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	<title>Elon musk Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Feb 2025 16:01:51 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Elon musk Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Musk, Altman e la guerra da 97 miliardi di dollari per OpenAI</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/musk-altman-e-la-guerra-da-97-miliardi-di-dollari-per-openai.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 16:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[chatgpt]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1311" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Altman.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="OpenAI" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Altman.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Altman-600x410.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Altman-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Altman-1024x699.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Altman-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Altman-1536x1049.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Può una manovra di diversione valere 97 miliardi di dollari? Se ti chiami Elon Musk, sì. L'offerta per OpenAI di Sam Altman.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/musk-altman-e-la-guerra-da-97-miliardi-di-dollari-per-openai.html">Musk, Altman e la guerra da 97 miliardi di dollari per OpenAI</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1311" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Altman.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="OpenAI" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Altman.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Altman-600x410.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Altman-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Altman-1024x699.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Altman-768x524.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Altman-1536x1049.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Può una <strong>manovra di diversione</strong> valere <strong>97 miliardi di dollari?</strong> Se ti chiami <strong>Elon Musk,</strong> sì. Ieri sera il patron di X, Tesla e SpaceX, neo boiardo di Stato dell&#8217;amministrazione di Donald Trump, ha annunciato che assieme a una <strong>cordata di investitori avrebbe offerto quella cifra</strong> per rilevare la fondazione che <strong>controlla <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/vive-le-chat-la-sfida-di-mistral-la-risposta-francese-a-chatgpt.html">OpenAI,</a> </strong>il colosso tecnologico che con <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-stangata-del-garante-della-privacy-allia-perche-openai-e-stata-multata.html">ChatGpt </a>ha messo in campo il primo modello di intelligenza artificiale generativa. Una mossa subito respinta al mittente da Sam Altman, Ceo dell&#8217;<strong>organizzazione </strong> che controlla la compagnia di San Francisco di cui Musk è stato membro del consiglio di amministrazione fino al 2018 ma che ne mette a repentaglio un obiettivo di sistema: la piena <strong>trasformazione in società con fini di lucro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona OpenAI</h2>



<p>Dal 2019, <strong>OpenAI è una organizzazione</strong> passata dallo status di non-profit a quella di <em>capped for profit</em>: ogni socio può ricevere ritorni massimi fino a cento volte il capitale investito. Per ora tutte le manovre compiute per <strong>alzare l&#8217;asticella</strong> del gruppo e trasformarlo in impresa hanno dovuto scontrarsi con un <strong>problema di fondo: la difficoltà a trovare un valore definito e preciso</strong> per il laboratorio di San Francisco, che vanta il sostegno di un colosso come <a href="https://it.insideover.com/scienza/microsoft-vuole-riaprire-la-centrale-di-three-mile-island-perche-lai-ha-bisogno-del-nucleare.html">Microsoft</a> (che partecipa col 49% del capitale) con l&#8217;accordo, però, che l&#8217;azienda fondata da Bill Gates non entri direttamente nelle questioni gestionali, e possiede <strong>le chiavi della più diffusa tecnologia di Ia generativa al mondo</strong>.</p>



<p>Quanto vale il produttore di ChatGpt? Se lo chiedono in molti, specie dopo l&#8217;avvio del <strong>progetto Stargate</strong> promosso dall&#8217;amministrazione di Donald Trump per iniettare <strong>500 miliardi di dollari nell&#8217;Ia a stelle e strisce</strong> col sostegno di OpenAI, Oracle e SoftBank, il cui patron <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/son-altman-lalleanza-tra-finanza-e-ia-per-spingere-stargate.html">Masayoshi Son si è detto pronto a investire direttamente dai 15 ai 25 miliardi nelle attività del gruppo di Altman.</a> </p>



<p>Per Musk, prevenire la <strong>trasformazione di OpenAI in una società a tutto tondo</strong> significa rendere attivi e scalabili i profitti della sua xAI e del suo tool, Grok, mantenere condizionato ai risultati dell&#8217;amministrazione federale di cui fa parte il successo del gruppo di Altman, e prendersi una principale rivincita sull&#8217;odiato rivale. Musk è uscito sbattendo la porta da OpenAI, che aveva contribuito a fondare, nel 2018 contestando da un lato<a href="https://www.zdnet.com/article/microsoft-builds-a-supercomputer-for-openai-for-training-massive-ai-models/"> il superamento dello status di non profit e dall&#8217;altro l&#8217;abbraccio con Microsoft</a>, sui cui supercomputer e sulle cui piattaforme Azure girano gli algoritmi di Altman.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Musk spinge per alzare il valore di OpenAI</h2>



<p><a href="https://www.ft.com/content/3a673ed2-26d5-47af-9028-8af7d742c2e7">Secondo il <em>Financial Times</em> OpenAI</a> &#8220;è in trattativa per raccogliere nuovo capitale con una valutazione pre-finanziamento di 260 miliardi di dollari&#8221; e nel contesto del passaggio allo status di società &#8220;non ha alcun obbligo di vendere l&#8217;organizzazione non-profit&#8221; a cui Musk punta. Secondo il quotidiano della City di Londra, però, molti investitori ricordano che &#8220;come parte della conversione di OpenAI in un&#8217;organizzazione a scopo di lucro si era discusso di una valutazione&#8221; dell&#8217;entità non-profit con sede a San Francisco. Altman ha ipotizzato un valore di circa 30 miliardi di dollari per l&#8217;organizzazione, che <strong>Musk mira almeno a triplicare</strong>.</p>



