIbano, all&#8217;Iran, a Trump e al mondo, ma anche l&#8217;uso deliberato della formula vaga in voga &#8211; oggi un po&#8217; meno &#8211; sotto la presidenza Biden per la guerra ucraina. Una formula che appartiene al lessico delle guerre infinite, alle quali il premier resta comunque consegnato <em>usque ad effusionem sanguinis</em>&nbsp;(altrui, ovviamente).</p>



<p>Tale pretesa di conservare la presa sul&nbsp; Libano confligge con il Memorandum di Islamabad, che al primo punto urge il ripristino dell&#8217;integrità territoriale libanese. E pone criticità al negoziato successivo, nonostante l&#8217;attuale cessate il fuoco ne consenta l&#8217;avvio &#8211; sempre che tenga, dal momento che le manovre di sabotaggio continueranno.</p>



<p>Braccio di ferro destinato a durare, che s&#8217;interseca con lo scontro al calor bianco nel cuore dell&#8217;Impero, dove i falchi hanno alzato un intenso quanto feroce fuoco di sbarramento contro Trump e Vance, colpevoli di aver vanificato il piano volto a incenerire l&#8217;Iran. Per avere la misura della tempesta che si sta abbattendo su Trump e Vance basta osservare i media mainstream americani.</p>



<p>ll partito delle guerre infinite sta investendo ingenti risorse per mandare all&#8217;aria tutto (i giornalisti sensibili a certe sirene costano). Non è la prima volta che assistiamo a sforzi similari e ricordiamo con certa apprensione che l&#8217;hanno più o meno sempre spuntata.</p>



<p>A nostra memoria c&#8217;è stata un&#8217;unica eccezione a tale regola, l&#8217;accordo con l&#8217;Iran stipulato al tempo di Obama (la canea sul ritiro dell&#8217;Afghanistan si alzò prepotente solo a ritiro avvenuto, perché deciso e realizzato saggiamente in tutta fretta). L&#8217;eccezione Obama incute certa speranza.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-salta-il-negoziato-di-ginevra-anzi-no.html">Iran. Salta il negoziato di Ginevra, anzi no</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Spariamo in Libano, chiudiamo Hormuz. Trump e il doppio ricatto di Israele e Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/spariamo-in-libano-chiudiamo-hormuz-trump-e-il-doppio-ricatto-di-israele-e-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:35:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Casa Bianca è stretta tra le pressioni di Israele per il Libano e quelle dell'Iran dopo la firma del Memorandum. Difficile uscirne. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/spariamo-in-libano-chiudiamo-hormuz-trump-e-il-doppio-ricatto-di-israele-e-iran.html">Spariamo in Libano, chiudiamo Hormuz. Trump e il doppio ricatto di Israele e Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se qualcuno si trovasse in mare dalle parti del Golfo Persico, alla radio di bordo potrebbe ricevere questo messaggio, inviato dalle Guardie della rivoluzione iraniane: &#8220;Poiché il ritiro delle forze israeliane dal Libano, la completa revoca del blocco marittimo e il ritiro delle forze terroristiche americane dal Golfo Persico e dalla regione sono le condizioni principali dell&#8217;accordo tra l&#8217;Iran e gli Stati Uniti, <strong>lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando queste condizioni non saranno soddisfatte. </strong>Al fine di garantire la sicurezza, si consiglia a tutte le navi di non avvicinarsi allo Stretto di Hormuz. Qualsiasi nave o nave militare che violi questa indicazione sarà attaccata&#8221;. A stretto giro di posta i comandi dell&#8217;IDF (le forze armate di Israele) hanno risposto: &#8220;I nostri attacchi in Libano continueranno fino a quando sarà necessario. Distruggeremo l&#8217;infrastruttura di Hezbollah in Libano. <strong>Non ci sono limitazioni all&#8217;eliminazione delle minacce provenienti dal Libano&#8221;.</strong></p>



