<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Issam Zahreddine Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/issam-zahreddine/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/issam-zahreddine</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 May 2018 18:08:40 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Issam Zahreddine Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/issam-zahreddine</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Deir Ezzor ora è una città libera  Assad verso la vittoria finale</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/deir-ez-zour-ora-citta-libera-assad-verso-la-vittoria-finale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2017 08:47:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Deir Ezzor]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/deir-ez-zour-ora-citta-libera-assad-verso-la-vittoria-finale-162555.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171004025236_24508244.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171004025236_24508244.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171004025236_24508244-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171004025236_24508244-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171004025236_24508244-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Due mesi in cui lo scenario è diametralmente cambiato, completamente mutato rispetto ad una situazione che invece perdurava da almeno quattro anni: Deir Ezzor, oramai interamente conquistata dall’esercito siriano e quasi del tutto messa in sicurezza, fino allo scorso 5 settembre viveva come su un’isola circondata unicamente da nemici i quali, dal 2013 in poi, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/deir-ez-zour-ora-citta-libera-assad-verso-la-vittoria-finale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/deir-ez-zour-ora-citta-libera-assad-verso-la-vittoria-finale.html">Deir Ezzor ora è una città libera  Assad verso la vittoria finale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171004025236_24508244.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171004025236_24508244.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171004025236_24508244-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171004025236_24508244-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171004025236_24508244-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Due mesi in cui lo scenario è diametralmente cambiato, completamente mutato rispetto ad una situazione che invece perdurava da almeno quattro anni: Deir Ezzor, oramai interamente conquistata dall’esercito siriano e quasi del tutto messa in sicurezza, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=YH1fVU5lJE0">fino allo scorso 5 settembre viveva come su un’isola circondata unicamente da nemici </a>i quali, dal 2013 in poi, hanno provato a conquistarla con attacchi quasi quotidiani. L’ISIS ha dominato in lungo e largo nel deserto attorno il capoluogo più orientale della Siria, ma la città ha sempre resistito guidata da un punto di riferimento cruciale come il generale Issam Zahreddine; poi, per l’appunto, i rapidi mutamenti che hanno ribaltato le sorti della battaglia:<a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-fine-dellincubo-deir-ez-zour/"> il 6 settembre le truppe fedeli al presidente Assad hanno rotto l’assedio</a> ridando fiato e speranza ad almeno duecentomila abitanti che hanno vissuto per anni sotto la minaccia jihadista,<strong> il 18 ottobre scorso invece è arrivata la tragica morte proprio del generale Zahreddine</strong> e, infine, nelle scorse ore <strong>il ritorno dello sventolio delle bandiere siriane in tutti i quartieri</strong> ancora in mano al califfato.</p>
<p>La presenza jihadista allontanata per sempre da Deir Ezzor</p>
<p>Quando il 6 settembre le Tiger Force, l’unità d’élite dell’esercito siriano, hanno incontrato gli uomini assediati guidati da Issam Zahreddine, davanti ai loro occhi si è mostrata una città non solo provata dai continui attacchi dell’ISIS e da condizioni di vita disumane grazie ad una quotidianità aggrappata agli aiuti provenienti dal cielo, bensì anche una Deir Ezzor in parte occupata dalle forze fedeli al califfo Al Baghdadi. Il cento urbano infatti, anche se ha resistito all’assedio islamista, negli anni ha visto diversi propri quartieri dominati dalla furia dei miliziani con le bandiere nere; quando gli assalti, specie in alcuni dei periodi dei tre anni di assedio, venivano effettuati in maniera dura ed in condizioni di superiorità numerica, l’esercito siriano è stato costretto ad abbandonare alcune zone di Deir Ezzor, trincerandosi soprattutto nella parte occidentale della città e nell’aeroporto militare la cui operatività è stata fino all’ultimo fondamentale per evitare la capitolazione definitiva del capoluogo.  </p>
