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	<title>Francesco boccia Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Francesco boccia Archives - InsideOver</title>
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		<title>Passa al Senato il  decreto sull&#8217;antisemitismo: per il Pd una spaccatura, per tutti più rischioso criticare Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/passa-al-senato-il-decreto-sullantisemitismo-per-il-pd-una-spaccatura-per-tutti-piu-rischioso-criticare-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 17:45:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/parlamento.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="parlamento" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/parlamento.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/parlamento-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/parlamento-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/parlamento-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/parlamento-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/parlamento-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il decreto impone per legge la definizione adottata dall’International Holocaust Remembrance Alliance, criticata anche dagli studiosi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/passa-al-senato-il-decreto-sullantisemitismo-per-il-pd-una-spaccatura-per-tutti-piu-rischioso-criticare-israele.html">Passa al Senato il  decreto sull&#8217;antisemitismo: per il Pd una spaccatura, per tutti più rischioso criticare Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/parlamento.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="parlamento" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/parlamento.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/parlamento-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/parlamento-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/parlamento-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/parlamento-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/parlamento-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E il giorno dell’Ihra arrivò in Senato.</p>



<p>Con 105 sì (centrodestra, più Italia Viva, Azione e alcuni Dem), 24 no (M5S e Avs) e 21 astensioni (Pd), a Palazzo Madama è stato approvato il ddl 1024 contro l’antisemitismo, che impone per legge la definizione adottata dall’I<em>nternational Holocaust Remembrance Alliance</em> (IHRA), secondo cui l’antisemitismo «è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei», in «manifestazioni verbali e fisiche dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o alle loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto».</p>



<p>Il nodo della discordia, che ha visto spaccarsi il gruppo del Partito Democratico, con 6 senatori favorevoli al testo della maggioranza di centrodestra, riguarda la parte della formulazione in cui viene specificato che <strong>gli attacchi anti-ebraici «possono avere come obiettivo lo Stato di Israele perché concepito come una collettività ebraica»</strong> (aggiungendo, bontà loro, che «le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite»). </p>



<p><strong>Il problema sta appunto nell’eccezionalità storico-politica attribuita a Israele,</strong> che ben si evidenzia nell’elenco di esempi di antisemitismo fornito dall’associazione internazionale sull’Olocausto, che il lavorìo degli emendamenti in Commissione Affari Istituzionali non ha scorporato. </p>



<p>Si va dal «negare agli ebrei il diritto dell’autodeterminazione, per esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è una espressione di razzismo», al «fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei nazisti», fino a «considerare gli ebrei collettivamente responsabili per le azioni dello Stato di Israele». Sul piano giuridico dove, com’è noto, i cavilli la fanno da padrone, ce n’è in abbondanza per veder tradursi in realtà il rischio di confondere l’istigazione alla violenza razziale o religiosa, già perseguito dalla legge Mancino, con <strong>le legittime accuse allo Stato israeliano per la sua politica sionista </strong>(sia pur di un “sionismo revisionista”, com’è definibile la destra da vent’anni impersonata da Bibi Netanyahu). </p>



<p><strong>Un pericolo di compressione della libertà d’opinione </strong>che, sulla base dei cinque articoli di cui si compone la legge, si concretizzerà non solo nella possibilità di venire denunciati, ma anche di un aumento del controllo di polizia, con l’istituzione di una banca dati a fini di “monitoraggio” e il setacciamento di contenuti etichettabili come <em>hate speech</em> sui social.</p>



<p>L’unica retromarcia sostanziale, rispetto alle ipotesi originarie, è consistita nella rinuncia a vietare raduni e cortei «in caso di valutazione di grave rischio potenziale per l’utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita». <strong>Un’eventualità rimossa perché palesemente anti-costituzionale:</strong> il potere di limitazione preventiva del diritto a manifestare (articolo 17 della Carta) è ristretta, per questori e prefetti, a “comprovati motivi di sicurezza o incolumità pubblica”, senza poter entrare nel merito delle idee dei manifestanti. Né ha trovato accoglienza positiva nello stesso centrodestra l’emendamento di <strong>Maurizio Gasparri </strong>(Forza Italia), che proponeva di affiancare alla legge anche una norma penale da inserire nel codice. </p>



