<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gideon Saar Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/gideon-saar-2/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/gideon-saar-2</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 29 Jun 2026 07:32:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Gideon Saar Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/gideon-saar-2</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Israele scopre il genocidio degli armeni ma solo per colpire la Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/israele-scopre-il-genocidio-degli-armeni-ma-solo-per-colpire-la-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 07:32:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=521693</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/armenia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="armenia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/armenia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/armenia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/armenia-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/armenia-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/armenia-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/armenia-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Per decenni Israele ha evitato di riconoscere il genocidio armeno perché la Turchia era un interlocutore importante. Adesso, però...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-scopre-il-genocidio-degli-armeni-ma-solo-per-colpire-la-turchia.html">Israele scopre il genocidio degli armeni ma solo per colpire la Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/armenia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="armenia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/armenia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/armenia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/armenia-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/armenia-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/armenia-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/armenia-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il riconoscimento del genocidio armeno da parte di Israele non arriva nel vuoto della storia, ma nel pieno di una crisi politica, militare e diplomatica con la Turchia. Il ministro degli Esteri <strong>Gideon Saar </strong>ha annunciato l’intenzione di portare in governo una risoluzione che, se approvata, finirà poi davanti al Parlamento israeliano. La motivazione ufficiale è alta, quasi solenne: <strong>riconoscere lo sterminio degli armeni come dovere morale e storico.</strong></p>



<p>Il problema è che, in politica internazionale, anche i doveri morali hanno spesso un calendario. <strong>E questo calendario coincide con il crollo dei rapporti tra Gerusalemme e Ankara. </strong>Per decenni Israele ha evitato di riconoscere formalmente il genocidio armeno, non perché mancassero documenti, testimonianze o consapevolezza storica, ma perché la Turchia era un interlocutore troppo importante: ponte verso il mondo musulmano, attore della Nato, partner militare, snodo energetico, potenza regionale capace di pesare sul Mediterraneo orientale, sul Caucaso e sul Medio Oriente.</p>



<p>Oggi quel quadro è saltato. <strong>Erdogan ha trasformato la guerra di Gaza in un terreno di scontro diretto con Netanyahu, accusando Israele di genocidio e paragonando il premier israeliano a Hitler. </strong>Israele risponde colpendo uno dei nervi più sensibili dell’identità nazionale turca: il 1915, le deportazioni, le marce della morte, lo sterminio degli armeni dell’Impero ottomano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il passato che torna nel presente</h2>



<p>Il genocidio armeno cominciò nell’aprile 1915 e proseguì fino ai primi anni Venti. <strong>Circa un milione e mezzo di armeni furono uccisi o lasciati morire attraverso deportazioni, massacri, fame, malattie, </strong>persecuzioni sistematiche e conversioni forzate. La Turchia continua a negare la definizione di genocidio, sostenendo che si trattò di una tragedia legata alla guerra e non di un piano di sterminio.</p>



<p>Ma la questione non è solo storica. È politica. <strong>Ogni riconoscimento internazionale viene percepito da Ankara come un attacco alla legittimità della Repubblica turca </strong>e alla continuità narrativa con il passato ottomano. Per questo la proposta israeliana ha un valore che va molto oltre l’Armenia. È un messaggio alla Turchia: se Ankara usa Gaza per delegittimare Israele, Israele può usare la memoria armena per delegittimare Ankara. È diplomazia, ma è anche rappresaglia simbolica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La contraddizione del Caucaso</h2>



<p>C’è però un punto che rende la mossa israeliana molto meno limpida di quanto appaia. <strong>Israele è stato ed è uno dei principali fornitori di armi dell’Azerbaigian, il Paese che ha combattuto contro l’Armenia </strong>per il Nagorno-Karabakh. Nel 2020 Baku ha riconquistato ampie parti del territorio conteso; nel 2023 l’offensiva azera ha portato all’esodo di circa centomila armeni dal Karabakh.</p>



