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	<title>Federico fubini Archives - InsideOver</title>
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	<title>Federico fubini Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il fubinismo, malattia infantile dell&#8217;atlantismo</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/il-fubinismo-malattia-infantile-dellatlantismo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 01:14:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="872" height="581" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lenin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="lenin" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lenin.jpg 872w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lenin-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lenin-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lenin-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 872px) 100vw, 872px" /></p>
<p>A quanto pare, ci interessa di più parlar male della Russia che preoccuparci davvero per l'Ucraina. E il famoso crollo russo... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-fubinismo-malattia-infantile-dellatlantismo.html">Il fubinismo, malattia infantile dell&#8217;atlantismo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="872" height="581" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lenin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="lenin" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lenin.jpg 872w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lenin-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lenin-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/lenin-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 872px) 100vw, 872px" /></p>
<p>Quando ero alle prime armi, seguivo le cronache inglesi di un collega che stimavo molto. Lui detestava <strong>Margaret Thatcher.</strong> Considerò una disgrazia la sua ascesa al potere e da quel momento cominciò a scrivere che non sarebbe durata. Sciopero dei minatori? La Thatcher sta per cadere. Disoccupati in rivolta? Per la Thatcher è la fine. Aumento delle tasse? Se ne va, se ne va. Forse perché accompagnata da queste profezie funeste, la Thatcher restò al potere per undici anni filati, durante i quali cambiò il panorama politico inglesi come pochi prima e dopo di lei.</p>



<p>Non si offenda nessuno ma questo ricordo mi torna prepotente quando leggo uno degli articoli che <strong>Federico Fubini</strong>, vice-direttore del Corriere della Sera, dedica alla Russia. L&#8217;ultimo in questi giorni, intitolato <a href="https://www.corriere.it/esteri/26_febbraio_25/russia-ucraina-emergenza-fondo-sovrano-esaurimento-15b9449e-bf6a-458c-bfdf-796da27ffxlk.shtml">&#8220;Russia in emergenza, il fondo sovrano in esaurimento&#8221;</a>. Volete sapere come si intitolava uno dei suoi primi articoli dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, nel 2022? Così: &#8220;<a href="https://www.corriere.it/economia/finanza/22_febbraio_28/russia-default-sanzioni-6f54c36c-988a-11ec-899b-30de360aaa79.shtml">La Russia farà default a causa delle sanzioni?</a>&#8220;. Dentro, nell&#8217;articolo di quattro anni fa, si dice che &#8220;Mosca tiene chiusa la propria piazza finanziaria, le file di risparmiatori davanti alle banche russe si allungano e la banca centrale (sotto sanzioni) alza disperatamente i tassi raddoppiandoli fino a un soffocante 20%&#8221; e che &#8220;sembra probabile che da oggi molte banche e società non finanziarie russe non possano più onorare i pagament<strong>i</strong> da esse dovuti all’estero&#8221;. Disperatamente&#8230; Soffocante&#8230;</p>



<p>Poiché questo è un tema sensibile, cerchiamo di essere chiari: che la Russia abbia grossi problemi dopo aver scatenato l&#8217;invasione del 2022 è evidente (e sarebbe strano se non fosse così, con decine di migliaia di sanzioni decise da quasi tutte le economie più sviluppate del pianeta); altrettanto evidente è che, prima o poi, la sua struttura economica le presenterà il conto e, forse, le imporrà di scegliere tra la guerra (che per Kiev viene finanziata da altri: finora la sola Ue ha versato 200 miliardi) e la sostenibilità interna. Qui a InsideOver lo sappiamo bene e ne abbiamo scritto più volte. <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-2022-2026-leconomia-di-guerra-alla-prova-della-verita.html">L&#8217;ultima qui</a>. E <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-2022-2026-putin-lo-zar-solitario-e-il-dilemma-del-futuro-della-russia.html">la penultima qui.</a></p>



