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	<title>Gerald Ford Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 24 Jul 2026 08:28:16 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Gerald Ford Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Trump, di nuovo dazi a raffica: dall&#8217;Ue a Israele al Giappone, questa volta la scusa è il lavoro forzato</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/trump-di-nuovo-dazi-a-raffica-dallue-a-israele-al-giappone-questa-volta-la-scusa-e-il-lavoro-forzato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 08:27:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra commerciale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La nuova raffica di dazi di Trump: dall'Ue a Israele, dal Giappone al Regno Unito, questa volta la leva è il lavoro forzato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-di-nuovo-dazi-a-raffica-dallue-a-israele-al-giappone-questa-volta-la-scusa-e-il-lavoro-forzato.html">Trump, di nuovo dazi a raffica: dall&#8217;Ue a Israele al Giappone, questa volta la scusa è il lavoro forzato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Puntuale e attesa è arrivata la <strong>ripresa su larga scala della guerra commerciale statunitense</strong> ad opera del presidente <strong>Donald Trump</strong> e, dopo il test con le nuove manovre daziarie contro Paesi come Canada e Brasile, è partita l&#8217;offensiva generalizzata contro 60 Paesi per confermare le <strong>tariffe minime globali del 10%. E la sensazione è che The Donald</strong> e la sua amministrazione, a partire dal rappresentante commerciale <strong>Jamieson Greer,</strong> si siano fatti più strategici rispetto al 2025: l&#8217;attuale ondata di dazi dal 10 al 12,5%, infatti, sarà giustificata sulla base di un&#8217;indagine che <strong>tocca, si legge sul sito della Casa Bianca, il tema del lavoro forzato</strong>. </p>



<p>La base legale è la Sezione 301 del Trade Act del 1974, <strong>una legge dell&#8217;era di Gerald Ford</strong> che subordina la concessione al presidente dei poteri di imporre dazi e tariffe allo svolgimento di opportune indagini contro i partner commerciali. E puntuale, eccola arrivata: la Casa Bianca scrive che &#8220;da marzo è stato scrutinato se &#8220;una qualsiasi delle economie oggetto di tali indagini non abbia vietato o applicato efficacemente il divieto di importazione di beni prodotti in tutto o in parte con lavoro forzato e se tale omissione sia irragionevole o discriminatoria e gravi o limiti il ​​commercio statunitense&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dazi per tutti</h2>



<p>Il risultato? Alcune economie, come l&#8217;Unione Europea, il Canada, l&#8217;Indonesia, Il Messico e il Pakistan, non applicherebbero a sufficienza le normative in vigore di contrasto al lavoro forzato; il Regno Unito avrebbe un regime incompleto; oppure non avrebbero proprio considerato il problema. Per alcuni Paesi, tra cui Argentina, Canada, Messico, Regno Unito, Bangladesh, sarà applicato un dazio-extra del 10%. <strong>Per Ue, Taiwan, Giappone, Corea del Sud e Svizzera gli altri Paesi, </strong>aliquota tale da far sì che il dazio complessivo, al netto di quello pattuito tramite accordi commerciali o <strong>clausole della &#8220;nazione più favorita&#8221;, non superi il 10% (Ue e Taiwan) o il 12,5%</strong> qualora si voglia &#8220;incoraggiare queste economie a rispettare gli impegni relativi al divieto di importazione di lavoro forzato o ad emanare e applicare efficacemente tale divieto&#8221;. <strong>Per la maggior parte dei Paesi (c&#8217;è anche Israele) dazio extra al 12,5%.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Una guerra commerciale articolata</h2>



