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	<title>Hafez al Assad Archives - InsideOver</title>
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	<title>Hafez al Assad Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il futuro dell&#8217;Iran in Siria passa attraverso le conversioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/il-futuro-delliran-in-siria-passa-attraverso-le-conversioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 16:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/siria-iran-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siria iran" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/siria-iran-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/siria-iran-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/siria-iran-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/siria-iran-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/siria-iran-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/siria-iran-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo 10 anni di guerra, l’Iran sta cambiando strategia in Siria. Pur continuando a sostenere militarmente il governo di Damasco in cambio di un ritorno anche economico, Teheran sta cercando di infiltrarsi tra la popolazione civile &#8211; a maggioranza sunnita &#8211; attraverso le conversioni. L’Iran è stato il primo Paese a schierarsi dalla parte di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-futuro-delliran-in-siria-passa-attraverso-le-conversioni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/siria-iran-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siria iran" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/siria-iran-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/siria-iran-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/siria-iran-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/siria-iran-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/siria-iran-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/siria-iran-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo 10 anni di guerra, l’Iran sta cambiando strategia in Siria. Pur continuando a sostenere militarmente il governo di Damasco in cambio di un ritorno anche economico, Teheran sta cercando di infiltrarsi tra la popolazione civile &#8211; a maggioranza sunnita &#8211; attraverso le <strong>conversioni</strong>.</p>
<p>L’Iran è stato il primo Paese a schierarsi dalla parte di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bashar al-Assad</a> una volta scoppiata la guerra in Siria. I rapporti tra la dinastia Assad e la Repubblica islamica sono solidi fin dal 1979, quando l’allora presidente siriano riconobbe il cambio di regime in Iran, dando così legittimazione all’ayatollah <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-ruhollah-khomeini.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Khomeini</a> e alla sua Rivoluzione. Nonostante lo stretto legame, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/hafez-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hafez al-Assad</a> aveva messo subito un freno ai tentativi dell’Iran di espandere la propria influenza sulla Siria, per evitare che il Paese diventasse un nuovo Libano.</p>
<p>La guerra, però, ha fornito alla Repubblica islamica l’occasione per mettere piede in maniera più stabile sul territorio siriano. Teheran ha prima di tutto aumentato la propria presenza grazie alle milizie, inizialmente formate da combattenti sciiti arrivati non solo dall’Iran, ma anche da Afghanistan, Iraq, e Pakistan, per poi arruolare gli stessi siriani. Compito principale affidato ai miliziani sunniti è quello di <strong>custodire i mausolei sciiti</strong> presenti sul territorio siriano: in questo modo viene creato un primo legame con la <a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/sciiti-e-sunniti-leterno-scontro-nel-mondo-islamico.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">religione sciita</a> e con l’Iran stesso, che paga di tasca propria i siriani che si arruolano tra le sue fila.</p>
<p>Grazie alla sola presenza militare, nel corso dell’ultima decade Teheran è riuscita a posizionarsi nelle aree al confine con il Libano e con Israele per poi prendere anche il controllo delle città al confine con l’Iraq a seguito della sconfitta dello Stato islamico. <a href="https://it.insideover.com/guerra/nuovi-raid-israeliani-contro-la-siria-attaccate-postazioni-iraniane.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come avevamo già spiegato su <em>InsideOver</em></a>, il controllo del valico di Abu Kamal nel sud-est della Siria è particolarmente importante per l’Iran. Tramite quel corridoio, Teheran riesce a rifornire non solo le milizie presenti in Siria ma anche Hezbollah in Libano, facendo passare armi e munizioni da un Paese all’altro. Non a caso l’area in questione è stata spesso soggetta a bombardamenti da parte dell’aviazione di Israele, particolarmente preoccupato dalla presenza dell’Iran in Siria.</p>
<h2>Una presenza militare e religiosa</h2>
