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	<title>Giancarlo Giorgetti Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Giancarlo Giorgetti Archives - InsideOver</title>
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		<title>Deficit e debito, gli &#8220;zero virgola&#8221; e l&#8217;affanno dell&#8217;austerità di Meloni e Giorgetti</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/deficit-e-debito-gli-zero-virgola-e-laffanno-dellausterita-di-meloni-e-giorgetti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 04:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di bilancio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Meloni Giorgetti Governo bilancio Austerita Parlamento" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Deficit e debito, gli "zero virgola" e l'affanno dell'austerità di Meloni e Giorgetti. Gli scenari e le prospettive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/deficit-e-debito-gli-zero-virgola-e-laffanno-dellausterita-di-meloni-e-giorgetti.html">Deficit e debito, gli &#8220;zero virgola&#8221; e l&#8217;affanno dell&#8217;austerità di Meloni e Giorgetti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Meloni Giorgetti Governo bilancio Austerita Parlamento" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/Meloni-Giorgetti-Governo-bilancio-Austerita-Parlamento-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>deficit pubblico dell&#8217;Italia </strong>certificato dall&#8217;<strong>Istat per il 2025 </strong><a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/notifica-dellindebitamento-netto-e-del-debito-delle-amministrazioni-pubbliche-secondo-il-trattato-di-maastricht-anni-2022-2025/"><strong>è pari al 3,1% del Pil</strong>, </a>a un&#8217;incollatura dalla soglia del 3% che riporterebbe il Paese nel quadro del rispetto dei parametri di Maastricht e del <strong>Patto di Stabilità,</strong> evitando lo sforamento delle regole europee. Un dato, quello di Roma, nettamente inferiore rispetto al -8,1% del 2022 e su cui pesano una crescita nel quarto trimestre del 2025 superiore alle aspettative (+0,3% contro +0,2%) ma ancora anemica sul fronte del denominatore e l&#8217;eredità dei pagamenti per il <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/buco-nero-o-volano-il-lungo-romanzo-del-superbonus.html" type="post" id="419634">Superbonus 110%</a> su quello del nominatore</strong>. Ma il dato di fatto che emerge, in generale, è quello di un Paese che si trova ancora di fronte a grandi incertezze. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Dibattiti sui dati dell&#8217;Istat</h2>



<p>La polemica mediatica e politica italiana si è divisa, con <strong>figure come l&#8217;ex premier Matteo Renzi che hanno attaccato la premier Giorgia Meloni per non aver centrato l&#8217;obiettivo</strong> e la presidente del Consiglio che si è difesa sottolineando l&#8217;eredità dei bonus edilizi e rivendicando i risultati ottenuti. Non sono mancate le critiche all&#8217;Istat. &#8220;Il paradosso è che, da molti anni ormai, i primi dati Istat sottostimano il Pil effettivo, per poi rivederlo al rialzo&#8221;, ha scritto Meloni su X. </p>



<p>Più articolato il commento di <strong>Osvaldo De Paolini, che su <em>Il Giornale</em></strong>&nbsp;ha scritto che &#8220;l&#8217;uscita dalla procedura d&#8217;infrazione in cui Bruxelles ci aveva costretto, non è un trofeo da esibire, ma uno strumento essenziale per rafforzare la posizione dell&#8217;Italia agli occhi degli investitori e delle istituzioni internazionale&#8221; e dunque &#8220;diventa ancora più incomprensibile la rigidità dell&#8217;Istat, che sembra ignorare il quadro complessivo e rifugiarsi in una lettura notarile dei numeri, come se questi vivessero in un vuoto pneumatico, scollegati dalla realtà economica e strategica del Paese&#8221;. Una lettura, questa, che però apre a problematiche interpretazioni su che tipo di lettura dovrebbe dare un&#8217;istituzione puramente <strong>tecnica come l&#8217;efficiente e ben strutturato apparato di Via Cesare Balbo.</strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;austerità e il deficit</h2>