<p>Qui la retorica morale si scontra con la realtà strategica. Israele riconosce il dolore storico armeno, ma ha armato uno dei principali avversari geopolitici dell’Armenia contemporanea. Non è un dettaglio. È il cuore della contraddizione. Gerusalemme non sta rivedendo davvero la propria politica caucasica. <strong>Sta usando la questione armena come leva contro la Turchia, </strong>senza mettere in discussione i rapporti con Baku. Il motivo è semplice: l’Azerbaigian è utile. È vicino all’Iran, vende energia, compra armi, offre profondità strategica in una regione decisiva. Per Israele, Baku resta un alleato prezioso nella pressione su Teheran e nella competizione per il controllo degli equilibri caucasici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il calcolo militare</h2>



<p>Dal punto di vista militare, la crisi tra Israele e Turchia va letta su tre fronti. <strong>Il primo è Gaza,</strong> dove Ankara si propone come protettrice politica della causa palestinese e tenta di contendere ad altri attori regionali il ruolo di riferimento del mondo sunnita. <strong>Il secondo è la Siria post-Assad, </strong>dove Turchia e Israele hanno interessi divergenti: Ankara vuole profondità strategica, influenza sulle milizie e controllo del confine; Israele vuole impedire che la Siria diventi una piattaforma ostile collegata a Iran, Hezbollah o gruppi islamisti. <strong>Il terzo è il Mediterraneo orientale,</strong> dove gas, basi navali, rotte commerciali e alleanze marittime rendono ogni tensione politica un possibile moltiplicatore militare.</p>



<p>La proposta sul genocidio armeno non cambia da sola gli equilibri militari, ma segnala un deterioramento profondo. Israele e Turchia non sono semplici rivali verbali. Sono due potenze armate, tecnologicamente avanzate, inserite in reti di alleanze complesse e capaci di influenzare teatri che vanno dal Levante al Caucaso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scenario economico</h2>



<p>Sul piano economico, il peggioramento dei rapporti pesa su commercio, energia e industria della difesa. La Turchia è una piattaforma naturale tra Europa, Asia e Medio Oriente. Israele guarda al Mediterraneo orientale come a uno spazio energetico e tecnologico da controllare insieme a Grecia, Cipro e altri partner. Ankara, invece, vuole impedire di essere aggirata nelle rotte del gas e nelle architetture regionali.</p>



<p><strong>In questo senso, il riconoscimento del genocidio armeno diventa anche uno strumento geoeconomico. </strong>Non produce sanzioni, non blocca porti, non chiude corridoi energetici. Ma aumenta il costo politico della cooperazione, irrigidisce le opinioni pubbliche, complica i margini diplomatici e rafforza l’idea che Israele e Turchia siano ormai in campi contrapposti.</p>



<p>Le conseguenze potrebbero vedersi nei contratti militari, nella cooperazione tecnologica indiretta, nei rapporti commerciali e nella competizione per le infrastrutture del Mediterraneo orientale. Non siamo ancora davanti a una rottura irreversibile, ma a una frattura che può diventare strutturale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica della memoria</h2>



<p>La memoria, quando entra nella politica di potenza, smette di essere solo memoria. Diventa pressione, arma, messaggio, ricatto diplomatico. Israele ha sempre saputo che il genocidio armeno era una questione storicamente fondata. <strong>Ha scelto di non riconoscerlo finché la Turchia era utile. </strong>Ora che la Turchia è diventata un avversario politico, quella memoria torna improvvisamente necessaria. Questo non cancella la verità storica dello sterminio armeno. Al contrario, la conferma. Ma mostra quanto la politica internazionale sappia usare anche le tragedie più immense secondo convenienza.</p>



