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	<title>Itamar Ben-Gvir Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 21 Nov 2025 11:10:02 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Itamar Ben-Gvir Archives - InsideOver</title>
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		<title>Giallo a Gerusalemme: l&#8217;ambasciatore Usa ha incontrato la spia americana che ha passato segreti a Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/giallo-a-gerusalemme-lambasciatore-usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 11:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Giallo a Gerusalemme: l'ambasciatore Usa ha incontrato la spia americana che ha passato segreti a Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/giallo-a-gerusalemme-lambasciatore-usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-israele.html">Giallo a Gerusalemme: l&#8217;ambasciatore Usa ha incontrato la spia americana che ha passato segreti a Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Giallo-a-Gerusalemme-lambasciatore-Usa-ha-incontrato-la-spia-americana-che-ha-passato-segreti-a-Israele-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una spy-story nel bel mezzo dell&#8217;<strong>ambasciata Usa a Gerusalemme:</strong> il <em>New York Times</em> ha recentemente raccontato che <a href="https://www.aljazeera.com/news/2024/11/13/who-is-mike-huckabee-the-evangelical-pro-settlement-envoy-to-israel">l&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti in Israele <strong>Mike Huckabee</strong></a>, aperto sostenitore delle rivendicazioni espansioniste di Tel Aviv, ha incontrato nella sede della legazione Usa a Gerusalemme il controverso <strong>Jonathan Pollard, ex ufficiale della Marina condannato negli Anni Ottanta all&#8217;ergastolo negli Usa</strong> per spionaggio contro Washington proprio a favore dello Stato Ebraico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un incontro enigmatico</h2>



<p>L&#8217;incontro ha rotto una consuetudine che vede i funzionari americani non dialogare con ex esponenti delle forze armate o dell&#8217;intelligence con condanne alle spalle. &#8220;Pollard ha dichiarato di aver ringraziato Huckabee per <a href="https://www.jpost.com/breaking-news/jon-voight-pollards-sentence-anti-semitic" target="_blank" rel="noreferrer noopener">i suoi sforzi a sostegno</a> della sua liberazione&#8221;,<a href="http://L'incontro è stato svelato da funzionari americani che hanno parlato a condizione di anonimato. Il New York Times ha contattato Pollard, che ha confermato"> nota il <em>New York Times,</em></a> sottolineando i rapporti consolidati tra i due e che &#8220;Huckabee, ex candidato repubblicano alla presidenza, aveva chiesto la liberazione  <a href="https://www.politico.com/blogs/ben-smith/2011/02/huckabee-for-pollard-033004" target="_blank" rel="noreferrer noopener">di Pollard più di dieci anni fa&#8221;.</a> </p>



<p><strong>La vicenda richiamata dall&#8217;incontro tra i due</strong> rimanda al torbido periodo della fine della <strong>Guerra Fredda</strong>, quando lo spionaggio americano era attivo su ogni fronte e nella &#8220;nebbia di guerra&#8221; del caso Iran-Contras, del sostegno Usa ai mujaheddin afghani e della fine del confronto bipolare si inserì anche Pollard, classe 1951, texano nato da famiglia ebraica, fu nel 1979 assunto dal <strong>Navy Field Operational Intelligence Office (Nfoio)</strong>, un ramo del Naval Intelligence Command, l&#8217;agenzia di informazioni della Us Navy e iniziò un confronto costante con alti ufficiali, arrivando a seguire diverse operazioni con il Sudafrica del regime dell&#8217;Apartheid. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Pollard, spia d&#8217;Israele negli Usa</h2>



<p>Dal 1984, entrò in contatto con Aviem Sella, veterano dei caccia di Tel Aviv e futuro comandante dell&#8217;<strong>Aeronautica Israeliana</strong> a cui iniziò a passare documenti in cambio di pagamenti ma, soprattutto, in nome di una fedeltà alla sua identità che lo portò a ritenere inaccettabile il fatto che spesso Washington nascondesse informazioni a Tel Aviv. L&#8217;intelligence israeliana, per bocca dell&#8217;ex vice capo del Mossad Ram Ben Barak, ha negato che l&#8217;operazione fosse autorizzata da Israele ma al contempo tuttora è molto difficile definire il perimetro e l&#8217;entità delle informazioni sensibili fornite da Pollard allo Stato Ebraico. </p>



<p>Arrestato e processato, nel 1987 fu condannato all&#8217;ergastolo e da allora iniziò una vasta campagna israeliana per far uscire dal carcere la spia che aveva portato Tel Aviv a guardare nel profondo nei segreti della superpotenza patrona dello Stato Ebraico. La richiesta di<strong> grazia per Pollard unì</strong> i premier di Israele, da <a href="https://it.insideover.com/storia/rabin-trentanni-dopo-chi-ieri-lha-ucciso-oggi-governa-israele.html">Yitzhak Rabin </a>a Benjamin Netanyahu, che nel 1998 si scontrò durante il suo primo governo con l&#8217;opposizione di ben sette ex capi del Pentagono &#8211;<strong> tra cui perfino neoconservatori filoisraeliani di ferro come Donald Rumsfeld e <a href="https://it.insideover.com/politica/dick-cheney-larchitetto-del-caos-neoconservatore.html">Dick Cheney</a></strong>&#8211; che presero pubblicamente posizione contro il rilascio. Nel luglio 2015 Pollard è stato poi scarcerato anche col contributo di Huckabee su decisione dell&#8217;amministrazione di Barack Obama.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pollard sempre più vicino ai nazionalisti di Israele</h2>



<p>Trasferitosi in Israele nel 2020, Pollard fu accompagnato nello Stato Ebraico sul jet privato di <strong>Sheldon Adelson, miliardario ebreo vicino a Donald Trump</strong>, la cui vedova Miriam è una delle grandi donatrici del tycoon. Ha ottenuto dal governo una pensione paragonabile a quello degli ex agenti dell&#8217;intelligence e ha preso posizioni sempre più palesemente vicine all&#8217;estrema destra israeliana. </p>



<p>Nel 2021 ha paragonato <strong>Joe Biden a un capo degli Amalek,</strong> il mitico popolo nemico di Israele nella Bibbia; ha dichiarato che le famiglie degli ostaggi rapiti il 7 ottobre 2023 da Hamas danneggiavano la strategia bellica di Israele e ha sostenuto la <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2024-02-25/ty-article/send-gazans-to-ireland-ex-spy-pollard-looks-to-ben-gvir-to-find-his-political-future/0000018d-dfe1-df79-a5cd-ffffa32f0000">deportazione dei gazawi, proponendo l&#8217;Irlanda </a>come destinazione. Inoltre, ha stretto una forte amicizia con Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza Nazionale che gli ha proposto anche una candidatura nelle liste di Potere Ebraico.</p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/11/21/white-house-unaware-that-us-ambassador-to-israel-met-with-convicted-spy">In una recente intervista a I24, nota <em>Al Jazeera</em>, </a>&#8220;Pollard ha attaccato duramente i membri dell&#8217;amministrazione Trump, criticando gli inviati speciali Jared Kushner e Steve Witkoff, che hanno assunto ruoli di primo piano nei colloqui di pace per porre fine alla guerra di Israele contro Gaza&#8221;.</p>



