<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Emmanuel macron Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/emmanuel-macron-13/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/emmanuel-macron-13</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 29 Aug 2025 13:10:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Emmanuel macron Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/emmanuel-macron-13</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Francia, Germania e Regno Unito spingono per una nuova guerra contro l&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-germania-e-regno-unito-spingono-per-una-nuova-guerra-contro-liran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2025 13:10:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[JPCOA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=483601</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1917" height="925" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/trio-foto-e1756472405525.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;incontro di Ginevra tra le delegazioni di Francia, Germania, Regno Unito (i cosiddetti Paesi dell&#039;E-3) e Iran, per determinare il futuro dell&#039;accordo sul nucleare di Teheran (JPCOA), sospeso dopo la guerra tra l&#039;Iran e Israele-Usa, è stato un disastro. A nulla è valso che Teheran si apprestasse ad accogliere una delegazione dell&#039;Agenzia atomica (AIEA) per monitorare i suoi siti. Il gesto di buona volontà è stato ignorato. I tre Paesi europei - garanti insieme a Russia e Cina dell&#039;accordo (gli Usa ne sono usciti) - hanno deciso per l&#039;inadempienza dell&#039;Iran agli obblighi discendenti dallo stesso e, quindi, di denunciare alle Nazioni Unite tale situazione, innescando lo snapback, un processo che dovrebbe durare 30 giorni al termine del quale l&#039;Onu potrebbe reintrodurre le sanzioni contro la nazione ritenuta reproba (rimesse, al tempo, grazie al JPCOA). A quanto pare la bomba australiana, cioè l&#039;espulsione dal Paese dei canguri della delegazione diplomatica iraniana per un&#039;asserita responsabilità di Teheran in due attacchi terroristici contro obiettivi ebraici - scoppiata il giorno precedente il vertice in questione - ha fatto più danni del previsto. Sebbene l&#039;esito del summit fosse già predisposto, l&#039;iniziativa australiana, non certo casuale nelle sue modalità eclatanti e nella tempistica, ha dato la spinta finale. Abbiamo dedicato una nota alla vicenda australiana - richiamando peraltro il ruolo nel Mossad nell&#039;inchiesta che ha portato Sidney a compiere tale passo. In tale nota accennavamo che probabilmente il summit ginevrino aveva avuto un esito interlocutorio, interpretazione speranzosa discendente dalla mancanza nell&#039;immediato di report e dalla contemporanea notizia dello sbarco degli ispettori dell&#039;AIEA a Teheran. Non è andata così, purtroppo. Di tale vicenda scrive Trita Parsi, su Responsible Statecraft, osservando che la decisione dell&#039;E-3 rende più probabile una nuova guerra contro l&#039;Iran. Commento veritiero, anche se non sposiamo la sua asserzione che lo snapback faccia ripristinare automaticamente le sanzioni Onu. Tante la variabili in gioco, tra le quali le opzioni in mano a Cina e Russia, Paesi alleati dell&#039;Iran e, soprattutto, non inclini a piegarsi ai diktat dei falchi angloamericani, da cui la possibilità che tale spinta possa essere vanificata. C&#039;è poi la possibilità di un ritorno al dialogo: nonostante la deplorevole mossa dell&#039;E-3, Teheran ha ugualmente accolto gli ispettori dell&#039;AIEA, apertura che potrebbe non essere ignorata dall&#039;amministrazione Trump, nonostante la sua scarsa autonomia quando in gioco ci sono interessi israeliani. Nell&#039;annunciare di voler adire allo snapback, l&#039;E-3 ha spiegato che tale decisione intende sollecitare l&#039;Iran a riprendere il dialogo interrotto. Lucido il commento di Parsi, che annota: &quot;Lungi dal far progredire la diplomazia, la decisione rischia di accelerare l&#039;escalation. Mentre Israele non ha certo bisogno di un pretesto per attaccare nuovamente l&#039;Iran [...] lo snapback potrebbe fornire un&#039;utile copertura politica – una sottile patina di legittimità – per nuovi attacchi&quot; Usa. &quot;L&#039;E3 - continua Parsi - sostiene che lo snapback è necessario per fare pressione sull&#039;Iran affinché riprenda i colloqui con gli Stati Uniti e conceda all&#039;Agenzia internazionale per l&#039;energia atomica (AIEA) l&#039;accesso ai suoi impianti nucleari, compreso il monitoraggio delle scorte di uranio arricchito al 60%&quot; [la visita attuale degli ispettori dell&#039;AIEA, ha comunicato Teheran, riguarda solo la centrale atomica di Busheir ndr]. &quot;In apparenza, queste richieste possono sembrare ragionevoli. Ma Teheran nutre legittime riserve. I funzionari iraniani sospettano che l&#039;AIEA abbia fatto trapelare informazioni sensibili che hanno permesso la campagna di omicidi mirati del Mossad contro i loro scienziati nucleari e temono che rivelare l&#039;ubicazione delle scorte possa innescare un&#039;altra tornata di attacchi aerei statunitensi&quot;. &quot;Inoltre, l&#039;Iran era seduta al tavolo delle trattative quando Israele e Stati Uniti hanno iniziato a bombardare. L&#039;E-3 ora insiste affinché Teheran torni al tavolo dei negoziati, ma non fa nessuna richiesta parallela perché Washington si astenga dal bombardare di nuovo&quot;. &quot;Forse la cosa più importante è che, dato il divario incolmabile sull&#039;arricchimento, la pazienza limitata di Trump per la diplomazia e la pressione israeliana per riprendere le ostilità, riprendere i colloqui che sarebbero quasi certamente destinati a fallire - a meno che entrambe le parti non dimostrino maggiore flessibilità - non farebbe che aumentare la