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	<title>hakan fidan Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>hakan fidan Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dall’Egeo al Levante: l&#8217;asse geopolitico che Grecia, Cipro e Israele hanno costruito contro la Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dallegeo-al-levante-lasse-geopolitico-che-grecia-cipro-e-israele-hanno-costruito-contro-la-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 04:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mediterraneo" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi il triangolo tra Atene, Nicosia e Tel Aviv è diventato uno degli assi geopolitici più importanti del Mediterraneo orientale.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dallegeo-al-levante-lasse-geopolitico-che-grecia-cipro-e-israele-hanno-costruito-contro-la-turchia.html">Dall’Egeo al Levante: l&#8217;asse geopolitico che Grecia, Cipro e Israele hanno costruito contro la Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mediterraneo" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 30 aprile 2026 le forze israeliane hanno intercettato al largo di Creta parte della <strong>Global Sumud Flotilla,</strong> la missione internazionale diretta verso Gaza con attivisti filopalestinesi e aiuti umanitari. Secondo diversi gruppi pro-palestinesi, l’operazione sarebbe avvenuta anche con una forma di coordinamento logistico greco, accusa mai confermata ufficialmente da Atene. <strong>L’episodio ha però mostrato ancora una volta quanto siano diventati stretti i rapporti strategici tra </strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/mosca-atene-e-nicosia-il-grande-gioco-nella-chiesa-di-cipro.html" type="post" id="379138">Grecia, Cipro e Israele.</a></p>



<p>Per decenni sembrava quasi impossibile immaginare una convergenza stabile tra Grecia, Cipro e Israele. Oggi, invece, il triangolo tra Atene, Nicosia e Tel Aviv è diventato uno degli assi geopolitici più importanti del Mediterraneo orientale. Non si tratta soltanto di cooperazione energetica o militare: dietro questa convergenza c’è una trasformazione profonda degli equilibri regionali, accelerata dalla crisi dei rapporti tra Israele e Turchia, dalle tensioni nell’Egeo e dal <strong>nuovo ruolo assunto dal Mediterraneo come spazio strategico tra Europa e Medio Oriente.</strong></p>



<p>Durante la Guerra Fredda la Grecia mantenne una posizione relativamente distante da Israele. Atene, pur appartenendo alla NATO, cercava di mantenere rapporti solidi con il mondo arabo e per lungo tempo evitò un pieno riallineamento con Tel Aviv. Il riconoscimento diplomatico completo di Israele arrivò soltanto nel 1990, molto più tardi rispetto ad altri Paesi occidentali. <strong>Nella cultura politica greca sopravvivevano inoltre forti correnti filopalestinesi,</strong> soprattutto nella sinistra antiamericana e nazional-popolare.</p>



<p>Il cambiamento inizia dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ma accelera realmente dopo il 2010. <strong>L’incidente della Mavi Marmara e il progressivo deterioramento delle relazioni tra Israele e la Turchia aprono uno spazio geopolitico nuovo.</strong> In quel momento Grecia e Cipro diventano per Israele partner strategici alternativi ad Ankara nel Mediterraneo orientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Da allora la cooperazione è cresciuta costantemente. Le esercitazioni militari congiunte si sono moltiplicate, così come i progetti energetici e i contatti politici ai massimi livelli. <strong>Benjamin Netanyahu ha più volte definito Grecia e Cipro “partner strategici” </strong>di Israele nel Mediterraneo. In uno dei summit trilaterali degli ultimi anni, l’allora premier israeliano parlò della necessità di costruire “stabilità, sicurezza e prosperità comuni” nel Mediterraneo orientale. Il premier Israeliano, durante il summit trilaterale israelo-greco-cipriota a Gerusalemme (dicembre 2025), ha dichiarato : “A coloro che credono di poter ripristinare il loro impero, diciamo che questo non accadrà. La coalizione trilaterale non cerca il conflitto con nessuno, ma piuttosto la stabilità&#8221;.</p>



<p><strong>Il messaggio appariva chiaramente indirizzato alla Turchia, in risposta alle sue ambizioni espansionistiche. </strong>Ankara sembra infatti perseguire un disegno strategico di ampia portata, volto a proiettarsi fino all’oceano e a consolidarsi quale principale potenza del Levante, assumendo al contempo il ruolo di cerniera geopolitica tra il Mediterraneo e l’area indo-pacifica. Un simile obiettivo, qualora fosse realizzato, comporterebbe inevitabilmente un ridimensionamento del ruolo di Tel Aviv, relegandola a una posizione subordinata o quantomeno secondaria rispetto ad Ankara, soprattutto nell’ipotesi di un progressivo disimpegno degli Stati Uniti dalla regione.</p>



<p>Anche il premier greco <strong>Kyriakos Mitsotakis </strong>ha insistito più volte sul fatto che la cooperazione con Israele rappresenti un “pilastro di stabilità regionale”, soprattutto in materia energetica e di sicurezza. Dopo le accuse turche secondo cui Grecia, Cipro e Israele starebbero formando un fronte anti-turco, il ministero degli Esteri greco ha risposto sostenendo che la cooperazione trilaterale “non è diretta contro terzi”, ma serve alla stabilità regionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;questione turca&#8221;</h2>



<p>Dietro queste formule diplomatiche esiste però una realtà geopolitica molto più concreta. Il vero collante dell’asse è infatti la questione turca. <strong>I punti di attrito sono almeno tre: Siria, Cipro ed Egeo.</strong> In Siria, Israele guarda con crescente sospetto all’espansione dell’influenza turca. Nel Mar Egeo continuano le dispute tra Grecia e Turchia su spazio aereo, piattaforme continentali e zone economiche esclusive. A Cipro, invece, resta aperta la ferita del 1974, con la presenza militare turca nel Nord dell’isola.</p>



<p>Per questo motivo, negli ambienti strategici greci e ciprioti Israele viene sempre più percepito come un alleato implicito nel contenimento della pressione turca nel Mediterraneo orientale. Anche parte della stampa turca descrive apertamente la cooperazione Grecia-Cipro-Israele come un “fronte anti-turco”.</p>



<p><strong>La dimensione energetica ha avuto un ruolo decisivo nel consolidamento dell’asse. </strong>Il progetto EastMed, pensato per collegare i giacimenti di gas israeliani e ciprioti all’Europa passando per la Grecia, è stato per anni presentato come una svolta strategica per l’autonomia energetica europea. In realtà, il valore geopolitico del progetto era forse persino più importante di quello economico. EastMed rappresentava infatti la possibilità di costruire una rete energetica mediterranea alternativa alle rotte controllate dalla Turchia. Anche se oggi il progetto appare ridimensionato, il suo significato politico rimane enorme: creare una continuità strategica tra Levante ed Europa attraverso l’ellenismo mediterraneo.</p>



<p>In parallelo sono aumentati gli investimenti israeliani in Grecia e Cipro. Il turismo israeliano è cresciuto rapidamente, mentre <strong>diversi investitori israeliani hanno acquistato immobili e attività soprattutto nelle isole greche e a Cipro. </strong>Dopo il 7 ottobre e l’instabilità regionale, i media greci e turchi hanno persino discusso indiscrezioni secondo cui ambienti politici israeliani avrebbero valutato la possibilità di utilizzare alcune isole greche come “safe haven” per cittadini israeliani in caso di guerra regionale. Le autorità greche hanno ufficialmente smentito queste ricostruzioni, ma il solo fatto che tali scenari vengano discussi mostra quanto il rapporto tra i due paesi sia diventato stretto.</p>



<p>A rendere possibile questo riavvicinamento è stato anche <strong>l`appoggio a questa linea della classe dirigente greca.</strong> La borghesia ellenica, storicamente legata al settore marittimo e armatoriale, ha sempre mantenuto forti connessioni con il mondo anglosassone, soprattutto con Regno Unito e Stati Uniti. In questo contesto, l’avvicinamento a Israele ha rappresentato anche un rafforzamento dell’ancoraggio greco al sistema strategico americano nel Mediterraneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le opposizioni in Grecia e a Cipro, l&#8217;irritazione della Turchia</h2>



<p>Non tutti, però, sostengono questa alleanza. In Grecia esistono ancora forti correnti filopalestinesi e anti-israeliane, sia nella sinistra radicale sia in parte dell’area nazionalista. Negli ultimi mesi partiti della sinistra greca hanno criticato apertamente i summit tra Mitsotakis, Netanyahu e il presidente cipriota <strong>Nikos Christodoulides</strong>, accusando il governo di “militarizzare” ulteriormente il Mediterraneo orientale. Bisogna Anche tenere presente che seppur minoritari In Grecia persistono sentimenti antiebraici (in una minoranza in passato significativa) legati a una tradizione ortodossa di stereotipi complottisti (Protocolli di Sion). Il metropolita Seraphim di Piraeus nel 2010 su Mega TV aveva detto : &#8220;gli ebrei hanno orchestrato l&#8217;Olocausto&#8221; e &#8220;il sionismo mondiale vuole schiavizzare Grecia e Ortodossia&#8221;.</p>



<p>Anche a Cipro non mancano opposizioni. Alcuni ambienti politici temono che l’isola possa trasformarsi in una piattaforma avanzata di un eventuale confronto tra Israele e Turchia. Perfino nel dibattito online cipriota emergono timori che Cipro diventi una “buffer zone” tra Ankara e Tel Aviv. Il leader AKEL Stefanos Stefanou ha accusato Israele di “comprarsi” l’isola con acquisti di terreni per creare “ghetti sionisti, scuole e sinagoghe”, affermando che “Israele non tollera critiche e vuole controllare tutto”. Il metropolita di Morphou Neofytos ha criticato duramente Israele per le sue politiche in Gaza, definendole “genocidio” in sermoni recenti.</p>