<p>La realtà è più complessa. E parla di un <strong>progetto nazionale che sembra avere il fiato corto</strong> sul piano della corsa allo sviluppo economico. Oltre che di dati che la realtà dei fatti impone di leggere in maniera ancora più articolata. Meloni ha indicato nella moderazione di bilancio affidata al Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <a href="https://it.insideover.com/economia/debito-e-rigore-austerita-di-meloni-e-giorgetti-per-italia.html" type="post" id="488446"><strong>Giancarlo Giorgetti</strong> </a>la via maestra per trovare legittimazione in Unione Europea, ha firmato la riforma del nuovo Patto di Stabilità e spinto sull&#8217;uso strategico del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> come volano per colmare i gap d&#8217;investimenti pubblici e programmazione strategica. Il 2026 è l&#8217;anno in cui i nodi vengono al pettine. Il deficit è sceso, ma l&#8217;Italia resta fuori dai parametri; la crescita è ancora sotto l&#8217;1%; <a href="https://it.insideover.com/energia/cosi-big-oil-guadagna-30-milioni-lora-grazie-alla-guerra-in-iran.html" type="post" id="514217">la <strong>tempesta energetica del Golfo</strong></a> mette sotto pressione gli approvvigionamenti delle imprese e le bollette dei cittadini<a href="https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/dfp-inflazione-sale-al-28-nel-2026-picco-nel-quarto-trimestre-nRC_23042026_1021_286979155.html"> e spinge al rialzo l&#8217;inflazione, stimata dall&#8217;Ocse al 2,6% per il 2026, un punto sopra i dati dell&#8217;anno scorso.</a> </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombra di anni difficili</h2>



<p>Il rischio è che quella parsimonia a lungo perorata diventi <strong>austerità necessaria</strong> qualora il vento di tensione diventi buriana globale. Col paradosso che a un&#8217;Italia che dopo gli anni dei cordoni delle borse aperti sfruttati dai governi Conte II e Draghi ha deciso di operare in senso prudente si imponga un&#8217;ulteriore avvitata in termini di tagli e ridimensionamenti della spesa pubblica. Proprio mentre il clima internazionale volge al peggio. L&#8217;inflazione, il caro-energia e la crescita anemica &#8220;mangiano&#8221;, ricorda <em><a href="https://www.milanofinanza.it/news/italia-per-l-ocse-l-inflazione-salira-al-2-6-un-monito-che-gela-la-prossima-manovra-202604231532172349">Milano Finanza</a>,</em> spazi di manovra per la prossima legge di bilancio e il <strong><a href="https://www.dirittobancario.it/art/il-documento-di-finanza-pubblica-2026/">Documento di Finanza Pubblica (Dfp)</a></strong> licenziato mercoledì dal Mef ne prende atto. </p>



<p><strong>Meloni e Giorgetti non possono dormire sonni tranquilli,</strong> e indubbiamente potrebbero venire al pettine i nodi legati al perseguimento di un&#8217;austerità sostanziale finalizzati a un traguardo non raggiunto, ma indubbiamente mentre l&#8217;esecutivo attende l&#8217;ultima Legge di Bilancio della legislatura anche l&#8217;intero spettro politico non può non fare i conti con gap strutturali e non imputabili unicamente all&#8217;esecutivo. La debolezza della politica industriale, con la &#8220;supplenza&#8221; delle partecipate, l&#8217;incertezza del quadro europeo che non prevede sospensioni di regole e il trend generale di ridimensionamento dell&#8217;Europa nel mondo lasciano pochi spazi all&#8217;immaginazione. <strong>Dopo il voto del 2027 difficilmente il quadro muterà.</strong> E non sarà per uno &#8220;zero virgola&#8221; in più o in meno che si farà la differenza. Senza la capacità di pensare in grande in Europa e pensare una grande Europa nel mondo anche l&#8217;Italia sarà chiamata a dover gestire situazioni a dir poco asimmetrico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/deficit-e-debito-gli-zero-virgola-e-laffanno-dellausterita-di-meloni-e-giorgetti.html">Deficit e debito, gli &#8220;zero virgola&#8221; e l&#8217;affanno dell&#8217;austerità di Meloni e Giorgetti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Spending review 2.0: per tagliare la spesa pubblica il Mef assume altre 294 persone</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/spending-review-2-0-per-tagliare-la-spesa-pubblica-il-mef-assume-altre-294-persone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 09:56:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Polemica sul concorso pubblico di ben 294 nuovi funzionari al Ministero dell’Economia e Finanze (Mef) per fare la spending review.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spending-review-2-0-per-tagliare-la-spesa-pubblica-il-mef-assume-altre-294-persone.html">Spending review 2.0: per tagliare la spesa pubblica il Mef assume altre 294 persone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sui social si fa già ironia, sul reclutamento tramite concorso pubblico di ben 294 nuovi funzionari al <strong>Ministero dell’Economia e Finanze (Mef)</strong> con il compito di realizzare, una buona volta, la mitologica <em>spending review</em>. Prevedendo stipendi fino a 100 mila euro annui, la mossa pare una trovata surrealista: la lotta per il taglio alla spesa fatta aumentando la spesa. In realtà, sotto questo punto di vista è anche peggio: si tratta, infatti, di assunzioni a tempo indeterminato, che vanno cioè a incidere su una voce di costo permanente, in questo caso del personale. Ma al di là del cortocircuito contabile, <strong>ci sono due ottime ragioni perché l’ironia si tramuti in sarcasmo. </strong></p>