<p><strong>Il punto, però, sta proprio in quel &#8220;prima o poi&#8221;.</strong> Perché fa una gran differenza (soprattutto per gli ucraini) se ciò avverrà PRIMA o avverrà POI. Per ora, nonostante che tre-quattro volte l&#8217;anno Fubini ci avverta dell&#8217;imminenza del crollo, ciò non è ancora avvenuto. Per questo mi torna in mente l&#8217;esempio del collega e della Thatcher: se il suddetto crollo avverrà tra altri quattro anni, qualcuno magari se ne rallegrerà ma forse non esisterà più l&#8217;Ucraina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ucraina? Quale Ucraina?</h2>



<p>Intendiamoci, stiamo un po&#8217; sfottendo Fubini che resta un esempio nobile in questo senso. Però esiste un fenomeno più generale che potremmo definire &#8220;fubinismo&#8221; e che consiste nello spiegare che in Russia tutto va male senza fare il minimo cenno a ciò che avviene in Ucraina o da noi. Un esempio: nel marzo del 2022 Fubini dedica <a href="https://www.corriere.it/economia/lavoro/22_marzo_03/petrolio-gas-europa-paga-800-milioni-euro-giorno-russia-44ab81a8-9a71-11ec-a66e-5cad27f47546.shtml">un bell&#8217;articolo allo shock energetico</a> generato dall&#8217;invasione russa. Il prezzo del gas sale del 42%, quello del petrolio del 6%, quello del carbone del 33%. Poi i prezzi torneranno a scendere, ovviamente e per fortuna. E alla fine di gas e petrolio russo non ne compriamo quasi più. Non c&#8217;è verso, però, di trovare un articolo che spieghi che nel 2021 (prima dell&#8217;invasione) <strong>l&#8217;Europa spendeva circa 100 miliardi l&#8217;anno per il gas russo</strong> mentre ora (finalmente liberi dalla schiavitù moscovita) <strong>ne abbiamo promessi 250 l&#8217;anno ai soli Stati Uniti</strong> per il loro GNL (dovendo quindi aggiungere le spese per i rigassificatori e le altre strutture necessarie).</p>



<p>I &#8220;fubinisti&#8221; di maniera, poi, dei problemi reali dell&#8217;Ucraina non parlano mai, ma proprio mai. Bella forza, ripetere a pappagallo che gli ucraini sono eroici: chi potrebbe negarlo? Ma una qualche spiegazione sul fatto che i giornali (anche il Corriere) scrivono regolarmente che le perdite russe sono enormi ma poi, quando le parti si scambiano le salme dei caduti, i corpi restituiti dai russi sono sempre molti di più di quelli restituiti dagli ucraini <strong>(ultimo scambio: 1.000 salme ucraine contro 35 russe)</strong> potremmo tentarla? Lo vogliamo scrivere un articoletto sul fatto che dieci giorni fa Zelensky ha firmato un decreto (il numero 108/2026 intitolato “Sulle modifiche al Regolamento sul servizio militare nelle Forze Armate dell’Ucraina da parte dei cittadini ucraini”) che stabilisce che durante la legge marziale <strong>le persone di 60 o più anni possono essere accettate nel servizio militare</strong> ovvero (visto che di legge marziale si parla) essere spedite al fronte? Due parole sulla catastrofe demografica dell&#8217;Ucraina si posso spendere? Sul fatto che, come dice la Cnn, l&#8217;Ucraina &#8220;sta diventando un Paese di vedove e orfani&#8221;, che (lo spiega l&#8217;insigne demografa ucraina <strong>Ella Libanova</strong>) l&#8217;Ucraina tra morti ed emigrati ha perso 10 milioni di persone, che il tasso di natalità è sceso sotto un figlio per donna?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Combattere per noi</h2>



<p>Esempi buttati lì, e ce ne sarebbero altri mille. Ma l&#8217;impressione è che in generale interessi di più parlar male della Russia che preoccuparsi davvero per l&#8217;Ucraina. Che deve star lì, come dicono quelli che si credono furbi, a &#8220;combattere per noi&#8221;, anche se nessuno aggiunge &#8220;e a morire per noi&#8221;. Come ha detto il politologo norvegese <strong>Glenn Diesen </strong>nel suo <a href="https://it.insideover.com/guerra/glenn-diesen-allonu-alloccidente-interessa-piu-logorare-la-russia-che-aiutare-lucraina.html">straordinario intervento al Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu</a>: sventoliamo la bandiera della solidarietà all&#8217;Ucraina a patto di non raccontare mai che cosa implichi per l&#8217;Ucraina questa solidarietà.</p>