probabilità che la guerra inizi prima piuttosto che dopo&quot;. &quot;Ma potrebbe essere proprio questo il focus della vicenda. L&#039;E-3 di oggi somiglia ben poco a quello di vent&#039;anni fa. Quando fu creato nel 2003, il suo scopo era di impedire all&#039;amministrazione Bush – reduce dalla disastrosa e illegale invasione dell&#039;Iraq – di lanciare un&#039;altra guerra, stavolta contro l&#039;Iran&quot;. &quot;Oggi il contesto geopolitico è cambiato. L&#039;allineamento dell&#039;Iran con la Russia in Ucraina, lo ha portato a essere identificato come una minaccia diretta per l&#039;Europa. L&#039;UE, inoltre, è molto più dipendente dalle relazioni transatlantiche rispetto a 20 anni fa, mentre i successivi cicli di sanzioni hanno reso l&#039;Iran un partner economico trascurabile per la stessa&quot;. &quot;L&#039;escalation con l&#039;Iran attraverso lo snapback serve a due obiettivi dell&#039;UE: punire Teheran per il suo sostegno alla Russia in Ucraina e allineare l&#039;Europa con i falchi dell&#039;amministrazione Trump [e Israele ndr], un allineamento ritenuto necessario per allentare le tensioni createsi in altri ambiti di una relazione transatlantica che sta subendo una pressione senza precedenti&quot;. &quot;In questo senso, la costellazione E3, progettata nel 2003 per prevenire la guerra, potrebbe, nel 2025, spingerci più vicini a essa. Ma non fidatevi solo di quel che scrivo. Ricordate come il cancelliere tedesco abbia ammesso apertamente che Israele &quot;ha fatto il lavoro sporco per conto dell&#039;Europa&quot; bombardando l&#039;Iran lo scorso giugno&quot;. Nuovo focolaio di incendio, dunque, che va a sommarsi agli altri che divampano in Medio oriente, con Israele che, oltre a impegnarsi nel genocidio di Gaza e a vessare vieppiù la Cisgiordania, attacca Siria e Yemen e spinge, in combinato disposto con gli Usa, per il disarmo di Hezbollah, pressione brutale quanto indebita che rischia di innescare una guerra civile nel Paese dei cedri. Un attacco all&#039;Iran, più preparato e massivo, è in linea con tale spinta espansionista, sostenuta da Usa e UE. Piccolenote è collegato da affinità elettive a InsideOver. Invitiamo i nostri lettori a prenderne visione e, se di gradimento, a sostenerlo tramite abbonamento." decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/trio-foto-e1756472405525.jpg 1917w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/trio-foto-e1756472405525-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/trio-foto-e1756472405525-1024x494.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/trio-foto-e1756472405525-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/trio-foto-e1756472405525-1536x741.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/trio-foto-e1756472405525-600x290.jpg 600w" sizes="(max-width: 1917px) 100vw, 1917px" /></p>
<p>C'è poi la possibilità di un ritorno al dialogo: nonostante la deplorevole mossa dell'E-3, Teheran ha ugualmente accolto gli ispettori dell'AIEA, apertura che potrebbe non essere ignorata dall'amministrazione Trump</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-germania-e-regno-unito-spingono-per-una-nuova-guerra-contro-liran.html">Francia, Germania e Regno Unito spingono per una nuova guerra contro l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1917" height="925" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/trio-foto-e1756472405525.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;incontro di Ginevra tra le delegazioni di Francia, Germania, Regno Unito (i cosiddetti Paesi dell&#039;E-3) e Iran, per determinare il futuro dell&#039;accordo sul nucleare di Teheran (JPCOA), sospeso dopo la guerra tra l&#039;Iran e Israele-Usa, è stato un disastro. A nulla è valso che Teheran si apprestasse ad accogliere una delegazione dell&#039;Agenzia atomica (AIEA) per monitorare i suoi siti. Il gesto di buona volontà è stato ignorato. I tre Paesi europei - garanti insieme a Russia e Cina dell&#039;accordo (gli Usa ne sono usciti) - hanno deciso per l&#039;inadempienza dell&#039;Iran agli obblighi discendenti dallo stesso e, quindi, di denunciare alle Nazioni Unite tale situazione, innescando lo snapback, un processo che dovrebbe durare 30 giorni al termine del quale l&#039;Onu potrebbe reintrodurre le sanzioni contro la nazione ritenuta reproba (rimesse, al tempo, grazie al JPCOA). A quanto pare la bomba australiana, cioè l&#039;espulsione dal Paese dei canguri della delegazione diplomatica iraniana per un&#039;asserita responsabilità di Teheran in due attacchi terroristici contro obiettivi ebraici - scoppiata il giorno precedente il vertice in questione - ha fatto più danni del previsto. Sebbene l&#039;esito del summit fosse già predisposto, l&#039;iniziativa australiana, non certo casuale nelle sue modalità eclatanti e nella tempistica, ha dato la spinta finale. Abbiamo dedicato una nota alla vicenda australiana - richiamando peraltro il ruolo nel Mossad nell&#039;inchiesta che ha portato Sidney a compiere tale passo. In tale nota accennavamo che probabilmente il summit ginevrino aveva avuto un esito interlocutorio, interpretazione speranzosa discendente dalla mancanza nell&#039;immediato di report e dalla contemporanea notizia dello sbarco degli ispettori dell&#039;AIEA a Teheran. Non è andata così, purtroppo. Di tale vicenda scrive Trita Parsi, su Responsible Statecraft, osservando che la decisione dell&#039;E-3 rende più probabile una nuova guerra contro l&#039;Iran. Commento veritiero, anche se non sposiamo la sua asserzione che lo snapback faccia ripristinare automaticamente le sanzioni Onu. Tante la variabili in gioco, tra le quali le opzioni in mano a Cina e Russia, Paesi alleati dell&#039;Iran e, soprattutto, non inclini a piegarsi ai diktat dei falchi angloamericani, da cui la possibilità che tale spinta possa essere