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	<title>Emmanuel Macron Archives - InsideOver</title>
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		<title>Mediterraneo: Macron costruisce l&#8217;asse Francia-Grecia-Cipro, l&#8217;Italia non sfida la Turchia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cipro" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'iniziativa del presidente francese mira a rafforzare l'asse Francia-Grecia-Cipro, l'Italia non compromette i rapporti con Ankara. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mediterraneo-macron-costruisce-lasse-francia-grecia-cipro-litalia-non-sfida-la-turchia.html">Mediterraneo: Macron costruisce l&#8217;asse Francia-Grecia-Cipro, l&#8217;Italia non sfida la Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cipro" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em><strong>Da Cipro</strong></em> &#8211; La visita del presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> a Cipro nei primi giorni di marzo 2026 è stata accompagnata da una retorica solenne: «<em>Quando Cipro è attaccata, è l’Europa che è attaccata</em>». La dichiarazione, fatta davanti al presidente cipriota <strong>Nikos Christodoulides </strong>e al primo ministro greco <strong>Kyriakos Mitsotakis </strong>nella base aerea di Paphos, ha trasformato l’isola nel simbolo di una nuova narrativa di difesa europea <strong>dopo che un drone di fabbricazione iraniana ha colpito la base britannica di RAF Akrotiri</strong>, la prima installazione su suolo europeo ad essere colpita dalla guerra in Medio Oriente. </p>



<p>L’accoglienza a Macron è stata in pompa magna. Oltre alle dichiarazioni, Parigi ha già dispiegato nel Mediterraneo orientale una combinazione di sistemi di difesa antiaerei, la portaerei nucleare <em>Charles de Gaulle</em>, la fregata <em>Languedoc</em> e una componente aerea significativa, e ha annunciato il proposito di costituire <strong>una missione navale europea di scorta lungo il Mar Rosso e lo stretto di Hormuz.</strong> trascinando simbolicamente anche altre potenze marittime europee, <em>come la Spagna,</em> che ha annunciato l’invio della fregata <em>Cristóbal Colón</em> in coordinamento con il gruppo navale francese per rafforzare la difesa del Mediterraneo orientale, e <em>l’Italia</em> con la fregata Martinengo<strong>.</strong> </p>



<p>I legami tra Grecia, Cipro e Francia affondano nel tempo: durante la dittatura dei colonnelli molti dissidenti greci e ciprioti, tra cui <strong>Constantinos Karamanlis</strong>, trovarono rifugio a Parigi. La Francia divenne così un punto di supporto politico e culturale, consolidando rapporti che perdurano nella cooperazione militare e strategica odierna. <strong>I rapporti economici e di difesa tra Atene, Nicosia e Parigi si sono consolidati negli ultimi anni con accordi sostanziali.</strong> La Grecia e la Francia hanno siglato nel 2021 un patto bilaterale di cooperazione in materia di difesa, che include la fornitura di fregate FDI (classe Kimon), 24 caccia Rafale e missili antinave Exocet. Queste acquisizioni rientrano in un ampio programma di modernizzazione delle forze armate elleniche, per un valore complessivo di circa 25 miliardi di euro nei prossimi anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cipro come avamposto dell&#8217;Europa</h2>



<p>La Francia e Cipro (Repubblica di Cipro) hanno invece firmato il 15 dicembre 2025 <strong>un accordo di partenariato strategico,</strong> che estende la cooperazione a difesa, economia e sicurezza. L’intesa prevede esercitazioni congiunte frequenti e un rafforzato sostegno operativo francese nel Mediterraneo orientale, consolidando la presenza di Parigi nella regione.</p>



<p>Sul piano greco, Atene ha inviato quattro F16 di propria dotazione alla base di Paphos e le fregate <em>Kimon</em> e <em>Psara</em> per rafforzare il dispositivo di difesa attorno a Cipro. L’intensificazione delle forze nel settore si inscrive in <strong>una relazione strategica di lunga data tra Grecia e Cipro</strong>, radicata non solo nell’ellenismo condiviso ma anche in cooperazioni militari strutturate nel tempo. </p>



<p>Da un lato, la narrazione ufficiale di Parigi e Atene pone l’accento sulla difesa dell’isola nel quadro di un’Europa che deve mostrare coesione di fronte a nuove minacce transfrontaliere. Dall’altro, la gestione politica del fenomeno mette in luce dinamiche ben più complesse. Cipro, pur essendo membro dell’Unione europea, resta un’isola spaccata: <strong>la Repubblica di Cipro controlla la parte meridionale, mentre nel nord opera la Repubblica Turca di Cipro Nord,</strong> riconosciuta unicamente da Ankara. In risposta alle tensioni regionali, <strong>fonti turche hanno affermato la possibile dislocazione di sei F16 nel Nord dell’isola</strong> per rafforzare le difese turcocipriote, misura che rischia di inquadrare la crisi nella più ampia contesa tra Turchia e alleati ellenici e occidentali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Presenza straniera ed esigenze di difesa</h2>



