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	<title>Giulio Regeni Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 06 May 2024 12:59:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Giulio Regeni Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Giulio Regeni: dietro la sua morte orribile le faide dei servizi segreti egiziani</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca-nera/giulio-regeni-dietro-la-sua-morte-orribile-le-faide-dei-servizi-segreti-egiziani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 12:59:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1553" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506141049771_0e9b2c81367bd41332a3a146a3339f6a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506141049771_0e9b2c81367bd41332a3a146a3339f6a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506141049771_0e9b2c81367bd41332a3a146a3339f6a-600x485.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506141049771_0e9b2c81367bd41332a3a146a3339f6a-300x243.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506141049771_0e9b2c81367bd41332a3a146a3339f6a-1024x828.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506141049771_0e9b2c81367bd41332a3a146a3339f6a-768x621.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506141049771_0e9b2c81367bd41332a3a146a3339f6a-1536x1242.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A distanza di otto anni sul rapimento e l'uccisione di Giulio Regeni sono ancora troppi i punti oscuri. Ma siamo davvero sicuri che il presidente egiziano Al Sisi abbia una diretta responsabilità in quanto accaduto? Non è forse ipotizzabile che si sia trattato di uno scontro interno tra apparati di sicurezza egiziani e, quindi, di un'operazione di falsa bandiera?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/giulio-regeni-dietro-la-sua-morte-orribile-le-faide-dei-servizi-segreti-egiziani.html">Giulio Regeni: dietro la sua morte orribile le faide dei servizi segreti egiziani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1553" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506141049771_0e9b2c81367bd41332a3a146a3339f6a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506141049771_0e9b2c81367bd41332a3a146a3339f6a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506141049771_0e9b2c81367bd41332a3a146a3339f6a-600x485.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506141049771_0e9b2c81367bd41332a3a146a3339f6a-300x243.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506141049771_0e9b2c81367bd41332a3a146a3339f6a-1024x828.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506141049771_0e9b2c81367bd41332a3a146a3339f6a-768x621.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240506141049771_0e9b2c81367bd41332a3a146a3339f6a-1536x1242.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Informatori, agenti segreti, depistaggi, torture<strong> </strong>e incongruenze: la vicenda che precede e segue la morte di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso al Cairo tra la fine di gennaio e i primi di febbraio del 2016, dopo essere stato<strong> rapito e torturato per giorni</strong> da agenti segreti egiziani, è stata sin da subito segnata da pesantissime ombre tanto nella gestione delle indagini da parte egiziana, quanto nelle iniziative diplomatiche applicate dall&#8217;Italia per conoscere la verità su quanto accaduto. Il risultato, a distanza di otto anni dai fatti, è che ancora le certezze sono poche e i dubbi troppi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il balletto delle date</h2>



<p>Proprio in questi giorni, nel corso del processo che si sta svolgendo a Roma, emerge il ruolo dell&#8217;intelligence italiana, ma anche di quella egiziana (un imputato per la morte del giovane partecipò alle ricerche insieme ai nostri 007). Emerge anche il ruolo dell&#8217;allora ambasciatore italiano al Cairo, <strong>Maurizio Massari</strong>, il primo a giungere in obitorio prima che i medici egiziani iniziassero l&#8217;autopsia (grazie a una soffiata probabilmente da ambienti CIA), la cui testimonianza nel corso del processo risulta decisiva per fissare i pochi punti certi di questa vicenda. Tra questi, l&#8217;informativa inviata a Palazzo Chigi già il 28 gennaio per segnalare la scomparsa di un cittadino italiano al Cairo. <strong>Una data che non collima con quanto affermato dall&#8217;allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi</strong>, che, sentito dalla Commissione d&#8217;inchiesta che ha svolto i suoi lavori nel corso della XVIII Legislatura, ha riferito di essere venuto a conoscenza del caso Regeni solamente il 31 gennaio. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un duro colpo alle relazioni diplomatiche</h2>



<p>Quale che sia la verità sulle cause che hanno portato alla morte del ricercatore italiano che, come stabilito dai periti durante il processo, <strong>ha subito delle sevizie devastanti </strong>prima di essere ucciso dalla rottura dell&#8217;osso del collo ed essere abbandonato lungo una strada che dal Cairo porta ad Alessandria, una cosa è certa: per i rapporti diplomatici tra Italia ed Egitto è stato un colpo durissimo. Un intreccio di rapporti economici di lungo corso, gli interessi dell&#8217;Eni e, soprattutto, il ruolo geopolitico di un presidente come Abdel Fattah Al Sisi, salito al potere con un colpo di Stato militare nel 2014, hanno dato adito nel corso degli anni a giustificati dubbi sulla corretta gestione di quello che definire un incidente diplomatico è riduttivo. </p>



<p>Sin da subito le dita puntate contro Al Sisi sono state moltissime. Dopotutto, il presidente gestisce con pugno di ferro la sicurezza interna del proprio paese. Possibile che non fosse a conoscenza delle azioni dei suoi servizi di sicurezza? Difficile da credere. Eppure qualche voce fuori dal coro ha tentato di sollevare timidamente &#8211; e per lo più nell&#8217;indifferenza generale &#8211; qualche dubbio affidato alla logica. Il 28 novembre 2016 ci provò Giordano Stabile dalle pagine de La Stampa, subito ripreso da <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/regeni-ucciso-per-abbattere-al-sisi">Piccole Note</a>. Il giornalista si chiedeva se non fosse peregrino pensare che l&#8217;uccisione di Regeni &#8211; e il ritrovamento del corpo avvenuto proprio nel giorno in cui la delegazione italiana composta dall&#8217;ex ministro dello Sviluppo economico <strong>Federica Guidi </strong>e l&#8217;ex direttore dell&#8217;Aise <strong>Alberto Manenti </strong>&#8211; fosse un&#8217;operazione studiata per danneggiare l&#8217;immagine di Al Sisi agli occhi dei partner occidentali e, di conseguenza, le relazioni internazionali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;operazione di falsa bandiera</h2>



<p>La tempistica del ritrovamento del corpo di Regeni, in effetti, avviene con un tempismo a dir poco imbarazzante per il presidente egiziano. Se davvero fosse stato a conoscenza di quanto stava avvenendo in qualche base segreta, con i suoi uomini che martoriavano il corpo di un giovane italiano, possibile che abbia permesso un ritrovamento così plateale, in una strada ad alta percorrenza e in pieno giorno? Collegandoci ai dubbi sollevati da Stabile, <strong>non può essersi trattato di un&#8217;operazione di falsa bandiera sorta tra le fila dei servizi di sicurezza egiziani?</strong> La storia ce lo insegna: i servizi segreti di ogni paese non sono dei blocchi monolitici. Esistono le cordate, esistono i gruppi di potere. Esistono le rivalità. E se il rapimento, la tortura, l&#8217;uccisione e il ritrovamento di Giulio Regeni rispondesse a questa logica perversa? </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ipotesi di Mario Mori</h2>



<p>A crederlo è anche un pezzo da novanta della nostra intelligence. A margine di un incontro pubblico per la presentazione del suo libro, il generale Mario Mori, dal 2001 al 2006 direttore del Sisde, commentando le ultime notizie riguardanti il processo a carico degli 007 egiziani imputati per la morte del ricercatore italiano ha commentato: &#8220;Se davvero Al Sisi avesse ordinato o comunque avallato l&#8217;uccisione di un cittadino italiano credete sul serio che si sarebbe trovato il corpo? Piuttosto l&#8217;avrebbero caricato su un elicottero e lo avrebbero lasciato da qualche parte nel deserto. Nessuno l&#8217;avrebbe mai più trovato&#8221;. Brutto da dire, ma ha perfettamente senso. </p>



<p>Anche l&#8217;ultimo tra i consiglieri con cui certamente anche Al Sisi si confronta sarebbe stato in grado di capire che l&#8217;uccisione di un cittadino italiano avrebbe esposto l&#8217;Egitto e il suo presidente a una pressione mediatica spietata. Difficile immaginare che si sia deciso a tavolino di chiudere la questione abbandonando il corpo di Regeni orrendamente seviziato in strada, offrendo la possibilità &#8211; come poi effettivamente è avvenuto &#8211; che gli italiani, nella persona dell&#8217;ambasciatore, potessero rendersi conto di persona di quanto era stato fatto a quel povero ragazzo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;esercizio della logica</h2>