<p><strong>In parallelo, la Turchia osserva con crescente irritazione questa convergenza. </strong>Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha accusato Grecia, Cipro e Israele di voler costruire “un’alleanza contro i paesi musulmani”. Ankara considera infatti il triangolo ellenico-israeliano come un tentativo di contenimento strategico turco nel Mediterraneo orientale.</p>



<p>Al di là della retorica diplomatica, il Mediterraneo orientale sta entrando in una nuova fase storica. Grecia, Cipro e Israele hanno costruito una convergenza fondata non su affinità culturali spontanee, ma sulla percezione di interessi strategici comuni: energia, sicurezza marittima, contenimento turco e integrazione nel sistema occidentale guidato dagli Stati Uniti.</p>



<p>L’ellenismo mediterraneo e Israele, un tempo distanti, oggi condividono una stessa geografia della paura e della sicurezza. Ed è proprio questa convergenza strategica, più ancora delle pipeline o degli accordi militari, a spiegare la nascita del nuovo asse del Levante mediterraneo.</p>
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		<title>La Turchia alla prova della guerra in Iran e gli scenari dello scontro con Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-turchia-alla-prova-della-guerra-in-iran-e-gli-scenari-dello-scontro-con-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 05:47:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260323121219897_6f24139960774409b157d647817e6f26.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260323121219897_6f24139960774409b157d647817e6f26.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260323121219897_6f24139960774409b157d647817e6f26-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260323121219897_6f24139960774409b157d647817e6f26-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260323121219897_6f24139960774409b157d647817e6f26-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260323121219897_6f24139960774409b157d647817e6f26-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260323121219897_6f24139960774409b157d647817e6f26-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Hakan Fidan è tornato a offrire la sponda della Turchia per una mediazione capace di porre fine alla Terza guerra del Golfo.</p>
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<p><strong>Hakan Fidan</strong> è tornato a offrire la sponda della <strong>Turchia</strong> per una mediazione capace di porre fine alla <strong>Terza guerra del Golfo,</strong> sfruttando i buoni rapporti con l&#8217;alleato americano e le crescenti entrature verso l&#8217;Iran: nella giornata di <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/turkey-says-its-working-the-phones-to-find-way-toward-ending-war/">domenica 22 marzo il Ministro degli Esteri di <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong></a> ha sentito l&#8217;omologo iraniano <strong>Abbas Araghchi</strong> e si è confrontato con Egitto, Qatar, Usa e Unione Europea per capire come Ankara possa giocare un ruolo da mediatore. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Turchia non vuole il caos in Iran</h2>



<p><strong>La Turchia teme da tempo che la guerra all&#8217;Iran</strong> sfugga di mano a Usa e Israele e sa di muoversi su un terreno molto delicato. A Fidan, uomo d&#8217;intelligence e diplomazia che prima dell&#8217;ascesa a ministro degli Esteri guidava il Mit (il servizio segreto turco), è stato molto chiaro, dapprima, che <strong>le proteste di gennaio in Iran</strong> avevano posto le premesse per un indebolimento del Paese tale da aprire la strada a una guerra e che questo conflitto, poi, <strong>potesse colpire la Turchia su almeno tre direttrici</strong>. </p>



<p>In primo luogo, per la possibilità di un effetto-contagio in caso di collasso del Paese confinante; in secondo luogo, perché fonte di <em>disruption</em> delle piattaforme logistico-commerciali da cui Ankara trae le basi della sua prosperità e gli approvvigionamenti energetici (<a href="https://bianet.org/yazi/global-energy-geopolitics-in-the-grip-of-hormuz-and-turkey-317245">il 13% del gas, ad esempio, è importato dall&#8217;Iran</a>); infine, perché in grado di <strong>disegnare un Medio Oriente più orientato ai desiderata di Israele,</strong> sempre più rivale strategico di Ankara. Sullo sfondo, il rischio paventato da Erdogan che <strong>Benjamin Netanyahu</strong> rompesse a favore di Tel Aviv il tatticismo che vedeva, agli occhi di Donald Trump e della sua America, Turchia e Israele come perni geopolitici della presenza Usa nel quadrante tra Asia Sud-Occidentale, Caucaso e aree calde come Mar Nero e Mar Rosso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;attivismo israeliano spaventa la Turchia</h2>



<p>Ankara, peraltro, <strong>intende la presenza di Israele in cabina di regia</strong> come una minaccia strategica: Tel Aviv intende posizionarsi come &#8220;impero d&#8217;area&#8221; e <strong>demolire la linea di compromesso che la Turchia ha costruito coi partner del Golfo</strong> come disegno alternativo fondato su compromessi e mediazioni. Facciamo nostra l&#8217;analisi dell&#8217;<a href="https://arabcenterdc.org/resource/turkey-and-the-war-on-iran-between-opportunity-and-catastrophe/">Arab Center di Washington riguardo le ripercussioni nei </a>rapporti con Teheran:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><a href="https://books.openedition.org/ifeagd/3111">Questa visione regionale era anche coerente con la posizione di lunga data</a>&nbsp;della Turchia&nbsp; nei confronti dell&#8217;Iran. Ankara ha più spesso considerato l&#8217;Iran come un rivale da gestire, piuttosto che come un nemico esistenziale. I due Paesi condividono un lungo confine, competono per l&#8217;influenza nelle stesse regioni e sostengono&nbsp;<a href="https://www.swp-berlin.org/10.18449/2022C58/">fazioni opposte</a>&nbsp;in molti conflitti. Tuttavia, hanno anche cooperato quando i loro interessi sono coincisi, e nessuno dei due ha mai considerato l&#8217;altro una minaccia da eliminare. Nel tempo, questo modello ha creato un equilibrio stabile in cui la competizione coesiste con relazioni pragmatiche.</p>
</blockquote>



<p>&#8220;La strategia di Ankara è ulteriormente rafforzata dal successo ottenuto nel ricucire i rapporti con il &#8220;triangolo di potere&#8221; formato da Egitto e Arabia Saudita, creando un &#8220;blocco di stabilità&#8221; regionale che contrasta i progetti di frammentazione israeliani&#8221;, <a href="https://www.annahar.com/News/Details?pageid=289495&amp;lang=1">aggiunge Annahar. </a>Pragmatismo e realismo da un lato, prospettive strategiche dell&#8217;altro: la Turchia sta <strong>lavorando ai fianchi Israele per provare a isolare Tel Aviv</strong> nella sua crociata esistenziale contro l&#8217;Iran, che Netanyahu intende destinato a sfociare nel &#8220;piano caos&#8221; per spingere al collasso la Repubblica Islamica, anche<a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html"> coinvolgendo forze, come le minoranze curde, che Ankara vedrebbe come fumo negli occhi.</a> Erdogan lo ha detto a chiare lettere il 9 marzo: &#8220;L&#8217;<a href="https://www.trtworld.com/article/0511d246bbf6">obiettivo primario è tenere il nostro Paese lontano da questo fuoco</a>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prospettive incerte</h2>



<p>In prospettiva, esso può traslare nel rafforzamento del piano volto a spingere per il <strong>contenimento di Tel Aviv nella regione</strong>. <a href="https://www.inss.org.il/publication/turkey-iran-war/"><strong>L&#8217;Institute for National Security Studies</strong> della Tel Aviv University segnala</a> che &#8220;la risposta della Turchia al conflitto è diventata introspettiva e si è orientata verso un&#8217;accelerazione del riarmo militare. Sono state individuate e si stanno colmando le lacune in termini di capacità nei settori dell&#8217;aeronautica, della difesa aerea, della sicurezza informatica e dei missili&#8221;. Scenari che, indubbiamente, interessano da vicino Tel Aviv, per cui l&#8217;ipotesi di uno scontro con la Turchia, anche in forma indiretta, non è più solo di accademia. E l&#8217;ipotesi che la guerra in Iran e i suoi esiti possano, o meno, accelerare questo trend a secondo della positività del risultato per Israele preoccupa la Turchia, che riscopre la carta negoziale proprio per <strong>ristabilire uno status quo che le era favorevole</strong>. E che vede rimesso profondamente in discussione.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-turchia-alla-prova-della-guerra-in-iran-e-gli-scenari-dello-scontro-con-israele.html">La Turchia alla prova della guerra in Iran e gli scenari dello scontro con Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran, il rodeo dei negoziati: Usa ambigui, Turchia ottimista, Europa assente. E Israele osserva</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-il-rodeo-dei-negoziati-usa-ambigui-turchia-ottimista-europa-assente-e-israele-osserva.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 11:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-600x392.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Iran, il rodeo dei negoziati: Usa ambigui, Turchia ottimista, Europa assente. E Israele osserva l'evoluzione del dialogo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-il-rodeo-dei-negoziati-usa-ambigui-turchia-ottimista-europa-assente-e-israele-osserva.html">Iran, il rodeo dei negoziati: Usa ambigui, Turchia ottimista, Europa assente. E Israele osserva</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Proseguono i negoziati per un <strong>accordo nucleare Usa-Iran</strong>, con il ministro degli Esteri di Teheran <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-lultima-battaglia-diplomatica-di-araghchi-fermare-lassalto-statunitense.html">Abbas Araghchi</a></strong> che rimane il volto di punta della Repubblica Islamica su mandato del presidente <strong>Masoud Pezeshkian</strong> e che martedì 17 febbraio sarà a Ginevra per partecipare ai nuovi colloqui coordinati dall&#8217;<strong>Oman con gli inviati di Washington, Jared Kushner e Steve Witkoff</strong>. Mascate farà da regista, la sede sarà svizzera per il contemporaneo svolgersi dei dialoghi con Russia e Ucraina che assorbiranno la diplomazia americana. E si inizieranno a veder le carte delle potenze in campo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa rafforzano lo schieramento militare</h2>