vanificata. C&#039;è poi la possibilità di un ritorno al dialogo: nonostante la deplorevole mossa dell&#039;E-3, Teheran ha ugualmente accolto gli ispettori dell&#039;AIEA, apertura che potrebbe non essere ignorata dall&#039;amministrazione Trump, nonostante la sua scarsa autonomia quando in gioco ci sono interessi israeliani. Nell&#039;annunciare di voler adire allo snapback, l&#039;E-3 ha spiegato che tale decisione intende sollecitare l&#039;Iran a riprendere il dialogo interrotto. Lucido il commento di Parsi, che annota: &quot;Lungi dal far progredire la diplomazia, la decisione rischia di accelerare l&#039;escalation. Mentre Israele non ha certo bisogno di un pretesto per attaccare nuovamente l&#039;Iran [...] lo snapback potrebbe fornire un&#039;utile copertura politica – una sottile patina di legittimità – per nuovi attacchi&quot; Usa. &quot;L&#039;E3 - continua Parsi - sostiene che lo snapback è necessario per fare pressione sull&#039;Iran affinché riprenda i colloqui con gli Stati Uniti e conceda all&#039;Agenzia internazionale per l&#039;energia atomica (AIEA) l&#039;accesso ai suoi impianti nucleari, compreso il monitoraggio delle scorte di uranio arricchito al 60%&quot; [la visita attuale degli ispettori dell&#039;AIEA, ha comunicato Teheran, riguarda solo la centrale atomica di Busheir ndr]. &quot;In apparenza, queste richieste possono sembrare ragionevoli. Ma Teheran nutre legittime riserve. I funzionari iraniani sospettano che l&#039;AIEA abbia fatto trapelare informazioni sensibili che hanno permesso la campagna di omicidi mirati del Mossad contro i loro scienziati nucleari e temono che rivelare l&#039;ubicazione delle scorte possa innescare un&#039;altra tornata di attacchi aerei statunitensi&quot;. &quot;Inoltre, l&#039;Iran era seduta al tavolo delle trattative quando Israele e Stati Uniti hanno iniziato a bombardare. L&#039;E-3 ora insiste affinché Teheran torni al tavolo dei negoziati, ma non fa nessuna richiesta parallela perché Washington si astenga dal bombardare di nuovo&quot;. &quot;Forse la cosa più importante è che, dato il divario incolmabile sull&#039;arricchimento, la pazienza limitata di Trump per la diplomazia e la pressione israeliana per riprendere le ostilità, riprendere i colloqui che sarebbero quasi certamente destinati a fallire - a meno che entrambe le parti non dimostrino maggiore flessibilità - non farebbe che aumentare la probabilità che la guerra inizi prima piuttosto che dopo&quot;. &quot;Ma potrebbe essere proprio questo il focus della vicenda. L&#039;E-3 di oggi somiglia ben poco a quello di vent&#039;anni fa. Quando fu creato nel 2003, il suo scopo era di impedire all&#039;amministrazione Bush – reduce dalla disastrosa e illegale invasione dell&#039;Iraq – di lanciare un&#039;altra guerra, stavolta contro l&#039;Iran&quot;. &quot;Oggi il contesto geopolitico è cambiato. L&#039;allineamento dell&#039;Iran con la Russia in Ucraina, lo ha portato a essere identificato come una minaccia diretta per l&#039;Europa. L&#039;UE, inoltre, è molto più dipendente dalle relazioni transatlantiche rispetto a 20 anni fa, mentre i successivi cicli di sanzioni hanno reso l&#039;Iran un partner economico trascurabile per la stessa&quot;. &quot;L&#039;escalation con l&#039;Iran attraverso lo snapback serve a due obiettivi dell&#039;UE: punire Teheran per il suo sostegno alla Russia in Ucraina e allineare l&#039;Europa con i falchi dell&#039;amministrazione Trump [e Israele ndr], un allineamento ritenuto necessario per allentare le tensioni createsi in altri ambiti di una relazione transatlantica che sta subendo una pressione senza precedenti&quot;. &quot;In questo senso, la costellazione E3, progettata nel 2003 per prevenire la guerra, potrebbe, nel 2025, spingerci più vicini a essa. Ma non fidatevi solo di quel che scrivo. Ricordate come il cancelliere tedesco abbia ammesso apertamente che Israele &quot;ha fatto il lavoro sporco per conto dell&#039;Europa&quot; bombardando l&#039;Iran lo scorso giugno&quot;. Nuovo focolaio di incendio, dunque, che va a sommarsi agli altri che divampano in Medio oriente, con Israele che, oltre a impegnarsi nel genocidio di Gaza e a vessare vieppiù la Cisgiordania, attacca Siria e Yemen e spinge, in combinato disposto con gli Usa, per il disarmo di Hezbollah, pressione brutale quanto indebita che rischia di innescare una guerra civile nel Paese dei cedri. Un attacco all&#039;Iran, più preparato e massivo, è in linea con tale spinta espansionista, sostenuta da Usa e UE. Piccolenote è collegato da affinità elettive a InsideOver. Invitiamo i nostri lettori a prenderne visione e, se di gradimento, a sostenerlo tramite abbonamento." decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/trio-foto-e1756472405525.jpg 1917w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/trio-foto-e1756472405525-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/trio-foto-e1756472405525-1024x494.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/trio-foto-e1756472405525-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/trio-foto-e1756472405525-1536x741.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/trio-foto-e1756472405525-600x290.jpg 600w" sizes="(max-width: 1917px) 100vw, 1917px" /></p>
<p>L&#8217;incontro di Ginevra tra le delegazioni di <a href="https://it.insideover.com/politica/leuropa-rilancia-le-sanzioni-alliran-si-chiama-fuori-dalla-diplomazia-e-si-autoemargina.html">Francia, Germania, Regno Unito</a> (i cosiddetti Paesi dell&#8217;E-3) e Iran, per determinare il futuro dell&#8217;accordo sul nucleare di Teheran (JPCOA), sospeso dopo la guerra tra l&#8217;Iran e Israele-Usa, è stato un disastro. A nulla è valso che Teheran si apprestasse ad accogliere una delegazione dell&#8217;Agenzia atomica (AIEA) per monitorare i suoi siti. Il gesto di buona volontà è stato ignorato.</p>