<p>In quest&#8217;ottica, aver rifiutato l&#8217;offerta del suo rivale <strong>condizionerà la marcia di Altman</strong> per trasformare in una compagnia privata a tutto tondo, libera da vincoli, il suo gruppo. Rendendo più difficile veicolare investimenti volti a produrre profitto e sviluppo nell&#8217;Ia su ChatGpt e garantendo vantaggi competitivi a Grok e xAI. Uno scenario articolato in una partita miliardaria dove anche <strong>offerte con pochi paragoni nella storia finanziaria</strong> possono essere, in fin dei conti, manovre nate solo per distrarre e condizionare le mosse altrui.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/musk-altman-e-la-guerra-da-97-miliardi-di-dollari-per-openai.html">Musk, Altman e la guerra da 97 miliardi di dollari per OpenAI</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Starlink-Italia, tra tecnologia, geopolitica e sicurezza nazionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/spazio/starlink-italia-tra-tecnologia-geopolitica-e-sicurezza-nazionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 14:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[SpaceX]]></category>
		<category><![CDATA[Starlink]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="816" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250107154154529_1a83d1b0470c2f20f4a1cd90037045b1-e1736260950313.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250107154154529_1a83d1b0470c2f20f4a1cd90037045b1-e1736260950313.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250107154154529_1a83d1b0470c2f20f4a1cd90037045b1-e1736260950313-600x255.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250107154154529_1a83d1b0470c2f20f4a1cd90037045b1-e1736260950313-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250107154154529_1a83d1b0470c2f20f4a1cd90037045b1-e1736260950313-1024x435.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250107154154529_1a83d1b0470c2f20f4a1cd90037045b1-e1736260950313-768x326.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250107154154529_1a83d1b0470c2f20f4a1cd90037045b1-e1736260950313-1536x653.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei giorni scorsi ha fatto discutere l&#8217;ipotesi che il governo italiano potesse aver firmato un accordo per l&#8217;uso dei servizi di Starlink, il provider di comunicazioni satellitari di SpaceX, azienda di proprietà di Elon Musk, dal valore di 1,5 miliardi di dollari per la gestione dei servizi di crittografia degli apparati dello Stato. Lanciata da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/spazio/starlink-italia-tra-tecnologia-geopolitica-e-sicurezza-nazionale.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spazio/starlink-italia-tra-tecnologia-geopolitica-e-sicurezza-nazionale.html">Starlink-Italia, tra tecnologia, geopolitica e sicurezza nazionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="816" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250107154154529_1a83d1b0470c2f20f4a1cd90037045b1-e1736260950313.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250107154154529_1a83d1b0470c2f20f4a1cd90037045b1-e1736260950313.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250107154154529_1a83d1b0470c2f20f4a1cd90037045b1-e1736260950313-600x255.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250107154154529_1a83d1b0470c2f20f4a1cd90037045b1-e1736260950313-300x128.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250107154154529_1a83d1b0470c2f20f4a1cd90037045b1-e1736260950313-1024x435.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250107154154529_1a83d1b0470c2f20f4a1cd90037045b1-e1736260950313-768x326.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250107154154529_1a83d1b0470c2f20f4a1cd90037045b1-e1736260950313-1536x653.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei giorni scorsi ha fatto discutere l&#8217;ipotesi che <strong>il governo italiano</strong> potesse aver firmato un accordo per l&#8217;uso dei <strong>servizi di Starlink</strong>, il provider di comunicazioni satellitari di SpaceX, azienda di proprietà di Elon Musk, dal valore di <strong>1,5 miliardi di dollari</strong> per la gestione dei servizi di crittografia degli apparati dello Stato. Lanciata da <em>Bloomberg</em>, smentita da Palazzo Chigi e Giorgia Meloni, ripescata in maniera ambigua su X, social di Musk, dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti <strong>Matteo Salvini</strong> e dallo stesso magnate americano di origini sudafricane, la notizia apre comunque un dibattito importante sulle prospettive della <strong>geopolitica della tecnologia</strong> in cui è coinvolta l&#8217;Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SpaceX? In Italia c&#8217;è già</h2>



<p>Sono essenzialmente tre le questioni-chiave da affrontare guardando agli affari di Musk in Italia e alle prospettive spaziali del sistema-Paese. In <strong>primo luogo, va capito</strong> come un eventuale sbarco di SpaceX nei servizi pubblici italiani si sommerebbe all&#8217;attività commerciale ordinaria di Starlink nel Belpaese. </p>



<p>Nei mesi scorsi Musk, via SpaceX, aveva presentato una querela contro Telecom perché ostacolerebbe lo sdoganamento dei servizi internet veloci nella Penisola, negando lo spettro di banda a Starlink. Della <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/musk-allattacco-di-telecom-si-infiamma-il-grande-gioco-per-le-reti-italiane.html">vicenda avevamo parlato,</a> sottolineando come per negare lo spazio di banda all&#8217;azienda di Musk Telecom avrebbe <a href="https://www.businesspeople.it/business/media/fibra-vs-satelliti-la-contesa-tra-tim-e-starlink/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">addotto <strong>ragioni di sicurezza</strong></a>. </p>



<p>Ad oggi, SpaceX ha<a href="https://www.startmag.it/innovazione/telespazio-leonardo-starlink-tim/"> siglato un importante accordo-quadro con <strong>Telespazio,  società partecipata da Leonardo (67%) e da Thales (33%)</strong> </a>che offre servizi spaziali e di connettività, per la commercializzazione dei servizi Starlink, attivo da giugno. Telespazio vuol dire Leonardo, e Leonardo vuol dire <strong>parlare della sfera della sicurezza nazionale</strong>. Dunque lo Stato, di fatto, indirettamente con Starlink opera già ed è difficile pensare che un accordo diretto tra governo e azienda possa scavalcare un quadro ben costituito. Se trattative sono in corso, probabilmente riguardano una sfera securitaria superiore all&#8217;ordinario <strong>quadro informativo e commerciale</strong>, con cui un braccio operativo dello Stato è già in campo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa degli Usa alle reti italiane</h2>