<p>Il quadro è complesso. Teheran negozia mentre non è ancora chiaro l&#8217;impatto della repressione delle proteste di fine dicembre e inizio gennaio che hanno suscitato l&#8217;ira degli Usa e dell&#8217;Occidente ma in un contesto in cui a lungo le <strong>rivendicazioni dell&#8217;opposizione iraniana</strong> non sono state considerate dalla diplomazia a stelle e strisce. Ieri, però, è stato <strong>Donald Trump</strong> a riportare in campo il tema invocando il fatto che il <em>regime change </em>sarebbe &#8220;la scelta migliore&#8221; per l&#8217;Iran.</p>



<p>Tutto questo <a href="https://news.usni.org/2026/02/13/carrier-fords-extension-to-the-middle-east-could-break-recent-deployment-records">mentre il <strong>gruppo d&#8217;attacco della portaerei &#8220;Gerald Ford&#8221;</strong>,</a> schierato a lungo vicino alle coste del Venezuela, sta raggiungendo il Golfo Persico per sommarsi a quello della Uss Abraham Lincoln che vi opera già da diverse settimane per <strong>aumentare la pressione militare americana</strong>. L&#8217;Iran ha minacciato che, se attaccato, risponderà sulle basi americane nel Medio Oriente, mentre il segretario di Stato Marco Rubio dice che <a href="https://www.bbc.com/news/articles/clyz4y3zwz5o">un accordo resta la scelta migliore per gli Usa.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Israele e Turchia, posizioni contrastanti sull&#8217;Iran</h2>



<p>Da valutare la <strong>posizione di Israele: il primo ministro Benjamin Netanyahu</strong> ha compiuto una missione-lampo negli Usa per cercare di pressare Trump ad alzare dal nucleare al campo balistico, degli armamenti e del sostegno agli alleati la pressione politica sull&#8217;Iran per un accordo, apparentemente senza successo. Il Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano <a href="https://it.insideover.com/politica/netanyahu-e-lapid-disertano-il-vertice-aipac-le-tensioni-con-gli-usa-sulliran.html"><strong>Ali Larijani</strong> accusa Israele di voler sabotare i negoziati</a> mentre una riedizione della guerra dei dodici giorni di giugno 2025 resta sullo sfondo, nonostante Tel Aviv <a href="https://it.insideover.com/guerra/antiaerea-bucata-la-minaccia-dei-missili-iraniani-mette-israele-sotto-pressione.html">debba ponderare bene la sua preparazione, soprattutto difensiva, a un nuovo conflitto.</a></p>



<p>Chi continua a spingere per un accordo è la <a href="https://it.insideover.com/politica/araghchi-in-turchia-ankara-prova-lultima-mediazione-tra-usa-e-iran.html"><strong>Turchia, in prima linea per riportare Usa e Iran </strong>al tavolo delle trattative</a> ed evitare la guerra. Ankara, per mezzo del presidente Recep Tayyip Erdogan e il ministro degli Esteri <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html">Hakan Fidan, ammonisce dei rischi del caos in Iran dall&#8217;inizio delle proteste</a>.</p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/d6bb9e1b-a27d-4381-8aab-bd0fe613da90">Fidan ha detto al Financial Times </a>nella giornata di giovedì 12 febbraio che Washington ha mostato &#8220;flessibilità&#8221; sulla de-nuclearizzazione dell&#8217;Iran e sulla possibilità di concedere a Teheran gli spazi di arricchimento dell&#8217;uranio concessi dal Trattato di non Proliferazione per fini civili, aggiungendo che &#8220;<strong>gli iraniani ora riconoscono la necessità di raggiungere un accordo</strong> con gli americani, e gli americani capiscono che<strong> gli iraniani hanno dei limiti&#8221;</strong>. L&#8217;obiettivo resta il ritorno a uno scenario simile a quello del 2015, quando <strong>il presidente Hassan Rouhani e  il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif</strong> negoziarono l&#8217;accordo con gli Usa, l&#8217;Unione Europea, la Russia e la Cina per il controllo della proliferazione nucleare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Araghchi sferza l&#8217;Europa</h2>



<p>Trump ha rottamato l&#8217;accordo (Jcpoa) nel 2018, e oggi chi sembra escluso dai giochi negoziali è proprio il mondo europeo, che sul caso Iran ha scelto consapevolmente di non toccare palla. Araghchi lo ha scritto su X. Ritiene &#8220;disastrosa&#8221; la rotta europea</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Europe&#39;s overall trajectory is dire, to say the least. <br><br>What does this all mean, in practical terms? The paralysis and irrelevance of the EU/E3 is displayed in the dynamics surrounding the current talks over Iran&#39;s nuclear program.</p>&mdash; Seyed Abbas Araghchi (@araghchi) <a href="https://twitter.com/araghchi/status/2022696691317842093?ref_src=twsrc%5Etfw">February 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I Paesi del formato E3 (Francia, Germania e Regno Unito), secondo Araghchi, &#8220;appaiono confusi, incapaci di capire cosa succede in Iran&#8221;, e per il capo diplomatico di Teheran &#8220;l&#8217;Europa che un tempo era un interlocutore chiave adesso è scomparsa&#8221;. Ben più efficace, per Araghchi,<strong> il ruolo dei Paesi della regione, definiti, ed è una novità, &#8220;amici&#8221;</strong>. Paesi come Turchia e Arabia Saudita, storicamente rivali di Teheran, o i mediatori Qatar e Oman ora appaiono più acco,unati all&#8217;Iran nel nome dell&#8217;obiettivo comune di evitare una guerra. Mentre l&#8217;Europa sembra retrocessa, per sua stessa scelta, in una periferia diplomatica sconfortante. E <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-iran-anche-in-questa-crisi-la-pusillanime-europa-e-ininfluente.html">sul caso Iran è semplicemente irrilevante.</a></p>



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		<title>Iran, le prospettive della Repubblica Islamica al bivio tra pace e guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-le-prospettive-della-repubblica-islamica-al-bivio-tra-pace-e-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 09:53:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste in Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Sono-giorni-decisivi-per-la-Repubblica-Islamica-dellIran-chiamata-a-capire-se-la-prospettiva-di-un-intervento-militare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Sono-giorni-decisivi-per-la-Repubblica-Islamica-dellIran-chiamata-a-capire-se-la-prospettiva-di-un-intervento-militare.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Sono-giorni-decisivi-per-la-Repubblica-Islamica-dellIran-chiamata-a-capire-se-la-prospettiva-di-un-intervento-militare-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Sono-giorni-decisivi-per-la-Repubblica-Islamica-dellIran-chiamata-a-capire-se-la-prospettiva-di-un-intervento-militare-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Sono-giorni-decisivi-per-la-Repubblica-Islamica-dellIran-chiamata-a-capire-se-la-prospettiva-di-un-intervento-militare-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Sono-giorni-decisivi-per-la-Repubblica-Islamica-dellIran-chiamata-a-capire-se-la-prospettiva-di-un-intervento-militare-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Sono-giorni-decisivi-per-la-Repubblica-Islamica-dellIran-chiamata-a-capire-se-la-prospettiva-di-un-intervento-militare-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono giorni decisivi per la Repubblica Islamica dell'Iran, mentre la prospettiva di un intervento militare Usa rimane.</p>
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<p>Sono giorni decisivi per la <strong>Repubblica Islamica dell&#8217;Iran</strong>, chiamata a capire se la prospettiva di un intervento militare statunitense sul suo territorio è plausibile o meno. E a cogliere ogni occasione per ravvivare quel dialogo con Washington su cui ieri è emersa come principale facilitatrice <a href="https://it.insideover.com/politica/fidan-araghchi-colloquio-positivo-a-ankara-la-turchia-vuole-la-pace-iran-usa.html">la <strong>Turchia di Recep Tayyip Erdogan e Hakan Fidan</strong></a>, che hanno ricevuto a Ankara il ministro degli Esteri <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-lultima-battaglia-diplomatica-di-araghchi-fermare-lassalto-statunitense.html">Abbas Araghchi</a></strong>. </p>



<p>Ankara teme lo <strong>scenario-caos in un Paese già scosso</strong> da settimane di proteste contro il governo, al pari degli altri Stati della regione, e non vuole dare spazio alla rivale <strong>Israele nello scacchiere mediorientale</strong><a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html"><strong>,</strong> conscia che una crisi o un collasso </a>dell&#8217;Iran guidato dall&#8217;ayatollah Ali Khamenei aprirebbe un buco nero supermassiccio nel centro dell&#8217;arco di crisi che corre dal Mar Rosso al Pamir e l&#8217;Hindu Kush e dal Libano allo Yemen. Al contempo, <strong>i Paesi arabi della regione dissuadono gli Usa</strong> dall&#8217;intervenire. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sentiero stretto di Trump per colpire l&#8217;Iran</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/difesa/trump-minaccia-liran-e-chiede-la-rinuncia-al-nucleare-ma-teheran-non-negozia.html">Del resto, per <strong>Donald Trump e l&#8217;amministrazione americana</strong></a> la finestra di pressione sull&#8217;Iran è assai asimmetrica rispetto all&#8217;iniziale fase delle proteste. E al contempo la volontà di spingere fortemente sulla ricerca di un accordo sul nucleare e il futuro dell&#8217;Iran nettamente pregiudizievole per Teheran ha superato ogni retorica presa di posizione sul possibile cambio di regime nel Paese o sulla lotta per la democrazia in Iran. </p>