<p>Lo Stretto di Hormuz quindi torna a chiudersi e Israele, come del resto aveva annunciato nei giorni scorsi Benjamin Netanyahu, si tiene la libertà di colpire dove e quando vuole, a dispetto della banale e brutale verità annunciata da Donald Trump al capo del governo dello Stato ebraico: &#8220;Siamo l&#8217;unico alleato che avete&#8221;. E anche a dispetto dei propri annunci: gli stessi comandi dell&#8217;IDF avevano annunciato, in mattinata, un cessate il fuoco in Libano a partire dalle ore 16 locali. Così si realizza la situazione peggiore per la Casa Bianca, che <a href="https://t.me/letteradamosca/36236">nel Memorandum d&#8217;intesa firmato con l&#8217;Iran </a>aveva accettato di includere il Libano nei patti del cessate il fuoco (&#8220;Cessate il fuoco immediato e permanente tra Stati Uniti, Iran e i loro alleati su tutti i fronti, incluso il Libano, con il rifiuto di entrambe le parti di future azioni militari e la garanzia della sovranità del Libano), a quanto pare convinta di poter fermare Netanyahu. Calcolo errato, perché Netanyahu non può permettersi, in vista delle elezioni politiche, di perdere terreno nei confronti di chi lo critica &#8220;da sinistra&#8221; (in realtà una destra più presentabile, quella della coalizione <strong>Yair Lapid</strong> &#8211; <strong>Naftali Bennett</strong>) e soprattutto &#8220;da destra&#8221;, dal fronte estremista e razzista di <strong>Itamar Ben Gvir </strong>(il partito di <strong>Bezalel Smotrich</strong>, secondo gli ultimi sondaggi, non supererebbe la soglia di sbarramento), quello che oggi invita a &#8220;bruciare il Libano&#8221; e a far piangere mille madri libanesi (libanesi, si badi bene, non di Hezbollah) per ogni lacrima versata da una madre israeliana, che potrebbe &#8220;rubargli&#8221; quel tanto di voti da sottrargli la maggioranza in Parlamento. Finché spara, Netanyahu può dire che non è finita. Se smette di sparare è invece finito lui. La stessa identica condizione, a ben vedere, in cui si trova Hezbollah in Libano.</p>



<p><strong>Resta il fatto che oggi Donald Trump è esposto a un duplice ricatto.</strong> Da un lato Israele, a cui il patrocinio Usa va bene finché opera come un pozzo di San Patrizio pieno di armi, denaro e appoggio politico, ma diventa insopportabile quando cerca di porre condizioni. Dall&#8217;altro l&#8217;Iran che, accettato un Memorandum che quasi tutti (a tratti anche esagerando, a nostro parere) hanno letto come un&#8217;ammissione di sconfitta degli Usa, può pretenderne l&#8217;attuazione alla lettera, sfidando la Casa Bianca a riprendere una guerra che ha a dir poco disturbato tutti i Paesi del Medio Oriente, gran parte dei Paesi dell&#8217;Asia (solo la Cina ride sotto i baffi) e l&#8217;intera Europa. <strong>Due ricatti tra l&#8217;altro che, esercitandosi a spese di un terzo, si sostengono a vicenda: </strong>se Israele spara, l&#8217;Iran può tirare per la giacca gli Usa e accusarli di non volere o non potere mantenere i patti; se a sparare è Hezbollah, o è l&#8217;Iran a bloccare la navigazione, Israele (e la sua lobby americana) possono ripetere a Trump che il Memorandum è stato un errore clamoroso. In tutti i casi politicamente paga Pantalone, ovvero Trump, che a novembre ha lo stesso problema che ha in ottobre Netnyahu: un <em>all in</em> elettorale più che insidioso.</p>