<p>I tre Paesi europei &#8211; garanti insieme a Russia e Cina dell&#8217;accordo (gli Usa ne sono usciti) &#8211; hanno deciso per l&#8217;inadempienza dell&#8217;Iran agli obblighi discendenti dallo stesso e, quindi, di denunciare alle Nazioni Unite tale situazione, innescando lo snapback, un processo che dovrebbe durare 30 giorni al termine del quale l&#8217;Onu potrebbe reintrodurre le sanzioni contro la nazione ritenuta reproba (rimesse, al tempo, grazie al JPCOA).</p>



<p>A quanto pare la bomba australiana, cioè l&#8217;espulsione dal Paese dei canguri della delegazione diplomatica iraniana per un&#8217;asserita responsabilità di Teheran in due attacchi terroristici contro obiettivi ebraici &#8211; scoppiata il giorno precedente il vertice in questione &#8211; ha fatto più danni del previsto.</p>



<p>Sebbene l&#8217;esito del summit fosse già predisposto, l&#8217;iniziativa australiana, non certo casuale nelle sue modalità eclatanti e nella tempistica, ha dato la spinta finale. Abbiamo dedicato <a href="https://www.piccolenote.it/mondo/la-bomba-australiana-sulla-de-escalation-tra-iran-e-occidente" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una nota alla vicenda australiana &#8211;</a> richiamando peraltro il ruolo nel Mossad nell&#8217;inchiesta che ha portato Sidney a compiere tale passo.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.piccolenote.it/mondo/la-bomba-australiana-sulla-de-escalation-tra-iran-e-occidente"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-PN-3-1024x401.jpg" alt="" class="wp-image-77983"/></a></figure>



