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	<title>Frauke Petry Archives - InsideOver</title>
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	<title>Frauke Petry Archives - InsideOver</title>
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		<title>Frauke Petry fonda un nuovo partito e si riposiziona a destra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Oct 2017 12:20:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1316" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/PETRY.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/PETRY.jpg 1316w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/PETRY-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/PETRY-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/PETRY-1024x714.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1316px) 100vw, 1316px" /></p>
<p>Frauke Petry, dopo essersene andata dall&#8217;Afdlo scorso 25 settembre, in seguito alle elezioni federali tedesche, ha creato un nuovo partito: il die Blaue Partei, cioè il &#8220;partito blu&#8221;, che ieri ha fatto il suo esordio pubblico sulla scena politica teutonica. La Petry, dopo aver rinunciato alla candidatura come Bundeskanzlerin,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1316" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/PETRY.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/PETRY.jpg 1316w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/PETRY-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/PETRY-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/PETRY-1024x714.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1316px) 100vw, 1316px" /></p><p><strong>Frauke Petry</strong>, dopo essersene andata dall&#8217;<strong>Afd</strong>lo scorso 25 settembre, in seguito alle elezioni federali tedesche, ha creato un nuovo partito: il die Blaue Partei, cioè il &#8220;partito blu&#8221;, che ieri ha fatto il suo esordio pubblico sulla scena politica teutonica. La Petry, dopo aver rinunciato alla candidatura come Bundeskanzlerin, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://da urgenti questioni di fondo del partito che vanno discusse indipendentemente da questioni di tipo personale".">ufficialmente</a> per via di &#8221; urgenti questioni di fondo del partito&#8221;  che andavano &#8220;discusse indipendentemente da questioni di tipo personale&#8221; , è andata via <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/liti-vertice-ultradestra-gi-divisa-e-lex-leader-petry-1445969.html">sbattendo la porta</a> dal partito di cui era stata leader a causa, a sua detta, di un&#8217;estremizzazione delle istanze. Il <strong>die Blue Partei</strong> rappresenterà nelle intenzioni dei suoi fondatori un competitor naturale della <strong>Csu</strong> e non di<strong>Alternative fur Deutschland</strong>, che resterà così l&#8217;unico partito dell&#8217;ultradestra in Germania. Il blu rappresenta &#8220;il conservatorismo ma anche le politiche liberali tedesche ed europee&#8221;, ha detto colei che ha contribuito a sdoganare il populismo tedesco, annunciando che il suo nuovo obiettivo è fare su base nazionale quello che la Csu è riuscita a fare in Baviera.</p>

<p>Un grande partito conservatore, dunque, che secondo i sondaggi finiti nelle mani della Petry potrebbe ricevere il consenso di un tedesco su tre. Le percentuali assegnate dagli elettori all&#8217;Afd, se non altro, dimostrano che in Germania esiste una domanda di destra. L&#8217;offerta, sino ad ora, è stata soddisfatta solo dalla piattaforma della Weidel e Gauland, la Petry ha visto uno spazio e sta provando ad infilarcisi politicamente. Il primo incontro pubblico è previsto in Sassonia per novembre, mentre entro la fine dell&#8217;anno dovrebbe svolgersi la prima convention nazionale. Non si sono registrate, per ora, adesioni importanti. Ci si aspetta tuttavia l&#8217;arrivo di qualche transfuga dalla Csu/Cdu. Durante la conferenza dell&#8217;annuncio hanno parlato Frauke Petry e suo marito <strong>Marcus Pretzell,</strong> anch&#8217;egli proveniente dall&#8217;Afd. Entrambi hanno posto <strong>Helmut Kohl</strong> e la rivoluzione pacifica del 1989 al centro del loro pantheon. L&#8217;indiscrezione della nascita del nuovo movimento era nell&#8217;aria dall&#8217;estate scorsa, quando venne registrato il dominio &#8220;dieblaue.de&#8221;. Il dibattito sulla piattaforma programmatica dell&#8217;Afd andava avanti da mesi, tutti conditi da feroci scontri interni. Dal percorso individuato dalla Petry per la sua carriera politica, sembra divenire chiaro come la spaccatura mascherata durante la campagna elettorale non fosse più sanabile, ma anche come l&#8217;Afd abbia ottenuto più di 80 seggi, nonostante il mancato sostegno di quella che <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/frauke-petry-ecco-mia-alternativa-contro-euro-e-migranti-che-1238767.html">era stata</a> per un lungo periodo la leader mediatico del populismo tedesco. </p>
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		<title>Ecco gli uomini (e le donne) dell&#8217;Afd  che hanno conquistato il Bundestag</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-gli-uomini-le-donne-dellafd-conquistato-bundestag.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2017 07:55:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1013" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170926120714_24412605.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170926120714_24412605.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170926120714_24412605-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170926120714_24412605-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170926120714_24412605-1024x692.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8216;Afd è il partito politico che sta facendo più discutere in queste ore per via dell&#8217;inaspettato risultato conseguito alle elezioni federali tedesche. L&#8217;exploit c&#8217;è stato e, per quanto molti commentatori abbiano già dispensato varie etichette utili a generalizzare questo caso elettorale, l&#8217;universo dell&#8217;Afd è politicamente più complesso di come ci si potrebbe immaginare. Come nella &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-gli-uomini-le-donne-dellafd-conquistato-bundestag.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1013" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170926120714_24412605.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170926120714_24412605.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170926120714_24412605-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170926120714_24412605-768x519.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170926120714_24412605-1024x692.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L<strong>&#8216;Afd</strong> è il partito politico che sta facendo più discutere in queste ore per via dell&#8217;inaspettato risultato conseguito alle elezioni federali tedesche. L&#8217;<em>exploit</em> c&#8217;è stato e, per quanto molti commentatori abbiano già dispensato varie etichette utili a generalizzare questo caso elettorale, l&#8217;universo dell&#8217;Afd è politicamente più complesso di come ci si potrebbe immaginare. Come nella maggior parte delle analisi post-elettorali, infatti, i flussi elettorali conseguiti di questi tempi dai partiti sovranisti d&#8217;Europa, vengono omologati a moti politici di maschi bianchi ignoranti, senza titoli di studio e solleticati dalla spinta antimigratoria della propaganda. Così sta succedendo anche in questo caso. Una generalizzazione ormai sempiterna che non contribuisce in alcun modo ad interrogarsi appieno riguardo a quanto sta avvenendo attorno al fenomeno del populismo in Europa. Basti pensare, rispetto all&#8217;Afd che, dai dati sui flussi dei voti, emerge che <strong>1.070.000</strong> elettori che precedentemente avevano votato l&#8217;Unione, cioè la coalizione composta da <strong>Cdu</strong> e <strong>Csu</strong>, hanno scelto Alternative fur Deutschland in questa competizione elettorale. Un altro milione di voti è arrivato da elettori dell&#8217;<strong>Spd </strong>e di <strong>Die Linke</strong>. Tutti maschi bianchi ignoranti? </p>