<p>La prima è il possibile spreco di ulteriore denaro pubblico. Rispetto ai conti pubblici, è da tempo immemore che si parla, per usare un termine horror, di “efficientamento”. La <strong>prima Commissione tecnica sulla spesa, denominata CTSP, risale niente meno che al 1981</strong> (non casualmente, l’anno del “divorzio” fra Tesoro e Banca d’Italia, origine a monte dell’indebitamento incontrollato dello Stato). Composta da esterni, come in seguito esterni saranno tutti gli esperti chiamati all’impresa (almeno fino alla futura task force di cui sopra), si limitava a fornire raccomandazioni non vincolanti, che naturalmente lasciavano il tempo che trovavano.</p>



<p>Fu soppressa nel 2007. Dopodiché, sull’onda dell’indignazione popolare per le mangiatoie della Casta, ne venne istituita un’altra, con sigla leggermente diversa (CFTP), che durò solo un anno, dopo aver prodotto un rapporto sulle criticità dei ministeri, e neppure di tutti: di cinque. Visto l’andazzo, nel 2009 a presiedere alla revisione della spesa, per la prima volta introdotta come principio di finanza pubblica dalla manovra di quell’anno, <strong>venne incaricata la Ragioneria Generale. </strong>Nel panico da crisi mondiale dei debiti sovrani, nel 2012 il calcolo e la razionalizzazione dei fabbisogni e costi standard portarono a istituire un Comitato interministeriale e, soprattutto, la figura del Commissario<em>. </em></p>



<p>Il primo, nominato dall’allora premier <strong>Mario Monti</strong>, fu <strong>Enrico Bondi.</strong> Dopo soli otto mesi, Bondi lascia. Gli succede per pochi mesi il Ragioniere Generale, <strong>Mario Canzio,</strong> ma quando a Palazzo Chigi arriva Enrico Letta (Pd), la scelta si posa su <strong>Carlo Cottarelli</strong>. Elaborato nel 2014 un piano di riduzione della spesa da 33 miliardi a regime, l’anno seguente il nuovo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, gli preferisce <strong>Yoram Gutgeld</strong>, il quale impiega due anni per certificare che nei tre precedenti il risparmio è stato di quasi 30 miliardi. Risparmio teorico, perché in gran parte utilizzato per coprire altre spese. Alcune nuove di zecca, come il famoso bonus da 80 euro mensili, misura-bandiera del governo Renzi. A parte le meteore dei due commissari del governo Conte 1 (l’allora grillina Laura Castelli e il leghista Massimo Garavaglia, durati poco più di una settimana), si può dire che i<strong>l momento dei commissari sia tramontato nel 2019</strong>. Anche se, sulla carta, dal 2016 la revisione di spesa è stata integrata nel bilancio statale come impegno strutturale, sebbene circoscritto a ministeri ed enti locali. </p>



<p>La cosiddetta “programmazione di risparmio”, con l’eccezione del biennio del Covid in cui fu sospesa, è stata poi portata avanti dai governi di <strong>Mario Draghi</strong> e <strong>Giorgia Meloni.</strong> Quest’ultima si è data obiettivi alquanto limitati: 800 milioni per il 2023, 1,2 miliardi per il 2024 e 1,5 miliardi a partire dal 2025 (Def 2022), con l’asticella via via alzata fino a raggiungere quota, per i soli ministeri, di 2,7 miliardi per il 2026. Senza contare, beninteso, altre sforbiciate a Comuni, Province e Città Metropolitane. In tutto, lo 0,1% del Pil. I veri risparmi, per il centrodestra guidato da Giorgia Meloni, provengono <strong>dall’abolizione del reddito di cittadinanza </strong>(sostituito dal fondo povertà e inclusione), <strong>dallo stop al superbonus edilizio</strong>, dalla parziale deindicizzazione delle pensioni, e all’adeguamento altrettanto parziale all’inflazione delle spese per la sanità. Tutti provvedimenti non bilanciati da una politica economica e sociale che possa definirsi a favore dei meno abbienti. </p>



