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	<title>Harvey Weinstein Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 21 Jan 2020 16:57:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Harvey Weinstein Archives - InsideOver</title>
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		<title>Gli ex-Mossad al servizio di Hollywood</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2020 14:12:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1085" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-Israele-militari-caduti-La-Presse-e1579625808988.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele militari cerimonia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-Israele-militari-caduti-La-Presse-e1579625808988.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-Israele-militari-caduti-La-Presse-e1579625808988-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-Israele-militari-caduti-La-Presse-e1579625808988-768x434.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-Israele-militari-caduti-La-Presse-e1579625808988-1024x579.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-Israele-militari-caduti-La-Presse-e1579625808988-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C&#8217;è una società privata israeliana che viene consultata da personaggi di rilievo internazionale che si trovano a dover affrontare delle situazioni particolarmente scabrose o rischiose per la loro incolumità o per la loro posizione pubblica, fino a aver bisogno della consulenza, e dei servizi, di una vera e propria agenzia di 007. Stiamo parlando della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/gli-ex-mossad-al-servizio-di-hollywood.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1085" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-Israele-militari-caduti-La-Presse-e1579625808988.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele militari cerimonia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-Israele-militari-caduti-La-Presse-e1579625808988.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-Israele-militari-caduti-La-Presse-e1579625808988-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-Israele-militari-caduti-La-Presse-e1579625808988-768x434.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-Israele-militari-caduti-La-Presse-e1579625808988-1024x579.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-Israele-militari-caduti-La-Presse-e1579625808988-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>C&#8217;è una società privata israeliana che viene consultata da personaggi di rilievo internazionale che si trovano a dover affrontare delle situazioni particolarmente scabrose o rischiose per la loro incolumità o per la loro posizione pubblica, fino a aver bisogno della consulenza, e dei servizi, di una vera e propria agenzia di 007. Stiamo parlando della <a href="https://www.blackcube.com">Black Cube</a>, un&#8217;agenzia d&#8217;intelligence al servizio dei civili alla quale &#8211; sono degli ultimi tempi &#8211; si sono rivolti personaggi come il produttore cinematografico <strong>Harvey Weinstein</strong> &#8211; sprofondato nella scandalo <em>#MeToo</em> &#8211; o altre figure coinvolte nella campagna elettorale di Hillary<span class="Apple-converted-space"> Clinton, travolta dallo <a href="https://it.insideover.com/politica/hillary-clinton-lo-scandalo-delle-e-mail-e-tuttaltro-che-chiuso.html">scandalo &#8220;E-mail&#8221;</a>.</span></p>
<p>Dagli atti processuali depositati in attesa del processo che avrà luogo domani (22 gennaio) è emerso infatti una parte giocata dalla società di sicurezza israeliana Black Cube, una società che arruola delle sue fila ex agenti dell<a href="https://www.blackcube.com/board/">&#8216;intelligence israeliana</a> e dei servizi segreti, tanto da essersi meritata il soprannome di &#8220;<strong>Mossad privato</strong>&#8220;. La società, che vede come presidente onorario l&#8217;ex direttore dei servizi segreti israeliani (2002-2012) Meir Dagan, era stata ingaggiata da Wenstein nel 2017, quando lo scandalo delle molestie sessuali ad Hollywood suffragato dall&#8217;esplosione del movimento #MeToo stava per travolgerlo, con l&#8217;obiettivo di &#8220;trovare elementi per screditare&#8221; o confutare le versioni delle accusatrici.</p>
<p>A consigliare Weinstein di rivolgersi alla società israeliana sarebbe stato <strong>Ehud Barak </strong>ex primo ministro dello Stato ebraico che evidentemente poteva garantire riguardo l&#8217;efficacia e l&#8217;addestramento dei loro 007. &#8220;Mi chiese solo un suggerimento senza spiegarmi per cosa ne aveva bisogno&#8221;, si sarebbe giustificato in un secondo momento Barak; ma ora, al preludio del processo, è stato reso noto il motivo: Weinstein avrebbe fornito alla società un elenco di persone da seguire per ottenere prove da utilizzare per scagionarsi. &#8220;Era composto di <strong>91 nomi</strong>&#8220;, ha riferito una <a href="https://www.bbc.co.uk/news/av/entertainment-arts-51126449/seth-freedman-on-spying-for-weinstein">fonte</a> interna alla società alla <em>Bbc</em>. Montando uno scandalo che ha portato a scavare nella società per capire meglio quali compiti ha svolto, e in che altri casi si è resa &#8220;protagonista&#8221;.</p>
<p>Fondata nel 2010 da due ex ufficiali dell&#8217;intelligence israeliana, Avi Yanus e Dan Zorella, ha la sua sede a Tel Aviv, ma data la sua affidabilità è contattata da un gran numero di clienti stranieri. Nel suo <em>board</em> sono presenti nomi di spicco dell&#8217;intelligence, delle divisioni cyber, e degli apparati di sicurezza interna e esterna posti a difesa di Israele. Ragione per cui, probabilmente, la Black Cube è stata ingaggiata anche per compiere operazioni sottocoperta nello scandalo legato alla candidata democratica <strong>Hillary Clinton </strong>esploso nel 2016.</p>
<p>Nel 2014, sempre degli operativi della Black Cube sarebbero comparsi nei <a href="https://en.globes.co.il/en/article-black-cube-the-mossad-style-business-intelligence-company-1001183611"><em>dossier</em></a> che hanno rivelato come altri loro &#8220;sforzi&#8221; fossero stati finalizzati a trovare informazioni su alti funzionari dell&#8217;Amministrazione Obama coinvolti nelle trattative segrete con Teheran per trovare un&#8217;intesa sul <strong>programma nucleare iraniano</strong>. Nel mirino erano finiti niente di meno che il vice consigliere per la Sicurezza nazionale Ben Rhodes e il consigliere per la sicurezza nazionale del vicepresidente Colin Kahl. Secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, l&#8217;operazione venne smascherata dall&#8217;<strong>Fbi</strong>. La lista potrebbe proseguire a lungo, annoverando &#8220;missioni&#8221; per conto di clienti russi, italiani, argentini, rumeni, e anche israeliani.</p>
<p>Proprio nel 2019, infatti, gli uomini della Special Unit 433 della polizia israeliana &#8211; unità specializzata in cyber-spionaggio &#8211; si erano accorti che qualcuno che conosceva il mestiere si era spinto così in là da cercare di &#8220;spiarli&#8221;. Si rivelarono essere operativi del Black Cube che volevano raccogliere informazioni che sarebbero stato utilizzate contro il premier <strong>Benjamin Netanyahu</strong>, <a href="https://it.insideover.com/politica/netanyahu-allangolo-dovra-affrontare-i-tribunali.html">indagato per un caso di frode</a> e corruzione, e per questo al centro di uno scandalo sostenuto dall&#8217;opposizione. Non era la prima volta che accadeva in Israele che ex-spie del Mossad spiassero il governo e i loro agenti con successo. Forse è anche per questo che lo stesso <a href="https://www.haaretz.com/israel-news/.premium-for-black-cube-israeli-government-was-both-customer-and-target-1.7730485">governo israeliano ha appaltato in passato alla Black Cube</a> dei compiti d&#8217;intelligence, e che i loro vecchi politici la consigliano a &#8220;vecchi&#8221; amici che finiscono nei guai.</p>
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		<title>Ecco svelata tutta l&#8217;ipocrisia del #Metoo</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/donne-ordinarie-abbandonate-svelata-tutta-lipocrisia-del-metoo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 14:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[metoo]]></category>
