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	<title>Fanil Sarvarov Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 16 Aug 2026 10:03:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Fanil Sarvarov Archives - InsideOver</title>
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		<title>La bomba di Sebastopoli: la bella assassina, l&#8217;ufficiale passato ai russi e la tecnica dei servizi ucraini</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/la-bomba-di-sebastopoli-la-bella-assassina-lufficiale-passato-ai-russi-e-la-tecnica-dei-servizi-ucraini.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 09:59:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="887" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/maiala-e1786874385802.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/maiala-e1786874385802.jpg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/maiala-e1786874385802-300x246.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/maiala-e1786874385802-1024x841.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/maiala-e1786874385802-768x631.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/maiala-e1786874385802-600x493.jpg 600w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>L'attentato in cui, a Sebastopoli, è stato eliminato l'ufficiale russo Robert Shageev replica una tecnica collaudata degli ucraini. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1080" height="887" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/maiala-e1786874385802.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/maiala-e1786874385802.jpg 1080w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/maiala-e1786874385802-300x246.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/maiala-e1786874385802-1024x841.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/maiala-e1786874385802-768x631.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/maiala-e1786874385802-600x493.jpg 600w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>La storia sembra uscita da uno degli infinti film di 007: una bella donna riesce ad approcciare un ufficiale passato al nemico e poi a ucciderlo mettendo una bomba in un cestino della carta straccia. E pare che sia andata proprio così con il maggiore <strong>Robert Shageev</strong>, <strong>49 anni, fino al 2014 comandante dello &#8220;Zaporizhzhia&#8221;,</strong> l&#8217;unico sommergibile della flotta ucraina. Poi arrivarono i russi, si presero la Crimea e Shageev passò alla marina russa, fino a diventare vice-comandante della quarta brigata dei sottomarini della Flotta russa del Mar Nero. Ovviamente gli ucraini l&#8217;avevano messo sulla lista nera, accusandolo di alto tradimento. Nei giorni scorsi la fine della storia, con la bomba piazzata da <strong>Margarita Reut,</strong> 32 anni, forse una escort o forse no, di nazionalità russa e sentimenti filo-ucraini già manifestati in passato e che le erano costati un breve arresto per &#8220;discredito delle forze armate russe&#8221;, per conto dei servizi segreti ucraini. Dopo l&#8217;attentato la Reut è stata scoperta e arrestata, e ora attende un processo che le potrebbe anche costare l&#8217;ergastolo.</p>



<p>Pur essendo a suo modo drammatica, questa non è una storia troppo originale. Originale è il modo in cui i nostri media cercano di raccontarla. Troppo ghiotta per essere taciuta, viene però <strong>correlata di postille per dire che questo è ciò che raccontano i russi, chissà se è vero, di versioni indipendenti non ce n&#8217;è</strong> quindi potrebbe essere tutta propaganda del Cremlino. Certo che potrebbe (d&#8217;altra parte, erano stati i russi a far saltare il gasdotto Nord Stream, no?), come può esserlo qualunque dichiarazione dei protagonisti di una guerra. Il fatto è che la versione sintetizzata sopra è troppo verosimile per essere falsa.</p>



<p>Come abbiamo visto, i servizi segreti ucraini si sono mostrati molto abili nel condurre attentati sul suolo russo (sì, la Crimea è Ucraina occupata, lo sappiamo, ma facciamo a capirci): e <strong>quasi sempre si sono serviti di tirapiedi assoldati sul campo</strong>, quasi mai mandando allo sbaraglio i propri agenti. A saperlo fare, la cosa riesce piuttosto facile: <strong>in Russia vivono più di 3,5 milioni di ucraini e mezzi ucraini. </strong>Un buon bacino di arruolamento dopo l&#8217;invasione del 2022, a cui contribuiscono anche i simpatizzati per l&#8217;Ucraina e un certo numero di disperati in cerca di denaro facile facilmente rinvenibile tra i <strong>circa 11 milioni di immigrati,</strong> in gran parte originari delle Repubbliche dell&#8217;Asia Centrale. Erano tagiki, per esempio, quasi tutti i membri del commando che fece 150 morti, il 22 marzo del 2024, nella sala da concerti Crocus City Hall di Mosca.</p>



