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	<title>Irina Zabolotnaya Archives - InsideOver</title>
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	<title>Irina Zabolotnaya Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;Ucraina come cavia della Nato? Diamo un&#8217;occhiata da vicino al progetto UNITE</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lucraina-come-cavia-della-nato-diamo-unocchiata-da-vicino-al-progetto-unite.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 05:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-600x428.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Nato finanzia nuovi progetti, elaborati con aziende ucraine, nel campo dei  droni. Sfruttando le amare esperienze dei combattenti ucraini. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-600x428.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In questi giorni si è molto parlato del programma <strong>UNITE-Brave Nato,</strong> ovvero dell&#8217;iniziativa congiunta di Nato e Ucraina (vedremo tra poco meglio la parte di Kiev) per produrre armamenti innovativi nel campo della difesa dai droni e dell&#8217;offesa con i droni. In realtà l&#8217;iniziativa era stata annunciata già a fine 2025 e il ri-esploso interesse dipende probabilmente dal fatto che ora si sta passando ai fatti, con denari veri da investire (10 milioni in una prima fase, che possono crescere fino a 50), <strong>condizioni precise per partecipare </strong>e obiettivi definiti: di fatto, garantire una migliore difesa aerea all&#8217;Ucraina per poi trasferire il know how maturato all&#8217;Alleanza Atlantica. <strong>Che il progetto contenga (anche) un senso di urgenza per le sorti dell&#8217;Ucraina risulta evidente</strong> dai primi temi proposti alle aziende che vorranno farsi avanti con i loro progetti: Sistemi di difesa attiva contro i droni, sistemi avanzati e sostenibile contro gli Shahed, Supporti elettromagnetici per Sigint, Tecnologie elettromagnetiche di attacco contro i droni. La parola &#8220;Russia&#8221; non figura ma è più che superflua. L&#8217;iniziativa prevede che qualunque progetto in cerca di finanziamento sia presentato da un&#8217;azienda ucraina insieme con una appartenente a un Paese Nato: un modo per incentivare la collaborazione, sostenere l&#8217;industria della difesa ucraina e garantire un fluido trasferimento di conoscenze e competenze. </p>



<p>Da un lato c&#8217;è la NATO, attraverso la Direzione per l&#8217;innovazione. Dall&#8217;altro , per l&#8217;Ucraina, il ministero della Trasformazione digitale (quello in cui ha lavorato con ottimo risultati il ministro <strong>Mychaylo Fedorov,</strong> poi passato al ministero della Difesa da dove è stato silurato in sei mesi) e quello della Difesa, travagliato dai ripetuti scandali di corruzione. Ma in realtà, e per fortuna della Nato e dell&#8217;Ucraina, <strong>il protagonista principale sarà Brave1</strong>, ovvero il cluster creato dal governo ucraino per accompagnare lo sviluppo di start up innovative e aziende del settore della Difesa. <strong>Sono ormai 2.500 le compagnie rappresentate nel cluster, </strong>di cui 500 specializzate nel settore dei droni aerei, 200 in quello dell&#8217;IA, 300 nel settore ELINT e così via. Brave1 è stata forse la più riuscita tra le iniziative di Fedorov che, apprestandosi a lasciare il ministero della Trasformazione digitale, aveva rimescolato gli incarichi, affidando le cariche direttive ad alcuni dei suoi più fidati collaboratori. <strong>Viktor Rudenko</strong>, una lunga esperienza nella digitalizzazione della pubblica amministrazione e poi, dopo l&#8217;invasione russa, nella tecnologia dei droni e della guerra elettronica, era diventato capo dell&#8217;I<em>nnovation Development Fund</em>, la cassaforte di Brave1. <strong>Andriy Hrytseniuk</strong>, un esperto delle tecnologie digitali applicate al settore bancario, era diventato direttore esecutivo di Brave1. E <strong>Irina Zabolotnaya</strong>, cresciuta all&#8217;interno del ministero per la Trasformazione digitale, era diventata vice-capa I<em>nnovation Development Fund </em>con delega ai rapporti internazionali. È lei, quindi, la prima interfaccia della NATO per UNITE-Brave NATO. </p>



<p>C&#8217;è l&#8217;impronta di Fedorov, dunque, in tutto questo. E il fatto che il suo posto che ministro della Trasformazione digitale sia andato a <strong>Oksana Ferchuk</strong>, già sua vice, conferma quanto peraltro non era stato difficile capire: non era il lavoro di Fedorov a non andare bene a Zelensky, ma piuttosto la sua personalità e la sua crescente personalità. </p>



