<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Emmerson Mnangagwa Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/emmerson-mnangagwa/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/emmerson-mnangagwa</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 23 Apr 2023 14:09:07 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Emmerson Mnangagwa Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/emmerson-mnangagwa</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La Cina è in testa nella corsa al litio dell&#8217;Africa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-cina-e-in-testa-nella-corsa-al-litio-dellafrica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Apr 2023 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Auto elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Litio]]></category>
		<category><![CDATA[transizione energetica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=393398</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina sta superando gli Usa e gli altri Paesi occidentali nella corsa a approvvigionarsi di litio in Africa. Dopo le mosse in Afghanistan e le manovre nel &#8220;triangolo del litio&#8221; dell&#8217;America Latina Pechino si muovo con attenzione per il materiale più strategico per la transizione energetica, a partire dall&#8217;industria dell&#8217;auto elettrica, anche nel continente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-e-in-testa-nella-corsa-al-litio-dellafrica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-e-in-testa-nella-corsa-al-litio-dellafrica.html">La Cina è in testa nella corsa al litio dell&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Litio-Zimbabwe-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Cina sta superando gli Usa e gli altri Paesi occidentali nella corsa a approvvigionarsi di litio in Africa. <a href="https://it.insideover.com/economia/le-mani-della-cina-sul-litio-dellafghanistan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dopo le mosse in Afghanistan</a> e le manovre nel &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/tramonto-dottrina-monroe-cina-russia-sconfinano-america.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">triangolo del litio</a></strong>&#8221; dell&#8217;America Latina Pechino si muovo con attenzione per il materiale più strategico per la transizione energetica, a partire dall&#8217;industria dell&#8217;auto elettrica, anche nel continente più complesso del pianeta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo Zimbabwe al centro della &#8220;via del litio&#8221; cinese</h2>



<p>Per il colosso della ricerca mineraria Trafigura l&#8217;Africa potrebbe fornire nel 2030 il 20% circa del litio mondiale. Quell&#8217;anno, la produzione globale sarà tra le 3,3 e le 3,5 milioni di tonnellate secondo le principali stime degli analisti. Ad oggi l&#8217;Africa ne produce circa 10-15mila. Ma da quest&#8217;anno con il primo impianto diretto di estrazione di proprietà cinese in Zimbabwe sarà innestata una marcia di sviluppo.</p>



<p>L&#8217;impianto operativo sul terreno acquistato da Huayou Cobalt nel 2021 per 422 milioni di dollari a Arcadia, in Zimbabwe, segnala l&#8217;importanza del Paese un tempo piagato da iperinflazione, carestie e povertà endemica per la Cina. <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/emmerson-mnangagwa-un-uomo-regime-mugabe.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Emerson Mnangagwa</a></strong>, presidente dello Zimbabwe dal golpe del 2017 che depose lo storico leader <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-robert-mugabe-padre-padrone-dello-zimbabwe.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Robert Mugabe,</a> è salito al potere con <a href="https://www.limesonline.com/il-golpe-sotto-mentite-spoglie-in-zimbabwe-mugabe-notizie-mondo-oggi-15-novembre/102950" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un sostanziale via libera cinese</a> confermato nella giornata dell&#8217;11 novembre 2017, tre giorni prima del colpo di Stato che portò al potere l&#8217;ex vice del dittatore di Harare, con la visita del comandante delle forze armate dello Zimbabwe Constantino Chiwenga, capo dei militari golpisti, a Pechino. Da allora Harare è <strong>fermamente allineato </strong>alla Cina e vuole diventare la potenza africana del litio.</p>



<p>Il governo dello Zimbabwe ha allo studio il Base Mineral Export Control Act che subordina al via libera del governo l&#8217;esportazione di litio grezzo, fatti salvi gli accordi già esistenti. Che sono legati a uno stock di investimenti cinesi da <a href="https://www.esi-africa.com/southern-africa/chinas-moves-to-dominate-lithium-mining-in-africa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">circa 678 milioni di dollari accumulatosi dal 2017 a oggi.</a> La produzione di litio dello Zimbabwe potrebbe salire a circa 150mila tonnellate l&#8217;anno nel 2030, rendendolo il primo produttore d&#8217;Africa. E garantendo alla Cina un accordo vantaggioso per la sua industria della transizione energetica, fonte dell&#8217;abbattimento dei costi di molti prodotti ma anche di una dipendenza sistemica dell&#8217;Occidente dalle sue tecnologie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Anche la Namibia nel mirino cinese</h2>



<p>Una vera e propria caccia al litio decisamente simile a quella compiuta da potenze occidentali e non per altre materie prime nel continente e che continua altrove. Il <em><a href="https://www.ft.com/content/02d6f35d-e646-40f7-894c-ffcc6acd9b25">Financial Times</a></em> ricorda che &#8220;la Namibia è il prossimo paese nel mirino degli investitori cinesi. Il mese scorso Huayou Cobalt ha anche preso piede a Erongo con un piccolo ma simbolico investimento in Askari, una società australiana che esplora dal sito di Uis&#8221;, attenzionato da compagnie europee e britanniche e visitato di recente anche dal Commissario Europeo all&#8217;Industria <strong>Thierry Breton</strong>. Inoltre, nel Paese del Sud-Ovest dell&#8217;Africa, c&#8217;è anche &#8220;Xinfeng, una società di esplorazione cinese attiva a Erongo, ha estratto decine di migliaia di tonnellate di minerale di litio grezzo e lo ha spedito in Cina&#8221;.</p>



<p>La Cina poi punta anche i &#8220;giganti&#8221; del Continente, Congo e Nigeria, attenzionati per la ricchezza del loro sottosuolo. Qui la penetrazione è più complessa, ma se nei miracoli geologici dell&#8217;Africa si troveranno risorse strategiche l&#8217;industria del Paese potrebbe beneficiarne.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una corsa &#8220;neocoloniale&#8221;?</h2>



<p>Si nota in quest&#8217;ottico un approccio cinese totalmente organico a quello spesso stigmatizzato in passato quando promosso dell&#8217;Occidente. Vista la strategicità del litio, c&#8217;è poca attenzione all&#8217;idea della &#8220;cooperazione win-to-win&#8221;, all&#8217;uso di manodopera locale nei settori strategici della catena del valore o di qualsivoglia multipolarismo. La Cina vuole sviluppare il litio dell&#8217;Africa giocando d&#8217;anticipo sull&#8217;Occidente ma agendo totalmente <em>pro domo sua</em>. Poco o nulla lo spazio che sarà lasciato agli attori locali e al proprio sviluppo industriale oltre alle <strong>royalties da estrazione</strong>.</p>