		<category><![CDATA[Molestie sessuali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8004796.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8004796.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8004796-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8004796-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8004796-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il #Metoo non avrebbe fatto nulla per aiutare le donne ordinarie vittime di abusi. La stoccata arriva dallo stesso quotidiano che, proprio di quel movimento, è stato il primo e maggiore sponsor: il New York Times. L&#8217;articolo della testata americana, uscito sul cartaceo il 13 febbraio e firmato Amanda Taub, rivela &#8211; finalmente &#8211; tutta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/donne-ordinarie-abbandonate-svelata-tutta-lipocrisia-del-metoo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/donne-ordinarie-abbandonate-svelata-tutta-lipocrisia-del-metoo.html">Ecco svelata tutta l&#8217;ipocrisia del #Metoo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8004796.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8004796.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8004796-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8004796-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_8004796-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>#Metoo</strong> non avrebbe fatto nulla per aiutare le donne ordinarie vittime di abusi. La stoccata arriva dallo stesso quotidiano che, proprio di quel movimento, è stato il primo e maggiore sponsor: il <strong><em>New York Times</em></strong>.<br /> <a style="color: #0000ff" href="http://iht.newspaperdirect.com/epaper/viewer.aspx" target="_blank">L&#8217;articolo della testata americana</a>, uscito sul cartaceo il 13 febbraio e firmato Amanda Taub, rivela &#8211; finalmente &#8211; tutta l&#8217;ipocrisia di un fenomeno che tutto ha fatto tranne aiutare realmente le donne. Sì, perché finché si è trattato di portare alla luce le <strong>violenze</strong> commesse da magnati del mondo del cinema &#8211; da Hollywood a Bollywood &#8211; fino ai big della politica &#8211; è stato facile. Facile nel senso che non si può negare che la forza della notizia, insieme alla spettacolarizzazione che ne è conseguita &#8211;  abbia avuto un ruolo decisivo nel proteggere, seppur esponendo, le vittime in questione (anche loro attrici famose e quindi con un potere non indifferente). Ma, scrive il <em>Nyt</em>, il movimento ha avuto ben pochi effetti sul trio violenza-abusi-molestie che coinvolge persone che non sono né famose, né potenti. Sarah Khan, politologa dell&#8217;Università di Yale, fa notare come il succo del discorso sia piuttosto semplice. &#8220;Molte persone vedono questi casi di alto profilo e pensano: &#8216;Non riceverò mai questo tipo di supporto se accusassi una persona X che non ha un&#8217;alta posizione sociale'&#8221;.  E, di conseguenza, chi è vittima di violenza sessuale in un contesto ordinario difficilmente potrà ispirarsi al #Metoo per trovare il coraggio di denunciare. </p>
<p>#Metoo prima e dopo: che cosa è davvero cambiato?</p>
<p>Gli effetti dell&#8217;ondata #Metoo non si stanno facendo sentire per le donne comuni. Nonostante tutta l&#8217;attenzione mediatica sull&#8217;argomento nei mesi passati, oggi un&#8217;impiegata o un&#8217;operaia di una qualsiasi azienda, se vittima di molestie o abusi, avrebbe la stessa difficoltà di ieri a uscire allo scoperto. Questo persone, infatti, non hanno lo stesso potere delle numerose attrici che hanno, per esempio,  hanno accusato l&#8217;ex produttore <strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/lipocrisia-hollywoodiana-dei-liberal-anti-trump-marciavano-le-donne/" target="_blank">Harvey Weinstein</a></strong>. Un discorso che, considerando gli ultimi fatti di cronaca, vale anche nel caso in cui una donna comune accusi un uomo potente. L&#8217;ultimo a essere messo alla gogna è infatti l&#8217;ex presidente del Costa Rica, <strong>Oscar Arias Sànchez</strong>. Dai palpeggiamenti alle gambe fino a penetrazioni forzate con le dita, sono almeno nove le donne che accusano Sanchez di molestie e abusi. Nonostante questo, però, le vittime stanno combattendo una battaglia anche solo per riuscire a farsi sentire. Il che fa pensare che neanche il binomio donna comune-uomo potente basti a smuovere di nuovo le acque del #Metoo. Il quotidiano americano cita poi il caso della <strong>Miss Yazmìn Morales</strong>, che ha dichiarato che l&#8217;ex presidente dello stato centroamericano l&#8217;avrebbe palpeggiata e poi costretta ad un bacio. E anche qui, oltre al danno la beffa. Sono infatti tre gli avvocati che hanno rifiutato di occuparsi del suo caso.  Il #Metoo, forse,  funziona solo quando la protagonista e l&#8217;antagonista di queste disavventure sono entrambi importanti, famosi o potenti? </p>
<p>Dell&#8217;argomento ha parlato il 14 febbraio anche <em>La Stampa </em><a href="https://www.lastampa.it/2019/02/14/cultura/cosa-ci-resta-del-metoo-mOH951V6twYwt7MFzex7QN/pagina.html" target="_blank">in un articolo che cerca di fare un resoconto del movimento attraverso i pareri di esperti e scrittrici.</a> Molto scettica sul fenomeno è Elena Stancanelli, autrice di romanzi e racconti ed ora in concorso al Premio Strega 2019 con <em>La femmina nuda. </em> Spiega al quotidiano torinese: &#8220;Io sono una donna del &#8216;Novecento&#8217;, e come tale non posso impedirmi di aver perplessità rispetto a un movimento nato e cresciuto tutto dentro la rete. Manca il corpo, e quindi manca la <strong>responsabilità</strong>. E infatti è capitato già parecchie volte che accuse gridate nei social sono state archiviate, abdicate, non sono arrivate neanche davanti un giudizio reale. Non diverse da un pettegolezzo qualsiasi, in grado di rovinare la vita di una persona. E ho qualche dubbio anche sul senso del reato di molestia. Non mi piace pensare &#8211; aggiunge Stancanelli &#8211; che ci debba essere una legge a punire la volgarità, la maleducazione, l’arroganza. Il confine invalicabile è sempre la violenza, e la violenza è appunto la violazione di un corpo. Dobbiamo imparare a gestire tutto ciò che sta al di qua, altrimenti finiremo per cedere allo stato ogni sovranità su di noi. Uno Stato così, che ci tratta da bambini, non mi piace. Ben diverso è l’abuso di potere, che però non riguarda soltanto il sesso. Se io esercito la mia forza su qualcuno che è più debole, se gli impedisco di fare carriera, se minaccio licenziamenti, se impongo le mie angherie, devo essere sanzionato. Ma, ripeto, il sesso è un’altra cosa. E nel sesso è concesso tutto, compreso lo scambio di favori. E il sesso tra adulti o è consenziente o implica stupro, violenza. non mi pare che possa esistere una via di mezzo. Quella, semmai, si chiama rimorso o vendetta&#8221;.</p>

<p>Non è convinta della polemica del movimento femminista nemmeno la scrittrice Nadia Terranova che spiega sempre a <em>La Stampa: </em>&#8220;Non deve diventare uomini contro donne e viceversa ma purtroppo il Web non aiuta ragionamenti articolati, o sei a favore o sei contro. Diventa una sorta di <strong>gogna</strong>, e se poi si scopre che sei innocente poco importa l’infamia ti rimarrà sempre attaccata. E’ grottesco usare definizioni di genere: siamo persone e siamo quello che facciamo&#8221;.</p>
<p>Segue lo stesso ragionamento la giornalista e scrittrice Annalena Benini: &#8220;Mi spaventa questa resa dei conti fra uomini e donne intesi come entità e non come essere umani, mi spaventa la <strong>ferocia</strong> con cui si cerca un colpevole a ogni costo. Credo che sia in gioco però qualcosa di molto importante, la redefinizione dello sguardo sui rapporti fra uomini e donne. Che non riguarda soltanto tutto ciò che è attraversato dal sesso, ma anche i rapporti esistenziali, professionali, il rispetto reciproco e la considerazione reciproca. Tutto questo mi interessa moltissimo, ma non mi sembra che il #metoo abbia finora aiutato a riflettere in un modo complesso&#8221;.</p>