<p>La nuova operazione commerciale di Trump è più articolata di quella del 2025. Allora The Donald richiamò l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/investimenti-e-trading/i-dazi-di-trump-il-piu-grande-shock-commerciale-della-storia-e-lincertezza-globale.html" type="post" id="472962">International Economic Emergency Power Act</a> (Ieepa) del 1973 avocando a sé la possibilità di emettere dazi <strong>per ragioni di sicurezza nazionale</strong>. L&#8217;emergenza era individuata nel deficit commerciale e i dazi lo strumento per risolverlo. L&#8217;offensiva commerciale era vista come un&#8217;<strong>azione organica contro un avversario comune: il resto del mondo,</strong> da dividere per quote tariffarie a seconda dei Paesi ma al contempo richiamato a trattare per mettere nero su bianco un nuovo dazio in cambio di concessioni agli Usa. Prospettiva, questa, respinta dalla Corte Suprema che aveva dichiarato essere impossibile ritenere un&#8217;emergenza una fattispecie, <strong>il disavanzo mercantile del Paese</strong>, che era stata la norma per 49 degli ultimi 50 anni. Da qui il richiamo al <em>Trade Act </em>e la lunga, corposa analisi della Casa Bianca per giustificare la nuova politica, con una chiosa fondamentale: non è una guerra commerciale unica, ma una somma di tante mosse distinte.</p>



<p>&#8220;Ciascuna azione tariffaria disposta nel presente memorandum è separata da tutte le altre ed è imposta allo scopo specifico di ottenere l&#8217;eliminazione dell&#8217;atto, della politica o della pratica della specifica economia ritenuta perseguibile ai sensi della sezione 301&#8221;,<a href="https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2026/07/actions-by-the-united-states-in-the-investigations-under-section-301-of-the-trade-act-of-1974-of-the-acts-policies-and-practices-of-60-economies-related-to-the-failure-of-each-economy-to-impose-and/">si legge nel comunicato</a>, ed è questo il passaggio fondamentale per capire che l&#8217;azione della Casa Bianca è <strong>qui per restare: ogni singolo provvedimento sarà separato da tutti gli altri, nessun Paese potrà fare affidamento sui ricorsi interni</strong> generalizzati nella giurisprudenza Usa ma dovrà provare, sul piano politico, a risalire la china.</p>



<p>La diversità degli strumenti a disposizione del potere politico americano mostra quanto la libertà di commercio sia spesso condizionata, per Washington, a ragioni di sicurezza economica e nazionale. La mossa trasformativa decisa dalla Casa Bianca risponde agli stessi, vecchi timori: in primo luogo, cercare risorse per puntellare il <strong>debito e il disavanzo interni</strong> tramite nuove fonti di reddito; in secondo luogo, ricordare <strong>l&#8217;onere di garantire il commercio globale</strong> e usare la leva degli standard comuni per spingere i Paesi partner ad accettare i dazi come &#8220;biglietto d&#8217;ingresso&#8221; alla globalizzazione Usa; infine, ma è ancora remoto pensarlo, c&#8217;è la spinta alla re-industrializzazione che appare un pallino di The Donald. Il dato di fatto è che la guerra commerciale non si è fermata col ricorso alla Corte Suprema contro i dazi dell&#8217;aprile 2025 ma si è fatta solo più complessa e dai tempi lunghi. E dunque difficile da gestire per i Paesi colpiti.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>Geopolitica e finanza sono settori sempre più interconnessi. Andrea Muratore li racconta in “Follow the Money”, il nuovo corso on demand di “InsideOver”.&nbsp;</strong></p>