<p>Molto più utile, invece, sembra essere chiedersi chi sono gli uomini che hanno contribuito al raggiungimento del 12,4% del consenso totale in Germania e, quindi, all&#8217;elezione di 94 parlamentari. Di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/alice-weidel-lanti-merkel-dellafd/">Alice Weidel </a>si è già detto tutto: il background economico e l&#8217;immagine progressista del leader dell&#8217;Afd sono stati fondamentali per tranquillizzare parte dell&#8217;elettorato. <strong>Alexander Gauland,</strong> invece, l&#8217;altro membro del duo politico più discusso della settimana, viene da una storia differente: è un giurista che faceva parte della Cdu ed ha cavalcato in campagna elettorale la battaglia contro l&#8217;Euro e le politiche economiche dell&#8217;Ue. Due leader per due scopi comunicativi differenti: attrarre l&#8217;elettorato moderato, ma scontento dell&#8217;accoglienza promossa dalla Merkel in questi anni e solleticare le fantasie degli oltranzisti anti Ue. Con uno sguardo attento, ovviamente, a chi sino ad ora aveva scelto puntualmente di astenersi. Tra i leader, invece, il presidente <strong>Frauke Petry</strong> <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/liti-vertice-ultradestra-gi-divisa-e-lex-leader-petry-1445969.html">ha abbandonato</a> il partito subito dopo le elezioni. Il motivo dell&#8217;addio è rintracciabile in quella che la Petry avrebbe definito come una deriva estremista della classe dirigente. Se Alternative fur Deutschland è arrivato alle percentuali attuali è anche perché la Petry allargò il raggio d&#8217;azione della proposta politica del partito. Sino all&#8217;imposizione della sua linea, infatti, l&#8217;Afd era focalizzato quasi solamente su tematiche di carattere economico, quelle per le quali era stato fondato. Ma oltre a questi tre leader c&#8217;è un&#8217;intera classe dirigente, in gran parte eletta al Bundestag dopo questa competizione. </p>
<p><strong>Beatrix von Storch</strong> è una <em>neocon</em> tedesca. E&#8217; stata eletta al parlamento europeo e la sua famiglia ha origini nobili. La von Storch, infatti, sostenitrice del mondo del <em>Tea Party</em>, discende, tra gli altri reali, da Federico I, re di Danimarca e Norvegia. Tra i cinque europarlamentari c&#8217;è <strong>Markus Pretzell</strong>, considerato vicino alle posizioni di Marine Le Pen. Poi, come emerge anche <a href="http://www.lastampa.it/2017/09/26/esteri/una-legione-di-xenofobi-e-negazionisti-cos-lafd-sconvolge-il-bundestag-Sf71Vl6S55jam8aXtmnm2I/pagina.html">qui</a>, ci sono anche molti esponenti discussi. <strong>Wilhelm von Gottberg </strong>, ex poliziotto ed ex membro della Cdu, è un sostenitore del ritorno alla &#8220;Prussia orientale&#8221;. Ma tra le sue tesi sono rintracciabili anche dichiarazioni negazioniste sull&#8217;Olocausto. Stesso problema per <strong>Jens Maier</strong>, avvocato neoeletto in parlamento, che in passato ha parlato in termini negativi del &#8220;senso di colpa&#8221; dei tedeschi derivante dal passato totalitarista. E ancora <strong>Detlev Spangenberg</strong>, che è stato membro di un gruppo estremista prima di iscriversi alla Cdu. Le anime della formazione sovranista tedesca, insomma, si sono diversificate e, dopo la fondazione ad opera del 2013 di <strong>Bernard Lucke</strong>, economista e professore universitario di macroeconomica, le tipologie politiche di personalità avvicinatesi all&#8217;Afd sono ascrivibili a categorie molto più variegate. Resta molto limitante, però, dal punto di vista delle definizioni, etichettare l&#8217;Alternative fur Deutschland al pericolo neonazista. Ci sono frange revisioniste, certo, ma c&#8217;è anche una buona parte di dirigenza che proviene dal mondo del centrismo democratico e dalla società civile. </p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-gli-uomini-le-donne-dellafd-conquistato-bundestag.html">Ecco gli uomini (e le donne) dell&#8217;Afd  che hanno conquistato il Bundestag</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chi è Alice Weidel, l&#8217;anti Merkel  dell&#8217;estrema destra tedesca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/alice-weidel-lanti-merkel-dellafd.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Sep 2017 18:03:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-federali-in-germania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1031" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623-1024x704.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Alice Weidel è la candidata di Alternative fur Deutschland per le elezioni federali tedesche. Insieme al 76enne Alexander Gauland, la Weidel ha ereditato la leadership  di Frauke Petry, la quale ha rinunciato alla candidatura dopo essere stata per mesi l&#8217;esponente di punta del mondo sovranista tedesco. Una gravidanza ed un congresso travagliato ne hanno segnato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/alice-weidel-lanti-merkel-dellafd.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/alice-weidel-lanti-merkel-dellafd.html">Chi è Alice Weidel, l&#8217;anti Merkel  dell&#8217;estrema destra tedesca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1031" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/GETTY_20170918141304_24339623-1024x704.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Alice Weidel è la candidata di Alternative fur Deutschland per le elezioni federali tedesche. Insieme al 76enne <strong>Alexander Gauland</strong>, la Weidel ha ereditato la leadership  di <strong>Frauke Petry</strong>, la quale <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/berlino-leader-dellafd-frauke-petry-ora-chiudere-i-confini-1344807.html">ha rinunciato</a> alla candidatura dopo essere stata per mesi l&#8217;esponente di punta del mondo sovranista tedesco. Una gravidanza ed un congresso travagliato ne hanno segnato il ritiro. Il populismo teutonico, insomma, ha trovato un volto nuovo, ma sempre femminile. E così come è accaduto nel Front National per via dell&#8217;<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/cera-volta-front-philippot-lascia-marine-1444601.html">adesso separata</a> coppia Le Pen-Philippot, il duo presentato dall&#8217;Afd appare utile per incarnare entrambe le anime elettorali del partito. Gauland rappresenta la parte più critica nei confronti dell&#8217;accoglienza ai migranti, la Weidel, invece, è più focalizzata sulle tematiche economiche e sulla critica all&#8217;euro, moneta alla quale, secondo i dettati dell&#8217;Afd, la Germania dovrebbe rinunciare.</p>

<p>Alice Weidel, del resto, ha un curriculum tutto incentrato sull&#8217;economia: laurea e dottorato in economia e <em>business administration</em> presso l&#8217;università di Bayreuth. Alice Weidel ha lavorato prima per <strong>Goldman Sachsì</strong>, poi all&#8217;<strong>Allianz Global Investors</strong>, dopo uno studio universitario sul futuro pensionistico della Cina. Terminate queste esperienze, la candidata dell&#8217;Afd, ha iniziato a lavorare indipendentemente come consulente aziendale. Entrata in politica nel 2013, non a caso è tra i membri attivi del comitato del partito che si interessa di materie economico-finanziarie. Insomma, il niovo leader dell&#8217;Afd  è l&#8217; equivalente tedesco di Florian Philippot, con un simile background culturale e lo stesso accento dottrinale sul sovranismo monetario. Nelle ultime ore, il suo nome è <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/arabi-e-rom-sar-guerra-civile-email-choc-germania-1440865.html">balzato alle cronache</a>per via di una mail risalente al 2013, una conversazione privata in cui attaccherebbe pesantemente gli attuali governanti, sottolineando il rischio di una &#8220;guerra civile&#8221; con arabi, rom, sinti e altre popolazioni ed etnie. Un bello scossone mediatico, specialmente a poco più di due settimane dal voto. Sulla notizia, in realtà, si cercano conferme. Alcuni commentatori ritengono possa nascondere un attacco strumentale volto a favorire il partito liberale, in lizza con l&#8217;Afd per il terzo posto sul podio delle elezioni federali.</p>

<p>Ma <strong>l&#8217;Afd</strong>, nonostante quest&#8217;esposizione mediatica, continua a rappresentare politicamente una formazione cui i sondaggisti attribuiscono un consenso al di sopra delle aspettative. La soglia del 5% dovrebbe, infatti, essere ampiamente superata e per quanto le passate polemiche interne, condite da espulsioni di importanti esponenti, abbiano contribuito ad un calo generale dei consensi, la Weidel sembrerebbe essere riuscita a recuperare più di qualcosa. Se l&#8217;Afd è la terza forza in Germania, almeno secondo le ultime rilevazioni, insomma, è anche merito della sterzata liberale che la nuova leadership è riuscita a dare. La tranquillità espressa dall&#8217;immagine di una consulente aziendale pare essere riuscita nell&#8217;intento di rassicurare tanto l&#8217;ala sovranista quanto quella moderata, quest&#8217;ultima riconducibile per uomini e idee ai tempi della fondazione del partito e più concentrata sulle sorti economiche tedesche rispetto la prima, quella populista e sovranista, che è principalmente focalizzata sulla questione dell&#8217;immigrazione. Ma l&#8217;eco mediatico della leadership della Weidel non riguarda solo la sua preparazione: la candidata del movimento populista tedesco, infatti, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/germania-candidata-dellafd-fa-coming-out-sono-lesbica-1444366.html">ha dichiarato</a> di essere lesbica ed ha un figlio con un&#8217;altra donna. Un&#8217;altra novità per un partito che programmaticamente incarna e difende i cosiddetti &#8220;valori tradizionali&#8221;. Euroscetticismo, quindi, condito però da caratteristiche personali molto progressiste. Un mix che è riuscito a sanare la mancanza di tematiche d&#8217;attualità sulle quali concentrare un&#8217;azione elettoralmente vincente. Come spiegato <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://eleccionesenalemania.com/2017/04/24/empresaria-madre-lesbiana-alice-weidel-la-nueva-candidata-de-la-ultraderecha/">qui</a>, del resto, il momento in cui l&#8217;Afd registrò la sua maggiore crescita, fu quello nel quale il dibattito politico si concentrò sul tema dei profughi e sull&#8217;<a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/strage-berlino-incidente-stradale-e-fabrizia-niente-1369652.html">attentato di Berlino</a>.</p>

