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	<title>Gulbuddin Hekmatyar Archives - InsideOver</title>
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	<title>Gulbuddin Hekmatyar Archives - InsideOver</title>
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		<title>Chi sono i signori della guerra che controllano i destini dell&#8217;Afghanistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/chi-sono-i-signori-della-guerra-che-controllano-i-destini-dellafghanistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 04:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13607588_large.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13607588_large.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13607588_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13607588_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13607588_large-768x512.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La storia dell&#8217;Afghanistan è stata scandita negli ultimi 40 anni dal ruolo dei cosiddetti &#8220;signori della guerra&#8221;. Un termine coniato già negli anni &#8217;90 per quelle figure che hanno guidato e comandato brigate, fazioni e singoli gruppi di combattenti. Buona parte di loro sono figli del conflitto contro l&#8217;invasione sovietica. É durante le battaglie condotte &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/chi-sono-i-signori-della-guerra-che-controllano-i-destini-dellafghanistan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/chi-sono-i-signori-della-guerra-che-controllano-i-destini-dellafghanistan.html">Chi sono i signori della guerra che controllano i destini dell&#8217;Afghanistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13607588_large.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13607588_large.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13607588_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13607588_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13607588_large-768x512.jpeg 768w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La storia dell&#8217;<strong>Afghanistan</strong> è stata scandita negli ultimi 40 anni dal ruolo dei cosiddetti &#8220;signori della guerra&#8221;. Un termine coniato già negli anni &#8217;90 per quelle figure che hanno guidato e comandato brigate, fazioni e singoli gruppi di combattenti. Buona parte di loro sono figli del conflitto contro l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/linvasione-sovietica-dellafghanistan.html">invasione sovietica</a>. É durante le battaglie condotte tra il 1979 e il 1989 a danno dei soldati inviati da Mosca che i signori della guerra hanno acquisito fama, prestigio, soldi e territorio. Ancora oggi il loro appoggio risulta fondamentale. Lo Stato afghano nato dopo il 2001 con l&#8217;intervento Usa ha dovuto includere molti ex capi combattenti per poter controllare intere province e anche i <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-talebani.html">talebani</a>, negli ultimi mesi per avanzare hanno dovuto concludere molti accordi per evitare bagni di sangue.</p>
<h2>I principali signori della guerra</h2>
<p>I nomi sono ben noti e dalla fine degli anni &#8217;80 tirano le sorti di ogni governo che ha provato a controllare Kabul. Forse il più noto è colui che ha fondato il Partito Islamico, dando un forte impulso ai mujaheddin durante la guerra contro l&#8217;Urss. Si tratta di <strong>Gulbuddin Hekmatyar</strong>, più tristemente conosciuto come &#8220;il macellaio di Kabul&#8221;. La sua storia è emblematica del percorso politico e militare compiuto dai signori della guerra. Dopo essersi affermato come uno dei leader della guerriglia anti sovietica, Hekmatyar ha continuato il conflitto con il proprio gruppo di combattenti islamisti per prendere Kabul.</p>
