<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>George Prokopiou Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/george-prokopiou/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/george-prokopiou</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Jun 2026 08:05:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>George Prokopiou Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/george-prokopiou</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La Grecia degli armatori: un potere globale sui mari e uno Stato fragile alle spalle</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-grecia-degli-armatori-un-potere-globale-sui-mari-e-uno-stato-fragile-alle-spalle.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:05:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=519908</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="grecia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Atene possiede una proiezione marittima capace di darle un peso strategico e simbolico che altri Paesi balcanici non hanno mai sviluppato.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-grecia-degli-armatori-un-potere-globale-sui-mari-e-uno-stato-fragile-alle-spalle.html">La Grecia degli armatori: un potere globale sui mari e uno Stato fragile alle spalle</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="grecia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/grecia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Grecia è un Paese che, per dimensioni demografiche e peso economico, non dovrebbe avere un’influenza geopolitica così ampia nel Mediterraneo orientale e nei traffici globali. Eppure <strong>Atene possiede una proiezione marittima e un lascito storico molto superiore alla propria “stazza”,</strong> capace di darle un peso strategico e simbolico che altri Paesi balcanici non hanno mai sviluppato. Sotto l&#8217;aspettto economico la ragione principale risiede nella rete degli armatori greci e nella loro flotta mercantile. Gli armatori greci controllano circa il 16–21% del tonnellaggio marittimo mondiale e <strong>oltre il 50% della capacità della flotta europea.</strong> Nel settore delle petroliere la loro presenza è ancora più forte: detengono circa il 23% della capacità tanker globale e una quota simile degli ordini di nuove petroliere. Questo significa che una parte enorme del commercio energetico mondiale dipende direttamente o indirettamente da compagnie greche.</p>



<p>La Grecia, grazie a questa rete privata, esercita quindi un’influenza che va ben oltre i Balcani. Le sue compagnie operano nel Mediterraneo, nel Mar Nero, nel Golfo Persico e nelle rotte verso l’Asia, Permettendo ad Atene di muoversi su più piani geopolitici contemporaneamente, anche se su una scala inferiore rispetto ad Ankara.</p>



<p>Le radici di questa forza sono storiche. <strong>Fin dall’antichità il mondo greco è stato legato al mare:</strong> Atene, Corinto e Rodi costruirono la propria potenza sul commercio e sulla navigazione. Durante l’impero ottomano, le comunità greche delle isole dell’Egeo mantennero una forte identità marinara. Località come Idra, Spetses e Psara svilupparono flotte commerciali private e reti mercantili autonome. Anche la tradizione religiosa ortodossa testimonia questa cultura marittima: San Giorgio, venerato come protettore dei marinai, rimase una figura simbolica per molte comunità dell’Egeo.</p>



<p>Da questa lunga continuità storica nacque una classe armatoriale molto compatta, costruita su reti familiari, conoscenze tecniche e rapporti commerciali internazionali. <strong>Gli armatori greci non sono semplicemente imprenditori: rappresentano una cultura economica transnazionale</strong> capace di collegare il Mediterraneo orientale ai mercati energetici mondiali. Nel secolo scorso, le figure di maggiore risalto mediatico furono quelle di Nearcos e di Aristotele Onassis, leader mondiali nel settore della navigazione marittima. La posizione geografica della Grecia ha amplificato ulteriormente questo fenomeno. Situata tra Europa, Medio Oriente e Mar Nero, <strong>Atene è naturalmente legata alle grandi rotte commerciali. </strong>Tuttavia la sua forza (e al tempo stesso limite) non deriva soltanto dalla geografia, ma anche dalla capacità di mantenere rapporti con le principali potenze marittime.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le difficoltà dello Stato centrale</h2>