<p> Il suo incontro con <strong>Huckabee ha saldato dunque due difensori delle scelte di Israele</strong>, sostenitori dell&#8217;espansione messianica dell&#8217;influenza di Tel Aviv e della guerra di Gaza, in una fase in cui Washington lavorava per contenere la foga bellica del governo Netanyahu. Rivelare oggi l&#8217;incontro significa rendere palese l&#8217;esistenza di una fetta di apparato americano che mette gli interessi di Israele al primo posto.</p>



<p> <strong>C&#8217;è il sospetto che Huckabee possa essere un membro di questa corrente</strong>, ben radicata nel campo evangelico conservatore più radicale. Il fatto che l&#8217;incontro non apparisse nell&#8217;agenda ufficiale dell&#8217;ambasciatore ed ex governatore dell&#8217;Arkansas e che la Cia e la Casa Bianca non ne fossero al corrente la dice lunga. Il ritorno di Pollard in auge mostra quanto una componente di destra americana ed una del nazionalismo israeliano continuino a parlare la stessa lingua. E questa lingua oggi proferisce anatemi contro ogni prospettiva di una pace a Gaza.</p>



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		<item>
		<title>ANP: Abu Mazen &#8220;purga&#8221; l&#8217;intelligence palestinese per avere un ruolo nel futuro di Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/anp-abu-mazen-purga-lintelligence-palestinese-per-avere-un-ruolo-nel-futuro-di-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 08:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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<p>A quasi novant'anni, Abu Mazen non rinuncia a giocare un ruolo nel futuro di Gaza. E "purga" l'intelligence palestinese. </p>
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<p>A quasi novant’anni, <strong>Mahmoud Abbas (Abu Mazen)</strong> sa che il tempo gioca contro di lui. La guerra di Gaza ha messo a nudo la debolezza dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), ormai relegata a un ruolo marginale nel destino del popolo palestinese. Per recuperare credibilità e consolidare il potere in vista di un’inevitabile transizione di leadership, Abbas ha avviato un’ampia ristrutturazione delle forze di sicurezza, l’unico pilastro che ancora controlla.</p>



<p>Le mosse recenti includono <strong>promozioni accelerate, nomine a sorpresa di generali e una riorganizzazione dei vertici dell’intelligence</strong>. A essere sotto i riflettori è soprattutto <strong>Majed Faraj</strong>, capo dell’Intelligence Generale e per anni braccio destro del presidente. Uomo chiave nei rapporti con la CIA, con Israele e con vari attori arabi, Faraj ha accumulato potere e influenza, tanto da diventare figura ingombrante per lo stesso Abbas.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dissidio con il capo spia Faraj</h2>



<p>Dal 2009, Faraj è il volto operativo della sicurezza palestinese: ha guidato operazioni delicate in Cisgiordania, negoziato con i servizi israeliani e svolto un ruolo essenziale nel contenere Hamas. Ma la sua ascesa ha suscitato sospetti tra le diverse fazioni di Fatah, che lo accusano di coltivare ambizioni personali.</p>



<p>Secondo fonti palestinesi, Abbas starebbe valutando il&nbsp;<strong>licenziamento di Faraj</strong>&nbsp;per ridimensionarne l’influenza e prevenire fratture interne. La possibile rimozione è anche un segnale ai partner internazionali: il presidente vuole dimostrare che può controllare i suoi apparati e reagire alle critiche sull’inefficienza e sulla corruzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Purghe e lotta alla corruzione</h2>



<p>La ristrutturazione non si limita ai vertici militari. Negli ultimi mesi Abbas ha avviato&nbsp;<strong>purghe mirate contro esponenti accusati di appropriazione indebita e cattiva gestione</strong>: il ministro dei Trasporti Tareq Zu’rob, accusato di frodi milionarie e fuggito in Canada; il capo dell’Autorità per i Confini Nazmi Muhanna, indagato per corruzione e riparato in Albania; e perfino&nbsp;<strong>Riyad Faraj, fratello di Majed</strong>, arrestato per malversazioni.</p>



<p>Queste mosse rispondono alle pressioni di Washington, di Israele e di alcuni Paesi arabi che chiedono al PA maggiore trasparenza e un apparato capace di gestire la sicurezza a Gaza senza alimentare clientelismi. Abbas punta così a&nbsp;<strong>mostrarsi come garante di riforme</strong>&nbsp;in vista di un possibile coinvolgimento dell’ANP nella fase post-bellica della Striscia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fattore Gaza e la successione</h2>



<p>Il vero nodo resta il <a href="https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-si-scusa-col-qatar-e-lestrema-destra-grida-al-tradimento.html">futuro di Gaza. </a>Gli Stati Uniti spingono per un ritorno dell’ANP nella Striscia, ma la leadership di Ramallah è percepita come debole e delegittimata. Faraj, per anni interlocutore privilegiato con Washington e Tel Aviv, era visto come il possibile architetto di una stabilizzazione di Gaza, ma ora la sua posizione vacilla.</p>



<p>Dietro le purghe si intravede anche la&nbsp;<strong>partita della successione ad Abbas</strong>: Faraj, pur fedele, è considerato troppo autonomo e con forti appoggi esterni. Il presidente teme che il suo capo spia possa diventare un candidato naturale alla leadership, sostenuto da servizi segreti stranieri e da segmenti della sicurezza interna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pressioni regionali e internazionali</h2>



<p>Israele, soprattutto la destra nazionalista rappresentata da Itamar Ben-Gvir, considera l’ANP un’“autorità terroristica” e chiede di limitarne le prerogative. L’Egitto e la Giordania, invece, spingono per una riforma che renda l’ANP un attore credibile per la stabilità della Cisgiordania e di Gaza.</p>



<p>Gli Stati Uniti legano gli aiuti economici a riforme concrete, come l’abolizione del controverso programma&nbsp;<strong>“pay-for-slay”</strong>, ossia i sussidi alle famiglie dei detenuti accusati di terrorismo. La ristrutturazione di Abbas, dunque, non nasce solo da esigenze interne, ma riflette&nbsp;<strong>pressioni esterne e il tentativo di preservare l’ANP da un ulteriore declino politico</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica di un apparato fragile</h2>



<p>L’apparato di sicurezza palestinese, circa 80.000 uomini, è diviso in corpi rivali e frammentato da logiche clientelari. Nonostante ciò, rimane l’unico strumento con cui Abbas può esercitare autorità. Una sua crisi o un conflitto aperto con Faraj rischierebbero di&nbsp;<strong>accelerare il collasso dell’ANP</strong>, lasciando campo libero a Hamas o ad altre fazioni armate.</p>



