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	<title>Enrico Letta Archives - InsideOver</title>
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	<title>Enrico Letta Archives - InsideOver</title>
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		<title>Che cos&#8217;è la Bad Godesberg nominata da Calenda</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/che-cose-la-bad-godesberg-nominata-da-calenda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2022 14:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
		<category><![CDATA[Spd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1139" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA7094500-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA7094500-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA7094500-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA7094500-1024x608.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA7094500-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA7094500-1536x911.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA7094500-2048x1215.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Carlo Calenda rompe col Partito Democratico dopo la decisione di Enrico Letta di imbarcare Sinistra Italiana e Verdi nella coalizione progressista e accusa il centrosinistra italiano di essere eccessivamente legato agli schemi del passato. &#8220;Ho sbagliato, ho commesso l&#8217;ingenuità di pensare che il Pd fosse pronto a fare una &#8216;Bad Godesberg&#8217;, che avrebbe rappresentato la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/che-cose-la-bad-godesberg-nominata-da-calenda.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/che-cose-la-bad-godesberg-nominata-da-calenda.html">Che cos&#8217;è la Bad Godesberg nominata da Calenda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1139" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA7094500-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA7094500-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA7094500-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA7094500-1024x608.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA7094500-768x456.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA7094500-1536x911.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/Agenzia_Fotogramma_IPA7094500-2048x1215.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Carlo Calenda rompe col<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/non-c-onore-calenda-rompe-patto-col-pd-2057167.html" target="_blank" rel="noopener"><strong> Partito Democratico</strong></a> dopo la decisione di Enrico Letta di imbarcare Sinistra Italiana e Verdi nella coalizione progressista e accusa il centrosinistra italiano di essere eccessivamente legato agli schemi del passato. &#8220;Ho sbagliato, ho commesso l&#8217;ingenuità di pensare che il Pd fosse pronto a fare una &#8216;Bad Godesberg&#8217;, che avrebbe rappresentato la sinistra&#8221;, ha il leader di Azione, motivando a In mezz&#8217;ora in più la <span style="font-size: 1rem;">decisione di rompere l&#8217;alleanza con il Pd. </span></p>
<p>Con una perifrasi storica raffinata a parole, Calenda lancia il più duro degli attacchi a Letta e ai dem. <strong>Bad Godesberg</strong> fa infatti riferimento a una delle pietre miliari della storia della Sinistra europea, il congresso dei Socialdemocratici tedeschi del 1959 con cui la<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/spd-chi-sono-i-socialdemocratici-tedeschi.html" target="_blank" rel="noopener"> Spd</a> rottamò definitivamente la sua impostazione marxista. Nel 1959 la Spd si ritrovò nell&#8217;omonima località termale alla periferia di Bonn e pose fine al dominio sulla sua impostazione politica del programma di Heidelberg adottato nel 1925 che faceva del partito un rappresentante autodichiarato della classe operaia, di impostazione marxista e a tendenza massimalista-rivoluzionaria.</p>
<p>Bad Godesberg aprì la strada all&#8217;alternanza democratica nella Repubblica Federale Tedesca plasmando la Spd come grande forza laburista ma aperta al mercato, lontana dalle posizioni legate al comunismo e all&#8217;impostazione sovietica dell&#8217;economia, dinamica nel rapporto coi corpi sociali, non vincolata al solo elettorato operaio. I quattro <a href="https://it.insideover.com/politica/leredita-dei-leader-tedeschi-del-passato.html" target="_blank" rel="noopener">cancellieri avuti dal partito (</a><strong>Helmut Schmidt, Willy Brandt, <a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwix0rmf77T5AhUZQ_EDHTZlDigQFnoECAkQAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Fnews%2Fmondo%2Fgiallo-sulla-visita-schroeder-mosca-lex-cancelliere-vedr-2054303.html&amp;usg=AOvVaw1ELIpzMi1lwR8jO_5WUpim" target="_blank" rel="noopener">Gerhard Schroeder</a> e Olaf <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-olaf-scholz.html" target="_blank" rel="noopener">Scholz</a></strong>, attuale capo del governo) hanno avuto il ruolo di interpreti del programma di Bad Godesberg o di loro diretti eredi.</p>
<p>In prospettiva, Bad Godesberg consolidò la democrazia tedesca. Mai gli alleati occidentali di Bonn avrebbero permesso l&#8217;ascesa di un governo tedesco guidato da una formazione tanto radicale: l&#8217;alternativa democratica venutasi a creare nel Paese con la svolta della Spd consolidò la sicurezza e il virtuosismo del modello tedesco di politica e sviluppo economico.</p>
<p>In sostanza Bad Godesberg implica l&#8217;idea di una Sinistra moderna, aperta al mercato e alle dinamiche del capitalismo desiderosa di cambiare gli equilibri del sistema ma non di sovvertire con forza le istituzioni. Significa la metafora di una Sinistra capace di essere democratica e progressista senza essere giacobina. In sostanza, in Germania la Spd ha accettato <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-via-di-draghi-per-una-nuova-economia-sociale-di-mercato.html" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;ordoliberismo</a> costruito dalla <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-cdu-il-partito-di-angela-merkel.html" target="_blank" rel="noopener">Cdu adenaueriana</a></strong>. L&#8217;affondo di Calenda contro il Pd è una stilettata sottile ma che impone un giudizio di valore chiaro: alleandosi con partiti come la Sinistra di Frattoianni e i Verdi i dem, che si presentano all&#8217;esterno, con vanto, come uno dei partiti riformisti più grandi d&#8217;Europa, avrebbero fatto il percorso inverso verso il rifiuto della modernizzazione del mondo progressista. Compiendo un errore grave e tornando indietro oltre percorsi già attraversati in tutta Europa dalla Sinistra, che nella Spd ha avuto sempre un modello organico. Il Partito Comunista Italiano ebbe la sua Bad Godesberg a più tappe tra il Memoriale di Yalta di Palmiro Togliatti, datato 1964, che segnò l&#8217;inizio delle critiche al modello sovietico, e il varo dell&#8217;Eurocomunismo da parte di Enrico Berlinguer; il Partito Socialista Francese nell&#8217;accettazione da parte di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-francois-mitterrand.html" target="_blank" rel="noopener">François Mitterrand</a> del modello della Quinta Repubblica </strong>edificato dal generale <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/chi-era-charles-de-gaulle-lultimo-grande-di-francia.html" target="_blank" rel="noopener">De Gaulle</a>, di cui divenne il più longevo dei presidenti. Il <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-partito-laburista-britannico.html" target="_blank" rel="noopener">Partito Laburista</a> </strong>inglese nel lancio dell&#8217;agenda riformista del New Labour dopo le dure sconfitte subite da una piattaforma programmatica radicale contro i Conservatori di Margareth Thatcher negli Anni Ottanta.</p>
<p>Per Calenda oggi la Bad Godesberg alla rovescia del Pd è il <strong>rifiuto dell&#8217;agenda Draghi </strong>insito nella scelta degli alleati, contrari alle proposte politiche liberali, industrialiste e tecnocratiche di Azione, esponente di un centro radicale molto lontano dalle frange a sinistra del mondo dem. L&#8217;accusa velata è di <strong>veteromarxismo</strong>, anche se va detto che in Italia fu proprio un Pci pienamente istituzionalizzato a creare la piattaforma programmatica basata su ecologismo, pacifismo e sostegno ai diritti civili che sostituì la vecchia impostazione operaia del partito. Calenda riapre l&#8217;eterno dibattito sulla Sinistra: è vincente quando resta ancorata alle tradizioni o quando si plasma rispetto al mondo? L&#8217;accusa dell&#8217;ex ministro dello Sviluppo Economico è che il Pd abbia scelto la prima via a scapito della seconda.</p>
<p>Molte critiche al Pd, anche da eminenti intellettuali <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-pci-al-pd-come-la-sinistra-italiana-ha-smarrito-se-stessa.html" target="_blank" rel="noopener">come <strong>Luciano Canfora, </strong>sottolineano che il centrosinistra</a> italiano ha invece deviato dalla prima strada. La verità è che troppo spesso il centrosinistra italiano ragiona più in termini di potere che di idee, di conservazione dell&#8217;esistente in nome di un compattamento contro il nemico esterno piuttosto che di consolidamento del suo perimetro. La <strong>Bad Godesberg del 1959 </strong>è già stata vissuta dall&#8217;ex Pci, che comunque restava figlio di un mondo ideologico molto solido, capace di adattarsi al mondo criticamente. Il Pd, ma anche il partito di Calenda, è invece figlio di un mondo più liquido dove una Bad Godesberg è impossibile.</p>