<p>C&#8217;è poi da dire che il #Metoo ha dato vita &#8211; ancora una volta &#8211; a una battaglia delle donne contro gli uomini. Una guerra a colpi di denunce in cui non si fa altro che accusare e cercare un colpevole. Una guerra in cui il significato di molestia non ha ancora trovato una dimensione. E una guerra in cui è ancora la donna ad avere paura.</p>
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		<title>I messaggi d&#8217;amore per Weinstein  annientano le femministe del #metoo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/weinstein-messaggi-accusatrice.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Aug 2018 13:06:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_6172962.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_6172962.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_6172962-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_6172962-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_6172962-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Alla fine, tutto il movimento #Metoo potrebbe rivelarsi un&#8217;enorme bolla di sapone. Il legale di Harwey Weinstein, secondo quanto riporta Il Messaggero, avrebbe mostrato i messaggi della principale accusatrice del produttore in cui la donna mostra una certa affinità con il &#8220;mostro&#8221;. &#8220;Spero di vederti appena possibile&#8221;. E ancora: &#8220;Apprezzo tutto quello che fai per me, mi manchi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/weinstein-messaggi-accusatrice.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_6172962.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_6172962.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_6172962-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_6172962-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_6172962-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Alla fine, tutto il movimento #Metoo<strong> </strong>potrebbe rivelarsi un&#8217;enorme bolla di sapone. Il legale di <strong>Harwey Weinstein</strong>, secondo quanto riporta <em>Il</em> <em>Messaggero</em>, avrebbe mostrato i messaggi della principale accusatrice del produttore in cui la donna mostra una certa affinità con il &#8220;mostro&#8221;.</p>
<p>&#8220;Spero di vederti appena possibile&#8221;. E ancora: &#8220;Apprezzo tutto quello che fai per me, mi manchi omone mio. Ti amo, ti amo sempre, solo mi dispiace essere una semplice distrazione occasionale&#8221;, si legge. Messaggi che proverebbero &#8211; almeno questa è la linea portata avanti dalla difesa &#8211; una certa affinità tra i due, anche dopo il presunto stupro compiuto dal produttore. E, soprattutto, mostra che i due avrebbero continuato ad incontrarsi. Ma c&#8217;è di più. La donna avrebbe chiesto a Weinstein di incontrare sua madre perché &#8220;era molto ansiosa di fare la sua conoscenza&#8221;. Un incontro che, a quanto si legge, sarebbe andato molto bene, tanto che la madre sarebbe rimasta &#8220;molto ben impressionata&#8221;.</p>

<p>Sia chiaro: è ormai acclarato che Weinstein abbia approfittato della sua posizione in cambio di favori sessuali. Ma da quello che appare da questi messaggi sembra anche che le donne (certamente non tutte, ma la gran parte sì) fossero contente di passare del tempo con lui, anche e soprattutto pensando ai futuri benefici lavorativi. </p>
<p>Al di là della colpevolezza o meno di Weinstein, che dovrà comunque essere stabilità dai giudici di New York, quello che emerge è la debolezza del movimento #metoo, che ormai predica bene (e razzola male) in ogni angolo del globo, dagli Stati Uniti alla <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/scatta-metoo-cina-leader-buddista-accusato-abusi-sessuali-su-1561750.html" target="_blank">Cina</a>. </p>

<p>Il grande architetto del movimento non è una donna, ma un uomo, <strong>Ronan Farrow</strong>, figlio di Woody Allen e Mia Farrow. Giovanissimo, classe 1987, ha lavorato per Hillary Clinton e, soprattutto, ha realizzato l&#8217;inchiesta (oltre un anno di lavoro) che incastrerebbe Weinstein. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.vanityfair.it/news/storie-news/2018/05/10/ronan-farrow-il-giustiziere" target="_blank">Un enfant prodige</a> che ha deciso di dedicare la sua vita alla lotta alle molestie. </p>
<p>Le follie del movimento #metoo</p>
<p>Il caso Weinstein ha lanciato il #metoo. Lo ha fatto diventare un vero e proprio totem che ha colpito tutti, compreso, tragica ironia della sorte, il padre di Farrow, Woody Allen. Nel tritacarne mediatico è finito pure il regista italiano <strong>Fausto Brizzi</strong>, il cui caso è stato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.repubblica.it/spettacoli/people/2018/07/31/news/fausto_brizzi_chiesta_archiviazione-203064092/" target="_blank">archiviato</a> perché &#8220;il fatto non sussiste&#8221;. Ma la spinta del movimento ha toccato perfino la legislazione di alcuni Paesi, come la Francia, dove si potrà pagare fino a <a href="https://www.corriere.it/esteri/18_agosto_04/francia-approvata-legge-contro-molestie-fino-750-euro-multa-fa8399e8-97f5-11e8-ae28-97e0df16be12.shtml" target="_blank">750 euro di multa</a> in caso di molestie per strada, ovvero fischi e commenti osceni nei confronti di una donna. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/weinstein-messaggi-accusatrice.html">I messaggi d&#8217;amore per Weinstein  annientano le femministe del #metoo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Golden Globes, le star che hanno sfidato il politicamente corretto</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/golden-globes-le-star-sfidato-politicamente-corretto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2018 11:23:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[hollywood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180108003922_25411642.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180108003922_25411642.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180108003922_25411642-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180108003922_25411642-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180108003922_25411642-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La 75esima edizione dei Golden Globes è stata dipinta come il trionfo assoluto delle donne, un evento suggellato dall&#8217;incoronazione della conduttrice Oprah Winfrey come possibile sfidante di Donald Trump alle elezioni del 2020. Un red carpet che si è trasformato nel trionfo del total black: uomini e donne di Hollywood hanno scelto il colore del lutto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/golden-globes-le-star-sfidato-politicamente-corretto.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/golden-globes-le-star-sfidato-politicamente-corretto.html">Golden Globes, le star che hanno sfidato il politicamente corretto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180108003922_25411642.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180108003922_25411642.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180108003922_25411642-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180108003922_25411642-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180108003922_25411642-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La 75esima edizione dei <strong>Golden Globes</strong> è stata dipinta come il trionfo assoluto delle donne, un evento suggellato dall&#8217;incoronazione della conduttrice <strong>Oprah Winfrey</strong> come possibile sfidante di Donald Trump alle elezioni del 2020. Un red carpet che si è trasformato nel trionfo del total black: uomini e donne di Hollywood hanno scelto il colore del lutto in &#8220;segno di rispetto&#8221; nell&#8217;anno degli scandali sessuali e del caso Weinstein. Le star che hanno aderito in massa alla campagna Time’s Up, iniziativa che prevede un fondo per il sostegno legale a donne e uomini molestati sessualmente sul lavoro.</p>