<p>Si tratta, è evidente, di <strong>tenere alto il morale delle truppe, ovvero di noi lettori.</strong> Che dobbiamo continuare a pensare che tutto procede secondo i piani, che i russi, come gli orchi del <em>Signore degli Anelli</em>, sono feroci ma stupidi e quindi la vittoria ci arriderà. È un sistema che ha sempre un certo effetto ma non proprio con tutti: sono molti a ricordare come sia finita in Afghanistan, Iraq, Libia e Siria, e anche lì era <em>mission accomplished</em>, o no? Perché alla fin fine Lenin, che ci siamo divertiti a evocare nel titolo, proprio nel libello polemico <a href="https://www.marxists.org/italiano/lenin/lenin-opere/lenin_opere_31.pdf">L&#8217;estremismo malattia infantile del comunismo </a>ammetteva dove stava il punto. La rivoluzione, scriveva, vinceva perché il proletariato era disciplinato. E da che cosa veniva generata tale preziosa disciplina? &#8220;Dalla giusta direzione politica realizzata dall&#8217;avanguardia, dalla giustezza della sua strategia e della sua tattica politica, <strong>a condizione che le grandi masse si convincano di tale giustezza</strong>&#8220;. Ecco, noi non siamo convinti.</p>



<p><strong>InsideOver segue dal 2014 con passione le vicende dell&#8217;Ucraina e dal 2022 quelle generate dall&#8217;invasione russa. Cerchiamo di farlo con documentazione inoppugnabile e con il desiderio di andare oltre i luoghi comuni. Se questa linea ti piace, diventa uno dei nostri e aiutaci con il tuo contributo: <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati a InsideOver, fallo subito! </a></strong></p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-fubinismo-malattia-infantile-dellatlantismo.html">Il fubinismo, malattia infantile dell&#8217;atlantismo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Caso Limes&#8221; e molto oltre: quattro anni di disastro informativo e moralismo un tanto al chilo</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/caso-limes-e-molto-oltre-quattro-anni-di-disastro-informativo-e-moralismo-un-tanto-al-chilo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 17:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/zelensky.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La gara alle previsioni sbagliate, in Italia, ha molti vincitori. E il dramma vissuto dall'Ucraina meritava un'informazione migliore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/caso-limes-e-molto-oltre-quattro-anni-di-disastro-informativo-e-moralismo-un-tanto-al-chilo.html">&#8220;Caso Limes&#8221; e molto oltre: quattro anni di disastro informativo e moralismo un tanto al chilo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/zelensky.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/zelensky-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/zelensky-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Del &#8220;caso Limes&#8221; si è già occupato da par suo <a href="https://it.insideover.com/guerra/quel-che-non-torna-nella-fuga-degli-studiosi-di-limes.html">Paolo Mossetti in queste pagine</a> e non è c&#8217;è ragione di aggiungere altro. Vorrei invece scrivere qualche riga su un aspetto della questione a prima vista secondario ma che invece spiega tanto del disastro informativo che l&#8217;opinione pubblica italiana (e in larga misura anche europea) ha subito in questi quasi quattro anni di guerra.</p>



<p>Una delle &#8220;colpe&#8221; che vengono imputate a Lucio Caracciolo, direttore di Limes ed editorialista dei giornali del gruppo Gedi, è di <strong>aver sostenuto, all&#8217;epoca, che la Russia NON avrebbe invaso l&#8217;Ucraina.</strong> È un questione che conosco bene perché, tra fine 2021 e inizio 2022, anch&#8217;io, nel mio piccolo, avevo detto e scritto la stessa cosa. Previsione clamorosamente sbagliata, come si è visto, ed è inutile ora ricostruire qui i perché e i percome di quella mia idea. Seguì, ovviamente, aggressione verbale sui social, inviti a cambiare mestiere ecc. ecc.</p>



