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	<title>Giancarlo Giorgetti Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 09 Jul 2025 12:37:24 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Giancarlo Giorgetti Archives - InsideOver</title>
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		<title>Ue contro Italia su Unicredit-Banco Bpm: il primato della sicurezza sul mercato ha i suoi limiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 12:37:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Borsa e Trading]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banco Bpm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913113748106_3fb7a2400abeacf2fd4ff310ee6b1f94.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913113748106_3fb7a2400abeacf2fd4ff310ee6b1f94.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913113748106_3fb7a2400abeacf2fd4ff310ee6b1f94-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913113748106_3fb7a2400abeacf2fd4ff310ee6b1f94-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913113748106_3fb7a2400abeacf2fd4ff310ee6b1f94-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913113748106_3fb7a2400abeacf2fd4ff310ee6b1f94-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913113748106_3fb7a2400abeacf2fd4ff310ee6b1f94-1536x1026.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Ue è pronta a bocciare l'Italia e il governo Meloni sulle prescrizioni imposte a Unicredit nella sua offerta per Banco Bpm.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ue-contro-italia-su-unicredit-banco-bpm-il-primato-della-sicurezza-sul-mercato-ha-i-suoi-limiti.html">Ue contro Italia su Unicredit-Banco Bpm: il primato della sicurezza sul mercato ha i suoi limiti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913113748106_3fb7a2400abeacf2fd4ff310ee6b1f94.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913113748106_3fb7a2400abeacf2fd4ff310ee6b1f94.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913113748106_3fb7a2400abeacf2fd4ff310ee6b1f94-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913113748106_3fb7a2400abeacf2fd4ff310ee6b1f94-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913113748106_3fb7a2400abeacf2fd4ff310ee6b1f94-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913113748106_3fb7a2400abeacf2fd4ff310ee6b1f94-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913113748106_3fb7a2400abeacf2fd4ff310ee6b1f94-1536x1026.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Unione Europea è pronta a bocciare, come anticipato da <strong><em>Bloomberg</em>, </strong>l&#8217;Italia e il governo Meloni sulle prescrizioni imposte a<a href="https://it.insideover.com/economia/unicredit-commerzbank-e-mediobanca-mps-tra-germania-e-italia-la-politica-ha-detto-si.html"> <strong>Unicredit</strong></a><strong> nella sua offerta per Banco Bpm</strong> tramite la disciplina del <em>Golden Power</em>. Le prescrizioni imposte a <a href="https://it.insideover.com/economia/unicredit-bpm-i-paletti-del-governo-sulla-scalata-e-i-dubbi-di-orcel.html">Piazza Gae Aulenti per la scalata su Piazza Meda</a> da parte di Palazzo Chigi e del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze guidato da <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> hanno condizionato l&#8217;offerta pubblica di scambio da 10 miliardi di euro approvata dall&#8217;assemblea dei soci di Unicredit a marzo.</p>



<p>Ad aprile un decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri (Dpcm) aveva prescritto a Unicredit come condizione per il prosieguo dell&#8217;affare una serie di condizioni in larga parte difficili da definire come sovrapponibili al semplice processo di concretizzazione della trattativa. </p>



<p>Tramite i poteri speciali <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/litalia-e-un-paese-per-investitori-stranieri-mediobanca-le-critiche-al-golden-power-e-le-prospettive-nazionali.html">Golden Power</a></strong>) il governo entrava nel merito dell&#8217;agenda industriale di un eventuale fase post-incorporazione, prescrivendo di mantenere un rapporto fisso debiti/impieghi pari a quello gestito oggi da Bpm, il divieto per Anima Sgr (su cui Bpm vuole metter le mani per l&#8217;intero capitale) a vendere Btp e Bond emessi dal Tesoro e un&#8217;accelerazione dell&#8217;uscita di <strong>Gae Aulenti dalla Russia.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Bruxelles-Roma, frizioni su Unicredit-Bpm</h2>



<p>Per la Direzione Generale della Concorrenza europea queste regole avrebbero finito per essere sovrabbondanti e potenzialmente lesive del percorso verso una fusione gestita dalle forze di mercato. Bruxelles ha mostrato una ben altra predisposizione verso l&#8217;affare, dandogli via libera a patto di <strong>assistere a un&#8217;accelerazione della vendita di oltre 200 filiali Bpm</strong> in caso di successo dell&#8217;Ops per evitare lesioni alla concorrenza in aree di particolare complementarietà tra le due banche basate a Milano. Un sostanziale duplicato di quanto successo tra il 2020 e il 2021 con l&#8217;Ops di <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-tra-unicredit-e-intesa.html">Intesa San Paolo</a> su Ubi, che si concretizzò</strong> col via libera europeo senza intralci governativi.</p>



<p>La mossa di Bruxelles è indicativa perché mostra l&#8217;emergere di contropoteri al nuovo paradigma del <strong>primato della sicurezza sull&#8217;economia</strong> <strong>che gli Stati hanno posto in essere</strong> dal Covid-19 in avanti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Unicredit-Bpm e i limiti del golden power</h2>



<p>Lo stop all&#8217;Ops di Unicredit e le prescrizioni imposte da Roma al gruppo guidato di Andrea Orcel hanno avuto un&#8217;indubbia origine politica prima ancora che economica: <strong>pesavano in materia la volontà di garantire il debito pubblico</strong>, in una fase in cui altrove (Generali-Natixis) altri affari apparivano condizionanti il principio di &#8220;italianità&#8221; dello stesso agli occhi dell&#8217;esecutivo, la <strong>necessità di alzare la posta con Unicredit</strong> per condizionarne la posizione su altre partite di sistema (e infatti Orcel ha sostenuto in Generali la cordata filo-governativa <a href="https://it.insideover.com/economia/mediobanca-non-lascia-raddoppia-lofferta-su-banca-generali-per-spiazzare-mps.html">Caltagirone-Delfin che in Monte dei Paschi di Siena lavora per scalare Mediobanca)</a>, la volontà di cogliere la palla al balzo per risolvere la grana-Russia in una fase di crescenti sanzioni a Mosca. </p>



<p>Roma ha voluto ricondurre nella sfera della sicurezza economica nazionale il prosieguo dell&#8217;affare privato tra i due gruppi, ma da Bruxelles è arrivato uno stop di fatto proprio per il rischio di <strong>sovrapposizione dei piani</strong>. Fin dove il potere pubblico si possa spingere nel guidare dinamiche di mercato per acquisire dividendi politici e fin dove <strong>il nuovo paradigma giustifichi ogni unilateralismo dei governi</strong> è oggetto di discussione e di confronto. </p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong><em>InsideOver indaga con attenzione le grandi partite economico-finanziarie, leggendole nella chiave interpretativa con cui analizza le questioni legate al potere e agli scenari globali. La finanza è geopolitica e la geopolitica passa dall&#8217;economia. Se vuoi premiare il nostro metodo, <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">sostienici e abbonati!</a></em></strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Lo &#8220;Stato panottico&#8221;</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/economia/2015-2025-le-disavventure-di-vivendi-in-tim-e-il-futuro-della-rete-lanalisi-di-luca-picotti.html">L&#8217;avvocato <strong>Luca Picotti</strong></a>, tra i più attenti studiosi del Golden Power in Italia, scriveva a marzo che sul fronte dei poteri speciali l’immagine offerta dalla disciplina di Golden Power è stata tradizionalmente &#8220;quella di uno Stato che decide chi e cosa entra nel territorio nazionale, come la polizia doganale, potendo vietare o condizionare gli investimenti stranieri nelle società italiane strategiche, grazie a poteri speciali riconducibili, per l’appunto, al concetto di <em>foreign direct investment screening</em>&#8220;.</p>



<p><a href="https://www.osservatoriogoldenpower.eu/il-golden-power-e-lo-stato-panottico-che-tutto-vede/">Tuttavia, notava Picotti su Osservatorio Golden Power</a>, &#8220;dal 2023, oltre ai settori della difesa e della sicurezza nazionale, in cui sin dal 2012 andava notificata ogni operazione, pure con controparti italiane, il raggio di controllo onnicomprensivo dei poteri speciali si è esteso anche ai settori delle comunicazioni, trasporti, energia, finanziario, agroalimentare e salute. In tali settori il Golden Power è, infatti, applicabile pure nei <strong>confronti di soggetti appartenenti all’Unione europea, </strong>ivi inclusi, per evitare frizioni con il diritto comunitario e il divieto di discriminazione, quelli residenti in Italia&#8221;. </p>



<p>Dal paradigma &#8211; auspicabile &#8211; dello Stato Stratega che coordina i mercati e gli scenari securitari portandoli a conciliazione, sembra essere emerso sembra piuttosto quello dello <strong>Stato Panottic</strong>o, secondo Picotti desideroso di arrivare su ogni fronte dell&#8217;economia. <strong>Questo crea un naturale conflitto con le dinamiche di mercato</strong> che prima o poi bisogna portare a conciliazione. Se in alcuni settori (quelli più attinenti la sfera <em>core</em> della sicurezza nazionale) la tenuta del principio del primato della politica è spesso data per assodata, altrove si creano frizioni. Unicredit-Bpm insegna. Farà scuola. E testerà la conciliazione necessaria tra i limiti del mercato e quello dei decisori.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ue-contro-italia-su-unicredit-banco-bpm-il-primato-della-sicurezza-sul-mercato-ha-i-suoi-limiti.html">Ue contro Italia su Unicredit-Banco Bpm: il primato della sicurezza sul mercato ha i suoi limiti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>StMicroelectronics, l&#8217;Italia in pista dopo la &#8220;battaglia&#8221; sui chip con la Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/stmicroelectronics-litalia-in-pista-dopo-la-battaglia-sui-chip-con-la-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2025 14:43:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Chip]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406131535453_85e08df658b24a95f736b0902555d4ca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406131535453_85e08df658b24a95f736b0902555d4ca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406131535453_85e08df658b24a95f736b0902555d4ca-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406131535453_85e08df658b24a95f736b0902555d4ca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406131535453_85e08df658b24a95f736b0902555d4ca-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406131535453_85e08df658b24a95f736b0902555d4ca-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406131535453_85e08df658b24a95f736b0902555d4ca-1536x1026.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>StMicroelectronics, l'Italia in pista dopo la "battaglia" sui chip con la Francia portata avanti da Giorgetti e dal Mef.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/stmicroelectronics-litalia-in-pista-dopo-la-battaglia-sui-chip-con-la-francia.html">StMicroelectronics, l&#8217;Italia in pista dopo la &#8220;battaglia&#8221; sui chip con la Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406131535453_85e08df658b24a95f736b0902555d4ca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406131535453_85e08df658b24a95f736b0902555d4ca.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406131535453_85e08df658b24a95f736b0902555d4ca-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406131535453_85e08df658b24a95f736b0902555d4ca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406131535453_85e08df658b24a95f736b0902555d4ca-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406131535453_85e08df658b24a95f736b0902555d4ca-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_202406131535453_85e08df658b24a95f736b0902555d4ca-1536x1026.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Italia e la Francia</strong> sono arrivate a una sorta di armistizio sul futuro di <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/crisi-stmicroelectronis-e-acciaierie-ditalia-lindustria-italiana-a-un-bivio.html">StMicroelectronics</a>,</strong> l&#8217;attore compartecipato dal ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze di Roma e dalla banca pubblica transalpina Bpifrance (che detengono il 25% del capitale ciascuno) protagonista del <strong>mercato nazionale dei chip</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo piano industriale del colosso italo-francese</h2>



<p>Dopo mesi di ciclicità negativa, dettati principalmente dal cortocircuito del mercato di riferimento di St, l&#8217;<strong>automotive</strong>, e dall&#8217;incertezza sulla governance produttiva e industriale del gruppo, l&#8217;azienda con sede ad <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/cinque-sfide-economiche-che-raccontano-i-rapporti-tra-italia-e-francia.html">Agrate Brianza e Crolles, vicino Grenoble,</a></strong> ha rilanciato con una nuova strategia pluriennale che mira a promuovere una struttura più vigorosa e agile e a rinvigorire la produzione.</p>