<p>Adesso l&#8217;attenzione su queste questioni è calata, e il populismo tedesco ha dovuto trovare nuove modalità comunicative e programmatice. Alice Weidel, in definitiva, è l&#8217;Anti-Merkel. Uno dei pochi scenari per cui  l&#8217;attuale Bundeskanzlerin potrebbe non riuscire ricevere il quarto mandato consecutivo, del resto, è proprio quello in cui l&#8217;Afd riesca a prendere talmente tanti voti da minare i numeri della coalizione formata da Csu/Cdu. Servono, insomma, i voti degli scontenti, degli antisistema e di coloro che in Germania percepiscono in modo critico le politiche migratorie della Merkel, ma serve anche il consenso di una percentuale di centristi. Solo così l&#8217;attuale Cancelliere potrebbe avere, a destra, qualche difficoltà.  Un&#8217;ipotesi poco plausibile, ma comunque presente nel paniere delle possibilità. Probabile, invece, lo storico ingresso in Parlamento di <em>Alternative für Deutschland: </em>un risultato storico che segnerebbe l&#8217;ingresso del populismo nelle istituzioni tedesche. <i></i></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/alice-weidel-lanti-merkel-dellafd.html">Chi è Alice Weidel, l&#8217;anti Merkel  dell&#8217;estrema destra tedesca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Germania, ora l&#8217;estrema destra  punta ad entrare nel Bundestag</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/germania-ora-lestrema-destra-punta-ad-entrare-nel-bundestag.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2017 07:25:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910125501_24247479.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910125501_24247479.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910125501_24247479-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910125501_24247479-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910125501_24247479-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Se le previsioni dei sondaggi fossero confermate, si tratterebbe di un evento di portata storica. Per la prima volta dal secondo dopoguerra le porte del Bundestag si aprirebbero ad un partito più a destra della Cdu/Csu.  Ormai l’ingresso in parlamento degli euroscettici di Alternative für Deutschland (Afd), sembra cosa certa, sebbene il partito fondato nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/germania-ora-lestrema-destra-punta-ad-entrare-nel-bundestag.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="996" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910125501_24247479.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910125501_24247479.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910125501_24247479-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910125501_24247479-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/OLYCOM_20170910125501_24247479-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Se le previsioni dei sondaggi fossero confermate, si tratterebbe di un evento di portata storica. Per la prima volta dal secondo dopoguerra le porte del Bundestag si aprirebbero ad un partito più a destra della Cdu/Csu. </p>
<p>Ormai l’ingresso in parlamento degli euroscettici di <strong>Alternative für Deutschland (Afd)</strong>, sembra cosa certa, sebbene il partito fondato nel 2013 dall’economista Bernd Lucke sia lontano dalle percentuali di gradimento su cui si attestava lo scorso anno e dai consensi raccolti nelle scorse elezioni regionali. Se nel 2016, infatti, il 15% dei tedeschi si dichiarava pronto a votare per l’Afd, ora il partito si colloca ora attorno al 9% nelle intenzioni di voto. Una cifra che, però, basterebbe ai populisti per superare la soglia di sbarramento del 5% e conquistare più di un seggio nel palazzo del Reichstag.</p>

<p>Ma c’è di più. Secondo gli ultimi <strong>sondaggi</strong>, come quello pubblicato lunedì scorso dal quotidiano Bild, o quello di Yougov, citato ieri da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.repubblica.it/esteri/2017/09/20/news/elezioni_in_germania_afd_vicina_ad_essere_terzo_partito_sempre_piu_a_destra_i_candidati_in_corsa_per_il_bundestag-176018599/"><em>Repubblica</em></a>, nelle ultime settimane l’Afd sarebbe <strong>cresciuta fino all’11-12%</strong>. Se così fosse, nelle elezioni di domenica prossima, il partito che ormai tutti considerano di estrema destra, potrebbe superare la sinistra di Die Linke e diventare così la <strong>terza forza politica della Germania</strong>.</p>

<p>La crescita del partito nei sondaggi è andata di pari passo con quella dei toni dei suoi leader, che si sono fatti sempre più accesi in questi ultimi giorni di campagna elettorale, soprattutto sui temi dell’Islam e dell’immigrazione. La diffusione della religione islamica è “una minaccia immediata alla pace interna” della Germania, ha affermato lunedì scorso <strong>Alexander Gauland</strong>, che assieme ad <strong>Alice Weidel</strong> guida la corsa al Bundestag del partito euroscettico. &#8220;La dottrina politica dell&#8217;Islam non è compatibile con un Paese libero&#8221;, ha detto il leader dell’Afd sostenendo che &#8220;la violenza ha radici nel Corano&#8221;. Parole, queste, che hanno suscitato diverse polemiche, soprattutto dopo il putiferio scoppiato nelle scorse settimane, quando lo stesso Gauland aveva detto di volersi “sbarazzare” della segretaria di Stato all&#8217;Immigrazione di origine turca, Aylan Özoguz.</p>

<p>La svolta a destra del partito, del resto, era nell’aria da tempo. Ma si è concretizzata, di fatto, lo scorso aprile a Colonia, quando la linea “moderata” e improntata alla realpolitik di <strong>Frauke Petry</strong>, leader dell’Afd dall’estate del 2015, è stata messa in minoranza dall’ala più radicale, che fa riferimento al capogruppo del partito in Turingia, Bjorn Hoecke, e allo stesso Gauland. Tant’è che alla vigilia del congresso del partito la Petry, incinta del suo quinto figlio, fece un passo indietro <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/germania-leader-dellafd-frauke-petry-non-sar-candidata-1387654.html">rinunciando alla sua candidatura</a> per la <strong>cancelleria</strong>. Al suo posto il duo Gauland-Weidel che, durante tutta la campagna elettorale, non ha perso occasione per far parlare di sé.</p>
<p> Una vera e propria bufera si è scatenata, infatti, nelle scorse settimane quando il politico tedesco ha tentato di riabilitare le gesta della Whermacht durante un comizio. &#8220;Basta rimproverarci per quei dodici anni – ha detto Gauland riferendosi, chiaramente, al regime nazionalsocialista &#8211; dobbiamo essere fieri del nostro <strong>esercito</strong>&#8220;. Nell’occhio del ciclone, in questi giorni, è finita anche <strong>Alice Weidel</strong>, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/arabi-e-rom-sar-guerra-civile-email-choc-germania-1440865.html">per una mail del 2013</a>, pubblicata dall’edizione domenicale del quotidiano <em>Die Welt</em>, in cui definiva &#8220;maiali&#8221; i componenti del governo della cancelliera, Angela Merkel, e in cui si riferiva a &#8220;rom ed arabi&#8221; con termini &#8220;razzisti&#8221;. La <a href="http://www.occhidellaguerra.it/germania-leader-gay-lafd/">leader trentottenne</a>, ex consulente per Allianz e Goldman Sachs, e capolista del partito nel Baden-Württemberg, però, ha negato tutto, minacciando azioni legali contro il quotidiano.</p>
<p>Lo scontro, insomma, si fa sempre più acceso. Ma sembra essere il partito euroscettico, finora, ad uscire vincente dalle zuffe mediatiche. Molti esperti sono convinti, inoltre, che la crescita del partito nei sondaggi sia legata soprattutto alla eccessiva <strong>somiglianza dei programmi</strong> dei due principali partiti: la Cdu e l’Spd. I partiti euroscettici sembrano, quindi, destinati a conquistare diversi seggi domenica prossima. Non solo per il probabile ingresso dell’Afd, ma anche con il possibile ritorno al Bundestag dei liberali dell’Fdp, che nel 2013 non superarono la soglia del 5%, restando fuori dal Parlamento e che rifiutano i progetti di maggiore integrazione tra gli Stati dell&#8217;Unione. Se questa ondata euroscettica si tradurrà o meno sul piano politico, però, dipenderà dalle <strong>alleanze di governo</strong>. Alleanze a cui dovrà pensare, con tutta probabilità, <strong>il blocco Cdu/Csu</strong> guidato da Angela Merkel, visto che la sua formazione è saldamente in testa nei sondaggi con il <strong>36%</strong> nelle intenzioni di voto e 13 punti di vantaggio sulla Spd di Martin Schulz, che resta ferma al 23%.</p>