<p>Bisognerebbe ricordare che, persino nelle ultime settimane prima dell&#8217;invasione, anche <strong>Volodymyr Zelensky</strong> ed <strong>Emmanuel Macron</strong> (8 febbraio 2022: &#8220;Da Putin ho ottenuto che non ci sarà escalation&#8221;, <a href="https://www.lastampa.it/esteri/2022/02/08/news/macron_ho_ottenuto_da_putin_che_non_ci_sara_escalation_ma_il_cremlino_smentisce_non_e_cosi_ancora_non_siamo_stati_in_g-2850647/">si legga qui</a>), smentivano la possibilità di un&#8217;invasione. Come peraltro il nostro ministro degli Esteri Luigi di Maio, che dichiarava: &#8220;Già nei giorni scorsi il ministro della Difesa ucraino Reznikov era intervenuto affermando che l&#8217;entità e lo stato di preparazione delle forze russe al confine non risulterebbero, agli occhi di Kiev, tali da lasciar presagire un&#8217;operazione bellica a tal punto impegnativa. <strong>Il presidente Zelensky ha ribadito tale analisi</strong> nel suo colloquio con il presidente Biden del 28 gennaio.<strong> I vertici ucraini riterrebbero poco probabile e tanto meno imminente un&#8217;offensiva massiccia &#8211; o un&#8217;invasione </strong>&#8211; considerando più verosimile un&#8217;eventuale azione destabilizzante su vasta scala, in formato ibrido, da parte di Mosca ai danni delle istituzioni ucraine. Ipotesi che ci preoccupa ugualmente&#8221;. Insomma, si era in buona compagnia.</p>



<p>Ma la cosa davvero grottesca è che aver sbagliato previsione non viene considerato un errore ma una colpa. Come se aver ragionato (sempre il mio caso, non voglio certo parlare per Caracciolo) sui pro e i contro della Russia nell&#8217;immaginare un&#8217;invasione e aver concluso (erroneamente, ribadiamolo) che i contro erano più dei pro, <strong>fosse una chiara prova di complicità con il Cremlino.</strong></p>



<p>Restiamo comunque sul tema delle previsioni. Ma davvero i &#8220;buoni&#8221;, gli insospettabili, quelli che danno agli altri lezioni di competenza e soprattutto di correttezza politica hanno le credenziali giuste? Davvero le hanno azzeccate tutte? Proviamo a fare qualche caso concreto, con tutto il rispetto dovuto a persone di indubbia professionalità. Cominciamo dal caso più emblematico e clamoroso: il 4 settembre del 2022, <strong>Ursula von der Leyen</strong> ridicolizza ogni senso comune dicendo al Parlamento europeo che &#8220;i militari russi usano i microchip delle lavapiatti per far volare i missili&#8221; e che &#8220;l&#8217;industria militare russa è a pezzi&#8221; (<a href="https://youtube.com/shorts/R-g6jY8DI3c?si=rb1aX0izzRyJui-1">si veda qui</a>). Una colossale scemenza. Quanti dei &#8220;buoni&#8221;, quelli che vedono putiniani in ogni angolo, alzarono il dito per dire anche solo &#8220;signora, attenta, forse non è proprio così&#8221;? Non ne ricordo nessuno. Forse che le ragioni della propaganda erano più forti di quelle del buon senso e della correttezza dell&#8217;informazione?</p>



<p>Andiamo avanti. In questi quasi quattro anni di guerra abbiamo assistito a uno slittamento semantico di non poco conto, annegato però in un fiume di parole che l&#8217;hanno progressivamente annacquato. Adesso nessuno più ricorda qual era il mantra del 2022, passata la paura dei primi giorni dell&#8217;invasione: l&#8217;Ucraina deve vincere e vincerà la guerra. Anzi, sta già vincendo. La Russia sarà sconfitta sul campo. Lo sa bene <strong>Nona Mikhelidze</strong> (responsabile di ricerca presso l&#8217;Istituto Affari Internazionali nonché editorialista di La Stampa e Il Foglio), che di questa linea è stata una delle interpreti più in vista, assiduamente presente in una miriade di trasmissioni televisive e radiofoniche (u<a href="https://www.youtube.com/watch?v=tlC4THbY6eA">n esempio qui)</a>. Nel video appena linkato &#8220;sposava&#8221; la tesi di Zelensky, ovvero che l&#8217;Ucraina voleva tornare ai confini pre-invasione (che peraltro era già una variante rispetto al primitivo &#8220;tornare ai confini del 1991&#8221;, vale a dire recuperando anche la Crimea). Adesso la studiosa dice che &#8220;la Russia non sta vincendo la guerra&#8221;: affermazione dibattibile (ma non qui e non ora), comunque molto diversa da un pronostico di sicura vittoria ucraina, fosse sui confini del 2022 o su quelli del 1991. </p>