<p><a href="https://www.elettronicaemercati.it/stmicroelectronics-conferma-gli-investimenti-in-italia-ma-prevede-2-800-esuberi-a-livello-globale/">Come ricorda <em>Elettroncia e Mercati</em>,</a> col nuovo piano St intende &#8220;indirizzare con priorità gli investimenti pianificati verso infrastrutture pronte per il futuro, come gli impianti di wafer di silicio da 300 mm e in carburo di silicio (SiC) da 200 mm per consentire loro di raggiungere una dimensione di scala critica, e <strong>massimizzare la produttività</strong>&#8220;. </p>



<p>Ci sarà spazio per <strong>finanziamenti al polo lombardo di Agrate, a quello transalpino di Crolles</strong> e al rilancio di altri sedi come quella, tutt&#8217;altro che secondaria di <a href="https://it.insideover.com/l-italia-delle-citta/catania-la-milano-del-sud-sempre-pronta-a-ripartire-da-zero-dallo-zolfo-allelettronica.html">Catania,</a> protagonista <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/storie-pasquale-pistorio-ovvero-il-padre-delleccellenza-italiana-nella-microelettronica.html">dell&#8217;epopea dell&#8217;azienda fatta grande da Pasquale Pistorio.&nbsp;</a> Inoltre St intende investire &#8220;implementando ulteriormente l’intelligenza artificiale e l’automazione per aumentare ulteriormente l’efficienza nella ricerca e sviluppo, nella produzione, nei processi di affidabilità e di qualifica&#8221;, rendendo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/10-miliardi-di-euro-per-i-chip-italiani-dopo-il-nord-tocca-a-catania.html">interoperabile sempre di più l&#8217;impresa con la filiera ove è inserita.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Roma e il braccio di ferro con l&#8217;Ad francese</h2>



<p>Il recente piano industriale è stato favorito dall&#8217;arrivo del Governo italiano alle maniere forti con l&#8217;Ad francese di StMicroelectronics, Jean-Marc Chery, a cui il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, si sono detti pronti a togliere la fiducia nella giornata del 9 aprile. Il motivo? Una percepita <strong>guerra di logoramento a cui si è unita una sostanziale predilezione della Francia</strong> nelle logiche d&#8217;investimento dell&#8217;azienda.</p>



<p>Come ha scritto <em><a href="https://www.startmag.it/innovazione/marcello-sala-stmicroelectronics/">Start Magazine,</a></em> Via XX Settembre aveva un&#8217;ostilità verso Chery &#8220;dovuta al forte calo (-23 per cento) dei <strong>ricavi di Stmicroelectronics nel 2024,</strong> al dimezzamento del titolo in Borsa e alla stesura di un piano di contenimento dei costi dall’impatto non ancora chiaro sull’Italia&#8221;, a cui si aggiungono le manovre del Ceo per aumentare la <a href="https://www.startmag.it/economia/intervista-chery-stmicroelectronics-investimento-catania/">sua remunerazione</a> in parallelo a una serie di accuse provenienti dagli Usa che, <strong>nota il quotidiano fondato da Michele Arnese,</strong> si sostanziano in una &#8220;<a href="https://www.startmag.it/economia/stmicroelectronics-class-action/"><em>class action</em></a> intentata da un gruppo di investitori negli Stati Uniti contro Stmicroelectronics, accusata di aver rilasciato delle dichiarazioni fuorvianti su propri risultati economici, nascondendo il peggioramento del mercato dei semiconduttori&#8221;.  Ad oggi Chery non risulta indagato, ma le accuse hanno posto un problema politico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una partita sempre aperta</h2>



<p>Per queste problematiche Chery è stato messo sotto tiro assieme al direttore finanziario Lorenzo Grandi, e Giorgetti ha <strong>giocato tutte le sue carte</strong> per aumentare il presidio dell&#8217;azionista italiano nell&#8217;azienda, prima tra tutte la scelta di nominare nel comitato di sorveglianza <strong>Marcello Sala</strong>, direttore dell&#8217;area Economia del Mef, un attento e preparato funzionario la cui presenza nei vertici di un&#8217;azienda industriale strategica mostra che Roma non intende cedere posizioni. </p>



<p><strong>Nella nuova corsa alla tecnologia e agli investimenti produttivi,</strong> ogni porzione di partecipazione pubblica in aziende strategica è un asset dal valore critico e nella nuova &#8220;<strong>geopolitica della protezione</strong>&#8221; anche partnership come quella italo-francese necessitano di essere oliate, anche con confronti accesi, per mantenere in equilibrio le pretese di entrambe le parti. Per Roma non c&#8217;era alternativa a una chiara levata di scudi per porre in essere un principio: o il rilancio di St sarà tanto italiano quanto francese o, semplicemente, non sarà tale. Chery è avvisato: la fiducia sarà garantita se così sarà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/stmicroelectronics-litalia-in-pista-dopo-la-battaglia-sui-chip-con-la-francia.html">StMicroelectronics, l&#8217;Italia in pista dopo la &#8220;battaglia&#8221; sui chip con la Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Più tasse e più tagli: la manovra italiana alla prova del nuovo rigore europeo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/piu-tasse-e-piu-tagli-la-manovra-italiana-alla-prova-del-nuovo-rigore-europeo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 07:01:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001161907814_cb6ffc23a290472e89fb18f27c64f1e2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001161907814_cb6ffc23a290472e89fb18f27c64f1e2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001161907814_cb6ffc23a290472e89fb18f27c64f1e2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001161907814_cb6ffc23a290472e89fb18f27c64f1e2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001161907814_cb6ffc23a290472e89fb18f27c64f1e2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001161907814_cb6ffc23a290472e89fb18f27c64f1e2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001161907814_cb6ffc23a290472e89fb18f27c64f1e2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Manovra, il sentiero stretto dell'Italia in un'Europa che dimentica la crescita: cosa succede a Roma in un'Ue che ripete gli errori.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001161907814_cb6ffc23a290472e89fb18f27c64f1e2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001161907814_cb6ffc23a290472e89fb18f27c64f1e2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001161907814_cb6ffc23a290472e89fb18f27c64f1e2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001161907814_cb6ffc23a290472e89fb18f27c64f1e2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001161907814_cb6ffc23a290472e89fb18f27c64f1e2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001161907814_cb6ffc23a290472e89fb18f27c64f1e2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241001161907814_cb6ffc23a290472e89fb18f27c64f1e2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Italia</strong> si prepara all&#8217;<strong>autunno caldo della manovra</strong> e il <strong>governo Meloni</strong>, con il ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> in prima linea, è atteso dalla sfida dell&#8217;Unione Europea da un lato e delle politiche per la crescita dall&#8217;altro. <strong>Il centrodestra di governo si prepara alla sua terza finanziaria</strong> in condizioni di notevole equilibrismo. Su un fronte, rinfrancato da dati migliorativi sulle prospettive di crescita dell&#8217;Ocse e dal <strong>trend positivo dell&#8217;export industriale</strong>. Sull&#8217;altro, chiamato a navigare tra la Scilla della carenza di risorse e la Cariddi dei nuovi vincoli europei.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una manovra guardinga</h2>



<p>Il Governo nel Piano strutturale di bilancio presentato all&#8217;Unione Europea per condizionare il rientro dall&#8217;extra-deficit ha proposto un calo delle uscite di spesa nel saldo primario dell&#8217;1,75% da qui al 2029 ma al contempo <strong>sostenuto misure a deficit per 52 miliardi nel prossimo triennio</strong>. La differenza tra entrate e uscite delle amministrazioni pubbliche, al netto dell&#8217;inflazione e delle spese per programmi ancora in finanziamento come il <a href="https://it.insideover.com/economia/buco-nero-o-volano-il-lungo-romanzo-del-superbonus.html"><strong>Superbonus</strong>,</a> si contrarrà e il Governo sarà chiamato ad applicare una <strong>ricetta già nota: tasse e tagli di spesa</strong>. A cui si somma un obiettivo di <strong>privatizzazioni di asset pubblici</strong> che dopo i <strong>3 miliardi di risorse ottenute tra il 2022 e il 2023</strong> vuole raddoppiare la quota a cavallo del 2024-2025, arrivando a <strong>5-6 miliardi di euro</strong>, per approssimare l&#8217;obiettivo di <strong>20 miliardi per il 2026</strong>.</p>



<p>Sarà dunque una finanziaria all&#8217;insegna della sobrietà, e <strong>Giorgetti è il primo ad esserne conscio</strong>: la pressione fiscale aumenterà al 42,5% del Pil, le pensioni saranno assestate su quota 103, si cercheranno di liberare risorse ridimensionando gli sconti sulle accise e sanando le distorsioni nell&#8217;assegno unico per i figli, che fino ad ora concorreva all&#8217;Isee, con un obiettivo politico prima ancora che economico per il futuro prossimo: alleviare le tasse sul ceto medio, abbassando dal 35 al 33% l&#8217;aliquota Irpef intermedia e alzando da 50 a 60mila euro la soglia massima di riferimento. Una mossa calcolata su una <strong>base di 8 milioni di persone </strong>che rappresentano lo zoccolo duro degli elettori del centrodestra, al prezzo di 4 miliardi di euro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa chiama il rigore</h2>



<p>Ci sarà<strong> poco spazio per la</strong><a href="https://tg24.sky.it/politica/2024/09/02/le-fatiche-di-giancarlo-giorgetti-alessandro-giuli"><strong> fantasia e le promesse</strong>.</a> La coalizione conservatrice si misura con l&#8217;onda lunga della prova del governo, ma sarebbe <strong>riduttivo imputare al duo Meloni-Giorgetti</strong> responsabilità eccessive. Difficile muoversi diversamente con i <strong>tassi ancora elevati in Europa e il nuovo Patto di Stabilità</strong> tornato in vigore. Si potrebbe fare un appunto al Governo sul fatto che aver combattuto, comprensibilmente, contro la ratifica della <strong>riforma del Mes </strong>senza aprire a cercare sconti sul nuovo Patto con annesso rigore di ritorno, nel 2023, sia stato un errore. Ma con <strong>Germania, Olanda, Austria e altri falchi</strong> desiderosi di tornare all&#8217;austerità europea il vento soffiava in maniera ostile. E l&#8217;Italia si trova a <strong>dover fare di necessità virtù</strong>.</p>



<p>La <strong>manovra potrà spostare poco</strong>, sarà sicuramente sotto i <strong>30 miliardi di valore</strong>, in larga parte riconfermerà misure già finanziate. L&#8217;agenda per la crescita viene assegnata al <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr)</strong> e alla sua messa a terra, agli investimenti privati, alla programmazione delle major di Stato. Altre politiche, come la Difesa, la transizione green e il digitale, assorbono risorse per gli investimenti in conto capitale. L&#8217;Italia è quel Paese che viene invitato ad alzare le spese per le forze armate e al contempo a tenere i conti in ordine dal neo-segretario Nato <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mark-rutte.html">Mark Rutte,</a> già premier &#8220;falco&#8221; dell&#8217;Olanda, nel suo discorso d&#8217;insediamento.</strong></p>



