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	<title>Itamar ben Gvir Archives - InsideOver</title>
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	<title>Itamar ben Gvir Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Gaza, le parole di Ben-Gvir e la volontà genocidaria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gaza-le-parole-di-ben-gvir-e-la-volonta-genocidaria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 05:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le dichiarazioni di Ben-Gvir su Gaza non sono provocazioni isolate ma un tassello coerente di un più ampio disegno politico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-le-parole-di-ben-gvir-e-la-volonta-genocidaria.html">Gaza, le parole di Ben-Gvir e la volontà genocidaria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818161138511_91e6f9b97943c9c4df82b26d84948a05-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le dichiarazioni di <strong>Itamar Ben-Gvir </strong>non possono essere archiviate come l’ennesima provocazione di un estremista utile a conquistare qualche voto. Quando un ministro della Sicurezza nazionale propone di uccidere ogni notte decine di persone, nega loro la qualità stessa di esseri umani, invoca l’espulsione della popolazione e immagina colonie israeliane in tutta Gaza, non sta esprimendo soltanto odio. <strong>Sta descrivendo un progetto politico.</strong></p>



<p>Occorre essere precisi. Nel passaggio originale Ben-Gvir ha parlato di trenta, quaranta o cinquanta “terroristi” da eliminare ogni notte, <a href="https://www.israelhayom.co.il/news/world-news/article/21220546?amp=1" type="link" id="https://www.israelhayom.co.il/news/world-news/article/21220546?amp=1">come ha sottolineato anche un &#8220;quotidiano israeliano&#8221;</a>, accusando alcuni mezzi d’informazione stranieri di avere omesso quella parola. Ma subito dopo il ministro ha chiarito che le uccisioni non dovrebbero riguardare soltanto chi costituisce una minaccia immediata. Ha aggiunto che a Gaza vi sarebbero individui indegni di vivere e che non sarebbero neppure persone. La precisazione israeliana, quindi, non attenua la gravità delle parole. Al contrario, mostra <strong>l’arbitrarietà con cui la categoria di “terrorista” può essere estesa a chiunque venga considerato privo del diritto alla vita.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall’eliminazione di Hamas alla trasformazione demografica</h2>



<p>Ben-Gvir non si è limitato a invocare uccisioni. Ha immaginato tutta Gaza sotto controllo israeliano, coperta di insediamenti ebraici e svuotata, per quanto possibile, della sua popolazione palestinese. È questa combinazione a rendere le sue parole particolarmente rivelatrici. L’obiettivo dichiarato non è più soltanto la distruzione delle strutture militari di Hamas. Diventa <strong>la trasformazione demografica e territoriale della Striscia: eliminare una parte della popolazione,</strong> spingerne un’altra all’emigrazione, impedire il ritorno e sostituire progressivamente i palestinesi con coloni israeliani.</p>



<p>Definire “volontaria” un’emigrazione provocata da bombardamenti, fame, distruzione delle abitazioni e impossibilità di ricevere cure significa svuotare le parole del loro significato. Una popolazione costretta a scegliere tra la partenza e condizioni di vita insostenibili non sta esercitando una libera scelta.</p>



<p>Dal punto di vista militare, l’idea di stabilire una quota notturna di uccisioni è incompatibile con il principio secondo cui ogni bersaglio deve essere individuato sulla base di una minaccia concreta. La quantità sostituisce la valutazione individuale; <strong>l’eliminazione diventa amministrazione ordinaria;</strong> la guerra si trasforma in un sistema permanente di selezione di chi può continuare a vivere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’intenzione genocidaria</h2>



<p>Il genocidio non è definito soltanto dal numero delle vittime. La Convenzione del 1948 richiede l’intenzione specifica di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. Per questo le parole dei responsabili politici hanno un’importanza fondamentale: <strong>possono rivelare l’intenzione che collega uccisioni, privazioni, trasferimenti e distruzione delle condizioni necessarie alla sopravvivenza.</strong></p>



<p>Una singola dichiarazione non basta, da sola, a stabilire definitivamente la responsabilità giuridica di uno Stato. Ben-Gvir, inoltre, non comanda direttamente l’esercito. Ma non è un commentatore marginale: è ministro, controlla la polizia e il sistema carcerario e partecipa al gabinetto di sicurezza che concorre a determinare la politica di guerra. Le sue parole devono dunque essere valutate insieme agli atti compiuti, alle dichiarazioni di altri ministri e alla mancata rimozione di chi invoca espulsioni e uccisioni collettive. Nel settembre 2025, la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta istituita dal Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani <a href="https://www.un.org/unispal/document/israel-has-committed-genocide-in-the-gaza-strip-un-commission-finds-16sep25/">ha concluso che Israele ha commesso quattro delle cinque condotte indicate dalla Convenzione</a> e ha considerato <strong>le dichiarazioni dei dirigenti israeliani una prova dell’intenzione genocidaria.</strong></p>



<p>La Corte internazionale di giustizia non ha ancora pronunciato <a href="https://www.icj-cij.org/case/192">una sentenza definitiva nella causa promossa dal Sudafrica.</a> La Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per crimini di guerra e contro l’umanità, non per genocidio. Israele respinge tutte queste accuse, sostiene di combattere Hamas e denuncia una lettura politica e ostile delle proprie operazioni. Questa distinzione giudiziaria va rispettata. Ma l’assenza di una sentenza definitiva non obbliga a ignorare ciò che viene detto e fatto sotto gli occhi del mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il costo strategico ed economico della colonizzazione</h2>



<p>Anche prescindendo dal giudizio morale e giuridico, <strong>il progetto di Ben-Gvir è strategicamente rovinoso per Israele. </strong>Colonizzare Gaza richiederebbe un’occupazione militare permanente, la protezione continua degli insediamenti, nuove strade riservate, fortificazioni e decine di migliaia di soldati. <strong>Ogni colonia diventerebbe un avamposto da difendere </strong>e ogni espulsione alimenterebbe nuove generazioni di combattenti.</p>



<p><strong>Il costo economico sarebbe enorme:</strong> spese militari crescenti, prolungata mobilitazione dei riservisti, riduzione degli investimenti, isolamento commerciale e dipendenza ancora maggiore dagli aiuti e dalle forniture statunitensi. La ricostruzione della Striscia, dopo essere stata devastata, verrebbe probabilmente scaricata sui Paesi arabi e sugli organismi internazionali, mentre Israele conserverebbe il controllo del territorio e della sicurezza.</p>



<p>A livello geopolitico, simili dichiarazioni rendono s<strong>empre più difficile per i governi occidentali sostenere che l’operazione israeliana sia esclusivamente difensiva. </strong>Indeboliscono i rapporti con il mondo arabo, compromettono ogni progetto di normalizzazione regionale e mostrano la contraddizione di un Occidente che invoca il diritto internazionale contro i propri avversari, ma lo rende negoziabile quando riguarda un alleato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non più parole isolate</h2>



<p>Ben-Gvir rappresenta certamente la componente più radicale del governo israeliano. Ma un’estrema destra che rimane indispensabile alla coalizione, influenza le decisioni, dirige apparati dello Stato e non viene sconfessata non può essere trattata come un corpo estraneo. Le sue dichiarazioni costituiscono l’ennesima manifestazione di una volontà genocidaria presente all’interno del potere israeliano: disumanizzare i palestinesi, eliminarne una parte, espellerne il maggior numero possibile e impossessarsi definitivamente della loro terra. </p>



<p>Non sono sufficienti, da sole, per sostituire una sentenza. <strong>Sono però un tassello coerente con una condotta più ampia. </strong>E quando le parole del ministro coincidono con la distruzione materiale di Gaza, la fame, lo sfollamento e il progetto di colonizzazione, sostenere che si tratti soltanto di retorica diventa sempre meno credibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-le-parole-di-ben-gvir-e-la-volonta-genocidaria.html">Gaza, le parole di Ben-Gvir e la volontà genocidaria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cisgiordania, tutti i poteri alla polizia: un altro passo verso l&#8217;annessione, esulta Ben-Gvir</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cisgiordania-tutti-i-poteri-alla-polizia-un-altro-passo-verso-lannessione-esulta-ben-gvir.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 10:36:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cisgiordania" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Katz ordina all'esercito di preparare il passaggio di competenze dopo le critiche per la gestione dell'assedio dei coloni a Qusra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cisgiordania-tutti-i-poteri-alla-polizia-un-altro-passo-verso-lannessione-esulta-ben-gvir.html">Cisgiordania, tutti i poteri alla polizia: un altro passo verso l&#8217;annessione, esulta Ben-Gvir</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cisgiordania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260818114350669_45d4641b03580fcca80c791f6eaf9244-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Israel Katz</strong>, ministro della Difesa di Israele, ha ordinato alle Forze di Difesa di redigere un piano per trasferire alla polizia israeliana le competenze di <em>enforcement</em> civile in <strong>Cisgiordania</strong>. Lo rende noto lo stesso ministero della Difesa, <a href="https://www.haaretz.com/west-bank/2026-08-14/ty-article/.premium/katz-orders-plan-to-hand-west-bank-civilian-enforcement-from-idf-to-police/0000019f-ff3e-d28e-a3df-ff7e94580000" type="link" id="https://www.haaretz.com/west-bank/2026-08-14/ty-article/.premium/katz-orders-plan-to-hand-west-bank-civilian-enforcement-from-idf-to-police/0000019f-ff3e-d28e-a3df-ff7e94580000">come riportato da <em>Haaretz</em></a>. Mossa del governo di Tel Aviv all&#8217;indomani delle critiche rivolte all&#8217;esercito per la gestione dell&#8217;assedio deicoloni israeliani contro una casa abitata da palestinesi, <strong>nel villaggio di Qusra</strong>. Naturalmente, il comunicato del ministero è volutamente ambiguo e non distingue tra le aree sotto controllo israeliano e quelle sotto amministrazione palestinese: significa che estendere l&#8217;autorità della polizia anche alle zone amministrate dai palestinesi è destinato a sollevere «rilevanti nodi giuridici» nota sempre <em>Haaretz</em>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Coloni, la mossa di Katz</h2>



