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	<title>hakan fidan Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 09 Aug 2026 10:06:36 +0000</lastBuildDate>
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	<title>hakan fidan Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Russia-Ucraina, la proposta turca: una moratoria sugli attacchi nel Mar Nero</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russia-ucraina-la-proposta-turca-una-moratoria-sugli-attacchi-nel-mar-nero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 09:52:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260809101204788_bedf56627066427787b8e6c30624a3f6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260809101204788_bedf56627066427787b8e6c30624a3f6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260809101204788_bedf56627066427787b8e6c30624a3f6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260809101204788_bedf56627066427787b8e6c30624a3f6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260809101204788_bedf56627066427787b8e6c30624a3f6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260809101204788_bedf56627066427787b8e6c30624a3f6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260809101204788_bedf56627066427787b8e6c30624a3f6-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Turchia ha proposto una moratoria sugli attacchi di Russia e Ucraina nel Mar Nero dopo diverse settimane di aumento dei raid.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-ucraina-la-proposta-turca-una-moratoria-sugli-attacchi-nel-mar-nero.html">Russia-Ucraina, la proposta turca: una moratoria sugli attacchi nel Mar Nero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260809101204788_bedf56627066427787b8e6c30624a3f6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260809101204788_bedf56627066427787b8e6c30624a3f6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260809101204788_bedf56627066427787b8e6c30624a3f6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260809101204788_bedf56627066427787b8e6c30624a3f6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260809101204788_bedf56627066427787b8e6c30624a3f6-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260809101204788_bedf56627066427787b8e6c30624a3f6-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260809101204788_bedf56627066427787b8e6c30624a3f6-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Turchia</strong> ha proposto una moratoria sugli attacchi di Russia e Ucraina nel Mar Nero dopo diverse settimane di aumento delle tensioni nella guerra che imperversa da quattro anni e mezzo e che ha anche condizionato sempre più pesantemente il traffico commerciale nello strategico bacino marittimo. A dichiararlo il Ministro degli Esteri <strong>Hakan Fidan in una lunga intervista </strong><a href="https://www.aa.com.tr/tr/gundem/disisleri-bakani-fidan-mekke-anlasmasi-bize-saldirmayan-hicbir-ulke-hedefimizde-degil/4021924"><strong>all&#8217;agenzia Anadolu </strong>i</a>n cui ha specificato che in una serie di attacchi incrociati che coinvolgono &#8220;tutte le navi mercantili&#8221; ora &#8220;vengono colpite anche navi turche, navi di proprietà turca o battenti bandiera turca&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Turchia scende in campo per la moratoria agli attacchi nel Mar Nero</h2>



<p>Le ultime settimane hanno offerto diverse manifestazioni di questa dinamica, nel quadro di un contesto bellico ormai sempre più generalizzato. La Turchia si è sempre attenuta a una critica generalizzata dell&#8217;escalation, e ora Fidan avanza questa proposta concreta, aggiungendo che &#8220;gli ucraini avevano già avanzato tale richiesta L&#8217;abbiamo comunicata anche alle nostre controparti russe. Siamo in attesa di una risposta&#8221;</p>



<p>Le cronache quotidiane ormai parlano di <strong>vascelli commerciali legati al Paese anatolico</strong> messi nel mirino sia <a href="https://www.marinetraffic.com/en/maritime-news/15/maritime-security/2026/13136/drone-attack-damages-turkish-owned-cargo-vessel-near-chornom">quando si trovano nei pressi dei <strong>porti </strong></a><strong>ucraini</strong> sia quando <a href="https://www.turkiyetoday.com/nation/another-turkish-vessel-reportedly-attacked-in-black-sea-3225603">navigano al largo degli scali russi.</a> Il 4 agosto, dopo un attacco contro <a href="https://www.reuters.com/world/three-crew-injured-cargo-ship-hit-by-drone-attack-near-russias-novorossiysk-2026-08-04/">due navi turche che aveva causato il ferimento di tre marinai</a>, il ministero di Fidan, ex capo dell&#8217;intelligence turca, il Mit, e principale elaboratore della strategia a tutto campo del Paese guidato da <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong>, aveva <a href="https://www.mfa.gov.tr/no_-151_-karadeniz-de-turk-sahipli-sivil-gemilere-yonelik-saldirilar-hk.en.mfa">chiesto ufficialmente </a>l&#8217;applicazione di misure capaci di garantire la libertà di navigazione nel Mar Nero, richiamando anche al tema della <strong>sicurezza alimentare</strong> messa a repentaglio dai raid. E del resto le dinamiche dell&#8217;export alimentare russo e ucraino, da cui dipendono catene del valore del settore decisive per gli <a href="https://www.aa.com.tr/en/world/russian-ukrainian-attacks-in-black-sea-disrupt-global-grain-shipments/4020942">approvvigionamenti di diversi Paes</a>i (molti dei quali in via di sviluppo) e i dati critici delle ultime settimane mostrano meglio di ogni altro settore le ripercussioni generalizzate dell&#8217;escalation nel Mar Nero a cui oggi la Turchia chiede di porre un freno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi nel Mar Nero colpisce l&#8217;export di grano di Russia e Ucraina</h2>



<p><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-08-07/ukraine-grain-exports-to-slump-after-russian-strikes-on-odesa?in_source=onboarding_confirmation&amp;source=onboarding_confirmation">Bloomberg ha riportato i dati del Ministero dell&#8217;Agricoltura di Kiev sulle previsioni di export agricolo ucraino </a>per il 2026-2027, passanti soprattutto per il <strong>porto di Odessa,</strong> sottolineando un possibile calo del 54% complessivo, a meno di 30 milioni di tonnellate totali, e del 53% del grano. A <a href="https://www.reuters.com/world/ukraine-turns-alternative-grain-export-routes-counts-losses-russia-blocks-ports-2026-08-04/">Reuters il Ministro Taras Vysotskyij</a> ha dichiarato che Kiev sta cercando rotte alternative, aggiungendo che difficilmente potranno coprire la metà del gap dettato dai prolungati blocchi dello scalo principale del Paese, più volte preso di mira in una serie di raid che hanno paralizzato le esportazioni nelle scorse settimane. <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/porti-e-navi-nel-mar-nero-adesso-colpiscono-duro-anche-i-russi-e-scoppia-la-crisi-del-grano.html">Come analizzato dal direttore Fulvio Scaglione</a></strong>, la problematica dell&#8217;esportazione alimentare in generale e cerealicola in particolare è da diverse settimane un problema strategico per Kiev.</p>



<p>Parimenti, se l&#8217;Ucraina manifesta gravi criticità, anche Mosca vede un impatto sensibile dalla crisi. La Russia ha visto confermate le problematiche che già a luglio emergevano circa un possibile calo dell&#8217;export per la <em>disruption</em> commerciale nel Mar Nero, che per la Russia è porta verso gli strategici mercati mediterranei e africani di destinazione di parte delle forniture agricole. L&#8217;Unione Russa dei Cereali, maggiore organo di rappresentanza degli esponenti di questo mercato nel Paese guidato da Vladimir Putin, <a href="https://www.apk-inform.com/en/news/1555810">ha infatti segnalato</a> un calo del 17,7% dell&#8217;export di grano nel mese di luglio rispetto allo scorso anno: da 2,2 milioni di tonnellate nel 2025 a 1,8 milioni nel 2026.</p>



<p><strong>I prodotti cerealicoli sono tra i più importanti che attraversano le rotte marittime del Mar Nero, </strong>e le dinamiche presentate da questi dati mostrano i problemi di una escalation mutualmente dannosa per Russia e Ucraina. La moratoria proposta dal capo della diplomazia turca si inserisce in una spinta politica per ridurre la conflittualità regionale, obiettivo politico di Ankara. </p>



<p>Fidan invita alla calma anche sulla base di un calcolo preciso orientato all&#8217;interesse stesso della Turchia, che è fortemente dipendente dalle rotte del Mar Nero e <a href="https://www.agrieconomist.com/turkeys-food-resilience-post-russia-ukraine-war">dalle forniture dei Paesi belligeranti sul piano alimentare</a>, e ben sapendo che in passato l&#8217;impegno della diplomazia di Ankara ha prodotto un raro caso di accordo tra i Paesi in guerra negli scorsi anni proprio sulla base di un&#8217;apertura alla navigazione nel Mar Nero: la Turchia fu decisiva per mediare, in sinergia con le Nazioni Unite, la <strong>Black Sea Grain Initiative</strong> per aprire dei corridoi sicuri per l&#8217;uscita del grano ucraino dal Mar Nero e prevenire che lo shock all&#8217;export cerealicolo del Paese invaso contribuisse a una crisi alimentare di portata internazionale, progettualità che rimase in piedi dal luglio 2022 al luglio 2023.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Mar Nero e la visione turca</h2>



<p>Proporre una moratoria sugli attacchi è per Ankara strategico. Del resto, per la Turchia guardiana degli <a href="https://www.youtube.com/watch?v=UvHZhfj6TXg&amp;t=7">Stretti</a> che aprono al collegamento tra Mediterraneo e Mar Nero, vedere quest&#8217;ultima regione marittima sostanzialmente in preda a una conflittualità generalizzata significa subirne il ridimensionamento del ruolo geopolitico e sistemico. Qualcosa di inaccettabile per Ankara, che vuole valorizzare la sua centralità geopolitica tra Europa, Mediterraneo, Asia e Levante. <strong>E ora prova a tornare in campo per la diplomazia volta a ridurre il perimetro della guerra tra Russia e Ucraina</strong>, aprendo in futuro a un ruolo negoziale rinnovato per Ankara: &#8220;se le parti hanno bisogno di un mediatore in questo momento, e ritengono che la Turchia sia il mediatore appropriato, non c’è motivo per cui la Turchia non dovrebbe essere in grado di superare questo ostacolo&#8221;, ha aggiunto a Anadolu, rilanciando un ruolo che il Paese ricoprì all&#8217;inizio del conflitto ospitando a Istanbul importanti colloqui. </p>