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		<title>Israele: pace Usa-Iran ed elezioni sempre più vicine. È l&#8217;ora più difficile per Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-ora-politica-piu-difficile-per-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 14:40:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1133" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-1536x906.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-600x354.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Isolato all'esterno, criticato dalla maggioranza e dall'opposizione all'interno: a pochi mesi dal voto, mai come adesso Netanyahu appare politicamente vulnerabile </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1133" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-1536x906.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-600x354.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Forma e sostanza spesso in politica coincidono. Non è detto che sia mai accaduto quanto dichiarato dal presidente Usa <strong>Donald Trump</strong> nella giornata di domenica circa il &#8220;rimprovero&#8221; ai danni dal il premier israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, accusato di aver ordinato un raid inutile e dannoso contro Beirut. Tuttavia, il fatto stesso che il capo della Casa Bianca lo abbia dichiarato ha costituito elemento di sostanza. Perché, di fatto, <strong>il capo dell&#8217;amministrazione Usa ha pubblicamente preso le distanze dalle azioni del governo israeliano</strong>. Netanyahu, dal canto suo, nel leggere quelle dichiarazioni ha forse capito che <strong>questa volta è chiamato a masticare amaro</strong>. E a non potere fare altro che incassare, <a href="https://it.insideover.com/politica/un-flop-per-gli-usa-un-disastro-per-israele-leredita-della-guerra-con-liran-che-ha-cambiato-il-medio-oriente.html">subito dopo la notizia di un accordo tra Usa e Iran</a>, aspre critiche <strong>sia dal suo governo che dall&#8217;opposizione</strong>. Il tutto a pochi mesi da un voto, quello fissato per settembre, che appare sempre più delicato e decisivo per le sorti di Israele. Oltre che, di riflesso, per le sorti personali dello stesso premier.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Unanimi critiche all&#8217;accordo </h2>



<p>Ciò che più ha suscitato reazioni, nello Stato ebraico, è la clausola voluta dall&#8217;Iran e validata da Donald Trump riguardante il <strong>Libano</strong>: Washington, in particolare, nell&#8217;intesa siglata domenica <strong>si è impegnata a garantire un chiaro cessate il fuoco in territorio libanese</strong>. Immediatamente sono scattate le critiche verso il documento:<em>&#8220;Mi auguro che il premier non dia seguito a questo accordo e non si consideri vincolato a questa intesa</em> &#8211; ha tuonato il ministro della pubblica sicurezza, nonché leader di Potere Ebraico, <strong>Itamar Ben Gvir</strong> &#8211; N<em>oi non siamo subalterni di nessuno&#8221;</em>. A fargli da spalla ci ha subito pensato il ministro delle finanze <strong>Bezalel Smotrich</strong>, a capo dell&#8217;altro partito ultranazionalista Sionismo Religioso: <em>&#8220;Quella in Libano è la nostra guerra</em>&#8220;, ha dichiarato, &#8220;<em>dobbiamo garantire il ritorno a casa degli abitanti delle comunità del Nord&#8221;.</em> Su <strong>Channel 12</strong>, nel corso della mattinata di lunedì sono stati registrati anche interventi di funzionari rimasti anonimi:<em>&#8220;Per Israele questo accordo è un disastro su tutta la linea&#8221;</em>, è la frase più gettonata. Nel mirino non è tanto l&#8217;accordo tra Usa e Iran, quanto per l&#8217;appunto <strong>la clausola legata al Libano. </strong>Nessuno a Tel Aviv si aspettava di dover subire così tanta pressione per terminare i raid contro Hezbollah, i cui miliziani fino a pochi giorni fa si sono dimostrati ancora in grado di colpire nonostante due anni e oltre di sanguinosa guerra.</p>



<p>Le critiche arrivate dal mondo militare e dal governo, sono tuttavia ancora gestibili da Netanyahu. In primo luogo perché messe in conto dallo stesso premier. Ma soprattutto, perché <strong>si tratta di osservazioni mosse prima di tutto verso Trump</strong>. Diverso invece è il discorso legato all&#8217;opposizione. Da <strong>Yair Lapid</strong>, passando per <strong>Naftali Bennett</strong> e <strong>Yair Golan</strong>, tutti hanno evidenziato nelle ultime ore come Israele non abbia più in mano il proprio destino: &#8220;<em>Trump firma un accordo che immette miliardi nel regime degli ayatollah, lascia intatte le infrastrutture nucleari, mantiene inalterata la minaccia balistica e offre una corda di salvataggio al regime omicida di Teheran&#8221;,</em> ha dichiarato per esempio proprio Golan, a capo degli ex laburisti del <strong>Partito Democratico</strong>. Un modo per evidenziare per l&#8217;appunto come oramai, secondo la sua visione, Tel Aviv è costretta a subire a livello di politica estera ed è incapace di dettare la propria linea.</p>