<p>Una volta terminato l’assedio dunque, <strong>si è subito compresa la necessità di procedere alla liberazione totale del centro urbano da ogni presenza dell’ISIS</strong>; è proprio per questo motivo che lo scorso 18 ottobre il generale Zahreddine ha trovato la morte: l’eroe anti califfato stava perlustrando l’isola di Saker, la quale si trova lungo il percorso dell’Eufrate a pochi chilometri dal centro cittadino, quando una mina ha provocato l’esplosione del mezzo su cui viaggiava. I suoi uomini però, nel giro di pochi giorni, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/deir-ez-zour-lesercito-siriano-avanza-riconquistata-anche-lisola-saker/">hanno onorato in qualche modo la sua memoria conquistando l’isola </a>e, in tal modo, hanno permesso di trasformare definitivamente l’ISIS da forza assediante a forza assediata; la vera svolta dunque, si è avuta con la presa in possesso dell’isolotto dove ha trovato la morte il generale simbolo della resistenza di Deir Ezzor. Con l’isola di Saker in mano governativa, sono bastate poche ore per rimettere in sicurezza l’intera città: gli ultimi quartieri in mano ai terroristi, che comprendevano tra gli altri anche quelli del vecchio aeroporto e della zona centrale, sono stati espugnati e Deir Ezzor può essere considerata a tutti gli effetti non più città martire, bensì città libera.</p>
<p>Deir Ezzor ritrova la quotidianità: in città fanno rientro anche i cristiani</p>
<p>Cibo lanciato dagli aerei russi o siriani, acqua distribuita tramite un precario acquedotto i cui pozzi venivano presi d’assalto dai cittadini con in mano bidoni e contenitori, senza contare il costante rumore della guerra contrassegnato dal sottofondo di bombe e colpi d’artiglieria: la vita sotto assedio, per Deir Ezzor, è stata contraddistinta da questi tragici elementi ma anche da uno spirito di resistenza che ha fatto vivere in simbiosi la popolazione con gli uomini di Zahreddine. “<em>Viviamo come delle bestie in gabbia</em> – dichiarava ad una troupe di Russia Today, riuscita ad entrare in città durante l’assedio, una donna che piangendo faceva la fila per aspettare il proprio turno per l’acqua – <em>Non è vita questa qui”</em>; adesso il quadro, anche su questo versante, sembra essere radicalmente mutato. La fine dell’assedio non ha voluto dire la fine della guerra per i cittadini di Deir Ezzor, visto che il tragico sottofondo del conflitto ha continuato a scandire la quotidianità per via degli scontri volti ad eliminare le ultime presenze jihadiste: pur tuttavia, quando il 6 settembre le Tiger Force sono entrate in città, la popolazione ha potuto nuovamente iniziare ad immaginare un futuro normale.</p>

<p>E’ arrivata l’acqua, sono aumentate le forniture di cibo,<strong> non si è più dovuto attendere alcun aereo per avere accesso ai beni primari e fondamentali</strong>: dettagli quasi scontati per una città in tempo di pace che, per Deir Ezzor, sono diventate subito nuove conquiste e nuove speranze per riprendere un’esistenza normale. La cacciata definitiva dell’ISIS e l’intera liberazione della città, faranno per la prima volta vivere dopo quattro anni i residenti di questo capoluogo senza l’incubo della guerra, senza i rumori delle battaglie e senza dover vedere il proprio centro urbano costellato di posti di blocco, barriere e trincee; in poche parole, <strong>è arrivato adesso il momento di pensare a ricostruire e non più a sopravvivere</strong>. In questo contesto, a vincere non è stato soltanto l’esercito siriano ma anche l’intera società di questa città che, grazie al suo posizionamento ed alla sua storia fatta di commerci ed interscambi, ha visto sempre la pacifica convivenza di numerose etnie e di diversi credi religiosi; in tal senso, ha destato positivo scalpore la foto diffusa via Twitter nei giorni scorsi in cui<strong> una comitiva di cristiani rientrava a Deir Ezzor</strong> tornando, in questo modo, a ripopolare una comunità religiosa da decenni ben integrata da queste parti e che, al contrario, l’ISIS ha invece cercato di annientare con torture ed uccisioni.</p>