<p>Immigrati o no, resta il fatto che il caso della Reut non è certo isolato. Il generale russo <strong>Igor Kirillov</strong>, ucciso insieme con il suo attendente da una bomba piazzata su un monopattino nel cortile del suo condominio il 17 dicembre del 2024, capo delle Truppe di difesa chimica, biologica e nucleare, fu così eliminato da un uzbeko di 29 anni, <strong>Akhmad Kurbanov,</strong> al quale i servizi segreti ucraini avevano promesso 100 mila dollari e un passaporto. Servizi che. peraltro, rivendicarono prontamente l&#8217;atto terroristico. Meno di un anno prima, nell&#8217;aprile del 2023, in un attentato simile era morto <strong>Maxim Fomin,</strong> meglio noto come <strong>Vladen Tatarskij,</strong> un blogger (ex militare, ex rapinatore) nazionalista, bellicista e fanaticamente anti-ucraino, ucciso da un bomba piazzata in una statuetta all&#8217;interno di un caffè di San Pietroburgo, tra l&#8217;altro di proprietà di Evgenyj Prigozhin, fondatore e capo del Gruppo Wagner. A piazzare la statuetta nel bar era stata Darya Trepova, cittadina russa di opposti sentimenti.</p>



<p>Altro esempio: il generale <strong>Fanil Sarvarov,</strong> responsabile dell&#8217;addestramento nello stato maggiore delle forze russe. ucciso da una bomba piazzata nella sua auto il 22 dicembre del 2025. A sistemare l&#8217;ordigno era stato un altro immigrato uzbeko.</p>



<p>Potremmo fare altri esempi ma il <em>modus </em><i>operandi</i> dei servizi segreti ucraini è piuttosto chiaro, ci sia o non ci sia un &#8216;altra versione &#8220;indipendente&#8221; sulla vicenda della Reut e del maggiore Shageev. La considerazione da fare, a questo punto, è un&#8217;altra. Questa: essere stata arrestata dai russi è forse la cosa migliore che poteva capitare alla bella e micidiale attentatrice. Nel 2022, quando fu assassinata con una bomba <strong>Darya Dugina</strong>, figlia del filosofo <strong>Aleksander Dugin</strong>, furono identificati due responsabili. Uno era russo, un certo Bogdan Civanyenko, che aveva &#8220;marcato&#8221; l&#8217;auto del padre e della figlia per indirizzare l&#8217;attentato. L&#8217;altra era un&#8217;ucraina, <strong>Natalja Vovk</strong>, che fu identificata ma riuscì a fuggire in Estonia, dove però fu trovata morta pochi giorni dopo. Stessa storia per l&#8217;attentato contro l&#8217;oligarca ucraino <strong>Vadim Ermolaev </strong>nel giugno scorso a Montecarlo: le telecamere riprendono e fanno riconoscere <strong>Anastasia Berezovska</strong>, che piazza la bomba e scappa. Riesce a tornare a Kiev, dove viene trovata ammazzata a colpi di pistola il giorno dopo. Insomma, se metti una bomba per conto dei servizi ucraini è meglio non farsi riconoscere.</p>



<p>A proposito: per l&#8217;attentato contro Ermolaev sono stati arrestati un funzionario della polizia ucraina e uno dei servizi segreti. Le autorità di Kiev hanno detto che avevano agito per ragioni personali (quali non si sa), senza informare i superiori. È stata l&#8217;unica versione disponibile ma nessuno ha fatto obiezioni. </p>



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		<title>Più controlli e più divieti: il Cremlino blindato e la paura che arriva dall’interno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1252" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1024x668.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-768x501.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-1536x1002.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/putin-600x391.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Putin chiede protezione rafforzata e partono voci di golpe. Il quadro di un potere ancora forte, ma meno sicuro di sé.</p>
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<p>La notizia non è soltanto che <strong>Vladimir Putin</strong> avrebbe rafforzato in modo drastico la propria sicurezza personale. La notizia vera è che il potere russo, dopo quattro anni di guerra in Ucraina, sembra cominciare a temere non solo il nemico esterno, ma anche le crepe interne del proprio sistema. Secondo un rapporto di un servizio d’intelligence europeo ottenuto dalla Cnn, il Cremlino avrebbe introdotto nuove misure di protezione intorno al presidente russo: <strong>controlli doppi per chi deve incontrarlo, limitazioni agli spostamenti dei collaboratori più vicini, divieto per cuochi, fotografi e guardie del corpo di usare i mezzi pubblici,</strong> telefoni senza accesso a Internet per chi lavora a stretto contatto con lui, sistemi di sorveglianza installati perfino nelle abitazioni di alcuni membri dello staff.</p>