<p>Forse è bene precisarlo: qui non si vuole tutelare l&#8217;immagine di Al Sisi. Tuttavia, in certi casi, l&#8217;esercizio della logica potrebbe aiutare a cogliere sfumature che rischiano di perdersi per strada, suggerendo piste che potrebbero portare più vicini alla comprensione dei fatti. Se mai ci sia qualcosa da comprendere di fronte a un orrore inimmaginabile come quello che è stato riservato a Giulio Regeni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/cronaca-nera/giulio-regeni-dietro-la-sua-morte-orribile-le-faide-dei-servizi-segreti-egiziani.html">Giulio Regeni: dietro la sua morte orribile le faide dei servizi segreti egiziani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;omicidio Regeni maturato per danneggiare l&#8217;Italia in Egitto?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lomicidio-regeni-maturato-per-danneggiare-l-italia-in-egitto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2020 14:31:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1147" height="1068" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni.jpg 1147w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni-300x279.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni-768x715.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni-1024x953.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1147px) 100vw, 1147px" /></p>
<p>L&#8217;omicidio di Giulio Regeni ha rappresentato una sorta di spartiacque. C&#8217;è un prima e c&#8217;è un dopo nei rapporti tra Roma e Il Cairo, circostanza quest&#8217;ultima inevitabilmente in grado di incidere negli equilibri fragili del Mediterraneo orientale. Su quel caso negli ultimi giorni sono emersi altri particolari. Sono passati quasi cinque anni da allora, ma &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lomicidio-regeni-maturato-per-danneggiare-l-italia-in-egitto.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lomicidio-regeni-maturato-per-danneggiare-l-italia-in-egitto.html">L&#8217;omicidio Regeni maturato per danneggiare l&#8217;Italia in Egitto?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1147" height="1068" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni.jpg 1147w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni-300x279.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni-768x715.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni-1024x953.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1147px) 100vw, 1147px" /></p><p>L&#8217;omicidio di <strong>Giulio Regeni</strong> ha rappresentato una sorta di <strong>spartiacque</strong>. C&#8217;è un prima e c&#8217;è un dopo nei rapporti tra Roma e Il Cairo, circostanza quest&#8217;ultima inevitabilmente in grado di incidere negli equilibri fragili del <strong>Mediterraneo orientale</strong>. Su quel caso negli ultimi giorni sono emersi altri particolari. Sono passati quasi cinque anni da allora, ma soltanto adesso si è potuto capire qualcosa in più. Elementi in grado di rafforzare il concetto secondo cui quanto accaduto in Egitto nel gennaio 2016 abbia rappresentato un tragico spartiacque. Più di un dubbio adesso si è insinuato anche in ambiti governativi, come segnalato da <em>La Stampa</em>: possibile che lo spartiacque sia stato volutamente ottenuto e che il ricercatore italiano sia stato uno strumento?</p>
<h2>I dettagli sulla morte di Regeni</h2>
<p>Il corpo del ragazzo friulano era stato trovato a pochi passi dall&#8217;autostrada che collega Il Cairo con Alessandria. Un ritrovamento che inizialmente è servito a mandare in avanscoperta una ricostruzione non in grado però di reggere alla prova dei fatti, <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2016/03/24/news/egitto_5_uccisi_polizia_legati_a_omicidio_regeni-136219764/">quella cioè di una rapina finita malamente</a>. Sul corpo di Regeni erano ben evidenti i segni di <strong>tortura</strong>, di <strong>sevizie</strong> e <strong>pestaggi</strong> non riconducibili a una rapina. Da qui i tanti dubbi e le tante incertezze che hanno inevitabilmente portato a un raffreddamento dei rapporti tra Italia ed Egitto. Un ragazzo italiano era stato barbaramente ucciso con modalità riconducibili a quelle di professionisti dei servizi di intelligence. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/regeni-pedinato-mesi-consegnato-ai-boia-dai-tutor-1909346.html">Oggi gli investigatori hanno in mano altri elementi in grado di confermare questa tesi</a>: Regeni è stato ucciso in un edificio usato dai servizi di sicurezza egiziani, all&#8217;interno della <em>stanza 13</em>, un&#8217;ala riservata agli interrogatori di persone straniere sospettate di tramare contro il governo.</p>
<p>Dentro quell&#8217;edificio il ragazzo italiano è stato ripetutamente torturato, la morte è sopraggiunta a causa delle gravi ferite inferte. Regeni, secondo quanto emerso già subito dopo la morte, era in contatto con alcuni responsabili dei <strong>sindacati</strong> indipendenti. In un ultimo video girato poche ore prima della scomparsa, si vede il ricercatore parlare con uno di loro. Forse è stato proprio questo a indispettire le autorità locali. Il contesto politico in cui è avvenuto l&#8217;omicidio è infatti molto delicato. L&#8217;Egitto era da appena tre anni uscito dalle proteste che hanno portato al golpe che ha deposto l&#8217;ex presidente <strong>Mohamed Morsi</strong>, quest&#8217;ultimo a sua volta arrivato al potere dopo le proteste contro il predecessore <strong>Mubarack</strong>. Un &#8220;nervosismo&#8221; quello dei servizi egiziani, che ha determinato l&#8217;aggressione contro Regeni. Quest&#8217;ultimo stava effettuando la ricerca seguito dalla professoressa <strong>Maha Mahfouz Abdelrahman</strong>, docente dell&#8217;Università di <strong>Cambridge</strong>: &#8220;Ho mandato un giovane ricercatore verso la sua morte&#8221;, <a href="https://www.corriere.it/esteri/20_dicembre_12/giulio-regeni-rimorsi-bugie-prof-cambridge-non-ha-aiutato-indagini-01c4e59e-3bec-11eb-aad9-ba761f429210.shtml">ha poi scritto la dottoressa in una mail del 7 febbraio 2016. </a></p>
<h2>I rapporti Italia &#8211; Egitto dopo il 2016</h2>
<p>Fin qui la cronaca della tragica vicenda che ha riguardato Giulio Regeni. Ci sono altri fatti poi da analizzare, quelli politici. Prima dell&#8217;omicidio del giovane ricercatore, tra Roma ed Il Cairo i rapporti apparivano molto vivi. Questo perché nell&#8217;agosto del 2015 l&#8217;<strong>Eni</strong> ha annunciato la scoperta del giacimento nell&#8217;area marina di <strong>Zohr</strong>. Si tratta di uno dei più importanti del Mediterraneo, accreditato di una potenzialità di 850 miliardi di metri cubi di gas. Il sito è all&#8217;interno di una zona data in concessione al 100% all&#8217;Eni. Un colpo importante per la società italiana, capace di lanciare politicamente e diplomaticamente il nostro Paese nel Mediterraneo orientale. Trainate da questo successo, le relazioni bilaterali Italia &#8211; Egitto hanno conosciuto una fase di ampio splendore. Lo dimostrano i dati del 2015: l&#8217;<strong>interscambio</strong> tra il nostro Paese e quello nordafricano ha registrato quell&#8217;anno un saldo da 900 milioni di Euro, l&#8217;Italia è il sesto fornitore dell&#8217;Egitto a livello assoluto.</p>
<p>L&#8217;omicidio Regeni ha bloccato questa fase. Dopo la scoperta del cadavere e delle macabre modalità di uccisione, tra Roma ed Il Cairo i rapporti politici e commerciali hanno subito un forte rallentamento. L&#8217;Italia, in poche parole, ha perso quota tanto in Egitto quanto nella delicata area del Mediterraneo orientale. La sua posizione politica ed economica ne è uscita pesantemente ridimensionata ed è stata occupata da altri. A partire da una <strong>Francia</strong> sempre più attiva nella zona, <a href="https://www.corriere.it/esteri/20_dicembre_10/egitto-sisi-incassa-anche-legion-d-onore-cerimonia-nascosta-eliseo-17b0b558-3abc-11eb-a316-193bd0f16dd1_preview.shtml?reason=unauthenticated&amp;cat=1&amp;cid=VyM4SOiK&amp;pids=FR&amp;credits=1&amp;origin=https%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Festeri%2F20_dicembre_10%2Fegitto-sisi-incassa-anche-legion-d-onore-cerimonia-nascosta-eliseo-17b0b558-3abc-11eb-a316-193bd0f16dd1.shtml">come dimostrato dal recente conferimento da parte di Macron al presidente egiziano Al Sisi della Legion d&#8217;Onore</a>. Anche il <strong>Regno Unito</strong>, dal 2016 in poi, ha ripreso quota a Il Cairo e in tutta l&#8217;area. Lo dimostra l&#8217;accordo economico, uno dei primi post Brexit,<a href="https://www.arabnews.com/node/1773506/business-economy"> firmato il governo britannico e quello egiziano. </a></p>
