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	<title>Hassan Nasrallah Archives - InsideOver</title>
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	<title>Hassan Nasrallah Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La caduta di Assad chiude un 2024 da incubo per l&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-di-assad-chiude-un-2024-da-incubo-per-liran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 10:07:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[hezbollah]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1221" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241210092027277_404677b235733fa8accbdf78cffc2fa9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241210092027277_404677b235733fa8accbdf78cffc2fa9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241210092027277_404677b235733fa8accbdf78cffc2fa9-600x382.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241210092027277_404677b235733fa8accbdf78cffc2fa9-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241210092027277_404677b235733fa8accbdf78cffc2fa9-1024x651.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241210092027277_404677b235733fa8accbdf78cffc2fa9-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241210092027277_404677b235733fa8accbdf78cffc2fa9-1536x977.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Iran è il grande sconfitto della caduta di Assad in Siria. Ne parliamo con l'analista Alessandro Cassanmagnago.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-di-assad-chiude-un-2024-da-incubo-per-liran.html">La caduta di Assad chiude un 2024 da incubo per l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1221" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241210092027277_404677b235733fa8accbdf78cffc2fa9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241210092027277_404677b235733fa8accbdf78cffc2fa9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241210092027277_404677b235733fa8accbdf78cffc2fa9-600x382.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241210092027277_404677b235733fa8accbdf78cffc2fa9-300x191.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241210092027277_404677b235733fa8accbdf78cffc2fa9-1024x651.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241210092027277_404677b235733fa8accbdf78cffc2fa9-768x488.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241210092027277_404677b235733fa8accbdf78cffc2fa9-1536x977.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>caduta di Bashar al-Assad</strong> ha un grande sconfitto geopolitico: l&#8217;<strong>Iran,</strong> che con la fine del regime di Damasco vede completarsi un 2024 che è stato un <em>annus horribilis</em> per l&#8217;influenza di Teheran in Medio Oriente. <strong>&#8220;Con la caduta di Assad Teheran perde perché è colpita la sfera d&#8217;influenza</strong>, forse in maniera decisiva&#8221;, commenta a <em>InsideOver</em> l&#8217;analista geopolitico <strong>Alessandro Cassanmagnago</strong>, esperto di Iran e cultore della materia in Global History all&#8217;Università degli Studi di Milano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Asse della Resistenza in crisi</h2>



<p>Il regime di <strong><a href="https://it.insideover.com/dossier/i-dieci-giorni-che-hanno-sconvolto-la-siria">Assad, che durava da cinquant&#8217;anni, si è squagliato come neve</a></strong> al sole in poco più di una settimana. Questo è emblematico dei tempi che corrono, in cui i fatti spesso accelerano e colgono di sorpresa anche gli analisti più acuti. E anche i decisori di potenze come l&#8217;Iran. &#8220;Obiettivamente, chi due settimane fa si sarebbe aspettato uno scenario del genere?&#8221;, si domanda retoricamente Cassanmagnago, facendo notare che &#8220;l<strong>a Siria di Assad si è sgretolata in poche ore, ovvero quando è stato palese che dopo la caduta di Aleppo </strong>il regime non aveva alcuna possibilità di controbilanciare l&#8217;offensiva delle milizie nemiche, e il resto è venuto da sé&#8221;. </p>



<p>L&#8217;Iran, nota lo studioso, &#8220;ha subito questa situazione, ma guardando a una prospettiva più ampia è l&#8217;intero Asse della Resistenza, come lo chiamano i suoi sostenitori, ad aver subito una serie di duri colpi&#8221;. E l&#8217;inizio della crisi è da identificare nei fatti del 7 ottobre 2023, dato che <strong>l&#8217;attacco di Hamas a Israele</strong> ha rafforzato la conflittualità in Medio Oriente e esteso su scala regionale la competizione. Non a caso <strong>Benjamin Netanyahu</strong> ha detto, dopo la caduta di Assad, che l&#8217;evoluzione della Siria è arrivata per l&#8217;onda lunga del 7 ottobre. E non ha tutti i torti, dato che Tel Aviv ha colpito ovunque, in Libano e Palestina innanzitutto, ma anche in Siria, Iraq, Yemen gli alleati di Teheran, sovrapponendo la sua guerra ad Hamas a un braccio di ferro con Teheran culminato in uno scambio diretto di colpi a ottobre.</p>