<p>Sono dettagli che, presi uno per uno, potrebbero sembrare parte della normale paranoia di ogni potere accerchiato. Ma messi insieme raccontano altro: un clima di sospetto, un senso di vulnerabilità, una paura crescente che la guerra non resti confinata al fronte ucraino ma entri nel cuore del sistema russo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Droni, attentati e vertici militari sotto pressione</h2>



<p>Il punto di svolta sarebbe arrivato dopo una serie di eliminazioni mirate di figure militari russe, in particolare dopo l’uccisione a Mosca, nel dicembre 2025, d<strong>el generale Fanil Sarvarov, attribuita con ogni probabilità ad agenti ucraini.</strong> L’episodio avrebbe provocato una riunione durissima ai vertici dello Stato russo, con il capo di Stato maggiore Valerij Gerasimov pronto ad accusare i servizi di sicurezza di non aver protetto adeguatamente gli ufficiali più esposti.</p>



<p>Il capo del servizio federale di sicurezza, <strong>Aleksandr Bortnikov,</strong> avrebbe risposto lamentando carenze di uomini e risorse. Una scena rara, se confermata: non il monolite russo che spesso viene rappresentato dall’esterno, ma una macchina di potere attraversata da tensioni, recriminazioni e accuse reciproche.</p>



<p>Da quel momento, la protezione del Servizio federale di protezione sarebbe stata estesa ad altri dieci alti comandanti. In parallelo, sarebbero state rafforzate anche le misure intorno a Putin. Il presidente avrebbe ridotto drasticamente i luoghi frequentati abitualmente, evitando residenze tradizionali come quelle nella regione di Mosca o a Valdaj. Avrebbe inoltre limitato visite a installazioni militari e trascorso lunghi periodi in strutture protette, comprese basi sotterranee rinnovate nella regione di Krasnodar, vicino al Mar Nero.</p>



<p>Il dato strategico è evidente: la minaccia dei droni ucraini, ormai capaci di colpire in profondità nel territorio russo, ha cambiato la grammatica della sicurezza. Non esiste più soltanto il fronte. Esiste una retrovia vulnerabile. <strong>E quando la retrovia coincide con Mosca, il messaggio politico diventa pesante.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fantasma del colpo di Stato</h2>



<p>L’elemento più delicato del rapporto riguarda <strong>Sergej Shoigu</strong>, ex ministro della Difesa e oggi segretario del Consiglio di sicurezza. Per anni uomo vicinissimo a Putin, Shoigu viene indicato come figura associata al rischio di un possibile colpo di mano, perché conserverebbe influenza significativa nell’alto comando militare.</p>



<p>Il rapporto collega questa tensione anche all’arresto, il 5 marzo 2026, di <strong>Ruslan Tsalikov,</strong> ex vice di Shoigu e suo stretto collaboratore, accusato di appropriazione indebita, riciclaggio e corruzione. In Russia le inchieste per corruzione ai vertici militari non sono una novità. Ma quando colpiscono uomini collegati a una figura di primo piano come Shoigu assumono un significato politico: non sono più soltanto procedimenti giudiziari, diventano strumenti di riequilibrio interno.</p>



<p>Qui serve cautela. Il rapporto non offre prove definitive contro Shoigu e la sua diffusione potrebbe avere anche una funzione di guerra psicologica: alimentare diffidenze, sospetti e divisioni dentro il Cremlino. Tuttavia il fatto stesso che un servizio europeo ritenga utile far emergere queste informazioni indica quanto la stabilità interna russa sia oggi considerata un terreno decisivo della guerra.</p>



<p>Dopo la marcia fallita di <strong>Evgenij Prigožin </strong>su Mosca nel giugno 2023, nessuno può più fingere che il sistema putiniano sia immune da fratture. Quella crisi fu superata, ma mostrò una verità semplice: il potere russo può apparire granitico finché nessuno lo sfida apertamente. Quando qualcuno lo fa, la reazione può essere rapida, ma la ferita resta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra che pesa sull’economia e sulla società urbana</h2>



<p>La pressione militare si somma a quella economica. <strong>Le stime occidentali parlano di circa trentamila tra morti e feriti russi al mese, a fronte di guadagni territoriali limitati.</strong> Anche se le cifre vanno sempre lette con prudenza, il quadro resta pesante: la guerra consuma uomini, mezzi, bilancio pubblico e stabilità sociale.</p>