<p>Da qui il sospetto, trapelato su La Stampa, da parte degli ambienti politici e diplomatici italiani: possibile che l&#8217;uccisione di Giulio Regeni abbia avuto come finalità ultima il ridimensionamento dell&#8217;influenza di Roma in Egitto?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lomicidio-regeni-maturato-per-danneggiare-l-italia-in-egitto.html">L&#8217;omicidio Regeni maturato per danneggiare l&#8217;Italia in Egitto?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>La testimonianza sul caso Regeni: “Credevamo fosse spia inglese”</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-testimonianza-sul-caso-regeni-credevamo-fosse-spia-inglese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2019 10:12:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3104630-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3104630-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3104630-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3104630-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3104630-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>“Pensavamo fosse una spia inglese”: è questa una delle rivelazioni che spingono la Procura di Roma ad incrementare le indagini sulla morte di Giulio Regeni ed a chiedere una nuova rogatoria agli inquirenti de Il Cairo. Una novità di non poco conto, intercettata da un testimone durante un colloquio che uno dei presunti rapitori del ricercatore italiano, ritrovato morto nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-testimonianza-sul-caso-regeni-credevamo-fosse-spia-inglese.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3104630-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3104630-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3104630-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3104630-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_3104630-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>“Pensavamo fosse una spia inglese”: è questa una delle rivelazioni che spingono la Procura di Roma ad incrementare le indagini sulla morte di Giulio Regeni ed a chiedere una nuova rogatoria agli inquirenti de Il Cairo. Una novità di non poco conto, intercettata da un testimone durante un colloquio che uno dei presunti rapitori del ricercatore italiano, ritrovato morto nel gennaio 2016 nella capitale egiziana, tiene con un suo collega. Un quadro che quindi si arricchisce di nuovi importanti particolari.</p>
<h2>Una confessione indiretta</h2>
<p>La svolta, come detto, arriva da un testimone: seduto con due funzionari egiziani che parlano arabo tra loro, ignari forse del fatto che il soggetto in questione conoscesse anche l’arabo, il testimone riesce a capire il contenuto di ciò che i suoi interlocutori scambiano durante la conversazione. Si parla, in particolare, delle proprie preoccupazioni ad inizio 2016 per l’anniversario dei moti di piazza Tarhir, in Egitto. In quel momento nel paese arabo si respira un’aria piuttosto pesante, perché il 26 gennaio si ricorda quanto accaduto cinque anni prima con la fuga dell’ex presidente Mubarak. Così le forze di sicurezza sono in allerta e qui si arriva al racconto del funzionario egiziano: “Io sono andato a caricarlo nell’auto a quel ragazzo italiano – dichiara in arabo durante la conversazione con il suo collega – Pensavamo fosse una spia inglese. Una volta prelevato l’ho picchiato al volto”.</p>
<p>Il testimone carpisce queste parole e le racconta ai legali della famiglia di Giulio Regeni. Conosce nome e cognome del funzionario in questione non perché suo amico ma perché, stando al suo racconto, consegna un proprio biglietto da visita al suo interlocutore prima di iniziare a parlare. Secondo gli inquirenti la testimonianza è importante in quanto il nome indicato dal testimone, è lo stesso di uno dei cinque indagati dalla Procura di Roma per il sequestro e l’uccisione del ricercatore italiano.</p>
<h2>La rogatoria internazionale richiesta ai colleghi egiziani</h2>
<p>Ecco quindi il motivo che spinge adesso i magistrati romani a chiedere una nuova rogatoria agli egiziani. L’obiettivo è acquisire nuove informazioni sul funzionario in questione, al fine di ottenere eventuali nuovi ed importanti riscontri. Giulio Regeni era ricercatore all’università di Cambridge, forse per questo viene scambiato per inglese e soprattutto per un agente al servizio di Londra. La sua ricerca sui sindacati egiziani ovviamente non passa inosservata ad Il Cairo, in un momento in cui l’Egitto deve ancora trovare la sua stabilità dopo i tumulti figli della primavera araba degli anni precedenti. A molti nella capitale del paese arabo sembra un pretesto per portare a Londra informazioni ritenute sensibili.</p>
<p>Una ricerca, quella del ragazzo italiano, suggerita dalla sua tutor Maha Mahfouz Abdel Abdelrahman, anche se quest’ultima non dà elementi utili ai magistrati italiani nel corso dell’inchiesta. Un asse quindi che non riguarda solo Roma ed Il Cairo, bensì anche la Gran Bretagna: ecco lo scenario che la nuova testimonianza acquisita agli atti dagli investigatori italiani sembrerebbe confermare. Un elemento, quello che riguarda la conversazione intercettata tra il funzionario indagato ed un altro suo collega, che adesso potrebbe aiutare molto a capire il movente dell’omicidio. Anche se tante domande ancora risultano senza una chiara risposta, a partire da quella sul perché di tanta violenza e crudeltà verso un ragazzo di appena 28 anni. Ed inoltre, sono ancora da capire i motivi che spingono le autorità egiziane a provare un depistaggio dopo la morte di Regeni e, contestualmente, l’università di Cambridge a non collaborare fino in fondo con la procura di Roma.</p>
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		<title>Conte duro con Al Sisi su caso Regeni: “Non sono stati fatti passi avanti”</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/conte-duro-con-al-sisi-su-caso-regeni-non-sono-stati-fatti-passi-avanti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2019 14:16:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1057" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190427182155_29161300.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190427182155_29161300.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190427182155_29161300-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190427182155_29161300-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190427182155_29161300-1024x722.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il premier Giuseppe Conte si è detto estremamente turbato per la lettera ricevuta dei genitori di Giulio Regeni, il ricercatore universitario italiano torturato e ucciso mentre era in Egitto ormai più di due anni fa. La dichiarazione del presidente del Consiglio è avvenuta a margine di una conferenza stampa a Pechino, dove il premier si trova per discutere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/conte-duro-con-al-sisi-su-caso-regeni-non-sono-stati-fatti-passi-avanti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1057" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190427182155_29161300.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190427182155_29161300.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190427182155_29161300-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190427182155_29161300-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190427182155_29161300-1024x722.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il premier Giuseppe Conte si è detto estremamente turbato per la lettera ricevuta dei genitori di Giulio Regeni, il ricercatore universitario italiano torturato e ucciso mentre era in Egitto ormai più di due anni fa. La dichiarazione del presidente del Consiglio è avvenuta a margine di una conferenza stampa a Pechino, dove il premier si trova per discutere con l’omologo cinese Xi Jinping e gli altri leader mondiali riguardo il programma “Belt and Road“. Alla conferenza era infatti presente anche il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi.</p>
<p>La lettera, pubblica questa mattina dalla stampa italiana a firma di Paola e Claudio Regeni,  si rivolgeva al presidente ricordandogli il momento nel quale avrebbe stretto la mano al presidente egiziano citando: “Presidente Conte, si ricordi di Giulio mentre stringerà la mano del Generale Al Sisi e pretenda, senza ulteriori dilazioni o distrazioni di sorta, la verità sulla sua uccisione. Sia, come ha promesso, il suo avvocato, lo sia di tutti i cittadini italiani che confidano nel rispetto dei diritti umani e nella loro intangibilità.”</p>
<p>L’inchiesta sull’uccisione del ricercatore catturato al Cairo nel 2016 dal Mukhabaràt  egiziano e poi trovato morto sul ciclo di una strada poco fuori la capitale non ha avuto alcuna svolta e non si è assistito a nessun passo avanti negli ultimi due anni. L’appello al presidente del Consiglio è un ennesimo tentativo di chiedere giustiziaalla più alte cariche dello Stato, che prima sotto il governo Renzi e ora sotto quello penta-stellato presieduto da Conte non sono mai riusciti ad infrangere il muro di gomma innalzato dalle autorità egiziane.</p>