<p>In quest&#8217;ottica, secondo Cassanmagnago, è stata danneggiata &#8220;la galassia di reti, alleanze e rapporti che univano l&#8217;Iran a movimenti statuali e non del Medio Oriente e che aveva i suoi pilastri in Assad e la sua Siria e l&#8217;Hezbollah libanese&#8221;. Entrambi questi capisaldi sono in crisi o scomparsi: &#8220;La Siria alawita si è dissolta, e il Partito di Dio non ha più la forza di ieri dopo lo scontro con Israele. Si è dunque indebolito quello che era lo <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lasse-della-resistenza-si-organizza-cosi-prepara-la-guerra-israele.html">strumento di deterrenza, proiezione e difesa in profondità</a></strong> di Teheran nella regione mediorientale. Mi sento di dire&#8221;, nota l&#8217;iranista, &#8220;che sta anche finendo un&#8217;era iniziata nel 1982, con la nascita di Hezbollah e rafforzatasi dopo la guerra Iran-Iraq, fondatasi sul <strong>consolidamento di questo network</strong> fuori dall&#8217;Iran&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un anno di duri colpi per l&#8217;Iran</h2>



<p>Cosa resta oggi dell&#8217;Asse della Resistenza? Per Cassanmagnago &#8220;la realtà dice che oggi la forza più solida residua sono le milizie sciite irachene, non paragonabili ai due pilastri perduti (Assad) o indeboliti (Hezbollah), e la cui tenuta è subordinata a ciò che accadrà a Baghdad, e gli Houthi, che però giocano una partita in larga parte autonoma in Yemen&#8221;. Allargando il campo, in definitiva, ciò che è accaduto dopo il 7 ottobre con l&#8217;offensiva israeliana in Medio Oriente è a detta dell&#8217;analista &#8220;una <strong>grossa sconfitta per l&#8217;Iran</strong>, che sembrava in ripresa grazie <a href="https://it.insideover.com/politica/arabia-saudita-e-iran-riprendono-relazioni-diplomatiche-decisivo-il-ruolo-della-cina.html">agli accordi di distensione con l&#8217;Arabia Saudita mediati dalla Cina&#8221;.</a> </p>



<p>Dal 7 ottobre <strong>è stato ucciso da Israele</strong><a href="https://www.unita.it/2023/12/25/sayyed-reza-mousavi-chi-e-il-comandante-iraniano-ucciso-in-siria-da-israele/"><strong>&nbsp;Reza Mousavi</strong>, altro altissimo comandante</a>&nbsp;del medesimo corpo e ad aprile si ricorda l’omicidio del brigadier generale&nbsp;<strong>Reza Zahedi al consolato generale di Damasco</strong>&nbsp;sotto i colpi dell’Idf, che ha scatenato la risposta di Teheran. <strong>A ciò si aggiunge la morte di Ismail Haniyeh, capo politico di Hamas</strong>, in Iran a luglio, e l&#8217;omicidio ad opera di Israele del segretario generale di Hezbollah, <strong>Hassan Nasrallah</strong>, a Beirut a settembre. Nasrallah era il principale vertice dell&#8217;Asse della Resistenza<a href="https://it.insideover.com/politica/da-soleimani-a-raisi-in-iran-quattro-anni-di-morti-eccellenti.html#google_vignette"> assieme al generale dei pasdaran <strong>Qasem Soleimani</strong>, ucciso in Iraq dagli Usa nel gennaio 2020,</a> e ad Assad. Ora non resta più operativo nessuno di loro. &#8220;Aggiungiamo alle botte subite la morte dell&#8217;ex presidente Ebrahim Raisi, altra testimonianza della fragilità del Paese e dei protocolli di sicurezza interni per tutelare le autorità&#8221;, ricorda Cassanmagnago, &#8220;e avremo un quadro desolante per la Repubblica Islamica&#8221;.</p>