<p>Allo stato attuale, i poteri di <em>enforcement</em> civile in Cisgiordania sono esercitati dall&#8217;Amministrazione Civile, ovvero sia l&#8217;unità militare, che è a sua volta subordinata al Coordinatore delle attività governative nei Territori (Cogat). Nel 2023, il ministero della Difesa creò l&#8217;Amministrazione degli Insediamenti, la quale risponde direttamente al ministro delle Finanze <strong>Bezalel Smotrich</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">VIDEO | Protected by Israeli occupation forces, Israeli settler children targeted a Palestinian Red Crescent ambulance with stones and harassed first responders as they attempted to evacuate a patient in the Tel al-Rumeida neighborhood of central Hebron, located in the southern… <a href="https://t.co/zi2sSkAsCe">pic.twitter.com/zi2sSkAsCe</a></p>&mdash; The Cradle (@TheCradleMedia) <a href="https://x.com/TheCradleMedia/status/2089645364542341392?ref_src=twsrc%5Etfw">August 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Secondo quanto affermato dal ministero della Difesa, la polizia sarà chiamata a istituire una forza dedicata alla gestione delle questioni civili in Cisgiordania. «Il ruolo dell&#8217;esercito è combattere il terrorismo palestinese, non rincorrere i ragazzi delle colline», ha affermato Katz, riferendosi con l&#8217;espressione «ragazzi delle colline» ai giovani coloni israeliani responsabili di violenze nei confronti dei palestinesi e della  creazione di avamposti illegali, pienamente tollerati dall&#8217;esercito israeliano e dalle autorità, come si è appurato anche di recente con la vicenda di <strong>Qusra</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Piano di annessione illegale della Cisgiordania&#8221; </h2>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/16/spearhead-of-annexation-israel-hands-west-bank-rule-to-civilian-police" type="link" id="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/16/spearhead-of-annexation-israel-hands-west-bank-rule-to-civilian-police">Come riportato da <em>Al-Jazeera</em></a>, secondo diversi politici e analisti palestinesi, si tratta di un vero e proprio piano israeliano di <strong>annessione illegale della Cisgiordania occupata</strong>, realizzato attraverso una serie di decisioni e azioni giustificate da diversi pretesti. Mustafa Barghouti, segretario generale dell&#8217;Iniziativa Nazionale Palestinese, ha affermato ad <em>Al Jazeera</em> che i coloni sono la «punta di diamante del processo di annessione» della Cisgiordania. «Ripetono ciò che fecero le bande terroristiche sioniste nel 1948, come l&#8217;Haganah e la banda Stern» ha poi aggiunto. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="iw" dir="rtl">אני נענה לקריאתו של שר הביטחון ישראל כץ להעברת סמכויות האכיפה ביו״ש מצה״ל למשטרת ישראל.<br><br>מדובר בצעד משמעותי בדרך לריבונות ישראלית ביו״ש!<br><br>על מנת לקדם את מימוש ההצעה, אני דורש להעביר את האחריות על מג״ב איו״ש מצה״ל למשטרת ישראל, בהתאם להסכם הקואליציוני שעד כה הופר.<br><br>בנוסף, יש…</p>&mdash; איתמר בן גביר (@itamarbengvir) <a href="https://x.com/itamarbengvir/status/2089326759124533577?ref_src=twsrc%5Etfw">August 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Secondo, affidare la sicurezza al Ministro della Sicurezza Nazionale <strong>Itamar Ben-Gvir</strong> e gli insediamenti israeliani illegali al Ministro delle Finanze Smotrich equivale a «consegnare la Cisgiordania ai coloni». <strong>Mohanad Mustafa</strong>, accademico e ricercatore esperto di affari israeliani, ha dichiarato ad <em>Al Jazeera</em> che questa mossa «esonera i militari dai loro obblighi ai sensi del diritto internazionale» poiché trasferendo il potere a una forza di polizia civile, «il governo ha di fatto annesso la Cisgiordania». </p>



<p>Dopotutto, non sono solo gli esperti interpellati da <em>Al Jazeera</em> a vederla in questo modo. Il ministro della Sicurezza nazionale <strong>Itamar Ben-Gvir</strong> ha infatti ammesso che il previsto trasferimento da parte delle Idf dell’applicazione delle norme civili in Cisgiordania alla Polizia un «passo significativo verso la sovranità israeliana». Ben-Gvir ha inoltre dichiarato di aver chiesto che tutta la responsabilità dell’area venga trasferita dalle Idf alla Polizia israeliana, compreso il passaggio della responsabilità della Divisione Giudea e Samaria della Polizia di frontiera dalle forze armate alla polizia, «in conformità con l’accordo di coalizione che finora è stato violato».</p>



<p><strong>Fonti: </strong></p>



<p><strong><em>“Katz: IDF will present plan to transfer West Bank civilian enforcement to police within two weeks,” The Jerusalem Post, 17 agosto 2026</em></strong>, <a href="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-905767" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-905767</a>.</p>



<p><strong><em>Jerusalem Post Staff, “Itamar Ben-Gvir: West Bank Authority Transfer Is a ‘Step toward Israeli Annexation’,” The Jerusalem Post, 17 agosto 2026</em></strong>, <a href="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-905767" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-905767</a>.</p>



<p><strong><em>“Katz Orders Plan to Hand West Bank Civilian Enforcement From IDF to Police,” Haaretz, August 14, 2026, </em></strong><a href="https://www.haaretz.com/west-bank/2026-08-14/ty-article/.premium/katz-orders-plan-to-hand-west-bank-civilian-enforcement-from-idf-to-police/0000019f-ff3e-d28e-a3df-ff7e94580000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.haaretz.com/west-bank/2026-08-14/ty-article/.premium/katz-orders-plan-to-hand-west-bank-civilian-enforcement-from-idf-to-police/0000019f-ff3e-d28e-a3df-ff7e94580000</a>.</p>



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<p><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cisgiordania-tutti-i-poteri-alla-polizia-un-altro-passo-verso-lannessione-esulta-ben-gvir.html">Cisgiordania, tutti i poteri alla polizia: un altro passo verso l&#8217;annessione, esulta Ben-Gvir</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gerusalemme: il piano segreto per Al-Aqsa che può incendiare il Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gerusalemme-il-piano-segreto-per-al-aqsa-che-puo-incendiare-il-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=520832</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gerusalemme" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una proposta di ambienti statunitensi e israeliani si sta facendo strada per sottrarre alla Giordania la custodia storica della spianata. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gerusalemme" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi, calata l&#8217;attenzione mediatica su Gaza, si sta incendiando <strong>Gerusalemme</strong>, e nello specifico il sito più politicamente sensibile del Medio Oriente: la <strong>Spianata delle Moschee</strong>, il luogo che i musulmani chiamano <strong>Al-Haram al-Sharif</strong> e gli ebrei <strong>Monte del Tempio</strong>. Succede quando una proposta sostenuta da ambienti statunitensi e israeliani si sta facendo strada per sottrarre alla <strong>Giordania</strong> la custodia storica della spianata, e trasformarla in un complesso multireligioso che viene incontro alle sole <a href="https://it.insideover.com/video/israele-e-ben-gvir-colpire-il-singolo-per-proteggere-il-sistema" type="link" id="https://it.insideover.com/video/israele-e-ben-gvir-colpire-il-singolo-per-proteggere-il-sistema">esigenze israeliane</a>. La notizia, nata come indiscrezione raccolta dal sito filopalestinese <em>Middle East Eye</em> (non sempre affidabile, va detto) e poi confermata da analisti che seguono il conflitto, è una bomba a orologeria nella diplomazia mondiale e potrebbe innescare una nuova e gravissima ondata di violenze <a href="https://it.insideover.com/tag/israele" type="link" id="https://it.insideover.com/tag/israele">in tutta la regione</a>.</p>



<p>Bisogna però fare prima un passo indietro fino al <strong>1924</strong>, ben prima della nascita dello <strong>Stato di Israele</strong>, la dinastia degli <strong>Hashemiti</strong>, ossia la famiglia reale che governa la <strong>Giordania</strong>, esercita la custodia formale dei luoghi santi islamici e cristiani di Gerusalemme. Questo ruolo fu affidato loro quando la <strong>Palestina</strong> era sotto il <strong>mandato britannico</strong>, dopo che gli Hashemiti avevano perso il controllo delle città sante della <strong>Mecca</strong> e di <strong>Medina</strong> a favore della famiglia <strong>Al Saud</strong>, gli attuali governanti dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>.</p>



<p>Le cose sono cambiate in parte dopo la <strong>Guerra dei Sei Giorni</strong> del 1967, quando Israele ha occupato <strong>Gerusalemme Est</strong>, l&#8217;area in cui si trova la Spianata. Da allora, le autorità israeliane gestiscono la sicurezza esterna del sito, ma la gestione quotidiana e religiosa dell&#8217;area è rimasta formalmente in mano al <strong>Waqf</strong>, un organo religioso finanziato e controllato dal governo giordano. È un accordo che fa parte del cosiddetto <em>status quo</em> di Gerusalemme, un delicato equilibrio diplomatico riconosciuto anche nel <strong>trattato di pace tra Israele e Giordania del 1994</strong>. Per la monarchia di <strong>Amman</strong>, questa custodia non è solo una questione di prestigio e identità, ma una colonna portante della propria legittimità politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un centro multifede per far pregare i gruppi ebrei</h2>



<p>Di cosa parla il nuovo piano? Secondo quanto riportato da <strong>Daniel Seidemann</strong>, avvocato israelo-americano considerato tra i massimi esperti della storia e delle regole non scritte di Gerusalemme, la proposta prevederebbe la <strong>fine improvvisa</strong> dell&#8217;autorità del Waqf giordano: al suo posto, verrebbe creato un nuovo organismo istituito dal governo israeliano con un blando coinvolgimento di un consorzio internazionale e interreligioso, comprendente rappresentanti ebrei e di vari Paesi arabi o musulmani, con una possibile supervisione a rotazione.</p>



<p>L&#8217;obiettivo formale sarebbe dichiarare la Spianata un <strong>centro multi-fede</strong>, garantendo parità di accesso ai fedeli delle diverse confessioni e consentendo ufficialmente la preghiera ebraica in grandi gruppi all&#8217;interno del perimetro, cosa impensabile secondo le regole attuali. Oggi gli ebrei possono entrare solo come visitatori, ma senza pregare. Il sogno realizzato di ultranazionalisti come Ariel Sharon e gli stessi ministri considerati più &#8220;estremisti&#8221; del governo Netanyahu, come quello della Sicurezza nazionale <strong>Itamar Ben-Gvir</strong>, senza che la storia abbia preso sufficiente spazio nel dibattito internazionale. Eppure l&#8217;eliminazione della custodia giordana verrebbe percepita come un affronto inaccettabile da gran parte del mondo arabo e islamico.</p>