<p>“L’Italia  non può avere pace fino a quando non avrà la verità. Non verrà mai meno a questo impegno: arrivare a una verità giudiziaria che sia plausibile e che abbia risconti oggettivi e inoppugnabili”, ha dichiarato il premier italiano. “Il caso Regeni è stata una delle cose più importanti di cui abbiamo parlato” ha affermato il premier dopo l’incontro istituzionale previsto con il presidente egiziano. “C’è insoddisfazione perché a distanza di tempo non c’è ancora nessun concreto passo avanti. Sono diversi anni che tentiamo varie iniziative. Il modo più efficace per me per un risultato è spendere la mia influenza con il governo egiziano, io parlo con Al Sisi non con la magistratura. Continuerò su questa strada, non mi fermerò fino a quando non avrò una verità plausibile”. Ha concluso.</p>
<p>Alle domande poste dalla stampa sulle possibili conseguenze nei rapporti economici intrattenuti tra il nostro paese e l’Egitto , che l’opinione pubblica italiana ha invocato per lungo tempo, auspicando una “chiusura” per mandare un segnala “forte”al Cairo e sollecitare una collaborazione delle autorità egiziane che potrebbe portare a conoscere la verità su cosa accadde quella notte dell’inizio di febbraio del 2016, Conte ha risposto ammettendo: “Francamente non abbiamo strumenti reali e concreti per poter intervenire e sostituirci alla magistratura egiziana”. E non ha aggiunto altro.</p>
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		<title>Quelle incertezze dell&#8217;Italia  tra l&#8217;Egitto e l&#8217;Arabia Saudita</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quelle-incertezze-dellitalia-legitto-larabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2018 09:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;approccio del governo Conte al Mediterraneo e al Medio Oriente è destinato a conoscere nelle prossime settimane delle sfide chiave, dovendo misurarsi con il nodo delle relazioni con l&#8217;Egitto e l&#8217;Arabia Saudita. Con i due Paesi arabi, infatti, sono sorti nelle ultime settimane diversi motivi di contenzioso. Tra Roma e Il Cairo continua a pesare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quelle-incertezze-dellitalia-legitto-larabia-saudita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1081" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/Giuseppe-Conte-e1543918509240-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;approccio del governo Conte al Mediterraneo e al Medio Oriente è destinato a conoscere nelle prossime settimane delle sfide chiave, dovendo misurarsi con il nodo delle relazioni con l&#8217;<strong>Egitto</strong> e l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>.</p>
<p>Con i due Paesi arabi, infatti, sono sorti nelle ultime settimane diversi motivi di contenzioso. Tra Roma e Il Cairo continua a pesare fortemente il caso dell&#8217;omicidio di Giulio Regeni. Il Parlamento egiziano ha espresso &#8211; in una nota &#8211; &#8220;grande sorpresa e rammarico&#8221; per la &#8220;scelta ingiustificata&#8221; del Presidente della Camera dei deputati, <strong>Roberto Fico</strong>, di interrompere le relazioni con l&#8217;Egitto a causa delle accuse di &#8220;scarsa collaborazione&#8221; nella ricerca della verità.</p>
<p>&#8220;Una scelta ingiustificata ancora di più se si considera che arriva dopo l&#8217;incontro tra le magistrature dei due Paesi, in cui è stata confermare la collaborazione sul caso&#8221;. I deputati egiziani sottolineano che &#8220;le indagini procedono in modo costruttivo, così come la collaborazione tra i due Paesi&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Regeni-Fico-interropme-le-relazioni-con-Il-Cairo-parlamento-Egitto-replica-scelta-ingiustificata-6add7cf3-db01-421a-9e79-c09c993af3ad.html?refresh_ce" target="_blank">scrive <em>Rai News, </em>e che la mossa di Fico rischia di essere un boomerang per i rapporti tra i due Paesi.</a></p>
<p>Un Paese può avere<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://formiche.net/2018/11/fico-regeni-politica-estera/" target="_blank"> una e una sola politica estera</a>, ed è compito del governo dettarne l&#8217;indirizzo ma, come vedremo, la mossa di Fico ha rappresentato una fuga in avanti non indifferente. Nel governo Conte agita le acque anche la questione saudita: i Cinque Stelle presentare martedì prossimo alla Commissione Affari Esteri della Camera una risoluzione sulla guerra in Yemen che chiede un embargo europeo contro l’Arabia Saudita e i Paesi della coalizione. Una posizione che da mesi trova il favore del Partito democratico e in Commissione può dar vita a un’inedita maggioranza Pd-M5S contro la Lega, che complice anche il riavvicinamento israelo-saudita non vuole tagliare la faccia all&#8217;alleato del Golfo (<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.repubblica.it/rubriche/spycalcio/2018/11/13/news/salvini_il_calcio_ha_una_funzione_sociale_il_coni_ci_metta_piu_soldi_-211551059/" target="_blank">esprimendosi addirittura a favore dello svolgimento in Arabia Saudita della Supercoppa italiana di calcio</a>).</p>
<p>La relazione a tutto campo tra Italia e Egitto</p>
<p>Nei mesi scorsi l&#8217;Egitto è <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/di-maio-segue-salvini-e-moavero-legitto-al-centro-della-strategia-mediterranea-dellitalia/">stato centrale nella strategia diplomatica italiana</a> nel Mediterraneo: Matteo Salvini, Enzo Moavero Milanesi e Luigi Di Maio si sono recati in visita nel Paese, mentre in seguito Giuseppe Conte ha ricevuto una sponda di grande valore <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-pragmatismo-del-generale-al-sisi-e-il-ruolo-dellegitto/">dal presidente al-Sisi</a>, che ha presenziato alla conferenza di Palermo sulla Libia.</p>
<p>La verità sul caso Regeni rappresenta un obiettivo imprescindibile per il nostro Paese, ma essa potrà essere ottenuta solo nel contesto di una piena sintonia diplomatica con Il Cairo, e non a seguito di rotture unilaterali. Perché le relazioni italo-egiziane, inoltre, coprono uno spettro ben più ampio e includono, tra le altre cose, un interscambio da 3 miliardi di dollari. </p>
<p>“L’Italia non può realmente sospendere le relazioni con l’Egitto, perché in questo momento i nostri interessi comuni sono piuttosto sovrapposti. C’è per esempio l’Eni che opera sui pozzi egiziani nel Mediterraneo orientale, o ancora la Libia: noi ci stiamo muovendo piano piano, senza mai mollare i progetti onusiani, verso il generale dell’Est libico <strong>Khalifa Haftar</strong>, che è un uomo dell’Egitto”, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://formiche.net/2018/12/perche-non-romperemo-con-legitto-ma-con-larabia-saudita-parla-il-generale-arpino/?fbclid=IwAR32vJoY3GXVk2yOMEX7Dz7x0VfK02qcza0xKc1EuXy8QjXm2mPAONY9vpA" target="_blank">ha spiegato a <em>Formiche </em></a>l&#8217;ex Capo di Stato Maggiore Mario Arpino. I dossier sul terreno sono numerosi, e in questo contesto Eni ha un ruolo fondamentale: basti pensare alle prospettive che apre all&#8217;Italia <a href="http://www.occhidellaguerra.it/quella-partita-sul-gas-nel-mediterraneo-orientale-coinvolge-anche-litalia/" target="_blank">la scoperta del megagiacimento di gas</a> offshore Zohr.</p>
<p></p>
<p>E ad Arpino fa eco il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://formiche.net/2018/12/non-si-gioca-con-politica-estera-jean/?fbclid=IwAR3s935KRina9uuAsF449M_x7g3N7bLYZdBpdAnsym8e6tLyJIbvMpy4gqw" target="_blank">collega generale Carlo Jean</a>, che individua con precisione l&#8217;attore che più potrebbe sfruttare le incertezze italiane: &#8220;“Dobbiamo ricordarci che queste debolezze creano dei vuoti, e ogni volta che creiamo dei vuoti nel Mediterraneo, la Francia, alleata, amica e concorrente spietata, cerca di occuparli&#8221;.</p>
<p>Il braccio di ferro nella maggioranza sulle relazioni coi sauditi</p>
<p>Alla questione dei rapporti con l&#8217;Egitto si sovrappone quella delle relazioni italo-saudite. Arpino avverte che non si può giocare contemporaneamente contro Il Cairo e Riad per precise ragioni geopolitiche: &#8220;L’Egitto è un paese che ha problemi con l’Arabia Saudita in questo momento. Il Cairo compete con Riad per diventare il principale polo d’attrazione per il mondo arabo, e forse cerca sponde: se l’Italia dovesse decidere pubblicamente sull’interruzione delle forniture militari ai sauditi, allora gli egiziani avrebbe quella sponda contro il regno del Golfo”.</p>