<p>In quanto partito di sistema<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/patto-anti-destre-sanno-solo-denigrare-lavversario-2057130.html" target="_blank" rel="noopener"> il Pd mira, aritmeticamente, a consolidare le sue forze elettorali per evitare</a> la vittoria della destra. Il vero problema sottolineato da Calenda è che non c&#8217;è alcun rigore programmatico nella scelta della coalizione da parte di Letta, che in potenza avrebbe potuto unire liberali e critici feroci del liberismo, ecologisti e <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-nucleare-aiuta-per-la-transizione-leuropa-a-un-bivio.html" target="_blank" rel="noopener">sostenitori del nucleare,</a> cattolici e radicali. Il punto di caduta della sua critica è il fatto che Calenda si rivendica portatore di un mondo moderato e progressista senza aver la complessità politica, culturale o ideale di una Spd vecchio stampo. Ma solo l&#8217;idea della ricerca di una rendita di posizione in rapporto al posizionamento degli ex alleati dell&#8217;era Draghi, da combattere unicamente con posizioni politiche di breve cabotaggio e un programma striminzito e tutt&#8217;altro che espressione di una visione ideale ben trutturata.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;eterno partito dello straniero</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/leterno-partito-dello-straniero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Valle]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 06:43:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1775" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220725084115377_eb1807a46d9167dc2b786cb725d687e1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220725084115377_eb1807a46d9167dc2b786cb725d687e1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220725084115377_eb1807a46d9167dc2b786cb725d687e1-300x277.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220725084115377_eb1807a46d9167dc2b786cb725d687e1-1024x947.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220725084115377_eb1807a46d9167dc2b786cb725d687e1-768x710.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220725084115377_eb1807a46d9167dc2b786cb725d687e1-1536x1420.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220725084115377_eb1807a46d9167dc2b786cb725d687e1-2048x1893.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella trasmissione In mezzora in più di Rai3 Ignazio La Russa è intervenuto duramente sugli strani “allarmi” della stampa liberal angloamericana a proposito di una prossima (e molto probabile) vittoria elettorale del partito di Giorgia Meloni. A suo avviso dietro le strambe preoccupazioni del New York Times e dintorni su un ipotetico quanto fantasmagorico “ritorno del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/leterno-partito-dello-straniero.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1775" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220725084115377_eb1807a46d9167dc2b786cb725d687e1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220725084115377_eb1807a46d9167dc2b786cb725d687e1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220725084115377_eb1807a46d9167dc2b786cb725d687e1-300x277.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220725084115377_eb1807a46d9167dc2b786cb725d687e1-1024x947.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220725084115377_eb1807a46d9167dc2b786cb725d687e1-768x710.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220725084115377_eb1807a46d9167dc2b786cb725d687e1-1536x1420.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220725084115377_eb1807a46d9167dc2b786cb725d687e1-2048x1893.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nella trasmissione <em>In mezzora in più</em> di Rai3 <strong>Ignazio La Russa</strong> è intervenuto duramente sugli strani “allarmi” della stampa liberal angloamericana a proposito di una prossima (e molto probabile) vittoria elettorale del partito di <strong>Giorgia Meloni</strong>. A suo avviso dietro le strambe preoccupazioni del <em>New York Times</em> e dintorni su un ipotetico quanto fantasmagorico “ritorno del fascismo” e della camice nere cent’anni dopo la marcia su Roma e quasi 80 anni dopo piazzale Loreto vi sono &#8220;ambienti italiani della cultura, del giornalismo e della politica, che stanno lavorando in combutta con ambienti della sinistra internazionale&#8221;. Si tratta di &#8220;ambienti italianissimi&#8221;, denuncia il senatore, che intrugliano con &#8220;giornali stranieri affinché li aiutino a non perdere, inventando percolo di destra, un pericolo Meloni. Noi non perderemo un voto ma è un modo per danneggiare l’Italia&#8221;.</p>
<p>Ciò nonostante La Russa si dice convinto che gli americani (non si capisce però se Ignazio intendesse l’amministrazione Biden o l’opinione pubblica, i democratici o i repubblicani…) non si faranno influenzare, poiché &#8220;hanno registrato la nostra posizione, sempre filo occidentale, filo atlantista, di sostegno all’Ucraina etc&#8230;&#8221;. Una presa di posizione chiara, netta che ci riporta di colpa al passato remoto e prossimo.</p>
<p>Spieghiamo. Il <strong>Partito democratico</strong> e la sua variegata galassia hanno radici antiche che affondano nel semprevivo “partito dello straniero” stigmatizzato già nel 1799 da Vincenzo Cuoco nel suo <em>Saggio storico sulla rivoluzione napoletana</em>. La triste e tragica parabola dei giacobini partenopei affascinati dal modello rivoluzionario francese e volutamente, ostentatamente estranei e distanti dal loro popolo lo disilluse per sempre: per lo studioso una classe dirigente che non si mette emotivamente in armonia col Paese: &#8220;Non si può mai giovare alla Patria se non si ama, e non si può mai amare la Patria se non si stima la nazione&#8221;. Piaghe che nei due secoli che ci separano da allora non si sono mai davvero richiuse.</p>
<p>Non a caso l’artificiosa repubblica napoletana (cinque mesi scarsi di vita…) è sempre parte integrante e fondante del pantheon progressista e, nel tempo, ha sorretto, giustificato e nutrito le suggestioni di larga parte del notabilato post-unitario, il progressismo novecentesco e le contorsioni di quella sinistra borghese stizzosamente anti italiana, anti nazionale. Una sinistra senza popolo.</p>
<p>A questa somma di fattori metapolitici vi è poi l’eredità del lunghissimo dopoguerra italiano e i sapori malsani della Guerra fredda. Come ricordava divertito <strong>Francesco Cossiga</strong>, dal 1945 alla caduta del muro di Berlino i due principali partiti politici italiani hanno goduto abbondantemente dei denari stranieri: la <strong>Democrazia cristiana</strong> incassava i contributi dei sindacati americani mentre il <strong>Partito comunista</strong> prosperava grazie ai finanziamenti dell’Unione sovietica. Un flusso d’affari florido e notevolissimo di cui ambedue la parti, come Cossiga sosteneva, erano perfettamente a conoscenza. Tanti soldi in cambio di fedeltà assoluta e subalternità totale. Da qui mezzo secolo di ondivaghe e contraddittorie politiche, interrotte talvolta da qualche sprazzo coraggioso per la difesa degli interessi nazionali (Mattei tra tutti…) ma immediatamente cassato, massacrato, annullato.</p>
<p>Con il crollo del sistema sovietico, la sinistra comunista, orfana del Cremlino e dei suoi generosi pagatori, si riconvertì in un batter d’occhio nell’europeismo più ottuso e in uno zelante atlantismo con l’elmetto. D’Alema non si fece scrupoli a bombardare, senza avvertire il Parlamento, per giorni Belgrado, Napolitano costrinse il governo Berlusconi a tirare i nostri missili sulla Libia gheddafiana assieme agli anglo-francesi. In ambedue i risultati sono noti. In quelle che consideravamo aree d’influenza o, addirittura, il “cortile di casa”, oggi l’Italia non conta più niente.</p>
<p>Un disastro geopolitico che il “partito dello straniero” spaccia per grandi vittorie, come ancor oggi si inebria ricordando il colpo di mano nel 2011 dell’Europa (Angela Merkel e Nicolas Sarkozy in primis) contro Berlusconi e il sistema Italia. Esempi che Giorgia Meloni dovrebbe tenere ben presente. Al di là delle dichiarazioni e dei proponimenti, un governo attento agli interessi permanenti della Nazione è sempre malvisto dagli stranieri di fuori e dagli stranieri “di dentro”.</p>
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		<item>
		<title>Francia, Italia e il &#8220;tradimento&#8221; a sinistra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-italia-e-il-tradimento-a-sinistra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 07:21:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1344" height="819" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente francese Emmanuel Macron (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394.jpg 1344w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394-1024x624.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394-768x468.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /></p>