<p>Ma dopo dieci anni dall’inizio del conflitto e il progressivo ritorno della Siria sotto il controllo di Assad, l’Iran ha capito che la sola presenza militare non basta. Una volta terminata la guerra il futuro del Paese si deciderà al tavolo delle trattative tra governo e opposizione e Teheran deve farsi trovare pronta in caso di cambio di regime. Fare unicamente affidamento sulla famiglia Assad è controproducente non solo per l’incertezza sulla sorte dell’attuale presidente, ma anche perché costringerebbe ancora una volta l’Iran a dipendere dalla famiglia Assad. La soluzione, secondo la Repubblica islamica, è <a href="https://www.wsj.com/articles/iran-moves-to-cement-its-influence-in-syria-11553632926" target="_blank" rel="noopener noreferrer">convertire</a> il maggior numero di sunniti allo sciismo o almeno ridurre l’ostilità della maggioranza sunnita nei confronti dei seguaci di Ali.</p>
<p>Come detto, in un primo momento l’Iran ha offerto ai siriani la possibilità di arruolarsi nelle proprie milizie, venendo così pagati per proteggere i santuari sciiti restaurati da Teheran o costruiti <em>ex novo</em> per commemorare importanti figure dello sciismo morte in Siria. La paga offerta ai sunniti è però la metà rispetto a quella degli sciiti e il solo incentivo economico in diversi casi è stato sufficiente per convincere i siriani a convertirsi. Per i cittadini di un Paese sconvolto da dieci anni di guerra e ridotto alla fame, passare <a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/sciiti-e-sunniti-leterno-scontro-nel-mondo-islamico.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dal sunnismo allo sciismo</a> è stato un sacrificio necessario per offrire alla propria famiglia condizioni di vita più dignitose, come raccontato da alcuni convertiti a <em>Foreign Policy</em>.</p>
<p>Con il tempo, l’Iran ha inoltre espanso la propria presenza attraverso le donazioni di cibo e danaro, fornendo alla popolazione siriana servizi medici gratuiti, costruendo scuole e offrendo borse di studio per continuare il proprio percorso accademico nelle università iraniane. Una vera e propria <strong>campagna di soft power</strong> che potrebbe aiutare la Repubblica islamica a consolidare la sua presenza in Siria. Importante nel disegno iraniano è anche la restaurazione e la costruzione di mausolei sciiti, a cui si accompagna una riscrittura della storia e del peso dello sciismo in un Paese a maggioranza sunnita.</p>
<h2>La protezione delle minoranze</h2>
<p>Il <strong>cambiamento demografico</strong> che l’Iran sta cercando di portare avanti gli permetterebbe di reclamare maggiore influenza nelle dinamiche interne nella Siria una volta terminata la guerra. Gli sciiti continueranno certamente a rappresentare una minoranza anche in futuro, ma un consistente incremento del loro numero darebbe modo all’Iran di chiedere maggiori <strong>protezioni</strong> e garanzie per gli sciiti. L’Iran potrebbe anche arrivare a chiedere che nella nuova Costituzione sia prevista una ripartizione dei poteri su base confessionale sulla falsa riga del Libano, aumentando così la presa sulla Siria anche a livello politico.</p>
<p>In ogni caso, Teheran potrà sempre ergersi a difensore degli sciiti presenti nel Paese siriano, intromettendosi nelle questioni interne del vicino ogni qual volta dovesse percepire una minaccia nei confronti della minoranza non sunnita. Importante sarà anche la presenza dei <strong>miliziani</strong> <strong>iraniani</strong> sul territorio siriano: alcuni di loro si sono già trasferiti in Siria con le famiglie e potrebbero rimanere nel Paese anche dopo il conflitto, rappresentando così una carta in più per l’Iran.</p>
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		<title>La Siria dopo 50 anni di governo degli Assad</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-siria-dopo-50-anni-di-governo-degli-assad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2020 17:52:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="977" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Siria-Assad-controllo-la-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria, Assad controllo (la Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Siria-Assad-controllo-la-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Siria-Assad-controllo-la-Presse-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Siria-Assad-controllo-la-Presse-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Siria-Assad-controllo-la-Presse-768x500.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La famiglia al-Assad ha appena “festeggiato” i suoi 50 anni al potere in Siria. Capostipite della dinastia che governa il Paese mediorientale è Hafez al-Assad, che nel 13 novembre 1970 prese il controllo in Siria grazie ad un colpo di mano all’interno del partito Baath, portando al potere la minoranza degli alawiti. Il generale al-Assad &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-siria-dopo-50-anni-di-governo-degli-assad.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="977" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Siria-Assad-controllo-la-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria, Assad controllo (la Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Siria-Assad-controllo-la-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Siria-Assad-controllo-la-Presse-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Siria-Assad-controllo-la-Presse-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Siria-Assad-controllo-la-Presse-768x500.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La famiglia al-Assad ha appena “festeggiato” i suoi <a href="https://apnews.com/article/iran-lebanon-france-bashar-assad-syria-ecb41dfa5da29387740a5fadaa27d31e" target="_blank" rel="noopener noreferrer">50 anni</a> al potere in <strong>Siria</strong>. Capostipite della dinastia che governa il Paese mediorientale è <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/hafez-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hafez al-Assad</a>, che nel 13 novembre 1970 prese il controllo in Siria grazie ad un colpo di mano all’interno del partito Baath, portando al potere la minoranza degli <a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/storia-degli-alauiti-dalle-origini-allera-assad.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">alawiti</a>.</p>