<p>In tale nota accennavamo che probabilmente il summit ginevrino aveva avuto un esito interlocutorio, interpretazione speranzosa discendente dalla mancanza nell&#8217;immediato di report e dalla contemporanea notizia dello sbarco degli ispettori dell&#8217;AIEA a Teheran. Non è andata così, purtroppo.</p>



<p>Di tale vicenda scrive Trita Parsi, su <a href="https://responsiblestatecraft.org/europe-iran-sanctions/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Responsible Statecraft</a>, osservando che la decisione dell&#8217;E-3 rende più probabile una nuova guerra contro l&#8217;Iran. Commento veritiero, anche se non sposiamo la sua asserzione che lo snapback faccia ripristinare automaticamente le sanzioni Onu.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://responsiblestatecraft.org/europe-iran-sanctions/"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-RS-1-1024x412.jpg" alt="Macron Merz Starmer Europe just made war with Iran more likely " class="wp-image-77985"/></a></figure>



<p>Tante la variabili in gioco, tra le quali le opzioni in mano a Cina e Russia, Paesi alleati dell&#8217;Iran e, soprattutto, non inclini a piegarsi ai diktat dei falchi angloamericani, da cui la possibilità che tale spinta possa essere vanificata.</p>



<p>C&#8217;è poi la possibilità di un ritorno al dialogo: nonostante la deplorevole mossa dell&#8217;E-3, Teheran ha ugualmente accolto gli ispettori dell&#8217;AIEA, apertura che potrebbe non essere ignorata dall&#8217;amministrazione Trump, nonostante la sua scarsa autonomia quando in gioco ci sono interessi israeliani.</p>



<p>Nell&#8217;annunciare di voler adire allo snapback, l&#8217;E-3 ha spiegato che tale decisione intende sollecitare l&#8217;Iran a riprendere il dialogo interrotto. Lucido il commento di Parsi, che annota: &#8220;Lungi dal far progredire la diplomazia, la decisione rischia di accelerare l&#8217;escalation. Mentre Israele non ha certo bisogno di un pretesto per attaccare nuovamente l&#8217;Iran [&#8230;] lo snapback potrebbe fornire un&#8217;utile copertura politica – una sottile patina di legittimità – per nuovi attacchi&#8221; Usa.</p>