<p>L&#8217;Europa ha scelto di immettersi di nuovo sul sentiero del rigore. <strong>Ursula von der Leyen e la sua Commissione hanno confermato figure come </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/le-mani-dei-baltici-e-della-nato-sulla-politica-europea.html"><strong>Valdis Dombrovskis</strong> </a>in prima linea agli Affari Economici. L&#8217;autunno sarà complesso per l&#8217;Italia di fronte a un&#8217;<strong>Europa che ha scelto consapevolmente</strong> di farsi, nuovamente, sabotatrice della sua crescita. Il Paese si può aggrappare a una capacità esportatrice forte, a conti in ordine, a un&#8217;appetibilità per gli investitori internazionali, alla solidità del tessuto finanziario. <em>A da passà &#8216;a nuttata,</em> diceva <strong>Eduardo de Filippo</strong>. Sperando che da fuori (leggi Usa o Cina) non siano venti recessivi globali a darci un brusco risveglio.</p>
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		<title>La rete Tim a KKR: Usa felici, per l&#8217;Italia la sfida di rivoluzionare le comunicazioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-rete-tim-passa-a-kkr-interessi-usa-garantiti-per-litalia-la-sfida-di-rivoluzionare-le-comunicazioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jul 2024 10:44:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[KKR]]></category>
		<category><![CDATA[Tim]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1332" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240702124709415_7e8dd0138da965ca37d699c4d5487175.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240702124709415_7e8dd0138da965ca37d699c4d5487175.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240702124709415_7e8dd0138da965ca37d699c4d5487175-600x416.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240702124709415_7e8dd0138da965ca37d699c4d5487175-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240702124709415_7e8dd0138da965ca37d699c4d5487175-1024x710.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240702124709415_7e8dd0138da965ca37d699c4d5487175-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240702124709415_7e8dd0138da965ca37d699c4d5487175-1536x1066.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La rete Tim è a stelle e strisce: lo sbarco di Kkr tra finanza, geopolitica e sicurezza. E la mossa del Governo italiano...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1332" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240702124709415_7e8dd0138da965ca37d699c4d5487175.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240702124709415_7e8dd0138da965ca37d699c4d5487175.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240702124709415_7e8dd0138da965ca37d699c4d5487175-600x416.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240702124709415_7e8dd0138da965ca37d699c4d5487175-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240702124709415_7e8dd0138da965ca37d699c4d5487175-1024x710.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240702124709415_7e8dd0138da965ca37d699c4d5487175-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240702124709415_7e8dd0138da965ca37d699c4d5487175-1536x1066.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dall&#8217;1 luglio è ufficiale: la <strong>rete primaria e secondaria di Tim</strong> passa al consorzio Netco, avente come socio di maggioranza il <strong>fondo Usa Kkr</strong>, che conclude una rincorsa triennale, e <a href="https://www.milanofinanza.it/news/la-rete-tim-ora-e-americana-netco-passa-alla-cordata-di-kkr-dal-mef-a-f2i-ecco-quote-e-investimenti-di-202407012133105293">azionisti di minoranza</a> il ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze italiano (16%) e il fondo F2i (11,2%), il primo investitore privato specializzato in infrastrutture in Italia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una trattativa complessa giunge a compimento</h2>



<p>Dopo una lunga trattativa, il <strong>gestore di private equity</strong> che ha in portafoglio oltre <strong>4o0 miliardi di asset</strong> nei più svariati settori è riuscito ad avere semaforo verde dal Governo italiano, dal Cda di Telecom Italia guidato da <strong>Pietro Labriola</strong> e interessato dal braccio di ferro con i francesi di Vivendi, e da ultimo dell&#8217;Antitrust dell&#8217;Unione Europea. E ora il <strong>deal si può valutare sia sul fronte finanziario sia su quello geopolitico e securitario</strong>.</p>



<p>Non sfugge agli addetti ai lavori il fatto che Kkr ha valorizzato per ben <strong>22 miliardi di euro l&#8217;asset</strong> acquisito dal gruppo di Via Negri, che da oggi opererà come compagnia di servizi e gestirà tramite la società <strong>Fibercop, già partecipata da Kkr,</strong> l&#8217;integrazione della rete sotto il suo controllo. Un valore, questo, che si preannuncia potenzialmente in grado di esser garanzia di una <strong>futura integrazione con l&#8217;altro attore della rete telefonica e di comunicazione in Italia, Open Fiber</strong>, con il quale le economie di scala sono possibili e per molti osservatori anche auspicabili.</p>



<p>Insomma, Kkr punta sul fronte finanziario a dare ampio respiro al suo investimento, consentendo quegli investimenti nella rete di telefonia e connessione Internet che <strong>Telecom da sola non riusciva a gestire, sviluppando il mercato italiano</strong> e ottenendo dividendi con lo sviluppo delle trasmissioni ultraveloci in un mercato ampiamente scalabile e ad alto tasso d&#8217;interesse per la demografia, lo sviluppo economico e il tasso d&#8217;industrializzazione del Paese. Tutto questo, a maggior ragione, pensando che sono stati<a href="https://www.openpolis.it/cosa-sappiamo-degli-investimenti-pnrr-per-le-connessioni-veloci/"> ridotti da <strong>6,7 a 5,29 miliardi di euro</strong> gli investimenti del Pnrr</a> destinati alle reti ultraveloci. Rendendo dunque necessario, di fatto, l&#8217;apporto del capitale privato. Ma non finisce qui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il peso strategico di Kkr e la partita geopolitica</h2>



<p>C&#8217;è anche un<strong> importante versante geopolitico e securitario della vendita di un asset tanto importante</strong> al fondo americano, e di conseguenza della scelta del capitale pubblico di presidiare l&#8217;operazione. La rete Tim è una <strong>spina dorsale delle comunicazioni</strong> internazionali su un asse che unisce <strong>Europa, Mediterraneo, Medio Oriente e Nord Africa</strong>. Decisiva per la trasmissione di dati sensibili e la comunicazione a cavallo tra scenari complessi e attorno al cruciale Sicily Hub che nella fu Trinacria concentra<a href="https://it.insideover.com/politica/sicilia-il-pivot-strategico-italiano-nel-mediterraneo.html"> un&#8217;importante quota di infrastrutture di rete degli apparati securitari Usa.</a></p>



<p>Rendere la <strong>rete a stelle e strisce</strong>, e al contempo rintuzzare la primazia francese nel capitale della stessa in una fase in cui Vivendi e il suo patrono <strong>Vincent Bolloré</strong> si abbraccia col <strong>Rassemblement National poco gradito a Washington</strong>, non è solo un affare economico per Kkr. Ma anche un <strong>risultato importante in un Paese chiave come l&#8217;Italia</strong> per la sicurezza nazionale americana, che segna un solco dopo lunghi anni in cui, soprattutto negli Usa, <strong>erano emersi pensieri e riflessioni</strong> sulla presenza delle compagnie cinesi nella rete italiana e si è sempre più valorizzata la <strong>rilevanza strategica e geopolitica delle connessioni di rete</strong>. Kkr a questi stimoli è molto attenta nelle sue prescrizioni di business. Non a caso, a capo del suo think tank di analisi di scenario e tra i suoi partner <strong>vi è <a href="https://it.insideover.com/guerra/parla-il-generale-petraeus-putin-ha-reso-la-nato-nuovamente-grande.html">David Petraeus</a></strong>, generale dell&#8217;esercito americano già a capo della Cia nell&#8217;amministrazione Obama.</p>



<p>In quest&#8217;ottica, è bene sottolinearlo, nell&#8217;offerta a guida Kkr per NetCo non rientra Sparkle, il costruttore di <strong>cavi sottomarini erede della gloriosa Stet, costruttrice di </strong><a href="https://it.insideover.com/storia/quando-litalia-era-una-superpotenza-delle-infrastrutture.html"><strong>un &#8220;impero romano&#8221; delle reti di telecomunicazione</strong> </a>nell&#8217;era della ricostruzione primorepubblicana. L&#8217;ex monopolista telefonico pubblico rimane azionista di maggioranza della compagnia di costruzione reti, su cui ora il Mef potrebbe però, in combo col fondo spagnolo Asterion, mettere direttamente le mani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tim-Kkr apre alla rivoluzione delle reti</h2>



<p>Insomma, con Kkr si inaugura potenzialmente una <strong>rivoluzione delle reti di telecomunicazione italiane</strong> e un allineamento all&#8217;interesse Usa dello sviluppo. Come opererà il Governo italiano in quest&#8217;ottica? In linea col <strong>predecessore Mario Draghi, anche Giorgia Meloni</strong> ha approvato l&#8217;operazione Kkr-Tim-NetCo, gestita da <strong>Giancarlo Giorgetti</strong>, tratto d&#8217;unione tra i due esecutivi nei due ministeri-chiave per il dossier: era allo Sviluppo Economico con Draghi, ora guida il Mef con Meloni.</p>



<p>Nell&#8217;approvare la trattativa, a febbraio l&#8217;esecutivo ha però <strong>proposto una prescrizione che può far scuola</strong>: essendo le reti di Tlc coperte dalla disciplina del <em>golden power</em>, Palazzo Chigi ha prescritto un&#8217;evoluzione &#8220;dell’organizzazione di sicurezza, dalla nomina del preposto di cittadinanza italiana, dalla competenza esclusiva su tutte le questioni incidenti sugli asset strategici, dal mantenimento in Italia delle attività di ricerca e manutenzione, e dal monitoraggio.  Si delinea quindi un quadro certo di supervisione strategica affidata allo Stato&#8221;, riportava una nota del Governo allora. <strong>Il cui impegno è stato chiaro: rete a capitale americano in Italia sì, rete non più italiana no. </strong>Una presa di posizione che andrà <strong>verificata alla prova dei fatti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide per la sicurezza nazionale italiana</h2>



<p>Qualora dovessero completarsi, nell&#8217;ordine, lo sviluppo di una NetCo attiva a rafforzare la rete, l&#8217;ingresso del Governo nella governance con l&#8217;indirizzo securitario e la scalata di Asterion e del Mef a Sparkle <strong>si delineerebbe una continuità Usa-Italia</strong>, anche considerato il fatto che Roma avrebbe un&#8217;infrastruttura fortemente legata agli interessi securitari e finanziari a stelle e strisce operando, al contempo, <strong>nello sviluppo globale dei cavi</strong> e delle altre grandi opere su un fronte geopolitico chiaro.</p>



<p>Ad esempio, ricorda <em>Key4Biz</em>, &#8221; Sparkle è stata citata per il suo ruolo centrale nel <a href="https://www.key4biz.it/cavi-sottomarini-litalia-pronta-a-diventare-hub-digitale-del-mediterraneo-per-evitare-il-mar-rosso/495351/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetto Blue&amp;Rama</a>&#8220;, un cavo sottomarino che &#8220;collegherà il nostro Paese e il fronte meridionale <strong>dell’Europa all’India passando per Israele, Giordania, Arabia Saudita, Gibuti e Oman</strong>, quindi saltando completamente il vecchio passaggio del Mar Rosso&#8221; e anticipando quella Via del Cotone centrata sul <strong>corridoio indo-euro-mediorientale</strong><a href="https://it.insideover.com/economia/imec-e-pac-due-partnership-per-blindare-tre-oceani-la-nuova-mossa-degli-usa.html"><strong> (Imec)</strong> su cui anche gli Usa puntano per contenere la Cina e la sua Via della Seta.</a> Le nuove alleanze, oggigiorno, corrono parallele alle infrastrutture strategiche. Dalle parti di Kkr lo sanno. Il Governo italiano ha messo, nero su bianco, <strong>la possibilità di trarre da questa presa d&#8217;atto dei dividendi strategici</strong>. Ne saremo capaci? La maturità dell&#8217;Italia si misurerà anche da partite di questo tipo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-tim-passa-a-kkr-interessi-usa-garantiti-per-litalia-la-sfida-di-rivoluzionare-le-comunicazioni.html">La rete Tim a KKR: Usa felici, per l&#8217;Italia la sfida di rivoluzionare le comunicazioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Buco nero&#8221; o volano? Il lungo romanzo del Superbonus</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/buco-nero-o-volano-il-lungo-romanzo-del-superbonus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2024 13:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Forza Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
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		<category><![CDATA[Superbonus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="454" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="https://www.upbilancio.it/memoria-sul-dl-39-2024-agevolazioni-fiscali-edilizia/" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-600x142.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-300x71.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-1024x242.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-768x182.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-1536x363.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno spettro si aggira per l&#8217;Italia: lo spettro del Superbonus. La misura di efficientamento energetico degli edifici promossa dal governo Conte II in piena pandemia e poi rilanciata e prorogata dal governo Draghi prima dello stop imposto da Giorgia Meloni è stata identificata dal Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti come la causa di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/buco-nero-o-volano-il-lungo-romanzo-del-superbonus.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/buco-nero-o-volano-il-lungo-romanzo-del-superbonus.html">&#8220;Buco nero&#8221; o volano? Il lungo romanzo del Superbonus</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="454" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="https://www.upbilancio.it/memoria-sul-dl-39-2024-agevolazioni-fiscali-edilizia/" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-600x142.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-300x71.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-1024x242.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-768x182.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_2024042515033248_7574820e1b86462a05fd1e8021a64ac3-e1714050429593-1536x363.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno spettro si aggira per l&#8217;Italia: lo spettro del <a href="https://it.insideover.com/energia/imprecisioni-e-sottovalutazioni-lanno-da-incubo-delleuropa-sullenergia.html"><strong>Superbonus</strong>.</a> La misura di efficientamento energetico degli edifici promossa dal <strong>governo Conte II in piena pandemia</strong> e poi rilanciata e prorogata dal <strong>governo Draghi </strong>prima dello stop imposto da <strong>Giorgia Meloni</strong> è stata identificata dal Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> come la causa di tutti i mali dell&#8217;economia italiana. A partire da un deficit di bilancio che nel 2023 avrebbe dovuto posizionarsi a meno del 5% del Pil e invece è schizzato al 7,4% recentemente <strong>comunicato dall&#8217;Istat</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quanto è costato il Superbonus</h2>