<p>Il generale al-Assad ha saputo sfruttare l’indebolimento del presidente Nur al-Din al-Atassi e del vicesegretario generale del partito Baath, Salah Jadid &#8211; vero leader del Paese &#8211; a seguito della Guerra dei sei giorni e del fallito intervento in Giordania, rovesciando gli equilibri di potere all’interno del partito e prendendo così il <strong>controllo della Siria</strong>. Durante il suo governo, Hafez al Assad ha consolidato ulteriormente il ruolo del Baath e del monopartitismo, attuando politiche repressive nei confronti dei propri avversari grazie all’attività svolta dal servizio d’intelligence (il Mukhabarat). Uno degli episodi che viene spesso citato in proposito è il massacro di Hama del 1982, quando le forze di sicurezza uccisero centinaia di persone reprimendo nel sangue la rivolta guidata dai Fratelli Musulmani.</p>
<p>Altro tratto caratteristico del generale era il <strong>culto della personalità</strong>, che ha portato il leader siriano a circondarsi di persone fidate creando intorno a sé un <em>inner circle </em>che per decenni ha avuto accesso alle risorse e alle ricchezze del Paese. Le misure economiche di stampo liberista introdotte da Hafez al-Assad, infatti, portarono ad una maggiore stabilità in Siria e alla creazione di importanti infrastrutture, ma non si accompagnarono ad una reale redistribuzione della ricchezza né ad uno sviluppo del settore secondario.</p>
<h2>L&#8217;ascesa di Bashar al-Assad</h2>
<p>Quando il generale morì nel 2000, il suo posto venne preso dal figlio<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Bashar al Assad</a>. In realtà il successore di Hafez sarebbe dovuto essere il primogenito Basil, ma il giovane perse la vita nel 1994 in un <a href="https://www.nytimes.com/1994/01/22/world/assad-s-son-killed-in-an-auto-crash.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">incidente d’auto</a> facendo così ricadere la scelta su Bashar, al tempo impegnato negli studi in Gran Bretagna. Fu proprio l’esperienza del nuovo presidente in un Paese occidentale e democratico ad illudere i cittadini siriani, che speravano in un aumento delle libertà civili e politiche sotto il nuovo capo di Stato. Ma i sogni dei siriani si scontrarono ben presto con la realtà.</p>
<p>A livello interno, Bashar si ritrovò circondato dai vecchi collaboratori del padre che ne limitarono le azioni, mentre a livello internazionale il suo governo ebbe inizio con l’attentato alle Torri Gemelle e la <strong>guerra al terrore</strong> lanciata dall’allora presidente americano, George W. Bush. Dopo un iniziale periodo di maggiore apertura, anche Bashar seguì però la politica del padre: si circondò di persone giovani a lui fedeli, accentrò il più possibile il potere nelle sue mani e mise fine a quel periodo di dibattito e politico e sociale che aveva caratterizzato i primi anni della sua presidenza.</p>
<p>La tenuta al potere della famiglia Assad è stata però messa in pericolo nel 2011 con lo scoppio della <strong>Primavera araba</strong>. La risposta del presidente all’ondata di proteste e manifestazioni inizialmente pacifiche che attraversò il Paese fu molto dura: Bashar represse con violenza i movimenti civili e ben presto la situazione sul terreno degenerò. Turchia e Stati arabi infiltrarono le rivolte finanziando gruppi estremisti che oscurarono le richieste dei cittadini e contribuirono a far piombare il Paese nel caos.</p>
<h2>La Siria del 2020</h2>
<p>Ad oggi, la situazione nel Paese è ancora molto grave e la totale pacificazione e ricostruzione della Siria difficilmente sarà raggiungibile nel breve periodo. Assad è riuscito a restare al potere principalmente grazie al sostegno della <strong>Russia</strong> e dell’Iran e ad una strategia comunicativa efficace, presentandosi come l’unico difensore di una Siria unita e laica in contrapposizione alle diverse milizie jihadiste cooptate dall’estero.</p>
<p>Dopo nove anni di guerra, tuttavia, Assad controlla il 70 per cento del Paese: ad est resiste ancora l’Amministrazione autonoma della Siria del nord-est, mentre il nord è sotto il giogo delle milizie jihadiste e della Turchia. A complicare ulteriormente il quadro siriano contribuisce poi la grave crisi economica che attanaglia il Paese e resa ancora più dura dalle <strong>sanzioni americane</strong>. Queste ultime, secondo Bashar, sono anche la causa primaria dei ritardi nella ricostruzione della Siria: il <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-effetti-delle-nuove-sanzioni-usa-su-siria-e-libano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Caesar Act</em></a> infatti colpisce tutte quelle aziende che fanno affari con Damasco, limitando i margini di manovra del regime.</p>
