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	<title>Francesco ferrante Archives - InsideOver</title>
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	<title>Francesco ferrante Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Perché gli attacchi iraniani sono più efficaci del solito: lo spiega  l&#8217;esperto</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/perche-gli-attacchi-iraniani-sono-piu-efficaci-del-solito-lo-spiega-lesperto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 05:50:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo persico]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1323" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/missili-Patriot-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/missili-Patriot-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/missili-Patriot-la-presse-300x207.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/missili-Patriot-la-presse-1024x706.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/missili-Patriot-la-presse-768x529.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/missili-Patriot-la-presse-1536x1059.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/missili-Patriot-la-presse-2048x1412.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Le esperienze della Guerra dei dodici giorni e la strategia della saturazione: Francesco Ferrante spiega perché l'Iran è più efficace.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-gli-attacchi-iraniani-sono-piu-efficaci-del-solito-lo-spiega-lesperto.html">Perché gli attacchi iraniani sono più efficaci del solito: lo spiega  l&#8217;esperto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1323" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/missili-Patriot-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/missili-Patriot-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/missili-Patriot-la-presse-300x207.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/missili-Patriot-la-presse-1024x706.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/missili-Patriot-la-presse-768x529.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/missili-Patriot-la-presse-1536x1059.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/missili-Patriot-la-presse-2048x1412.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In risposta alla campagna di attacchi aerei lanciata sull&#8217;Iran dalla coalizione israelo-statunitense, Teheran ha condotto una serie di attacchi con missili balistici e droni unidirezionali che hanno messo nel mirino tutte le <strong>potenze del Golfo</strong>. Gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein, l&#8217;Oman, l&#8217;Arabia Saudita, dove è stata <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/cia-station-saudi-arabia-struck-by-suspected-iranian-drone-source-says-2026-03-03/">colpita la stazione della CIA<em> </em></a>in prossimità dell&#8217;ambasciata statunitense, il Kuwait, la Giordania e il Qatar, sono diventati bersagli privilegiati dei vettori iraniani, che dopo aver messo a segno colpi decisivi, come quello inflitto alla stazione radar di rilevamento a lungo raggio per missili balistici An/Fps-132 di Uum Dahal, in Qatar, hanno ottenuto una maggiore efficacia. <br><br>Come ci spiega da Doha <strong>Francesco Ferrante</strong>, ex ufficiale dell’Esercito Italiano con riconosciute competenze strategiche e analitiche, e una lunga esperienza operativa e di pianificazione interforze alle spalle, questa volta ci troviamo di fronte a una situazione &#8220;ben diversa&#8221; rispetto agli attacchi lanciati precedentemente contro Israele.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/647416539_1632079144652365_7244297996729532485_n-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-508047" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/647416539_1632079144652365_7244297996729532485_n-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/647416539_1632079144652365_7244297996729532485_n-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/647416539_1632079144652365_7244297996729532485_n-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/647416539_1632079144652365_7244297996729532485_n-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/647416539_1632079144652365_7244297996729532485_n-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/647416539_1632079144652365_7244297996729532485_n.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br>Gli attacchi condotti dalla <strong>componente missilistica dell&#8217;IRGC </strong>rappresentano una minaccia assai più consistente rispetto a quelle del passato. Le lezioni precedenti, come la Guerra dei 12 giorni, devono aver dato modo di &#8220;imparare qualcosa&#8221; a entrambe le parti. Ognuno, compresi gli iraniani, ha aggiunto qualche piccolo tassello alla propria strategia offensiva e, nel caso di Teheran, potrebbe aver integrato piccole componenti tecnologiche, magari acquisite dalla Cina e dalla Russia (che deve molto all&#8217;Iran per la fornitura di <strong>droni unidirezionali Shahed</strong>, implementati anche con componenti cinesi).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intercettori &#8220;contati&#8221; e tattica della &#8220;saturazione&#8221;</h2>