<p>&#8220;Figure carismatiche come Nasrallah e Soleimani avevano venduto un prodotto più forte di quello che era in realtà? Visto il loro pragmatismo,<strong> è difficile pensarlo</strong>&#8220;, nota Cassanmagnago. Risulta più probabile &#8220;pensare al fatto che i nemici dell&#8217;Asse della Resistenza, come Israele e Stati Uniti, hanno nel corso degli anni preso le misure di questa galassia, dopo i primi momenti di sorpresa per la <strong>capacità di Teheran</strong> di mobilitare risorse e mezzi in maniera tanto dinamica, operando uno smantellamento efficace di questo sistema&#8221;. </p>



<p>Probabilmente, secondo l&#8217;analista, &#8220;stiamo assistendo a una fase di contrazione notevole di questo sistema, che non darei per spacciato. I tempi che viviamo sono imprevedibili, e nulla è da dare per scontato. L&#8217;Asse della Resistenza potrebbe trasformarsi o essere sostenuto da un&#8217;altra forma di dispositivo strategico&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ritorna il nucleare?</h2>



<p>Può essere, ad esempio, che all&#8217;interno dell&#8217;Iran i detrattori di questa strategia prendano piede, complici le critiche per le spese notevoli affrontate per <strong><a href="https://tg24.sky.it/mondo/2024/12/09/siria-assad-ribelli-jihadisti-cosa-succede-news">sostenere il decaduto Assad</a></strong>. &#8220;L&#8217;Asse della Resistenza era un buco nero per i fondi iraniani, e a Teheran può tornare in auge una via che non si fondi principalmente su di esso&#8221;, ragiona Cassanmagnago. Che ipotizza due scenari: &#8220;Il primo è che si rispolveri la strategia diplomatica del compromesso con l&#8217;Occidente e i Paesi della regione, in parte già rilanciati dal presidente <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/non-costruiremo-mai-latomica-il-messaggio-distensivo-delliran-che-avverte-israele-e-trump.html">Masoud Pezeshkian</a></strong> nel suo Governo di unità nazionale, che coniuga conservatori e molti riformisti&#8221;.</p>