<p>La distanza tra retorica e realtà è evidente: mentre Parigi parla di <em>Europa unita nella difesa</em>, la presenza di mezzi militari sul terreno non è neutra né priva di effetti geopolitici. <strong>La militarizzazione dell’area di Cipro diventa un elemento di proiezione strategica europeo (e francese in particolare) </strong>in uno spazio storicamente conteso con Ankara. In questo senso, la retorica di salvaguardare l’isola da minacce asimmetriche si presta a posizionare forze e a delineare aree di influenza nel confronto con la Turchia.</p>



<p>A fronte delle esibizioni militari, la reazione interna a Cipro è tutt’altro che unanime. In queste settimane AKEL – Partito Progressista dei Lavoratori, principale partito di opposizione &#8211; insieme ad altri gruppi di sinistra ha tenuto proteste contro l’espansione delle basi militari non britanniche e l’allineamento filo-ccidentale del governo. <strong>Queste forze critiche contestano la decisione di potenziare la presenza straniera nell’isola </strong>e il fatto che informazioni cruciali sugli attacchi , in particolare il primo episodio su RAF Akrotiri, siano state recepite tramite fonti e comunicazioni britanniche piuttosto che annunciate ufficialmente da Nicosia, alimentando sospetti di scarsa trasparenza e di subordinazione agli apparati dei partner. </p>



<p>Il filo narrativo critico solleva anche dubbi sulla natura reale della minaccia: alcuni osservatori e analisti militari sostengono che l’episodio dei droni sia stato amplificato oltre le proporzioni o <strong>usato strumentalmente per giustificare l’espansione militare europea sull’isola</strong>, anche se non vi sono prove definitive di una manipolazione deliberata dei fatti.</p>



<p>Una voce di rilievo nelle analisi militari cipriote è <strong>Xristos Yakovou</strong>, figura influente nel rapporto tra gli apparati di difesa di Nicosia e i partner esterni. Yakovou ha sottolineato come la crisi attuale, pur derivando da dinamiche regionali esterne, offra una &#8220;opportunità strategica per riformulare il ruolo di Cipro all’interno della difesa europea<em>&#8220;</em>, ma ha anche avvertito che <em>“</em>l’isola non può essere ridotta a una pedina senza considerare gli equilibri storici e le sensibilità locali<em>”</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione dell&#8217;Italia</h2>



<p>In questo quadro ad alta tensione, <strong>l’Italia ha adottato una postura intermedia</strong>. Roma ha inviato la fregata <em>Federico Martinengo</em> nella zona orientale del Mediterraneo a supporto della missione europea di difesa rafforzata attorno a Cipro, ma <strong>ha evitato dichiarazioni e azioni che possano essere interpretate come una sfida diretta ad Ankara.</strong> Il profilo più prudente di Roma riflette vincoli geopolitici concreti: da un lato, la relazione commerciale e strategica con la Turchia — che comprende legami economici significativi e interlocuzioni sulla Libia — impedisce un coinvolgimento troppo marcato; dall’altro, <strong>l’Italia sta valutando la vendita di fregate militari alla Grecia</strong>, operazione non ancora definita ma considerata come possibile bilanciamento alla crescente proiezione francese e all’emergere di una coalizione navale più vistosa nel Mediterraneo orientale.</p>



<p>La Russia resta formalmente defilata quando Cipro entra in fibrillazione, ma <strong>può influenzare la scena tramite la piccola minoranza russofona (circa il 3,6% della popolazione)</strong> e i legami economici, sfruttando la retorica di protezione dei paesi ortodossi.</p>



<p>La crisi di Cipro ha assunto così un significato simbolico e concreto: non è più soltanto un episodio di sicurezza locale legato a un attacco di droni isolato, ma <strong>un punto di incrocio tra strategie nazionali e di alleanza.</strong> Parigi ha colto l’occasione per porsi come protagonista della difesa europea attiva; Atene ha riaffermato il suo radicamento storico nel “mondo ellenico”; Nicosia ha tentato di trasformare un momento di vulnerabilità in un ruolo di partner europeo centrale, mentre il dissenso interno evidenzia che la militarizzazione dell’isola non è un consenso unanime. In un Mediterraneo orientale sempre più teatro di competizione tra attori regionali e globali, Cipro non è solo frontiera: <strong>è pedina e testimone di una ridefinizione della politica di sicurezza europea.</strong></p>
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