<p>Giorgetti e il governo hanno indicato nel <strong>Ragioniere Generale dello Stato, <a href="https://www.true-news.it/politics/mazzotta-o-la-politica-dei-bonus-ecco-chi-ha-causato-davvero-il-deficit">Biagio Mazzotta</a>,</strong> un possibile responsabile di omessa vigilanza per conti che sarebbero esplosi senza adeguata verifica. L&#8217;ipotesi del governo è che il Superbonus ipotechi la possibilità di fare politica economica all&#8217;esecutivo e, dunque, la responsabilità sarebbe dell&#8217;ideatore della misura, <strong>Giuseppe Conte, e del governo Movimento Cinque Stelle-Partito Democratico</strong> che l&#8217;ha sostenuto.</p>



<p>Tutto vero? Ancora presto per dirlo. Partiamo da un dato di fatto. E cioè che <strong>verificare il reale costo di una politica economica appare complesso</strong> quando essa è, di fatto, ancora in corso d&#8217;opera.<a href="https://www.upbilancio.it/memoria-sul-dl-39-2024-agevolazioni-fiscali-edilizia/"> L&#8217;<strong>Ufficio Parlamentare di Bilancio ha recentemente stimato</strong></a> i costi-monstre del Superbonus: &#8220;l’ammontare del Superbonus <strong>nel periodo 2020-23 è stato pari a circa 170 miliardi</strong>. Quanto rilevato in termini di competenza economica nel quadriennio 2020-23 <strong>inciderà, a livello di debito</strong>, soprattutto sul triennio 2024-26: <strong>a un impatto in media annua pari allo 0,5 per cento del PIL nel triennio 2021-23, seguirà un onere più elevato pari a circa l’1,8 per cento in quello successivo</strong>&#8220;, si legge nel rapporto pubblicato dall&#8217;Upb sul suo sito. Queste stime parlano di una media superiore, per poco più di tre anni di misura, a 45-50 miliardi di euro per esercizio. A ciò bisogna però contrapporre altre stime. L&#8217;agenzia <strong>Enea, titolare della concessione sui conti in corso d&#8217;opera del Superbonus</strong>, a marzo 2024 <a href="https://biblus.acca.it/superbonus-report-enea/">conteggiava <strong>interventi complessivi per 122,2 miliardi di euro</strong>.</a></p>



<p>A ottobre 2023 era stato invece indicato in <strong>130 miliardi di euro il costo complessivo dei bonus</strong> edilizi secondo il calcolo del capo del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia Sergio Nicoletti Altimari, il quale ha ricordato in audizione alle <a href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-vari/int-var-2023/Altimari-09.10.2023.pdf#page=8">Commissioni Bilancio di Camera e Senato come questa somma aggiungesse al Superbonus i conti del Bonus Facciate.</a> Intendiamoci: il fatto stesso che su una misura così importante i costi effettivi varino, nel computo, mostra un problema di disegno della <em>policy</em> non secondario. In particolare, <strong>ci premiamo a sottolineare</strong> come l&#8217;Upb abbia centrato il punto ricordando due limiti del Superbonus, la più imponente politica espansiva dell&#8217;Italia dopo l&#8217;entrata nell&#8217;euro. Da un lato,&#8221; l’elevata percentuale dell’agevolazione&#8221;, al 110%, &#8220;che ha comportato che la spesa incentivata fosse interamente a carico dello Stato eliminando di fatto il contrasto di interessi tra acquirente e fornitore&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sottovalutazioni di Draghi sul Superbonus</h2>



<p>Dall&#8217;altro, &#8220;la fissazione di massimali di spesa agevolabile più elevati rispetto a quelli previsti per altri interventi di incentivo riguardanti gli immobili&#8221;. Aggiungiamo, poi, che la <strong>cedibilità del credito </strong>ha mediamente, secondo il portale specializzato <em>LavoriPubblici.it</em>, dato alle <strong>banche acquirenti dei crediti dai privati </strong><a href="https://www.lavoripubblici.it/news/Superbonus-110-quanto-costa-ad-un-privato-cedere-il-credito-d-imposta-24118"><strong>una porzione dell&#8217;8%</strong> dell&#8217;incentivo totale in media.</a> Fonte, questo, di un trasferimento di ricchezza coperto da fondi pubblici compreso tra 9,8 miliardi di euro (se i costi del Superbonus saranno quelli dell&#8217;Enea) e 13,6 miliardi, seguendo le stime Upb, capace di<a href="https://it.insideover.com/economia/i-bilanci-doro-delle-banche-europee-121-miliardi-di-euro-di-dividendi.html"> gonfiare gli utili-record delle banche.</a> </p>



<p>Stupiscono, però, diversi punti riguardanti il giudizio sul Superbonus. Partiamo dalle criticità: nella <strong>narrazione politica</strong> viene promosso in capo all&#8217;asse M5S-Pd, a Conte e al suo titolare del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, <strong>Roberto Gualtieri</strong>, il macigno di responsabilità dell&#8217;avvio della misura. Tuttavia, come ha ricordato <strong><a href="https://www.linkedin.com/pulse/disastro-superbonus-110-cosa-hanno-fatto-i-governi-per-gianluca-oreto-c6ijf/">Gianluca Oreto, che di <em>LavoriPubblici.it</em></a> è una delle firme di punta</strong>, il buco che si dimentica si è prodotto sotto il <strong>governo Draghi</strong>. Il quale, forte dell&#8217;unità nazionale, ha remato nella direzione di ampliare l&#8217;estensione degli interventi e delle agevolazioni. Il Superbonus fu pensato dal governo giallorosso in piena pandemia per espandere l&#8217;economia in crisi. Fu poi prorogato dopo l&#8217;avvicendamento a Palazzo Chigi tra Conte e Mario Draghi nel febbraio 2021. Nota Oreto, infatti, che &#8220;fino a dicembre 2021 (ovvero all&#8217;interno dell&#8217;originario orizzonte temporale) il totale degli investimenti ammessi a detrazione ammontava a 16,2 miliardi di euro&#8221; secondo l&#8217;Enea. L&#8217;esplosione è arrivata dopo: &#8220;Nel 2022 (in pieno Governo Draghi che ha passato le consegue all&#8217;attuale Governo Meloni solo il 22 ottobre) il totale degli investimenti ammessi a detrazione ammontava a 46,2 miliardi di euro&#8221;. Quasi altri 60 miliardi di euro si sono aggiunti nei quindici mesi successivi.</p>



<p><strong><a href="https://www.lavoripubblici.it/news/superbonus-bonus-barriere-architettoniche-quando-stato-diventa-nemico-32653/4">Oreto è netto sul fatto </a></strong>che le modifiche introdotte da Draghi e Meloni abbiano complicato il caos: &#8220;Ciò che colpisce maggiormente della terza fase del superbonus (avviata dal Governo Draghi e su cui il Governo Meloni sta continuando l’inerzia) è la totale assenza di prospettiva. Dal <a href="https://www.lavoripubblici.it/normativa/20220127/Decreto-legge-27-gennaio-2021-n-4-24444.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Decreto-Legge 27 gennaio 2022, n. 4</a> (Decreto Sostegni-ter), convertito con modificazioni dalla <a href="https://www.lavoripubblici.it/normativa/20220328/Legge-28-marzo-2022-n-25-24790.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legge 28 marzo 2022, n. 25</a>, con lo scopo di bloccare il superbonus si è pensato di intervenire sul meccanismo di cessione (il vero motore dell’edilizia)&#8221;, col risultato di aver &#8220;smantellato il primo meccanismo di cessione (i cui motivi sono tutt’ora oscuri), instillato il dubbio delle frodi, disincentivato le banche al loro ruolo fino a quel momento giocato nel binomio superbonus-cessione del credito&#8221;. E, su questo fronte, sarebbe difficile incolpare ad altri le responsabilità degli errori: <strong>Draghi ha criticato il Superbonus solo a frittata già fatta dopo aver spinto per la proroga al 2023</strong> e due partiti di punta dell&#8217;attuale maggioranza, <strong>Lega e Forza Italia</strong>, sedevano nella sua coalizione. E forse per questo motivo è partito l&#8217;assalto a chi, Mazzotta, con il Patto di Stabilità sospeso aveva meno potere nel suo ruolo di &#8220;guardiano&#8221; dei conti. Tutto questo mentre, nonostante l&#8217;avvitamento del deficit, Giorgetti e Meloni a fine 2023 hanno <strong>firmato un accordo sul Patto di Stabilità che reintroduce vigilanza e supervisione sui conti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il volano economico della misura</h2>



<p>Per concludere sul Superbonus, il giudizio molto spesso è <strong>concentrato unicamente sulla voragine di bilancio</strong> che è addebitata agli incentivi edilizi, ma meno si parla della prospettiva di crescita del Paese che la spesa pubblica ha contribuito a generare. Questo dato va tenuto in considerazione, perché di una misura espansiva è limitante guardare solo i costi. Lo Svimez, l&#8217;Associazione per lo sviluppo dell&#8217;industria nel Mezzogiorno, di recente ha calcolato &#8220;nel 2021-2024, +2,9 punti di Pil e +107 mila occupati nel Mezzogiorno; +3,8 punti di Pil e +322 mila occupati nel Centro-Nord” legati al Superbonus. Del resto, nell&#8217;era Draghi a fine 2021 è stata salutata come una vittoria del Paese intero la notizia del rimbalzo<a href="https://lavoce.info/archives/102443/dalla-nadef-alla-manovra-2024-quanto-incide-il-superbonus/"> dell&#8217;economia italiana del 6,6% nel primo anno del governo di unità nazionale</a> a cui, è indubbio, anche le misure di incentivo in un&#8217;Italia bloccata dalla pandemia fino a maggio hanno contribuito. Va sottolineato <a href="https://lavoce.info/archives/102748/il-superbonus-accende-il-fotovoltaico/#:~:text=Pi%C3%B9%20di%20un%20terzo%20della,gli%20obiettivi%20di%20decarbonizzazione%20restano.">anche la spinta di circa un terzo della <strong>potenza fotovoltaica</strong> innestata in Italia dal 2021 a oggi garantita dal Superbonus.</a></p>



<p><a href="https://www.buildnews.it/articolo/superbonus-110-cresme-stato-ci-ha-guadagnato-piu-delle-imprese">Il centro studi Cresme</a> ha ricordato che circa il 34% delle misure del Superbonus ritornano allo Stato sotto forma di <strong>fiscalità generale diretta e indiretta</strong>, e dunque la quota di tali flussi di cassa varia a seconda della presa di posizione sul costo effettivo della misura. <strong>Nomisma ha nel 2023</strong> calcolato gli impatti economici del Pil in &#8220;<strong>195,2 miliardi di euro</strong>, con un effetto diretto di 87,7 miliardi, 39,6 miliardi di effetti indiretti e 67,8 miliardi di indotto&#8221;. Ma la spinta più importante sulla misura è <a href="https://www.ft.com/content/378ab955-eda2-4922-93aa-8eb0f8a6b7c6">arrivata dal <em>Financial Times</em>, che a marzo ha indicato nell&#8217;<strong>edilizia uno dei traini del Paese dopo il Covid-19</strong></a>. La testata della City di Londra ha ricordato che &#8220;gli investimenti italiani, che includono l’edilizia abitativa, sono aumentati del 30% rispetto al quarto trimestre del 2019, prima della pandemia, il tasso più veloce mai registrato nel Paese da quando sono iniziati i dati comparabili nel 2000&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un bilancio del Superbonus</h2>



