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	<title>Gabriele Gravina Archives - InsideOver</title>
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	<title>Gabriele Gravina Archives - InsideOver</title>
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		<title>Eliminati dalla Bosnia? Colpa di Trump e di Putin</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 12:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/rino-gattuso.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="nazionale" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/rino-gattuso.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/rino-gattuso-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/rino-gattuso-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/rino-gattuso-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/rino-gattuso-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/rino-gattuso-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anche il calcio italiano è ormai entrato nel mirino della turbofinanza globale, a cui poco interessa lo stato della Nazionale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/eliminati-dalla-bosnia-colpa-di-trump-e-di-putin.html">Eliminati dalla Bosnia? Colpa di Trump e di Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/rino-gattuso.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="nazionale" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/rino-gattuso.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/rino-gattuso-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/rino-gattuso-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/rino-gattuso-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/rino-gattuso-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/rino-gattuso-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E se ci fosse un nesso, tra le cose infinitamente grandi e drammatiche e le piccole vicende della Nazionale italiana di calcio che, per la terza volta consecutiva, si è fatta buttar fuori dai campionati mondiali di calcio? Il dubbio onestamente viene. Intendiamoci: di piccolo il calcio ha poco. <a href="http://(https://romebusinessschool.com/it/research-center/rbs-report-il-calcio-e-lo-sport-piu-redditizio-con-un-fatturato-globale-di-47-miliardi-di-dollari/#:~:text=Un%20settore%20in%20grande%20crescita,Italian%20Interactive%20Digital%20Entertainment%20Association)">È stato calcolato </a>che la vittoria nel Mondiale del 2006 generò una crescita del Pil italiano dell’1,9%. I ricavi delle 20 maggiori squadre mondiali per il 2025 sono arrivati a 12,4 miliardi di euro, un po’ più di metà del valore della legge di bilancio dello Stato italiano per il 2026. In Italia, il calcio dà lavoro a 141 mila persone e versa 3,5 miliardi di tasse all’erario. E così via, tra le decine di numeri che si potrebbero citare.</p>



<p>Ma qui, ora, non abbiamo in mente questo. Pensiamo a ben altro. A Donald Trump, per esempio, che dice: “A noi dello Stretto di Hormuz non importa nulla, che vuole gas e petrolio vada a liberarlo”. Pensiamo a come i grandi problemi del pianeta prendano a calci anche il calcio, prima a livello di sistema e poi giù giù fino a Rino Gattuso, Pio Esposito e compagnia bella.</p>



<p>Se guardiamo alla Serie A, tempio del calcio professionistico italiano, notiamo facilmente che la maggior parte delle società è di proprietà estera: il Como del miliardario indonesiano <strong>Robert Budi Hartono, il Genoa di 777 Partners (Usa), il Verona di Presidio Investors, il Bologna di Joey Saputo (Canada), l’Atalanta di Stephen Pagliuca (Usa), la Fiorentina della famiglia Commisso (Usa), l’Inter di Brookfield Asset Management (Canada),</strong> il Milan del fondo Redbird (Usa), il Parma di Kyle Krause (Usa), la Roma di Dan Friedkin (Usa). Dieci su sedici, sempre ammesso che vogliamo considerare proprietà italiana quella della Juventus, con la finanziaria Exor (che controlla il 63% delle quote della società calcistica) della famiglia Agnelli che ha sede in Olanda. E non è una questione solo nostra. <strong>Nella Premier League inglese  il 75% dei club ha proprietà straniera,</strong> a partire dalle grandi squadre della tradizione come Liverpool, Arsenal, Manchester City e Manchester United e Chelsea. <strong>Nella Ligue 1 francese il 55%.</strong> Fondi e capitali americani molto presenti anche in questi casi, con una percentuale maggiore rispetto all&#8217;Italia di arabi e asiatici.</p>