<p>In prospettiva regionale, la debolezza della sicurezza palestinese alimenta l’instabilità e complica i piani di una soluzione a due Stati. Per gli attori esterni, mantenere un apparato funzionante a Ramallah è vitale per evitare che il vuoto di potere generi nuove ondate di violenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una transizione irta di incognite</h2>



<p>Il piano di Abbas appare come un tentativo di&nbsp;<strong>blindare il potere nel breve periodo</strong>&nbsp;e preparare un passaggio di consegne meno traumatico. Ma l’età avanzata del presidente, la frammentazione di Fatah e le tensioni sociali rendono la transizione tutt’altro che sicura.</p>



<p>La possibile caduta di Faraj sarebbe un segnale forte, ma potrebbe innescare lotte intestine e indebolire ulteriormente la catena di comando. Nel frattempo, la popolazione palestinese continua a percepire le riforme come manovre di palazzo lontane dai bisogni concreti di sicurezza, sviluppo e rappresentanza politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione</h2>



<p>La ristrutturazione dell’apparato di sicurezza voluta da Mahmoud Abbas non è solo una questione amministrativa: è la cartina di tornasole della&nbsp;<strong>crisi di legittimità e di governance dell’ANP</strong>. Sullo sfondo di una guerra mai chiusa, di un’economia in ginocchio e di un futuro politico incerto, la sfida di Ramallah sarà mantenere coesione interna e credibilità esterna senza precipitare in un vuoto di potere che potrebbe destabilizzare l’intera regione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/anp-abu-mazen-purga-lintelligence-palestinese-per-avere-un-ruolo-nel-futuro-di-gaza.html">ANP: Abu Mazen &#8220;purga&#8221; l&#8217;intelligence palestinese per avere un ruolo nel futuro di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>A Netanyahu non crede più nessuno: gli attacchi alla Flotilla vengono da Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/a-netanyahu-non-crede-piu-nessuno-gli-attacchi-alla-flotilla-vengono-da-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 13:18:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Global Sumud Flotilla]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911095317236_594796ec854960d84eb5e97b0c9e6968.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911095317236_594796ec854960d84eb5e97b0c9e6968.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911095317236_594796ec854960d84eb5e97b0c9e6968-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911095317236_594796ec854960d84eb5e97b0c9e6968-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911095317236_594796ec854960d84eb5e97b0c9e6968-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911095317236_594796ec854960d84eb5e97b0c9e6968-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911095317236_594796ec854960d84eb5e97b0c9e6968-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In queste ore, qualche marginale voce arriva senza vergogna a sostenere la tesi di un auto-attacco da parte della Global Sumud Flotilla. Le azioni di disturbo di questa notte alle 51 imbarcazioni, in particolare alla nave Alma battente bandiera britannica (già colpita da un drone lo scorso 10 settembre), sono state senza dubbio un’altra intimidazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-netanyahu-non-crede-piu-nessuno-gli-attacchi-alla-flotilla-vengono-da-israele.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911095317236_594796ec854960d84eb5e97b0c9e6968.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911095317236_594796ec854960d84eb5e97b0c9e6968.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911095317236_594796ec854960d84eb5e97b0c9e6968-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911095317236_594796ec854960d84eb5e97b0c9e6968-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911095317236_594796ec854960d84eb5e97b0c9e6968-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911095317236_594796ec854960d84eb5e97b0c9e6968-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250911095317236_594796ec854960d84eb5e97b0c9e6968-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In queste ore, qualche marginale voce arriva senza vergogna a sostenere la tesi di un auto-attacco da parte della<strong> Global Sumud Flotilla</strong>. Le azioni di disturbo di questa notte alle 51 imbarcazioni, in particolare alla nave Alma battente bandiera britannica (già colpita da un drone lo scorso 10 settembre), sono state senza dubbio un’altra intimidazione il cui mittente non può essere che Israele. </p>



<p>A certificarlo è una fonte non sospettabile di simpatizzare per l’iniziativa politico-umanitaria che naviga in direzione Gaza: il nostro <strong>ministro degli Esteri Antonio Tajani.</strong> Il titolare della Farnesina ha infatti rinnovato la richiesta al governo Netanyahu di “garantire la assoluta tutela del personale imbarcato”, fra cui ci sono molti italiani (tra i quali alcuni parlamentari del Pd, del M5S e di Avs). </p>



<p>Sui social, l’attivista tedesca Yasemin Acar ha definito “operazioni psicologiche” il sorvolo di droni con il lancio, questa volta, di petardi a scopo di stordimento, polveri urticanti e bombe sonore, al largo dell’isola greca di Creta. Finora, Tel Aviv con tutta evidenza sta perseguendo due obbiettivi: da un lato, fiaccare il morale degli equipaggi; dall’altro, soprattutto, dimostrare all’opinione pubblica mondiale che può agire indisturbata anche in acque internazionali. In barba al diritto. Una modalità che, giuridicamente parlando, <strong>è definibile né più né meno che come terroristica.</strong></p>



<p>Non essendo una spedizione militare né un’impresa con finalità aggressive, invocare il diritto di guerra e agitare l’argomento della legittima difesa, da parte dello Stato israeliano, è del tutto pretestuoso. Il discrimine decisivo, qui, consisterà nel passaggio in cui la flotta si approssimerà alle acque territoriali della Striscia di Gaza, presidiate (illegalmente) dalla marina dell’Idf.</p>



<p>Come sanno i promotori appartenenti a 44 diverse nazionalità, sarà quello il momento della verità, per la Global Sumud Flottilla. Il ministro israeliano della sicurezza <strong>Itamar Ben-Gvir </strong>ha già dichiarato che, una volta varcata la linea, chiunque si troverà a bordo sarà trattato da terrorista, e di conseguenza messo agli arresti e rinchiuso in carcere. Una reazione che dal punto di vista del  consenso politico sarà un altro clamoroso autogol per l’immagine di Israele, considerata anche dai filo-israeliani (per lo meno quelli più assennati) ai minimi storici, a causa dei crimini commessi in questi due anni di devastante rappresaglia contro la popolazione palestinese.</p>