<p><strong>Si è totalmente defilato il profilo di Reza Ciro Pahlavi,</strong> spesso salutato come uomo dell&#8217;opposizione, e il discorso non sembra più riguardare la repressione delle proteste o il numero di morti (su cui ormai le cifre si sprecano in maniera talmente disomogenea da chiamare prudenza) ma, bensì, la possibilità che la pressione militare Usa riprenda <strong>il discorso dal punto in cui nel giugno 2025 era stato interrotto</strong>. Il naufragio dell&#8217;accordo sul nucleare, l&#8217;assalto israeliano, il raid americano contro i siti nucleari iraniani (Operazione &#8220;Midnight Hammer&#8221;), il cessate il fuoco dopo dodici giorni di scontro non decisivi hanno lasciato un clima sospeso di tensione e rivalità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il regime iraniano non collassa</h2>



<p>Nonostante duri colpi subiti e una decapitazione dell&#8217;apparato militare di vertice da parte dei raid israeliani, allora lo Stato iraniano non collassò. <strong>La scommessa americana di poterne accelerare la caduta ora</strong> in caso di attacco appare parimenti azzardata. </p>



<p><a href="https://www.middleeasteye.net/opinion/why-trump-should-think-twice-about-seeking-another-quick-victory-iran">Come ha ricordato l&#8217;ambasciatore <strong>Marco Carnelos</strong> su <em>Middle East Eye</em>,  </a>&#8220;il collasso dello Stato iraniano, che alcuni falchi statunitensi e israeliani sognano nelle loro fantasie più sfrenate, è una prospettiva ben più terrificante per la stabilità complessiva della regione rispetto all&#8217;attuale ordine sotto il governo ferreo della Repubblica Islamica&#8221; e, del resto, un attacco esterno compatterebbe la leadership di Teheran più che frammentarla:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Gli iraniani sono storicamente allergici all&#8217;influenza o all&#8217;egemonia straniera. Un tentativo di cambio di regime potrebbe facilmente ritorcersi contro i suoi sostenitori. Ancora una volta, è opportuno ricordare le dure lezioni dell&#8217;Iraq.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">I dubbi sull&#8217;Iran che verrà</h2>



<p>C&#8217;è molta nebbia, come abbiamo più volte sottolineato, attorno all&#8217;Iran. Non sappiamo <strong>in che misura nel Paese ci siano ancora focolai attivi di proteste</strong> e in che proporzione <strong>essi siano stati soffocati nel sangue</strong>; non abbiamo un&#8217;idea chiara delle <strong>vittime</strong> e non sappiamo se all&#8217;indubbiamente pesante mano dei Pasdaran e dei Basij nella repressione si siano aggiunti i morti causati da scontri armati e potenziali focolai insurrezionali interni all&#8217;Iran; va valutata la nuova composizione dell&#8217;architettura di potere dell&#8217;Iran dopo queste settimane di proteste. </p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



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<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Va valutato, inoltre, in che misura il presidente <strong>Masoud Pezeshkian</strong> e gli apparati a cui fa riferimento anche Araghchi mantengono la barra dritta e in che misura invece la nuova fase repressiva ha espanso il potere del corpo dei Guardiani della Rivoluzione guidato da <strong>Mohammad Pakpour </strong>dopo l&#8217;uccisione di <strong>Hossein Salami</strong> durante la guerra dei dodici giorni. Inoltre, va capito se tra le proteste, alla fine, Pezeshkian sia riuscito con le sue promesse di riforme economiche, con la sua spinta sui sussidi alle classi più svantaggiate e con la promessa di lottare contro l&#8217;inflazione a <strong>selezionare un gruppo in cui affrontare il malcontento con pragmatismo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un attacco rafforzerebbe il regime</h2>



<p>Al contempo, va compreso quanto sia chiaro, in seno agli apparati della Repubblica Islamica, che <strong>a prescindere dalla prospettiva di scontro con gli Stati Uniti</strong>, ormai l&#8217;attuale sistema di potere iraniano sia un moloch difficilmente sostenibile e che dall&#8217;apertura economica a quella sociale il sistema necessiti di profonde ristrutturazioni. La Repubblica Islamica ha una data di scadenza che coincide con la fine della fase in cui Ali Khamenei, uomo simbolo dell&#8217;istituzione fondata da Ruhollah Khomeini e al potere da quasi 46 anni (fu presidente dal 1980 al 1989, è Guida suprema dal 1989), non sarà più in grado di esercitare leadership e coordinamento. </p>



<p><strong>Risulta doveroso prepararsi a quella fase, per capire se il sistema proseguirà il percorso tracciato</strong> o se si concretizzeranno delle svolte strategiche, dalla possibile evoluzione castrense centrata sui Pasdaran a un cambio collegiale nella guida teocratica. Ma ormai le sempre più pressanti pulsioni espresse dalle piazze e dalla società non possono essere rubricate al frutto esclusivo di influenze esterne e mostrano la necessità di un&#8217;evoluzione strutturale. </p>



<p>Paradossalmente, proprio un attacco americano e israeliano darebbe tempo e respiro a un sistema contraddittorio e in difficoltà per riorganizzarsi. Nota Carnelos che &#8220;sembra difficile trovare, all&#8217;interno della struttura di potere e di sicurezza iraniana, persone&nbsp; <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/jan/22/delcy-rodriguez-capture-maduro-venezuela" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disposte a tradire</a>&nbsp;l&#8217;ayatollah Ali Khamenei, come hanno fatto i più fidati collaboratori del presidente venezuelano <a href="https://it.insideover.com/energia/venezuela-rodriguez-apre-ai-privati-nel-petrolio-ma-lintervento-dei-giganti-usa-non-e-scontato.html">Nicolas Maduro a Caracas all&#8217;inizio di questo mese&#8221;.</a> E sarà ancora più difficile trovarli se Washington sceglierà la via della guerra, che spingerà inevitabilmente il Paese al <em>rallying around the flag</em>.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fidan-Araghchi, colloquio positivo a Ankara. La Turchia vuole la pace Iran-Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/fidan-araghchi-colloquio-positivo-a-ankara-la-turchia-vuole-la-pace-iran-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 16:23:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-1536x969.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-600x378.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pronti al negoziato, ma anche alla guerra. Abbas Araghchi da Ankara non nasconde le prospettive dell&#8217;Iran nel quadro del confronto con Washington in Medio Oriente. Il ministro degli Esteri iraniano in Turchia ha incontrato sia l&#8217;omologo Hakan Fidan sia il presidente Recep Tayyip Erdogan, titolari dell&#8217;ultima, e forse più ambiziosa, mediazione per porre fine alla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/fidan-araghchi-colloquio-positivo-a-ankara-la-turchia-vuole-la-pace-iran-usa.html">[...]</a></p>
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<p>Pronti al negoziato, ma anche alla guerra. <strong>Abbas Araghchi da Ankara</strong> non nasconde le prospettive dell&#8217;Iran nel quadro del confronto con Washington in Medio Oriente. Il ministro degli Esteri iraniano in Turchia ha incontrato sia l&#8217;omologo Hakan Fidan sia il presidente<strong> Recep Tayyip Erdogan</strong>, titolari dell&#8217;ultima, e forse più ambiziosa, mediazione per porre fine alla minaccia di una guerra tra Washington e Teheran, sei mesi dopo l&#8217;assalto israeliano alla Repubblica Islamica nella guerra dei dodici giorni. </p>



<p>La sensazione è che un fine settimana critico per il futuro dei rapporti Usa-Iran si stia per aprire. E che la possibilità di un nuovo negoziato, su cui anche il presidente americano Donald Trump si è detto aperturista, non sia tramontata, ma che ci sia ancora molto da fare.</p>



<p>&#8220;Noi siamo pronti, sia alla guerra che a un negoziato&#8221;, ha detto Araghchi dopo l&#8217;incontro con Fidan, aggiungendo che però &#8220;l&#8217;Iran non accetta diktat, siamo pronti al dialogo, cogliamo un negoziato ma gli Usa devono capire che non si inizia con le minacce&#8221; una trattativa.<strong> Un messaggio, neanche troppo velato,</strong> al fatto che Teheran riconosce maggiormente gli sforzi dell&#8217;inviato speciale Steve Witkoff rispetto a quelli di Trump, orientati a un rilancio della massima pressione militare e politica dopo le proteste represse di inizio anno.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html"><strong>Araghchi ha ottenuto la sponda di Fidan</strong>:</a> &#8220;I negoziati nucleari tra Usa e Iran devono essere rilanciati&#8221;, ha detto il capo diplomatico turco, sottolineando che &#8220;questi sforzi saranno fruttuosi per ogni parte in causa&#8221; e aggiungendo che a suo avviso all&#8217;Iran andrebbero rimosse le sanzioni, rilanciando la sua idea di un meccanismo d&#8217;integrazione turco-arabo-iraniano simile all&#8217;Unione Europea in Medio Oriente e criticando Israele che &#8220;<strong>sta provando a convincere gli Usa a intervenire in Iran&#8221;.</strong></p>