<p><strong>Nonostante i legami culturali e religiosi con la Russia, la Grecia ha storicamente mantenuto relazioni privilegiate con il Regno Unito e gli Stati Uniti. </strong>Non si tratta di una contraddizione, ma di una necessità strategica. Assicurazioni marittime, finanza navale, protezione delle rotte e infrastrutture logistiche dipendono in larga misura dal sistema angloamericano. Allo stesso tempo, i rapporti con Mosca permettono alla Grecia di mantenere una certa influenza nel Mar Nero e nel Caucaso. Gli armatori greci hanno quindi assunto un ruolo quasi geopolitico. Le loro necessità economiche influenzano spesso le decisioni di Atene sulle sanzioni, sulle rotte energetiche e sulla sicurezza marittima.</p>



<p>Questa struttura, però, ha avuto anche effetti interni. La Grecia ha sviluppato una più che discreta capacità di proiezione esterna, ma <strong>maggiore difficoltà nel costruire uno Stato centrale pienamente coeso.</strong> Le élite armatoriali e commerciali hanno spesso agito con grande autonomia rispetto al potere politico, favorendo una struttura frammentata, legata a reti familiari e clientelari. </p>



<p>Le grandi crisi della storia greca moderna mostrano bene questa tensione. Durante la Prima guerra mondiale il Paese si spaccò tra monarchici e venizelisti; dopo la campagna anatolica seguì una profonda crisi politica; nel dopoguerra arrivò la guerra civile. Anche nelle crisi economiche contemporanee e nelle divisioni sulla politica estera è emersa una difficoltà cronica nel centralizzare lo Stato in maniera compatta. In altre parole, la stessa tradizione commerciale e marittima che ha reso la Grecia influente all’esterno ha anche limitato la costruzione di un sistema politico interno completamente unitario.</p>



<p><strong>Il ruolo degli armatori greci è emerso chiaramente anche nelle recenti tensioni nello Stretto di Hormuz,</strong> uno dei corridoi energetici più importanti del mondo. Una parte rilevante del petrolio globale passa da quell’area e molte petroliere coinvolte appartengono o sono gestite da compagnie greche. Nel marzo 2026, durante una fase di escalation regionale, alcuni armatori greci continuarono a inviare navi attraverso Hormuz nonostante i rischi. Il caso più noto fu quello di <strong>George Prokopiou</strong>, che fece transitare diverse petroliere nel corridoio. La scelta mostrò come gli armatori greci siano in grado di sfruttare le crisi geopolitiche mantenendo al tempo stesso aperti flussi energetici essenziali verso l’Asia. In questo senso gli armatori greci agiscono quasi come attori strategici autonomi. Da un lato garantiscono continuità al commercio energetico mondiale; dall’altro ottengono enormi vantaggi economici grazie all’aumento dei premi di trasporto nelle aree di crisi. Anche la fiscalità greca riflette questa centralità. <strong>Atene protegge il settore navale con regimi fiscali favorevoli e incentivi specifici, </strong>perché considera gli armatori una componente fondamentale dell’economia nazionale e dell’influenza geopolitica del paese.</p>



<p>Il legame con Cipro rafforza ulteriormente questa rete. L’isola rappresenta un hub logistico e finanziario importante per molte compagnie greche e costituisce un tassello strategico nel Mediterraneo orientale, soprattutto rispetto ai rapporti con la Turchia, con la Russia e con le rotte energetiche regionali. La Grecia quindi non è una grande potenza nel senso tradizionale del termine. Tuttavia possiede una proiezione marittima globale che le consente di <strong>esercitare un’influenza molto superiore alle proprie dimensioni. </strong>Attraverso gli armatori, Atene riesce a intervenire indirettamente nei flussi energetici, nelle rotte commerciali e negli equilibri strategici del Mediterraneo e del Medio Oriente.</p>