<p>Per l’Armenia, il riconoscimento israeliano sarebbe un successo simbolico importante. <strong>Per la Turchia, una provocazione intollerabile.</strong> Per Israele, uno strumento di pressione contro Erdogan. Per l’Azerbaigian, probabilmente un fastidio controllabile, finché Gerusalemme non toccherà davvero la cooperazione militare con Baku. Ed è proprio qui che si misura la sincerità della svolta israeliana. Riconoscere il genocidio armeno contro la Turchia è facile. Rivedere i rapporti strategici con chi oggi stringe l’Armenia ai margini del Caucaso sarebbe un’altra cosa. Molto più costosa. Molto più vera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/israele-scopre-il-genocidio-degli-armeni-ma-solo-per-colpire-la-turchia.html">Israele scopre il genocidio degli armeni ma solo per colpire la Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Così la campagna contro Hezbollah ha cambiato Israele e salvato Netanyahu</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosi-la-campagna-contro-hezbollah-ha-cambiato-israele-e-salvato-netanyahu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 13:18:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=438542</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-600x172.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-300x86.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-1024x293.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-768x220.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-1536x440.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo il fallimento del 7 ottobre 2023, le stragi a Gaza e l'incertezza sugli ostaggi Netanyahu sembra finito. Ma l'uccisione di Nasrallah... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-la-campagna-contro-hezbollah-ha-cambiato-israele-e-salvato-netanyahu.html">Così la campagna contro Hezbollah ha cambiato Israele e salvato Netanyahu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-600x172.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-300x86.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-1024x293.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-768x220.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001141345434_a82792643a18516a79d2cc6bca2302d0-e1727789994884-1536x440.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per quanto suoni orribile dirlo, alla luce delle stragi e dei massacri a cui stiamo assistendo ormai da un anno (il 7 ottobre, giorno in cui nel 2023 Hamas uccise 1.200 israeliani, quasi tutti civili, e prese 250 ostaggi è ormai prossimo), <strong>Benjamin Netanyahu detto Bibi</strong>, il primo leader israeliano a essere nato in Israele, il premier che già il 20 luglio 2019 ha battuto il record di 13 anni e 127 giorni di permanenza nella carica fino ad allora detenuto da <strong>David Ben Gurion</strong>&nbsp;(4876 giorni) sta vincendo la sua battaglia. L&#8217;8 ottobre, dopo le stragi dei terroristi palestinesi e il colossale fallimento dell&#8217;apparato di difesa e di intelligence del suo Governo, Netanyahu era un politico finito, aggrappato all&#8217;idea della vendetta contro Hamas come l&#8217;unico modo per conservare il potere. <strong>Le marce del sabato per chiedere un cessate il fuoco</strong>, il ritorno a casa degli ostaggi e le sue dimissioni riempivano le strade di Tel Aviv. Oggi, al contrario, può atteggiarsi a condottiero, a difensore di Israele contro tutto e contro tutti: i palestinesi, gli Houthi dello Yemen, l&#8217;Hezbollah libanese e anche (ma in un certo senso soprattutto) quella parte crescente dell&#8217;opinione pubblica mondiale che non accetta i suoi massacri indiscriminati. E che, a differenza di molte cancellerie occidentali, non ritiene che &#8220;il diritto a difendersi&#8221; equivalga per Israele, e solo per esso, al diritto a fare ciò che vuole: anche sterminare 42 mila civili palestinesi dicendo di andare a caccia di terroristi.</p>



<p>Di tutto questo però a Netanyahu importa poco (d&#8217;altra parte l&#8217;Onu non è che una &#8220;palude antisemita&#8221;, no?) e i fatti gli stanno dando ragione. Gli Stati Uniti sono la sua grande riserva di consenso e di bombe, e appresso a Washington vengono quasi tutti gli altri Paesi. E all&#8217;interno di Israele, il cambiamento nei suoi confronti è stato netto. I sondaggi delle ultime settimane danno il partito di Netanyahu,<strong> il Likud, in costante crescita.</strong> Un sondaggio di N12 News ha registrato un 43% di consensi sulla condotta della guerra da parte di Netanyahu, rispetto al 35% di dieci giorni prima. E, fatto ancor più importante,  la compagine di Governo guidata da Netanyahu ha messo all&#8217;incasso il rientro dell&#8217;ex oppositore <strong>Gideon Saar </strong>(del partito Nuova Speranza), portando così la propria maggioranza in Parlamento alla rassicurante quota di 68 seggi sui 120 totali.</p>



