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	<title>Gul Hassan Hassan Archives - InsideOver</title>
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		<title>Mosca apre le porte ai talebani: perché la Russia è la prima a riconoscere il loro Governo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 12:30:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni diplomatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1074" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-1024x687.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Mosca riconosce il Governo dei talebani per costruire un'area di sicurezza comune nell'Asia centrale e sfidare l'Occidente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mosca-apre-le-porte-ai-talebani-perche-la-russia-e-la-prima-a-riconoscere-il-loro-governo.html">Mosca apre le porte ai talebani: perché la Russia è la prima a riconoscere il loro Governo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1074" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/1422614624-1418127854-talebani-1024x687.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Un atto che scuote la diplomazia internazionale. <strong>La Russia è il primo Paese al mondo a riconoscere formalmente il governo dei <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-i-talebani.html">talebani in Afghanistan</a></strong> scegliendo una cerimonia solenne in cui  l’ambasciatore di Kabul, <strong>Gul Hassan Hassan</strong>, ha consegnato le sue credenziali al viceministro degli Esteri di Mosca, <strong>Andrei Yuryevich Rudenko</strong>. La mossa non è un fulmine a ciel sereno: dallo scorso aprile i talebani non sono più considerati un’organizzazione terroristica da parte della Russia, dopo una graduale <strong>normalizzazione dei rapporti manifestatasi negli ultimi tempi</strong>. ll ministero degli Esteri russo ha benedetto l’iniziativa, parlando di un “impulso alla cooperazione produttiva” in settori strategici come energia, trasporti, agricoltura, infrastrutture, lotta al terrorismo e narcotraffico.</p>



<p>Nelle file dell’opposizione afghana e delle organizzazioni per i <a href="https://it.insideover.com/religioni/donne-senza-finestre-lultimo-degli-80-decreti-dei-talebani-per-lapartheid-di-genere.html">diritti delle donne</a> regna la preoccupazione, temendo che il beneplacito diplomatico al Governo islamista possa alimentare l’azione repressiva nei confronti del mondo femminile, come sostenuto dall’Afghan Women’s Political Participation Network.&nbsp;</p>



<p>Il nuovo corso delle relazioni russo-afghane disegna uno spartiacque nella storia che lega i due Paesi, segnata perlopiù da ingerenze, tensioni e guerre per più di quarant’anni, e che oggi potrebbe aprire a scenari del tutto nuovi per l’Asia centrale e non solo .</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra del ‘79 e la collaborazione tra Russia e Occidente </h2>



<p>Era il <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/linvasione-sovietica-dellafghanistan.html">1979</a> e tra le montagne intorno a Kabul i carri armati sovietici avanzavano per rovesciare il governo di Hafizullah Amin &#8211; reo di una repressione spietata e di un’eccessiva modernizzazione dei costumi che alimentavano, per eterogenesi dei fini, la radicalizzazione islamica &#8211; e porre fine a una cruenta guerra civile che rischiava di minare la Repubblica Democratica dell’Afghanistan d’ispirazione socialista . Quel che doveva essere un intervento “stabilizzatore” si trasformò in una palude militare. <strong>I soldati sovietici si ritrovarono sotto il fuoco dei <em>mujaheddin</em></strong><em>,</em> sostenuti dagli Stati Uniti di Jimmy Carter che tramite le <em>covert operations</em> della Cia hanno fornito risorse a coloro che oggi chiamiamo  talebani. Dopo un decennio di combattimenti, <strong>oltre 15.000 soldati morti e nessun risultato tangibile, Mosca fu costretta a ritirarsi nel 1989</strong>. Quella sconfitta provocò un trauma nella coscienza collettiva russa, dando origine a quella che venne definita “<strong>sindrome afgana</strong>” che portò al tramonto di qualsiasi ambizione geopolitica da parte dell’Orso russo nei decenni a seguire. </p>