<p>“Voglio esprimere la mia gratitudine per chi, come mia madre, ha sopportato anni di abusi perché aveva figli da crescere, conti da pagare, sogni da realizzare &#8211; ha affermato Winfrey durante la cerimonia, nuova icona <em>liberal</em> anti-Trump &#8211; Oggi il tempo è finito e a tutte le ragazze voglio dire &#8216;sta arrivando un nuovo giorno”. Data l’amicizia di lunga data tra <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.breitbart.com/big-government/2018/01/08/oprah-presidential-talk-renews-questions-swiss-race-hoax-harvey-weinstein/">Oprah Winfrey e Harvey Weinstein</a> si potrebbe anche dire che quella dei Golden Globes è stata soprattutto il trionfo dell’ipocrisia e della doppia morale democratica &#8211; quella che predica bene e razzola benissimo. Non tutte le star, tuttavia, si sono prestate a questo gioco del “total black” e alcune hanno sfidato il politicamente corretto imperante.</p>
<p>Le star che non hanno indossato il nero</p>
<p>Mentre gran parte dell&#8217;establishment hollywodiano &#8211; partendo da Nicole Kidman, Meryl Streep e passando per Emma Stone &#8211; ha scelto il nero, c’è chi, per ragioni completamente diverse, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.telegraph.co.uk/fashion/people/meet-three-women-refused-wear-black-golden-globes/">ha deciso di non adeguarsi</a>.   <strong>Meher Tatna</strong>, presidente della <em>Hollywood Foreign Press Association</em> di origine indiana, ha indossato un abito rosso ricamato e una veste con la spilla Time&#8217;s Up e spiegando di essere &#8220;totalmente solidale&#8221; con le altre attrici. Ha scelto il rosso perché è consuetudine e tradizione farlo nella cultura indiana durante le cerimonie e le feste.</p>
<p>Altre star, come l’attrice messicana <strong>Blanca Blanco</strong>, hanno deliberatamente deciso di non sposare la causa del politicamente corretto sfoggiando un abito rosso: “Amo il rosso, indossarlo non significa che sono contro il movimento. Sono vicina a tutte le donne coraggiose che spezzano il cerchio degli abusi con le loro azioni e le loro scelte nell’abbigliamento”, ha dichiarato ai cronisti che le domandavano il perché di tale scelta.</p>
<p>La modella Barbara Meier. “Sbagliato vestirsi di nero”</p>
<p>In netta controtendenza e in aperta polemica con il &#8220;total black&#8221; la modella tedesca Barbara Meier, che ha indossato un abito “sexy” e colorato disegnato da <strong>Eva Poleschinski</strong>. “Molte donne indosseranno il nero stasera per sostenere il movimento Time’s Up”,<a href="https://www.instagram.com/barbarameier/"> ha scritto sui social </a>la modella prima di arrivare sul red carpet. “Penso che questa sia un’iniziativa meritevole ed estremamente importante. Tuttavia ho deciso di indossare un abito colorato stasera. Se vogliamo che questo sia il Golden Globes delle donne forti che difendono i loro diritti penso che non indossare vestiti sexy o permettere alle persone di negarci la gioia di mostrare la nostra personalità, sia sbagliato”.</p>
<p>La modella critica apertamente la scelta delle altre star, affermando che il suo vestito sexy “simboleggia la nostra libertà e la nostra nuova forza”. “Se ora ci limitiamo perché alcuni uomini non possono controllarsi, questo è un enorme passo indietro secondo me. Non dobbiamo indossare il nero per essere prese sul serio”, ha rimarcato Barbara Meier. </p>
<p>Rose McGowan: “Golden Globes una buffonata, non sono stata invitata”</p>
<p>Dichiarazioni al vetriolo quelle di di Rose McGowan, la donna che ha fatto esplodere il caso Weinstein. Come riporta <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/grande-buffonata-golden-globes-attrici-miracolate-weinstein-si-164389.htm"><em>Dagospia</em></a>, replicando a un tweet dell’amica Asia Argento, l’attrice scrive: “Nessuno di quei fighetti vestiti di nero per onorare i nostri stupri non avrebbe alzato un dito altrimenti. Non ho tempo per le false buffonate hollywoodiane&#8221;. L’attrice di <em>Streghe</em> spiega di non essere stata invitata alla cerimonia dei <strong>Golden Globes</strong>: ‘Posso parlare solo per me, ma non solo non sono stata invitata ai Golden Globes: nessuno ha chiesto la mia opinione su #TIMESUP o di firmare la lettera. Sostengo il movimento anche se mi hanno esclusa. Forse non sono abbastanza potente o hollywodiana. Sono fiera di lavorare dietro le quinte’.</p>
<p>Le dichiarazioni di <strong>McGowan</strong> mettono in luce le contraddizioni e il falso moralismo di quella che è stata una serata politica studiata a tavolino fin nei minimi dettagli. Una recita, in pieno stile hollywodiano, che aveva l&#8217;obiettivo conclamato di incoronare Oprah Winfrey, la nuova regina del Politicamente Corretto che potrebbe correre per la Casa Bianca e sfidare Trump. Le contraddizioni, così come l’ipocrisia &#8211; a cominciare dalle innumerevoli foto in compagnia di Weinstein &#8211; non mancano, ma questo nella patinata Hollywood non ha né valore né importanza. </p>
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		<title>Ci mancava soltanto Oprah  in corsa per la Casa Bianca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/oprah-winfrey-presidente-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 17:23:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[hollywood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="799" height="534" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/psl25f6s.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/psl25f6s.jpg 799w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/psl25f6s-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/psl25f6s-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Più che la premiazione dei migliori interpreti dello spettacolo, quello che è andato in scena ai Golden Globes è stata la danza macabra sul cadavere del mondo dello show-business guidato da Weinstein, su cui ha ballato Oprah Winfrey nel suo discorso che scatenato le standing ovation della platea, le lacrime di molte attrici e il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/oprah-winfrey-presidente-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="799" height="534" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/psl25f6s.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/psl25f6s.jpg 799w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/psl25f6s-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/psl25f6s-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p><p>Più che la premiazione dei migliori interpreti dello spettacolo, quello che è andato in scena ai Golden Globes è stata la danza macabra sul cadavere del mondo dello show-business guidato da Weinstein, su cui ha ballato <strong>Oprah Winfrey</strong> nel suo discorso che scatenato le standing ovation della platea, le lacrime di molte attrici e il primo hashtag per la corsa alla Casa Bianca nel <strong>2020</strong> <strong>#OprahforPresident</strong>. Ci mancava anche questa, verrebbe da dire. Ma del resto dall’America ci si può attendere qualsiasi cosa. E quindi fa sorridere, ma non sorprende, che dopo il discorso sulla “nuova alba” e sul “nuovo giorno all’orizzonte” per le donne americane, già cominci a circolare insistentemente la voce di Oprah come candidata democratica. Perché sono tutti consapevoli che a Hollywood la questione delle molestie sessuali e dell’uguaglianza fra uomo e donna non ha alcuna caratteristica di imparzialità. Ed anche se il signor Weinstein <a href="http://www.occhidellaguerra.it/33551-2/">era un simpatico sostenitore e finanziatore del Partito democratico</a>, la guerra mediatica del mondo dello spettacolo contro <strong>Donald Trump</strong> è riuscita a far sì che l’obiettivo fosse comunque il presidente, reo di aver portato, a detta dei suoi denigratori, una ventata di sessismo e razzismo in tutti gli Stati Uniti. Con buona pace delle decine di milioni di elettori, immediatamente etichettati come esecutori materiali di questo presunto odio che infuoca l’America.</p>