<p>Il riorientamento dell&#8217;opinione pubblica israeliana, dalle proteste contro il Governo ai balli e brindisi per strada, è stato determinato da due fattori. Il primo è stata l&#8217;uccisione di <strong>Ismail Haniyeh</strong>, leader politico di Hamas, nel cuore di Teheran, dov&#8217;era arrivato per presenziare all&#8217;insediamento del nuovo presidente iraniano <strong>Masoud Pezeshkian</strong>. La concretissima dimostrazione di quanto Netanyahu ama ripetere: possiamo colpire dove vogliamo. Tanto più importante perché applicata all&#8217;arcinemico Iran. </p>



<p>Ma ancor più pesante, a favore di Netanyahu, è stata la battaglia ingaggiata contro Hezbollah e l&#8217;eliminazione dei suoi leader, fino a quello supremo, <strong>Hassan Nasrallah</strong>. La strage dei palestinesi di Gaza, accompagnata dall&#8217;esito non esaltante della campagna di occupazione militare via terra, ha comunque lasciato nella società israeliana delle sacche (magari sempre più ridotte) di opposizione. <strong>Ma <a href="https://it.insideover.com/politica/hezbollah-anche-dentro-il-libano-ce-chi-vuole-regolare-i-conti.html">l&#8217;attacco a Hezbollah</a>, percepito come una propaggine armata dell&#8217;Iran</strong> e temuto per la sua potenza militare e finanziaria, desta ben poche perplessità. Anche perché, a differenza di quanto avvenuto nella Striscia di Gaza, è stato finora accompagnato da operazioni relativamente più mirate e accompagnate da un chiaro successo, di cui la morte di Nasrallah (dopo l&#8217;eliminazione degli altri dirigenti, i bombardamenti sulle strutture militari del movimento e l&#8217;operazione dei cercapersone esplosivi) è stata solo il momento culminante.</p>



<p>Naturalmente tutto questo ha un prezzo, non solo militare. <strong>Gli ostaggi israeliani ancora prigionieri a Gaza, un centinaio, sono stati di fatto abbandonati.</strong> Ammesso che siano ancora vivi, dopo tutto quello che è successo a Gaza e altrove. È questa peraltro la conclusione a cui è giunta l&#8217;associazione delle famiglie degli ostaggi e non da oggi, ma dal momento in cui il partito di Gideon Saar è andato a blindare la maggioranza di Netanyahu.</p>



<p>E poi bisognerà verificare se la vittoria di Netanyahu davvero equivale a una vittoria di Israele. Gli israeliani, in questo momento, sembrano esserne convinti. E a confortarli indubbiamente concorre il quadro internazionale: i palestinesi sono stati abbandonati al loro destino da quasi tutti, <strong>l&#8217;Iran è sempre più isolato in Medio Oriente</strong> ed è difficile immaginare che i colpi inferti a Hezbollah in Libano non siano stati in qualche modo coadiuvati da Paesi come Giordania e Arabia Saudita, che con i palestinesi e gli sciiti libanesi hanno vecchi conti da regolare. Ma creare il caos intorno per rafforzarsi all&#8217;interno è una strategia che può portare beneficio nel tempo? Lo vedremo. Perché una sola cosa pare certa: questa storia non finisce qui.</p>



<p>Fulvio Scaglione</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosi-la-campagna-contro-hezbollah-ha-cambiato-israele-e-salvato-netanyahu.html">Così la campagna contro Hezbollah ha cambiato Israele e salvato Netanyahu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 52/204 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-15 04:20:25 by W3 Total Cache
-->