<p>Eppure secondo Assad e Putin la guerra in Siria è ormai terminata ed è tempo di guardare al futuro. I due leader, nel corso della <a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/11/11/syrias-assad-says-us-pressure-obstructing-return-of-refugees" target="_blank" rel="noopener noreferrer">conferenza sui profughi</a> conclusasi il 12 novembre, hanno insistito sul tema del ritorno dei siriani fuggiti all’estero durante il conflitto e sulla necessità che tutto il popolo si impegni per la ricostruzione del Paese. Nessuna parola è stata invece spesa sulla mancanza di sicurezza e di prospettive per il futuro a cui la maggior parte della popolazione è invece condannata. Il popolo siriano, a 50 anni dall’ascesa al potere degli Assad, si ritrova quindi a vivere in un Paese diviso tra potere centrale, curdi e milizie jihadiste, in preda ad una grave crisi economica e sociale, in attesa di tempi migliori che faticano ad arrivare. Sullo sfondo restano le elezioni presidenziali del 2021, che vede come favorito &#8211; tanto per cambiare &#8211; lo stesso Bashar al Assad.</p>
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		<title>I vent&#8217;anni di Bashar Al Assad al potere</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-vent-anni-di-bashar-al-assad-al-potere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2020 06:36:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="656" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bashar al Assad (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893-1024x448.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893-768x336.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Fino al 21 gennaio 1994 la vita di Bashar Al Assad era tutto sommato &#8220;normale&#8221;, per quanto possa apparire normale la vita di un secondogenito del presidente siriano. Studente di oftalmologia a Londra, nel suo futuro c&#8217;erano soltanto gli studi di medicina ed una quotidianità da vivere il più possibile nella capitale britannica. Quel giorno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-vent-anni-di-bashar-al-assad-al-potere.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-vent-anni-di-bashar-al-assad-al-potere.html">I vent&#8217;anni di Bashar Al Assad al potere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="656" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bashar al Assad (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893-1024x448.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Bashar-al-Assad-e1595399822893-768x336.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Fino al 21 gennaio 1994 la vita di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html"> Bashar Al Assad</a> era tutto sommato &#8220;normale&#8221;, per quanto possa apparire normale la vita di un secondogenito del presidente siriano. Studente di oftalmologia a Londra, nel suo futuro c&#8217;erano soltanto gli studi di medicina ed una quotidianità da vivere il più possibile nella capitale britannica. Quel giorno però Bashar riceve una chiamata destinata a cambiare il suo futuro, quello della sua famiglia e quello della Siria: da Damasco gli è stato comunicato che il suo fratello maggiore, <strong>Basil Al Assad</strong>, è morto a seguito di un incidente stradale. A quel punto, il padre <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/hafez-al-assad.html">Hafez Al Assad</a> non ha dubbi: per la successione dovrà essere Bashar il principale candidato. E così, lasciata Londra, l&#8217;allora 28enne ex studente di oftalmologia deve tornare in patria per &#8220;studiare&#8221; da presidente.</p>
<h2>Luglio 2000: Bashar Al Assad diventa presidente</h2>
<p>Se la sua designazione ha a che fare con un evento tragico che ha coinvolto la sua famiglia, non è da meno la sua definitiva scalata alla presidenza. L&#8217;11 giugno del 2000 infatti, mentre è al telefono con il suo omologo libanese, Hafez Al Assad è colto da infarto e muore poco dopo i soccorsi. Per il Paese è un trauma: la morte del fondatore della Siria moderna coglie di sorpresa i cittadini, ma soprattutto lo stesso Bashar. Il quale, in quel momento, ha solo 34 anni e quindi uno in meno rispetto all&#8217;età minima prevista dalla costituzione per diventare presidente. Tuttavia, viene fatta una deroga ed allora tra giugno e luglio vengono avviate tutte le procedure per far insediare Bashar Al Assad come nuovo capo dello Stato. La Siria è sì una repubblica, tuttavia il padre Hafez aveva fatto intuire le proprie intenzioni di lasciare la presidenza all&#8217;interno della sua stessa famiglia. Una scelta volta probabilmente a non alimentare un possibile vuoto di potere subito dopo la sua uscita di scena e ad evitare possibili lotte per il potere.</p>
<p>Una volta designato ufficialmente come erede, Bashar l&#8217;11 luglio del 2000 viene confermato come presidente da un <strong>plebiscito</strong> che vede il via libera da parte del 99.7% da parte dei cittadini votanti. Il 17 luglio invece, si insedia come nuovo presidente della Siria, nonché capo delle forze armate e segretario del<strong> partito Baath</strong>, la formazione politica portata al potere dal padre. Pochi mesi dopo, Bashar si sposa: nuova first lady siriana diventa <a href="https://it.insideover.com/schede/donne/chi-e-asma-al-assad.html">Asma Al Assad</a>, conosciuta durante il periodo londinese e soprannominata <em>&#8220;</em>la Lady D del Medio Oriente&#8221;. Un fatto da non trascurare, perché l&#8217;immagine della moglie in occidente è stata molto importante soprattutto durante i primi anni della presidenza.</p>