<p>La domanda è allora perché il <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/come-israele-e-netanyahu-vogliono-ridisegnare-il-medio-oriente.html">governo di Benjamin Netanyahu,</a></strong> per dirla come ha da esser detta, se ne freghi altamente di ciò che pensa il mondo quando il suo apparato militare non si fa problema ad aggredire, seppur in modalità intimidatoria, un convoglio di volontari rappresentativo di così tante nazioni. Interrogativo che riguarda per la verità la questione-madre, ossia com’è concepibile che l’<strong>“unica democrazia in Medio Oriente”</strong> &#8211; così recita la formula retorica – <strong>non abbia avuto nessuna remore a fare 70 mila o più morti (fra cui almeno 200 giornalisti e centinaia di medici e sanitari)</strong>, a lasciare sul terreno un numero imprecisato di feriti e menomati, a spazzare via abitazioni, ospedali e ogni altra struttura civile, e costringere alla fuga verso Sud buona parte dei 2 milioni di gazawi, passando di recente all’invasione con la scusa ufficiale di stanare i militanti di Hamas mentre, in realtà, procede a un’occupazione che, secondo il ministro delle finanze <strong>Bezalel Smotrich</strong>, prelude all’annessione diretta (disegno che quest’ultimo sta sovrintendendo, in qualità di governatore dei territori direttamente occupati, per quelli in Cisgiordania rimasti sotto la debolissima egida dell’Autorità Nazionale Palestinese, rivale di Hamas). </p>



<p>In sintesi: come è possibile che Israele non si curi minimamente, neppure per sbaglio, del ritorno in termini di credibilità, anche solo di facciata, delle sue mosse ispirate da un <em>modus operandi</em> del tutto arbitrario, spudoratamente sprezzante di qualsivoglia regola e sensibilità, correndo su una china di autolesionismo manifesto e oltraggioso?</p>



<p>La risposta non è difficile: perché Israele non sente il bisogno di legittimazione politica e morale al di fuori dei suoi confini. Se non agli occhi dell’unico pubblico che le è indispensabile come base e puntello della sua stessa esistenza: quello statunitense favorevole alla propria causa, <strong>alimentato dalla ricca e composita lobby americana filo-sionista</strong> (di qui il precipitarsi di Netanyahu a scacciare da sé l’ombra della mano che ha assassinato il nazionalista cristiano <a href="https://it.insideover.com/criminalita/usa-charlie-kirk-e-morto-trump-un-momento-buio.html">Charlie Kirk</a>).</p>



<p>In parole povere, ai vertici israeliani l’ormai travalicante onda di indignazione planetaria fa un baffo, dal momento che <strong>sanno di godere di un’impunità amplissima, praticamente illimitata.</strong> Se prima e dopo il 7 ottobre 2023 hanno potuto calpestare nel sangue i princìpi e i valori inscritti in carte internazionali e nelle dottrine, in particolare, occidentali (i diritti umani “inviolabili”), figurarsi se si fanno qualche scrupolo a minacciare una manovra come quella della Flotilla. Che è provocatoria, certo, una sfida tutta politica. Ma con un intento umanitario che è esattamente sovrapponibile <strong>alla comune motivazione con cui non poche volte, negli ultimi trent’anni, l’Occidente in divisa Nato si è giustificato, a suon di propaganda, per aver bombardato o invaso Stati sovrani</strong> con o senza benestare Onu: soccorrere i civili, vittime di pulizia etnica (ex Yugoslavia), di un regime oppressivo e anti-democratico (Irak, Afghanistan, Siria, Iran), di sanguinose repressioni (Libia).</p>



<p>Sia chiaro: la lista delle potenze (nucleari, petrolifere, funzionali a un certo ordine geopolitico) macchiatesi degli stessi orrori ma lasciate indisturbate dal doppio standard occidentale non è meno lunga. Si pensi all’Egitto sotto dittatura militare, all’Arabia Saudita retta da una monarchia assolutista, alla Turchia “autocratica” (Draghi dixit), alla stessa Ucraina che ha messo fuori gioco la vita partitica. Ma Israele rappresenta al meglio, o si direbbe al peggio, il rango di potenza <em>legibus soluta</em>, irriguardosa di leggi, convenzioni e perfino del proprio teorico vantaggio, <strong>uno status di strapotere che il blocco oggettivamente più arrogante sulla Terra attribuisce ai suoi aderenti</strong> quando fa comodo. In questo caso stabilmente, poiché Israele ne costituisce da decenni la punta di lancia. </p>



<p>E qual è il motivo profondo per cui Israele può essere ritenuto l’avamposto dell’Occidente, facendo quel che più gli aggrada, come e quando gli aggrada? Perché a differenza degli altri impuniti eccellenti, può contare su un argomento fortissimo, benché intaccato proprio dai suoi eccessi dell’ultimo biennio: <strong>la condizione di perenne vittima.</strong> Prima dell’Olocausto nazista degli ebrei d’Europa, e poi, da ottant’anni a questa parte, dell’odio palestinese, arabo e, specie a partire da Hamas, anche islamista. Ma se già nel primo caso, il sionismo originario non legittimava l’esproprio forzato della terra di Palestina, tanto meno è lecito al sionismo successivo scambiare la causa con l’effetto, e spacciare la resistenza palestinese come astio immotivato o semplice antisemitismo ideologico. Più rivoltante di chi usa mezzi morali per fini immorali c’è solo chi ricorre a mezzi immorali in nome di una presunta patente morale, diceva Martin Luther King.</p>
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		<title>La guerra a Gaza serve a Netanyahu: Ben-Gvir pronto a tornare nel governo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-a-gaza-serve-a-netanyahu-ben-gvir-pronto-a-tornare-nel-governo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 09:42:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con 430 morti in un giorno, Israele riprende la mattanza a Gaza. A Netanyahu serve la guerra serve per restare al potere</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/BENGVIR-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con oltre 430 morti in un solo giorno, il <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-il-genocidio-negato-e-gli-ipocriti-di-professione.html">genocidio</a> a Gaza è ricominciato a pieno regime. Una mattanza che ha interrotto la fragile tregua nella Striscia, e che, stando alle continue dichiarazioni di alcuni ministri israeliani, era drammaticamente prevedibile, seppur non in questa misura (si è trattato di uno degli <strong>attacchi più feroci dell’Idf </strong>da quando è iniziata la guerra).&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/VITTIMEGAZA-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-461604" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/VITTIMEGAZA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/VITTIMEGAZA-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/VITTIMEGAZA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/VITTIMEGAZA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/VITTIMEGAZA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/VITTIMEGAZA.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Nei bombardamenti di martedì 18 marzo, a Gaza sono morti almeno 176 bambini.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">A Netanyahu serve l’appoggio di Ben-Gvir</h2>



<p>La ripresa dei bombardamenti è arrivata in un momento decisivo per Netanyahu e il suo governo, che ultimamente presentava non poche difficoltà nel raggiungere una solida maggioranza. Ebbene, la coalizione del Primo ministro dipende dalla ripresa della guerra a Gaza e da alcuni cambiamenti nella sicurezza, condizioni richieste da Itamar Ben-Gvir per rientrare nel governo e stabilizzare l’esecutivo.</p>



