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	<title>Hamza bin Laden Archives - InsideOver</title>
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	<title>Hamza bin Laden Archives - InsideOver</title>
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		<title>Al Qaeda tra perdita di leadership e sfide dei gruppi affiliati</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/al-qaeda-tra-la-perdita-di-leadership-e-le-sfide-dei-gruppi-affiliati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2020 08:02:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda nel Maghreb]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda nella Penisola Arabica (Aqap)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Alcuni membri di Hayat Tharir al Sham, la branca siriana di Al Qaeda, si addestrano a Idlib, nel nord della Siria (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli attentati dell&#8217;11 settembre hanno cambiato tutto. Anche Al Qaeda. Le guerre che dal 2001 in poi hanno percorso la regione, dall&#8217;Afghanistan alla Siria, non hanno solo ridisegnato i destini del Medio Oriente. Hanno anche scosso profondamente l’organizzazione fondata da Osama Bin Laden nelle sue fondamenta. Colpita al cuore dalla caduta del regime talebano dopo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/al-qaeda-tra-la-perdita-di-leadership-e-le-sfide-dei-gruppi-affiliati.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/al-qaeda-tra-la-perdita-di-leadership-e-le-sfide-dei-gruppi-affiliati.html">Al Qaeda tra perdita di leadership e sfide dei gruppi affiliati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Alcuni membri di Hayat Tharir al Sham, la branca siriana di Al Qaeda, si addestrano a Idlib, nel nord della Siria (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Membri-di-Al-Qaeda-a-Idlib-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p class="p1"><span class="s1">Gli attentati dell&#8217;<strong>11 settembre</strong> hanno cambiato tutto. Anche <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html" target="_blank" rel="noopener">Al Qaeda</a></strong>. Le guerre che dal 2001 in poi hanno percorso la regione, dall&#8217;Afghanistan alla Siria, non hanno solo ridisegnato i destini del Medio Oriente. Hanno anche scosso profondamente l’organizzazione fondata da <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/osama-bin-laden-lo-sceicco-del-terrore-che-dichiaro-guerra-al-mondo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Osama Bin Laden</strong></a> nelle sue fondamenta. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Colpita al cuore dalla caduta del regime talebano dopo l&#8217;invasione americana dell&#8217;Afghanistan, Al Qaeda ha attraversato periodi difficili come la morte dello sceicco saudita, il passaggio di consegne a <strong>Ayman al-Zawahiri</strong> e soprattutto l&#8217;ascesa dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Isis</strong></a>, capace addirittura di creare un Califfato. In tutto questo Al Qaeda ha saputo cambiare pelle e sopravvivere, lavorando sulla capacità di decentrarsi. Anche se questo in molti casi ha voluto dire minare le fondamenta stesse del gruppo.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">La perdita della centralità afghana</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Fino all&#8217;inverno del 2001 l&#8217;Afghanistan ha rappresentato un rifugio sicuro per Al Qaeda. Ma la guerra al terrore scatenata dall&#8217;amministrazione Bush ha rimesso tutto in discussione. Ha portato alla fuga dei leader storici, alla cattura di alcuni di loro e alla distruzione di decine di centri di reclutamento e addestramento. La pressione massima è arrivata il 2 maggio 2011 con la morte di Bin Laden in un <a href="https://edition.cnn.com/2013/09/09/world/death-of-osama-bin-laden-fast-facts/index.html" target="_blank" rel="noopener">compound di Abbottabad</a>, in Pakistan. Sembrava che il colpo mortale all&#8217;organizzazione fosse arrivato, ma in realtà così non è stato. Il conflitto in Afghanistan si è trascinato ancora per nove anni con momenti di tensione più o meno crescente. Il governo di Kabul, che ha sostituito la leadership talebana, non ha mai dato segno di essere forte e stabile. E ancora oggi la pressione degli eredi del Mullah Omar resta alta. Diverse province del Paese sono fuori dal controllo dell’autorità locale, <a href="https://it.insideover.com/guerra/stati-uniti-e-talebani-vicini-ad-un-accordo-in-afghanistan.html" target="_blank" rel="noopener">e una &#8220;pace&#8221; che non li comprenda al tavolo dei negoziati è praticamente impossibile</a>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Non è un caso che alla fine di febbraio il governo americano abbia trovato un&#8217;intesa coi talebani per completare il ritiro degli oltre 12mila uomini ancora presenti nel Paese. Tra i punti dell’accordo c’è anche quello in cui i miliziani si impegnano a non rendere l’Afghanistan un Paese rifugio per le organizzazioni terroristiche. Tra queste ovviamente Al Qaeda. Ma quello che resta del gruppo originario al momento è poca cosa. Secondo i rapporti di intelligence i capi storici si muovono tra <strong>Afghanistan</strong> e <strong>Pakistan</strong>, come ha dimostrato la notizia della morte di <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/chi-e-hamza-bin-laden-figlio-prediletto-del-capo-di-al-qaeda.html" target="_blank" rel="noopener">Hamza Bin Laden</a>, figlio del fondatore e candidato a guidare il gruppo, <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/dagli-usa-hamza-bin-laden-e-morto-ecco-chi-era-il-figlio-di-osama.html" target="_blank" rel="noopener">ucciso lungo il confine</a>. Non sono però da escludere anche viaggi in <strong>Iran</strong>, come hanno dimostrato i movimenti di due leader storici: Saif al-Adel e Abdullah Ahmed Abdullah.<a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/afghanistan-al-qaeda.png"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone wp-image-272792 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/afghanistan-al-qaeda-935x1024.png" alt="" width="935" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/afghanistan-al-qaeda-935x1024.png 935w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/afghanistan-al-qaeda-274x300.png 274w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/afghanistan-al-qaeda-768x841.