<p>Cosa ci dice questa girandola di nomi e di numeri? Ci spiega come mai la tanto decantata <em>spending review</em> ha ottenuto risultati men che modesti. Anzitutto, la prassi non vedeva una chiara spiegazione del perché si tagliava un certo capitolo di bilancio piuttosto di un altro. Il che, a sua volta, evidenzia l’approccio metodologicamente incoerente alla radice: non si è mai intervenuto sul chi e come decide un certo stanziamento, così da <em>riqualificare</em> i meccanismi di spesa, ma si è scelto di procedere a individuare singole uscite, <strong>così da tagliare, tagliare e basta. </strong>Che è come voler dimagrire sottoponendosi a liposuzione annuale anziché rivedere la dieta. Aggiungendo oggi, per soprammercato, degli addetti <em>ad hoc</em> che è tutto da vedere se continueranno in questa fatica di Sisifo, che sembra fatta apposta per non <strong>risolvere niente in modo da lasciare le cose come stanno</strong>, ripetendo all’infinito la solfa degli sprechi da eliminare, grande classico da campagna elettorale. </p>



<p>Il secondo motivo di scetticismo verso il fresco pattuglione di segugi in capo al ministro <strong>Giancarlo Giorgetti </strong>deriva da una questione più concettuale. Se lo scopo dichiarato è spendere meno soldi pubblici – esigenza molto apprezzata dai mercati che finanziano il debito , un po’ meno dai cittadini su cui il debito grava – bisogna ricordarsi che i criteri con cui vengono spesi non sono politicamente neutri. Quando al Ministero della Giustizia è stata data una stretta, giusto per fare due esempi all’apparenza minori, alle intercettazioni telefoniche e all’abbigliamento per detenuti, si sono compiute scelte orientate in un senso preciso: nel primo caso, indebolire l’azione dei pm in uno strumento d’indagine sensibilmente inviso alle personalità pubbliche, e in particolare ai politici; nel secondo, calare la mannaia su soggetti, i carcerati, fra i meno tutelati di tutti. <strong>Non parliamo poi di comparti come la sanità o l’istruzione,</strong> sui quali il lettore sa per esperienza diretta che cosa significhi tenere i budget a stecchetto. </p>



<p>Ora, nella migliore delle ipotesi, l’intenzione di dotarsi di quasi 300 addetti alla lima suona come <strong>il fiato di tromba di un esecutivo smanioso di mostrarsi draconiano,</strong> secondo la più vieta retorica dello Stato brutto, cattivo e scialacquatore. Bene: sul fatto che la burocrazia generi dissipazioni di pubblico denaro, non ci piove. Ad avere la responsabilità ultima del suo auto-alimentarsi, però, è la politica. La cui logica, per parte sua, è gestire, mantenere e accrescere il consenso, e la scorciatoia abituale per riuscirci è la proliferazione di centri di finanziamento clientelare dei gruppi d’interesse e di riferimento. In nome di una battaglia in sé giusta, ovvero sfoltire le grassazioni che premiano questo o quel centro di potere, <strong>si colpisce la carne viva dei servizi vitali alla popolazione. </strong>Ma non a tutta la popolazione intesa genericamente: alla fascia medio-bassa. A coloro che non possono permettersi parcelle da avvocato per processi eterni, o la sorveglianza privata del negozio, o le cure troppo costose, o certe rette universitarie. Né tanto meno hanno il potere di usare i media a proprio vantaggio, facendo pressione sugli editori per far passare in primo o secondo piano, a seconda dei bisogni, la notizia che li riguarda. </p>



<p>In soldoni, <strong>meno spesa pubblica vuol dire più profitto privato.</strong> Vuol dire privatizzazione, più o meno strisciante. Con effetti depressivi sui consumi, se guardiamo al piano macro-economico, e punitivi e classisti sul piano sociale. E con in più la beffa di presentare trionfalmente risparmi su esborsi che è inevitabile si riproducano, se fa comodo trasformarli in pretesto per una <em>spending review</em> su cui sarebbe da fare una bella <em>spending review</em>, domandandosi quanto ci sono costati finora tutti quei consulenti, rapporti, certifiche, piani e via blaterando. Cosa, questa, che di certo non faranno i 294 neo-assunti per l’ennesima <em>spending review</em>. Pare una barzelletta. E lo sarebbe, se i quattrini in questione non fossero i nostri. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spending-review-2-0-per-tagliare-la-spesa-pubblica-il-mef-assume-altre-294-persone.html">Spending review 2.0: per tagliare la spesa pubblica il Mef assume altre 294 persone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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