<p>In questo contesto, è bene sottolineare come Ankara stia provando a tenere in piedi una mediazione in extremis laddove diplomaticamente avrebbe potuto inserirsi l&#8217;Unione Europea, autoesclusasi con la mossa della massima pressione antiraniana di ieri. La Turchia non vuole vedere il suo estero vicino deflagrare, e la prospettiva di una guerra Usa-Iran rischia di concretizzare tale minaccia. Riuscirà l&#8217;ascendente turco, spesso emerso nel secondo mandato di Trump, ad aprire una trattativa? I falchi di Washington e Teheran saranno ridimensionati? Domande che restano aperte mentre il Medio Oriente trattiene il fiato. E l&#8217;ombra della guerra non è ancora fugata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/fidan-araghchi-colloquio-positivo-a-ankara-la-turchia-vuole-la-pace-iran-usa.html">Fidan-Araghchi, colloquio positivo a Ankara. La Turchia vuole la pace Iran-Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Araghchi in Turchia: Ankara prova l&#8217;ultima mediazione tra Usa e Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/araghchi-in-turchia-ankara-prova-lultima-mediazione-tra-usa-e-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 07:46:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-1536x969.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-600x378.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbas Araghchi, ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell&#8217;Iran, arriva ad Ankara per incontrare l&#8217;omologo turco Hakan Fidan, stratega della proiezione regionale del governo di Recep Tayyip Erdogan e oggi in campo per un&#8217;ultima mediazione per provare a evitare uno scontro tra Teheran e gli Stati Uniti. La sfida di Araghchi Il diplomatico 63enne, tessitore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/araghchi-in-turchia-ankara-prova-lultima-mediazione-tra-usa-e-iran.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-1536x969.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-600x378.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-lultima-battaglia-diplomatica-di-araghchi-fermare-lassalto-statunitense.html"><strong>Abbas Araghchi, </strong>ministro degli Esteri della <strong>Repubblica Islamica dell&#8217;Iran,</strong></a> arriva ad Ankara per incontrare l&#8217;omologo turco <strong>Hakan Fidan,</strong> stratega della proiezione regionale del governo di <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> e oggi in campo per un&#8217;ultima mediazione per provare a evitare uno scontro tra Teheran e gli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida di Araghchi</h2>



<p><strong>Il diplomatico 63enne, </strong>tessitore della diplomazia iraniana, è all’ultima grande battaglia diplomatica e cerca la sponda di Fidan, che già nei giorni caldi delle <strong>proteste di piazza a Teheran </strong>e negli altri grandi centri del Paese aveva avvertito contro la tentazione di far sprofondare nel caos la Repubblica Islamica.&nbsp;</p>



<p>La sensazione avvertita in Iran è che l’interlocuzione con la Turchia possa rappresentare la più concreta possibilità per avviare colloqui con gli Usa su basi pragmatiche e scongiurare un assalto a cui <strong>Washington si sta preparando consolidando il dispositivo militare nella regione</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la Turchia è un mediatore credibile</h2>



<p>Ankara è membro della Nato, confina direttamente con l’Iran, teme che uno scontro con l’Occidente possa condurre al salto nel buio di un caos nel Paese o addirittura alla guerra civile, <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html">teme il collasso del potente vicino</a> ed è certa che anche scatenando la loro forza gli Usa non riuscirebbero a rovesciare in un sol colpo la Repubblica Islamica. Con i Paesi europei auto-esclusi da ogni mediazione dall’atteggiamento sempre più duro contro l’Iran e dalle sanzioni contro molti vertici del regime e i Pasdaran la Turchia resta un valido <strong>viatico per una trattativa. </strong></p>



<p><strong>Araghchi si presenterà da Fidan </strong>con la volontà di dare concretezza al primo invito di Erdogan, che si era addirittura proposto per mettere, virtualmente, il presidente Usa Donald Trump e l&#8217;omologo iraniano Masoud Pezeshkian allo stesso tavolo con una chiamata diretta a tre per <strong>avviare nuovi colloqui sul nucleare</strong>. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;assedio americano all&#8217;Iran</h2>



<p>Il ministro degli Esteri, su spinta del presidente, è stato il grande mediatore prima dell&#8217;attacco israeliano di giugno e ha cercato, nei due mesi precedenti, una <strong>via a un nuovo accordo sul nucleare </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-linvincibile-armada-usa-pronta-a-colpire.html"><strong>con l&#8217;inviato Usa Steve Witkoff</strong>. </a></p>



<p>Ora le pressioni americane sono più intense rispetto alla primavera scorsa: gli Usa chiedono la <strong>denuclearizzazione completa, lo stop al programma missilistico, la fine del supporto agli alleati regionali</strong> dell&#8217;Iran. Sostanzialmente, dunque, la resa incondizionata della Repubblica Islamica e la premessa per far emergere tutte le vulnerabilità del Paese. Araghchi, che a settembre aveva cercato di far da pontiere per un nuovo patto con l&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia Atomica (Aiea) mediato dall&#8217;Egitto, ora guarda alla Turchia per <strong>una sponda per far avviare le nuove trattative in uno spirito di maggior pragmatismo.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Turchia-Iran, mediazione all&#8217;ultimo miglio</h2>



<p>&#8220;Sebbene Ankara non affermi di poter risolvere tutte le controversie tra Stati Uniti e Iran, ritiene che anche un impegno diplomatico limitato possa <strong>abbassare la temperatura e impedire l&#8217;escalation</strong>&#8220;, <a href="https://caspianpost.com/analytics/turkish-mediation-in-focus-as-araghchi-visits-ankara-amid-iran-us-tensions">nota il <em>Caspian Post</em>,</a> aggiungendo che ad Ankara &#8220;c&#8217;è la convinzione che la questione nucleare iraniana rimanga il punto di partenza più concreto per la ripresa dei colloqui&#8221; e che &#8220;i funzionari turchi hanno ripetutamente sostenuto che i progressi su questo fronte potrebbero contribuire ad allentare le tensioni più ampie e a<strong> ridurre il rischio di conflitti&#8221;.</strong> </p>



<p>Araghchi, nei giorni scorsi, ha sentito i capi della diplomazia di Arabia Saudita e Qatar e la sua visita in Turchia va letta in parallelo al contemporaneo viaggio di ufficiali sauditi e israeliani a Washington per scambi informativi su possibili attacchi alla Repubblica Islamica che sembrano ogni giorno più vicini. <strong>La Turchia è forse la più vigorosa oppositrice</strong> dei raid contro l&#8217;Iran, supportata in questo fronte da un&#8217;ampia gamma di Paesi arabi e del Golfo, mentre Israele, suo rivale strategico per eccellenza, dopo aver attaccato a giugno sembra oggi giorno meno baldanzoso. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I colloqui in Zona Cesarini</h2>



<p>A metà gennaio Araghchi riuscì, <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-le-uccisioni-si-sono-fermate-da-washington-acqua-sul-fuoco-dello-scontro-con-liran.html">confrontandosi con Witkoff e parlando poi direttamente agli americani dagli schermi di Fox News,</a> a mediare uno stop ai raid americani e a presentare la <strong>pacificazione interna dell&#8217;Iran,</strong> ottenuta a costo di durissime repressioni, come un fatto compiuto, rimuovendo le cause scatenanti dei raid. Dopo, Trump ha tirato dritto lo stesso cercando oggi uno scontro La sensazione è che una guerra, ora come ora, non convenga a nessuno e che Trump abbia in mano un&#8217;enorme responsabilità. Fidan ascolterà Araghchi per capire se <strong>Erdogan, leader con un credito notevole agli occhi dell&#8217;umorale presidente di Washington, </strong>possa essere in grado di un intervento in Zona Cesarini per scongiurare la guerra. Confermando la centralità strategica di una Turchia sempre più Paese-ponte del Medio Oriente.</p>



<p></p>
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		<title>Comitato per Gaza, l&#8217;ira di Israele con Trump per l&#8217;inclusione di Turchia e Qatar</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/comitato-per-gaza-lira-di-israele-con-trump-per-linclusione-di-turchia-e-qatar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 12:55:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Board of Peace]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1295" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-1536x1036.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-600x405.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Board of Peace per Gaza è stato nominato dalla sua figura apicale, ovvero il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e pochi giorni dopo la sua nascita fa già discutere e polemizzare Israele. Ovvero uno dei soggetti, assieme ad Hamas, nella cui direzione il Board dovrebbe operare facilitando la mediazione nella &#8220;Fase 2&#8221; del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/comitato-per-gaza-lira-di-israele-con-trump-per-linclusione-di-turchia-e-qatar.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/comitato-per-gaza-lira-di-israele-con-trump-per-linclusione-di-turchia-e-qatar.html">Comitato per Gaza, l&#8217;ira di Israele con Trump per l&#8217;inclusione di Turchia e Qatar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1295" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-1536x1036.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-600x405.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Board of Peace</strong> per Gaza è stato nominato dalla sua figura apicale, <strong>ovvero il presidente degli Stati Uniti Donald Trump,</strong> e pochi giorni dopo la sua nascita fa già discutere e polemizzare <strong>Israele</strong>. Ovvero uno dei soggetti, assieme ad Hamas, nella cui direzione il Board dovrebbe operare facilitando la mediazione nella &#8220;Fase 2&#8221; del cessate il fuoco siglato a ottobre a Sharm-el-Sheikh. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Israele si sente tagliata fuori?</h2>



<p>La critica non va tanto in direzione dei nomi del Consiglio Esecutivo annunciato ieri, quanto verso quelli aggiunti al cosiddetto Consiglio esecutivo di Gaza, il secondo organo del Board of Peace a cui si aggiungerà una più ampia assemblea di leader globali. </p>