<p>Per la verità la sua fazione contro i soldati Urss non ha mai ottenuto significativi successi militari, ma era comunque riuscita ad ottenere ingenti somme di denaro dal Pakistan, dall&#8217;Arabia Saudita e dagli Stati Uniti. Il giornalista statunitense Peter Bergen in alcune sue inchieste ha parlato di almeno 600 milioni di Dollari Usa girati in appoggio di Hekmatyar. Con quelle cifre dal 1992 al 1996 il leader islamista ha assediato Kabul, bombardandola ripetutamente fino al primo arrivo dei talebani. In quel periodo, secondo diverse fonti di intelligence è stato proprio lui a far entrare <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/osama-bin-laden-lo-sceicco-del-terrore-che-dichiaro-guerra-al-mondo.html">Osama Bin Laden</a> in Afghanistan. Dopo un periodo di esilio, nel 2017 il signore della guerra<a href="https://it.insideover.com/guerra/afghanistan-il-ritorno-dei-signori-della-guerra.html"> ha stretto un accordo con il governo di Ghani</a> per un suo rientro nel Paese. Nelle ultime settimane il suo nome è apparso tra quelli dei membri di un possibile <a href="https://it.insideover.com/politica/l-afghanistan-verso-il-nuovo-governo-ecco-chi-prendera-il-potere.html">governo &#8220;inclusivo&#8221;</a> con i talebani, circostanza poi non avveratasi.</p>
<p>Appare però indubbia la sua influenza tra alcuni ambienti islamisti di Kabul e non solo. Chi nella capitale afghana si è recato alla vigilia del nuovo ingresso talebano dello scorso ferragosto è un altro noto signore della guerra. Si tratta di<strong> Ismail Khan</strong>, noto anche come &#8220;leone di Herat&#8221;. Anche lui è emerso dai meandri della guerra anti sovietica. Ha guidato i gruppi di combattenti della sua provincia di origine, di cui dopo il 2001 è diventato anche governatore. All&#8217;arrivo dei talebani ad Herat, è stato lui a mediare la consegna del territorio agli studenti coranici prima di volare a Kabul dove ha provato un&#8217;ulteriore mediazione con l&#8217;ex presidente Ghani.</p>
<p>Chi invece ha riparato all&#8217;estero ad agosto è <strong>Abdul Rashim Dostum</strong>. Di etnia uzbeka, negli anni &#8217;90 ha guidato interi battaglioni soprattutto nelle proprie roccaforti del nord dell&#8217;Afghanistan. Dalla sua comunità è visto come un protettore, ma altri hanno puntato il dito contro di lui per presunti crimini di guerra. Per diversi anni è stato tra i vice presidenti di Ghani, a conferma della sua influenza politica e militare. Adesso si troverebbe in Uzbekistan assieme alla sua famiglia. Nell&#8217;ultimo ventennio tra i signori della guerra ad avere un ruolo politico c&#8217;è stato anche il tagiko <strong>Mohammed Fahim</strong>, morto di infarto nel 2014 quando era vice presidente. Ci sono poi gli uomini della famiglia <strong>Haqqani</strong>. Il capostipite, Jalaluddin Haqqani, ha combattuto contro Mosca e poi ha costruito una vasta rete di guerriglieri legata a doppio filo anche ad <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/al-qaeda.html">Al Qaeda</a>. Oggi il figlio Serajuddin è a capo del ministero dell&#8217;Interno nel neonato nuovo governo talebano.</p>
<h2>Come nascono i signori della guerra</h2>
<p>Questi sono soltanto alcuni dei nomi dei principali signori della guerra. Tanti altri hanno orbitato nell&#8217;intricato mosaico afghano e sempre dall&#8217;avvio della guerra anti Urss. Spesso la loro caratteristica è quella di essere rappresentanti di una determinata comunità, tanto etnica quanto religiosa. L&#8217;Afghanistan del resto è un Paese frammentato al suo interno, con un potere centrale raramente forte. Ogni gruppo si è quindi trincerato attorno a una guida. Ismail Khan, ad esempio, è un riferimento per quei tagiki che abitano nelle province occidentali, mentre Dostum, dalla fine degli anni &#8217;80, è considerato una guida per la comunità uzbeka. Questo è uno dei motivi che pone ad esempio la figura del defunto generale<a href="https://it.insideover.com/schede/storia-2/la-vita-di-ahmad-shah-massoud-il-leone-del-panjshir.html"> Ahmad Massoud</a>, anima della resistenza anti sovietica prima e anti talebana poi nella &#8220;sua&#8221; valle del <strong>Panjshir</strong>, a metà tra quella di un eroe e quella di un altro signore della guerra.</p>
<p>Gli stessi talebani vengono visti come difensori degli interessi dei Pasthun, l&#8217;etnia predominante in Afghanistan. A prescindere quindi da chi prende il comando di Kabul, per governare il Paese il ruolo dei signori della guerra, capaci di controllare intere comunità e quindi interi territori, è imprescindibile. La mancata resistenza all&#8217;ultima avanzata talebana ne è stato un ulteriore esempio. Gli studenti coranici hanno potuto prendere il possesso dell&#8217;Afghanistan perché nessuna milizia ha deciso di ostacolare realmente il loro cammino. Eccezion fatta per i combattenti del Panjshir guidati dal figlio del generale Massoud. Non è detto però che in futuro non possano accadere ulteriori e clamorosi sconvolgimenti. Perché nel Paese asiatico la parola fine dipende spesso dalla volontà di singoli leader locali.</p>