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/afghanistan-al-qaeda.png 1752w" sizes="(max-width: 935px) 100vw, 935px" /></a></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nell&#8217;area, soprattutto in Pakistan, opera anche Aqis, Al Qaeda nel subcontinente indiano. Si tratta di uno dei rami dell’organizzazione più piccoli e deboli. Nel novembre scorso il <a href="https://www.stateoig.gov/system/files/q4fy2019_leadig_ofs_report.pdf" target="_blank" rel="noopener">dipartimento della Difesa Usa ha scritto</a> nero su bianco che la costola asiatica non supera i 300 miliziani e che più che rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale, sta concentrando i suoi sforzi per &#8220;sopravvivere&#8221;. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Negli anni, visto anche il trasferimento di alcune figure chiave della leadership centrale in Siria, come nel caso di Abu Khayr al-Masri ucciso in un raid americano nella provincia di Idlib, Aqis si è qualificata come interlocutore diretto dei talebani: in parte inserendo alcuni dei suoi uomini tra le fila degli studenti del mullah, in parte dirigendo alcuni centri di addestramento. La stessa Dia (Defense intelligence agency) ha confermato che nel 2019 che il Al Qaeda ha ceduto tutte le operazioni sul campo al suo gruppo affiliato.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nata nel 2014 per volontà dello stesso al-Zawahiri, Aqis opera in stretto contatto con miliziani locali nell&#8217;area che va dal Pakistan ai Paesi del Sud-Est asiatico. Non a caso uno dei leader del gruppo, Asim Umar di nazionalità indiana, è stato ucciso nel settembre del 2019 in compound talebano nella provincia di Helmand.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Se la debolezza di Al Qaeda e Aqis in Afghanistan è evidente, non significa che siano vicini alla sconfitta. Come evidenziato anche in un <strong>rapporto Onu</strong> pubblicato a gennaio, le connessioni tra i capi talebani e quelli qaedisti restano molte, con i primi che garantiscono protezione e i secondi che forniscono risorse e addestramenti per i combattenti. Non solo. I legami tra le due formazioni sarebbero garantiti anche da <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/ecco-cosa-non-torna-nelle-nozze-del-terrore.html" target="_blank" rel="noopener">matrimoni congiunti</a>. La stessa morte di Umar, avvenuta insieme a miliziani talebani e a un corriere di al-Zaqahiri, dimostra che i talebani dialogavano con Al Qaeda anche durante i colloqui di Doha con gli americani. A questo punto le incognite restano due: se Aqis sia in grado di colpire fuori dalla sua sfera di competenza e se intenda farlo. Magari evitando i contraccolpi dello scenario siriano.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">La scissione siriana che ha colpito il gruppo</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Per Al Qaeda le cosiddette Primavere arabe e la <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html" target="_blank" rel="noopener">guerra civile siriana</a> hanno rappresentato quasi un’occasione mancata. Fin dalle primissime battute in Tunisia, Egitto e Libia, “la base” ha mosso uomini e finanze per allargare la sua sfera di influenza, arrivando anche a creare nuovi rami della propria organizzazione. In Siria già nel 2012 al-Zawahiri aveva dato l’ordine di creare un’unità specifica che si occupasse di combattere contro il regime di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener">Bashar al Assad</a> facendo di fatto nascere <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruolo-di-al-nusra-nel-conflitto-in-siria.html" target="_blank" rel="noopener">Jabhat al-Nuṣra</a>. Attiva soprattutto nel Nord-Est della Siria Al-Nusra ha mostrato un volto nuovo di Al Qaeda. Non più un élite di combattenti d’avanguardia dediti ad attaccare l’Occidente, ma una forza capace di esercitare un controllo su una fetta del territorio. Un’attitudine che da lì a poco avrebbe mostrato molto bene anche lo Stato islamico.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dopo i successi militari sul campo tra il 2013 e 2015, nel 2016 l’organizzazione decide di recidere i legami con la leadership storica facendo nascere una nuova formazione, <strong>Jabhat Fatḥ al-Sham</strong>. Un maquillage in grado di togliere la patina “terroristica” per proporsi come interlocutore credibile. Poco meno di sei mesi dopo, nel gennaio 2017 arriva il secondo rebranding con la nascita di Hayat Tahrir al-Sham, una nuova sigla che ospita non solo vecchi elementi di al-Nusra ma anche nuove e più piccole formazioni.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Fin dalle prime avvisaglie la leadership di Al Qaeda ha respinto l’intera operazione dichiarando di fatto che il gruppo non è più una legittima costola dell’organizzazione. Hts, nei fatti, è la rappresentazione plastica del fallimento di Ayman al-Zawahiri e dell’incapacità del nucleo storico di controllare la “localizzazione” della lotta. Questo però ha mostrato uno dei paradossi che il nucleo storico si trova ad affrontare: come gestire gli affiliati in contesti in cui sono richieste decisioni da prendere in tempi rapidi. </span></p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/siria-al-qaeda.png"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone wp-image-272625 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/siria-al-qaeda-608x1024.png" alt="" width="608" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/siria-al-qaeda-608x1024.png 608w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/siria-al-qaeda-178x300.png 178w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/siria-al-qaeda-768x1293.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/siria-al-qaeda-1521x2560.png 1521w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/siria-al-qaeda.png 1141w" sizes="(max-width: 608px) 100vw, 608px" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quello che è mancato, <a href="https://www.hudson.org/research/15533-the-syria-effect-al-qaeda-fractures" target="_blank" rel="noopener">ha sottolineato l’analista Charles Lister</a>, è il <strong>controllo dei leader del gruppo</strong>. Non a caso gli stessi vice del medico egiziano si erano spaccati sul rebrandig del 2017: Abu Khayr al-Masri aveva infatti dato il suo via libera senza sentire Abdullah Ahmed Abdullah e Sayf al-Adel.