<p>Il <strong>deus ex machina</strong> dell&#8217;operazione sarebbe <strong>Jared Kushner</strong>, genero di <strong>Donald Trump</strong> e grande affarista nella West Bank: l&#8217;amministrazione statunitense ne avrebbe già discusso con diversi Paesi del Golfo e del Nord Africa, tra cui <strong>Bahrein</strong>, <strong>Egitto</strong>, <strong>Marocco</strong> ed <strong>Emirati Arabi Uniti, al momento alle prese con l&#8217;umiliazione subita dagli Stati Uniti con l&#8217;Iran</strong>. La Casa Bianca ha definito il rapporto &#8220;totalmente falso&#8221; e il <strong>Segretario di Stato Marco Rubio</strong> ha dichiarato di non averne mai sentito parlare. Basterà a placare le acque? Negli stessi giorni, il primo ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong> ha respinto la richiesta della Procura Generale di limitare i poteri di <strong>Ben-Gvir</strong> sulle questioni di polizia più sensibili, comprese quelle che riguardano la Spianata delle Moschee, che Ben-Gvir vede come il più grande regalo che possa fare ai suoi sostenitori di estrema destra. Non a caso, le sue visite al sito, portatrici di gravi tensioni, sono servite come un omaggio a quella parte dell&#8217;elettorato.</p>



<p>Non parliamo di fantascienza, ma di una politica che <a href="https://it.insideover.com/luoghi/gerusalemme-est" type="link" id="https://it.insideover.com/luoghi/gerusalemme-est">si sta già concretizzando</a> a <strong>Gerusalemme Est</strong>. Lo stesso <strong>Daniel Seidemann</strong>, di solito cauto con le parole, ha recentemente dichiarato che la progressiva demolizione ed espulsione di residenti palestinesi in alcuni quartieri storici e nelle aree beduine limitrofe starebbe superando la definizione di <strong>occupazione</strong>, configurandosi ormai come una vera e propria forma di <strong>ingegneria demografica</strong> ed <strong>espulsione forzata</strong>.</p>



<p>A peggiorare le cose, c&#8217;è un dibattito europeo sempre indietro sui tempi riguardo ai possibili freni da apporre all&#8217;espansionismo israeliano. Dopo che l&#8217;Uniona Europea si è incartata sulle sanzioni a Ben-Gvir rinunciando a qualsiasi misura correttiva, Israele ha dichiarato persona non grata la voce diplomatica dell&#8217;Ue, <strong>Kaja Kallas</strong>, per aver detto in un incontro a porto chiuse che quello che avviene in Cisgiordania è &#8220;apartheid&#8221;: per tutta risposta la sua collega e commissaria Ue per il Mediterraneo si è presentata a Tel Aviv per scambiare sorrisi con il ministro degli Esteri di Tel Aviv, senza alcun rimprovero. In Italia continua a imperversare in tv <strong>Emanuele Fiano</strong>, Pd, la cui funzione è quella di ostacolare, dall&#8217;opposizione di sinistra, qualsiasi riforma radicale della nostra diplomazia nei confronti di Israele. Perché, spiega, se un cambiamento ci dovrà essere, arriverà dagli israeliani. Con questi argomenti spiega alla storica Paola Caridi: «Ditemi se hanno avuto effetto le sanzioni contro l&#8217;Iran. O le sanzioni contro la Russia». Insomma, campa cavallo.</p>



<p></p>
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		<title>Iran. Salta il negoziato di Ginevra, anzi no</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-salta-il-negoziato-di-ginevra-anzi-no.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 17:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=520942</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Salta il negoziato di Ginevra, anzi no" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Itamar Ben-Gvir: "Il Libano deve bruciare. Per ogni lacrima di una mamma israeliana, mille madri libanesi devono piangere". Un aggiornamento al massimo rialzo dell'equazione nazista dieci per uno.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Salta il negoziato di Ginevra, anzi no" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_2026061918391142_b4eaaed7446282524ff12257e88f0402-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Notte di massacri in Libano, dove l&#8217;intesa Iran-Usa è stata accolta con rabbia da Tel Aviv, che ha continuato a martellare il Paese dei cedri. Stanotte, dopo che Hezbollah aveva messo a segno un&#8217;operazione che aveva provocato la morte di quattro soldati israeliani e il ferimento di altri cinque, l&#8217;DF ha bombardato alzo zero i villaggi libanesi uccidendo almeno 47 civili nel sonno.</p>



<p>Ciò avveniva dopo le minacce di ritorsione, tra cui spiccava, al solito, quella di <a href="https://www.euronews.com/2026/06/19/all-of-lebanon-must-burn-israeli-minister-says-after-idf-reports-four-soldiers-killed" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Itamar Ben-Gvir</a>: &#8220;Il Libano deve bruciare. Per ogni lacrima di una mamma israeliana, mille madri libanesi devono piangere&#8221;. Un aggiornamento al massimo rialzo dell&#8217;equazione nazista dieci per uno.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.euronews.com/2026/06/19/all-of-lebanon-must-burn-israeli-minister-says-after-idf-reports-four-soldiers-killed"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/aA1-EN-1024x595.jpg" alt="All of Lebanon must burn,' Israeli minister says after IDF reports four soldiers killed" class="wp-image-82526"/></a></figure>



<p>Ma circoscrivere tale follia sanguinaria all&#8217;isolato criminale è limitativo. Significativo in tal senso un titolo del media libanese <a href="https://www.lorientlejour.com/article/1538572/le-messianisme-larbre-qui-cache-la-foret-de-la-radicalisation-israelienne.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L&#8217;Orient le Jour</a>: &#8220;Il messianismo, l&#8217;albero nasconde la foresta della radicalizzazione israeliana&#8221;.</p>



<p>Lo ha <a href="https://www.irna.ir/news/86187221/%D8%B9%D8%B1%D8%A7%D9%82%DA%86%DB%8C-%D9%81%D8%B1%D9%82%D9%87-%D9%86%D8%B3%D9%84-%DA%A9%D8%B4-%D8%AA%D9%84-%D8%A2%D9%88%DB%8C%D9%88-%D8%AA%D9%87%D8%AF%DB%8C%D8%AF%DB%8C-%D8%A8%D8%B1%D8%A7%DB%8C-%D8%AA%D9%85%D8%A7%D9%85-%D8%A8%D8%B4%D8%B1%DB%8C%D8%AA-%D8%A7%D8%B3%D8%AA#gallery-2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">detto in altro modo</a> il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi: &#8220;Non sono solo vanterie o commenti di un folle anonimo e genocida; si tratta piuttosto di dichiarazioni pubbliche del Ministro della Sicurezza Interna di Israele. Il culto genocida della morte, con sede a Tel Aviv, rappresenta una minaccia per tutta l&#8217;umanità. Questo movimento minaccia tutti i popoli e il suo unico obiettivo è una guerra permanente e senza fine&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.irna.ir/news/86187221/%D8%B9%D8%B1%D8%A7%D9%82%DA%86%DB%8C-%D9%81%D8%B1%D9%82%D9%87-%D9%86%D8%B3%D9%84-%DA%A9%D8%B4-%D8%AA%D9%84-%D8%A2%D9%88%DB%8C%D9%88-%D8%AA%D9%87%D8%AF%DB%8C%D8%AF%DB%8C-%D8%A8%D8%B1%D8%A7%DB%8C-%D8%AA%D9%85%D8%A7%D9%85-%D8%A8%D8%B4%D8%B1%DB%8C%D8%AA-%D8%A7%D8%B3%D8%AA#gallery-2"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-X-6-1024x364.jpg" alt="" class="wp-image-82528"/></a></figure>



<p>Insomma, le roboanti dichiarazioni di Trump sulla sua capacità di imporsi sull&#8217;alleato e le rassicurazioni di Vance sull&#8217;adesione all&#8217;intesa raggiunta con l&#8217;Iran da parte di Israele sembravano del tutto velleitarie. Tanto che, dopo tanto sangue, l&#8217;Iran dichiarava inutile l&#8217;incontro di Ginevra, il primo dopo la firma del Memorandum di Islamabad, che rimanda a negoziati successivi la finalizzazione delle tematiche in sospeso.</p>



<p>Tutto sembrava saltare quando, a sorpresa, arrivava l&#8217;annuncio di un cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele, che però ha visto l&#8217;IDF continuare negli attacchi, almeno mentre scriviamo. In realtà, al momento, appare solo un colpo di coda proprio della metodologia dell&#8217;esercito israeliano, che prevede un ultimo attacco massivo in concomitanza con una tregua (è così da anni).</p>



<p>Il cessate il fuoco in Libano è precondizione necessaria al dialogo, hanno ribadito le autorità iraniane, aggiungendo che la continuazione degli attacchi avrebbe innescato una reazione immediata da parte di Teheran. Da cui le pressioni americane per frenare l&#8217;alleato. A quanto pare hanno avuto successo, con Israele che accettava un cessate il fuoco, ma non siamo certo giunti al capitolo finale di questa tragedia.</p>



<p>Netanyahu, che oggi è addirittura (addirittura!) uno tra i più moderati politici israeliani &#8211; moderazione criticata dalle opposizioni, in teoria meno guerrafondaie &#8211; ha affermato che &#8220;l&#8217;esercito israeliano rimarrà in Libano finché sarà necessario&#8221;.</p>



<p>A colpire non è solo la disfida lanciata al LIbano, all&#8217;Iran, a Trump e al mondo, ma anche l&#8217;uso deliberato della formula vaga in voga &#8211; oggi un po&#8217; meno &#8211; sotto la presidenza Biden per la guerra ucraina. Una formula che appartiene al lessico delle guerre infinite, alle quali il premier resta comunque consegnato <em>usque ad effusionem sanguinis</em>&nbsp;(altrui, ovviamente).</p>



<p>Tale pretesa di conservare la presa sul&nbsp; Libano confligge con il Memorandum di Islamabad, che al primo punto urge il ripristino dell&#8217;integrità territoriale libanese. E pone criticità al negoziato successivo, nonostante l&#8217;attuale cessate il fuoco ne consenta l&#8217;avvio &#8211; sempre che tenga, dal momento che le manovre di sabotaggio continueranno.</p>



<p>Braccio di ferro destinato a durare, che s&#8217;interseca con lo scontro al calor bianco nel cuore dell&#8217;Impero, dove i falchi hanno alzato un intenso quanto feroce fuoco di sbarramento contro Trump e Vance, colpevoli di aver vanificato il piano volto a incenerire l&#8217;Iran. Per avere la misura della tempesta che si sta abbattendo su Trump e Vance basta osservare i media mainstream americani.</p>



<p>ll partito delle guerre infinite sta investendo ingenti risorse per mandare all&#8217;aria tutto (i giornalisti sensibili a certe sirene costano). Non è la prima volta che assistiamo a sforzi similari e ricordiamo con certa apprensione che l&#8217;hanno più o meno sempre spuntata.</p>