<p>Per lungo tempo il Cremlino è riuscito a mantenere la popolazione urbana, soprattutto i ceti medi delle grandi città, relativamente distante dagli effetti diretti del conflitto. Ma questa separazione si sta incrinando. Gli attacchi con droni, i disagi nelle comunicazioni, le interruzioni dei dati mobili nelle grandi città e l’aumento dei costi economici rendono la guerra meno astratta anche per quella borghesia patriottica o rassegnata che finora aveva preferito non vedere.</p>



<p><strong>Lo Stato russo ha retto grazie a tre pilastri: controllo politico, spesa militare e adattamento economico alle sanzioni. </strong>Ma più la guerra si prolunga, più questi pilastri diventano costosi. La militarizzazione sostiene alcuni settori industriali, ma drena risorse civili. Le sanzioni non hanno distrutto l’economia russa, ma l’hanno resa più dipendente da canali alternativi, dalla Cina, dall’Asia centrale, da reti finanziarie opache e da un crescente intervento statale.</p>



<p>Lo scenario geoeconomico è dunque quello di una Russia che sopravvive, ma al prezzo di un irrigidimento strutturale. Meno flessibilità, meno investimenti produttivi civili, più dipendenza dal complesso militare-industriale. Una potenza che non crolla, ma si restringe intorno alla guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La parata ridotta e il messaggio al mondo</h2>



<p>Anche la decisione di ridimensionare la parata del 9 maggio sulla Piazza Rossa, senza mezzi pesanti come carri armati e missili, ha valore simbolico. Ufficialmente si tratta di una misura di sicurezza legata alla minaccia terroristica e agli attacchi a lungo raggio ucraini. <strong>Ma sul piano politico comunica altro: persino il rito più solenne della potenza russa deve adattarsi alla vulnerabilità.</strong></p>



<p>La parata della vittoria, da sempre strumento di legittimazione storica e militare, diventa più sobria perché la guerra reale impone prudenza alla rappresentazione della forza. È un paradosso: Mosca continua a presentarsi come potenza assediata ma invincibile, mentre deve proteggere il proprio centro politico da una minaccia che non riesce più a confinare lontano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Valutazione militare e geopolitica</h2>



<p>Dal punto di vista militare, il dato centrale è la trasformazione della guerra in un conflitto di profondità. L’Ucraina non può competere con la Russia sul piano quantitativo classico, ma cerca di colpire comando, logistica, simboli, industria e psicologia del nemico. <strong>I droni diventano l’arma della compensazione strategica: costano relativamente poco, obbligano Mosca a spendere molto in difesa, </strong>creano incertezza e rendono insicuro ciò che prima era considerato intoccabile.</p>



<p>Dal punto di vista geopolitico, il rapporto europeo si inserisce in una partita più ampia. <strong>L’Europa, mentre teme il disimpegno americano e l’usura ucraina, ha interesse a mostrare che anche la Russia è vulnerabile, stanca, divisa. </strong>È una forma di pressione narrativa e strategica: se il Cremlino vuole convincere l’Occidente che il tempo lavora per Mosca, le intelligence europee provano a suggerire il contrario, cioè che il tempo potrebbe logorare anche Putin.</p>



<p>Ma attendere il collasso interno russo non è una strategia sufficiente. Può essere una speranza, non un piano. La Russia ha già dimostrato una notevole capacità di assorbire perdite, repressione, isolamento e crisi economiche. Il problema, per Mosca, è che questa capacità non è gratuita. Ogni mese di guerra aumenta il prezzo interno del controllo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il potere quando comincia a guardarsi alle spalle</h2>



<p>Il quadro che emerge non è quello di un Cremlino prossimo al crollo. Sarebbe una conclusione affrettata. È piuttosto quello di un potere ancora forte, ma meno sicuro di sé; ancora repressivo, ma più guardingo; ancora capace di comandare, ma costretto a sorvegliare anche i propri uomini. In politica, la paura non è mai solo un sentimento. È un indicatore. <strong>Quando un regime moltiplica i controlli intorno al capo,</strong> restringe i suoi movimenti, limita l’accesso dei collaboratori, teme fughe di notizie e sospetta complotti dall’interno, significa che la guerra è entrata nella stanza del potere.</p>