<p>&#8220;Per troppo tempo le donne non sono state ascoltate o credute anche quando osavano <strong>dire la verità sul potere degli uomini</strong>. Ma ora il loro tempo è al termine”. Così Oprah è riuscita a infiammare l’imbellettata platea di Hollywood e i social network ansiosi di ogni genere di messaggio che possa essere ricondotto a questa nuova crociata del terzo millennio. Ma dietro questo obiettivo antimaschilista, bello per prendere gli applausi del mondo di tv e giornali, non va dimenticato che dietro c’è una vera e propria potenza mediatica. Oprah non è, infatti, una paladina dei diritti umani, ma una centrale di messaggi politici e culturali che entra nelle case degli americani e che corrisponde perfettamente all’identikit che il mondo mainstream vuole per il cittadino statunitense avverso a Donald Trump e al suo mondo. <strong>Afroamericana, donna e amica di Barack Obama</strong>, la sua campagna potrebbe effettivamente ricevere la calda accoglienza di tutto il sistema mediatico Usa favorevole ai democratici e polarizzare ancora di più lo scontro con quell’America Wasp ( White Anglo-Saxon Protestant) che ha visto in The Donald il suo campione. E non a caso c’è chi già da tempo parlava di lei come possibile candidata alla Casa Bianca per i democratici in un curioso tandem femminile con Michelle Obama, altro simbolo del cosmo mainstream che vede in queste candidature simboliche la panacea di ogni male.</p>

<p>Secondo i media americani, in particolare la<em> Cnn</em>, che è riuscita a contattare due anonimi amici molto stretti dalla star della televisione, <a href="http://money.cnn.com/2018/01/08/media/oprah-golden-globes/index.html">Oprah starebbe seriamente pensando a candidarsi alla guida degli Stati Uniti</a> nelle elezioni del 2020. E il compagno, Stedman Graham,<a href="http://beta.latimes.com/entertainment/gossip/la-et-mog-golden-globes-oprah-president-20180107-story.html#nt=oft01a-1li2"> ha fatto intendere al <em>Los Angeles Times</em></a> che l’ipotesi della candidatura di Oprah alla Casa Bianca sia tutt’altro che una boutade dei social, tanto è vero ha, a una domanda precisa del quotidiano californiano, ha risposto con &#8220;dipende dalla gente&#8221;, concludendo con &#8220;<strong>Lei lo farebbe sicuramente</strong>&#8220;. Parole che si collegano a quelle di personalità di spicco di Hollywood, come l&#8217;attrice Jessica Chastain, che ha scritto “questo discorso è tutto”, o a quelle di Ron Howard che ha addirittura confessato di essersi dovuto asciugare le lacrime: &#8220;Probabilmente il momento più straordinario e stimolante del quale sono stato testimone a una cerimonia di premiazione&#8221;, ha detto il regista prima della premiazione. Come riporta Adnkronos, anche Jon Fravreau, l’autore dei discorsi di Obama, si è detto molto colpito, in senso positivo, dal discorso di Oprah: &#8220;Non parla agli Stati Uniti delle celebrità, parla agli americani. Non la sottovalutiamo&#8221;. E anche Meryl Streep, altra paladina del mondo del <strong>#MeToo hollywoodiano</strong>, ha appoggiato la Winfrey dichiarando senza mezzi termini al <em><a href="https://www.washingtonpost.com/news/business/wp/2018/01/08/meryl-streep-just-endorsed-an-oprah-winfrey-presidential-run/">Washington Post</a></em>: &#8221; Voglio che lei si candidi alla presidenza. Non penso che avesse alcuna intenzione di dichiararlo. Ma ora non ha scelta&#8221;.</p>

<p>Difficile prevedere cosa succederà da qui al 2020. Tendenzialmente è molto complicato fare previsioni chiare su una candidatura politica a due anni dalle elezioni, specialmente in un sistema dinamico quale quello degli Stati Uniti. Ma l’immagine che è scaturita da questi Golden Globes fa temere il peggio: una polarizzazione sociale su candidature simboliche frutto di campagne mediatiche e social network. E sarebbe un peccato che la democrazia americana fosse ridotta a parlare esclusivamente di questi temi per cercare lo scontro sociale quando esistono questioni di fondamentale importanza, economiche, politiche e culturali, che andrebbero analizzate in maniera profonda e prioritaria. Ma se il mondo va avanti a colpi di cinguettii e comizi hollywoodiani, possiamo effettivamente aspettarci di tutto.</p>
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		<title>L&#8217;ipocrisia dei liberal anti Trump  che marciavano per le donne</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/lipocrisia-hollywoodiana-dei-liberal-anti-trump-marciavano-le-donne.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 17:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[hollywood]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171026111836_24766690.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171026111836_24766690.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171026111836_24766690-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171026111836_24766690-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171026111836_24766690-1024x685.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ora la Hollywood liberal tace. Zitta zitta, nella sua ipocrisia. Quanti sapevano delle malefatte di  Harvey Weinstein mentre si schieravano contro i siparietti sessisti del futuro presidente Donald Trump? Mistero. Ma la verità, forse, è che quella Hollywood che ha alzato la voce contro il tycoon l&#8217;ha fatto più per attaccare il candidato repubblicano che per difendere le donne. L&#8217;ultimo a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/donne/lipocrisia-hollywoodiana-dei-liberal-anti-trump-marciavano-le-donne.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/lipocrisia-hollywoodiana-dei-liberal-anti-trump-marciavano-le-donne.html">L&#8217;ipocrisia dei liberal anti Trump  che marciavano per le donne</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171026111836_24766690.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171026111836_24766690.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171026111836_24766690-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171026111836_24766690-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171026111836_24766690-1024x685.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Ora la <strong>Hollywood liberal</strong> tace. Zitta zitta, nella sua ipocrisia. Quanti sapevano delle malefatte di  <strong>Harvey Weinstein </strong>mentre si schieravano contro i siparietti sessisti del futuro presidente <strong>Donald Trump</strong>? Mistero. Ma la verità, forse, è che quella Hollywood che ha alzato la voce contro il tycoon l&#8217;ha fatto più per attaccare il candidato repubblicano che per difendere le donne.</p>
<p>L&#8217;ultimo a finire nel vortice del  <strong>Weinsteingate</strong> è l&#8217;amatissimo protagonista di <strong>House of Cards</strong>, come ha rivelato <strong>ha rivelato <strong>Anthony Rapp</strong>, star della serie tv Star Trek Discovery</strong>: &#8220;Sono stato molestato sessualmente da<strong> Kevin Spacey</strong> quando avevo 14 anni e lui ne aveva 24&#8243;.</p>
<p>L&#8217;attore premio Oscar che interpreta Frank Underwood ha risposto all&#8217;accusa attraverso un tweet: &#8220;Se è andata come dice lui, allora mi scuso&#8221;. Spacey, dopo alcune righe, ha rivelato anche di essere  <strong>omosessuale</strong>. L&#8217;attore si è poi scusato. E fin qui tutto bene. Ma diciamo la verità: il suo coming out, forse inevitabile a questo punto, è stato anche un modo per spostare l&#8217;attenzione. E in un certo senso ci è riuscito, se pensiamo al fatto che molte testate hanno deciso di titolare proprio sul suo coming out. Come la  <em>Reuters</em>: &#8220;L&#8217;attore Kevin Spacey dichiara di essere gay&#8221;. Stesso<strong> epic fail ipocrita</strong> per<em> Abc News</em> e<em> The Daily Beast</em>. Tutte e tre le testate hanno poi corretto il titolo, naturalmente.  Ma in ogni caso lo scivolone fa pensare. E fa pensare soprattutto alle parole del presidente Trump, quando disse, esagerando: &#8220;I media sono nemici del popolo&#8221;.</p>
<p dir="ltr" lang="en">ABC: Fail. <a href="https://t.co/7F23Jp2xV1">https://t.co/7F23Jp2xV1</a></p>
<p>— Jay Cost (@JayCostTWS) <a href="https://twitter.com/JayCostTWS/status/924867536293957632?ref_src=twsrc%5Etfw">30 ottobre 2017</a></p>
<p dir="ltr" lang="en">Daily Beast: Fail. <a href="https://t.co/819BLiHGKr">https://t.co/819BLiHGKr</a></p>
<p>— Jay Cost (@JayCostTWS) <a href="https://twitter.com/JayCostTWS/status/924867326708678657?ref_src=twsrc%5Etfw">30 ottobre 2017</a></p>
<p>Ora <strong>Netflix</strong> ha deciso di chiudere la serie House of Cards dopo la sesta stagione. Una delle prime conseguenze dopo le accuse rivolte a Spacey. In fondo, però, gli è andata bene se pensiamo che per 30 anni è stato graziato dal <strong>silenzio</strong> di Hollywood. E come tanti altri, del resto. </p>