<p>La corsa all&#8217;Eliseo interessa anche l&#8217;Italia. I legami tra Parigi e Roma sono forti, e lo sono su diversi livelli. C&#8217;è un livello finanziario, uno industriale, uno strategico e uno squisitamente politico. E il patto del Quirinale dovrebbe essere il simbolo dell&#8217;asse tra i due Paesi: declinazione mediterranea di quel patto di Aquisgrana tra Germania &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-italia-e-il-tradimento-a-sinistra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-italia-e-il-tradimento-a-sinistra.html">Francia, Italia e il &#8220;tradimento&#8221; a sinistra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1344" height="819" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente francese Emmanuel Macron (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394.jpg 1344w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394-1024x624.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Emmanuel-Macron-e1631719246394-768x468.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /></p><p>La <strong>corsa all&#8217;Eliseo</strong> interessa anche l&#8217;Italia. I legami tra Parigi e Roma sono forti, e lo sono su diversi livelli. C&#8217;è un livello finanziario, uno industriale, uno strategico e uno squisitamente politico. E il patto del Quirinale dovrebbe essere il simbolo dell&#8217;asse tra i due Paesi: declinazione mediterranea di quel patto di Aquisgrana tra Germania e Francia che adesso, con il tramonto di Angela Merkel, necessita anche di un contraltare che guardi oltre le Alpi.</p>
<p><strong>Emmanuel Macron</strong> ci punta molto, così come Sergio Mattarella e Mario Draghi. L&#8217;obiettivo è quello di rinsaldare una relazione che potrebbe essere decisiva nella nuova Unione europea post-Merkel e di farlo possibilmente durante la presidenza di turno francese in Ue. Asse che interessa al presidente francese per confermare una linea comune in Europa, ma soprattutto per blindare la vicinanza dell&#8217;Italia ad alcuni progetti di Parigi in chiave strategica, a cominciare dal Sahel e dal Mediterraneo.</p>
<p>La Francia, insomma, vuole avere al suo fianco l&#8217;Italia. Anche il premier Mario Draghi ha rimarcato in questo senso le affinità tra i due governi confermate anche dai vertici più recenti tra i due leader. Ma la via verso la definizione di questa nuova convergenza di interessi si poggia su condizioni politiche che passano inevitabilmente per la presenza nelle due capitali di governi affini. Cosa che con le elezioni in Francia del 2022 potrebbe non essere così scontata. Macron non sembra affatto sicuro di vincere. E se Marine Le Pen appare sicura di arrivare al ballottaggio, un&#8217;altra donna, questa volta a sinistra, rischia di strappare lo scettro dell&#8217;Eliseo: <strong>Anne Hidalgo</strong>. La sindaca socialista di Parigi è considerata un&#8217;avversaria temibile per l&#8217;attuale capo dello Stato, e il partito di cui fa parte sembra in lieve ripresa dopo il tracollo delle ultime presidenziali.</p>
<p>La questione ha risvolti sul rapporto Italia-Francia, in un complesso gioco di rapporti personali e politici tra quei &#8220;livelli&#8221; di cui parlavamo all&#8217;inizio. Macron è stato sempre considerato il simbolo della sinistra moderata che guarda al centro, il paladino di una nuova Ue in grado di compattarsi proprio sotto la guida del Paese euroscettico per definizione, la Francia. Per molti anni è stato visto come l&#8217;unica risposta &#8220;di centrosinistra&#8221; all&#8217;onda sovranista. E il fatto che <strong>Marine Le Pen</strong> fosse vicina ai partiti della destra italiana ha spesso sgombrato il campo da qualsiasi tipo di dibattito: il sostegno a Macron diventava la naturale scelta per opporsi al mondo populista.</p>
<p>Le cose però potrebbero cambiare. <em>Il Foglio</em>, <a href="https://www.ilfoglio.it/politica/2021/09/15/news/cosi-il-sostegno-di-letta-a-hidalgo-fa-storcere-il-naso-a-macron-2930380/">in un articolo di Valerio Valentini</a>, rivela che il presidente francese non sia affatto contento dell&#8217;entusiasmo mostrato dal segretario del Pd, Enrico Letta, <a href="https://twitter.com/EnricoLetta/status/1436981319549038596">nei confronti di Hidalgo</a>. All&#8217;Eliseo non hanno mai fatto mistero di considerare i dem un appoggio fondamentale all&#8217;interno della politica italiana, e questa svolta nei confronti dei socialisti risuona come un tradimento, ma anche come un campanello d&#8217;allarme. Certo, il Pd fa parte dei socialisti europei al pari del partito di cui Hidalgo è membro: per cui non sembra affatto strano che un esponente dem italiano tifi per la socialista transalpina. Tuttavia il dubbio che la sinistra stia iniziando a ragionare su una figura diversa rispetto al leader centrista fa riflettere su una possibile evoluzione della politica europea. L&#8217;idea che non sia tutto necessariamente convergente al centro, ma che si inizi a riparlare di blocchi in un <strong>sistema bipolare</strong>. Uno schema che rischia di mettere la parola fine a quella svolta europeista e liberale su cui il centrosinistra europeo ha puntato nel momento della crisi di consensi.</p>
<p>Il &#8220;tradimento&#8221; dei dem è l&#8217;abbandono di una certa visione politica? Difficile a dirsi e impossibile fare pronostici. Soprattutto perché in Italia il Pd fa parte di una coalizione che per definizione non può non dirsi moderata e di certo non ha mai fatto mistero di avere il centro come cardine della sua esistenza. Tuttavia l&#8217;Europa può in effetti manifestare tendenze che vanno in qualche modo comprese. In Germania, prossima a elezioni decisive, l&#8217;ascesa del ministro <strong>Olaf Scholz</strong> in quota Spd mostra un rinnovato interesse degli elettori verso il blocco socialista. In Francia, i socialisti possono in qualche modo corrodere il consenso di Macron. E a questo va aggiunta l&#8217;esperienza spagnola di <strong>Pedro Sanchez</strong>. Difficile che il Pd possa compiere a breve scelte di campo nette: ma lo scenario di una nuova sinistra europeista non è così remoto.</p>
<p>Questo chiaramente non implica affatto la fine di una visione di convergenza tra Francia e Italia che il Pd e Letta hanno sempre portato avanti. Significa però che la simmetria tra strategia nazionale e di partito potrebbero cambiare. Il referente per la Francia potrebbe non essere più solo Macron. E il Pd mette in ogni caso le mani avanti puntando anche su un altro candidato per legarsi alle rive della Senna. Mentre il presidente francese, &#8220;tradito&#8221; dai dem e dai socialisti europei, potrebbe rivolgersi direttamente a Mattarella e Draghi, suoi veri interlocutori istituzionali. Rapporti di vertice che superano quelli di partito.</p>
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		<title>La grana Mps può frenare il rilancio delle banche italiane</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-grana-mps-puo-frenare-il-rilancio-delle-banche-italiane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2021 05:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Intesa San Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[Monte dei Paschi di Siena (Mps)]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
		<category><![CDATA[Unicredit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_FGR1227258-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_FGR1227258-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_FGR1227258-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_FGR1227258-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_FGR1227258-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_FGR1227258-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_FGR1227258-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le banche italiane vivono un momento contrastato. Fortunatamente non per motivi legati a una crisi sistemica generalizzata: il problema, in questo caso, è lo scarto tra percezione e realtà. Percezione: si è riaperto il dossier Monte dei Paschi di Siena e sul mondo bancario sono tornate le nubi relative agli scheletri nell&#8217;armadio del recente passato. Che parlano di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-grana-mps-puo-frenare-il-rilancio-delle-banche-italiane.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_FGR1227258-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_FGR1227258-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_FGR1227258-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_FGR1227258-1024x682.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_FGR1227258-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_FGR1227258-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Agenzia_Fotogramma_FGR1227258-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le banche italiane vivono un momento contrastato. Fortunatamente non per motivi legati a una crisi sistemica generalizzata: il problema, in questo caso, è lo scarto tra <strong>percezione e realtà</strong>.</p>
<p>Percezione: si è riaperto il dossier <strong>Monte dei Paschi di Siena </strong>e sul mondo bancario sono tornate le nubi relative agli scheletri nell&#8217;armadio del recente passato. Che parlano di una lunga traversata del deserto, di errori politici e di male gestioni culminate nel tracollo di Rocca Salimbeni, prossima a veder chiarito il suo futuro. Sempre più orientato verso <strong>Unicredit</strong>.</p>