<p>Putin resta al centro del sistema russo. Ma proprio per questo ogni segnale di vulnerabilità intorno a lui diventa una questione strategica. La Russia può continuare a combattere. Può continuare a colpire. Può continuare a reggere. Ma il prezzo della guerra non si misura soltanto in chilometri conquistati o persi nel Donbass. Si misura anche nel silenzio dei corridoi del Cremlino, nelle accuse tra apparati, nei telefoni senza Internet, nelle residenze abbandonate, nei bunker riaperti. E soprattutto in una domanda che nessun potere autoritario può permettersi di pronunciare ad alta voce: il nemico più pericoloso è ancora fuori dai confini, o comincia a muoversi dentro il palazzo?</p>
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		<title>Russia, la strage dei generali: a Mosca o al fronte, la vita pericolosa degli alti gradi</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/russia-la-strage-dei-generali-a-mosca-o-al-fronte-la-vita-pericolosa-degli-alti-gradi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="925" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Russia-1-e1775538723511.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Russia-1-e1775538723511.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Russia-1-e1775538723511.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Russia-1-e1775538723511.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Russia-1-e1775538723511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Russia-1-e1775538723511.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Russia-1-e1775538723511.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei quattro anni di guerra con l'Ucraina, la Russia ha perso un largo numero di generali. Come può succedere? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/russia-la-strage-dei-generali-a-mosca-o-al-fronte-la-vita-pericolosa-degli-alti-gradi.html">Russia, la strage dei generali: a Mosca o al fronte, la vita pericolosa degli alti gradi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="925" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Russia-1-e1775538723511.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Russia-1-e1775538723511.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Russia-1-e1775538723511.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Russia-1-e1775538723511.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Russia-1-e1775538723511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Russia-1-e1775538723511.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Russia-1-e1775538723511.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ministero della Difesa russo hanno confermato la morte del generale <strong>Aleksandr Otroshchenko</strong>, comandante delle forze di difesa aerea della Flotta del Mare del Nord. Otroshchenko è morto il 30 marzo quando un aereo militare da trasporto AN-26 è precipitato in Crimea, in quello che secondo le versioni ufficiali è stato un incidente di volo. Con lui si è ulteriormente allungata la lista degli alti ufficiali russi morti in questi quattro anni di guerra con l&#8217;Ucraina, sia sul fronte esterno (lungo la linea di combattimento) sia su quello interno (gli attentati organizzati dai servizi segreti ucraini).</p>



<p>È una caratteristica particolare, che di fatto non ha uguali nella storia delle guerre contemporanee. Basta dare un&#8217;occhiata ai nomi e ai numeri per rendersene conto. Il primo a cadere, nel 2022, dopo soli quattro giorni di guerra, nei pressi dell&#8217;aeroporto ucraino di Hostomel, è stato <strong>Andrej Sukhovetskij</strong>, comandante della 7a Divisione paracadutisti, quella che appunto tentò di impadronirsi della base militare ucraina a soli 90 chilometri da Kiev. E poi <strong>Vladimir Frolov </strong>(aprile 2022, non ci sono informazioni chiare sulle circostanze), vice-comandante dell&#8217;8a Divisione della Guardia; <strong>Andrej Simonov</strong> (aprile 2022, morto in un bombardamento d&#8217;artiglieria nella regione ucraina di Khar&#8217;kiv), capo dei reparti di guerra elettronica della 2a Divisione della Guardia; <strong>Kanamat Botashev </strong>(maggio 2022, abbattuto da un missile Stinger nella regione di Luhansk mentre era ai comandi di un SU-25), <strong>Roman Kutuzov </strong>(giugno 2022, regione di Luhansk), comandante della 1a Armata; Sergej Goryachev (giugno 2023, ucciso da un missile nella regione di Zaporizhzhia), capo dello staff della 35a Armata; <strong>Oleg Tsokov</strong> (luglio 2023, ucciso da un missile nella regione di Zaporizhzhia), vice-comandante del Distretto militare Sud; <strong>Vladimir Zavadskij</strong> (novembre 2023, saltato su una mina russa nella regione di Kherson), vice-comandante della 14a Armata; <strong>Aleksandr Tatarenko</strong> (gennaio 2024, morto in un attacco di droni ucraini contro la base aerea di Belbek, in Crimea), comandante della base aerea di Belbek.</p>