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		<title>Non solo Merkel e Schulz,  ecco tutti gli altri candidati</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/non-solo-merkel-schulz-tutti-gli-altri-candidati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Aug 2017 13:42:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-federali-in-germania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1012" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102-1024x691.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Non solo Angela Merkel e Martin Schulz. Le elezioni tedesche avranno anche altri protagonisti. Un ruolo essenziale sarà giocato dalle coalizioni messe in campo dopo il voto del 24 settembre. Un altro, ancora, dai partiti che non hanno velleità di governo, ma che sembravano poter contendere una fetta di voti, soprattutto a destra. L&#8217;attuale cancelliere &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/non-solo-merkel-schulz-tutti-gli-altri-candidati.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/non-solo-merkel-schulz-tutti-gli-altri-candidati.html">Non solo Merkel e Schulz,  ecco tutti gli altri candidati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1012" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/GETTY_20170826145252_24104102-1024x691.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Non solo <strong>Angela Merkel</strong> e <strong>Martin Schulz</strong>. Le elezioni tedesche avranno anche altri protagonisti. Un ruolo essenziale sarà giocato dalle coalizioni messe in campo dopo il voto del 24 settembre. Un altro, ancora, dai partiti che non hanno velleità di governo, ma che sembravano poter contendere una fetta di voti, soprattutto a destra. L&#8217;attuale cancelliere tedesco ha raggiunto un vantaggio tale per cui diviene complesso fare previsioni di sorta. Per quanto, però, in questi giorni, il gradimento della Cdu e del suo leader sia dato in <strong>lieve calo</strong>, è certo che qualche stravolgimento al governo, una volta votato, possa accadere. Uno su tutte:<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/merkel-vince-nel-feudo-spd-nuova-d-b-cle-schulz-1397116.html">le recenti competizioni regionali</a> hanno sfilacciato l&#8217;alleanza promossa da <strong>Spd</strong> e <strong>Verdi</strong>, consentendo a Frau Merkel di immaginare non più la composizione di un governo di grossa coalizione (che comprenderebbe la SPD), ma di una vera e propria maggioranza politica composta da Cdu/Csu, liberaldemocratici e magari proprio dai Verdi. </p>
<p>La crisi dell&#8217;AFD</p>
<p>Il pericolo più grande per la continuità governativa sembrava rappresentato da &#8220;Alternativa per la Germania&#8221;, la piattaforma <strong>populista</strong> che aveva macinato consensi nel corso degli anni. L&#8217;<a href="http://www.affaritaliani.it/esteri/germania-merkel-ko-pil-sotto-le-attese-e-cdu-in-calo-494794.html">ultimo sondaggio </a> fotografa una lenta risalita del partito di <a href="http://www.occhidellaguerra.it/il-populismo-anti-merkel-il-caso-dellafd/"><strong>Frauke Petry</strong></a> che, tuttavia, non dovrebbe rappresentare un problema per la quarta affermazione consecutiva della Bundeskanzlerin. Ad influire sulla mancata esplosione elettorale dell&#8217;AFD, del resto, potrebbe essere proprio la scelta della Petry di non candidarsi come cancelliere della Germania federale. Decisione che ha contribuito alla nascita di una crisi interna allo schieramento durante lo scorso inverno. Il partito che sembrava poter insidiare la Merkel da destra, insomma, arranca nei sondaggi e l&#8217;espulsione di <strong>Bjorn Hoecke</strong>, capo del partito in Turingia, che a Dresda tenne un discorso nel quale definì la Germania &#8220;l&#8217;unico paese che impianta un monumento della vergogna nel cuore della propria capitale&#8221;, e ancora, &#8220;basta con questa stupida politica della memoria, ci vuole una svolta a 180 gradi&#8221;, ha contribuito alla crisi dell&#8217;AFD. Adesso, per il tramite del tandem <strong>Alexander Gauland </strong>e <strong>Alice Weidel</strong>, il tentativo di risalire la china, ma i tempi nei quali si diceva che i populisti tedeschi avrebbero tolto il cancellierato alla Merkel sembrano davvero lontani. </p>
<p>La fine della coalizione rosso-verde</p>
<p>Nel Land nord-occidentale del <strong>Niedersachsen</strong>, governa una  coalizione formata da SPD e <strong>Grüne</strong> , cioè &#8220;I Verdi&#8221;. Questi ultimi, però, stanno mettendo a rischio la maggioranza. Ed è uno dei possibili indizi che porterebbero il partito ambientalista al governo con la Cdu a partire dall&#8217;ottobre prossimo. Il presidente dei ministri del Land, tra l&#8217;altro, è <strong>Stephan Weil</strong>,  coinvolto nello scandalo della Volkswagen. La crisi della maggioranza, non a caso, è iniziata con il passaggio della deputata ambientalista, <strong>Elke Twesten</strong>, alla Cdu. Un cambio di casacca simbolico, che rappresenta sinteticamente quanto ipotizzato più volte dalla stampa tedesca: il passaggio dei Verdi in una coalizione di centrodestra a livello nazionale. Schulz, insomma, non sarebbe riuscito a tenere in piedi il progetto che vedeva socialdemocratici e ambientalisti lanciati verso il governo della Germania e per quanto i vertici del partito si siano scagliati contro la Twesten per il suo cambio di casacca, il Niedersachsen rappresentava l&#8217;ultimo land amministrato da uno schieramento &#8220;rosso-verde&#8221;. I capilista del cartello per il rinnovo del Bundestag saranno, per gli ambientalisti, <strong>Katrin Göring-Eckardt</strong> e <strong>Cem Özdemir</strong>. </p>
<p>La sinistra e i liberaldemocratici</p>
<p><strong>Die Linke</strong>, il partito di sinistra pura, dato dai sondaggisti all&#8217;8%, è appaiato alle stesse percentuali di AFD, Verdi e Liberaldemocratici. Nel corso di questi mesi, la dirigenza del partito ha più volte aperto all&#8217;ipotesi di strutturare attorno a Schulz un progetto comune. Il gioco ad incastro del sistema proporzionale, del resto, consente previsioni che incrocino le varie possibilità di comporre maggioranze in parlamento. Una di queste è proprio un&#8217;alleanza tra la Spd e Die Linke, ma lo spostamento a sinistra del candidato socialdemocratico unito alle storiche battaglie in difesa del pubblico della sinistra massimalista, sembrano essere stati fattori determinanti per la fine dell&#8217; &#8220;<strong>effetto Schulz</strong>&#8220;. L&#8217;impianto industriale della Germania, insomma, appare spaventato da questa possibilità e contribuisce a far sì che, seppur uniti, i due partiti abbiano difficoltà a raggiungere la maggioranza dei seggi. Niente consensi, insomma, dal bacino industriale teutonico. I capilista del cartello di sinistra saranno <strong>Dietmar Bartsch</strong> &amp; <strong>Sahra Wagenknecht</strong>. I Liberaldemocratici, infine, in crescita nei sondaggi e tradizionalmente forza di governo, rappresentano l&#8217;alleato naturale per il governo politico di Angela Merkel. Il capolista di <strong>FDP</strong> sarà <strong>Christian Lindner</strong>, possibile prossimo vice-cancelliere. </p>
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		<title>Le donne che vogliono uscire dall&#8217;Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-leadership-delle-donne-che-vogliono-uscire-dallue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2017 17:55:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170306144941_22419384.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170306144941_22419384.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170306144941_22419384-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170306144941_22419384-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170306144941_22419384-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La leadership femminile sta diventando un fattore importante, non tanto per la distinzione di genere in sé quanto per la comunanza di issues, di questioni simili e complementari che queste donne della politica condividono tra di loro, con i partiti che guidano e con i rispettivi elettori di riferimento.Il protezionismo, insomma, passerebbe anche dalle loro menti, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-leadership-delle-donne-che-vogliono-uscire-dallue.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170306144941_22419384.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170306144941_22419384.