<p>Per il califfato, Deir Ezzor doveva diventare la nuova capitale ma, dopo quattro anni di assedio, la città è diventata una vero e proprio <strong>cimitero per i miliziani</strong>: in migliaia sono stati uccisi durante i tanti assalti jihadisti e, adesso, hanno visto quei quartieri del capoluogo orientale ancora nelle loro mani essere espugnati dai governativi. Deir Ezzor è tornata libera ed è tornata, dopo tanto tempo, ad essere comunità: a guerra finita, quanto fatto dai suoi cittadini e dal generale Zahreddine verrà, molto probabilmente, elevato al rango di massimo esempio di resistenza alla furia dei terroristi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/deir-ez-zour-ora-citta-libera-assad-verso-la-vittoria-finale.html">Deir Ezzor ora è una città libera  Assad verso la vittoria finale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Deir Ezzor, l&#8217;esercito siriano avanza:  riconquistata anche l’isola di Saker</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/deir-ez-zour-lesercito-siriano-avanza-riconquistata-anche-lisola-saker.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 12:09:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Deir Ezzor]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/deir-ez-zour-lesercito-siriano-avanza-riconquistata-anche-lisola-saker-162427.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20170613133113_23442351.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20170613133113_23442351.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20170613133113_23442351-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20170613133113_23442351-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20170613133113_23442351-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Issam Zahreddine è caduto proprio per espugnare quella piccola isola posta tra la periferia di Deir Ezzor e la riva destra del fiume Eufrate; il riferimento è all’isola di Saker, a pochi chilometri dal centro del capoluogo più orientale della Siria, lo stesso difeso per quattro anni dal generale sopra citato il quale è riuscito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/deir-ez-zour-lesercito-siriano-avanza-riconquistata-anche-lisola-saker.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/deir-ez-zour-lesercito-siriano-avanza-riconquistata-anche-lisola-saker.html">Deir Ezzor, l&#8217;esercito siriano avanza:  riconquistata anche l’isola di Saker</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20170613133113_23442351.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20170613133113_23442351.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20170613133113_23442351-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20170613133113_23442351-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20170613133113_23442351-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Issam Zahreddine è caduto proprio per espugnare quella piccola isola posta tra la periferia di Deir Ezzor e la riva destra del fiume Eufrate; il riferimento è all’isola di <strong>Saker</strong>, a pochi chilometri dal centro del capoluogo più orientale della Siria, lo stesso difeso per quattro anni dal generale sopra citato il quale è riuscito ad evitare gli assalti dell’ISIS che ininterrottamente dal 2014 prendevano di mira la città. In questa piccola isola, i miliziani del califfato avevano di fatto installato diverse basi da cui partivano gli attacchi verso Deir Ezzor e, prima di andar via, hanno minato quasi interamente il suo territorio al fine di rallentare l’avanzata governativa ed impedire alle truppe di Assad di trovare, proprio lungo le coste di Saker, una facile rampa di lancio verso la riva opposta dell’Eufrate; Issam Zahreddine, dopo aver portato a termine il suo principale compito di difesa di Deir Ezzor, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.difesaonline.it/geopolitica/brevi-estero/il-generale-zahreddine-leroe-di-deir-ezzor-ucciso-da-una-mina">è morto mentre perlustrava questa piccola isola</a> al fine di rintracciare i percorsi più agevoli per una definitiva riconquista.</p>
<p>L’isola riconquistata ad una settimana esatta dalla morte di Zahreddine</p>
<p>Spesso è lo stesso destino a scrivere pagine suggestive in grado di indirizzare la lettura di un determinato momento storico; se la Siria intera ha pianto la morte del suo generale eroe anti ISIS, <strong>a Deir Ezzor la figura di Issam Zahreddine appare più viva e contemporanea che mai</strong> con i suoi soldati che hanno continuato il suo lavoro arrivando alla <strong>completa riconquista dell’isola di Saker</strong>. Ad una settimana dall’esplosione letale causata da una delle mine lasciate dall’ISIS sull’isolotto fluviale, le forze comandate appena pochi giorni fa dal generale Zahreddine<a href="https://www.almasdarnews.com/article/breaking-syrian-army-liberates-deir-ezzors-largest-island/"> hanno ripreso l’intera zona compresa tra Saker ed il quartiere di <strong>Al Sina</strong></a>; la battaglia per la completa liberazione di Deir Ezzor va quindi avanti: la riconquista di queste due località appare un duro colpo per gli ultimi miliziani del califfato rimasti in città e la loro capacità offensiva è ridotta al minimo.</p>