<p>A nostra memoria c&#8217;è stata un&#8217;unica eccezione a tale regola, l&#8217;accordo con l&#8217;Iran stipulato al tempo di Obama (la canea sul ritiro dell&#8217;Afghanistan si alzò prepotente solo a ritiro avvenuto, perché deciso e realizzato saggiamente in tutta fretta). L&#8217;eccezione Obama incute certa speranza.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/PICCOLENOTE-INSIDOVER-1024x205.jpg" alt="AAA" class="wp-image-82196"/></a></figure>
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		<title>Spariamo in Libano, chiudiamo Hormuz. Trump e il doppio ricatto di Israele e Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/spariamo-in-libano-chiudiamo-hormuz-trump-e-il-doppio-ricatto-di-israele-e-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 15:35:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Casa Bianca è stretta tra le pressioni di Israele per il Libano e quelle dell'Iran dopo la firma del Memorandum. Difficile uscirne. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se qualcuno si trovasse in mare dalle parti del Golfo Persico, alla radio di bordo potrebbe ricevere questo messaggio, inviato dalle Guardie della rivoluzione iraniane: &#8220;Poiché il ritiro delle forze israeliane dal Libano, la completa revoca del blocco marittimo e il ritiro delle forze terroristiche americane dal Golfo Persico e dalla regione sono le condizioni principali dell&#8217;accordo tra l&#8217;Iran e gli Stati Uniti, <strong>lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a quando queste condizioni non saranno soddisfatte. </strong>Al fine di garantire la sicurezza, si consiglia a tutte le navi di non avvicinarsi allo Stretto di Hormuz. Qualsiasi nave o nave militare che violi questa indicazione sarà attaccata&#8221;. A stretto giro di posta i comandi dell&#8217;IDF (le forze armate di Israele) hanno risposto: &#8220;I nostri attacchi in Libano continueranno fino a quando sarà necessario. Distruggeremo l&#8217;infrastruttura di Hezbollah in Libano. <strong>Non ci sono limitazioni all&#8217;eliminazione delle minacce provenienti dal Libano&#8221;.</strong></p>



<p>Lo Stretto di Hormuz quindi torna a chiudersi e Israele, come del resto aveva annunciato nei giorni scorsi Benjamin Netanyahu, si tiene la libertà di colpire dove e quando vuole, a dispetto della banale e brutale verità annunciata da Donald Trump al capo del governo dello Stato ebraico: &#8220;Siamo l&#8217;unico alleato che avete&#8221;. E anche a dispetto dei propri annunci: gli stessi comandi dell&#8217;IDF avevano annunciato, in mattinata, un cessate il fuoco in Libano a partire dalle ore 16 locali. Così si realizza la situazione peggiore per la Casa Bianca, che <a href="https://t.me/letteradamosca/36236">nel Memorandum d&#8217;intesa firmato con l&#8217;Iran </a>aveva accettato di includere il Libano nei patti del cessate il fuoco (&#8220;Cessate il fuoco immediato e permanente tra Stati Uniti, Iran e i loro alleati su tutti i fronti, incluso il Libano, con il rifiuto di entrambe le parti di future azioni militari e la garanzia della sovranità del Libano), a quanto pare convinta di poter fermare Netanyahu. Calcolo errato, perché Netanyahu non può permettersi, in vista delle elezioni politiche, di perdere terreno nei confronti di chi lo critica &#8220;da sinistra&#8221; (in realtà una destra più presentabile, quella della coalizione <strong>Yair Lapid</strong> &#8211; <strong>Naftali Bennett</strong>) e soprattutto &#8220;da destra&#8221;, dal fronte estremista e razzista di <strong>Itamar Ben Gvir </strong>(il partito di <strong>Bezalel Smotrich</strong>, secondo gli ultimi sondaggi, non supererebbe la soglia di sbarramento), quello che oggi invita a &#8220;bruciare il Libano&#8221; e a far piangere mille madri libanesi (libanesi, si badi bene, non di Hezbollah) per ogni lacrima versata da una madre israeliana, che potrebbe &#8220;rubargli&#8221; quel tanto di voti da sottrargli la maggioranza in Parlamento. Finché spara, Netanyahu può dire che non è finita. Se smette di sparare è invece finito lui. La stessa identica condizione, a ben vedere, in cui si trova Hezbollah in Libano.</p>



<p><strong>Resta il fatto che oggi Donald Trump è esposto a un duplice ricatto.</strong> Da un lato Israele, a cui il patrocinio Usa va bene finché opera come un pozzo di San Patrizio pieno di armi, denaro e appoggio politico, ma diventa insopportabile quando cerca di porre condizioni. Dall&#8217;altro l&#8217;Iran che, accettato un Memorandum che quasi tutti (a tratti anche esagerando, a nostro parere) hanno letto come un&#8217;ammissione di sconfitta degli Usa, può pretenderne l&#8217;attuazione alla lettera, sfidando la Casa Bianca a riprendere una guerra che ha a dir poco disturbato tutti i Paesi del Medio Oriente, gran parte dei Paesi dell&#8217;Asia (solo la Cina ride sotto i baffi) e l&#8217;intera Europa. <strong>Due ricatti tra l&#8217;altro che, esercitandosi a spese di un terzo, si sostengono a vicenda: </strong>se Israele spara, l&#8217;Iran può tirare per la giacca gli Usa e accusarli di non volere o non potere mantenere i patti; se a sparare è Hezbollah, o è l&#8217;Iran a bloccare la navigazione, Israele (e la sua lobby americana) possono ripetere a Trump che il Memorandum è stato un errore clamoroso. In tutti i casi politicamente paga Pantalone, ovvero Trump, che a novembre ha lo stesso problema che ha in ottobre Netnyahu: un <em>all in</em> elettorale più che insidioso.</p>



<p></p>



<p> </p>



<p></p>



<p> </p>
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		<title>Israele: pace Usa-Iran ed elezioni sempre più vicine. È l&#8217;ora più difficile per Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-ora-politica-piu-difficile-per-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 14:40:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1133" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-1536x906.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-600x354.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Isolato all'esterno, criticato dalla maggioranza e dall'opposizione all'interno: a pochi mesi dal voto, mai come adesso Netanyahu appare politicamente vulnerabile </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1133" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-1024x604.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-768x453.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-1536x906.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260510072118586_7c5f74bb95db56fd9f85174077fc1861-e1778390514196-600x354.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Forma e sostanza spesso in politica coincidono. Non è detto che sia mai accaduto quanto dichiarato dal presidente Usa <strong>Donald Trump</strong> nella giornata di domenica circa il &#8220;rimprovero&#8221; ai danni dal il premier israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, accusato di aver ordinato un raid inutile e dannoso contro Beirut. Tuttavia, il fatto stesso che il capo della Casa Bianca lo abbia dichiarato ha costituito elemento di sostanza. Perché, di fatto, <strong>il capo dell&#8217;amministrazione Usa ha pubblicamente preso le distanze dalle azioni del governo israeliano</strong>. Netanyahu, dal canto suo, nel leggere quelle dichiarazioni ha forse capito che <strong>questa volta è chiamato a masticare amaro</strong>. E a non potere fare altro che incassare, <a href="https://it.insideover.com/politica/un-flop-per-gli-usa-un-disastro-per-israele-leredita-della-guerra-con-liran-che-ha-cambiato-il-medio-oriente.html">subito dopo la notizia di un accordo tra Usa e Iran</a>, aspre critiche <strong>sia dal suo governo che dall&#8217;opposizione</strong>. Il tutto a pochi mesi da un voto, quello fissato per settembre, che appare sempre più delicato e decisivo per le sorti di Israele. Oltre che, di riflesso, per le sorti personali dello stesso premier.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Unanimi critiche all&#8217;accordo </h2>



<p>Ciò che più ha suscitato reazioni, nello Stato ebraico, è la clausola voluta dall&#8217;Iran e validata da Donald Trump riguardante il <strong>Libano</strong>: Washington, in particolare, nell&#8217;intesa siglata domenica <strong>si è impegnata a garantire un chiaro cessate il fuoco in territorio libanese</strong>. Immediatamente sono scattate le critiche verso il documento:<em>&#8220;Mi auguro che il premier non dia seguito a questo accordo e non si consideri vincolato a questa intesa</em> &#8211; ha tuonato il ministro della pubblica sicurezza, nonché leader di Potere Ebraico, <strong>Itamar Ben Gvir</strong> &#8211; N<em>oi non siamo subalterni di nessuno&#8221;</em>. A fargli da spalla ci ha subito pensato il ministro delle finanze <strong>Bezalel Smotrich</strong>, a capo dell&#8217;altro partito ultranazionalista Sionismo Religioso: <em>&#8220;Quella in Libano è la nostra guerra</em>&#8220;, ha dichiarato, &#8220;<em>dobbiamo garantire il ritorno a casa degli abitanti delle comunità del Nord&#8221;.</em> Su <strong>Channel 12</strong>, nel corso della mattinata di lunedì sono stati registrati anche interventi di funzionari rimasti anonimi:<em>&#8220;Per Israele questo accordo è un disastro su tutta la linea&#8221;</em>, è la frase più gettonata. Nel mirino non è tanto l&#8217;accordo tra Usa e Iran, quanto per l&#8217;appunto <strong>la clausola legata al Libano. </strong>Nessuno a Tel Aviv si aspettava di dover subire così tanta pressione per terminare i raid contro Hezbollah, i cui miliziani fino a pochi giorni fa si sono dimostrati ancora in grado di colpire nonostante due anni e oltre di sanguinosa guerra.</p>



<p>Le critiche arrivate dal mondo militare e dal governo, sono tuttavia ancora gestibili da Netanyahu. In primo luogo perché messe in conto dallo stesso premier. Ma soprattutto, perché <strong>si tratta di osservazioni mosse prima di tutto verso Trump</strong>. Diverso invece è il discorso legato all&#8217;opposizione. Da <strong>Yair Lapid</strong>, passando per <strong>Naftali Bennett</strong> e <strong>Yair Golan</strong>, tutti hanno evidenziato nelle ultime ore come Israele non abbia più in mano il proprio destino: &#8220;<em>Trump firma un accordo che immette miliardi nel regime degli ayatollah, lascia intatte le infrastrutture nucleari, mantiene inalterata la minaccia balistica e offre una corda di salvataggio al regime omicida di Teheran&#8221;,</em> ha dichiarato per esempio proprio Golan, a capo degli ex laburisti del <strong>Partito Democratico</strong>. Un modo per evidenziare per l&#8217;appunto come oramai, secondo la sua visione, Tel Aviv è costretta a subire a livello di politica estera ed è incapace di dettare la propria linea.</p>