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il “tradimento” siriano ha costretto la leadership a creare un nuovo gruppo con la nascita nel febbraio del 2018 di nascita <strong>Hurras al-Din</strong>. Sulla nuova formazione arriva la benedizione dello stesso al-Zawahiri che però ribadisce: sia un soggetto dedito alla guerriglia e non al controllo del territorio. Nei mesi successivi, fino al 2020, Hurras al-Din inizia a fare da calamita nei confronti di vari miliziani, non solo ex membri dello Stato islamico, ma anche delusi di Hts e altre formazioni più piccole come Ansar al-Tawhid. Attualmente, stando a un dossier dell&#8217;Onu, i combattenti stimanti sarebbero tra i 3.500 e i 5mila per lo più provenienti da Egitto, Giordania, Marocco, Arabia Saudita e Tunisia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La riconfigurazione intorno a Hurras ha riacceso anche i riflettori degli Stati Uniti. Nel giugno dello scorso anno, infatti, velivoli americani hanno bombardato una zona nei pressi di Aleppo tornando a colpire la regione dopo due anni. Nello strike, <a href="https://www.centcom.mil/MEDIA/STATEMENTS/Statements-View/Article/1891697/statement-from-us-central-command-on-strike-against-al-qaida-in-syria/" target="_blank" rel="noopener">si legge in un comunicato dello Us Central Command</a>, sono stati uccisi diversi operativi di Al Qaeda che progettavano di colpire obiettivi sensibili in occidente, americani e alleati. Due mesi dopo il dipartimento di Stato americano ha messo una <strong>taglia di cinque milioni di dollari</strong> sulla testa di alcuni leader del gruppo. La pericolosità della nuova formazione siriana è tutta da dimostrare, ma gli ultimi movimenti hanno fatto vedere come l’idea della leadership centrale sia quella di tornare a una purezza iniziale.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Il successo del modello yemenita</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">In tutt&#8217;altra direzione è andato il ramo di Al Qaeda in Yemen, Aqap (Al Qaeda nella Penisola arabica). Nel Paese, dove infuria la guerra dal 2015, la situazione è disastrosa. Nella battaglia tra il movimento sciita degli <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-gli-houthi.html" target="_blank" rel="noopener">Houthi</a>, sostenuti dall’Iran, e quello che resta del governo centrale appoggiato dall’Arabia Saudita, ad approfittarne sono stati sia i movimenti separatisti del Sud e che le organizzazioni terroristiche. Tra queste in prima linea si è collocata Aqap. Nata nel 2009 dalla fusione delle cellule saudite e yemenite ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano dentro e fuori lo Yemen, con una forza di circa 6-7mila uomini. Più di tutte è stata quella capace di coniugare un certo controllo del territorio con la propensione “avaguardista” anti occidentale, basti pensare all&#8217;attentato contro il giornale satirico francese <em>Charlie Hebdo</em> a Parigi nel 2015.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Secondo i rapporti di intelligence forniti agli analisti delle Nazioni Unite, Aqap attualmente conduce due tipi di attività: guerriglia e controllo del territorio. Attivi soprattutto nel governatorato di Bayda, i miliziani sono impegnati in una campagna contro alcuni combattenti dell’Isis, appoggiati dagli Houthi. Anche per questo sono stati registrati trasferimenti massicci di armi dal governatorato di Ma’rib verso sud. E sempre a sud le forze qaediste hanno tenuto impegnata la Security Belt Forces, una milizia separatista appoggiata dagli Emirati arabi uniti, con feroci combattimenti. </span></p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/yemen-al-qaeda.png"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-272716 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/yemen-al-qaeda-1024x945.png" alt="" width="1024" height="945" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/yemen-al-qaeda-1024x945.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/yemen-al-qaeda-300x277.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/yemen-al-qaeda-768x709.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">La capacità di spostarsi in vaste porzioni del territorio è dettata dal buon rapporto dei combattenti con le tribù locali, non solo a Ma’rib, ma anche più a Est. Il distretto di Abr, lontano dal controllo delle forze vicine al presidente Abdel Rabbo Mansour Hadi, si sta rivelando un porto sicuro per molti combattenti di Al Qaeda soprattutto per quelli provenienti dall’Arabia Saudita.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nell&#8217;ultimo anno il conflitto è diventato sempre più complesso. Riad è rimasta impantanata in una guerra che non riesce a vincere, nonostante i massicci raid aerei. Il rapporto con Abu Dhabi si è logorato e sul terreno le spaccature nel fronte anti houthi si sono acutizzate, con le milizie del sud pronte alla secessione e quelle vicine al presidente Hadi in difficoltà di fronte alle nuove offensive delle forze sciite. In mezzo prospera Al Qaeda che spesso fugge da ponte tra i vari attori. Un esempio su tutti. Nel 2018 <em>Associated Press</em> <a href="https://apnews.com/f38788a561d74ca78c77cb43612d50da" target="_blank" rel="noopener">ha raccontato di aver parlato</a> diversi leader di Aqap e che alcuni di questi avevano raccontato che almeno due ufficiali di rango delle milizie saudite impegnate nella riconquista della città portuale di Hodeidah provenivano dalle loro file.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Non è un caso quindi che tra il 2019 e inizio 2020 gli Usa <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/cosi-gli-stati-uniti-uccidono-i-loro-nemici.html" target="_blank" rel="noopener">abbiano affinato la mira e colpito i vertici dell’organizzazione</a>. Il 1 gennaio 2019 un drone è entrato in azione a Ma’rib uccidendo Jamal Ahmad Mohammad Al Badawi, considerato una delle menti dell’attentato alla nave militare Usa Cole avvenuto nell&#8217;ottobre del 2000. E un anno dopo, il 29 gennaio 2020, un drone della Cia ha invece ucciso Qassim al-Rimi, considerato il capo di Aqap, con un’operazione chirurgica nel governatorato di Bayda. </span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Le convergenze islamiste in Africa occidentale</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Al Qaeda sta sperimentando il modello ibrido anche in un altro contesto: l’Africa Nord-Occidentale. Qui le strategie sono state diverse a seconda dei contesti. Prendiamo ad esempio le <a href="https://it.insideover.com/politica/bouteflika-si-dimette-finisce-unera-per-lalgeria.html" target="_blank" rel="noopener">proteste in Algeria che hanno portato alla cacciata del presidente <strong>Abdelaziz Bouteflika</strong></a>, in questo caso Al Qaeda si è schierata in favore dei manifestanti senza però mai passare ad azioni violente vere e proprie. L’idea è stata quella di mantenere in basso profilo soprattutto nel Nord Africa. Al momento gli sforzi si concentrano sopratutto sul controllo dei flussi attraverso le frontiere, in particolare intorno al Passo di Salvador, in Niger. Un punto di frontiera tra Libia, Algeria e Niger attraverso il quale viaggiano armi, droghe e migranti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Le attività più pericolose si svolgono però più a sud, nella fascia del Sahel, in particolare nel triangolo tra Mali, Niger e Burkina Faso. Qui il cambio di passo è avvenuto nel marzo del 2017 con la nascita del gruppo Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (Jnim), una fusione di varie sigle jihadiste come il ramo maliano di Al Qaeda nel Maghreb islamico, al-Mourabitoun e Ansar Dine. Jnim da tre anni conduce attentati e combatte contro gli eserciti locali e i soldati francesi dell’operazione Barkhane e ha creato le condizioni per redente il Nord del Mali un luogo sicuro per i miliziani da cui lanciare attacchi. Oltre agli attentati i miliziani, con l’appoggio di attivisti di alcune organizzazioni non governative, hanno lanciato vaste campagne di propaganda nelle comunità locali in Mali, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Ghana, Senegal e Togo.