<p>&#8220;L&#8217;E3 &#8211; continua Parsi &#8211; sostiene che lo snapback è necessario per fare pressione sull&#8217;Iran affinché riprenda i colloqui con gli Stati Uniti e conceda all&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia atomica (AIEA) l&#8217;accesso ai suoi impianti nucleari, compreso il monitoraggio delle scorte di uranio arricchito al 60%&#8221; [la visita attuale degli ispettori dell&#8217;AIEA, ha <a href="https://www.tasnimnews.com/en/news/2025/08/27/3386225/iaea-inspectors-in-iran-to-oversee-bushehr-nuclear-plant-refueling-fm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunicato Teheran</a>, riguarda solo la centrale atomica di Busheir ndr].</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.tasnimnews.com/en/news/2025/08/27/3386225/iaea-inspectors-in-iran-to-oversee-bushehr-nuclear-plant-refueling-fm"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-TANSIM-1-1024x240.jpg" alt="IAEA Inspectors in Iran to Oversee Bushehr Nuclear Plant Refueling: FM" class="wp-image-77987"/></a></figure>



<p>&#8220;In apparenza, queste richieste possono sembrare ragionevoli. Ma Teheran nutre legittime riserve. I funzionari iraniani sospettano che l&#8217;AIEA abbia fatto trapelare informazioni sensibili che hanno permesso la campagna di omicidi mirati del Mossad contro i loro scienziati nucleari e temono che rivelare l&#8217;ubicazione delle scorte possa innescare un&#8217;altra tornata di attacchi aerei statunitensi&#8221;.</p>



<p>&#8220;Inoltre, l&#8217;Iran era seduta al tavolo delle trattative quando Israele e Stati Uniti hanno iniziato a bombardare. L&#8217;E-3 ora insiste affinché Teheran torni al tavolo dei negoziati, ma non fa nessuna richiesta parallela perché Washington si astenga dal bombardare di nuovo&#8221;.</p>



<p>&#8220;Forse la cosa più importante è che, dato il divario incolmabile sull&#8217;arricchimento, la pazienza limitata di Trump per la diplomazia e la pressione israeliana per riprendere le ostilità, <strong>riprendere i colloqui che sarebbero quasi certamente destinati a fallire</strong> &#8211; a meno che entrambe le parti non dimostrino maggiore flessibilità &#8211; <strong>non</strong> <strong>farebbe che aumentare la probabilità che la guerra inizi prima piuttosto che dopo</strong>&#8220;.</p>



<p>&#8220;Ma potrebbe essere proprio questo il focus della vicenda. L&#8217;E-3 di oggi somiglia ben poco a quello di vent&#8217;anni fa. Quando fu creato nel 2003, il suo scopo era di impedire all&#8217;amministrazione Bush – reduce dalla disastrosa e illegale invasione dell&#8217;Iraq – di lanciare un&#8217;altra guerra, stavolta contro l&#8217;Iran&#8221;.</p>



<p>&#8220;Oggi il contesto geopolitico è cambiato. L&#8217;allineamento dell&#8217;Iran con la Russia in Ucraina, lo ha portato a essere identificato come una minaccia diretta per l&#8217;Europa. L&#8217;UE, inoltre, è molto più dipendente dalle relazioni transatlantiche rispetto a 20 anni fa, mentre i successivi cicli di sanzioni hanno reso l&#8217;Iran un partner economico trascurabile per la stessa&#8221;.</p>



<p>&#8220;L&#8217;escalation con l&#8217;Iran attraverso lo snapback serve a due obiettivi dell&#8217;UE: punire Teheran per il suo sostegno alla Russia in Ucraina e allineare l&#8217;Europa con i falchi dell&#8217;amministrazione Trump [e Israele ndr], un allineamento ritenuto necessario per allentare le tensioni createsi in altri ambiti di una relazione transatlantica che sta subendo una pressione senza precedenti&#8221;.</p>