<p>La strategia che stanno perseguendo è ancora una volta quella della saturazione, sostiene Ferrante: &#8220;Saturano l’Air Defense lanciando i missili meno avanzati, i più desueti&#8221;, attivando i PAC-3,<strong> </strong>o <strong>Patriot Advanced Capability-3</strong>, la variante più moderna ed efficace del sistema missilistico terra-aria Patriot che è stata progettata specificamente per intercettare e distruggere missili balistici tattici, missili da crociera e velivoli avanzati.</p>



<p>I PAC-3 vengono immediatamente lanciati per intercettare la minaccia, ma bisogna tenere conto che <strong>&#8220;a ogni missile lanciato dall’Iran, corrisponde un minimo di due o tre, fino a un massimo di cinque missili intercettori,</strong> che aumentano il calcolo probabilistico di abbattimento&#8221;, e allo stesso tempo svuotano velocemente gli arsenali di una potenza regionale. I missili intercettori di vario tipo <em>&#8220;non sono infiniti&#8221;</em>. Per quanto una potenza possa stoccarli, a un certo punto finiranno. Il calcolo è &#8220;semplice&#8221;, spiega l&#8217;esperto, &#8220;per ogni missile o minaccia aerea, parliamo del lancio di due o tre intercettori, che, a secondo del loro modello, possono costare da 1 milione e mezzo a 10 milioni di dollari, l’uno&#8221;.<br><br> A fronte di “mille lanci iraniani” su una vastissima area, la risposta deve aver portato al<strong> lancio </strong>di un <strong>enorme numero di intercettori</strong>. E a questi ritmi le difese aeree di una piccolo potenza &#8220;possono avere 5/6 giorni di piena autonomia&#8221;, poi gli arsenali possono &#8220;andare in affanno&#8221;, se non viene ridotta &#8220;l’intensità dei lanci&#8221;. <br><br>Possiamo ipotizzare, che dopo la prima ondata incentrata sul lancio di missili meno avanzati e droni, gli iraniani abbiamo impiegato missili più sofisticati, e che seguendo sempre la <strong>strategia della saturazione</strong>, abbiano messo nel mirino obiettivi strategici come i radar che sono parte essenziale dei<strong> sistemi di <em>early warning</em></strong>, le infrastrutture che utilizzano radar, satelliti e sensori per rilevare, tracciare e classificare potenziali minacce — come missili, aerei o droni — in tempo reale, fornendo il tempo necessario per rispondere. Lo dimostra, ad esempio, la capacità di &#8220;bucare le difese del Barehin&#8221;, i problemi analoghi che sono stati riscontrati in Kuwait, e il<strong> radar An/Fps-132</strong> colpito in Qatar.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">💸 US loses nearly $2B in military equipment during early phase of strikes against Iran, according to estimates compiled by Anadolu ⤵️<br><br>• $1.1B AN/FPS-132 early-warning radar hit at Al Udeid Air Base in Qatar<br><br>• 3 F-15E Strike Eagles lost in friendly fire by Kuwaiti air… <a href="https://t.co/uLh8eU8vtY">pic.twitter.com/uLh8eU8vtY</a></p>&mdash; Anadolu English (@anadoluagency) <a href="https://twitter.com/anadoluagency/status/2029249401990836569?ref_src=twsrc%5Etfw">March 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Obiettivo potenze del Golfo</h2>