<p>Per lo studioso, &#8220;l&#8217;altra strada è il rilancio dell&#8217;ipotesi nucleare, che sarebbe una via ancora più probabile se l&#8217;Asse della Resistenza venisse ulteriormente smantellato&#8221;. Per i falchi conservatori, procedere con l&#8217;atomica aiuterebbe l&#8217;Iran a supplire alle carenze delle sue forze tradizionali e rafforzare la deterrenza agli occhi della classe dirigente. Non è da escludere che la spinta al rilancio della tecnologia nucleare <strong>prenda piede</strong>. Isolare l&#8217;Iran sullo scacchiere internazionale dopo la caduta di Assad rischia insomma di radicalizzare le tensioni nella regione: ai Paesi che a lungo hanno dialogato con Teheran, in Occidente soprattutto, è in capo una grande responsabilità. E il recente braccio di ferro scatenato da Usa, Francia, Germania e Regno Unito che ha sconfessato la volontà di dialogo del segretario dell&#8217;Agenzia internazionale<a href="https://it.insideover.com/energia/iran-e-nucleare-lo-strappo-usa-che-taglia-la-strada-allagenzia-onu.html"> per l&#8217;energia atomica (Aiea) <strong>Rafael Mariano Grossi</strong></a> non dà buone speranze in tal senso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-di-assad-chiude-un-2024-da-incubo-per-liran.html">La caduta di Assad chiude un 2024 da incubo per l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Iran, cinque indizi ci dicono che qualcosa non torna all&#8217;ombra degli ayatollah </title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-cinque-indizi-ci-dicono-che-qualcosa-non-torna-allombra-degli-ayatollah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2024 06:49:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Hamas-Israele]]></category>
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		<category><![CDATA[Hezbollah (Partito di Dio)]]></category>
		<category><![CDATA[Pasdaran]]></category>
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<p>Cinque punti che ricostruiscono un puzzle ancora molto nebuloso circa cosa sta accadendo in Iran, dalla morte di Soleimani ad oggi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-cinque-indizi-ci-dicono-che-qualcosa-non-torna-allombra-degli-ayatollah.html">Iran, cinque indizi ci dicono che qualcosa non torna all&#8217;ombra degli ayatollah </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1258" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024100118265177_61e2a88a13302606db1d7421ab347007.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024100118265177_61e2a88a13302606db1d7421ab347007.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024100118265177_61e2a88a13302606db1d7421ab347007-600x393.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024100118265177_61e2a88a13302606db1d7421ab347007-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024100118265177_61e2a88a13302606db1d7421ab347007-1024x671.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024100118265177_61e2a88a13302606db1d7421ab347007-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_2024100118265177_61e2a88a13302606db1d7421ab347007-1536x1006.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pochi giorni fa, la notizia dell&#8217;arresto (e del probabile infarto) di <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/le-manette-ai-polsi-del-capo-dei-pasdaran.html">Esmail Qaani</a></strong>, comandante delle <strong>forze Quds</strong> iraniane, aveva fatto il giro del mondo. Lui, la possibile talpa di alto livello che avrebbe tradito il regime degli <em>ayatollah</em>, dando in pasto a Tel Aviv prima <strong>Hassan Nasrallah</strong> e poi il suo successore <strong>Hashem Safieddine</strong>. Una falla nel sistema che, se confermata, potrebbe far presagire un primo scardinamento dall&#8217;interno della Repubblica Islamica. Alla luce di questa news, tuttavia, alcuni pezzi del puzzle iraniano degli ultimi anni assumono una valenza differente, sebbene non ancora coerente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1) La morte di Soleimani </h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.avvenire.it/c/2020/PublishingImages/f2db6b05a11f4bcea9df9755093ffe2f/3ca854f288_67528317.jpg?width=1024" alt="" style="width:356px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Il 3 gennaio 2020 un attacco americano nei pressi dell’aeroporto di Baghdad mise fuori gioco il generale dei Quds <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/come-si-e-arrivati-allomicidio-di-soleimani.html">Qasem Soleimani</a>, trasformandolo in un martire iraniano dei nostri giorni. Il <em>casus belli</em> che avrebbe indotto l&#8217;amministrazione Trump a optare per l&#8217;eliminazione del generale sarebbe stata l’uccisione di un <em>contractor </em>americano in una base militare irachena, durante un bombardamento compiuto dalla milizia filo-iraniana Kataib Hezbollah. Ma c&#8217;è di più:<strong> l&#8217;omicidio di Soleimani ha avuto una valenza simbolica</strong>, un messaggio affatto subliminale all&#8217;Iran, ai suoi <em>proxy </em>in Libano e nello Yemen, ma soprattutto all&#8217;<em>establishment</em> di Teheran.</p>



<p>Uno dei corollari più importanti della morte di Soleimani è stata senza dubbio la sua successione, che ha portato sul suo trono proprio <strong>Qaani, vicecomandante dei Quds dal 1997</strong>. Un uomo schivo, noto per l&#8217;incapacità di parlare arabo e l&#8217;idiosincrasia per le relazioni pubbliche. Se la morte di Soleimani ha permesso l&#8217;ascesa di Qaani è più che legittimo chiedersi se non sia stato quello il momento della lenta e paziente tessitura di un piano da parte di Tel Aviv, a mezzo dei suoi alleati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2) La strana morte di Ebrahim Raisi</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/raisi-la-presse-scaled.jpeg" alt="" style="width:362px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Erano passate da poco le 15.00 italiane del 19 maggio scorso quando sui media internazionali ha cominciato a diffondersi la voce di un incidente occorso a un elicottero del convoglio del presidente iraniano Ebrahim Raisi, di ritorno da una visita in Azerbaijan. La tensione nell&#8217;area si taglia con il coltello: il 7 ottobre in Israele e gli attacchi reciproci Tel Aviv-Teheran sono già alle spalle. In un contesto di destabilizzazione tale, la morte di Raisi mette in subbuglio un&#8217;intera nazione, sollevando anche interrogativi sulle prospettive future del leader supremo <strong>Ali Khamenei</strong>. Due mesi dopo la misteriosa scomparsi di Raisi-imputata alla vetustà del suo velivolo e al maltempo-<strong>Masud Pezeshkian</strong> prende il suo posto. L&#8217;ex chirurgo costituisce una figura ibrida tra spinte &#8220;moderate&#8221; (è stato spesso critico sull&#8217;obbligo del velo per le donne) e l&#8217;atteggiamento da fedele alla linea: si è, infatti, anche espresso a sostegno dei principi della Repubblica Islamica e ha insistito sul fatto che le politiche stabilite dalla Guida suprema debbano essere seguite. </p>