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170306144941_22419384-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170306144941_22419384-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/LAPRESSE_20170306144941_22419384-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La <strong>leadership femminile</strong> sta diventando un fattore importante, non tanto per la distinzione di genere in sé quanto per la comunanza di <em>issues, </em>di questioni simili e complementari che queste donne della politica condividono tra di loro, con i partiti che guidano e con i rispettivi elettori di riferimento.Il <strong>protezionismo</strong>, insomma, passerebbe anche dalle loro menti, dalle loro intenzioni e dalla loro azione politica. Se la sfida del mondo contemporaneo, d&#8217;altro canto, è quella tra la continuazione di un mondo globalizzato, aperto, senza frontiere e la proposizione di un modello diverso costruito sulle basi di un welfare forte, sulla sovranità nazionale, sull&#8217;appello al popolo in quanto comunità di destino è, durante quest&#8217;epoca, soprattutto per via delle leadership femminili che in Europa continuano ad affermarsi, specialmente nelle urne.Il vecchio continente, infatti, è il principale palcoscenico di questo richiamo identitario che ha nell&#8217;affermazione di donne ai vertici dei partiti la sua declinazione più ricorrente. Pensiamo a <strong>Theresa May</strong>: il primo ministro del Regno Unito si è ritrovato ad essere eletto a simbolo del neoprotezionismo, della prima vera e propria messa in discussione dell&#8217;Ue e del mercato unico, quindi della tenuta dell&#8217;Europa stessa. Il suo stile è diverso da quello delle altre donne di riferimento di questo articolo: meno &#8220;populista&#8221;, usando questa parola tanto cara ai media mainstream, ma non per questo meno incisiva rispetto al corso della storia, anzi. Una valorizzazione del popolo, altro elemento collegiale di queste leadership, rafforza la concezione unica della comunità immaginata, un carattere reattivo, flessibile, che per mezzo del costante riferimento alla comunità nazionale si pone di diritto dentro il quadro del sistema democratico, mai fuori, anzi, teso a risanare per mezzo della riconsegna del potere delle mani dei cittadini, quel distacco, quella distanza politica tra gli elettori e gli organi istituzionali nazionali e sovranazionali.<strong><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/francia-fuori-ue-e-nato-marine-pen-lancia-sfida-bruxelles-1359952.html">Marine Le Pen</a></strong>, invece, è il simbolo dell&#8217;abbraccio tra queste donne alla narrativa populista: l&#8217;opera di dediabolizzazione, la necessità di prendere le distanze dall&#8217;etichetta neofascista, suggeriscano alla leadership del Fn di non rigettare affatto quel &#8221; national-populisme&#8221; con cui Taguieff ha definito il Front National. L&#8217;utilizzo del termine popolo nell&#8217;accezione di<em> laos, </em>cioè di popolo nella sua unità ed unitarietà territoriale, nella coniugazione di una valenza meno aggregativa, come nel caso del <em>demos, </em>ma più mitica, mitizzata, immanente nella misura in cui l&#8217;unica logica sociale della politica sia il popolo stesso. Elemento presente in Marine Le Pen, certo, ma anche in <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/berlino-leader-dellafd-frauke-petry-ora-chiudere-i-confini-1344807.html">Frauke Petry</a></strong>, leader dell&#8217;AfD, il partito che potrebbe seriamente mettere in difficoltà un&#8217;altra donna, questa apertamente schierata per il mantenimento dell&#8217;attuale assetto sovranazionale dell&#8217;Unione europea, Angela Merkel. Tutte impegnate, queste donne, alla costruzione di un disegno che che delinei un modello economico in grado di superare il capitalismo neoliberista, slegando la società dal trend di accentramento della ricchezza nelle mani di pochi, tutte oppositrici della grande speculazione finanziaria. Con dei distinguo, certo, in alcuni casi anche molto marcati, ma genericamente irrompenti dentro un quadro geopolitico che appariva totalmente immutabile sino a pochi mesi fa. La leadership femminile, dunque, è il fattore centrale della politica contemporanea.Tutte accentratrici del voto degli ultimi, degli invisibili, di coloro che nelle analisi vengono definiti le &#8220;vittime della globalizzazione&#8221;, tutte potenziali autrici di <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/populisti-col-vento-poppa-quattro-terremoti-ue-1339877.html">terremoti </a>in grado di mettere a sedere per sempre l&#8217;Unione europea. L&#8217;unitarietà definitoria delle leadership in questione, insomma, può essere ricercata nei problemi politico-pratici, dagli indirizzi programmatici, dalle personalità di ferro che contraddistinguono in politica queste quattro potenziali stratificazioni politiche della leadership femminile, divise da molti aspetti, idealistici, dottrinali e carismatici, ma unite da una <em>mentalità caratteristica</em>, per utilizzare un&#8217;espressione del Professor Marco Tarchi, più che in un comune stile politico, tesa alla destrutturazione del mondo per come lo abbiamo conosciuto sino ad adesso. Chi più e chi meno, chi con ruoli più centrali e chi in posizioni più minoritarie, ma tutte donne ed impegnate in un irrimediabile messa in discussione, magari definitiva, del sovranazionalismo europeo.</p>
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		<title>Afd, i populisti anti Merkel</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-populismo-anti-merkel-il-caso-dellafd.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2017 09:51:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[populismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/1461855753-afd-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/1461855753-afd-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/1461855753-afd-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/1461855753-afd-2-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/1461855753-afd-2-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alternativa per la Germania, il partito ascrivibile al populismo tedesco, è dato dagli ultimi sondaggi attorno al 12%dei consensi. Nato nel febbraio 2013 per mano di Bernd Lucke, professore di macroeconomia dell&#8217;università di Amburgo, ottenne alle prime elezioni federali in cui si presentò, quelle del 2013, il 4,7% dei consensi. La crescita, come si vede, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-populismo-anti-merkel-il-caso-dellafd.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/1461855753-afd-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/1461855753-afd-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/1461855753-afd-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/1461855753-afd-2-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/03/1461855753-afd-2-1024x681.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p style="text-align: left">Alternativa per la <strong>Germania</strong>, il partito ascrivibile al populismo tedesco, è dato dagli ultimi sondaggi attorno al 12%dei consensi. Nato nel febbraio 2013 per mano di <strong>Bernd Lucke</strong>, professore di macroeconomia dell&#8217;università di Amburgo, ottenne alle prime elezioni federali in cui si presentò, quelle del 2013, il 4,7% dei consensi. La crescita, come si vede, è abbastanza esponenziale, minore rispetto ad altri fenomeni similari, ma comunque presente, un po&#8217; come tutti i populismi occidentali.</p>
<p style="text-align: left">Il bacino di utenza di<strong>Alternative für Deutchland</strong>, inoltre, sembrerebbe pescare nell&#8217;elettorato tradizionale di <strong>Angela</strong>  <strong>Merkel</strong>, visto il calo che oggi la <strong>Cdu</strong> è costretta a registrare. Si sta concretizzando, infatti, la possibilità che a guidare il prossimo governo sia una coalizione formata da <strong>Spd, Linke </strong>ed<strong> Ecologisti</strong>, ponendo di fatto la parola fine al dominio del quadro politico tedesco della Merkel e del suo partito.</p>
<p style="text-align: left">La competizione tra Cdu e Alternative für Deutchland, in fin dei conti, si svolge a destra ed è dal bacino degli elettori cattolici e tradizionalisti che potrebbe venir fuori un&#8217;inaspettata sorpresa. Nel Länder del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, peraltro, è già avvenuto un precedente significativo: la Cdu venne superata dagli euroscettici di  Alternativa per la Germania durante le regionali del 2016. La Pomerania, tra l&#8217;altro, è sempre stata una regione molto favorevole alla Cancelliera Merkel. La Cdu, allora, arrivò a prendere il 19% per cento dei voti, venendo sorpassata dall&#8217;<strong>Afd</strong> che invece prese il 20,8%.</p>
<p><figure id="attachment_22114" aria-describedby="caption-attachment-22114" style="width: 1500px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-22114 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2017/03/OLYCOM_20170216212914_22207978.jpg" alt="OLYCOM_20170216212914_22207978" width="1500" height="1001" /><figcaption id="caption-attachment-22114" class="wp-caption-text">Una manifestazione contro l&#8217;Afd: &#8220;Mantieni pulito l&#8217;ambiente&#8221;</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: left">La <strong>questione degli immigrati</strong>, insomma, è entrata prepotentemente nel dibattito politico tedesco e le politiche della Merkel in materia sembrano aver lasciato il fianco scoperto, utile alla nascita di un ennesimo partito politico catalogabile nel sempre più ampio macro-insieme dei populismi europei. Da segnalare, per onore del vero, che la Merkel ha avuto spesso alti e bassi nelle elezioni intermedie per poi riprendersi alle politiche.</p>
