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	<title>Giampaolo Di Paola Archives - InsideOver</title>
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	<title>Giampaolo Di Paola Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le fregate e la Flotilla: deterrenza e protezione dai droni di Israele ma solo fino alle acque di Gaza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 00:30:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="467" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/fregata-fasan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/fregata-fasan.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/fregata-fasan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/fregata-fasan-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Le fregate italiane svolgono un'opera di deterrenza nei confronti di Israele e di protezione umanitaria. Con dei limiti. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-fregate-e-la-flotilla-deterrenza-e-protezione-dai-droni-di-israele-ma-solo-fino-alle-acque-di-gaza.html">Le fregate e la Flotilla: deterrenza e protezione dai droni di Israele ma solo fino alle acque di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="467" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/fregata-fasan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/fregata-fasan.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/fregata-fasan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/fregata-fasan-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il dibattito sulla presenza delle fregate &#8220;Fasan&#8221; e &#8220;Alpino&#8221; a sostegno della <em>Global Sumud Flotilla</em> diretta a Gaza si è intensificato nel tempo, sollevando questioni di grande rilevanza strategica e diplomatica. La Marina militare italiana, pur non essendo direttamente coinvolta nella manifestazione civile umanitaria, è intervenuta in seguito a un attacco deliberato con droni, evidenziando aspetti operativi di notevole interesse che meritano un&#8217;analisi approfondita.</p>



<p>L&#8217;Italia, insieme alla Spagna, ha espresso ferma condanna per l&#8217;attacco subito dal convoglio e ha autorizzato l&#8217;intervento navale per garantire la sicurezza della missione civile e la salvaguardia della vita umana in mare delle persone coinvolte in caso di incidenti. Questa decisione si inserisce nel più ampio quadro della <strong>missione Mediterraneo Sicuro</strong>, dimostrando la capacità di risposta immediata delle forze armate italiane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione del Governo italiano</h2>



<p>Nell&#8217;informativa alla Camera, il ministro Crosetto ha annunciato l&#8217;invio della fregata &#8220;Alpino&#8221; ad affiancare il &#8220;Fasan&#8221; (e poi sostituire il Fasan) per proteggere il convoglio umanitario. Tuttavia, ha chiarito l&#8217;impossibilità di garantire sicurezza nelle acque israeliane, proponendo il coinvolgimento della Conferenza episcopale per facilitare l&#8217;arrivo dei viveri alla popolazione civile. L&#8217;informativa ha collegato le urgenze umanitarie con l&#8217;impegno italiano nella protezione dei cittadini, pur nei limiti delle responsabilità territoriali.</p>



<p>Secondo l&#8217;autorevole amico e collega ammiraglio Fabio Caffio, l&#8217;invio della nave Fasan rappresenta una misura preventiva legittima secondo il diritto internazionale. Non si tratta di un&#8217;azione offensiva, ma dell&#8217;esercizio del diritto di ogni Paese di tutelare i propri cittadini all&#8217;estero. La decisione italiana appare corretta: le autorità israeliane sono state preventivamente informate e la Commissione UE ha sostenuto il rispetto della libertà di navigazione e assemblea, condannando gli eventuali attacchi con droni contro la <em>flotilla</em> umanitaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aspetti operativi e strategici</h2>



<p>Un elemento cruciale da sottolineare è che la missione non rappresenta un&#8217;iniziativa improvvisata che ha richiesto autorizzazioni o finanziamenti <em>ad hoc</em>. <strong>Le navi della marina erano già operative nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Mediterraneo Sicuro</strong>, e l&#8217;immediatezza della risposta alla decisione del ministro Crosetto costituisce un elemento da non trascurare. L&#8217;autorizzazione politica si è dimostrata tempestiva, opportuna e certamente efficace, evidenziando una rara sinergia tra politica e forze armate.</p>



<p>Dal punto di vista operativo, la missione navale a sostegno dell&#8217;attività civile umanitaria è volta a <strong>proteggere le imbarcazioni della <em>flottilla</em>, che rimangono libere di muoversi secondo le proprie intenzioni.</strong> L’intera catena di comando (dal Capo di Stato Maggiore al Comandante in capo della Squadra navale e l’ammiraglio che a rotazione svolge il suo ruolo di comando tattico in mare) è composta da professionisti che conoscono e operano al meglio e sono in grado di interpretare le direttive superiori impartite dal Ministro tramite il Capo di Stato Maggiore della Difesa. </p>



<p>Possiamo ipotizzare che il posizionamento delle unità navali sia tra la direzione di provenienza della minaccia (oriente) e la <em>flotilla. </em>In caso di nuovo lancio di droni contro la missione civile umanitaria, <strong>non si esclude che le navi possano essere chiamate ad intervenire</strong> in attuazione del principio di autodifesa (anche estesa) secondo i noti criteri di necessità, gradualità, proporzionalità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di deterrenza</h2>