<p>Mentre la corsa alla transizione si fa sempre più geopolitica, le regole del mercato globale premiano Pechino. Che ristruttura a sua immagine la globalizzazione, ma ne sfrutta le catene del valore globale e la libertà garantita ai flussi di investimenti. E dopo il litio potrebbero seguire infrastrutture costruite a debito con la promozione cinese e patti di mutuo commercio che condizioneranno a favore della Cina la geopolitica africana. Senza alcuna differenza rispetto al metodo occidentale, spesso indicato come &#8220;neocolonialista&#8221;. Anche così, del resto, va il mondo: le potenze sono tali quando riescono a gestire i doppi standard e a compiere impunemente ciò che ai rivali rinfacciano. E la Cina sembra esserne sempre più in grado.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-e-in-testa-nella-corsa-al-litio-dellafrica.html">La Cina è in testa nella corsa al litio dell&#8217;Africa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Africa si mette in quarantena</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lafrica-si-mette-in-quarantena.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 20:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=267218</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="813" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Coronavirus Sud Africa (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715-1024x555.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Con la pandemia di Coronavirus che ha raggiunto anche il continente nero, adesso anche l&#8217;Africa è dovuta correre ai ripari, cercando di mettere in campo misure volte a contenere la diffusione del patogeno. Dopo settimane passate a limitarsi a semplici istruzioni di igiene personale e sottovalutando gli impatti che avrebbe avuto sulla società, i primi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/lafrica-si-mette-in-quarantena.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lafrica-si-mette-in-quarantena.html">L&#8217;Africa si mette in quarantena</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="813" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Coronavirus Sud Africa (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715-1024x555.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Con la pandemia di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Coronavirus</a> che ha raggiunto anche il continente nero, adesso anche l&#8217;Africa è dovuta correre ai ripari, cercando di mettere in campo misure volte a contenere la diffusione del patogeno. Dopo settimane passate a limitarsi a semplici istruzioni di igiene personale e sottovalutando gli impatti che avrebbe avuto sulla società, i primi segnali di risposta iniziano ora ad arrivare: nella speranza che ormai non sia già <strong>troppo tardi</strong>.</p>
<h3>Lagos entra in quarantena</h3>
<p>È la megalopoli nigeriana la prima città dell&#8217;Africa sub-sahariana a sperimentare le misure di <em>lockdown </em>che sono state attuate in Asia, Europa e America. L&#8217;unica particolarità è che in questo caso le persone confinate all&#8217;interno della propria abitazione saranno oltre <strong>20 milioni</strong>, quasi un terzo della popolazione italiana; abitanti di una megalopoli che da sola detiene lo stesso Pil dell&#8217;intero Kenya, come riportato da <em>La Stampa</em>.</p>
<p>Bloccare la città di mare della Nigeria, in sintesi, significa fermare una larga fetta dell&#8217;economia dell&#8217;intero Paese: con i particolari drammi che saranno vissuti da tutte quelle persone che ancora al giorno d&#8217;oggi vivono alla giornata. E con i negozi a cui è stata imposta la serrata, scarsa accumulazione da parte delle famiglie e impossibilità di accedere ad un reddito minimo da garantire la sussistenza, la situazione si profila essere<strong> drammatica</strong>. Senza considerare infine le carenze igieniche della città, dove nelle baraccopoli diventa impossibile rispettare le distanze imposte dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità.</p>
<p>Non soltanto <strong>Muhammadu Buhari</strong> ha messo però in campo le misure restrittive che per settimane hanno diviso l&#8217;opinione pubblica africana: anche il confinante <strong>Ghana</strong> ha imposto il coprifuoco alla propria popolazione che abita nelle grandi città del Paese. E da ieri infatti che gli abitanti di Kumasi, Accra e Tema hanno iniziato a convivere con le limitazioni imposte dal governo, nonostante anche in questo caso alle preoccupazioni riguardanti le possibilità di sopravvivenza dei ceti meno abbienti.</p>
<h3>Sudafrica e Zimbabwe: i focolai della paura</h3>
<p>Con oltre 1200 contagiati, è il Sudafrica che al momento sta facendo i conti con la più ampia diffusione del patogeno, pagando pegno per la sua più sviluppata economia che lo rende al centro dei commerci internazionali e di un clima temperato più favorevole alla diffusione del Covid-19. Nelle città del Paese sono già state imposte infatti dal premier <strong>Cyryl Ramaphosa</strong> le misure restrittive volte a confinare il più possibile la popolazione all&#8217;interno delle proprie abitazioni, arrivando a fermare addirittura l&#8217;acquisto dei<strong> tabacchi</strong>. Nonostante ciò la paura nel Paese sta dilagando anche a causa del numero dei contagi che non appresta a fermarsi, con i dati che segnano un trend tristemente in crescita.</p>
<p>Analoga risposta è stata quella fornita anche dal più povero <strong>Zimbabwe</strong> di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/emmerson-mnangagwa-un-anno-presidente-dello-zimbabwe.html"> Emmerson Mnangagwa</a>, dove la popolazione è già vessata dalla carestia e dalle difficoltà nell&#8217;approvvigionamento dei beni di prima necessità. In questo caso però a tremare sono quelle poche attività che sono riuscite a sopravvivere agli ultimi difficili anni di recessione, che hanno portato il <strong>tasso di disoccupazione</strong> del Paese a superare l&#8217;80% e che adesso &#8211; con il <em>lockdown </em>&#8211; rischiano di subire la medesima sorte.</p>
<h3>Pochi tamponi: i numeri dell&#8217;Africa sono falsati</h3>
<p>A peggiore la situazione dell&#8217;intero continente, infine, sono i dati incerti proveniente dalle autorità sanitarie: in Africa infatti <strong>mancano persino i tamponi</strong> per accertare la positività o meno al Coronavirus. Ed in questo scenario, la possibilità che il numero dei contagi sia maggiore e soprattutto abbia già raggiunto anche le campagne sono davvero molto alte.</p>
<p>Il rischio attuale deriva appunto dalla possibilità che la diffusione del patogeno abbia già raggiunto un livello tale per cui il debole apparato sanitario dell&#8217;Africa non sia più in grado di fare i conti con i contagiati, in una situazione in cui anche interventi esterni appaiono del tutto impraticabili. Non saranno dunque sufficienti i <a href="https://www.afdb.org/en/news-and-events/press-releases/african-development-bank-launches-record-breaking-3-billion-fight-covid-19-social-bond-34982">3miliardi di dollari promessi dalla Banca africana per lo sviluppo</a>: gli investimenti sul sistema sanitario e sull&#8217;igiene delle città richiedono sforzi aggiuntivi che davvero appaiono inattuabili allo stato attuale. E in questo scenario, il rischio che l&#8217;Africa si trasformi nel nuovo e più <strong>pericoloso focolaio</strong> di Coronavirus è sempre maggiore e le sue ripercussioni interesseranno inevitabilmente anche i Paesi più sviluppati del Mondo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lafrica-si-mette-in-quarantena.html">L&#8217;Africa si mette in quarantena</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo Zimbabwe è a rischio guerra civile</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/lo-zimbabwe-e-a-rischio-guerra-civile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2020 16:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=252510</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="826" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/polizia-africa-La-Presse-e1577441870516.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/polizia-africa-La-Presse-e1577441870516.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/polizia-africa-La-Presse-e1577441870516-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/polizia-africa-La-Presse-e1577441870516-768x330.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/polizia-africa-La-Presse-e1577441870516-1024x440.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo il peggioramento delle condizioni economiche nel Paese, il malcontento e la povertà hanno spinto la popolazione allo stremo delle proprie forze. Questo fattore ha influito sulla nascita di piccoli gruppi criminali dediti ai piccoli furti per sopravvivere, ma adesso il pericolo per la stabilità dello Zimbabwe non deriva più dalle piccole organizzazioni criminali di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lo-zimbabwe-e-a-rischio-guerra-civile.