<p>Una presa di posizione importante, quella del <strong>Ministro degli Esteri turco</strong>, che mostra l&#8217;attenzione dei Paesi della regione per un rischio di ulteriori escalation che rischia di creare mutui svantaggi ai due combattenti senza garantire esiti strategici decisivi. E conferma il dinamismo della diplomazia di Ankara, attiva su ogni teatro, dopo che la <strong>firma del patto di La Mecca con Pakistan e Arabia Saudita</strong> aveva espanso la sua proiezione in Medio Oriente. Fidan, del resto, dice che &#8220;è possibile armonizzare le architetture di sicurezza di Europa e Medio Oriente attraverso la Turchia nel lungo termine, e persino nel medio termine&#8221;: <strong>obiettivo strategico e ambizioso</strong> per lo Stato guidato da Erdogan e che sarà conseguibile, soprattutto, se le guerre alle porte del Paese anatolico, quella tra Russia e Ucraina e il conflitto in Iran, si stabilizzeranno. La mossa proposta dalla Turchia sul Mar Nero sarà un primo banco di prova per capire quanto le ambizioni turche a un crescente ruolo politico-diplomatico si tramuteranno in cambiamenti concreti e capacità di effettiva stabilizzazione regionale: un test decisivo per valutare concretamente la proiezione effettiva di un Paese sempre più centrale negli affari internazionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-ucraina-la-proposta-turca-una-moratoria-sugli-attacchi-nel-mar-nero.html">Russia-Ucraina, la proposta turca: una moratoria sugli attacchi nel Mar Nero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>S-400: Mosca conferma i negoziati con Ankara, Washington riapre il dossier F-35 e Israele si preoccupa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/s-400-mosca-conferma-i-negoziati-con-ankara-washington-riapre-il-dossier-f-35-e-israele-si-preoccupa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 04:56:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Turchia punta a trasferire i suoi sistemi S-400 a un Paese del Golfo, con il consenso di Mosca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/s-400-mosca-conferma-i-negoziati-con-ankara-washington-riapre-il-dossier-f-35-e-israele-si-preoccupa.html">S-400: Mosca conferma i negoziati con Ankara, Washington riapre il dossier F-35 e Israele si preoccupa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260711150136546_6febf7f01a40e5a930c31f126d5e3abf-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I sistemi di difesa aerea russi tornano sui tavoli (e forse sui cieli) del Medio Oriente. Ankara farà da intermediario con i Paesi del Golfo, e in cambio rientrerà nel programma F-35. Qualcosa si muove nella diplomazia degli S-400.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli S-400 e la Turchia: una strada irta di ostacoli</strong></h2>



<p>Risale al 2018 il primo attrito di Ankara con Washington attorno all’acquisizione del noto sistema terra-aria russo di ultima generazione. Nel giugno dello stesso anno, infatti, una disposizione della Commissione del Senato degli Stati Uniti per le Forze Armate <a href="https://missilethreat.csis.org/us-would-sanction-turkey-over-s-400-acquisition/">bloccò il trasferimento degli F-35</a> alla Turchia in caso di acquisto, da parte di Ankara, degli S-400 russi.&nbsp;</p>



<p>Con la minaccia di sanzioni statunitensi, infatti, il <a href="https://www.state.gov/section-231-of-the-countering-americas-adversaries-through-sanctions-act-of-2017">CAATSA</a> (<em>Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act</em>) approvato nell’agosto 2017 penalizzava qualsiasi Paese non occidentale interessato ad “una transazione significativa con una persona che fa parte dei settori della difesa o dell’intelligence del Governo della Federazione Russa, o opera per conto di essi”. Tra cui la Turchia. Nel luglio 2019, con l’atterraggio di tre aerei russi con equipaggiamento S-400 alla <a href="https://tass.com/defense/1068481">base aerea di Mürted</a>, presso Ankara, scattarono le sanzioni USA e il progetto F-35 venne congelato per lo Stato turco.</p>



<p>Ma lo scorso 10 luglio il quotidiano turco <a href="https://www.hurriyet.com.tr/yazarlar/abdulkadir-selvi/s400ler-ucuncu-ulkeye-gidiyor-satis-bugun-netlesecek-43234729">Hürriyet</a> ha delineato una possibile soluzione per sbloccare la vendita dei caccia statunitensi F-35 ad Ankara. L’ipotesi prevede il trasferimento dei sistemi di difesa aerea russi S-400, attualmente in dotazione alla Turchia, a un Paese terzo dell’area del Golfo. Secondo fonti turche, le autorità statunitensi considererebbero questa opzione la più compatibile con l’attuale quadro normativo americano, poiché consentirebbe di creare le condizioni per una revoca delle sanzioni imposte ai sensi del CAATSA, <strong>quindi la ripresa dei negoziati relativi all’acquisizione degli F-35. </strong></p>



<p>Quale Paese terzo? Non è dato sapere, ma i candidati acquirenti potrebbero essere il Qatar o gli Emirati Arabi Uniti: data la situazione di instabilità regionale e l’indisponibilità di Patriot statunitensi, entrambi i Paesi sono alla ricerca di nuovi sistemi di difesa aerea.&nbsp;</p>



<p>Sebbene i dettagli dell’<a href="https://www.al-monitor.com/originals/2026/07/first-russia-confirms-s-400-talks-turkey-amid-transfer-reports-acquire-f-35">accordo concluso nel 2017 tra Turchia e Russia</a> per l’acquisizione dei sistemi missilistici S-400 non siano mai stati resi pubblici, è verosimile che esso contenga clausole volte a limitarne la riesportazione o il trasferimento a soggetti terzi. Di conseguenza, un’eventuale cessione dei sistemi da parte di Ankara a un altro Paese richiederebbe con ogni probabilità il consenso preventivo di Mosca.</p>



<p>Nel mese di giugno, a poche settimane prima del vertice della NATO, con la <a href="https://www.mid.ru/en/foreign_policy/news/2118203/">visita del ministro degli Esteri turco Hakan Fidan a Mosca</a> si è discusso il tema del “commercio bilaterale e la cooperazione economica”, a cui è stato riservato “un posto importante nell’agenda”. E proprio la tematica del S-400, nei recenti contatti tra Ankara e Mosca, è stata considerata dal portavoce del Cremlino <a href="https://tass.com/politics/2158651?utm">Dimitry Peskov</a> come “altamente sensibile”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tel Aviv porrà un veto?</strong></h2>



<p>Se tale ipotesi trovasse conferma, la diplomazia degli S-400 produrrebbe un duplice e paradossale effetto: da un lato, l’Iran si troverebbe ad assistere al trasferimento di avanzati sistemi di difesa aerea russi nelle mani dei propri rivali regionali; dall’altro, I<strong>sraele vedrebbe la Turchia liberarsi dell’ostacolo che finora le ha precluso l’acquisizione dei caccia statunitensi F-35.</strong></p>



<p>Date le persistenti diffidenze nei confronti della Turchia, Israele teme il vantaggio strategico che Ankara potrebbe acquisire con questo accordo. Il viceministro degli Esteri israeliano <a href="https://www.military.com/feature/2026/01/07/israels-f-35-veto-how-tel-avivs-opposition-could-block-us-sale-turkiye.html">Sharren Haskel</a> si è detto “preoccupato” dalle dichiarazioni di Trump attorno alla questione degli F-35 alla Turchia, dichiarando pubblicamente che Tel Aviv non consentirà il trasferimento di tecnologie di sviluppo israeliano integrate nel programma F-35, anche qualora gli Stati Uniti dovessero autorizzarne la vendita ad Ankara.</p>



<p>Ma non sarebbe l’unico grattacapo per Israele. In passato proprio la diplomazia degli S-400 tra Mosca e Ankara era stata accusata da <a href="https://www.jpost.com/opinion/turkey-finally-faces-the-consequences-of-its-actions-652507">fonti israeliane</a> di destabilizzare i rapporti di Tel Aviv con i “nuovi amici di Israele nel Golfo” e di allontanare la Turchia dall’agenda NATO.&nbsp;</p>



<p>Conseguenze non solo politiche, ma anche militari. Tel Aviv non vede infatti gli S-400 solo come una batteria di difesa aerea, ma come parte di un ecosistema che può limitare il vantaggio tecnologico e operativo della propria aviazione. I rapporti del <a href="https://www.csis.org/analysis/assessing-israels-strike-iran">CSIS</a> hanno confermato la centralità tattico-operativa della soppressione di batterie di S-300 in Iran per il mantenimento della superiorità aerea della IAF.&nbsp;</p>



<p>Il sistema <a href="https://www.armyrecognition.com/military-products/army/air-defense-systems/air-defense-vehicles/s-400-russia-uk">S-400</a> può impiegare missili terra-aria 9M96E e 9M96E2 progettati per contrastare bersagli aerodinamici e balistici anche in ambienti caratterizzati da forti disturbi elettronici, e in grado di ingaggiare obiettivi ad alta velocità, fino a 15 volte la velocità del suono, raggiungendo circa 35.000 metri di altitudine.</p>



<p>Un sistema che, qualora integrato in una rete nazionale di difesa aerea ostile, contribuirebbe alla creazione di un dispositivo di negazione dell’accesso (A2/AD) capace di incrementare la complessità delle operazioni offensive, rendendo necessario il ricorso combinato a capacità di guerra elettronica, intelligence, munizionamento stand-off e piattaforme stealth.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/s-400-mosca-conferma-i-negoziati-con-ankara-washington-riapre-il-dossier-f-35-e-israele-si-preoccupa.html">S-400: Mosca conferma i negoziati con Ankara, Washington riapre il dossier F-35 e Israele si preoccupa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Trump, la Nato e l&#8217;Europa alla corte di Erdogan: il vertice di Ankara consacra le ambizioni della Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-la-nato-e-leuropa-alla-corte-di-erdogan-il-vertice-di-ankara-consacra-le-ambizioni-della-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Trump, la Nato e l'Europa alla corte di Erdogan: il vertice di Ankara svela le ambizioni della Turchia. Gli scenari strategici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-la-nato-e-leuropa-alla-corte-di-erdogan-il-vertice-di-ankara-consacra-le-ambizioni-della-turchia.html">Trump, la Nato e l&#8217;Europa alla corte di Erdogan: il vertice di Ankara consacra le ambizioni della Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026070710004884_d825995a4b7de91528cb58b6d404babf-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Nato è tutto ciò che gli <strong>Stati Uniti vogliono che sia</strong> meno qualsiasi cosa possa <strong>infastidire le ambizioni della Turchia</strong>. E ad oggi c&#8217;è solo un leader che può dirsi indispensabile per l&#8217;Alleanza Atlantica del futuro: <strong>Recep Tayyip Erdogan. Esalta la centralità del Sultano</strong> il vertice atlantico che si svolge, quest&#8217;anno, nel cuore dell&#8217;<strong>Anatolia,</strong> più prossimo all&#8217;Indo-Pacifico vero cuore del mondo che al Mare Oceano che si stende oltre Finisterre e Gibilterra. Ed è paradigmatico di un nuovo <strong>baricentro mondiale</strong> in cui la Turchia vuole giocare il suo ruolo. In Medio Oriente, in Eurasia e non solo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Nato ai piedi della Turchia</h2>