<p>Realtà: il tessuto bancario tiene. E tiene con buoni risultati. In questi anni non abbiamo mai mancato di sottolineare, con pragmatismo, le problematiche sistemiche legate alla vigilanza Ue, le questioni connesse ai <strong>crediti deteriorati, </strong>le minacce di scalate straniere alla finanza nazionale. Ora, con cauto ottimismo, possiamo registrare che alla prova della pandemia e della ripresa le banche si stanno presentando più sane.<a href="https://quifinanza.it/economia/stress-test-bce-le-banche-europee-e-italiane-tengono-i-numeri/515160/" target="_blank" rel="noopener"> I recenti stress test della Bce hanno dimostrato</a> che Mps è e resta un problema perimetrabile e che il duo <strong>Mediobanca-Intesa </strong>traina il gruppo in un contesto di generale solidità.</p>
<p>In questo contesto le banche italiane possono presentarsi operative e ben lustrate ai nastri di partenza del <strong>Recovery Fund</strong>. Per l&#8217;attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza <strong>Mario Draghi </strong>e il suo governo puntano fortemente su <a href="https://it.insideover.com/economia/la-grande-strategia-di-cdp-per-la-ripartenza-del-sistema-paese.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Cassa Depositi e Prestiti </strong></a>e sul versante <a href="https://it.insideover.com/economia/il-valore-strategico-delle-banche-per-attuare-il-recovery-italiano.html" target="_blank" rel="noopener">privato della finanza italiana.</a></p>
<p>Il <strong>circuito del credito, </strong>in tal senso, può rivelarsi un fattore di rilevanza strategica per rafforzare il tessuto economico nazionale piegato dalla pandemia. Assieme ad esso giocherà un ruolo chiave il processo di <strong>consolidamento </strong>che sta provvedendo a creare aggregazioni strutturate tra banche per difendere la patrimonializzazione, la redditività e la capacità operativa degli istituti. Un risiko avviato dalla fusione di Ubi in Intesa, proseguito con le mosse <a href="https://it.insideover.com/economia/il-terzo-polo-delle-banche-italiane-parlera-francese.html">di <strong>Credit Agricole Italia </strong>su Creval</a> e che ora vede diverse opzioni aperte: dalla <a href="https://www.milanofinanza.it/news/citi-mediobanca-e-mediolanum-promessi-sposi-202106251136484844" target="_blank" rel="noopener">possibile operazione Mediolanum-Mediobanca</a> all&#8217;operazione di Unicredit su Mps.</p>
<p>Ma proprio il caos Mps può terremotare, nella percezione, il mondo finanziario italiano. Monte dei Paschi è una mina per i miliardi di perdite accumulati, per le problematiche gestionali che la attanagliano e per il suo ruolo politico fondamentale, ulteriormente incrementato dall&#8217;inopinata decisione del segretario del Pd <a href="https://it.insideover.com/economia/monte-dei-paschi-puo-essere-una-bomba-per-letta-e-il-pd.html" target="_blank" rel="noopener">Enrico Letta di candidarsi al collegio uninominale di Siena per le elezioni suppletive</a> volte a sostituire alla Camera quel <strong>Pier Carlo Padoan </strong>che da ministro dell&#8217;Economia ha portato il Tesoro dentro Mps e da presidente Unicredit immaginava un merger diverso e più completo di quello proposto <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-tra-unicredit-e-intesa.html" target="_blank" rel="noopener">dall&#8217;ad <strong>Andrea Orcel</strong></a>. Risvegliando gli spettri del passato il caso Mps può di fatto creare tensioni nel governo, danneggiare il sentiero di sviluppo e fiducia consolidatosi via via e che ha portato le prospettive di crescita a sfiorare il 6% per il 2021 e, in prospettiva, danneggiando il tessuto nel suo complesso.</p>
<p>Le banche italiane hanno sino ad ora visto un ritorno agli utili favorito dalla ripresa di commissioni e incassi per le manovre ordinarie dell&#8217;economia in via di riapertura, di cui le trimestrali record oltre ogni aspettativa di Intesa e Unicredit sono l&#8217;emblema. Mps è una grana da un lato perché qualora fallisse l&#8217;operazione di vendita il Tesoro sarebbe costretto a mantenersi accollato un istituto costoso e impiazzabile e dall&#8217;altro perché ogni volta che il dossier Rocca Salimbeni si riapre sulla finanza italiana tornano a volteggiare i fantasmi dell&#8217;ultimo decennio. Riportando in auge la narrazione di una finanza italiana propensa alla crisi e all&#8217;instabilità.</p>
<p>Una risoluzione precisa e puntuale della crisi impone che istituzioni politiche e finanza dialoghino evitando l&#8217;apertura di fronti negoziali logoranti sul fronte della futura composizione di un eventuale polo Mps-Unicredit, dei lavoratori che temono l&#8217;esubero e delle tensioni politiche da tempo accumulate sul dossier. Il danno d&#8217;immagine che ne comporterebbe potrebbe logorare il clima di fiducia creatosi attorno alla capacità di ripresa del Paese fin dall&#8217;inizio dell&#8217;era Draghi. Un danno eccessivamente duro che nessuno in Italia può permettersi.</p>
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		<title>Monte dei Paschi può essere una bomba per Letta e il Pd</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/monte-dei-paschi-puo-essere-una-bomba-per-letta-e-il-pd.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2021 04:57:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Monte dei Paschi di Siena (Mps)]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
		<category><![CDATA[Unicredit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sulla politica italiana piomba improvvisamente l&#8217;eterno ritorno di Monte dei Paschi. La banca senese temporaneamente parcheggiata in capo al ministero del Tesoro è stata proposta dal Mef di Daniele Franco a Unicredit per un&#8217;aggregazione che, qualora venisse portata a compimento, risolverebbe un intricato rebus che si trascina da anni. A Piazza Gae Aulenti, in queste settimane, c&#8217;è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/monte-dei-paschi-puo-essere-una-bomba-per-letta-e-il-pd.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/monte-dei-paschi-puo-essere-una-bomba-per-letta-e-il-pd.html">Monte dei Paschi può essere una bomba per Letta e il Pd</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/08/Monte-dei-Paschi-Agenzia_Fotogramma_IPA1429551-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sulla politica italiana piomba improvvisamente l&#8217;eterno ritorno di <a href="https://it.insideover.com/economia/la-crisi-senza-fine-di-monte-dei-paschi-di-siena.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Monte dei Paschi</strong></a>. La banca senese temporaneamente parcheggiata in capo al ministero del Tesoro è stata proposta dal Mef di Daniele Franco a Unicredit per un&#8217;aggregazione che, qualora venisse portata a compimento, risolverebbe un intricato rebus che si trascina da anni.</p>
<p>A <strong>Piazza Gae Aulenti, </strong>in queste settimane, c&#8217;è fermento: il neo ad Andrea Orcel analizza le nuove linee programmatiche per l&#8217;Unicredit del futuro, i risultati dell&#8217;attività ordinaria parlano di un utile superiore al miliardo di euro nel primo semestre, celebrato anche <a href="https://www.ft.com/content/c260e2d4-adc0-49fd-930c-066fcc65a719" target="_blank" rel="noopener">dal <em>Financial Times </em></a>come un eccellente risultato, frutto di un calo dei costi (-1,2%) associato a un sostanziale rilancio dei ricavi operativi (+21,4%). La possibilità di rilevare una parte di Mps, depurata dei crediti deteriorati e risanata, per un&#8217;aggregazione in grado di dar vita a uno stabile secondo polo competitivo con Intesa San Paolo, a un anno dalla <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-tra-unicredit-e-intesa.html" target="_blank" rel="noopener">scalata di Ca&#8217; dei Sass su <strong>Ubi Banca</strong></a>, alletta e non poco Orcel. Sul fronte politico, invece, l&#8217;apertura delle trattative esclusive tra Gae Aulenti e Via XX settembre ha portato in fibrillazione il partito maggiormente interessato al dossier, <a href="https://it.insideover.com/economia/il-futuro-di-monte-dei-paschi-di-siena-agita-la-maggioranza.html" target="_blank" rel="noopener">il <strong>Partito Democratico </strong>guidato da <strong>Enrico Letta.</strong></a></p>
<p>Il Pd, storicamente egemone a Siena, è riuscito nel 2018 alle elezioni politiche a vincere il collegio uninominale della città toscana portando come candidato quel <strong>Pier Carlo Padoan </strong>che, da ministro dell&#8217;Economia nei governi Renzi e Gentiloni, aveva avviato la copertura pubblica delle azioni della banca più antica del mondo. Ora che i cinque anni entro cui il Tesoro avrebbe dovuto vendere la banca si avvicinano (scadranno nel 2022) la necessità di una svolta appare più urgente che mai. E se da un lato <strong>Unicredit </strong>era il partner ritenuto ideale dal Nazareno, l&#8217;arrivo di Orcel, specialista di fusioni bancarie ritenuto il &#8220;Cristiano Ronaldo&#8221; del settore, alla guida del gruppo e l&#8217;ascesa del <strong>governo Draghi </strong>hanno cambiato le carte in tavola rispetto all&#8217;era del governo Conte II. Quando si scontravano due opzioni contrastanti: la complessa proposta a Cinque Stelle di un&#8217;aggregazione tra le tre banche italiane più in crisi (Mps, PopBari, Carige) in un nuovo ente e la fusione prospettata dal ministro dell&#8217;Economia dem <strong>Roberto Gualtieri </strong>e l&#8217;Unicredit allora guidata da Jean-Pierre Mustier,<a href="https://it.insideover.com/economia/la-nomina-di-padoan-al-vertice-di-unicredit-e-il-dossier-mps.html" target="_blank" rel="noopener"> la cui accelerazione definitiva sarebbe </a>dovuta venire, a fine 2020, dalla scelta da parte del cda di Unicredit del nuovo presidente: proprio l&#8217;onorevole ed ex ministro Padoan.</p>