<p>Una prospettiva per ora non realizzabile a causa delle tensioni italo-egiziane, ma che apre a una chiave di lettura interessante: ogni scostamento da Riad per motivazioni di etica politica dovrà trovare un bilanciamento geopolitico per risultare sostenibile sul lungo periodo. Una media potenza come l&#8217;Italia deve pesare attentamente tutte le variabili. Bettino Craxi, ad esempio, nel 1985 non ebbe remore nel <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/craxi-sfido-pinochet-rendendo-omaggio-ad-allende/" target="_blank">denunciare davanti al Congresso di Washington i crimini della dittatura di Augusto Pinochet in Cile</a>, ma potè permettersi di farlo a causa del radicamento dell&#8217;influenza italiana in America Latina e, al tempo stesso, della sintonia con gli Usa su altri dossier rilevanti.</p>
<p></p>
<p>E toccando casa Saud l&#8217;Italia si infilerebbe in un ginepraio intricato, cozzando con uno dei principali alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente in una fase che non ha ancora visto Roma definire <a href="http://www.occhidellaguerra.it/politica-adottera-governo-conte-nei-confronti-delliran/">la sua posizione verso l&#8217;Iran</a>. Paradossalmente, principale ambasciatore della causa saudita in Italia è la Lega, partito che a più riprese ha definito l&#8217;islam una minaccia per l&#8217;Occidente ma non ha remore a definire alleato dell&#8217;Italia lo Stato che più di ogni altro si è reso promotore della diffusione del radicalismo islamista nel mondo. Se questo sia frutto di un calcolo strategico o mero prodotto dell&#8217;inerzia, non è dato sapersi. Il primo, del resto, è necessariamente legato a una lucida visione delle relazioni internazionali che è merce rara nelle classi dirigenti italiane contemporanee.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quelle-incertezze-dellitalia-legitto-larabia-saudita.html">Quelle incertezze dell&#8217;Italia  tra l&#8217;Egitto e l&#8217;Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;arresto di Mashoub e il caso RegeniQuell&#8217;intreccio fra Roma e Il Cairo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mashoub-egitto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Aug 2018 07:23:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="694" height="472" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1522052061-elezioni-egitto-manifesto-sisi-getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1522052061-elezioni-egitto-manifesto-sisi-getty.jpg 694w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1522052061-elezioni-egitto-manifesto-sisi-getty-300x204.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></p>
<p>Prima l&#8217;arresto vicino Catania, poi il rilascio, perché impossibile procedere all&#8217;estradizione. Gli eventi che hanno visto coinvolto Mohamed Mahsoub, ex ministro egiziano del governo di Mohamed Morsi tornano a di nuovo a dividere (e far discutere) Itala ed Egitto. Il governo egiziano, una volta saputo del fermo di Mashoub, aveva inviato alle autorità italiane l&#8217;immediata richiesta &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/mashoub-egitto.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mashoub-egitto.html">L&#8217;arresto di Mashoub e il caso RegeniQuell&#8217;intreccio fra Roma e Il Cairo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="694" height="472" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1522052061-elezioni-egitto-manifesto-sisi-getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1522052061-elezioni-egitto-manifesto-sisi-getty.jpg 694w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/1522052061-elezioni-egitto-manifesto-sisi-getty-300x204.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 694px) 100vw, 694px" /></p><p>Prima <a style="color: #0000ff" href="https://www.agi.it/cronaca/egitto_ex_ministro_governo_morsi_fermato_a_catania-4230547/news/2018-08-02/">l&#8217;arresto vicino Catania</a>, poi il rilascio, perché impossibile procedere all&#8217;estradizione. Gli eventi che hanno visto coinvolto <strong>Mohamed Mahsoub</strong>, ex ministro egiziano del governo di Mohamed Morsi tornano a di nuovo a dividere (e far discutere) Itala ed Egitto.</p>
<p>Il governo egiziano, una volta saputo del fermo di Mashoub, aveva inviato alle autorità italiane l&#8217;immediata richiesta di estradizione. Ma è una richiesta che non poteva essere accolta. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.huffingtonpost.it/2018/08/02/arrestato-ma-poi-rilasciato-litalia-risponde-picche-ad-al-sisi-sullestradizione-dellex-ministro-mahsoob_a_23494728/?utm_hp_ref=it-esteri">Come spiega l&#8217;<em>Huffington Post</em></a>, la mancata estradizione poggia su<strong> tre ragioni</strong>: &#8220;Perché non contemplata dall&#8217;Accordo bilaterale tra Italia ed Egitto. Perché non si estrada chi nel frattempo ha ottenuto la cittadinanza italiana. E perché estradarlo significava, con ogni probabilità consegnarlo al boia di Stato&#8221;. E così le autorità <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.middleeasteye.net/news/italy-arrests-prominent-egyptian-opposition-figure-and-ex-minister-412204524">hanno rilasciato l&#8217;ex ministro</a>.</p>
<p>Ma dietro questa storia si nasconde, ancora una volta, la relazione sempre più complessa e multistrato che vivono Roma e Il Cairo, mai come in questi ultimi anni al centro di importanti questioni di ordine giudiziario. Prima fra tutte <strong>il caso di Giulio Regeni</strong>. Da quell&#8217;omicidio, di cui ancora oggi si chiedono verità e giustizia, i rapporti fra Italia ed Egitto sono cambiati. Un alone di sospetto grava sulle rispettive autorità. E ogni episodio di frizione fra i due Paesi rischia di far ricadere nel baratro della tensione rapporti che invece sono fondamentali.</p>
<p></p>
<p>Perché anche nel caso di Mashoub, molto più semplice e molto meno grave di quello Regeni, c&#8217;è tanta politica dietro le decisioni da parte del Cairo. Innanzitutto nella <strong>richiesta di estradizione</strong>,<strong> palesemente infondata</strong>, quasi a voler cercare uno scontro o avanzare una richiesta di negoziato.</p>
<p>Il governo egiziano non avrebbe mai potuto ricevere l&#8217;ok al trasferimento dell&#8217;ex ministro. L&#8217;Accordo di cooperazione di Polizia tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica araba d&#8217;Egitto, stipulato nel 2000 fra il nostro Paese e l&#8217;Egitto, prevede all&#8217;articolo 6 un&#8217;intesa sul rilascio e l&#8217;espulsione in caso di terrorismo e reati legati alla criminalità organizzata.</p>
<p>Ma il concetto di &#8220;terrorismo&#8221; è diventato particolarmente lato nei tribunali egiziani, dove il governo di <strong>Abdel Fattah al Sisi</strong> ha riempito le prigioni patrie di tutti i suoi oppositori politici, specialmente legati alla Fratellanza musulmana. Fratellanza a cui appartengono molti membri di <strong>al Wasat</strong>, il partito di Mashoub.</p>
<p></p>
<p>Quell&#8217;accordo nasceva su altri presupposti. E adesso, specialmente dopo la condanna dell&#8217;Unione europea alle operazioni messe in atto dal presidente Sisi, è apparsa <strong>una vera e propria forzatura</strong> questa richiesta di estradizione. Tanto che l&#8217;Italia non ha potuto fare altro che negare questa richiesta giunte dalle autorità del Paese nordafricano. In particolare dopo le <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.lastampa.it/2018/07/28/esteri/processo-ai-fratelli-musulmani-in-egitto-condanne-a-morte-5hmHKt0UCrUPcuNWEko3cM/pagina.html">75 condanne a morte</a> emesse in questi giorni.</p>
<p>Certo è, che l&#8217;arresto e il successivo rilascio dell&#8217;ex ministro arrivano in un momento estremamente importante per i rapporti fra i due Paesi. Il nuovo governo italiano a guida Giuseppe Conte ha reimpostato le relazioni con l&#8217;Egitto cercando di riportarle a un livello di normalità. I rapporti economici, politici e d&#8217;intelligence fra i due Paesi sono fondamentali. Lo ha ribadito lo stesso <strong>Matteo Salvini</strong> <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/07/18/salvini-al-cairo-incontro-con-al-sisi_4a683429-9c3f-42ab-b68b-1649244343bb.html">in visita al Cairo</a> nelle scorse settimane. E questa ricerca di distensione rende questo caso ancora più interessante.</p>
<p>Perché il caso Regeni non sembra destinato a diventare ininfluente nelle relazioni tra Il Cairo e Roma. E non a caso, proprio l&#8217;omicidio Regeni era stato considerato da <em>Al Jazeera</em> come possibile contraltare dell&#8217;arresto di Mashoub. La televisione panaraba di base in Qatar parlava di <a href="https://www.lettera43.it/it/articoli/mondo/2018/08/02/regeni-mahsoub-ministro-egitto/222411/">un possibile scambio di prigionieri</a> che avrebbe visto coinvolti l&#8217;ex ministro egiziano e l&#8217;autore dell&#8217;omicidio del giovane ricercatore italiano. Forse una suggestione: ma qualcosa evidentemente c&#8217;era.</p>
<p></p>
<p>Certo era difficile prevedere che l&#8217;Italia potesse dimostrarsi così aperta nei confronti del Cairo. All&#8217;impossibilità giuridica si aggiunge infatti una più spinosa questione politica. L&#8217;Egitto non può pretendere dall&#8217;Italia azioni favorevoli quando esistono ancora profonde lacune nella ricerca della verità sulla tortura e sull&#8217;uccisione del ricercatore italiano avvenuta a inizio 2016.</p>