<p>Inoltre &#8220;secondo i dati Eurostat, la produzione edilizia nel dicembre 2023 è diminuita del 13% in Spagna, del 7% in Germania ed è rimasta stabile in Francia. In Italia è aumentato del 40% rispetto a 4 anni prima&#8221;. Il Ft centra il punto nel giudicare il Superbonus laddove aggiunge che la misura poteva fare &#8220;ben poco&#8221; per risolvere i problemi di &#8220;bassa produttività e anzianità della popolazione&#8221; ritenuti i veri freni alla crescita dell&#8217;Italia, ma mostra come una <strong>misura vada valutata nel suo complesso</strong> e senza emotività. </p>



<p>A conti fatti, il Superbonus è stata una misura con evidenti coni d&#8217;ombra (a cui, a bocce ferme, andrà valutata la prospettiva di una certa venatura &#8220;classista&#8221; per la destinazione privilegiata a ceti medio-alti, su cui ci sono già diversi indizi), legati principalmente <strong>alla fase di aggiustamento dopo l&#8217;avvio</strong> che ai problemi sorti in fase di partenza. <strong>Il tiro al piccione contro Conte</strong> fa scordare, però, che anche Draghi e Meloni, dunque l&#8217;intero arco parlamentare, hanno visto lievitare i conti. E in quest&#8217;ottica, l&#8217;impatto di stimolo alla crescita esiste e non va dimenticato. Resta la realtà: un Paese dove anche la misura più espansiva della storia recente si è dovuta legare a un settore a valore aggiunto non eccelso come l&#8217;edilizia per <strong>fare di necessità virtù</strong>. Sarebbe bello vedere l&#8217;Italia crescere trainata da <strong>start-up tecnologiche</strong>, <strong>boom di settori come microelettronica, intelligenza artificiale e calcolo quantistico</strong>. Ma non è ancora tempo per quella fase. Ammesso che lo sarà mai.</p>



<p></p>
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		<title>Scontro coi falchi sul patto di stabilità: ecco cosa si rischia dal 2024</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/scontro-coi-falchi-sul-patto-di-stabilita-ecco-cosa-si-rischia-dal-2024.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2023 11:28:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Ecofin]]></category>
		<category><![CDATA[Patto di stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215122720103_9c82c2bda67d142926996adcfc8621ee-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215122720103_9c82c2bda67d142926996adcfc8621ee-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215122720103_9c82c2bda67d142926996adcfc8621ee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215122720103_9c82c2bda67d142926996adcfc8621ee-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215122720103_9c82c2bda67d142926996adcfc8621ee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215122720103_9c82c2bda67d142926996adcfc8621ee-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215122720103_9c82c2bda67d142926996adcfc8621ee-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Bisogna avere una linea comune anche perché sarebbe irrealistico pensare di tornare alle regole precedenti&#8221;: le parole del ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ai margini dell&#8217;Ecofin di dicembre sono risuonate nelle menti di molti dei Ministri economici che a Bruxelles si sono incontrati il 14 febbrai per il Consiglio Economia e Finanze dell&#8217;Unione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/scontro-coi-falchi-sul-patto-di-stabilita-ecco-cosa-si-rischia-dal-2024.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/scontro-coi-falchi-sul-patto-di-stabilita-ecco-cosa-si-rischia-dal-2024.html">Scontro coi falchi sul patto di stabilità: ecco cosa si rischia dal 2024</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215122720103_9c82c2bda67d142926996adcfc8621ee-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215122720103_9c82c2bda67d142926996adcfc8621ee-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215122720103_9c82c2bda67d142926996adcfc8621ee-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215122720103_9c82c2bda67d142926996adcfc8621ee-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215122720103_9c82c2bda67d142926996adcfc8621ee-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215122720103_9c82c2bda67d142926996adcfc8621ee-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230215122720103_9c82c2bda67d142926996adcfc8621ee-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Bisogna avere una linea comune anche perché sarebbe irrealistico pensare di tornare alle regole precedenti&#8221;: le parole del ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> ai margini dell&#8217;Ecofin di dicembre sono risuonate nelle menti di molti dei Ministri economici che a Bruxelles si sono incontrati il 14 febbrai per il Consiglio Economia e Finanze dell&#8217;Unione Europea per parlare della riforma del Patto di Stabilità. Un San Valentino che non ha fatto sbocciare l&#8217;amore, metaforicamente parlando, per il progetto di riforma delle famigerate &#8220;regole&#8221; europee che presto toccheranno il terzo anno consecutivo di sospensione.</p>



<p>Nessuna novità dall&#8217;Ecofin, dunque, sulla bozza di riforma della governance economica dell&#8217;Unione europea e, soprattutto, sulla definizione di nuovi parametri su cui valutare se un Paese si trova o meno in condizione di gestione problematica delle proprie risorse. Il quadro di sorveglianza di bilancio e la crescente eterogeneità delle posizioni di bilancio dei diversi Stati membri dopo lo <strong>scoppio della pandemia</strong> hanno messo fuori gioco buona parte delle regole come la soglia granitica del 3% nel rapporto deficit/Pil. <a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-13828-2022-INIT/it/pdf">E l&#8217;Ecofin, nella sua comunicazione, </a>ricorda il ruolo giocato dalla <a href="https://it.insideover.com/events/investimenti-esteri-e-internalizzazione-una-strategia-per-litalia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">svolta pro-investimenti </a>nell&#8217;evitare un disastro comunitario: &#8220;Questa forte risposta anticiclica, insieme a nuove misure e strumenti a livello dell&#8217;Ue, alle reti di sicurezza sociale e ai sistemi sanitari a livello nazionale, si è dimostrata molto efficace nell&#8217;attenuare i danni economici e sociali della crisi&#8221;.</p>



<p>Ora il dilemma dei Paesi è attorno alla necessità di far coincidere diverse istanze. In primo luogo, i differenziali di bilancio aperti con la risposta al Covid prima e alla crisi energetica poi impongono di far coesistere politiche anticrisi come l&#8217;allentamento degli aiuti di Stato al nuovo quadro di bilancio. In secondo luogo, ora è necessario uscire dallo stretto tecnicismo della &#8220;crescita potenziale&#8221; (<a href="https://it.insideover.com/economia/output-gap-cose-la-regola-europea-che-blocca-la-nostra-crescita.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">output gap</a>) e di altri orpelli che frenano i giudizi politici sulle manovre dei Paesi membri dell&#8217;Ue tenendo conto del grande game-changer chiamato Next Generation Eu e dell&#8217;esistenza di un <strong>debito europeo.</strong></p>



<p>Il Patto di Stabilità va cambiato, questo è chiaro, ma i Paesi divergono sul come e il quando. E sull&#8217;Europa pende una spada di Damocle: non completare la riforma entro il 2023 significa aprire alla prospettiva che il 2024 faccia tornare la stretta censura di bilancio pre-pandemia.</p>



<p>&#8220;Abbiamo avuto una lunga discussione sulla revisione della governance economica. Questo è un argomento importante, soprattutto in questi tempi economici incerti. Abbiamo bisogno di regole comuni in materia di politica economica e fiscale che ci guidino, ora più che mai. Non è un segreto che gli Stati membri abbiano opinioni diverse al riguardo, ma non esitiamo a discutere in modo impegnativo&#8221;: così si è espressa <strong>Elisabeth Svantesson,</strong> ministro delle Finanze della Svezia presidente di turno dell&#8217;Ue. Stoccolma, non è un mistero, è nel gruppo della <strong>Nuova Lega Anseatica</strong> guidato dall&#8217;Olanda che preme per una maggiore censura di bilancio. La grande novità è rappresentata dal fatto che chi, come l&#8217;Italia, prima della pandemia spingeva più sugli allentamenti alle regole degli aiuti di Stato ora è per la modifica tout court del Patto di Stabilità, da associare a riforme e investimenti strutturali per un Recovery Fund pressoché permanente ma spinge per una posizione &#8220;europeista&#8221;, cioè comune, sugli aiuti di Stato.</p>



<p>Le dichiarazioni dell&#8217;Ecofin concordano su molti temi: c&#8217;è necessità di scegliere apertamente &#8220;come garantire un aggiustamento di bilancio specifico per paese, mantenendo nel contempo la sorveglianza collettiva garantita dalle norme e dai parametri di bilancio comuni dell&#8217;Unione&#8221;. Una quadratura del cerchio che vede su chiare posizioni divergenti i Paesi mediterranei e i nordici ma ad ora in forma molto ambigua la <strong>Germania di Olaf Scholz</strong>. In cui i Liberali di Christian Lindner appaiono decisamente restii a aprire a una delibera favorevole a un allentamento delle regole, mentre Spd e Verdi vogliono sfruttare totalmente la partita degli aiuti di Stato. Il lassismo e la carenza di leadership tedeschi stanno costando caro, facendo venire meno quella posizione di unità e sintesi che ai tempi di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Angela Merkel</a></strong> consentì la sospensione del Patto. E ora rende molto difficile pensare in tempi brevi a una sua modifica. A marzo nuovo appuntamento con l&#8217;Ecofin: la posizione unitaria invocata da Giorgetti a dicembre appare ancora lontana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/scontro-coi-falchi-sul-patto-di-stabilita-ecco-cosa-si-rischia-dal-2024.html">Scontro coi falchi sul patto di stabilità: ecco cosa si rischia dal 2024</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Italia &#8220;cuneo&#8221; nell&#8217;asse franco-tedesco: rischi e opportunità nelle nuove sfide europee</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/litalia-cuneo-nellasse-franco-tedesco-rischi-e-opportunita-nelle-nuove-sfide-europee.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2023 09:51:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuti di Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926122807689_b58d4264c7e2ead1542c00e902377350-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926122807689_b58d4264c7e2ead1542c00e902377350-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926122807689_b58d4264c7e2ead1542c00e902377350-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926122807689_b58d4264c7e2ead1542c00e902377350-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926122807689_b58d4264c7e2ead1542c00e902377350-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926122807689_b58d4264c7e2ead1542c00e902377350-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926122807689_b58d4264c7e2ead1542c00e902377350-2048x1364.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La manovra 2023 del governo italiano è passata, in fin dei conti, senza particolari intoppi ma la fase iniziale dell&#8217;anno e le tensioni sul caro-benzina hanno mostrato che il sentiero dei conti pubblici che il governo Meloni dovrà percorrere sarà stretto. E che in particolar modo la partita europea andrà giocata con grande attenzione. Di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/litalia-cuneo-nellasse-franco-tedesco-rischi-e-opportunita-nelle-nuove-sfide-europee.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/litalia-cuneo-nellasse-franco-tedesco-rischi-e-opportunita-nelle-nuove-sfide-europee.html">L&#8217;Italia &#8220;cuneo&#8221; nell&#8217;asse franco-tedesco: rischi e opportunità nelle nuove sfide europee</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926122807689_b58d4264c7e2ead1542c00e902377350-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926122807689_b58d4264c7e2ead1542c00e902377350-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926122807689_b58d4264c7e2ead1542c00e902377350-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926122807689_b58d4264c7e2ead1542c00e902377350-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926122807689_b58d4264c7e2ead1542c00e902377350-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926122807689_b58d4264c7e2ead1542c00e902377350-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926122807689_b58d4264c7e2ead1542c00e902377350-2048x1364.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>manovra 2023</strong> del governo italiano è passata, in fin dei conti, senza particolari intoppi ma la fase iniziale dell&#8217;anno e le tensioni sul <strong>caro-benzina</strong> hanno mostrato che il sentiero dei conti pubblici che il governo Meloni dovrà percorrere sarà stretto. E che in particolar modo la partita europea andrà giocata con grande attenzione.</p>



<p>Di fronte a sfide come la <a href="https://it.insideover.com/economia/la-recessione-prossima-ventura-perche-il-vero-anno-choc-delleuropa-puo-essere-il-2023.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>crisi energetica</strong> del 2022 e le sue possibili code</a> a partire dalla seconda metà del 2023, l&#8217;alta inflazione e la fine della sospensione emergenziale delle regole fiscali legata al Covid-19 la partita è complessa. E va giocata utilizzando con attenzione le sfide aperte a livello europeo. Il punto chiave su cui Roma può agire è ricordarsi, parafrasando San Paolo, di essere <strong>forte anche in quanto debole</strong>, cioé potenzialmente vulnerabile a choc esterni. E al contempo sfruttare chiaramente la grande novità politica aperta dalla guerra russo-ucraina e dalla crisi energetica: il temporaneo indebolimento dell&#8217;<strong>asse franco-tedesco attorno a cui ruota l&#8217;Unione Europea.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eredità del debito pandemico</h2>