<p>Secondo le <a href="https://www.fw-mag.com/shownews/950/iran-strikes-us-radar-and-communication-systems-in-the-gulf">analisi </a> e dati messi insieme in questi <strong>primi 5 giorni di guerra,</strong> l&#8217;Iran ha colpito tutte le basi militari statunitensi e gli asset concessi a forze statunitensi nel Golfo. Tra gli obiettivi colpiti da Teheran<strong> </strong>ci sarebbero due radome che ospitavano i <strong>sistemi di comunicazione satellitare An/Gsc-52B SatCom</strong> nella base di Al-Jufair in Bahrein; antenne satellitari nella base di Al Dhafra, negli Emirati, e secondo alcune fonti un <strong>radar legato al sistema antibalistico Thaad</strong> di Al Ruwais, del tipo <strong>An/Tpy-2</strong>, sistema bersagliato anche presso la base saudita di Prince Sultan e presso la base di Muwaffaq Salti in Giordania. Nel mirino anche alcune strutture collegate ai sistemi Satcom Ali al Salem in Kuwait.<br><br>&#8220;Sulla base degli ultimi dati disponibili, circa l&#8217;85% degli attacchi iraniani è stato perpetrato verso i Paesi del Golfo, non verso Israele, colpito tuttavia da più di 180 missili balistici e più di 120 droni&#8221;, ha reso noto oggi il ministro della Difesa italiana, <strong>Guido Crosetto</strong>, come risposta alla richiesta di aiuti dei<strong> Paesi del Golfo</strong>. Mentre la piattaforma <em>OsintDefender</em> avverte che gli stati arabi nel Golfo Persico stanno &#8220;andando pericolosamente a corto di intercettori per abbattere i missili balistici e crociera lanciati dall&#8217;Iran&#8221;. Per questo i governi della regione hanno &#8220;chiesto agli Stati Uniti di accelerare le nuove forniture&#8221;, dicendo loro che i funzionari a Washington stanno creando una task force per risolvere il problema . Una formula che, stando alle ultime informazioni, potrebbe coinvolgere i sistemi di &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/droni-anti-shahed-cambio-missili-patriot-cosa-c-dietro-mossa-2634242.html">difesa aerea ibrida</a>&#8221; <strong>proposta da Kiev</strong>. Che ha maturato un <em>know how </em>rilevante nel fronteggiare sciami di droni e missili, in quattro anni di guerra con la Russia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-gli-attacchi-iraniani-sono-piu-efficaci-del-solito-lo-spiega-lesperto.html">Perché gli attacchi iraniani sono più efficaci del solito: lo spiega  l&#8217;esperto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come hanno fatto gli israeliani a colpire indisturbati Hamas a Doha? L&#8217;analisi dell&#8217;esperto Francesco Ferrante</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/come-hanno-fatto-gli-israeliani-a-colpire-indisturbati-hamas-a-doha-lanalisi-dellesperto-francesco-ferrante.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 17:14:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070714352019_35a78f20f3a4faeb838a93995186be35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070714352019_35a78f20f3a4faeb838a93995186be35.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070714352019_35a78f20f3a4faeb838a93995186be35-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070714352019_35a78f20f3a4faeb838a93995186be35-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070714352019_35a78f20f3a4faeb838a93995186be35-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070714352019_35a78f20f3a4faeb838a93995186be35-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070714352019_35a78f20f3a4faeb838a93995186be35-1536x1002.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le ipotesi sulle coordinate di partenza del raid, i mezzi impiegati, il ruolo dell'intelligence, la reazione del Qatar. I dati e i fatti. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-hanno-fatto-gli-israeliani-a-colpire-indisturbati-hamas-a-doha-lanalisi-dellesperto-francesco-ferrante.html">Come hanno fatto gli israeliani a colpire indisturbati Hamas a Doha? L&#8217;analisi dell&#8217;esperto Francesco Ferrante</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1253" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070714352019_35a78f20f3a4faeb838a93995186be35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070714352019_35a78f20f3a4faeb838a93995186be35.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070714352019_35a78f20f3a4faeb838a93995186be35-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070714352019_35a78f20f3a4faeb838a93995186be35-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070714352019_35a78f20f3a4faeb838a93995186be35-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070714352019_35a78f20f3a4faeb838a93995186be35-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_2025070714352019_35a78f20f3a4faeb838a93995186be35-1536x1002.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Martedì 9 settembre, un raid aereo fulmino e completamente inaspettato, lanciato a distanza da Israele, centra una villa in un quartiere residenziale di <strong>Doha</strong>, in Qatar. All&#8217;interno della struttura dovevano trovarsi i vertici di<strong> Hamas</strong> che conducono i negoziati al sicuro nel potentato del Golfo, che invece sembra non essere riuscito a garantire la loro incolumità. Un problema da non sottovalutare, che ora richiede una risposta &#8220;concreta&#8221;, stando alla precise parole l&#8217;emiro <strong>Al-Thani</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rapporti d&#8217;intelligence e ipotesi</h2>