<p>La presenza di due unità navali italiane a difesa del convoglio umanitario costituisce una deterrenza credibile e significativa contro ogni possibile minaccia. Le fregate multiruolo, dotate di sofisticati sistemi di difesa e capacità di risposta rapida, trasmettono <strong>un chiaro segnale di fermezza e determinazione politica</strong>. La loro visibilità e presenza operativa in acque internazionali rappresentano un deterrente efficace, scoraggiando attacchi o azioni ostili.</p>



<p>L&#8217;ammiraglio Giampaolo Di Paola, intervistato da Open.online, ha sottolineato che la fregata &#8220;Fasan&#8221; ha un ruolo di deterrenza <strong>per dissuadere Israele da ulteriori aggressioni.</strong> In caso di attacco reale che metta a serio rischio le navi italiane, l&#8217;unità potrebbe intervenire. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cooperazione internazionale</h2>



<p>La decisione spagnola di affiancare un&#8217;unità navale a quelle italiane sottolinea il forte legame diplomatico e intereuropeo che unisce i due Paesi. Entrambi collaboreranno per garantire la sicurezza del convoglio umanitario, proteggendo attivisti e cittadini europei a bordo. Il governo spagnolo, guidato da <strong>Pedro Sánchez</strong>, ha ribadito l&#8217;importanza del rispetto del diritto internazionale e ha sostenuto l&#8217;invio di una nave militare da Cartagena per supportare la missione.</p>



<p>Questa cooperazione rafforza il ruolo dell&#8217;Europa nel promuovere stabilità e sicurezza, rappresentando un chiaro segnale di solidarietà e tutela dei diritti delle persone coinvolte. L&#8217;interoperabilità tra le due marine, <strong>abituate da anni a lavorare insieme</strong>, facilita notevolmente questa collaborazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La complessità del blocco israeliano</h2>



<p>Un aspetto particolarmente delicato riguarda <strong>la posizione di Israele sulle acque antistanti Gaza</strong>. Israele ha chiarito di non avere intenzione di permettere alle navi della flottiglia di entrare nelle sue acque territoriali, definendo il blocco navale &#8220;legittimo&#8221; e necessario per la sicurezza nazionale. Il ministro degli Esteri <strong>Gideon Sa&#8217;ar</strong> ha sottolineato che Israele ha offerto una via legale per scaricare gli aiuti nel porto di Cipro, per poi trasferirli a Gaza, ma la flottiglia ha rifiutato.</p>



<p>La sovranità israeliana sulle acque antistanti Gaza <strong>non è però riconosciuta internazionalmente</strong>; molte organizzazioni internazionali e governi considerano il blocco israeliano illegale e la Striscia di Gaza un territorio occupato. Questo pone le unità navali italiane nell&#8217;impossibilità di agire qualora le navi della flottiglia entrassero nelle acque rivendicate da Israele. </p>



<p>La Farnesina ha sconsigliato la flottiglia dal proseguire, <strong>avvertendo che chi dovesse continuare si assumerà piena responsabilità e rischi personali.</strong> Questa posizione non è casuale, ma si basa su esperienze precedenti. Nel 2010, una missione simile pianificata da navi turche (<em>Freedom Flotilla</em>) si concluse tragicamente: le forze israeliane intercettarono e abbordarono cinque navi, inclusa la MV Mavi Marmara, dove scoppiarono violenti scontri con diversi morti e feriti turchi. L&#8217;incidente deteriorò gravemente i rapporti tra Turchia e Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>La missione delle fregate Virginio Fasan e Alpino appare politicamente e giuridicamente legittima, dimostrando la capacità della Marina italiana di agire con prontezza e determinazione in contesti geopolitici delicati. L&#8217;intervento, scaturito da un attacco con droni, ha evidenziato<strong> l&#8217;efficacia di un&#8217;azione preventiva e di deterrenza, con Italia e Spagna</strong> che hanno assicurato supporto per la sicurezza del convoglio umanitario.</p>



<p>La Marina Militare italiana ha nuovamente mostrato grande flessibilità e operatività, confermandosi <strong>fondamentale nella gestione delle crisi internazionali.</strong> La sua capacità di operare ovunque, senza necessità di trattative preventive con stati costieri, la rende uno strumento prezioso per tutelare gli interessi del Paese e garantire la sicurezza dei cittadini italiani all&#8217;estero.</p>



<p>Rimane tuttavia la complessità legata al blocco navale israeliano e alle diverse interpretazioni del diritto internazionale, che <strong>potrebbero limitare l&#8217;azione delle fregate qualora la flottiglia decidesse di proseguire</strong> verso le acque rivendicate da Israele. In ogni caso, la missione rappresenta un esempio significativo di come diplomazia, forze armate e cooperazione internazionale possano operare sinergicamente per proteggere i connazionali e sostenere cause umanitarie in scenari complessi.</p>



<p>(Roberto Domini è ammiraglio e presidente del <a href="https://cesmar.it">Cesmar</a>-Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima))</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-fregate-e-la-flotilla-deterrenza-e-protezione-dai-droni-di-israele-ma-solo-fino-alle-acque-di-gaza.html">Le fregate e la Flotilla: deterrenza e protezione dai droni di Israele ma solo fino alle acque di Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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