<a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-qaeda-in-africa-occidentale.png"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-272871 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-qaeda-in-africa-occidentale-1024x968.png" alt="" width="1024" height="968" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-qaeda-in-africa-occidentale-1024x968.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-qaeda-in-africa-occidentale-300x284.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-qaeda-in-africa-occidentale-768x726.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-qaeda-in-africa-occidentale.png 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">A preoccupare è però anche un fenomeno nuovo. Mentre in Siria o Yemen, gli uomini di Al Qaeda combattono apertamente con lo Stato islamico, tra le sabbie del Sahara stanno avvenendo fenomeni opposti. A febbraio Dagvin Anderson, a capo delle operazioni speciali dell’esercito americano in Africa, <a href="https://www.washingtonpost.com/world/africa/al-qaeda-islamic-state-sahel-west-africa/2020/02/21/7218bc50-536f-11ea-80ce-37a8d4266c09_story.html" target="_blank" rel="noopener">ha raccontato al <em>Washington Post</em></a> che sembra esserci un disegno per unificare più formazioni jihadiste sotto un’unica bandiera. Al momento i miliziani stanno lavorando soprattutto per consolidare il controllo dei flussi, addestrare nuove truppe e raccogliere fondi evitando di dichiarare la nascita di una qualsiasi forma di califfato per attirare l’attenzione. Con il rischio che tra poco meno di un anno scoppi una guerra su scala ancora più ampia.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">I successi nell’affiliazione con Al-Shabaab</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Dove Al Qaeda non è mai davvero sbarcata è il Corno d’Africa. Soprattutto in Somalia l’azione jihadista è portata avanti da Al-Shabaab, la milizia nata dalle ceneri delle corti islamiche che nel 2012 ha giurato fedeltà direttamente ad Ayman al-Zawahiri. Pur non essendo un vero e proprio ramo dell’organizzazione, le forze qaediste hanno appoggiato da subito i miliziani somali fornendo soprattutto appoggio logistico tramite Aqap e sul piano della propaganda. Oggi, dopo anni di guerriglia, la forza di <strong>Al-Shabaab</strong> è conclamata.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In Somalia nel mirino ci sono sopratutto uomini e strutture governative e le forze della missione dell’Unione africana nel Paese. Ma non solo. Nel tempo sono state colpite anche strutture occidentali come lavoratori o truppe straniere. Ne sanno qualcosa i soldati italiani colpiti da un ordigno nel settembre scorso. La massiccia campagna dei droni americani contro di loro non ha impedito di continuare l’opera di proselitismo e reclutamento con nuovi combattenti in arrivo da Gibuti, Etiopia e Kenya. Non solo. Anche gli attacchi fuori dalla Somalia sono aumentati e sembrano via via più sofisticati. Al momento secondo fonti americane i combattenti sarebbero tra i 5 e 7 mila, ma visti rapimenti e reclutamenti forzati potrebbero essere di più. </span></p>
<p><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia.png"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-272891 size-large" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia-863x1024.png" alt="" width="863" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia-863x1024.png 863w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia-253x300.png 253w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia-768x912.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/al-shabaab-somalia.png 1617w" sizes="auto, (max-width: 863px) 100vw, 863px" /></a></p>
<p class="p1"><span class="s1">Che lo scenario sia sempre più pericoloso è dimostrato dal fatto che Al-Shabaab potrebbe presto espandere il suo raggio di azione ben più lontano. A marzo il New York times ha riportato la notizia che due affiliati del gruppo stavano prendendo lezioni di volo, uno nelle Filippine e uno in un altro Paese africano, forse per realizzare attacchi che simulino quelli al World Trade Center. Ma non solo. Fondi di intelligence hanno fatto sapere che i miliziani stanno cercando di mettere le mani su lancia missili anti-aereo di fabbricazione cinese per contrastare le operazioni delle forze americane. Già verso la fine del 2019 il leader del gruppo, Ahmad Umar, aveva lanciato il suo proclama contro Washington con un video di quasi un’ora. Anche se per il Pentagono i rischi di attacchi restano contenuti, i segnali di possibili attentati rimangono. E nel mirino potrebbe finire la base americana in Gibuti, o altre ambasciate nella regione, come quella in Kenya.</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">Al Qaeda e la sfida &#8220;glocale&#8221;</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">La sfida di al-Zawahiri oggi è quella di far cambiare pelle ancora una volta al suo gruppo. Quella di tenere insieme l’anima volta alla battaglia contro l’Occidente e quella per la leadership nel mondo jihadista. Nel 2001 “la base” era l’unica depositaria della “guerra santa” globale. Ma oggi, a quasi vent’anni dagli attacchi contro le Twin Towers, la competitività è aumentata, i soggetti si sono moltiplicati, e per sopravvivere è necessario passare a una dimensione locale. Con ogni probabilità la sfida glocale del gruppo si giocherà sui leader del futuro, sulla capacità di tenere una linea comune in scenari anche molto diversi tra loro. </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/al-qaeda-tra-la-perdita-di-leadership-e-le-sfide-dei-gruppi-affiliati.html">Al Qaeda tra perdita di leadership e sfide dei gruppi affiliati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dagli Usa: &#8220;Hamza bin Laden è morto&#8221;. Ecco chi era il figlio di Osama</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/dagli-usa-hamza-bin-laden-e-morto-ecco-chi-era-il-figlio-di-osama.