<p>Inizialmente i primi rapporti diffusi dalle <strong>intelligence</strong> occidentali, non meglio identificate dalle piattaforme Osint e non-Osint che le hanno diffuse, avevano suggerito che l&#8217;attacco &#8211; condotto da caccia israeliani armati con un <a href="https://it.insideover.com/guerra/nellattacco-a-doha-israele-potrebbe-aver-usato-un-nuovo-tipo-di-missile-il-silver-sparrow.html">missile aviolanciato di nuova concezione </a>&#8211; fosse partito da coordinate diverse da Israele e distanti dal <strong>Golfo Persico</strong>.</p>



<p>Si era pensato alla Siria, ormai priva di sistemi di rilevazione / difesa aerea, per poi considerare la ricostruzione diffusa dal <em>Wall Street Journal</em> che parla di un attacco condotto da coordinate sempre distanti dal Golfo, ma localizzate nel <strong>Mar Rosso Settentrionale</strong>, dove una formazione composta da <strong>almeno dodici caccia israeliani</strong>, tra cui vengono citati otto F-15 Ra&#8217;am e quattro F-35 Adir, avrebbero lanciato più di un missile balistico che, superando ad altissima quota lo spazio aereo dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, avrebbe poi raggiunto, in discesa balistica, il Qatar. Nel caso di un lancio dalla Siria, i missili avrebbero &#8220;sormontato&#8221; lo spazio aereo di <strong>Iraq</strong> e <strong>Kuwait</strong>, prima di compiere la loro discesa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli americani avvertiti &#8220;solo pochi minuti prima&#8221;?</h2>



<p>Secondo quanto riportato <strong>alti funzionari statunitensi</strong> considerati informati sui fatti, Israele ha notificato al Pentagono il lancio dell&#8217;operazione &#8220;<em>solo pochi minuti prima dell&#8217;attacco</em>&#8220;. Dichiarando che stava &#8220;<em>eseguendo un attacco contro Hamas</em>&#8220;. Le capacità militari statunitensi avrebbero poi confermato, attraverso &#8220;<em>tracce di calore a infrarossi proiettate dal lancio e dalla traiettoria dei missili</em>&#8220;, che l&#8217;<strong>obiettivo si trovava a Doha</strong>. Dove gli emissari degli Stati Uniti sono parte essenziale dei negoziati per il rilascio degli ostaggi, lo stop delle operazioni militari condotte dall&#8217;IDF e la fine delle ostilità nella <strong>Striscia di Gaza</strong>.</p>



<p>Secondo la ricostruzione fornita da<em> OsintDefender</em>, il <strong>Comando Centrale degli Stati Uniti </strong>avrebbe informato il nuovo Capo di stato maggiore delle forze armate <strong>Dan Caine</strong> (addetto agli affari militare presso la CIA da 2021 al 2024) che avrebbe immediatamente informato la<strong> Casa Bianca</strong>. La catena avrebbe previsto un ordine impartito dal presidente Donald Trump all&#8217;inviato speciale Steve Witkoff per informare gli omologhi in Qatar, ma il caso vuole che fosse &#8220;<em>già troppo tardi</em>&#8220;.</p>



<p>L&#8217;avvertimento sarebbe arrivato &#8220;<em>circa dieci minuti dopo che i missili avevano colpito il luogo di incontro</em>&#8221; a Doha. Come è stato possibile per gli israeliani colpire &#8220;indisturbatamente&#8221; Doha? O le difese aeree del Qatar sono state semplicemente battute da Israele?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Parola all&#8217;esperto, Francesco Ferrante da Doha</h2>