<p style="text-align: left">La leader dell&#8217;Afd è <strong>Frauke Petry,</strong> nata a Dresda, nel 1975, ma cresciuta in Sassonia e trasferitasi assieme alla famiglia in Vestfalia. Laureata in farmacia, è stata sposata con il pastore tedesco Sven Petry, col quale ebbe quatto figli. Oggi, invece, si è risposata. Chiamata &#8220;Adolfina&#8221; dai suoi avversari, è  riuscita a far sì che emergesse un partito considerabile di destra nella Germania contemporanea, formazione assente dallo scacchiere politico a causa e dai tempi della seconda guerra mondiale.</p>

<p style="text-align: left">L&#8217;Afd originariamente dava priorità alla <strong>questione monetaria</strong>: il fondatore voleva mettere in discussione l&#8217;<strong>euro</strong> e l&#8217;appartenenza della Germania all&#8217;Ue. Le altre posizioni, genericamente, venivano descritte come liberali. Le prime adesioni, del resto, arrivano da settori principalmente legati alla sfera del dibattito culturale attorno alla moneta unica: intellettuali, manager e professori di economia.</p>
<figure id="attachment_22115" aria-describedby="caption-attachment-22115" style="width: 1500px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-22115 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2017/03/OLYCOM_20170216213046_22207989.jpg" alt="OLYCOM_20170216213046_22207989" width="1500" height="1001" /><figcaption id="caption-attachment-22115" class="wp-caption-text">Una manifestazione contro l&#8217;Afd</figcaption></figure>
<p style="text-align: left">Nel tempo, però, l&#8217;Afd si è inserito all&#8217;interno della dialettica tra alto/basso, popolo/élite, populismi/establishment. Lo prova il fatto che l&#8217;Afd , sotto la guida di Frauke Petry, è riuscito ad entrare in <strong>10 parlamenti regionali</strong> dei 16 complessivi. Tra <em> </em>le problematiche messe in evidenza da questo schieramento c&#8217;è certamente l&#8217;immigrazione e, nello specifico, una forte critica alla <strong>numerosa presenza salafita in Germania</strong>.</p>

<p style="text-align: left">Al fine di non restare ingabbiata solo nel consenso che contesta le politiche della Merkel sull&#8217;immigrazione, la Petry sta indirizzando l&#8217;Afd verso un tentativo di ampliamento del consenso, secondo le linee guida di un &#8220;partito del popolo&#8221;. Il primo risultato che la Petry potrebbe conseguire è proprio quello di estendere il suo bacino di utenza tra gli elettori della Merkel, costringendo la Cdu all&#8217;opposizione.</p>
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		<title>Al via il raduno della destra europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/al-via-domani-il-raduno-della-destra-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2017 15:14:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alternative fuer Deutschland]]></category>
		<category><![CDATA[Euroscetticismo]]></category>
		<category><![CDATA[Front National]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="988" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170117160301_21866789.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170117160301_21866789.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170117160301_21866789-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170117160301_21866789-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170117160301_21866789-1024x674.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sarà la Germania di Angela Merkel, l’ultima leader liberal, come l’hanno definita, ora sempre più isolata dopo l’uscita di scena di Barack Obama, ad ospitare il secondo meeting annuale della destra europea. È a Coblenza, infatti, cittadina che si colloca geograficamente nel cuore d’Europa, che si sono dati appuntamento domani i leader dei maggiori partiti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/al-via-domani-il-raduno-della-destra-europea.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="988" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170117160301_21866789.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170117160301_21866789.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170117160301_21866789-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170117160301_21866789-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170117160301_21866789-1024x674.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Sarà la Germania di Angela Merkel, l’ultima leader liberal, come l’hanno definita, ora sempre più isolata dopo l’uscita di scena di Barack Obama, ad ospitare il secondo meeting annuale della destra europea. È a <strong>Coblenza</strong>, infatti, cittadina che si colloca geograficamente nel cuore d’Europa, che si sono dati appuntamento domani i leader dei maggiori partiti <strong>populisti</strong> ed <strong>euroscettici</strong> europei. I “leader della nuova Europa”, come si definiscono nel programma dell’incontro, pubblicato sul sito dell’Alternative für Deutschland, il partito populista ed euroscettico tedesco che ospiterà il convegno.All’evento, organizzato dall&#8217;europarlamentare tedesco dell’AfD, Markus Pretzell, parteciperanno i leader e i deputati europei dei partiti che formano il gruppo<strong> Europa delle Nazioni e della Libertà</strong>. Tra gli altri, ci saranno la leader del Front National, <strong>Marine Le Pen</strong>, il leader del Partito della Libertà olandese, <strong>Geert Wilders</strong>, gli austriaci dell&#8217;<strong>FPÖ</strong>,<strong>Frauke Petry</strong> e pure <strong>Matteo Salvini</strong>.L’incontro &#8211; sarà un caso oppure no &#8211; si terrà all’indomani dell’<strong>inaugurazione di Donald Trump</strong> alla Casa Bianca, qualche mese dopo la <strong>Brexit</strong> e all’inizio di un anno, il 2017, che potrebbe portare dei cambiamenti politici radicali in tutto il continente europeo. Non è un mistero, infatti, che i leader dei partiti che formano l’Europa delle Nazioni e della Libertà, nutrano speranze e simpatie per il 45esimo presidente degli Stati Uniti, né che il nuovo corso trumpiano potrebbe dare ulteriore slancio ai partiti euroscettici di destra, che sotto la spinta dell’immigrazione incontrollata, della crisi economica e delle debolezze strutturali della governance europea, continuano a crescere in maniera esponenziale nei sondaggi in tutta Europa. E che ora, in molti Paesi europei, puntano direttamente alla leadership.Dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea e la vittoria di Trump, quindi, la destra europea, a Coblenza, serra i ranghi in vista degli importanti appuntamenti elettorali del 2017. A cominciare da quello francese. Marine Le Pen, che tra pochi giorni darà il via alla sua campagna elettorale per le presidenziali di aprile, infatti, accarezza sempre più il sogno dell’Eliseo. Un sogno che,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/francia-pen-nei-sondaggi-tre-punti-su-fillon-1353543.html"> secondo l’ultimo sondaggio pubblicato dal quotidiano progressista <em>Le Monde</em></a>, potrebbe essere più vicino di quanto si pensi, visto che Marine, con il 25-26%, sarebbe in testa al primo turno delle presidenziali, nelle intenzioni di voto. Ancora prima, ci saranno le elezioni in Olanda, dove il partito anti-Islam e anti-immigrazione di Geert Wilders, che parlerà a Coblenza, è primo nei sondaggi.<strong>Il 24 settembre sarà poi la volta delle elezioni politiche in Germania</strong>. Secondo le ultime rilevazioni, il blocco Cdu/Csu guidato dalla cancelliera tedesca resta la prima forza politica del Paese, con il 38%. Ma la campagna elettorale si preannuncia dura per la Merkel, che dovrà rispondere ai pesanti attacchi dell’AfD su immigrazione e sicurezza. Il partito di Frauke Petry, che ospita l’iniziativa di Coblenza, per ora rappresenta il 15% degli elettori tedeschi, ma è in continua crescita nei sondaggi. E poi c’è l’incognita italiana, con i partiti di opposizione che continuano a chiedere di andare alle urne il prima possibile. Salvini, che sarà domani a Coblenza, assieme al deputato italiano Guglielmo Picchi, che cura le relazioni internazionali del partito, e agli altri europarlamentari della Lega, durante una conferenza stampa a Bruxelles la scorsa settimana, si era detto “convinto che le elezioni politiche ci saranno entro la primavera”. &#8220;Saremo a Coblenza per una tre giorni, io ci sarò insieme a Marine Le Pen, a Geert Wilders e agli austriaci&#8221;, ha detto Salvini, &#8220;sarà un evento mediaticamente importante: ci saranno polemiche, ma siamo ben orgogliosi di far preoccupare qualcuno”.Qualche polemica, intanto, già c’è stata, per la decisione dell’eurodeputato di AfD, Marcus Pretzell, di escludere diversi media tedeschi come Der Spiegel, il Frankurter Allgemeine Zeitung e l’Handelsblatt, dalla partecipazione agli incontri, negandogli l’accredito. L’associazione dei giornalisti tedeschi ha protestato per la decisione e Malu Dreyer, primo ministro del land della Renania Palatinato e presidente della camera alta del parlamento tedesco ha criticato l&#8217;esclusione dei media, definendola anticostituzionale.L’incontro che si terrà, quindi, per una parte, a porte chiuse, si aprirà con l’intervento proprio dell’eurodeputato di AfD, Marcus Pretzell, al quale seguiranno quello di Marine Le Pen, di Geert Wilder, di Matteo Salvini e, per finire, quello della padrona di casa, Frauke Petry. Il rifiuto dell’euro, le posizioni contrarie all’immigrazione e all’Islam, il recupero della “sovranità politica, territoriale, economica e monetaria delle nazioni europee” sono alcuni dei punti in comune che tengono insieme la piattaforma europea della destra euroscettica. Ma non mancano le divisioni su alcuni temi. Il leader dell’AfD a Berlino, Georg Pazderski, ad esempio, ha definito, in un’intervista al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, il partito della Le Pen, come connotato da &#8220;forti correnti di socialismo&#8221;, e quindi “in netto contrasto con la proposta liberista di AfD”. Ma Frauke Petry ha deciso di invitare comunque la leader del FN, senza consultare la direzione del partito.Al termine dell’incontro, i leader delle destre europee terranno una conferenza stampa dal titolo “2017, l’anno dei patrioti”. Così, dalla Germania di Angela Merkel, sull&#8217;onda della vittoria di Trump, la destra euroscettica europea ha scelto di lanciare la sua sfida a Bruxelles.</p>