<p><em>&#8220;Netanyahu è l&#8217;uomo che per anni ha venduto all&#8217;opinione pubblica l&#8217;illusione di Mr. Sicurezza</em> &#8211; ha proseguito Golan &#8211; <em>e che in realtà si è rivelato il padre del più grande fallimento strategico della storia di Israele. L&#8217;uomo che ha costruito la concezione Hamas è un asset, che ha permesso il flusso di denaro qatariota, che ha abbandonato l&#8217;arena diplomatica, che ha smantellato le alleanze di Israele e l&#8217;ha lasciata isolata nel momento della verità&#8221;. </em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le elezioni sempre più vicine</h2>



<p>Le frasi dei principali leader dell&#8217;opposizione hanno lasciato il segno perché direttamente rivolte verso l&#8217;ego di Netanyahu. Per una personalità che mai ha nascosto i suoi tratti più orgogliosi, <strong>sentirsi accusato di essere diventato subalterno rappresenta un importante colpo</strong>. Per adesso il diretto interessato ha scelto la via del <strong>silenzio</strong>. Del resto, c&#8217;è poco da dire: l&#8217;esercito israeliano, come sottolineato dalla testimonianza di due soldati impegnati nel fronte settentrionale e raggiunti da Channel 12, ha dato ordine di non sparare più per il momento.<strong> Netanyahu non può quindi per adesso continuare la propria guerra. </strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Israeli National Security Minister Ben-Gvir demands:<br><br>We must continue destroying the houses in southern Lebanon. We must continue pushing the residents away from southern Lebanon. We must continue eliminating Hezbollah terrorists in Lebanon. <a href="https://t.co/DCLGEECIEr">pic.twitter.com/DCLGEECIEr</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://x.com/clashreport/status/2066515839579279713?ref_src=twsrc%5Etfw">June 15, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>A tre mesi dal voto, il rischio per l&#8217;attuale premier è ora molto alto. I sondaggi da tempo danno il suo partito, il <strong>Likud</strong>, si in testa ma impossibilitato a formare una nuova maggioranza. Adesso, rischia di perdere ulteriore consenso e di veder frammentata la sua azione politica. <strong>Nessuno però lo dà per politicamente morto, in Israele come all&#8217;estero. </strong>Forse è proprio in questo silenzio che Netanyahu sta provando a estrarre dal cilindro qualcosa che possa rimetterlo in corsia. <strong>Ha ancora diversi assi da mostrare</strong>: può riprendere il conflitto in Libano, può rivendicare l&#8217;indebolimento della Repubblica Islamica in Iran, può mostrare di avere la comune volontà con Trump di evitare che Teheran si doti dell&#8217;atomica.<strong> Il tempo però, stavolta, non è dalla sua parte</strong>. Le settimane prima del voto a breve inizieranno a passare più velocemente e trovare la quadra sarà sempre più difficile. Del resto, oggi Netanyahu si sta muovendo tra due incudini: da un lato c&#8217;è la pressione internazionale e dall&#8217;altro c&#8217;è quella interna. <strong>Una delle due, dovrà per forza subirla. </strong></p>



<p></p>
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		<title>Il solito copione: se Usa e Iran parlano di tregua, Israele aumenta i suoi attacchi in Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-solito-copione-se-usa-e-iran-parlano-di-tregua-israele-aumenta-i-suoi-attacchi-in-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 06:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Libano]]></category>
		<category><![CDATA[hezbollah]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260526075924752_b1bbc5b5c07d4df7f962c9c93d5e169f-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il solito copione: venti di tregua in Iran, Israele lancia attacchi estesi in Libano. Beirut sotto bombardamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-solito-copione-se-usa-e-iran-parlano-di-tregua-israele-aumenta-i-suoi-attacchi-in-libano.html">Il solito copione: se Usa e Iran parlano di tregua, Israele aumenta i suoi attacchi in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Benjamin Netanyahu</strong> aveva fatto <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-e-iran-cercano-laccordo-bibi-il-guastatore-semina-le-sue-trappole.html" type="post" id="518219">intendere che <strong>Israele</strong> non avrebbe assistito </a>passivamente o subito ogni prospettiva di prolungamento della tregua in Iran senza farsi mettere in un angolo e dal <strong>Libano, oggi come ad aprile, è arrivata la conferma</strong>: l&#8217;I<em>srael Defense Force</em> ha lanciato nuovi, estesi, attacchi contro Hezbollah nel Paese dei Cedri, ne ha martellato le roccaforti ma ha anche colpito pesantemente la capitale Beirut e diversi villaggi nel Sud del Paese nella notte tra lunedì 25 e martedì 26 maggio.</p>



<p>&#8220;Siamo in guerra con Hezbollah e non ci fermeremo&#8221;, ha detto Netanyahu rivendicando che Israele avrebbe ucciso in pochi giorni ben 600 &#8220;terroristi&#8221;, poco dopo che il Ministro della Sicurezza Nazionale <strong>Itamar Ben Gvir </strong>aveva fatto appello ai partner di destra del governo del premier del Likud di intensificare l&#8217;offensiva nel Libano. Segnalate evacuazioni di massa dal Sud della capitale libanese, in una giornata importante per l&#8217;ex colonia francese, che celebrava mentre Netanyahu dava l&#8217;ordine d&#8217;attacco il Giorno della Liberazione, commemorazione del ritiro israeliano dopo 18 anni di presenza nel Paese nel 2000.</p>



<p>La narrazione, oggi, è <strong>fondata sulla presunta minaccia dronistica di Hezbollah</strong>, con Ben Gvir e il Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich che chiedono un&#8217;azione dura. Secondo Israele, il Partito di Dio starebbe cercando di sabotare i negoziati per una pace duratura col Libano e fonti della sicurezza di Tel Aviv <a href="https://www.timesofisrael.com/netanyahu-orders-idf-to-intensify-blows-against-hezbollah-amid-surge-in-drone-attacks/">hanno detto al Times of Israel c</a>he &#8220;negli ultimi otto giorni Hezbollah ha lanciato oltre 1.000 droni e più di 700 razzi contro Israele, in un apparente tentativo di far fallire i colloqui&#8221;. </p>



<p>Al contempo, è però difficile non puntualizzare come l&#8217;escalation israeliana avvenga in parallelo a una ben più vasta, e cruciale, trattativa: <strong>quella tra Stati Uniti e Iran, alle battute finali per un&#8217;estensione del cessate il fuoco.</strong> In cui Teheran chiede espressamente lo stop agli attacchi israeliani in Libano, fatto criticato, assieme all&#8217;intera architettura dell&#8217;accordo potenziale, da quegli alti esponenti del sistema di potere Usa vicini al presidente Donald Trump e alle istanze di Israele e Netanyahu. Il senatore repubblica Lindsey Graham ha, a tal proposito, scritto su X che &#8220;un accordo che venga percepito come un&#8217;autorizzazione alla sopravvivenza dell&#8217;Iran e al controllo dello Stretto in futuro darebbe ulteriore slancio a Hezbollah in Libano e alle milizie sciite in Iraq, sostanzialmente benedicendo l&#8217;attacco israeliano.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">If it is perceived in the region that a deal with Iran allows the regime to survive and become more powerful over time, we will have poured gasoline on the conflicts in Lebanon and Iraq. <br><br>A deal that is perceived to allow Iran to survive and possess the ability to control the…</p>&mdash; Lindsey Graham (@LindseyGrahamSC) <a href="https://twitter.com/LindseyGrahamSC/status/2058272548144734334?ref_src=twsrc%5Etfw">May 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Sembra una riedizione di quanto successo l&#8217;8 aprile, quando poco dopo il cessate il fuoco negoziato a Islamabad tra Usa e Iran Netanyahu ordinò una maxi-campagna di bombardamenti contro il Libano, <strong>dall&#8217;evocativo nome di &#8220;Operazione Tenebre Eterne&#8221;</strong>. In questo caso, il nome non è meno impattante: &#8220;Operazione Frecce di Fuoco&#8221;. <a href="https://www.laparola.net/testop.php?riferimento=Efesini%206%3A16-17"> </a><strong>Parole che sembrano a metà tra il titolo di un videogioco di wargaming e i versetti di antichi passaggi biblici</strong> che mostrano il massimalismo degli obiettivi israeliani. I quali sono giocati a viso aperto: Tel Aviv è la &#8220;guastatrice&#8221; delle prospettive di stabilizzazione di pace, e Netanyahu lo rivendica. L&#8217;Iran chiede lo stop agli attacchi in Libano per un deal con gli Usa, Netanyahu rilancia colpendo il Paese dei Cedri: non c&#8217;è nemmeno da sospettare, è tutto così pericolosamente alla luce del sole.</p>
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		<title>Flotilla: Ben Gvir è ripugnante ma il problema vero è l&#8217;impunità totale di cui gode Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/flotilla-ben-gvir-e-ripugnante-ma-il-problema-vero-e-limpunita-totale-di-cui-gode-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 09:27:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1126" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-300x176.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-1024x601.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-768x450.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-1536x901.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260521115340504_5c26537eb8873d9fcc9ca496e463a533-e1779357254270-600x352.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Itamar Ben Gvir è un ben noto fanatico razzista ma il vero problema da affrontare è l'impunità totale di cui gode Israele. Servono sanzioni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/flotilla-ben-gvir-e-ripugnante-ma-il-problema-vero-e-limpunita-totale-di-cui-gode-israele.html">Flotilla: Ben Gvir è ripugnante ma il problema vero è l&#8217;impunità totale di cui gode Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il video di Itamar Ben Gvir, quello in cui il ripugnante ministro israeliano deride, insulta e minaccia gli attivisti della Flotilla ammassati nel porto di Ashdod e costretti in ginocchio, ha fatto il giro del mondo e ha destato il giusto sdegno della politica internazionale. <strong>Tra i primi a prendere posizione il nostro presidente Sergio Mattarella,</strong> la prima ministra Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Tajani e il ministro della Difesa Crosetto. Bene così. Sarà complicato per i soliti noti ora cianciare di antisemitismo a proposito di un vertice istituzionale, quello italiano, che nei confronti di Israele si è sempre mosso con pacatezza persino eccessiva.   Tajani ha anche chiesto l&#8217;immediato rilascio di tutti gli italiani detenuti da Israele, tra i quali c&#8217;è anche <strong>Simona Losito,</strong> coraggiosa giornalista di InsideOver, molto apprezzata sia dai lettori sia dai follower dei nostri social a partire da Instagram.</p>