<p><strong>Francesco Ferrante</strong>, ex ufficiale del Comando Operativo Interforze e della Nato, ed esperto in pianificazione operativa e targeting — con una lunga carriera e vasta esperienza operativa, si trova a Doha per addestrare le forze qatarine (e in passato ci ha già supportato nella <a href="https://it.insideover.com/guerra/francesco-ferrante-da-spider-web-a-midnight-hummer-cosi-lintelligence-sceglie-gli-obiettivi-militari.html">concezione delle procedure e nella gestione della complessità operativa</a>). Ha risposto volentieri alle nostre domande per cercare di fare chiarezza sugli eventi.</p>



<p>Dal punto di vista <em>targeting</em>, esordisce Ferrante, l’ovvietà da dover chiarire e’ che l’obiettivo selezionato dagli israeliani per ingaggio <strong><u>non</u></strong> fosse l’edificio basso sito nel distretto di Leqtaifiya in se (come largamente mostrato dalle immagini), ma parte della leadership di Hamas. Va da se che l’edificio sia stato selezionato quale luogo di incontro di diverse figure di spicco di Hamas — incontro finalizzato, secondo quanto ampiamente riferito, proprio a <strong>discutere le proposte di cessate il fuoco avanzate dagli Stati Uniti</strong>. </p>



<p>&#8220;<em>Anche gli americani </em>— sottolinea — <em>avevano chiesto di riunirsi e parlarne</em>&#8220;. L’<strong>obiettivo</strong>, quindi — &#8220;<em>dal punto di vista del target set, come lo chiamiamo noi</em>&#8221; (ossia usando classificazione con cui gli addetti Nato lavorano al processo di “targeting”, tramite quale pianificano, selezionano e propongono un obiettivo, vagliando le armi più idonee dopo una stima degli  effetti/danni collaterali) — <strong>era chiaramente la leadership di Hamas</strong>.</p>



<p>Secondo Ferrante, la &#8220;<em>complicità di qualcuno</em>&#8221; figura tra le ipotesi più verosimili.</p>



<p>Questo perché, prima di colpire un target di tale levatura —classificato tecnicamente come HVT (<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/High-value_target">High Value Target</a>) — viene effettuato un cross-check (<strong>positive identification</strong>) per verificare che il bersaglio, al momento dell’ingaggio, si trovi effettivamente nella posizione indicata dalle informazioni precedenti. Come si può immaginare, spiega Ferrante, obiettivi di cosi&#8217; alto valore per Israele, come la leadership di un’organizzazione o di una milizia, &#8220;<em>si muovono e si nascondono</em>&#8220;,  per evitare di essere bersagli facili, anche in quei luoghi in cui si ritengono protetti.</p>



<p>Per questo, prima di &#8220;ingaggiare fisicamente&#8221; l’obiettivo, di solito è necessaria una positive identification, o comunque “<em>un’ultima chiamata/conferma</em>”. </p>



<p>Ciò può avvenire mediante sistemi di intercettazione elettronica — per esempio il monitoraggio dei telefoni cellulari o di dispositivi mobili associati al target — oppure tramite fonti umane vicine, un team o <strong>un infiltrato</strong>, che confermi la posizione effettiva. Nella sua valutazione personale, l’esperto ritiene plausibile che gli israeliani abbiano ricevuto precedentemente questa segnalazione, perché <strong>un’operazione del genere non si improvvisa in tempi stretti</strong>. Una volta ottenuta la conferma dalla fonte a terra o dal sistema, gli aerei sarebbero decollati e avrebbero lanciato i missili contro l’obiettivo.</p>