<p>Nel Consiglio esecutivo di Gaza, che dovrà essere la cinghia di trasmissione a sostegno<a href="https://it.insideover.com/politica/blair-il-ceo-di-apollo-lex-presidente-di-exor-chi-ce-nel-peace-board-di-gaza-nominato-da-trump.html"> dell&#8217;operato dell&#8217;Alto Rappresentante del Board of Peace (<strong>l&#8217;ex ministro bulgaro Nickolay Mladenov</strong>)</a> e in direzione del governo tecnocratico della Striscia (il Comitato nazionale per l&#8217;amministrazione di Gaza, Ncag), Trump ha infatti nominato <strong>il ministro degli Esteri turco <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html">Hakan Fidan</a></strong> e Ali al-Thawadi, consigliere speciale del governo del Qatar che era presenta alla Casa Bianca quando The Donald spinse Benjamin Netanyahu a scusarsi con Muhammad al-Thani, premier di Doha, per gli attacchi israeliani contro Hamas nella capitale dell&#8217;emirato del settembre scorso. </p>



<p>Se Tel Aviv digerisce la presenza di Hassan Rashad, capo della Direzione generale dell&#8217;intelligence egiziana, meno gradita è la presenza degli altri due esponenti dei <strong>Paesi mediatori. In particolare, Fidan è l&#8217;architetto della strategia turca in Medio Oriente</strong> e una figura ritenuta strategica per le mosse di Ankara, soprattutto nel confronto della partita a scacchi regionale con Israele. Doha è ormai transitata nel campo degli avversari di Tel Aviv, che maldigerisce la proiezione regionale dei Fratelli Musulmani e sta al fianco dei rivali del Qatar e di Ankara, gli Emirati Arabi Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I timori di Israele per l&#8217;influenza della Turchia</h2>



<p>&#8220;Israele non ha reagito in modo aggressivo all&#8217;inclusione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan nel Consiglio per la pace, riconoscendo che il comitato più importante è il comitato esecutivo&#8221;, nota il <em>Times of Israel</em>. </p>



<p>Nel board allargato dei leader globali siederanno fino a 50 figure di tutto il mondo, dal<strong> presidente argentinon Javier Milei</strong> al premier albanese <strong>Edi Rama</strong>, mentre il comitato dove siederanno Fidan e al-Thawadi assieme a molti membri del Comitato esecutivo (Mladenov, l&#8217;inviato Usa Steve Witkoff, i finanzieri Jared Kushner e Mark Rowan, e l&#8217;ex premier britannico Tony Blair) e a funzionari esterni come Sigrid Kaag, Coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, è ritenuto più importante e operativo.</p>



<p><a href="https://www.timesofisrael.com/israel-fumes-at-gaza-oversight-panel-makeup-as-trump-invites-erdogan-to-peace-board/">In particolare il <em>Times of Israel</em> segnala che Netanyahu &#8220;</a>aveva cercato di impedire l&#8217;inclusione di un rappresentante turco in quest&#8217;ultimo organismo, ma a quanto pare ha perso quella battaglia, dimostrando<strong> l&#8217;utilità percepita di Ankara agli occhi di Trump,</strong> che ha ripetutamente elogiato Erdogan&#8221;. La sensazione è che Tel Aviv sia stata presa in contropiede dopo che Netanyahu,<a href="https://www.cbc.ca/news/world/gaza-israel-ceasefire-plan-netanyahu-9.7046366"> all&#8217;avvio del negoziato per la &#8220;Fase 2&#8221;, l&#8217;aveva definito &#8220;largamente simbolico&#8221; </a>mentre il <strong>contesto era dominato dalla crisi in Iran, oggi in parte meno vicina al calor bianco,</strong> salvo trovarsi di fronte all&#8217;accelerazione di Trump. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Board of Peace, una sfida per gli Usa</h2>



<p>Del resto, il fatto che il Board of Peace ha alla sua guida proprio il presidente americano impone una <strong>presa di consapevolezza da parte di Trump</strong> del coinvolgimento diretto di Washington e dei rischi insiti in un fallimento del processo di pace per l&#8217;immagine dell&#8217;amministrazione.  </p>



<p>&#8220;<strong>Non si tratta di una scelta di facciata, ma di una vera sfida</strong>, perché guidare il processo di ricostruzione richiede un impegno enorme&#8221;, <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-e-oltre-parla-marco-minniti-litalia-sia-ponte-tra-occidente-e-sud-del-mondo.html#google_vignette">aveva detto a <em>InsideOver</em> a dicembre il presidente della MedOr Italian Foundation Marco Minniti.</a> Un impegno che richiede sforzi politici e sfide, ora e in occasione del futuro processo che porterà, sperabilmente, al ritiro israeliano e al disarmo di Hamas, consentendo alla Striscia di pensare a un futuro libero da guerra e oppressione. In quest&#8217;ottica, è chiaro che per Washington appiattirsi su Tel Aviv risulterebbe problematico. E questo è ciò che Netanyahu non riesce a digerire: rendersi conto che altri Paesi, come la Turchia, hanno un ruolo agli occhi degli Usa per il Medio Oriente. E riequilibrare la strategia di conseguenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/comitato-per-gaza-lira-di-israele-con-trump-per-linclusione-di-turchia-e-qatar.html">Comitato per Gaza, l&#8217;ira di Israele con Trump per l&#8217;inclusione di Turchia e Qatar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump: &#8220;Le uccisioni si sono fermate&#8221;: da Washington acqua sul fuoco dello scontro con l&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/trump-le-uccisioni-si-sono-fermate-da-washington-acqua-sul-fuoco-dello-scontro-con-liran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 21:43:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste in Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="864" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Venti di guerra e spiragli di pace attorno l&#8217;Iran. Le ultime giornate hanno visto un climax ascendente di minacce di intervento statunitense contro il Paese centroasiatico, ove il regime è accusato di una pesante repressione delle proteste iniziate a fine 2025. Abbiamo visto negli ultimi giorni le minacce di Donald Trump a Teheran, l&#8217;appello dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-le-uccisioni-si-sono-fermate-da-washington-acqua-sul-fuoco-dello-scontro-con-liran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-le-uccisioni-si-sono-fermate-da-washington-acqua-sul-fuoco-dello-scontro-con-liran.html">Trump: &#8220;Le uccisioni si sono fermate&#8221;: da Washington acqua sul fuoco dello scontro con l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="864" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/iran-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Venti di guerra e spiragli di pace attorno l&#8217;<strong>Iran. Le ultime giornate hanno visto un climax</strong> ascendente di minacce di intervento statunitense contro il Paese centroasiatico, ove il regime è accusato di una <strong>pesante repressione delle proteste iniziate a fine 2025</strong>. Abbiamo visto negli ultimi giorni le minacce di <strong>Donald Trump a Teheran,</strong> l&#8217;appello dei Paesi europei ai loro concittadini a lasciare l&#8217;Iran, lo schieramento di <strong>aerocisterne attorno al Golfo Persico e a Honolulu</strong>, come a voler sostenere un volo dei bombardieri provenienti da Diego Garcia o direttamente dal suolo americano. Ma alle spalle, evidentemente, una diplomazia che si è mossa non si è mai fermata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump frena sullo scontro con l&#8217;Iran</h2>



<p>Lo confermano le parole di Trump direttamente dallo Studio Ovale della Casa Bianca. Il presidente Usa, poche ore dopo che dall&#8217;Europa era giunta voce di un attacco americano possibile in una <strong>finestra di 24 ore</strong>, ha gettato inaspettatamente acqua sul fuoco: &#8220;Le uccisioni in Iran si sono fermate&#8221;, ha detto poco più di 24 ore dopo aver invitato i cittadini del Paese a prendere d&#8217;assalto le istituzioni della Repubblica Islamica, aggiungendo che &#8220;non c&#8217;è un piano per le esecuzioni&#8221; dei manifestanti arrestati. Se l&#8217;Iran avesse iniziato a impiccare i protestanti, avrebbe superato un&#8217;esplicita <strong>linea rossa per l&#8217;intervento.</strong></p>



<p><strong> Queste parole riportano verso il sereno il meteo nella regione</strong> e lasciano uno spiraglio, peraltro nemmeno minuscolo, per la possibilità di una soluzione diplomatica alla questione delle proteste in Iran e più in generale al contesto strategico di Teheran. </p>



<p>Leggiamo a livello sistemico il contesto strategico: Trump parla anche perché sa bene che le opzioni militari per gli Usa sono, nel breve periodo, limitate. Con le portaerei lontane e con la possibilità di colpire solo a lunga distanza o coi caccia nella regione, <strong>Trump non è sembrato dare alcun ordine di preparazione</strong> a un attacco su larga scala paragonabile a quello che precedette a giugno l&#8217;operazione Midnight Hammer contro i siti nucleari dell&#8217;Iran.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dilemmi nel Golfo</h2>



<p>Tutto questo abbassa la temperatura dello scontro. <strong>Il rischio per il Medio Oriente era quello di scivolare verso il baratro</strong> da un crinale già pericoloso. Ma in fin dei conti la <strong>guerra appariva una soluzione subottimale per tanti</strong>.</p>