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lo-zimbabwe-e-a-rischio-guerra-civile.html">Lo Zimbabwe è a rischio guerra civile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="826" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/polizia-africa-La-Presse-e1577441870516.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/polizia-africa-La-Presse-e1577441870516.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/polizia-africa-La-Presse-e1577441870516-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/polizia-africa-La-Presse-e1577441870516-768x330.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/polizia-africa-La-Presse-e1577441870516-1024x440.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo il peggioramento delle condizioni economiche nel Paese, il malcontento e la povertà hanno spinto la popolazione allo stremo delle proprie forze. Questo fattore ha influito sulla nascita di piccoli gruppi criminali dediti ai piccoli furti per sopravvivere, ma adesso il pericolo per la stabilità dello <strong>Zimbabwe</strong> non deriva più dalle piccole organizzazioni criminali di provincia. Negli ultimi mesi sono cresciute le organizzazioni paramilitari che hanno iniziato a terrorizzare il popolo dello Zimbabwe e che sono state denominate &#8220;<strong>bande del machete</strong>&#8220;. Composte per lo più da minatori e più in generale da sottopagati lavoratori del settore pubblico del Paese (unico ancora in piedi dopo la recessione economica), operano indisturbate anche a causa dei pochi mezzi a disposizione delle forze dell&#8217;ordine. Le condizioni del Paese, già drammatiche e peggiorate dopo la decisione del governo di tornare al dollaro dello Zimbabwe, rischiano di degenerare ulteriormente, riportando nel popolo la paura vissuta sotto la dittatura di <strong>Robert Mugabe</strong>.</p>
<h3>Le bande del machete decideranno le elezioni del 2023</h3>
<p><a href="https://www.263chat.com/mashurugwi-will-cause-violence-in-2023-elections/">Da un&#8217;indagine portata avanti dalla testata giornalistica locale <em>263Chat</em></a>, è stato rilevata la possibilità che i gruppi armati di minatori rispondano alle alte cariche del Paese. In questo scenario, la possibilità che il recente fenomeno sia una preparazione per una campagna di terrore che possa precedere la consultazione popolare è alta, considerando anche i precedenti dello Zimbabwe. Il rischio quindi che divengano uno strumento in mano alla politica amplifica ulteriormente le dimensioni della crisi che sta attraversando il Paese.</p>
<p>I sospetti principali ricadono sulla lentezza con la quale il governo di <strong>Emmerson Mnangagwa</strong> sta prendendo i provvedimenti, che dall&#8217;inizio della crisi non sono ancora entrati in funzioni. Gli stessi sporadici arresti, quando effettuati, si concludono con una scarcerazione nel giro di poche ore, scoraggiando le forze armate stesse che non hanno strumenti legali per mantenere sotto custodia gli appartenenti alle bande. Il fenomeno, sviluppatosi soprattutto nelle regioni di confine con lo Zambia, è particolarmente pericoloso a causa della veloce crescita.</p>
<h3>Le promesse del governo</h3>
<p>Nonostante le promesse del ministro degli Interni Kazembe Kazembe di mettere all&#8217;indice le bande del terrore, niente ad Harare sembra essersi ancora mosso con decisione. Il pugno duro del governo al momento è solamente stato annunciato. Tuttavia, il ministero incaricato della gestione delle miniere dello Zimbabwe, guidato da <strong>Edmond Mukaratigwa</strong>, starebbe valutando delle soluzioni circa la <strong>sospensione dal lavoro</strong> e dalla retribuzione del personale accusato di prendere parte alle azioni di terrore. Mukaratingwa avrebbe dichiarato inoltre come nei prossimi mesi verranno applicate misure legislative atte a perseguire in modo più efficace le bande. Già dai prossimi giorni, le forze dell&#8217;ordine avranno la possibilità di detenere i soggetti arrestati per un periodo più lungo.</p>
<p>Il rischio che la situazioni degeneri ulteriormente non è però da sottovalutare. La possibilità che le bande siano orchestrate dalle alte cariche del Paese rende inoltre <strong>ambiguo</strong> il temporeggiamento portato avanti da Harare, che tra crisi economiche e sociali sta assistendo alla completa distruzione dello Zimbabwe. Senza cambiamenti repentini e sotto più fronti, la popolazione dell&#8217;ex-Rhodesia è destinata a vedersi prolungare il periodo più buio dalla riforma agraria di Mugabe: in uno scenario che, ormai, sembra indirizzato al non ritorno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lo-zimbabwe-e-a-rischio-guerra-civile.html">Lo Zimbabwe è a rischio guerra civile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo Zimbabwe sta per toccare il fondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lo-zimbabwe-sta-per-toccare-il-fondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2020 15:20:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=251106</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Soldi-Zimbabwe.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldi Zimbabwe (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Soldi-Zimbabwe.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Soldi-Zimbabwe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Soldi-Zimbabwe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Soldi-Zimbabwe-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nello Zimbabwe la crisi economica che sta asserragliando il Paese da ormai un decennio sembra non volersi placare e dopo essersi ulteriormente intensificata nel 2019 lascia ben poche speranze per il 2020. Le volontà del governo di Emmerson Mnangagwa di portare il Paese fuori dall&#8217;utilizzo del dollaro americano per riprendere la valuta locale ha distrutto l&#8217;economia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/lo-zimbabwe-sta-per-toccare-il-fondo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lo-zimbabwe-sta-per-toccare-il-fondo.html">Lo Zimbabwe sta per toccare il fondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Soldi-Zimbabwe.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldi Zimbabwe (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Soldi-Zimbabwe.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Soldi-Zimbabwe-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Soldi-Zimbabwe-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Soldi-Zimbabwe-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nello <strong>Zimbabwe</strong> la crisi economica che sta asserragliando il Paese da ormai un decennio sembra non volersi placare e dopo essersi ulteriormente intensificata nel 2019 lascia ben poche speranze per il 2020. Le volontà del governo di <strong>Emmerson Mnangagwa</strong> di portare il Paese fuori dall&#8217;utilizzo del dollaro americano per riprendere la valuta locale ha distrutto l&#8217;economia dello Zimbabwe, tediato da una <strong>crisi inflazionistica</strong> che ha riportato ai <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-zimbabwe-dice-addio-a-robert-mugabe.html">difficili anni di Robert Mugabe</a>. Non soltanto inflazione e relativa contrazione dei salari reali che non vengono indicizzati al caro-vita, adesso anche i consumi dei prodotti interni sono calati, azzoppando l&#8217;apparato produttivo zimbabwese. Oltre alle difficoltà di rifornirsi all&#8217;estero a causa della svalutazione monetaria che aumenta costantemente il costo delle forniture, con le diminuite entrate provenienti dalla vendita interna le società rischiano di dover chiudere in modo definitivo i battenti.</p>
<h3>Tutti i settori sono stati colpiti</h3>