<p>Tutti sanno chi è <strong>Itamar Ben Gvir.</strong> Un estremista giudicato tale anche dal sistema giudiziario di Israele, che l&#8217;ha condannato per incitamento al razzismo. Un fanatico dalle pulsioni omicide che minaccio il primo ministro Yitzhak Rabin, l&#8217;artefice degli Accordi di Oslo, appena due settimane prima che un colono con le stesse sue idee lo uccidesse a colpi di pistola. Ben Gvir è il ministro della Sicurezza di Israele che ieri faceva il gradasso circondato da guardie armate tra decine di giovani ammanettati ma che il 7 ottobre del 2003, lui responsabile della &#8220;sicurezza&#8221; dei suoi concittadini, si fece sorprendere dagli assassini scatenati di Hamas. Uno scarto della politica con la P maiuscola, imbarcato nel governo solo perché <strong>Benjamin Netanyahu </strong>ha bisogno anche dei voti delle minoranze più irresponsabili.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="&quot;Qui comandiamo noi&quot;: bendati, incaprettati, legati con fascette, Ben Gvir &quot;accoglie&quot; la Flotilla" width="422" height="750" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/4S34JZRpfzA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_");</script>
</div></figure>



<p>L&#8217;errore che non bisogna fare, però, è proprio concentrarsi su personaggi miserabili come Ben Gvir. Il problema è molto più ampio e, non per caso, il presidente Mattarella lo ha messo in evidenza nella propria dichiarazione quando ha parlato di &#8220;persone fermate illegalmente in acque internazionali&#8221;. <strong>Quello a cui abbiamo assistito negli scorsi giorni, infatti, è stato un sequestro di persona di massa</strong> (490 fermati, tra i quali 29 italiani) che peraltro Netanyahu ha subito rivendicato dicendo che “Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza”. Una riga e mezza per tre menzogne. <strong>Prima menzogna:</strong> i ragazzi della Flotilla non sono sostenitori di Hamas. È la solita litania, a cui ormai non crede più nessuno, per cui chi critica o si oppone al governo di Israele è antisemita e/o complice di Hamas. <strong>Seconda</strong>: la Flotilla era a centinaia di miglia nautiche dalle acque territoriali israeliane, non c&#8217;era pericolo per nessuno, quindi l&#8217;assalto israeliano è un atto di pirateria del mare. <strong>Terza:</strong> Israele non ha &#8220;tutto il diritto&#8221;, anzi. Non ha <strong>nessun diritto</strong> di abbordare imbarcazioni che navigano in acque internazionali e non hanno commesso alcuna infrazione o reato.</p>



<p>Paradossalmente, Netanyahu ha proseguito dicendo che “il modo in cui il Ministro Ben-Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme di Israele”.&nbsp;Un cerottino che ha avuto l&#8217;unico effetto di sottolineare il buco, perché non si capisce quali siano &#8220;i valori e le norme&#8221; che dovrebbero <strong>impedire alle autorità di Israele di maltrattare i sequestrati ma consentire loro di massacrare decine di migliaia di donne e bambini a Gaza.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il privilegio della violenza</h2>



<p>Il punto dell&#8217;intera questione sta proprio qui. <strong>A Israele vengono permesse, con l&#8217;appoggio o la compiacenza di una lunga serie di Paesi capitanata dagli Stati Uniti, azioni che non sono mai state permesse ad alcuno altro Stato nella storia. </strong>Per esempio bombardare otto Paesi in due anni, compreso il Qatar mentre questi conduceva una mediazione tra israeliani e rappresentanti di Hamas. Oppure occupare una parte della Siria che non aveva mosso un dito per attaccare Israele. Invadere il Libano e raderne al suolo i villaggi, preparando nello stesso tempo un&#8217;occupazione militare di lungo periodo. Smembrare la Cisgiordania dopo averla traforata con gli insediamenti illegali, per poi affidarla all&#8217;arbitrio dei coloni, ormai diventati milizia armata protetta dall&#8217;esercito. E via via per molti altri esempi, compresa la detenzione illegale, senza accuse e senza processi, per migliaia di palestinesi o la pena di morte a sfondo etnico.</p>



<p>Perché? Perché <strong>questo crudele privilegio a un Paese che, proprio per esercitarlo, non si è mai dato una Costituzione né ha mai definito i propri confini?</strong> Possibile che nessuno si renda conto di quali danni tutto questo faccia alla stabilità di una regione cruciale (e ben lo vediamo adesso, con gli occhi di tutti fissi sullo Stretto di Hormuz e sulle petroliere che non possono più percorrerlo) come il Medio Oriente? </p>



<p>Dietro la penosa performance di Itamar Ben Gvir emerge evidente il senso di impunità che anima le autorità di Israele. Ed è proprio su questo che, più che mai, occorre intervenire. Non è più tollerabile l&#8217;acquiescenza nei confronti di uno Stato ricco e potente che, unico al mondo, si sente libero di fare ciò che vuole, quando vuole e come vuole. Basta parlare di linee rosse di cui a Netanyahu e soci non frega assolutamente nulla, è ora di fare qualcosa. <strong>E questo qualcosa ha un solo nome: sanzioni. </strong>Finché il senso di impunità sarà gratuito, nulla cambierà nei comportamenti del Governo di Israele. E chi fa finta di non capirlo, a cominciare da chi governa l&#8217;Ue, o è stupido o è complice.</p>



<p></p>
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		<title>Israele, a ottobre si vota e i sondaggi dicono che Netanyahu&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/israele-a-ottobre-si-vota-e-i-sondaggi-dicono-che-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 18:43:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=514635</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424131510173_8fa6c09cf47c2a4fad500050bc88795f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424131510173_8fa6c09cf47c2a4fad500050bc88795f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424131510173_8fa6c09cf47c2a4fad500050bc88795f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424131510173_8fa6c09cf47c2a4fad500050bc88795f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424131510173_8fa6c09cf47c2a4fad500050bc88795f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424131510173_8fa6c09cf47c2a4fad500050bc88795f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424131510173_8fa6c09cf47c2a4fad500050bc88795f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La coalizione di Netanyahu appare in difficoltà, l'opposizione recupera soprattutto con il nuovo partito Yashar. Ma il ruolo di king maker potrebbe spettare ai partiti arabi</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-a-ottobre-si-vota-e-i-sondaggi-dicono-che-netanyahu.html">Israele, a ottobre si vota e i sondaggi dicono che Netanyahu&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424131510173_8fa6c09cf47c2a4fad500050bc88795f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424131510173_8fa6c09cf47c2a4fad500050bc88795f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424131510173_8fa6c09cf47c2a4fad500050bc88795f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424131510173_8fa6c09cf47c2a4fad500050bc88795f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424131510173_8fa6c09cf47c2a4fad500050bc88795f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424131510173_8fa6c09cf47c2a4fad500050bc88795f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260424131510173_8fa6c09cf47c2a4fad500050bc88795f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è una particolarità, spesso non sottolineata, che sta riguardando la politica israeliana: per la prima volta dopo decenni, <strong>la Knesset (il Parlamento israeliano) sta arrivando alla sua scadenza naturale</strong>. Ma questo è ovviamente tutt&#8217;altro che un simbolo di normalizzazione del quadro politico. Al contrario,<strong> in Israele non si è andato a votare perché la legislatura è stata caratterizzata quasi per intero dalla guerra</strong>. Nonostante una maggioranza di appena due deputati in più rispetto alla soglia minima, il premier Netanyahu ha blindato il suo esecutivo e ha retto fino alla fine del quadriennio. Adesso però dovrà inevitabilmente fare i conti con le elezioni, previste entro ottobre. E la<strong> tregua in Libano </strong>e la <strong>persistenza del cessate il fuoco in Iran</strong> stanno ponendo il premier in una situazione di <strong>difficoltà nei sondaggi</strong>. Anche perché, nei suoi confronti, gli attacchi adesso arrivano pure dalla sua stessa coalizione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le difficoltà interne all&#8217;attuale coalizione di maggioranza </h2>



<p>Il sistema israeliano è caratterizzato da una legge elettorale proporzionale, applicata su liste ricadenti all&#8217;interno di un unico collegio nazionale e con uno sbarramento al 3.25%. Non sono previsti premi di maggioranza e ogni lista corre in solitaria, a volte però con all&#8217;interno due o più partiti. Netanyahu, eccezion fatta per i mesi di governo Bennett nel 2022, dal 2009 a oggi è stato costantemente confermato grazie alle prestazioni del suo partito, ossia il <strong>Likud</strong>. La formazione, la principale del centrodestra israeliano, è riuscita sempre a piazzare tra i 25 e i 35 deputati e questo ha facilitato il lavoro del premier nel trovare alleati per arrivare a <strong>quota 61</strong>. Quest&#8217;ultima è la cifra necessaria, in un Parlamento composto da 120 deputati, per formare una maggioranza di governo. </p>



<p>L&#8217;attuale coalizione che regge l&#8217;esecutivo vede al suo interno la presenza del Likud, così come dei partiti della destra messianica di <strong>Potere Ebraico</strong> e <strong>Sionismo Religioso</strong>. Si tratta delle formazioni, rispettivamente, di Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich. C&#8217;è poi il partito di centro del ministro degli Esteri Gideon Sa&#8217;ar, ossia <strong>Nuova Speranza</strong>. Infine, ci sono le formazioni religiose di <strong>Shas</strong> e <strong>Giudaismo Unito nella Torah</strong>. Anche se, riguardo a questi due partiti, occorre sottolineare che al momento il loro è solo un appoggio esterno all&#8217;esecutivo per via delle controversie sulla leva obbligatoria per i membri delle comunità ortodosse.</p>



<p>Ad ogni modo, quando si andrà a votare dovrebbe essere questa la coalizione disposta a dare nuovamente supporto a Netanyahu. Secondo gli ultimi sondaggi tuttavia, <strong>l&#8217;unione tra gli attuali partiti di maggioranza otterrebbe soltanto 49 seggi</strong>. Un numero piuttosto basso, lontano da quota 61. A pesare è, in primo luogo, <strong>l&#8217;indietreggiamento del Likud</strong>: il partito del premier si dovrebbe confermare al primo posto ma con 24 seggi a fronte degli attuali 34. <strong>Ci sono poi due formazioni dell&#8217;attuale maggioranza al momento al di sotto della soglia di sbarramento</strong>: si tratta di Nuova Speranza, ma soprattutto del Sionismo Religioso del ministro Smotrich. Dentro il Parlamento invece dovrebbero nuovamente sedere i deputati di Potere Ebraico, accreditati di 9 seggi, e delle formazioni religiose. Queste ultime dovrebbero ottenere tra i 9 e i 7 deputati a testa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ascesa di Yashar tra le file dell&#8217;opposizione</h2>