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https://twitter.com/sentdefender/status/2011532334495936732
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<p>Non volevano la guerra gli alleati regionali degli Stati Uniti, a partire da <strong>Turchia, Arabia Saudita e Qatar</strong>. In particolar modo, il ministro degli Esteri <strong>turco Hakan </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html"><strong>Fidan</strong> </a>ha nell&#8217;ultima settimana condotto un&#8217;amplissima attività diplomatica tra le cancellerie della regione, incontrando ieri l&#8217;ambasciatore a Ankara Tom Barrack, peraltro critico della storica strategia americana dei <em>regime change</em> che l&#8217;élite neoconservatrice e interventista voleva veder applicata anche contro gli ayatollah. Temendo il caos e l&#8217;ipotesi di una guerra civile in Iran, i turchi e le altre potenze regionali hanno spinto per far desistere gli Usa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Anche Israele ha dei dubbi</h2>



<p>Ma a ben guardare neanche <strong>Israele e Benjamin Netanyahu</strong> sembravano entusiasti del bis del conflitto di giugno: l&#8217;ipotesi di un attacco <strong>iraniano con missili a lungo raggio sullo Stato Ebraico</strong> come rappresaglia ai raid avrebbe colto Tel Aviv sguarnita in termini di <strong>difesa antiaerea</strong>. </p>



<p>Netanyahu sperava, realisticamente, in un collasso dell&#8217;Iran e in una genuina vittoria delle proteste o, ipotesi strategica ancor più rilevante, nella <strong>balcanizzazione del Paese</strong> per la cui concretizzazione non avrebbe, in solitaria, le forze. Dominatore tattico, lo Stato Ebraico non ha ottenuto alcun obiettivo strategico a giugno, non riuscendo a conseguire il collasso della Repubblica Islamica o la paralisi strategica del sistema militare. </p>



<p>Un nuovo conflitto sarebbe risultato in un azzardo, anche per Netanyahu: inaugurare l&#8217;anno che porterà alle elezioni politiche con una pioggia di missili sulle città israeliane non apparirebbe un buon viatico. Non a caso il <em>Washington Post</em> oggi segnalava che Israele e Iran, tramite la <strong>mediazione russa, avrebbero concordato di desistere da attacchi preventivi</strong>. Segno dello sfinimento dei due contendenti dopo i colpi scambiati a giugno.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">BREAKING — Israel and Iran secretly reassured each other via Russia that they would not preemptively attack each other <br><br>— Washington Post <a href="https://t.co/FSvKWSUEmL">pic.twitter.com/FSvKWSUEmL</a></p>&mdash; Ragıp Soylu (@ragipsoylu) <a href="https://twitter.com/ragipsoylu/status/2011534133290549466?ref_src=twsrc%5Etfw">January 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il gran tessitore Araghchi in campo</h2>



<p>A tal proposito, è bene sottolineare come <strong>l&#8217;Iran stesse portando avanti un&#8217;intensa attività diplomatica</strong>. <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-lultima-battaglia-diplomatica-di-araghchi-fermare-lassalto-statunitense.html">Abbas Araghchi, ministro degli Esteri di Teheran,</a> si era messo a <strong>pedalare in testa al gruppo</strong> con la consueta energia: due chiamate con Fidan tra ieri e oggi, una serie di contatti con i diplomatici della regione e, soprattutto, un filo diretto con l&#8217;inviato di Trump <strong>Steve Witkoff</strong> con cui i rapporti sono solidi dopo mesi di negoziato sul nucleare nel 2025 hanno contribuito a non <strong>isolare la Repubblica Islamica</strong>. Araghchi era stato il primo, lunedì, a parlare di una situazione &#8220;sotto controllo&#8221;, e negli ultimi giorni è stato lecito chiedersi quanto intensamente l&#8217;Iran stesse ancora protestando.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Tempo di domande sull&#39;Iran: quanto effettivamente si sta ancora protestando dopo giorni di repressione? Quanto coordinamento c&#39;è tra le proteste? Che tenuta avrebbe il regime a una spallata esterna? Che piani di contingenza hanno gli attori regionali? La nebbia é fitta 1/</p>&mdash; Andrea Muratore (@Murandrea1) <a href="https://twitter.com/Murandrea1/status/2011138606002590205?ref_src=twsrc%5Etfw">January 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Dietro le parole di Trump c&#8217;è, dunque, un intenso lavorio diplomatico. C&#8217;è la consapevolezza che <strong>questa volta si gioca seriamente col fuoco, </strong>e che le conseguenze di un incendio sarebbero letali e non governabili. L&#8217;Iran è il territorio inesplorato dei conflitti mediorientali. L&#8217;unico Paese esterno alla Penisola Arabica, nel Grande Medio Oriente in fiamme degli ultimi decenni, cui sia stata risparmiata una guerra lunga e duratura sul suo territorio, al netto dei dodici giorni di scontro con Israele. <strong>Anche chi, inequivocabilmente, chiama a gran voce la caduta degli ayatollah,</strong> come Israele, probabilmente non ha la forza e la volontà di affrontare, almeno per ora, il rischio di un rogo. <strong>Non è la pace, è un equilibrio situazionista che potrebbe evitare conseguenze peggiori</strong>. Ma non risolve i problemi strategici a monte e, soprattutto, concede uno spiraglio di tregua che avrà senso solo se ben sfruttato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-le-uccisioni-si-sono-fermate-da-washington-acqua-sul-fuoco-dello-scontro-con-liran.html">Trump: &#8220;Le uccisioni si sono fermate&#8221;: da Washington acqua sul fuoco dello scontro con l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Perché la Turchia teme lo scenario caos in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2026 13:26:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste in Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144-1536x863.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Turchia teme una crisi in Iran che potrebbe produrre come esito il crollo della Repubblica Islamica. Le prospettive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html">Perché la Turchia teme lo scenario caos in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144-1536x863.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260111141112671_9aa68838d1e4d319b3d2028fded3d144-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Turchia, storica rivale dell&#8217;Iran</strong> guidato dagli ayatollah, non intende cavalcare uno scenario caratterizzato dall&#8217;aumento delle proteste nel Paese centroasiatico che potrebbero produrre come esito il <strong>crollo della Repubblica Islamica</strong>. Lo confermano apertamente le parole di <strong>Hakan Fidan, ministro degli Esteri</strong> del Paese guidato da Recep Tayyip Erdogan e ex capo dell&#8217;intelligence di Ankara (il Mit) oltre che architetto della proiezione geopolitica della repubblica anatolica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La cautela di Fidan e l&#8217;affondo contro Israele</h2>



<p>Sabato, in una presa di posizione netta, Fidan ha <strong>accusato Israele e il suo servizio </strong><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-mistero-dellaccount-in-farsi-del-mossad-che-parla-alliran.html"><strong>segreto estero, il Mossad,</strong> </a>di essere dietro le proteste in Iran. &#8220;Il Mossad non lo nasconde&#8221;, ha detto il capo della diplomazia turca parlando alla Tv nazionale in un&#8217;intervista e aggiungendo che gli agenti israeliani &#8220;stanno invitando il popolo iraniano a ribellarsi al regime attraverso i loro account Internet e Twitter&#8221;. Una posizione chiara, <strong>insolitamente vicina a quella degli apparati iraniani</strong> e della Guida Suprema Ali Khamenei, che ha denunciato la presenza di <strong>agenti manipolatori stranieri</strong> nelle piazze iraniane.</p>



<p>Fidan ha detto che non si aspetta la fine del governo di Teheran. &#8220;Vedo che la fine che Israele si aspetta non accadrà. Il popolo iraniano sa quanta reazione mostrare&#8221;, ha detto. Dichiarazioni che <strong>sembrano mostrare una confidente accettazione dell&#8217;ipotesi che il governo di Teheran</strong> e il sistema di potere centrato sulla Guida Suprema e i Pasdaran non cadranno, e che <strong>riflettono anche la tensione della Turchia</strong> per lo &#8220;scenario caos&#8221; che Fidan, navigato conoscitore delle dinamiche mediorientali, vede per l&#8217;Iran in caso di collasso della Repubblica Islamica.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://twitter.com/ragipsoylu/status/2009924515875246321
</div></figure>



<p>Fidan è un esperto di scenari mediorientali e un <strong>architetto di strategie ardite:</strong> il suo Mit ha <strong>condotto gradualmente allo smantellamento del regime siriano</strong> di Bashar al-Assad preparando a Idlib l&#8217;alchimia ideale con Hay&#8217;at Tahrir al-Sham; dalla Somalia al Sudan, da uomo d&#8217;intelligence e diplomatico Fidan ha costruito la rete di influenza turca. In Libia si vedono le tracce del suo operato sotto forma di una sostanziale egemonia turca. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scenario di crisi: una possibile guerra civile in Iran</h2>



<p>Parliamo di un <strong>uomo tutt&#8217;altro che avverso al rischio e spregiudicato,</strong> tra le figure più importanti del sistema di potere di Erdogan. Dunque, di un pensatore strategico che pondera con attenzione la propria visione del mondo. E nel caso iraniano la sua lettura è resa consapevole dalla certezza che in caso di collasso istituzionale dell&#8217;Iran lo sbocco non sarebbe un <strong>cambio di regime immediato</strong> ma uno scenario di destabilizzazione con <strong>esiti imprevedibili</strong>. </p>



<p>Se a Khamenei e ai suoi si sostituisse un regime radicale, magari con a capo le Guardie della Rivoluzione, la Turchia perderebbe il <em>modus vivendi</em> costruito negli ultimi anni con Teheran mentre la sfera d&#8217;influenza regionale della Mezzaluna Sciita dell&#8217;Iran si ridimensionava. Qualora, invece, la <strong>marea montante delle proteste trovasse una risposta iraniana</strong> tale da far sprofondare il Paese nella guerra civile, la Turchia avrebbe da temere il rischio di una strada senza ritorno. </p>