<p>Due anni e mezzo dopo, le incertezze sono ancora molte. E l&#8217;impegno dell&#8217;Egitto è stato minimo, molto spesso ostruzionistico. Ma nel frattempo, i rapporti fra i due Stati rischiavano di essere seriamente lesi. Questo l&#8217;Italia non poteva e non può permetterlo. Gli interessi sono enormi, a cominciare dal gas.</p>
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		<title>Spie, prof di Cambridge e interessi  Ecco gli errori italiani sul caso Regeni</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/35548-2.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Nov 2017 16:53:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1147" height="1068" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni.jpg 1147w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni-300x279.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni-768x715.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni-1024x953.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1147px) 100vw, 1147px" /></p>
<p>Potrebbe sembrare la trama di un romanzo di Le Carré: professori di Cambridge con legami quanto meno ambigui con ambienti dell&#8217;intelligence britannica, Fratelli Musulmani, malavitosi egiziani, poliziotti, dittatori, politici&#8230; e un agente (forse) incosciente di essere tale, mandato sul campo allo sbaraglio, sacrificabile e sacrificato. Una trama degna de &#8220;La talpa &#8221; o meglio ancora &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/35548-2.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1147" height="1068" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni.jpg 1147w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni-300x279.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni-768x715.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/1454949999-regeni-1024x953.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1147px) 100vw, 1147px" /></p><p>Potrebbe sembrare la trama di un romanzo di Le Carré: professori di Cambridge con legami quanto meno ambigui con ambienti dell&#8217;intelligence britannica, Fratelli Musulmani, malavitosi egiziani, poliziotti, dittatori, politici&#8230; e un agente (forse) incosciente di essere tale, mandato sul campo allo sbaraglio, sacrificabile e sacrificato. Una trama degna de &#8220;La talpa &#8221; o meglio ancora de &#8220;L&#8217;onorevole scolaro&#8221; i due grandi classici della moderna spy storie non c&#8217;è che dire&#8230; solo che non si tratta di un romanzo, ma della realtà che avevamo tutti sotto gli occhi sin dall&#8217;inizio e che in troppi hanno fatto finta di non vedere, di non capire. Il dramma che ha portato alla morte il povero <strong>Giulio Regeni</strong> e che sta costando al nostro paese un dazio molto pesante.</p>
<p></p>
<p>Ormai è palesemente inutile far finta di non capire, se ne sono resi conto anche i nostri politici, Renzi in testa, che adesso hanno cominciato a far la voce grossa e a chiedere che da Cambridge vengano, finalmente, quelle risposte a domande che, per altro, i magistrati italiani incaricati dell&#8217;inchiesta avevano posto sul tavolo sin dal primo momento. Ma la professoressa Maha Abdel Rahman &#8211; la tutor di Regeni che lo aveva incaricato della spinosa &#8220;ricerca&#8221; nei meandri del Sindacato dei venditori ambulanti, da sempre occhi ed orecchie dei Servizi egiziani &#8211; non è mai stata, in tutto questo tempo, disponibile a rispondere. Troppo impegnata in viaggi di studio, in un anno sabbatico intervenuto quanto mai opportunamente per spiegare il perché di quell&#8217;incarico di &#8220;ricerca&#8221; e magari anche i suoi rapporti, quanto meno ambigui, con ambienti vicini all&#8217;Ikwan Muslimum, la Fratellanza Musulmana, che in Egitto, dalla presa di potere di al-Sisi, è tornata in clandestinità.</p>
<p></p>
<p>E intanto Roma ha congelato i suoi rapporti con Il Cairo, prima ritirando in segno di protesta l&#8217;ambasciatore, poi nominandone uno nuovo, Giampaolo Cantini, ma trattenendolo in Italia fino ad Agosto scorso. Quando finalmente il ministro Alfano si è deciso a sfidare la vulgata corrente e le furie di media e intellettuali politically correct e a inviare il nostro diplomatico nella capitale egiziana. A tutelare gli interessi dell&#8217;Italia. Interessi gravemente compromessi dai lunghi mesi di stallo, perché il &#8220;caso Regeni&#8221; è intervenuto proprio in un momento critico e delicatissimo delle relazioni bilaterali italo-egiziane. <strong>Infatti l&#8217;Egitto sta diventando sempre più strategico nel complesso gioco della geopolitica dell&#8217;energia</strong>: la scoperta di importanti giacimenti di gas nell&#8217;offshore del Mediterraneo egiziano, ha fatto puntare sul Cairo l&#8217;attenzione di tutte le grandi Corporation internazionali. E la nostra ENI si trovava in una posizione privilegiata, in forza di un rapporto antico, che risale addirittura agli anni &#8217;50 del secolo scorso, alla stagione di Enrico Mattei. Poi, però, è intervenuto il “caso Regeni” e noi ci siamo messi da parte, sotto la pressione di una &#8220;opinione pubblica&#8221; tanto viscerale quanto disinformata. Mentre gli altri, britannici in testa, hanno continuato a tessere e curare i loro interessi con il governo di al-Sisi. Di fatto, stiamo pagando il conto, ed un conto salato, per gli errori commessi altrove. A Cambridge o, meglio, a Londra.</p>
<p></p>
<p><strong>Andrea Marcigliano</strong><br /><strong>Senior fellow del Think Tank di studi geopolitici &#8220;Il Nodo di Gordio&#8221;</strong></p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.nododigordio.org/" target="_blank">www.NododiGordio.org</a></p>
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		<title>Gli errori di Obama in Egitto e la morte di Giulio Regeni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-errori-obama-egitto-la-morte-giulio-regeni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2017 15:08:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="620" height="574" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1454427901-373634-468x434.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1454427901-373634-468x434.jpg 620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1454427901-373634-468x434-300x278.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>Il New York Times pubblica un lungo pezzo sulla morte di Regeni, proprio in concomitanza con il ritorno al Cairo dell’Ambasciatore italiano. L’autore dell’articolo, Declan Walsh, riporta la testimonianza di alcuni ex funzionari di Obama che avrebbero fornito “prove inconfutabili sulla responsabilità ufficiale egiziana”. Declan afferma anche che uno degli ex funzionari statunitensi sotto Obama &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-errori-obama-egitto-la-morte-giulio-regeni.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="620" height="574" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1454427901-373634-468x434.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1454427901-373634-468x434.jpg 620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/1454427901-373634-468x434-300x278.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p><p>Il <em>New York Times</em> pubblica un lungo pezzo sulla morte di Regeni, proprio in concomitanza con il ritorno al Cairo dell’Ambasciatore italiano. L’autore dell’articolo, Declan Walsh, riporta la testimonianza di alcuni ex funzionari di Obama che avrebbero fornito “prove inconfutabili sulla responsabilità ufficiale egiziana”.</p>
<p>Declan afferma anche che uno degli ex funzionari statunitensi sotto Obama gli ha riferito come credesse che qualcuno &#8220;di alto grado&#8221; del governo egiziano potesse aver ordinato l&#8217;uccisione di Regeni &#8220;per mandare un messaggio ad altri stranieri e governi, cioè di smettere di giocare con la sicurezza dell&#8217;Egitto&#8221;.</p>
<p>Non solo, ma il giornalista del New York Times si inoltra addirittura all’interno di questioni interne al Governo italiano tirando in ballo presunte collusioni tra Eni ed esecutivo a Roma e altrettante presunte mediazioni di “spie italiane” sull’intervista fatta ad al-Sisi, ma di tutto ciò si è già parlato<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/nyt-obama-diede-prove-renzi-sul-ruolo-dellegitto-1431114.html" target="_blank"> qui</a>.</p>