<p>E non solo. In una delle sua recenti apparizioni Tv (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=khqVeSf-GuY">questa</a>), la Mikhelidze ha tenuto ad assicurare che in tre anni e mezzo di guerra la Russia è riuscita a occupare solo il 6% del territorio ucraino,<strong> &#8220;perché il 14% l&#8217;aveva occupato nel 2014&#8221;</strong>. Questa la valutazione di adesso. Perché nell&#8217;altro video, quello del 2022 (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=tlC4THbY6eA">link qui</a>) la Mikhelidze diceva che tra il 2014 e il 2022 &#8220;la Russia non controllava il Donbass ma solo Donetsk e Lugansk e una piccola parte della regione&#8221;. Donetsk, Lugansk e una piccola parte della regione farebbero quindi il 14% dell&#8217;intera Ucraina, che è il secondo Paese d&#8217;Europa per estensione dietro la Federazione Russa?</p>



<p>E delle previsioni di crollo economico della Russia? Non vogliamo dire niente? Rilevare che la Russia sconti difficoltà anche molto pesanti è banale: decine di migliaia di sanzioni e blocchi non potevano che ottenere questo risultato. Ma per molto tempo non ci siamo sentiti dire che la Russia sarebbe stata in difficoltà ma che sarebbe crollata. Crollata. Nel maggio del 2022 il premier <strong>Mario Draghi</strong> (un economista) aveva annunciato che &#8220;il <strong>momento di massimo impatto di tutte le </strong><b>sanzioni</b> fin qui approvate nei confronti della Russia sarà da questa estate in poi”. In quell&#8217;anno, il primo dell&#8217;invasione, il Pil russo calò del 2,1%, non poco ma molto meno di quanto fosse stato in generale pronosticato. Ma nel 2023 lo stesso Pil russo crebbe del 3,6% (più di quello Usa e di quello Ue), nel 2024 del 4,3% e nel 2025 di una cifra tra lo 0,6 e l&#8217;1%. Brusca frenata, certo. Ma quello dell&#8217;Italia, Paese non in guerra e non sanzionato, dovrebbe essere dello 0,5% secondo le stime Istat o dell&#8217;1,6% secondo quelle Bce. </p>



<p>Nel frattempo, aspettando il crollo prossimo ventura dell&#8217;economia russa, <strong>Federico Fubini</strong>, vice-direttore del Corriere della Sera ha annunciato due o tre volte l&#8217;inesorabile crollo del rublo (<a href="https://www.corriere.it/opinioni/24_novembre_27/le-sanzioni-alla-russia-inutili-ora-il-rublo-sprofonda-6412eb4f-7d57-486f-8af9-477a73218xlk.shtml?refresh_ce">una volta qui</a>). &#8220;La moneta russa precipita senza rete&#8221;, diceva, mentre il rublo è di fatto tornato alle quotazioni pre-invasione.</p>



<p>Ci fermiamo qui, agli esempi nobili, che peraltro si sono ben guardati dal commentare gli scandali di corruzione vissuti a Kiev e denunciati come una responsabilità di Zelensky non tanto da noi (o meglio: anche da noi, che però siamo cattivoni prevenuti) ma soprattutto da <a href="https://kyivindependent.com/editorial-zelenskys-leadership-crisis-is-threatening-ukraine/">giornali ucraini come <em>Kiyv Independent</em></a> e <em>Ukrainska Pravda</em>. che scrivono cose come questa: &#8220;Le debolezze di un sistema di leadership che concentra avidamente il potere, non tollera critiche e giustifica l’incompetenza in nome della lealtà. <strong>Zelensky ha governato in questo modo da quando ha assunto l’incarico nel 2019</strong>. Ma ora, a quasi quattro anni dall’inizio della guerra su vasta scala, <strong>i difetti di questo stile di governo sono così profondi da minacciare la sopravvivenza stessa del Paese&#8221;.</strong> E dici niente.</p>