<p>&#8220;In questo senso, la costellazione E3, progettata nel 2003 per prevenire la guerra, potrebbe, nel 2025, spingerci più vicini a essa. Ma non fidatevi solo di quel che scrivo. Ricordate come il cancelliere tedesco abbia ammesso apertamente che Israele &#8220;<a href="https://www.dw.com/en/germanys-merz-says-israel-doing-dirty-work-for-us-in-iran/live-72939104" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha fatto il lavoro sporco per conto dell&#8217;Europa</a>&#8221; bombardando l&#8217;Iran lo scorso giugno&#8221;.</p>



<p>Nuovo focolaio di incendio, dunque, che va a sommarsi agli altri che divampano in Medio oriente, con Israele che, oltre a impegnarsi nel genocidio di Gaza e a vessare vieppiù la Cisgiordania, attacca Siria e Yemen e spinge, in combinato disposto con gli Usa, per il disarmo di Hezbollah, pressione brutale quanto indebita che rischia di innescare una guerra civile nel Paese dei cedri. Un attacco all&#8217;Iran, più preparato e massivo, è in linea con tale spinta espansionista, sostenuta da Usa e UE.</p>



<p><em>Piccolenote è collegato da affinità elettive a&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/">InsideOver</a>. Invitiamo i nostri lettori a prenderne visione e, se di gradimento, a sostenerlo tramite&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonamento</a>.</em></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-germania-e-regno-unito-spingono-per-una-nuova-guerra-contro-liran.html">Francia, Germania e Regno Unito spingono per una nuova guerra contro l&#8217;Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le ricerche del Centro Levada su i russi e il negoziato: bene la pace ma alle nostre condizioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-ricerche-del-centro-levada-su-i-russi-e-il-negoziato-bene-la-pace-ma-alle-nostre-condizioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 15:33:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=460235</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1156" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-2-600x361.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-2-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-2-1024x617.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-2-768x462.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-2-1536x925.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Le analisi di Denis Volkov, direttore del Centro Levada, sul sentimento dei russi nei confronti del negoziato, degli Usa e della Ue.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-ricerche-del-centro-levada-su-i-russi-e-il-negoziato-bene-la-pace-ma-alle-nostre-condizioni.html">Le ricerche del Centro Levada su i russi e il negoziato: bene la pace ma alle nostre condizioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1156" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-2-600x361.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-2-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-2-1024x617.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-2-768x462.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/russia-2-1536x925.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Denis Volkov</strong> è il direttore del Levada Center, che non è solo il più affidabile centro di studio dell&#8217;opinione pubblica in Russia ma è anche quello a essere finito nella lista degli &#8220;agenti stranieri&#8221; in base alla legge del 2012, che applica tale definizione a <strong>tutte le organizzazioni o gli individui che sono impegnati in attività pubbliche ricevendo un sostegno dall&#8217;estero. </strong>Questo per dire che né Volkov né il Levada possono essere sospettati di particolari simpatie filo-Cremlino. È quindi molto interessante esaminare, attraverso le loro ricerche, il punto di vista dei russi rispetto alle prospettive di un negoziato sull&#8217;Ucraina.</p>



<p><a href="https://www.levada.ru/2025/03/04/predvkushenie-sdelki-pochemu-rossiyane-zhdut-okonchaniya-konflikta-na-ukraine-v-2025-godu/">Ne ha parlato Volkov</a> in un commento scritto per Forbes. Ironicamente, il direttore del Levada fa notare come lo spazio informativo russo, dominato ormai dai media fedeli al Cremlino, sia stato saturato dalle notizie sul ritorno di <strong>Donald Trump</strong> alla Casa Bianca, al punto che, scrive appunto Vokov, &#8220;sembrava che Trump fosse stato eletto in Russia&#8221;. Un atteggiamento che, insieme alle reiterate dichiarazioni dei vertici politici russi, da <strong>Vladimir Putin</strong> a <strong>Sergej Lavrov</strong>, sulla disponibilità russa a trattare, ha contribuito a creare la convinzione che la fine della guerra sia possibile. Anzi: che sia possibile nel 2025. D&#8217;altra parte, all&#8217;epoca del confronto elettorale tra <strong>Joe Biden</strong> e Trump, l&#8217;idea che i russi manifestavano più di frequente era che Biden era debole e dominato dalle lobby antirusse mentre Trump &#8220;è un uomo d&#8217;affari e con lui si può trattare&#8221;.Normale, quindi, che <strong>il 70% dei russi pensasse prima, e ancor più pensi ora, che prima di tutto bisogna trattare con gli Usa</strong>, anche se il 50% è convinto che non si potrà arrivare alla pace senza un accordo anche con l&#8217;Ucraina.</p>