<p>Non sono soltanto i generi di lusso ad aver subito il rallentamento dei consumi: persino i prodotti di prima necessità ed i vizi a &#8220;buon mercato&#8221; hanno visto una diminuzione percentuale di <strong>produzioni</strong> in doppia cifra.<a href="https://www.reuters.com/article/us-spain-politics/brussels-court-suspends-extradition-of-ex-catalan-leader-puigdemont-idUSKBN1Z113I"> La solida produzione di birra dello Zimbabwe ha visto le società perdere tra il 15% ed il 48% delle vendite</a>, con il picco che ha interessato i prodotti della maggior qualità che vengono venduti a prezzo maggiore. La causa però non è riscontrabile soltanto nei consumi, ma anche alle difficoltà sopraggiunte a seguito della carenza dei combustibili per i mezzi di trasporto e dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, che ha bloccato le produzioni e la distribuzione dei prodotti.</p>
<p>Analoga sorte è toccata alle aziende produttrici di bevande gasate, che hanno visto le proprie produzioni calare del 56% rispetto allo stesso semestre dello scorso anno. In un Paese che già attualmente soffre dell&#8217;80% di tasso di <strong>disoccupazione</strong>, le plausibili chiusure delle fabbriche porterà ad un ulteriore perdita di posti di lavoro, calando lo Zimbabwe in una condizione irreversibile.</p>
<h3>La staticità governativa</h3>
<p>In questo scenario il governo di Mnangagwa non ha impostato alcun<strong> piano di riforme</strong> volto a migliorare le condizioni della popolazione, lasciando a sé stessa l&#8217;economia del Paese. Nemmeno le proteste dei dipendenti pubblici che hanno richiesto l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/lo-zimbabwe-e-ancora-senza-banconote.html">indicizzazione in dollari dei propri compensi</a> ha mosso le alte cariche dello Stato, decise a portare avanti il <a href="https://it.insideover.com/economia/lo-zimbabwe-mette-al-bando-i-dollari-americani.html">progetto del dollaro zimbabwese</a>. Senza il necessario potere d&#8217;acquisto per garantire le forniture estere, il mercato dell&#8217;energia è stato colpito dalla stessa crisi economica, lasciando il Paese senza carburanti ed elettricità. Tutto questo, mentre le proteste dei medici hanno fatto saltare persino il sistema sanitario, che deve già far fronte all&#8217;alta mortalità infantile ed alle malattie legate alla denutrizione.</p>
<p>Le condizioni in cui versa il popolo dello Zimbabwe sono disastrose e nulla potrà cambiare in assenza di imponenti riforme dell&#8217;apparato statale, volte a garantire non solo la stabilità ma anche la <strong>credibilità</strong> del Paese agli occhi internazionali. Le sue continue chiusure al mondo, come la decisione di tornare sui propri passi e re-istituire il dollaro zimbabwese, non hanno fatto altro che peggiorare una situazione in cui, senza lungimiranza del ceto politico, sembra indicare una strada tortuosa per il futuro del Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lo-zimbabwe-sta-per-toccare-il-fondo.html">Lo Zimbabwe sta per toccare il fondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo Zimbabwe mette al bando i dollari americani</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lo-zimbabwe-mette-al-bando-i-dollari-americani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2019 19:46:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=248124</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="936" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Zimbabwe-politica-La-Presse-e1576439162468.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zimbabwe dollaro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Zimbabwe-politica-La-Presse-e1576439162468.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Zimbabwe-politica-La-Presse-e1576439162468-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Zimbabwe-politica-La-Presse-e1576439162468-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Zimbabwe-politica-La-Presse-e1576439162468-1024x499.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, è convinto più che mai che il suo Paese debba potenziare il valore e l&#8217;utilizzo della propria valuta dopo aver abbandonato l&#8217;utilizzo del dollaro americano. Secondo la massima autorità di Harare un Paese che mira all&#8217;espansione della propria economia ed all&#8217;indipendenza internazionale non può dipendere da una valuta estera. E &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/lo-zimbabwe-mette-al-bando-i-dollari-americani.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lo-zimbabwe-mette-al-bando-i-dollari-americani.html">Lo Zimbabwe mette al bando i dollari americani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="936" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Zimbabwe-politica-La-Presse-e1576439162468.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zimbabwe dollaro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Zimbabwe-politica-La-Presse-e1576439162468.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Zimbabwe-politica-La-Presse-e1576439162468-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Zimbabwe-politica-La-Presse-e1576439162468-768x374.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Zimbabwe-politica-La-Presse-e1576439162468-1024x499.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il presidente dello Zimbabwe, <strong>Emmerson Mnangagwa</strong>, è convinto più che mai che il suo Paese debba potenziare il valore e l&#8217;utilizzo della propria valuta dopo aver abbandonato l&#8217;utilizzo del dollaro americano. Secondo la massima autorità di Harare un Paese che mira all&#8217;espansione della propria economia ed all&#8217;indipendenza internazionale non può dipendere da una valuta estera. E il messaggio fatto arrivare alla propria popolazione (che chiede stipendi che non siano nella valuta nazionale) e all&#8217;estero è uno: <a href="https://www.reuters.com/article/us-zimbabwe-politics/zimbabwes-mnangagwa-says-no-going-back-to-dollarisation-idUSKBN1YH1OZ">le possibilità che lo <strong>Zimbabwe</strong> torni ad utilizzare il dollaro americano sono nulle</a>.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/le-mille-sfide-dello-zimbabwe-una-storia-che-si-ripete.html">La <strong>crisi economica</strong> che ha colpito il Paese è tra le più feroci a livello mondiale</a>. L&#8217;assenza di carburante e di materie prime ha bloccato le già esigue produzioni industriali ed ha affossato il comparto estrattivo. La carenza dei beni di consumo di prima necessità ha aumentato la fame. E il Paese, con un tasso di disoccupazione che supera l&#8217;80%, sembra percorrere una strada di non ritorno. Come mai allora Mnangagwa è così convinto che la soluzione sia affidarsi completamente al dollaro dello Zimbabwe, che dalla sua reintroduzione ha patito un&#8217;inflazione che ha toccato i 440 punti percentuali?</p>
<h3>Battere moneta: un&#8217;arma a doppio taglio</h3>
<p>Battere moneta per proprio conto ha una notevole serie di vantaggi. In primo luogo permette di pagare gli stipendi dei lavoratori statali anche nel caso in cui le casse siano completamente vuote, evitando o comunque limitando il rischio di scioperi del personale. In secondo luogo, permette di disporre di <strong>liquidità</strong> per compiere pagamenti verso le forniture estere, non lasciando il Paese in assenza totale di merci di importazione.</p>
<p>Tutto ciò avviene però solo nel momento in cui la stima internazionale di cui gode il Paese è buona: in caso contrario è una pericolosissima arma a doppio taglio, dalla lama assai affilata. Incrementare oltre le coperture garantite la valuta in circolazione porta alla <strong>svalutazione</strong> del suo valore nominale, provocando un&#8217;inflazione inarrestabile. Il crescere dei prezzi in modo esponenziale impoverisce la popolazione, costringendo l&#8217;adattamento degli stipendi per garantire la sussistenza della popolazione. Ciò necessita però di un nuovo aumento del denaro circolante, concludendo così il cerchio. È palese come questo sistema, alla lunga, porti alla totale distruzione del sistema economico, <a href="https://www.insideover.com/economy/bleak-future-for-zimbabwe-as-economy-spirals-and-violence-surges.html">come avvenuto nel caso dello Zimbabwe</a>.</p>
<h3>Le speranze di Mnangagwa</h3>