<p>Allo stesso tempo, questa stessa struttura marittima e commerciale ha contribuito alla nascita di una classe dirigente spesso poco incline alla centralizzazione statale e incapace di far emergere altri settori economici dello stesso peso. La Grecia moderna si è quindi sviluppata come una nazione capace di flessibilità geopolitica verso l’esterno (nonostante le cuocenti sconfitte belliche), ma caratterizzata da persistenti fragilità nella coesione interna dello Stato. Analizzare il mercato del trasporto mercantile marittimo, in particolare la classe armatoriale greca, significa accedere a una delle componenti fondamentali del commercio globale e di un vicino importante dello stato italiano.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-grecia-degli-armatori-un-potere-globale-sui-mari-e-uno-stato-fragile-alle-spalle.html">La Grecia degli armatori: un potere globale sui mari e uno Stato fragile alle spalle</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>George Prokopiou, Il &#8220;pirata di Hormuz&#8221;, e il profitto che nasce dal caos</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/george-prokopiou-il-pirata-di-hormuz-e-il-profitto-che-nasce-dal-caos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 05:45:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=509664</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="790" height="444" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/George-Prokopiou.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="George Prokopiou" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/George-Prokopiou.jpg 790w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/George-Prokopiou-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/George-Prokopiou-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/George-Prokopiou-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/George-Prokopiou-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></p>
<p>L'armatore greco avanza dove gli altri arretrano. Ma l’ordine commerciale internazionale è già entrato in una fase di vulnerabilità estrema.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/george-prokopiou-il-pirata-di-hormuz-e-il-profitto-che-nasce-dal-caos.html">George Prokopiou, Il &#8220;pirata di Hormuz&#8221;, e il profitto che nasce dal caos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="790" height="444" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/George-Prokopiou.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="George Prokopiou" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/George-Prokopiou.jpg 790w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/George-Prokopiou-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/George-Prokopiou-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/George-Prokopiou-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/George-Prokopiou-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></p>
<p>Quando la guerra diventa un moltiplicatore di rendita: lo chiamano il pirata di <a href="https://it.insideover.com/guerra/hormuz-aperto-per-cina-e-india-chiuso-per-gli-usa-lo-mossa-delliran-e-uno-scacco-per-trump.html">Hormuz</a>, ma il soprannome dice meno di un’illegalità e molto di più di una verità brutale dell’economia di guerra. In uno Stretto diventato uno dei punti di frattura più pericolosi del pianeta, mentre la maggior parte degli armatori si ritira, sospende i transiti o aspetta una protezione militare sempre più incerta, <strong>un armatore greco ha scelto di fare esattamente il contrario. Avanza dove gli altri arretrano. </strong>Manda le sue petroliere là dove circolano voci di mine, là dove i pasdaran fanno pesare la minaccia di attacchi, là dove la normale navigazione commerciale assume i contorni di una scommessa strategica.</p>



<p>Dall’esplosione del conflitto con l’Iran, lo Stretto di Hormuz si è progressivamente svuotato. Gli attacchi contro alcune navi, i marinai uccisi, il timore di una militarizzazione ancora più spinta del corridoio marittimo e la prospettiva di una chiusura parziale o intermittente del passaggio sono bastati a paralizzare una parte rilevante del traffico. Soprattutto quello petrolifero. <strong>Ma Hormuz non è un passaggio qualsiasi. È uno dei grandi rubinetti energetici del mondo.</strong> Quando si blocca Hormuz, non si fermano soltanto delle navi: si inceppa una parte decisiva della circolazione mondiale del greggio.</p>



<p>È in questo vuoto che si inserisce <strong>George Prokopiou</strong>. Alla guida di Inacom Tankers Management, il miliardario greco ha continuato a far transitare diverse sue navi nonostante il deterioramento del quadro di sicurezza. Il gesto può sembrare temerario. <strong>In realtà è perfettamente razionale dal punto di vista economico.</strong> In un’area che tutti giudicano improvvisamente troppo pericolosa, i costi del trasporto esplodono. La paura diventa una merce. Il rischio si trasforma in rendita. Dove il mercato normale si inceppa, se ne forma un altro: quello del premio di guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rendita del rischio</h2>