<p>La lista delle vittime del super produttore cinematografico continua ad allungarsi. Secondo quanto dichiarato da Asia Argento,<a style="color: #0000ff" href="http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/asia-argento-ecco-lista-delle-donne-che-hanno-subito-abusi-1458166.html" target="_blank"> sarebbero almeno 82 </a> le donne che hanno subito molestie da parte di Weinstein. Il problema, oltre alle molestie stesse, è il ritardo nel riportare le accuse. E soprattutto il silenzio. </p>
<p>Sharon Waxman, un&#8217;ex giornalista del <em>New York Times</em>,  <a style="color: #0000ff" href="https://www.thewrap.com/media-enablers-harvey-weinstein-new-york-times/" target="_blank">ha denunciato</a> che gli abusi di Weinstein furono messi a tacere già <strong>13 anni fa</strong>, quando lei condusse per il <em>New York Times</em> un&#8217;inchiesta che venne poi affossata dallo stesso produttore che, guarda caso, è anche un grande inserzionista del grande giornale liberal. Coinvolto nelle indagini della giornalista anche <strong>Fabrizio Lombardo</strong>, allora a capo della filiale italiana di Miramax. Per lui neanche un anno di lavoro, ma uno stipendio di 400mila dollari: &#8220;Non aveva un’esperienza cinematografica e il suo vero lavoro era quello di curare, tra le altre cose, le <strong>necessità femminili</strong> di Weinstein&#8221;, ha affermato la giornalista del <em>Nyt</em>.</p>
<p dir="ltr" lang="en">Fabrizio Lombardo brought me to Weinstein&#8217;s room when I was 21 in &#8217;97. He told me it was a Miramax party. Only Harvey was there.</p>
<p>— Asia Argento (@AsiaArgento) <a href="https://twitter.com/AsiaArgento/status/917941421440684032?ref_src=twsrc%5Etfw">11 ottobre 2017</a></p>
<p>L&#8217;ormai ex colosso di Hollywood è inoltre un cospicuo finanziatore dei democratici, nonché amico degli <strong>Obama</strong> e dei <strong>Clinton</strong>. L&#8217;ex candidata democratica ha aspettato cinque giorni dallo scoppio dello scandalo prima di dichiarare che avrebbe &#8220;restituito&#8221; i soldi di Weinstein, dandoli in beneficenza (si tratterebbe di un milione e mezzo di dollari).</p>
<p>Michelle Obama, invece, attiva sostenitrice dei diritti delle donne, non ha fatto sentire più di tanto la sua voce. Si è limitata a un &#8220;siamo disgustati&#8221;. E, d&#8217;altronde, tempo fa aveva definito il produttore &#8220;<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/33551-2/" target="_blank">un buono amico</a></strong>&#8220;. Un amico così fidato da accettare uno stage per Malia, la figlia maggiore degli Obama, alla The Weinstein Co., prima di iniziare il semestre ad Harvard.</p>
<p>L&#8217;<strong>ipocrisia</strong> è latente in varie sfaccettature di questa storia. Ma soprattutto lo è per quelle donne di Hollywood che hanno alzato la voce durante la Women&#8217;s march contro Trump e sono rimaste in silenzio per tutti questi anni riguardo alle molestie sessuali. Tra loro non poteva mancare <strong>Meryl Streep</strong>. </p>
<p>L&#8217;attrice &#8211; che ha fatto diversi film con Weinstein &#8211; aveva dichiarato di essere &#8220;sconvolta&#8221; dalla notizia &#8220;<strong>disgustosa</strong>&#8221; a carico del produttore. Nella stessa dichiarazione ne aveva approfittato per  lodare &#8220;le donne coraggiose che hanno sollevato le loro voci per parlare dell&#8217;abuso&#8221;, chiamandole &#8220;<strong>eroine</strong>&#8220;.  Ma come chiamiamo chi ha taciuto per anni? Una cosa è certa: a Hollywood anche chi resta in silenzio è colpevole.</p>
<p>Stesso discorso per <strong>Matt Damon </strong>e Russel Crowe, accusato dalla Waxman di aver insabbiato la sua inchiesta su Weinstein. Damon ha sempre usato parole molto dure contro il presidente americano, come quando disse a <em>Sky Tg24</em>: &#8220;Trump non sta facendo nulla per l&#8217;ambiente. Sta solo distruggendo quello che ha fatto Obama, pensa solo all&#8217;economia e a incrementare il lavoro. Che si può fare? Aspettare solo che se ne vada&#8221;. E pure Crowe, che aveva preso in giro Trump quando il tycoon aveva detto di &#8220;prender le donne per la f&#8230;&#8221;, è stato in silenzio davanti alle molestie di Weinstein. </p>
<p>E la lista potrebbe allungarsi all&#8217;infinito. Il problema di Hollywood non riguarda solamente le molestie sessuali. È molto più profondo ed è stato descritto lucidamente in <a href="http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/hollywood-sempre-mecca-s-dei-peggiori-pedofili-1072627.html" target="_blank">un articolo de <em>Il Giornale</em> del 2014</a>: la <strong>pedofilia</strong>. Un problema denunciato da pochi avvocati coraggiosi, come Matt Valentinas, produttore del film e fondatore di The Courage to Act Foundation : &#8220;La pedofilia è il più grande problema di Hollywood, è ovunque. Spero che questo film aiuti altre vittime di abusi a condividere le loro esperienze. E che l&#8217;industria del cinema faccia pulizia&#8221;. Ma sono in pochi a parlarne. La maggior parte degli attori è occupata ad insultare Trump. </p>

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		<title>L&#8217;ultima proposta dell&#8217;Independent: &#8220;Fermare stupri insegnando l&#8217;islam&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lultima-dellindependent-lislam-la-soluzione-agli-abusi-sessuali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 11:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Molestie sessuali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/GETTY_20171003163118_24500112.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/GETTY_20171003163118_24500112.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/GETTY_20171003163118_24500112-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/GETTY_20171003163118_24500112-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/GETTY_20171003163118_24500112-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La soluzione agli scandali sessuali che hanno colpito Hollywood? Insegnare l’islam. L’Independent, storico quotidiano britannico, ci fornisce una nuova risposta alla domanda su come attuare la prevenzione degli abusi sessuali: il Corano. A mettere nero su bianco la proposta è Qasim Rashid, avvocato musulmano, attivista per i diritti civili, residente negli Stati Uniti e portavoce &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/lultima-dellindependent-lislam-la-soluzione-agli-abusi-sessuali.html">[...]</a></p>
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<p>Secondo Rashid, il problema degli abusi e delle violenze sessuali è un problema che accomuna tutte le società, dal “Nord America a maggioranza cristiana”, al Pakistan (si badi bene, solo il Pakistan), all’India alla Cina atea. In particolare, colpisce proprio gli <strong>Stati Uniti</strong>, di cui l’avvocato ricorda i casi più eclatanti che hanno infangato la società Usa, e in cui non evita anche di inserire Trump come frutto di decenni di <strong>scandali sessuali</strong>. Il fallimento dei mezzi d’informazione, della società civile e, in fin dei conti, della civiltà occidentale è, a detta dell’attivista, un fatto ineluttabile. Viene citato il caso degli stupri negli Stati Uniti, in cui c’è una oolitica carceraria, a detta di Rashid, estremamente deficitaria e in cui si cita come esempio il caso della custodia congiunta del figlio di una coppia nato da uno stupro. E si cita anche il caso della Francia, dove addirittura il 100% delle donne ha subito molestie sessuali utilizzando i trasporti pubblici &#8211; il tutto perché<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/france/11545643/100-per-cent-of-Frenchwomen-victims-of-sexual-harassment-on-public-transport.html"> un articolo del <em>Telegraph</em></a>, di due anni fa, citava un sondaggio francese in cui tutte le donne interrogate ammettevano di aver subito un qualche tipo di molestia di natura sessuale mentre erano in autobus o metropolitana, a prescindere dal carattere dell’abuso e della sua veridicità.</p>