<p><strong>L&#8217;ultima volta che la Turchia ospitò un summit Nato era il 2004,</strong> Erdogan al primo mandato da primo ministro, George W. Bush sedeva alla Casa Bianca e i temi caldi erano la lotta al terrorismo e la guerra in Iraq; ventidue anni dopo, Erdogan riceverà <strong>Donald Trump</strong> nel ruolo inedito di pontiere tra il tycoon e i leader europei. Questi ultimi sono stati redarguiti da The Donald per l&#8217;atteggiamento ritenuto pusillanime durante la guerra israelo-americana all&#8217;Iran, ed è emblematico del &#8220;dilemma del prigioniero&#8221; del capo della Casa Bianca il fatto che Trump abbia speso parole al miele per chi questa guerra, tra i leader Nato, l&#8217;ha avversata più di tutti: Erdogan. Il quale ha schierato il Ministro degli Esteri <strong>Hakan Fidan</strong> per evitare il caos prima dell&#8217;attacco di febbraio e ha duramente criticato la condotta di Israele, amplificando la rotta di collisione con il Paese guidato da Benjamin Netanyahu. Ora, semplicemente, tutti hanno bisogno della Turchia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutti cercano Erdogan</h2>



<p>Ne ha bisogno l&#8217;America: <strong>Ankara guarda gli Stretti e il Mar Nero</strong> ed è garante di una proiezione geopolitica e geoeconomica verso l&#8217;Eurasia che attraversa le regioni del Caucaso, centrali per la connettività e che attraversano Stati strategici per gli Usa nel confronto con Russia e Cina, come Armenia, Azerbaijan e Kazakistan. Inoltre, la Turchia <strong>contribuendo al sostegno della nuova Siria</strong> ha tolto un ulteriore pivot ai rivali di Washington in Medio Oriente, tanto che ad Ankara è lasciata libertà d&#8217;azione nonostante la rivalità strategica con l&#8217;alleato israeliano. </p>



<p>A loro modo ne hanno bisogno anche i Paesi europei: nel quadro del piano ReArm Europe le munizioni, i droni e gli asset turchi faranno comodo per creare filiere strategiche e robuste per consolidare gli apparati militari del Vecchio Continente. La Turchia ha superato i 10 miliardi di dollari di esportazioni militari lo scorso anno, l&#8217;azienda di droni <a href="https://it.insideover.com/difesa/asse-italo-turco-sui-droni-perche-baykar-compra-piaggio-aerospace.html" type="post" id="450573">Baykar è entrata nel mercato italiano rilevando <strong>Piaggio Aerospace</strong>,</a> converge su molti progetti con Leonardo e fa gola a molti Paesi europei per i suoi prodotti, <a href="https://it.insideover.com/difesa/f-35-addio-la-spagna-guarda-al-caccia-turco.html" type="post" id="489075">mentre la Spagna pondera l&#8217;ipotesi di dotarsi del caccia Kaan.</a> Anche il <a href="https://www.ft.com/content/cf393586-7138-4670-abe8-1a55e642b1b6?syn-25a6b1a6=1"><em>Financial Times</em> lo ha ricordato in un recente approfondimento</a>, pur sottolineando che in Turchia molti vincoli possono emergere per il fatto che &#8220;l&#8217;economia nel suo complesso è afflitta da un&#8217;inflazione del 33%, dall&#8217;aumento dei costi e da un tasso di cambio in apprezzamento che ha soffocato la competitività di altri settori manifatturieri&#8221;. <strong>Ai margini della Nato, ne ha bisogno anche l&#8217;Ucraina</strong>, che vede in Ankara un partner politico solido e un possibile mediatore qualora si potesse cercare un negoziato con la Russia per porre fine alla guerra d&#8217;aggressione.</p>



<p>In Israele, ove già si ipotizzano futuri scenari di confronto con Ankara, il protagonismo turco è visto con attenzione. <a href="https://www.ynetnews.com/article/r1fapatxmx">Ynet ricorda </a>che &#8220;il vertice potrebbe anche portare quello che rappresenterebbe il premio più ambito&#8221; per Erdogan, ovvero &#8220;un <a href="https://www.ynetnews.com/article/sk8imbhmgx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">possibile accordo con gli Stati Uniti per la vendita alla Turchia dei caccia stealth F-35,</a> dopo anni di esclusione dal programma a causa dell&#8217;acquisto da parte di Ankara del sistema di difesa aerea russo S-400&#8243;. </p>



<p>Scenario-incubo per Benjamin Netanyahu e Israele, mentre Ynet constata che l&#8217;epoca dell&#8217;Erdogan &#8220;pecora nera&#8221; della Nato sembra finita per sempre. <strong>E questo fatto è un contrappasso notevole per l&#8217;Alleanza Atlantica</strong>: il player decisivo e centrale in un&#8217;alleanza che presenta sé stessa come faro dei valori liberaldemocratici e occidentali è uno spregiudicato leader euroasiatico che sta costruendo un regime politico orientato a un crescente autoritarismo, unendo retorica islamista e nazionalista e promuovendo un&#8217;agenda con ambizioni egemoniche all&#8217;ombra di uno scaltro posizionamento internazionale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scenario del mondo secondo Erdogan</h2>



<p>Tutto questo mentre la centralità della Turchia <strong>rende il suo potere sempre più impermeabile alle critiche per la repressione dell&#8217;opposizione</strong>, non a caso messe in sordina durante l&#8217;attuale summit sia da parte del segretario generale Mark Rutte sia da parte dei leader convenuti ad Ankara. L&#8217;America non ha idea di cosa fare di una Nato politica sempre più incerta, l&#8217;Europa si dibatte per capire come costruire una via comune per rafforzare quella militare nel Vecchio Continente, alla Turchia l&#8217;attuale stato di confusione e incertezza va bene così per consolidare il disegno di rafforzamento geopolitico e strategico. </p>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/lordine-internazionale-basato-su-regole-era-una-finzione-lincredibile-ammissione-di-carney-a-davos.html" type="post" id="502458">A Davos a gennaio 2026 Mark Carney</a></strong>, premier canadese, ricordò che la retorica dell&#8217;ordine internazionale liberale dei primi Anni Duemila era in larga parte una finzione. L&#8217;Erdogan del 2026 potrà guardare a quello che ospitò il summit del 2004 pensando, in fin dei conti, di non aver mai creduto a tale retorica. Potendo dunque posizionarsi nel migliore dei modi per rafforzare sé stesso e il suo Paese in una fase incerta in cui il Velo di Maia si è squarciato e la logica della competizione emerge. La Nato è divisa su tutto, tranne che su una cosa: oggi il suo leader cruciale è Erdogan. Anche solo un decennio fa, pensarlo sarebbe stato remoto e difficile da pronosticare. Ma nella nuova &#8220;era dei predatori&#8221; i leader che usano spregiudicatamente hard power e proiezione possono mirare a un vantaggio competitivo di fronte a una crescente polarizzazione globale.</p>



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		<title>Dall’Egeo al Levante: l&#8217;asse geopolitico che Grecia, Cipro e Israele hanno costruito contro la Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dallegeo-al-levante-lasse-geopolitico-che-grecia-cipro-e-israele-hanno-costruito-contro-la-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 04:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mediterraneo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi il triangolo tra Atene, Nicosia e Tel Aviv è diventato uno degli assi geopolitici più importanti del Mediterraneo orientale.  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mediterraneo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 30 aprile 2026 le forze israeliane hanno intercettato al largo di Creta parte della <strong>Global Sumud Flotilla,</strong> la missione internazionale diretta verso Gaza con attivisti filopalestinesi e aiuti umanitari. Secondo diversi gruppi pro-palestinesi, l’operazione sarebbe avvenuta anche con una forma di coordinamento logistico greco, accusa mai confermata ufficialmente da Atene. <strong>L’episodio ha però mostrato ancora una volta quanto siano diventati stretti i rapporti strategici tra </strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/mosca-atene-e-nicosia-il-grande-gioco-nella-chiesa-di-cipro.html" type="post" id="379138">Grecia, Cipro e Israele.</a></p>



<p>Per decenni sembrava quasi impossibile immaginare una convergenza stabile tra Grecia, Cipro e Israele. Oggi, invece, il triangolo tra Atene, Nicosia e Tel Aviv è diventato uno degli assi geopolitici più importanti del Mediterraneo orientale. Non si tratta soltanto di cooperazione energetica o militare: dietro questa convergenza c’è una trasformazione profonda degli equilibri regionali, accelerata dalla crisi dei rapporti tra Israele e Turchia, dalle tensioni nell’Egeo e dal <strong>nuovo ruolo assunto dal Mediterraneo come spazio strategico tra Europa e Medio Oriente.</strong></p>



<p>Durante la Guerra Fredda la Grecia mantenne una posizione relativamente distante da Israele. Atene, pur appartenendo alla NATO, cercava di mantenere rapporti solidi con il mondo arabo e per lungo tempo evitò un pieno riallineamento con Tel Aviv. Il riconoscimento diplomatico completo di Israele arrivò soltanto nel 1990, molto più tardi rispetto ad altri Paesi occidentali. <strong>Nella cultura politica greca sopravvivevano inoltre forti correnti filopalestinesi,</strong> soprattutto nella sinistra antiamericana e nazional-popolare.</p>