<p>Nel quadro di una frontiera di 534 km in alcuni punti tripartita con l&#8217;Azerbaijan, la Turchia rischia di trovarsi di fronte a una destabilizzazione delle sue principali necessità securitarie ai suoi confini e dovrebbe temere anche un revival delle rivendicazioni curde in un Iran partito dal conflitto su faglie politiche e etniche.<a href="https://www.aei.org/op-eds/coming-soon-the-iran-civil-war-of-2026/"> L&#8217;American Enterprise Institute nota che Ankara potrebbe </a>essere trascinata sul terreno, prevedendo che &#8220;l&#8217;Azerbaigian incoraggerà il separatismo etnico tra la popolazione azera dell&#8217;Iran<a href="https://www.19fortyfive.com/2025/01/syrian-kurds-should-embrace-taiwan/">, mentre  curdi</a>&nbsp;&nbsp;sono organizzati, ma la Turchia potrebbe intervenire per impedire qualsiasi emancipazione curda o la creazione di un&#8217;entità federale&#8221;  con proiezione transfrontaliera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un Medio Oriente più complesso per Ankara</h2>



<p>Inoltre, sul fronte di una <strong>sfida strategica con il rivale israeliano,</strong> la Turchia si aspetta che l&#8217;Iran torni, prima o poi, a una qualche forma di stabilità. Alla Turchia è funzionale un Iran indebolito rispetto allo scorso decennio e capace di lasciare <strong>vuoti nella regione che Ankara può colmare, dal puntello dell&#8217;Azerbaijan alla Siria,</strong> ma che al contempo col suo appannamento contribuisca, indirettamente, a rimescolare le carte. </p>



<p>Con un Iran più forte e assertivo sarebbe stato impossibile per la Turchia aver mano libera nel Levante, riavvicinarsi a un&#8217;Arabia Saudita distesasi con Teheran, sfidare direttamente il duo formato da Israele e Emirati Arabi Uniti. Per questa ragione, peraltro, Ankara potrebbe essere una delle capitali maggiormente attenta a consigliare<a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-minaccia-lattacco-alliran-ma-sarebbe-un-salto-nel-buio-per-gli-usa-e-il-medio-oriente.html"> l&#8217;amministrazione Usa di Donald Trump,</a> che ascolta molto i pareri di Erdogan, circa i rischi di un intervento militare contro l&#8217;Iran. Fidan ne ha viste molte ed è il primo a dissuadere, implicitamente, Washington con le sue parole.</p>



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		<title>Tra i curdi e al-Sharaa, il dilemma della Turchia sulla Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tra-i-curdi-e-al-sharaa-il-dilemma-della-turchia-sulla-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Dec 2025 13:31:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1426" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-300x223.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-1024x761.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-768x570.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-1536x1141.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Tra-i-curdi-e-al-Sharaa-il-dilemma-della-Turchia-sulla-Siria-600x446.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scoppio degli scontri tra le milizie curde e le autorità del governo centrale siriano ad Aleppo ha, questa settimana, condizionato i colloqui mediati dal ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, regista del sostegno di Ankara a Damasco, tra il governo di Ahmad al-Sharaa e le Forze Democratiche Siriane (Sdf) a maggioranza curda dell&#8217;Amministrazione Autonoma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-i-curdi-e-al-sharaa-il-dilemma-della-turchia-sulla-siria.html">[...]</a></p>
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<p>Lo scoppio degli <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/caos-ad-aleppo-scontri-tra-i-curdi-e-il-governo-siriano.html">scontri tra le milizie curde</a></strong> e le autorità del <strong>governo centrale siriano ad Aleppo</strong> ha, questa settimana, condizionato i colloqui mediati dal ministro degli Esteri turco <strong>Hakan Fidan, regista del sostegno di Ankara a Damasco,</strong> tra il governo di <strong>Ahmad al-Sharaa e le Forze Democratiche Siriane (Sdf)</strong> a maggioranza curda dell&#8217;Amministrazione Autonoma della Siria del Nord-Est (Rojava), per dare attuazione all&#8217;integrazione <a href="https://it.insideover.com/politica/siria-la-mossa-del-cavallo-di-al-jolani-i-curdi-accettano-la-sovranita-di-damasco.html">di queste ultime nel nuovo esercito del Paese levantino.</a> E pone il Paese guidato da Recep Tayyip Erdogan nella posizione più delicata dall&#8217;inizio dell&#8217;offensiva del gruppo militante Hay&#8217;at Tahrir al-Sham che nel novembre 2025 inaugurò, proprio con la caduta di Aleppo, <a href="https://it.insideover.com/dossier/i-dieci-giorni-che-hanno-sconvolto-la-siria">i <strong>dieci giorni che hanno sconvolto la Siria</strong> travolgendo il regime di Bashar al-Assad.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scenario tra Turchia, Siria e curdi del Rojava</h2>



<p>La Turchia è stata la regista della scalata di Hts e dell&#8217;allora capo militante e jihadista Abu Mohammad al-Jolani al potere, la &#8220;madrina&#8221; delle nuove istituzioni damascene e del <em>rebranding</em> di un gruppo classificato in molti Paesi come terrorista in nuovo Stato e del suo emiro in presidente in giacca e cravatta, la patrona di un Paese la cui strutturazione <strong>consolida la sua zona d&#8217;influenza regionale</strong>. </p>



<p>Al contempo, la proiezione data dalla nuova Siria ha <strong>permesso ad Ankara di avanzare le sue pedine</strong> nel gioco di scacchi regionale con Israele in un periodo di grandi tensioni regionali. <strong>Ma ha creato un punto di caduta non indifferente: a Erdogan la Siria è utile</strong> se attore strategico il più unito e governabile possibile, con un potere centrale non sottoposto a pressioni esterne e privo di minacce strumentalizzabili da potenze terze. Il calcolo già di per sé spericolato di fare dell&#8217;ex Al-Qaeda al-Sharaa il regista di questa operazione ha ottenuto l&#8217;imprimatur dei Paesi del Golfo e degli Usa, e questo è un indubbio successo turco. Ma la questione curda resta attiva. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">Curdi turchi e curdi siriani</h2>



<p>La Turchia ha incassato l&#8217;apertura del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) e del suo leader incarcerato Abdullah Ocalan. Al contempo, però, per <strong>ottenere l&#8217;unità della Siria necessita di una pacificazione tra gli autonomisti curdi</strong> che egemonizzano le Sdf e Damasco. Questo crea una forte discrasia. </p>



<p>La Turchia ritiene un&#8217;organizzazione unica le Unità di Protezione Popolare (Ypg) curde che egemonizzano le Sdf e il Pkk, che peraltro ha molti punti di contatto con gli omologhi di oltre Eufrate, e dunque si trova al contempo di fronte all&#8217;accettazione della fine della lotta armata in patria e alla prospettiva che le truppe curde entrino in forze nel nuovo esercito della &#8220;sua&#8221; Siria. </p>



<p><strong>Obiettivo, questo, che serve a Erdogan per fini interni</strong> ma che va di pari passo con la necessità di un accordo. I curdi, come i drusi, sono il punto dolente della nuova Siria e la Turchia teme che possano essere il cavallo di Troia con cui Israele potrebbe contrattaccare all&#8217;avanzata geopolitica turca nella regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La grande strategia turca tra ambizioni e realtà</h2>



<p>La Turchia <a href="https://manaramagazine.org/2025/12/turkeys-pursuit-of-new-silk-roads/">vuole una Siria stabile anche per ragioni geoeconomiche: Ankara, nota <em>Manara Magazine, </em></a>&#8220;si sta impegnando a rivitalizzare la rotta commerciale che aveva avuto un notevole successo prima della guerra civile siriana, che ha interrotto la connettività nord-sud e le attività commerciali tra la Turchia e la regione del Golfo. Migliaia di camion attraversavano il territorio dall&#8217;Asia Minore al Golfo Persico&#8221;, e in prospettiva la Turchia mira a <strong>creare un ponte terrestre che partirà dall&#8217;Iraq e arriverà al Mediterraneo e all&#8217;Anatolia</strong> intersecando anche il Kurdistan iracheno, dove il Paese ha maggiori entrature, e il triplice confine Iraq-Siria-Turchia su cui insiste il Rojava. </p>



<p>Piaccia o meno, dunque, un accordo tra al-Sharaa e i curdi è nell&#8217;interesse turco e Erdogan schiera <strong>Fidan, lo stratega del Paese euroasiatico, per ottenerlo</strong>. Per ora le posizioni sembrano distanti, e l&#8217;ostacolo da superare sarà decisivo. <a href="https://www.foreignaffairs.com/turkey/erdogans-imperial-delusions"><em>Foreign Affairs</em> commenta </a>che &#8220;la Turchia deve affrontare troppi problemi interni, tra cui un&#8217;economia in difficoltà e uno Stato svuotato, e troppa opposizione esterna, in particolare da parte di un Israele fiducioso e aggressivo, per costruire un ordine regionale alle condizioni di Ankara&#8221;. </p>



<p><strong>La sfida per unire la Siria, di fronte a timori curdi, ambizioni israeliane e settarismi nel mondo vicino a al-Sharaa,</strong> sarà la cartina tornasole dell&#8217;effettiva prospettiva turca di modellarlo. E una delle partite da osservare con maggiore attenzione nel 2026.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-i-curdi-e-al-sharaa-il-dilemma-della-turchia-sulla-siria.html">Tra i curdi e al-Sharaa, il dilemma della Turchia sulla Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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