<p>Per dirla in poche parole, il mondo del calcio non ha fatto altro che seguire la parabola del mondo intero. Sono cambiati gli equilibri, l’Europa e quindi l’Italia non sono più il centro del mondo (infatti ai mondiali americani ci va il Sudafrica e non noi, ci va l’Iran e non la Scozia, e nel recente passato l’eliminazione è toccata anche a Francia, Inghilterra e Olanda). Ma soprattutto <strong>anche il calcio è entrato nel mirino della turbofinanza che draga il globo alla ricerca di sempre nuove occasioni </strong>di diversificazione e guadagno. Ed ecco sbarcare qua da noi i fondi americani o i capitali delle petromonarchie o i miliardari asiatici, che comprano le squadre con investimenti pesanti in denaro e leggeri in sentimento. In altre parole, che cosa volete che gliene freghi al Brookfield Asset Management canadese, per fare un esempio, della situazione del calcio italiano? O delle nuove leve della Nazionale? Ai suoi manager importerà soprattutto, se non esclusivamente, che l’investimento frutti in proporzione all’impegno. </p>



<p>Ragioneremmo tutti così. E quindi compri calciatori stranieri se pensi che siano più forti e costino meno degli italiani. Quindi porti quattro squadre a giocare la Supercoppa italiana in Arabia Saudita, perché un cosiddetto “evento globale” rende di più, o ipotizzi (senza nemmeno metterti a ridere) di far giocare Milan-Como in Australia, ma poi neghi qualche giorno di stage alla Nazionale del povero <strong>Rino Gattuso,</strong> generoso ex-campione a sua volta già chiamato all’ultimo per rimettere insieme i cocci lasciati da altri.</p>



<p>Che questo possa essere il problema è confermato dal confronto tra il calcio e gli altri sport in Italia. Il calcio nazionale va come sappiamo. <strong>Nel tennis, invece, non siamo mai stati così forti, nell’atletica leggera idem </strong>e nello sci potremmo dire la stessa cosa se non fosse che in passato abbiamo avuto la Valanga Azzurra e Alberto Tomba. E la differenza qual è? Nessun fondo o miliardario penserebbe di “comprarsi” questi sport, dove pure i quattrini degli sponsor non mancano.</p>



<p>In una situazione come questa, oggettivamente impossibile da rovesciare, a tenere alta la bandiera della Nazionale di calcio, cioè del calcio giocato dagli italiani in rappresentanza del Paese (e per favore, non del “movimento”, astrazione tirata sempre in ballo per parlare di niente) dovrebbero essere i poteri pubblici, attraverso la Federcalcio che è federata al Comitato Olimpico Nazionale Italiano. E qui il sottoscritto si ferma, perché la questione si fa tecnica e la competenza non è un optional. Ma che qualcosa le istituzioni possano fare per proteggere un patrimonio economico, sportivo e culturale come il calcio italiano è piuttosto evidente. <strong>Altrimenti come potrebbe, oggi, il ministro dello Sport Andrea Abodi chiedere le dimissioni del presidente della Federcalcio Gabriele Gravina?</strong></p>



<p>Però possiamo spettarci qualcosa di simile in un Paese come il nostro ormai rassegnato alla propria impotenza? In un continente come quello europeo che ormai fa della sudditanza uno stile di vita? Un Paese come l’Italia dove persino alzare un sopracciglio sull’uso di una base in territorio italiano per una guerra illegale e imperialista come quella contro l’Iran fa parlare per giorni tutta la stampa, neanche il ministro della Difesa Crosetto avesse dichiarato guerra agli Stati Uniti?  Possiamo credere che le istituzioni pubbliche riescano a <strong>trovare la forza per mettere qualche limite operativo ai nuovi padroni del calcio, alla finanza internazionale che, ormai insediata nelle banche e nell&#8217;industria, ormai domina anche il calcio</strong>, a dispetto di una rappresentanza (e rappresentazione) della nazione che quando manca, come in queste ore post-Bosnia e post-sbornia, diventa lutto nazionale? Anche solo per dire: belli miei, alla Nazionale serve uno stage e lo stage si fa? Sembra ragionevole dubitarne. Adesso però abbiamo quattro anni, fino al prossimo Mondiale, per la nostra reazione preferita: lamentarci molto, ripetere che non è possibile, spostare qualcuno da qua a là (perché licenziare, a certi livelli, non si licenzia mai nessuno), identificare un nuovo presunto salvatore della patria e, in sostanza, fare niente. </p>
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		<title>Anche gli allenatori italiani chiedono l&#8217;esclusione di Israele dal calcio</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/anche-gli-allenatori-italiani-chiedono-lesclusione-di-israele-dal-calcio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 11:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ulivieri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="calcio" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ulivieri.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ulivieri-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ulivieri-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ulivieri-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L'associazione degli allenatori, presieduta da Ulivieri, ha chiesto la "sospensione temporanea di Israele dalle competizioni internazionali".</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ulivieri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="calcio" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ulivieri.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ulivieri-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ulivieri-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ulivieri-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Dopo le tifoserie e alcuni club minori, anche gli allenatori italiani prendono posizione contro la partecipazione di Israele agli eventi internazionali di calcio. Martedì 19 agosto, l&#8217;associazione di categoria AIAC <a href="https://www.assoallenatori.it/news/2489.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha diffuso una nota</a> con cui ha chiesto alla federazione calcistica italiana FIGC di fare pressioni sulle organizzazioni internazionali UEFA e FIFA <strong>per la &#8220;sospensione temporanea di Israele dalle competizioni internazionali&#8221;</strong>.</p>