<p>Il meccanismo è semplice e spietato. <strong>Meno sono le navi disposte a entrare nel Golfo, più quelle che accettano di farlo possono imporre le loro condizioni. </strong>I noli salgono, le coperture assicurative rincarano, i caricatori pagano perché non hanno alternative immediate, e l’armatore che attraversa la zona rossa trasforma ogni viaggio in un’operazione ad altissimo margine. Per le grandi petroliere impegnate su quella rotta, i ricavi giornalieri possono raggiungere livelli eccezionali. Ciò che per molti appare come follia, per pochi è una strategia di massimizzazione del profitto dentro un mercato deformato dalla guerra.</p>



<p>L’elemento più significativo è che <strong>non siamo davanti a un gesto impulsivo, ma a una logica ben precisa.</strong> Entrare nel Golfo Persico quando gli altri si ritirano, caricare il petrolio e ripartire con un enorme premio di rischio significa trasformare la crisi in vantaggio competitivo. È il capitalismo delle zone grigie, quello che prospera nei varchi aperti dal disordine internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il capitalismo della linea del fronte</h2>



<p>Sarebbe però riduttivo leggere questa vicenda soltanto come l’audacia di un uomo d’affari. Quello che accade a Hormuz rivela qualcosa di più profondo: <strong>nelle grandi crisi, il trasporto marittimo smette di essere un semplice servizio logistico e diventa un attore geopolitico. </strong>L’armatore non trasporta più soltanto greggio. In una certa misura arbitra il rapporto tra scarsità e approvvigionamento, tra paura e necessità, tra paralisi del sistema e continuità dei flussi. Diventa un operatore del disordine globale.</p>



<p>La scelta degli equipaggi di spegnere i transponder per evitare di essere localizzati in tempo reale chiarisce la natura del momento. <strong>La navigazione commerciale adotta ormai riflessi da teatro militare. </strong>Non si attraversa più semplicemente uno stretto: si entra in una zona di minaccia nella quale la discrezione elettronica, la rapidità di esecuzione e l’accettazione del pericolo diventano parametri economici. È l’incontro fra marina mercantile e guerra ibrida.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una logica già sperimentata</h2>



<p>Questa strategia non nasce oggi. Inacom aveva già continuato a trasportare petrolio russo sottoposto a sanzioni, in un quadro legale ma evitato da molti operatori più prudenti. Il precedente è importante perché dimostra che alcuni grandi gruppi marittimi hanno imparato a guadagnare proprio là dove le sanzioni, i conflitti o le tensioni politiche allontanano la concorrenza. In altri termini, hanno costruito il proprio vantaggio comparato sulla capacità di agire negli interstizi del sistema internazionale, là dove diritto, commercio e guerra si sovrappongono.</p>



<p>La lezione, dunque, va ben oltre il caso del singolo armatore greco. Ci ricorda che le crisi geopolitiche contemporanee non distruggono soltanto ricchezza: <strong>la redistribuiscono brutalmente a vantaggio di chi sa monetizzare l’esposizione al rischio. </strong>Dietro la figura suggestiva del pirata di Hormuz si nasconde una realtà meno romanzesca e più inquietante: nell’economia mondiale esistono sempre attori pronti a trasformare l’instabilità in profitto, purché altri uomini siano disposti a navigare sotto la minaccia dei missili.</p>



<p>La vera domanda, allora, non è soltanto quanto George Prokopiou possa guadagnare da questa fase. La vera domanda è fino a che punto il sistema energetico mondiale sia ormai dipendente da questi imprenditori del pericolo, da questi traghettatori della crisi, <strong>da questi capitalisti della linea del fronte.</strong> Perché quando un passaggio strategico come Hormuz resta aperto solo grazie alla disponibilità di pochi armatori a sfidare la guerra, significa che l’ordine commerciale internazionale è già entrato in una fase di vulnerabilità estrema.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/george-prokopiou-il-pirata-di-hormuz-e-il-profitto-che-nasce-dal-caos.html">George Prokopiou, Il &#8220;pirata di Hormuz&#8221;, e il profitto che nasce dal caos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 60/131 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-07 02:57:40 by W3 Total Cache
-->