La guerra di Israele non è a Hezbollah ma a tutto il Libano
Israele non è in guerra con Hezbollah, ma con tutto il Libano. Difficile dire diversamente dopo che Katz ha annunciato l'occupazione del Sud.
Israele non è in guerra con Hezbollah, ma con tutto il Libano. Difficile dire diversamente dopo che Katz ha annunciato l'occupazione del Sud.
Iran: Usa e Israele attaccano ovunque, ma la supremazia aerea totale non è ancora acquisita. Gli scenari militari.
Le comunicazioni tra Turchia, il Qatar ed Egitto e i due contendenti si sono fatte frenetiche e stanno dando frutti, come rivela Axios che, nel riportare nuove sui negoziati sottotraccia, riferisce due cenni importanti.
Israele potrebbe tornare a operare militarmente nella Striscia di Gaza per “finire il lavoro”, ma nel frattempo la faida apertasi tra il Ministro della Difesa Israel Katz e il capo di Stato Maggiore dell’Israel Defense Force Eyal Zamir crea grattacapi...
L'imperatore, dunque, ha provato a protestare per l'ennesimo strappo di Netanyahu, che ha con il potere di cui sopra un legame di sangue, ma ha subito compreso che non poteva farlo.
"I capi della difesa israeliana presenteranno domenica un fronte pressoché unito al gabinetto di sicurezza, implorando i ministri di accettare l'attuale proposta di cessate il fuoco a Gaza che prevede il rilascio degli ostaggi evitando l'offensiva su Gaza City auspicata dal governo, ha riferito venerdì Channel 12".
L'Israel Defense Force ha lanciato nella giornata di domenica l'operazione "Starting Anew" per i renitenti alla leva.
Il Gabinetto di Sicurezza d’Israele ha dato semaforo verde nella notte italiana al piano proposto dal primo ministro Benjamin Netanyahu, che lo presiede in qualità di capo del governo, riguardante la possibile occupazione totale di Gaza. Passa il piano Netanyahu...
Il dissenso ha trovato un catalizzatore nel Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir, che sta opponendo una strenua resistenza a Netanyahu e soci, non per motivi umanitari quanto per i rischi che essa pone per la vita dei soldati e degli ostaggi e per il logoramento che affligge l'esercito dopo quasi due anni di guerra
la politica è fatta da ambiguità, ma quanto sta avvenendo ha tutta l'aria di un ulteriore strappo di Netanyahu verso l'alleato d'oltreoceano, una vera e propria sfida alla quale sa che Trump si piegherà.Anzi, se si vuole analizzare la decisione di Netanyahu in relazione al rapporto con Trump, si può concludere che, con tale strappo, il premier israeliano ha inteso far vedere al mondo chi comanda.
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