<p>Veniamo quindi al secondo punto: l&#8217;inserimento <strong>dell&#8217;interesse di SpaceX e delle forniture Starlink per l&#8217;Italia</strong> nel quadro di crescente <strong>attenzione americana</strong> per tutto ciò che riguarda le reti e le telecomunicazioni, oltre che i flussi dati, sul suolo italiano. Il Belpaese è piattaforma fondamentale delle comunicazioni a stelle e strisce attraverso le dorsali che connettono Europa, Mediterraneo, Medio Oriente e Africa, hub strategico per importanza logistica, presenza di reti primarie di cavi sottomarini e schieramento militare americano, terreno d&#8217;azione prediletto in Europa per molti apparati a stelle e strisce.</p>



<p>In Italia si è mossa di recente la <strong>pianificazione strategica dei giganti della finanza Usa</strong>, dal fondo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-tim-passa-a-kkr-interessi-usa-garantiti-per-litalia-la-sfida-di-rivoluzionare-le-comunicazioni.html">di private equity <strong>Kkr</strong>, che ha acquisito la rete primaria e secondaria di <strong>Telecom</strong></a>, alla sempre presente <strong>BlackRock, attiva nella raccolta di quote di aziende come Enel e Leonardo</strong>. Aggiungiamo a ciò l&#8217;impennata degli investimenti di <strong>aziende come Microsoft</strong> nei data center e vedremo che l&#8217;interessamento di Musk, ampliando allo spazio questo quadro, è complementare a un trend consolidato. A cui l&#8217;oggettiva visibilità e divisività dell&#8217;uomo più ricco del mondo aggiunge un elemento di attenzione particolare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi controlla le nostre comunicazioni</h2>



<p>Questo <strong>ci porta all&#8217;ultimo punto oggetto di discussione</strong>, forse il più critico, quello della sicurezza delle comunicazioni e dell&#8217;effettivo controllo dell&#8217;Italia <strong>sui flussi informativi che la attraversano, fisicamente o no</strong>. </p>



<p><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/caso-equalize-spioni-nostrani-e-007-di-israele-tra-favori-privati-e-contratti-pubblici.html">Tra cybersicurezza </a>in cui sono coinvolti gruppi israeliani, fondi e magnati americani attivi nel controllo di importanti infrastrutture di rete, satelliti in mano a Musk notiamo come <strong>Roma, al pari del resto d&#8217;Europa, sia oggettivamente in ritardo</strong>. Facciamo nostro l&#8217;auspicio di Emanuel Pietrobon, analista geopolitico di MasiraX, che sull&#8217;ex Twitter ha scritto che &#8220;i sistemi per la protezione crittografica delle comunicazioni sensibili non andrebbero acquistati da aziende estere, anche se di paesi alleati&#8221; ma &#8220;dovremmo puntare su un servizio autarchico o su un progetto comunitario&#8221;. </p>



<p>Servirà tempo per averlo:<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/iris2-la-sfida-europea-a-starlink-e-musk-parte-troppo-tardi.html"> <strong>il progetto europeo Iris2,</strong></a><strong> lanciato di recente</strong>, sarà operativo a fine decennio, <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/leuropa-arranca-nella-corsa-allo-spazio-ma-non-si-va-sulla-luna-si-va-su-internet.html">in ritardo rispetto a Starlink e rivali cinesi. </a>Anche per questo di Musk sarà, per diverso tempo, difficile fare a meno di parlare in un&#8217;Italia che su reti e informatica è sempre più una proiezione della superpotenza americana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spazio/starlink-italia-tra-tecnologia-geopolitica-e-sicurezza-nazionale.html">Starlink-Italia, tra tecnologia, geopolitica e sicurezza nazionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Non solo Musk: gli imprenditori guerrieri di Big Tech che accompagnano Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/non-solo-musk-gli-imprenditori-guerrieri-di-big-tech-che-accompagnano-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 07:18:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241105113323956_41fa0e370911b95216bacb476e2560c2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241105113323956_41fa0e370911b95216bacb476e2560c2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241105113323956_41fa0e370911b95216bacb476e2560c2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241105113323956_41fa0e370911b95216bacb476e2560c2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241105113323956_41fa0e370911b95216bacb476e2560c2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241105113323956_41fa0e370911b95216bacb476e2560c2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241105113323956_41fa0e370911b95216bacb476e2560c2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non solo Musk e Trump: c'è anche Peter Thiel e un ondata di big dietro la "rivoluzione conservatrice" dei magnati del tech.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/non-solo-musk-gli-imprenditori-guerrieri-di-big-tech-che-accompagnano-trump.html">Non solo Musk: gli imprenditori guerrieri di Big Tech che accompagnano Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241105113323956_41fa0e370911b95216bacb476e2560c2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241105113323956_41fa0e370911b95216bacb476e2560c2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241105113323956_41fa0e370911b95216bacb476e2560c2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241105113323956_41fa0e370911b95216bacb476e2560c2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241105113323956_41fa0e370911b95216bacb476e2560c2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241105113323956_41fa0e370911b95216bacb476e2560c2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241105113323956_41fa0e370911b95216bacb476e2560c2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;elezione di <strong>Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti</strong> ha segnato un punto di svolta non solo in ambito politico, ma anche nell&#8217;intersezione tra tecnologia e industria della difesa. Secondo un&#8217;approfondita inchiesta pubblicata da <em>The Intercept</em>, l&#8217;ascesa di Trump ha favorito l&#8217;emergere di una nuova élite tecnologica conservatrice, pronta a sfruttare il rinnovato sostegno governativo per ampliare il proprio coinvolgimento nella produzione di armamenti e tecnologie di sorveglianza. Questo fenomeno è emblematico di un cambiamento epocale nel settore tecnologico americano, che <strong>ora abbraccia senza riserve la collaborazione con il complesso militare-industriale.</strong></p>