<p>Il cambiamento inizia dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ma accelera realmente dopo il 2010. <strong>L’incidente della Mavi Marmara e il progressivo deterioramento delle relazioni tra Israele e la Turchia aprono uno spazio geopolitico nuovo.</strong> In quel momento Grecia e Cipro diventano per Israele partner strategici alternativi ad Ankara nel Mediterraneo orientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Da allora la cooperazione è cresciuta costantemente. Le esercitazioni militari congiunte si sono moltiplicate, così come i progetti energetici e i contatti politici ai massimi livelli. <strong>Benjamin Netanyahu ha più volte definito Grecia e Cipro “partner strategici” </strong>di Israele nel Mediterraneo. In uno dei summit trilaterali degli ultimi anni, l’allora premier israeliano parlò della necessità di costruire “stabilità, sicurezza e prosperità comuni” nel Mediterraneo orientale. Il premier Israeliano, durante il summit trilaterale israelo-greco-cipriota a Gerusalemme (dicembre 2025), ha dichiarato : “A coloro che credono di poter ripristinare il loro impero, diciamo che questo non accadrà. La coalizione trilaterale non cerca il conflitto con nessuno, ma piuttosto la stabilità&#8221;.</p>



<p><strong>Il messaggio appariva chiaramente indirizzato alla Turchia, in risposta alle sue ambizioni espansionistiche. </strong>Ankara sembra infatti perseguire un disegno strategico di ampia portata, volto a proiettarsi fino all’oceano e a consolidarsi quale principale potenza del Levante, assumendo al contempo il ruolo di cerniera geopolitica tra il Mediterraneo e l’area indo-pacifica. Un simile obiettivo, qualora fosse realizzato, comporterebbe inevitabilmente un ridimensionamento del ruolo di Tel Aviv, relegandola a una posizione subordinata o quantomeno secondaria rispetto ad Ankara, soprattutto nell’ipotesi di un progressivo disimpegno degli Stati Uniti dalla regione.</p>



<p>Anche il premier greco <strong>Kyriakos Mitsotakis </strong>ha insistito più volte sul fatto che la cooperazione con Israele rappresenti un “pilastro di stabilità regionale”, soprattutto in materia energetica e di sicurezza. Dopo le accuse turche secondo cui Grecia, Cipro e Israele starebbero formando un fronte anti-turco, il ministero degli Esteri greco ha risposto sostenendo che la cooperazione trilaterale “non è diretta contro terzi”, ma serve alla stabilità regionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;questione turca&#8221;</h2>



<p>Dietro queste formule diplomatiche esiste però una realtà geopolitica molto più concreta. Il vero collante dell’asse è infatti la questione turca. <strong>I punti di attrito sono almeno tre: Siria, Cipro ed Egeo.</strong> In Siria, Israele guarda con crescente sospetto all’espansione dell’influenza turca. Nel Mar Egeo continuano le dispute tra Grecia e Turchia su spazio aereo, piattaforme continentali e zone economiche esclusive. A Cipro, invece, resta aperta la ferita del 1974, con la presenza militare turca nel Nord dell’isola.</p>



<p>Per questo motivo, negli ambienti strategici greci e ciprioti Israele viene sempre più percepito come un alleato implicito nel contenimento della pressione turca nel Mediterraneo orientale. Anche parte della stampa turca descrive apertamente la cooperazione Grecia-Cipro-Israele come un “fronte anti-turco”.</p>



<p><strong>La dimensione energetica ha avuto un ruolo decisivo nel consolidamento dell’asse. </strong>Il progetto EastMed, pensato per collegare i giacimenti di gas israeliani e ciprioti all’Europa passando per la Grecia, è stato per anni presentato come una svolta strategica per l’autonomia energetica europea. In realtà, il valore geopolitico del progetto era forse persino più importante di quello economico. EastMed rappresentava infatti la possibilità di costruire una rete energetica mediterranea alternativa alle rotte controllate dalla Turchia. Anche se oggi il progetto appare ridimensionato, il suo significato politico rimane enorme: creare una continuità strategica tra Levante ed Europa attraverso l’ellenismo mediterraneo.</p>



<p>In parallelo sono aumentati gli investimenti israeliani in Grecia e Cipro. Il turismo israeliano è cresciuto rapidamente, mentre <strong>diversi investitori israeliani hanno acquistato immobili e attività soprattutto nelle isole greche e a Cipro. </strong>Dopo il 7 ottobre e l’instabilità regionale, i media greci e turchi hanno persino discusso indiscrezioni secondo cui ambienti politici israeliani avrebbero valutato la possibilità di utilizzare alcune isole greche come “safe haven” per cittadini israeliani in caso di guerra regionale. Le autorità greche hanno ufficialmente smentito queste ricostruzioni, ma il solo fatto che tali scenari vengano discussi mostra quanto il rapporto tra i due paesi sia diventato stretto.</p>



<p>A rendere possibile questo riavvicinamento è stato anche <strong>l`appoggio a questa linea della classe dirigente greca.</strong> La borghesia ellenica, storicamente legata al settore marittimo e armatoriale, ha sempre mantenuto forti connessioni con il mondo anglosassone, soprattutto con Regno Unito e Stati Uniti. In questo contesto, l’avvicinamento a Israele ha rappresentato anche un rafforzamento dell’ancoraggio greco al sistema strategico americano nel Mediterraneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le opposizioni in Grecia e a Cipro, l&#8217;irritazione della Turchia</h2>



<p>Non tutti, però, sostengono questa alleanza. In Grecia esistono ancora forti correnti filopalestinesi e anti-israeliane, sia nella sinistra radicale sia in parte dell’area nazionalista. Negli ultimi mesi partiti della sinistra greca hanno criticato apertamente i summit tra Mitsotakis, Netanyahu e il presidente cipriota <strong>Nikos Christodoulides</strong>, accusando il governo di “militarizzare” ulteriormente il Mediterraneo orientale. Bisogna Anche tenere presente che seppur minoritari In Grecia persistono sentimenti antiebraici (in una minoranza in passato significativa) legati a una tradizione ortodossa di stereotipi complottisti (Protocolli di Sion). Il metropolita Seraphim di Piraeus nel 2010 su Mega TV aveva detto : &#8220;gli ebrei hanno orchestrato l&#8217;Olocausto&#8221; e &#8220;il sionismo mondiale vuole schiavizzare Grecia e Ortodossia&#8221;.</p>



<p>Anche a Cipro non mancano opposizioni. Alcuni ambienti politici temono che l’isola possa trasformarsi in una piattaforma avanzata di un eventuale confronto tra Israele e Turchia. Perfino nel dibattito online cipriota emergono timori che Cipro diventi una “buffer zone” tra Ankara e Tel Aviv. Il leader AKEL Stefanos Stefanou ha accusato Israele di “comprarsi” l’isola con acquisti di terreni per creare “ghetti sionisti, scuole e sinagoghe”, affermando che “Israele non tollera critiche e vuole controllare tutto”. Il metropolita di Morphou Neofytos ha criticato duramente Israele per le sue politiche in Gaza, definendole “genocidio” in sermoni recenti.</p>



<p><strong>In parallelo, la Turchia osserva con crescente irritazione questa convergenza. </strong>Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha accusato Grecia, Cipro e Israele di voler costruire “un’alleanza contro i paesi musulmani”. Ankara considera infatti il triangolo ellenico-israeliano come un tentativo di contenimento strategico turco nel Mediterraneo orientale.</p>



<p>Al di là della retorica diplomatica, il Mediterraneo orientale sta entrando in una nuova fase storica. Grecia, Cipro e Israele hanno costruito una convergenza fondata non su affinità culturali spontanee, ma sulla percezione di interessi strategici comuni: energia, sicurezza marittima, contenimento turco e integrazione nel sistema occidentale guidato dagli Stati Uniti.</p>



<p>L’ellenismo mediterraneo e Israele, un tempo distanti, oggi condividono una stessa geografia della paura e della sicurezza. Ed è proprio questa convergenza strategica, più ancora delle pipeline o degli accordi militari, a spiegare la nascita del nuovo asse del Levante mediterraneo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dallegeo-al-levante-lasse-geopolitico-che-grecia-cipro-e-israele-hanno-costruito-contro-la-turchia.html">Dall’Egeo al Levante: l&#8217;asse geopolitico che Grecia, Cipro e Israele hanno costruito contro la Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Turchia alla prova della guerra in Iran e gli scenari dello scontro con Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-turchia-alla-prova-della-guerra-in-iran-e-gli-scenari-dello-scontro-con-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 05:47:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260323121219897_6f24139960774409b157d647817e6f26.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260323121219897_6f24139960774409b157d647817e6f26.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260323121219897_6f24139960774409b157d647817e6f26-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260323121219897_6f24139960774409b157d647817e6f26-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260323121219897_6f24139960774409b157d647817e6f26-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260323121219897_6f24139960774409b157d647817e6f26-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260323121219897_6f24139960774409b157d647817e6f26-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Hakan Fidan è tornato a offrire la sponda della Turchia per una mediazione capace di porre fine alla Terza guerra del Golfo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-turchia-alla-prova-della-guerra-in-iran-e-gli-scenari-dello-scontro-con-israele.html">La Turchia alla prova della guerra in Iran e gli scenari dello scontro con Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Hakan Fidan</strong> è tornato a offrire la sponda della <strong>Turchia</strong> per una mediazione capace di porre fine alla <strong>Terza guerra del Golfo,</strong> sfruttando i buoni rapporti con l&#8217;alleato americano e le crescenti entrature verso l&#8217;Iran: nella giornata di <a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/turkey-says-its-working-the-phones-to-find-way-toward-ending-war/">domenica 22 marzo il Ministro degli Esteri di <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong></a> ha sentito l&#8217;omologo iraniano <strong>Abbas Araghchi</strong> e si è confrontato con Egitto, Qatar, Usa e Unione Europea per capire come Ankara possa giocare un ruolo da mediatore. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La Turchia non vuole il caos in Iran</h2>



<p><strong>La Turchia teme da tempo che la guerra all&#8217;Iran</strong> sfugga di mano a Usa e Israele e sa di muoversi su un terreno molto delicato. A Fidan, uomo d&#8217;intelligence e diplomazia che prima dell&#8217;ascesa a ministro degli Esteri guidava il Mit (il servizio segreto turco), è stato molto chiaro, dapprima, che <strong>le proteste di gennaio in Iran</strong> avevano posto le premesse per un indebolimento del Paese tale da aprire la strada a una guerra e che questo conflitto, poi, <strong>potesse colpire la Turchia su almeno tre direttrici</strong>. </p>