<p>Le speranze del leader dello Zimbabwe sono riposte nella <strong>stabilizzazione dell&#8217;apparato economico</strong> nel momento in cui cesseranno le iniezioni di liquidità. Soltanto allora e dopo il necessario periodo transitorio di riequilibrio del denaro circolante il Paese potrà uscire dalla crisi inflazionistica. Il problema è però legato alle tempistiche: per stabilizzare l&#8217;economia di un Paese molto forte servono generalmente almeno cinque anni. Nel caso dello Zimbabwe, cui sostrato economico è completamente devastato, potrebbero servire vari <strong>decenni</strong>. Con <a href="https://it.insideover.com/politica/uno-stato-fallito-perche-la-crisi-in-zimbabwe-non-accenna-a-finire.html">la fame e la carenza dei beni di prima necessità</a>, pensare che la popolazione possa resistere ancora per così tanti anni è impensabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lo-zimbabwe-mette-al-bando-i-dollari-americani.html">Lo Zimbabwe mette al bando i dollari americani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Uno Stato fallito: perché la crisi in Zimbabwe non accenna a finire</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/uno-stato-fallito-perche-la-crisi-in-zimbabwe-non-accenna-a-finire.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Meneghetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2019 04:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=220872</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="955" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10102958-e1564930464320.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10102958-e1564930464320.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10102958-e1564930464320-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10102958-e1564930464320-768x382.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10102958-e1564930464320-1024x509.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A un anno esatto dalle elezioni che ne hanno confermato il ruolo di presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa si trova a dover affrontare una moltitudine di sfide. Il Paese si trova infatti in una situazione drammatica, che non presenta grandi miglioramenti rispetto agli anni del regime di Robert Mugabe. Dall&#8217;inflazione alla disoccupazione, passando per le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/uno-stato-fallito-perche-la-crisi-in-zimbabwe-non-accenna-a-finire.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/uno-stato-fallito-perche-la-crisi-in-zimbabwe-non-accenna-a-finire.html">Uno Stato fallito: perché la crisi in Zimbabwe non accenna a finire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="955" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10102958-e1564930464320.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10102958-e1564930464320.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10102958-e1564930464320-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10102958-e1564930464320-768x382.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_10102958-e1564930464320-1024x509.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A un anno esatto dalle elezioni che ne hanno confermato il ruolo di presidente dello Zimbabwe, <strong>Emmerson Mnangagwa</strong> si trova a dover affrontare una moltitudine di sfide. Il Paese si trova infatti in una situazione drammatica, che non presenta grandi miglioramenti rispetto agli anni del regime di Robert Mugabe. Dall&#8217;inflazione alla disoccupazione, passando per le catastrofi naturali e le proteste per il rincaro dei prezzi deciso dal governo, i problemi restano finora molti più delle soluzioni proposte dal nuovo leader per risolverli, molte delle quali sembrano essere più tentativi messi in atto con poca convinzione che veri e propri piani di salvezza.</p>
<h2>Le lacrime del Coccodrillo</h2>
<p>Nato nel 1942 a Lusaka, nell&#8217;odierno Zambia, Emmerson Mnangagwa è stato sempre un personaggio chiave nella politica zimbabwese, sin dai tempi precedenti all&#8217;indipendenza: in qualità di avvocato personale e guardia del corpo di <strong>Robert Mugabe</strong>, fu presente a Londra durante la firma dell&#8217;accordo di Lancaster House, che nel 1979 sancì la fine della Rhodesia. La sua vicinanza al leader lo ha condotto negli anni a rivestire una moltitudine di prestigiosi incarichi, tra cui quelli di vicepresidente, ministro della Giustizia, Speaker del Parlamento e ministro della Difesa. Sino a due anni fa, era inoltre considerato il candidato più plausibile per la successione alla presidenza: Mnangagwa non aveva però fatto i conti con la potente moglie di quest&#8217;ultimo, Grace Mugabe, proclamata nuova vicepresidente il 6 novembre 2017. Fu proprio quest&#8217;ultimo atto dell&#8217;anziano capo a provocarne la caduta, causando un colpo di stato delle forze armate e la nomina a presidente del Coccodrillo (&#8220;<strong>Garwe</strong>&#8221; in lingua shona), il soprannome -dovuto apparentemente alla sua estrema scaltrezza politica- con cui Mnangagwa è noto sin dagli anni Ottanta in tutto lo Zimbabwe. Neppure un tentativo fallito di assassinio e le elezioni presidenziali del luglio 2018, aspramente contestate dal candidato rivale dell&#8217;Mdc Nelson Chamisa (sconfitto con un margine di soli sei punti) sono riuscite finora a fermare il nuovo leader, che tuttavia non ha saputo finora dimostrarsi all&#8217;altezza del compito assegnatogli: risollevare un Paese in crisi profonda, dilaniato dall&#8217;iperinflazione e dalla disoccupazione.</p>
<h2>Ancora più poveri</h2>
<p>Nel mese di luglio 2019, l&#8217;inflazione dello Zimbabwe ha raggiunto un tasso del 175%: una percentuale elevatissima, la peggiore dal 2008, che non accenna ad arrestarsi e ha portato la Banca Mondiale <a href="https://www.dw.com/en/zimbabwe-crisis-deepens-under-president-emmerson-mnangagwa/a-49769353">a predire</a> una decrescita economica del 3% da qui a fine anno, la peggiore in tutta l&#8217;Africa meridionale. Le difficoltà non si fermano qui: le importazioni di energia elettrica dall&#8217;estero sono tutt&#8217;altro che garantite, e il Paese -anche a causa della siccità e degli impianti obsoleti- sperimenta quotidianamente <strong>blackout</strong> (che possono arrivare a durare diciotto ore) e tagli dei turni nelle fabbriche. Anche per quest&#8217;ultima ragione, il tasso di disoccupazione è elevatissimo, secondo alcuni oltre il 90%, anche se la percentuale esatta oscilla a seconda delle fonti che la riportano (come ha tentato di ricostruire la <em>Bbc</em> <a href="https://www.bbc.com/news/business-42116932">in un suo articolo del 2017</a>). Inoltre, catastrofi naturali come il ciclone Idai, abbattutosi su Mozambico e Zimbabwe lo scorso marzo, hanno ridotto le coltivazioni all&#8217;osso e reso il cibo ancora più un lusso per gli abitanti del posto: la maggior parte degli zimbabwesi deve infatti accontentarsi di un magro pasto al giorno. Le misure di <strong>austerity</strong> intraprese dal governo non hanno però sortito gli effetti sperati, come esemplificato dall&#8217;aumento del 130% sul prezzo del carburante dello scorso gennaio, aspramente contestato dalla popolazione locale, e dalla controversa decisione di rivoluzionare la circolazione di valuta all&#8217;interno del Paese.</p>
<h2>Da una moneta all&#8217;altra</h2>