<p>Come riporta il <a href="https://www.ynetnews.com/article/hymym9inyl">quotidiano israeliano</a> <em>Yedioth Ahronoth,</em> le condizioni poste dal <strong>leader del partito Otzma Yehudit</strong> “sono state entrambe soddisfatte nella notte di martedì”: con la ripresa del <a href="https://it.insideover.com/guerra/amici-di-israele-basta-alibi-a-gaza-e-genocidio-e-lancet-ci-spiega-perche.html">genocidio a Gaza</a>, e con la duplice decisione di rimuovere la procuratrice generale di Israele e di licenziare il capo dello Shin Bet [l’agenzia di intelligence israeliana]. Una vera e propria “svolta” per il governo Netanyahu, specie in relazione al fatto che tra una settimana la Knesset sarà chiamata a votare sul bilancio statale del 2025. <strong>Voto cruciale</strong>, quest’ultimo, perché senza l’approvazione del bilancio il governo cadrebbe, rendendo necessarie delle nuove elezioni.&nbsp;</p>



<p>Senza il sostegno di Ben-Gvir, infatti, approvare il bilancio sarebbe quasi impossibile, poiché la coalizione attualmente dispone di una maggioranza risicata (<a href="https://www.jpost.com/israel-news/politics-and-diplomacy/article-846425"><em>The Jerusalem Post i</em></a>ndica come certi 59-60 seggi su 120). In uno scenario del genere, basterebbero poche defezioni per far <strong>crollare la coalizione di Netanyahu</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Aftermath of Israeli strike on tent camp in southern Gaza’s Khan Younis.<br><br>🔴 LIVE updates: <a href="https://t.co/OjUcmoNFiM">https://t.co/OjUcmoNFiM</a> <a href="https://t.co/Y41EBf2s1C">pic.twitter.com/Y41EBf2s1C</a></p>&mdash; Al Jazeera English (@AJEnglish) <a href="https://twitter.com/AJEnglish/status/1902284720182063612?ref_src=twsrc%5Etfw">March 19, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Il campo profughi di Khan Yunis, nel Sud di Gaza, è stato interamente distrutto nei raid dell&#8217;esercito israeliano.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le condizioni dettate da Ben-Gvir</h2>



<p>Le condizioni avanzate da Ben-Gvir, almeno due delle tre, inizialmente sembravano ben lontane dall’essere realizzabili, se non con una prova di forza che avrebbe suscitato reazioni. Il leader messianico chiedeva un cambio drastico alla sicurezza, ovvero il licenziamento della procuratrice generale Gali Baharav-Miara e del capo dello Shin Bet, Ronen Bar.</p>



<p>Ma alla fine Netanyahu si è convinto a soddisfare appieno le richieste: prima con Baharav-Miara, spina nel fianco del Primo ministro già da diverso tempo, tant&#8217;è che un anno fa <em>The Economist</em> aveva definito la procuratrice “l’<a href="https://www.economist.com/middle-east-and-africa/2023/09/14/the-judge-and-the-attorney-general-fighting-for-israeli-democracy">ultima custode della democrazia</a> israeliana”. Le critiche di Ben-Gvir nei confronti di Baharav-Miara si sono intensificate dopo che, a gennaio, la procuratrice generale aveva scritto a Netanyahu sostenendo che, nel caso Ben-Gvir fosse tornato al governo, sarebbe stato necessario un parere legale per potergli riassegnare il ruolo di ministro della Sicurezza, a causa di una serie di presunte interferenze improprie nel lavoro operativo della polizia.</p>



<p>Poi è toccato a Ronen Bar, capo dell’Agenzia per la sicurezza israeliana, <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-03-16/ty-article/.premium/netanyahu-informs-shin-bet-chief-ronen-bar-that-he-intends-to-fire-him/00000195-a012-d885-a39f-bb338b8b0000">licenziato dal premier</a> a causa di una “persistente mancanza di fiducia”, ha dichiarato il premier. Motivazione alla quale Roner Bar ha prontamente reagito spiegando che “l’aspettativa di Netanyahu, ovvero quella di una lealtà personale che contraddica l’interesse pubblico, è del tutto impropria”. Anche l’<a href="https://apnews.com/article/netanyahu-shin-bet-chief-fired-israel-0f1e69a1a4287cf0d176e8535d959c80">opposizione concorda</a> con quanto dichiarato da Bar, sostenendo che entrambi i licenziamenti facciano parte di una <strong>più ampia strategia di Netanyahu</strong>, volta a indebolire le istituzioni governative indipendenti, a rafforzare la propria reputazione e a mantenere il potere mentre è sotto processo per presunta corruzione.</p>



<p>La terza condizione dettata da Ben Gvir, che era passato all’opposizione due mesi fa, con l’entrata in vigore del cessate il fuoco, era la <strong>ripresa dei bombardamenti a Gaza</strong>. Opzione, questa, più sensibile delle altre, perché se la tregua avesse retto, dalla coalizione di governo sarebbe uscito anche il partito Sionismo Religioso, guidato da Bezalel Smotrich &#8211; i cui membri da tempo promettono ai loro fanatici sostenitori “la ripresa certa dello sterminio a Gaza”.</p>



<p>Detto fatto, lo sterminio è ricominciato e Netanyahu promette che “sarà soltanto l’inizio”. Ora che i suoi fedeli ministri plaudono al <strong>record di morte </strong>messo a segno a Gaza (80 raid aerei, 430 morti di cui almeno 176 bambini), il Primo ministro e la sua coalizione di governo sono più saldi che mai.</p>
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		<title>Via i palestinesi da Gaza: l&#8217;idea folle di Trump che piace all&#8217;80% degli israeliani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/via-i-palestinesi-da-gaza-lidea-folle-di-trump-che-piace-all80-degli-israeliani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2025 15:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1020" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205151144952_725b3b3a99f045516bb92c94037a8011-e1738767800695.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205151144952_725b3b3a99f045516bb92c94037a8011-e1738767800695.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205151144952_725b3b3a99f045516bb92c94037a8011-e1738767800695-600x319.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205151144952_725b3b3a99f045516bb92c94037a8011-e1738767800695-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205151144952_725b3b3a99f045516bb92c94037a8011-e1738767800695-1024x544.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205151144952_725b3b3a99f045516bb92c94037a8011-e1738767800695-768x408.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205151144952_725b3b3a99f045516bb92c94037a8011-e1738767800695-1536x816.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il piano di Trump per Gaza ha entusiasmato le fazioni più a destra in Israele. Jerusalem Post: "l'80% degli israeliani sostiene la proposta". </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/via-i-palestinesi-da-gaza-lidea-folle-di-trump-che-piace-all80-degli-israeliani.html">Via i palestinesi da Gaza: l&#8217;idea folle di Trump che piace all&#8217;80% degli israeliani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1020" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205151144952_725b3b3a99f045516bb92c94037a8011-e1738767800695.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205151144952_725b3b3a99f045516bb92c94037a8011-e1738767800695.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205151144952_725b3b3a99f045516bb92c94037a8011-e1738767800695-600x319.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205151144952_725b3b3a99f045516bb92c94037a8011-e1738767800695-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205151144952_725b3b3a99f045516bb92c94037a8011-e1738767800695-1024x544.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205151144952_725b3b3a99f045516bb92c94037a8011-e1738767800695-768x408.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250205151144952_725b3b3a99f045516bb92c94037a8011-e1738767800695-1536x816.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/politica/una-montecarlo-al-posto-dei-palestinesi-il-piano-di-trump-e-bibi-per-gaza.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">piano di Trump per Gaza</a>, come era facilmente prevedibile, ha riscosso grande successo tra i messianici, e non solo. Fare della Striscia una scintillante “riviera del Medio Oriente” è un progetto che entusiasma, e non poco, le fazioni politiche più a destra di Tel Aviv. Tant’è che Aryeh Deri, presidente del partito ultraortodosso Shas, ha lodato il tycoon definendolo “<a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-02-05/ty-article/.premium/right-wing-israeli-politicians-celebrate-trumps-calls-for-u-s-intervention-in-gaza/00000194-d524-dbc3-adb7-d5a748d20000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un messaggero di Dio</a>&nbsp;a sostegno del popolo di Israele”. Anche <strong>Bezalel Smotrich</strong>, attuale ministro delle Finanze israeliano, ha commentato le dichiarazioni di Donald Trump sostenendo che il disegno previsto sarà “l’alba di un nuovo giorno per Israele”. I messianici non sono stati i soli ad accogliere positivamente i possibili progetti futuri a trazione statunitense. Significativo il commento del leader del partito di opposizione Unità Nazionale, Benny Gantz, che ha definito il piano Trump “creativo, originale e interessante”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aiuti economici a chi lascerà per sempre la Striscia</h2>