<p>Durante la sua campagna elettorale, Trump si è presentato come un candidato anti-interventista, ma in realtà ha stretto alleanze con potenti figure della Silicon Valley, come <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/musk-nvidia-la-sfida-usa-cina-leuropa-assente-alessandro-aresu-legge-la-geopolitica-dellia.html">Peter Thiel, Elon Musk e Palmer Luckey,</a></strong> tutti sostenitori della politica &#8220;America First&#8221; e fautori di un potenziamento dell&#8217;arsenale tecnologico-militare degli Stati Uniti. Questa &#8220;classe guerriera&#8221; di imprenditori tecnologici vede <strong>nella competizione con la Cina una battaglia esistenziale</strong> e ritiene che il dominio tecnologico e militare sia fondamentale per la sicurezza nazionale americana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Silicon Valley e la nuova corsa agli armamenti</h2>



<p>In passato, il settore tecnologico statunitense aveva mantenuto una posizione ambigua nei confronti del Governo, cercando di evitare l&#8217;associazione con i contratti militari. Tuttavia, sotto la guida di Trump e con il sostegno di investitori come Thiel, <strong>la Silicon Valley ha abbandonato ogni reticenza morale </strong>e si è lanciata senza riserve in una nuova corsa agli armamenti. Società come Anduril, fondata da Palmer Luckey nel 2017, e Palantir, co-fondata da Thiel, stanno sviluppando droni, missili e sofisticati sistemi di sorveglianza per il Dipartimento della Difesa. Queste aziende <strong>stanno ridefinendo il ruolo dell&#8217;industria tecnologica</strong> nel contesto della sicurezza nazionale, presentando il loro lavoro come un dovere patriottico.</p>



<p><strong>L&#8217;azienda di Musk, SpaceX,</strong> ha tratto enormi profitti dai contratti governativi, in particolare per la fornitura di servizi di lancio per i satelliti militari e per il sistema Starlink, ormai diventato indispensabile per le operazioni militari americane. Secondo quanto riportato da The Intercept, <strong>Musk sta ora cercando di espandere ulteriormente il suo coinvolgimento con il Pentagono</strong>, proponendo nuove soluzioni per l&#8217;uso di razzi nello spostamento rapido di truppe in zone di conflitto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rivoluzione conservatrice</h2>



<p>Questa trasformazione del settore tecnologico americano è accompagnata da una retorica che celebra il militarismo e il nazionalismo. Personalità come Thiel e Luckey promuovono l&#8217;idea che gli ingegneri americani abbiano un dovere morale nel contribuire alla difesa della nazione, soprattutto di fronte alla minaccia cinese. Durante un evento alla Pepperdine University, Luckey ha dichiarato che “la società ha sempre avuto bisogno di una classe guerriera entusiasta di usare la violenza per buone cause”, indicando che la produzione di armi è vista come una missione patriottica.</p>



<p>Marc Andreessen, co-fondatore della celebre società di venture capital Andreessen Horowitz, ha pubblicato un &#8220;<strong>Manifesto Techno-Optimista</strong>&#8221; in cui sostiene che il rafforzamento militare sia un imperativo morale per proteggere le democrazie liberali. Andreessen sostiene che la forza economica, culturale e militare degli Stati Uniti debba <strong>basarsi sul dominio tecnologico</strong>, con un forte sostegno alla produzione di armi e alla collaborazione con il governo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cambiamento delle grandi aziende tecnologiche</h2>



<p>In passato, <strong>aziende come Google </strong>erano state oggetto di proteste interne per la partecipazione a progetti militari, come il controverso contratto &#8220;Project Maven&#8221; che utilizzava l&#8217;intelligenza artificiale per migliorare la precisione degli attacchi con droni. Oggi, la narrativa è cambiata: <strong>le aziende della Big Tech stanno abbracciando apertamente la collaborazione con il Dipartimento della Difesa</strong>. Meta, ad esempio, ha recentemente annunciato che il suo modello di linguaggio Llama sarà disponibile per i clienti della difesa, segnando una svolta significativa nel coinvolgimento delle Big Five – Amazon, Apple, Google, Microsoft e Meta – con il settore della difesa. Apple rimane l&#8217;unica tra queste a non aver ancora siglato contratti con il governo in ambito militare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro della politica americana e globale</h2>



<p>L&#8217;abbraccio tra il conservatorismo MAGA e la tecnologia delle armi sembra <strong>destinato a plasmare la politica estera degli Stati Uniti nei prossimi anni.</strong> Con Trump al potere, si prevede un&#8217;espansione dell&#8217;uso delle tecnologie di sorveglianza e delle capacità militari autonome, con un focus particolare sulla competizione con la Cina. <strong>Il vicepresidente eletto, JD Vance, è strettamente legato al mondo degli investimenti di Thiel</strong> e ha già manifestato il suo sostegno a un ulteriore potenziamento delle capacità militari statunitensi.</p>



<p>Questa tendenza rappresenta una svolta significativa per la Silicon Valley, che ora a<strong>bbraccia apertamente una nuova era di militarismo tecnologico</strong>, abbandonando le pretese di neutralità e progressismo che l&#8217;avevano caratterizzata in passato. Il risultato potrebbe essere un mondo sempre più militarizzato, dove la supremazia tecnologica diventa l&#8217;obiettivo primario, alimentando nuove tensioni globali e una corsa agli armamenti senza precedenti.</p>
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		<title>Vuoi comprare una Tesla ma non ci sono concessionarie? Ci pensa la Cina a &#8220;portarti&#8221; l&#8217;auto</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/vuoi-comprare-una-tesla-ma-non-ci-sono-concessionari-ci-pensa-la-cina-a-portarti-lauto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 10:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Auto elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Tesla]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1350" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-600x422.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-1024x720.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155958996_02338bb52f0cce992e0caf1e04db3e58-1536x1080.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei Paesi in cui Tesla non ha una presenza ufficiale, come l’Uruguay, ci sono concessionari privati che importano le auto dalla Cina.</p>
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<p>Immaginate di vivere in <strong>America Latina</strong>: in Colombia, Brasile, Argentina, o in un qualsiasi altro Paese della regione. Da un giorno all’altro decidete di acquistare un’<strong>auto elettrica</strong>. Iniziate a dare un’occhiata alle opzioni possibili, ma capite presto che avete a che fare con scelte molto limitate. </p>



