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	<title>Eric Smith Archives - InsideOver</title>
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		<title>Gli USA corrono a trincerarsi nell&#8217;Indo-Pacifico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 22:46:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Uss-Theodore-Roosevelt-a-Guam-La-Presse-e1591887951973.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Portaerei Uss Theodore Roosevelt a Guam (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Uss-Theodore-Roosevelt-a-Guam-La-Presse-e1591887951973.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Uss-Theodore-Roosevelt-a-Guam-La-Presse-e1591887951973-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Uss-Theodore-Roosevelt-a-Guam-La-Presse-e1591887951973-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Uss-Theodore-Roosevelt-a-Guam-La-Presse-e1591887951973-1024x489.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Recupero della diplomazia con gli alleati ma soprattutto trasferimento di personale e armamenti: gli USA mollano l'Europa per l'Indo-Pacifico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-corrono-a-trincerarsi-nellindo-pacifico.html">Gli USA corrono a trincerarsi nell&#8217;Indo-Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Uss-Theodore-Roosevelt-a-Guam-La-Presse-e1591887951973.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Portaerei Uss Theodore Roosevelt a Guam (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Uss-Theodore-Roosevelt-a-Guam-La-Presse-e1591887951973.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Uss-Theodore-Roosevelt-a-Guam-La-Presse-e1591887951973-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Uss-Theodore-Roosevelt-a-Guam-La-Presse-e1591887951973-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Uss-Theodore-Roosevelt-a-Guam-La-Presse-e1591887951973-1024x489.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel rapporto “Annual threat assessment of the U.S. Intelligence community” pubblicato a marzo del 2025, la <strong>Repubblica Popolare Cinese (RPC)</strong> viene definita “la minaccia militare più completa e solida per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. Tale definizione potrebbe apparire scontata per chi, nel corso degli ultimi anni, ha avuto modo di osservare i progressi militari cinesi e la maggiore assertività di Pechino (sfociata in vera e propria aggressività) nel suo intorno geografico rappresentato dal Mar Cinese Orientale e quello Meridionale, senza considerare la piuttosto recente escalation nel Kashmir (per il momento congelata bilateralmente) e le tensioni mai sopite nell&#8217;Arunachal Pradesh. </p>



<p>La questione, però, che permette di avere indicazioni <strong>sulla politica della nuova amministrazione statunitense verso la Repubblica Popolare Cinese</strong>, è che prima di oggi in nessun documento ufficiale degli Stati Uniti la RPC veniva indicata apertamente come “minaccia”, bensì come “sfida”, nella forma “sfida incalzante” (in inglese <em>pacing challenge</em>).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trincea pacifica in fieri</h2>



<p>In risposta al crescente potere militare cinese, negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno lavorato alacremente per rafforzare, riformare e ridistribuire le proprie forze nell’<strong>Indo-Pacifico</strong>, e oggi possiamo affermare che la presidenza Trump sta <strong>trincerando </strong>le proprie posizioni avanzate in quella vasta regione del globo. Un processo, come dicevamo, cominciato da qualche anno ma che l&#8217;attuale presidente USA sta accelerando attraverso il riposizionamento di forze e la stipula di nuovi accordi militari con gli alleati nell&#8217;area. </p>



<p>Il <a href="https://www.defense.gov/News/News-Stories/Article/Article/4139213/defense-secretary-announces-us-forces-japans-upgrade-to-joint-force-command/">30 marzo</a> scorso, ad esempio, il segretario <strong>Pete Hegseth</strong> ha annunciato che il Dipartimento della Difesa ha avviato la prima fase del processo di trasformazione delle Forze armate statunitensi in <strong>Giappone </strong>in un quartier generale di forza congiunto: in questo modo la presenza USA nell&#8217;arcipelago nipponico aumenterà e lo spettro di azione delle forze statunitensi sarà più ampio. Il compito che si è data la nuova dirigenza del Dipartimento della Difesa è anche quello di <strong>ripristinare la deterrenza</strong> (insieme al ripristino dell&#8217;ethos guerriero e la ricostruzione delle forze armate) e il segretario Hesgeth ha iniziato proprio dall&#8217;Indo-Pacifico con un viaggio di una settimana che ha toccato le Hawaii, Guam, le Filippine e naturalmente il Giappone per tenere una serie di incontri bilaterali internazionali con l&#8217;obiettivo di rafforzare le alleanze e i partenariati. </p>



<p>Politica riaffermata anche più recentemente, il <a href="https://www.state.gov/joint-statement-on-the-trilateral-united-states-japan-republic-of-korea-meeting-in-brussels/">3 aprile</a>, in occasione del <strong>trilaterale USA-Giappone-Corea del Sud</strong> tenutosi a Bruxelles, in cui Tokyo e Seul hanno espresso il loro sostegno agli sforzi degli Stati Uniti per coinvolgere la RPC e la Russia nella riduzione dei rischi nucleari, ma soprattutto hanno ribadito il loro impegno a <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-corea-del-sud-la-prima-esercitazione-di-bombardieri-strategici-dellera-trump.html">rafforzare la difesa e la deterrenza</a>, promuovendo una solida cooperazione in materia di sicurezza e rafforzando le rispettive capacità di difesa.</p>