<p>I guai economici dello Zimbabwe passano infatti anche attraverso la confusa situazione a livello monetario: già nel 2009, il governo aveva optato per l&#8217;abbandono del dollaro zimbabwese in favore dell&#8217;utilizzo di valute straniere come il dollaro statunitense, il rand sudafricano, la sterlina e il pula del Botswana, allo scopo di limitare gli effetti dell&#8217;iperinflazione. Nel 2016, a causa della carenza di banconote in circolazione, furono introdotte le cosiddette &#8220;bond notes&#8221; o note obbligazionarie, una specie di mini titoli di stato il cui valore era equiparato a quello del dollaro Usa, e il Real Time Gross Settlement (o Rtgs), un metodo di pagamento elettronico solo successivamente convertibile in denaro stampato. Entrambi i tentativi si sono nel tempo rivelati infruttuosi, se non addirittura fallimentari: le valute straniere, sempre più rare, hanno finito per bloccare ancora di più l&#8217;economia locale, mentre le <em>bond notes</em>, non accettate da gran parte della popolazione, sono confluite assieme alle &#8220;bond coins&#8221; (il loro equivalente sotto forma di moneta) e al Rtgs in una nuova versione del <strong>dollaro zimbabwese</strong>, nota come dollaro Rtgs. Secondo John Mangudya, governatore della Banca centrale dello Zimbabwe, la misura è stata adottata per proteggere gli investimenti da e per l&#8217;estero, bloccando l&#8217;artificiale e forzata parità con il dollaro in favore di un sistema più fluttuante. Per la stessa ragione, lo scorso giugno le attività di Harare hanno annunciato che le valute straniere non verranno più accettate: una decisione quantomeno rischiosa, dato che l&#8217;estremamente precaria situazione economica del Paese rende molto più sicuro continuare ad adottare denaro estero, e una possibile spinta in avanti per il mercato nero, che in questo modo rischia di rafforzarsi non poco. Un paradosso alimentato ancora di più dal fatto che, nonostante gli stipendi vengano ufficialmente erogati in dollaro Rtgs, il valore di questi ultimi viene ancora scritto in dollari Usa.</p>
<h2>La Cina non resta sullo sfondo</h2>
<p>Dopo aver fatto i conti con tali premesse, giunge tutt&#8217;altro che inaspettata la notizia dell&#8217;<a href="http://www.xinhuanet.com/english/2019-07/24/c_138252023.htm">appello</a> fatto da Mnangagwa al Paese che più di tutti sta volgendo lo sguardo all&#8217;Africa negli ultimi anni: la Cina. Il presidente avrebbe infatti invitato gli investitori orientali a contribuire allo sviluppo dell&#8217;industria locale, particolarmente nel settore turistico e nella zona delle cascate Vittoria. La richiesta giunge poche settimane dopo la visita a Pechino del ministro dell&#8217;Economia Mthuli Ncube, l&#8217;ultimo di numerosi tentativi per ottenere aiuti economici da parte dello Stato africano. Dopo il Sudafrica, per anni quasi il solo partner commerciale dello Zimbabwe, anche la Cina resta dunque diffidente davanti all&#8217;inaffidabilità economica di Harare, ma non del tutto: sono infatti numerosi i progetti intrapresi negli ultimi anni con la partecipazione di capitali cinesi, come l&#8217;aeroporto internazionale della capitale e quello per modernizzare la centrale elettrica di Hwange. E i legami non si fermano qui: lo scorso 22 luglio il vice di Mnangagwa, il 62enne <strong>Constantino Chiwenga</strong>, è stato trasportato urgentemente in Cina per ricevere cure mediche, in seguito all&#8217;insorgere di un malore non meglio specificato. Lo stesso Chiwenga è stato peraltro per molto tempo al centro di speculazioni che lo avrebbero visto in contatto con il governo cinese sin dai giorni precedenti al golpe che nel 2017 rovesciò Mugabe, tutte smentite da Pechino: è però appurato come Chiwenga, egli stesso ex ufficiale dell&#8217;esercito, in quei giorni si trovasse effettivamente a colloquio con alti ufficiali delle forze armate cinesi.</p>
<p>Con un quadro simile davanti, non c&#8217;è da sorprendersi se la caduta di Robert Mugabe, al potere per 37 anni, non è riuscita ad arrestare la caduta libera dello Zimbabwe. I problemi strutturali del Paese rimangono troppi per potersi augurare una loro risoluzione rapida e felice. Tuttavia, l&#8217;indecisione e la debolezza delle scelte di Mnangagwa fanno pensare che neppure lo stesso governo abbia un&#8217;idea chiara e precisa di che cosa fare per riportare sui binari giusti un&#8217;economia in collasso. Una cosa è certa: finché gli esperimenti e le decisioni prese &#8220;a tentoni&#8221; proseguiranno, è altamente improbabile che lo Zimbabwe possa risorgere sulle proprie ceneri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/uno-stato-fallito-perche-la-crisi-in-zimbabwe-non-accenna-a-finire.html">Uno Stato fallito: perché la crisi in Zimbabwe non accenna a finire</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le mille sfide dello Zimbawe: una storia che si ripete</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-mille-sfide-dello-zimbabwe-una-storia-che-si-ripete.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2019 15:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=203328</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando il novantenne Robert Mugabe è stato finalmente destituito dal trono presidenziale dello Zimbabwe dai suoi militari dopo quasi quattro decenni al potere, il mondo e i sei milioni di zambesi in esilio hanno tirato un sospiro di sollievo. Inoltre, il nuovo presidente, Emmerson Mnangagwa, ha fatto le giuste promesse. La corruzione sarebbe stata affrontata. Le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mille-sfide-dello-zimbabwe-una-storia-che-si-ripete.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mille-sfide-dello-zimbabwe-una-storia-che-si-ripete.html">Le mille sfide dello Zimbawe: una storia che si ripete</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9212299-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quando il novantenne <strong>Robert Mugabe</strong> è stato finalmente destituito dal trono presidenziale dello <strong>Zimbabwe </strong>dai suoi militari dopo quasi quattro decenni al potere, il mondo e i sei milioni di zambesi in esilio hanno tirato un sospiro di sollievo. Inoltre, il nuovo presidente, <strong>Emmerson Mnangagwa</strong>, ha fatto le giuste promesse.</p>
<p>La corruzione sarebbe stata affrontata. Le fattorie sottratte ai proprietari sarebbero state restituite. L’economia sarebbe stata rivitalizzata, e una nuova valuta nazionale avrebbe sostituito il dollaro statunitense. Una nuova democrazia del cambiamento avrebbe portato posti di lavoro. Sono state organizzate nuove elezioni, e gli elettori hanno cautamente conferito a Mnangagwa un mandato, anche se molti hanno dubitato dell&#8217;integrità dei risultati.</p>
<p>Poco è rimasto di quelle promesse. La reazione pubblica contro il drastico <strong>aumento del prezzo della benzina</strong>, la <strong>tassa</strong> imposta su tutte le transazioni elettroniche e gli scarsi miglioramenti nell&#8217;economia hanno portato le persone nelle strade. Mnangagwa ha interrotto un lussuoso tour delle capitali straniere per indagare sui casi di brutalità da parte dei militari e della polizia e ha promesso di intervenire duramente contro i trasgressori. Ma intanto l’olio per cucinare costa 25 dollari, quando si riesce a trovarlo, sono stati riportati casi di colera nella capitale, e dottori e insegnanti sono entrati in sciopero perché non venivano più pagati.</p>
<p>Che cosa è accaduto? Che cosa ne è stato del mitico impero <strong>Monomotapa</strong>, leggenda degli esploratori portoghesi? Cosa ne è stato di Mwene we Mutapa, il principe del popolo che regnò dallo Symbãoe, un palazzo placcato in oro?</p>
<p>Questo impero esisteva davvero in passato, ed ha prosperato basandosi sul principio che la partecipazione al Gran Concilio era aperta a tutti quei leader che si sottomettevano volontariamente al re Matope . Gli avventurieri portoghesi si tenevano alla larga dai suoi eserciti forti e ben addestrati, che includevano, stando alle relazioni giunte in Europa, anche reggimenti composti da <strong>fanciulle nude</strong>. La malaria e altre malattie scoraggiavano i possibili invasori. L’abile gestione delle esportazioni di rame e oro, e più tardi di avorio, mantenevano alto l’umore dei commercianti arabi e portoghesi.</p>
<p>Questa proto-Unione europea del popolo Shona è caduta a causa di disaccordi interni, divisioni e della successiva invasione di Mzilikazi, un generale rinnegato del Re Shaka degli Zulu, che alla fine dell’Ottocento diede vita al Matabeleland, schiavizzò gli Shona e negoziò con i britannici. Questo si rivelò un errore fatale, poiché i britannici si schierarono con le tribù Shona assoggettate per eliminare Lobengula, figlio di Mzilikazi, e per creare la colonia della Rhodesia.</p>