<p>Già, perché se i brand cinesi hanno letteralmente <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/cacciata-dalla-ue-lauto-elettrica-cinese-va-alla-conquista-del-sud-del-mondo.html">conquistato il mercato dell’intera regione</a>, quelli occidentali – per via di specifiche scelte strategiche – non possono vantare una presenza altrettanto capillare in loco. Ci sono, certo, ma i loro concessionari sono pochissimi e si trovano solo in alcuni Stati. </p>



<p>Vale anche per <strong>Tesla</strong>, la sineddoche numero uno per riferirsi alle auto elettriche, che però, a differenza della concorrenza, ha un asso nella manica che si chiama <strong>Uruguay </strong>e un jolly che fa rima con <strong>Cina</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="535" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155939527_e724c85dfd0ac7e22809ca27fca47bf7-1024x535.jpg" alt="" class="wp-image-444392" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155939527_e724c85dfd0ac7e22809ca27fca47bf7-1024x535.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155939527_e724c85dfd0ac7e22809ca27fca47bf7-600x313.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155939527_e724c85dfd0ac7e22809ca27fca47bf7-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155939527_e724c85dfd0ac7e22809ca27fca47bf7-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155939527_e724c85dfd0ac7e22809ca27fca47bf7-1536x802.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109155939527_e724c85dfd0ac7e22809ca27fca47bf7.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Detto altrimenti, se il nostro amico latinoamericano, poniamo argentino, volesse acquistare una Tesla – che in America Latina ha una sola <strong>concessionaria </strong>in <strong>Cile </strong>– per risparmiare qualcosa potrebbe affidarsi all’Uruguay, ormai diventato una sorta di hub non ufficiale della creatura di <strong>Elon Musk</strong> per l’intera regione. </p>



<p>Spieghiamo meglio: i concessionari di automobili privati uruguayani hanno iniziato ad importare le Tesla direttamente dalla <strong>Cina</strong>, dove viene prodotta la metà degli Ev del marchio, per poi rivenderle ai propri cittadini, ma anche a tanti altri clienti di Stati limitrofi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Uruguay + Cina = Tesla  </strong></h2>



<p>Nei Paesi in cui l’azienda di Musk non ha una presenza ufficiale, come l’Uruguay (3,4 milioni di abitanti circa), ci sono concessionari che hanno escogitato modi a dir poco creativi per mettere le mani sulle auto marchiate “T”. </p>



<p>A Montevideo e dintorni, per esempio, alcuni <em>venditori di auto</em> importano le Tesla dalla Cina a titolo privato, per poi rivenderle alla clientela locale (ed eventualmente dei Paesi adiacenti). </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160045683_2df64541c4535216faef5bc36877caf5-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-444393" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160045683_2df64541c4535216faef5bc36877caf5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160045683_2df64541c4535216faef5bc36877caf5-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160045683_2df64541c4535216faef5bc36877caf5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160045683_2df64541c4535216faef5bc36877caf5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160045683_2df64541c4535216faef5bc36877caf5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160045683_2df64541c4535216faef5bc36877caf5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Queste vetture sono identiche a quelle acquistabili nei centri ufficiali Tesla. Le uniche discriminanti riguardano il fuso orario, le impostazioni meteo e la lingua delle mappe, tutte riguardanti la Cina o in cinese. </p>



<p>L’Uruguay è insomma diventato un <strong>hub ufficioso</strong> di Tesla, che in America Latina, come detto, può contare al momento su un solo negozio ufficiale (in Cile) e una manciata di auto abili e arruolabili tra Colombia e Perù.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una piacevole eccezione</strong></h2>



<p>L&#8217;Uruguay ha dalla sua parte un’efficiente <strong>rete di ricarica</strong> <strong>pubblica</strong>, le autorità hanno tagliato le <strong>tasse </strong>per i veicoli elettrici e lasciato <strong>minimi ostacoli burocratici</strong> per importare le automobili. Basta unire questi tre punti ed ecco spiegato come ha fatto Montevideo a diventare un hub (seppur non ufficiale) di Tesla. </p>



<p>Numeri alla mano, tra il 2020 e la prima metà del 2024 l’Uruguay ha importato più di <strong>6.500 veicoli elettrici</strong>, ovvero 191 auto ogni 100.000 abitanti. Qui, inoltre, ogni anno vengono vendute tra le 55.000 e le 60.000 auto, e circa il 7% sono EV (c’è l’intenzione di arrivare presto al 10%). </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160104865_b8208bb5ad1d2cdca62a44e214b8c079-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-444394" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160104865_b8208bb5ad1d2cdca62a44e214b8c079-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160104865_b8208bb5ad1d2cdca62a44e214b8c079-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160104865_b8208bb5ad1d2cdca62a44e214b8c079-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160104865_b8208bb5ad1d2cdca62a44e214b8c079-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160104865_b8208bb5ad1d2cdca62a44e214b8c079-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241109160104865_b8208bb5ad1d2cdca62a44e214b8c079.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>UTE, la società energetica di proprietà del governo, ha investito oltre 2 milioni di dollari in infrastrutture di ricarica e prevede di rendere disponibile <strong>almeno un caricabatterie ogni 50 chilometri</strong> (370 sul suolo nazionale) entro la fine del 2024. </p>