<h2 class="wp-block-heading">2) La morte di Nasrallah e Safieddine</h2>



<p>Quando Qassem Soleimani morì, sua figlia minore <strong>Zeinab</strong>&#8211; un tempo praticamente sconosciuta come personaggio pubblico- venne fuori come la più ardente devota del padre, desiderosa di essere martirizzata assieme a lui. Sei mesi dopo la morte del padre, Zeinab sposa <strong>Riza Safieddine</strong>, figlio del cugino e successore di Nasrallah, <strong>Safieddine</strong>. Il matrimonio, presumibilmente combinato, unisce in un importante legame di potere e di sangue Libano e Iran, Quds ed Hezbollah, oltre che due importanti dinastie di pezzi da novanta nel Medio Oriente allargato. Ne fu una prova il momento in cui, al funerale del padre, Zeinab chiese a Nasrallah, al leader ribelle Houthi yemenita Abdalmalek Houthi e al presidente siriano Bashar al-Assad, che chiamò &#8220;zii&#8221;, di vendicarsi dell&#8217;attacco a suo padre, diventando la prima donna a rivolgersi a una congregazione di preghiera guidata da Khamenei.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" 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<p>Autunno 2024. In una manciata di giorni le Idf israeliane, con una serie di raid, uccidono prima Nasrallah e poi suo cugino Safieddine, destinato a prendere il suo posto. Nelle prime ore dall&#8217;attacco che avrebbe ucciso Safieddine, si era ipotizzato che fra le macerie del bunker di al-Marija, nel quartiere Dahiyeh a Sud di <strong>Beirut</strong>, si trovasse anche Qaani. Il comandante dei pasdaran era arrivato in Libano due giorni dopo l&#8217;uccisione di Nasrallah, accompagnato da diversi comandanti dell&#8217;IRGC e da altre figure &#8220;<em>per valutare la situazione sul campo</em>&#8220;. Secondo quanto ha riportato <em><a href="https://www.middleeasteye.net/news/exclusive-qaani-under-guard-and-questioned-iran-probes-nasrallah-killing">Middle East Eye</a></em>, Qaani avrebbe dovuto partecipare alla riunione del Consiglio della Shura su invito di Safieddine il giorno dell&#8217;attacco che lo ha ucciso, ma si sarebbe scusato, ritirandosi improvvisamente dall&#8217;incontro poco prima che iniziasse. Dopo l&#8217;attacco, ogni contatto con lui è rimasto interrotto per due giorni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">4) Gli attacchi reciproci Iran-Israele non sono mai stati realmente letali </h2>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://cloudfront-us-east-2.images.arcpublishing.com/reuters/JG3MKQFB35N4FGI7F2UNS6HFBA.jpg" alt="" style="width:417px;height:auto"/></figure>
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<p>Tra l&#8217;aprile e l&#8217;ottobre di quest&#8217;anno, Iran e Israele hanno avuto ogni tipo di occasione per scatenare attacchi letali. Se, da un lato, la potenza di fuoco iraniana non sarebbe comparabile con quella israeliana (tantomeno Teheran può permettersi di cedere alla guerra aperta), Tel Aviv avrebbe potuto scatenare attacchi molto più virulenti: questo però, continua a non accadere, eccezion fatta per il colpo che ha ucciso <strong>Ismail Haniyeh</strong> e della trovata dei <strong>cercapersone</strong> di Hezbollah. Gli attacchi reciproci ci hanno abituato a una sorta di copione prestabilito: preavvisi di vario genere, una sfuriata con tanto di salve di missili e droni, la promessa di rappresaglia, l&#8217;attesa infinita come guerra psicologica. Perché? E soprattutto, se fosse verificata l&#8217;ipotesi del tradimento di Qaani, quale Iran sta combattendo contro Israele in questo momento?</p>