<p>&#8220;I valori di umanità, che sostengono quelli dello sport, ci impongono di contrastare azioni di sopraffazione dalle conseguenze terribili&#8221; ha dichiarato <strong>Renzo Ulivieri</strong>, presidente dell&#8217;AIAC ed ex allenatore di Sampdoria, Vicenza e Bologna. Le parole di Ulivieri non sono certo una novità: noto fin dagli anni Sessanta per il suo impegno politico a sinistra, è stato anche consigliere comunale e assessore del PCI a San Miniato, e in seguito ha aderito a partiti come SEL e Potere al Popolo. Lo scorso 15 agosto, <a href="https://www.gazzetta.it/Calcio/15-08-2025/renzo-ulivieri-intervista-vi-racconto-tutti-i-miei-segreti.shtml?refresh_ce" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in un&#8217;intervista alla <em>Gazzetta dello Sport</em></a>, aveva detto, a proposito della prossima sfida tra Italia e Israele: &#8220;Abbiamo due possibili scelte davanti a noi: <strong>o si gioca a pallone e basta, oppure si guarda anche il mondo</strong>&#8220;.</p>



<p>L&#8217;8 settembre le due squadre si affronteranno infatti nelle qualificazioni mondiali sul campo neutro di Debrecen, in Ungheria, mentre <strong>il 14 ottobre Israele verrà ospite a Udine per la gara di ritorno</strong>. L&#8217;amministrazione comunale <a href="https://it.insideover.com/politica/calcio-udine-non-vuole-ospitare-di-nuovo-israele.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha già chiarito</a> di essere contraria alla partita, ma dato che lo stadio è di proprietà privata (del club locale, l&#8217;Udinese), non ha possibilità di intervenire. Tuttavia, varie associazioni italiane pro-Palestina hanno lanciato <strong>una campagna per il boicottaggio</strong>, e nelle ore precedenti all&#8217;incontro si svolgerà una manifestazione di protesta per le vie della città friulana.</p>



<p>La FIGC del presidente <strong>Gabriele Gravina</strong>, per il momento, si trincera in un cauto silenzio. In fondo, ci ha già pensato il governo, a inizio mese, a chiarire<strong> </strong>la posizione ufficiale dell&#8217;Italia: <strong>&#8220;La mia opinione è che si debba giocare&#8221;</strong> <a href="https://www.calcioefinanza.it/2025/08/06/abodi-italia-israele-si-deve-giocare-paese-aggredito/?refresh_ce" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha dichiarato</a> il ministro dello Sport <strong>Andrea Abod</strong>i, aggiungendo che sono state previste delle iniziative &#8220;per costruire percorsi di carattere sociale, di inclusione, facendo incontrare le comunità israeliane e palestinesi&#8221;.</p>



<p>Abodi, però, si è anche detto contrario alla sospensione di Israele dal calcio internazionale, come avvenuto <a href="https://it.insideover.com/politica/cambia-il-vento-e-la-russia-zitti-zitta-sta-rientrando-nel-mondo-dello-sport.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nel 2022 con la Russia</a> per l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina: &#8220;Io credo che ci sia una differenza. <strong>La Russia è un Paese aggressore, Israele è stato aggredito</strong>, forse questo si dimentica&#8221;. Parole che hanno innescato nuove polemiche da parte delle opposizioni, con il PD in prima linea grazie al suo responsabile sport, l&#8217;ex allenatore di volley <strong>Mauro Berruto</strong>, <a href="https://it.insideover.com/societa/israele-e-sport-berruto-pd-serve-un-bando-come-con-il-sudafrica-dellapartheid.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">che si è detto favorevole</a> alla sospensione di Israele.</p>