<p>All’atto pratico, se il ddl antisemitismo ricevesse il via libera anche alla Camera ed entrasse in vigore, lo scenario potrebbe corrispondere a quanto scriveva Amnesty International in una nota di qualche giorno fa, in particolare nel punto seguente: «È utile ricordare che, sulla base di tale definizione, le attuali attività di monitoraggio già qualificano il movimento “Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni” (Bds) come una forma di lotta antisemita contro Israele. Allo stesso modo, sempre in base alla definizione dell’Ihra, vengono ricondotti tra le matrici del cosiddetto antisemitismo moderno anche alcuni rapporti critici sulle politiche israeliane, tra cui il <a href="https://www.amnesty.it/israele-sta-commettendo-genocidio-contro-la-popolazione-palestinese-a-gaza/">rapporto di Amnesty International</a> sulle violazioni della Convenzione sul Genocidio da parte dello stato di Israele nella Striscia di Gaza e quello sulle pratiche di discriminazione razziale e di <a href="https://www.amnesty.it/apartheid-israeliano-contro-i-palestinesi-un-crudele-sistema-di-dominazione-e-un-crimine-contro-lumanita/">apartheid</a> messe in atto dallo stato di Israele nei confronti della popolazione palestinese sotto il suo controllo».&nbsp;</p>



<p>Sotto il profilo politico, la notizia è stata la divisione del Pd. Ampiamente prevista, dato che a capitanare la pattuglia di parlamentari che hanno votato a favore è <strong>Graziano Delrio</strong>, segnalatosi nei mesi scorsi come proponente di un testo di legge tutto suo, per marcare su Israele e dintorni una strategica distanza dalla leadership di <strong>Elly Schlein.</strong> Il capogruppo piddino, <strong>Francesco Boccia</strong>, ha avuto un bel daffare nel tentare di suturare la ferita, che brucia in modo intenso perché, nel partito, la sensibilità filo-palestinese è radicata, ma non certo facile da conciliare con l’obbligata deferenza da tributare agli accorati appelli della senatrice a vita <strong>Liliana Segre</strong>, icona dell’antifascismo e antirazzismo. L’ultimo dei quali, proprio alla vigilia del voto, invitava a una “convergenza trasversale più ampia possibile” che in realtà sembrava diretto al Pd, la cui linea ufficiale è stata alla fine l’astensione. Unica scappatoia, questa, per non mettere in imbarazzo la base largamente pro-Pal e al contempo non tirarsi addosso l’accusa di mostrarsi indifferenti all’“emergenza antisemita”. </p>



<p>L’iter legislativo ha visto nell’ultimo anno affastellarsi ben cinque diverse proposte per il contrasto all’antisemitismo. Diverse per modo di dire, dato che sia Massimiliano Romeo (Lega) che i già citati Maurizio Gasparri e Graziano Delrio, oltre a Ivan Scalfarotto (Italia Viva), hanno praticamente prodotto norme-fotocopia tutte basate sulla definizione dell’Ihra. </p>



<p><strong>A fare eccezione è stato solo Andrea Giorgis,</strong> l’esponente Dem incaricato di lanciare il messaggio, simbolico, di voler superare la lacerazione interna ai suoi, virando su un concetto di antisemitismo meno sovrapponibile all’antisionismo. Il povero Giorgis, sul finale, si è attaccato alla stretta, fatta calare in zona cesarini dal ministro all’economia <strong>Giancarlo Giorgetti </strong>(Lega), sui fondi per corsi di formazione e premi pubblici finalizzati a promuovere la cultura della memoria. «C’è un testo», ha dichiarato il senatore Pd, che «delinea una strategia di interventi che, purtroppo, non sono sostenuti da alcuna risorsa, e che rischiano perciò di rimanere sulla carta o comunque di ripetere misure già previste (che non si sono dimostrate efficacissime), mentre ci sarebbe bisogno di un vero investimento anche economico».</p>