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 10:17:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Dipartimento di Stato Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Isis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1070" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5440156-e1564654620552.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5440156-e1564654620552.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5440156-e1564654620552-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5440156-e1564654620552-768x428.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5440156-e1564654620552-1024x571.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Secondo quanto riportato da Nbc Hamza bin Laden sarebbe stato ucciso. Non è chiaro quando e dove sia morto il figlio di Osama Bin Laden ed erede nel controllo dell’organizzazione terroristica Al Qaeda, ma la notizia è giunta all&#8217;emittente televisiva statunitense da tre fonti di intelligence considerate praticamente certe. I dettagli dell’uccisione non sono chiari, ma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/dagli-usa-hamza-bin-laden-e-morto-ecco-chi-era-il-figlio-di-osama.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/dagli-usa-hamza-bin-laden-e-morto-ecco-chi-era-il-figlio-di-osama.html">Dagli Usa: &#8220;Hamza bin Laden è morto&#8221;. Ecco chi era il figlio di Osama</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1070" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5440156-e1564654620552.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5440156-e1564654620552.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5440156-e1564654620552-300x167.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5440156-e1564654620552-768x428.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5440156-e1564654620552-1024x571.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Secondo quanto riportato da <em>Nbc</em> <strong>Hamza bin Laden</strong> <a href="https://www.nbcnews.com/politics/national-security/u-s-has-intel-osama-bin-laden-s-son-heir-n1037236">sarebbe stato ucciso</a>. Non è chiaro quando e dove sia morto il figlio di Osama Bin Laden ed erede nel controllo dell’organizzazione terroristica Al Qaeda, ma la notizia è giunta all&#8217;emittente televisiva statunitense da tre fonti di intelligence considerate praticamente certe. I dettagli dell’uccisione non sono chiari, ma sembrerebbe che il governo degli Stati Uniti abbia svolto un ruolo non specificato nell&#8217;operazione. Stando a quanto riportato dal <a href="https://www.nytimes.com/2019/07/31/us/politics/hamza-bin-laden-al-qaeda.html"><em>The New York Times</em></a>, Hamza sarebbe stato ucciso nei primi due anni dell’amministrazione Trump, ma ciò che mancava era la conferma ufficiosa da parte delle agenzie militari e di intelligence tant&#8217;è che il Dipartimento di Stato ha messo, lo scorso febbraio, una taglia da 1 milione di dollari sul figlio di Bin Laden.</p>
<h2>La nuova Al Qaeda</h2>
<p>Hamza Bin Laden era considerata una minaccia per gli Stati Uniti sin da prima dell’uccisione del padre nel raid dei <strong>Navy Seals</strong> in Pakistan del 2011, e infatti era considerato anche lui un obiettivo di quella operazione. La sua assenza nel compound di Abbottabad dove era nascosto <strong>Osama Bin Laden</strong> ha fatto sì che Washington considerasse prioritario scovarlo per neutralizzarlo. Di Hamza Bin Laden, però, si erano perse le tracce non essendo chiaro se si trovasse in Afghanistan, in Iran o in Siria. Hamza, tra il 2011 e il 2018, sarebbe stato nascosto nelle montagne afghane dove avrebbe sposto la figlia di Abdullah Ahmed Abdullah, ovvero l’ideatore degli attentati del 1998 contro le ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania. Negli anni della “sua” guida di Al Qaeda, però, l’organizzazione terroristica ideata da Osama Bin Laden ha diminuito drasticamente il numero di attacchi, soprattutto a causa dell’emerge dello Stato Islamico in Siria e in Iraq che ha attratto un numero maggiore di combattenti uniti alla causa del <em>jihad</em>. Proprio a questo concetto si era rifatto Hamza sia nel 2015 quando aveva esortato i miliziani siriani a unirsi nella lotta per “la liberazione della Palestina”, sia nella sua ultima dichiarazione del 2018, quando minacciò l’Arabia Saudita chiamando alla rivolta gli abitanti della penisola arabica.</p>
<p>Ciò nonostante <strong>Al Qaeda</strong> non ha più effettuato attacchi su vasta scala e la notizia della sua morte ha un valore prettamente politico per il governo americano, che avrebbe così rimosso una potenziale minaccia. Questo perché Al Qaeda stava cercando di riorganizzarsi basandosi su una nuova generazione di terroristi sotto la guida proprio del figlio di Osama Bin Laden, in una strategia che è stata analizzata in una <a href="https://ctc.usma.edu/hamza-bin-ladin-from-steadfast-son-to-al-qaidas-leader-in-waiting/">recente pubblicazione</a> dell’ex-agente Fbi Ali Soufan. Anche per questo motivo Hamza Bin Laden non avrebbe mai criticato lo Stato Islamico nei suoi discorsi pubblici, in una tattica che potrebbe nascondere trattative segrete per far accettare come leader la sua figura. Sarebbe un duro colpo al terrorismo islamico, ma mancano ancora le conferme ufficiali da parte di Washington e di Al Qaeda che, di prassi, rende note le uccisioni dei suoi personaggi di spicco per <strong>martirizzarli</strong> e renderli un punto di riferimento per i miliziani.</p>
<h2>La lista dei terroristi ricercati</h2>
<p>Il nome di Hamza bin Laden, infatti, figura ancora tra i <a href="https://rewardsforjustice.net/english/hamza_bin_laden.html">ricercati del Dipartimento di Stato</a>. La lista è “guidata” dal principale leader dell&#8217;Isis, <strong>Abu Bakr al-Baghdadi</strong>, e da Ayman al Zawahiri, una delle figure di spicco di Al Qaeda, sui quali pende una taglia da 25 milioni di dollari per chiunque dia indicazioni precise sul luogo dove possono essere individuati. Taglie da 10 milioni di dollari pendono, invece, su Abdullah Ahmed Abdullah, su Sayf al-Adl, su Sirajuddin Haqqani, su Muhammad al-Jawlani, su Qasim al-Rimi, su Hafiz Saeed e su Yasin al-Suri. Tutte figure di rilievo di Al Qaeda e dell&#8217;Isis che negli ultimi 30 anni hanno organizzato e messo in atto attentati contro gli Stati Uniti, Paesi alleati e la popolazione civile del Medio Oriente e dell’Africa. Oltre alle figure principali evidenziate dalle taglie da 25 e 10 milioni di dollari, nella lista del Dipartimento di Stato figurano le più variegate personalità legate al terrorismo in generale sulle quali pendono tagli che vanno dai 7 milioni ai 250 mila dollari. Hamza bin Laden guardando questo elenco non era considerato ancora una figura di spicco del terrorismo, ma se l’ipotesi per la quale era lui al vertice di Al Qaeda e stava riorganizzando l’organizzazione modellandola su una seconda generazione di terroristi fosse stata concreta, in futuro sarebbe diventata una concreta minaccia per gli Stati Uniti e per il mondo in generale.</p>