<p>A contendere il primato al Likud, grazie ai 23 o 24 seggi di cui attualmente è accreditato, potrebbe essere la <strong>lista Bennett.</strong> Si tratta della formazione che prende il nome dall&#8217;ex premier e suo fondatore, in corsa quindi per guidare l&#8217;opposizione e sfidare direttamente Netanyahu al voto. Dietro però, scalpitano altri partiti che stanno avendo, secondo i sondaggi, sempre più presa. A partire da <strong>Yashar</strong>, lista formata nei mesi scorsi dall&#8217;ex capo di stato maggiore dell&#8217;esercito <strong>Gadi Eisenkot</strong>. Centrista e profondamente critico di Netanyahu, il suo nuovo partito sta attirando consensi di chi considera &#8220;debole&#8221; la politica diplomatica dell&#8217;attuale premier. Con riferimento al fatto che Tel Aviv ha dovuto digerire due tregue, quella in Iran e quella in Libano, di fatto mediate dagli Stati Uniti. In ascesa, dopo anni di declino, la sinistra israeliana: <strong>Yair Golan </strong>ha unito gli ex laburisti con gli ex di Meretz per formare il <strong>Partito Democratico</strong>, accreditato di 9 seggi.</p>



<p>Gli stessi di un altro partito dell&#8217;opposizione, <strong>Yisrael Beiteinu di Avigdor Lieberman</strong>: lista di riferimento della destra russofona israeliana, nonostante le divergenze con Democratici e centristi da tempo il suo fondatore parla della necessità di unire l&#8217;opposizione in funzione anti Netanyahu. L&#8217;avanzata di Bennett e Yashar ha fatto indietreggiare i due principali partiti centristi del parlamento uscente: <strong>Yesh Atid</strong>, dell&#8217;ex presentatore Yair Lapid, e <strong>Blu&amp;Bianco</strong> di Benny Gantz. Il primo dovrebbe entrare nella Knesset con 7 seggi, il secondo invece potrebbe non superare lo sbarramento. Complessivamente, l&#8217;attuale opposizione avrebbe 61 seggi. La soglia minima per formare quindi un governo.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Lazar/Maariv Knesset Poll: Bennett Ties Likud<br><br>🔵Likud: 24 (-1)<br>🔴Bennett: 24<br>🔴Yashar: 12<br>🔵Shas: 9<br>🔴Yisrael Beteinu: 9<br>🔴Democrats: 9<br>🔵Otzma Yehudit: 9 (+1)<br>🔵UTJ: 7<br>🔴Yesh Atid: 7<br>🟢Ra&#39;am: 5<br>🟢Hadash-Ta&#39;al: 5<br><br>changes +/- April 16, fieldwork April 23 <a href="https://t.co/IMaU72ErRd">pic.twitter.com/IMaU72ErRd</a></p>&mdash; Israel Elects (@israel_elects) <a href="https://twitter.com/israel_elects/status/2047595978237108592?ref_src=twsrc%5Etfw">April 24, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dei partiti arabi</h2>



<p>Se quindi il governo oggi potrebbe contare su 49 deputati e l&#8217;opposizione su 61, dieci seggi rimarrebbero fuori da questo conteggio. Non si tratta di un errore di matematica, bensì del fatto che occorre ben considerare nella partita anche le <strong>storiche formazioni di riferimento della comunità arabo israeliana</strong>. Secondo gli ultimi sondaggi, due liste arabe dovrebbero ottenere 5 seggi a testa. Si tratta di <strong>Hadash-Ta&#8217;al</strong>, formazione considerata come quella più orientata a sinistra, e di <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-sono-gli-arabi-di-raam-che-entrano-nel-governo-israeliano.html">Ra&#8217;am</a>. Quest&#8217;ultima è invece sempre stata vista, seppur con i vari distinguo, come costola dei Fratelli Musulmani tra gli arabi di Israele. <a href="https://www.timesofisrael.com/arab-parties-clash-over-delayed-joint-list-agreement-but-deny-breakdown-in-talks/">Da mesi si parla della formazione di una lista comune capace di arrivare fino a 10 o anche più deputati alla Knesset</a>. Considerando i numeri esigui dell&#8217;attuale maggioranza di governo e la frammentazione dell&#8217;attuale opposizione, le liste arabe potrebbero arrivare ad avere un ruolo inedito: <strong>quello di ago della bilancia del prossimo Parlamento</strong>. Storicamente i partiti arabofoni raramente sono entrati al governo, tuttavia un loro appoggio esterno potrebbe determinare la vittoria o la sconfitta di uno dei due blocchi contrapposti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-a-ottobre-si-vota-e-i-sondaggi-dicono-che-netanyahu.html">Israele, a ottobre si vota e i sondaggi dicono che Netanyahu&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele, tortura e genocidio come metodo: Il rapporto ONU che trasforma la denuncia in accusa politica</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/israele-tortura-e-genocidio-come-metodo-il-rapporto-onu-che-trasforma-la-denuncia-in-accusa-politica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 14:28:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/palestina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palestina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/palestina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/palestina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/palestina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/palestina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/palestina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/palestina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il rapporto della Albanese al Consiglio per i diritti umani dell'Onu dice che la tortura è un elemento strutturale del progetto di dominio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-tortura-e-genocidio-come-metodo-il-rapporto-onu-che-trasforma-la-denuncia-in-accusa-politica.html">Israele, tortura e genocidio come metodo: Il rapporto ONU che trasforma la denuncia in accusa politica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/palestina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palestina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/palestina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/palestina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/palestina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/palestina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/palestina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/palestina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il rapporto presentato da<a href="https://it.insideover.com/economia/la-minaccia-delle-sanzioni-usa-sulla-finanza-etica-europea-il-caso-di-francesca-albanese.html"> Francesca Albanese</a> al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite non aggiunge soltanto nuovi elementi alla lunga lista delle violazioni commesse nei Territori palestinesi occupati. Compie un salto ulteriore, molto più grave sul piano politico e giuridico: afferma che la tortura non è una degenerazione occasionale della guerra, ma <strong>una componente strutturale del progetto di dominio israeliano sulla popolazione palestinese.</strong> Non più, dunque, episodi estremi o deviazioni di apparati fuori controllo, ma una tecnica coerente di distruzione fisica, psichica e collettiva. Il rapporto lo dice in modo netto: dall’ottobre 2023 la tortura custodiale e non custodiale ha raggiunto una scala tale da integrarsi nella dinamica genocidaria e nel più ampio sistema di apartheid coloniale.</p>



<p><strong>La tesi di fondo: non abuso, ma architettura del potere</strong></p>



<p>Il documento si apre con un’affermazione che ne chiarisce subito la portata: la tortura viene descritta come <strong>una “caratteristica strutturale” </strong>del genocidio in corso e <strong>del più ampio impianto coloniale israeliano.</strong> Non si parla soltanto di percosse, scariche elettriche, stupri o fame imposta nelle prigioni. Si parla di un ambiente complessivo costruito per annientare una popolazione: sfollamenti forzati, uccisioni di massa, privazione dei mezzi di sussistenza, distruzione delle case, terrore psicologico continuo. Albanese sostiene che tutto questo produca un regime territoriale pervasivo, pensato per spezzare i corpi, umiliare un popolo e <strong>costringerlo a lasciare la propria terra.</strong> È una formula che sposta radicalmente il linguaggio del dibattito internazionale: dalla violazione dei diritti umani alla distruzione intenzionale di una comunità.</p>



<p><strong>Un rapporto costruito contro l’ostruzione israeliana</strong></p>



<p>Israele ha ostacolato la missione della relatrice, ma il rapporto non si fonda su impressioni o slogan. Albanese dichiara di aver raccolto materiale scritto, oltre 300 testimonianze raccolte da numerose organizzazioni, consultazioni a distanza con esperti legali e sopravvissuti alla tortura, oltre a un’ampia revisione di fonti primarie e pubbliche, <strong>comprese testimonianze di informatori israeliani.</strong> Questo dettaglio è importante perché mostra la solidità dell’impianto. Il documento non nasce come manifesto politico, ma come ricostruzione analitica di un sistema di violenza che, proprio perché negato o occultato, viene ricomposto pezzo per pezzo.</p>



<p><strong>La radice storica della brutalità</strong></p>



<p>Uno dei punti più forti del rapporto è che non tratta il 7 ottobre 2023 come un inizio assoluto. Al contrario, <strong>ricostruisce una genealogia lunga della tortura nei confronti dei palestinesi. </strong>La presenta come elemento centrale della loro spoliazione fin dall’epoca mandataria britannica, poi assorbito e sviluppato dall’apparato israeliano. Nel tempo, il sistema si è consolidato grazie a un ecosistema normativo discriminatorio e a pratiche operative abusive, alimentate da una pressoché totale impunità. Le leggi già in contrasto con il giusto processo, come quella del 2002 sui cosiddetti “combattenti illegali”, applicabile ai palestinesi di Gaza, sono state ulteriormente modificate per consentire trattamenti ancora più duri. La conclusione implicita è chiara: <strong>l’impunità non è il difetto del sistema, ma uno dei suoi motori.</strong></p>



<p><strong>L’escalation dopo ottobre 2023</strong></p>



<p>Dopo il 7 ottobre il rapporto registra un salto di scala e di intenzione. La tortura, scrive Albanese, viene usata su una scala senza precedenti come vendetta collettiva, chiaro tratto del genocidio. Tutti i palestinesi sono trattati in blocco come terroristi e minacce alla sicurezza. <strong>I numeri contenuti nel rapporto sono impressionanti: oltre 18.500 palestinesi arrestati dall’ottobre 2023, di cui almeno 1.500 minori. A febbraio 2026 Israele deteneva ancora 9.245 palestinesi: 1.330 condannati, 3.308 in custodia cautelare, 3.358 detenuti amministrativi senza processo </strong>e altri 1.249 classificati come “combattenti illegali”. A ciò si aggiungono <strong>più di 4.000 casi di sparizione forzata</strong>, con la stessa relatrice che osserva come molti possano non essere più in vita. Per mesi le autorità israeliane hanno rifiutato di riconoscere le detenzioni o di indicare i luoghi di custodia; il meccanismo di tracciamento dei detenuti, introdotto soltanto nel maggio 2024 sotto pressione legale, può essere attivato solo dopo 45 giorni di prigionia. Nel frattempo famiglie e avvocati restano spesso senza informazioni affidabili e alla Croce Rossa internazionale viene negato l’accesso alle strutture.</p>