<p>In primo luogo, per la possibilità di un effetto-contagio in caso di collasso del Paese confinante; in secondo luogo, perché fonte di <em>disruption</em> delle piattaforme logistico-commerciali da cui Ankara trae le basi della sua prosperità e gli approvvigionamenti energetici (<a href="https://bianet.org/yazi/global-energy-geopolitics-in-the-grip-of-hormuz-and-turkey-317245">il 13% del gas, ad esempio, è importato dall&#8217;Iran</a>); infine, perché in grado di <strong>disegnare un Medio Oriente più orientato ai desiderata di Israele,</strong> sempre più rivale strategico di Ankara. Sullo sfondo, il rischio paventato da Erdogan che <strong>Benjamin Netanyahu</strong> rompesse a favore di Tel Aviv il tatticismo che vedeva, agli occhi di Donald Trump e della sua America, Turchia e Israele come perni geopolitici della presenza Usa nel quadrante tra Asia Sud-Occidentale, Caucaso e aree calde come Mar Nero e Mar Rosso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;attivismo israeliano spaventa la Turchia</h2>



<p>Ankara, peraltro, <strong>intende la presenza di Israele in cabina di regia</strong> come una minaccia strategica: Tel Aviv intende posizionarsi come &#8220;impero d&#8217;area&#8221; e <strong>demolire la linea di compromesso che la Turchia ha costruito coi partner del Golfo</strong> come disegno alternativo fondato su compromessi e mediazioni. Facciamo nostra l&#8217;analisi dell&#8217;<a href="https://arabcenterdc.org/resource/turkey-and-the-war-on-iran-between-opportunity-and-catastrophe/">Arab Center di Washington riguardo le ripercussioni nei </a>rapporti con Teheran:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><a href="https://books.openedition.org/ifeagd/3111">Questa visione regionale era anche coerente con la posizione di lunga data</a>&nbsp;della Turchia&nbsp; nei confronti dell&#8217;Iran. Ankara ha più spesso considerato l&#8217;Iran come un rivale da gestire, piuttosto che come un nemico esistenziale. I due Paesi condividono un lungo confine, competono per l&#8217;influenza nelle stesse regioni e sostengono&nbsp;<a href="https://www.swp-berlin.org/10.18449/2022C58/">fazioni opposte</a>&nbsp;in molti conflitti. Tuttavia, hanno anche cooperato quando i loro interessi sono coincisi, e nessuno dei due ha mai considerato l&#8217;altro una minaccia da eliminare. Nel tempo, questo modello ha creato un equilibrio stabile in cui la competizione coesiste con relazioni pragmatiche.</p>
</blockquote>



<p>&#8220;La strategia di Ankara è ulteriormente rafforzata dal successo ottenuto nel ricucire i rapporti con il &#8220;triangolo di potere&#8221; formato da Egitto e Arabia Saudita, creando un &#8220;blocco di stabilità&#8221; regionale che contrasta i progetti di frammentazione israeliani&#8221;, <a href="https://www.annahar.com/News/Details?pageid=289495&amp;lang=1">aggiunge Annahar. </a>Pragmatismo e realismo da un lato, prospettive strategiche dell&#8217;altro: la Turchia sta <strong>lavorando ai fianchi Israele per provare a isolare Tel Aviv</strong> nella sua crociata esistenziale contro l&#8217;Iran, che Netanyahu intende destinato a sfociare nel &#8220;piano caos&#8221; per spingere al collasso la Repubblica Islamica, anche<a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html"> coinvolgendo forze, come le minoranze curde, che Ankara vedrebbe come fumo negli occhi.</a> Erdogan lo ha detto a chiare lettere il 9 marzo: &#8220;L&#8217;<a href="https://www.trtworld.com/article/0511d246bbf6">obiettivo primario è tenere il nostro Paese lontano da questo fuoco</a>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prospettive incerte</h2>



<p>In prospettiva, esso può traslare nel rafforzamento del piano volto a spingere per il <strong>contenimento di Tel Aviv nella regione</strong>. <a href="https://www.inss.org.il/publication/turkey-iran-war/"><strong>L&#8217;Institute for National Security Studies</strong> della Tel Aviv University segnala</a> che &#8220;la risposta della Turchia al conflitto è diventata introspettiva e si è orientata verso un&#8217;accelerazione del riarmo militare. Sono state individuate e si stanno colmando le lacune in termini di capacità nei settori dell&#8217;aeronautica, della difesa aerea, della sicurezza informatica e dei missili&#8221;. Scenari che, indubbiamente, interessano da vicino Tel Aviv, per cui l&#8217;ipotesi di uno scontro con la Turchia, anche in forma indiretta, non è più solo di accademia. E l&#8217;ipotesi che la guerra in Iran e i suoi esiti possano, o meno, accelerare questo trend a secondo della positività del risultato per Israele preoccupa la Turchia, che riscopre la carta negoziale proprio per <strong>ristabilire uno status quo che le era favorevole</strong>. E che vede rimesso profondamente in discussione.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-turchia-alla-prova-della-guerra-in-iran-e-gli-scenari-dello-scontro-con-israele.html">La Turchia alla prova della guerra in Iran e gli scenari dello scontro con Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iran, il rodeo dei negoziati: Usa ambigui, Turchia ottimista, Europa assente. E Israele osserva</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-il-rodeo-dei-negoziati-usa-ambigui-turchia-ottimista-europa-assente-e-israele-osserva.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 11:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare iraniano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-600x392.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Iran, il rodeo dei negoziati: Usa ambigui, Turchia ottimista, Europa assente. E Israele osserva l'evoluzione del dialogo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-il-rodeo-dei-negoziati-usa-ambigui-turchia-ottimista-europa-assente-e-israele-osserva.html">Iran, il rodeo dei negoziati: Usa ambigui, Turchia ottimista, Europa assente. E Israele osserva</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/IRAN-Iran-il-rodeo-dei-negoziati-Usa-ambigui-Turchia-ottimista-Europa-assente.-E-Israele-osserva-600x392.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proseguono i negoziati per un <strong>accordo nucleare Usa-Iran</strong>, con il ministro degli Esteri di Teheran <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-lultima-battaglia-diplomatica-di-araghchi-fermare-lassalto-statunitense.html">Abbas Araghchi</a></strong> che rimane il volto di punta della Repubblica Islamica su mandato del presidente <strong>Masoud Pezeshkian</strong> e che martedì 17 febbraio sarà a Ginevra per partecipare ai nuovi colloqui coordinati dall&#8217;<strong>Oman con gli inviati di Washington, Jared Kushner e Steve Witkoff</strong>. Mascate farà da regista, la sede sarà svizzera per il contemporaneo svolgersi dei dialoghi con Russia e Ucraina che assorbiranno la diplomazia americana. E si inizieranno a veder le carte delle potenze in campo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa rafforzano lo schieramento militare</h2>



<p>Il quadro è complesso. Teheran negozia mentre non è ancora chiaro l&#8217;impatto della repressione delle proteste di fine dicembre e inizio gennaio che hanno suscitato l&#8217;ira degli Usa e dell&#8217;Occidente ma in un contesto in cui a lungo le <strong>rivendicazioni dell&#8217;opposizione iraniana</strong> non sono state considerate dalla diplomazia a stelle e strisce. Ieri, però, è stato <strong>Donald Trump</strong> a riportare in campo il tema invocando il fatto che il <em>regime change </em>sarebbe &#8220;la scelta migliore&#8221; per l&#8217;Iran.</p>



<p>Tutto questo <a href="https://news.usni.org/2026/02/13/carrier-fords-extension-to-the-middle-east-could-break-recent-deployment-records">mentre il <strong>gruppo d&#8217;attacco della portaerei &#8220;Gerald Ford&#8221;</strong>,</a> schierato a lungo vicino alle coste del Venezuela, sta raggiungendo il Golfo Persico per sommarsi a quello della Uss Abraham Lincoln che vi opera già da diverse settimane per <strong>aumentare la pressione militare americana</strong>. L&#8217;Iran ha minacciato che, se attaccato, risponderà sulle basi americane nel Medio Oriente, mentre il segretario di Stato Marco Rubio dice che <a href="https://www.bbc.com/news/articles/clyz4y3zwz5o">un accordo resta la scelta migliore per gli Usa.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">Israele e Turchia, posizioni contrastanti sull&#8217;Iran</h2>



<p>Da valutare la <strong>posizione di Israele: il primo ministro Benjamin Netanyahu</strong> ha compiuto una missione-lampo negli Usa per cercare di pressare Trump ad alzare dal nucleare al campo balistico, degli armamenti e del sostegno agli alleati la pressione politica sull&#8217;Iran per un accordo, apparentemente senza successo. Il Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano <a href="https://it.insideover.com/politica/netanyahu-e-lapid-disertano-il-vertice-aipac-le-tensioni-con-gli-usa-sulliran.html"><strong>Ali Larijani</strong> accusa Israele di voler sabotare i negoziati</a> mentre una riedizione della guerra dei dodici giorni di giugno 2025 resta sullo sfondo, nonostante Tel Aviv <a href="https://it.insideover.com/guerra/antiaerea-bucata-la-minaccia-dei-missili-iraniani-mette-israele-sotto-pressione.html">debba ponderare bene la sua preparazione, soprattutto difensiva, a un nuovo conflitto.</a></p>