<p>Il clima generale sul tema sta chiaramente cambiando, anche fuori dall&#8217;Italia. Fino a poche settimane fa sarebbe stato impensabile pensare a una presa di posizione anche timida da parte delle istituzioni del calcio europeo. E invece l&#8217;8 agosto la UEFA <a href="https://x.com/UEFA/status/1953903798688395539">ha pubblicato su X</a> <strong>un ricordo di Suleiman Al-Obeid</strong>, leggenda del calcio di Gaza (noto anche come il &#8220;Pelé palestinese&#8221;), ucciso da un attacco israeliano mentre era in fila per ricevere aiuti umanitari. Un intervento timido, che ha ricevuto anche critiche (come quelle dell&#8217;attaccante egiziano del Liverpool <a href="https://x.com/MoSalah/status/1954215423861240020" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mohamed Salah</a>) per non aver citato la causa della morte di Al-Obeid. Ma che si segnala anche per la sua eccezionalità: la UEFA, l&#8217;ente che governa il calcio europeo, tecnicamente non avrebbe avuto motivo di ricordare un calciatore asiatico.</p>



<p>E così il 13 agosto, durante la Supercoppa europea (giocatasi casualmente a Udine, stesso teatro della prossima Italia-Israele), la UEFA ha portato in campo <a href="https://www.aljazeera.com/sports/2025/8/13/uefa-unfurls-gaza-related-plea-banner-after-palestinian-tribute-fallout" target="_blank" rel="noreferrer noopener">uno striscione che diceva</a> <strong>&#8220;Basta uccidere i bambini, basta uccidere i civili&#8221;</strong>. Ancora una volta nessun esplicito riferimento a Israele e alla Palestina, ma è bastato per scatenare le ire israeliane, ben rappresentate <a href="https://x.com/ireallyhateyou/status/1956793538466738482" target="_blank" rel="noreferrer noopener">da un altro striscione</a>, esposto tre giorni dopo nella Coppa d&#8217;Israele dagli Ultras South dell&#8217;Hapoel Be&#8217;er Sheva: &#8220;Due cose che devono essere distrutte: la UEFA e Hamas&#8221;. In un&#8217;intervista degli stessi giorni, il presidente della UEFA Aleksander Čeferin ha confermato la decisione di non sanzione Israele, ma per la prima volta <a href="https://www.jpost.com/israel-news/sports/article-864344">non ha escluso</a> che le cose possano mutare: &#8220;Per adesso, questa è la nostra posizione. Ma <strong>è difficile per me dire cosa potrebbe accadere in futuro</strong>&#8220;.</p>



<p>In un contesto in cui sempre più governi, anche in Europa, sembrano pronti a riconoscere lo stato della Palestina, il cambio di rotta del calcio potrebbe rappresentare <strong>un prossimo punto di svolta nel dibattito su Israele</strong>. Dopo il grande successo della campagna globale <a href="https://it.insideover.com/politica/le-tifoserie-per-gaza-cartellino-rosso-al-genocidio-dei-palestinesi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8216;Show Israel the Red Card&#8217;</a>, che è stata particolarmente popolare proprio in Italia, la partita del 14 ottobre a Udine sarà un ulteriore banco di prova.</p>



<p>Resta però il fatto che queste prese di posizione, per quanto numerose, <strong>restano marginali in quanto a peso politico</strong>. La UEFA ancora non ha cambiato posizione e la FIFA &#8211; grazie all&#8217;alleanza fraterna tra il presidente Infantino e Donald Trump &#8211; è implicitamente su posizioni filo-israeliane. La nota dell&#8217;AIAC ha un valore storico innegabile, ma non è chiaro <strong>come si schieri in merito Gennaro Gattuso</strong>, l&#8217;attuale ct dell&#8217;Italia. E il contemporaneo silenzio della FIGC, che lascia parlare il governo in sua vece, conferma che le istituzioni principali del calcio italiano preferiscono tenersi in disparte e lasciar passare la tempesta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/anche-gli-allenatori-italiani-chiedono-lesclusione-di-israele-dal-calcio.html">Anche gli allenatori italiani chiedono l&#8217;esclusione di Israele dal calcio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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