<p>Andiamoci piano però, perché la credibilità dell’amministrazione Obama per quanto riguarda l’Egitto è già da tempo messa in seria discussione visto che appoggiò fino alla fine il governo dei Fratelli Musulmani, andando contro la volontà del popolo egiziano, sceso nelle piazze per chiedere elezioni anticipate dopo un anno di “regime” islamista. Si arrivò al punto che l’ex ambasciatrice americana, Anne Patterson, fu pesantemente contestata dal popolo egiziano e costretta a lasciare in gran fretta il Cairo, per aver appoggiato fino all’ultimo Morsi. La Patterson veniva del resto immortalata a suo tempo assieme all’ex guida dei Fratelli Musulmani, Mohamed Badie e più avanti, durante un evento universitario negli Stati Uniti, mentre faceva il gesto delle quattro dita di Rabaa, simbolo della protesta pro-Morsi, assieme a una sostenitrice della Fratellanza. Un gesto che vale più di mille parole. Barack Obama e Hillary Clinton divennero bersaglio della folla inferocita e scesa in piazza per chiedere nuove elezioni.</p>
<p></p>
<p>Inoltre, come illustra la giornalista Germana Leoni von Dohnanyi: “La collusione fra lo Stato Profondo (Usa) e la Fratellanza Islamica non era un segreto per nessuno e andava ben oltre lo sdoganamento di Barack Obama all’Università di al-Azhar al Cairo. La Confraternita rischiava di piantare radici anche più profonde persino alla Casa Bianca”. Il riferimento è indirizzato a Huma Mahmood Abedin, americana di origini pakistane cresciuta in Arabia Saudita, braccio destro di Hillary Clinton (era stata addirittura nominata deputy chief of staff per la Clinton presso il Dipartimento di Stato), dipendente della Clinton Foundation ma anche vice-presidente della campagna elettorale di Hillary Clinton nel 2016.</p>
<p>La Leoni von Dohnanyi aggiunge inoltre che la Abedin era una confidente della Clinton con tanto di accesso al suo account privato, mentre la madre, la pakistana Saleha Mahmood Abedin, era membro di spicco della sezione femminile della Fratellanza oltre che nel consiglio della International Council for Dawa and Relief.</p>
<p>Cos’altro si potrebbe aggiungere? Magari che nel gennaio 2015 il Dipartimento di Stato americano ospitava una delegazione di leader legati ai Fratelli Musulmani. Un membro di tale delegazione nonché membro dell’Egyptian Revolutionary Council, Walid al-Sharaby, veniva immortalato mentre faceva il segno delle quattro dita di Rabaa davanti alla bandiera statunitense e al logo del Dipartimento di Stato.</p>
<p>Oltre ad al-Sharaby erano presenti anche Gamal Heshmat, Abdel Mawgoud al-Dardery (due alti membri della Fratellanza) e Maha Azzam, presidente dell’Egyptian Council for Revolution (ECR), nato a Istanbul nel 2014 con l’obiettivo di contrastare il neo-presidente egiziano Abdelfattah al-Sisi.</p>
<p></p>
<p>Vi è poi il caso di Mohamed Elbiary, ex funzionario dello United States Homeland Security Department, poi costretto alle dimissioni in seguito ad alcuni suoi tweet in favore del Califfato, dei Fratelli Musulmani e contro i copti egiziani. Sotto l’Amministrazione Obama, Elibiary aveva anche fatto parte del DHS Countering Violent Extremism Working Group e del DHS Faith-Based Security and Communications Advisory Committee.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.nytimes.com/2017/02/20/world/middleeast/talk-of-terror-listing-for-muslim-brotherhood-alarms-some-arab-allies.html" target="_blank">Passiamo ora all’autore del pezzo</a> del <em>New York Times</em>, Daclan Walsh, corrispondente dal Cairo per il quotidiano che lo scorso 20 febbraio usciva con un articolo proprio a favore dei Fratelli Musulmani, criticando la loro messa al bando da parte di Trump; il titolo è più che eloquente: “La richiesta di messa al bando della Fratellanza da parte di Trump mette in allarme alcuni alleati arabi”. Curioso il riferimento alla Giordania dove, tale provvedimento metterebbe a repentaglio rapporti tra ufficiali americani e l’opposizione (legata alla Fratellanza). Guarda caso proprio in questi giorni si sta votando in Giordania e i Fratelli Musulmani sono una delle forze in gioco.</p>
<p>Poco più avanti nel pezzo Walsh tira in ballo rapporti tra Trump e al-Sisi citando il presidente egiziano in relazione a violazioni dei diritti umani. Chissà se Walsh denuncerebbe allo stesso modo le violazioni commesse dall’esecutivo di Mohamed Morsi in appena un anno di governo?</p>
<p>Declan Walsh è piuttosto noto anche in Pakistan dove dal gennaio 2012 diventava corrispondete del New York Times prima di venire espulso nel maggio 2013, accusato dal Ministero degli Interni di Islamabad di condurre “attività indesiderate”. Walsh veniva arrestato ed accompagnato all’aeroporto l’11 maggio 2013 ed inserito in una lista nera del governo in quanto “persona non grata”.</p>
<p></p>
<p>Il 3 luglio 2013 il quotidiano pakistano “The Tribune” rendeva noto che secondo fonti dell’intelligence pakistana Walsh era stato espulso per “falso giornalismo contro il Pakistan”, per “produzione di materiale giornalistico non accurato e per pezzi diffamatori”, oltre che per violazione sul regolamento (aveva visitato zone off-limit senza la necessaria <a href="https://tribune.com.pk/story/571671/high-profile-expulsion-declan-walsh-declared-persona-non-grata/" target="_blank">certificazione (NOC)</a>.</p>
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		<title>Caso Regeni, miopia italiana su Egitto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/caso-regeni-la-miopia-italiana-sullegitto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 14:49:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1125" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1454623309-ansa-20160203214701-17383875.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1454623309-ansa-20160203214701-17383875.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1454623309-ansa-20160203214701-17383875-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1454623309-ansa-20160203214701-17383875-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/1454623309-ansa-20160203214701-17383875-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Lo scorso 29 giugno il Senato ha dato via libera al rifinanziamento delle missioni italiane all’estero ma, all’interno del testo approvato da palazzo Madama, è stato confermato uno dei passaggi più controversi facente riferimento ai rapporti con l’Egitto: in particolare, il nostro paese non fornirà più assistenza e mezzi nella manutenzione dei caccia F16 di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/caso-regeni-la-miopia-italiana-sullegitto.html">[...]</a></p>
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Un caso ancora non chiarito a livello investigativo, ma che a livello diplomatico continua ad avere importanti strascichi e gravi ripercussioni, come dimostrano le reazioni egiziane che hanno parlano della sospensione immediata di collaborazioni inerenti temi caldi ed importanti, come per esempio quelli riguardanti il contrasto all’immigrazione clandestina.La scelta fatta dal parlamento italiano appare poco opportuna per diverse ragioni; in primo luogo, da un punto di vista strettamente legato alle indagini, le responsabilità del governo egiziano guidato da Al Sisi non sono state dimostrate. Vero che Il Cairo non ha brillato per trasparenza e chiarezza durante tutto l’arco delle indagini e soprattutto nella fase immediatamente successiva al ritrovamento del corpo di Regeni, al tempo stesso però non c’è un atto o un documento che attesti chiare e precise responsabilità dell’Egitto; la tesi secondo cui il ricercatore italiano sia stato ucciso per via dei suoi contatti con alcuni sindacati antigovernativi è solo un’ipotesi che, nonostante sia ritenuta da molti media come la più concreta, essa è suffragata soltanto da deduzioni e testimonianze anonime o non ben chiarite.Ammesso e non concesso poi che Roma voglia agire, da ora in avanti, battendo i pugni sul tavolo a tutti quei paesi che non le offrono collaborazione, allora lo stesso tipo di trattamento riservato all’Egitto di Al Sisi bisognerebbe attuarlo contro la Gran Bretagna; nelle scorse settimane, quando gli investigatori hanno bussato alle porte dell’<strong>Università di Cambridge</strong> per interrogare professori e colleghi di Giulio Regeni, non hanno ricevuto risposta, con l’istituto che ha preferito non commentare e soprattutto non rispondere alle domande degli inquirenti giunti da Roma, mentre nello stesso momento il governo di Londra nulla ha fatto per obbligare le massime autorità di uno dei suoi più conosciuti istituti di istruzione a collaborare con il governo italiano. Poca trasparenza quindi si è avuta dall’Egitto, ma allo stesso tempo anche dal Regno Unito e da quegli stessi colleghi di Regeni tra i primi a chiedere verità e giustizia per la sua morte.