<p>Chi continua a spingere per un accordo è la <a href="https://it.insideover.com/politica/araghchi-in-turchia-ankara-prova-lultima-mediazione-tra-usa-e-iran.html"><strong>Turchia, in prima linea per riportare Usa e Iran </strong>al tavolo delle trattative</a> ed evitare la guerra. Ankara, per mezzo del presidente Recep Tayyip Erdogan e il ministro degli Esteri <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html">Hakan Fidan, ammonisce dei rischi del caos in Iran dall&#8217;inizio delle proteste</a>.</p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/d6bb9e1b-a27d-4381-8aab-bd0fe613da90">Fidan ha detto al Financial Times </a>nella giornata di giovedì 12 febbraio che Washington ha mostato &#8220;flessibilità&#8221; sulla de-nuclearizzazione dell&#8217;Iran e sulla possibilità di concedere a Teheran gli spazi di arricchimento dell&#8217;uranio concessi dal Trattato di non Proliferazione per fini civili, aggiungendo che &#8220;<strong>gli iraniani ora riconoscono la necessità di raggiungere un accordo</strong> con gli americani, e gli americani capiscono che<strong> gli iraniani hanno dei limiti&#8221;</strong>. L&#8217;obiettivo resta il ritorno a uno scenario simile a quello del 2015, quando <strong>il presidente Hassan Rouhani e  il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif</strong> negoziarono l&#8217;accordo con gli Usa, l&#8217;Unione Europea, la Russia e la Cina per il controllo della proliferazione nucleare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Araghchi sferza l&#8217;Europa</h2>



<p>Trump ha rottamato l&#8217;accordo (Jcpoa) nel 2018, e oggi chi sembra escluso dai giochi negoziali è proprio il mondo europeo, che sul caso Iran ha scelto consapevolmente di non toccare palla. Araghchi lo ha scritto su X. Ritiene &#8220;disastrosa&#8221; la rotta europea</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Europe&#39;s overall trajectory is dire, to say the least. <br><br>What does this all mean, in practical terms? The paralysis and irrelevance of the EU/E3 is displayed in the dynamics surrounding the current talks over Iran&#39;s nuclear program.</p>&mdash; Seyed Abbas Araghchi (@araghchi) <a href="https://twitter.com/araghchi/status/2022696691317842093?ref_src=twsrc%5Etfw">February 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I Paesi del formato E3 (Francia, Germania e Regno Unito), secondo Araghchi, &#8220;appaiono confusi, incapaci di capire cosa succede in Iran&#8221;, e per il capo diplomatico di Teheran &#8220;l&#8217;Europa che un tempo era un interlocutore chiave adesso è scomparsa&#8221;. Ben più efficace, per Araghchi,<strong> il ruolo dei Paesi della regione, definiti, ed è una novità, &#8220;amici&#8221;</strong>. Paesi come Turchia e Arabia Saudita, storicamente rivali di Teheran, o i mediatori Qatar e Oman ora appaiono più acco,unati all&#8217;Iran nel nome dell&#8217;obiettivo comune di evitare una guerra. Mentre l&#8217;Europa sembra retrocessa, per sua stessa scelta, in una periferia diplomatica sconfortante. E <a href="https://it.insideover.com/guerra/israele-iran-anche-in-questa-crisi-la-pusillanime-europa-e-ininfluente.html">sul caso Iran è semplicemente irrilevante.</a></p>



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		<title>Iran, le prospettive della Repubblica Islamica al bivio tra pace e guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-le-prospettive-della-repubblica-islamica-al-bivio-tra-pace-e-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 09:53:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Proteste in Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Sono-giorni-decisivi-per-la-Repubblica-Islamica-dellIran-chiamata-a-capire-se-la-prospettiva-di-un-intervento-militare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Sono-giorni-decisivi-per-la-Repubblica-Islamica-dellIran-chiamata-a-capire-se-la-prospettiva-di-un-intervento-militare.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Sono-giorni-decisivi-per-la-Repubblica-Islamica-dellIran-chiamata-a-capire-se-la-prospettiva-di-un-intervento-militare-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Sono-giorni-decisivi-per-la-Repubblica-Islamica-dellIran-chiamata-a-capire-se-la-prospettiva-di-un-intervento-militare-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Sono-giorni-decisivi-per-la-Repubblica-Islamica-dellIran-chiamata-a-capire-se-la-prospettiva-di-un-intervento-militare-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Sono-giorni-decisivi-per-la-Repubblica-Islamica-dellIran-chiamata-a-capire-se-la-prospettiva-di-un-intervento-militare-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Sono-giorni-decisivi-per-la-Repubblica-Islamica-dellIran-chiamata-a-capire-se-la-prospettiva-di-un-intervento-militare-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono giorni decisivi per la Repubblica Islamica dell'Iran, mentre la prospettiva di un intervento militare Usa rimane.</p>
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<p>Sono giorni decisivi per la <strong>Repubblica Islamica dell&#8217;Iran</strong>, chiamata a capire se la prospettiva di un intervento militare statunitense sul suo territorio è plausibile o meno. E a cogliere ogni occasione per ravvivare quel dialogo con Washington su cui ieri è emersa come principale facilitatrice <a href="https://it.insideover.com/politica/fidan-araghchi-colloquio-positivo-a-ankara-la-turchia-vuole-la-pace-iran-usa.html">la <strong>Turchia di Recep Tayyip Erdogan e Hakan Fidan</strong></a>, che hanno ricevuto a Ankara il ministro degli Esteri <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-lultima-battaglia-diplomatica-di-araghchi-fermare-lassalto-statunitense.html">Abbas Araghchi</a></strong>. </p>



<p>Ankara teme lo <strong>scenario-caos in un Paese già scosso</strong> da settimane di proteste contro il governo, al pari degli altri Stati della regione, e non vuole dare spazio alla rivale <strong>Israele nello scacchiere mediorientale</strong><a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html"><strong>,</strong> conscia che una crisi o un collasso </a>dell&#8217;Iran guidato dall&#8217;ayatollah Ali Khamenei aprirebbe un buco nero supermassiccio nel centro dell&#8217;arco di crisi che corre dal Mar Rosso al Pamir e l&#8217;Hindu Kush e dal Libano allo Yemen. Al contempo, <strong>i Paesi arabi della regione dissuadono gli Usa</strong> dall&#8217;intervenire. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sentiero stretto di Trump per colpire l&#8217;Iran</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/difesa/trump-minaccia-liran-e-chiede-la-rinuncia-al-nucleare-ma-teheran-non-negozia.html">Del resto, per <strong>Donald Trump e l&#8217;amministrazione americana</strong></a> la finestra di pressione sull&#8217;Iran è assai asimmetrica rispetto all&#8217;iniziale fase delle proteste. E al contempo la volontà di spingere fortemente sulla ricerca di un accordo sul nucleare e il futuro dell&#8217;Iran nettamente pregiudizievole per Teheran ha superato ogni retorica presa di posizione sul possibile cambio di regime nel Paese o sulla lotta per la democrazia in Iran. </p>



<p><strong>Si è totalmente defilato il profilo di Reza Ciro Pahlavi,</strong> spesso salutato come uomo dell&#8217;opposizione, e il discorso non sembra più riguardare la repressione delle proteste o il numero di morti (su cui ormai le cifre si sprecano in maniera talmente disomogenea da chiamare prudenza) ma, bensì, la possibilità che la pressione militare Usa riprenda <strong>il discorso dal punto in cui nel giugno 2025 era stato interrotto</strong>. Il naufragio dell&#8217;accordo sul nucleare, l&#8217;assalto israeliano, il raid americano contro i siti nucleari iraniani (Operazione &#8220;Midnight Hammer&#8221;), il cessate il fuoco dopo dodici giorni di scontro non decisivi hanno lasciato un clima sospeso di tensione e rivalità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il regime iraniano non collassa</h2>



<p>Nonostante duri colpi subiti e una decapitazione dell&#8217;apparato militare di vertice da parte dei raid israeliani, allora lo Stato iraniano non collassò. <strong>La scommessa americana di poterne accelerare la caduta ora</strong> in caso di attacco appare parimenti azzardata. </p>



<p><a href="https://www.middleeasteye.net/opinion/why-trump-should-think-twice-about-seeking-another-quick-victory-iran">Come ha ricordato l&#8217;ambasciatore <strong>Marco Carnelos</strong> su <em>Middle East Eye</em>,  </a>&#8220;il collasso dello Stato iraniano, che alcuni falchi statunitensi e israeliani sognano nelle loro fantasie più sfrenate, è una prospettiva ben più terrificante per la stabilità complessiva della regione rispetto all&#8217;attuale ordine sotto il governo ferreo della Repubblica Islamica&#8221; e, del resto, un attacco esterno compatterebbe la leadership di Teheran più che frammentarla:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Gli iraniani sono storicamente allergici all&#8217;influenza o all&#8217;egemonia straniera. Un tentativo di cambio di regime potrebbe facilmente ritorcersi contro i suoi sostenitori. Ancora una volta, è opportuno ricordare le dure lezioni dell&#8217;Iraq.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">I dubbi sull&#8217;Iran che verrà</h2>



<p>C&#8217;è molta nebbia, come abbiamo più volte sottolineato, attorno all&#8217;Iran. Non sappiamo <strong>in che misura nel Paese ci siano ancora focolai attivi di proteste</strong> e in che proporzione <strong>essi siano stati soffocati nel sangue</strong>; non abbiamo un&#8217;idea chiara delle <strong>vittime</strong> e non sappiamo se all&#8217;indubbiamente pesante mano dei Pasdaran e dei Basij nella repressione si siano aggiunti i morti causati da scontri armati e potenziali focolai insurrezionali interni all&#8217;Iran; va valutata la nuova composizione dell&#8217;architettura di potere dell&#8217;Iran dopo queste settimane di proteste. </p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



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<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Va valutato, inoltre, in che misura il presidente <strong>Masoud Pezeshkian</strong> e gli apparati a cui fa riferimento anche Araghchi mantengono la barra dritta e in che misura invece la nuova fase repressiva ha espanso il potere del corpo dei Guardiani della Rivoluzione guidato da <strong>Mohammad Pakpour </strong>dopo l&#8217;uccisione di <strong>Hossein Salami</strong> durante la guerra dei dodici giorni. Inoltre, va capito se tra le proteste, alla fine, Pezeshkian sia riuscito con le sue promesse di riforme economiche, con la sua spinta sui sussidi alle classi più svantaggiate e con la promessa di lottare contro l&#8217;inflazione a <strong>selezionare un gruppo in cui affrontare il malcontento con pragmatismo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un attacco rafforzerebbe il regime</h2>