<p>A questa decadenza della civiltà occidentale, la soluzione che si chiede di adottare è che gli ordinamenti s’ispirino a un modello islamico. Perché, sempre a detta dell’avvocato, mentre la società occidentale propone soltanto la punizione per il crimine, ma non un modello di società che prevenga la possibilità che una donna sia vittima di abusi, il Corano aiuta a creare un modello sociale convalidato da secoli di attuazione, in cui le donne non sono vittime di abusi sessuali. Quindi l’Occidente, e il  cristianesimo, propongono “dogmatiche vuote”, mentre l’islam consegna al mondo un modello pratico di condotta che risolve il problema alla radice. E questo perché il Corano conferma l’uguaglianza fra uomo e donna e il fatto che l’uomo non possa obbligare la donna a compiere atti contro la propria volontà. E soprattutto vieta all’uomo qualsiasi forma di violenza contro le donne che procuri a essa danni fisici. Oltre a questo, c’è un altro dato interessante che ci ricorda l’avvocato, e cioè che il Corano obbliga gli uomini a soddisfare ogni esigenza finanziaria della donna (molto femminista tutto ciò). A conferma di questa assoluta bontà del modello islamico, l’avvocato Rashid ricorda a tutti di come il profeta Maometto abbia punito stupratori soltanto con la testimonianza della donna vittima della violenza. Ed ecco quindi la frase che riassume tutto il discorso dell’avvocato: “L&#8217;islam e il Profeta Muhammad forniscono una soluzione pratica”. Cui fa il paio la conclusione dell’articolo “Insieme possiamo impiegare un modello islamico comprovato che impedirà questa follia (quella degli abusi) e invocare l&#8217;uguaglianza di genere in America e nel mondo”.</p>

<p>Il discorso dell’attivista lascia abbastanza perplessi. In primis, perché si compie un errore fondamentale, e cioè considerare la civiltà occidentale come priva di valori e di barriere culturali agli abusi. In realtà, l’Occidente ha in se stesso tutti gli anticorpi per eliminare il problema degli abusi sessuali. E proprio perché, come detto dall’avvocato, tutto il mondo ne è vittima, allora ne è vittima anche il mondo islamico che invece, secondo quanto sostenuto da Rashid, avrebbe un modello valido e comprovato da secoli. Poi, trovare nell’islam una soluzione ai problemi della società occidentale, e soprattutto farlo dalla colonna dell’<em>Independent</em>, diventa un puro esercizio di propaganda che finisce per denigrare una civiltà che non ha nulla da invidiare né da insegnare a nessuno, e viceversa. La guerra alla violenza sessuale è un problema che non può diventare terreno di scontro tra fedi, ma è un problema che trascende Stati e appartenenze religiose.</p>
<p>A queste perplessità di natura culturale, si aggiunge poi un dubbio: perché ora l’<em>Independent</em> se ne esce con questo editoriale pro-islam? A cosa si deve questa apertura senza precedenti alla cultura islamica nell’Inghilterra liberale? <a href="http://www.occhidellaguerra.it/i-sauditi-entrano-nelleditoria-inglese/" target="_blank">È notizia di quest’estate, che Sultan Muhammad Abuljadayel</a>, un uomo d&#8217;affari saudita, abbia acquisito una quota tra il 25% e il 50% della <em>Independent Digital News and Media</em>, holding che controlla la testata britannica. In molti avevano espresso delle perplessità sull’acquisizione, soprattutto perché questo avrebbe ingenerato delle contraddizioni fra il taglio progressista dell’<em>Independent</em> e la quota saudita all’interno della holding. Perplessità cui era stato risposto che non ci sarebbe stato alcun cambiamento della line editoriale. Ma passare dagli articoli critici verso Riad a un articolo sull’islam come soluzione agli abusi sessuali nel mondo, non sembra confermare questa rosea previsione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lultima-dellindependent-lislam-la-soluzione-agli-abusi-sessuali.html">L&#8217;ultima proposta dell&#8217;Independent: &#8220;Fermare stupri insegnando l&#8217;islam&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Caso Weinstein, ora trema il procuratore di Manhattan</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/caso-weinstein-ora-trema-procuratore-manhattan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 16:40:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1052" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171011153939_24599535.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171011153939_24599535.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171011153939_24599535-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171011153939_24599535-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171011153939_24599535-1024x718.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La prossima vittima del caso Weinstein, l&#8217;inchiesta che prende il nome dal produttore di Hollywood accusato di aver stuprato diverse donne in trent&#8217;anni di carriera, potrebbe essere il procuratore distrettuale di Manhattan Cyrus Vance Jr.  Secondo quanto scrive Vox, il procuratore sarebbe solito non molestare i ricchi e i potenti, soprattutto se in passato sono stati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/caso-weinstein-ora-trema-procuratore-manhattan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1052" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171011153939_24599535.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171011153939_24599535.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171011153939_24599535-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171011153939_24599535-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171011153939_24599535-1024x718.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La prossima vittima del<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/33551-2/" target="_blank"> caso Weinstein</a>, l&#8217;inchiesta che prende il nome dal produttore di Hollywood accusato di aver stuprato diverse donne in trent&#8217;anni di carriera, potrebbe essere il procuratore distrettuale di Manhattan Cyrus Vance Jr. </p>
<p><a href="https://www.vox.com/policy-and-politics/2017/10/10/16454182/cyrus-vance-harvey-weinstein-ivanka-donald-trump-junior-prosecute-donations-write-in" target="_blank">Secondo quanto scrive <em>Vox</em></a>, il procuratore sarebbe solito non molestare i ricchi e i potenti, soprattutto se in passato sono stati finanziatori della sua campagna elettorale. Vance avrebbe infatti tenuto una linea morbida nei confronti di Weinstein e dei figli del presidente americano, Ivanka e Donald Trump Jr. In entrambi i casi, la documentazione portata dai giornali suggerisce che Vance e i suoi procuratori avrebbero avuto prove convincenti per procedere, ma che non l&#8217;abbiano fatto per non alienarsi amicizie potenti. </p>
<p>Vance ha dichiarato che, &#8220;dopo aver analizzato le prove disponibili, tra cui molteplici colloqui con le parti, si è giunti alla conclusione che un&#8217;inchiesta penale non fosse fondata&#8221;. Per quanto riguarda il caso Ivanka e Donald Jr., Vance ha invece affermato di &#8220;non ritenere oltre ogni ragionevole dubbio che un reato fosse stato commesso&#8221;.</p>
<p>Chi è Cyrus Vance</p>
<p>A portarlo sul banco degli accusatori più alto della città Cyrus Vance è stato il ritiro del suo predecessore, il venerabile Robert Morgenthau, che nel 2009, a 90 anni e dopo 36 anni su quella poltrona, decise di non candidarsi per la rielezione. Dopo il ritiro di Morgenthau, tutti i giornali e le figure politiche più importanti di New York puntarono su Vance, un ex viceprocuratore distrettuale di solido background democratico.</p>
<p>Quest&#8217;anno Vance punta alla rielezione a un terzo mandato. Ed è qui che arriva la grana di Weinstein. In America, infatti, i magistrati si eleggono come qualsiasi altra carica politica e, dopo aver vinto le primarie lo scorso 12 settembre, Vance rischia di non vincere il ballottaggio del 7 novembre.</p>
<p>&#8220;Avevamo le prove&#8221;, ha riferito una fonte della polizia al <em>New Yorker</em> , &#8220;per perseguirlo (Weinstein <em>NdR</em>) per aver aggredito la modella italo filippina di 22 anni Ambra Battilana Gutierrez nel marzo del 2015&#8243;.</p>