<p>Dal punto di vista tecnico, Ferrante richiama l’attenzione sulla netta condanna qatarina dell’attacco: il Qatar è profondamente irritato non solo con Israele, ma anche con gli Stati Uniti, dai quali ha acquistato i propri sistemi di difesa aerea. &#8220;<em>Se piattaforme aeree, o qualsiasi altra forma di minaccia, dovesse entrare nel tuo spazio aereo, tu devi avere la capacità di vedere, tracciare ed intercettare</em>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Accecare un intero sistema di difesa aerea, si può?</h2>



<p>Secondo Ferrante, la vera <strong>domanda cruciale </strong>da porsi in questa occasione è se &#8220;<em>qualcuno possa avere la capacita’ di “inibire” i sistemi Early Warning (EW) della difesa aerea qatarina</em>&#8220;. I sistemi di difesa aerea del Qatar sono <strong>prodotti negli Stati Uniti</strong>; pertanto l’ipotesi che qualcuno possa “<em>premere il tasto giusto</em>” al momento opportuno per rendere ciechi i sistemi per 5–10–15 minuti — ossia il tempo necessario all’azione — è per Doha inaccettabile. È evidente che lo Stato qatariota si trova ora davanti a un problema di responsabilità e credibilità.</p>



<p>Mentre parlo con Francesco, viene richiamata l’attenzione al c<strong>ontinuo rumore dei jet in decollo e atterraggio dall’aeroporto di Doha</strong>, per non sottostimare anche il potenziale pericolo creatosi alla sicurezza del traffico aereo locale. In assenza degli avvertimenti e delle procedure necessarie a garantirne la sicurezza, l’aeroporto è rimasto &#8220;<em>completamente operativo</em>&#8221; durante il raid aereo: un rischio grave e un’ulteriore ragione della forte <strong>reazione del Qatar</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quale risposta, dal Qatar o dai Paesi del Golfo?</h2>



<p>Il Qatar ha avviato colloqui con i partner regionali multilaterali, cui ha partecipato anche l’Arabia Saudita, per concordare una &#8220;<em>risposta forte e concreta</em>&#8221; a questa grave violazione. Di fronte alle delegazioni di circa cinquanta nazioni musulmane e arabe riunite in Qatar, l’emiro<strong> Tamim bin Hamad al-Thani </strong>ha duramente criticato l’attacco, definendolo &#8220;evidente, infido e codardo&#8221;, e ha invitato i Paesi presenti a compiere &#8220;passi concreti&#8221;.</p>



<p>Secondo Ferrante, l’unità del mondo arabo resta argomento complesso e non può essere ricondotta a un <strong>singolo evento</strong>. Ciò che tuttavia suscita preoccupazione è il rischio che episodi simili possano ripetersi in futuro, coinvolgendo i cieli di altre potenze del Golfo o di Stati terzi, soprattutto fra coloro che hanno acquistato sofisticati sistemi di difesa aerea. In questo contesto, la <strong>risposta</strong>, secondo Ferrante, <strong>difficilmente avverrà sul piano strettamente militare</strong>.</p>



<p>&#8220;<em>Ogni attore statale dispone di diversi strumenti di potenza: politici, diplomatici, economici, sociali, informativi — e solo in ultima istanza quello militare</em>&#8220;. Il Qatar &#8220;<em>non è il tipo di attore statale che può rispondere -oggi- ad Israele sul piano militare</em>&#8220;. &#8220;<em>Ma, anche se è piccolo</em>&#8220;, ricorda Ferrante, &#8220;<em>è un gigante in diplomazia come lo e’ sul campo economico</em>&#8220;. &#8220;<em>Quindi — conclude — qualcosa accadrà, ma avverrà certamente su un piano strategico, non operativo-tattico</em>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-hanno-fatto-gli-israeliani-a-colpire-indisturbati-hamas-a-doha-lanalisi-dellesperto-francesco-ferrante.html">Come hanno fatto gli israeliani a colpire indisturbati Hamas a Doha? L&#8217;analisi dell&#8217;esperto Francesco Ferrante</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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