<p>Il punto è che l&#8217;asse Pd-Padoan puntava, essenzialmente, a un&#8217;incorporazione di Mps <em>tout court </em>in Unicredit favorita da una consistente spesa di stimolo pubblica per accelerare la fusione; Orcel, invece, chiede al Tesoro e al suo &#8220;regista&#8221;, il direttore generale e fedelissimo di Draghi <strong>Alessandro Rivera, </strong>di acquisire solo la parte aziendalmente e industrialmente più interessante di Mps, che potremmo indicare nel ramo centro-settentrionale delle filiali del gruppo e nella controllata per l&#8217;internet banking Widiba, sfruttando l&#8217;incentivo pubblico fino a sei miliardi e lasciando il resto della banca in mano al Tesoro per future operazioni. Una mossa che, in cda, imbarazza Padoan ma sconfessa anche la linea tenuta dai dem dal 2018 ad oggi, ritenuta funzionale a far passare l&#8217;idea che Mps poteva essere ristrutturata senza cambi nella governance, nel personale, nella struttura. E a presidiare un bacino di voti storico in un territorio in cui Mps è il maggiore riferimento finanziario.</p>
<p>Così, evidentemente, non potrà essere. La banca senese necessita di una profonda ristrutturazione, il suo fatturato è sotto i 3 miliardi di euro, dal 2016 ad ha lasciato sul terreno il 30% dei suoi ricavi, un bagno di sangue a cui si è aggiunta la <strong>cura da cavallo </strong>dei crediti deteriorati, il cui rapporto con l&#8217;attivo è atteso salire dal 4,2% del 2020 al 6% quest’anno e al 7,3% nel 2023. Inoltre, ogni acquirente di Mps o potenziale tale non può non avere nella mente il precedente di carattere giudiziario<a href="https://it.insideover.com/politica/profumo-chiede-lassoluzione-normalizzazione-sullasse-leonardo-mps.html" target="_blank" rel="noopener"> legato alla vicenda di <strong>Alessandro Profumo e Fabrizio Viola</strong>,</a> ex ad e presidente di Mps nel triennio 2012-2015, finiti sotto processo e condannati in primo grado per aver riportato alla luce i frutti della <em>mala gestio </em>del passato, di fatto salvando Mps dall&#8217;esplosione, ma travolti dalla responsabilità penale e civile per fatti non imputabili al loro management. Vicenda sfociata in un processo di cui, si spera, l&#8217;appello possa correggere le palesi asimmetrie, ma che pesa come un macigno su qualsiasi prospettiva di vendita di Mps.</p>
<p>Chi rischia di essere preso d&#8217;infilata in questa vicenda è Enrico Letta. L&#8217;ex premier e segretario Dem ha accettato la candidatura alla Camera per il collegio lasciato libero proprio da Padoan in vista del voto che si terrà tra settembre e ottobre. Ma rischia di subire un contraccolpo politico non secondario alle elezioni suppletive. L&#8217;accelerazione della trattativa tra Franco e Orcel, che vuole scalare parte di Mps ma al contempo non vuole accollarsi i crediti deteriorati né i rischi legali, ha preso in contropiede il Pd e messo in imbarazzo tanto Padoan quanto Letta. Padoan, da un lato, perché il neopresidente, astenutosi nel cda che ha dato il via libera alla trattativa, ha visto un rilancio dell&#8217;azione nel momento in cui il suo partito ha lasciato a Draghi il controllo di Via XX settembre; Letta, dall&#8217;altro, perché le incertezze e le prospettive politiche più incerte connesse alla trattativa ricadranno inevitabilmente sulla sua candidatura nel collegio uninominale che, oramai, ha assunto la valenza di un test politico nazionale.</p>
<p><a href="https://www.huffingtonpost.it/entry/le-nozze-unicredit-mps-inguaiano-la-campagna-di-letta-a-siena_it_6103b073e4b0048f361c16d8" target="_blank" rel="noopener">Orcel, nota l&#8217;<em>Huffington Post</em></a><em>, </em>&#8220;ha parlato di esuberi non oltre quelli necessari, quello dei licenziamenti è un tema che scotta e che i sindacati legano a una dimensione molto ampia, circa 5-6 mila, un quarto del totale dei dipendenti della banca. In più ci sono i soldi,<strong> fino a 6 miliardi</strong>, che il Tesoro deve mettere sul piatto per coprire i costi delle condizioni chieste da UniCredit per andare avanti nell’operazione&#8221;. Essa, con i termini attuali, aziendalmente, può aver senso inserendosi nel quadro delle partite per il consolidamento bancario che, in vista dell&#8217;attuazione del Recovery Fund, può stabilizzare la finanza italiana. Ma strutturalmente e politicamente pone questioni non secondarie legate a una valutazione <em>ex post </em>della crisi del management di Mps e dei legami con il declino di un territorio in cui il Pd e il centro-sinistra sono stati a lungo egemoni per porsi poi come guardiani di una continuità sostanziale col passato che alla prova dei fatti si è resa impossibile.</p>
<p>Lo &#8220;spezzatino&#8221; di Mps può allontanare da Siena il centro nevralgico della banca, con conseguenti <a href="https://www.ilfoglio.it/economia/2021/07/31/news/cosi-mps-diventa-una-sfida-per-letta-2737208/">ricadute sismiche per il consenso dei democratici</a>. E se quanto successo pochi mesi dopo le elezioni politiche del 2018, con la vittoria del civico di centrodestra <strong>Luigi De Mossi </strong>alle elezioni comunali a Siena, pietra miliare che ha posto fine a 70 anni di egemonia della sinistra, dovesse verificarsi alle suppletive con la sconfitta di Letta a favore del candidato<strong> Tommaso Marrocchesi Marzi </strong>un terremoto bancario avrebbe prodotto un importante conseguenza di ordine politico. Alimentando il lungo romanzo del rapporto tra finanza e politica nell&#8217;Italia degli Anni Duemila.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/monte-dei-paschi-puo-essere-una-bomba-per-letta-e-il-pd.html">Monte dei Paschi può essere una bomba per Letta e il Pd</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tutti i dossier più bollenti per il Copasir</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-i-dossier-piu-bollenti-per-il-copasir.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 08:24:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Copasir]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-Prefetto-Gennaro-Vecchione-al-Copasir-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il Prefetto Gennaro Vecchione al Copasir (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-Prefetto-Gennaro-Vecchione-al-Copasir-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-Prefetto-Gennaro-Vecchione-al-Copasir-La-Presse-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-Prefetto-Gennaro-Vecchione-al-Copasir-La-Presse-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-Prefetto-Gennaro-Vecchione-al-Copasir-La-Presse-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-Prefetto-Gennaro-Vecchione-al-Copasir-La-Presse-1536x1012.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-Prefetto-Gennaro-Vecchione-al-Copasir-La-Presse-2048x1350.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mondo dei servizi segreti italiani è stato interessato da importanti cambiamenti strutturali dopo la fine del governo Conte II. La nomina del prefetto Franco Gabrielli alla carica di autorità delegata alla sicurezza della Repubblica e la scelta dell&#8217;ambasciatrice Elisabetta Belloni alla guida del Dis, la struttura di coordinamento delle agenzie di sicurezza italiane, rivelano la volontà del governo di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-dossier-piu-bollenti-per-il-copasir.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-Prefetto-Gennaro-Vecchione-al-Copasir-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il Prefetto Gennaro Vecchione al Copasir (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-Prefetto-Gennaro-Vecchione-al-Copasir-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-Prefetto-Gennaro-Vecchione-al-Copasir-La-Presse-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-Prefetto-Gennaro-Vecchione-al-Copasir-La-Presse-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-Prefetto-Gennaro-Vecchione-al-Copasir-La-Presse-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-Prefetto-Gennaro-Vecchione-al-Copasir-La-Presse-1536x1012.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/Il-Prefetto-Gennaro-Vecchione-al-Copasir-La-Presse-2048x1350.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il mondo dei servizi segreti italiani è stato interessato da importanti cambiamenti strutturali <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-giochi-di-spie-di-giuseppe-conte.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dopo la fine del <strong>governo Conte II. </strong></a>La nomina del prefetto Franco Gabrielli alla carica di autorità delegata alla sicurezza della Repubblica e la scelta <a href="https://it.insideover.com/politica/elisabetta-belloni-draghi-conte.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dell&#8217;ambasciatrice <strong>Elisabetta Belloni </strong>alla guida del <strong>Dis, </strong>la struttura di coordinamento delle agenzie</a> di sicurezza italiane, rivelano la volontà del governo di <strong>Mario Draghi </strong>di affidare a figure di sicura affidabilità e elevata professionalità una fase critica per l&#8217;intelligence italiana. Caratterizzata dalla necessità di una normalizzazione, dalla volontà di superare rivalità intestine e appetiti politici per riportare i servizi a una condizione di più serena operatività. Ora più che mai necessaria alla luce delle sfide sistemiche<a href="https://it.insideover.com/politica/una-repubblica-in-un-mare-in-tempesta-litalia-vista-dallintelligence.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> che il Paese deve affrontare e di cui i servizi, come testimonia l&#8217;ultimo rapporto Dis, sono decisamente al corrente.</a></p>