<h2>Dagli entusiasmi iniziali alla Primavera araba</h2>
<p>La scalata al potere da parte di Bashar Al Assad è salutata positivamente in molte cancellerie internazionali. Il nuovo presidente viene visto come un leader giovane e potenzialmente in grado di attuare importanti riforme, sia a livello economico sia sotto il profilo della democrazia. Le prime mosse a livello interno confermano l&#8217;immagine di Bashar come quella di un presidente in grado di riformare diversi aspetti della vita della Siria. Tanto che, tra il 2000 ed il 2001, si è parlato anche di &#8220;<em>Primavera di Damasco</em>&#8220;, con riferimenti ai primi allentamenti sui controlli sulla stampa, la nascita di nuove associazioni di intellettuali e di movimenti che arricchiscono il dibattito politico, nonché il via libera a diverse ong collegate al governo, come quella del Fondo per lo sviluppo rurale Integrato in Siria, voluta da Asma Al Assad. In occidente però gli entusiasmi su Bashar si raffreddano quando si intuisce che la linea di Damasco in politica estera avrebbe ricalcato quella degli anni precedenti. Quando il presidente Usa <strong>George W. Bush</strong>, all&#8217;indomani dell&#8217;11 settembre 2001, stila la lista dei cosiddetti &#8220;<strong>Stati canaglia</strong>&#8220;, la Siria è tra questi insieme ad Iran, Iraq, Corea del Nord, Libia, Yemen e Sudan.</p>
<p>Il clima dunque non è dei migliori: Assad, dagli Stati Uniti così come da Israele, è visto come un leader &#8220;ambiguo&#8221;. Una situazione che rischia di precipitare nel 2005, con la morte dell&#8217;ex premier libanese <strong>Rafiq Hariri</strong>, primo vero banco di prova internazionale per Bashar. Accusato di essere stato mandante o comunque ispiratore, per il tramite dei propri servizi segreti, dell&#8217;omicidio del politico libanese, il presidente siriano viene messo sotto pressione affinché ritiri l&#8217;esercito dal Paese dei cedri, dove è presente dagli accordi che nel 1989 hanno sancito la fine della guerra civile libanese. Nonostante il via libera all&#8217;uscita dei siriani dalla nazione confinante, la Siria continua ad essere nel mirino della diplomazia internazionale. E, quando nel marzo del 2011 arriva la scia della <strong>Primavera araba</strong> sviluppatasi in quell&#8217;anno in diversi Paesi del Medio Oriente, Assad viene subito delegittimato da parte dei governi occidentali, i quali iniziano ad appoggiare i gruppi dell&#8217;opposizione. Comprese le formazioni integraliste e jihadiste.</p>
<h2>La guerra e le sanzioni</h2>
<p>In questi venti anni di presidenza, indubbiamente l&#8217;elemento più duro ed importante affrontato da Bashar Al Assad riguarda il capitolo della <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html">guerra civile</a>. Iniziata nel 2011, a più riprese tra il 2012 ed il 2013 il governo siriano sembra prossimo a capitolare. Il conflitto vede il contrapporsi tra l&#8217;esercito di Damasco e i vari gruppi dell&#8217;opposizione, molti dei quali rappresentati da sigle jihadiste ed islamiste. Anche perché lo zoccolo duro dell&#8217;opposizione ad Assad è sempre stato quello legato alla<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html"> Fratellanza Musulmana</a>, durante la guerra però ad emergere è stato soprattutto il ruolo di Al Qaeda, tramite il<a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruolo-di-al-nusra-nel-conflitto-in-siria.html"> Fronte Al Nusra,</a> e dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore.html">Isis</a> guidato da<strong> Abu Bakr Al Baghdadi</strong>. Nonostante l&#8217;esercito siriano ha dovuto fronteggiare il terrorismo di matrice islamista, Assad non è stato riaccreditato dalle cancellerie occidentali. Le quali anzi, anno dopo anno, hanno rinnovato le sanzioni economiche sia alla Siria che i singoli esponenti riconducibili al governo. Stessa situazione nei rapporti con il mondo arabo: Damasco è stata espulsa dalla <strong>Lega Araba</strong> già nel 2011, oggi soltanto pochi governi dell&#8217;area hanno rapporti ufficiali ed istituzionali con Assad.</p>
<p>La guerra tuttavia è già da anni indirizzata verso un esito positivo per il presidente siriano: dal 2015 in poi, da quando la Russia è intervenuta direttamente al fianco di Damasco, l&#8217;esercito ha ripreso il controllo di più del 60% del Paese, così come di tutte le principali città. Da Aleppo ai quartieri ad est di Damasco, passando per Homs, Daraa e la provincia di Deir Ezzor, la bandiera siriana è tornata a sventolare gradualmente in buona parte del territorio nazionale. La principale preoccupazione per Assad è data dalla provincia di <strong>Idlib</strong>, dove si concentrano buona parte delle zone ancora fuori dal controllo del suo governo e dove è sempre molto acceso il rischio di un confronto diretto con la Turchia, tra i principali sponsor dei gruppi dell&#8217;opposizione.</p>
<h2>L&#8217;alleanza con Putin</h2>