<p>Il primo punto chiave è il tema della <strong>gestione dell&#8217;ampio debito pandemico</strong> su cui rischia di abbattersi la scure del ritorno in auge di un Patto di Stabilità non modificato e, al contempo, dei futuri, duri <strong>aumenti del tasso di sconto da parte della Bce</strong>. L&#8217;Italia ha accumulato un rapporto debito/Pil del 150% che pesa come un macigno su ogni politica economica futura e ha portato anche Meloni e il ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> a dover fare scelte discrezionali nette nella loro prima legge di bilancio. </p>



<p>Al contempo, vi è il tema fondamentale che il debito pandemico rischia di essere trattato come <strong>debito ordinario</strong> e che il sentiero di rientro includerà le spese sostenute tra il 2020 e il 2022 per la campagna vaccinale e il sostegno ai redditi, alle imprese in crisi e al sistema sanitario. Rischio spericolato in un contesto di nuova austerità. A cui l&#8217;Italia deve rispondere <strong>giocando in sponda con Paesi come Francia, Spagna</strong> e il resto del blocco mediterraneo la partita europea. Una prima avvisaglia è stata data dalla sponda col <a href="https://it.insideover.com/economia/italia-e-portogallo-premono-sulla-bce-nasce-lasse-trasversale-contro-il-rigore.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Portogallo in sede Bce</a>, il futuro potrebbe essere il rilancio <a href="https://it.insideover.com/economia/il-mes-tornera-in-gioco-sul-debito-pubblico-italiano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">del piano <strong>di Mario Draghi e Emmanuel Macron</strong> per</a> creare un&#8217;Agenzia Europea del Debito che &#8220;digerisca&#8221; i debiti pandemici in cambio dell&#8217;emissione di un asset comune europeo per finanziare i piani di rilancio dell&#8217;economia.</p>



<p>Mossa, questa, che consentirebbe di fare pressione sulla Germania e i frugali, certamente non tornati al rigorismo estremista di quindici anni fa ma disposti a chiedere una curva di rientro alla normalità certa e precisa. E che può riaprire il dialogo su altri fronti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sugli aiuti di Stato Berlino farà da sé?</h2>



<p>In quest&#8217;ottica, una mossa a lungo sponsorizzata dall&#8217;Italia prima della pandemia rischia di ritorcersi contro Roma se sarà mantenuta facendo tornare al passato il quadro circostante. Parliamo del <strong>framework facilitato sugli aiuti di Stato</strong> che vede oggigiorno Paesi come la <strong>Germania</strong>, da sempre censori di questo modello, pronti a sfruttare strumentalmente gli sviluppi post-Covid.</p>



<p>&#8220;Dall&#8217;inizio della guerra in Ucraina i Paesi Ue hanno messo a disposizione delle imprese ben 672 miliardi&#8221;, nota Libero. &#8220;Ma il malloppo non è affatto distribuito in maniera omogenea nel vecchio continente. Tutt&#8217; altro. La Germania, manco a dirlo, ha stanziato oltre 350 miliardi di aiuti, arrivando da sola al 53% del totale. Al secondo posto c&#8217;è la Francia, con oltre 150 miliardi e circa il 24% della torta complessiva. In totale Parigi e Berlino arrivano quasi all&#8217;80%. L&#8217;Italia è al terzo posto con 50 miliardi (solo il 7% di tutti i sostegni erogati dagli stati membri)&#8221;. Dunque su questo tema Roma gioca di rimessa rispetto all&#8217;<strong>asse franco-tedesco</strong> e dovrà potenzialmente agire facendo pressioni convergenti sui due Paesi.</p>



<p>Lato tedesco urge ricordare l&#8217;importanza dell&#8217;industria italiana per la manifattura tedesca, che ha un fondamentale appiglio nella sua catena del valore nel Nord motore d&#8217;Italia. Lato francese, le diverse sinergie europee <strong>italo-francesi dallo spazio ai semiconduttori</strong>, passando per apparti transnazionali come Luxottica-Essilor e Stellantis: un framework di aiuti di Stato da &#8220;liberi tutti&#8221; penalizzerebbe l&#8217;Italia per l&#8217;alto debito se austerità e rigore tornassero, specie se la risposta europea <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/gli-usa-hanno-dichiarato-una-guerra-economica-alleuropa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alla <strong>sfida americana</strong> lanciata con i sussidi dell&#8217;amministrazione Biden dovesse </a>tardare a materializzarsi. Dunque o si deciderà di proporzionare gli aiuti di Stato alle sfide comuni europee, o garantendo a ognuno la propria scialuppa di salvataggio si penalizzerà l&#8217;economia di chi ha meno margine di manovra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rilanciare la crescita</h2>



<p>L&#8217;obiettivo è chiaro: <strong>rilanciare la crescita</strong> in maniera sostenibile e, questa volta, spinta dopo l&#8217;illusione del rimbalzo post-Covid confuso per nuovo boom economico. Per farlo i lacci e lacciuoli delle regole più stringenti europee devono essere annodati in maniera più lasca, ma al contempo serve un grande sforzo politico da parte dei Paesi-guida dell&#8217;Ue per pensare il mondo di domani e evitare che le sfide di ieri ricadano, nelle loro conseguenze, sull&#8217;oggi. Le costrizioni del debito pandemico rischiano di essere pesanti per Paesi come l&#8217;Italia a causa del fardello accumulato, ma oggi l&#8217;opportunità politica data dalla <strong>minore compattezza tra Parigi e Berlino</strong> offre all&#8217;Italia la possibilità di un gioco di sponda.</p>



<p>Il rischio da evitare è quello di schiacciarsi troppo su Parigi, capitale più affine strutturalmente a Roma, ma vale la pena di tentare una partita politica che da un lato mostri un&#8217;Italia combattiva e dall&#8217;altro porti proposte realistiche su debito, programmi comuni europei, crescita. Ciò che a Berlino serve per immaginare un nuovo modello dopo che la crisi energetica ha messo a rischio il suo impianto mercantilista. Ci sono rischi e opportunità, come in ogni programma politico, ma la grande novità è che ad oggi, di fatto, l&#8217;<strong>Italia presentata dai suoi detrattori come irresponsabile </strong>e il governo Meloni criticato, in patria e fuori, come radicale, sono i più pragmatici europeisti del Vecchio Continente. E mirano a trasformare l&#8217;asse franco-tedesco in un triangolo decisionale Roma-Parigi-Berlino per contare a più alti livelli anche in tempi di sfide così grandi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/litalia-cuneo-nellasse-franco-tedesco-rischi-e-opportunita-nelle-nuove-sfide-europee.html">L&#8217;Italia &#8220;cuneo&#8221; nell&#8217;asse franco-tedesco: rischi e opportunità nelle nuove sfide europee</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ecco i dati che sbugiardano i &#8220;gufi&#8221; dello spread</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/ecco-i-dati-che-sbugiardano-i-gufi-dello-spread.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2022 17:21:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Spread]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=376446</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1205" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_FGR2783261-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_FGR2783261-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_FGR2783261-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_FGR2783261-1024x643.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_FGR2783261-768x482.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_FGR2783261-1536x964.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_FGR2783261-2048x1286.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo spread è morto, viva lo spread. O almeno così si potrebbe dire guardando al fatto che le opposizioni al governo Meloni non stiano utilizzando l&#8217;arma dello spread contro il nuovo governo. Agenzie di rating come Moody&#8217;s avevano avvertito il governo dal compiere manovre fiscali paragonabili a quella che ha affondato il governo di Liz &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/ecco-i-dati-che-sbugiardano-i-gufi-dello-spread.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ecco-i-dati-che-sbugiardano-i-gufi-dello-spread.html">Ecco i dati che sbugiardano i &#8220;gufi&#8221; dello spread</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1205" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_FGR2783261-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_FGR2783261-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_FGR2783261-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_FGR2783261-1024x643.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_FGR2783261-768x482.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_FGR2783261-1536x964.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/Agenzia_Fotogramma_FGR2783261-2048x1286.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo <strong>spread</strong> è morto, viva lo spread. O almeno così si potrebbe dire guardando al fatto che le opposizioni al <strong>governo Meloni</strong> non stiano utilizzando l&#8217;arma dello <strong>spread contro il nuovo governo</strong>.</p>



<p>Agenzie di rating come Moody&#8217;s avevano avvertito il governo dal compiere manovre fiscali paragonabili a quella che ha affondato il <strong><a href="https://www.finanza.com/finanza/notizie-mondo/i-guardiani-dello-spread-avvertono-giorgia-meloni-e-liz-truss-e-ce-chi-dice-mercato-uk-non-investibile" target="_blank" rel="noreferrer noopener">governo di Liz Truss</a></strong> nel Regno Unito e anche di <a href="https://www.editorialedomani.it/idee/commenti/debito-e-deficit-il-governo-meloni-corre-molti-piu-rischi-di-quello-che-sembra-ikzpiui1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recente <em>Domani</em> ha usato</a> la carta della sostenibilità del debito per colpire il governo con un editoriale del direttore <strong>Stefano Feltri</strong>. Secondo Feltri il fatto che &#8220;il &nbsp;prossimo anno il ministero del Tesoro dovrà rinnovare circa 500 miliardi di euro, cifre analoghe a quelle del 2020&#8221; in un contesto in cui &#8220;le condizioni sui mercati sono molto peggiorate&#8221; per la fine dello stimolo della <strong>Banca centrale europea</strong> è una minaccia alla tenuta di esecutivo e conti pubblici.</p>



<p>Ma &#8211; per ora &#8211; il primo mese del governo di centrodestra sembra aver prodotto un effetto opposto: la ritrovata stabilità politica impone di ragionare in forma più strutturale, e i dati emersi dall&#8217;analisi dei dati sull&#8217;interesse sul debito e lo spread parlano chiaro. </p>



<p>Nei primi due mesi dalle <strong>elezioni del 25 settembre</strong> il differenziale tra il rendimento del Btp decennale italiano e del Bund tedesco si è contratto di 70 punti base, passando a 260 a 190 punti. Buona parte di questa discesa è legata alla diminuzione del rendimento del nostro decennale, passato dal 4,36% del 23 settembre al 3,8% del 29 novembre, segno che il Paese <a href="https://it.investing.com/rates-bonds/italy-10-year-bond-yield-historical-data" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è ritenuto meno a rischio dagli investitori.</a> </p>



<p><strong>Mario Draghi</strong> ha visto nel suo anno e mezzo di governo il rendimento dei Btp quasi sestuplicare, passando dal rendimento dello 0,77% del febbraio 2021 alla media del 4,29% dell&#8217;ottobre 2022, ultimo mese del vecchio esecutivo. Gli investitori in questa fase hanno scontato buona parte del <strong>rischio-Paese</strong> associato all&#8217;instabilità politica, alla crisi energetica, alle prospettive incerte per il futuro.</p>



<p>Il ritorno della certezza e della stabilità politica favorisce il nuovo esecutivo, la prudenza nella prima legge di bilancio aggiunge concretezza e in prospettiva l&#8217;esecutivo incassa pareri favorevoli sui mercati anche in un contesto di volatilità economica e rischi recessivi. Il successo del<a href="https://www.ilgiornale.it/news/borsa-e-mercati/vola-btp-anti-inflazione-raccolti-12-miliardi-2086464.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>Btp Italia</strong></a> anti-inflazione testimonia quanto l&#8217;Italia sia ancora, in sostanza, appetibile e ritenuta sicura.</p>



<p>La <strong>politica, in questa fase</strong>, non va in conflitto con l&#8217;economia. Di fronte a crisi energetica, incertezza produttiva, rischi recessivi la certezza delle decisioni e il pragmatismo sono, a prescindere da ogni ideologia politica, ben prezzati dagli investitori. Nessun pregiudizio esiste sul governo di centrodestra e su Giorgia Meloni, specie dopo la legittimazione globale ottenuta al G20 di Bali e con la manovra finanziaria.</p>