<p>Non poteva mancare all’appello anche Itamar Ben-Gvir, recentemente passato all’opposizione perché contrario all’accordo sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Il leader di Potere Ebraico si è detto “<a href="https://www.ynetnews.com/article/sjbeghxfyg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pronto a tornare nella coalizione di governo</a>&nbsp;se Benjamin Netanyahu inizierà a concretizzare il piano di Trump”. Anzi, ha persino presentato un disegno di legge “al fine di facilitare il grande progetto per Gaza”. Come riporta&nbsp;<a href="https://www.newarab.com/news/israeli-fascist-ben-gvir-introduces-gaza-ethnic-cleansing-bill" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The New Arab</a>, “l’obiettivo principale è quello di incoraggiare la migrazione volontaria dei residenti della Striscia e della West Bank”. Proposta che negli ambienti dell’estrema destra israeliana aleggia già da un po’. In sostanza, per incentivare questo processo, il disegno di legge prevede di offrire un pacchetto di aiuti economici &#8211; stabilito dal ministro delle Finanze previa consultazione con il ministro della Difesa &#8211; a chi lascerà definitivamente l’enclave palestinese o la Cisgiordania. Inoltre, i tutori dei minori saranno tenuti a firmare dichiarazioni a loro nome, <strong>impegnandoli alla stessa politica di non ritorno</strong>. L’ammenda per chi vorrà tornare in patria &#8211; che sia Gaza o la Cisgiordania &#8211; sarà quella di rimborsare il “doppio dell’importo ricevuto per trasferirsi”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le reazioni della popolazione israeliana</h2>



<p>Le reazioni della Knesset erano intuibili. Per capire invece, cosa ne pensano gli israeliani a tal proposito, di interesse il sondaggio pubblicato da&nbsp;<a href="https://www.jpost.com/international/article-840500" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Jerusalem Post</a>&nbsp;a cura dall&#8217;Istituto di Politica del Popolo Ebraico: circa “l&#8217;80% degli israeliani sostiene fermamente la proposta del presidente Donald Trump di trasferire la popolazione di Gaza in altri Paesi”. Il sondaggio, pubblicato prima dell&#8217;incontro tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e Trump a Washington, ha rilevato che otto israeliani ebrei su dieci sono favorevoli all&#8217;idea che “gli arabi di Gaza vengano trasferiti in un altro Paese”, mentre la maggior parte degli arabi israeliani, ovviamente, e a ragione, si oppone alla “proposta”. Inoltre, <strong>il 43% degli israeliani, ebrei e arabi, ritiene che il piano di Trump sia &#8220;pratico&#8221;</strong> e debba essere perseguito, mentre un ulteriore 30% degli israeliani ebrei risponde che il piano &#8220;non è pratico, ma è desiderabile&#8221;, indicando che supportano l&#8217;idea ma non la considerano realisticamente fattibile. </p>



<p>Un tenue barlume di speranza, tra le ombre di un rancore così diffuso, è rappresentato <strong>dal 3% degli israeliani, che hanno definito la proposta del presidente americano “immorale”</strong>. La JPPI osserva che l&#8217;idea di trasferire la popolazione palestinese di Gaza, una volta considerata illegittima da molti, ora trova supporto tra gli israeliani ebrei. Simili sondaggi sul trasferimento dei palestinesi della Cisgiordania, condotti negli anni Novanta e a metà degli anni 2000, generalmente trovavano livelli di supporto del 40%-50% tra gli ebrei di Tel Aviv.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’indignazione di alcune organizzazioni ebraiche</h2>