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		<title>Ecco cosa non torna nelle nozze del terrore</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/ecco-cosa-non-torna-nelle-nozze-del-terrore.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 14:41:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="636" height="454" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/hAMZA-636x454.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/hAMZA-636x454.png 636w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/hAMZA-636x454-300x214.png 300w" sizes="auto, (max-width: 636px) 100vw, 636px" /></p>
<p>All’inizio di marzo il dipartimento di Stato Usa ha ufficializzato la sua caccia a Hamza Bin Laden, figlio del fondatore di Al Qaeda. Gli americani hanno offerto un milione di dollari a chiunque sia in grado di offrire informazioni utili per la sua cattura. Hamza, 30 anni, già qualche anno fa veniva segnalato come uno dei possibili successori alla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/ecco-cosa-non-torna-nelle-nozze-del-terrore.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="636" height="454" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/hAMZA-636x454.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/hAMZA-636x454.png 636w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/hAMZA-636x454-300x214.png 300w" sizes="auto, (max-width: 636px) 100vw, 636px" /></p><p>All’inizio di marzo il dipartimento di Stato Usa ha ufficializzato la sua caccia a <strong>Hamza Bin Laden</strong>, figlio del <span id="more-72169"></span>fondatore di <strong>Al Qaeda</strong>. Gli americani hanno offerto un milione di dollari a chiunque sia in grado di offrire informazioni utili per la sua cattura. Hamza, 30 anni, già qualche anno fa veniva segnalato come <a href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-e-hamza-bin-laden-figlio-prediletto-del-capo-di-al-qaeda/" target="_blank" rel="noopener">uno dei possibili successori alla guida de “La base”</a>. A ridosso della notizia, accompagnata anche dalla decisione dell’Arabia Saudita di revocargli passaporto e cittadinanza, era stata rilanciata l’indiscrezione che Hamza avrebbe preso in moglie la figlia di<strong> Mohammed Atta</strong>, il capo dei <a href="http://www.occhidellaguerra.it/al-qaeda-attentati-11-settembre/" target="_blank" rel="noopener">dirottatori dell’11 settembre</a>. Ma proprio su quest’ultimo punto i dubbi non mancano.</p>
<h2>La notizia del matrimonio tra Hamza e la figlia di Atta</h2>
<p>Qualche mese prima della taglia americana, ad agosto, il <em>Guardian</em> <a href="https://www.theguardian.com/world/2018/aug/03/osama-bin-laden-mother-speaks-out-family-interview?CMP=twt_gu" target="_blank" rel="noopener">aveva pubblicato una lunghissima intervista a Alia Ghanem</a>, la madre di <strong>Osama Bin Laden</strong>, raccontando abbondanti retroscena. Dall’infanzia serena a Gedda, fino al jihad in Afghanistan durante l’occupazione sovietica degli anni Ottanta e alla decisione di intraprendere la sua guerra contro l’America e l’Occidente. L’autore dell’intervista, il giornalista britannico esperto di terrorismo e Medio Oriente Martin Chulov, aveva incontrato diversi membri della famiglia Bin Laden, o meglio del ramo riconducibile a Ghanem. La donna tre anni dopo la nascita di Osama, divorziò dal marito per sposare un secondo uomo, Mohammed al-Attas con il quale vive tuttora. Il fondatore di <a href="http://www.occhidellaguerra.it/al-qaeda/" target="_blank" rel="noopener">Al Qaeda</a> visse tutta la sua infanzia con la madre, nella città Saudita di Gedda e venne cresciuto da al-Attas. Successivamente dopo il periodo in Afghanistan e il decisivo passaggio in clandestinità i destini di Ghanem e del figlio si separarono. I due, insieme ai fratellastri Ahmad e Hassan, si incontrarono per l’ultima volta nel 1999 a Kandahar, in Afghanistan. Nel corso della sua visita a Gedda, Chulov ha raccolto <a href="https://www.theguardian.com/world/2018/aug/05/hamza-bin-laden-marries-daughter-of-911-hijacker-mohammed-atta" target="_blank" rel="noopener">un’altra esplosiva testimonianza dai due fratellastri</a>: il nipote, Hamza, si era sposato con la figlia di Atta, l’oscuro leader della cellula di Amburgo.</p>
<h2>Le scarse certezze sull’unione tra i due</h2>
<p>L’uomo si nutre di simboli e il <strong>terrorismo jihadista</strong> ha fatto della comunicazione simbolica uno dei suoi strumenti più potenti, basti pensare al simbolismo del <a href="http://www.occhidellaguerra.it/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore/" target="_blank" rel="noopener">Califfato dell’Isis</a> e alla sua capacità di attirare migliaia di foreign fighter. Ecco quindi che l’unione di Hamza con la figlia di uno dei dirottatori ha assunto un peso simbolico fortissimo. Il punto però è che su quell’unione i dubbi sono di gran lunga superiori alle certezze. Partiamo dai fatti. Due membri della famiglia Bin Laden, Ahmad e Hassan, hanno confermato di aver sentito che Hamza ha preso in sposa la giovane. Parallelamente il dipartimento di Stato americano ha scritto nero su bianco che l’unione è avvenuta. Il punto, però, è che le certezze si fermano qui. Nessuno ha saputo dire il nome della sposa, o la sua età, o chi sia la madre, né dove sia avvenuto il matrimonio. Allo stesso tempo il tutto si mescola con la stessa figura di Hamza. Non è chiaro dove si trovi. Voci parlano dell’Afghanistan e delle zone tribali a cavallo del confine con il Pakistan. Alcune lo danno al sicuro in Qatar, mentre altre ancora lo danno al comando di una milizia jihadista, il gruppo Jama’at Ansar al-Furqan in Bilad al Sham, attivo nel Nord-Ovest della Siria. Il fatto è che il presunto successore di Ayman al-Zawahiri è più un fantasma, un’ombra che parla sporadicamente, l’ultima volta con un <a href="https://videopress.com/v/Qn1oDykk" target="_blank" rel="noopener">audio rilasciato nel settembre del 2017</a>.</p>
<h2>La vita di Atta e i dubbi sulla figlia</h2>
<p>La perplessità su quest’unione, prima che dalle scarse informazioni disponibili, deriva proprio dalla persona coinvolta: Mohammed Atta. Il capo della cellula di Amburgo, addestrata e formata per pilotare i quattro aerei coinvolti negli attacchi dell’11 settembre, è stato un personaggio singolare. Un’eminenza grigia lontana dai canoni cui ci hanno abituato le rappresentazioni del terrorismo islamico. Nato in Egitto, Atta era una persona colta, laureato in Architettura e trasferitosi in Germania negli anni ’90. A metà del decennio aveva intrapreso un percorso di radicalizzazione attraverso la frequentazione della moschea di al-Quds (oggi moschea di Taiba) nel quartiere di St. Georg e ben presto si era avvicinato al movimento islamista, fino alla partenza per i campi di addestramento di al-Qaeda in Afghanistan.</p>
