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	<title>Erik Prince Archives - InsideOver</title>
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	<title>Erik Prince Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dall&#8217;Iraq alle miniere del Congo, torna in scena Erik Prince il &#8220;re&#8221; dei mercenari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2025 12:07:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Blackwater]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20260213101928103_6000adba4990a06a4a2507cfdf0cd17a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20260213101928103_6000adba4990a06a4a2507cfdf0cd17a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20260213101928103_6000adba4990a06a4a2507cfdf0cd17a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20260213101928103_6000adba4990a06a4a2507cfdf0cd17a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20260213101928103_6000adba4990a06a4a2507cfdf0cd17a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20260213101928103_6000adba4990a06a4a2507cfdf0cd17a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20260213101928103_6000adba4990a06a4a2507cfdf0cd17a-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I fornitori di "sicurezza privata" come Prince diventano facilitatori della nuova politica estera, basata su controllo delle risorse.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/dalliraq-alle-miniere-del-congo-torna-in-scena-erik-prince-il-re-dei-mercenari.html">Dall&#8217;Iraq alle miniere del Congo, torna in scena Erik Prince il &#8220;re&#8221; dei mercenari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20260213101928103_6000adba4990a06a4a2507cfdf0cd17a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20260213101928103_6000adba4990a06a4a2507cfdf0cd17a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20260213101928103_6000adba4990a06a4a2507cfdf0cd17a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20260213101928103_6000adba4990a06a4a2507cfdf0cd17a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20260213101928103_6000adba4990a06a4a2507cfdf0cd17a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20260213101928103_6000adba4990a06a4a2507cfdf0cd17a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20260213101928103_6000adba4990a06a4a2507cfdf0cd17a-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non si è mai davvero ritirato, <strong>Erik Prince.</strong> L’ex fondatore di Blackwater, società militare privata simbolo della privatizzazione della guerra nell’era post-11 settembre, torna oggi nel cuore dell’Africa, in un Congo devastato da decenni di conflitti ma più che mai crocevia di interessi globali. Se ieri guidava eserciti-ombra per conto del Pentagono, oggi si presenta con un altro volto: quello del mediatore d’affari, del garante della “sicurezza estrattiva”.</p>



<p>Secondo un’esclusiva Reuters, Prince avrebbe sottoscritto un accordo con il Governo della <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/ogni-ipotesi-di-pace-passa-dal-qatar-anche-i-destini-del-dialogo-tra-ruanda-e-congo.html">Repubblica Democratica del Congo (RDC) </a></strong>per mettere “in sicurezza” – e tassare – il settore minerario congolese, con particolare attenzione ai cosiddetti <em>métaux critiques</em>: coltan, cobalto, tungsteno, rame, tantalio. Minerali che costituiscono la spina dorsale della transizione energetica globale, dai veicoli elettrici all’intelligenza artificiale, dalle turbine militari alle batterie al litio.</p>



<p>Il piano non è nato ieri. <strong>Prince opera da anni in Africa, sotto traccia, attraverso società di facciata e joint venture con imprenditori locali e cinesi.</strong> Ma oggi il suo ritorno coincide con uno scenario mutato: l’Est del Congo è di nuovo in fiamme. A gennaio, i ribelli del M23 – gruppo armato appoggiato dal Rwanda – hanno preso Goma e Bukavu, due centri nevralgici del commercio minerario congolese. Il vuoto di potere è colmato dal capitale mercenario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un patto minerario con sfondo militare</h2>



<p>Non è un caso che tutto avvenga ora, sotto il secondo mandato di Donald Trump. La RDC, Paese fragile ma strategico, ha proposto a Washington un baratto brutale: accesso privilegiato ai metalli in cambio di assistenza nella sicurezza. Non attraverso la diplomazia tradizionale, ma tramite “forze di stabilizzazione private”. <strong>In altre parole, Erik Prince e i suoi.</strong></p>