<p>Negli Stati Uniti, diverse organizzazioni ebraiche e politici&nbsp;<a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2025-02-05/ty-article-live/trump-no-position-yet-on-israeli-annexation-of-bank-announcement-within-weeks/00000194-d40e-dbc3-adb7-d48fbb9c0000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno criticato duramente il piano</a>&nbsp;di Donald Trump per Gaza, definendolo irresponsabile e scollegato dalla realtà. Jeremy Ben-Ami, presidente di J Street, ha espresso disgusto per l’idea di uno spostamento forzato dei palestinesi con il sostegno degli Stati Uniti, accusando Trump di mettere a rischio la democrazia americana e lo stato di diritto. Anche Halie Soifer, CEO del Jewish Democratic Council of America, ha condannato il piano, affermando che <strong>“gli ebrei americani lo rifiutano in massa</strong> e che l’idea di un intervento militare statunitense a Gaza è semplicemente folle”. Altre&nbsp;<a href="https://www.jewishcouncil.com.au/media/the-jewish-council-condemns-us-president-trumps-plan-to-take-over-gaza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">voci ebraiche da tutto il mondo</a>&nbsp;stanno condannando le dichiarazioni di Trump, rese accanto a un raggiante Netanyahu. Un’indignazione che al momento resta ancora debole rispetto alla determinazione di chi invece continua a soffiare sul fuoco del Medio Oriente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/via-i-palestinesi-da-gaza-lidea-folle-di-trump-che-piace-all80-degli-israeliani.html">Via i palestinesi da Gaza: l&#8217;idea folle di Trump che piace all&#8217;80% degli israeliani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le armi italiane che sparano nei Territori Occupati da Israele. Un altro Made in Italy</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/le-armi-italiane-che-sparano-nei-territori-occupati-da-israele-un-altro-made-in-italy.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jan 2025 06:15:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010900461875_d328455b97741fb83f3e055a948642e4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Armi italiane" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010900461875_d328455b97741fb83f3e055a948642e4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010900461875_d328455b97741fb83f3e055a948642e4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010900461875_d328455b97741fb83f3e055a948642e4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010900461875_d328455b97741fb83f3e055a948642e4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010900461875_d328455b97741fb83f3e055a948642e4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010900461875_d328455b97741fb83f3e055a948642e4-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Italia, Paese di santi, poeti, navigatori… e produttori di armi. Questa volta, il "Made in Italy" non brilla per design o gastronomia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-armi-italiane-che-sparano-nei-territori-occupati-da-israele-un-altro-made-in-italy.html">Le armi italiane che sparano nei Territori Occupati da Israele. Un altro Made in Italy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010900461875_d328455b97741fb83f3e055a948642e4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Armi italiane" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010900461875_d328455b97741fb83f3e055a948642e4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010900461875_d328455b97741fb83f3e055a948642e4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010900461875_d328455b97741fb83f3e055a948642e4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010900461875_d328455b97741fb83f3e055a948642e4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010900461875_d328455b97741fb83f3e055a948642e4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025010900461875_d328455b97741fb83f3e055a948642e4-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Italia, Paese di santi, poeti, navigatori…<strong> e produttori di armi</strong>. Questa volta, il &#8220;<a href="https://it.insideover.com/economia/le-imprese-italiane-conquistano-il-mondo-con-lexport-ora-serve-fare-sistema.html">Made in Italy</a>&#8221; non brilla per design o gastronomia, ma per pistole e munizioni che finiscono dritte dritte nei territori palestinesi occupati. E se pensate che sia colpa di un errore di spedizione, sbagliate: è un sistema perfettamente funzionante. A spiegarlo, con dati e fatti precisi,<strong> è un’inchiesta di Elisa Brunelli, pubblicata su Altreconomia.</strong> Dopo gli eventi del 7 ottobre 2023, che hanno visto un drammatico aumento della violenza in Cisgiordania, l’Italia ha continuato a esportare armi e munizioni verso Israele, ignorando ogni appello alla prudenza. La cosa preoccupante è che queste armi, formalmente destinate a un uso civile, finiscono nelle mani dei coloni che vivono in insediamenti illegali, rafforzando un mercato senza controllo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una &#8220;giustizia&#8221; per pochi</h2>



<p>Secondo <strong>Giorgio Beretta</strong>, analista dell’Osservatorio sulle armi leggere (Opal), gran parte delle esportazioni italiane riguarda armi &#8220;comuni&#8221;. Non sono progettate per uso militare, ma possono essere acquistate da chiunque abbia una licenza. E in Israele, ottenere una licenza è diventato più facile che prenotare un tavolo al ristorante. Grazie alle riforme del ministro della Sicurezza nazionale <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-gli-amici-del-ministro-ben-gvir-che-vogliono-bruciare-al-aqsa.html">Itamar Ben-Gvir,</a></strong> basta dimostrare di aver frequentato tre corsi di tiro negli ultimi vent’anni e fare un colloquio telefonico. Con queste regole, in meno di tre mesi sono state presentate 300mila richieste. Il risultato? Decine di migliaia di nuove armi in circolazione, spesso nelle mani dei coloni più estremisti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Beretta e Fiocchi: protagonisti silenziosi</h2>



<p>Tra i marchi che spiccano in questo mercato opaco ci sono due nomi italiani: <strong>Beretta e Fiocchi. </strong>Entrambe le aziende hanno una lunga tradizione nel rifornire il mercato israeliano. Armi Beretta e munizioni Fiocchi sono regolarmente presenti nei negozi e nei poligoni degli insediamenti illegali in Cisgiordania, Gerusalemme Est e nel Golan siriano occupato. Secondo Altreconomia, il famoso poligono Caliber 3, vicino alla colonia di Efrat, utilizza pistole Beretta persino per addestrare bambini. E non è finita: sagome di palestinesi con la tradizionale keffiyeh vengono usate come bersagli in altri poligoni, a dimostrazione di quanto questo commercio non sia solo un affare economico ma un simbolo di oppressione.</p>



<p>La Fiocchi, dal canto suo, ha dichiarato di aver sospeso le esportazioni verso Israele nel gennaio 2024. Peccato che un&#8217;ultima spedizione sia avvenuta a marzo, giustificata come una &#8220;sostituzione&#8221; di materiale. E se pensate che l’azienda abbia il controllo su dove finiscono le sue munizioni, vi sbagliate. Lo ha ammesso lo stesso presidente, Stefano Fiocchi: &#8220;Non possiamo escludere che vengano vendute nelle colonie illegali&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un mercato senza regole</h2>



<p>I dati dell’Istat parlano chiaro: tra gennaio e settembre 2024, l’Italia ha esportato armi e munizioni verso Israele per oltre 5 milioni di euro. Da Brescia e Lecco, sedi di Beretta e Fiocchi, sono partite spedizioni per un totale di quasi 2 milioni di euro. E non è tutto: anche se il governo italiano, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha più volte ribadito la sospensione delle esportazioni di armi, i numeri smentiscono queste dichiarazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La militarizzazione dei coloni</h2>



<p>Nel frattempo, la vita nei territori occupati diventa sempre più pericolosa per i palestinesi. <strong>Squadre di coloni armati, supportate dall’esercito israeliano</strong>, continuano a terrorizzare le comunità locali. Secondo le Nazioni Unite, solo nei primi nove mesi del 2024, ci sono stati oltre 1.600 attacchi violenti da parte dei coloni. Ma è dopo il 7 ottobre che la situazione è precipitata: migliaia di pistole, fucili M-16 e mitragliatrici sono state distribuite agli insediamenti, mentre i Consigli regionali delle colonie si sono organizzati per acquistare altre armi grazie a donatori privati. Questa militarizzazione non è solo un problema di sicurezza. È una strategia sistematica di espulsione dei palestinesi, che vengono cacciati dalle loro terre per fare spazio agli insediamenti illegali. E a ogni colono che si arma, corrisponde una famiglia palestinese costretta a fuggire.</p>



<p>Il &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/due-nuove-fregate-per-la-marina-litalia-si-rafforza-sul-mare.html">Made in Italy</a></strong>&#8220;, in questo caso, non è motivo di orgoglio. Le armi italiane non solo alimentano un mercato fuori controllo, ma contribuiscono direttamente alla perpetuazione di un conflitto che non sembra avere fine. E mentre i produttori si nascondono dietro licenze e formalità, chi paga il prezzo più alto sono i palestinesi, vittime di una violenza che il nostro Paese continua a rifornire.</p>