<p>Il ritorno delle bandiere siriane tra Saker ed Al Sina, non appare soltanto un omaggio dei soldati al loro generale, ma quasi un vero e proprio <strong>lavoro svolto con ancora nelle orecchie gli ordini ed i consigli dati da Zahreddine mentre perlustrava gli ultimi quartieri del capoluogo orientale della Siria da riconquistare</strong>. Sunniti, sciiti, drusi e cristiani, tutte le varie componenti dell’esercito siriano a Deir Ezzor stanno mandando avanti l’impresa iniziata quattro anni fa come resistenza all’assedio dei terroristi e che adesso sta proseguendo come veloce e rapida riconquista di tutti i territori caduti tra il 2014 ed il 2015 nelle grinfie del califfato; oltre al grande significato simbolico collegato alla scomparsa del generale Zahreddine, la conquista di Saker ed Al Sina rappresenta il<strong> definitivo accerchiamento delle truppe dell’ISIS presenti nella periferia di Deir Ezzor </strong>e, di conseguenza, il tutto potrebbe far propendere a favore di un avanzamento delle forze di Damasco che nel giro di poche settimane varrebbe la definitiva ripresa del capoluogo più orientale del paese.</p>
<p>La riconquista procede anche nella provincia di Deir Ezzor</p>
<p>Non solo la città, ma anche il suo vasto territorio circostante rurale e desertico: le mire dei soldati fedeli al presidente Assad in queste ore si stanno espandendo di fatto su tutta la provincia di <strong>Deir Ez Zour</strong>, la quale fino all’inizio della scorsa estate sembrava oramai persa o comunque molto lontana da una definitiva riconquista. In particolare,<strong> le truppe di Damasco avanzano sia a sud del capoluogo che nelle remote lande confinanti con la provincia di Homs</strong>, lì dove nella giornata di lunedì è stata ripresa la strategica ‘Stazione di pompaggio T2’, ricadente lungo il gasdotto che dall’Iraq giunge nella capitale siriana; da almeno cinque mesi le forze governative hanno provato più volte a riprendere questa importante infrastruttura ed adesso, nonostante i contrattacchi jihadisti e grazie anche al supporto degli Hezbollah libanesi ed altre forze paramilitari, per i soldati lealisti si apre la prospettiva di avanzare rapidamente nel territorio desertico che dalle frontiere irachene giunge fino alle sponde del fiume Eufrate.</p>

<p>A sud di Deir Ezzor invece, si avanza lungo le roccaforti che si trovano sulla riva di sinistra dell’Eufrate: dopo la presa di <strong>Al Mayadin</strong>, nel mirino dei soldati siriani adesso si trovano le cittadine di<strong> Al Qurayya</strong> ed<strong> Al Asharah</strong>, entrambe strategiche ed importanti per la loro posizione e per il fatto di trovarsi esattamente a metà strada tra il capoluogo di provincia e la cittadina di frontiera di Abu Kamal. Scenario diverso invece sull’altra sponda dell’Eufrate: l’ISIS arretra anche qui, ma<strong> lascia spazio alle forze filo curde dell’SDF</strong>, le quali puntano ai campi petroliferi che si trovano in questo estremo lembo di territorio siriano; c’è chi parla di accordi sotto banco tra russi ed americani per fare dell’Eufrate una vera e propria zona di confine tra le rispettive aree di influenza, pur tuttavia questa ipotesi al momento non è dimostrabile, così come è impossibile dire se tanto le popolazioni arabe locali quanto lo stesso governo siriano rivendicheranno come propri questi territori dopo la cacciata dell’ISIS.</p>
<p>A prescindere da come evolverà lo scenario bellico sul fronte di Deir Ezzor, di certo<strong> la figura di Zahreddine rimarrà importante e vitale tanto per i soldati quanto per i cittadini di questa provincia</strong>: ogni azione, ogni riconquista ed ogni villaggio recuperato dalla morsa del terrorismo jihadista, sarà di fatto una prosecuzione del lavoro che il generale ha compiuto fin quando una mina ne ha comportato la morte in quell’isola di Saker che, per l’appunto, seguendo un incredibile quanto suggestivo incrocio del destino, è stata poi liberata ad una settimana esatta dal tragico incidente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/deir-ez-zour-lesercito-siriano-avanza-riconquistata-anche-lisola-saker.html">Deir Ezzor, l&#8217;esercito siriano avanza:  riconquistata anche l’isola di Saker</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 57/138 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-15 07:06:53 by W3 Total Cache
-->