<p>Per completare la quadratura del cerchio della normalizzazione dei servizi manca oramai solo la nomina di un esponente dell&#8217;opposizione, impersonata dal solo gruppo di <strong>Fratelli d&#8217;Italia, </strong>alla guida del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Le recenti dimissioni del presidente leghista del Copasir <strong>Raffaele Volpi </strong>segnano una possibile svolta in tal senso ma non pongono certamente fine al dibattito politico che si è scaricato sul comitato di vigilanza sui servizi che la Legge 124 del 2007 assegna, nella sua direzione, esplicitamente a una forza di opposizione.</p>
<h2>Le dimissioni di Volpi non frenano la sfida</h2>
<p>Il Copasir, <a href="https://it.insideover.com/economia/vigilanza-e-prudenza-il-copasir-e-lo-scudo-delleconomia-italiana.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anche per l&#8217;impegno di Volpi e del suo vice e aspirante successore</a>, il senatore Fdi <strong>Adolfo Urso, </strong>ha assunto negli ultimi tempi una postura sempre più assertiva, aumentando lo scrutinio sulla tutela degli asset strategici dell&#8217;economia nazionale ritenuti passabili di scalate straniere, convocando in audizione i manager e gli esponenti di punta delle società partecipate e delle banche per valutare l&#8217;impatto del Covid-19 a livello sistemico, sentendo esponenti dell&#8217;ex governo Conte II sugli affari più delicati della politica estera nazionale. Il suo controllo è stato <a href="https://it.insideover.com/politica/il-copasir-e-i-giochi-dintelligence.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">oggetto di una forte querelle tra le due formazioni guida del centrodestra:</a> la Lega teme che il controllo di uno snodo strategico tanto importante accrediti con sempre maggior forza il partito di <strong>Giorgia Meloni </strong>di fronte agli alleati internazionali dell&#8217;Italia e ha dovuto subire le pressioni degli alleati temporanei in seno al governo Draghi, primo fra tutti il segretario del Pd Enrico Letta, per il rispetto del diritto delle opposizioni; Fdi ha promosso, soprattutto tramite Urso, una tambureggiante campagna arruolando giuristi, politologi e costituzionalisti per difendere le sue ragioni. In questo braccio di ferro, l&#8217;operatività del comitato è stata pressoché azzerata dall&#8217;abbandono dei lavori da parte di Urso, del forzista Elio Vito e, ora, di Volpi e del collega di partito Paolo Arrigoni. Ma i dossier scottanti restano sul tavolo.</p>
<p>Il Copasir deve valutare possibili fattori di criticità sul settore biomedicale e possibili minacce alla campagna vaccinale; dovrà scrutinare terreni di competizione in cui l&#8217;Italia è all&#8217;interno di partite di rilevanza internazionale come la corsa al 5G e la partita dei semiconduttori; proporre nuovi terreni in cui, potenzialmente, applicare la normativa del golden power; confrontarsi con i nuovi vertici dell&#8217;intelligence, <a href="https://it.insideover.com/politica/draghi-sceglie-gabrielli-un-super-poliziotto-alla-guida-dellintelligence.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gabrielli</a> e la Belloni, per costruire un rapporto di fiducia reciproca spesso carente ai tempi della direzione del Dis da parte di <strong>Gennaro Vecchione. </strong>E dovrà occuparsi dei vari spygate, da quelli del passato ai casi più recenti, che appaiono probabilmente la causa principale dei ritardi che bloccano la prosecuzione dei lavori.</p>
<h2>Renzi, Salvini, Letta, Conte: tatticismo sul Copasir</h2>
<p><em>La Stampa </em>riferisce che nei prossimi mesi sono previste due audizioni cruciali: quella di Gabrielli sull&#8217;indagine interna dei servizi italiani sul caso dell&#8217;incontro tra <strong>Matteo Renzi </strong>e il funzionario dei servizi <strong>Marco Mancini, </strong>uscito in extremis dalle liste per le ultime nomine di intelligence dell&#8217;era Conte, e quella dello stesso ex premier e sindaco di Firenze che &#8220;dovrà riferire al Copasir circa le accuse da lui stesso rivolte all&#8217;ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte (di nuovo in ballo),che avrebbe autorizzato <a href="https://it.insideover.com/politica/william-barr-dallitalia-informazioni-utili.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">colloqui irrituali nell&#8217;estate del 2019 tra i nostri servizi e il procuratore statunitense William Barr</a>. E se Renzi dovesse portare elementi nuovi, a quel punto il Copasir potrebbe convocare Conte&#8221;, che proprio sulla gestione superficiale dei &#8220;giochi di spie&#8221; e sull&#8217;eccessiva brama di controllo sull&#8217;intelligence ha bruciato parte della credibilità politica il cui declino ha contribuito alla fine della sua esperienza di governo.</p>
<p>In quest&#8217;ottica, Conte si è schierato sulla stessa linea di Letta <a href="https://it.insideover.com/politica/continua-la-battaglia-del-copasir-i-costituzionalisti-appoggiano-fdi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nel sostenere le richieste, inappellabili stando alla lettera della legge, della Meloni sulla presidenza del Copasir</a>. <strong>Matteo Salvini </strong>e <strong>Matteo Renzi, </strong>invece, si trovano sulla stessa linea nel cercare di minimizzare il peso degli incontri tra politici e funzionari dei servizi e hanno una linea maggiormente in sintonia: non a caso, nella giornata del 20 maggio in cui Volpi ha dovuto dimettersi dopo che l&#8217;abbandono dei lavori del Copasir da parte dei tre membri del Movimento Cinque Stelle e del dem Enrico Borghi ha fatto venire meno il numero legale, l&#8217;esponente di Italia Viva, <strong>Ernesto Magorno, </strong>non ha seguito le mosse degli ex alleati nel governo giallorosso. Di fatto, in un certo senso, lo stallo che ritarda da oramai tre mesi il pieno dispiegamento dei lavori del Copasir non è sconveniente per molte parti in causa.</p>
<p>Il Pd mira a allargare il cuneo che divide la Lega e Fratelli d&#8217;Italia; Conte e Renzi, avversari politici e personali irriducibili, sono paradossalmente accomunati dalla volontà di ritardare o depotenziare il <em>redde rationem </em>delle audizioni che li vedono, in diverse forme, coinvolti; la Lega può giocare sul fatto che sono state le dimissioni di Volpi a dettare i tempi e rilanciare sulla proposta di Salvini di azzerare il comitato per allungare la trattativa politica.</p>
<h2>Il rischio stallo può bloccare il Copasir</h2>
<p>Questo schema, però, riporta la politica italiana alla competizione diretta e continua sui servizi, <strong>patrimonio comune della Repubblica </strong>che andrebbe tenuto al riparo dalle tattiche politiche di piccolo cabotaggio e riportato all&#8217;operatività. L&#8217;importanza dei dossier strategici travalica quella delle audizioni a cui sono chiamati in causa politici ed ex membri delle istituzioni e rappresenta la vera giustificazione per ritenere necessario un accordo in tempi brevi. Il Copasir ha dimostrato in passato di poter operare con unità d&#8217;intenti sia durante il periodo di direzione dell&#8217;attuale ministro della Difesa Lorenzo Guerini sia nell&#8217;era Volpi. Non è il colore della presidenza, che spetta <em>ex lege </em>a Fdi, a fare la differenza, ma la qualità degli uomini chiamati in causa e la presenza di un comune interesse politico a rendere il Copasir efficace e proattivo a fare la differenza. Ogni polemica va messa alle spalle per completare col terzo tassello la decisiva normalizzazione di cui l&#8217;intelligence italiana ha bisogno.</p>
