Cosa c’è (davvero) dietro l’indagine francese contro X ed Elon Musk
Indagine penale su X: La sezione di cybercriminalità del tribunale di Parigi ha aperto un’inchiesta il 9 luglio contro X e i suoi dirigenti, accusati di manipolare l’algoritmo per favorire ingerenze straniere e compromettere il dibattito democratico in Francia. Segnalazioni all’origine: L’indagine nasce da denunce del deputato Éric Bothorel e di un funzionario pubblico, che criticano i cambiamenti dell’algoritmo di X, accusandolo di promuovere contenuti divisivi e di ridurre la trasparenza e la diversità delle opinioni. Caso Grok e antisemitismo: Un’ulteriore indagine riguarda la rimozione di post antisemiti del chatbot Grok di xAI, che includevano riferimenti a “MechaHitler” e stereotipi sul controllo ebraico di Hollywood. Contesto europeo e DSA: L’inchiesta si inserisce nella strategia dell’UE di regolamentare le big tech tramite il Digital Services Act, con accuse di censura e controllo eccessivo, come evidenziato dalle multe a Meta e Apple e dalle critiche al “Brussels Effect”. Tensioni transatlantiche: Negli USA, la Commissione Giustizia della Camera accusa l’UE di usare il DSA per limitare la libertà di parola, anche per i cittadini americani, spingendo le piattaforme a censurare contenuti legali per evitare sanzioni.