<p>La strada verso il “martirio” contro la Torre Nord fu anche il risultato di un cammino interiore molto intenso per lui. Nick Fielding e Yosri Foudà nel loro libro<em> Masterminds of Terror</em> raccontano molto bene il percorso di Atta a partire dalle testimonianze raccolte ad Amburgo. Una in particolare mostra come l’egiziano fosse portatore di una misoginia di fondo fortissima, un odio nei confronti delle donne che trascendeva gli atteggiamenti di superiorità tipici di certi ceti sociali dell’Egitto e dei Paesi arabi. Un esempio su tutti: lo stralcio di un testamento che scrisse nel 1996 a ridosso dell’operazione Grapes of Wrath condotta da Israele contro il Libano: “Nessuna donna incinta e nessun miscredente dovranno partecipare al mio funerale né dovranno mai visitare la mia tomba”, scrisse Atta, “nessuna donna dovrà invocare il perdono per me. Quelle che laveranno il mio corpo dovranno indossare dei guanti, in modo da non toccare i miei genitali”. Quelle poche righe mostravano uno strano contrasto interiore in Atta, che veniva anche descritto come eccessivamente puritano.</p>
<p>Nella sua scarna biografia i contatti con le donne sono pochissimi. Il primo degno di nota avvenne nel 1995 ad Aleppo, in Siria, ma durò pochissimo perché, per lui, lei era troppo disinibita e soprattutto si rifiutava di seguire la rigida concezione dell’Islam che Atta aveva in mente e anche di indossare il velo. Il secondo fu un tentativo di fidanzamento propiziato dalla sua famiglia con una giovane ragazza de Il Cairo ma ovviamente non si arrivò mai a un matrimonio perché subito dopo la loro conoscenza Atta fece ritorno in Germania e poi ripartì alla volta dei campi di addestramento.</p>
<p>Lawrence Wright nel suo lavoro <em>La altissime torri</em> ipotizza che il suo “matrimonio col terrore” abbia avuto a che fare “con i suoi personali conflitti sessuali non meno che con lo scontro delle civiltà”. C’è poi un altro dato contenuto nei documenti desecretati della Cia datati 2003. Nel rapporto <em>11 september: The plot and the plotters</em> vengono raccolte le schede di tutti e 19 i dirottatori e sul fascicolo di Atta viene espressamente scritto “single”. Anzi dei 19 che presero parte ai dirottamenti solo 5 erano sposati e di questi solo uno con prole. Tutti numeri confermati poi nel Rapporto della Commissione sull’11 settembre del 2004.</p>
<figure id="attachment_219966" aria-describedby="caption-attachment-219966" style="width: 636px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/rapporto-cia-attentatori-636x825.jpg"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-219966" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/rapporto-cia-attentatori-636x825.jpg" alt="" width="636" height="825" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/rapporto-cia-attentatori-636x825.jpg 636w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/rapporto-cia-attentatori-636x825-231x300.jpg 231w" sizes="auto, (max-width: 636px) 100vw, 636px" /></a><figcaption id="caption-attachment-219966" class="wp-caption-text">La scheda di Mohammed Atta presente nel fascicolo della Cia</figcaption></figure>
<h2>L’altro matrimonio di Hamza</h2>
<p>Negli stessi giorni in cui uscivano le indiscrezioni del <em>Guardian</em>, il quotidiano panarabo con sede a Londra, <em>Asharq al-awsat</em>, <a href="https://aawsat.com/english/home/article/1355571/exclusive-tehran-sends-hamza-bin-laden-afghanistan" target="_blank" rel="noopener">pubblicava un’intervista a Omar Bin Laden</a>, uno dei fratelli di Hamza. In questo breve intervento Omar confermava che il fratello si era sposato solo una volta, all’età di 17 anni durante il suo soggiorno in Iran. Dopo gli attacchi contro il World Trade Center Osama Bin Laden decise di trasferire parte della famiglia, tra cui il figlio Hamza, nel Paese degli Ayatollah insieme ad altri storici membri dell’organizzazione, tra cui lo sfuggente Saif al-Adel e soprattutto Abdullah Ahmed Abdullah, uno dei dirigenti chiave di al-Qaeda. Qui Abdullah, noto anche con il nome di Abu Mohammed al-Masri, avrebbe favorito il matrimonio tra la figlia e appunto Hamza.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">VIDEO: Al Arabiya has received  footage and details surrounding the wedding of <a href="https://twitter.com/hashtag/HamzabinLaden?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#HamzabinLaden</a>, the son of <a href="https://twitter.com/hashtag/Qaeda?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Qaeda</a>’s mastermind Osama, when he was 17-years-old in <a href="https://twitter.com/hashtag/Iran?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Iran</a>.</p>
<p>Read more: <a href="https://t.co/mqlCqf6NE1">https://t.co/mqlCqf6NE1</a> <a href="https://t.co/AQozIiQZOG">pic.twitter.com/AQozIiQZOG</a></p>
<p>&mdash; Al Arabiya English (@AlArabiya_Eng) <a href="https://twitter.com/AlArabiya_Eng/status/954395746274562048?ref_src=twsrc%5Etfw">January 19, 2018</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Le nozze si sarebbero quindi celebrate a Teheran. A provare ciò è stato anche un video rilasciato dalla Cia del 2017. Nel filmato si vede il giovane Bin Laden in compagnia di al-Masri in un rito officiato da Mohammed Shawki Al-Islambouli, il fratello di Khalid Al-Islambouli, il terrorista responsabile della morte del presidente egiziano Anwar al-Sadat nel 1982. Quel video, rilanciato in occasione della taglia su Hamza, era stato ritrovato in uno dei computer dei Bin Laden dai Navy Seals durante il raid ad Abbottabad che portò alla morte di Bin Laden nel maggio del 2011.</p>
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		<title>Chi è Hamza Bin Laden, figlio prediletto del capo di Al Qaeda</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/chi-e-hamza-bin-laden-figlio-prediletto-del-capo-di-al-qaeda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2019 15:21:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="616" height="423" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Hamza-bin-Laden.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Hamza-bin-Laden.jpg 616w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Hamza-bin-Laden-300x206.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px" /></p>