<p>E ancora: <strong>Pavel Klimenko</strong> (novembre 2024, ucciso da un drone ucraino e insignito del titolo postumo di Eroe della Russia), comandante della 5a Brigata motorizzata; <strong>Igor Kirillov </strong>(dicembre 2024, ucciso a Mosca in un attentato), capo dei reparti contro la guerra chimica e batteriologica;  <strong>Konstantin Smeshko</strong> (dicembre 2024, ucciso da un missile HIMARS in località sconosciuta), vice-comandante del Genio; <strong>Yaroslav Moskalik </strong>(aprile 2025, ucciso in un attentato a Balashika, nei pressi di Mosca), vice-capo del Direttorato per le operazioni speciali; <strong>Aleksej Komkov</strong> (luglio 2025, ucciso in un attentato a Mosca), capo del 5° Direttorato dell&#8217;FSB; <strong>Ildar Akhmerov </strong>(luglio 2025, circostante ignote), vice-comandante della Flotta del Mar Nero; <strong>Mikhail Gudkov</strong> (luglio 2025, ucciso da un bombardamento ucraino nella regione di Kursk), comandante della 155a Brigata di fanteria navale e vice-comandante della Marina militare russa; <strong>Andrej Averyanov</strong> (dicembre 2025, secondo le notizie disponibili ucciso da un drone mentre era a bordo di una petroliera della flotta ombre russa), capo del reparto per la guerra ibrida del GRU, il servizio segreto militare; <strong>Fanil Sarvarov </strong>(dicembre 2025, ucciso in un attentato a Mosca), capo del Direttorato per l&#8217;addestramento operativo del ministero della Difesa; e il 30 marzo, appunto, Otroshchenko.</p>



<p>Un elenco noioso da leggere e lunghissimo, ma proprio qui sta il punto: illustra quanto eccezionale sia il fenomeno. <strong>Nulla di simile è accaduto agli ucraini,</strong> peraltro assai più bravi a celare i punti critici (e aiutati in questo dalla stampa mondiale: non è un caso se abbondano i tentativi di quantificare i soldati russi morti in guerra e scarseggiano quelli per calcolare le perdite ucraine). Nulla di simile è mai accaduto alle Forze armate Usa nelle diverse guerre in cui, nei decenni, si sono impegnate.</p>



<p>Le spiegazioni più diffuse sono tutte, ovviamente, occidentali, perché i russi si guardano bene dal mettere il dito sulla propria piaga. E nel complesso ruotano sempre intorno allo stesso concetto: i russi sono un po&#8217; stupidi e le cose per loro vanno male. È l&#8217;idea diffusa più volte, per esempio, dal ministero della Difesa britannico, secondo cui i generali accorrono in prima linea perché l&#8217;avanzata è in stallo e loro accorrono a spronare le truppe, e più spesso frequentano la linea del fronte più si alzano le probabilità che gli ucraini riescano a colpirli. Tesi bislacca: intanto non vale per i generali russi che sono morti nel 2022 (nei primi mesi della guerra, quando la Russia tentava lo sfondamento) né per quelli che sono stati uccisi in attentati sul territorio russo. E poi perché non è successo altrettanto ai generali ucraini durante la disastrosa controffensiva da loro organizzata nel 2023?</p>



<p>Un primo tentativo di spiegazione può chiamare in causa questo argomento: <strong>l&#8217;intelligence ucraina si avvale della collaborazione di diverse altre intelligence, da quella Usa a quella del Regno Unito,</strong> da quella dei Paesi del Nord Europa a quella Nato. Una massa di informazioni e analisi che la Russia, da sola, non è in grado di uguagliare. Secondo argomento: <strong>in Russia vivono tantissimi ucraini.</strong> I diversi censimenti (2002, 2010) hanno indicato cifre diverse ma c&#8217;è un generale consenso intorno alla cifra di 2.5-3 milioni di persone. A queste vanno aggiunti 1,2 milioni di cittadini ucraini registrati in Russia come rifugiati, frutto degli scontri cominciati nel Donbass già nel 2014. Se a tutti questi aggiungiamo i russi e gli immigrati (quelli dell&#8217;Asia Centrale, per esempio) che vivono in Russia e che, per dissenso politico o spirito mercenario, sono disposti ad agire contro Mosca, ecco che abbia circoscritto un bacino piuttosto ampio di collaboratori dei servizi segreti di Kiev. I quali, esattamente come i soldati ucraini sul campo, hanno una certa abbondanza di bersagli: anche se il dato è secretato, e comunque suscettibile di variazioni a causa di pensionamenti, avvicendamenti e siluramenti, <strong>i generali russi sono tra 1.000 e 1.500. </strong>Vecchia eredità dell&#8217;epoca sovietica, quando si diceva che nell&#8217;Armata Rossa ci fossero più generali che caporali.</p>