<p>Dopo i fatti dell’11 settembre, però, ci fu un cambio di passo inaspettato La Russia decise di collaborare al fianco degli Stati Uniti e della NATO nella <strong>guerra al terrorismo</strong>, offrendo basi militari nei Paesi dell’Asia centrale e supportando la missione ISAF, Forza internazionale di assistenza per la sicurezza, fornendo equipaggiamenti e mezzi logistici. Come mai una collaborazione con il rivale storico della Guerra Fredda? Per Mosca, l’Afghanistan era ai tempi una spina nel fianco piuttosto pungente: <strong>l’enorme afflusso di eroina e oppio</strong> che fa della Russia la principale consumatrice delle droghe afghane; il rischio che <strong>l’ideologia islamista</strong> attecchisse nelle regioni a maggioranza musulmana, accrescendo la possibilità di insurrezioni a sfondo eligioso. Di fronte a questo scenario, il Cremlino ha adottato una strategia di contenimento che facesse sì che fosse presente ma dietro le quinte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo corso delle relazioni centroasiatiche</h2>



<p>Dopo decenni segnati da diffidenza e distacco, il rapporto tra Mosca e Kabul ha imboccato una nuova traiettoria. Già nel 2017 <strong>Vladimir Putin</strong> si era fatto promotore di un dialogo tra l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai &#8211; entità volta a incentivare la collaborazione in ambito politico, economico e sociale in Asia &#8211; e l’Afghanistan con il tentativo di plasmare un’<strong>architettura di sicurezza comune</strong> per la regione centroasiatica. Un segnale importante della distensione tra Mosca e Kabul è giunto nel 2021, anno del ritorno al potere dei talebani dopo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutti-gli-errori-americani-in-afghanistan.html">il ritiro delle truppe statunitensi</a>. Le nazioni occidentali nell&#8217;estate di quell’anno si affrettavano a fare rimpatriare  il proprio personale diplomatico, <strong>il Cremlino decise di tenere aperta la sua ambasciata e d’interloquire sin da subito con i nuovi governanti dell’Afghanistan</strong>. </p>



<p>Il gesto aveva una forte valenza simbolica poiché sebbene Mosca non volesse ancora legittimare il regime di Kabul, l’intenzione era quella di tenere le porte del dialogo aperte. Non a caso, dal 2021 a oggi le delegazioni afghane sono state più volte ospitate all’ombra del Cremlino in occasione di summit multilaterali per discutere dello sviluppo dell’Asia centrale in cui non solo i russi per bocca del ministro Lavrov, ma anche i rappresentanti di Cina e India hanno rivolto ai talebani l’invito a mostrare una maggiore sensibilità per i diversi gruppi etnici coinvolgendoli nella partecipazione alla vita pubblica e a mantenere una postura più moderata agli occhi dell’opinione pubblica mondiale.</p>



<p>Attenzione, però, che gli interessi politici non sono i soli poiché c’è di mezzo anche lo zampino del dio denaro. Contestualmente all’imposizione di sanzioni economiche da parte degli occidentali per il conflitto con Kiev, <strong>Mosca ha visto nell’Afghanistan dei talebani un’inaspettata sponda con cui fare affari. </strong>A partire dal 2022, Kabul si è dimostrato un mercato molto appetibile per le esportazioni russe tanto che ingenti quantità di petrolio, diesel, gas e grano riforniscono l’industria afghana. Così facendo, russi e afghani hanno trovato un modo per uscire dall’isolazionismo a cui erano stati relegati dall’Occidente, supportandosi a vicenda considerando che l’Afghanistan a sua volta fornisce prodotti agricoli e medicinali all’Orso russo.  </p>



<p>Il nuovo corso tra Mosca e Kabul è dunque il riflesso di un pragmatismo strategico, alimentato dalla memoria del passato e dai timori del presente. L’Afghanistan, un tempo ferita aperta, oggi diventa per il Cremlino una scommessa geopolitica e Mosca è pronta a giocare, consapevole che – in un equilibrio ancora fragile – il suo ruolo non potrà essere ignorato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mosca-apre-le-porte-ai-talebani-perche-la-russia-e-la-prima-a-riconoscere-il-loro-governo.html">Mosca apre le porte ai talebani: perché la Russia è la prima a riconoscere il loro Governo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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