<p>La Casa Bianca, forse perché conscia che il tempo gioca a proprio sfavore nei rapporti di forza con la RPC nell&#8217;Indo-Pacifico, ha accompagnato questa postura politica con un radicale cambiamento nei confronti di <strong>Taiwan</strong>: il Dipartimento di Stato, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-dipartimento-di-stato-corregge-il-suo-sito-taiwan-ringrazia-e-la-cina-sinfuria-ecco-perche.html">come già detto</a>, ha attuato una svolta epocale aprendo alla possibilità del riconoscimento ufficiale di Taipei e proponendo la sua partecipazione agli organismi internazionali. Sostanzialmente una virata di 180 gradi rispetto alla <strong>One China Policy</strong>, vigente sin dal 1972, che riconosce l&#8217;esistenza di una sola Cina e che Taiwan è parte della stessa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno sforzo cominciato anni fa </h2>



<p>L&#8217;amministrazione Trump sta quindi dando priorità alle proprie capacità di deterrenza verso la RPC nel Pacifico, ereditando una postura che è stata anche modellata dagli sforzi del suo predecessore per rafforzare, riformare e ridistribuire le forze in modo da renderle più letali ed efficaci. </p>



<p>Gli Stati Uniti, a cominciare dalla prima amministrazione Trump, sono andati oltre il semplice dispiegamento e la rotazione di capacità aggiuntive o nuove presso le basi statunitensi e quelle dei loro alleati e partner: nel corso degli anni sono riusciti a <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/pioggia-dollari-basi-militari-filippine-pi-forte-sostegno-2354632.html">ottenere nuove basi</a>, il ripristino di vecchie basi aeree, il pre-posizionamento di attrezzature e lo sviluppo di infrastrutture per la difesa missilistica e la sorveglianza. </p>



<p>Ad esempio, la <strong>U.S. Navy</strong> è passata dall&#8217;avere 3 SSN classe Los Angeles a Guam nel 2021, ad averne 5 nel 2022 trasferendoli dalle Hawaii per migliorare le sue capacità di risposta rapida, e le <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-ripensano-anche-allaukus-australia-in-allarme-sottomarini-a-rischio.html">titubanze USA</a> per quanto riguarda la cessione di SSN all&#8217;Australia nel quadro dell&#8217;accordo AUKUS deriva appunto dalla consapevolezza di voler avere forze pre-posizionate più consistenti in un momento in cui la cantieristica navale è in difficoltà a soddisfare tutte le richieste della marina. L&#8217;<strong>U.S. Air Force</strong> ha annunciato nel 2024 che migliorerà qualitativamente (e quantitativamente) la sua presenza in Giappone schierando 48 F-35A sulla base aerea di Misawa per sostituire 36 F-16, e tale spiegamento inizierà nella primavera del 2026. </p>



<p>Gli Stati Uniti hanno anche lavorato per rafforzare la loro presenza a rotazione sul territorio degli alleati. Ad esempio, ancora l&#8217;U.S. Air Force sta aumentando gli schieramenti di vari tipi di aerei in Australia, compresi i bombardieri strategici B-2, mentre l&#8217;<strong>U.S. Army</strong> ha temporaneamente inviato il sistema missilistico da crociera a medio raggio basato a terra <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/usa-schierano-sistema-terrestre-lancio-missili-crociera-2310165.html">“Typhon” nelle Filippine</a> nell&#8217;aprile 2024, segnando il suo primo dispiegamento in assoluto e provocando in Manila la richiesta di una presenza fissa per aumentare la deterrenza verso la RPC a fronte della maggiore aggressività di Pechino nella ZEE (Zona Economica Esclusiva) filippina nel Mar Cinese Meridionale.</p>



<p>Le difese attive e passive delle installazioni militari USA in tutto l&#8217;Indo-Pacifico sono in fase di rafforzamento con assetti prelevati da altri teatri e con nuove capacità e parimenti è in fase di implementazione tutta la rete logistica distribuita. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Meno Europa, più Indo-Pacifico</h2>



<p>In buona sostanza, l&#8217;amministrazione Trump, al contrario di quanto sta facendo con gli alleati europei, <strong>sta riaffermando il suo impegno nella difesa dell&#8217;Indo-Pacifico</strong> nonostante la guerra commerciale generale rappresentata dai dazi.</p>



<p>Esistono delle <strong>preoccupazioni </strong>diffuse tra le alte sfere del Pentagono e sono buona parte della motivazione per cui Washington sta diminuendo il suo sostegno all&#8217;Europa e cercando di chiudere la “questione russa” nel più breve tempo possibile: il generale comandante dei Marines, <strong>Eric Smith</strong>, <a href="https://www.iiss.org/online-analysis/military-balance/2025/03/reinforcement-and-redistribution-evolving-us-posture-in-the-indo-pacific/">ha espresso</a> preoccupazione per le scorte di <strong>munizioni</strong>, mentre il capo del comando indo-pacifico, ammiraglio <strong>Samuel Paparo</strong>, ha affermato che l&#8217;uso estensivo di sistemi d&#8217;arma di fascia alta nelle operazioni statunitensi in Medio Oriente e le donazioni all&#8217;Ucraina hanno imposto costi alla prontezza degli Stati Uniti a rispondere nell&#8217;Indo-Pacifico, considerato “il teatro più stressante per la quantità e la qualità delle munizioni”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-corrono-a-trincerarsi-nellindo-pacifico.html">Gli USA corrono a trincerarsi nell&#8217;Indo-Pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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