<p>Alla fin fine, però, la sensazione è che il problema stia altrove, e precisamente dove InsideOver ha provato ad analizzarlo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-battaglia-dentro-lesercito-ucraino-syrsky-e-la-vecchia-guardia-contro-gli-ufficiali-della-generazione-z.html#google_vignette">anche per quanto riguarda i comandi </a><font color="#2271b1"><span style="caret-color: rgb(34, 113, 177);"><u>ucraini</u></span></font>, che ne soffrono pure loro anche se in misura minore. Ovvero, per quanto riguarda i russi, <strong>nell&#8217;estrema verticizzazione dei centri di comando. </strong>In altre parole, a decidere sono gli alti ufficiali mentre agli ufficiali di rango minore è lasciato uno scarsissimo margine di autonomia. A prescindere dalle possibili conseguenze quanto a efficienza delle operazioni e risultati sul campo, una simile impostazione richiede una certa vicinanza degli ufficiali comandanti alla linea del fronte. Rendendo assai più probabile, quindi, che anche il generale possa finire sotto il fuoco del nemico. </p>



<p><strong>La guerra tra Russia e Ucraina è anche una guerra tra opposte propagande. Noi cerchiamo di scavare dietro le apparenze e i luoghi comuni, per andare alla sostanza di questo dramma che da quattro anni preoccupa l&#8217;Europa intera. Se questo approccio ti convince, non limitarti a seguirci ma diventa uno di noi. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Abbonati a InsideOver, fallo subito! </a></strong></p>



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		<title>L&#8217;attentato di Mosca: sparare sul generale Alekseev per non sparare sul negoziato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lattentato-di-mosca-sparare-sul-generale-alekseev-per-non-sparare-sul-negoziato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 21:12:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Alekseev-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Alekseev-1.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Alekseev-1-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Alekseev-1-1024x538.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Alekseev-1-768x403.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/Alekseev-1-600x315.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il generale Alekseev, colpito a Mosca in un attentato, era parte importante del negoziato di Abu Dhabi. Perché e per chi sparargli adesso. </p>
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<p>Per affrontare l&#8217;attentato (e anzi, la probabile morte, visto che le prime notizie definiscono le sue condizioni estremamente critiche) contro il generale Vladimir &#8220;Vadim&#8221; Alekseev, 64 anni, numero due del GRU (l&#8217;intelligence militare russa), bisogna spazzar via il solito cumulo di spazzatura che molti media scaricano sui lettori. Alekseev, che lavorava nel GRU da decenni, era stato ovviamente coinvolto in molte operazioni discusse e discutibili. Nella rivolta del Donbass a partire dal 2014, in Siria dal 2015, nell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina del 2022, nella ribellione del Gruppo Wagner nel 2023. <strong>Ed è più che probabile che abbia avuto le mani in pasta nel tentativo di avvelenamento (2018) di Sergej Skripal</strong>, l&#8217;ex agente del &#8220;suo&#8221; GRU che per molti anni aveva spiato a favore dell&#8217;MI6 britannico, tradendo e consegnando decine di ex compagni alle galere o alle eliminazioni dei servizi occidentali. Non solo: Skripal collaborava anche con Christopher Steele, ex agente dell&#8217;MI6 e membro dell&#8217;agenzia di intelligence privata <em>Orbis Business Intelligence</em>, dove fu preparato (2016) il dossier sulle presunte interferenze russe a favore del &#8220;complice&#8221; Donald Trump che fu poi <a href="https://www.justice.gov/archives/sco/file/1373816/dl?inline=">liquidato come una bufala dagli stessi inquirenti Usa</a><em> </em>ma che all&#8217;epoca si prestò egregiamente a una vasta operazione di <em>disinformacija</em> occidentale. Ci stupiremmo se qualcuno del GRU (Alekseev o chi per lui) avesse deciso di farla pagare a Skripal?</p>



<p>Ecco, tutto questo con l&#8217;attentato nell&#8217;androne del palazzo sul Volokolamskoe Shosse di Mosca non c&#8217;entra nulla. Se in giro per il mondo venissero eliminati tutti gli agenti segreti coinvolti in qualche porcheria, sarebbe una strage continua. L&#8217;unica cosa che conta, nel caso di Alekseev, e a fondamentale differenza rispetto agli attentati contro altri alti ufficiali come <strong>Fanil Sarvarov</strong> (dicembre 2025), Stanislav Rzhitskij (luglio 2023), Valeryj Trankovskij (novembre 2024), <strong>Igor Kirillov </strong>(dicembre 2024) e Yaroslav Moskalik (luglio 2025), è che Alekseev è stato parte importante del lungo e mai concluso negoziato di pace con Usa e Ucraina.</p>