<p>Quando divenne indipendente, lo Zimbabwe ereditò forti istituzioni governative, una vibrante<strong> industria mineraria</strong>, un settore agricolo che era il più produttivo della regione e il migliore sistema educativo dell’intera area. La produzione di <strong>mais</strong> e <strong>zucchero</strong> era tra le più ricche dell’Africa. Ma il clientelismo, la corruzione e una graduale ricaduta verso una versione moderna del Regno Monomotapa, portò a un lento e inesorabile collasso. La diffidenza verso le etnie &#8220;altre&#8221; ha portato al <em>gurukahundi</em> (letteralmente: &#8220;pulizia dei campi dalla paglia prima della pioggia&#8221;) quando la Quinta Brigata addestrata nordcoreana uccise migliaia di Matabele, e spezzò il loro potere politico. Ha anche guidato l’esproprio dei territori appartenenti ai coltivatori bianchi e ai coltivatori neri che non appartenevano all’élite al potere. Le miniere dovevano presentare una percentuale di azionisti &#8220;indigeni&#8221;. Infine gli investimenti non si sono mai concretizzati.</p>
<p>I successori di Mwene we Mutapa hanno dovuto dimostrare la propria combattendo per arrivare ai vertici: non c’è stata un’elezione o un’ereditarietà del titolo. La libera associazione in uso fra i leader che avevano dato vita al regno non si estendeva alla gente comune. Il presidente Mnangagwa è un prodotto dell&#8217;epoca di Mugabe: è stato ministro della sicurezza di Stato durante i massacri del gurukahundi, e tanti continuano a non fidarsi. Aveva un compito impossibile. Il modello politico, basato sul governo di circa 300 uomini che godono del favore del presidente, e circa 300mila civili che godono dell’appoggio dell’Unione Nazionale Africana dello Zimbabwe, è incline alla settarietà e alla frammentazione.</p>
<p>La sfiducia popolare nei confronti del governo affonda le sue radici nell’<strong>inflazione</strong> galoppante che nel 2008 è arrivata a un tasso giornaliero del 98%, quando con una banconota del valore di cento trilioni di dollari, la più alta in circolazione, ci si comprava un caffè. Il risultato è che si preferisce usare la valuta forte per ogni tipo di spesa, ma il pagamento di pensioni, stipendi, vendite a consigli agricoli, avviene in &#8220;<em>zollars</em>&#8221; fortemente ribassati o con transazioni elettroniche.</p>
<p>Il governo ha bisogno di denaro per alimentare il sistema: i prezzi della benzina sono stati aumentati drasticamente, una pesante tassa è stata imposta su tutte le transazioni elettroniche. Tutto questo si è tradotto in un&#8217;aperta rivolta da parte degli zambesi, solitamente placidi e pacifici. I beneficiari del clientelismo non ricevono più i loro stipendi ormai e le società statali non vengono pagate.</p>
<p>Ci sono forti dubbi sul fatto che nello Zimbabwe possa avvenire un reale cambiamento. Nonostante questo la fertilità delle risorse agricole e la gestione economica della ricchezza minerarie rimarranno nelle mani delle persone al potere. Le istituzioni governative rimarranno al servizio del partito al potere. I gruppi di opposizione politica sono stati a tutti gli effetti neutralizzati. Durante i summit dell’Unione africana i funzionari hanno diffuso alcuni memoranda affermando che &#8220;le potenze occidentali&#8221; stavano cercando di innescare un cambiamento di regime nello Zimbabwe.</p>
<p>Ma la popolazione è ormai vicina a un punto di rottura. Un attivista, il pastore <strong>Evan Mawarire</strong>, si è avvolto nella bandiera zambese, ha chiesto a gran voce un cambiamento, ed è diventato il capo di un movimento spontaneo. Al momento è in attesa di un’udienza giudiziaria in seguito agli ultimi disordini. Le recenti proteste di massa, represse con la violenza, sono state le prime a raggiungere questi livelli nella storia dello Zimbabwe. Forse ora il presidente Mnangagwa presenterà ascolto alla voce del popolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mille-sfide-dello-zimbabwe-una-storia-che-si-ripete.html">Le mille sfide dello Zimbawe: una storia che si ripete</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi è Emmerson Mnangagwa</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/emmerson-mnangagwa-un-anno-presidente-dello-zimbabwe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2018 12:57:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/emmerson-mnangagwa-un-anno-presidente-dello-zimbabwe-169807.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8850218.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8850218.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8850218-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8850218-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8850218-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per gran parte della sua vita ha ricoperto incarichi politici. Quasi ininterrottamente. E di qualsiasi tipo. Poi ha scalato il vertice. E l&#8217;ha raggiunto, a 75 anni. Perché Emmerson Mnangagwa, dal 22 novembre 2017, è diventato il presidente di quel Paese che sì, era stato anche suo, ma che di fatto apparteneva a Robert Mugabe. Lo Zimbabwe, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/emmerson-mnangagwa-un-anno-presidente-dello-zimbabwe.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/emmerson-mnangagwa-un-anno-presidente-dello-zimbabwe.html">Chi è Emmerson Mnangagwa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8850218.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8850218.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8850218-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8850218-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8850218-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Per gran parte della sua vita ha ricoperto incarichi politici. Quasi ininterrottamente. E di qualsiasi tipo. Poi ha scalato il vertice. E l&#8217;ha raggiunto, a 75 anni. Perché <strong>Emmerson Mnangagwa</strong>, dal 22 novembre 2017, è diventato il presidente di quel Paese che sì, era stato anche suo, ma che di fatto apparteneva a<strong> Robert Mugabe</strong>.</p>
<p>Lo Zimbabwe, infatti, in 365 giorni, ha cambiato volto. Scambiando quello dell&#8217;ex presidente, oggi 94enne, con quello di Mnangagwa. Che, nel paese africano, non è appunto un uomo qualsiasi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/emmerson-mnangagwa-un-anno-presidente-dello-zimbabwe.html">Chi è Emmerson Mnangagwa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lo Zimbabwe corre verso il voto e cerca una legittimazione democratica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/zimbabwe-al-voto-il-30-luglio-il-coccodrillo-cerca-una-legittimazione-democratica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jul 2018 06:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/zimbabwe-al-voto-il-30-luglio-il-coccodrillo-cerca-una-legittimazione-democratica-167605.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1403" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_3563109.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_3563109.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_3563109-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_3563109-768x561.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_3563109-1024x748.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È quasi arrivato il giorno. Lo Zimbabwe terrà le elezioni presidenziali e parlamentari il 30 luglio. Il presidente Emmerson Mnangagwa  succeduto alla cacciata del 94enne uomo forte Robert Mugabe ha promesso che il voto sarà libero ed equo e monitorato da osservatori dell&#8217;Unione europea e del Commonwealth. Ciò in contrasto con quanto avvenuto nel 2013, quando Mugabe &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/zimbabwe-al-voto-il-30-luglio-il-coccodrillo-cerca-una-legittimazione-democratica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/zimbabwe-al-voto-il-30-luglio-il-coccodrillo-cerca-una-legittimazione-democratica.html">Lo Zimbabwe corre verso il voto e cerca una legittimazione democratica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1403" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_3563109.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_3563109.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_3563109-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_3563109-768x561.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/LP_3563109-1024x748.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È quasi arrivato il giorno. Lo <strong>Zimbabwe</strong> terrà le elezioni presidenziali e parlamentari il 30 luglio. Il presidente <strong>Emmerson Mnangagwa  </strong>succeduto alla cacciata del 94enne uomo forte <strong>Robert Mugabe</strong> ha promesso che il voto sarà libero ed equo e monitorato da osservatori dell&#8217;Unione europea e del Commonwealth. Ciò in contrasto con quanto avvenuto nel 2013, quando Mugabe e il partito Zanu-Pf hanno ottenuto i 2/3 dei voti. Già nel 2002 gli osservatori avevano sospeso le votazioni per accuse di <strong>brogli</strong>.</p>