<p>Al contempo, va compreso quanto sia chiaro, in seno agli apparati della Repubblica Islamica, che <strong>a prescindere dalla prospettiva di scontro con gli Stati Uniti</strong>, ormai l&#8217;attuale sistema di potere iraniano sia un moloch difficilmente sostenibile e che dall&#8217;apertura economica a quella sociale il sistema necessiti di profonde ristrutturazioni. La Repubblica Islamica ha una data di scadenza che coincide con la fine della fase in cui Ali Khamenei, uomo simbolo dell&#8217;istituzione fondata da Ruhollah Khomeini e al potere da quasi 46 anni (fu presidente dal 1980 al 1989, è Guida suprema dal 1989), non sarà più in grado di esercitare leadership e coordinamento. </p>



<p><strong>Risulta doveroso prepararsi a quella fase, per capire se il sistema proseguirà il percorso tracciato</strong> o se si concretizzeranno delle svolte strategiche, dalla possibile evoluzione castrense centrata sui Pasdaran a un cambio collegiale nella guida teocratica. Ma ormai le sempre più pressanti pulsioni espresse dalle piazze e dalla società non possono essere rubricate al frutto esclusivo di influenze esterne e mostrano la necessità di un&#8217;evoluzione strutturale. </p>



<p>Paradossalmente, proprio un attacco americano e israeliano darebbe tempo e respiro a un sistema contraddittorio e in difficoltà per riorganizzarsi. Nota Carnelos che &#8220;sembra difficile trovare, all&#8217;interno della struttura di potere e di sicurezza iraniana, persone&nbsp; <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/jan/22/delcy-rodriguez-capture-maduro-venezuela" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disposte a tradire</a>&nbsp;l&#8217;ayatollah Ali Khamenei, come hanno fatto i più fidati collaboratori del presidente venezuelano <a href="https://it.insideover.com/energia/venezuela-rodriguez-apre-ai-privati-nel-petrolio-ma-lintervento-dei-giganti-usa-non-e-scontato.html">Nicolas Maduro a Caracas all&#8217;inizio di questo mese&#8221;.</a> E sarà ancora più difficile trovarli se Washington sceglierà la via della guerra, che spingerà inevitabilmente il Paese al <em>rallying around the flag</em>.</p>



<p></p>
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		<title>Fidan-Araghchi, colloquio positivo a Ankara. La Turchia vuole la pace Iran-Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/fidan-araghchi-colloquio-positivo-a-ankara-la-turchia-vuole-la-pace-iran-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 16:23:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-1536x969.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-600x378.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pronti al negoziato, ma anche alla guerra. Abbas Araghchi da Ankara non nasconde le prospettive dell&#8217;Iran nel quadro del confronto con Washington in Medio Oriente. Il ministro degli Esteri iraniano in Turchia ha incontrato sia l&#8217;omologo Hakan Fidan sia il presidente Recep Tayyip Erdogan, titolari dell&#8217;ultima, e forse più ambiziosa, mediazione per porre fine alla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/fidan-araghchi-colloquio-positivo-a-ankara-la-turchia-vuole-la-pace-iran-usa.html">[...]</a></p>
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<p>Pronti al negoziato, ma anche alla guerra. <strong>Abbas Araghchi da Ankara</strong> non nasconde le prospettive dell&#8217;Iran nel quadro del confronto con Washington in Medio Oriente. Il ministro degli Esteri iraniano in Turchia ha incontrato sia l&#8217;omologo Hakan Fidan sia il presidente<strong> Recep Tayyip Erdogan</strong>, titolari dell&#8217;ultima, e forse più ambiziosa, mediazione per porre fine alla minaccia di una guerra tra Washington e Teheran, sei mesi dopo l&#8217;assalto israeliano alla Repubblica Islamica nella guerra dei dodici giorni. </p>



<p>La sensazione è che un fine settimana critico per il futuro dei rapporti Usa-Iran si stia per aprire. E che la possibilità di un nuovo negoziato, su cui anche il presidente americano Donald Trump si è detto aperturista, non sia tramontata, ma che ci sia ancora molto da fare.</p>



<p>&#8220;Noi siamo pronti, sia alla guerra che a un negoziato&#8221;, ha detto Araghchi dopo l&#8217;incontro con Fidan, aggiungendo che però &#8220;l&#8217;Iran non accetta diktat, siamo pronti al dialogo, cogliamo un negoziato ma gli Usa devono capire che non si inizia con le minacce&#8221; una trattativa.<strong> Un messaggio, neanche troppo velato,</strong> al fatto che Teheran riconosce maggiormente gli sforzi dell&#8217;inviato speciale Steve Witkoff rispetto a quelli di Trump, orientati a un rilancio della massima pressione militare e politica dopo le proteste represse di inizio anno.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html"><strong>Araghchi ha ottenuto la sponda di Fidan</strong>:</a> &#8220;I negoziati nucleari tra Usa e Iran devono essere rilanciati&#8221;, ha detto il capo diplomatico turco, sottolineando che &#8220;questi sforzi saranno fruttuosi per ogni parte in causa&#8221; e aggiungendo che a suo avviso all&#8217;Iran andrebbero rimosse le sanzioni, rilanciando la sua idea di un meccanismo d&#8217;integrazione turco-arabo-iraniano simile all&#8217;Unione Europea in Medio Oriente e criticando Israele che &#8220;<strong>sta provando a convincere gli Usa a intervenire in Iran&#8221;.</strong></p>



<p>In questo contesto, è bene sottolineare come Ankara stia provando a tenere in piedi una mediazione in extremis laddove diplomaticamente avrebbe potuto inserirsi l&#8217;Unione Europea, autoesclusasi con la mossa della massima pressione antiraniana di ieri. La Turchia non vuole vedere il suo estero vicino deflagrare, e la prospettiva di una guerra Usa-Iran rischia di concretizzare tale minaccia. Riuscirà l&#8217;ascendente turco, spesso emerso nel secondo mandato di Trump, ad aprire una trattativa? I falchi di Washington e Teheran saranno ridimensionati? Domande che restano aperte mentre il Medio Oriente trattiene il fiato. E l&#8217;ombra della guerra non è ancora fugata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/fidan-araghchi-colloquio-positivo-a-ankara-la-turchia-vuole-la-pace-iran-usa.html">Fidan-Araghchi, colloquio positivo a Ankara. La Turchia vuole la pace Iran-Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Araghchi in Turchia: Ankara prova l&#8217;ultima mediazione tra Usa e Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/araghchi-in-turchia-ankara-prova-lultima-mediazione-tra-usa-e-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 07:46:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-1024x646.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-768x484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-1536x969.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Araghchi-in-Turchia-Ankara-prova-lultima-mediazione-tra-Usa-e-Iran-600x378.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbas Araghchi, ministro degli Esteri della Repubblica Islamica dell&#8217;Iran, arriva ad Ankara per incontrare l&#8217;omologo turco Hakan Fidan, stratega della proiezione regionale del governo di Recep Tayyip Erdogan e oggi in campo per un&#8217;ultima mediazione per provare a evitare uno scontro tra Teheran e gli Stati Uniti. La sfida di Araghchi Il diplomatico 63enne, tessitore &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/araghchi-in-turchia-ankara-prova-lultima-mediazione-tra-usa-e-iran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/araghchi-in-turchia-ankara-prova-lultima-mediazione-tra-usa-e-iran.html">Araghchi in Turchia: Ankara prova l&#8217;ultima mediazione tra Usa e Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-lultima-battaglia-diplomatica-di-araghchi-fermare-lassalto-statunitense.html"><strong>Abbas Araghchi, </strong>ministro degli Esteri della <strong>Repubblica Islamica dell&#8217;Iran,</strong></a> arriva ad Ankara per incontrare l&#8217;omologo turco <strong>Hakan Fidan,</strong> stratega della proiezione regionale del governo di <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> e oggi in campo per un&#8217;ultima mediazione per provare a evitare uno scontro tra Teheran e gli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida di Araghchi</h2>



<p><strong>Il diplomatico 63enne, </strong>tessitore della diplomazia iraniana, è all’ultima grande battaglia diplomatica e cerca la sponda di Fidan, che già nei giorni caldi delle <strong>proteste di piazza a Teheran </strong>e negli altri grandi centri del Paese aveva avvertito contro la tentazione di far sprofondare nel caos la Repubblica Islamica.&nbsp;</p>



<p>La sensazione avvertita in Iran è che l’interlocuzione con la Turchia possa rappresentare la più concreta possibilità per avviare colloqui con gli Usa su basi pragmatiche e scongiurare un assalto a cui <strong>Washington si sta preparando consolidando il dispositivo militare nella regione</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la Turchia è un mediatore credibile</h2>



<p>Ankara è membro della Nato, confina direttamente con l’Iran, teme che uno scontro con l’Occidente possa condurre al salto nel buio di un caos nel Paese o addirittura alla guerra civile, <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html">teme il collasso del potente vicino</a> ed è certa che anche scatenando la loro forza gli Usa non riuscirebbero a rovesciare in un sol colpo la Repubblica Islamica. Con i Paesi europei auto-esclusi da ogni mediazione dall’atteggiamento sempre più duro contro l’Iran e dalle sanzioni contro molti vertici del regime e i Pasdaran la Turchia resta un valido <strong>viatico per una trattativa. </strong></p>



<p><strong>Araghchi si presenterà da Fidan </strong>con la volontà di dare concretezza al primo invito di Erdogan, che si era addirittura proposto per mettere, virtualmente, il presidente Usa Donald Trump e l&#8217;omologo iraniano Masoud Pezeshkian allo stesso tavolo con una chiamata diretta a tre per <strong>avviare nuovi colloqui sul nucleare</strong>. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;assedio americano all&#8217;Iran</h2>



<p>Il ministro degli Esteri, su spinta del presidente, è stato il grande mediatore prima dell&#8217;attacco israeliano di giugno e ha cercato, nei due mesi precedenti, una <strong>via a un nuovo accordo sul nucleare </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-linvincibile-armada-usa-pronta-a-colpire.html"><strong>con l&#8217;inviato Usa Steve Witkoff</strong>. </a></p>