<p>Elemento principale della politica estera di Bashar Al Assad è dato dall&#8217;alleanza con la Russia di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html">Vladimir Putin</a>. Il rapporto tra Damasco e Mosca è molto datato nel tempo e risale agli anni &#8217;70, quando la Siria ha concesso all&#8217;allora Unione Sovietica quella che ancora oggi è l&#8217;unica base navale russa nel <strong>Mediterraneo</strong>. Il rapporto, durante il conflitto civile siriano, si è solidificato tanto che il 30 settembre 2015 il Cremlino ha deciso il proprio ingresso diretto sulla scena inviando a supporto della Siria mezzi e uomini. Da quel momento in poi Bashar Al Assad ha visto la guerra capovolgersi a suo favore, in quel momento invece la situazione militare vedeva l&#8217;esercito siriano in grave affanno e difficoltà. Oggi, in previsione anche della fine del conflitto, l&#8217;asse Damasco &#8211; Mosca appare quello più solido su cui può contare il presidente siriano. Quest&#8217;ultimo però ha anche altri alleati: dall&#8217;<strong>Iran</strong>, che punta sulla Siria per la strategia della cosiddetta <em>&#8220;</em>mezzaluna sciita&#8221;, agli <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Hezbollah</strong> </a>libanesi, la rete che ha schermato Assad al potere sarà significativa anche nel dopoguerra.</p>
<h2>Le prospettive future</h2>
<p>Oltre al discorso relativo alla guerra, le sfide per la presidenza di Assad a vent&#8217;anni dal suo insediamento appaiono molteplici. In primis, ci sarà da ricostruire un intero Paese: la Siria è distrutta, il conflitto ha totalmente o parzialmente danneggiato buona parte delle sue infrastrutture, molte città convivono con quartieri ancora fantasma e lontani dal rientrare in un contesto di normalità. La ricostruzione non sarà semplice: le sanzioni ed un parziale isolamento internazionale non stanno consentendo la ripresa dell&#8217;economia, la quale anzi sta vivendo momenti molto duri acuiti dalla recente emergenza coronavirus. All&#8217;interno del potere siriano intanto, è scoppiata una vera e propria faida: Bashar<a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-per-la-telefonia-dietro-la-saga-di-rami-makhlouf-in-siria.html"> ha di fatto estromesso il cugino Rami Makhlouf</a>, uomo più ricco di Siria e principale azionista di <strong>Syriatel</strong>, principale compagnia telefonica del Paese. Possibile che sia in atto, in vista delle prossime mosse di riabilitazione a livello internazionale e di riassestamento post bellico, un&#8217;azione di &#8220;ristrutturazione&#8221; degli equilibri di potere sia politico che economico interno ed esterno alla famiglia Assad.</p>
<p>Incerto comunque il destino di Bashar: lui personalmente gode di una certa popolarità, acuita durante il conflitto e le avanzate dell&#8217;esercito ed ha un mandato che ufficialmente scade nel 2021 dopo la vittoria elettorale del 2014. C&#8217;è chi ipotizza, in vista delle future presidenziali, un suo passo indietro, c&#8217;è chi invece ritiene azzardato in questa fase del conflitto e della storia della Siria una non candidatura di Bashar Al Assad. Tutto dipenderà anche dalle evoluzioni politiche della crisi siriana e, in particolare, dalla possibilità dell&#8217;introduzione di un&#8217;eventuale nuova costituzione e del peso che potrebbe essere concesso ad altri attori dello scacchiere del Paese arabo in fase di trattative post belliche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-vent-anni-di-bashar-al-assad-al-potere.html">I vent&#8217;anni di Bashar Al Assad al potere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Libia, nella battaglia di Tripoli entra anche il braccio di ferro tra Usa e Cina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2019 08:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8740776-1623x1080-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8740776-1623x1080-1.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8740776-1623x1080-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8740776-1623x1080-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8740776-1623x1080-1-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /></p>
<p>Non solo la visita di Al Sisi a Washington, non solo la chiamata di Conte nei giorni scorsi: se Trump decide di far tornare gli Usa nuovamente protagonisti in Libia, occorre valutare anche il cosiddetto “fattore cinese“. Nell’intricato intreccio di relazioni internazionali convergenti lungo il fronte a 25 km da Tripoli, anche il duello tra Usa e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-nella-battaglia-di-tripoli-entra-anche-il-braccio-di-ferro-tra-usa-e-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1623" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8740776-1623x1080-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8740776-1623x1080-1.jpg 1623w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8740776-1623x1080-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8740776-1623x1080-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8740776-1623x1080-1-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1623px) 100vw, 1623px" /></p><p>Non solo la visita di Al Sisi a Washington, non solo la chiamata di Conte nei giorni scorsi: se Trump decide di far tornare gli Usa nuovamente protagonisti in Libia, occorre valutare anche il cosiddetto “fattore cinese“. Nell’intricato intreccio di relazioni internazionali convergenti lungo il fronte a 25 km da Tripoli, anche il duello tra Usa e Cina ha la sua parte non indifferente.</p>
<h2>L’adesione di Al Sarraj al progetto della “Nuova via della Seta”</h2>