<p> E non proviamo nemmeno ad addentrarci nei vari <strong>&#8220;i russi combattono con le pale&#8221;, &#8220;la rivolta degli oligarchi&#8221;, &#8220;i russi scavano trincee nel terreno contaminato di Chernobyl&#8221;, &#8220;Putin è malato e si cura con il sangue di cervo&#8221;</strong>, &#8220;i russi prendono pastiglie che consentono loro di combattere anche se feriti&#8221;, insomma le cazzate solenni, che però sono state regolarmente pubblicate su testate di tutti i livelli, anche quelle che si considerano pilastri della democrazia.  </p>



<p>Tutto questo ha costituito il piatto principale del pasto informativo servito agli italiani in questi anni, e non c&#8217;è caccia al putiniano che possa dimostrare il contrario. Così come non conta, a questo riguardo, ripetere che c&#8217;è stato un aggressore, la Russia, e un aggredito, l&#8217;Ucraina. Conta solo la realtà dei fatti e, per quanto riguarda che scrivono o parlano in pubblico, quanto corrisponda ai fatti ciò che si cerca di trasmettere a lettori e ascoltatori. Sarebbe quindi opportuno andarci piano con le lezioni. Molto piano.  </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/caso-limes-e-molto-oltre-quattro-anni-di-disastro-informativo-e-moralismo-un-tanto-al-chilo.html">&#8220;Caso Limes&#8221; e molto oltre: quattro anni di disastro informativo e moralismo un tanto al chilo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Sud Europa, austerity e troika: la memoria corta di Fubini</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/sud-europa-austerity-e-troica-la-memoria-corta-di-fubini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2025 17:13:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250724174330190_cb396ddf42b61d4d0230e89004c9e46c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250724174330190_cb396ddf42b61d4d0230e89004c9e46c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250724174330190_cb396ddf42b61d4d0230e89004c9e46c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250724174330190_cb396ddf42b61d4d0230e89004c9e46c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250724174330190_cb396ddf42b61d4d0230e89004c9e46c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250724174330190_cb396ddf42b61d4d0230e89004c9e46c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250724174330190_cb396ddf42b61d4d0230e89004c9e46c-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Pil della Grecia è ancora oggi i due terzi di quel che era nel 2008.  La Spagna è tornata ai livelli del 2008 solo nel 2023. Quindi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250724174330190_cb396ddf42b61d4d0230e89004c9e46c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250724174330190_cb396ddf42b61d4d0230e89004c9e46c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250724174330190_cb396ddf42b61d4d0230e89004c9e46c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250724174330190_cb396ddf42b61d4d0230e89004c9e46c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250724174330190_cb396ddf42b61d4d0230e89004c9e46c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250724174330190_cb396ddf42b61d4d0230e89004c9e46c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250724174330190_cb396ddf42b61d4d0230e89004c9e46c-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Effetto Troika&#8221; per la crescita? <strong>Sul <em>Corriere della Sera</em> </strong>il vicedirettore ed esperto di economia, <strong>Federico Fubini,</strong> rispolvera l&#8217;epoca dell&#8217;austerità per segnalare una curiosa chiave di lettura: <strong>Grecia, Portogallo e Spagna,</strong> che negli anni terribili del 2011-2015, durante la crisi dell&#8217;euro e dei debiti sovrani, aprirono le loro economie alle riforme e alla Troika (Ue, Bce, Fmi) per ridurre debiti e passività, avrebbero <strong>giovato di questo trattamento-shock</strong> ottenendo crescite economiche maggiori negli anni a venire. Ci permettiamo qualche legittimo dubbio.</p>