<p>Coinvolto Alekseev lo era in due modi. Il primo è che il suo principale diretto, il direttore del GRU, generale <strong>Igor Kostjukov</strong>, è il capo della delegazione russa al colloqui di Abu Dhabi. Nulla di strano. Dalla parte ucraina il capo delegazione è <strong>Rustem Umerov</strong>, segretario del Consiglio di sicurezza ed ex ministro della Difesa, in certe tornate del negoziato affiancato da <strong>Kyrylo Budanov</strong>, allora ancora capo dell&#8217;intelligence militare ucraina prima di diventare capo dell&#8217;amministrazione presidenziale. A quanto pare i servizi segreti militari sono indispensabili quando si parla di pace&#8230;</p>



<p>Il secondo modo in cui Alekseev è importante nel contesto del negoziato è che&#8230; lo ha già fatto. <strong>Era nel team russo che, con la mediazione di Onu e Turchia, nel 2022 concluse con l&#8217;Ucraina l&#8217;accordo sul transito del grano nel Mar Nero,</strong> accordo poi disdetto dalla Russia nel 2023. Uomo d&#8217;azione, Alekseev, che si era formato come incursore paracadutista, ma anche figura particolare di militare-politico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un bersaglio di primo piano</h2>



<p>E&#8217; in questo contesto che ha senso inquadrare l&#8217;attento delle scorse ore. Alekseev poteva essere un bersaglio degli ucraini in ogni caso, vista la sua posizione. Al suo livello, tra gli ufficiali russi finora uccisi, era solo il generale <strong>Igor Kirillov.</strong> Ma averlo eliminato adesso, visto che girava senza scorta, non può essere un caso. E ipotizzare un regolamento di conti interno alle forze armate russe, in questo clima, e dopo il repulisti dell&#8217;anno scorso al vertice del ministero della Difesa, fa più o meno sorridere.</p>



<p>Se dunque pensiamo che siano stati gli ucraini, dobbiamo anche chiederci perché. E&#8217; chiarissimo che la Russia non è pronta a siglare un cessate il fuoco, almeno non prima che (se mai avverrà) saranno soddisfatte le sue condizioni. Ma può essere che neanche l&#8217;Ucraina sia pronta a farlo. A Kiev e dintorni, guerra a parte, non mancano le questioni da sbrogliare. Le agenzie anti-corruzione hanno fatto il deserto intorno a Zelensky, spazzando via i suoi amici e i suoi più stretti collaboratori. Lui, per parte sua, ha risposto con un rimpasto di Governo che, come si diceva, ha portato nel Palazzo Budanov, togliendolo all&#8217;intelligence militare, ha tolto di mezzo il capo dell&#8217;SBU (servizio segreto) <strong>Vasil Malyuk</strong> (non ancora sostituito), e ha spostato al cruciale ministero dell&#8217;Energia l&#8217;ex premier <strong>Denis Shmyhal </strong>(rimasto peraltro nel limbo per settimane perché il Parlamento non voleva ratificare la nomina). Nel frattempo, sotto inchiesta per corruzione è finito un manipolo di deputati del suo partito, Servo del popolo, e nello scandalo che ha coinvolto l&#8217;ex premier Julija Tymoshenko ci sono 6o deputati sospettati di non essere stati insensibili a eventuali offerte di denaro.</p>



<p><strong>La sensazione è che, sotto traccia, qualcosa si stia preparando a Kiev</strong>, proprio in vista di un &#8220;dopo&#8221; su cui molti cercheranno di mettere le mani. In altre parole: a Zelensky la grana di vincere la guerra (???) o di farla finire (???); poi si scatenerà la corsa al potere, che vorrà dire anche gestione dell&#8217;enorme afflusso di miliardi e investimenti in arrivo da Europa e Usa. Si sta preparando, appunto. Ma gli accordi e gli equilibri devono ancora essere trovati. I patti siglati. I protagonisti definiti. E quindi un certo ritardo nei negoziati, magari togliendo di mezzo un personaggio ingombrante e controverso come Alekseev, potrebbe essere utile a molti. Un buon modo, comunque, per guadagnare tempo e spazio senza &#8220;sparare&#8221; direttamente sul negoziato.   </p>



<p><strong>InsideOver segue  con attenzione e passione fin dal 2014 le vicende dell&#8217;Ucraina e della Russia, e negli ultimi anni quelle della drammatica guerra che le contrappone. Non smetteremo di farlo né di dedicare loro la massima professionalità o di cercare la realtà dei fatti dietro i luoghi comuni. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Resta con noi, sostieni il nostro atteggiamento. Abbonati subito!</a></strong></p>
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