<p>Sempre tra il 2020 e il 2024, infine, secondo Uruguay XXI, l&#8217;agenzia governativa incaricata di promuovere esportazioni e investimenti, il Paese ha importato quasi 80 Tesla, di cui 50 dagli Stati Uniti. Il numero potrebbe però essere più alto, soprattutto se consideriamo le auto di Musk prelevate dalla Cina. Ben felice di fare da tramite del nuovo amico, e forse consigliere, del <a href="https://it.insideover.com/politica/elon-musk-appoggia-trump-per-cambiare-il-futuro-degli-usa.html">nuovo presidente degli Stati Uniti</a>.</p>
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		<title>La corsa dei miliardari dietro Trump e i rivali di The Donald: come si schiera il business Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-corsa-dei-miliardari-dietro-trump-e-i-rivali-di-the-donald-come-si-schiera-il-business-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 09:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Repubblicano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il braccio di ferro a distanza tra Elon Musk e Bill Gates ha polarizzato il discorso sul coinvolgimento dei grandi protagonisti della finanza Usa nella campagna presidenziale americana. Ma tra Donald Trump e Kamala Harris la presa di posizione dei grandi protagonisti della finanza e dell&#8217;economia Usa è stata più articolata dei singoli endorsement dei &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-corsa-dei-miliardari-dietro-trump-e-i-rivali-di-the-donald-come-si-schiera-il-business-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-corsa-dei-miliardari-dietro-trump-e-i-rivali-di-the-donald-come-si-schiera-il-business-usa.html">La corsa dei miliardari dietro Trump e i rivali di The Donald: come si schiera il business Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241029093029314_cc8f789f412af19e22adddddc368c55c-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il braccio di ferro a distanza tra <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/elon-musk-appoggia-trump-per-cambiare-il-futuro-degli-usa.html">Elon Musk</a> e </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/bill-gates-elon-musk-e-quei-movimenti-delle-lobby-usa-alla-corte-della-cina.html"><strong>Bill Gates</strong> </a>ha polarizzato il discorso sul coinvolgimento dei <strong>grandi protagonisti della finanza Usa</strong> nella campagna presidenziale americana. Ma tra <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-harris-la-scomunica-del-papa-il-voto-incerto-e-pesante-dei-cattolici-usa.html"><strong>Donald Trump e Kamala Harris</strong> </a>la presa di posizione dei grandi protagonisti della finanza e dell&#8217;economia Usa è stata più articolata dei singoli endorsement dei due uomini simbolo, Musk per il fronte repubblicano e Gates per quello democratico.</p>



<p>La scelta di <strong>Jeff <a href="https://it.insideover.com/economia/la-compagnia-delle-indie-di-bezos-vende-azioni-cosa-succede-ad-amazon.html">Bezos, Ceo di Amazon e patron del <em>Washington Post</em>,</a> </strong>di non schierare la testata della capitale con uno dei due candidati è apparsa in controtendenza con un trend che vede &#8220;politicizzati&#8221; molti big del sistema americano. Forse più che nel recente passato. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Più miliardari in campo per Harris, più donazioni per Trump</h2>



<p>A sommi capi, la questione si può riassumere in questo modo: il numero di <strong>miliardari che sostengono Harris</strong> è ad oggi maggiore di quelli scesi in campo per <a href="https://www.forbes.com/sites/dereksaul/2024/10/28/kamala-harris-has-more-billionaires-prominently-backing-her-than-trump-bloomberg-reportedly-gives-another-50-million-to-help-harris-updated/">Trump, 82 contro 52 secondo una conta di <em>Forbes; </em></a>The Donald, però, vede un <strong>peso maggiore dei miliardari </strong>che lo sostengono sul totale dei <strong>finanziamenti</strong> ricevuti. </p>



<p>Trump ha ricevuto dai miliardari 568 milioni di dollari, oltre un terzo dei suoi finanziamenti elettorali, contro i 127 (6% del totale dei fondi) di Harris, ha <a href="https://www.ft.com/content/3503dd39-e3f4-41dd-9f80-832150b5afa0">sottolineato il <em>Financial Times</em>. </a>Di conseguenza, se i miliardari pro-Harris preferiscono dare un endorsement politico e personale, quelli pro-Trump sono nettamente più propensi a donare ai suoi comitati d&#8217;azione politica (Pac).</p>



<p> Infine, si è rotta una tradizionale polarizzazione della grande finanza e dell&#8217;imprenditoria a stelle e strisce, che vedeva i <strong>miliardari del tech</strong> e molti esponenti della finanza istituzionale sostenere i democratici e i grandi tycoon dei settori tradizionali spingere sui repubblicani.</p>



<p>La stessa scelta di <a href="https://it.insideover.com/politica/musk-intervista-trump-a-dispetto-degli-hacker-e-della-censura-ue.html">Musk di sostenere Trump, </a>per ragioni che vanno principalmente ricercate in prese di posizioni politiche e nella visione della<a href="https://it.insideover.com/politica/musk-milei-un-asse-tra-individualismo-e-libero-mercato-per-guidare-la-destra-mondiale.html"> destra libertaria di cui l&#8217;uomo più ricco al mondo si fa portavoce</a>, lo conferma.<strong> Il miliardario di origine sudafricana</strong> è infatti imprenditore del settore tecnologico e della transizione energetica, con Tesla, SpaceX, Starlink e altre aziende che pescano in campi storicamente democratici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo Musk e Gates</h2>



<p><a href="https://slate.com/news-and-politics/2024/10/trump-kamala-harris-election-elon-musk-gates-polls-2024.html">Slate ricorda che</a> almeno due donatori hanno battuto le donazioni di Musk a Trump: &#8220;Timothy  Mellon, l&#8217;erede miliardario di una fortuna della Gilded Age, ha donato&nbsp;<a href="https://www.opensecrets.org/news/2024/08/heir-to-andrew-mellons-fortune-spends-over-165-million-to-support-trumps-reelection/">una</a><strong><a href="https://www.opensecrets.org/news/2024/08/heir-to-andrew-mellons-fortune-spends-over-165-million-to-support-trumps-reelection/"> cifra sbalorditiva, 125 milioni di dollari</a>&nbsp;, a un super PAC pro-Trump</strong>. È più delle donazioni combinate di 3 milioni di americani tipici che danno 40 dollari a testa. Miriam Adelson, la vedova del magnate dei casinò Sheldon Adelson, ha contribuito con&nbsp;<a href="https://www.nytimes.com/2024/10/16/us/elections/pro-trump-fund-raising.html">100 milioni di dollari</a>&nbsp;, tra le altre cose, per aiutare a finanziare un&#8217;ondata di acquisti pubblicitari pro-Trump in Wisconsin, Michigan e Pennsylvania&#8221;. The Donald <strong>accarezza l&#8217;idea di confermare i tagli fiscali</strong> avviati nel 2017 e molti big della finanza e dell&#8217;impresa lo seguono.</p>