<p><a href="https://www.corriere.it/economia/finanza/25_luglio_21/perche-grecia-e-portogallo-superano-l-italia-e-anche-germania-e-francia-effetto-troika-a10889ba-ca59-45df-9623-4ee3bc323xlk.shtml?refresh_ce">Fubini parte da un parametro</a>: &#8220;<strong>il rendimento dei titoli di Stato greci a dieci anni è diventato più basso (di tre punti-base) di quello della Francia,</strong>&nbsp;oltre che più basso di 18 punti rispetto all’Italia&#8221;, sottolineando che &#8220;Francia e Italia oggi sono considerate più rischiose non solo di Spagna, Portogallo e Irlanda – gli altri Paesi allora raggiunti dalla troika europea – ma anche dell’anello debole del gruppo, la Grecia&#8221;. &nbsp;</p>



<p>Va però detto che <strong>in tempi di assenza di uno &#8220;scudo&#8221; della Banca centrale europea</strong> e di rendimenti genericamente elevati, la questione del rischio sovrano acquisisce valore soprattutto in rapporto all&#8217;ordine di grandezza del rendimento piuttosto che a scostamenti momentanei. Era già successo (<a href="https://it.insideover.com/economia/sorpresa-ora-la-francia-di-macron-e-il-malato-deuropa.html">ne avevamo scritto)</a> a novembre 2024 che la Grecia fosse &#8220;prezzata&#8221; meglio di Parigi, e si può al contempo sottolineare che forse è proprio la Francia, vista la sostanziale stabilità del rendimento italiano negli ultimi anni, ad avere un problema maggiore dell&#8217;Italia piuttosto che creare un caso unico Roma-Parigi.</p>



<p>Al contempo, <strong>Fubini su X</strong> ha ricordato che <strong>Grecia, Portogallo e Spagna</strong>, coloro che accettarono le riforme strutturali, ora crescono più delle tre economie guida d&#8217;Europa, Italia, Francia e Germania e che dal 2015 la loro corsa sia stata due volte più veloce.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Grecia, Portogallo e Spagna, che accettarono la troika, dal 2015 sono cresciuti il doppio o più rispetto a Italia, Francia e Germania. Perché qui, non li’, i ceti dirigenti sono formati solo da persone la cui unica competenza è navigare nei ceti dirigenti<a href="https://t.co/mbquVqH0Vt">https://t.co/mbquVqH0Vt</a></p>&mdash; Federico Fubini (@federicofubini) <a href="https://twitter.com/federicofubini/status/1948040073372385378?ref_src=twsrc%5Etfw">July 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Una lettura del genere, però, va contestualizzata. Il Pil di Atene era di 351 miliardi di dollari nel 2008. Scese a 193, dopo anni durissimi, nel 2016 e da allora è risaltio verso quota 250 miliardi di dollari, segno che ad Atene resta ancora un buon terzo di produzione da recuperare per chiudere un &#8220;ventennio perduto&#8221;.</p>



<p>La<a href="https://www.macrotrends.net/global-metrics/countries/esp/spain/gdp-gross-domestic-product"> Spagna è tornata sostanzialmente <strong>solo nel 2023, a quota 1.620 miliardi</strong>, al Pil del 2008</a>, e la crescita è accelerata quando <a href="https://it.insideover.com/politica/la-spagna-di-sanchez-guida-la-rivincita-delleuropa-mediterranea-contro-il-rigore.html"><strong>Pedro Sanchez</strong> ha deciso di rottamare pesantemente l&#8217;austerità, </a>sommandosi in questo al <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-antonio-costa-il-nemico-numero-uno-dellausterita.html">Portogallo dell&#8217;ex premier <strong>Antonio Costa, oggi presidente del Consiglio Europeo</strong>.</a> Poco l&#8217;accettazione della Troika sembra aver garantito a questi Stati se si guardano i dati non dal 2015, anno dell&#8217;inizio del rimbalzo poi sospeso dal Covid-19 prima dell&#8217;attuale fase di salute delle economie del Sud, ma dal 2008, anno dell&#8217;inizio della buriana economica mondiale. <strong>E così anche la chiave di lettura di Fubini sull&#8217;austerità</strong>, che ha frenato la competitività europea a lungo, risulta decisamente più fallace. Come del resto i dati permettono di dimostrare.</p>
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