<p>Per valutare se davvero, circa la posizione Usa sulla Libia, c’entri qualcosa anche Pechino è bene comprendere quelli che sono i rapporti tra il paese africano ed il gigante asiatico. La Libia di Gheddafi appare molto vicina alla Cina: si calcola che prima del conflitto del 2011 nel paese lavorano 36.000 cinesi, in gran parte impegnati nell’estrazione di petrolio. Il greggio libico è importante per un’economia, quale quella cinese, che ha da sempre un disperato bisogno di materie prime. Con la caduta di Gheddafi, Pechino appare defilarsi ed investe su altri paesi vicini: Sud Sudan in primis, ma anche il confinante Mali. Sono questi gli anni in cui la Cina intensifica la sua strategia nel continente nero: infrastrutture ed investimenti, in cambio di materie prime e possibilità di esportazione dei propri prodotti.</p>
<p>Da quando a Tripoli Al Sarraj è al potere, anche se quest’ultimo termine appare poco appropriato per l’attuale premier libico, Pechino sembra avvicinarsi nuovamente alla Libia. I due paesi, in particolare, tornano ad avere ottimi rapporti diplomatici, si instaurano dirette relazioni tra i due governi. Ma la svolta è tutto sommato recente e raggiunge il suo apice nello scorso mese di luglio, quando Al Sarraj firma l’intesa per l’adesione della Libia alla “Belt and Road Iniziative”, più comunemente nota come “Nuova Via della Seta”. La Cina si impegna a ricostruire alcune infrastrutture distrutte dalla guerra, in cambio la Libia torna ad essere potenziale fornitrice importante di greggio, oltre che ad avere la funzione di vera e propria porta d’Africa per le merci cinesi.</p>
<h2>Trump vuole isolare la Cina in Libia?</h2>
<p>Un rapporto, quello tra Pechino ed il governo di Al Sarraj, che appare molto stretto: forse solo Qatar e Turchia sembrano così vicini politicamente all’attuale premier libico, la stessa Italia potrebbe anch’essa risultare infastidita da un rapporto che potenzialmente porterebbe la Cina a conquistare sempre più terreno in Libia (a scapito anche del nostro paese). Nei giorni scorsi, come si è detto, Trump rompe gli indugi e dopo alcuni periodi di parziale disinteresse gli Usa ritornano protagonisti nel dossier libico. A sbrogliare la matassa è la telefonata che il presidente statunitense rivolge al generale Haftar: una mossa che in tanti vedono come una sorta di “giravolta” da parte di Washington, che dopo aver sostenuto Al Sarraj sembra puntare sull’uomo forte della Cirenaica.</p>
<p>In realtà gli Usa continuano a riconoscere l’attuale premier libico, ma al tempo stesso conferiscono ad Haftar il ruolo di principale oppositore al terrorismo in Libia. Un modo per vedere nel generale, nel medio periodo, l’uomo forte in grado di riunificare almeno militarmente il paese. Da Washington si starebbe lavorando, come già raccontato nei giorni scorsi, per imbastire un processo politico volto a dare legittimazione istituzionale ad Haftar, in cambio però di un cessate il fuoco o di un’attenuazione dei combattimenti che però al momento non si vede.</p>
<p>A prescindere da come si vuol interpretare la mossa di Trump, è chiaro che nei piani statunitensi Al Sarraj potrebbe resistere solo nell’immediato futuro. A medio termine, la palla dovrebbe passare definitivamente ad Haftar. E questo, per la Cina, sarebbe un vero problema: contratti ed accordi firmati con l’attuale governo di Tripoli rischiano di non essere validi. E Pechino in Africa potrebbe dunque perdere una porta ed una pedina importante per la sua strategia.</p>
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		<title>Chi sono i Fratelli Musulmani</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 17:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli musulmani]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Primavere arabe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="3104" height="2051" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8837790.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8837790.jpg 3104w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8837790-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8837790-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8837790-1024x677.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3104px) 100vw, 3104px" /></p>
<p>I Fratelli Musulmani costituiscono un movimento internazionale diffuso soprattutto nei Paesi a maggioranza islamica. All&#8217;interno del movimento confluiscono partiti e fazioni che si rifanno al cosiddetto &#8220;Islam politico&#8220;. Il loro obiettivo è la costituzione di società guidate dai valori della religione musulmana. Sul piano politico questo si traduce in una mancata distinzione tra sfera religiosa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3104" height="2051" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8837790.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8837790.jpg 3104w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8837790-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8837790-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8837790-1024x677.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 3104px) 100vw, 3104px" /></p><p>I <strong>Fratelli Musulmani</strong> costituiscono un movimento internazionale diffuso soprattutto nei Paesi a maggioranza islamica. All&#8217;interno del movimento confluiscono partiti e fazioni che si rifanno al cosiddetto &#8220;<strong>Islam politico</strong>&#8220;. Il loro obiettivo è la costituzione di società guidate dai valori della religione musulmana. Sul piano politico questo si traduce in una mancata distinzione tra sfera religiosa e sfera civile all&#8217;interno degli ordinamenti statali. Al tempo stesso i Fratelli Musulmani promuovo un ritorno a un Islam &#8220;non corrotto&#8221; da usi e costumi occidentali. Dai movimenti jihadisti terroristici, i Fratelli Musulmani si differenziano per il non ricorso alla lotta armata. Tuttèavia soprattutto in Libia e in Siria negli ultimi anni non sono mancati esempi di gruppi terroristici e combattenti affiliati alla fratellanza.</p>