<p>Ma paradossalmente proprio contro il presunto impatto de-stabilizzante di queste politiche stanno prendendo posizione i miliardari filo-Harris, guidati da Dustin Moskovitz, co-fondatore di Facebook, che ha donato 38 miliardi al Pac Future Forward, e il collega di LinkedIn Reid Hoffman, in campo con 10 milioni. Entrambi hanno definito &#8220;inflazionistiche&#8221; le proposte di Trump, e al loro fianco si è schierato <strong>Michael Bloomberg,</strong> ex repubblicano e già sindaco della città nativa di Trump, New York. Si nota che il fattore di condizionamento principale è il <strong>giudizio su Trump</strong> prima ancora che un sostegno alle politiche di Harris: in quest&#8217;ottica, in quanto figlio <a href="https://www.newyorker.com/magazine/2024/10/28/how-republican-billionaires-learned-to-love-trump-again">del loro stesso ambiente</a> i miliardari possono amare, odiare, apprezzare o criticare The Donald ma non possono certamente ignorarlo. Finanza e politica si sommano e compenetrano negli States, in un voto in cui il peso del grande capitale, soprattutto per il ritorno in campo di Trump, è oggi più dirimente che mai.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-corsa-dei-miliardari-dietro-trump-e-i-rivali-di-the-donald-come-si-schiera-il-business-usa.html">La corsa dei miliardari dietro Trump e i rivali di The Donald: come si schiera il business Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Censura sul Web: le (nostre) democrazie somigliano sempre più ai (loro) regimi autoritari</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/censura-sul-web-le-nostre-democrazie-somigliano-sempre-piu-ai-loro-regimi-autoritari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 12:44:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anche Kamala Harris e Tim Walz sono pronti alla stretta sui social qualora dovessero vincere a novembre: ecco il loro piano.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/16-9-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il vento è cambiato. Dall’arresto di <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chi-e-pavel-durov-creatore-di-telegram-e-perche-larresto-in-francia-puzza-terribilmente.html">Pavel Durov in Francia</a> alle lettere del commissario europeo <strong>Thierry Breton</strong> contro il proprietario di X, <strong>Elon Musk</strong>, passando per il <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/prove-di-censura-nel-brasile-di-lula-ed-e-guerra-con-musk.html">giro di vite nel Regno Unito e in Brasile</a>. Non c’è dubbio che un cambiamento sia in atto e le democrazie liberali, così come i regimi autoritari, vogliano avere maggiore controllo sulle piattaforme social. Anche a costo di <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/occidente-e-liberta-di-parola-davvero-va-tutto-bene.html">sacrificare valori e diritti costituzionali</a> come la libertà di parola e di espressione. </p>



<p>Il 2 settembre, sul <em>Washington Post</em>, <a href="https://www.washingtonpost.com/technology/2024/08/31/musk-durov-social-media-crackdown/?pwapi_token=eyJ0eXAiOiJKV1QiLCJhbGciOiJIUzI1NiJ9.eyJyZWFzb24iOiJnaWZ0IiwibmJmIjoxNzI1MDc2ODAwLCJpc3MiOiJzdWJzY3JpcHRpb25zIiwiZXhwIjoxNzI2NDU5MTk5LCJpYXQiOjE3MjUwNzY4MDAsImp0aSI6IjI1NTBmNTlhLTdjN2ItNDNiZS1hNzUzLWQwN2YyYWM1YzA2MiIsInVybCI6Imh0dHBzOi8vd3d3Lndhc2hpbmd0b25wb3N0LmNvbS90ZWNobm9sb2d5LzIwMjQvMDgvMzEvbXVzay1kdXJvdi1zb2NpYWwtbWVkaWEtY3JhY2tkb3duLyJ9.-bOkFUGSwAD-rhIDJJ1y4uLPy535tM_Xb6cVVWcBfI0">l’influente editorialista Will Oremus</a> annunciava questo cambio di paradigma: &#8220;Sebbene le aziende tecnologiche più disinvolte si siano a lungo scontrate con regimi autoritari &#8211; Google in Cina, Facebook in Russia o il Twitter pre-Musk in Turchia &#8211; i Governi occidentali fino a poco tempo fa generalmente non consideravano i social media e la visione della libertà di parola che promuovevano come in contrasto con la democrazia&#8221;. Infatti, &#8220;vietare intere reti sociali o arrestare i loro dirigenti non era qualcosa che le democrazie liberali facevano. Ora, nel bene o nel male, lo fanno&#8221;. Oremus aggiunge che, sebbene i casi di Durov e Musk siano diversi, entrambi &#8220;coinvolgono Governi democratici che hanno perso la pazienza con i magnati tecnologici cyberlibertari&#8221; che &#8220;sfidano apertamente le autorità”. Evidenzia un &#8220;cambio di atmosfera&#8221;, notando che &#8220;i leader tecnologici in ascesa dovranno pensare un po&#8217; più attentamente” a &#8220;su quale territorio si trovano quando scendono dall’aereo&#8221;.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli Stati Uniti pronti a seguire l’Europa</strong></h2>