<h2 class="wp-block-heading">5) L&#8217;ambigua frase di Netanyahu: &#8220;Iraniani, presto sarete liberi&#8221;</h2>



<p>Mentre <strong>Benjamin Netanyahu</strong> riflette ancora sulla vendetta da servire a Teheran dopo gli ultimi attacchi, una sua frase di alcuni giorni fa seguita ad apparire sinistra. Rivolgendosi insolitamente al <strong>popolo iraniano</strong>, il premier israeliano ha tuonato così: &#8220;<em>Quando l&#8217;Iran sarà finalmente libero, e quel momento arriverà molto prima di quanto la gente pensi, tutto sarà diverso</em>. <em>I nostri due antichi popoli, il popolo ebraico e il popolo persiano, saranno finalmente in pace. I nostri due paesi, Israele e Iran, saranno in pace</em>&#8220;. A chi stava parlando Netanyahu? E perché questo riferimento alla libertà degli iraniani, invece di utilizzare il consueto gergo di guerra rivolto ai nemici di Israele? </p>



<p>In questi quattro anni, di indizi è lastricata la strada che da Tel Aviv porta a Teheran. Dettagli grandi e piccini, coincidenze singolari, incongruenze, in un enorme calderone che ribolle. Ma anche gli indizi, messi assieme, possono diventare prove&#8230;</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-cinque-indizi-ci-dicono-che-qualcosa-non-torna-allombra-degli-ayatollah.html">Iran, cinque indizi ci dicono che qualcosa non torna all&#8217;ombra degli ayatollah </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Così la campagna contro Hezbollah ha cambiato Israele e salvato Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosi-la-campagna-contro-hezbollah-ha-cambiato-israele-e-salvato-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 13:18:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-600x172.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-300x86.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-1024x293.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-768x220.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-1536x440.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo il fallimento del 7 ottobre 2023, le stragi a Gaza e l'incertezza sugli ostaggi Netanyahu sembra finito. Ma l'uccisione di Nasrallah... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-la-campagna-contro-hezbollah-ha-cambiato-israele-e-salvato-netanyahu.html">Così la campagna contro Hezbollah ha cambiato Israele e salvato Netanyahu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Per quanto suoni orribile dirlo, alla luce delle stragi e dei massacri a cui stiamo assistendo ormai da un anno (il 7 ottobre, giorno in cui nel 2023 Hamas uccise 1.200 israeliani, quasi tutti civili, e prese 250 ostaggi è ormai prossimo), <strong>Benjamin Netanyahu detto Bibi</strong>, il primo leader israeliano a essere nato in Israele, il premier che già il 20 luglio 2019 ha battuto il record di 13 anni e 127 giorni di permanenza nella carica fino ad allora detenuto da <strong>David Ben Gurion</strong>&nbsp;(4876 giorni) sta vincendo la sua battaglia. L&#8217;8 ottobre, dopo le stragi dei terroristi palestinesi e il colossale fallimento dell&#8217;apparato di difesa e di intelligence del suo Governo, Netanyahu era un politico finito, aggrappato all&#8217;idea della vendetta contro Hamas come l&#8217;unico modo per conservare il potere. <strong>Le marce del sabato per chiedere un cessate il fuoco</strong>, il ritorno a casa degli ostaggi e le sue dimissioni riempivano le strade di Tel Aviv. Oggi, al contrario, può atteggiarsi a condottiero, a difensore di Israele contro tutto e contro tutti: i palestinesi, gli Houthi dello Yemen, l&#8217;Hezbollah libanese e anche (ma in un certo senso soprattutto) quella parte crescente dell&#8217;opinione pubblica mondiale che non accetta i suoi massacri indiscriminati. E che, a differenza di molte cancellerie occidentali, non ritiene che &#8220;il diritto a difendersi&#8221; equivalga per Israele, e solo per esso, al diritto a fare ciò che vuole: anche sterminare 42 mila civili palestinesi dicendo di andare a caccia di terroristi.</p>