<p>Già più centrato il commento sul vero <em>vulnus </em>della legge, che a suo dire insisterebbe <strong>«nel positivizzare una definizione di antisemitismo, quella dell’IHRA (del 2016), che ha suscitato critiche e perplessità in più di uno studioso </strong>e appare per alcuni versi datata e incapace di presentare quella chiarezza e suscitare quel consenso spontaneo che invece sarebbe necessario». Consenso che non c’è nemmeno nel Paese, che a dispetto della trasversale “unione sacra” per la causa di Israele, non è affatto spontaneamente allineato nel criminalizzare il dissenso. Come hanno dimostrato l’anno scorso le oceaniche proteste di solidarietà al popolo di Gaza e della Cisgiordania. </p>
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		<title>Il Ddl Delrio è già un successo (per chi voleva spaccare il Pd)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-ddl-delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-pd.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2025 12:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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<p> Il testo autoritario e ottuso a firma Graziano Del Rio non prende di mira l'antisemitismo ma cerca di spaccare il Pd.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1265" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-1536x1012.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Il-Ddl-Delrio-e-gia-un-successo-per-chi-voleva-spaccare-il-Pd-600x395.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La contestazione interna al Pd è riuscita a realizzare, almeno in parte, <strong>lo scopo che si era prefisso il ddl contro l&#8217;antisemitismo a firma di Graziano Delrio</strong>: che evidentemente <strong>non era difendere la dignità degli ebrei</strong> e fare da diga all&#8217;odio razzista <strong>ma spaccare il Partito democratico</strong>. Non è stata una &#8220;iniziativa personale&#8221;, come pure qualcuno ha tentato di dire per nascondere il problema, quella dell&#8217;ex ministro, bensì <strong>un testo autoritario e ottuso presentato da una fronda di 13 senatori</strong>. Diventato caso nazionale nel weekend, il testo è stato sostanzialmente scaricato dai vertici del Pd, a partire da <strong>Francesco Boccia</strong>, capogruppo dem in Senato: &#8220;<strong>Non rappresenta la posizione del gruppo né quella del partito</strong>&#8220;.</p>



<p>Il principale partito d&#8217;opposizione, che una settimana fa era riuscito a vincere la Puglia e la Campania, si ritrova <strong>incartato di nuovo dalla corrente &#8220;riformista&#8221;</strong>, con la segreteria sotto il fuoco dei gruppi filoisraeliani. <strong>Missione compiuta.</strong></p>



<p>Noi di <em>InsideOver</em> ne avevamo già parlato <a href="https://it.insideover.com/politica/lotta-allantisemitismo-o-censura-col-ddl-delrio-il-pd-si-mette-nellangolo-da-solo.html">il 28 novembre</a>: si è dovuto aspettare che lo facesse anche <strong>il <em>Manifesto</em></strong> per far capire al resto centrosinistra <strong>la pericolosità della legge</strong>, che intanto era nel cassetto da oltre una settimana. Nessun altro quotidiano di centrosinistra storico, divulgatore, o debunker di quelli che piacciono alla gente che piace, se n&#8217;era occupato, <strong>ed è un problema.</strong></p>



<p>&#8220;Se si è potuto criticare Israele e se voci autonome come quelle citate di Foa o Lerner si sono levate liberamente&#8230; lo si potrà continuare a fare legittimamente&#8221;, dice a un certo punto Delrio al quotidiano comunista, <strong>ed è forse questa la sua frase più sconcertante</strong>. Quello che hanno detto Anna Foa e Gad Lerner, due rappresentanti della sinistra liberale moderata, critici pacati, in questi due anni <strong>non ha nulla a che fare con i contenuti che verrebbero sanzionati dalla definizione dell&#8217;Ihra</strong>, tipici del linguaggio antisionista radicale, nel mondo arabo come nella sinistra italiana. A cominciare dall&#8217;analogia &#8211; sensazionalistica, discutibile &#8211; tra Israele e nazismo, o l&#8217;idea che Israele sia uno Stato razzista fin dalla nascita, o che non dovrebbe esistere, o che soldati Idf si comportino da kapò.</p>



<p>Il fatto che molti di noi reputerebbero tutte queste opinioni irragionevoli, esageratamente ostili, o persino controproducenti per qualsiasi dialogo, <strong>dev&#8217;essere del tutto secondario</strong>: <strong>che si debba estirparle dal dibattito democratico a suon di legge è questo il punto che Delrio non sembra cogliere</strong>. Il suo ddl vuole rendere operativa <strong>l&#8217;ideologia del <em>words are violence</em></strong>, contro cui si sono ribellati molti conservatori dopo l&#8217;assassinio del provocatore seriale Charlie Kirk, <strong>un&#8217;ideologia che riduce in modo arbitrario la distanza tra parole e azioni</strong>, con <strong>effetti illiberali</strong> sul piano legislativo e sul dibattito sull’<em>hate speech</em>.</p>