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		<title>Usa celano il &#8220;problema&#8221; Afghanistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-nascondono-il-problema-afghanistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 11:17:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20160924205203_20727726.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20160924205203_20727726.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20160924205203_20727726-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20160924205203_20727726-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20160924205203_20727726-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L’America ci prova, a far credere che il problema Afghanistan sia risolto o, perlomeno, che non sia più così complicato come un tempo. In campagna elettorale, i due candidati non hanno aperto bocca sul tema, pensando di far dimenticare agli elettori le perdite in termini di vite umane causate dalla missione Nato Isaf e di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-nascondono-il-problema-afghanistan.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-nascondono-il-problema-afghanistan.html">Usa celano il &#8220;problema&#8221; Afghanistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20160924205203_20727726.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20160924205203_20727726.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20160924205203_20727726-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20160924205203_20727726-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20160924205203_20727726-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L’America ci prova, a far credere che il problema <strong>Afghanistan</strong> sia risolto o, perlomeno, che non sia più così complicato come un tempo. In campagna elettorale, i due candidati non hanno aperto bocca sul tema, pensando di far dimenticare agli elettori le perdite in termini di vite umane causate dalla <strong>missione Nato Isaf</strong> e di non dover dare risposte sul futuro della missione Resolute support in atto.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/lafghanistan-tra-isis-e-talebani/" target="_blank">Per approfondire: L&#8217;Afghanistan tra Isis e talebani</a>Ma se a parlare non sono stati né Hillary Clinton, né Donald Trump, a far comprendere come la situazione sia ancora più che complessa è stato il rumore dei <strong>droni Usa</strong> che hanno sorvolato la provincia di Nangharar, al confine con il <strong>Pakistan</strong>. L’ultimo raid in ordine di tempo doveva servire a colpire i<strong> miliziani dell’Isis</strong> che nella provincia hanno una forte presenza. Ma di jihadisti pare ne sia morto soltanto qualcuno, mentre in compenso è stata sterminata un’intera famiglia radunata per accogliere un anziano tornato dal pellegrinaggio alla Mecca. Le forze statunitensi e l’esercito afghano sono in lotta, pur nel silenzio di molti media la cui attenzione si è spostata sulle vicende del Medioriente in fiamme, sia contro i talebani, sia contro Isis. Ma se per i primi il Presidente<strong> Ashraf Ghani</strong> spera nel dialogo, altrettanto non è pensabile per quanto riguarda i secondi.Sul primo fronte, Ghani e, dietro di lui, gli Usa, puntano molto sull’ex mujaheddin <strong>Gulbuddin Hekmatyar</strong>. La pace siglata col suo gruppo, Hezb-i-Islami, dovrebbe fare da volano al dialogo coi talebani, con lo stesso Hekmatyar nel ruolo di intermediario.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/lafghanistan-fa-la-pace-con-hekmatyar/" target="_blank">Per approfondire: L&#8217;Afghanistan fa pace con Hekmatyar</a>Per quanto riguarda Isis, invece, non c’è molto cui appigliarsi, se non la lotta armata. Gli americani e l’esercito afghano sostengono di aver confinato i membri dell’Isis in tre distretti contro i dieci di inizio anno e di aver dimezzato la loro presenza, portandola a meno di 1.500 combattenti. Se i dati siano esatti o frutto di propaganda è tutto da accertare, fatto sta che nei mesi scorsi, in particolare nella regione del Khorasan, tra Afghanistan e Pakistan, il Wilayat Khorasan, movimento terroristico affiliato ad Isis in