<p><strong>La cattura di una società intera</strong></p>



<p>Il rapporto insiste molto sulle modalità degli arresti. Non si tratta di operazioni mirate contro soggetti specifici, ma di vere e proprie retate che travolgono comunità intere. Vengono sequestrati anziani, persone con disabilità, donne incinte, bambini. Gli arresti avvengono ovunque: nelle case, nei rifugi, negli ospedali, ai posti di blocco, per strada, persino nei corridoi “sicuri” indicati dalle forze israeliane e nei siti di distribuzione degli aiuti. È qui che emerge il significato politico del dossier: la detenzione non appare come uno strumento per neutralizzare combattenti, ma come un dispositivo di frammentazione sociale e di disarticolazione della vita collettiva palestinese.</p>



<p><strong>Campi, prigioni, sotterranei</strong></p>



<p>Dal ottobre 2023 il sistema detentivo si struttura su due livelli principali: i campi militari gestiti ad hoc, tra cui Sde Teiman, Anatot e Ofer, e le prigioni del servizio penitenziario israeliano. Il rapporto richiama anche il caso di Rakefet, struttura sotterranea del carcere di Ayalon già chiusa nel 1985 per le sue condizioni disumane e poi riaperta. <strong>L’insieme di questi luoghi compone una geografia della sparizione e della degradazione,</strong> nella quale la segretezza non è un incidente amministrativo ma una parte integrante del metodo. Non è soltanto importante dove siano tenuti i detenuti, ma che spesso nessuno possa saperlo.</p>



<p><strong>Ben-Gvir e la politica della crudeltà</strong></p>



<p>Il documento attribuisce un ruolo politico di primo piano al ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. Non viene descritto come un semplice responsabile amministrativo, ma come <strong>uno dei promotori ideologici dell’inasprimento carcerario.</strong> Il rapporto ricorda che Ben-Gvir ha pubblicamente indicato il peggioramento delle condizioni dei detenuti come uno dei suoi principali obiettivi, ordinando drastiche riduzioni dell’apporto calorico, difendendo questa politica di fame davanti alla Corte suprema e promettendo ai prigionieri soltanto “il minimo del minimo”. Questo passaggio è essenziale: <strong>la crudeltà non appare come un eccesso taciuto, ma come un indirizzo politico rivendicato.</strong></p>



<p><strong>Il repertorio della tortura</strong></p>



<p>La descrizione delle pratiche è minuziosa e devastante. I detenuti, spesso fin dal momento della cattura, vengono bendati, violentemente immobilizzati, denudati ed esibiti. I trasferimenti vengono usati per moltiplicare stress e disorientamento: i prigionieri sono ammanettati dolorosamente, insultati in modo degradante con attacchi identitari e religiosi, talvolta urinati addosso, spostati ripetutamente tra luoghi sconosciuti. <strong>Le condizioni di detenzione comprendono esposizione al freddo, mancanza di coperte e abiti, scarsità di cibo e acqua, privazione del sonno, </strong>dell’igiene, della preghiera e delle cure mediche. Alcuni detenuti vengono tenuti in gabbie, altri in spazi sotterranei, altri ancora legati ai letti d’ospedale. Il rapporto richiama pestaggi sistematici, posizioni di stress, scosse elettriche, ustioni di sigaretta, spray urticanti, gas lacrimogeni, annegamento simulato, sospensione prolungata per le manette, uso di cani e sostanze allucinogene. Cita anche le cosiddette “stanze da discoteca”, nelle quali musica assordante viene diffusa senza sosta per provocare collasso sensoriale e psichico. Si racconta di detenuti costretti ad agire come animali, con il cibo lanciato a terra come ai cani, e persino di torture trasformate in spettacolo per spettatori israeliani.</p>



<p><strong>La violenza sessuale come tecnica di annientamento</strong></p>



<p>Una delle sezioni più pesanti del rapporto riguarda la violenza sessuale. Il documento parla di stupri, anche di gruppo, di aggressioni sessuali con oggetti, di percosse e scariche ai genitali e all’ano, di nudità forzata, perquisizioni invasive e umilianti, minacce sessuali contro i detenuti e contro i loro familiari. Le donne e le ragazze vengono costrette a togliersi il velo davanti agli uomini. Il significato di queste pratiche non è solo fisico. Sul piano strategico, <strong>la violenza sessuale viene presentata come un mezzo per distruggere il senso di sé, la reputazione sociale,</strong> la possibilità di reinserimento familiare e comunitario. Non si colpisce soltanto il corpo individuale, ma la trama simbolica della società.</p>



<p><strong>Colpire chi cura, chi racconta, chi organizza</strong></p>



<p>Non meno importante è la selezione dei bersagli. Il rapporto segnala che gruppi specifici sono stati presi di mira con maggiore intensità: <strong>attivisti, medici, figure politiche, difensori dei diritti umani, giornalisti.</strong> Centinaia di operatori sanitari e soccorritori sono stati arrestati arbitrariamente mentre svolgevano le loro funzioni. Tra i morti in custodia figurano tre medici, Adnan al-Bursh, Iyad al-Rantisi e Ziad al-Dalou, oltre al paramedico Hamdan Abu Anaba. Più di 50 dipendenti dell’UNRWA sarebbero stati arrestati, interrogati proprio sul lavoro dell’agenzia e torturati. Questo non è un dettaglio marginale: rivela una logica precisa. Non si colpiscono solo persone, ma i nodi tecnici, sanitari, informativi e amministrativi che permettono a una società di resistere.</p>



<p><strong>L’infanzia come bersaglio</strong></p>



<p>Particolarmente duri sono i passaggi sui minori. Il rapporto parla di un processo di “disinfanziazione estrema”. <strong>I bambini palestinesi vengono detenuti sempre più spesso, quasi la metà in via amministrativa, dunque senza accusa né processo. </strong>Sono privati del contatto con le famiglie e di un accesso reale agli avvocati, anche durante gli interrogatori. A Megiddo e Ofer, si legge, subiscono lo stesso regime punitivo riservato agli adulti: catene fino al sanguinamento, percosse, trascinamenti, fame, freddo, negazione delle cure, attacchi di cani, isolamento, abusi sessuali, spoliazione forzata, minacce di stupro e di uccisione dei familiari. Il rapporto non usa i minori per suscitare emotività; li utilizza come prova del fatto che l’obiettivo non è il combattente, ma il corpo collettivo palestinese fin dalla sua età più vulnerabile.</p>



<p><strong>La morte in custodia e la liberazione come prosecuzione della tortura</strong></p>



<p>Le condizioni detentive hanno prodotto un numero senza precedenti di morti in custodia. Il rapporto sottolinea che questo dato, già di per sé allarmante, va letto insieme al sistema di sparizione e di occultamento. <strong>Anche la liberazione, però, viene descritta come una continuazione della tortura con altri mezzi.</strong> I detenuti, compresi i bambini, vengono spesso rilasciati senza preavviso, in luoghi casuali, senza che le famiglie siano informate. Alcuni vengono trovati in strada nel cuore della notte, feriti, mutilati, talvolta in pannolino o in sola biancheria intima, ciechi, incapaci di parlare o psicologicamente devastati. In questo modo la tortura esce dal carcere e continua a irradiarsi nelle famiglie e nelle comunità.</p>



<p><strong>La tortura come strategia</strong></p>



<p>A questo punto il rapporto formula una delle sue tesi più forti: <strong>la tortura in detenzione non è soltanto punitiva, è strategica. </strong>Colpire medici, studiosi, scienziati e altre figure professionali significa intaccare le capacità tecniche necessarie alla sopravvivenza di un gruppo. Anche la detenzione breve produce effetti fisici e psicologici che si propagano oltre l’individuo, ferendo famiglie e intere comunità in modo duraturo e spesso irreparabile. È qui che il dossier si fa davvero geopolitico, perché mostra che la violenza non serve solo a dominare il presente, ma a svuotare il futuro di una collettività.</p>



<p><strong>Gaza come immenso spazio concentrazionario</strong></p>



<p>Il rapporto compie poi il passaggio più delicato: sposta l’attenzione dalla prigione al territorio intero. Dopo ottobre 2023, scrive Albanese, il regime carcerario a cielo aperto imposto da decenni a tutto il territorio palestinese è stato ulteriormente intensificato, creando un ambiente torturante. Sfollamento di massa, assedio, fame, violenza dei coloni, umiliazione costante e sorveglianza pervasiva hanno deliberatamente inflitto sofferenza collettiva. Gaza viene definita un vasto campo di tortura, dove nulla è sicuro: né ospedali, né case, né scuole, né campi profughi. La relazione tra tortura e genocidio è, secondo il rapporto, duplice: da un lato la tortura viene usata come strumento del genocidio; dall’altro gli stessi atti genocidari sono concepiti in modo da infliggere sofferenza all’intero gruppo.</p>



<p><strong>Il cuore dell’accusa</strong></p>



<p>Ed è qui che il documento cambia davvero il quadro. Non si limita più a dire che Israele avrebbe commesso torture su larga scala. Dice che la tortura custodiale e territoriale è un tassello del progetto di distruzione del popolo palestinese come gruppo. In termini più semplici: la sofferenza non è un effetto collaterale della guerra, ma una tecnica deliberata di annientamento politico, sociale e demografico. Questo rende il rapporto esplosivo sul piano internazionale. Perché, se una simile impostazione dovesse radicarsi nel lessico diplomatico e giudiziario, non basterebbe più discutere di eccessi, sproporzione o errori operativi. Bisognerebbe fare i conti con l’idea che il problema non sia una condotta, ma un sistema.</p>



<p><strong>La vera posta in gioco</strong></p>



<p>Il valore del rapporto, in fondo, sta proprio qui. <strong>Albanese prova a strappare la questione palestinese al linguaggio della contingenza bellica e a riportarla dentro una logica più ampia</strong>: quella di un potere coloniale che usa la tortura come strumento ordinario di governo e il genocidio come esito politico della disumanizzazione. Non più soltanto bombardamenti, prigionia, fame e umiliazione, ma un’unica macchina destinata a spezzare la permanenza stessa dei palestinesi sulla loro terra. Se questo lessico entrerà stabilmente nelle sedi internazionali, la questione non sarà più spiegare qualche abuso. Sarà difendere, o smontare, l’intera architettura di un dominio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-tortura-e-genocidio-come-metodo-il-rapporto-onu-che-trasforma-la-denuncia-in-accusa-politica.html">Israele, tortura e genocidio come metodo: Il rapporto ONU che trasforma la denuncia in accusa politica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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