<p>L&#8217;aggressione di Weinstein era stata denunciata dalla stessa  Gutierrez. L&#8217;indomani la polizia le aveva messo un microfono addosso, venendo così a sapere che il produttore era un habituee delle molestie. Pochi mesi dopo che Vance decise di non incriminare Weinstein, l&#8217;avvocato del produttore, David Boies, decise di donare 10mila dollari alla campagna di rielezione, come riferisce il <a href="http://www.ibtimes.com/political-capital/harvey-weinsteins-lawyer-gave-10000-manhattan-da-after-he-declined-file-sexual" target="_blank"><em>Business Times International</em></a>. I rappresentanti di Vance e Boies hanno però negato qualsiasi connessione tra il contributo elettorale e la decisione di non incriminare Weinstein, sottolineando che Boies ha donato negli anni 55mila dollari a Vance.</p>
<p>Il caso Trump</p>
<p>Alcuni media americani, come <em>New Yorker</em> e <em>ProPublica</em>, hanno scoperto che Vance aveva chiuso un&#8217;inchiesta sui figli di Trump, ricevendo un grande contributo da un avvocato vicino alla vicenda. Nel 2012, Ivanka e Donald Trump Jr. erano infatti finiti sotto inchiesta per<strong> false dichiarazioni</strong> fatte nelle carte per lo sviluppo edilizio relativo all&#8217;albergo Trump SoHo.</p>
<p>I figli del presidente americano avevano detto ai potenziali acquirenti e ai media che gli appartamenti si vendevano alla grande e che nel giugno del 2008 già il 60% era stato comprato. L&#8217;obiettivo era creare l&#8217;illusione di una forte domanda per avere offerte superiori per le unità ancora sul mercato. Ma le affermazioni di Ivanka erano false: nel marzo 2010, solo il 15,8% delle unità era stato venduto. Ciò ha portato a una causa nei confronti del tycoon da parte degli inquilini, e i Trump rischiavano l&#8217;incriminazione per aver violato la<strong> legge Martin</strong> che proibisce false dichiarazioni nel corso della vendita di un immobile. Anche in questo casi gli inquirenti avevano a disposizione una valanga di prove e l&#8217;ufficio del procuratore ha passato due anni a costruire un processo contro Ivanka e Donald Jr.</p>
<p>Poi nel 2012 l&#8217;avvocato personale di Donald Trump Sr., Marc Kasowitz andò direttamente da Vance per una riunione e cominciò un noioso e complicato giro di soldi. Basti sapere che cifre tra i 25mila e i 32mila dollari partirono dal conto di Kasowitz per entrare e uscire dalle casse della campagna elettorale di Vance finchè si decide che anche dell&#8217;inchiesta contro i Trump non se ne sarebbe fatto nulla. Una faccenda complicata, ma che dimostra quanto pesanti possano essere le implicazioni di quello che sembrava essere &#8220;solo&#8221; uno scandalo sessuale e ora rischia di travolgere come una palla da bowling tanti birilli della giustizia e della politica statunitense.</p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/caso-weinstein-ora-trema-procuratore-manhattan.html">Caso Weinstein, ora trema il procuratore di Manhattan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I legami tra gli stupri di Hollywood  e il clan del partito democratico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/33551-2.html</link>
		
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		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 16:07:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="599" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/wind.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/wind.jpg 599w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/wind-300x204.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 599px) 100vw, 599px" /></p>
<p>&#8220;Sei a New York il 9 luglio? Marina ti vorrebbe a cena&#8221;. Il messaggio viene inviato da Tony Podesta a suo fratello John, capo dello staff della campagna elettorale di Hillary Clinton, il 28 giugno del 2015. Tre giorni prima, la controversa artista Marina Abramovic  gli aveva scritto: &#8220;Caro, sono proprio impaziente per la Spirit Cooking Dinner &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/33551-2.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="599" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/wind.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/wind.jpg 599w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/wind-300x204.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 599px) 100vw, 599px" /></p><p>&#8220;Sei a New York il 9 luglio? Marina ti vorrebbe a cena&#8221;. Il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://wikileaks.org/podesta-emails/emailid/15893" target="_blank">messaggio</a> viene inviato da Tony Podesta a suo fratello John, capo dello staff della campagna elettorale di <strong>Hillary Clinton</strong>, il 28 giugno del 2015. Tre giorni prima, la controversa artista <strong>Marina Abramovic </strong> gli aveva scritto: &#8220;Caro, sono proprio impaziente per la <em>Spirit Cooking Dinner</em> a casa mia. Riesci a farmi sapere se tuo fratello parteciperà?&#8221;.</p>
<p><a href="https://www.theguardian.com/artanddesign/2016/nov/04/marina-abramovic-podesta-clinton-emails-satanism-accusations" target="_blank">Secondo quanto scrive il </a><em><a href="https://www.theguardian.com/artanddesign/2016/nov/04/marina-abramovic-podesta-clinton-emails-satanism-accusations" target="_blank"> Guardian</a>, </em>durante queste cene l&#8217;artista userebbe del sangue di maiale per mettere i commensali in contatto con i morti. Ma non solo. Verrebbero infatti servite anche pietanze a base di &#8220;latte materno fresco con aggiunta di latte-sperma&#8221; e cocktail con &#8220;fresca urina del mattino&#8221;, come scrive la stessa Abramovic nel suo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.vogue.com/article/food-artists-writers-cookbook-james-franco-marwssina-abramovic" target="_blank"><em>Spirit Cooking with Essential Aphrodisiac Recipes</em></a>. A partire da questa notizia, si è innescata una polemica devastante e il tutto è stato bollato come  <em>fake news</em>. Appurare la veridicità di queste cene è pressoché impossibile. Quel che è certo, però, è che questa mail rivela uno spirito, un certo modo di vivere, degli ambienti di potere.</p>

<p>Lo scandalo che ha colpito <strong>Harvey </strong><strong>Weinstein</strong> è rivelatore. Il celebre produttore cinematografico, infatti, pochi giorni fa si è scusato per aver molestato, nel corso di 30 anni, diverse donne che lavoravano per lui: &#8220;Sono consapevole che il modo con cui mi sono comportato con alcuni colleghi in passato ha causato molto dolore e chiedo scusa&#8221;, ha detto in comunicato. </p>
<p>Ma Weinstein non è solamente un produttore cinematografico. È anche uno dei più grandi donatori del partito democratico americano.<a href="https://www.nytimes.com/2017/10/06/opinion/harvey-weinstein-democrats.html?rref=collection%2Ftimestopic%2FWeinstein%2C%20Harvey&amp;action=click&amp;contentCollection=timestopics&amp;region=stream&amp;module=stream_unit&amp;version=latest&amp;contentPlacement=9&amp;pgtype=collection" target="_blank"> Secondo quanto riporta il <em>New York Times</em></a>, infatti,  dal 1990 ad oggi Weinstein ha donato 1,4 milioni di dollari ai candidati dem ed è sempre stato vicino alla famiglia di<strong> Barack Obama</strong>, tanto che Michelle lo aveva definito &#8220;un essere umano meraviglioso e un buon amico&#8221;. </p>

<p>Scrive sempre il quotidiano statunitense che l&#8217;intimità era tale che la primogenita Malia, 18 anni, prima di iniziare quest&#8217;autunno a frequentare Harvard, ha lavorato presso per i fratelli Weinstein. Il <em>New York Times</em>, che ha svelato questo scandalo, scrive che nessuno degli Obama, dopo le accuse di molestie sessuali, ha preso le distanze dal produttore. Lo stesso vale per i coniugi Clinton, che si sono trincerati in un silenzio tombale, nonostante lo scorso anno Weinstein abbia organizzato una cena di raccolta fondi nella sua casa di Manhattan per sostenere Hillary.</p>
<p>Insabbiare tutto</p>
<p>Nel 2004, Sharon Waxman, fondatrice del sito di attualità dello show-business <em>The Wrap</em>, aveva confessato di aver ricevuto, quando lavorava ancora per il <em>NyT</em>, la testimonianza di una donna aggredita sessualmente da Weinstein. Secondo la Waxman l&#8217;inchiesta non venne pubblicata a causa delle pressioni fatte dallo stesso produttore e dell&#8217;azienda, anche se queste accuse sono state rimandate al mittente dal quotidiano. Furono fatte anche pressioni politiche? Difficile dirlo. Ma di Weinstein non si poteva parlare. Fino ad oggi, almeno.</p>
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