<p>Ora le pressioni americane sono più intense rispetto alla primavera scorsa: gli Usa chiedono la <strong>denuclearizzazione completa, lo stop al programma missilistico, la fine del supporto agli alleati regionali</strong> dell&#8217;Iran. Sostanzialmente, dunque, la resa incondizionata della Repubblica Islamica e la premessa per far emergere tutte le vulnerabilità del Paese. Araghchi, che a settembre aveva cercato di far da pontiere per un nuovo patto con l&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia Atomica (Aiea) mediato dall&#8217;Egitto, ora guarda alla Turchia per <strong>una sponda per far avviare le nuove trattative in uno spirito di maggior pragmatismo.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Turchia-Iran, mediazione all&#8217;ultimo miglio</h2>



<p>&#8220;Sebbene Ankara non affermi di poter risolvere tutte le controversie tra Stati Uniti e Iran, ritiene che anche un impegno diplomatico limitato possa <strong>abbassare la temperatura e impedire l&#8217;escalation</strong>&#8220;, <a href="https://caspianpost.com/analytics/turkish-mediation-in-focus-as-araghchi-visits-ankara-amid-iran-us-tensions">nota il <em>Caspian Post</em>,</a> aggiungendo che ad Ankara &#8220;c&#8217;è la convinzione che la questione nucleare iraniana rimanga il punto di partenza più concreto per la ripresa dei colloqui&#8221; e che &#8220;i funzionari turchi hanno ripetutamente sostenuto che i progressi su questo fronte potrebbero contribuire ad allentare le tensioni più ampie e a<strong> ridurre il rischio di conflitti&#8221;.</strong> </p>



<p>Araghchi, nei giorni scorsi, ha sentito i capi della diplomazia di Arabia Saudita e Qatar e la sua visita in Turchia va letta in parallelo al contemporaneo viaggio di ufficiali sauditi e israeliani a Washington per scambi informativi su possibili attacchi alla Repubblica Islamica che sembrano ogni giorno più vicini. <strong>La Turchia è forse la più vigorosa oppositrice</strong> dei raid contro l&#8217;Iran, supportata in questo fronte da un&#8217;ampia gamma di Paesi arabi e del Golfo, mentre Israele, suo rivale strategico per eccellenza, dopo aver attaccato a giugno sembra oggi giorno meno baldanzoso. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I colloqui in Zona Cesarini</h2>



<p>A metà gennaio Araghchi riuscì, <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-le-uccisioni-si-sono-fermate-da-washington-acqua-sul-fuoco-dello-scontro-con-liran.html">confrontandosi con Witkoff e parlando poi direttamente agli americani dagli schermi di Fox News,</a> a mediare uno stop ai raid americani e a presentare la <strong>pacificazione interna dell&#8217;Iran,</strong> ottenuta a costo di durissime repressioni, come un fatto compiuto, rimuovendo le cause scatenanti dei raid. Dopo, Trump ha tirato dritto lo stesso cercando oggi uno scontro La sensazione è che una guerra, ora come ora, non convenga a nessuno e che Trump abbia in mano un&#8217;enorme responsabilità. Fidan ascolterà Araghchi per capire se <strong>Erdogan, leader con un credito notevole agli occhi dell&#8217;umorale presidente di Washington, </strong>possa essere in grado di un intervento in Zona Cesarini per scongiurare la guerra. Confermando la centralità strategica di una Turchia sempre più Paese-ponte del Medio Oriente.</p>



<p></p>
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		<title>Comitato per Gaza, l&#8217;ira di Israele con Trump per l&#8217;inclusione di Turchia e Qatar</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/comitato-per-gaza-lira-di-israele-con-trump-per-linclusione-di-turchia-e-qatar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 12:55:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Board of Peace]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1295" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-1536x1036.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251130125857808_44374af15ba0b3b347e0f9217b2ef961-600x405.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Board of Peace per Gaza è stato nominato dalla sua figura apicale, ovvero il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e pochi giorni dopo la sua nascita fa già discutere e polemizzare Israele. Ovvero uno dei soggetti, assieme ad Hamas, nella cui direzione il Board dovrebbe operare facilitando la mediazione nella &#8220;Fase 2&#8221; del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/comitato-per-gaza-lira-di-israele-con-trump-per-linclusione-di-turchia-e-qatar.html">[...]</a></p>
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<p>Il <strong>Board of Peace</strong> per Gaza è stato nominato dalla sua figura apicale, <strong>ovvero il presidente degli Stati Uniti Donald Trump,</strong> e pochi giorni dopo la sua nascita fa già discutere e polemizzare <strong>Israele</strong>. Ovvero uno dei soggetti, assieme ad Hamas, nella cui direzione il Board dovrebbe operare facilitando la mediazione nella &#8220;Fase 2&#8221; del cessate il fuoco siglato a ottobre a Sharm-el-Sheikh. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Israele si sente tagliata fuori?</h2>



<p>La critica non va tanto in direzione dei nomi del Consiglio Esecutivo annunciato ieri, quanto verso quelli aggiunti al cosiddetto Consiglio esecutivo di Gaza, il secondo organo del Board of Peace a cui si aggiungerà una più ampia assemblea di leader globali. </p>



<p>Nel Consiglio esecutivo di Gaza, che dovrà essere la cinghia di trasmissione a sostegno<a href="https://it.insideover.com/politica/blair-il-ceo-di-apollo-lex-presidente-di-exor-chi-ce-nel-peace-board-di-gaza-nominato-da-trump.html"> dell&#8217;operato dell&#8217;Alto Rappresentante del Board of Peace (<strong>l&#8217;ex ministro bulgaro Nickolay Mladenov</strong>)</a> e in direzione del governo tecnocratico della Striscia (il Comitato nazionale per l&#8217;amministrazione di Gaza, Ncag), Trump ha infatti nominato <strong>il ministro degli Esteri turco <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-turchia-teme-lo-scenario-caos-in-iran.html">Hakan Fidan</a></strong> e Ali al-Thawadi, consigliere speciale del governo del Qatar che era presenta alla Casa Bianca quando The Donald spinse Benjamin Netanyahu a scusarsi con Muhammad al-Thani, premier di Doha, per gli attacchi israeliani contro Hamas nella capitale dell&#8217;emirato del settembre scorso. </p>



<p>Se Tel Aviv digerisce la presenza di Hassan Rashad, capo della Direzione generale dell&#8217;intelligence egiziana, meno gradita è la presenza degli altri due esponenti dei <strong>Paesi mediatori. In particolare, Fidan è l&#8217;architetto della strategia turca in Medio Oriente</strong> e una figura ritenuta strategica per le mosse di Ankara, soprattutto nel confronto della partita a scacchi regionale con Israele. Doha è ormai transitata nel campo degli avversari di Tel Aviv, che maldigerisce la proiezione regionale dei Fratelli Musulmani e sta al fianco dei rivali del Qatar e di Ankara, gli Emirati Arabi Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I timori di Israele per l&#8217;influenza della Turchia</h2>



<p>&#8220;Israele non ha reagito in modo aggressivo all&#8217;inclusione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan nel Consiglio per la pace, riconoscendo che il comitato più importante è il comitato esecutivo&#8221;, nota il <em>Times of Israel</em>. </p>



<p>Nel board allargato dei leader globali siederanno fino a 50 figure di tutto il mondo, dal<strong> presidente argentinon Javier Milei</strong> al premier albanese <strong>Edi Rama</strong>, mentre il comitato dove siederanno Fidan e al-Thawadi assieme a molti membri del Comitato esecutivo (Mladenov, l&#8217;inviato Usa Steve Witkoff, i finanzieri Jared Kushner e Mark Rowan, e l&#8217;ex premier britannico Tony Blair) e a funzionari esterni come Sigrid Kaag, Coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, è ritenuto più importante e operativo.</p>



<p><a href="https://www.timesofisrael.com/israel-fumes-at-gaza-oversight-panel-makeup-as-trump-invites-erdogan-to-peace-board/">In particolare il <em>Times of Israel</em> segnala che Netanyahu &#8220;</a>aveva cercato di impedire l&#8217;inclusione di un rappresentante turco in quest&#8217;ultimo organismo, ma a quanto pare ha perso quella battaglia, dimostrando<strong> l&#8217;utilità percepita di Ankara agli occhi di Trump,</strong> che ha ripetutamente elogiato Erdogan&#8221;. La sensazione è che Tel Aviv sia stata presa in contropiede dopo che Netanyahu,<a href="https://www.cbc.ca/news/world/gaza-israel-ceasefire-plan-netanyahu-9.7046366"> all&#8217;avvio del negoziato per la &#8220;Fase 2&#8221;, l&#8217;aveva definito &#8220;largamente simbolico&#8221; </a>mentre il <strong>contesto era dominato dalla crisi in Iran, oggi in parte meno vicina al calor bianco,</strong> salvo trovarsi di fronte all&#8217;accelerazione di Trump. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Board of Peace, una sfida per gli Usa</h2>



<p>Del resto, il fatto che il Board of Peace ha alla sua guida proprio il presidente americano impone una <strong>presa di consapevolezza da parte di Trump</strong> del coinvolgimento diretto di Washington e dei rischi insiti in un fallimento del processo di pace per l&#8217;immagine dell&#8217;amministrazione.  </p>



<p>&#8220;<strong>Non si tratta di una scelta di facciata, ma di una vera sfida</strong>, perché guidare il processo di ricostruzione richiede un impegno enorme&#8221;, <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-e-oltre-parla-marco-minniti-litalia-sia-ponte-tra-occidente-e-sud-del-mondo.html#google_vignette">aveva detto a <em>InsideOver</em> a dicembre il presidente della MedOr Italian Foundation Marco Minniti.</a> Un impegno che richiede sforzi politici e sfide, ora e in occasione del futuro processo che porterà, sperabilmente, al ritiro israeliano e al disarmo di Hamas, consentendo alla Striscia di pensare a un futuro libero da guerra e oppressione. In quest&#8217;ottica, è chiaro che per Washington appiattirsi su Tel Aviv risulterebbe problematico. E questo è ciò che Netanyahu non riesce a digerire: rendersi conto che altri Paesi, come la Turchia, hanno un ruolo agli occhi degli Usa per il Medio Oriente. E riequilibrare la strategia di conseguenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/comitato-per-gaza-lira-di-israele-con-trump-per-linclusione-di-turchia-e-qatar.html">Comitato per Gaza, l&#8217;ira di Israele con Trump per l&#8217;inclusione di Turchia e Qatar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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