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		<title>Chi sono gli alauiti</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/religioni/storia-degli-alauiti-dalle-origini-allera-assad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Aug 2018 14:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alauiti]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Sciiti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_1823960.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_1823960.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_1823960-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_1823960-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_1823960-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella storia contemporanea della Siria è emerso in maniera preponderante il ruolo degli alauiti: minoranza religiosa cospicua (5-6 milioni di persone prima dello scoppio della guerra civile, circa il 20% dei siriani), essi sono l&#8217;unico gruppo non maggioritario rappresentato al potere in Medio Oriente a partire dal 1970, anno in cui con un colpo di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/storia-degli-alauiti-dalle-origini-allera-assad.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_1823960.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_1823960.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_1823960-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_1823960-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_1823960-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella storia contemporanea della <strong>Siria</strong> è emerso in maniera preponderante il ruolo degli <strong>alauiti</strong>: minoranza religiosa cospicua (5-6 milioni di persone prima dello scoppio della guerra civile, circa il 20% dei siriani), essi sono l&#8217;unico gruppo non maggioritario rappresentato al potere in Medio Oriente a partire dal 1970, anno in cui con un colpo di Stato interno al regime baathista iniziò la lunga leadership di <a href="http://www.occhidellaguerra.it/hafez-al-assad/" target="_blank" rel="noopener">Hafez al Assad</a>, a cui dal 2000 è succeduto <a href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-e-bashar-al-assad/" target="_blank" rel="noopener">il figlio Bashar</a>.</p>
<p>Parlando di alauiti, difatti, non ci si può limitare alla considerazione della sfera religiosa, si è obbligati a osservare l&#8217;ambito politico che coinvolge questa minoranza, fatto del resto tipico quando ci si approccia all&#8217;Islam mediorientale.</p>
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		<title>Chi era Hafez al Assad</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/hafez-al-assad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2018 09:20:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1176" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7421443.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7421443.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7421443-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7421443-768x470.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7421443-1024x627.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella Siria che ancora è costretta ad affrontare gli ultimi, violenti fuochi della guerra civile che l&#8217;ha insanguinata dal 2011 ad oggi il nome di Bashar al Assad è destinato a rimanere centrale a lungo. Se futuri accordi internazionali o situazioni fattuali dovessero confermare l&#8217;esito definito a partire dall&#8217;intervento russo nel 2015, il regime degli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/hafez-al-assad.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1176" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7421443.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7421443.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7421443-300x184.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7421443-768x470.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_7421443-1024x627.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella Siria che ancora è costretta ad affrontare gli ultimi, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/" target="_blank" rel="noopener">violenti fuochi della guerra civile</a> che l&#8217;ha insanguinata dal 2011 ad oggi il nome di <strong>Bashar al Assad</strong> è destinato a rimanere centrale a lungo. Se futuri accordi internazionali o situazioni fattuali dovessero confermare l&#8217;esito definito a partire dall&#8217;intervento russo nel 2015, il regime degli Assad sarà sopravvissuto alla più dura e brutale prova a partire dal 1970, anno in cui <strong>Hafez al Assad</strong>, padre dell&#8217;attuale presidente, assurse alla carica suprema dello Stato in seguito a un golpe.</p>
<p>Proprio della storia personale del leader fondatore dell&#8217;attuale sistema di potere è importante parlare per conoscere le radici su cui la Siria di Assad è innestata.</p>
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