<p>Gli Stati Uniti non vogliono essere da meno rispetto alla &#8220;stretta&#8221; sui social voluta dall’Ue con il <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/leuropa-sfida-elon-musk-una-guerra-su-x-per-tracciare-il-confine-tra-diritti-del-cittadino-e-liberta-despressione.html">Digital Service Act</a> e dal Regno Unito con l’<em>Online Safety Bill</em>. La candidata dem <strong>Kamala Harris</strong>, infatti, sostiene la responsabilità delle piattaforme social nel &#8220;prevenire l&#8217;abuso del diritto alla libertà di parola&#8221;, definendo questo diritto un &#8220;privilegio&#8221; che va regolamentato. Nel 2019, <a href="https://transcripts.cnn.com/show/se/date/2019-10-15/segment/04">Harris dichiarò a Jake Tapper della CNN</a> che le aziende di social media &#8220;stanno parlando direttamente a milioni e milioni di persone senza alcun livello di supervisione o regolamentazione e questo deve finire&#8221;.</p>



<p><a href="https://reason.com/volokh/2024/08/08/vp-candidate-tim-walz-on-theres-no-guarantee-to-free-speech-on-misinformation-or-hate-speech-and-especially-around-our-democracy/">Dello stesso avviso Tim Walz</a>, candidato alla vicepresidenza nel ticket democratico:&nbsp;secondo il governatore del Minnesota, &#8220;non c&#8217;è alcuna garanzia di libertà di parola nella disinformazione o nell&#8217;incitamento all&#8217;odio, e specialmente nella nostra democrazia&#8221;. Tutto ciò si collega alla recente dichiarazione della giudice della Corte Suprema <strong>Ketanji Brown Jackson</strong>, secondo cui il Primo Emendamento <a href="https://x.com/kylenabecker/status/1828674837843210722">starebbe &#8220;paralizzando il governo&#8221;</a>, pur essendo stato pensato proprio per proteggere le libertà fondamentali degli individui e la democrazia stessa. Il problema di tale approccio, come spiega il Cato Institute, <em>think-tank</em> libertario con sede a Washington, è che &#8220;il potere di regolamentare la parola potrebbe essere utilizzato da coloro con cui non sei d&#8217;accordo tanto quanto da coloro con cui sei d’accordo&#8221;.&nbsp;</p>



<p><strong>Kamala Harris</strong>, <a href="https://finance.yahoo.com/video/cannabis-stocks-rise-trump-backs-215111111.html">osserva il giornalista investigativo Matt Taibbi</a>, &#8220;non comprende come funziona il Primo Emendamento, il che è scioccante perché ha superato l&#8217;esame di Stato. È stata procuratore generale dello Stato della California. Il primo principio della Costituzione è che il Governo non ha alcun ruolo nella libertà di parola. Abbiamo intrinsecamente il diritto alla libertà di parola. È un diritto naturale. Non deriva dal Governo. Non è un privilegio che abbiamo da un&#8217;azienda o da un Governo&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cambio di approccio</strong></h2>



<p>Anche la stampa chiede una stretta sui social. <a href="https://www.racket.news/p/liberalism-removes-its-mask">Come nota Taibbi</a>, l’ex Segretario del Lavoro <strong>Robert Reich</strong> <a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/article/2024/aug/30/elon-musk-wealth-power?CMP=Share_iOSApp_Other">ha pubblicato sul <em>Guardian</em></a> una guida su come contenere il patron di X, <strong>Elon Musk</strong>, suggerendo tra l&#8217;altro che &#8220;le autorità di tutto il mondo dovrebbero minacciare Musk con l&#8217;arresto&#8221;, aggiungendo con tono ottimista che &#8220;le autorità globali potrebbero già essere sulla strada giusta per farlo, come dimostrato dall&#8217;arresto di <strong>Pavel Durov</strong> in Francia il 24 agosto&#8221;. Il <em>New York Times</em>, dopo aver pubblicato un articolo a luglio in cui si affermava che &#8220;il Primo Emendamento è fuori controllo&#8221; ha pubblicato un altro pezzo dal titolo: <a href="https://www.nytimes.com/2024/08/31/books/review/constitution-secession-democracy-crisis.html">&#8220;La Costituzione è sacra. È anche pericolosa?&#8221;</a>. Nel secondo editoriale si parla addirittura di &#8220;culto della Costituzione&#8221;, come se fosse qualcosa di pericoloso. È evidente come vi sia una tensione crescente tra la protezione delle libertà civili, come la libertà di parola e l&#8217;inviolabilità della Costituzione, e i tentativi di regolare o limitare la libertà sui social allo scopo &#8211; almeno a parole &#8211; di contenere la &#8220;disinformazione&#8221;, le &#8220;fake news&#8221; e arginare l’influenza di figure ingombranti come Elon Musk.</p>



<p>Nel recente passato, però, quest’approccio ha prodotto risultati nefasti e si è tradotto in un abuso di potere da parte dei Governi. Il Ceo di Meta, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/zuckerberg-ho-censurato-facebook-e-instagram-me-lha-chiesto-biden.html">Mark Zuckerberg, ha recentemente ammesso</a> che funzionari di alto livello dell&#8217;amministrazione Biden hanno &#8220;ripetutamente fatto pressioni&#8221; su Facebook affinché &#8220;censurasse&#8221; i contenuti relativi al Covid-19, inclusi &#8220;umorismo e satira&#8221;, durante la pandemia, così come lo scandalo del laptop di <strong>Hunter Biden</strong>. Zuckerberg ha promesso che non permetterà mai più alla sua azienda di essere soggetta a simili pressioni. </p>



<p>Jack Dorsey, ex-CEO di Twitter, ha anche lui ammesso in passato che la piattaforma ha commesso un errore nel bloccare la condivisione dell&#8217;articolo del <em>New York Post</em> sulla vicenda del laptop di Hunter Biden, durante le elezioni presidenziali del 2020. Ha riconosciuto che la comunicazione di Twitter su questa decisione è stata &#8220;inaccettabile&#8221; e ha affermato che bloccare i link senza fornire un contesto adeguato è stato un errore. È questa la lotta alla &#8220;disinformazione&#8221; che intendono i democratici? O, semplicemente, si vogliono censurare le notizie scomode come un regime autoritario qualsiasi?</p>
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