<p>La vera sfida politica sarà quella delle <strong>scelte per la crescita</strong> a partire dal prossimo anno. Ma la stabilità e i fondamentali del sistema-Paese non si discutono. In quest&#8217;ottica la <strong>partita dell&#8217;inflazione</strong> danneggia da un lato reddito e consumi, ma aiuta dall&#8217;altro a alleviare il fardello debitorio del nostro Paese rendendo il Btp un buon prodotto di investimento: alto rendimento a parità con titoli simili, emittente sicuro come l&#8217;Italia, stabilità politica a garanzia. Del resto, come <a href="https://www.industriaitaliana.it/economia-manifattura-pil-pnrr-gas-fortis/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha ricordato a <em>Industria Italiana </em>l&#8217;economista <strong>Marco Fortis della Cattolica di Milano</strong>,</a> &#8220;dall’inizio del 2021 fino alla metà dell’anno in corso, quindi in sei trimestri, il&nbsp;<strong>pil italiano</strong>&nbsp;è cresciuto non solo più di quello tedesco o francese, ma anche di quello della Cina&#8221;. E &#8220;saremo anche nel 2023 uno dei Paesi con la maggior robustezza in termini economici. La&nbsp;<strong>manifattura</strong>&nbsp;continua a esportare, sia pure con il rallentamento degli ultimi mesi, e il mercato interno non è crollato&#8221;. Ci sono elementi su cui sorridere anche di fronte alle nubi recessive che si addensano sull&#8217;Europa. E tutti i &#8220;gufi&#8221; che recitavano i <em>de profundiis</em> per l&#8217;Italia col  nuovo governo sono stati smentiti. Una volta di più.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/ecco-i-dati-che-sbugiardano-i-gufi-dello-spread.html">Ecco i dati che sbugiardano i &#8220;gufi&#8221; dello spread</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Meloni alla prova di G20 e Europa: l&#8217;agenda internazionale del nuovo governo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-meloni-alla-prova-di-g20-e-europa-lagenda-internazionale-del-nuovo-governo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Oct 2022 12:04:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[g20]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYP_hn-ofXQoK_fM6esE_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYP_hn-ofXQoK_fM6esE_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYP_hn-ofXQoK_fM6esE_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYP_hn-ofXQoK_fM6esE_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYP_hn-ofXQoK_fM6esE_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYP_hn-ofXQoK_fM6esE_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYP_hn-ofXQoK_fM6esE_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Giorgia Meloni si è insediata alla guida del nuovo governo italiano e fin dalle prime battute l&#8217;agenda internazionale sarà una sfida cruciale per il nuovo esecutivo. Chiamando alla ribalta il governo di centrodestra in una serie di contesti cruciali. La Meloni, assieme a ministri chiave come i forzisti Antonio Tajani (Esteri) e Gilberto Pichetto Fratin &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-meloni-alla-prova-di-g20-e-europa-lagenda-internazionale-del-nuovo-governo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-meloni-alla-prova-di-g20-e-europa-lagenda-internazionale-del-nuovo-governo.html">La Meloni alla prova di G20 e Europa: l&#8217;agenda internazionale del nuovo governo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYP_hn-ofXQoK_fM6esE_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYP_hn-ofXQoK_fM6esE_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYP_hn-ofXQoK_fM6esE_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYP_hn-ofXQoK_fM6esE_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYP_hn-ofXQoK_fM6esE_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYP_hn-ofXQoK_fM6esE_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/AYP_hn-ofXQoK_fM6esE_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Giorgia Meloni</strong> si è insediata alla guida del nuovo governo italiano e fin dalle prime battute l&#8217;agenda internazionale sarà una sfida cruciale per il nuovo esecutivo. Chiamando alla ribalta il governo di centrodestra in una serie di contesti cruciali. La Meloni, assieme a ministri chiave come i forzisti <strong>Antonio Tajani </strong>(Esteri) e <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong> (Ambiente e Sovranità Energetica), il leghista <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/economia/vaccini-5g-golden-power-spazio-tutte-le-sfide-di-giancarlo-giorgetti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giancarlo Giorgetti (titolare dell&#8217;Economia e delle Finanze)</a></strong> e il collega di Fratelli d&#8217;Italia <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/difesa/il-piano-italiano-per-il-rilancio-della-spesa-militare.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Guido Crosetto </a>(neo-ministro della Difesa)</strong> dovrà gestire dossier caldi che riguardano la sicurezza nazionale, il posizionamento di Roma nelle dinamiche globali e il futuro del sistema-Paese.</p>



<p>Il primo incontro internazionale della neo-premier potrebbe essere già domenica, con un possibile faccia a faccia con <strong>Emmanuel Macron, in visita a Roma</strong> ospite del Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong> e della Comunità di Sant&#8217;Egidio. Un &#8220;crash test&#8221; importante per rinsaldare quella relazione italo-francese che ora più che mai appare inevitabile da consolidare di fronte alle sfide comuni che aspettano Roma e Parigi in Europa: <strong>Mario Draghi</strong> ha tirato la volata alla Meloni cercando di strappare il massimo sull&#8217;energia a Bruxelles nell&#8217;ultimo Consiglio Europeo e ha chiuso con un sonoro schiaffo alla Germania di Olaf Scholz sull&#8217;egoismo della posizione tedesca sul price cap al gas. Il primo viaggio all&#8217;estero porterà la neo-premier in una località simbolica: Washington o, con più probabilità, Kiev. <strong>Volodymyr Zelensky </strong>aspetta a bracce aperte quella che ritiene sarà una solida alleata dell&#8217;Ucraina. A inizio ottobre il capo dell&#8217;Ufficio del presidente ucraino Andriy Yermak ha avuto un colloquio telefonico con il presidente del Copasir <strong>Adolfo Urso</strong>, oggi titolare dello Sviluppo Economico, per preparare il terreno.</p>



<p>Nel frattempo gli impegni già in agenda non sono pochi: tra summit internazionali, corsa della manovra, riunioni politiche di alto livello il proscenio internazionale occuperà una componente fondamentale della leader di Fratelli d&#8217;Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I primi summit fissati: G20 e Unione Europea</h2>



<p>Prima leader di un Paese del G7 a far riferimento a un partito della destra organica, non popolare o liberale, per quanto assimilabile in molti tratti alla linea del <strong>Partito Conservatore britannico</strong>, la Meloni tra poco più di venti giorni sarà al cospetto dei grandi della Terra.</p>



<p>La data cerchiata in rosso è, in quest&#8217;ottica, quella del&nbsp;<strong>prossimo 15 novembre:&nbsp;</strong>quel giorno si aprirà a Bali, in Indonesia, il&nbsp;<strong>summit del G20&nbsp;</strong>a un anno di distanza dall&#8217;edizione ospitata a Roma che ha visto Draghi grande protagonista. In quel consesso, la Meloni e la sua squadra, Tajani in testa, dovranno muoversi attivamente per accreditarsi come rappresentanti della nuova Italia in campo internazionale. Sicuramente ci sarà la possibilità, se non sarà avvenuta prima, di conoscere&nbsp;<strong>Joe Biden&nbsp;</strong>e i vertici di un&#8217;amministrazione Usa che ha dichiarato di voler &#8220;prendere le misure&#8221; al nuovo inquilino di Palazzo Chigi. Sarà anche la possibilità di conoscere <strong>Ursula von der Leyen</strong> e <strong>Charles Michel</strong>, presidenti rispettivamente della Commissione e del Consiglio Europeo. E la leader del governo sarà chiamata a avere a che fare anche con i dichiarati rivali strategici dell&#8217;Italia secondo Fdi: <strong>Vladimir Putin e Xi Jinping</strong>, leader di Russia e Cina, hanno dichiarato che parteciperanno al summit indonesiano. Da valutare anche un possibile faccia a faccia con <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong>, &#8220;Sultano&#8221; di una Turchia più volte indicata come una minaccia dalla Meloni ma partner strategico per la Nato di cui è convinta sostenitrice.</p>



<p>Il&nbsp;<strong>15 e il 16 dicembre&nbsp;</strong>invece la Meloni dovrebbe fare l&#8217;esordio al&nbsp;<strong>Consiglio Europeo,&nbsp;</strong>terza leader del partito dei <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/draghi-si-dimette-timore-degli-usa-perderanno-litalia-nel-sostegno-a-kiev.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) a entrare alla guida di un esecutivo.</a> Agli alleati storici <strong>Mateusz Morawiecki, premier polacco di Diritto e Giustizia, e Petr Fiala del Partito Democratico Civico</strong>, si aggiungerà ovviamente l&#8217;amico di vecchia data della Meloni, il premier ungherese <a href="https://insideover.ilgiornale.it/nazionalismi/come-la-dottrina-orban-ha-cambiato-lungheria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Viktor Orban</strong>.</a> In questo caso la sfida maggiore per la Meloni sarà la necessità di combaciare gli interessi italiani con le sfide strutturali imposte dalla guerra in Ucraina (sanzioni alla Russia, tetto al gas e via dicendo) da un lato e le logiche di fatto del &#8220;vincolo esterno&#8221; dall&#8217;altro, prima fra tutte il complesso sistema decisionale dell&#8217;Europa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La rotta della manovra: la partita di Giorgetti</h2>



<p>Nel frattempo il neo-Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <strong>Giancarlo Giorgetti</strong> dovrà lavorare in Italia e in sede europea alla <strong>Legge di Bilancio</strong> basata sul <strong>Documento di Economia e Finanza (Def)</strong> dell&#8217;uscente governo Draghi e che per chiare ragioni di avvicendamento ha subito uno slittamento rispetto al previsto passaggio alle Camere inizialmente segnato al 20 ottobre.</p>



<p>La manovra dovrà arrivare sui tavoli della Commissione Europea entro il 30 novembre per un giudizio di massima (non è prevista l&#8217;applicazione del Patto di Stabilità) ma nel frattempo il governo dovrà lavorare nelle commissioni per portarla all&#8217;incasso entro il 31 dicembre e evitare l&#8217;esercizio provvisorio.</p>



<p>Il governo Draghi hamandato a Bruxelles il <strong>Dpb, il Documento Programmatico di Bilancio l&#8217;11 ottobre</strong> scorso, quattro giorni prima della scadenza. Il Dpb è un anticipo del documento da mandare all&#8217;Ue entro il 30 novembre e fotografa un&#8217;istantanea precisa delle previsioni macroeconomiche, del livello del debito pubblico, degli antidoti alle emergenze del momento (energia e Ucraina, in questo 2022). Dati che saranno inevitabilmente da aggiornare viste le previsioni del Fondo Monetario Internazionale sulla possibile recessione italiana nel 2023.</p>



<p>Il <strong>7 novembre e il 5 dicembre</strong> Giorgetti avrà modo di presenziare alle sue due prime riunioni dell&#8217;Eurogruppo da titolare del Mef. In queste saranno affrontate le dinamiche macroeconomiche alla luce  dei venti recessivi che soffiano sull&#8217;Europa. E Giorgetti potrà spiegare le politiche previste dal governo italiano in materia fiscale e la strategia sul caro energia concordata con <strong>Pichetto Fratin</strong> per rispondere, senza appesantire il fardello debitorio, al caro-energia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pichetto Fratin e Crosetto, la strategia italiana passa per i nuovi ministri</h2>



<p>E sarà proprio il 68enne piemontese di Forza Italia a partecipare come primo esponente del governo Meloni a un Consiglio Europeo: il <strong>24 ottobre ci sarà infatti il consiglio Ambiente e il giorno successivo il Consiglio Energia</strong> a Bruxelles. I ministri terranno un dibattito orientativo<strong> sul pacchetto gas, </strong>che comprende una proposta di direttiva e una proposta di regolamento sulle norme del mercato interno comune per<strong> i gas rinnovabili e naturali e l&#8217;idrogeno.</strong> Queste proposte fanno parte del pacchetto di misure &#8220;Fit for 55&#8221; che mirano a mettere l&#8217;UE sulla strada della neutralità climatica entro il 2050. Sarà inoltre discussa la complessa forma di compromesso raggiunta in sede Ue dai capi di Stato e di governo in questa settimana.</p>