<p>La NATO, che finanzia il tutto, non fa mistero di aver tutta l&#8217;intenzione di mettere a profitto l&#8217;esperienza a duro prezzo maturata fin qui dall&#8217;Ucraina in un settore, quello della guerra dei droni e della guerra contro i droni, che ha cambiato e sta ancora cambiando molte delle strategie della guerra contemporanea. Il proposito ha una sua logica. NATO e Ucraina hanno molto investito nella loro relazione fin dai tempi del presidente <strong>Petro Poroshenko</strong>. L&#8217;Ucraina è sottoposta a una prova durissima dalla pressione militare russa e la NATO è coinvolta nel conflitto, anche se non ha schierato le proprie truppe sul campo di battaglia. Considerato che <strong>dal 2022, dal vertice di Madrid, </strong>in seguito all&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina la Russia è giudicata dalla NATO &#8220;la minaccia più significativa a diretta&#8221; per i Paesi dell&#8217;Alleanza, l&#8217;idea di sfruttare la circostanza drammatica della guerra per approntare migliori difese future può sembrare razionale.</p>



<p>Ci sia consentito, però, avere anche un dubbio. Non è che la NATO sta approfittando (dire &#8220;speculando&#8221; sarebbe troppo) del sacrificio dell&#8217;Ucraina? Le aziende NATO che dovessero veder finanziati i propri progetti farebbero forse cosa emerita per la difesa presente e futura dell&#8217;Europa ma <strong>difficilmente sarebbero spinte a far finire il più presto possibile la guerra in corso. Loro, con la guerra, ci guadagnerebbero. Con la pace ci rimetterebbero. O no?</strong> </p>



<p>Secondo dubbio. <strong>Qual è, esattamente, il futuro che immaginiamo per l&#8217;Ucraina? </strong>Anche se tutti pensano solo a inventare o comprare nuove armi, diamo per scontato che il desiderio prevalente sia quello di far finire la guerra. E poi? La sensazione è che siano anche troppi quelli che pensano che <strong>l&#8217;Ucraina di domani sia destinata a diventare uno &#8220;Stato porcospino&#8221;</strong>, piazzata nel cuore dell&#8217;Europa e riempita di armi per tenere a bada i russi per la nostra tranquillità. E se nel frattempo gli ucraini, con le loro truppe e i loro servizi di intelligence, ci tolgono qualche castagna dal fuoco in giro per il mondo (nel Sahel, per esempio, dove i francesi sono stati presi a calci nel sedere, o in Libia), tanto di guadagnato. </p>



<p> Somiglia molto, questa prospettiva, al modo in cui Israele è stato piazzato in Medio Oriente per fare gli interessi prima degli inglesi e degli Usa. Come sia finita da quelle parti lo sappiamo: prima gli ebrei del nascente Israele si sono liberati degli inglesi e ora lo Stato ebraico di interessi fa i propri, piaccia o no agli Usa. <strong>Se domani finisse così anche con l&#8217;Ucraina in Europa non potremmo poi lamentarci troppo.</strong> Perché avevamo un esempio lampante davanti agli occhi. E perché gli ucraini avrebbero tutto il diritto, alla lettera guadagno sul campo, di non farsi sfruttare da noi.</p>



<p>A prescindere dal fatto che in Medio Oriente </p>



<p></p>



<p><strong>Riferimenti </strong></p>



<p>Per il bando di UNITE-Brave Nato: https://unite-brave-nato.brave1.tech. Per la NATO: https://www.ncia.nato.int/business/procurement/current-opportunities/42534805</p>



<p>Per Brave1: https://brave1.gov.ua/en/about</p>



<p>Per i nuovi dirigenti di Brave1: https://mezha.net/eng/bukvy/leadership-changes-boost-ukraine-s-defense-tech-and-startup-innovation/</p>



<p>Per il vertice NATO di Madrid 2022: https://www.nato.int/en/about-us/official-texts-and-resources/official-texts/2022/06/29/madrid-summit-declaration</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-come-cavia-della-nato-diamo-unocchiata-da-vicino-al-progetto-unite.html">L&#8217;Ucraina come cavia della Nato? Diamo un&#8217;occhiata da vicino al progetto UNITE</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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