<p><em>&#8220;Netanyahu è l&#8217;uomo che per anni ha venduto all&#8217;opinione pubblica l&#8217;illusione di Mr. Sicurezza</em> &#8211; ha proseguito Golan &#8211; <em>e che in realtà si è rivelato il padre del più grande fallimento strategico della storia di Israele. L&#8217;uomo che ha costruito la concezione Hamas è un asset, che ha permesso il flusso di denaro qatariota, che ha abbandonato l&#8217;arena diplomatica, che ha smantellato le alleanze di Israele e l&#8217;ha lasciata isolata nel momento della verità&#8221;. </em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le elezioni sempre più vicine</h2>



<p>Le frasi dei principali leader dell&#8217;opposizione hanno lasciato il segno perché direttamente rivolte verso l&#8217;ego di Netanyahu. Per una personalità che mai ha nascosto i suoi tratti più orgogliosi, <strong>sentirsi accusato di essere diventato subalterno rappresenta un importante colpo</strong>. Per adesso il diretto interessato ha scelto la via del <strong>silenzio</strong>. Del resto, c&#8217;è poco da dire: l&#8217;esercito israeliano, come sottolineato dalla testimonianza di due soldati impegnati nel fronte settentrionale e raggiunti da Channel 12, ha dato ordine di non sparare più per il momento.<strong> Netanyahu non può quindi per adesso continuare la propria guerra. </strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Israeli National Security Minister Ben-Gvir demands:<br><br>We must continue destroying the houses in southern Lebanon. We must continue pushing the residents away from southern Lebanon. We must continue eliminating Hezbollah terrorists in Lebanon. <a href="https://t.co/DCLGEECIEr">pic.twitter.com/DCLGEECIEr</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://x.com/clashreport/status/2066515839579279713?ref_src=twsrc%5Etfw">June 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>A tre mesi dal voto, il rischio per l&#8217;attuale premier è ora molto alto. I sondaggi da tempo danno il suo partito, il <strong>Likud</strong>, si in testa ma impossibilitato a formare una nuova maggioranza. Adesso, rischia di perdere ulteriore consenso e di veder frammentata la sua azione politica. <strong>Nessuno però lo dà per politicamente morto, in Israele come all&#8217;estero. </strong>Forse è proprio in questo silenzio che Netanyahu sta provando a estrarre dal cilindro qualcosa che possa rimetterlo in corsia. <strong>Ha ancora diversi assi da mostrare</strong>: può riprendere il conflitto in Libano, può rivendicare l&#8217;indebolimento della Repubblica Islamica in Iran, può mostrare di avere la comune volontà con Trump di evitare che Teheran si doti dell&#8217;atomica.<strong> Il tempo però, stavolta, non è dalla sua parte</strong>. Le settimane prima del voto a breve inizieranno a passare più velocemente e trovare la quadra sarà sempre più difficile. Del resto, oggi Netanyahu si sta muovendo tra due incudini: da un lato c&#8217;è la pressione internazionale e dall&#8217;altro c&#8217;è quella interna. <strong>Una delle due, dovrà per forza subirla. </strong></p>



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		<title>Il solito copione: se Usa e Iran parlano di tregua, Israele aumenta i suoi attacchi in Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-solito-copione-se-usa-e-iran-parlano-di-tregua-israele-aumenta-i-suoi-attacchi-in-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 06:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[hezbollah]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il solito copione: venti di tregua in Iran, Israele lancia attacchi estesi in Libano. Beirut sotto bombardamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-solito-copione-se-usa-e-iran-parlano-di-tregua-israele-aumenta-i-suoi-attacchi-in-libano.html">Il solito copione: se Usa e Iran parlano di tregua, Israele aumenta i suoi attacchi in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Benjamin Netanyahu</strong> aveva fatto <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-e-iran-cercano-laccordo-bibi-il-guastatore-semina-le-sue-trappole.html" type="post" id="518219">intendere che <strong>Israele</strong> non avrebbe assistito </a>passivamente o subito ogni prospettiva di prolungamento della tregua in Iran senza farsi mettere in un angolo e dal <strong>Libano, oggi come ad aprile, è arrivata la conferma</strong>: l&#8217;I<em>srael Defense Force</em> ha lanciato nuovi, estesi, attacchi contro Hezbollah nel Paese dei Cedri, ne ha martellato le roccaforti ma ha anche colpito pesantemente la capitale Beirut e diversi villaggi nel Sud del Paese nella notte tra lunedì 25 e martedì 26 maggio.</p>