<p></p>



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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><a href="https://it.insideover.com/follow-the-money-iscriviti-anteprima-gratuita">Follow the money, come finanza e geopolitica si influenzano: iscriviti all’anteprima gratuita</a></p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="434" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1024x434.jpg" alt="" class="wp-image-501655" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1024x434.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-768x325.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1536x651.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-600x254.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784.jpg 1851w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<p><a href="https://it.insideover.com/course-landing/follow-the-money-come-finanza-e-geopolitica-si-influenzano">“Follow the Money”: come finanza e geopolitica si influenzano</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Abbattete quel satellite! La Russia, gli Usa, la Nato e la guerra nello spazio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/abbattete-quel-satellite-la-russia-gli-usa-la-nato-e-la-guerra-nello-spazio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 04:54:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="908" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250506065652969_d6cc9ba6db574395c773c48d0275f4d1-e1746507777202.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250506065652969_d6cc9ba6db574395c773c48d0275f4d1-e1746507777202.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250506065652969_d6cc9ba6db574395c773c48d0275f4d1-e1746507777202-600x284.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250506065652969_d6cc9ba6db574395c773c48d0275f4d1-e1746507777202-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250506065652969_d6cc9ba6db574395c773c48d0275f4d1-e1746507777202-1024x484.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250506065652969_d6cc9ba6db574395c773c48d0275f4d1-e1746507777202-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250506065652969_d6cc9ba6db574395c773c48d0275f4d1-e1746507777202-1536x726.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'atomica nello spazio? Negli Usa c'è la convinzione che  la Russia voglia mettere in orbita satelliti armati. E l'Alleanza Atlantica...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/abbattete-quel-satellite-la-russia-gli-usa-la-nato-e-la-guerra-nello-spazio.html">Abbattete quel satellite! La Russia, gli Usa, la Nato e la guerra nello spazio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="908" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250506065652969_d6cc9ba6db574395c773c48d0275f4d1-e1746507777202.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250506065652969_d6cc9ba6db574395c773c48d0275f4d1-e1746507777202.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250506065652969_d6cc9ba6db574395c773c48d0275f4d1-e1746507777202-600x284.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250506065652969_d6cc9ba6db574395c773c48d0275f4d1-e1746507777202-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250506065652969_d6cc9ba6db574395c773c48d0275f4d1-e1746507777202-1024x484.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250506065652969_d6cc9ba6db574395c773c48d0275f4d1-e1746507777202-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250506065652969_d6cc9ba6db574395c773c48d0275f4d1-e1746507777202-1536x726.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È proprio vero che il tempo vola. Nel dicembre del 2019 <strong>Donald Trump</strong>, allora al suo primo mandato, costituì ufficialmente la Space Force, un nuovo corpo militare, dotato di 16 mila uomini e inserito nella US Air Force, con il compito specifico di &#8220;proteggere la superiorità americana nello spazio&#8221;, ovviamente definita una vitale questione di sicurezza nazionale. Per Trump la cosa era cominciata un anno prima, nel marzo del 2018, quando aveva dichiarato che &#8220;lo spazio è una zona di guerra proprio come la terra, l’aria e il mare&#8221;. E molti avevano fatto notare che non era un&#8217;idea originale, perché già <strong>Donald Rumsfeld</strong>, ministro della Difesa con <strong>Gerald Ford</strong> (1975-1977) e poi con <strong>George W. Bush</strong> (2001-2006), aveva parlato della necessità di difendere militarmente lo spazio. In quell&#8217;occasione si parlò anche del budget americano per la Difesa, 738 miliardi di dollari, giudicandolo enorme. E oggi siamo a 1.000&#8230;</p>



<p>Non che in seguito se ne fosse poi parlato granché. Finché, nel febbraio del 2024, il senatore <strong>Mike Turner</strong>, presidente della Commissione Intelligence Usa, parlò di una &#8220;grave minaccia alla sicurezza nazionale&#8221;, in seguito specificata come <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2024/feb/14/mike-turner-national-security-threat">un progetto russo di dispiegare armi atomiche nello spazio</a>. Passato il primo momento (tipo: ma come, noi lo pensiamo e gli altri lo fanno?), l&#8217;allarme non ha mai smesso di suonare. Dopo Turner <a href="https://edition.cnn.com/2024/02/16/politics/russia-nuclear-space-weapon-intelligence/index.html">la Cnn, con la &#8220;rivelazione&#8221; </a>che la Russia stava sviluppando un&#8217;arma spaziale che, lanciando un potentissimo impulso elettromagnetico, avrebbe potuto mettere fuori uso i satelliti governativi e quelli commerciali, per esempio quelli incaricati di fr funzionare Internet e le comunicazioni telefoniche mobili. Poi <strong>Hans Christensen</strong>, responsabile del Progetto di informazione nucleare presso la Federazione degli scienziati americani, con la descrizione di un (potenziale) satellite russo dotato di missili o cannoni e capace di distruggere i dispositivi di comando e controllo degli Usa, compresi i satelliti incaricati di dare l&#8217;allarme in caso di attacchi missilistici nemici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un sacco di allarmi</h2>