<p>L’obiettivo è duplice:<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-guerra-delle-terre-rare-della-cina-la-risposta-asimmetrica-ai-dazi-usa.html"> garantire una filiera mineraria non contaminata dall’influenza cinese</a></strong>, e proteggere le rotte logistiche attraverso il Katanga e il Kivu. Gli Stati Uniti non si fidano più delle missioni ONU, delle ONG né degli eserciti africani. E allora delegano ai contractor, con modalità che ricordano da vicino le operazioni parallele della CIA degli anni Ottanta in Centro America.</p>



<p>Dietro la cortina dell’efficienza privata si cela un progetto ideologico: blindare l’approvvigionamento delle materie prime per la supremazia tecnologica americana. Il Congo diventa laboratorio di un nuovo tipo di geopolitica: quella dove la sicurezza è outsourcing e la sovranità è negoziabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cobalto e coltan: minerali del futuro, sistemi del passato</h2>



<p>Nel 2024, secondo l’US Geological Survey, il Congo ha prodotto più di 220.000 tonnellate di cobalto, mantenendosi leader mondiale. Ma il dato più inquietante è che fornisce anche il 70% del tantalo mondiale, derivato dal coltan. Minerale nero, denso, poco visibile ma onnipresente: nei satelliti, nei computer quantistici, nelle bombe a guida laser.</p>



<p>Dietro le cifre, la realtà è brutale. <strong>Milioni di congolesi vivono nelle regioni estrattive come nel Medioevo.</strong> Ragazzini che scavano a mani nude, senza maschere né protezioni. Miniere artigianali gestite da signori della guerra, racket locali e caporali corrotti. Le ONG denunciano da anni il lavoro forzato minorile, gli incidenti letali, la collusione fra milizie e multinazionali. Erik Prince promette “legalità”. Ma cosa significa legalizzare un saccheggio? Imporre l’ordine del più forte, sotto l’ombrello della diplomazia commerciale USA?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il volto sporco della politica estera americana</h2>



<p>Prince è una figura paradigmatica. Blackwater – poi rinominata Xe Services, poi Academi – è diventata il simbolo della guerra privatizzata.<strong> I suoi uomini sono stati condannati per crimini di guerra in Iraq.</strong> Trump li ha graziati. È un’ideologia, non una svista: il potere senza responsabilità, la forza senza regole.</p>



<p>Questa filosofia torna oggi in Africa. Non per esportare la democrazia, ma per sigillare accordi commerciali. <strong>I nuovi trattati si scrivono con la penna dell’ingegneria militare</strong> e la firma dei fondi sovrani. La “sicurezza” non è più un fine, ma un prodotto da vendere. E il Congo è il banco di prova.</p>



<p>Il Congo è oggi la perfetta allegoria del caos globale regolato: ricco, instabile, indebolito dallo scontro tra potenze. <strong>Da una parte la Cina</strong>, che attraverso consorzi pubblico-privati controlla buona parte delle miniere. <strong>Dall’altra l’Occidente</strong>, che tenta la rimonta puntando sull’expertise dei contractor. In mezzo, l’Unione Europea, che crede ancora nei corridoi verdi via Kigali, sperando che bastino a ridurre la sua dipendenza. Ma i numeri non mentono: il Congo non è padrone delle sue ricchezze. È terreno di conquista. Un far west minerario dove si contratta in dollari, si combatte con kalashnikov, e si firma con penne Montblanc.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando lo sviluppo diventa l’altro nome del saccheggio</h2>



<p>Erik Prince non è un semplice uomo d’affari. È l’icona di un sistema che fonde impresa, guerra e diplomazia in un’unica architettura. Il suo ritorno in Congo è una dichiarazione politica: gli USA sono pronti a difendere i propri interessi strategici senza mediazioni. Chi controlla i metalli, controlla il futuro.</p>



<p>Ma a che prezzo? Il sangue dei minatori congolesi continuerà a scorrere sotto i chip dei nostri smartphone. La domanda non è se Prince porterà ordine. Ma quale tipo di ordine, e per chi.</p>
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