<p>Di tutto questo però a Netanyahu importa poco (d&#8217;altra parte l&#8217;Onu non è che una &#8220;palude antisemita&#8221;, no?) e i fatti gli stanno dando ragione. Gli Stati Uniti sono la sua grande riserva di consenso e di bombe, e appresso a Washington vengono quasi tutti gli altri Paesi. E all&#8217;interno di Israele, il cambiamento nei suoi confronti è stato netto. I sondaggi delle ultime settimane danno il partito di Netanyahu,<strong> il Likud, in costante crescita.</strong> Un sondaggio di N12 News ha registrato un 43% di consensi sulla condotta della guerra da parte di Netanyahu, rispetto al 35% di dieci giorni prima. E, fatto ancor più importante,  la compagine di Governo guidata da Netanyahu ha messo all&#8217;incasso il rientro dell&#8217;ex oppositore <strong>Gideon Saar </strong>(del partito Nuova Speranza), portando così la propria maggioranza in Parlamento alla rassicurante quota di 68 seggi sui 120 totali.</p>



<p>Il riorientamento dell&#8217;opinione pubblica israeliana, dalle proteste contro il Governo ai balli e brindisi per strada, è stato determinato da due fattori. Il primo è stata l&#8217;uccisione di <strong>Ismail Haniyeh</strong>, leader politico di Hamas, nel cuore di Teheran, dov&#8217;era arrivato per presenziare all&#8217;insediamento del nuovo presidente iraniano <strong>Masoud Pezeshkian</strong>. La concretissima dimostrazione di quanto Netanyahu ama ripetere: possiamo colpire dove vogliamo. Tanto più importante perché applicata all&#8217;arcinemico Iran. </p>



<p>Ma ancor più pesante, a favore di Netanyahu, è stata la battaglia ingaggiata contro Hezbollah e l&#8217;eliminazione dei suoi leader, fino a quello supremo, <strong>Hassan Nasrallah</strong>. La strage dei palestinesi di Gaza, accompagnata dall&#8217;esito non esaltante della campagna di occupazione militare via terra, ha comunque lasciato nella società israeliana delle sacche (magari sempre più ridotte) di opposizione. <strong>Ma <a href="https://it.insideover.com/politica/hezbollah-anche-dentro-il-libano-ce-chi-vuole-regolare-i-conti.html">l&#8217;attacco a Hezbollah</a>, percepito come una propaggine armata dell&#8217;Iran</strong> e temuto per la sua potenza militare e finanziaria, desta ben poche perplessità. Anche perché, a differenza di quanto avvenuto nella Striscia di Gaza, è stato finora accompagnato da operazioni relativamente più mirate e accompagnate da un chiaro successo, di cui la morte di Nasrallah (dopo l&#8217;eliminazione degli altri dirigenti, i bombardamenti sulle strutture militari del movimento e l&#8217;operazione dei cercapersone esplosivi) è stata solo il momento culminante.</p>



<p>Naturalmente tutto questo ha un prezzo, non solo militare. <strong>Gli ostaggi israeliani ancora prigionieri a Gaza, un centinaio, sono stati di fatto abbandonati.</strong> Ammesso che siano ancora vivi, dopo tutto quello che è successo a Gaza e altrove. È questa peraltro la conclusione a cui è giunta l&#8217;associazione delle famiglie degli ostaggi e non da oggi, ma dal momento in cui il partito di Gideon Saar è andato a blindare la maggioranza di Netanyahu.</p>



<p>E poi bisognerà verificare se la vittoria di Netanyahu davvero equivale a una vittoria di Israele. Gli israeliani, in questo momento, sembrano esserne convinti. E a confortarli indubbiamente concorre il quadro internazionale: i palestinesi sono stati abbandonati al loro destino da quasi tutti, <strong>l&#8217;Iran è sempre più isolato in Medio Oriente</strong> ed è difficile immaginare che i colpi inferti a Hezbollah in Libano non siano stati in qualche modo coadiuvati da Paesi come Giordania e Arabia Saudita, che con i palestinesi e gli sciiti libanesi hanno vecchi conti da regolare. Ma creare il caos intorno per rafforzarsi all&#8217;interno è una strategia che può portare beneficio nel tempo? Lo vedremo. Perché una sola cosa pare certa: questa storia non finisce qui.</p>



<p>Fulvio Scaglione</p>



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