<p>E via via sempre più in alto. Nel febbraio del 2024 il segretario di Stato Usa, <strong>Antony Blinken</strong>,  cerca di convincere i ministri degli esteri di India e Cina e intervenire sul Cremlino perché non scarichi minacce nello spazio. Maggio dello stesso 2024: il Pentagono accusa la Russia di aver messo in orbita un satellite che sarebbe &#8220;probabilmente un&#8217;arma anti-spaziale in grado di attaccare altri satelliti in orbita terrestre bassa&#8221;. <strong>Un sacco di discussioni all&#8217;Onu</strong> (la Russia mette il veto a una risoluzione di Usa e Giappone per &#8220;vietare il dislocamento di armi nucleari nello spazio&#8221;, e gli Usa mettono il veto a una risoluzione russa per &#8220;impedire il posizionamento di armi nello spazio&#8221;) e ultimo ma non ultimo, qualche settimana fa, <strong>Mark Rutte</strong>, segretario generale della Nato, cita &#8220;rapporti che dicono che la Russia sta esaminando il modo per dispiegare armi nucleari nello spazio&#8221;. Rutte aggiunge che i russi sono indietro nella corsa allo spazio e che questo sarebbe anche il loro modo per recuperare lo svantaggio.</p>



<p>Un sacco di allarmi (questi sono solo alcuni) e un sacco di &#8220;sarebbe&#8221; e &#8220;potrebbe&#8221;, inevitabilmente. Il nucleare nello spazio non è questa grande novità, visto che negli anni Sessanta <strong>sia i sovietici sia gli americani fecero esplodere ordigni atomici nell&#8217;orbita terrestre.</strong> Tanto che nel 1964, dopo il test <a href="https://www.thespacereview.com/article/4822/1">americano denominato Starfish Prime</a>, Usa, Urss e Gran Bretagna firmarono (allargato da un altro trattato nel 1967) per vietare altri test o l&#8217;uso delle bombe nello spazio. Resta il fatto che quasi nessuno, negli ambienti della Difesa Usa, dubita del fatto che la Russia voglia dotarsi di un&#8217;arma antisatellite orbitale. E anche la Federazione degli scienziati americani segnala tre ragioni per cui la Russia perseguirebbe quell&#8217;obiettivo: sviluppare armi nucleari, l&#8217;arma per eccellenza della deterrenza; scoraggiare un&#8217;eventuale decisione Usa di attaccare la Russia; danneggiare gli Usa in caso di conflitto diretto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>E i russi? Più o meno, fanno spallucce. <strong>Ivan Moiseyev</strong>, direttore dell&#8217;Istituto russo di politica spaziale, ha fatto notare che &#8220;il potere distruttivo di una radiazione elettromagnetica dipende in modo significativo dalla distanza dall&#8217;epicentro dell&#8217;esplosione. Un&#8217;esplosione può danneggiare solo due o tre satelliti, al massimo una decina, e in orbita ce ne sono migliaia. <strong>Per mettere fuori uso Starlink, ad esempio, le esplosioni dovrebbero essere centinaia&#8221;.</strong></p>



<p>La sensazione è che nessuno sappia esattamente che cosa stia succedendo e, soprattutto, che cosa possa succedere. Ma il solo fatto che qualcosa possa succedere diventa una ragione più che sufficiente per preoccuparsi. Anche perché chi sa dove passerebbe il limite nel caso di un conflitto finale tra Russia e Stati Uniti? Quindi non deve stupire se <strong>gli sherpa della Nato stanno preparando una dichiarazione da presentare al vertice dell&#8217;Alleanza</strong> del prossimo giugno che si svolgerà in Olanda, all&#8217;Aja. Dichiarazione che più o meno dovrebbe dire: l&#8217;uso di armi atomiche nello spazio da parte della Russia sarà considerato come u attacco contro la Nato intera.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/abbattete-quel-satellite-la-russia-gli-usa-la-nato-e-la-guerra-nello-spazio.html">Abbattete quel satellite! La Russia, gli Usa, la Nato e la guerra nello spazio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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