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		<title>Il filo-francese Letta mina l&#8217;azione di Draghi con Parigi?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-filo-francese-letta-mina-lazione-di-draghi-con-parigi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 09:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Letta-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Enrico Letta" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Letta-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Letta-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Letta-1024x696.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Letta-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Letta-1536x1043.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Letta-2048x1391.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mario Draghi, fin dalla sua ascesa al governo, si è contraddistinto come uomo estremamente pragmatico. Il bilanciamento di un&#8217;ampia coalizione politica e la natura delle sfide che il suo esecutivo si trova ad affrontare impongono riflessioni bilanciate e scelte capaci di capitalizzare le opportunità politiche del momento. Ne è un caso la costruzione di una &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-filo-francese-letta-mina-lazione-di-draghi-con-parigi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-filo-francese-letta-mina-lazione-di-draghi-con-parigi.html">Il filo-francese Letta mina l&#8217;azione di Draghi con Parigi?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Letta-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Enrico Letta" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Letta-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Letta-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Letta-1024x696.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Letta-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Letta-1536x1043.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Enrico-Letta-2048x1391.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Mario Draghi</strong>, fin dalla sua ascesa al governo, si è contraddistinto come uomo estremamente pragmatico. Il bilanciamento di un&#8217;ampia coalizione politica e la natura delle sfide che il suo esecutivo si trova ad affrontare impongono riflessioni bilanciate e scelte capaci di capitalizzare le opportunità politiche del momento. Ne è un caso la costruzione di una crescente convergenza tra Roma e il governo francesesulla questione dei vaccini: dopo uno scontro con <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Emmanuel Macron</strong></a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Angela Merkel</strong></a> sull&#8217;esportazione di vaccini fuori dall&#8217;Europa Draghi ha fatto asse con l&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo sul fronte del contrasto alla strategia tedesca su AstraZeneca e per mezzo del ministro dello Sviluppo Economico <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/vaccini-5g-golden-power-spazio-tutte-le-sfide-di-giancarlo-giorgetti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giancarlo Giorgetti</a> </strong>sta costruendo una sponda con il Commissario europeo all&#8217;Industria, <a href="https://it.insideover.com/economia/asse-giorgetti-breton-la-svolta-dellitalia-su-industria-e-vaccini.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il francese <strong>Thierry Breton</strong></a>, sulla politica industriale finalizzata alla produzione dei sieri anti-Covid nel continente europeo.</p>
<p>La &#8220;<strong>sfida francese</strong>&#8220;, per l&#8217;Italia, vuol dire competizione e cooperazione, rivalità e partenariato, dialogo a tutto campo. Senza ignorare le divergenze, le mire egemoniche spesso riproposte da Parigi sull&#8217;economia italiana, le insidiose minacce indicate più volte dal <strong>Copasir</strong> e dal centrodestra italiano sulle possibilità di scalate della finanza transalpina ai campioni nazionali, Italia e Francia possono dialogare. <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-mario-draghi-gestira-la-sfida-francese.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Tecnologia, difesa, </strong>lotta alle regole dell&#8217;<strong>austerità, </strong>sostegno a un&#8217;agenda comune mediterranea</a>: i campi di confronto sono molti, e Leonardo Palma <a href="https://formiche.net/2021/03/italia-francia-cosi-draghi-puo-rinnovare-il-trattato-del-quirinale/?fbclid=IwAR0d8tveYFUIBmhY0bHHqKtxb4OrZXnJJsO7T36tURHiWtykyTCz4fKRxsQ" target="_blank" rel="noopener noreferrer">su <em>Formiche</em></a><em> </em>ha sottolineato che la demilitazione degli interessi comuni potrebbe portare Draghi a ritenere conveniente il rilancio del progetto di <strong>Trattato del Quirinale</strong>.</p>
<p>Questi progetti, però, hanno senso e sono realizzabili finché Roma guarderà a Parigi senza timori reverenziali, senza sentirsi il fratello minore di fronte all&#8217;ingombrante vicino transalpino, senza tentazioni per una comoda sudditanza. Troppe volte, in passato, settori della politica italiana hanno implicitamente avallato questa sensazione di minorità nei rapporti con Parigi, e hanno avuto il loro epicentro nel <strong>Partito Democratico </strong>e in un centro-sinistra in cui il &#8220;partito francese&#8221; è ben radicato. Avendo come <a href="https://it.insideover.com/politica/il-pd-irreversibile-come-leuro-i-dem-preparano-il-dopo-zingaretti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">suo esponente di punta <strong>Enrico Letta</strong></a>,<strong> </strong>tornato per succedere alla segreteria di Nicola Zingaretti proprio da una lunga esperienza oltralpe, che lo ha portato a essere docente a <strong>Sciences Po </strong>a Parigi e a divenire molto ascoltato dalle parti dell&#8217;Eliseo.</p>
<p>L&#8217;esordio di Letta, entrato in gamba tesa su <strong>Matteo Salvini </strong>e la Lega sul fronte del Decreto Sostegni, non è piaciuto alle forze di centrodestra e potrebbe in un certo senso dimidiare la strategia di Draghi verso Parigi. Verso Letta,<a href="https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/enrico-letta-vuole-destabilizzare-draghi-conto-francia-rsquo-264541.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> nota <em>La Stampa</em></a><em>, </em>i sospetti sono particolarmente forti nel Carroccio, trovatosi a gestire una nuova e storicamente innaturale compresenza nell&#8217;esecutivo col Pd: Letta, è il ragionamento che fanno i leghisti, &#8220;sbarca in Italia dopo una lunga permanenza a Parigi, si impossessa del Pd e comincia a produrre tossine, destabilizza la maggioranza: è il &#8216;cavallo di Troia&#8217; di qualcuno Oltralpe che vuole indebolire Draghi? Vengono fatti notare il legame di Letta con i francesi e i cacattivi rapporti tra Macron e Draghi, quando quest&#8217;ultimo era al vertice della Bce&#8221;. Insomma, nella Lega serpeggia il timore che Macron e i suoi, interessati a rafforzare la presa francese su dossier quali Stellantis, Naviris, Borsa Italiana, non abbiano in fin dei conti escluso l&#8217;idea di pensare a Roma come a un junior partner, se non a un satellite.</p>
<p>Forse i timori leghisti sono, in questa fase, troppo accentuati. E non per la mancanza di una certa predisposizione di Letta a vedere come punto di riferimento una Francia che, troppo spesso, il Pd nella sua interezza ha difeso acriticamente in nome del suo riflesso europeista. Quanto piuttosto per la natura dell&#8217;esecutivo guidato da Draghi. Uomo che, come detto precedentemente e come sostenuto da <em>StartMag, </em>fa del <strong>pragmatismo </strong>la sua Stella Polare ma vuole, al contempo, trovare un equilibrio tra le forze che compongono il suo esecutivo e ottenere la massima stabilità per permettergli una tranquilla navigazione.</p>
<p>In questo contesto, l&#8217;asse tra <strong>Lega </strong>e<strong> Forza Italia </strong>interno all&#8217;esecutivo rappresenta, complici le crisi interne a Pd e Movimento Cinque Stelle, la vera forza di stabilità del governo. E dunque il necessario punto di riferimento per le mediazioni programmatiche portate avanti da Draghi. Gli attacchi di Letta a Salvini, in quest&#8217;ottica, a Palazzo Chigi sono letti come un pericoloso gioco politico sulla pelle dell&#8217;esecutivo. Che giocoforza porterà Draghi e la parte pragmatica del governo, che proprio in leghisti e forzisti si sta massimamente sostanziando in questa fase, a convergere sui dossier chiave: e questo vale anche per i rapporti con la <strong>Francia</strong>. Condotti dall&#8217;ufficio personale del premier e da un ministro, Giorgetti, facente riferimento proprio al Carroccio.</p>
<p>La tendenza francese a ritenere Roma minoritaria è di lungo periodo e persisterà: danneggiando la coesione interna al governo Draghi Letta non si accorge di star minando il potere negoziale e la forza di un esecutivo che vuole fare del rapporto diretto e dialogante con Parigi un perno della sua strategia negoziale in Europa. Nella consapevolezza che, prossima all&#8217;uscita di scena Angela Merkel, Draghi e Macron dal prossimo autunno saranno due figure di riferimento per gli assetti del Vecchio Continente. Mentre continua a bearsi del fatto che quello Draghi è il &#8220;nostro governo&#8221;, il Pd di Letta non si accorge che, piuttosto che chiedere agli altri partiti di giustificare la loro presenza in nome dell&#8217;europeismo dentro l&#8217;esecutivo, per il Paese sarebbe meglio che anche dal campo progressista venissero proposte costruttive per l&#8217;interesse nazionale e non solo logiche di tattica di breve periodo. Ironia della sorte, i &#8220;responsabili&#8221; dem si trovano di fronte al ruolo di forza perturbatrice e privi del controllo del pallino del gioco. E anche nei rapporti con Parigi questo loro cortocircuito può destabilizzare l&#8217;azione dell&#8217;esecutivo. Nell&#8217;era del pragmatismo targato Draghi, Letta e i suoi dovranno pesare ogni affermazione con cura in futuro.</p>