<p>Ma è vero che <strong>sui social la comunicazione immediata favorisce reazioni impulsive</strong> e la percezione delle parole come violente, e <strong>l&#8217;applicazione dell&#8217;Ihra in salsa italiana</strong> è stata accolta con favore da quei segmenti, non per forza pro-Bibi, che si sentono smarriti nel dibattito pubblico degli ultimi due anni.</p>



<p><strong>Ma l&#8217;Ihra è una soluzione autoritaria e sbagliata</strong>. Per chi non lo sapesse, tra sue direttive c&#8217;è questa: l&#8217;idea che vada etichettato come antisemita &#8220;<strong>applicare doppi standard pretendendo da Israele un comportamento che non viene richiesto o preteso da nessun altro Paese democratico</strong>&#8220;. In pratica, <strong>l&#8217;imputare a Israele crimini commessi già da altre potenze occidentali</strong>.</p>



<p>È la trasformazione in <strong>censura operativa</strong> del benaltrismo socialmediale che abbiamo visto negli ultimi due anni &#8211; esempio: &#8220;E allora il Messico con i narcos?&#8221;, &#8220;E allora la coalizione occidentale a Mosul&#8221;, etc. &#8211; usato per dire che siccome ci sono state altrove, o in passato, operazioni di &#8220;antiterrorismo&#8221; che hanno comportato mattanze indiscriminate, allora bisogna tollerarle anche in un nostro alleato geopolitico intoccabile. Per quanto sia un argomento legittimo, seppur piccino e disonesto, <strong>dev&#8217;essere lasciato alla discussione democratica</strong>, senza che diventi <strong>un&#8217;etichetta infamante</strong> che consenta licenziamenti, isolamento e <strong>carriere rovinate</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La reazione degli intellettuali</h2>



<p>Ma intanto arrivano <strong>le picconate dei segmenti politici filoisraeliani più intransigenti</strong>, incluso <strong>Luigi Marattin</strong>, che accusano il Pd di Schlein di essere ricattato dagli &#8220;squadristi&#8221; e dai &#8220;pro-Pal&#8221;, nonostante la definizione di antisemitismo su cui si basa il ddl venga <strong>criticata anche da numerose organizzazioni pacifiste ebraiche e da intellettuali israeliani di sinistra</strong>. <strong>Elly Schlein</strong>, dal canto suo, <strong>non si esprime</strong>, e questo la dice lunga sull&#8217;esito di una segreteria che, tra le sue missioni, si proponeva quella di <strong>ridurre l&#8217;influenza delle correnti</strong>.</p>



<p>Ci si consola allora con la reazione di alcuni intellettuali impegnati nelle comunità ebraiche come <strong>Roberto Saviano, Helena Janeczeck, Carlo Ginzburg e Gad Lerner</strong>, che hanno firmato un appello definendo il testo di Delrio &#8220;<strong>inaccettabile e pericoloso</strong>&#8221; e che <strong>finisce per banalizzare l’odio antiebraico</strong>. L’appello critica anche il fatto che i quattro disegni di legge in discussione &#8211; presentati da Lega, Italia Viva, PD e Forza Italia &#8211; creino <strong>una sorta di eccezione “in favore degli ebrei”</strong>, separando l’antisemitismo dalla più ampia lotta contro il razzismo. Un approccio che, scrivono, <strong>rischia di alimentare nuova ostilità</strong>.</p>



<p>A intervenire è stato anche <strong>il Laboratorio Ebraico Antirazzista</strong>, che ci scrive e definisce il ddl Delrio &#8220;<strong>molto preoccupante</strong>&#8220;, forse per calcoli interni al Pd o per <strong>inseguire la destra su un terreno repressivo</strong> già battuto da altri partiti socialdemocratici europei.</p>



<p>La sintesi migliore ce la consegna la storica <strong>Anna Foa</strong>, che definisce l’impianto del ddl &#8220;<strong>una minaccia per la democrazia e la libertà d’opinione</strong>&#8220;. Secondo lei, andrebbe semplicemente accantonato. Nel frattempo, però, il testo ha già raggiunto uno dei suoi effetti più visibili: <strong>alimentare divisioni nel Pd</strong> e segnalare un &#8220;<strong>riformismo</strong>&#8221; sempre più fuori controllo.</p>
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