<p>In attesa dell&#8217;esordio in ambito Nato, è invece prevista per il 15 novembre la prima comparsa internazionale in Europa di <strong>Guido Crosetto </strong>come Ministro della Difesa. &#8220;Se la posizione atlantista, più volte ribadita dalla nuova presidente del Consiglio, non sembra essere in discussione, più problematico potrebbe essere il rapporto con Bruxelles, soprattutto nel tortuoso percorso di costruzione della Difesa europea&#8221;, nota <em>Formiche</em>, spiegando come lo  &#8220;strappo&#8221; francese sulla Difesa aerea comune desiderata dalla Germania crei notevoli necessità di attenzione per il neo-ministro. Che comunque sarà sicuramente al fianco di Giorgia Meloni in molte delle visite internazionali. A garantire con la sua esperienza per un&#8217;agenda governativa che nei primi mesi dovrà mediare la vocazione euroatlantica con le priorità politiche su temi come la <strong>lotta al rigore in campo fiscale</strong> e il rilancio dell&#8217;<strong>agenda energetica verso la sovranità e l&#8217;indipendenza</strong>. Il mondo guarda a Giorgia Meloni che fin dalle prime battute avrà modo di mettere alla prova le capacità acquisite in una carriera politica che dalla Garbatella e Colle Oppio l&#8217;ha portata, in circa trent&#8217;anni di carriera, all&#8217;agognata meta di Palazzo Chigi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-meloni-alla-prova-di-g20-e-europa-lagenda-internazionale-del-nuovo-governo.html">La Meloni alla prova di G20 e Europa: l&#8217;agenda internazionale del nuovo governo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il salario minimo in Italia? Può essere un problema</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-salario-minimo-in-italia-puo-essere-un-problema.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2022 07:33:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-1536x983.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-2048x1310.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il via libera della Commissione alla direttiva europea (non vincolante) sul salario minimo ha aperto le porte alla discussione sulla possibilità di introdurre anche nel nostro Paese una misura di cui si discute molto nel mondo anglosassone e che è un cavallo di battaglia in Germania del Partito Socialdemocratico di Olaf Scholz, favorevole a un aumento da 9 a 12 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-salario-minimo-in-italia-puo-essere-un-problema.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-salario-minimo-in-italia-puo-essere-un-problema.html">Il salario minimo in Italia? Può essere un problema</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-1024x655.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-768x491.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-1536x983.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220518171454266_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1338808-2048x1310.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il via libera della Commissione alla direttiva europea (non vincolante) sul <strong>salario minimo </strong>ha aperto le porte alla discussione sulla possibilità di introdurre anche nel nostro Paese una misura di cui si discute molto nel mondo anglosassone e che è un cavallo di battaglia in Germania del <strong>Partito Socialdemocratico</strong> di <strong>Olaf Scholz, </strong>favorevole a un aumento da 9 a 12 euro all&#8217;ora del minimo garantito dai contratti di lavoro.</p>
<h2>Il salario minimo danneggia la contrattazione?</h2>
<p>In Italia Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle si sono dichiarati a favore di una proposta di legge in merito, mentre <strong>Lega e Forza Italia, </strong>tra le formazioni che sostengono il governo Draghi, hanno preso distanza. A livello sindacale la <strong>Cgil </strong>è decisamente favorevole, la <strong>Cisl contraria </strong>mentre <strong>Confindustria </strong>si è trincerata dietro un no comment che sa di aperta opposizione. Parlare di questi temi in un sistema economico e industriale complesso in forma pregiudizievole rischia di essere estremamente complicato. Ad oggi, la ricerca di politiche per un salario minimo nazionale, in Italia, può causare rischi non indifferenti.</p>
<p>Partiamo, per capirlo, da quanto dichiarato da un economista di spessore come <strong>Giulio Sapelli</strong>. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/questa-proposta-nuoce-sindacato-2040720.html" target="_blank" rel="noopener">Parlando con <em>Il Giornale </em>Sapelli ha constatato</a> che il salario minimo rappresenta non un favore ai lavoratori ma una certificazione della debolezza dei corpi intermedi. Lo studioso figlio dell&#8217;utopia dell&#8217;Olivetti di Ivrea ha mostrato i suoi timori per la contrattazione collettiva ricordando come negli ultimi due decenni &#8220;la forza dei sindacati dei lavoratori, in tutto il mondo, è diminuita molto. Per sostenere la domanda interna, da parte di molti governi è prevalsa, quindi, quest&#8217;idea del salario minimo fissato per legge che è una misura economica che può funzionare solo temporaneamente. Se diventa indefinita, indebolisce troppo il pluralismo delle relazioni industriali che è l&#8217;essenza della poliarchia democratica&#8221;. In sostanza, nota Sapelli, un salario minimo livellato per legge spingerebbe ulteriormente al ribasso il <strong>potere contrattuale della rappresentanza dei lavoratori</strong>. E questo è un primo punto importante da sottolineare.</p>
<h2>La giungla dei contratti collettivi</h2>
<p>Quanto notato da Sapelli si salda con l&#8217;analisi della particolare configurazione del <strong>mercato del lavoro italiano</strong>. Un sistema in cui circa i quattro quinti dei lavoratori vivono in un sistema caratterizzato da contratti collettivi nazionali (Ccnl) di riferimento. I <strong>contratti collettivi nazionali di lavoro vigenti</strong>, registrati nell’Archivio nazionale dei contratti pubblici e privati del Consiglio Nazionale dell&#8217;Economia e del Lavoro, sono<strong> ben 919 nel solo settore privato</strong>. A questi vanno sommati 15 Ccnl <strong><a href="https://www.truenumbers.it/rinnovo-contratto-statali-aumenti/" target="_blank" rel="noopener">della Pubblica Amministrazione</a></strong> e 48 del mondo dei lavoratori parasubordinati. Un totale di <strong>982 contratti</strong>. 571 sono scaduti e 34 avevano, al 31 dicembre scorso, un&#8217;anzianità di oltre dieci anni dall&#8217;ultimo rinnovo. Il secondo punto di criticità è dunque la natura estremamente frammentata della negoziazione salariale e l&#8217;eccessiva polarizzazione tra settori diversi. Pensare di introdurre un salario minimo prima che questi contratti siano stati, in larga parte, ricondotti a una sostanziale modernizzazione, e dunque si sia esaurita la capacità d&#8217;azione della contrattazione riportando i Ccnl al passo coi tempi, è a dir poco utopico.</p>
<h2>Salario minimo o salario massimo?</h2>
<p>Il terzo tema da sottolineare è la tendenza alla <strong>compressione salariale</strong> che dieci anni di crisi hanno imposto all&#8217;economia italiana e che tra precarizzazione, flessibilità e stagnazione della domanda interna si sta costituendo come dato strutturale. La normalizzazione salariale potrebbe avere un senso pensando, al massimo, a quella fascia sicuramente non secondaria (20%) di lavoratori non coperti da Ccnl, ma il dato di fondo della corsa all&#8217;utilizzo di contratti atipici, flessibilità e misure di compressione del welfare garantito al lavoratore rischia di non essere intaccato. Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, parlando all&#8217;assemblea di Confcommercio, ha dato il suo appoggio a una visione di questo tipo: &#8220;Dove esistono situazioni che devono essere sanate il salario minimo va bene ma attenzione a non introdurre distorsioni&#8221;.</p>
<p>Di un avviso simile un&#8217;affermata politologa di sinistra <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/06/07/salario-minimo-fissato-per-legge-una-trappola-per-i-lavoratori/6617205/" target="_blank" rel="noopener">come <strong>Lidia Undiemi </strong>che sul <em>Fatto Quotidiano </em>ha espresso</a> la sua visione: &#8220;mentre si cerca faticosamente di condurre la minoranza di lavoratori ai livelli della maggioranza, i mercati lavorano assiduamente affinché la maggioranza arrivi ai livelli della minoranza, tale per cui il rischio è che il salario minimo, legale o collettivo che sia, diverrà<strong> l’unica fonte retributiva</strong>. Da salario minimo a salario massimo, insomma&#8221;, nota Undiemi, che ha ammonito la sua parte politica sui rischi insiti in questo meccanismo: &#8220;se la delega al legislatore di fissare i salari diviene sempre più ampia si corre il rischio, piuttosto concreto, che la politica possa all’occorrenza determinare un <strong>calo generalizzato delle retribuzioni</strong> in nome dell’interesse, ormai considerato superiore, delle imprese a essere sempre più competitiva&#8221;. Del resto, la direttiva europea si pone in un&#8217;ottica essenzialmente pro-mercato e sembra immaginare uno scenario in cui il salario minimo è alternativo alla stessa contrattazione collettiva, come ha anche dichiarato a <em>L&#8217;Adige </em>il <strong>segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri</strong>, non un oppositore del salario minimo.</p>
<h2>Il lavoro, un bene di lusso</h2>
<p>Dunque: il salario minimo in Italia appare una misura decisamente complessa da mettere in pratica per la sua natura di depressore della contrattazione collettiva, per la frammentazione dei Ccnl e per la corsa che può indurre a una <strong>corsa al ribasso </strong>di tutti gli elementi retributivi eccedenti il salario stesso. Tutto questo si salda con dei dati strutturali ulteriormente complicati che hanno a che fare con il mercato del lavoro e il welfare nel loro complesso.</p>
<p>Innanzitutto, c&#8217;è da prendere in considerazione un&#8217;architettura giuslavoristica che unisce aree di iper-tutela nei contratti di lavoro a aree più scoperte e rese flessibili da contratti atipici e irregolari e sacche residuali lasciate alla tutela di misure flessibili che tentano di unire welfare e reinserimento al lavoro, come il <strong>reddito di cittadinanza</strong>. Il salario minimo come impatterebbe sulla diffusione di forme più o meno atipiche di contratti di lavoro? Come, invece, sulle assunzioni a tempo indeterminato? A tali domande non c&#8217;è risposta.</p>
<p>In secondo luogo, questione contigua alla precedente, il salario minimo rischia di non promuovere alcun beneficio se non accompagnato a un reale taglio del cuneo fiscale in un contesto che vede ad oggi il lavoro colpito da un&#8217;imposizione paragonabile a quella di un bene di lusso. Tagliare le tasse sul lavoro è una priorità rivendicata da ogni forza politica ma attuare questa misura è di fatto una questione di risorse, di proporzioni e di scelte politiche. Confindustria si è esposta a favore di un taglio da 16 miliardi, a beneficio delle imprese, mentre <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-fratelli-ditalia-studia-da-partito-di-governo.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Fratelli d&#8217;Italia </strong>dall&#8217;opposizione</a> chiede di finanziarlo con il totale taglio al reddito di cittadinanza difeso invece dal Movimento Cinque Stelle. &#8220;A fronte di 300 miliardi di salari lordi corrisposti in media ogni anno nel settore privato, lo Stato incassa circa 100 miliardi di contributi previdenziali e 80 miliardi di Irpef per un totale di 180 miliardi di euro a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori&#8221;, <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/tasse-lavoro-vero-cuneo-fiscale-italia-e-60percento-i-piu-alti-dell-ocse-AEc8J4dB" target="_blank" rel="noopener">ha scritto di recente </a><em>Il Sole 24 Ore, </em>analizzando che in sostanza &#8220;il reale cuneo fiscale e contributivo nel settore privato è pari a 60%, ed è molto più alto del dato Ocse che si attesta nel 2021 al 46,5%&#8221;, dieci punti la media Ocse. Tutto questo in un contesto che vede il salario medio dei lavoratori italiani stagnare da trent&#8217;anni. La prima misura per liberare risorse ai lavoratori è intervenire su questa gravosa tassa.</p>
<p>In sostanza, quello che serve è una nuova concordia tra politica, mondo produttivo e lavoro. La <strong>crescita del sistema-Paese </strong>passa per gli alti salari, la domanda interna, la tutela del valore del lavoro e della produzione delle imprese, in ultima istanza per una rinnovata pace sociale. Un lavoro più dignitoso, garantito da maggiori garanzie, meglio retribuito e meno oneroso per chi lo garantisce e investe nella creazione di valore, innovazione, sviluppo è un lavoro fattualmente in grado di contribuire al rilancio dell&#8217;economia nazionale. Un lavoro in grado di dare vero sostegno al primo, spesso mal interpretato, articolo della Costituzione. Di fronte a problemi tanto strutturali lo stesso tema del <strong>salario minimo </strong>acquisisce una rilevanza secondaria. Apparendo come una questione di bandiera e non risolutiva. Anzi in grado di far esplodere contraddizioni e problemi sopiti da tempo sotto le braci del nostro sistema produttivo.</p>
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