<p>L&#8217;inchiesta di Elisa Brunelli per Altreconomia mette in luce una realtà che non possiamo più ignorare. Perché dietro ogni arma venduta c’è una responsabilità che va ben oltre il profitto. E questa responsabilità è anche nostra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/le-armi-italiane-che-sparano-nei-territori-occupati-da-israele-un-altro-made-in-italy.html">Le armi italiane che sparano nei Territori Occupati da Israele. Un altro Made in Italy</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Haaretz: &#8220;In Cisgiordania è ormai in vigore l&#8217;apartheid&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/haaretz-in-cisgiordania-e-ormai-in-vigore-lapartheid.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 16:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=446936</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_2024112817372181_e6836a5b65260beae4d21f9a58a816d4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_2024112817372181_e6836a5b65260beae4d21f9a58a816d4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_2024112817372181_e6836a5b65260beae4d21f9a58a816d4-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_2024112817372181_e6836a5b65260beae4d21f9a58a816d4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_2024112817372181_e6836a5b65260beae4d21f9a58a816d4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_2024112817372181_e6836a5b65260beae4d21f9a58a816d4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_2024112817372181_e6836a5b65260beae4d21f9a58a816d4-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministro della Difesa, Israel Katz, sospende la detenzione amministrativa per i coloni ebrei, che resta in vigore per i palestinesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/haaretz-in-cisgiordania-e-ormai-in-vigore-lapartheid.html">Haaretz: &#8220;In Cisgiordania è ormai in vigore l&#8217;apartheid&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Che in Cisgiordania ci fosse un doppiopesismo per coloni e palestinesi, era cronaca assodata. Ora però, <a href="https://archive.vn/ioUWM">denuncia Haaretz</a>, si può dire ufficialmente: “In Cisgiordania vige un sistema di apartheid”. Il passo decisivo verso un’ulteriore discriminazione razziale è stato messo a segno dal nuovo ministro della Difesa, <strong>Israel Katz</strong>, che ha deciso di sospendere l&#8217;uso della detenzione amministrativa per i coloni ebrei. Si tratta di una procedura che consente alle forze militari israeliane di trattenere prigionieri a tempo indeterminato sulla base di informazioni segrete, senza formulare accuse né consentire ai presunti rei di confrontarsi con un avvocato.</p>



<p>La carcerazione preventiva, sebbene sia sempre stata applicata prevalentemente nei confronti dei cittadini palestinesi [attualmente, tremila di loro sono detenuti in attesa di processo], talvolta è stata disposta anche nei confronti dei coloni violenti. Insomma, dal 1967, anno in cui Israele occupò la Striscia, Gerusalemme Est e la Cisgiordania, non vi è mai stata una legge che limitasse la carcerazione preventiva ad una parte specifica della popolazione. Adesso però, dopo la disposizione di Katz, tutto cambia, o meglio, viene ufficializzato. <strong>Non sarà più possibile applicare tale misura per i coloni ebrei, riservata ai soli palestinesi.</strong> Il territorio è lo stesso, ma la giurisdizione applicata ai cittadini varia a seconda del gruppo etno-religioso a cui si appartiene.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Via libera ai coloni</h2>



<p>Katz, così come tutto il suo partito [il Likud, lo stesso di Netanyahu] e gli altri esponenti dell’estrema destra, come <strong>Itamar Ben-Gvir</strong> e <strong>Bezalel Smotrich</strong>, è convinto che “non esista il terrorismo ebraico”, ovvero quello dei coloni. I villaggi bruciati, gli ulivi sradicati, le spedizioni punitive a volto coperto, e tutte le altre malversazioni e violenze perpetrate dai coloni ai danni dei palestinesi della Cisgiordania, per il governo Netanyahu non ricadono più nella fattispecie del terrorismo. Per dirla con le parole di Smotrich, “sono <strong>atti dovuti per riprendere la terra che è degli ebrei per diritto divino”.</strong></p>



<p>La decisione di Katz dà il via libera ai coloni più violenti, secondo Haaretz, che parla di un provvedimento simile ad “un’iniezione di adrenalina per il prossimo linciaggio”. Del resto, non solo il coraggioso quotidiano israeliano, ma persino il capo dello Shin Bet, <strong>Ronen Bar</strong>, nei mesi scorsi <a href="https://www.timesofisrael.com/backing-shin-bet-chief-gallant-says-ben-gvir-endangering-israels-security/">aveva lanciato l&#8217;allarme</a>, dichiarando che “il terrorismo ebraico è alimentato dai leader di estrema destra e da altri membri della Knesset”. E, difatti, questa è la direzione verso cui il governo di Tel Aviv sta viaggiando a vele spiegate. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Indebolire l’IDF</h2>



<p>In Cisgiordania i coloni sono i sovrani, e l’unico ostacolo in grado di arginare, talvolta, la loro ferocia, è l’IDF, o almeno parte di essa. Ma resta che ogni volta che un funzionario pubblico emette un provvedimento contro qualche colono, <a href="https://www.jpost.com/israel-news/politics-and-diplomacy/article-818987">decine di rivoltosi protestano</a> impetuosamente. Com’è accaduto venerdì scorso, proprio a seguito del messaggio di Katz. Decine di coloni hanno cercato di aggredire il comandante del distretto centrale di Avi Balut, durante un evento dello Shabbat a Hebron. Lo hanno definito “traditore” e “piaga di Israele” perché reo di aver emesso una serie di ordinanze e restrizioni contro gli ebrei radicali della Cisgiordania, noti anche come “i giovani delle colline”.</p>



<p>Scrive Haaretz, “la nomina di Katz è stata progettata per indebolire l’IDF, rafforzare l’estrema destra e i coloni e lanciare un sonoro schiaffo al mondo intero, compresa la Corte penale internazionale”, che ha emesso un mandato di arresto per Netanyahu e Gallant per crimini di guerra e contro l’umanità. Il ministro Katz ha tutte le intenzioni di esasperare una situazione che da tempo è drammatica. “Il terrorismo è di matrice palestinese e i coloni sono già ingiustamente puniti dalle sanzioni internazionali. Non è appropriato &#8211; ha proseguito il ministro &#8211; che lo Stato di Israele adotti una misura così severa [la carcerazione preventiva ndr] contro gli abitanti degli insediamenti della Giudea e della Samaria”. Anche lui, al pari di altri leader al Governo, non utilizza mai il termine Cisgiordania o West Bank, ma i nomi biblici della regione. Quella terra, <strong>dove attualmente vivono tre milioni di palestinesi, è ad uso esclusivo del “popolo eletto”</strong> e gli altri sono sgraditi occupanti sui quali è lecito imperversare. Una liceità, come scrive Haaretz, ora conclamata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/haaretz-in-cisgiordania-e-ormai-in-vigore-lapartheid.html">Haaretz: &#8220;In Cisgiordania è ormai in vigore l&#8217;apartheid&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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