Afghanistan, risultava aver guadagnato invece parecchi villaggi nel distretto di Kot. I segnali che giungono dall’America sono contrastanti.Da un lato, la dichiarazione che la missione in Afghanistan è ormai agli sgoccioli e che si tratta solo di trasmettere le ultime nozioni tecniche all’esercito afghano per renderlo indipendente e capace di contrastare la minaccia, tramite la missione Resolute support. Dall’altro, per la stessa missione, <strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/nuove-truppe-usa-in-afghanistan/" target="_blank">gli Usa inviano 1400 truppe da combattimento</a></strong> i cui componenti apparterranno tutti alla 101esima divisione aviotrasportata.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/nuove-truppe-usa-in-afghanistan/" target="_blank">Per approfondire: Nuove truppe Usa in Afghanistan</a>Truppe scelte, dunque, che rientrano nella terza brigata di combattimento, nota per aver combattuto in Afghanistan dal 2002 e per aver addestrato l’esercito afghano proprio nella provincia di Nangharar, contro la violenza talebana. Se ciò possa attribuirsi integralmente ad una semplice missione di addestramento resta tutto da vedere, ma i continui raid aerei come quello che ha ucciso civili inermi sembrano indicare altri percorsi in atto.Intanto, l’Afghanistan festeggia la ritrovata pace con Hekmatyar e ripone tutte le speranze nel suo ruolo di intermediatore, senza porsi la domanda se ciò mostri la debolezza dell’attuale governo, costretto a scendere a patti con gli ex nemici. In molti non riescono però a dimenticare che Hekmatyar, prima di questi giorni in cui viene esaltato come un possibile “salvatore della Patria”, è stato il “<strong>macellaio di Kabul</strong>”.</p>
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		<title>Afghanistan fa pace con Hekmatyar</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/lafghanistan-fa-la-pace-con-hekmatyar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2016 09:49:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160922100900_20695364.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160922100900_20695364.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160922100900_20695364-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160922100900_20695364-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160922100900_20695364-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Un accordo in 25 punti, tra i quali i più interessanti riguardano il ruolo di intermediazione che entrambe le parti che hanno siglato il patto dovranno avere. La storica firma tra il presidente afghano Ashraf Ghani ed il “signore della guerra” Gulbuddin Hekmatyar veniva da tempo “inseguita” tanto dal governo di Kabul quanto da Hezb-i-Islami, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lafghanistan-fa-la-pace-con-hekmatyar.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lafghanistan-fa-la-pace-con-hekmatyar.html">Afghanistan fa pace con Hekmatyar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160922100900_20695364.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160922100900_20695364.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160922100900_20695364-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160922100900_20695364-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/LAPRESSE_20160922100900_20695364-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Un accordo in 25 punti, tra i quali i più interessanti riguardano il ruolo di intermediazione che entrambe le parti che hanno siglato il patto dovranno avere. La storica firma tra il presidente afghano <strong>Ashraf Ghani</strong> ed il “signore della guerra” <strong>Gulbuddin Hekmatyar</strong> veniva da tempo “inseguita” tanto dal governo di Kabul quanto da Hezb-i-Islami, il gruppo armato capeggiato dal “war lord” che, negli ultimi anni, ha appoggiato i talebani nella loro azione antigovernativa e di distruzione delle forze internazionali.