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/tra-le-nebbie-dellegitto-la-verita-su-giulio-regeni/" target="_blank">Per approfondire: La verità nascosta nell&#8217;Egitto di Sisi</a>Ecco quindi dove rintracciare il primo errore dell’Italia sulla decisione assunta nei confronti de Il Cairo; Roma, senza prove certe, va ad accusare l’Egitto dell’omicidio di un suo concittadino attuando anche gravi ritorsioni di carattere militare ed economico ma, allo stesso tempo, poco o nulla compie nei confronti dell’altro governo implicato nella vicenda, ossia quello di Londra il quale, tra le altre cose, viene considerato come uno dei più vicini al nostro paese.Oltre a questioni afferenti alle indagini, la scelta del Senato può essere considerata fortemente errata per motivi prettamente strategici e diplomatici; giusto per fare un esempio, quegli F16 che non verranno più riparati a causa delle decisione del parlamento italiano, sono gli stessi che lo scorso anno si sono alzati in volo per bombardare le postazioni dell’ISIS in Cirenaica ed in altre parti della Libia dopo il video tristemente famoso che ha ritratto 26 egiziani decapitati in una spiaggia dell’ex paese di Gheddafi.L’Egitto, tra i suoi pro e contro, è comunque un <strong>argine contro il terrorismo</strong> nella regione ed è avamposto contro l’avanzata dell’estremismo islamico e dei movimenti di matrice radicale in tutto il Nord Africa; il governo di Al Sisi in questi quasi tre anni di potere, non ha brillato per democrazia e limpidezza nella gestione del paese, ma al tempo stesso è anche uno degli esecutivi meno ambigui nella lotta al radicalismo, impegnandosi in un contrasto senza quartiere contro cellule terroristiche e contro la formazione dei Fratelli Musulmani, mandata a casa da una protesta popolare nel luglio 2013 ed accusata di curare interessi meramente occidentali e di voler sovvertire l’impianto laico dello stato. In tal senso, l’Egitto ha pianto già numerosi morti tra militari e civili in queste importanti lotte, specialmente nel Sinai dove sin dai tempi di Mubarack le formazioni più radicali riescono a sfruttare le peculiarità impervie del territorio per sfuggire al controllo del governo centrale.Tenere ben saldi i ponti con l’Egitto è quindi molto importante, specie per l’Italia che con il paese delle Piramidi condivide il Mediterraneo; è importante da un punto di vista economico, è importante da un punto di vista commerciale, ma è importante anche sui vari fronti che costituiscono comuni interessi e comuni problemi per i due paesi, a partire dal contrasto all’immigrazione clandestina, così come per quanto riguarda poi la spinosa vicenda della questione libica, per la quale il governo di Al Sisi rappresenta uno dei pochi attori internazionali in grado di poter recitare un ruolo significativo per la stabilizzazione del paese.Invocare la verità sulla morte di un connazionale avvenuta con modalità brutali all’estero, è certamente fondamentale e sacrosanto; ma al tempo stesso, è bene muoversi con criterio e razionalità e non invece con reazioni dettate più dall’emozione e dall’onda mediatica che da altro: l’Italia si sta rendendo responsabile del raffreddamento delle relazioni con un paese molto importante nel contesto mediorientale e Mediterraneo ed il tutto per delle supposizioni non provate, attuando al tempo stesso un tipo di comportamento diverso con un altro governo parzialmente implicato nella vicenda Regeni, ossia quello di Londra. Una miopia ed un’ambiguità geopolitica ed istituzionale, che Roma in futuro potrebbe pagar caro e che, tra le altre cose, rischia di avvantaggiare altri governi (a partire da quello francese) che in Egitto così come in tutto lo scacchiere nordafricano hanno interesse a fare dell’Italia un piccolo attore di secondo piano.</p>
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		<title>Le mille sfide dell&#8217;Egitto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2016 15:23:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>Dopo gli attentati degli ultimi tempi e il caso Regeni il turismo in Egitto ha subito un forte calo. Gli Occhi della Guerra ha fatto il punto con Amr Ezabi consulente del ministero del Turismo egiziano che ha curato molte campagne pubblicitarie, alcune anche per il pubblico italiano.Dopo il caso Regeni vi sono state molte &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mille-sfide-dellegitto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709192249_19902611.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709192249_19902611.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709192249_19902611-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709192249_19902611-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/LAPRESSE_20160709192249_19902611-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo gli attentati degli ultimi tempi e il caso Regeni il turismo in Egitto ha subito un forte calo. Gli Occhi della Guerra ha fatto il punto con Amr Ezabi consulente del ministero del Turismo egiziano che ha curato molte campagne pubblicitarie, alcune anche per il pubblico italiano.<strong>Dopo il caso Regeni vi sono state molte tensioni tra l&#8217;Italia e l&#8217;Egitto. Questa situazione ha avuto forti ripercussioni su un settore già provato dal terrorismo come quello turistico&#8230;</strong>L&#8217;Egitto ha dei rapporti molto forti con l&#8217;Italia dal tempo degli antichi romani. Nel ventesimo secolo c&#8217;era una comunità italiana molto forte in Egitto e i rapporti sono rimasti ottimi anche dopo le nazionalizzazioni degli anni 50. Inoltre, negli ultimi decenni gli italiani sono stati i primi a raggiungere il traguardo del milione di turisti. Proprio per queste ragioni sono sicuro che il legame tra i due paesi saprà superare questo momento difficile.<strong>Vi sono molte preoccupazioni sulla sicurezza dei voli dopo l&#8217;attentato di Sharm El Sheik contro l&#8217;aereo russo e il misterioso incidente del volo partito da Parigi. Il governo egiziano sta migliorando la sicurezza degli scali?</strong>Sulla sicurezza degli aeroporti si sta facendo molto, l&#8217;Egitto sta collaborando con la Russia, la Germania e la Gran Bretagna per migliorare la sicurezza degli scali. Il governo egiziano ha anche chiesto alla Control Risks, una delle compagnie internazionali più famose nel settore, di migliorare la sicurezza degli aeroporti egiziani.<strong>Dopo la tragedia di Giulio Regeni gli italiani hanno paura di viaggiare in Egitto. Lo stato ha dei programmi per formare le forze dell&#8217;ordine su come comportarsi con gli stranieri?</strong>Sono sicuro che il governo egiziano e quello italiano alla fine arriveranno alla verità sul caso Regeni. È importante capire che il turismo è una delle priorità del governo egiziano e le statistiche dimostrano che i turisti possono essere sicuri che la polizia li tutelerà. Ci sono 15 milioni di persone in Egitto che dipendono dal turismo, tutti sono consapevoli dell&#8217;importanza di questo settore. La tragedia di Regeni non può essere generalizzata. Nonostante la diminuzione dei turisti degli ultimi anni, i numeri restano importanti e il governo fa il suo massimo per garantirne la sicurezza.<strong>Il terrorismo ha preso di mira il turismo e la cooperazione economica. In un&#8217;epoca in cui le persone hanno paura di spostarsi, come evitare la paralisi e la vittoria degli islamisti?</strong>La cooperazione resta importantissima in un momento in cui il terrorismo mondiale tenta di far crollare il turismo e costruire finti scontri tra civiltà. Per quanto sia normale che vi siano inquietudini, sarebbe un errore immenso far vincere i terroristi costruendo muri e non viaggiando più. Bisogna farsi coraggio e non cadere in questa trappola. Sono preoccupato non solamente per la diminuzione del turismo, ma anche perché i paesi europei hanno tagliato i fondi per gli scambi culturali con l&#8217;Egitto.<strong>Il terrorismo ha invece aumentato il numero di persone che viaggiano per disperazione tentando di scappare verso i paesi del nord del Mediterraneo&#8230;</strong>Solamente rilanciando lo sviluppo dei paesi del sud del Mediterraneo e dell&#8217;Africa si potranno fermare le ondate di migranti che sbarcano in Europa. L&#8217;Egitto per fortuna non è imploso come molti paesi dell&#8217;area e quindi è un partner fondamentale con cui cooperare, anche in momenti in cui si possono avere divergenze anche molto forti. Tagliare i rapporti non porterebbe nessun beneficio, mentre parlarsi, anche aspramente può comunque portare a miglioramenti reciproci. In un&#8217;epoca cupa come questa, in cui i turisti vengono attaccati in tutto il mondo, è fondamentale avere una strategia comune. Non possiamo risolvere questa tragedia se non si collabora tutti insieme.<strong>Cosa si può fare?</strong>Gli islamisti sono un problema per gli europei come per i veri islamici. È naturale quindi che si debba collaborare per uscire da questo vicolo cieco. Anche l&#8217;Europa deve imparare a scegliere meglio i suoi alleati nel mondo islamico che spesso sono islamisti mascherati da moderati.<strong>In un momento nero come questo come reagire con coraggio alle sfide poste dal terrorismo ?</strong>Continuando a parlare e collaborare tra stati, anche di fronte a disaccordi importanti. Bisogna sfidare la paura e l&#8217;insicurezza in cui l&#8217;Asia, l&#8217;Africa e l&#8217;Europa sono piombate. Si tratta di un momento storico importante e bisognerà aver coraggio.</p>
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