<p>&#8220;Siamo in guerra con Hezbollah e non ci fermeremo&#8221;, ha detto Netanyahu rivendicando che Israele avrebbe ucciso in pochi giorni ben 600 &#8220;terroristi&#8221;, poco dopo che il Ministro della Sicurezza Nazionale <strong>Itamar Ben Gvir </strong>aveva fatto appello ai partner di destra del governo del premier del Likud di intensificare l&#8217;offensiva nel Libano. Segnalate evacuazioni di massa dal Sud della capitale libanese, in una giornata importante per l&#8217;ex colonia francese, che celebrava mentre Netanyahu dava l&#8217;ordine d&#8217;attacco il Giorno della Liberazione, commemorazione del ritiro israeliano dopo 18 anni di presenza nel Paese nel 2000.</p>



<p>La narrazione, oggi, è <strong>fondata sulla presunta minaccia dronistica di Hezbollah</strong>, con Ben Gvir e il Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich che chiedono un&#8217;azione dura. Secondo Israele, il Partito di Dio starebbe cercando di sabotare i negoziati per una pace duratura col Libano e fonti della sicurezza di Tel Aviv <a href="https://www.timesofisrael.com/netanyahu-orders-idf-to-intensify-blows-against-hezbollah-amid-surge-in-drone-attacks/">hanno detto al Times of Israel c</a>he &#8220;negli ultimi otto giorni Hezbollah ha lanciato oltre 1.000 droni e più di 700 razzi contro Israele, in un apparente tentativo di far fallire i colloqui&#8221;. </p>



<p>Al contempo, è però difficile non puntualizzare come l&#8217;escalation israeliana avvenga in parallelo a una ben più vasta, e cruciale, trattativa: <strong>quella tra Stati Uniti e Iran, alle battute finali per un&#8217;estensione del cessate il fuoco.</strong> In cui Teheran chiede espressamente lo stop agli attacchi israeliani in Libano, fatto criticato, assieme all&#8217;intera architettura dell&#8217;accordo potenziale, da quegli alti esponenti del sistema di potere Usa vicini al presidente Donald Trump e alle istanze di Israele e Netanyahu. Il senatore repubblica Lindsey Graham ha, a tal proposito, scritto su X che &#8220;un accordo che venga percepito come un&#8217;autorizzazione alla sopravvivenza dell&#8217;Iran e al controllo dello Stretto in futuro darebbe ulteriore slancio a Hezbollah in Libano e alle milizie sciite in Iraq, sostanzialmente benedicendo l&#8217;attacco israeliano.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">If it is perceived in the region that a deal with Iran allows the regime to survive and become more powerful over time, we will have poured gasoline on the conflicts in Lebanon and Iraq. <br><br>A deal that is perceived to allow Iran to survive and possess the ability to control the…</p>&mdash; Lindsey Graham (@LindseyGrahamSC) <a href="https://twitter.com/LindseyGrahamSC/status/2058272548144734334?ref_src=twsrc%5Etfw">May 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Sembra una riedizione di quanto successo l&#8217;8 aprile, quando poco dopo il cessate il fuoco negoziato a Islamabad tra Usa e Iran Netanyahu ordinò una maxi-campagna di bombardamenti contro il Libano, <strong>dall&#8217;evocativo nome di &#8220;Operazione Tenebre Eterne&#8221;</strong>. In questo caso, il nome non è meno impattante: &#8220;Operazione Frecce di Fuoco&#8221;. <a href="https://www.laparola.net/testop.php?riferimento=Efesini%206%3A16-17"> </a><strong>Parole che sembrano a metà tra il titolo di un videogioco di wargaming e i versetti di antichi passaggi biblici</strong> che mostrano il massimalismo degli obiettivi israeliani. I quali sono giocati a viso aperto: Tel Aviv è la &#8220;guastatrice&#8221; delle prospettive di stabilizzazione di pace, e Netanyahu lo rivendica. L&#8217;Iran chiede lo stop agli attacchi in Libano per un deal con gli Usa, Netanyahu rilancia colpendo il Paese dei Cedri: non c&#8217;è nemmeno da sospettare, è tutto così pericolosamente alla luce del sole.</p>
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