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		<title>Un&#8217;onda sta travolgendo l&#8217;Europa?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2016 07:25:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Euroscetticismo]]></category>
		<category><![CDATA[Van Der Bellen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/GETTY_20161202135910_21486482-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/GETTY_20161202135910_21486482-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/GETTY_20161202135910_21486482-1-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/GETTY_20161202135910_21486482-1-768x473.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/GETTY_20161202135910_21486482-1-1024x631.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lunedì pomeriggio scopriremo se il ciclone Trump riuscirà a sconvolgere gli equilibri politici anche sull’altra sponda dell’Atlantico. Domenica, dalle 7 di mattina, infatti, 6,4 milioni di cittadini austriaci si recheranno alle urne, per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. La sfida, tutta da giocare, è la stessa dello scorso maggio: quella tra l’ex leader dei Verdi, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/dallaustria-unonda-sta-travolgendo-leuropa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/GETTY_20161202135910_21486482-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/GETTY_20161202135910_21486482-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/GETTY_20161202135910_21486482-1-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/GETTY_20161202135910_21486482-1-768x473.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/12/GETTY_20161202135910_21486482-1-1024x631.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lunedì pomeriggio scopriremo se il ciclone Trump riuscirà a sconvolgere gli equilibri politici anche sull’altra sponda dell’Atlantico. Domenica, dalle 7 di mattina, infatti, 6,4 milioni di cittadini <strong>austriaci</strong> si recheranno alle urne, per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. La sfida, tutta da giocare, è la stessa dello scorso maggio: quella tra l’ex leader dei Verdi, Alexander Van Der Bellen ed il candidato dell’Fpö, Norbert Hofer, che, fino ad ora, è rimasto sempre in testa nei sondaggi. Si vota fino alle 17, ma lo spoglio dei voti per posta, sui quali lo scorso 22 maggio furono certificate le irregolarità che portarono all’annullamento del risultato del ballottaggio, inizierà solo lunedì mattina. Per i dati ufficiali bisognerà aspettare, dunque, la fine del conteggio delle schede arrivate dall’estero che, oggi come nel maggio scorso, saranno determinanti. A dividere i due candidati alla carica di capo dello Stato, secondo gli ultimi sondaggi, ci sarebbero, infatti, uno o due punti percentuali. Fino a lunedì l’Europa rimarrà, quindi, con il fiato sospeso. Perché una svolta a destra di Vienna è tutt’altro che improbabile. E perché quello di Vienna potrebbe essere solo il primo di una serie di appuntamenti elettorali che, tra la fine del 2016 e il 2017, potrebbero ridisegnare la mappa politica europea.Dai Paesi dell’Europa centro-orientale, come la <strong>Polonia</strong> e l’<strong>Ungheria</strong>, l’ondata nazionalista ed euroscettica avanza, infatti, nel cuore del Vecchio Continente, passando per la <strong>Gran Bretagna</strong>, che, con il referendum sulla Brexit ha detto addio alle istituzioni europee, considerate sempre più incapaci di offrire risposte e soluzioni alle questioni all’ordine del giorno nello scenario internazionale. In Austria, la crisi economica e l’arrivo di oltre 100mila migranti in un Paese di otto milioni e mezzo di abitanti, hanno determinato la crescita inarrestabile del Partito delle Libertà austriaco, che ora, con più del 30% dei consensi, è diventato il partito più votato nel Paese. E se in America, Hillary Clinton, non ce l’ha fatta a diventare la prima Madame President degli Stati Uniti, in Francia, c’è un’altra donna che si candida a riuscire nell’impresa, nella primavera del 2017. È la leader del Front National, <strong>Marine Le Pen</strong>, che punta a diventare il prossimo presidente francese. Quella di una vittoria della Le Pen alle prossime presidenziali, che si terranno, ad aprile-maggio prossimi, in una Francia lacerata dagli attacchi jihadisti, è un’ipotesi tutt’altro che peregrina. Parola del premier Manuel Valls, che<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-11-18/valls-marine-pen-puo-vincere-063835.shtml?uuid=ADlnNUxB"> a novembre aveva detto che</a>, “oui”, è “possibile” che Marine Le Pen “vinca le presidenziali dell’anno prossimo”. Non a caso i Repubblicani hanno scelto il conservatore <strong>François Fillon</strong> per battere la leader del Front National, che sicuramente supererà il primo turno e arriverà al ballottaggio del 7 maggio. Dopo la primavera francese, sarà poi la volta dell’autunno tedesco. I nazionalisti euroscettici di Alternative Für Deutschland non smettono di guadagnare terreno sul partito della cancelliera, Angela Merkel. Dopo l’exploit in Meclemburgo-Pomerania e gli ottimi risultati ottenuti nella città-stato di Berlino, Alternativa per la Germania è in crescita esponenziale, e, a settembre dell’anno prossimo, la leader dell’AfD, <strong>Frauke Petry</strong>, si prepara a sfidare la Merkel, che, poche settimane fa, ha reso pubblica la sua decisione di candidarsi per un quarto mandato. Anche in <strong>Olanda</strong>, in cui si voterà per le elezioni politiche a marzo del 2017, in testa nei sondaggi c’è il partito nazionalista del leader anti-Islam e anti-immigrati, <strong>Geert Wilders</strong>. Lo stesso Wilders, che a metà luglio applaudiva Donald Trump alla convention repubblicana di Cleveland, stando agli ultimi sondaggi, rischia di vedere triplicati i seggi del suo Partito della Libertà (PVV) nel parlamento olandese, diventando così il leader del primo partito del Paese.<a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/cristiani-sotto-tiro/" target="_blank"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18789" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/12/unnamed.jpg" alt="unnamed" /></a>Pescano voti nella classe media, distrutta dalla crisi economica, nelle aree rurali, tra i giovanissimi, i disoccupati e gli operai orfani della sinistra. I partiti nazionalisti ed euroscettici, sono sempre meno “di destra” e sempre più trasversali e popolari. O, per chi lo preferisce, “<strong>populisti</strong>”. Per questo piacciono e conquistano. Contro la burocrazia dell’Unione Europea, contro l’Islam e l’immigrazione, gridano “Österreich zuerst” o “Les français d’abord”, “prima l’Austria”, “prima i francesi”. Uno slogan fatto proprio, con i dovuti distinguo, anche dal neo presidente eletto degli Stati Uniti. E le differenze nel programma politico di partiti come Fpö, Front National o AfD, sono davvero minime. Eccezion fatta per l’approccio leggermente differente adottato in politica interna o riguardo l’economia, tutti invocano “referendum” in stile Brexit, per abbandonare Euro ed Unione Europea. Critici con Bruxelles per la gestione della politica migratoria, vogliono mettere un freno all’immigrazione, soprattutto economica, verso il Vecchio Continente. Tutti sono a favore di politiche che sostengano la famiglia e la natalità e che difendano le radici cristiane dell’Europa e l’identità europea contro l’Islam radicale. Tutti sono contrari alle sanzioni alla Russia di Putin e guardano volentieri verso Mosca che, a differenza dei leader liberali, non vedono come un nemico, ma come un alleato, difensore dei valori tradizionali europei, contro la globalizzazione e gli schemi del mondo “unipolare”, considerati ormai vecchi e superati. È proprio Hofer, ad esempio, a volere che l’Austria ritorni ad essere la sede del grande dialogo diplomatico internazionale, promuovendo e auspicando nuove intese tra la Russia di Vladimir Putin e l’America di Donald Trump.In un’Europa sempre più in crisi, la vittoria di Trump nelle presidenziali americane, sembra aver dato nuovo vigore al vento nazionalista ed euroscettico che soffia in Europa. E a Vienna, sono pronti a scommettere sul “Trump effect”. &#8220;Se ce l&#8217;hanno fatta in America, possiamo farcela in Austria&#8221;, avrebbe detto il segretario dell’Fpö austriaco. Anche se in Austria il presidente della Repubblica ha un ruolo di rappresentanza, conquistare la presidenza sarebbe la migliore base di partenza per conquistare la Cancelleria. Ed è proprio alla Cancelleria che, comunque andranno le elezioni di domenica, punta l’Fpö.</p>