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		<title>La svolta di Letta e Sassoli sul debito pandemico e il Mes</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-svolta-di-letta-e-sassoli-sul-debito-pandemico-e-il-mes.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2020 17:37:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Meccanismo europeo di stabilità (Mes)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/David-Sassoli-Europarlamento-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="David Sassoli Europarlamento (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/David-Sassoli-Europarlamento-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/David-Sassoli-Europarlamento-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/David-Sassoli-Europarlamento-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/David-Sassoli-Europarlamento-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>David Sassoli e Enrico Letta non sono solo due importanti esponenti del centrosinistra italiano, ma anche figure la cui opinione è considerata nelle sfere del potere europee. L&#8217;ex giornalista e attuale presidente del Parlamento europeo in quota Pd e l&#8217;ex premier italiano divenuto direttore Scuola di affari internazionali dell&#8217;Istituto di studi politici di Parigi hanno, di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-svolta-di-letta-e-sassoli-sul-debito-pandemico-e-il-mes.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-svolta-di-letta-e-sassoli-sul-debito-pandemico-e-il-mes.html">La svolta di Letta e Sassoli sul debito pandemico e il Mes</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/David-Sassoli-Europarlamento-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="David Sassoli Europarlamento (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/David-Sassoli-Europarlamento-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/David-Sassoli-Europarlamento-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/David-Sassoli-Europarlamento-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/11/David-Sassoli-Europarlamento-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p><strong>David Sassoli</strong> e <strong>Enrico Letta </strong>non sono solo due importanti esponenti del centrosinistra italiano, ma anche figure la cui opinione è considerata nelle sfere del potere europee. L&#8217;ex giornalista e attuale presidente del Parlamento europeo in quota Pd e l&#8217;ex premier italiano divenuto direttore Scuola di affari internazionali dell&#8217;Istituto di studi politici di Parigi hanno, di recente, animato il dibattito con considerazioni interessanti sul tema del futuro della politica e dell&#8217;economia dell&#8217;<strong>Unione europea</strong>.</p>
<h2>La sortita di Sassoli</h2>
<p>Sassoli nelle scorse ore ha rotto gli indugi su due fronti: il debito creato dalla crisi pandemica e il futuro del Meccanismo europeo di stabilità. Sul fronte del debito, Sassoli ha proposto di cancellare, a fine pandemia, il debito creato dagli Stati per arginare e tamponare le conseguenze economiche del Covid-19. “Una grande riforma per dare più governo e più sovranità all’Unione”, ha spiegato nella sua intervista a <em>Repubblica,</em> è l’unica via per uscire dalla crisi innescata dal coronavirus e combattere “disperazione e miseria”.</p>
<p>Secondo Sassoli, &#8220;nella riforma del patto di stabilità dovremo concentrarci sull’evoluzione a medio termine di deficit e spesa pubblica in condizioni di crisi e non solo ossessivamente sul debito&#8221;, considerazione che deriva dal fatto che in buona parte d&#8217;Europa l&#8217;extra-deficit creato dai governi ha un unico finanziatore principale, la <strong>Banca centrale europea </strong>con il suo Pandemic Emergence Purchase Plan (Pepp) che, sommato al Public Sector Purchase Plan, porterà fino a <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-iniziera-i-test-per-leuro-digitale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">1.300 miliardi di euro in titoli ad essere acquisiti.</a> La proposta ha trovato la risposta critica dell&#8217;economista pro-austerità <strong>Veronica de Romanis, </strong>per la quale <a href="https://twitter.com/VeroDeRomanis/status/1327908093754306560" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;cancellare debito di qualcuno significa cancellare credito di qualcun altro&#8221;:</a> ma la Bce, essendo istituto centrale di emissione dell&#8217;Unione, non potrà mai fallire per insolvenza dei creditori, specie se decretata da essa stessa.</p>
<p>Ma non solo. Sassoli ha approfondito <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-si-parla-sempre-meno-del-ricorso-al-mes.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">un discorso che avevamo avuto modo di sviluppare nei giorni scorsi,</a> ovvero il futuro del &#8220;fondo salva-Stati&#8221; che, in tutta Europa, piuttosto che essere considerato come una panacea o, sul fronte opposto, una sciagura è stato, semplicemente, considerato superfluo. La varietà di strumenti messi in campo (dai prestiti Sure al futuro Recovery Fund) consente di differenziare le fonti di finanziamento rispetto a una <strong>linea di credito sanitaria</strong> che &#8211; è bene ricordarlo &#8211; fa riferimento a uno strumento esterno ai trattati Ue e, d&#8217;altro canto, i Paesi come l&#8217;Italia, la Grecia, la Spagna e il Portogallo che hanno avuto più difficoltà in passato con debito e finanziamenti possono, grazie al sostegno dell&#8217;Eurotower, muoversi sui mercati a tassi favorevoli.</p>
<p>Non si può, di conseguenza, avere nulla da eccepire su quanto Sassoli ha dichiarato al quotidiano diretto da Maurizio Molinari affermando che &#8220;dobbiamo essere pragmatici, lasciare nel congelatore 400 miliardi sarebbe intollerabile. Per rendere utile il Mes è necessario riformarlo e renderlo uno strumento comunitario, non più intergovernativo&#8221;.</p>
<h2>L&#8217;appoggio di Letta (e Salvini)</h2>
<p><strong>Enrico Letta </strong>ha sostenuto la sortita del compagno del Partito Democratico sul Mes trovandosi, in questo contesto, concorde con il leader della Lega Matteo Salvini e con il leader della sinistra sovranista Stefano Fassina, entrambi critici dell&#8217;attuale struttura del Mes, <a href="https://www.repubblica.it/politica/2020/11/15/news/sassoli_rivedere_il_mes_reazioni-274440558/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sul superamento dell&#8217;attuale formula del Mes.</a></p>
<p>Fassina ha dichiarato, in particolare, di sperare che &#8220;almeno ora il Pd corregga rotta e costruisca un minimo di autonomia culturale nell&#8217;interpretazione del vincolo esterno&#8221;. Per arrivare a tanto ci vorrà tempo, ma il pragmatismo perlomeno è un passo avanti rispetto all&#8217;europeismo acritico. E con ogni probabilità l&#8217;appoggio tempestivo di Letta e Sassoli potrebbe essere legato al fatto che  il cambio di opinione del presidente dell&#8217;Europarlamento sia stato influenzato da una pubblicazione dell&#8217;Istituto Jacques Delors di Berlino, presieduto dall&#8217;ex premier italiano. Lo scorso 11 novembre il think tank, <a href="https://www.startmag.it/mondo/vi-spiego-come-nasce-la-capriola-di-sassoli-sul-mes/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sottolinea <em>StartMag,</em></a> &#8220;ha <a href="https://www.delorscentre.eu/en/publications/detail/publication/time-to-come-home">pubblicato un paper</a> ad opera del vice direttore, il giurista Lucas Guttenberg, che prende atto dell’&#8217;impraticabilità politica&#8217; del Mes così com’è ora, suggerisce di mettere da parte la proposta di riforma tuttora in discussione e propone di reinventarlo del tutto all’interno del perimetro legale della Ue&#8221;.</p>
<h2>Una mano francese?</h2>
<p>Grande sponsor di queste misure, in ogni caso, rimane la <strong>Francia, </strong>che nella negoziazione continua alla base del duopolio in Europa mira a guadagnare terreno sulla Germania di <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Angela Merkel</a> divenuta capace di dettare tempi e modi dell&#8217;azione in Europa. Trasformare il Mes in un&#8217;organizzazione capace di muoversi e intervenire sotto il cappello Ue e azzerare i debiti pandemici favorirebbe la centralità della Bce, guidata dalla francese Christine Lagarde, e darebbe credito alla posizione del Paese di Emmanuel Macron in un&#8217;Europa che troppo spesso l&#8217;ha visto junior partner della Cancelliera di Berlino e della sua Germania.</p>
<p>Non a caso, la cancellazione dei debiti sarebbe anche un vero e proprio arrocco per prevenire le conseguenze di lungo termine di una destabilizzazione della Bce ad opera della <strong>sentenza della Corte costituzionale tedesca </strong>del maggio scorso, che nei prossimi anni metterà l&#8217;Eurotower perennemente sotto la lente dell&#8217;adempimento degli obblighi normativi tedeschi su debito e solidarietà europea. L&#8217;input, dunque, non è certamente italiano nè si pretende che il governo di Roma partecipi attivamente a discussioni ai tavoli più alti dell&#8217;Unione Europea: Conte e Gualtieri,a Roma, sognano nuove &#8220;potenze di fuoco&#8221; attendendo Godot (il Recovery Fund), ma sono occupati da problemi di breve periodo ben più impellenti, come trovare i fondi per coprire una manovra che, fino a poche settimane fa, pretendevano di caricare unicamente su fondi comunitari ancora ben lontani dall&#8217;essere approvati. Il pur minimo accenno di pragmatismo di <a href="https://it.insideover.com/economia/il-flop-del-governo-giallorosso-sul-recovery-fund.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Letta e Sassoli è altra cosa rispetto all&#8217;europeismo ingenuo della coalizione M5S-Pd.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-svolta-di-letta-e-sassoli-sul-debito-pandemico-e-il-mes.html">La svolta di Letta e Sassoli sul debito pandemico e il Mes</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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