<p>Mnangagwa ha preso il potere dopo il colpo di Stato militare di novembre contro Mugabe. Conta sulle elezioni per rafforzare la sua legittimità. Intanto persegue una rottura con le politiche repressive di Mugabe e vuole far tornare gli investitori internazionali nello Zimbabwe. Se l&#8217;elezione sarà approvata dagli osservatori internazionali potrebbe essere un passo importante per sbloccare i prestiti esteri, interrotti per due decenni.</p>
<p>In Zimbabwe il 60% dei 5,4 milioni di votanti ha meno di 50 anni. Il ballottaggio è fissato per l’8 settembre se nessun candidato otterrà almeno il 50% più un voto necessario per vincere. Soprannominato il &#8220;<strong>Coccodrillo</strong>&#8221; Mnangagwa è nelle elezioni in vantaggio perché in carica, e ciò gli permette di accedere alle risorse statali per la sua campagna.</p>
<p></p>
<p>Mnangagwa gode del sostegno dell&#8217;<strong>esercito</strong>, che secondo gli analisti è contrario a qualsiasi leader che, a differenza di lui, manchi di un pedigree segnato dalla partecipazione alla guerra di liberazione contro il dominio bianco.</p>
<p>I critici dicono invece che Mnangagwa era il più fedele alleato di Mugabe e lo incolpano di una repressione da parte del governo contro i ribelli fedeli al rivale politico Joshua Nkomo a metà degli anni &#8217;80 in cui sono stati uccisi 20mila civili.</p>
<p>L&#8217;Ue e altri governi hanno affermato che elezioni libere ed eque sono una precondizione per un più strette relazioni con lo Zimbabwe, che negli ultimi anni del governo di Mugabe è stato isolato per 37 anni dalle <strong>sanzioni</strong> e dai <strong>debiti</strong> non pagati.</p>
<p></p>
<p>Lo Zimbabwe ha urgente bisogno di aiuti finanziari per alleviare una crescente penuria di dollari &#8211; la valuta dominante del paese dal 2009 &#8211; che sta <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.huffingtonpost.it/monica-luongo/il-bivio-dello-zimbabwe_a_23472195/" target="_blank">soffocando la sua economia</a>. Ci sono pochi impieghi nel settore privato e il governo ha faticato a pagare i salari del settore pubblico.</p>
<p>Il più grande partito di opposizione, il Movimento per il cambiamento democratico, e il suo leader quarantenne Nelson Chamisa, hanno utilizzato la crisi economica per guadagnare punti contro Mnangagwa e lo Zanu-Pf. Ma l&#8217;MDC è anche indebolito dalla morte del suo leader storico Morgan Tsvangirai a febbraio e da una controversa battaglia interna su chi dovesse succedergli.</p>
<p>Ma ci sono alcune preoccupazioni sul fatto che l&#8217;esercito, il cui potere è cresciuto dal colpo di Stato di novembre, consentirebbe all&#8217;opposizione di prendere il potere qualora vincesse alle elezioni. Ciò perché le forze di difesa dello Zimbabwe hanno sostenuto l&#8217;ascesa di Mnangagwa alla presidenza e alti funzionari militari hanno preso posizioni di vertice nel suo governo, tra cui vice presidente e il ministro degli esteri.</p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/zimbabwe-al-voto-il-30-luglio-il-coccodrillo-cerca-una-legittimazione-democratica.html">Lo Zimbabwe corre verso il voto e cerca una legittimazione democratica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi è Emmerson Mnangagwa, l&#8217;uomo di regime per il dopo Mugabe</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/emmerson-mnangagwa-un-uomo-regime-mugabe.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2017 14:13:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/emmerson-mnangagwa-un-uomo-regime-mugabe-162909.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171124150308_25082515.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171124150308_25082515.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171124150308_25082515-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171124150308_25082515-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171124150308_25082515-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La nomina di Emmerson Mnangagwa alla presidenza dello Zimbabwe ha sancito un momento storico per il Paese africano. Mnangagwa, infatti, sarà il primo leader politico a succedere al dimissionario Robert Mugabe dopo la conquista dell&#8217;indipendenza, avvenuta nel 1980. La caduta di Robert Mugabe, Presidente per 37 anni, è stata accelerata proprio dalla sua decisione di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/emmerson-mnangagwa-un-uomo-regime-mugabe.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/emmerson-mnangagwa-un-uomo-regime-mugabe.html">Chi è Emmerson Mnangagwa, l&#8217;uomo di regime per il dopo Mugabe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171124150308_25082515.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171124150308_25082515.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171124150308_25082515-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171124150308_25082515-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20171124150308_25082515-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La nomina di <strong>Emmerson Mnangagwa</strong> alla presidenza dello Zimbabwe ha sancito un momento storico per il Paese africano. Mnangagwa, infatti, sarà il primo leader politico a succedere al dimissionario Robert Mugabe dopo la conquista dell&#8217;indipendenza, avvenuta nel 1980. La caduta di Robert Mugabe, Presidente per 37 anni, è stata accelerata proprio dalla sua decisione di silurare Mnangagwa dal ruolo di vice-presidente per favorire la moglie Grace, fatto che ha causato la repentina reazione delle forze armate e, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/tentativo-colpo-zimbabwe-militari-provano-rovesciare-mugabe/" target="_blank" rel="noopener">dopo una breve ma intensissima crisi politica</a>, le dimissioni dello storico leader e la transizione interna alla Zimbabwe African National Union &#8211; Patriotic Front (ZANU-PF).</p>
<p>Insediatosi venerdì 24 novembre, Mnangagwa si è presentato ai cittadini dello Zimbabwe promettendo una netta discontinuità col recente passato. Come riportato dal <em><a href="https://www.theguardian.com/world/2017/nov/24/emmerson-mnangagwa-sworn-in-as-zimbabwes-president" target="_blank" rel="noopener">Guardian</a>, </em>infatti, Emmerson Mnangagwa ha promesso una transizione democratica capace di schiarire i dubbi suscitati dal proseguimento della leadership sul paese della ZANU-PF. Mnangagwa ha rappresentato a lungo uno dei volti più noti del regime di Mugabe,<a href="http://www.occhidellaguerra.it/robert-mugabe-rivoluzionario-si-trasformo-un-tiranno/" target="_blank" rel="noopener"> artefice di politiche che hanno, nel corso di tre decenni, portato lo Zimbabwe al collasso</a>. La transizione, lungi dall&#8217;essere un prodotto di un vero processo democratico, è apparsa come una faccenda interna al regime.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/emmerson-mnangagwa-un-uomo-regime-mugabe.html">Chi è Emmerson Mnangagwa, l&#8217;uomo di regime per il dopo Mugabe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 50/443 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-07 10:47:07 by W3 Total Cache
-->