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/nuove-truppe-usa-in-afghanistan/" target="_blank">Per approfondire: Nuove truppe Usa in Afghanistan</a>Il presidente Ghani, che non è riuscito a venire a capo di un accordo con i talebani, spera in Hekmatyar e nel suo gruppo come intermediari in un processo di pacificazione che porti, appunto, anche i <strong>talebani</strong> al dialogo. Hekmatyar, nella lista nera dei terroristi più ricercati dagli Usa per le sue campagne antiamericane, spera invece di poter rientrare in scena e rilanciare a livello politico i suoi uomini.Quelli rimasti, almeno, poiché nel tempo molti di essi sono passati tra le file dei taliban o, in alcuni casi più recenti, di Isis. Gli impegni del governo vanno dunque nella direzione di rendere il leader di Hezb-i-Islami di nuovo presentabile. Compito non facile poiché, se come ex mujaeddin impegnato nel jihad contro l’invasione russa aveva goduto di un certo prestigio, gli afghani e le forze internazionali non dimenticano il suo appoggio alle peggiori <strong>imprese terroristiche</strong> dei gruppi combattenti armati, dopo il ritiro dei sovietici.Il presidente Ghani, nonostante le difficoltà che il caso presenta, preferisce impegnarsi in questo compito pur di evitare ulteriori critiche per il graduale peggioramento della situazione di sicurezza nel Paese durante il suo mandato. Hekmatyar, dal canto suo, è rimasto nell’ombra per tanto tempo, pronto a rientrare nello scenario politico afghano appena la situazione glielo avesse consentito.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/lafghanistan-tra-isis-e-talebani/" target="_blank">Per approfondire: L&#8217;Afghanistan tra Isis e talebani</a>Il momento sembra giunto, per lui e i suoi. Anche il suo movimento si era infatti disperso, mantenendo un’influenza diretta su poche province ed invece un controllo indiretto come fiancheggiatore dei talebani. Hekmatyar, che era un’icona della lotta dei mujaheddin per liberare l’Afghanistan dai sovietici,  è  stato molto screditato per tutti gli eventi che si sono verificati subito dopo il ritiro dell’esercito russo. Basti ricordare i <strong>bombardamento di Kabul</strong>, che per quattro anni ha prodotto un numero di vittime superiore a tutta la guerra. Il vecchio signore della guerra, da sempre fortissimo oppositore della presenza militare internazionale in Afghanistan, ad aprile scorso ha ammorbidito la sua posizione, dopo oltre quarant’anni di violenza verbale e materiale contro gli eserciti “invasori”.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/lafghanistan-e-la-crisi-della-nato/" target="_blank">Per approfondire: L&#8217;Afghanistan e la crisi della Nato</a>Lo ha fatto per bocca del suo portavoce, Amin Karim e, di fronte a questa sorta di “apertura” è partito un dialogo tra il leader di Hezb-i-Islami e le istituzioni afghane. È facile ormai considerare che tutta questa buona volontà sia attribuibile al<strong> mutare dello scenario in Afghanistan</strong>. Il “nemico” che consente di proporsi come eroi è sempre più difficile da identificare. Dare tutte le colpe alle truppe russe prima e quelle internazionali dopo, è stato comodo per molti. Ormai, si gioca al “tutti contro tutti” e, in caso di bisogno si è amici, altrimenti ci si contrappone. Il conflitto cresce sempre più tra le formazioni legate ai talebani e ad al Qaeda e i miliziani dell&#8217;Isis, che si stanno facendo largo nella zona più orientale del paese. Una specie di sfida, quest’ultima, per Hekmatyar, che pare sia rifugiato proprio al confine tra Pakistan e Afghanistan (il leader è nascosto da tempo e non si sa dove si trovi). Inoltre, i suoi più grandi sostenitori, l&#8217;<strong>Iran</strong> e i <strong>servizi segreti pachistani</strong> (l&#8217;Isi), lo hanno da un po’ messo da parte, ritenendolo ormai poco influente.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/cristiani-sotto-tiro/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-15849" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/09/banner_occhi_cristiani.jpg" alt="banner_occhi_cristiani" /></a>Al vecchio mujaheddin sono rimaste due possibilità. Combattere per riottenere il potere &#8211; ma ormai ha pochi fondi e combattenti, poiché in molti del suo gruppo hanno aderito ad altre formazioni che pagavano salari migliori, o al crescente Stato Islamico &#8211; o farsi &#8220;abbracciare&#8221; da Kabul per sottrarsi al declino. Evidentemente e in maniera furba lui ha scelto la seconda strada. Se avrà ragione Ghani ad aver stretto un patto o se avesse ragione il predecessore Hamid Karzai, che rifiutò di parlare con un simile interlocutore ritenendolo fonte di possibili (brutte) sorprese è tutto da stabilire.</p>
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