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		<title>Elezioni, tutti gli errori della Merkel</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2016 18:56:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/GETTY_20160919144417_20662047.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/GETTY_20160919144417_20662047.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/GETTY_20160919144417_20662047-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/GETTY_20160919144417_20662047-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/GETTY_20160919144417_20662047-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Se all’indomani del sorpasso dell’estrema destra dell’AfD nel land del Meclemburgo-Pomerania, Angela Merkel non aveva fatto marcia indietro sulla politica delle “porte aperte”, oggi, dinanzi alla sconfitta elettorale di Berlino, il mea culpa della leader della Cdu, è arrivato. Anche se si tratta di una parziale ammissione di colpevolezza. Le politiche sui migranti &#8220;non sono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-tutti-gli-errori-della-merkel.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/GETTY_20160919144417_20662047.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/GETTY_20160919144417_20662047.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/GETTY_20160919144417_20662047-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/GETTY_20160919144417_20662047-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/GETTY_20160919144417_20662047-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Se all’indomani del sorpasso dell’estrema destra dell’AfD nel land del Meclemburgo-Pomerania, <strong>Angela Merkel</strong> non aveva fatto marcia indietro sulla politica delle “porte aperte”, oggi, dinanzi alla sconfitta elettorale di Berlino, il <em>mea culpa</em> della leader della Cdu, è arrivato. Anche se si tratta di una parziale ammissione di colpevolezza. Le politiche sui <strong>migranti</strong> &#8220;non sono sbagliate&#8221;, ma vanno spiegate meglio ai tedeschi. Questo il “succo” del discorso pronunciato dalla cancelliera tedesca lunedì in una conferenza stampa nella capitale tedesca. &#8220;Mi assumo tutta la responsabilità per i risultati della Cdu nelle elezioni di Berlino, come segretaria del partito e come cancelliera&#8221;, ha detto Angela Merkel, commentando il crollo della percentuale elettorale del suo partito. Il peggior risultato dal dopoguerra per la Cdu, che è passata dal 23,3 al 17,6%.Anche a Berlino, come nei precedenti appuntamenti elettorali, la bocciatura del partito della cancelliera è arrivata soprattutto per la politica delle “porte aperte” ai rifugiati. Una politica che convince sempre meno tedeschi, pronti a buttarsi nelle braccia dell’AfD che, per questo,  ha potuto esordire alle elezioni per il parlamento berlinese con un risultato a doppia cifra. Così, per la Merkel, è arrivato il tempo dell’autocritica. L’enorme afflusso di profughi “ci ha colto piuttosto impreparati a fine estate 2015&#8243;, ha detto la cancelliera in conferenza stampa. Ed ha promesso, pur ribadendo di non voler sostenere una linea di chiusura verso i migranti, che, &#8220;se questa è la volontà popolare&#8221;, il governo tedesco lavorerà per far sì che “un&#8217;altra situazione come quella dell&#8217;estate scorsa, con una migrazione incontrollata e non regolamentata”, non si ripeta.La disfatta elettorale della Cdu, nelle ultime settimane è, infatti, legata ad una serie di<strong> errori di valutazione</strong> del governo tedesco sull’impatto che l’ondata di migranti e rifugiati, più di un milione, che nel 2015 ha raggiunto la Germania, avrebbe avuto sulla società tedesca. A distanza di un anno, la cancelliera fatica, infatti, a mostrare i lati positivi dell’accoglienza e si trova, al contrario, a fare i conti con un’opinione pubblica sempre più scettica, con le due critiche della Csu e con i membri del suo partito che le chiedono un cambio di rotta.L’annus horribilis della Merkel inizia la notte di San Silvestro. Quando a Colonia, Amburgo e Stoccarda, decine di donne tedesche vengono palpeggiate, derubate e molestate sessualmente da centinaia di nordafricani. La cancelliera chiese una ferma reazione e l’applicazione dello Stato di diritto. Ma le politiche di accoglienza andavano già verso il fallimento, almeno sul piano della sicurezza. Un fallimento che si mostra evidente nel mese di luglio. Prima un richiedente asilo afghano ferisce quattro persone con un’accetta al grido di “Allahu Akhbar” sulla linea ferroviaria Wurzburg-Heidingsfeld, in un attentato che sarà rivendicato dall&#8217;Isis. Poi un diciottenne definito “psicopatico” apre il fuoco sulla folla in un centro commerciale a Monaco: dieci i morti, decine i feriti. Poche ore più tardi, un altro “psicopatico”, un ventunenne siriano rifugiato in Germania, uccide una donna incinta e ferisce altre due persone a colpi di machete a Reutlingen, nel Baden-Württemberg. Lo stesso giorno ad Ansbach, invece, si rischia la strage. Un rifugiato siriano si fa saltare in aria in un ristorante. L’obiettivo dell’uomo, un “soldato dell’Isis”, era però di farsi esplodere ad un concerto poco distante, in mezzo a 2500 spettatori. Altri tre “soldati dell’Isis”, legati agli attentatori di Parigi, arrivati in Germania con un gruppo di richiedenti asilo, sono stati arrestati dalla polizia tedesca pochi giorni fa.  Tutti questi episodi, per il 52% dei tedeschi, secondo un sondaggio pubblicato a fine luglio, sarebbero una conseguenza della politica di accoglienza della Merkel. Sul piano dell’integrazione non va meglio. Sono pochissimi, infatti, in proporzione, i rifugiati che sono stati assunti dalle grandi aziende mentre, e secondo<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/piano-merkel-fallito-germania-dice-no-ai-profughi-1297188.html"> i dati pubblicati dal ministero delle finanze</a> tedesco, è da imputare proprio agli arrivi in massa di profughi nel Paese l&#8217;aumento del numero dei disoccupati in Germania: 110mila in più nel 2017, per un totale di 2,86 milioni.Per “metterci una pezza” a marzo la cancelliera aveva spinto affinché l’Ue firmasse l’ormai celebre accordo con la Turchia per frenare gli arrivi di migranti in Europa. Ma, a fronte del pagamento di 6 miliardi di euro, versati nelle casse turche per tenersi i migranti nei campi profughi sul proprio territorio, l’accordo non è mai entrato realmente in funzione e, se non rischia di naufragare completamente dopo la svolta autoritaria di Erdogan seguita al tentativo di golpe in Turchia, è comunque sottoposto alle variazioni d’umore del presidente turco. Il quale, come del resto faceva anche prima del putsch sventato ad Ankara, continua ad usare i flussi migratori come arma di ricatto per far andare avanti il processo di adesione della Turchia all’Ue. Anche se il Paese, evidentemente, agli standard europei non si avvicina neanche un po’.Sulla politica delle “porte aperte” della Merkel, oltre che la Cdu, si sta “sfasciando” pure l’<strong>Unione Europea</strong>. Se è vero che la Brexit è anche un po’ figlia dei timori degli inglesi verso un’immigrazione massiccia e incontrollata &#8211; ne è la prova l’ennesimo muro sorto a Calais &#8211; la dottrina Merkel delle &#8220;porte aperte ai rifugiati&#8221;, rischia di far naufragare anche l’integrazione europea, della quale pure i Paesi dell’Est farebbero volentieri a meno pur di non prendersi la propria quota di migranti. Riguardo gli altri problemi dell’Unione Europea poi, la cancelliera, nonostante i frequenti vertici, non sembra in grado di offrire risposte convincenti. Allora avanzano, pure in Germania, i partiti euroscettici. E sulla scia dei successi elettorali l’Alternative für Deutschland pensa già al 2017 quando, “vedremo Angela Merkel combattere per la propria sopravvivenza politica e l&#8217;Afd, come minimo, diventare terza forza in Germania”, scrive su Facebook la leader berlinese del partito, Beatrix von Storch. Certo è difficile ipotizzare che la leader dell’AfD, Frauke Petry, possa prendere il posto dell’attuale cancelliera nel 2017. Secondo un recente sondaggio, infatti, i tedeschi continuano a preferire Angela Merkel. Ciò che è certo, però, è che gli equilibri politici in Germania sono destinati a cambiare. E che la cancelliera tedesca dovrà riconquistare la fiducia degli alleati della Csu, dei membri del suo partito e dei suoi elettori.</p>
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