<p>Ha gli occhi scuri e lo sguardo enigmatico. Probabilmente indossa una “kandura“, l’abito lungo fino alle caviglie che contraddistingue l’abbigliamento di molti uomini musulmani. In testa porta il copricapo tradizionale. E non somiglia al padre. Dietro di lui, appoggiato a un tavolino, un cestino con dentro un mazzo di fiori. Nell’ultima immagine pubblica, Hamza Bin Laden è ritratto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/chi-e-hamza-bin-laden-figlio-prediletto-del-capo-di-al-qaeda.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="616" height="423" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Hamza-bin-Laden.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Hamza-bin-Laden.jpg 616w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/Hamza-bin-Laden-300x206.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 616px) 100vw, 616px" /></p><p>Ha gli occhi scuri e lo sguardo enigmatico. Probabilmente indossa una “kandura“, l’abito lungo fino alle caviglie che contraddistingue l’abbigliamento di molti uomini musulmani. In testa porta il copricapo tradizionale. E non somiglia al padre. Dietro di lui, appoggiato a un tavolino, un cestino con dentro un mazzo di fiori. Nell’ultima immagine pubblica, Hamza Bin Laden è ritratto così.</p>
<p>Ed è proprio su quella fotografia che Washington ha scritto: “Up to $1 Million Reward”. Che, tradotto, significa che sulla testa del figlio di Osama Bin Laden è stata messa una taglia di un milione di dollari. E, quasi nello stesso momento, l’Arabia Saudita, nemica storica di Al Qaeda e del padre, comunica di avergli revocato la nazionalità, già da novembre. Segnali che, paradossalmente, gli danno un riconoscimento internazionale come erede di una cellula terroristica che, negli anni, sembrava essere rimasta in silenzio. E di cui lui, oggi, potrebbe assumere la guida.</p>
<h2>Il favorito di Osama</h2>
<p>Osama Bin Laden diventò padre circa 26 volte. Ma per il favorito, nato a Jeddah nel 1989, scelse il nome dello zio di Maometto, Hamza, che morì in battaglia. In arabo significa “forte”, “saldo”, “deciso”. Secondo quanto riportato dal Corriere di oggi, Hamza, da sempre, venne considerato il favorito dal capo di Al Qaeda, che lo seguì, personalmente e a lungo, insieme alla madre Khairiah Sabar. In video apparve, per la prima volta, a 12 anni: attorno a lui soltanto militari e armi. Kalashnikov, in particolare. Era il 2001, l’anno dell’11 settembre, e in quel periodo così complesso viveva in Afghanistan. Il padre, intanto, in quel clima, lo aveva fatto crescere, addestrandolo. E il giovane Bin Laden si abituò velocemente a quei proclami, che imparò come si fa con i salmi o le preghiere.</p>
<h2>L’arresto in Iran e il primo matrimonio</h2>
<p>Dopo l’11 settembre, il capo di Al Qaeda scelse di trasferire parte della famiglia, tra cui Hamza, in Iran. Due anni dopo, nel 2003, il giovane, venne arrestato, insieme ad altri dirigenti della cellula terroristica. Furono prigionieri, ostaggi e poi merce di scambio nell’eterna battaglia tra sciiti e sunniti. Nello stesso periodo, ancora molto giovane, in assenza del padre, ascoltò due importanti leader qaedisti,  Saif el-Adel e Abu Moghamed al-Marsi, di cui poi sposò la figlia. Fu molto più di un matrimonio. Fu un’unione politica. Un accordo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-215620" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/spostamenti-Bin-Laden-dopo-l11-settembre-682x1024.png" alt="" width="682" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/spostamenti-Bin-Laden-dopo-l11-settembre-682x1024.png 682w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/spostamenti-Bin-Laden-dopo-l11-settembre-200x300.png 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/spostamenti-Bin-Laden-dopo-l11-settembre-768x1153.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/spostamenti-Bin-Laden-dopo-l11-settembre-1705x2560.png 1705w" sizes="auto, (max-width: 682px) 100vw, 682px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli anni successivi, riuscì a convincere il padre ad accoglierlo in Pakistan, ad Abbottabad, il luogo dove, nel maggio del 2012, il leader sunnita perse la vita e che, prima di morire, lo designò come suo successore, dopo averlo preparato per anni.</p>
<h2>I proseliti del “delfino”</h2>
<p>Alla morte del padre, il giovane Bin Laden inizia a ripensare alla sua “carriera” all’interno della cellula terroristica. Negli anni si è ipotizzato che si sia trasferito al confine tra Pakistan e Afghanistan, fra la città di Quetta e le province tribali del Waziristan. Ma nessuno sa con precisione dove si trovi davvero. Si dice che in quella zona, dove il controllo del territorio da parte delle autorità non è così capillare, terroristi e leader talebani continuino ad avere una certa libertà di movimento.  Lì sono iniziati, di fatto, i suoi proseliti. Mai in video, soltanto in radio. La sua voce circola senza che mai ne venga mostrato il volto. È troppo pericoloso. Ripete le parole e gli slogan del padre e ridefinisce i suoi “nemici“. Che sono gli ebrei, gli americani, gli occidentali, gli sciiti e la dinastia saudita. Chiama a raccolta i “lupi solitari“, ridefinisce le gerarchie e la struttura piramidale di Al Qaeda (diversa da quella di Daesh, che azzera le distanze e riconosce soltanto in Abu Bakr al Baghdadi il vero leader), chiede ai musulmani sauditi di rovesciare gli al-Saud, considerati oppressori e amici degli Stati Uniti. E, soprattutto, chiede che il padre sia vendicato.</p>
<h2>Il suo ruolo</h2>
<p>Al momento, Hamza Bin Laden potrebbe essere al vertice del nucleo Asnar al-Furqan, una frangia di Al Qaeda, e sono in tanti a pensare che toccherà a lui rilanciare la fazione che oggi è guidata dall’egiziano Ayman al-Zawahiri, tra gli ideologi del movimento, che dal 2011 ha preso il posto di Osama Bin Laden. Ma se le possibilità che Hamza Bin Laden possa insediarsi al vertice sono tante (e concrete), sul campo, diversi gruppi importanti sembrerebbero ancora legati all’attuale gerarchia. Secondo l’intelligence statunitense, che non smette di cercarlo, il trentenne Bin Laden potrebbe cambiare tutto all’interno di Al Qaeda, forse limitando le distanze e i contrasti anche con Daesh, anche se, nel 2017, aveva incitato alla jihad in Siria nelle file di Al Qaeda (in netta contrapposizione, quindi, con l’organizzazione dello Stato islamico).</p>
<h2>L’unione con la figlia di Atta</h2>
<p>Secondo quanto riportato dal bollettino americano di ricerca, Hamza, oggi, avrebbe un’altra moglie, la figlia di Mohammed Atta . Non un uomo qualunque, né un militante qualsiasi. Ma uno dei kamikaze dell’11 settembre. Che tutti chiamavano “il soldato perfetto”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/chi-e-hamza-bin-laden-figlio-prediletto-del-capo-di-al-qaeda.html">Chi è Hamza Bin Laden, figlio prediletto del capo di Al Qaeda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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