<p>Così l&#8217;85% dei russi ha manifestato apprezzamento per l&#8217;inizio dei negoziati tra Usa e Russia a Ryad prima e Istanbul poi. Il che, però, non deve creare eccessive illusioni, almeno da parte dei russi che, dopo trent&#8217;anni di relazioni tese, oggi vedono un potenziale reset delle relazioni tra i due Paesi soprattutto sotto forma di non ingerenza reciproca, più che come amicizia o collaborazione, Comunque sia, le ricerche del Levada, spiega Volkov, indicano che oggi la percentuale dei russi favorevole a un negoziato che ponga fine alla guerra è salita al 60%, non essendo comunque mai scesa, in questi tre anni, sotto il 50%. Meno del 30% dei russi, oggi, è favorevole al proseguimento del conflitto, con un calo negli ultimi mesi di cerca il 10% rispetto alla media dei tre anni di guerra. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cresce il risentimento verso l&#8217;Europa</h2>



<p>Volkov fa un&#8217;osservazione interessante: non bisogna pensare che i &#8220;lealisti&#8221;, cioè coloro che approvano l&#8217;operato di Putin, siano anche i guerrafondai. In realtà, i lealisti dominano entrambi i gruppi, compreso quello (come abbiamo visto, maggioritario) che vuole il negoziato e la pace. In altre parole, <strong>molti russi hanno fiducia in Putin e contemporaneamente vogliono la pace.</strong>  </p>



<p>Da notare anche il cambio profondo di atteggiamento dei russi nei confronti dell&#8217;Europa. Nel corso del tempo l&#8217;Europa, che prima era vista solo come una specie di gregario degli Usa, è stata sempre più percepita come un soggetto autonomo con posizioni antirusse persino più spiccate di quelle degli americani. I russi ora (ricerche del febbraio scorso) manifestano più simpatia per gli Usa che per la Ue e <strong>solo il 21% di loro ritiene che gli europei dovrebbero sedere al tavolo della trattative di pace</strong>. </p>



<p>In parallelo, inoltre, si fa più intransigente la posizione dei russi rispetto alle condizioni con cui potrebbe o dovrebbe essere raggiunta la pace. <strong>Il 72% dei russi pensa che la Russia stia vincendo la guerra</strong> (è la percentuale più alta dalla primavera del 2022, prima del ritiro dell&#8217;esercito russo da Kherson e dalla regione di Khar&#8217;kiv) e che quindi i negoziati siano sì auspicabili ma da condurre da una posizione di forza. Scrive volevo: &#8220;E sebbene il numero di persone disposte a fare concessioni per concludere un accordo di pace sia leggermente cresciuto negli ultimi sei mesi – dal 20% al 30% – per molti versi questa rimane solo una dichiarazione teorica, perché poi sulle questioni principali che decideranno gli accordi con l’Ucraina l’opinione pubblica russa sta diventando sempre più intrattabile. Il numero di persone pronte ad accettare l&#8217;idea dell&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina alla NATO o del ritorno delle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhia o Kherson all&#8217;Ucraina sta diminuendo costantemente. Oggi, <strong>tra il 70% e l&#8217;80% dei russi, a seconda della domanda, ritiene che tali condizioni siano inaccettabili per la Russia&#8221;</strong>.</p>



<p>E non basta. Oltre l&#8217;80% dei russi chiede, per negoziare una pace, che siano garantiti i diritti della popolazione di lingua russa e della Chiesa ortodossa russa in Ucraina, mentre circa il 70% vorrebbe uno status neutrale per l&#8217;Ucraina e la revoca delle sanzioni occidentali. Anche se, a questo riguardo, <strong>il 77% dei russi pensa che &#8220;la Russia debba proseguire la sua politica nonostante le sanzioni</strong>: se verranno revocate, bene; se non verranno revocate, bene lo stesso&#8221;.</p>



<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-ricerche-del-centro-levada-su-i-russi-e-il-negoziato-bene-la-pace-ma-alle-nostre-condizioni.html">Le ricerche del Centro Levada su i russi e il negoziato: bene la pace ma alle nostre condizioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 60/149 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-10-17 22:24:19 by W3 Total Cache
-->